Internazionale

Solidarietà al Parlamento ucraino, che lotta per l'indipendenza e la sovranità del Paese

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di Fausto Sorini, segreteria nazionale PdCI, responsabile esteri

kiev proteste molotovIl PdCI esprime piena solidarietà al Parlamento ucraino che, con una decisione sovrana della maggioranza dei suoi rappresentanti, ha deciso di adottare misure per fermare l’ondata di violenze reazionarie e fasciste che stanno devastando Kiev. 

L’Unione Europea e gli Stati Uniti, che hanno minacciato sanzioni ancora oggi, hanno solo il dovere di rispettare questa scelta sovrana di un organo eletto in elezioni considerate regolari dalla quasi totalità degli osservatori internazionali. 

Non è ripetitivo ricordare che in piazza, nella capitale ucraina, non ci sono inermi “europeisti” (come ci stanno ripetendo fino alla noia l’apparato mediatico dominante, in particolare quello più vicino al PD, e i partiti che popolano le aule parlamentari, senza molte eccezioni), ma veri e propri fascisti, fautori del razzismo nei confronti delle minoranze nazionali, nostalgici dei massacri di ebrei, comunisti e inermi civili compiuti dai loro “nonni” ai tempi dell’occupazione nazifascista. 

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Turchia verso il voto, Erdogan pensa alla censura

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da www.contropiano.org

turchia giovani piazzaIn Turchia ci si sta preparando alle prossime elezioni amministrative di fine marzo. Per le strade delle grandi città, come sui muri dei paesi, i faccioni con i baffi dei politici turchi fanno bella mostra di sé in ogni dove. Già, sembra che il baffo sia di moda; anche se non mancano delle curatissime barbe e qualcuno che sfoggia una rasatura perfetta. Pochissimi i cartelloni dove io ho visto dei candidati donna, delle candidate, ma ricordo che c’è qualche paese che per dare spazio al sesso debole ha inventato le “quote rosa”.

Partendo da questa piccola fotografia voglio raccontare quello che è successo a Istanbul, la città in cui vivo, negli ultimi tre giorni. Questi ultimi tre giorni, infatti, sono stati importanti per capire quali possano essere i possibili scenari per le prossime elezioni. Poiché era dai tempi degli eventi di Gezi Park che non si vedeva in città una partecipazione così imponente alle manifestazioni.

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Le proposte della RPDC al Sud per la fine delle ostilità

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da italiacoreapopolare.wordpress.com

Da fine febbraio, avranno nuovamente luogo nella penisola coreana le esercitazioni militari USA – Sudcorea denominate Key Resolve e Foal Eagle. Queste esercitazioni di guerra, atte a simulare attacchi contro il Nord, si svolgono a ridosso del 38° parallelo e rappresentano non solo una provocazione, ma anche una violazione dello spirito delle Dichiarazioni Congiunte firmate negli anni della Sunshine Policy. Le esercitazioni del 2014 simuleranno, come riportato oggi dalla KCNA, “l’occupazione di Pyongyang e il controllo delle risorse nucleari” del Nord in caso di “emergenze nella RPDC”. Si tratta dunque di una situazione gravissima per la stabilità della regione, per i rapporti Nord-Sud e per l’economia del popolo sudcoreano, che oltre a subire l’occupazione dei Marines è costretto a contribuire pesantemente per mantenerne la permanenza sul territorio nazionale, proprio come accadeva nelle colonie.

Riportiamo a seguire il comunicato diffuso dalla KCNA, con il testo dell’appello della Commissione di Difesa Nazionale (il massimo organo statale della Corea Popolare) alle autorità del Sud.

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Denunciamo il carattere fascista della nuova “rivoluzione colorata” in Ucraina

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ucraina violenze 2014di Mauro Gemma

Alcuni nostri lettori e compagni dell'Europa orientale ci hanno chiesto, con appelli accorati, di contribuire a far conoscere il livello inaudito che hanno raggiunto le violenze scatenate dai fascisti ucraini nelle manifestazioni che, ormai da molte settimane, si propongono di sovvertire con un vero e proprio colpo di Stato le istituzioni della repubblica ex sovietica e che da noi una indegna campagna mediatica continua a presentare come la pacifica espressione della volontà di un popolo ansioso di entrare nell'Unione Europea, che sarebbe vittima di una feroce repressione.

Va detto, per fare chiarezza, che questo “popolo”, che occupa la piazza principale della capitale e tanto osannato dal nostro sistema di comunicazione dominante, è costituito prevalentemente da bande di teppisti, alla cui testa si trova  "Svoboda", un partito che mantiene legami "fraterni" anche con “Forza Nuova”, nostalgico del collaborazionismo con le SS, che ha tra i suoi "maestri" i criminali di guerra che si distinsero per lo zelo con cui parteciparono ai massacri di centinaia di migliaia di ebrei, comunisti e inermi civili nella Seconda Guerra Mondiale.

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Anche il Mit smentisce Obama & C. sull’attacco chimico a Ghouta

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da www.sibialiria.org

Un nuovo rapporto del Massachussetts Institute of Technology contraddice nei dettagli l’amministrazione Obama la quale aveva accusato Assad dell’attacco chimico avvenuto a Ghouta, il 21 agosto 2013. A settembre si era arrivati a un passo dai bombardamenti sulla Siria e per questo lo studio Mit si intitola significativamente Le possibili implicazioni degli errori dell’intelligence statunitense riguardo all’attacco al gas nervino del 21 agosto 2013.

Richard Lloyd (ex ispettore Onu sugli armamenti) e Theodore Postol hanno stimato che la gittata del missile rudimentale trovato dagli ispettori Onu non poteva essere superiore ai due chilometri, e che dunque, sulla base della mappa delle forze in campo presentata dalla stessa Casa bianca il 30 agosto, il punto di lancio si doveva per forza trovare nelle aree controllate dai «ribelli».

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L'Italia esca dal gruppo Amici della Siria

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jihad militariMinistra, sulla Siria le chiediamo di spiegare la partecipazione italiana a un gruppo che pretende, non di affiancare, ma di sostituirsi all'Onu...

Roma, 15 gennaio 2014

Ministra Bonino,

come cittadini italiani, siamo rimasti delusi da ciò che trapela dall'ultimo Vertice degli undici paesi cosiddetti "Amici della Siria", tenutosi a Parigi domenica scorsa, e La invitiamo a darne conto in parlamento. In particolare Le chiediamo di spiegare la partecipazione italiana ad un gruppo che pretende, non di affiancare, ma di sostituirsi all'Onu, sovvertendo le iniziative di pace intraprese in passato, prima da Annan e poi da Brahimi. Noi preferiamo chiamare questo raggruppamento gli "Amici della guerra in Siria" perché, come è facilmente documentabile, molti fra i suoi undici componenti da tempo sostengono gruppi armati persino fanatici nel paese.

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