Internazionale

Contro la guerra nel cuore dell’Europa, a fianco dell’Ucraina antifascista!

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roma 170514 mappaA Odessa un’orda nazista ha trucidato oltre 50 cittadini ucraini di origine russa. Disarmati. Lo ha fatto con i metodi nazisti del pogrom: bruciare, uccidere, non lasciare via di scampo alle vittime.

I media, all’unisono, hanno deformato la notizia fino a renderla irriconoscibile. Questa falsificazione è funzionale a coprire le responsabilità degli Stati Uniti e dell’Unione europea, che appoggiano il governo golpista di Kiev, da essi portato al potere.

Noi, cittadini italiani di una repubblica antifascista ormai solo di nome, siamo parte involontaria di questa mostruosa tragedia e di questo ritorno al passato. Lo siamo in quanto membri della NATO e alleati degli Stati Uniti. Non a caso il ministro della Difesa italiano, non pago delle violazioni che in questi ultimi due decenni hanno ripetutamente sfigurato l’articolo 11 della nostra Costituzione, è stato il primo a dichiararsi disponibile per un’ennesima sciagurata missione militare, stavolta in Ucraina.

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Si deve prestare ascolto alla volontà del popolo!

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da kprf.ru | Traduzione dal russo di Mauro Gemma

ucraina barricate prorussiaDichiarazione del Presidium del Partito Comunista della Federazione Russa sul referendum dell'11 maggio nelle regioni di Donetsk e Lugansk

La popolazione delle regioni di Donetsk e Lugansk nel referendum dell'11 maggio, con la schiacciante maggiornza dei voti, si è espressa per l'indipendenza statale.

Il significato storico di questa manifestazione della volontà popolare non risiede unicamente nel fatto che le persone hanno sostenuto l'idea del cambiamento dell'assetto statale delle loro regioni, ma anche nel fatto che la votazione rispondeva alle aspirazioni di grandi masse popolari.

Proprio perché gli obiettivi del referendum erano in sintonia con gli interessi vitali dell'assoluta maggioranza della popolazione, si spiega l'insolitamente alta percentuale di elettori ai seggi. Lo svolgimento stesso del referendum è stato possibile solo grazie alla dedizione, al coraggio e alla volontà di migliaia di combattenti dei reparti di autodifesa, di decine di migliaia di civili, che hanno sbarrato la strada alle colonne corazzate della spedizione punitiva.

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La globalizzazione delle forze speciali

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di Manlio Dinucci | da il manifesto, 13 maggio 2014

ussocom-ray-decker-preps-rucksack-photo-samuel-morseQualche volta, per un incidente, si scopre una «guerra coperta». Come è avvenuto nello Yemen, dove a Sanaa un membro delle Forze speciali Usa e un agente della Cia hanno sparato contro due uomini uccidendoli. Secondo la versione ufficiale, si trattava di due terroristi di Al Qaeda che li volevano rapire. Il fatto, tutt’altro che chiaro, ha suscitato un’ondata di proteste contro il governo, già sotto accusa poiché permette ai droni killer della Cia di operare nello Yemen partendo da una base saudita.

Il Pentagono – conferma il New York Times – ha intensificato le azioni delle sue forze speciali nello Yemen. Paese di grande importanza per sua posizione geostrategica sullo Stretto Bab El Mandeb tra Oceano Indiano e Mar Rosso, attraversato dalle principali rotte petrolifere e commerciali tra l’Asia e l’Europa. Di fronte allo Yemen, ad appena 30 km sulla sponda africana, c’è Gibuti dove è stazionata la Task force congiunta per il Corno d’Africa, formata da circa 4mila uomini delle forze speciali Usa. Con elicotteri e aerei speciali esse effettuano incursioni notturne, in particolare nella vicina Somalia e nello Yemen, affiancate da contractor tipo cecchini ed esperti di tecniche di assassinio.

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Per la pace e la democrazia, contro il fascismo e la guerra nel cuore dell'Europa

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di Gianmarco Pisa, Istituto Italiano di Ricerca per la Pace - Rete Corpi Civili di Pace

antifascism-demonstration-in-athens 1737586Si è trattato di una iniziativa politicamente e culturalmente molto significativa, capace di unire forze politiche e sociali su una piattaforma unitaria e parole d'ordine, come si sarebbe detto una volta, ampiamente condivise e, soprattutto, in grado di rappresentare una presenza pubblica, concreta e visibile, in azione contro la minaccia di guerra e destabilizzazione che i nuovi venti del fascismo e dell'imperialismo stanno portando, drammaticamente, nel cuore stesso del continente europeo.

