Internazionale

La ricerca del potere egemonico nell'epoca della lotta antimperialista

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usa bandiera campodi José Reinaldo Carvalho*
da vermelho.org.br | Traduzione di Marx21.it

Di fronte alle numerose critiche di contenuto antimperialista che faccio alla politica estera statunitense, mi si domanda se le recenti manovre della diplomazia di Obama – lo stabilimento di relazioni diplomatiche con Cuba e l'accordo nucleare con l'Iran – hanno assunto il significato di un cambiamento essenziale, un punto divergente dalla curva o solo mera tattica ingannatrice.

Né una cosa né l'altra. Sono fatti di reale impatto, che possono essere compresi solo nel contesto dell'evoluzione storica della politica estera nordamericana, almeno a partire dal periodo di George W. Bush e nel quadro peculiare e complesso dell'attuale congiuntura internazionale in cui opera il governo di Barack Obama, nel suo periodo finale.

Ricordiamo tutti che cosa successe non molto tempo fa. L'11 settembre 2001, un gruppo formato da 19 terroristi compì un attentato di inaudite dimensioni offrendo all'imperialismo nordamericano il pretesto che mancava per assumere un orientamento ancora più reazionario nella politica estera degli Stati Uniti, rendendola più conservatrice e aggressiva.

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Le cause profonde dell'ondata dei rifugiati in Europa

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syrian refugee children n 011 890108di Luis Carapinha | da "Avante”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

L'ondata dei rifugiati in Europa è uno dei temi attualmente più ricorrenti, ma, salvo rare eccezioni, le sue cause profonde non affiorano nei media. I responsabili dell'UE, dopo aver fatto digerire il recente memorandum coloniale di sottomissione della Grecia, danno dimostrazione di cinismo e follia con l'acutizzazione della crisi dei rifugiati, considerata la maggiore ondata migratoria in Europa dalla II Guerra Mondiale. E' annunciata la convocazione di un vertice di emergenza dell'UE per... metà settembre. Una riunione dei ministri della Giustizia e dell'Interno, conferma che le “risposte comunitarie” continuano a basarsi essenzialmente sulla componente securitaria e sulle soluzioni di forza. Nel frattempo, l'ineffabile cancelliera Merkel si smarca chiedendo ai “partner europei” una “distribuzione equa” dei rifugiati e lanciando un accorato appello in difesa di Schengen e delle norme di libera circolazione (di mano d'opera a basso costo e capitali, si intenda).

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9 maggio e 3 settembre: tra Storia e geopolitica del presente

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xijinping putindi Federico La Mattina per Marx21.it

La parata del 3 settembre è stata certamente una manifestazione di potenza – ma non solo –  della Repubblica Popolare Cinese. Grandi assenti i leader occidentali con la presenza solitaria del Presidente della Repubblica Ceca Milos Zeman che si era recato anche a Mosca il 9 maggio. Una grande manifestazione di commemorazione storica che si realizza però nella geopolitica del presente; ed è in tal senso che vanno spiegate le assenze o le grandi presenze.

Il passato non ‘passa’ mai definitivamente ma viene costantemente rimodulato ed è sottoposto a continue riscritture e rappresentazioni funzionali ai diversi attori geopolitici del presente. Questo avviene per le questioni ancora ‘attuali’ che originarono la Grande Guerra, la quale, passando per la cosiddetta “pace” di Versailles, si collega alla carneficina del 1939-1945. Si legge a tale proposito nell’editoriale di un numero di Limes dedicato all’eredità dei grandi imperi:

A ben guardare, molte delle partite geopolitiche in corso possono configurarsi come guerre di successione – fredde, calde o tiepide – per l’egemonia nei territori evacuati dai quattro imperi europei o contesi nell’Asia-Pacifico dal triangolo scaleno Stati Uniti-Cina-Giappone. Due conflitti mondiali e una guerra fredda non hanno sciolto quei nodi. Nel 1918 come nel 1945 e nel 1991, la fine di una guerra venne spacciata come fine di tutte le guerre. Ma la formula magica per il governo dei grandi spazi attende il suo inventore. [1]

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I comunisti salutano il successo dello sciopero generale in India

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cpim sciopero trenida cpim.org

Traduzione di Marx21.it

Comunicato dell'Ufficio Politico del Partito Comunista dell'India (Marxista)

L'Ufficio Politico del Partito Comunista dell'India (Marxista) si congratula con la classe lavoratrice dell'India per il successo del magnifico sciopero del 2 settembre 2015. Il PCI (M) ha assicurato pieno sostegno allo sciopero e alla carta rivendicativa congiunta presentata dalle dieci centrali sindacali e dalle federazioni nazionali e degli stati.

