Internazionale

2011: la Francia arma gli islamisti in Libia. 2015: la Libia è una roccaforte dell'estremismo islamico

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di AC | da www.solidarite-internationale-pcf.fr

libye sarkozyTraduzione di Marx21.it

La Francia è in guerra! Fu la bella trovata del 2011. A colpi di indignazione umanitaria, il governo ha preparato poi le ingerenze in Siria e in Iraq. E sta preparando le condizioni per una seconda guerra in Libia. E' l'occasione per ricordare come la Francia porti una grande responsabilità nello sviluppo del terrorismo nella regione.

E' da oltre un mese che il Ministro della Difesa francese Le Drian non smette di premere per un intervento francese in Libia, cercando l'avallo di paesi africani. Con attacchi aerei, mentre la Francia installa la base militare di Madama alla frontiera tra il Niger e la Libia.

Le Drian accampa come pretesto dell'intervento: la Libia è diventato un centro di formazione per i jihadisti, un santuario del terrorismo internazionale.

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Il bluff di Draghi sul «Quantitative Nothing»

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draghi merkeldi Sergio Cesaratto | da il Manifesto

l bazooka al contrario. La Bce vuole tornare a iniettare mille miliardi nell'eurozona stavolta non più prestandoli alle banche a tasso zero ma acquistando titoli di stato. L'unico effetto sarà aumentare la bolla borsisistica e deprezzare un euro già basso. E il QE non sarebbe altro che una ripetizione con altre modalità delle misure tampone intraprese negli scorsi anni

La pros­sima set­ti­mana sarà fon­da­men­tale per i destini euro­pei. Il 22 il diret­tivo della Bce dovrà deci­dere moda­lità e tempi del tanto pro­messo Quan­ti­ta­tive Easing (QE), men­tre il 25 si svol­ge­ranno le fati­di­che ele­zioni greche.

Su cosa farà la Bce girano molte voci, ma tanto per pre­pa­rarci alle deci­sioni effet­tive pro­viamo a chia­rirci cos’è il QE.

Dal 2008 la Bce ha reso dispo­ni­bile alle ban­che tutta la liqui­dità che richie­de­vano. E ne hanno richie­sta molta, in par­ti­co­lare nel 2011 e 2012.

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Il MUOS per ipermilitarizzare e depredare l’Artico

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muos cieloda antoniomazzeoblog.blogspot.it

Gli Stati Uniti d’America hanno un asso nella manica per trionfare nella competizione tra vecchie e nuove superpotenze per il controllo militare, politico ed economico dei mari del Polo Nord e dell’Antartide, fragilissimi ecosistemi. Si tratta del MUOS (Mobile User Objective System), il più recente sistema di telecomunicazioni satellitari della Marina militare Usa, costituito da quattro terminali terrestri distribuiti in tutto il pianeta (uno in Sicilia, all’interno della riserva naturale “Sughereta” di Niscemi, Caltanissetta) e cinque satelliti in orbita geostazionaria a oltre 36.000 km di distanza.

Grazie ai primi due satelliti lanciati sino ad oggi nello spazio, la Marina statunitense ha attivato le “prime connessioni satellitari affidabili” nel Mar Glaciale Artico. La sperimentazione e l’uso nei mari del Nord del nuovo sistema di telecomunicazioni per le guerre globali del XXI secolo ha preso il via nella primavera del 2014 con “Ice Exercise – ICEX ‘14”, l’esercitazione condotta dal Comando per le forze subacquee di US Navy (COMSUBFOR), in collaborazione con i tecnici di Lockheed Martin, l’azienda statunitense che ha progettato e realizzato il MUOS.

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Sarkhollande e gli altri padrini. 5 punti da gridare dai tetti.

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hollande sarkozy001 16x9di Marinella Correggia
da www.sibialiria.org

Riassunto dei cinque punti. 1. Nato e Golfo hanno aiutato in tutti i modi l’ascesa dei terroristi in molti paesi. 2. Nato e Golfo hanno condotto guerre di aggressione dirette o indirette definibili come terrorismo. 3. Vittime di massa del terrorismo sedicente islamico sono popolazioni musulmane, e comunque popolazioni extraoccidentali. 4. Chi combatte di più e con più sacrificio contro il terrorismo sedicente islamico sono le popolazioni musulmane e comunque extraoccidentali, molti popoli e diversi governi del Sud del mondo. 5. Media e società civile d’Occidente sono colpevoli di ignavia rispetto all’intreccio guerre di aggressione-sostegno al terrorismo.

Il 2015 si è aperto all’insegna del terrorismo. In Nigeria centinaia o forse migliaia di persone in sedici villaggi sono state massacrate dai folli di Boko Haram, rafforzatisi grazie alla guerra della Nato in Libia che ha prodotto un proliferare di spore terroriste armatissime.

