“La democrazia occidentale, un modello universale? Voi scherzate, signor Macron!”

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macron russia meetingdi Francis Arzalier

da collectif-communiste-polex.org

Traduzione di Massimo Marcori per Marx21.it

Il 15 dicembre dello scorso anno, con contributi di militanti dei movimenti rivoluzionari e progressisti africani, ha avuto luogo l’incontro-dibattito organizzato dal Collettivo Comunista Polex sul tema “la democrazia occidentale, un modello universale? Voi scherzate, signor Macron!”.


Presentazione di Francis Arzalier, per il Collettivo Comunista Polex

Grazie per aver risposto all’invito del Collettivo Polex, che devo presentare brevemente. Il Collettivo Polex, fondato nel 2001, è un’associazione indipendente da ogni partito politico e che vive grazie ai contributi e alle decisioni dei suoi aderenti. Aderenti diversi, che non hanno in comune che la loro fedeltà all’ideale comunista, la loro ferma opposizione ad ogni imperialismo e all’ineguaglianza capitalista.

Il tema affrontato oggi è per noi essenziale. L’ideologia liberale al potere, incarnata in Francia dal presidente Macron, i suoi ministri e gli ideologi mediatici che operano per formattare l’opinione, utilizzano volentieri la falsificazione dei concetti.

E così che il concetto “democrazia”, che significa dalla sua nascita 2500 anni fa che dei cittadini uguali tra loro esercitano il potere politico su loro stessi, decidono senza condizionamenti dei loro diritti e loro doveri, è utilizzato da costoro per definire una sua versione liberale, occidentale, perfino francese. In questa accezione, la democrazia è prima di tutto il capitalismo, e si limita ad episodici scrutini per scegliere responsabili liberi in seguito nelle loro scelte fino al successivo scrutinio, quali che siano state le loro promesse prima dell’elezione.

In una società capitalistica, in cui si oppongono possidenti e non possidenti dei mezzi di produzione di merci ed idee, alcuni candidati dispongono di mezzi finanziari e mediatici enormi per convincere gli elettori o comprarli. Per i nostri teorici liberali ciò è sufficiente per garantire il carattere democratico del fatto che molti partiti si confrontino per accedere al potere, anche se il loro orientamento politico è lo stesso.

La Francia del 2018 è un esempio perfetto di questa falsificazione del concetto stesso di democrazia: nel 2017 , il candidato Emmanuel Macron è stato scelto dai possidenti e dai loro ideologi e promosso presso l’opinione pubblica dai media al loro servizio. Alla fine è stato eletto presidente da una minoranza di cittadini francesi, di cui molti hanno votato per lui solo per evitare la sua concorrente dell’estrema destra. Di conseguenza, approfittando del discredito nell’elettorato dei partiti cosiddetti “di sinistra”, invischiati nell’opportunismo e nel carrierismo, egli ha fatto eleggere una maggioranza di deputati devoti, che poi hanno votato una valanga di “riforme” liberali, la distruzione sistematica dei servizi pubblici e delle conquiste sociali del secolo scorso.

Questi sostenitori dei dogmi liberali, il monarca-presidente che li dirige, sono impopolari a tal punto che la Francia è in ebollizione, sotto la forma disordinata di coloro che si battezzano Gilets Jaunes. Da settimane, centinaia di migliaia di Gilets Jaunes rifiutano di sottomettersi agli ordini sprezzanti di Macron e dei suoi ministri. La maggior parte di loro non vota neppure, rifiuta di riconoscersi in un partito o in un sindacato, ma rappresenta il volto della Francia dei fine mese difficili, e le loro rivendicazioni sociali sono le nostre, come pure le loro aspirazioni confuse ad un’autentica maggiore democrazia politica. Macron è stato eletto un anno e mezzo fa, perché è riuscito a presentarsi come il bastione della democrazia contro l’estrema destra xenofoba. Egli tenta di farlo ancora, ma questo mese ha svelato il vero volto del suo potere, centinaia di studenti liceali obbligati dalla polizia in armi a restare in ginocchio con le braccia alzate contro un muro e i blindati della gendarmeria che pattugliano le strade di Parigi.

E la truffa di stato che consiste nel giocare con l’odioso attentato di Strasburgo per tentare di fermare le proteste sociali senza soddisfare le rivendicazioni è ancora esemplare della “democrazia” secondo Macron. E’ questa sedicente democrazia che Macron e i nostri intellettuali del piccolo schermo presentano come un modello universale per i popoli del mondo intero, al punto che il nostro esercito è abilitato ad andare ad imporlo in Africa o altrove.

Questa pretesa dell’universalità della democrazia occidentale si chiamava un tempo pensiero coloniale e oggi si manifesta con il diritto d’ingerenza in nome dei Diritti dell’Uomo, ma non è che il volto dell’imperialismo politico, economico e militare, il volto della disuguaglianza tra i popoli e tra gli uomini. Si potrebbero moltiplicare gli esempi di questa falsificazione in tutti i continenti sottoposti alla disuguaglianza capitalistica. Questo sarà l’obiettivo del dibattito.