Internazionale

Il governo libico bombarda i civili nostalgici di Gheddafi: alle porte di Tripoli innalzata la bandiera della Rivoluzione Verde

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da www.sinistra.ch

Con l’assassinio di Muammar Gheddafi, storico leader della “Jamahiria Araba di Libia Popolare e Socialista”, il paese sorto dalla Rivoluzione Verde del 1969, emancipandosi dalla monarchia tirannica di Re Idris, la Libia è tornata ad essere una semi-colonia occidentale in preda ad una sanguinosissima guerra civile.

Deposto dopo una controrivoluzione islamista fomentata dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea appoggiata da un lungo bombardamento della NATO, il governo di ispirazione socialista di Gheddafi è stato abolito e sostituito da un regime fantoccio con simpatie islamiste e con tendenze fasciste, teleguidato dall’estero. Gli ampi diritti sociali che erano garantiti alle famiglie, ai lavoratori e agli studenti ai tempi della Jamahiria sono ormai stati cancellati e le multinazionali occidentali hanno oggi campo libero nel depredare il territorio libico ricco di risorse naturali ed energetiche.

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La politica estera di Pechino: la realizzazione del "sogno cinese" e la "convergenza di interessi"

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di Diego Angelo Bertozzi

cina bandiera cieloIl testo della relazione tenuta da Diego A. Bertozzi, della nostra redazione, all'assemblea svoltasi alla “Casa Rossa” di Milano il 18 gennaio scorso. 

Prendete questo mio intervento come un contributo introduttivo alla conferenza pubblica di oggi: chi mi seguirà saprà affrontare nello specifico alcune delle tematiche che il sottoscritto si limiterà ad accennare. Ciò che mi interessa presentare in questa occasione è un quadro generale della politica estera della Repubblica popolare cinese alla luce del cambio di leadership, dopo il 18° congresso del Pcc, e del più recente Terzo plenum del Pcc.

Premessa

Sean Mirsky, giovane analista statunitense collaboratore del Carnegie Institute, si domanda come sia possibile per gli Usa vincere una guerra contro la Cina. La sua risposta a proposito è molto semplice: serve un blocco navale. Ma come e con chi attuarlo?

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Le guerre del petrolio nel cuore dell'Africa

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di Carlos Lopes Pererira, da www.avante.pt | Traduzione di Marx21.it 

africa petrolioDue “nuove” guerre con la presenza di truppe straniere e con odore di petrolio hanno incendiato il cuore dell'Africa, provocando migliaia di vittime e incalcolabili danni economici.

Nella Repubblica Centrafricana (RCA), dove la Francia è intervenuta militarmente all'inizio di dicembre, si sono moltiplicate le azioni violente tra le due fazioni sul terreno. Da un lato stanno gli ex ribelli di Séléka (“Alleanza”), presumibilmente musulmani, che nel marzo scorso avevano rovesciato il presidente eletto François Bozizé e avevano insediato al potere il loro capo, Michel Djotodia, e, dall'altro lato, le milizie “anti-balaka” (anti-machete), cosiddette cristiane, che esigono la rimozione dei golpisti e praticano rappresaglie sulla popolazione islamica.

Sul piano della sicurezza, ha poco valore la presenza di 1.600 soldati francesi appoggiati da blindati ed elicotteri, nel quadro dell'operazione “Sangaris”, o dei 4.000 uomini di Misca, la forza militare africana, entrambi stazionati soprattutto a Bangui.

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Helmut Scholz, parlamentare europeo della Linke tedesca, esorta a sostenere le proposte del PC di Ucraina per uscire dalla crisi

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dal sito del Partito Comunista di Ucrainawww.kpu.ua

scholz helmutTraduzione dal russo di Flavio Pettinari per Marx21.it

Poco prima del viaggio della delegazione dei rappresentanti dei vari gruppi del Parlamento Europeo in Ucraina, un membro del gruppo parlamentare della Sinistra Unitaria Europea / Sinistra verde Nordica (GUE/NGL), Helmut Scholz (eletto nella Linke tedesca, NdT), ha messo in guardia contro le politiche e le attività dell’Europarlamento in favore di una delle parti in conflitto. La delegazione del Parlamento Europeo comprende anche il Presidente della Commissione per gli Affari Esteri Elmar Brok (PPE) e la leader del gruppo parlamentare dei Verdi, Rebecca Harms.

"Il sostegno unilaterale dell'UE alla cosiddetta "opposizione" in Ucraina crea le basi per soluzioni violente del conflitto. In tali condizioni, prendere parte al dialogo tra le autorità e l’"opposizione" è impossibile - ha detto H. Scholz a Berlino martedì 28 Gennaio 2014.

