Internazionale

Марионетки Майдана & Fuck the EU: le marionette del Majdan e le... contraddizioni interimperialiste

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da flaviopettinari.livejournal.com

Questa telefonata, che secondo gli USA è stata intercettata e diffusa dai servizi russi, è l'ennesima prova che i tre caporioni dell'opposizione ucraina (Klichko, Tjagnibok e Jacenjuk) sono manovrati dagli USA (o meglio, "anche dagli USA").

Al telefono: Victoria Nuland (che alla fine della conversazione invita l'UE a farsi fottere), ovvero l'assistente per gli affari europei del Segretario di Stato USA John Kerry, e l'ambasciatore statunitense a Kiev Geoffrey Pyatt.

L'audio è in inglese, quindi è comprensibile ai più, mentre il video è sottotitolato in russo.

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Eurocrack? Verso una possibile implosione dell'Europa e dell'euro?

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giacche Eurobang coverdi Vladimiro Giacché, Bologna, 25 gennaio 2014

La crisi europea si situa nel contesto di una crisi economica strutturale dei paesi a capitalismo avanzato.

Questa crisi, esplosa nel 2007, segna la fine di un modello di sviluppo che, pur con tutte le sue distorsioni, aveva sostenuto la crescita di questi paesi per oltre 30 anni: il modello di sviluppo imperniato sulla finanza e sul debito (soprattutto privato).

(Ho argomentato questa tesi in Titanic Europa, Aliberti, 2012, 2a. ed., pp. 7-46)

La risposta che è stata data alla crisi dalle classi dominanti è partita dal presupposto che quel modello potesse tornare a funzionare come prima. Si rendeva però necessario risolvere il problema delle imprese fallite (gran parte del mondo finanziario internazionale) e più in generale del debito privato. Inoltre la crisi (proprio per il fatto di essere una crisi strutturale e non soltanto dipendente – come tuttora ingenuamente si sostiene – dalle attività a rischio del mondo finanziario) evidenziava un altro problema: un consistente eccesso di capacità produttiva.

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Kiev, 6 febbraio 2014: fondato il Fronte Popolare Antifascista della capitale

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Traduzione e commento di Flavio Pettinari per Marx 21.it

pc ucraina bandieraRiceviamo questa notizia dai compagni di Kiev. Nei giorni scorsi, gli estremisti di destra che ancora occupano Piazza dell’Indipendenza (provenienti quasi interamente, si stima per l’80%, dalle regioni occidentali del paese) avevano in programma varie attività, tra cui il tentativo di assaltare e occupare il Parlamento – tentativo che non è stato messo in atto. I tre partiti dell’opposizione parlamentare avevano invece in programma, per martedì 4, secondo quanto riferitoci dai coordinamenti “antimajdan”, di proclamare “decaduto” Yanukovich e nominare Klichko presidente ad interim. Anche questa provocazione non è stata inscenata. Tuttavia l’invito del PCU e del vasto schieramento antifascista e antigolpista (poiché si teme ancora il tentativo di un golpe) è quello di non abbassare la guardia e di organizzarsi a livello territoriale contro le squadre armate fasciste. Per domani 8 febbraio sono previste manifestazioni antifasciste in tutte le principali città e nei capoluoghi regionali, che vedono alla testa dell’organizzazione i nostri compagni.

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Giochi olimpici e meno olimpici

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di Giulietto Chiesa | da megachip.globalist.it

putin olimpiadiCominciano i giochi olimpici di Soci. Ma nello spazio tra il Caucaso e il Mar Nero si giocherà una partita ben più vasta è diversa da quella delle gare. È in corso - attorno alla Russia e dentro la Russia - qualcosa di molto simile a una guerra. Non la si può chiamare Nuova Guerra Fredda, perché le cose si presentano oggi in altra forma e con altri giocatori. Ma viene da pensare alle Olimpiadi di Mosca del 1980.

Anche allora l'Occidente si divise. L'intervento sovietico in Afghanistan , iniziato nel dicembre dell'anno precedente, aveva fatto scattare le ritorsioni. Washington fu assente, insieme ad alcuni altri paesi. L'Italia ci andò, come quasi tutti gli europei, dopo molte esitazioni e in mezzo a forti pressioni.

Oggi il premier Letta assisterà all'apertura, ma non ci saranno molti leaders europei: quelli che sono stati protagonisti delle guerre di Libia e di Siria, per esempio. E quelli che hanno agito in Ucraina.

