Internazionale

Ucraina: un’unità delle Forze Speciali israeliane coinvolta nelle sommosse di Maidan al comando dei neonazisti

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di Michel Chossudovsky | da www.forumpalestina.org

Con un articolo dal titolo "A Kiev, un veterano dell’esercito israeliano ha comandato una unità di combattimento da strada", la Jewish News Agency (JTA) conferma che soldati dell’IDF sono stati coinvolti nel movimento di protesta EuroMaidan sotto il comando diretto del partito neonazista Svoboda. Il partito Svoboda segue le orme del collaborazionista nazista della Seconda Guerra Mondiale Stepan Bandera.

Il leader dei "Caschi Blu di Maidan" è Delta, “nome di battaglia del comandante di una milizia guidata da ebrei che ha partecipato alla rivolta ucraina". Delta è un veterano della famigerata brigata di fanteria Givati, che è stata coinvolta in numerose operazioni dirette contro Gaza, tra cui l’Operazione Piombo Fuso nel 2008-2009.

La brigata Givati si è resa responsabile dei massacri nel quartiere Tel el-Hawa di Gaza. Delta, il leader del reparto IDF di EuroMaidan, ammette che ha acquisito le sue abilità nel combattimento urbano nel battaglione da ricognizione Shu'alei Shimshon della brigata Givati.

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Le armi dell’economia

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto

oil 1411392aNel gioco degli specchi mediatici, appaiono false immagini sulla crisi ucraina: tipo quella delle multinazionali e banche statunitensi ed europee che vedono andare in fumo i loro investimenti in Ucraina e stanno per abbandonare la nave prima che affondi. Proprio ora che stanno per ottenere ciò che vogliono: il completo controllo dell’economia ucraina. 

La corda di salvataggio che il Fmi e la Ue lanciano a Kiev, attraverso prestiti di miliardi di dollari, è in realtà un cappio al collo. Il debito estero dell’Ucraina, documenta la Banca mondiale, si è decuplicato in dieci anni superando i 135 miliardi di dollari. Solo d’interessi l’Ucraina deve pagare circa 4,5 miliardi annui. A questo serviranno i nuovi prestiti che, accrescendo il debito estero, costringeranno Kiev a «liberalizzare» ancor più l’economia, svendendo alle multinazionali e alle banche occidentali tutto ciò che resta da privatizzare.

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"Costi quel che costi, non indosseremo la divisa"

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di Michele Giorgio | da il Manifesto

INTERVISTA. Parla Dafna Rothstein Landman, 17enne portavoce dei 50 giovanissimi obiettori di coscienza israeliani che in una lettera inviata al premier Netanyahu annunciano che non faranno il militare in protesta contro l”occupazione dei Territori palestinesi, il militarismo, il razzismo. 


Tel Aviv, 11 marzo 2014, Nena News – I soldati israeliani «violano diritti umani e compiono azioni che il diritto internazionale considera crimini di guerra. Ci opponiamo all’occupazione dei Territori palestinesi…ad esecuzioni mirate, costruzioni di insediamenti colonici, arresti amministrativi, torture, punizioni collettive». E’ un pesante atto di accusa cio’ che 50 “shministim”, ragazzi delle scuole medie superiori israeliane, hanno scritto in una lettera spedita al premier Benyamin Netanyahu. «Ci rifiutiamo di abbandonare i nostri principi come condizione per essere accettati nella società», affermano, rivolgendo agli israeliani l’invito «a riconsiderare la loro posizione in merito all’occupazione , l’esercito e il ruolo dei militari nella società civile». 

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Appello alla mobilitazione di tutte le forze democratiche e di pace

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ucraina-barricate-ancora-piu-alte-La situazione in Ucraina e attorno ad essa si sta facendo sempre più drammatica e pericolosa, di giorno in giorno.

Il pericolo non concerne soltanto il destino dei popoli dell’Ucraina, ma le sorti stesse della pace in Europa e nel mondo.

La coltre di disinformazione che ha coperto l’intero svolgersi della crisi a Kiev impedisce all’opinione pubblica italiana, europea e occidentale di comprendere la gravità del pericolo che tutti noi corriamo. Pochi comprendono che sta per essere mutato, con la violenza, l’insieme degli equilibri europei e della sicurezza del nostro continente.

Lo prova il fatto che l’opinione pubblica non sta reagendo in alcun modo a eventi la cui eccezionalità dovrebbe essere evidente a ogni persona informata.

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Zjuganov: “Gli estremisti del Majdan stanno incontrando la resistenza del popolo”

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Dichiarazione del leader del Partito Comunista della Federazione Russa
da kprf.ru | Traduzione dal russo di Mauro Gemma

CRIMEA-RUSSIA-570 leninNello sviluppo degli avvenimenti in Ucraina è avvenuto un cambiamento decisivo. Il Soviet Supremo della Crimea ha deciso l'ingresso della repubblica autonoma nella Russia. Noi siamo convinti che, nel corso del referendum del 16 marzo la popolazione della Crimea sosterrà questa decisione storica.

Non è passato molto tempo da quando le forze neo-fasciste, che hanno sequestrato gli organi del potere durante il colpo di stato, hanno celebrato il loro trionfo. Oggi invece sono sulla difensiva, di fronte alla decisa resistenza delle masse popolari del sud est del paese e a una profonda crisi economica, ancor più aggravata dal Majdan.

Immersa nelle sue traversie, la cricca al potere deve solo incolpare sé stessa, non la “sinistra mano” di Mosca. Questo gruppo ha subito dato prova della sua russofobia nazista, cominciando a distruggere i monumenti a Lenin e ai soldati liberatori sovietici, abrogando la legge sullo status della lingua russa, inviando bande di teppisti nei centri industriali dell'est, con una popolazione che parla in prevalenza la lingua russa.

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Ucraina: come si fa un golpe "moderno"

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di Giulietto Chiesa | da giuliettochiesa.globalist.it

ucraina cecchini majdan«Questi metodi funzionano perché il grande pubblico non può neppure immaginare tanta astuzia e crudeltà.»

Nel mare magnum delle menzogne, delle imbecillità e, soprattutto, delle omissioni, viste e non viste (per la contraddition che nol consente) lette e non lette (idem come sopra), spiccano alcuni silenzi del mainstream occidentale.

La signora Victoria Nuland, assistente del Segretario di Stato Usa, per esempio, ne ha fatte e dette di cotte e di crude in questi mesi. Parlando con il suo ambasciatore a Kiev, ben prima del rovesciamento del legittimo (quanto inviso) presidente Yanukovic, la signora Nuland decideva già la composizione del nuovo governo rivoluzionario che si sarebbe insediato a Kiev, dando indicazioni su chi si sarebbe dovuto includere o escludere.

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