Internazionale

La silenziosa guerra informatica contro la Cina

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cyber warfareda www.lacinarossa.net

La Cina (prevalentemente) socialista è diventata da tempo di gran lunga la prima nazione al mondo per numero di utenti Internet, dato che nel 2013 ben 618 milioni di cittadini cinesi – quasi la metà del totale – si sono serviti di tale infrastruttura tecnologica.

Ma, oltre agli innegabili vantaggi per la popolazione e il sistema socialista cinese, tale formidabile dinamica di sviluppo ha presentato anche dei lati negativi, visto che ormai da molti anni, come attestano anche le dichiarazioni rese dall’ormai celebre transfuga dell’NSA (National Security Agency) americano Edward Snowden, l’imperialismo statunitense ha scatenato una silenziosa ma costante guerra informatica contro la Cina Popolare.

I dati forniti nell’aprile del 2014 dalle autorità statali di Pechino risultano infatti allo stesso tempo chiari ed impressionanti, rispetto alla Cyberwarfare condotta da Washington.

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Gli studenti di Bir Zeit denunciano il clima di terrore scatenato dalle truppe israeliane

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hebron2 arrestodi Aisha Shalash - Haneen Dwaib

Noi, studenti palestinesi della Birzeit University nella Cisgiordania occupata da Israele, stavamo appena esaurendo il trauma dell'assassinio e il lutto di un compagno di studi dell’università di Birzeit, Saji Darwish [1] – ucciso dall'esercito israeliano di occupazione nel marzo 2014 - e la preparazione per gli esami finali, quando il regno di terrore notturno dell'esercito israeliano ha attraversato la Cisgiordania. Tre giovani coloni israeliani illegali nella terra palestinese sono scomparsi il 12-13 giugno 2014, senza che alcuno ne abbia rivendicato la responsabilità. Eppure il governo israeliano continua a insistere che sono stati rapiti da Hamas, senza alcuna prova per confermare questa affermazione.

Questa scomparsa ha portato a incursioni notturne indiscriminate nella città e nei villaggi della Cisgiordania, arresti di massa, uccisioni, demolizioni di case, sparatorie, gravi restrizioni del movimento e un’escalation di violazioni e di misure punitive collettive contro la gente comune, non risparmiando nessuno, compresi noi studenti universitari; il tutto rendendoci difficile di concentrarci sugli studi. Tuttavia, nonostante tutto ciò che sta accadendo intorno a noi, abbiamo cercato di farlo lo stesso perché questo è il modo in cui affrontiamo queste devastazioni: insistiamo sullo studio e sul nostro diritto all'istruzione sotto l'occupazione militare israeliana, e su questa speranza per il nostro futuro sotto continua minaccia.

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Appello della Palestinian Medical Relief Society

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Israeli-soldierwww.pmrs.ps

Alla luce delle recenti massicce operazioni militari israeliane in Cisgiordania e Gaza, la Palestinian Medical Relief Society (PMRS) fa appello alla comunità internazionale per condannare fermamente l'escalation israeliana di violenza e le sue violazioni del diritto internazionale dell'uomo e delle libertà fondamentali.

Sebbene la scomparsa dei minori sia sempre da considerare un evento tragico, questa tuttavia non può giustificare l’illegale punizione contro l’intera popolazione. Dal momento che i tre ragazzi coloni sono scomparsi il 12 giugno 2014, tre giovani palestinesi sono stati uccisi dai soldati israeliani. Avevano rispettivamente 21, 22 e 14 anni. Nel frattempo, le forze israeliane hanno preso d'assalto centinaia di case in Cisgiordania a tutte le ore del giorno e della notte, indiscriminatamente arrestato oltre 300 palestinesi e fatto irruzione in decine di sedi di organizzazioni della società civile, portando via computer, dati informatici, documentazione e distruggendo quanto contenuto nelle sedi.

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Nucleare militare off limits

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di Manlio Dinucci | da il manifesto 24 giugno

La decantata «trasparenza» si opacizza quando si entra nel regno del nucleare militare. Si stima che gli Stati uniti mantengano in Germania, Italia, Belgio, Olanda e Turchia circa 200 bombe nucleari B-61, che si aggiungono alle oltre 500 testate francesi e britanniche pronte al lancio. Secondo una stima al ribasso, in Italia ve ne sono 70-90, stoccate ad Aviano e Ghedi-Torre. Ma ce ne potrebbero essere di più, anche in altri siti. Tantomeno si conosce quante armi nucleari sono a bordo delle unità della Sesta flotta e altre navi da guerra che approdano nei nostri porti.

Quello che ufficialmente si sa è che ora le B-61 saranno trasformate da bombe a caduta libera in bombe «intelligenti», che potranno essere sganciate a grande distanza dall’obiettivo. Le nuove bombe nucleari B61-12 a guida di precisione, il cui costo è previsto in 8-12 miliardi di dollari per 400-500, avranno una potenza media di 50 kiloton (circa quattro volte la bomba di Hiroshima).

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Gran Bretagna. In 50.000 contro l’austerity, ma la Bbc censura

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da www.tribunodelpopolo.it

Clamoroso in Gran Bretagna dove, a Londra, oltre 50.000 persone si sono trovate in un corteo anti-austerity inspiegabilmente censurato e ignorato dalla Bbc.

