Storia, teoria e scienza

Da Tangentopoli alla Terza repubblica (passando per Berlusconi): storia di un'involuzione

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di Antonio Siniscalschi | da www.comunisti-italiani.it

tangentopoli-w300Il 17 febbraio del 1992, venti anni fa, veniva avviata l'indagine di Mani Pulite o, nel gergo giornalistico Tangentopoli. Secondo Lucarelli, quello di Blunotte per intenderci, “una rivoluzione”, accompagnata, come ogni rivoluzione che si rispetti, dai suoi “eroi”, le sue “masse in fermento”, i suoi morti.

Ma andiamo per ordine e riassumiamo velocemente cosa è stata e come si è svolta Tangentopoli: tutto inizia, per l'appunto, il 17 febbraio 1992 quando con un mandato d'arresto voluto dal PM Antonio Di Pietro e autorizzato dal GIP Italo Ghitti, viene arrestato, Mario Chiesa, direttore del Pio Albergo Trivulzio e membro di spicco del PSI di Milano. 

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Il comunismo di Rossana Rossanda e la crisi del Manifesto

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di Emiliano Alessandroni per Marx21.it

rossanda manifestoL'editoriale di Rossana Rossanda [1] esprime una forma di “dogmatismo storico” di cui ho già avuto modo di accennare in un mio recente articolo sulla questione libica e le configurazioni assunte dai “cesarismi” nel corso della storia [2]. In questo come in altri casi ella parte da un'idea personale di comunismo che non intende mettere assolutamente in discussione e al cospetto della quale tutte le esperienze del socialismo reale del Novecento, gli intrepidi tentativi passati e presenti di costruire società post-capitalistiche, le esperienze vietnamita, cinese, cubana, crollano inesorabilmente come castelli di carta, o come deplorevoli campioni di fronte ad un disegno incorruttibile. Anziché elaborare e modificare la propria idea a partire dalla realtà e dalle miriadi di contraddizioni e complessità che essa presenta, la Rossanda vorrebbe tentare di costringere la realtà entro un'idea indiscutibile e preconcetta (la sua), che non ritiene necessario correggere. Da qui alla teratologia il passo è breve.

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Viaggio a Guadalajara, dal 16 al 18 marzo

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guadalajara 160312

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Le idee "scomode" di Giordano Bruno

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Foibe, la verità compromessa. Intervista alla studiosa Claudia Cernigoi

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foibe speleologiSilenzio.
Un silenzio funereo.
Cavità,
e buio,
ed ancora silenzio.
Violenza nella violenza,
verità ribelle,
violentata dalla Storia che deve offuscare la libera Resistenza,
offuscata dalla voce del lamento
dall'Inno di quel sacramento
ululante nell'umanità disumana.
Foibe.
M.B.
 

Il 10 febbraio si celebra il Giorno del ricordo, istituito con la legge n. 92 del 30 marzo 2004, concede anche un riconoscimento ai congiunti degli infoibati. Cosa sono state realmente le foibe? Cosa è accaduto nella terra di Confine? Quale è la verità sul caso foibe? Esiste un caso foibe? Esiste un processo di revisionismo storico? Di tutto ciò ne parleremo con la giornalista e studiosa Claudia Cernigoi.

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Luciano Canfora parla della Grecia del 322 a.C. per parlare dell'Europa di oggi

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di Luciano Canfora | da il Corriere della Sera
 

atene-w300Cassandro nel 322 a. C. impose alla polis di limitare i suoi diritti
Quando i Macedoni misero Atene sotto tutela

Nonostante l'Europa sia debitrice di quasi tutto ai Greci e alla loro straordinaria civiltà, pochi grandi popoli hanno dovuto subire, nella loro storia, la pratica asfissiante della tutela da parte di altre potenze.

Centottanta anni fa, nel febbraio 1833, la Grecia finalmente «indipendente» si vedeva regalare dal concerto delle grandi potenze europee un sovrano tedesco, per l'esattezza bavarese: Ottone di Wittelsbach, scortato, poiché ancora in minore età, da un consiglio di reggenza tutto formato da bavaresi. Non sappiamo se Angela Merkel conosca la tremenda storia della Grecia moderna: ma certo il precedente la ingolosirebbe non poco. Nonostante l'Europa, a cominciare dagli antichi romani, sia debitrice di quasi tutto ai Greci e alla loro straordinaria civiltà filosofica, scientifica, letteraria ecc.

