Internazionale

Mai più figli di troika

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di Luciano Vasapollo*

proteste europa troikaMaiala troika !!!” il grido di rabbia nelle lotte degli sfruttati nei paesi Pigs dice già molto. Luciano Vasapollo torna a indicare una prospettiva di fuoriuscita dall'eurozona come credibile per le classi subalterne e come alternativa alla crisi sistemica del capitalismo.

Tutto quello che appare come qualcosa di nuovo, come il possibile  default di vari paesi europei, ma addirittura degli stessi USA, in realtà vede l’origine dal 1971  con la fine degli Accordi di  Bretton Woods. Da tale data gli Usa decidono in base al potere politico e militare di  imporre il proprio modello di sviluppo basato sull’import attraverso l’indebitamento, facendo così pagare il costo agli altri: debito privato, debito pubblico, e consumo sostenuto dal mix tra debito interno ed esterno, avendo molto deboli i cosiddetti fondamentali macroeconomici e una economia reale che già da allora mostrava alcuni caratteri tipici della crisi strutturale.

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Consiglio di sicurezza: gli USA bloccano una mozione della Russia per mettere fine alle violenze contro la popolazione di Bani Walid

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a cura della redazione

newsdalmondo bannerNel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, gli Stati Uniti hanno bloccato una bozza di risoluzione presentata dalla Russia per porre fine alle inaudite violenze che si sono scatenate contro la popolazione della città libica di Bani Walid, in conseguenza dell'assedio a cui è sottoposta dalle milizie del nuovo regime.

“E' veramente strano che si intenda bloccare una risoluzione che fa appello a risolvere i problemi politici della Libia senza violenza”, ha dichiarato il rappresentante russo all'ONU Vitaly Churkin. “E' un caso in cui è difficile spiegare razionalmente il comportamento della delegazione statunitense”.

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La guerra che nessuno vuol far finire

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di Gian Paolo Calchi Novati | da il Manifesto

siria-esecuzioni-guerraLa guerra in Siria fa paura a tutti ma nessuno sembra interessato ad adoperarsi almeno per tentare di farla finire. C’è chi vuol far vincere Assad e chi sostiene i ribelli con armi e (quelli più ipocriti) con aiuti «non letali» o con appelli metapolitici. Il contesto è sempre quello della guerra.

Anche coloro che nei discorsi della domenica affermano con compunzione e apparente buona fede che la guerra può solo distruggere dove e quando, comunque, c’è da costruire, conciliare, ricucire e correggere torti e ingiustizie, dal lunedì in poi riprendono la loro trama bellica. Magari si spaventano un po’ di più se qualcuno instilla il sospetto che le armi arrivano nelle mani sbagliate. Ma è difficile cambiare registro per chi, anche il probo Obama, è convinto che la guerra contro Gheddafi è stata una buona scelta e un grande successo. Hollande ha voltato pagina pressoché su tutto ma sulla Libia e la Siria è più sarkosiano del suo predecessore all’Eliseo.

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Italia, la nuova portaerei di Israele

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di Sebastiano Canetta, Ernesto Milanesi | da il Manifesto

israeli fighter jetsCaccia con la Stella di David in volo sulla Sardegna, Tornado italiani nel deserto del Negev, traffici d’armi benedetti dalla Nato, affari e diplomazia formato Finmeccanica. Ecco l’alleanza «a contratto» tra Roma e Tel Aviv

L’Italia è la nuova «portaerei» di Israele. In meno di dieci anni, un tassello alla volta, si completa il disegno del puzzle. Strategico, militare, commerciale e politico. Basta avere la pazienza di intrecciare notizie, protocolli, fotografie. Oppure seguire le scie degli aerei, degli appalti e della diplomazia formato Finmeccanica. Tutto funzionale alla guerra all’Iran?

Caccia israeliani in volo radente sulla Sardegna. Tornado italiani nel deserto del Negev. Scambi di “carte” tra mercanti d’armi, benedetti dalla Nato e dai governi (più o meno tecnici). Ecco l’alleanza «a contratto» fra Roma e Tel Aviv.

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Il Partito Comunista Cinese verso il congresso tra innovazioni e continuità nel processo di riforma

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

pcc bandiera pugniSe pensiamo allo spazio dedicato alla Cina nella campagna presidenziale negli Stati Uniti, possiamo a ragione ritenere che il prossimo congresso del Partito comunista cinese – in programma dall'8 novembre prossimo – sarà l'evento politico più importante dell'anno. Se fino ai primi anni di questo secolo la sua eco era sostanzialmente limitata – eccezione fatta per addetti ai lavori e sinologi – ai confini dell'ex Celeste Impero, d'ora in poi le decisioni prese tra le mura di Zhongnanhai avranno forti ripercussioni sul panorama internazionale. Non dobbiamo, infatti, scordare che a riunirsi è il più grande partito comunista al mondo – forte di oltre 80 milioni di selezionatissimi iscritti – che ha portato la Cina, in soli settanta anni, da Paese umiliato e sull'orlo della morte per inedia a seconda potenza economica e politica del mondo.

