A Gaza è un bagno di sangue

Le ultime ore a Gaza sono stateun bagno di sangue, superiore persino a quello della scorsa settimana a Beit Lahiya, quando reparti corazzati israeliani entrarono nella cittadina palestinese, rioccupandola per due giorni e facendo una quindicina di morti. Una serie interminabile di incursioni aeree ieri hanno fatto 23 morti in varie località. Tra le vittime ci sono anche sette fratelli, uccisi assiemeai genitori, da unabomba da 250 kg sganciata da un F16 su una palazzina di tre piani a Shiekh Radwan, alla periferia di Gaza city, dove secondo Tel Aviv era programmato un incontro dei comandanti militari di Hamas, tra cui la primula rossa islamica, Mohammed Deif, ricercato da 16 anni dai servizi segreti israeliani e sfuggito quattro anni fa ad un assassinio mirato. Deif invece è ancora in vita – è solo ferito, dicono i palestinesi – e vivo è anche il comandante militare di Hamas nel nord della Striscia, Ahmed Ghundur. Sotto le macerie della palazzina invece sono rimasti Nabil Abu Selmeya, un attivista locale del movimento islamico, sua moglie, sette figli e figlie conuna età compresa tra i 7 e i 19 anni. Si sono salvati solo due bambini. L’immensità della strage si è compresa solo ieri mattina, quando le squadre di soccorso hanno estratto i corpi delle ultime vittime dalle macerie. Ma è stato solo l’inizio della giornata più nera di Gaza negli ultimi due anni. Le notizie giunte dal Libano sull’uccisione di sette soldati e il rapimento di altri due da parte di Hezbollah, hanno suscitato entusiasmo tra la popolazione di Gaza, convinta che l’attacco dei guerriglieri sciiti, assieme al sequestro del caporale Ghilad Shalit inmanoai suoi rapitori palestinesi dal 25 giugno, porteranno ad un scambio complessivo di prigionieri e, quindi, al ritorno a casa di centinaia di detenuti nelle carceri israeliane. Tuttavia gli sviluppi lungo la frontiera israelo-libanese hanno spinto i comandi militari israeliani ad intensificare i raid aerei e le incursioni di terra, in particolare a Deir Balah e in altre aree centrali di Gaza. Elicotteri ed F16 hanno effettuato incursioni continue e i reparti di terra non sono rimasti a guardare. Le truppe di Israelehanno ucciso un poliziotto palestinese nei pressi del villaggio di Abu el Ajin. Un combattente dei Comitati di resistenza popolare, uno dei tre gruppi che ha rivendicato il rapimento del soldato israeliano il 25 giugno scorso, è stato ucciso durante scontri nella stessa area. Altri due palestinesi sono stati uccisi a Deir al-Balah e due sono morti nella loro autovettura colpita da razzi a Khan Yunis. Un altro poliziotto è stato ucciso nel villaggio di Qarara. In serata cinque palestinesi sono morti nell’ennesimo attacco aereo avvenuto vicino Deir Balah, nella zona dove sorgeva la colonia ebraica di Kfar Darom evacuata la scorsa estate durante il «disimpegno» israeliano da Gaza. Reparti corazzati intanto hanno tagliato in due la Striscia impedendo i movimenti della popolazione da nord a sud. In questo contesto di sangue si sono diffuse voci sulla possibilità che Abu Mazen sia sul punto di dimettersi e di annunciare lo scioglimento dell’Anp. Il quotidiano panarabo Al Sharq al Awsat, ha riferito che il presidente palestinese ha «gridato le sue intenzioni in faccia al Segretario di stato Usa Condoleezza Rice in una tumultuosa conversazione telefonica», che avrebbe avuto luogo giovedì scorso. Alle sollecitazioni della Rice di «utilizzare la sua autorità per la liberazione del caporale israeliano rapito», Abu Mazen sarebbe «esploso», e avrebbe risposto: «Ma di quali autorità sta parlando, c’è rimasto forse qualcuno che ha ancora autorità? Il primo ad aggredire le mie prerogative è Israele e io nonho neppure i soldi per pagare gli stipendi agli impiegati». «La mia gente – avrebbe proseguito il presidente – dice che è meglio che non ci sia un’autorità palestinese, che è meglio che torni l’occupazione israeliana». SenzaAbuMazen, Israele resterebbe a tu per tu con il governo di Hamas, in una situazione di anarchia armata nei Territori occupati. In serata il portavoce di Abu Mazen, Nabil Abu Rudeina, ha detto che le notizie sonoinfondate e che le dimissioninonaffatto all’ordine del giorno.