Internazionale

Addio Herman Wallace, muore dopo 41 anni di isolamento

E-mail Stampa PDF

da www.tribunodelpopolo.it

Herman Wallace, ex membro delle Pantere Nere, è stato scarcerato dopo 40 anni di isolamento per poi morire venerdì mattina a causa di un tumore al fegato.

Herman Wallace non era un detenuto come tanti, era un ex membro delle Pantere Nere, il gruppo di ispirazione marxista e di matrice popolare che spaventò a morte gli Stati Uniti, che scatenarono contro di lui una violenta campagna di repressione quasi senza paragoni. Ironia della sorte, dopo oltre 40 anni di carcere duro e isolamento, Wallace è stato scarcerato per motivi di salute per morire subito dopo, venerdì mattina, a causa di un tumore al fegato per il quale gli erano state date solo poche settimane di vita. Alla fine però Wallace è stato scagionato, magra consolazione, in quanto secondo il giudice Brian Jackson della Lousiana che lo ha rimesso in libertà il suo sarebbe un “tragico caso di mala giustizia negli Usa“. 

Leggi tutto...

Di cosa l’Italia deve vergognarsi

E-mail Stampa PDF

di Manlio Dinucci | da il Manifesto, 5 ottobre 2013

barcone guardiacostiera«Vergogna e orrore»: questi termini usa il presidente della repubblica Napolitano a proposito della tragedia di Lampedusa. Più propriamente dovrebbero essere usati per definire la politica dell’Italia nei confronti dell’Africa, in particolare della Libia da cui proveniva il barcone della morte. I governanti che oggi si battono il petto sono gli stessi che hanno contribuito a questa e ad altre tragedie dei migranti.

Prima il governo Prodi sottoscrive, il 29 dicembre 2007, l’Accordo con la Libia di Gheddafi per «il contrasto ai flussi migratori illegali». Poi, il 4 febbraio 2009, il governo Berlusconi lo perfeziona con un protocollo d'attuazione. L'accordo prevede pattugliamenti marittimi congiunti davanti alle coste libiche e la fornitura alla Libia, di concerto con l’Unione europea, di un sistema di controllo militare delle frontiere terrestri e marittime. Viene a tale scopo costituito un Comando operativo interforze italo-libico. La Libia di Gheddafi diviene così la frontiera avanzata dell’Italia e della Ue per bloccare i flussi migratori dall’Africa. Migliaia di migranti dell’Africa subsahariana, bloccati in Libia dall’accordo Roma-Tripoli, sono costretti a tornare indietro nel deserto, condannati molti a sicura morte. Senza che nessuno a Roma esprima vergogna e orrore.

Leggi tutto...

Scritti scelti sul socialismo coreano

E-mail Stampa PDF

Riceviamo con richiesta di pubblicazione la presentazione del seguente libro:

SCRITTI SCELTI SUL SOCIALISMO COREANO
Kim Il Sung, Kim Jong Il, Kim Jong Un

Edizioni Simple. 293 pagine, 18 euro
Codice ISBN: 978-88-6259-821-7

Il libro può essere richiesto in libreria o direttamente all’editore: edizionisimple.it

Il volume è una raccolta di opere (scritti, discorsi, interviste) dei tre massimi dirigenti che la Repubblica Popolare Democratica di Corea ha avuto dalla sua fondazione: Kim Il Sung, il generale guerrigliero fondatore del Partito del Lavoro e della Repubblica Popolare Democratica di Corea; Kim Jong Il, ideologo e guida del Paese negli anni del potenziamento militare sullo scacchiere multipolare; Kim Jong Un, giovanissimo dirigente eletto nel 2012 alla carica di Primo Segretario del Partito e Primo Presidente della Commissione di Difesa Nazionale, massimo organo del potere statale della RPDC.

Leggi tutto...

L'espansionismo della Romania e della NATO in Moldavia

E-mail Stampa PDF

di Frédéric Delorca da atlasalternatif.over-blog.com

basescu moldaviaTraduzione di Marx21.it

Dopo alcune rodomontate contro l'estrema destra ungherese il 14 agosto link (alle inquietanti rivendicazioni dei neofascisti ungheresi, il presidente romeno ha risposto con altrettanto inquietanti dichiarazioni ultra-nazionaliste, ndt ), il presidente romeno Traian Basescu, nel corso di una recente visita a Chisinau il 17 luglio (link), ha dichiarato ai giornalisti, “La nostra priorità è assicurare l'integrazione della Moldavia nell'Unione Europea nei 10-12 anni a venire” e ha aggiunto: “Ciò contribuirà all'unificazione dei due paesi” (secondo la Fondazione di Cultura Strategica link), informazione non ripresa dalla stampa occidentale, mentre il giornale romeno Romania Libera link conferma che dal 2010 Basescu, che ha sollecitato la nazionalità moldava, ha fissato un obiettivo per la riunificazione con la Moldavia nel giro di un quarto di secolo). In tal modo, Basescu si propone sempre di più come “Erdogan romeno” desideroso di collocare Bucarest nel ruolo di protettore della “romanità” al di là delle frontiere romene (ha anche ammesso che il poderoso Partito Comunista moldavo, attualmente all'opposizione, resta ostile a questa unificazione, come pure all'ingresso della Moldavia nell'Unione Europea link ).