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La CIA triplica i fondi per destabilizzare l'Ecuador, in vista delle elezioni presidenziali

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a cura della redazione

newsdalmondo bannerL'ex diplomatico del Regno Unito, Craig Murray, nel suo blog (http://www.craigmurray.org.uk/) ha affermato che la CIA sta investendo 87 milioni di dollari per favorire la sconfitta di Rafael Correa alle prossime elezioni presidenziali in Ecuador.

Murray precisa che, dopo il risultato delle elezioni in Venezuela, che a suo avviso avrebbe sorpreso le autorità statunitensi, i fondi stanziati per influenzare la consultazione in Ecuador “sono stati triplicati”.

“Ciò permetterà all'opposizione di corrompere e ricattare i media e funzionari ufficiali. Ci si aspetta scandali mediatici e accuse di corruzione contro il governo di Correa nelle prossime settimane”, ha aggiunto l'ex diplomatico britannico.

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Beirut, il diario di Tuf Tuf… – Proclami all’unità, processi alle intenzioni e visite eccellenti

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di Per non dimenticare Sabra e Chatila

foto-tuf-tuf-2Continuano le tensioni in Libano, anche se le armi – almeno a Beirut – hanno lasciato il campo agli scontri politici e alle pressioni internazionali. Il secondo contributo di Tuf Tuf… 

BEIRUT, 23 Ottobre 2012 – Se nelle strade di Beirut sembra essere tornata la calma dopo i tre giorni di tensione seguiti all’attentato dello scorso 19 Ottobre costato la vita al capo dei servizi di intelligence libanesi Wissam Al-Hassan, il lavorìo nei palazzi della politica continua incessante tra proclami all’unità, processi alle intenzioni e visite eccellenti. L’autobomba ad Ashrafiyeh infatti, oltre ad aver rievocato uno dei periodi più bui della storia recente libanese (il triennio di attacchi dinamitardi inaugurato con l’assassinio del primo ministro Rafiq Hariri il 14 febbraio 2005), ha riacceso vecchi rancori e nuove polemiche sulla legittimità dell’esecutivo in carica e il suo grado di prossimità col regime di Damasco.

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Resistenza, problemi e riforme negli attuali Paesi socialisti

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da frontepopolare.wordpress.com | Traduzione di Francesco Delledonne

chinaafp 1935172c1Pubblichiamo un passo del documento “Su alcune questioni ideologiche” approvato all’ultimo congresso del Partito Comunista Indiano (Marxista), svoltosi nell’aprile del 2012, in cui si analizza nelle sue linee fondamentali la situazione attuale degli esistenti Paesi socialisti (Cina, Cuba, Vietnam, Laos, Corea), i quali – pur nella unicità della situazione nazionale, dell’entità degli errori commessi e dei problemi da affrontare – hanno attuato e stanno attuando processi di riforme (anche discutibili) con il fine di attualizzare la costruzione del socialismo, colmare il divario fra l’arretrato sviluppo delle forze produttive e i crescenti bisogni materiali e culturali del popolo, per resistere insomma in un contesto internazionale che, a vent’anni dalla caduta dell’URSS, è ancora caratterizzato dalla supremazia economica e militare, indebolita e scossa dalla crisi ma ancora tale, dell’imperialismo a guida statunitense.

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Grecia. Alba Dorata propone di licenziare i lavoratori immigrati

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di D.C. | da tribunodelpopolo.com

alba-dorataLa tensione è alta in Grecia dove diversi imprenditori hanno denunciato la visita di membri del partito Alba Dorata che avrebbero fatto loro pressioni per licenziare i dipendenti immigrati. 

Un ‘ombra gelida e inquietante si riflette sulla Grecia dove i neonazisti di Alba Dorata continuano a far parlare di sè per trovate discutibili e provocazioni di pessimo gusto. Nei giorni scorsi aveva fatto scalpore la dichiarazione rilasciata a una tv americana da parte di un membro di Alba Dorata secondo cui diversi poliziotti sarebbero pronti ad appoggiare con ogni mezzo il partito neonazista greco. Proprio la polizia greca continua ormai da qualche tempo a registrare diverse denunce da parte di imprenditori stanchi di ricevere la visita da parte di membri di Alba Dorata.

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