Internazionale

La Russia deve fermare l'offensiva del neonazismo nella Novorossija

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dichiarazione del Partito Comunista della Federazione Russa
da kprf.ru | Traduzione dal russo di Mauro Gemma

ucraina kprf“Il 70° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche sarebbe dovuto servire come importante monito sulle conseguenze dell'indulgenza nei confronti del fascismo. Ma in Europa si preferisce evidentemente far finta che non esista alcuna connessione tra il nazismo hitleriano in Germania e il fascismo degli eredi di Bandera in Ucraina”.

Con il pretesto dei discorsi “sulla costruzione della pace” e degli appelli all'attuazione degli accordi di Minsk, i russofobi a Kiev sono di nuovo scesi sul sentiero di guerra. Ciò dimostra ancora una volta che il potere neonazista in Ucraina fin dall'inizio dell'armistizio del settembre scorso non ha mai pensato a una soluzione pacifica. Si è utilizzato la tregua, che era stabilita dall'accordo di Minsk, per ripristinare l'efficacia di combattimento delle truppe, il loro rifornimento, la loro riorganizzazione e preparazione per una nuova fase di guerra.

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Obama e l’invito all’unità contro Pechino: il nuovo "pericolo giallo"

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obama cinadi Diego Angelo Bertozzi
da www.lantidiplomatico.it

Nel penultimo discorso sullo Stato del'Unione sancita una "Union sacrée" con i repubblicani in funzione anti-cinese

Una "Union sacrée" con i repubblicani in funzione anti-cinese: così Obama potrebbe caratterizzare la politica estera statunitense nei suoi ultimi due anni da presidente. Una politica di conteinment commerciale bipartisan, di complemento al già impostato "Pivot to Asia”, in nome della conservazione del primato mondiale di Washington. Nel suo penultimo discorso sullo stato dell’Unione, Obama ha lanciato l’allarme sulle intenzioni di Pechino di “dettare regole che porranno i nostri lavoratori e le nostre imprese in condizioni di svantaggio”.

Un chiaro riferimento ai sempre più numerosi accordi di libero scambio che la Cina ha stipulato negli ultimi anni e alla prospettiva che, proprio in Asia, prenda corpo quel Free Trade Agreement for the Asia-Pacific (FTAAP)che all’ultimo vertice Apec ha messo in ombra la proposta statunitense del Trans Pacific Partnership (TPP) che vede escluso proprio il gigante asiatico. 

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Riflessioni sul voto del Parlamento europeo sulla questione Ucraina

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di Fausto Sorini, segreteria nazionale PCdI, responsabile dipartimento esteri

gue parlamentoGià si è scritto molto sulla vergognosa risoluzione approvata a larghissima maggioranza dal Parlamento europeo, che suona come una dichiarazione di guerra alla Russia, di sostegno esplicito al governo nazional-fascista che si è insediato con un golpe in Ucraina e alla linea oltranzista degli Stati Uniti sulle sanzioni contro Mosca (le sanzioni sono, di fatto, un atto di guerra nei confronti di un Paese sovrano).

Questa risoluzione, sostenuta dalla quasi totalità dei parlamentari conservatori e socialdemocratici (con qualche lodevole eccezione), e con la sola contrarietà del GUE-NGL (comunisti e sinistre) e di alcuni settori nazionalisti di destra o regionalisti (tra cui la Lega), rappresenta l'ennesima genuflessione dell'Unione europea alla linea oltranzista degli Stati Uniti e della Nato. 

E' una linea che si predispone da tempo a creare un clima di ostilità e di conflittualità politica, economica e militare nei confronti della Russia di Putin, come primo passo volto ad un conflitto strategico più globale nei confronti dei BRICS e dell'asse russo-cinese che ne rappresenta il più robusto architrave economico, politico e militare.

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Valentin Pacho, vice segretario generale della FSM: "Il Congresso della Federazione Generale dei Sindacati di Siria è una risposta vittoriosa all'imperialismo"

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siria sindacati assembleaFederazione Sindacale Mondiale (WFTU) wftucentral.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

E' in corso a Damasco il 26° Congresso della Federazione Generale dei Sindacati di Siria, nel corso del quale, il vice segretario generale della FSM, Valentin Pacho, ha rivolto il saluto che segue.

"Ho la speciale missione di portare la solidarietà e il caloroso saluto dei 90 milioni di appartenenti alla Federazione Sindacale Mondiale a questo storico 26° Congresso della Federazione Generale dei Sindacati di Siria e di augurarvi un pieno successo. Il vostro dibattito e le conseguenti risoluzioni contribuiranno al rafforzamento della classe lavoratrice siriana all'interno del movimento sindacale internazionale antimperialista.

Rendiamo omaggio ai compagni siriani per lo svolgimento di questo 26° Congresso, che rappresenta una vittoria della classe operaia e del popolo della Siria, la risposta di classe all'aggressione imperialista portata avanti dal governo Usa insieme ai suoi complici dell'Unione europea, che finanziano i mercenari per attaccare la Siria.

