Internazionale

Ucraina, la strategia della tensione

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto, 4 marzo 2014

Protesters-stand-on-barri-017La guerra per il controllo dell’Ucraina è iniziata: con una possente psyop, operazione di guerra psicologica, in cui vengono usate le sperimentate armi di distrazione di massa. Le immagini con cui la televisione bombarda le nostre menti ci mostrano militari russi che occupano la Crimea. Nessun dubbio, quindi, su chi sia l’aggressore. Ci vengono però nascoste altre immagini, come quella del segretario del partito comunista ucraino di Leopoli, Rotislav Vasilko, torturato da neonazisti che brandivano una croce di legno. Gli stessi che assaltano le sinagoghe al grido di «Heil Hitler», risuscitando il pogrom del 1941. Gli stessi finanziati e addestrati per anni, attraverso servizi segreti e loro «Ong», dagli Usa e dalla Nato. Lo stesso è stato fatto in Libia e si sta facendo in Siria, utilizzando gruppi islamici fino a poco prima definiti terroristi.

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Diciamo tutta la verità su chi sta provocando la guerra ai confini della Russia

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Taliban-attack-NATO-basedi Mauro Gemma

E' troppo lungo mettere in fila tutte le tappe che hanno contraddistinto l'escalation della NATO verso i confini della Russia dal momento dell'implosione dell'URSS (e anche prima) fino ad oggi. Della Jugoslavia si ricorda la guerra scatenata nel 1999 senza mandato del Consiglio di Sicurezza. Preceduta dallo sforzo dell'Occidente di favorirne la disintegrazione. Dopo la guerra, il rovesciamento del governo di Milosevic e, in seguito, il riconoscimento di uno stato fantoccio come il Kosovo. Intanto, una dopo l'altra, le nazioni che di volta in volta hanno aderito (o meglio, sono state annesse) all'Unione Europea, venivano inglobate nella NATO. Si è proceduto così a circondare la Russia di una rete fittissima di basi militari con installazioni missilistiche puntate in direzione di Mosca. Persino San Pietroburgo (Leningrado) è minacciata da un attacco delle testate installate a poche decine di chilometri nei paesi baltici che già facevano parte dell'URSS.

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Russia: la sintonia di vedute di Mosca e Pechino sull'Ucraina

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da italian.ruvr.ru

Il Ministero degli Esteri russo evidenzia che i punti di visto di Mosca e Pechino sulla situazione in Ucraina sono in sintonia, ha dichiarato lunedì il dicastero russo della politica estera dopo la telefonata del ministro degli Esteri russo Serghey Lavrov con il collega cinese Wang Yi.

“I ministri degli Esteri hanno scambiati le opinioni sulla situazione in Ucraina. E' stata evidenziata la sintonia dei punti di visto di Russia e Cina in relazione alla situazione nel Paese e intorno”, sottolinea il dicastero russo per la polizia estera.

Serghey Lavrov e Wang Yi hanno convenuto di “continuare i contatti stretti sul tema”.

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Fermiamo i guerrafondai dell'Euromajdan!

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Dichiarazione del Comitato Antifascista dell'Ucraina | da www.kpu.ua

crimea-master675Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Non ci sono soldati russi in Ucraina!

Con l'aiuto dell'esercito e delle armi e la collaborazione degli Stati Uniti e di alcuni paesi europei, si vuole strangolare i cittadini che si sono auto-organizzati nella Repubblica Autonoma di Crimea, a Sebastopoli e nel Sud-Est dell'Ucraina.

Gli abitanti della Crimea, di Sebastopoli e del Sud-Est si sono sollevati contro la presa illegale del potere da parte di nazisti armati sotto mentite spoglie, che violano i diritti individuali delle persone, la loro storia e cultura, il loro diritto di parlare nella lingua madre.

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La Russia nell' "Asse del male" ?

