Internazionale

L'antimperialismo e “l'essere o non essere” della sinistra

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Antiimperialismo caracas-647x315di Alberto Rabilotta* | da alainet.org

Traduzione di Marx21.it

In un articolo precedente (link) avevamo sostenuto che i processi di integrazione regionale in America Latina ed Eurasia con la partecipazione attiva degli Stati e delle loro istituzioni, sebbene con i limiti insiti in una strategia che non si propone l'uscita dal capitalismo, rappresentano per ora il principale fronte antimperialista. E abbiamo concluso segnalando che l'altro fronte antimperialista, quello che il presidente boliviano Evo Morales ha chiesto alla Federazione Sindacale Mondiale, dovrà essere costruito dai popoli, dalle loro organizzazioni politiche, sindacali e sociali (1).

Evo Morales ha colpito nel segno chiedendo l'individuazione “degli strumenti attuali di dominazione del capitalismo, dell'imperialismo” per potere elaborare “una nuova tesi politica per la liberazione dei popoli del mondo” che superi “le rivendicazioni settoriali per approfondire la crisi nel capitalismo e per farlo finire, insieme alle oligarchie e alle gerarchie”.

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Il vero disastro dei Tornado

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tornado decollodi Manlio Dinucci
da il Manifesto del 21 agosto 2014

La collisione tra due caccia Tornado, che ha provocato la morte dei quattro membri di equipaggio e avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi, ci pone di fronte a una realtà che la politica ufficiale si guarda bene dal chiamare col suo vero nome: guerra. Uniformandosi a tale «regola», l’Aeronautica militare informa che i Tornado, velivoli da combattimento acquisiti a partire dal 1982, vengono oggi usati essenzialmente per le «operazioni di risposta alle crisi con finalità strumentali alla vocazione pacifica del nostro Paese».

Questi cacciabombardieri – ricorda l’Aeronautica – furono impiegati nel Golfo Persico nel 1990/91 (ossia nella prima guerra contro l’Iraq). Quindi dal 1993 nei Balcani, ossia nella serie di operazioni Nato culminate nella guerra contro la Jugoslavia, nella quale i Tornado effettuarono insieme ad altri aerei 1440 missioni di attacco. Successivamente sono stati usati in Afghanistan, dove dal novembre 2009 sono stati avvicendati dai caccia Amx. Infine, nel 2011, sono stati usati nella guerra contro la Libia, nella quale in oltre sette mesi i velivoli dell’Aeronautica militare hanno condotto oltre 1900 missioni di attacco, lanciando centinaia di bombe e missili.

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Verso una nuova guerra in Medio Oriente? Gli USA promuovono la balcanizzazione di Irak e Turchia!

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isis esecuzione da www.sinistra.ch

Per una maggiore comprensione di quanto sta accadendo in queste ore in Iraq con la scalata militare imperialista che rischia di coinvolgere anche il nostro paese in una nuova pericolosa avventura militare, proponiamo un lucidissimo contributo apparso, pochi mesi fa nel momento in cui il nuovo conflitto stava profilandosi, in "sinistra.ch", pregevole sito curato dai compagni del Partito Comunista della Svizzera Italiana (www.pdl.ch). Un testo che fa piazza pulita delle troppe semplificazioni che caratterizzano l'approccio alla questione di tanta parte della cosiddetta "sinistra radicale" italiana.

E’ dal 2001 che lo Stato Maggiore degli Stati Uniti sta cercando di frantumare il Medio Oriente in una moltitudine di staterelli etnicamente omogenei, in quelle “piccole patrie” che già Friedrich Engels condannava. La mappa della regione rimodellata è stata pubblicata nel giugno 2006 dall’ufficiale statunitense Ralph Peters nel suo articolo «Blood borders : How a better Middle East would look» uscito sull’Armed Forces Journal.

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Guardate la foto, in Ucraina si muore sotto le bombe. Inizierete a indignarvi anche voi?

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di Franco Fracassi | da popoffquotidiano.it

La ragazza, sedicenne, era incinta. Dalla fine di luglio le truppe di Kiev stanno inondando i popolosi quartieri delle città del Donbass con una pioggia di missili «senza pietà». Solo nelle ultime tre settimane quasi mille morti. Ma i media occidentali hanno di meglio di cui parlare.

Questa ragazza sedicenne si chiamava Olga, e aveva inutilmente cercato riparo nell’appartamento in cui viveva con i genitori a pochi chiloemtri da Donetsk. Era incinta. I vicini di casa (sopravvissuti al bombardamento) hanno detto che non si sapeva se fosse maschio o femmina. Potrà finalmente essere Olga, con la sua morte, con questa foto, a smuovere le coscienze dell’Europa nei confronti dell’Ucraina?

Le forze armate ucraine da inizio luglio stanno utilizzando gli imprecisi missili di fabbricazione russe Grad per bombardare zone densamente popolate. La denuncia è stata fatta da Human Right Watch: «Su tre quartieri popolosi di Donetsk cadono quotidianamente da cinquanta ai sessanta missili». Il ministero della Difesa di Kiev ha negato di aver mai utilizzato quei razzi. Ha ammesso, però, che oramai «si sta precipitando in un conflitto senza pietà».

