Internazionale

Un Fronte unito di popoli e paesi per l’alternativa alla globalizzazione imperialista*

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bandierine rossedi Andrea Catone

*Relazione tenuta in qualità di rappresentante della rivista “MarxVentuno” al V Forum del Socialismo Mondiale (organizzato dal “World Socialism Research Center”, presso l’Accademia Cinese di Scienze Sociali e il “China Center for Contemporary World Studies”, tenutosi a Pechino il 13-14 ottobre 2014) e pubblicata sull’ultimo numero di “MarxVentuno”

La “globalizzazione” – termine che, già noto prima, viene abbondantemente utilizzato a partire dagli anni ‘90, dopo il crollo dell’URSS e l’apertura alle potenze capitaliste occidentali di un vasto mercato in aree che in precedenza erano controllate e regolate da un potere politico orientato al socialismo – non è neutrale, non significa la libera espansione del mercato mondiale su una base di parità, ma è essenzialmente una “globalizzazione imperialista”, che intende imporre in tutto il mondo il modello capitalista neoliberista, gli interessi dei grandi monopoli occidentali, privando molti paesi delle loro risorse. E quando alcuni paesi hanno resistito, cercando il proprio percorso di auto-sviluppo, le potenze occidentali, guidate dagli Stati Uniti, hanno fatto ricorso all’aggressione militare (Iraq, Serbia, Libia, Siria ...), come al tempo del grande Lenin (in quest’anno ricordiamo il 90° anniversario della sua morte), quando ha elaborato la categoria scientifica di “imperialismo”.

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Siria e Ucraina. Il ritorno dell’imperialismo e il nuovo ruolo della Russia

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da spondasud.it

(Talal Khrais) - Beirut, malgrado tutte le tempeste che è costretta a subire (dalla guerra in Siria, con milioni di profughi costretti a varcare il confine, agli effetti del conflitto israelo – palestinese) continua a essere il rifugio degli intellettuali provenienti da tutto il mondo. In particolare quelli arabi provenienti da paesi dove la libertà di opinione è negata. La capitale libanese ancora oggi è considerata il “paradiso della libertà”. Il caffè du Paris, ad Hamra Street, è il luogo di incontro di molti giornalisti, libanesi ed esteri, esperti di scenari internazionali. Non si può parlare di Libano senza parlare della Siria e dell’interferenze dell’Occidente. È opinione comune che quanto sta accadendo in Medio Oriente tutto sommato non sia così diverso dai fatti dell’Ucraina, con la NATO che non smette di fare pressioni sulla Russia. Si condivide l’idea che il ritorno dell’Imperialismo, che vede negli Stati Uniti la sua massima espressione, sia però messo in crisi da una visione multipolare del mondo, in cui la Casa Bianca non può più decidere da sola le sorti del pianeta.

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Qualcosa di molto, molto interessante è accaduto in Novorossija

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da www.civg.it | 29 ottobre 2014

Qualcosa di incredibilmente interessante è accaduto in Novorossija: due dei suoi comandanti, Igor' Bezler e Alexej Mozgovoj, parlano per la prima volta, attraverso la mediazione di tre troupe televisive, con alcuni dei loro corrispettivi nell’esercito regolare ucraino. La parte sconvolgente di questi colloqui è l’intesa profonda, sia da parte della Novorossija sia da parte dell’esercito ucraino, su quanto la politica attuale dei nazisti e degli oligarchi abbia rovinato il paese.

Anche se non sono sicuro circa le date esatte degli eventi (tutto quello che ho è la data della pubblicazione su YouTube), quest'idea a quanto pare ha preso piede quando Igor' Bezler ha accettato di farsi intervistare da tre troupe televisive allo stesso tempo: una russa, una novorussa e una ucraina. La grande novità qui è stata, naturalmente, che a una giornalista ucraina è stato dato l'accesso alla città di Gorlovka, oggi circondata da forze ucraine, e che ha avuto modo di parlare con la gente del posto, tra cui i combattenti e quindi ha avuto accesso allo stesso Bezler. Dal momento che tutti i giornalisti si sono più o meno apertamente accusati a vicenda di "filtrare la verità", tutte le parti hanno convenuto che la registrazione completa, inedita, fosse resa disponibile su YouTube.

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Asian Games: Putin-Obama 2-0

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obama putin apecdi Manlio Dinucci | da il manifesto

Un Putin messo alle corde da Obama sia a Pechino che a Brisbane, costretto a lasciare in anticipo il G20: questa l’immagine mediatica che ci hanno presentato. Esattamente l’opposto di quanto avvenuto.

A Pechino per il vertice Apec, Obama ha concluso con la Cina uno «storico» quanto fumoso accordo che prevede la riduzione delle emissioni di gas-serra entro il 2030. Putin ha concluso con la Cina 17 accordi operativi di importanza strategica. Anzitutto quello trentennale sulla fornitura di 30-40 miliardi di metri cubi di gas naturale attraverso un corridoio energetico dalla Siberia occidentale alla Cina nord-occidentale. Una volta ultimato, la Cina diverrà il maggiore importatore di gas russo. Sono stati inoltre siglati accordi su progetti energetici congiunti nella regione di Arcangelo e nell’estremo oriente russo.

