Internazionale

Ucraina e Venezuela: la stessa campagna mediatica, lo stesso obiettivo

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Video presentato nel programma Zurka Konducta in Venezolana de Television, dove vengono evidenziate le impressionanti coincidenze nella stessa operazione di guerra psicologica diretta a condizionare l'opinione pubblica in Ucraina e Venezuela. Con l'utilizzo non solo dei mezzi di comunicazione tradizionali, ma anche delle reti sociali come facebook e twitter, molto popolari soprattutto fra i giovani, vengono proposti video dal contenuto pressoché identico. Con una sola differenza, mentre in Ucraina il nemico è identificato con la Russia, per il Venezuela il “cattivo” di turno è Cuba.

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Uno per uno, i nazisti nel nuovo governo ucraino

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di Franco Fracassi | da popoff.globalist.it

I nostalgici di Hitler occupano alcune delle poltrone chiave dell'esecutivo, come il ministero della Difesa e quello dell'Istruzione. Legami anche con Al Qaida

Vice primo ministro, ministro della Difesa, segretario e vice segretario del Consiglio nazionale di Sicurezza e Difesa, ministro dell'Istruzione, ministro dell'Ambiente, ministro dell'Agricoltura, ministro della Gioventù e dello Sport, procuratore generale dell'Ucraina, presidente della commissione Anticorruzione. I nazisti nostalgici di Hitler hanno preso possesso del nuovo governo ucraino, occupando molti dei posti chiave. È la prima volta dalla seconda guerra mondiale che dei politici che si rifanno espressamente al Terzo Reich salgono al potere in Europa.

E non è tutto. Due di queste persone sono legate a Doku Khamatovich Umarov (conosciuto col nome islamico di Dokka Abu Usman), uno dei più feroci comandanti dei ribelli ceceni, nonché autoproclamatosi ex Emiro dell'Emirato del Caucaso. 

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Pravyi Sektor, i fascisti ucraini amici dei ceceni

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da www.contropiano.org

La magistratura russa ha aperto una procedura giudiziaria nei confronti del leader neofascista e ultranazionalista ucraino Alexánder Muzychko, accusato di collaborare con il terrorismo ceceno contro Mosca. L’inchiesta si basa su una testimonianza a proposito dei combattimenti tra i paracadutisti russi e i guerriglieri ceceni guidati da Shamil Basaev nel 2000 vicino al villaggio ceceno di Ulús-Kert. Secondo un testimone ‘Muzychko in persona torturó brutalmente e poi assassinò almeno 20 prigionieri russi”. Muzychko è uno dei leader più influenti del cosiddetto Pravyi Sektor, la coalizione di estrema destra oggi inclusa nel nuovo governo di Kiev e a capo delle cosiddette ‘milizie di autodifesa’ dell’EuroMajdan che la nuova maggioranza filo Ue filo Nato vuole includere nelle forze di sicurezza del paese.

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Scene di vita quotidiana nella Kiev "democratica", "europea" e "atlantica"

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I comunisti russi: “Salutiamo la decisione degli abitanti della Crimea di scegliere il proprio futuro”

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Dichiarazione di Ivan Melnikov, vice presidente del Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR)
da kprf.ru |  Traduzione dal russo di Mauro Gemma

crimea-referendum russiaE' molto giusto che si sia deciso di anticipare la data dello svolgimento del referendum, dal 30 marzo al 16 marzo, perché ciò impedirà alle forze interessate di preparare provocazioni per far fallire il referendum”, ha dichiarato ai giornalisti il primo vicepresidente del PCFR, primo vice speaker della Duma di Stato Ivan Melnikov.

Tuttavia, egli si aspetta una grande discussione in merito alla decisione delle autorità della Crimea sull'introduzione del quesito sull'ingresso nella Federazione Russa. A questo proposito, secondo Melnikov, è necessario comprendere due punti chiave.

In primo luogo le autorità esecutive e legislative della Crimea godono dell'evidente fiducia degli abitanti della Crimea, agiscono per volontà del popolo, tenendo in considerazione i suoi sentimenti”, ha affermato Melnikov.

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Ucraina - Una telefonata rivelatrice di Catherine Ashton

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ashton-paetda Con l'Ucraina antifascista

Funzionari del Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU), fedeli al deposto presidente Viktor Yanukovich, hanno intercettato i telefoni del Ministro degli Esteri estone Urmas Paet e dell’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Sicurezza Catherine Ashton e hanno diffuso la loro conversazione sul web.

I due discutono delle loro impressioni su ciò che sta accadendo nel paese dopo la “rivoluzione”. Il succo del discorso è che gli ucraini non hanno fiducia in nessuno dei leader del Maidan. Ma la cosa più sorprendente riguarda l’uso della forza durante la “rivoluzione”, in particolare per quanto riguarda i cecchini che hanno ucciso sia i manifestanti che gli agenti della polizia antisommossa.

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Venezuela, riprendiamoci il diritto di essere informati

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GIOVEDI' 6 MARZO ORE 16
SIT IN DAVANTI LA SEDE DELL’ORDINE NAZIONALE DEI GIORNALISTI

venezuela bandieraRoma, piazza della Torretta

In questi giorni, di fronte a quanto sta accadendo nel Venezuela come in altri paesi, assistiamo da parte dei media italiani ed internazionali ad una rappresentazione faziosa, spesso manipolata e subalterna ai poteri forti degli accadimenti in corso. Una banalizzazione degli eventi secondo lo schema buoni cattivi, e naturalmente i buoni sono gli alleati degli Usa e degli europei, e i cattivi gli altri. Una cattiva informazione che rimuove la natura golpista e fascista delle forze sostenute dagli Usa e e Ue per i propri obiettivi geopolitici imperialisti, e che nulla hanno a che fare con la democrazia. Ancora una volta il nostro Paese subisce gli effetti di una informazione malata che manipola le notizie e omette di informare i cittadini.

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Cina e terrorismo: un esempio di doppia morale

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

cina militari attentatoL’attacco terrorista dell’1 marzo a Kunming in Cina, che ha portato alla morte di 34 persone e al ferimento di oltre 130, ha attirato l’attenzione della stampa di tutto il mondo. Di quella statunitense in particolare, con articoli che, oltre a riportare lo svolgimento dei fatti, hanno cercato di dare una spiegazione, con interviste a esperti, a quanto accaduto. E parte del problema sta proprio in questa operazione, a partire dal fatto che le parole “terrorismo” e “terroristi” compaiono ben poco. Si prenda ad esempio l’articolo del New York Times “China Blames Xinjiang Separatists for Stabbing Rampage at Train Station” (2 marzo): i responsabili della strage sono definiti dagli autori Andrew Jacobs e Chris Buckley come “attaccanti” (“attackers”) e mai come terroristi. E quello dell’Washington Post (“Knife-wielding attackers kill 29 at Chinese train station; more than 100 injured”): l’azione non è stata condotta da terroristi, ma un “gruppo di assalitori armati di coltello”, come ci si trovasse di fronte ad una azione violenta contro una banca.

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