Internazionale

Cina e Santa Sede... e Hong Kong

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papapiazzadispagna-640x426di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

La decisione del Pontefice di non incontrare il Dalai Lama va accolta positivamente, come segnale di uno smarcamento parziale dalla onnipresente campagna anti-cinese e come conferma del progressivo mutamento degli equilibri internazionali e della centralità politica ed economica dell’Asia orientale. Tra Pechino e il Vaticano è in atto un processo di riavvicinamento dopo la rottura consumatasi con la vittoria comunista nella guerra civile e la fuga di molti missionari cattolici a Taiwan al seguito dei nazionalisti del Kuomintang, ma saranno molte le contraddizioni da affrontare per raggiungere una "normalità" nei rapporti, diverse le tensioni che possono riemergere improvvisamente, come hanno dimostrato le proteste di Occupy Central a Hong Kong.

Le gerarchie cattoliche non ufficiali (il cardinale J. Zen, nominato da Giovanni Paolo II) hanno appoggiato la cosiddetta "Umbrella revolution", vale a dire la messa in discussione della centralità del Partito comunista, gruppi di preghiera hanno partecipato direttamente alle occupazioni e alle manifestazioni e diverse chiese hanno agito da appoggio logistico oltre che “spirituale”. Joseph Chan, professore di scienze politiche all’Università cinese di Hong Kong e sostenitore delle proteste, ha persino parlato di assoluta inconciliabilità tra fedeli cattolici e governo comunista: "I cristiani, per definizione, non si fidano dei comunisti. I comunisti sopprimono cristiani ovunque si trovino”.

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I partner della Nato allargata

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amman nato conferencedi Manlio Dinucci | da il Manifesto

È tempo di anniversari per la Nato. Ad Amman (Giordania), il 9-10 dicembre, sono stati celebrati i venti anni del «Dialogo mediterraneo». Presenti il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg e i 28 rappresentanti del Consiglio nord-atlantico, insieme agli ambasciatori dei 7 paesi partner: Algeria, Egitto, Giordania, Israele, Marocco, Mauritania e Tunisia.

Tre anni fa, ha ricordato Stoltenberg, «durante l’operazione diretta dalla Nato per proteggere il popolo della Libia, sia la Giordania che il Marocco hanno dato importanti contributi militari: ciò è stato reso possibile da anni di cooperazione militare tra i nostri paesi». Il «Dialogo mediterraneo» prevede infatti la formazione di ufficiali dei paesi partner alle accademie militari Nato, tra cui il «Defense College» di Roma, e quella di forze speciali da parte di «Squadre mobili di addestramento» inviate in loco dalla Nato.

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Le bombe dell'esercito ucraino tornano a cadere: addio tregua

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di Vauro | da il Fatto Quotidiano del 16 dicembre 2014

Le forze di Kiev e la strategia di distruzione contro i "nemici" filo-russi: colpiti scuole e ospedali 

Lugansk è stata sotto assedio tra luglio e agosto, colpita in tutti i centri vitali. E torna a esserlo, sotto i nostri occhi: verso mezzogiorno il cannoneggiamento si fa più intenso, decretando che la tregua siglata tra Kiev e i filo-russi dell’est ucraino è saltata. Quella dell’esercito ucraino è stata, e torna a essere, una strategia pianificata per distruggere le infrastrutture civili. La scuola numero 7, una delle maggiori di questa cittadina a pochi chilometri dal confine russo, è una delle tante bombardate (ben 4 volte). Mentre siamo tra le sue macerie, risuonano le salve d’artiglieria pesante nel nord-est della cittadina, sulla linea del fronte che dista una decina di chilometri. Nel villaggio di Novosvitlivka distruzione è totale. La strada per arrivare a questo borgo è costellata di crateri e voragini prodotti dagli obici di mortaio.

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Ma che fine ha fatto l'ISIS?

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ISIS-puppet-shopa cura della Redazione di Sibialiria

Ma che fine ha fatto l’ISIS (alias ISIL; alias Stato Islamico dell'Iraq e della Grande Siria; alias  Stato Islamico dell'Iraq e al-Sham; alias Stato Islamico dell'Iraq e del Levante…)?

Fino a non molte settimane fa, questa famigerata organizzazione (“100.000 combattenti”) comandata dal famigerato Abu Bakr Al Baghdadi (incredibilmente scarcerato dagli USA, dopo appena cinque anni di detenzione nella prigione di Camp Bucca, in Iraq, nonostante avesse fatto sgozzare centinaia di persone), considerata, addirittura una minaccia per l’umanità, era nei titoli di testa di tutti i telegiornali. Non parliamo poi di Internet dove le bufale, per identificare in questa organizzazione qualcosa di diverso dai “ribelli” dichiaratamente al soldo dell’Occidente, si sprecavano; non parliamo poi della “compagneria” che in nome della lotta all’ISIS arrivava a invocare i bombardamenti occidentali, scivolando, in alcune manifestazioni, nel ridicolo); non parliamo poi delle “notizie” che davano l’ISIS in procinto di occupare Bagdad; non parliamo poi dell’invio da parte dei governi occidentali (incluso il nostro) di contingenti militari e armi per arrestare la trionfale avanzata di questo mostro chiamato ISIS.

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Referendum sull'euro. Salvini ciarlatano, Grillo copione. E noi?

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di Sergio Cararo | da contropiano.org

Pubblichiamo come contributo alla discussione

Il referendum annunciato dal M5S per uscire dall'euro, secondo il leader della Lega Matteo Salvini è "una perdita di tempo e una presa in giro". "Si tratta di un referendum consultivo che per altro la Costituzione non prevede, con tempi lunghi ed efficacia zero" ha detto Salvini che ha controproposto "commissioniamo allora un sondaggio".

