Il Partito Comunista, un partito diverso da tutti gli altri

Il Partito Comunista, un partito diverso da tutti gli altri

Paulo Raimundo

Costituendo organizzazioni che lottano per il potere, i partiti politici difendono interessi differenti e in alcuni casi persino antagonisti tra loro

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Che sia Bonaccini o Borgonzoni, deraglia la Locomotiva di Guccini

Che sia Bonaccini o Borgonzoni, deraglia la Locomotiva di Guccini

Andrea Del Monaco

Francesco Guccini ha fatto un appello a votare Bonaccini presidente e Igor Taruffi candidato nella lista Bonaccini presidente, Emilia-Romagna Coraggiosa

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Pazza America: chi comanda chi?

Pazza America: chi comanda chi?

Enrico Sanna

Figlio e nipote di emigrati e di profughi, Fausto Giudice, nato in Italia (1949), è cresciuto in Tunisia, dov’è tornato a vivere dopo 45 anni passati in Europa

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Gli aggressori garanti della «sovranità» libica

Gli aggressori garanti della «sovranità» libica

Manlio Dinucci

Alla Conferenza di Berlino il segretario di stato Usa Mike Pompeo ha richiesto «la fine dell’interferenza straniera in Libia

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Il Partito Comunista, un partito diverso da tutti gli altri

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lisbona pcp 26maggio 2di Paulo Raimundo, Segreteria del Partito Comunista Portoghese

O Militante", rivista teorica del Partito Comunista Portoghese, n° 364 gennaio-febbraio 2020

da 


http://www.omilitante.pcp.pt

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

Costituendo organizzazioni che lottano per il potere, i partiti politici difendono interessi differenti e in alcuni casi persino antagonisti tra loro.

L'ideologia che sostengono, gli obiettivi che assumono e la loro composizione sociale determinano la loro natura di classe, gli interessi che difendono, ai quali sono subordinati e per quale tipo di organizzazione sociale operano.

Se è vero che la borghesia a volte presenta conflitti al suo interno e che gli interessi della grande borghesia finiscono sempre per schiacciare la piccola borghesia (che in determinate circostanze converge con la classe operaia e la classe lavoratrice nel suo insieme), non è meno vero che, e indipendentemente da questi conflitti momentanei, la grande borghesia si preoccupa di mantenere un sistema che le consenta di conservare il suo dominio sociale, politico, ideologico e soprattutto economico, alimentando la speranza per la piccola borghesia di poterci arrivare anch’essa, nello stesso momento in cui sfrutta quella immensa maggioranza che non possiede altro che la propria forza lavoro.

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Che sia Bonaccini o Borgonzoni, deraglia la Locomotiva di Guccini

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astensionismo elezioni sicilia 2012pubblichiamo un interessante articolo di Andrea Del Monaco sulle elezioni in Emilia-Romagna

di Andrea Del Monaco

da https://www.huffingtonpost.it

Francesco Guccini 
ha fatto un appello a votare Bonaccini presidente e Igor Taruffi candidato nella lista Bonaccini presidente, Emilia-Romagna Coraggiosa.

L’appello incita a fermare la Lega e, più generalmente, la destra, e si conclude con un’esortazione all’Emilia “locomotiva coraggiosa”. Cosa cantava Guccini nella sua indimenticabile canzone “La Locomotiva”?

Guccini nominava il socialismo così: “..Ma un’altra grande forza spiegava allora le sue ali, parole che dicevan gli uomini son tutti uguali…”. Al contrario il presidente dell’Emilia Romagna Bonaccini ha già chiesto l’autonomia differenziata con l’accordo siglato dalla sua regione con il governo Gentiloni il 28 febbraio 2018.

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Pazza America: chi comanda chi?

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filospinato usariceviamo e pubblichiamo

di Enrico Sanna

da https://mysterionweb.wordpress.com

Intervista a Fausto Giudice:

