Il pendolo gialloverde e l'iniziativa comunista

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borghi salvini bagnai 1029522da aginform.org

Nell'attuale contesto politico parlare di iniziativa comunista è assolutamente virtuale ma, come in un videogame, cerchiamo di definire i compiti (e soprattutto le responsabilità) che ci dovrebbero competere, usando un metodo comunista di analisi e definendo un'ipotesi di intervento ad esso collegata. 

E' bene ricordare, a questo proposito, i punti di snodo del nostro discorso che ha puntato, in una prima fase, a definire la natura del governo gialloverde e del programma sottoscritto da Lega e 5Stelle.


Questo ha prodotto un primo scontro a 'sinistra' perchè, unendosi al coro del PD sul fascismo rinascente, i rivoluzionari dello zero virgola hanno cercato di cavalcare l'effetto emotivo per indurre i compagni a unirsi al coro di Zingaretti, Landini & Co. contro il nuovo governo. Il fatto è che non si sono accorti - o hanno fatto finta di non accorgersi - che il coro era diretto dalla Confindustria e dagli uffici di Bruxelles e appariva dunque piuttosto strano che a sparare più forte fossero proprio quelli che in questi anni abbiamo considerato nostri nemici. Era un caso che ciò stesse accadendo? Considerando che gli obiettivi principali dell'attacco erano il reddito di cittadinanza, quota 100 e il deficit di bilancio per la spesa sociale, nasceva forte il dubbio che qualcosa non quadrasse nello schema interpretativo che veniva proposto da 'sinistra'. 

Per questo, nel limite delle possibilità, ci siamo impegnati in un dibattito che mettesse in chiaro che l'accordo di governo gialloverde si poneva in contrasto con la logica ultraliberista della UE e dei governi precedenti che avevano collaborato per imporla e che l'accanimento contro il governo gialloverde nasceva proprio da questo. 

Per aver detto questo ci siamo beccati l'accusa di rossobrunismo, mentre credevamo, da comunisti, di dare invece una interpretazione corretta delle forze in campo e dei loro scopi. 

La feroce campagna liberista sullo sviluppismo, sullo spread e sulla logica dei mercati finanziari si collegava anche al tentativo di rimettere in piedi, anche con la segreteria Zingaretti, la credibilità del PD come espressione della nuova trincea contro il sovranismo imperante. 

Ha ottenuto un risultato il nostro lavoro? Il fatto che siamo sopravvissuti al linciaggio e ci siamo permessi, nel corso della campagna elettorale per le europee di dare indicazione di voto per i 5 Stelle, dimostra che l'annientamento non è riuscito e che, a partire dalla riunione che si è tenuta a Firenze il 23 giugno, si vuole rilanciare la discussione e, per quanto possibile, tradurla in azione. 

La questione non è di facile soluzione perchè il conflitto politico tra le forze in campo è in continua evoluzione e, per dirlo in sintesi estrema, abbiamo a che fare con un pendolo gialloverde che oscilla continuamente. Che cosa vogliamo dire con questa immagine? E' indubbio che sia i 5 Stelle che la Lega sono soggetti, nella loro azione di governo a continue pressioni che distorcono l'originario contratto su cui hanno basato la loro collaborazione. Salvini, trovandosi la strada aperta dal buonismo peloso del PD, e visti i risultati elettorali, cerca di evitare di esporsi troppo sulle questioni di sostanza come, ad esempio, lo scontro vero con Bruxelles e i mini-Bot, e si è buttato sulla tipica demagogia dei temi cari alla maggioranza 'rumorosa' puntando all'incasso elettorale immediato, mentre i 5 Stelle hanno risentito dell'enorme pressione mediatica contro le scelte su cui si erano impegnati all'inizio della loro avventura. 

Dobbiamo allora concludere che ci siamo sbagliati, che il nostro è stato un abbaglio e che ci siamo illusi sui cambiamenti possibili in questa situazione? Niente affatto. Il fatto è che nel mondo reale i comunisti non possono cedere all'idealismo dell'immaginario, ma devono misurarsi con la situazione concreta e imparare a capire come sporcarsi le mani. 

In questo caso si tratta di cogliere dal contesto attuale molto complesso quegli elementi che vanno utilizzati nella direzione giusta e che secondo noi sono ben presenti, aldilà del destino stesso di questa maggioranza. 

Lo scontro con Bruxelles c'è ed è uno scontro vero, aldilà delle opinioni di Giorgetti, e lo stesso vale per i provvedimenti portati avanti dai 5 Stelle sulle questioni sociali e non solo. Bisogna utilizzare questi varchi prima che si richiudano, facendo capire alla gente, con iniziative appropriate, che da questo dobbiamo partire per andare avanti. La reazione liberal-imperialista invece cerca, purtroppo con successo, di tenerci inchiodati in un dibattito sull'antifascismo fasullo, sul buonismo e sulla minaccia dello sfacelo economico. 

Sarebbe il caso di misurarsi in modo politico su questo terreno, dimostrando che si può uscire dagli scenari virtuali e dalla retorica politicista di un certo sovranismo di maniera. La discussione va portata a fondo sul rapporto che i comunisti devono avere con la politica.

Aginform

26 giugno 2019