Internazionale

Gli ucraini non ricevono niente di quanto avevano sperato

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di Evgenij Tsarkov* | da Ucraina Antifascista

tsarkov evgenijTraduzione di Flavio Pettinari
 
*Evghenij Tsarkov è Primo segretario del Comitato regionale di Odessa del Partito Comunista di Ucraina 
 
Noi comunisti non avevamo forse avvertito che nessuno avrebbe preso l'Ucraina nell'Unione europea? Non avevamo avvertito che dopo la presa del potere, l’opposizione avrebbe ceduto il paese all’Occidente? Oggi, questo è esattamente ciò che accade: gli ucraini non ricevono niente di quanto hanno sperato. Non ci saranno stipendi europei, o pensioni o norme sociali europee. Nessuno si occuperà di far entrare l’Ucraina, impoverità nella casa europea.

Così il Primo segretario del Comitato regionale di Odessa del Partito Comunista d’Ucraina, il deputato Evgenij Tsarkov, ha commentato la dichiarazione del presidente della Commissione Europea Barroso secondo il quale l'UE non è pronta a lanciare la procedura di adesione dell'Ucraina all'Unione Europea.
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La «libertà» della Nato ci costa 70 milioni di euro al giorno

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto

elmo militare«La situazione in Ucraina ci ricorda che la nostra libertà non è gratuita e dobbiamo essere disposti a pagare»: lo ha ribadito il presidente Obama, a Roma come a Bruxelles, dicendosi preoccupato che alcuni paesi Nato vogliano diminuire la propria spesa militare. La prossima settimana, ha annunciato, si riuniranno a Bruxelles i ministri degli esteri per rafforzare la presenza Nato nell’Europa orientale e aiutare l’Ucraina a modernizzare le sue forze militari. Ciò richiederà stanziamenti aggiuntivi. Siamo dunque avvertiti: altro che tagli alla spesa militare!

A quanto ammonta quella italiana? Secondo i dati del Sipri, l’autorevole istituto internazionale con sede a Stoccolma, l’Italia è salita nel 2012 al decimo posto tra i paesi con le più alte spese militari del mondo, con circa 34 miliardi di dollari, pari a 26 miliardi di euro annui. Il che equivale a 70 milioni di euro al giorno, spesi con denaro pubblico in forze armate, armi e missioni militari all’estero.

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Giulietto Chiesa: inizia un'altra Guerra Fredda

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da megachip.globalist.it

Intervista di Fabio Franchini a Giulietto Chiesa

"Sta alla Russia agire in modo responsabile dimostrandosi disponibile a rispettare le norme internazionali: se non lo farà dovrà aspettarsi costi ulteriori". Le parole sono di Barack Obama, intervenuto in conferenza stampa a margine del summit internazionale sulla sicurezza nucleare circa gli sviluppi della crisi in Ucraina. 

Dopo l'esclusione dal G8, il presidente americano ha annunciato che se Mosca continuerà a mostrare i muscoli verrà colpita da sanzioni energetiche, finanziarie e commerciali. Ma per Giulietto Chiesa - ex inviato a Mosca per l'Unità e La Stampa, oltre che per diversi tg nazionali, fondatore nel 2010 del movimento politico-culturale Alternativa - è l'Occidente a tirare la corda: è andata a calpestare l'erba del giardino altrui, facendo saltare gli assetti geopolitici europei (e non solo) e mettendo a rischio la sicurezza del Vecchio Continente.

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Brasile: è già in corso una acuta e intensa lotta politica

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Lula-and-Dilmadi Josè R.Carvalho | da www.vermelho.org.br

Traduzione di Erman Dovis per Marx21.it


I conflitti politici che sono stati intensi all'inizio di quest'anno legislativo, le tensioni tra partiti che sono la base di sostegno del governo, i movimenti dei principali leader dell'opposizione, le campagne mediatiche monopolizzate per creare artificialmente un clima negativo nel paese - fatti questi che hanno caratterizzato la scena politica durante le ultime due settimane - stanno rivelando che il Brasile si appresta ad affrontare un bivio politico. E’ già in corso una lotta politica acuta e intensa.

In ogni episodio della situazione nazionale verrà delineandosi sempre più chiaramente un bivio: avanzare nel processo di cambiamento iniziato nel 2002 con la prima vittoria elettorale di Lula, e che continua ancora oggi sotto il governo Dilma, oppure tornare al neoliberismo conservatore sotto il dominio dell’oligarchia finanziaria e dell’imperialismo. 

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Il colpo di stato dimenticato e come il padrino regna da Canberra a Kiev

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di John Pilger | johnpilger.com
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

whitlamIl ruolo di Washington nel golpe fascista contro il governo eletto dell'Ucraina sorprende solo quelli che guardano i telegiornali e ignorano la storia. Dal 1945, decine di governi, molti dei quali democrazie, hanno incontrato un destino simile, di solito con spargimento di sangue.

Il Nicaragua, uno dei paesi più poveri della terra, con un numero di abitanti inferiore a quello del Galles, sotto i sandinisti riformisti nel 1980, venne considerato da Washington una "minaccia strategica". La logica era semplice: se i più deboli sfuggivano dal guinzaglio, dando l'esempio, chi altro avrebbe tentato la fortuna?

Il grande gioco della dominazione non offre alcuna immunità, anche al più fedele "alleato" degli Stati Uniti. Lo dimostra forse il meno noto dei colpi di stato di Washington: quello che ha coinvolto l'Australia. La storia di quel golpe dimenticato è una lezione salutare per quei governi che credono che una "Ucraina" o un nuovo "Cile" non potrebbe mai riguardare loro.

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Terrorismo mediatico contro il Venezuela

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