Nella giornata di sabato decine di migliaia di persone sono scese in piazza proprio a pochi metri dal palazzo della Bbc, ma incredibilmente, l’emittente britannica ha pensato bene di censurare l’avvenimento, alla faccia della serietà e della puntualità dell’informazione british, troppo spesso mitizzata a caso anche da noi. Migliaia di persone hanno aderito alla “No More Austerity March”, una marcia indetta appunto per protestare in modo netto contro le politiche di austerity che in Inghilterra hanno colpito duro, basti pensare che il 33% delle famiglie è da considerarsi povera. La marcia è stata organizzata dalla “The People’s Assembly Against Austerity”, ovvero una coalizione di gruppi che si oppongono in modo chiaro al governo britannico e che coinvolgono l’estrema sinistra e alcuni sindacati. Non a caso la marcia è avvenuta di fronte alla sede della Bbc, accusata di ignorare l’impatto delle politiche di asuterity sulla società britannica, e infatti l’emittente ha pensato bene di confermare ogni dubbio decidendo di censurare e oscurare la manifestazione.

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Svolta clamorosa del giornale tedesco “Die Zeit”. Dopo il golpe a Kiev, l’Europa abbandoni gli USA e si apra alla Russia

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da www.sinistra.ch

Il settimanale tedesco “Die Zeit” è forse il prodotto giornalistico di più alta reputazione in Germania e notoriamente ha una linea editoriale politicamente liberale, genericamente centrista. Non è insomma da ritenere un organo “anti-imperialista” o ostile agli Stati Uniti. Ecco perché quanto successo il 6 giugno scorso ha dello straordinario. “Die Zeit“ ha infatti aperto il suo portale online con un incredibile attaco frontale alla politica vigente dell’Unione Europea, in riferimento al conflitto in Ucrania. Lo ha fatto dando voce a Chris Luenen, direttore del programma geopolitico del Global Policy Institute a Londra, il quale propone all’UE di smetterla di sottomettersi a una strategia made in USA, e imparare piuttosto a difendere i propri interessi: “L’Europa sin da sempre è stata debole nel difendere i propro interessi“, ha dichiarato l’autore.

L’UE non deve dipendere dagli USA

L’articolo, intitolato “Politica estera: L’Europa deve ricalibrare le relazioni con gli USA” (con a pagina 2: “La Grand Strategy statunitense non è nell’interesse dell’Europa“) constata che l’UE segue una strategia definita unilateralmente da Washington, invece di definire una strategia in base ai propri interessi. Interessi, i quali raccomanderebbero a Bruxelles di allearsi più strettamente con la Russia. L’UE dovrebbe sviluppare pure le relazioni transatlantiche, secondo l’autore, ma cercare di imporre i suoi interessi anche verso gli amici.

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Ucraina contro Ucraina

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uomo pianto vetrodi Spartaco A. Puttini per Marx21.it

L’attuale crisi in corso in Ucraina ha radici storiche profonde. L’importanza dello spazio geopolitico ucraino per la Russia è rilevante. Il controllo del territorio ucraino consente la proiezione della Russia verso l’Europa e il Mediterraneo, tramite il Mar Nero. I corridoi energetici tra Russia e paesi Ue passano attraverso l’Ucraina e l’Ucraina ospita, o meglio ospitava, l’importante base di Sebastopoli della Flotta russa del Mar Nero. Per Mosca è vitale poter contare su buone relazioni con Kiev. Gli ucraini, i “piccoli russi”, fanno parte dello spazio storico e geopolitico russo da quattro secoli e russi e ucraini hanno convissuto sotto la stessa bandiera, nello stesso stato, sia in epoca zarista che sovietica. Kiev è stata, in epoche ancor più remote, la prima culla dello stato russo, il che ha ovviamente forti valenze simboliche.

L’importanza dell’Ucraina per la Russia è tenuta in notevole considerazione a Washington. Non a caso nella sua opera, La Grande scacchiera, Brzezinski sottolinea la necessità di evitare che Mosca recuperi l’influenza su questa porzione del suo “estero vicino”.

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Manuela Palermi: il 28 giugno tutti a Roma per dire No alle politiche Ue

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di Manuela Palermi | da www.comunisti-italiani.it

europa cappioIl Pdci sarà presente alla manifestazione nazionale che il 28 giugno si terrà a Roma contro la Ue della Troika e della banche. L’abbiamo promossa assieme a Prc, USB, pezzi di CGIL, Rete dei comunisti, Partito del lavoro, movimenti ed associazioni, e si è man mano allargata a tanti altri soggetti politici e sociali: il movimento dell’acqua, la Carovana Europea dei migranti, esponenti della Lista Tsipras, il variegato mondo di solidarietà alla Palestina ed altri ancora. E’ la prima manifestazione nazionale contro la politica europea, contro le scelte scellerate che hanno immiserito il Paese creando una disoccupazione da record e distruggendo il tessuto industriale e produttivo.

E’ una manifestazione importante e chiediamo alle compagne ed ai compagni del Pdci di impegnarsi a fondo e di essere presenti con le nostre bandiere e le nostre parole d’ordine. In un momento così difficile per la sinistra, questa manifestazione è nata grazie all’impegno di tante e tanti che non si rassegnano allo stato di cose esistenti. Abbiamo costruito un percorso unitario, rispettoso delle diversità, trasformandole in un contributo prezioso e non facendone un intralcio, consapevoli che l’intralcio vero sono le divisioni, i distinguo. Ci siamo riusciti. Ora è fondamentale che anche la manifestazione riesca, perché il percorso unitario continui e si arricchisca ancora di più.

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