Internazionale

Paracadutisti italiani nell’inferno centrafricano

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para italianidi Antonio Mazzeo
da antoniomazzeoblog.blogspot.it

Nuovo intervento delle forze armate italiane in terra africana. Nei giorni scorsi si è concluso a Bangui, capitale della martoriata Repubblica Centrafricana, lo schieramento di una cinquantina di militari dell’Esercito che saranno integrati nella forza multinazionale dell’Unione Europea, attivata in loco lo scorso giugno (EUFOR RCA). Il personale italiano proviene dall’8° Reggimento genio guastatori della Brigata paracadutisti “Folgore” di Legnago (Verona) ed è stato schierato presso la base “Ucatex” di Bangui, mentre due ufficiali saranno impiegati presso il Comando generale operativo di Larissa (Grecia). La missione italiana nella Repubblica Centrafricana non si concluderà prima del 15 dicembre 2014 ed è stata finanziata con 2.987.065 euro grazie al decreto legge n. 109 dell’1 agosto scorso che ha prorogato sino alla fine dell’anno le sempre più numerose missioni internazionali delle forze armate e di polizia.

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Ucraina. Il premier Iatseniuk minaccia epurazione di massa

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da www.tribunodelpopolo.it

Il governo di Kiev non si fa certo notare per la moderazione e la volontà pacificatrice. Non solo si registrano diverse rotture della tregua nel Donbass ma il presidente Iatseniuk ha annunciato una epurazione di massa di oltre un milione di persone legate in qualche modo al vecchio governo di Yanukovich. 

Sono sempre più allarmanti le notizie che giungono da Kiev. All’indomani della stipula dell’accordo di libero scambio tra Europa e Ucraina che però entrerà in vigore solo nel 2016, il premier ucraino Iatseniuk ha sconvolto l’opinione pubblica minacciando una vera e propria epurazione di massa che potrebbe riguardare circa un milione di persone. Sulla base della legge votata nelle scorse ore nella Rada ucraina infatti, potranno essere epurati da certe professioni chi è “ritenuto compromesso con il vecchio governo di Viktor Ianukovich o addirittura con il Kgb in epoca sovietica“, una vera e propria russofobia che stride con il concetto di “democrazia” che dovrebbe invece stare a cuore al tanto amato Occidente. Tutto questo non fa che rinfocolare la tensione già alta in Ucraina a causa del cessate il fuoco che è stato nuovamente violato nelle score ore facendo registrare nuove vittime civili a Donetsk. Si parla di almeno 12 civili rimasti uccisi da proiettili di artiglieria sparati a dispetto della tregua su Donetsk.

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Ebola, il Pentagono si sistema in Africa

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usa esercito trasportodi Manlio Dinucci | da il manifesto

Washington annuncia la nascita di un centro di comando militare in Liberia

Di fronte all’«epidemia senza precedenti di ebola, che si sta diffondendo in maniera esponenziale in Africa occidentale», il presidente Obama ha annunciato che, «su richiesta del governo liberiano», gli Stati uniti stabiliranno «un centro di comando militare in Liberia».

Si tratta di un «quartier generale di comando della forza congiunta», specifica il Comando Africa degli Stati uniti (la cui «area di responsabilità» copre l’intero continente, salvo l’Egitto). Il nuovo quartier generale, agli ordini del generale Darryl Williams (già sul campo in Liberia), disporrà di almeno 3mila militari Usa, di un ponte aereo e di un centro di smistamento in Senegal. Sarà questo quartier generale a esercitare la funzione di «comando e controllo» dell’intera operazione internazionale anti-ebola, che prevede l’invio di personale medico e ospedali da campo.

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A cinque anni dal golpe in Honduras

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golpe honduras bandiera fuocoIntervista a Juan Barahona, del partito LIBRE
da www.radiomundoreal.fm | Traduzione di Marx21.it

Organizzazioni e movimenti sociali ricordano i cinque anni da quando le forze coordinate da Roberto Micheletti rovesciarono il presidente honduregno José Manuel Zelaya.

