Elezioni europee un nuovo inizio?

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europee schedaelettorale2019di Marco Pondrelli

Passata circa una settimana dal voto si può tentare di azzardare le prime considerazioni. È necessaria una premessa: le elezioni europee differiscono dalle Politiche, l'affluenza quest'anno di ferma al 56% contro il 58,8% di cinque anni fa, numeri molto inferiori rispetto alle elezioni italiane. Questa scarsa affluenza è uno degli elementi che in passato ha prodotto risultati sorprendenti che non sempre si sono mantenuti nel tempo (basti pensare al 40% raggiunto dal PD cinque anni fa).

Parto quindi dal presupposto che i risultati vanno ponderati attentamente, ma nonostante questo alcune considerazioni possono essere fatte.


I partiti di governo

Il dato che più sorprende è quello dei due partiti di governo, le cui percentuali si sono invertite. La Lega passa dal 17% al 34%, il M5S dal 32% al 17%. Le difficoltà dei 5 Stelle sono evidenti, non solo mediaticamente sono stati cancellati dall'abilità comunicativa di Salvini ma si sono trovati al governo caricati di grandi aspettative che non sono riusciti a corrispondere.

Un movimento che rimane d'opinione senza un reale radicamento sul territorio viene punito dall'incapacità dimostrata, fino ad ora, di operare scelte incisive dal governo. Il voto dei 5 stelle viene in parte conquistato dalla Lega ed in parte cade vittima dell'astensione.

Se, come non è da escludere, l'esperienza governativa continuerà per il M5S, sarà molto difficile, anche se non impossibile, aggiustare la rotta. Il movimento ha già dimostrato di essere capace di raddrizzare situazioni difficili (come nel 2014), rimane però il problema sociale da risolvere, contro il quale anche il governo Renzi è andato a sbattere. Se non si risolvono i problemi che affliggono l'Italia (a partire dalla crescente povertà) difficilmente si sarà premiati dal voto.

Se è chiaro chi esce sconfitto dalle elezioni altrettanto chiaro è il vincitore. La Lega raddoppia la sua percentuale e si pone come forza egemone di un centro-destra che, anche con questa legge elettorale, può puntare al governo.

Cosa c'è dietro questa netta vittoria? Il messaggio nazional popolare di Salvini ha avuto successo, travasando voti dai 5 stelle (come detto) ed anche da Forza Italia. L'impressione è che la Lega stia provando una trasformazione (l'ennesima) per divenire riferimento del grande capitale finanziario internazionale. Un'alleanza fra il grande capitale ed il ceto medio impoverito sarebbe molto pericolosa, ma è possibile? In passato Berlusconi è parzialmente riuscito a tenere assieme questo blocco sociale ma in una situazione socio-economica totalmente diversa; la crisi economica ed i vincoli europei rischiano di rendere questa alleanza molto instabile.

O si rispettano i vincoli europei o si aiuta il ceto medio; tertium non datur.

In ogni caso più che gridare al pericolo fascista per minuscoli partiti che non raccolgono che le briciole, bisogna mettere a fuoco questo rischio.

La sinistra: vera o presunta

Se per i due partiti di governo il quadro è chiaro (uno vince, uno perde) per il PD possiamo parlare di tenuta, i dati dell'Istituto Cattaneo (seppur riferiti a sole 5 grandi città) mostrano un Partito che riprende un po' di voti da Leu ma non ne strappa ai 5 stelle. Su questo punto occorre riflettere: elettori che possiamo definire di sinistra (per le idee che hanno sul lavoro, sulla democrazia, sulla politica internazionale) o continuano a votare 5 stelle o restano a casa mancando (ahimè) una vera proposta di sinistra che sappia dire cose chiare sull'uscita dall'Ue, sull'euro, sulla Nato e su tanto altro.

Infatti a sinistra il quadro è sconsolante. 'La sinistra' ottiene un risultato magrissimo, meno del 2%: è il coronamento di un percorso politico che ha portato questo pezzo di mondo politico sempre più lontano dai reali problemi, sostituendo alla questione sociale un'ottica improntata prioritariamente ai diritti civili. Una proposta politica che pesca nei redditi medio-alti ma che non parla ai giovani precari, ai lavoratori ed in generale al malessere diffuso. Una sinistra che si presenta come europeista, ovviamente per un'Europa dei popoli e non dei capitali, pensando di poter riformare l'Europa, non si rende conto che presenta una proposta difficilmente distinguibile dal quella del PD o da altri partiti come +Europa. Diritti civili ed un'Europa più sociale, frasi belle ma vuote... e gli elettori non sono stupidi!

Il Partito Comunista

Un ultimo riferimento al PC che anche se si ferma sotto l'1% quasi raddoppia i suoi voti in termini assoluti. Il progetto politico di Rizzo non è legato al risultato elettorale; questa è la sua forza, mentre in passato fra i comunisti a parole si fingeva disinteresse per le elezioni ma nei fatti si orientava su quello la propria azione, il Partito Comunista 'usa' le elezioni per radicare la propria organizzazione, per fare crescere quadri e per dare visibilità alle proprie idee. Rimane ferma la critica alle posizioni internazionali di questo Partito, in particolare sul ruolo della Cina e dello scontro globale che stiamo vivendo. Queste divisioni non devono però fare venire meno il confronto ed il dialogo.

Conclusioni

Il risultato dei comunisti e della sinistra è deludente, siamo arrivati alla fine dell'esperienza comunista in Italia? La sinistra ed i comunisti sono destinati a rimanere al margine della politica italiana?

In passato in Italia e nel mondo i comunisti hanno vissuto momenti difficili, anche molto più di quelli che viviamo, Mao disse che una grande marcia inizia con un piccolo passo. È ora di fare questo passo nella giusta direzione. Dal 2008 ad oggi non si contano i tentativi raffazzonati e confusi, cartelli elettorali destinati a sciogliersi il giorno dopo il voto, che regolarmente vengono puniti nelle urne. Mettiamo al centro del nostro agire la lotta all'UE e all'euro, il no alla Nato, spieghiamo che la povertà, la disoccupazione, la precarietà non possono essere combattute dentro l'Europa, smascheriamo i cosiddetti 'populisti' che altro non sono che l'altra faccia della medaglia del liberismo. Rimettiamoci in gioco senza paura di bruciarci i ponti alle spalle. Solo così potremmo recuperare e dare sponda politica a quel mondo di sinistra che si è rifugiato nel voto ai 5 Stelle e che oggi rischia di cadere nella disillusione e nel non voto. Facciamo, come i comunisti portoghesi, del patriottismo e dell'internazionalismo i cardini di un progetto politico innovativo.

Marx ci direbbe che abbiamo da perdere solo le catene, sicuramente non perderemo la nostra credibilità, che è tutta da ricostruire.