Leggi tutto...

Il sistema Internet dei BRICS potrebbe mettere fine al controllo USA della rete

E-mail Stampa PDF

da actualidad.rt.com | Traduzione di Sandro Scardigli per Marx21.it

Il blocco dei BRICS sta per creare un nuovo sistema che garantirà un accesso a Internet semplice e dal prezzo accessibile a milioni di persone. Si potrebbe così mettere fine all’egemonia statunitense nella rete.

Si chiama BRICS CABLE e si presenta come un’infrastruttura alternativa in un mondo chiamato ad affrontare importanti sfide economiche. Il problema è che attualmente i Paesi BRICS sono connessi tra loro attraverso centri di telecomunicazione ubicati in Europa e negli USA e i relativi costi sono molto elevati. Il nuovo sistema disporrà di cavi in fibra ottica per una lunghezza 34.000 chilometri, con una capacità di 12,8 terabytes al secondo e connetterà Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica (cioè i BRICS), con gli Stati Uniti. Dovrà garantire a milioni di persone un accesso a Internet facile e a basso prezzo.

Leggi tutto...

Fuga dalla guerra, tre volte profughi

E-mail Stampa PDF

di Maurizio Musolino | da nena-news.globalist.it

Palestinian-refugees-003Beirut, 2 ottobre 2013, Nena News - I controlli agli ingressi dei campi palestinesi nel sud del Libano si vanno infittendo, come nei momenti più caldi. Stavolta però non sono le tensioni interne a preoccupare i soldati del Paese dei cedri, ma la presenza massiccia di profughi palestinesi provenienti dalla Siria dentro i campi. «Una presenza che rischia di far saltare vecchi e delicati equilibri», ci spiega Abu Yassin storica figura del campo di Bourj al Shamaly, «che intanto mette in ginocchio quelle isole di assistenza che associazioni coraggiose come Beit Atfal Assomoud hanno da anni messo in piedi». All'ingresso del campo di El Buss ci sono un gruppo di giovani appoggiati ad un muretto semidistrutto, uno di loro saluta e cerca di capire chi ha davanti, bastano poche parole per scatenare un fiume in piena. Si chiama Jamal e viene dalla periferia di Damasco, dal campo di Yarmuk, il più grande campo palestinese in Siria. Jamal è arrivato in Libano da quattro settimane e solo una settimana fa è riuscito a trovare una casa dentro il campo.

Leggi tutto...

Metamorfosi della «dottrina Obama»

E-mail Stampa PDF

di Manlio Dinucci | da il manifesto, 1 ottobre 2013

Barack Obama at White House gun violence meetingNel corso del primo mandato, il presidente Obama prende formalmente le distanze dalla politica estera e militare del suo predecessore, il presidente Bush, dando l’impressione che gli Stati uniti non vogliano più essere «il poliziotto del mondo» e intendano attuare un disimpegno militare, in Afghanistan e altrove, per concentrarsi sui problemi interni. Nasce così quella che viene definita «dottrina Obama».

La guerra non scompare però dall’agenda dell’amministrazione Obama: lo dimostra quella contro la Libia, condotta nel 2011 dalla Nato sotto comando Usa, con un massiccio attacco aeronavale e con forze sostenute e infiltrate dall’esterno. All’inizio del secondo mandato, il presidente Obama annuncia che «gli Stati uniti stanno voltando pagina». Ma anche la successiva è una pagina di guerra. La nuova strategia prevede l’uso di forze armate più flessibili e pronte ad essere dispiegate rapidamente, dotate di sistemi d’arma a sempre più alta tecnologia. Prevede allo stesso tempo un uso sempre maggiore dei servizi segreti e delle forze speciali. Nel nuovo modo di fare la guerra, l’attacco aperto viene preparato e accompagnato con l’azione coperta per minare il paese all’interno. Come si è fatto con la Libia e ora si sta facendo con la Siria, armando e addestrando i «ribelli», per la maggior parte non-siriani, molti appartenenti a gruppi islamici ufficialmente considerati terroristi. 

Leggi tutto...

Il complesso cammino della distensione tra l'imperialismo e l'Iran

E-mail Stampa PDF

Editoriale di Vermelho, portale web del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)
da www.vermelho.org.br | Traduzione di Marx21.it

hassan-rohani-obama-nuclearL'elezione del presidente Hassan Rohani, nella Repubblica Islamica dell'Iran, è stata accolta come un punto di svolta, e con una qualche timida “speranza” in ragione della “moderazione” che viene attribuita alle posizioni del nuovo capo di Stato. I media internazionali, analisti politici e accademici di vari istituti preconizzano un miglioramento delle relazioni tra il paese persiano e gli Stati Uniti, che, tuttavia, sono riluttanti a lasciare da parte i toni minacciosi.

L'editoriale del portale iraniano HispanTV sembra stemperare il cauto ottimismo che, fino ad ora, i media statunitensi e, sorprendentemente, quelli israeliani hanno trasmesso. L'aspettativa è quella di una “riconciliazione politica” tra Iran e Stati Uniti, che dal 1979 hanno sancito e allargato quasi ogni anno sanzioni contro i persiani.

Leggi tutto...

Pagina 27 di 128