Il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare, il movimento nato per combattere il golpe, ha organizzato, in questi mesi, mobilitazioni nella capitale Tegucigalpa e in diversi dipartimenti. “La valutazione che facciamo è che il popolo è sceso nelle strade, che continua a rifiutare il colpo di Stato, e molto di più ora, passati cinque anni, che stiamo patendo le conseguenze negative del golpe, con più povertà, più miseria, violazione sistematica dei diritti umani”, ha dichiarato a Radio Mundo Real il dirigente del FNRP ed ex candidato alla vicepresidenza per il Partito Libertà e Rifondazione (LIBRE) Juan Barahona.

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Cosa succede in Kosovo?

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UCK Memorial Pristinadi Gianmarco Pisa

Ciò che sta accadendo nelle ultime settimane dà sempre più l'impressione che il Kosovo sia come fuori controllo: assediato da pressioni e interessi esterni sempre più condizionanti, paralizzato da una stasi politica e istituzionale asfissiante, lacerato da intransigenza ed estremismi che, se da una parte ne condizionano la vita pubblica, dall'altra minacciano in maniera sempre più aggressiva le speranze di pace e di convivenza.

La paralisi è anzitutto (ma non solo) a livello istituzionale: le istituzioni kosovare, in questo momento, sembrano una via di mezzo tra una baraonda ed una palude, un caso, probabilmente, nella circostanza specifica, unico al mondo. Dopo le prime trattative post-elettorali, lo scorso 10 settembre è stata resa ufficiale la notizia del “patto di coalizione” siglato, in pratica, da tutte le forze politiche del panorama albanese kosovaro, con l'unica eccezione del PDK del premier uscente Hashim Thaci che, pur avendo vinto le elezioni, non ha conseguito i seggi sufficienti per potere costituire una propria maggioranza parlamentare.

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Operazione Isis, l’obiettivo è la Cina

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isis paratadi Manlio Dinucci
da il manifesto, 16 settembre 2014

Mentre l’Isis diffonde attraverso le compiacenti reti mediatiche mondiali le immagini della terza decapitazione di un cittadino occidentale, suona un altro campanello di allarme: dopo essersi diffuso in Siria e Iraq, l’Isis sta penetrando nel Sud-Est asiatico. Lo comunica la Muir Analytics, società che fornisce alle multinazionali «intelligence contro terrorismo, violenza politica e insurrezione», facente parte dell’«indotto» della Cia in Virginia, usata spesso dalla casa madre per diffondere «informazioni» utili alle sue operazioni.

Campo in cui la Cia ha una consolidata esperienza. Durante le amministrazioni Carter e Reagan essa finanziò e addestrò, tramite il servizio segreto pachistano, circa 100mila mujaheddin per combattere le forze sovietiche in Afghanistan. Operazione a cui partecipò un ricco saudita, Osama bin Laden, arrivato in Afghanistan nel 1980 con migliaia di combattenti reclutati nel suo paese e grossi finanziamenti.

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13 ragioni per rieleggere Dilma

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dilma lula vittoridi Frei Betto* – Telesur
da albainformazione.wordpress.com

Voterò a favore dell’integrazione latinoamericana e caraibica; del supporto solidale ai governi di Cuba, Venezuela, Bolivia, Ecuador e Uruguay; per l’autonomia della Celac e del Mercosur

1 – Nonostante i mali e le contraddizioni che affliggono il PT e l’attuale governo, voterò Dilma per dare seguito alle politiche sociali che durante gli ultimi 12 anni, hanno ridotto la povertà di 36 milioni di brasiliani.

2 - Voterò perché il Brasile continui a essere indipendente e sovrano, libero dalle interferenze di Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale, nonché dai dettami dell’Unione Europea e dalle azioni ostili degli Stati Uniti imperialisti.

3 - Voterò a favore dell’integrazione latinoamericana e caraibica; del supporto solidale ai governi di Cuba, Venezuela, Bolivia, Ecuador e Uruguay; per l’autonomia della Celac e del Mercosur.

4 - Voterò per l’adesione al diritto costituzionale in materia di sciopero e manifestazioni pubbliche, senza la criminalizzazione dei movimenti sociali e dei loro leader.

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