Figlio e nipote di emigrati e di profughi, Fausto Giudice, nato in Italia (1949), è cresciuto in Tunisia, dov’è tornato a vivere dopo 45 anni passati in Europa. È scrittore, traduttore, editore, cofondatore e coordinatore della rete dei  traduttori per le diversità linguistiche Taxcala: 
http://tlaxcala-int.org. E oggi Mysterion ospita l’intervista che gli abbiamo fatto. In questa breve premessa voglio fare una piccola considerazione sui gravissimi eventi che hanno acuito la crisi in atto in Medio Oriente, che hanno ulteriormente peggiorato i già pessimi rapporti fra Iran e USA e che stanno purtroppo caratterizzando questo inizio 2020. Potremmo essere all’inizio di una nuova guerra e quest’articolo nasce proprio per provare a chiare qual è lo stato di cose negli ambienti del potere degli Stati Uniti e per cercare di capire quali sono i pensieri che affollano le menti di chi comanda laggiù. La situazione è talmente complessa e le informazioni così scarse e contraddittorie che non mi sento di aggiungere altro in questa premessa, eccetto una riflessione sull’assunzioni di responsabilità, da parte del governo di Teheran, in merito alla caduta del Boeing 737 diretto a Kiev, che ha provocato la morte, secondo le fonti ufficiali, di 176 persone. Ricordo a tutti che il 17 Luglio 2014, nel mezzo della crisi Ucraina, precipitò a Donetsk l’MH17, un Boeing della Malaysian Airlines, in volo da Amsterdam e diretto a Kuala Lumpur (il più importante aeroporto malesiano situato nel distretto di Sepang) e precipitato in circostanze poco chiare. Le cause di quest’ultimo incidente sono ancora avvolte nel mistero. Poiché il dubbio vale in ogni faccenda ignota, allora viene da sé che le dichiarazioni ufficiali iraniane potrebbero nascondere qualcosa. Che in entrambe le faccende ci sia lo zampino di Zio Sam?

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Gli aggressori garanti della «sovranità» libica

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dinucci mappa libiadi Manlio Dinucci

il manifesto 21 gennaio 2020

Alla Conferenza di Berlino il segretario di stato Usa Mike Pompeo ha richiesto «la fine dell’interferenza straniera in Libia, l’embargo sulle armi e un durevole cessate il fuoco».  Lo stesso hanno fatto Francia, Regno Unito e Italia, gli stessi paesi che nove anni fa formavano insieme agli Usa la punta di lancia della guerra Nato contro la Libia. 

Prima avevano armato contro il governo di Tripoli settori tribali e gruppi islamici, e infiltrato forze speciali tra cui migliaia di commandos qatariani. Quindi, dichiarando di voler fermare Gheddafi «massacratore del suo popolo», veniva lanciata l’operazione bellica sotto comando Usa. 

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Soleimani è morto, viva Soleimani!

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soleimaniriceviamo e pubblichiamo

di Bollettino Culturale

da https://bollettinoculturale.blogspot.com/

Il 2020 inizia sotto il segno della guerra. In Libia, armati di scarponi e droni, stanno arrivando i turchi per sostenere Sarraj e i fondamentalisti islamici, in cambio del riconoscimento degli interessi turchi sui giacimenti di gas ciprioti in contrapposizione alla autorizzazioni date dal governo cipriota all’italiana Eni e alla francese Total per l'esplorazione dell’area interessata, a Tripoli. Sfideranno gli assalti del generale Haftar, sostenuto dalla maggioranza del mondo arabo sunnita, la Francia, gli USA e la Russia che ha già inviato i propri mercenari in suo soccorso.

Stiamo parlando di una nuova escalation che colpirà la popolazione libica senza pietà, soprattutto ora che le truppe di Haftar stanno assediando nuovamente Tripoli.

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Gli Stati Uniti sono in una battaglia epocale per fermare l’integrazione dell’Eurasia

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Belton road 2di Pepe Escobar

Traduzione: Luciano Lago

da https://www.controinformazione.info

Gli Stati Uniti si trovano in una “battaglia per i secoli” contro la Russia / Cina per fermare l’integrazione eurasiatica – Le cose andranno molto peggio

I turbolenti anni venti sono iniziati con il botto dell’assassinio mirato del generale iraniano Qasem Soleimani.

Eppure un botto più grande ci attende per tutto il decennio: la miriade di declinazioni del Nuovo Grande Gioco in Eurasia, che mette gli Stati Uniti contro la Russia, la Cina e l’Iran, i tre principali nodi dell’integrazione dell’Eurasia.

Ogni atto rivoluzionario in geopolitica e geoeconomia nel prossimo decennio dovrà essere analizzato in relazione a questo epico scontro.