All'ultimo momento, il governo Modi ha cercato di dissuadere i lavoratori dal procedere all'effettuazione dello sciopero proclamato. In questi colloqui il governo centrale non ha avanzato la benché minima proposta in merito alle principali rivendicazioni avanzate dai sindacati. A parte  RSS, affiliato a BMS (sindacato vicino al partito di governo, ndt), il governo non è riuscito a convincere nessuna delle altre organizzazioni sindacali a revocare lo sciopero.

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YOU STINK: protesta popolare o destabilizzazione "colorata" a Beirut?

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lebanon protestors You Stink campaign Aug 2015 3di Vincenzo Brandi

Forti manifestazioni anti-governo nella capitale libanese. All'inizio era questione di rifiuti, poi un sommovimento che rischia di sconvolgere gli equilibri post-guerra civile

Da settimane la capitale del Libano è segnata da forti manifestazioni antigovernative. Il motivo iniziale per queste manifestazioni, che appaiono ben organizzate e coinvolgono una media di 20mila o 25mila persone, è la mancata raccolta dei rifiuti, che ha causato indubbiamente disagi alla cittadinanza. Ma è credibile che per un motivo del genere vada avanti da settimane una protesta politica che ora chiede le dimissioni del governo e nuove elezioni? È possibile che solo per questo i manifestanti invochino una "rivoluzione" che sconvolga gli equilibri faticosamente raggiunti con gli accordi tra le fazioni che posero fine alla guerra civile degli anni '70?

Il Libano è da molti mesi bloccato dal fatto che i due principali schieramenti contrapposti non riescono ad accordarsi sulla nomina del nuovo presidente che per costituzione deve essere un cristiano. Lo schieramento definibile come "progressista" che aveva finora governato è quello che fa capo ai partiti sciiti Hezbollah e Amal ed ai cristiani nazional-progressisti del generale Aoun. Questo schieramento è su posizioni antisioniste e filo-siriane.

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Grecia, Syriza perde anche la sua gioventù

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di Giulio AF Buratti | da popoffquotidiano.it

La maggioranza dei giovani di Syriza lascia Tsipras. Nei sondaggi testa a testa con Nd. Zoe Kostantopoulou si schiera con Unità popolare

Anche la gioventù di Syriza si dissolve dopo il brusco addio degli adulti al programma di Salonicco e al No pronunciato nel referendum del 5 luglio. La maggioranza del Comitato Centrale, con un comunicato, dichiara la contrarietà alle nuove misure d’ austerità e la decisione di lasciare il partito di Tsipras. L’invito ai giovani è quello di votare partiti che fanno riferimento,alla sinistra radicale e anticapitalista.

Intanto, a diciotto giorni dalle elezioni, sarebbe ormai testa a testa nei sondaggi elettorali, con Syriza al 26% e Nea Dimokratia distanziati di solo un punto percentuale, un divario che per gli analisti è statisticamente irrilevante se il rilevamento della società Pulse per Action 24 TV dovesse risultare esatto. Indeciso ancora il 10,5% degli elettori. Un altro sondaggio di Mega Gegonota vede ND al 25,3% delle intenzioni di voto e Syriza il 25%, un po’ sotto. 

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La Resistenza della Cina

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Chinese Forces in Moscow for Vdaydi Manlio Dinucci
da il manifesto, 1 settembre 2015

Il 70° anni­ver­sa­rio della vit­to­ria del popolo cinese nella Guerra di resi­stenza con­tro l’aggressione giap­po­nese, che si cele­bra il 3 set­tem­bre a Pechino, viene boi­cot­tato non solo da Tokyo ma da Washing­ton e quasi tutti i governi della Ue che inviano a Pechino solo espo­nenti secon­dari. Grot­te­sco ten­ta­tivo di can­cel­lare la Sto­ria, ana­logo a quello nei con­fronti del 70° anni­ver­sa­rio della vit­to­ria sul nazi­smo, cele­brato a Mosca il 9 mag­gio (vedi «il mani­fe­sto» del 12 ago­sto scorso).

