di Marica Guazzora, Responsabile Diritti Federazione PdCI Torino
La Commissione Bilancio della Regione Piemonte ha approvato, con i soli voti del Pdl, la creazione del fondo per il sostegno alle donne che rinunceranno all'interruzione volontaria della gravidanza, poiché i ricorsi in merito alla vicenda Consultori presentati dalla Casa delle donne di Torino sono stati respinti. Con 250 euro al mese, per 18 mesi ti ......togli la paura. Mantieni il tuo bambino/a, perché si sa che con 250 euro al mese si fanno una infinità di cose, sopratutto se una donna non ha forme di sostentamento, non ha lavoro, magari non ha casa decente, né parenti che possano aiutarla con 250 euro al mese risolve tutto... Comunque sia, finiti 18 mesi saranno cavoli suoi. Se continua a non avere mezzi di sostentamento, niente lavoro, niente strutture e non ha a chi lasciarlo/a, può sempre abbandonarlo/a sui gradini di una chiesa, come si faceva nei bei tempi andati, quando c'era la famosa ruota.
Questioni di genere
NO PADANIA, NO SOSTEGNO!
Stupro di gruppo e articolo 18: una relazione pericolosa
di Delfina Tromboni, direzione nazionale PdCI
L'ultima notizia viene dalla FIOM: nella discussione (puramente ideologica) sull'articolo 18, tra le cause che la nostrana “razza padrona” porta a sostegno della cosiddetta “flessibilità in uscita” (detta in parole povere e comprensibili, è la pura e semplice libertà di licenziare) c'è l'assenteismo. Niente di nuovo sotto il sole, dirà chi ha la memoria più lunga e già ha fatto le sue battaglie, negli anni settanta, contro l'uso di classe di questa categoria. Certo, niente di nuovo. Nemmeno nel tentativo, spudorato, di inserire tra le assenze prolungate cause di assenteismo anche l'assenza per maternità, tutelata da una legge dello Stato, nonché i congedi parentali che – conquista più recente e ancora pochissimo praticata – possono essere richiesti anche dai nuovi padri. Chi ha la memoria lunga anche per le “cose da donne” (come un tempo brutalmente si diceva, in fedeltà alla pratica politica che contraddistingueva le varie formazioni...), cioè una comunista femminista quale io penso di essere, sa bene che non è la prima volta che il padronato nostrano ci prova.
Volontà di futuro
di Ada Donno | http://awmr-donneregionemediterranea-italia.blogspot.com/p/fdim-widf.html
La Women's International Democratic Federation (WIDF) verso il XV congresso
La Federazione democratica internazionale delle donne – sessantasei anni portati guardando al futuro - prepara il suo XV congresso mondiale, che si terrà a Brasilia nell'aprile 2012.
“E’ un’emozione per me salutare tante donne d’ogni provenienza, differenti percorsi di vita ed età, che qui rappresentano più di 40 paesi del mondo” disse Eugénie Cotton, prestigiosa allieva di Marie Curie e presidente dell’Unione delle donne francesi, rivolta alle convenute nel Palais de la Mutualité di Parigi, riunite nel primo incontro internazionale di donne del dopoguerra. Il colpo d’occhio sulla sala era in effetti impressionante e l’occasione era di quelle che passano alla storia: 850 donne, o forse più, delegate da oltre 180 organizzazioni d’Europa, Nord e Sud America, Africa e Australia a rappresentare virtualmente 81 milioni di donne.
Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne
di Gioia Minuti | su www.granma.cu
XIV SETTIMANA DELLA CULTURA ITALIANA
Tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come la “Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne”, ed ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG ad organizzare attività volte a sensibilizzare l'opinione pubblica in quel giorno.
L'Assemblea Generale dell'ONU ha ufficializzato una data che fu scelta da un gruppo di donne attiviste, riunitesi nell'Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà (Colombia) nel 1981.
Questa data fu scelta in ricordo del brutale assassinio del 1960 delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l'impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo, il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell'arretratezza e nel caos per oltre 30 anni.
Giornata internazionale dedicata all’eliminazione della violenza contro le donne
di Alexandra Storari, segreteria Federazione PDCI Ferrara
Uomini che odiano le donne è il titolo di un romanzo di successo dello scrittore e giornalista svedese Stieg Larsson. Solo sulla superficie romanzo poliziesco, è invece un romanzo di formazione, un Bildungsroman, centrato sulla figura – del tutto inconsueta nel genere giallo – di una giovane donna Lisbeth Salander.