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I giovani dalla fondazione del P.C.I. alla Resistenza (*)

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di Pietro Secchia

pci giovani bandiereDiscorso pronunciato in occasione dell'anniversario della fondazione del PCd'I (21/01/1921)

da Pietro Secchia, Lotta antifascista e nuove generazioni, La Pietra, Milano, 1973, pp. 153-175

Ringrazio voi e il Partito per avermi, immeritatamente, invitato a partecipare a questa tavola rotonda trattando il tema: «Contributo del movimento giovanile dalla fondazione del P.C.I. alla Resistenza».

Ho detto immeritatamente perché, specie per i primi anni di vita del Partito e della F.G.C.I., sarebbe spettato ad altri compagni che allora erano alla direzione della Federazione Giovanile, come Luigi Polano, Edoardo D'Onofrio e Giuseppe Berti, fare questa esposizione. Nel 1920-21 io militavo nella F.G.C.I., anzi provenivo dalla Gioventù socialista, ma ero un dirigente provinciale, non facevo ancora parte degli organismi dirigenti centrali della F.G.C.I., nei quali sarei entrato soltanto nel 1924.

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Per salvare Roma servono ‘coraggio e cultura nuova’. Intervista a Paolo Berdini, ex assessore all’urbanistica Roma Capitale.

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paolo berdiniriceviamo con richiesta di pubblicazione

di Alba Vastano

da http://www.blog-lavoroesalute.org

“Nel primo mese della mia attività, quando c’era ancora una fiducia piena sulle mie azioni, è stato approvato il progetto di trasformazione della ex Fiera di Roma sulla Cristoforo Colombo con una forte diminuzione delle volumetrie e, quindi, della rendita urbana. La mala urbanistica romana era stata dunque sconfitta e si doveva continuare. Per salvare Roma non servono vecchie ricette. Serve coraggio e una cultura nuova che sappia affrontare la questione del debito, delle aziende municipalizzate, del bisogno di case per la parte debole della società, dell’abbandono delle periferie. Dobbiamo creare le condizioni per aprire questa nuova affascinante fase e risvegliare le energie migliori della città” (Paolo Berdini)

Roma è al collasso, il degrado è a vista. Estate 2019 vissuta dai residenti fra cassonetti traboccanti, fino a invadere i marciapiedi. Gimcane fra ‘monnezza’, colonie di insetti e qualche ratto festoso. Con il solleone i miasmi colpiscono duro. Ma il freddo non ne ha diminuito il fetore. L’immondizia è sempre lì, disordinata, puzzolente, incontenibile nei contenitori massacrati dal tempo, dall’incuria e dalla totale mancanza di igiene primaria. Basterebbe disinfettarli sistematicamente, ma nessun operatore Ama sembra sia incaricato a farlo. E gli effetti si vedono…e si respirano. Ѐ questo, non solo per chi la città la vive da residente, ma anche agli occhi del passante occasionale o del turista pur affascinato dalle meraviglie artistiche indiscutibili della nostra ‘caput mundi’, uno dei primi impatti sulla città.

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Il leninismo e la lotta di liberazione nazionale: l'esempio di Amilcar Cabral

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cina africa bandieredi Carlos Lopes Pereira

"O Militante", rivista teorica del Partito Comunista Portoghese, n° 356 settembre-ottobre 2018

da http://www.omilitante.pcp.pt

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

Il 20 gennaio 1973, ad opera di sicari al servizio del regime fascista portoghese (sostenuto, ricordiamolo opportunamente, dalla NATO, di cui era membro fondatore) veniva assassinato Amilcar Cabral, una delle figure più importanti del movimento di liberazione africano, leggendario leader del Partito Africano dell’Indipendenza della Guinea e Capo Verde (PAIGC).

Marx21.it intende ricordare questo grande rivoluzionario e il suo fecondo rapporto con il leninismo, proponendo un contributo di Carlos Lopez Pereira pubblicato in “O Militante”, la rivista teorica di quel Partito Comunista Portoghese che tanto si spese nella solidarietà politica e materiale con la lotta dei movimenti di liberazione delle colonie sottoposte al giogo del regime di Salazar e Caetano. 

Amilcar Cabral (1924-1973), fondatore e leader del Partito Africano dell'Indipendenza della Guinea e Capo Verde (PAIGC), è stato uno dei rivoluzionari africani più importanti del ventesimo secolo.