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Riparte il MUOS tra sviste ed errori tecnici

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muos cieloda antoniomazzeoblog.blogspot.it

Nella stazione di Cape Canaveral, Florida, le forze armate Usa e i tecnici di Lockheed Martin stanno per avviare il count down per il lancio del vettore spaziale Atlas 5-551 con a bordo il terzo satellite del MUOS (Mobile User Objective System), il nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari che conterà su cinque satelliti geostazionari e quattro terminali terrestri, uno dei quali in via di completamento a Niscemi, Caltanissetta. Il conto alla rovescia prenderà il via la notte del 19 gennaio, mentre il lancio è programmato, salvo imprevisti dell’ultima ora, per martedì 20 tra le 19.42 e le 20.26 locali, dal complesso n. 41 della grande base aerospaziale. L’Atlas 5 condurrà il MUOS 3 nell’orbita prefissata tre ore dopo il lancio; subito dopo il satellite di Lockheed Martin inizierà una serie di manovre indipendenti che lo posizioneranno nell’orbita geostazionaria finale a 22.300 miglia dalla terra. “Questo terzo lancio del MUOS segna un ulteriore passo per raggiungere la completa funzionalità del sistema satellitare entro il 2016”, ha dichiarato il capitano Joseph Kan, direttore del programma MUOS di US Navy. “La Marina, in stretta collaborazione con l’Esercito e l’Aeronautica e le nostre industrie partner, sta creando il futuro delle comunicazioni satellitari mondiali per gli Stati Uniti e, potenzialmente, per le nazioni alleate”.

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Spinelli e l’Ucraina: accuse isteriche e code di paglia

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da voltideldonbass.wordpress.com

Quando ho aperto “Volti del Donbass” (il blog e il gruppo facebook) sono stato chiaro: questo strumento di informazione sarebbe stato aperto a tutti, indipendentemente dalle preferenze politiche. Accade però che negli ultimi giorni l’ambiente vicino alla formazione che ho votato alle ultime elezioni europee (la lista Tsipras) abbia attraversato una delle sue ricorrenti crisi identitarie proprio sul tema della politica estera nei confronti della Russia. Tanti compagni postano commenti e riflessioni più o meno accesi nel gruppo facebook, per cui chiedo perdono agli amici che la pensano diversamente: mi prendo un angolino per lavare i panni della mia famiglia politica di riferimento. Voi, nel frattempo, fate quello che fanno i non-di-sinistra per non annoiarsi: non so, giocate a Risiko, portate a spasso il cane, fatevi un bagno caldo: ci diamo appuntamento al prossimo post.

Bene, cari amici di sinistra. Ora che siamo rimasti soli parliamo della famosa votazione al Parlamento Europeo sulla Russia, quella su cui diversi blog e portali delle varie formazioni politiche d’area si stanno scannando dal 15 gennaio, ovvero da quando i ragazzi di Strasburgo hanno condannato l’”aggressione Russa… minaccia potenziale per l’Unione Europea”.

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Kiev soffia sul fuoco

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Kiev sempre più vicina alla NATO. Il Comitato militare dell’alleanza atlantica prevede una vera e propria “cooperazione militare” dell’Ucraina con l’alleanza atlantica.  E l’esercito USA arriva in settimana a Kiev dove è attesa una delegazione dei vertici del Pentagono. La visita coincide con il rilancio dell’offensiva militare su larga scala nell’Est del paese e il reclutamento di 100.000 soldati da inviare al fronte

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I portabandiera della libertà

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stoltenberg natodi Manlio Dinucci
da il manifesto

Ha firmato il libro delle condoglianze per le vittime dell’attacco terroristico alla redazione di Charlie Hebdo e, definendolo «un oltraggioso attacco alla libertà di stampa», ha dichiarato che «il terrorismo in tutte le sue forme non può essere mai tollerato né giustificato». Parole giuste se non fossero state pronunciate da Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, l’organizzazione militare che usa come metodico strumento di guerra l’attacco terroristico contro le redazioni radiotelevisive.

Quello contro la radiotelevisione serba a Belgrado, colpita da un missile Nato il 23 aprile 1999, provocò la morte di 16 giornalisti e tecnici. Lo stesso ha fatto la Nato nella guerra di Libia, bombardando nel 2011 la radiotelevisione di Tripoli. Lo stesso nella guerra di Siria, quando nell’estate 2012 combattenti addestrati e armati dalla Cia (negli stessi campi da cui sembra provengano gli attentatori di Parigi) hanno attaccato stazioni televisive ad Aleppo e Damasco, uccidendo una decina di giornalisti e tecnici.

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Afghanistan: l'invasione che non ha mai fine

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Afghanistan1di Leandro Albani*
da www.resumenlatinoamericano.org

Traduzione di Marx21.it

Una stima di 20.000 civili morti. L'infrastruttura di un paese devastata. Una crisi politica interna che sembra non avere fine. 3.485 soldati stranieri uccisi, 2.536 dei quali statunitensi. 686 milioni di dollari per sostenere un'invasione che non ha risolto nulla di ciò che ha trasmesso la propaganda né libertà, né democrazia, né stabilità. E la scusa della “lotta contro il terrorismo” smascherata con il passare dei giorni, ora riadattata dalla Casa Bianca per mantenere il suo controllo lontano da casa. Queste sono solo una parte delle conseguenze che ha lasciato l'Operazione “Libertà Duratura” che Washington aveva iniziato insieme all'Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) in Afghanistan nel corso del 2001.

Assassinato Osama Bin Laden, sconfitti i talebani del potere afgano e con un presidente che aveva assunto il mandato offrendo una politica di guerra differente da quella di George W. Bush, l'Afghanistan continua a sprofondare nel caos e nella guerra.

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