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La Francia rafforza la sua ingerenza in Africa

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soldato elicotterodi Carlos Lopes Pereira | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

La Francia sta riorganizzando e rafforzando il suo dispositivo militare nel Sahel, ponendo sotto un comando unico tremila soldati e l'equipaggiamento sofisticato localizzato in diversi paesi ovest africani.

Si tratta di un'altra misura nel quadro della vecchia politica neocolonialista di Parigi in relazione all'Africa, che si è intensificata con l'arrivo all'Eliseo di François Hollande. Sotto nuove vesti, la «Françafrique» continua a caratterizzarsi per lo sfruttamento economico delle ricchezze africane, per interessi e affari oscuri, per frequenti colpi di Stato e interventi militari nelle ex colonie.

A partire dal 1 agosto, l'operazione Barkhane, con quartier generale nella capitale ciadiana, Djamena, sostituisce le missioni Serval, nel Mali (che aveva cercato di bloccare l'avanzata verso Bamako dei gruppi Jihadisti e di contenere gli autonomisti tuareg), Epervier, nel Ciad, e Licorne, nella Costa d'Avorio, (queste destinate a ristabilire “l'ordine” e a collocare al potere dirigenti “amici”).

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La Cina abbandonerà il calcolo del PIL: per misurare la qualità di benessere conta socialità ed ambiente!

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da giulemanidallacina.wordpress.com

Il benessere viene comunemente misurato attraverso il livello di ricchezza. La Cina socialista ha deciso di cambiare strada. Il Prodotto Interno Lordo (PIL) come strumento di misura della performance locale sarà sostituito in oltre una settantina di città e distretti della Repubblica Popolare. I vertici del Partito Comunista Cinese l’hanno stabilito alla fine dell’anno scorso e il premier Xi Jinping l’ha ribadito nel giugno 2014: “Non possiamo più usare il semplice PIL per decidere chi sono i più bravi”. I funzionari governativi stanno eseguendo il contr’ordine: ora chiedono l’attenzione per l’ambiente e la riduzione della povertà. Insomma la Cina sta abbandonando il dogma della crescita economica ad ogni costo promosso con le riforme del “socialismo di mercato” per incoraggiare una migliore qualità della vita per i lavoratori.

Nel Fujian, una provincia costiera finora concentrata sull’export e sul settore manifatturiero, si sostituirà ad esempio il PIL con indici sull’agricoltura e la protezione dell’ambiente in diverse decine dei suoi distretti. Prima si era mossa la città di Hebei, a nord di Pechino, centro siderurgico, con l’obiettivo di ridurre le industrie che producono smog, con numerosi cementifici e acciaierie fatti chiudere.

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Un mondo multipolare

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di Emir Sader* | da www.pagina12.com.ar

latuff russia-china-us-intervention-in-syriaLa maggiore svolta della storia contemporanea è stata quella favorita dalla fine della Guerra Fredda, il momento in cui uno dei campi dell'era bipolare è scomparso, aprendo la strada a un mondo unipolare, sotto l'egemonia imperiale nordamericana.

Immediatamente, gli Stati Uniti hanno cercato di avvalersi della loro indiscutibile superiorità, puntando a trasformare i focolai di conflitti in confronti militari. L'apice di questa politica di militarizzazione dei conflitti è stato raggiunto in Afganistan, Iraq e Libia. Sebbene sotto forme relativamente diverse, la fine dei conflitti si è ottenuta per via militare – invasione, occupazione, bombardamenti, rovesciamento di governi.

Pur logorata, questa strada si è imposta fino a poco tempo fa, senza che si presentassero ostacoli all'affermazione con la forza della dominazione nordamericana. Fino a quando il conflitto in Siria, che lasciava presagire il bombardamento del territorio di questo paese, non ha avuto una svolta inaspettata, con la proposta di accordo formulata dal ministro degli Esteri della Russia, accettata dagli USA.

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La verità negata sull’aereo malese abbattuto nei cieli dell’Ucraina

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da www.comunisti-italiani.it

Sembra ormai certo che l’aereo della Malaysia Airlines (volo MH17) abbattuto in Ucraina non sia stato abbattuto da un missile terra-aria lanciato dai “separatisti filo-russi” ma da un’azione di caccia dell’aviazione governativa ucraina.

Questa notizia, già diffusa dal sito ufficiale della Repubblica di Lugansk subito dopo il disastro, è stata pubblicata qualche giorno fa dal principale giornale malese in lingua inglese sufragata da testimonianze, prove circostanziate e fotografie che mostrano la fusoliera del boeing 777 crivellata di colpi di mitragliatrice. Il 7 agosto in un articolo del News Straits Times Online firmato da Haris Hussain, si può leggere: “Analisti dell’ intelligence degli Stati Uniti hanno già concluso che il volo MH17 è stato abbattuto da un missile aria-aria e che il governo ucraino ha a che vedere con la faccenda. Ciò corrobora la teoria che va emergendo tra gli investigatori locali secondo la quale il Boeing 777-200 è stato colpito da un missile aria-aria e poi e finito con il cannone di bordo di un caccia che gli stava dietro”.

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