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Cina e antiterrorismo di Li Wei

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Cina e antiterrorismo Prima 1024x1024di Marco Pondrelli

Li Wei, Direttore dell'Istituto di Sicurezza e Controllo delle Armi cinese, è un esperto di terrorismo ed ha dedicato a questo tema la sua carriera accademica. Il suo ultimo libro 'Cina e antiterrorismo' (Anteo Edizioni) aiuta a leggere gli ultimi accadimenti mondiali a partire dall'uccisione del Generale Qasem Soleimani. Troppo spesso nel dibattito politico, italiano e non solo, la semplificazione sfocia nella banalizzazione del problema. Il giorno dell'assassinio di Soleimani il regista statunitense Michael Moore ha scritto “sapevate che era il vostro nemico? Cosa? Mai sentito parlare di lui? Entro la fine di oggi sarete addestrati ad odiarlo. Sarete felici che Trump lo abbia assassinato”. 

Tante dichiarazioni lette in questi giorni possono trovare un loro uditorio perché i problemi non sono mai analizzati seriamente, così come si parla di 'populismo' o di 'sovranismo' senza perdere tempo per darne una definizione (basta l'ismo per spaventare), allo stesso tempo si parla di 'terrorismo' senza conoscere il fenomeno ed unendo in questa definizione tutto e il contrario di tutto.

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C’era una volta l’URSS

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cccp monumentodi Pietro Missiaggia

Prefazione

Questa recensione nasce dopo la lettura del testo di Dominique Lapierre Il Était une fois lU.R.S.S[1], libro poi pubblicato in lingua italiana dalla casa editrice NET. Perché ho deciso di trattare questo testo, benché non sia un saggio storico, ma un semplice diario di viaggio dell’autore? Perché credo che, nonostante il testo in questione non intenda dare un ritratto storico definitivo sullURSS1, sia interessante poiché mette in luce aspetti della vita quotidiana sovietica poco noti, e soprattutto credo che siano degni di analisi i pregiudizi (in parte presenti nel libro) del mondo occidentale verso quell’esperienza politica che fu l’URSS. Nonostante qualche preconcetto, l’opera di Lapierre rimane ottima e degna d’essere letta.

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Ma che cos'è questa repubblica islamica dell'Iran?

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iran petrolioPubblichiamo un interessante intervento di Franco Cardini

da http://www.francocardini.it

Orientarsi nel puzzle irakeno-iraniano, ora, è più difficile. Le proposte d’indurimento dell’embargo sono un nuovo atto di guerra, dopo l’assassinio di Suleimani; in Iran la preoccupazione cresce e la vita è più difficile. L’errore della contraerea che ha causato il disastro dell’aereo ucraino è sintomatico. Ma le ricostruzioni di questi giorni sono tutte insoddisfacenti. Ricominciamo da principio. Partiamo da una breve puntualizzazione su come funziona l’Iran di oggi, perché al riguardo le cognizioni medie in Italia sono desolanti. Proseguiamo con un dossier a più voci, piuttosto differenti tra loro.

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La Russia ha bisogno di un governo di fiducia popolare

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pcfr elezioni 2011di Yuri Afonin, vice presidente del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa

da https://kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma per Marx21.it

Il paese ha bisogno di un governo di fiducia popolare. Solo così sarà possibile correggere lo squilibrio tra una politica estera sufficientemente forte e passi in avanti nello sviluppo interno del paese”. Lo ha affermato il Vice Presidente del Comitato Centrale del Partito Comunista Yu. V. Afonin partecipando al programma “Serata con Vladimir Solovyov”, dedicato al messaggio del Presidente Vladimir V. Putin e alle dimissioni del governo di D. A. Medvedev

Yuri Afonin ha osservato che una serie di misure di protezione sociale proposte nel messaggio del presidente sono ciò che il Partito Comunista ha ripetutamente presentato. Yuri Vyacheslavovich ha consigliato a tutti i partecipanti alla discussione di leggere l'articolo del leader del Partito Comunista Gennady Andreyevich Zyuganov, "Fallimento del corso governativo", che è uscito una settimana prima delle dimissioni del gabinetto di Medvedev. Nell’articolo sono stati chiaramente indicatii i principali difetti della politica del governo e sono state proposte misure per correggere la situazione.

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Dieci domande e risposte sul progetto di riforma

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cgt cheminotsdi Salim Lamrani

L'accademico Salim Lamrani risponde a dieci domande sulle conseguenze della riforma delle pensioni del presidente Macron

1.- Quando è stato creato l'attuale sistema pensionistico?