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Colpo di Stati

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di Lydia Mastrantuoni, direzione nazionale PdCI

europa-usa sottomissioneSe l’auto di un automobilista si ammacca per aver investito e ferito un pedone, l’automobilista potrebbe invocare il risarcimento per i danni subìti dalla sua auto a causa dell’impatto!

Questa è la logica che muove il recente trattato TTIP o” Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti,” in discussione tra UE ed USA da luglio 2013. I dettagli del Trattato sono in gran parte avvolti nel più totale segreto, ma la vulgata più comune dice che applicando la totale deregulation su beni,servizi e commercio, si avrebbero 2 milioni di posti di lavoro in più in Europa (forse entro il 2027).

Detta in questi termini, la cosa potrebbe addirittura farci piacere, ma il punto principale del Trattato sta nell’abbattimento delle barriere non tariffarie. Il ricatto insomma del grande capitale transnazionale e internazionale è questo: io Multinazionale ti creo le condizioni per qualche posto di lavoro in più e tu Stato ti impegni a non intralciarmi con le tue leggi e le tue costituzioni che proteggono l’ambiente,i lavoratori,la salute pubblica.

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Continua la Resistenza contro il Muos

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muos paraboleContro le basi di guerra per la smilitarizzazione della Sicilia

Le tre parabole del Muos sono state montate.

Gli Usa e i loro servi in Italia e in Sicilia se ne fregano di aspettare la sentenza del Tar del 27 marzo prossimo, se ne fregano di una popolazione che da anni sta lottando per opporsi a questo MUOStro, arma di morte per i popoli che gli Usa riterranno di ostacolo ai loro interessi imperialisti, arma di morte anche per le siciliane e i siciliani, non solo niscemesi, che ne subiranno le conseguenze sulla loro pelle e su quella dei propri figli. Enormi sono le responsabilità politiche del Presidente della Regione che per fini elettorali si era schierato con le ragioni No Muos e poi ha revocato la sua stessa revoca accreditando il parere truccato dell’Istituto Superiore di Sanità e sconfessando le controdeduzioni dei tecnici nominati dalla stessa Regione; altrettanto gravi sono le responsabilità dei politici locali, a partire dai tanti sindaci, attivi solo per le interviste, ma assenti dalle azioni concrete di lotta. Il tempo delle chiacchiere è finito e sfidiamo ognuno/a ad assumersi le proprie responsabilità.

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Il baratro europeo di Kiev

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di Giulietto Chiesa | da il Manifesto

ucraina proteste xin-400x300Scrivo que­ste note di ritorno da Mosca, e la prima cosa che mi col­pi­sce è l’enorme diva­rio tra ciò che stanno vedendo gl’italiani (e gli euro­pei insieme a tutto il resto del mondo occi­den­tale) e quello che vedono i russi. Non è solo que­stione di quan­tità. È che qui (quasi) non si vedono le squa­dre armate dei dimo­stranti della piazza Mai­dan e din­torni. Non si vedono i poli­ziotti bru­ciare vivi. Non si vedono le armi delle squa­dre – pale­se­mente bene orga­niz­zate – di assa­li­tori. Non si vedono i lan­cia­fiamme e le bombe molo­tov degli assa­li­tori. Non si vedono le grandi cata­pulte che lan­ciano sugli schie­ra­menti delle forze spe­ciali anti­som­mossa bombe incen­dia­rie in quan­tità e di qua­lità tale che non è pos­si­bile pen­sare improvvisate.

Qui, nella civile Ita­lia demo­cra­tica, dove tutto il main­stream freme di sde­gno con­tro i Notav «vio­lenti», si descri­vono le squa­dracce fasci­ste che ormai domi­nano la pro­te­sta di Kiev come vit­time, come coloro che «muo­iono per l’Europa». Anche a Mosca ci sono quelli che li defi­ni­scono «libe­rali», «demo­cra­tici».

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Lettera aperta del PC di Ucraina al movimento comunista, operaio e di sinistra internazionale

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Traduzione dal russo di Flavio Pettinari per Marx21.it

pc ucraina bandiere statuaCari compagni!

L'Ucraina si è aggiunta alla lista dei paesi che sono diventati vittima delle "rivoluzioni colorate". Le riprese degli impressionanti massacri, degli atti di vandalismo, dei disordini e delle occupazioni degli edifici amministrativi in Ucraina hanno fatto il giro del mondo attraverso i mass media.

In numerosi scontri, diverse centinaia di manifestanti e di agenti delle forze dell'ordine sono stati gravemente feriti, così come durante gli attacchi alle forze dell'ordine diversi manifestanti sono stati uccisi. Non dimentichiamoci inoltre dei sequestri di massa di cittadini e delle violenze fisiche contro di loro da parte dei manifestanti radicali.

I recenti avvenimenti hanno distrutto il mito secondo cui nella capitale ucraina si muovono un’opposizione al "regime criminale" composta da "pacifici euromanifestanti".

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