Dopo aver smoccolato in giro contro l'euro, alla prima occasione concreta di mettersi di traverso, Salvini rinuncia subito e si defila.

In questa dichiarazione del nuovo e fittizio leader "nazionalpopolare" creato dai mass media - soprattutto da quelli vicini al Pd - c'è tutta la ciarlataneria del nuovo corso della Lega. Come avevamo previsto e denunciato da tempo, sia la Lega che i fascisti a parole tuonano contro i “poteri forti” e contro la schiavitù dell'euro, ma poi preferiscono passare ai fatti solo contro i settori deboli della società come gli immigrati o i rom. In sostanza maneggiano molto meglio la “guerra tra poveri” - rivelandosi in questo del tutto speculari alla dottrina Renzi – che una vera opposizione ai grandi gruppi finanziari, all'Unione Europea, alle banche.

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L'Italia polo europeo degli F-35

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f35v uomodi Manlio Dinucci
da il manifesto, 13 dicembre 2014

La scelta del Pentagono annunciata dalla Pinotti

Mentre l’Italia sprofonda nella crisi e i lavoratori scendono in piazza contro il governo, la ministra della Difesa Roberta Pinotti annuncia trionfante «l’Italia ce l’ha fatta»: è stata scelta dal Pentagono quale «polo di manutenzione dei velivoli F-35 schierati in Europa, sia di quelli acquistati dai paesi europei sia di quelli Usa operanti in Europa». L’annuncio è stato dato dalla Pinotti al termine di un incontro con l’ambasciatore statunitense a Roma, John Phillips, che le ha trasmesso la decisione del Pentagono. Decisione in realtà scontata in quanto, come ricorda la stessa Pinotti, l’impianto Faco di Cameri (Novara) è stato concepito fin dall’inizio per ospitare sia le attività di assemblaggio e collaudo che quelle di manutenzione, riparazione, revisione e aggiornamento del caccia F-35.

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America del Sud: integrazione e convergenza

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unasur bandiereda www.alainet.org | Traduzione di Marx21.it

ALAI, America Latina en Movimiento

Il vertice dei capi di Stato e di Governo di UNASUR

“Quito si è trasformata di fatto nella capitale dell'integrazione”, ha dichiarato Inacio Lula da Silva al seminario internazionale Integrazione e Convergenza nell'America del Sud, prima del Vertice dei Capi di Stato e di Governo di UNASUR, che hanno inaugurato la nuova sede dell'entità nella capitale ecuadoriana, il 5 dicembre.

Il seminario (svoltosi a Guayaquil il 3 e 4 dicembre, e organizzato dal ministero degli esteri ecuadoriano, UNASUR e l'Istituto Lula) è iniziato con l'intervento del nuovo segretario generale dell'Unione delle Nazioni Sudamericane, Ernesto Samper, che ha sottolineato la necessità di esplorare nuove formule di convergenza e integrazione tra i paesi dell'America Latina e dei Caraibi in aree come la solidarietà, la complementarietà e la politica, in base al principio che “tutti siamo uguali, ma quelli che hanno di più devono dividerlo con quelli che hanno meno”.

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Un'ondata di proteste contro il Dalai Lama

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di Marco Scarinci | da www.agichina24.it

In collaborazione con l'Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese

Roma, 10 dic. - Il Tibetan National Congress ha cominciato una raccolta firme da presentare al sindaco di Roma Ignazio Marino per evitare che le possibili proteste degli shugdenpa al Summit dei Premi Nobel per la Pace siano tenute a debita distanza dal Dalai Lama per "motivi di sicurezza", nonostante siano state sempre pacifiche.

Il 2014 è stato un anno di grandi proteste contro il Dalai Lama. Ovunque è andato nei suoi tour occidentali ha ricevuto ampie contestazioni da laici e monaci buddhisti, che al grido di "False Dalai Lama" e "Dalai Lama, stop lying" hanno tentato di far sentire la propria voce al famoso leader tibetano.

Non sarà stato piacevole per molti occidentali andati a sentire le sue conferenze che - nella loro ingenuità - pensavano che il Dalai Lama fosse un maestro stimato e benvoluto da tutti i praticanti buddhisti, e probabilmente si aspettavano un'atmosfera fatta esclusivamente di sacralità, incensi e ruote di preghiera. Per alcuni è stata davvero una scoperta, quando non un vero shock, assistere a questo spettacolo fuori dal comune. Otto i teatri di queste proteste: dagli Usa all'Olanda; dall'Italia alla Norvegia.

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Cina: assegnato a Fidel Castro il Premio Confucio per la Pace

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fonte Telesur 
da albainformazione.wordpress.com

Il Premio Confucio per la Pace è stato assegnato al leader cubano per la sua dedizione nella risoluzione dei conflitti internazionali.

Il leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, è stato insignito in Cina del “premio per la pace” in riconoscimento dei suoi sforzi per la risoluzione delle crisi internazionali.

Il gruppo di intellettuali che ha assegnato il premio afferma che, quando Fidel Castro ha presieduto Cuba, non ha mai fatto ricorso alla forza per la risoluzione di crisi o conflitti. In particolare con gli Stati Uniti.

Liu Zhiqin, uno dei promotori di questo premio, l’alternativa cinese al Nobel, ha dichiarato che Castro ha lavorato senza sosta per incontrare leader e organizzazioni straniere, ed ha inoltre servito la causa dell’eliminazione delle armi nucleari.

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A scuola di nazismo in Ucraina

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La sconcertante educazione al nazionalismo in una scuola a Mykolaïv, Ucraina occidentale.
Con il commento di Giulietto Chiesa

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