In Ucraina i golpisti vogliono proibire non solo il partito, ma la stessa “ideologia comunista”

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Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Mentre nel nostro paese, come nel resto dell'Unione Europea - in particolare dopo l'assassinio in circostanze oscure di Boris Nemtsov - prosegue freneticamente la campagna dei media di regime e di esponenti politici dei più disparati schieramenti, tendente a diffondere tra l'opinione pubblica un clima di ossessiva russofobia funzionale agli sbocchi più aggressivi, compresi quelli della guerra “calda” contro la Federazione Russa, il processo di fascistizzazione della società ucraina procede a tappe forzate, nell'indifferenza più sconcertante degli ambienti “democratici” del nostro continente.

Dopo avere avviato il processo di messa al bando e di repressione del Partito Comunista di Ucraina, ora le autorità golpiste di Kiev intendono presentare all'approvazione della Rada Suprema (il parlamento) addirittura un progetto di legge per la proibizione della stessa ideologia comunista, elaborato per iniziativa del ministero della Giustizia.

Un documento che, secondo i suoi proponenti (che hanno anche la spudoratezza di sostenere di non volerne fare un “utilizzo politico”), prende lo spunto da normative anticomuniste già esistenti in paesi che fanno parte dell'Unione Europea (Polonia, Repubbliche Baltiche e altri paesi dell'Europa orientale) e che chi governa le istituzioni comunitarie (compresa la commissaria italiana agli esteri Mogherini) non ha mai sconfessato e sottoposto alle opportune sanzioni per il loro carattere liberticida.

Nel sito del Partito Comunista della Federazione Russa sono ripresi i materiali di agenzia che rendono conto nel dettaglio (attraverso le parole degli stessi presentatori della legge, degni eredi dei collaborazionisti hitleriani, come Bandera, da essi esaltati e celebrati) dei contorni allucinanti della nuova iniziativa repressiva che sicuramente continuerà a non suscitare alcuno scandalo tra coloro che reggono le redini delle istituzioni europee, gli stessi che quotidianamente impartiscono lezioni di “diritti umani”, di “libertà” e di “democrazia”. (MG)

“Insieme a parlamentari e studiosi dell'Istituto della memoria, abbiamo elaborato un progetto di legge, che a giorni sarà presentato al parlamento, “sulla proibizione dell'ideologia comunista”, ha dichiarato la sera del 3 marzo in un'intervista al “5 Canale” il ministro della giustizia dell'Ucraina Pavel Petrenko.

Secondo il responsabile del Ministero della Giustizia, “pone fine a tutte le discussioni riguardanti il fatto che in Ucraina debba esistere o meno l'ideologia comunista”.

P. Petrenko ha affermato che il progetto di legge prevede un meccanismo di divieto dell'attività di alcuni partiti. “Il divieto dell'attività del Partito Comunista come entità separata non risolve i problemi, perché dopo qualche tempo qualcuno potrebbe registrare un altro partito con un nome diverso, che, di fatto, sarebbe agli ordini della Federazione Russa, come attualmente è il caso del Partito Comunista di Ucraina”, - ha chiarito il ministro.

Secondo il ministro, il dicastero ha partecipato alla stesura del progetto di legge, un documento che appare complesso. “In realtà pone fine a una discussione che dura da 23 anni circa la possibilità dell'esistenza in Ucraina dell'ideologia comunista, che ha annientato gli ucraini per decenni”, - ha rilevato P. Petrenko.

Il progetto di legge prevede norme che stabiliscono che la forza politica che sostiene pubblicamente l'ideologia comunista, non può essere ammessa in Ucraina, mentre la registrazione di soggetti già esistenti viene cancellata.

“Abbiamo preso in esame quelle leggi che sono state esaminate da organizzazioni internazionali (…) Ci siamo orientati sulle normative dei paesi dell'Europa orientale, sui Paesi Baltici, la Polonia, la Repubblica Ceca – quei paesi che hanno avviato processi di proibizione delle associazioni che avevano sostenuto questa ideologia”, - ha chiarito il responsabile del Ministero.

Parlando dei criteri con cui si stabilirà quale ideologia sostengano le diverse forze politiche, il ministro ha detto: “Abbiamo preso in considerazione le definizioni di comunismo, contenute nelle risoluzioni approvate in merito dall'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa (APCE) e nelle conclusioni tratte dal Consiglio d'Europa e abbiamo analizzato molte leggi dei nostri vicini, i paesi dell'Europa orientale”.

Ciò significa, secondo il ministro, che gli autori del progetto di legge si basano su definizioni internazionali di un fenomeno come il comunismo.

“Abbiamo tradotto queste definizioni in legge, abbiamo prescritto gli elementi procedurali secondo i quali verrà monitorato un partito che, pubblicamente – nel programma o nello statuto – sostenga tale ideologia”, - ha aggiunto P. Petrenko.

“Sarà vietata la concezione del comunismo nella forma in cui viene fattivamente utilizzata dai soggetti politici interessati (…), dietro i cui slogan è avvenuta la repressione di milioni di persone”.

Il ministro ha assicurato che il documento non sarà utilizzato per fini politici.

“Se ci saranno iniziative attive di propaganda del fascismo e del nazismo saranno individuate le responsabilità. Non ci sarà alcun utilizzo ai fini della persecuzione politica”, - ha detto il ministro.

P. Petrenko è convinto che in Ucraina debba esistere il nazionalismo “nella migliore accezione della parola”.

“Spero che nel parlamento ci saranno i voti sufficienti per varare questa legge”, - ha riassunto il ministro della giustizia.