L'attuale sistema pensionistico in Francia è un'eredità della Liberazione, ottenuta grazie al Consiglio Nazionale della Resistenza. Si basa sul principio della solidarietà tra le generazioni. Così un paese distrutto e rovinato da sei anni di guerra è riuscito a stabilire un sistema volto a garantire un livello dignitoso di pensione agli anziani. Nel 1945, la creazione del sistema di previdenza sociale "rispondeva all'ambizione di costruire un sistema pensionistico che coprisse l'intera popolazione". Ecco le ragioni dell'ordinanza del 1945: "La sicurezza sociale è la garanzia data ad ogni persona che in ogni circostanza avrà le risorse necessarie per assicurare il proprio sostentamento e quello della sua famiglia in condizioni dignitose. È giustificata da una elementare preoccupazione per la giustizia sociale ed è una risposta al desiderio di liberare i nostri concittadini dall'incertezza del futuro".

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Il sindaco comunista di Novosibirsk: “le dimissioni del governo della Federazione Russa rispondono a una richiesta di cambiamento”

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pcfr manifestazione01dichiarazione di Anatolij Lokot

da https://kprf.ru/party-live/regnews/190995.html

Traduzione dal russo di Mauro Gemma per Marx21.it

Dopo la decisione di Vladimir Putin di allontanare Dmitrij Medvedev dall’incarico di premier del governo russo, molte sono state le reazioni degli esponenti delle forze politiche russe. E’ significativo che, a fronte dei commenti negativi e stroncatori dei rappresentanti della opposizione filo-occidentale e ultra-liberista (a cominciare dalla dichiarazione di Navalnij), da parte dei partiti di sinistra (Partito Comunista della Federazione Russa e la socialdemocratica “Russia Giusta”) l’atteggiamento è apparso invece interlocutorio e pieno di aspettative nei confronti delle mosse del presidente della Federazione Russa.

E’ da segnalare, in particolare, la breve ma significativa dichiarazione di Anatolij Lokot’, sindaco della grande città siberiana di Novosibirsk e membro del Presidium del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa, che è utile proporre ai lettori di Marx21.it (MG)

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Dall’economia di guerra ad un’economia di pace

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banche valutedi Francesco Cappello

Al tradizionale conflitto tra lavoratori e proprietari dell’azienda si è aggiunto oggi quello
più generale tra debitori e creditori. Alla categoria dei debitori appartengono non solo famiglie e imprese mainteri popoli e le loroorganizzazioni statali. 

Sullo sfondo il conflittotra micro e macro: microimprese e multinazionali, piccole banche e grandi banche d’affari, stati nazionali e poteri sovranazionali.

L’architettura del sistema finanziario e il sistema dei pagamenti internazionale generano enormi bolle di debiti e crediti, pubblici e privati, che non si incontrano e che la finanza gestisce in forma di cartolarizzazioni, derivati (1) e altro. I debiti accumulati dalla finanza speculativa ammontano secondo stime, utilizzanti dati della BRI, a una somma pari a 54 volte il Pil mondiale! Si tratta di denaro fittizio,ricchezza fittizia, tradotta in titoli, inventati dal sistema finanziario, il cui valore non è determinabile con certezza e che risultano continuativamente soggetti ad improvvisi quanto imprevedibili rischi di svalutazione. Tuttavia, la casta aristocratico-finanziaria (che si avvale dello strumento dei grandi fondi di investimento che controllano le grandi banche d’affari, le multinazionali, le agenzie di rating, le grandi agenzie informative, la stessa politica) che detiene e gestisce questa ricchezza di carta usa allo scopo le più diverse manovre speculative. La pretesa di fondo consiste nel pensare di far soldi con i soldi, nei vari passaggi di mano da un investitore all’altro, saltando a piè pari leconomia reale, tenuta ai margini, se non del tutto disgiunta, da quella finanziaria. Piuttosto che concedere prestiti a famiglie e aziende si trova più redditizio commercializzare titoli. La ricchezza fittizia accumulata dalla finanza ha tuttavia un potere d’acquisto che esercita nei confronti della ricchezza reale. Dai rischi della finanziarizzazione non sono purtroppo immuni tantissime imprese di produzione e servizi che si sono lasciate convincere, o si sono viste costrette, a detenere grosse fette dei loro capitali sotto forma di titoli finanziari, la cui instabilità genera, peraltro, notevoli oscillazioni dei prezzi delle materie prime alla base delle loro attività trasformative. 