Le maggiori compagnie energetiche russe – Gazprom, Rosneft e Lukoil – stanno per quotare le loro azioni alla Borsa di Honk Kong, non in dollari ma in monete asiatiche: yuan cinese, dollaro di Hong Kong, dollaro di Singapore. Il processo di dedollarizzazione degli scambi commerciali, estremamente temuto dagli Stati uniti, compie un ulteriore passo avanti con l’accordo tra la Banca centrale russa e la Banca popolare di Cina. Inoltre la Exim Bank, che finanzia l’export-import della Cina, ha effettuato investimenti in banche russe (Vnesheconombank, Vtb, Rosselkhozbank) colpite dalle sanzioni Usa/Ue.

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Come ti spiego l'economia ucraina in un solo minuto

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di Pepe Escobar | da megachip.globalist.it

Pepe Escobar decifra con pochi dati - essenziali e drammatici - la catastrofe dell'economia ucraina, in cui si rispecchia il disastro della politica europea.

Le riserve di valuta straniera di Kiev sono precipitate il mese scorso di un immenso 23,2% lasciando in cassa la miseria di 12,6 miliardi di dollari.

Entro la fine dell'anno la situazione sarà ancora più scombussolata.

Kiev deve pagare una bolletta del gas di 3,1 miliardi di dollari alla Gazprom, in caso contrario...

La banca centrale dovrà vendere altra valuta straniera per sostenere la Grivna. Poi ci saranno ULTERIORI bollette del gas ancora più pesanti mano a mano che avanza il Generale Inverno.

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Controsemestre. Ai fascisti ucraini non piace che si parli di pace

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da contropiano.org

Sabato scorso a Mestre nell'ambito delle iniziative del controsemestre popolare di lotta in occasione della presidenza italiana dell'Unione Europea, si è svolta l'assemblea "Verso la terza guerra mondiale? Fermiamola!" a cui sono intervenuti Giulietto Chiesa (Pandora TV), Manlio Dinucci (giornalista del Manifesto), Francesco Maringiò (vice responsabile esteri del PdCI), Aldo Romaro (Rete dei Comunisti), Antonio Mazzeo (portavoce No Muos) e Serghej Diachuk (giornalista di Odessa).

Di fonte ad una sala piena (oltre 150 persone) gli interventi dei relatori hanno affrontato molteplici questioni: dalla crisi, alla tendenza alla guerra, al ruolo della Nato, alle politiche dei due poli imperialisti Usa e UE, ai conflitti in atto in Europa, Asia e Africa. Come del resto era previsto dal testo di convocazione che si concludeva con un appello «a tutti i sinceri antifascisti, antimperialisti, democratici, contro la guerra, per la pace, per la riduzione delle spese militari e per lo smantellamento di tutte le armi nucleari nel mondo».

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L'Italia riconosca lo Stato di Palestina

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palestina bambinoFirma per far sentire la tua voce, dai una chance alla pace. Chiediamo al Governo ed al Parlamento italiano di riconoscere formalmente lo Stato di Palestina.

A due anni dal riconoscimento da parte delle Nazioni Unite della Palestina come membro osservatore attraverso un voto plebiscitario (i voti favorevoli sono stati 138, quelli contrari 9 e 41 paesi si sono astenuti) l’Italia non ha fatto nessun passo in questa direzione nonostante le prese di posizione di Svezia, Gran Bretagna, Irlanda, Belgio e della Spagna. Nella classe dirigente italiana al contrario permane l’ambiguità ed una sudditanza verso Israele sempre più incomprensibile di fronte alle continue violazioni della legalità internazionale da parte dello stato ebraico.

Sappiamo bene che il riconoscimento dello Stato di Palestina non è la soluzione del problema. Il popolo palestinese vuole giustizia, indipendenza e diritti, a partire da quello irrinunciabile del ritorno alle proprie case e terre. Sappiamo bene che il riconoscimento non elimina l’occupazione, i muri e le guerre. Ma nello stesso tempo sappiamo che il riconoscimento dello Stato di Palestina può essere uno straordinario strumento di pressione su Israele.

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Un esercito di camici bianchi per la salute nel mondo

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di Lissy Rodriguez per Granma
Traduzione di Erman Dovis

Durante la cerimonia per il 15° anniversario della fondazione della Scuola Latinoamericana di Medicina (ELAM) hanno ricevuto un riconoscimento speciale il Comandante in Capo Fidel Castro ed il Generale dell’Esercito Raul Castro, Presidente del Consiglio di Stato e dei Ministri.

Siccome la storia di un Paese la scrivono i loro figli che la innalzano e la nobilitano con le loro azioni, e siccome la terra di Cuba da 15 anni a questa parte si è moltiplicata di un contingente di uomini e donne di questo calibro, pronti a salvare il mondo, si è celebrato un nuovo anniversario della Scuola Latinoamericana di Medicina (ELAM) presieduta da Josè Ramon Machado Ventura, secondo segretario del Comitato Centrale del Partito comunista di Cuba e Vicepresidente del Consiglio di Stato e dei Ministri.

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