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Zivadin Jovanovic: "Sono preoccupato per la militarizzazione della Ue e per l'espansione della Nato verso Est"

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Scritto da Junge Welt | da www.civg.it

zivadin-jovanovic-2Intervista di «Junge Welt», Berlino a Zivadin Jovanovic, Presidente del Forum Belgrado per un Mondo di Eguali

Jovanovic Zivadin. è nato nel 1938 ad Oparic, Serbia. Laurea in Giurisprudenza, Università di Belgrado, 1961. Corpo diplomatico jugoslavo: 1964-2000, ministro degli Esteri della Repubblica federale di Jugoslavia (RFJ) 1998-2000, deputato nei parlamenti serbo e jugoslavo, vicepresidente del Partito socialista serbo (Sps), 1997-2002; autore di “Abolire lo Stato”, “Kosovo Specchio”, “Ponti”; presidente del Forum di Belgrado per un Mondo di Eguali.

D: L'anno 2014 ricorda tre anniversari importanti: l'inizio della Prima Guerra Mondiale, con la dichiarazione austro-tedesca di guerra contro la Serbia, la liberazione di Belgrado dai nazifascisti hitleriani nel 1944 ed il 15° anniversario dell'aggressione Nato contro la Jugoslavia. Come si potrebbe spiegare la connessione tra queste date?

ZJ: Tutte e tre le guerre del XX secolo, la Prima Guerra Mondiale, la Seconda Guerra Mondiale e l'aggressione della Nato contro la Jugoslavia nel 1999, sono state guerre imperiali, tutto è cominciato su falsi pretesti, tutte hanno provocato enormi conseguenze economiche, umanitarie e politiche proseguite fino al XXI secolo.

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Repubblica Centrafricana: le ragioni nascoste dell’intervento francese

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di Olivier Ndenkop | da www.michelcollon.info
Traduzione dal francese per Marx21.it di Massimo Marcori

centreafriqu424f-ea697Contrariamente all’imperativo umanitario agitato dal presidente François Hollande, “l’Operazione Sanguiris” condotta da 1.200 soldati francesi mira a contrastare l’arrivo dei cinesi e soprattutto a controllare le riserve d’oro, di diamanti e di uranio presenti nel sottosuolo della Repubblica Centrafricana. Un paese più grande della Francia e del Belgio messi assieme e in cui Areva, Total, Bolloré, France Télécom…dettano già legge, nonostante le atrocità.

Dopo la Costa d’Avorio di Laurent Gbagbo, la Libia di Gheddafi e il Mali in Africa occidentale (Operazione Serval), la Francia ha deciso il 3 dicembre scorso di intervenire militarmente nella Repubblica Centrafricana, paese situato proprio al centro dell’Africa. François Hollande e i suoi generali hanno assegnato il nome di una farfalla dalle ali rosso sangue a questa operazione militare: la Sanguiris. Questa “Operazione Sanguiris” è entrata nella fase operativa l’8 dicembre, data in cui 800 soldati usciti dalle caserme francesi 72 ore prima, hanno raggiunto i loro colleghi a Bangui, capitale della RCA.

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Il Sistema Paese in movimento

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto, 4 febbraio 2014

letta abudhabiFinalmente in Italia «la crisi è superata»: lo ha annunciato, non a Roma ma ad Abu Dhabi, il premier Letta, in visita dall’1 al 4 febbraio negli Emirati arabi uniti, in Qatar e Kuwait. È lì per invitare le monarchie del Golfo a investire nel nostro paese, che ha «un ambizioso piano di privatizzazioni». Dopo la «compagnia di bandiera», sono in liquidazione altri gioielli di famiglia: Fincantieri, Poste, Sace (gruppo che «assicura il tuo business nel mondo»).

I lavoratori italiani che temono ulteriori tagli all’occupazione e ai diritti acquisiti possono ora stare tranquilli: saranno protetti dagli investitori delle monarchie del Golfo, dove il sovrano detiene il potere legislativo, esecutivo e giudiziario e lo esercita tramite il governo da lui stesso nominato, dove partiti politici e organizzazioni sindacali sono considerati illegali. Parallelamente, ha annunciato Letta, «l’Italia, che possiede alta tecnologia, è pronta a investire nel Golfo».

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