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Il male assoluto

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torta bambino russodi Nicolai Lilin
da lilin.blogautore.espresso.repubblica.it

Dopo il colpo di stato e l’inizio del movimento Euromaidan, l’Ucraina è sprofondata nella spirale della violenza. La guerra civile ha spaccato il paese e ha liberato i demoni che ogni essere umano porta nascosti nelle profondità della propria anima. Ne ho seguito le vicende e ho condiviso sui social network le informazioni che mi arrivavano, ricevendo come risposta minacce e offese, che per alcune persone simpatizzanti dell’Euromaidan sembrano essere validi argomenti a supporto delle loro idee. Nell'arco della stessa giornata, per aver condiviso delle foto di alcune delle vittime del Donbass, mi è successo di essere definito fascista, nazista, comunista, uomo di Putin, agente della CIA, spia del Mossad, sionista, omofobo, ricchione, terrorista islamico, estremista cristiano, xenofobo. Il pubblico sui social è veramente democratico quando insulta e la fantasia non manca quando ci si trova dietro ad uno schermo. Mio nonno Kuzia diceva che "il male più assoluto si annida nei cuori degli egoisti e degli ipocriti". Ragionando sulle sue parole trovo che la cosa più terribile nel male è quando diventa banale agli occhi della società. Quando le persone ne accettano l’esistenza e ne trattano l’essenza come una qualsiasi altra cosa normale.

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Brancaccio: “L’eurozona? Insostenibile. Tsipras valuti anche l’uscita dall’euro”

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da Micromega Online

Intervista a Emiliano Brancaccio di Giacomo Russo Spena

Secondo l’economista l'abbandono della moneta unica è un’opzione difficile, che al momento Syriza non contempla. Ma la storia europea potrebbe intraprendere sentieri molto diversi a seconda di quali forze politiche, per prime, si assumeranno il compito di trarre le conseguenze del fallimento dell’eurozona: “Oggi l’egemonia politica è contesa tra liberisti e razzisti. Se la sinistra affrontasse per prima i nodi dell’euro, le prospettive europee potrebbero farsi meno cupe”.

Le elezioni in Grecia del prossimo 25 gennaio hanno assunto una valenza europea. La vittoria di Syriza e del suo leader Alexis Tsipras incutono paura alla finanza e ai poteri forti dell’Unione Europea. Il presidente Junker ha invitato a “non votare in modo sbagliato”, il Fondo Monetario Internazionale ha annunciato la sospensione dei negoziati sugli aiuti alla Grecia fino alla formazione del nuovo governo, mentre i mercati hanno mandato a picco la borsa di Atene facendo schizzare in alto i tassi sui titoli di Stato.

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Chi è alla testa del corteo

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leader corteo parigidi Manlio Dinucci

da il manifesto, 13 gennaio 2015

Due milioni di persone, dopo gli attentati terroristici, hanno attraversato in corteo Parigi, facendone (nelle parole del presidente Hollande) la «capitale della libertà» nel mondo. In effetti il sentimento prevalente, che ha fatto mobilitare tante persone di diverse nazionalità, era quello di rivendicare la libertà dall’odio, dalla violenza terroristica, dalla guerra. Ma alla testa del corteo c’erano proprio alcuni dei principali responsabili delle politiche che hanno portato a tutto questo.

Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, l’alleanza a guida Usa che nella guerra contro la Libia nel 2011 e quella in corso contro la Siria ha armato e addestrato gruppi islamici prima definiti terroristi. Il primo ministro della Turchia, il re della Giordania e il ministro degli esteri degli Emirati arabi uniti, paesi che forniscono oggi anche all’Isis armi, addestramento, vie di transito e finanziamenti per condurre la guerra in Siria e Iraq.

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Piccoli Kouachi crescono: gli USA addestrano altri ribelli siriani

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da www.analisidifesa.it

Gli Stati Uniti e alcuni alleati cominceranno l’addestramento di altri 5mila miliziani “moderati” siriani a partire da questa primavera. Lo ha confermato il portavoce del Pentagono, l’ammiraglio John Kirby. Washington si aspetta di dare il via al training in stretto coordinamento con Turchia, Qatar e Arabia Saudita. “Stiamo proseguendo a lavorare con Ankara per pianificare gli sforzi congiunti al fine di formare ed equipaggiare le forze moderate dell’opposizione siriana” ha sottolineato Kirby aggiungendo che anche Doha e Riad fanno parte del gruppo, in quanto dovrebbero fornire strutture ad hoc.

A questo proposito è intervenuto il ministero degli Esteri turco, il quale ha annunciato che “l’accordo definitivo sul programma é molto vicino”. Il compito di selezionare il personale da addestrare e da assegnare a formazioni fidate è stato affidato al generale Michael Nagata (nella foto a sinistra), alla guida delle forze speciali del Central Command che negli ultimi mesi ha dato il via a una serie di colloqui con i vertici dell’opposizione moderata siriana.

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