da www.lettera43.it
Lo rivela il ministro dell'Ambiente al settimanale tedesco Die Zeit

Il governo greco potrebbe posticipare le elezioni parlamentari previste per il prossimo aprile.
Lo ha rivelato il ministro dell'Ambiente Giorgos Papakonstantinou in un'intervista in edicola il 23 febbraio sul settimanale tedesco Die Zeit: «Sarebbe una cosa buona se il governo di Lucas Papademos avesse più tempo a disposizione», ha dichiarato. «La gente deve poter avere la sensazione che le cose stanno cambiando».
Il fatto che si arrivi a un rinvio dipende però dai partner di coalizione, Nea Dimokratia, ha spiegato il politico socialdemocratico del Pasok.




Intervista a Giulietto Chiesa, giornalista e animatore di “Alternativa” e “Pandora Tv”. A cura di Gianni del Panta (La Prospettiva)
Con questo articolo vogliamo esaminare la posizione cinese sull'affaire Siria, mentre si profila all'orizzonte l'ipotesi di un nuovo intervento militare, anche senza sanzione ONU, da parte di una nuova "coalizione di volenterosi" invocata dal premio Nobel per la pace Barack Obama.
Anche le forze armate devono subire un «sostanziale dimagrimento»: lo ha annunciato alle commissioni difesa di Senato e Camera il ministro Giampaolo Di Paola. Il governo Monti dimostra così che, di fronte alla crisi, tutti devono fare sacrifici. Dalla relazione del ministro emerge però che essi sono resi necessari non tanto dai tagli di bilancio, quanto dal fatto che le forze armate sono nella condizione di un pugile in soprappeso e poco allenato e devono quindi essere sottoposte a una cura di dimagrimento. Essa prevede la riduzione del personale militare da 183mila a 150mila e di quello civile da 30mila a 20mila, così da ottenere un calo del 30% in 5-6 anni. Ciò farà diminuire la spesa per il personale dal 70% al 50% rispetto a quella totale, permettendo di accrescere le spese per l’operatività e l’investimento.
Imad Fawzi Shueibi esamina le ragioni e le conseguenze della recente posizione presa dalla Russia al Consiglio di Sicurezza. L’appoggio di Mosca alla Siria non è una posa ma il risultato di un’analisi approfondita dei mutevoli equilibri dei potere globali. La crisi in corso darà vita ad una nuova configurazione mondiale che dal modello unipolare, ereditato dopo il crollo dell’URSS, si evolverà gradualmente verso un sistema multipolare. Inevitabilmente, questa transizione coinvolgerà il mondo in un periodo di turbolenza geopolitica le cui ripercussioni vengono vagliate dall’autore.
La manifestazione nazionale organizzata a Roma dal Consiglio Nazionale Siriano, appoggiata da CGIL, Tavola della Pace, Arci, Partito Radicale e Socialismo rivoluzionario è finita in un flop. Secondo gli organizzatori circa mille persone hanno risposto all'appello. In realtà nonostante l'ampio spazio sui giornali e sulle TV nazionali, i manifestanti venuti da tutta Italia erano poche centinaia.
La crisi capitalistica, l’Europa, l’euro, la Sinistra. Due saggi di Riccardo Bellofiore pubblicati da Asterios ci aiutano a far luce, da un punto di vista marxista, su alcuni dei nodi principali del dibattito politico attuale. Un utile antidoto al mix micidiale di austerità e liberismo oggi di moda nel vecchio continente.
Nelle conclusioni del suo recente libro "Cina", Henry Kissinger, sull'onda del "ritorno in Asia" annunciato a fine 2011 dall'amministrazione Obama, parla di Stati Uniti come di una potenza asiatica la cui presenza resta indispensabile per la sicurezza dei paesi che si trovano di fronte alla crescita della potenza cinese. Contrario allo sviluppo di un nuovo clima da guerra fredda, e quindi ad una aggressiva politica di containment anti-cinese, l'ex consigliere alla sicurezza del presidente Nixon si augura la nascita di un processo/rapporto di "coevoluzione" tra Stati Uniti e Cina Popolare che, con il tempo, porti alla costituzione di una comunità asiatica sull'esempio di quella atlantica: "Uno dei grandi successi della generazione che fondò il nuovo ordine internazionale alla fine della seconda guerra mondiale fu di delineare il concetto di «comunità atlantica». Non potrebbe, un concetto analogo, sostituirsi alle potenziali tensioni tra Stati Uniti e Cina, o almeno mitigarle? Esso si accorderebbe perfettamente con una realtà concreta: gli Stati Uniti sono una potenza asiatica, e molte potenze asiatiche auspicano che così sia; inoltre, risponderebbe all'aspirazione della Cina ad un ruolo internazionale"





