Lo sfondo sto­rico: la Cina degli anni Trenta, ridotta a uno stato colo­niale e semi­co­lo­niale soprat­tutto da Giap­pone, Gran Bre­ta­gna, Stati uniti, Ger­ma­nia e Fran­cia. Nel 1931 il Giap­pone tra­sforma il Nord-Est del paese in un suo Stato fan­toc­cio (Man­chu­kuo). Men­tre l’esercito nip­po­nico attacca Shan­ghai nel 1932 e suc­ces­si­va­mente altre città, il Guo­min­dang di Chiang Kai-shek – che aveva preso il potere nel 1927 con un san­gui­noso colpo di stato ed è soste­nuto sia dagli anglo-americani che da Hitler e Mus­so­lini, alleati di Tokyo – con­ti­nua a con­cen­trare i suoi attac­chi con­tro le basi rurali dall’Esercito rosso, diretto dal Par­tito comu­ni­sta. Que­sto è costretto nel 1934 a una disa­strosa riti­rata che Mao Tse-tung, ripreso il comando, tra­sforma in una delle più grandi imprese politico-militari: la Lunga Marcia.

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La complicità occidentale nel genocidio in Yemen e il silenzio dei media

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usa yemendi Finian Cunningham per rt.com
da byebyeunclesam.wordpress.com

Nell’ultima atrocità in Yemen, aerei da guerra sauditi hanno bombardato una zona residenziale, uccidendo almeno 65 persone. La maggior parte delle vittime sarebbero civili del quartiere Salah di Taiz, terza città più grande dello Yemen.

Il supposto crimine di guerra commesso è tragicamente diventato un evento quasi quotidiano durante cinque mesi di bombardamenti aerei incessanti dello Yemen da parte di una coalizione filo-occidentale di potenze straniere.

Nei giorni scorsi, ci sono stati attacchi aerei simili su centri civili nella città portuale di Hodeida sul Mar Rosso e nella provincia settentrionale di Saada.

Save the Children ha avvertito che il pesante bombardamento delle infrastrutture e porti del Paese ha già avuto gravi conseguenze sulla disastrosa situazione umanitaria emergente in Yemen – sia Hodeida che Aden sono passaggi chiave per il trasporto dei rifornimenti di aiuti umanitari, compresi cibo e medicine salvavita ora disperatamente necessari per i 21 milioni di Yemeniti.

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Cos'è davvero la Cina? Intervista a Domenico Losurdo (seconda parte)

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xi jinping li keqiang 500x330da www.ilcaffegeopolitico.org

Prosegue il nostro speciale sulla Cina, volto ad indagare, al di là di facili semplificazioni e deformazioni della prospettiva occidentale, le vere caratteristiche del suo sistema politico. Ecco la seconda (e ultima) parte dell’intervista al Prof. Domenico Losurdo, esperto di questioni cinesi e Professore Emerito all’Università di Urbino.

(Seconda parte)

Ormai si comincia a capire sempre di più l’importanza del motore cinese per tutti, ma lo si apprezza quasi esclusivamente sul piano economico, non su quello politico.

Gli interventi energici dello stato nell’economia e il peso persistente dell’economia pubblica hanno svolto un ruolo essenziale nel prolungato miracolo economico, ma tutto ciò non sarebbe stato possibile se in Cina a esercitare il potere politico fosse la borghesia capitalistica. Secondo Deng la borghesia in Cina non deve trasformarsi da classe in sé a classe per sé. La differenza tra classe in sé e classe per sé è un tema marxiano classico. Deng lo applica alla borghesia, che in Cina non esercita il potere politico e non ha gli strumenti né per la conquista del potere né per diventare classe per sé.

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Cos'è davvero la Cina? Intervista a Domenico Losurdo (prima parte)

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beijingda www.ilcaffegeopolitico.org

Prosegue il nostro speciale sulla Cina, volto ad indagare, al di là di facili semplificazioni e deformazioni della prospettiva occidentale, le vere caratteristiche del suo sistema politico. Vi proponiamo in due parti l’intervista al Prof. Domenico Losurdo, esperto di questioni cinesi.

Perché lo sviluppo della RPC degli ultimi decenni viene frettolosamente definito come capitalistico tout court – spesso aggettivato come autoritario – sia dai media occidentali che da molti studiosi di scienze sociali?

Faccio un bilancio storico: nei primi 15 anni di vita della Russia sovietica è possibile individuare il succedersi di tre diversi modelli di sviluppo postcapitalistico. Inizialmente c’è il comunismo di guerra, poco dopo, a partire da una situazione disastrata, c’è la NEP e, infine, c’è la completa collettivizzazione, anche alla luce dei pericoli di guerra. Non c’è dubbio che il terzo modello a un certo punto è caduto in crisi, come è avvenuto negli ultimi anni della Cina maoista. I dipendenti non si presentavano al lavoro e quando lo facevano si impegnavano ben poco, continuando tuttavia a godere di un salario garantito: ciò non corrisponde affatto alla definizione marxiana di socialismo, in cui la retribuzione deve essere proporzionata al lavoro erogato.

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