Internazionale

Solidarietà con la Palestina - Comunicato del Comitato contro la guerra di Milano

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milano propalestinada Comitato Contro la Guerra Milano

ABBIAMO SAPUTO DI ILLAZIONI FONDATE SU CONGETTURE PRIVE DI FONDAMENTO. SIAMO A DIRE POCHE COSE CHE RITENIAMO INCONFUTABILI. LE ADESIONI DI CASA ROSSA, A.N.P.I. “BASSI – VIGANÒ”, COSÌ COME LA NOSTRA, PARLANO DA SOLE. DURANTE IL PRESIDIO DEL 26 LUGLIO IN PIAZZA SAN BABILA NON SI SONO AVUTI ALTRI INTERVENTI CHE QUELLI CHE A BREVE SARANNO PUBBLICATI SUL WEB, TRA CUI INDUBBIAMENTE QUELLI DI CASA ROSSA E COMITATO CONTRO LA GUERRA – MILANO, CHE HA CONCLUSO IL PRESIDIO.

LE FOTO DELL’ALBUM DICONO CON CHIAREZZA COME LA BANDIERA DEL FRONTE POPOLARE PER LA LIBERAZIONE DELLA PALESTINA SIA STATA AGLI ONORI DELLA CRONACA. NON NASCONDIAMO UN CERTO STUPORE PER LE VOCI FATTE CIRCOLARE CIRCA ADESIONI ‘STRANE’ CHE AVREBBERO MARCATO L’INIZIATIVA DI PRESIDIO.

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Xi Jinping: «Gli accordi con il Venezuela sono il motore per lo sviluppo globale della Cina»

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da Correo del Orinoco

Il leader cinese ha assicurato che gli accordi con il Venezuela sono come solide pietre che contribuiranno allo sviluppo delle relazioni tra i due paesi

Il presidente della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping, ha sottolineato che la cooperazione in ambito energetico, educativo, culturale, agricolo, nelle infrastrutture e nella tecnologia con il Venezuela, è come un motore per lo sviluppo globale tra i due paesi.

Ha spiegato che lo scopo della sua visita nel paese sudamericano è quello di promuovere l’amicizia, ampliare la cooperazione e promuovere lo sviluppo congiunto con il Venezuela.

Durante il discorso tenuto alla chiusura della XIII Commissione Mista Venezuela-China, ha spiegato che l’incontro serve a dare una definizione strategica ai vincoli binazionali per svilupparli a un livello più alto.

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La «soluzione» per Gaza

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palestina prigionieridi Manlio Dinucci | da il manifesto  

Il segretario-generale dell’Onu Ban Ki-moon, all’ombra del segretario di stato Usa John Kerry di cui apprezza il «dinamico impegno», sta cercando a Gerusalemme il modo di «porre fine alla crisi di Gaza». Sembra però ignorare che qualcuno l’ha già trovato. Il vicepresidente della Knesset, Moshe Feiglin, ha infatti presentato il piano per «una soluzione a Gaza».

Esso si articola in sette fasi. 1) L’ultimatum, dato alla «popolazione nemica», cui viene intimato di abbandonare le aree in cui si trovano i combattenti di Hamas, «trasferendosi nel Sinai non lontano da Gaza». 2) L’attacco, sferrato dalle forze armate israeliane «attraverso tutta Gaza con la massima forza (e non con una sua minuscola frazione)», colpendo tutti gli obiettivi militari e infrastrutturali «senza alcuna considerazione per gli scudi umani e i danni ambientali». 3)  L’assedio, simultaneo all’attacco, così che «niente possa entrare a Gaza o uscire da Gaza». 4)  La difesa, per «colpire con la piena forza e senza considerazione per gli scudi umani» qualsiasi luogo da cui sia partito un attacco a Israele o alle sue forze armate. 