Con questo spirito si è svolto il presidio antifascista sotto il Consolato Ucraino a Napoli, lo scorso venerdì 9 maggio, per l'intera mattinata, dalle 10.30 alle 14.30, un presidio che a buona ragione si potrebbe definire “non usuale”, lontano da quella connotazione tradizionale di una presenza di piazza puramente testimoniale, assai simile invece ad un vero “spazio aperto”, ricco di bandiere, di slogan e di contenuti, grazie al quale una piazza algida e funzionale, come quella del Centro Direzionale di Napoli, si è trasformata in un luogo di incontro e di informazione con i cittadini e le cittadine, animato da un volantinaggio itinerante, arricchito da continui dialoghi con le persone, accompagnato da immagini e suoni che hanno fatto da sfondo, nell'ampia piazza, alla bella rassegna.

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Energia: l’urgenza della Cina, l’Ucraina e i due forni di Putin

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di Demostenes Floros | da temi.repubblica.it

In aprile, i prezzi del greggio Brent e del Wti sono aumentati rispettivamente di quasi 3$/b (dollari al barile) e 1$/b, mentre il cambio euro/dollaro ha oscillato attorno a quota 1,38€/$.

Secondo i dati riportati dal Bp statistical review of world energy 2013, nel 2012 il consumo di energia primaria mondiale è stato di 12.477 tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep), in aumento del 2,1% rispetto al 2011, quando aveva toccato i 12.225 Mtep. L’incremento è stato quindi pari a 252 Mtep, sostanzialmente equivalente all’energia consumata nell’arco di un anno dalla Francia (nel 2012, 245 Mtep), la 5ª economia a livello globale per pil nominale.

Nel 2012, i principali consumatori mondiali di energia sono stati: Cina, 2.735 Mtep (13%*); Stati Uniti, 2.209 Mtep (17%); Ue, 1.673 Mtep (56%); Federazione Russa, 694 Mtep (esportatore netto), India, 564 Mtep (38%), Giappone, 478 Mtep (93%), Brasile, 275 Mtep (13%) e Italia, 163 Mtep (80%) [*tra parentesi il livello di dipendenza inteso come il contributo delle materie prime energetiche importate sul totale del consumo di energia primaria del paese].

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Catastrofe imminente nel Sud Sudan

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sudsudan rifugiatidi Carlos Lopes Pereira | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Mentre apprendiamo che, già immediatamente dopo la sua firma avvenuta sabato scorso, un altro accordo per il cessate il fuoco nel Sud Sudan è stato violato, riteniamo utile proporre questa nota scritta da Carlo Lopes Pereira, esperto di questioni dell'Africa.

Il più giovane paese africano, il Sud Sudan, è sull'orlo della catastrofe. Quattro mesi e mezzo di guerra civile hanno provocato già migliaia di morti e più di un milione di rifugiati e sfollati. Incombe la minaccia della fame generalizzata e le Nazioni Unite hanno messo sull'avviso in merito all'imminenza di un “disastro umanitario”.

L'alto commissario dell'ONU per i diritti umani, la sudafricana Navi Pillay, e il consigliere speciale del segretario generale Ban Ki-moon per la prevenzione dei genocidi, il senegalese Adama Dieng, si sono recati nel Sud Sudan alla fine di aprile. Si sono incontrati a Juba, la capitale, con il presidente Salva Kiir e vari ministri, e si sono trasferiti a Nassir, alla frontiera con l'Etiopia, dove hanno avuto colloqui con il leader ribelle, Riek Machar.

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Nazitrucchi USA in Ucraina

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da megachip.globalist.it

Fare dell'Ucraina un paese americano-nazista, mascherato da democratico neoliberista, da cedere alla Troika? Sempre che i russi del sud-est glielo consentano.

Un lettore da Kiev segnala a Giulietto Chiesa l'incredibile confusione di simboli nazisti e comunisti in mezzo alla crisi ucraina. La risposta di Chiesa illustra alcune previsioni molto ravvicinate.

Caro Giulietto,
sono a Kiev e sono appena rientrato dopo aver passato la giornata assistendo a quella che negli anni passati era la celebrazione di qualcosa e che oggi non riesco a immaginare come potrebbe essere definita. Slogan contro il capitalismo stampati sui muri accanto a bandiere USA e UE. Bandiere di Pravy Sector, ragazzi vestiti da militare (ma che militari non sono) con giubbotto antiproiettile e manganello. E talvolta pure pistola. Milizie non identificabili che perquisivano le automobili. Gruppi di naziskin e veterani con lo stemma dell'Armata Rossa. Pazzesco! Allucinante! Irreale!

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