Gli intellettuali comunisti turchi denunciano la lettera di Orhan Pamuk che chiede l'intervento imperialista contro la Siria

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Centro Culturale Nazim Hikmet* | Traduzione a cura di Marx21.it

orhan-pamukAll'attenzione dei popoli del mondo intero,

Lo scrittore turco, Orhan Pamuk, Premio Nobel della Letteratura, si comporta come un'avanguardia dell'occupazione della Siria. Noi dichiariamo che non rappresenta in alcun modo gli intellettuali della Turchia.

Una lettera indirizzata al Presidente siriano Bachar al-Assad è stata pubblicata nel giornale Libération (www.liberation.fr). Orhan Pamuk ne è uno dei firmatari insieme ad altri scrittori celebri, l'algerino Boualem Sansal, l'israeliano David Grossman, il tedesco Michael Walser, l'italiano Claudio Magris e il francese Alfred Grosser. I firmatari lanciano un appello ad Assad affinché rinunci al potere e lasci la Siria, avvertendolo che altrimenti rischierebbe di fare la fine di Gheddafi. Questa lettera impregnata di minacce e di intimidazioni, non risparmia il cinico sarcasmo quando suggerisce ad Assad di abbandonare il paese per trasferirsi in Algeria.


La pubblicazione di questa lettera ci pone di fronte al vero problema riguardante la responsabilità che hanno gli intellettuali in questo momento cruciale in cui tutto il Medio Oriente, compresa la Turchia, è sotto la minaccia dell'occupazione imperialista, mentre centinaia di migliaia di persone innocenti sono sotto la minaccia del massacro da parte delle forze imperialiste in Iraq, in Afghanistan, in Palestina e in Siria.

Il dovere di un intellettuale è denunciare la politica di occupazione imperialista. Il dovere di un intellettuale è anche quello di non affidarsi alle forze armate di potenze straniere.

I firmatari di questa lettera non fanno che invitare i centri imperialisti ad occupare la Siria. Gli autori della lettera sono chiaramente diventati pedine della NATO.

Noi dichiariamo ai popoli del mondo intero: questa lettera non rappresenta l'umanità. Lo scrittore turco premiato con il Nobel della letteratura, uno dei firmatari della lettera, non rappresenta gli intellettuali turchi e neppure la coscienza dell'opinione pubblica del nostro paese. Il nostro popolo non ha mai preso parte a una guerra o a un'occupazione della Siria, e continuerà a non farlo per sempre. Questa è la promessa che facciamo ai popoli del mondo intero.

Questo scrittore, che ha fatto della sua penna la punta di lancia dell'occupazione di un altro paese, sarà isolato dal popolo e dagli intellettuali turchi.

* Il Centro Culturale Nazim Hikmet raccoglie gli intellettuali turchi vicini al Partito Comunista di Turchia