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Ucraina, obiettivo centrato

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ucraina aereo malesedi Manlio Dinucci | da il Manifesto

Una «tragedia globale»: così Obama ha definito l’abbattimento dell’aereo malese in Ucraina nel colloquio telefonico con Putin. Durante il quale ha accusato la Russia di armare i ribelli ucraini, rifornendoli anche di missili antiaerei. In altre parole ha accusato Mosca di essere, direttamente o indirettamente, responsabile della tragica morte di 298 persone provenienti da molti paesi del mondo. 

Versione  accreditata da una serie di «prove» che i servizi segreti statunitensi hanno diffuso via Kiev sui media mondiali, poche ore dopo che l’aereo è precipitato: tra queste, la comunicazione telefonica in cui un comandante ribelle riferisce a un colonnello dell’intelligence militare russa che le forze separatiste hanno abbattuto l’aereo, unita a un video che mostra, nella zona controllata dai ribelli, una batteria russa Sa-11 da cui manca un missile, quello che avrebbe abbattuto l’aereo. Successivamente, il segretario di stato Kerry ha dichiarato alla Cnn di avere le prove che Mosca non solo ha fornito ai separatisti missili Sa-11 ma li ha addestrati a usarli. 

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Il Comitato Centrale del Pdci riafferma la solidarietà al popolo palestinese

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salman-al-cc-del-pdcida www.comunisti-italiani.it

La riunione odierna del Comitato Centrale del Pdci ha voluto esprimere un atto di solidarietà verso il popolo palestinese, in queste ore sotto un tremendo attacco da parte del sionismo israeliano. In questo contesto è stato pienamente apprezzato il saluto che il rappresentante in Italia della MezzaLuna Rossa Palestinese, dottor Youssef Salman, ha portato all’assise del Pdci. Un intervento interrotto da applausi che ha confermato l’indissolubile amicizia fra il Pdci e il popolo di Palestina. Il dottor Salman ha voluto anche sottolineare questo legame e questa amicizia attraverso un atto che ha profondamente commosso la platea del Comitato Centrale.

Durante il Comitato Centrale altri graditissimi ospiti palestinesi (il portavoce delle comunità palestinesi di Roma e del Lazio, Ashour Salameh, e il segretario dell’Associazione degli ingegneri e degli architetti palestinesi in Italia, Mahmoun Barghouty) hanno voluto con la loro presenza sottolineare il lavoro che unisce da sempre i Comunisti italiani alle varie associazioni che rappresentano la società civile palestinese.

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La Palestina, il Medioriente e le guerre per le risorse

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da pdcifermano.wordpress.com

La Palestina torna al centro della cronaca politica, ancora una volta in maniera distorta: gli aggressori israeliani diventano gli aggrediti e viceversa. Poco si parla del regime di occupazione israeliano che, ignorando le risoluzioni dell’ONU e con la complicità degli USA e delle altre potenze occidentali, nega quotidianamente al popolo palestinese non solo la prospettiva di un proprio Stato autonomo, ma anche la dignità di una vita che si possa definire umana. Il territorio destinato ai Palestinesi, dal 1946 ad oggi, si è ridotto paurosamente a causa dell’espansione delle colonie israeliane, restringendosi a poche aree senza continuità. Negato è ancora il diritto al ritorno dei palestinesi costretti a fuggire dalla propria terra a partire dalla tristemente famosa Nakba del 1948 fino ad oggi. Si tace colpevolmente sulle condizioni delle migliaia di prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, tra i quali vanno segnalati quelli in regime di detenzione amministrativa, una misura che comporta la detenzione senza limiti di tempo e senza formalizzazione delle accuse. 

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Videoconferenza Mosca-Roma

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“Gli omicidi in Ucraina. Come fermare la guerra nel centro dell’Europa”

Partecipano: Lucio Caracciolo, Giulietto Chiesa, Maurizio Torrealta.
Coordina: Sergey Startsev, direttore Agenzia Rossiya Segodnya

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