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di Mauro Gemma | da "L'Ernesto" N.6/2004

crimea russia bandieraIn queste ore, oltre a subire il bombardamento di un apparato mediatico completamente asservito alla propaganda della NATO, tocca anche leggere in rete commenti da parte di esponenti di "Sinistra, Ecologia e Libertà", di alcuni promotori della lista Tsipras e di altre componenti della cosiddetta "sinistra radicale" improntati all'ossessivo refrain "dell'intervento militare russo che va fermato", dell' "occupazione della Crimea", della "violazione russa della sovranità nazionale e del diritto internazionale". Ora, è doveroso replicare che questa storia della Russia che, pressata a casa sua dalla NATO, circondata e assediata e minacciata di sanzioni e quant'altro, passerebbe per paese occupante, è veramente un capolavoro di ipocrisia. Si invoca il diritto internazionale, quando la prima gravissima violazione del diritto internazionale si verificò già nell'agosto del 1991 con la proclamazione dell'indipendenza dell'Ucraina, contravvenendo platealmente al risultato del referendum sulla conservazione dell'URSS del marzo 1991 (voluto da Gorbaciov), in cui oltre il 70% degli ucraini (con punte di oltre l'80% in Crimea e nell'Ucraina orientale) avevano votato si.
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I fascisti ucraini chiedono aiuto agli estremisti islamici

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di Marco Santopadre | da www.contropiano.org

A soffiare sul fuoco dello scontro militare diretto con Mosca, a Kiev, ci sono i ministri del partito fascista Svoboda – ben cinque – e i gruppi paramilitari di estrema destra riuniti nella coalizione ‘Pravyi Sektor’ (Settore Destro), che di fatto controllano da gennaio la mobilitazione di piazza Majdan e che ora hanno lanciato un appello alla mobilitazione generale per contrastare le mosse di Mosca. Le due realtà – ormai alleate dopo i contrasti dei mesi scorsi – in un comunicato chiedono al presidente ad interim ucraino, Olexander Turchinov, di considerare il Paese "in stato di guerra" e di "proclamare la mobilitazione generale". Da parte sua Pravyi Sektor ha chiesto ai suoi miliziani di "mobilitarsi ed armarsi in fretta". Secondo il settimanale tedesco Der Spiegel i capi del ‘Settore Destro’ avrebbero già stretto alleanze con i gruppi più radicali della minoranza tatara in Crimea per compiere attentati contro obiettivi russi nella Repubblica Autonoma e scatenare così la guerra. Nei mesi scorsi, durante le manifestazioni in Piazza Maidan, più volte erano apparse le bandiere dei movimenti estremisti islamici attivi tra le popolazioni tatare della Crimea.

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L’Ucraina, la Georgia e gli apprendisti stregoni

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da www.piccolenote.it

Yatseniuk tymoshenko«Credo che sia Yats quello con l’esperienza economica, di governo»: è un passaggio della telefonata intercettata, mandata in tutto il mondo tramite Youtube, nella quale Victoria Nuland spiegava i suoi desiderata per l’Ucraina a un funzionario Usa. Yats, come lo chiama amichevolmente l’ambasciatrice Usa a Kiev, è Arseniy Yatseniuk ed è, coincidenza, il nuovo leader dell’Ucraina liberata dall’oppressore russo, eletto direttamente da piazza Maidan.

Avrà problemi, Yatseniuk, perché si trova ad affrontare emergenze di non poco conto. Anzitutto c’è la questione economica: lo Stato è sul lastrico e servono soldi, tanti soldi, per evitarlo. Il Fondo monetario internazionale si è offerto di aiutare, stante la scarsa liquidità dell’Europa, ma come al solito chiede in cambio lacrime e sangue, come si traduce in lingua volgare la formula «riforme strutturali». Se i finanziamenti del Fmi basteranno a evitare il disastro è tutto da vedere. Anche perché al crollo economico, l’Ucraina è sull’orlo del default, si accompagna a una situazione sociale esplosiva.

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