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Il Cuore Nel Pozzo CASO DI REVISIONISMO MEDIATICO

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Revisione storiografica e uso politico della questione delle foibe*

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di Marco Delle Rose**

 

jugoslavia bandieraIntroduzione


L’altopiano calcareo compreso tra Slovenia e Italia (chiamato Kras in sloveno e Carso in Italiano) è denominato dagli studiosi di scienze della Terra “Classic Karst” per aver dato il nome ai “paesaggi carsici”. Doline, caverne, acquitrini, sprofondamenti, dirupi, forre, voragini, abissi sono gli ambienti principali del territorio carsico e ne hanno condizionato le forme di antropizzazione. In merito a strategie belliche, i paesaggi carsici si rivelano particolarmente adatti per operazioni di guerriglia. Attraversamenti obbligati e angusti, cavità quasi inaccessibili, offrono infatti singolari vantaggi a piccole e mobili unità locali, mentre pongono problemi tattici e logistici a truppe allogene non adeguatamente addestrate ed equipaggiate. Gli usi difensivi delle grotte da parte della guerriglia comprendono, tra gli altri, rifugio per combattenti e civili in fuga e posizionamento di postazioni armate. Vari usi offensivi sono altresì favoriti, ossia: intrappolamento, agguato, nascondiglio, spazio per addestramento e schieramento, deposito di munizioni, luogo per detenzioni ed esecuzioni (Day e Kuney, 2004).

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Foibe. Un solo responsabile: il fascismo

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di Massimo Ciusani* | da www.pdci-ibarruri.it

 

La legge del 30 marzo 2004 che istituì il “Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata”, è un altro drammatico episodio di una più ampia campagna revisionista ed eversiva che da anni ha messo radici nel paese e per la quale i riformisti e i revisionisti portano sulle spalle colpe e responsabilità gravissime.

 

La giornata del 10 febbraio è volta proprio a celebrare quell’Italia fascista e imperialista uscita sconfitta dalla guerra. Nella campagna di menzogne e propaganda portata avanti mano nella mano dalla destra fascista ed eversiva e da riformisti e revisionisti si è andati veramente oltre. Le vittime sono trasformate in carnefici e i veri carnefici in vittime.

 

E’ però utile chiedersi come mai l’intera vicenda sia rimasta un capitolo oscuro, rimosso per tanto tempo. Chi ha avuto interesse a lasciarlo nel buio? La risposta è: gli angloamericani. Quando infatti nel 1948 si consuma la rottura tra Tito e il fronte del socialismo e del progresso, rappresentato dall’Unione Sovietica di Stalin, i paesi imperialisti guardano alla Jugoslavia come a un possibile prezioso alleato contro l’Urss e le Democrazie Popolari e viene lasciata così cadere ogni idea di approfondire i fatti del 1945.

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Riccardo Bellofiore, La crisi capitalistica, la barbarie che avanza

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di Vladimiro Giacché

 

bellofbarbNota di lettura:

Riccardo Bellofiore, La crisi capitalistica, la barbarie che avanza,

Trieste, Asterios, 2012, pp. 82, euro 7.

 

Tutto quello che avreste voluto sapere sulla concezione marxista della crisi applicata alla crisi odierna e non siete mai riusciti a trovare in un solo libro. Ho immaginato questo sottotitolo per il libretto di Riccardo Bellofiore pubblicato meritoriamente da Asterios a un prezzo accessibile a tutte le tasche. Si tratta, molto semplicemente, di un testo indispensabile per chiunque voglia orientarsi nei diversi utilizzi della teoria di Marx per capire la crisi (sto parlando degli utilizzi seri, non delle boutade alla Tremonti…). È lo stesso autore, nelle prime pagine del libro, a offrirci la traccia del suo percorso: 1) una ricognizione delle diverse teorie della crisi riconducibili a Marx, 2) tentativo di integrare i diversi spunti marxiani sulla crisi all’interno di una lettura non meccanicistica della caduta del saggio di profitto, 3) schizzo storico della crisi capitalistiche dalla Grande Depressione di fine Ottocento sino agli anni Sessanta-Settanta, 4) ultimi decenni del Novecento e primo decennio del nuovo secolo. Si tratta di un itinerario caratterizzato da un estremo rigore terminologico, ma anche da grande chiarezza.

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