Forte, determinata, hacker di professione, Lisabeth Salander è in realtà una ragazza fragile, che ha conosciuto sin dalla adolescenza quanto il potere maschile – del padre, del tutore, ma anche dell’istituto psichiatrico dove viene rinchiusa, del carcere in cui viene ingiustamente condotta, e infine dello Stato rappresentato dal tribunale che la vuole giudicare – possa essere un mondo di violenza, di sopraffazione, di crudeltà. Violenza non solo fisica ma anche psicologica, crudeltà non solo delle singole persone che ruotano intorno a lei ma anche delle apparentemente “neutre” istituzioni svedesi, sopraffazione non solo dei propri diritti e della propria libertà ma anche della propria individualità, del proprio essere più profondo.
Fanny: la grande Strega è volata via
di Claudia Korol
La Fanny che piango e celebro.
La donna che ci "amadrinó" quando con tanti ragazzi e ragazze eravamo a raccogliere caffè in Nicaragua, o a condividere le sorti della resistenza cilena.
La donna che ci ha insegnato un modo di essere comuniste ogni giorno e ogni ora del giorno, allo stesso modo che siamo madri, o ricamatrici, o vasaie, o poete.
La donna che scriveva i suoi discorsi a mano, impigliati nelle poesie di Neruda, Gonzalez Tuñon, Cesar Vallejo ... perché sapeva che non ci sono parole più efficaci di quelle che inventano mondi, colgono stelle in cima alle rivoluzioni, e blindano le rose ...
Per favore, non chiamatele neocomuniste…
di Delfina Tromboni
Leggo con qualche inquietudine su “Repubblica” di oggi (Le cattive ragazze del sacco di Roma di Corrado Zunino) che tra le componenti di un centro sociale bolognese, l’anarchico Fuoriluogo, ci sarebbe una “attempata” cinquantacinquenne ferrarese, Stefania Carolei…Carneade, chi era costei? Eppure, è della mia generazione, se ancora anarcheggia in quel di Bologna, dovrei ricordarmela… Zero assoluto. Forse perché io sono comunista, penso, e le mie frequentazioni anarchicheggianti risalgono alla mia pubertà… Poi l’occhio, che velocemente percorre un articolo che trovo un po’ scontato, cade su quel termine: “neocomuniste”. Eh, si! Seguendo la più consolidata tradizione disinformativa, che data almeno dagli “Album di famiglia” degli anni 70, il giornalista fa un bel calderone tra “ragazze violente”, “anarcosituazioniste”, “donne brigatiste”, “teoriche antisistema” e, per l’appunto, “neocomuniste”.
La crisi economica capitalistica e i suoi effetti sulla condizione delle donne
da http://www.oltre-confine.it
Intervento di Milena Fiore, delegata dell’AWMR (Donne della Regione Mediterranea) alla Conferenza europea della FDIF-Widf (Federazione democratica mondiale delle donne) sul tema: “La crisi economica capitalistica e i suoi effetti sulla condizione delle donne” (Atene, 10 - 11 settembre 2011).
La “liquidità mondiale della moneta (nelle sue forme più varie) ha raggiunto livelli stratosferici superiore di 12 volte il Pil mondiale”. La crisi economica è in realtà un problema di accumulazione di capitali in mano a pochi grandi lobbies finanziarie.
Questa situazione crea pressioni fortissime sull’Italia che sono sfociate in un duro attacco del governo agli interessi delle grandi masse lavoratrici e democratiche, e delle donne in primo luogo.
la crisi economica attuale è molto diversa dalle precedenti e una delle differenze più marcate è che il peso della recessione risulta maggiormente suddiviso tra donne e uomini, per i cambiamenti intervenuti nel tasso di occupazione femminile, nella composizione del budget familiare, e nella ripartizione dell’impatto della crisi tra i diversi settori dell’economia.
La crisi economica attuale è molto diversa dalle precedenti e una delle differenze più marcate è che il peso della recessione risulta maggiormente suddiviso tra donne e uomini, per i cambiamenti intervenuti nel tasso di occupazione femminile, nella composizione del reddito familiare, e nella ripartizione dell’impatto della crisi tra i diversi settori dell’economia.

























