Voci su un maxi sbarramento. Di Pietro: lista unica a sinistra

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di Lorenzo Mauro | da www.articolotre.com

Pd e Pdl verso un’intesa per escludere le piccole formazioni. L’ex magistrato al Fatto:“ Bersani è in buonafede, ma se la soglia è alta si vada verso l’unità a sinistra”. Diliberto(Fds): “progetto unitario va al di là delle contingenze elettorali”

Si infittiscono gli incontri sulla riforma della legge elettorale e, seppur lontani da un accordo, i partiti stanno incominciando a fissare alcuni paletti. Uno di questi, secondo le ultime voci, sarebbe legato alla soglia di sbarramento. Per Alfano si sta andando “verso un limite molto alto”, che possa consolidare il bipolarismo e favorire la governabilità. C’è anche chi non esita ad azzardare previsioni, come Licia Ronzulli (Pdl), che immagina “una soglia dell’8 per cento aumentata in caso di coalizione multipartitica”. Sull’altro versante, questa soluzione potrebbe non dispiacere affatto a Pierluigi Bersani, alle prese con le tensioni nel rapporto con l’Idv di Di Pietro. Si può dire che la Lega sta al Pdl come l’Idv sta al Pd: la prospettiva di ridimensionare gli (ex?) alleati, pur porgendo il fianco ad accuse di “inciucione”, non sarebbe da buttare per i due segretari, ai quali l’appoggio al governo tecnico con annessi sacrifici potrebbe farsi sentire in termini di voto.


MANOVRE A SINISTRA. In uno scenario del genere, tremerebbero da un lato la Lega, dall’altro l’Idv e la sinistra extraparlamentare, obbligata a ritornare in Parlamento. È per questo che Di Pietro, intervistato dal Fatto Quotidiano, non si sente di escludere alcuna ipotesi. A proposito del maxi-sbarramento, il ragionamento di Tonino suona più o meno così: non succede, ma se succede “ci stiamo già attrezzando per superarlo con una lista civica nazionale fatta da noi, Sel, Rifondazione, i nuovi sindaci e altre formazioni”. Se su un “Bersani in buona fede” dovessero avere la meglio le “varie anime che lavorano per un centro trasversale, una nuova Dc”, ragiona di Pietro, la colpa più grave sarebbe quella di farsi trovare scoperti. E nel frattempo giungono le prime reazioni dalla galassia della sinistra. Raggiunto telefonicamente da Articolo tre.com, Diliberto(Pdci-Fds) dice di considerare il listone con Sel e Idv come un progetto che va portato avanti a prescindere dagli sbarramenti, perché si basa su un’identità di vedute sulla crisi, sul rapporto con la Bce, sulle questioni del lavoro. L’impressione, in ogni caso, è che la speranza per Diliberto come per Di Pietro, sia che il centrosinistra possa sopravvivere al governo Monti. Ma lo sbarramento e le dinamiche interne al Pd potrebbero cancellare la possibilità di una contesa, per dirla con Nichi Vendola, “tra progressisti e conservatori”. E se cosi fosse, a sinistra non hanno alcuna intenzione di rimanere con il cerino in mano.