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Chiamata alle armi, la Nato mobilitata su due fronti

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Dinucci usa cartinadi Manlio Dinucci

da il manifesto 14 gennaio 2020


NATOME: così il presidente Trump, che si vanta del proprio talento nel creare acronimi, ha già battezzato lo spiegamento  della Nato in Medio Oriente, da lui richiesto per telefono al segretario generale dell’Alleanza Stoltenberg. 

Questi ha immediatamente acconsentito che la Nato debba avere «un accresciuto ruolo in Medio Oriente, in particolare nelle missioni di addestramento». Ha quindi partecipato alla riunione dei ministri degli esteri della Ue, sottolineando che l’Unione europea deve restare a fianco degli Stati uniti e della Nato poiché, «anche se abbiamo fatto enormi progressi, Daesh può ritornare». 

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La democrazia del caposardina

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sardinedi Andrea Zhok

da https://megachip.globalist.it


Pensierino espresso l'altro giorno dal caposardina Santori: "Politica con la P maiuscola significa delegare a qualcuno che è competente." Ma davvero? Ragioniamoci un po'...

A Piazza Pulita Concita De Gregorio - ex direttrice dell'Unità - ha spiegato in breve il senso del pensierino espresso l'altro giorno dal caposardina Santori: "Politica con la P maiuscola significa delegare a qualcuno che è competente."

Secondo Concita, il tema del MES (come dunque tutti quelli in generale di pari complessità dei trattati con l'UE et similia) dovrebbe essere lasciato ai 'competenti' (come Elsa Fornero, indicata in studio). Questa sarebbe l'essenza della democrazia: il popolo manda qualcuno 'di cui si fida' a trattare a suo nome (segue applauso scrosciante).

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Intervista al direttore Marco Pondrelli

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2013 karl marx axel kohlhaas 21Pubblichiamo un'intervista al Direttore del sito marx21 condotta dal Bollettino Culturale

da https://revolucionvoxpopuli.wordpress.com

Marco Pondrelli, direttore del sito Marx21, guida un’importante realtà sul web per noi comunisti. Non sempre condividiamo le analisi e la linea di Marx21 ma ne riconosciamo l’impegno soprattutto nel disfare quella patina di propaganda e confusione che offusca le analisi politiche e geopolitiche di una parte del movimento comunista.

Marx21 si è sempre impegnata nel dare una diversa lettura, ad esempio, del Medio Oriente e delle primavere arabe mentre Rifondazione manifestava a favore della detronizzazione di Gheddafi in Libia. Lodevole è anche la diversa lettura che da molti anni fa della Cina e delle riforme cinesi, contribuendo, attraverso un fitto dialogo con i marxisti cinesi, ad aprire un dibattito ed influenzare la linea delle organizzazioni comuniste del nostro paese su questo tema.

Anche sul terreno della politica interna cerca di dare una lettura marxista dell’ascesa delle formazioni populiste diversa sia da chi riduce tutto al ritorno del fascismo e chi crede che Salvini sia un prodotto della stupidità dell’uomo della strada, incapace di afferrare i frutti del progresso rappresentato dai vari PD, Italia Viva e liberali da battaglia. Con l’ambizione di saldare i legami tra le nostre realtà, pubblichiamo l’intervista al direttore Pondrelli.

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Lettera aperta ai compagni italiani

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cgt sciopero 2019riceviamo da Lorenzo Battisti

Cari compagni italiani,

siamo lavoratori italiani che vivono in Francia. Siamo militanti del sindacato di classe francese, CGT, la Confédération Générale du Travail.

Da oltre un mese, dal 5 Dicembre, ci sono mobilitazioni e scioperi contro la riforma delle pensioni del Governo Macron. Oltre un mese in cui i trasporti sono bloccati, in cui lavoratori dormono al fuoco dei copertoni nei depositi degli autobus, nelle centrali elettriche, nelle raffinerie, nei porti. Ma anche un mese in cui si sono mobilitati lavoratori che non lo avevano mai fatto prima: gli avvocati sono in sciopero, con il loro sindacato e sostenuti da tutto l’ordine; i lavoratori della cultura, che hanno bloccato i teatri e che si esibiscono gratuitamente in strada a sostegno del loro sciopero e di quello di tutti gli altri settori. Ma anche scuole, poste, ospedali, in mobilitazione da oltre un anno. O le lavoratrici a cottimo degli hotel, che scioperano da oltre sei mesi.

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