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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

La rinascita del Movimento dei Paesi non allineati e degli internazionalisti nell'era transnazionale

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di Samir Amin* | pambazuka.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

samir amin primopianoIntervista a Samir Amin in occasione della Conferenza ministeriale del Movimento dei Paesi non allineati (Algeri, 26-29 maggio 2014)

Qual è la natura della sfida con cui si confrontano oggi i paesi del Movimento dei Paesi non allineati, a 60 anni dalla sua nascita, in questo mondo molto cambiato?

Viviamo in un sistema di mondializzazione squilibrata, iniqua e ingiusta. Agli uni, tutti i diritti d'accesso alle risorse del pianeta per il loro uso e persino spreco, esclusivi. Agli altri l'obbligo di accettare quest'ordine e di adattarsi alle sue esigenze, rinunciando al proprio sviluppo, finanche ai diritti elementari all'alimentazione, all'istruzione e alla salute, alla vita stessa, per ampi segmenti dei propri popoli - i nostri.

Quest'ordine ingiusto è definito "mondializzazione" o "globalizzazione".

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Renzi di sinistra? Ma mi faccia il piacere…

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di Giorgio Langella | da www.comunisti-italiani.it

renzi-2 tesseraRenzi non ha vinto, ha stravinto. Questo è certo e certificato da oltre 11 milioni di voti, dopo una campagna elettorale indecente dove l’insulto e la paura che vincesse “l’altro” ne sono stati i motivi più ricorrenti. Molti dei voti del centro-destra sono confluiti nel consenso dato al PD. Un partito che tranquillizza l’elettorato cosiddetto moderato perché, in effetti, fa una politica moderata. La bravura di Renzi è quella di far credere di essere un rinnovatore, quasi un “rivoluzionario”, uno che è capo della “sinistra”. Lo fa credere ma, nella realtà, la politica del PD di Renzi è chiaramente di stampo liberista e, quindi, conservatore se non reazionario. Renzi apprezza quanto fa Marchionne e riceve il suo appoggio, attacca la CGIL e riceve le sue lodi (“bizzarro” il comunicato della CGIL nazionale che “gioisce” della vittoria di Renzi), tace sulla crisi Ucraina (dove un governo “democratico” filo-occidentale, presieduto dall’oligarca di turno comanda di massacrare la popolazione dell’est del paese … è di oggi la notizia di un bombardamento che ha provocato un centinaio di morti a Donetsk), promette riforme istituzionali e una legge elettorale costruite in maniera da limitare il dissenso, approva leggi che rendono il lavoro sempre più precario …

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Appello del popolo della Repubblica Popolare di Donetsk e della Repubblica Popolare di Lugansk alla comunità mondiale

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plakat 4145 103 2da kprf.ru | Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Il sito del Partito Comunista della Federazione Russa ha diffuso il seguente testo dell'appello

Noi, il popolo della Repubblica Popolare di Donetsk e della Repubblica Popolare di Lugansk, in questo momento critico ci rivolgiamo alla comunità mondiale con la richiesta di aiuto immediato e di una risposta immediata a ciò che sta accadendo nella nostra terra, in relazione alla minaccia che incombe su di noi dell'annientamento da parte delle forze nazi-fasciste, che vengono usate dal regime dell'Ucraina.

Dichiariamo che il nostro unico desiderio è rappresentato dall'aspirazione a vivere in conformità con le nostre tradizioni e costumi storici, con la nostra cultura e le nostre abitudini, in pace e in rapporti di buon vicinato con tutte le nazioni, i popoli e gli stati che non mostrano ostilità nei nostri confronti.

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Sulle prospettive dei comunisti in Italia: spunti dall'esperienza del Belgio

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ptb elezioni2014di Fausto Sorini, segreteria nazionale PdCI, responsabile esteri

Invito compagne/i a leggere con attenzione questo articolo "Brillante successo elettorale del Partito del Lavoro del Belgio", e a studiare in modo profondo l'esperienza del PTB.

Questo piccolo partito leninista, contava fino a pochi anni poche migliaia di iscritti e un consenso elettorale nazionale inferiore all'1%.

Grazie ad un lavoro intelligente e paziente, non subalterno ad una logica elettoralistica, politicista ed istituzionalista, nel giro di pochi anni è riuscito non solo a rafforzare il suo radicamento sociale, a diventare un partito di quadri e di militanti, a motiplicare il numero di iscritti (ma su basi qualitative e selettive, quindi in massima parte iscritti attivi): ma alla fine ha raccolto risultati incredibili e insperati anche sul piano elettorale, superando lo sbarramento elettorale del 5% e portando nel parlamento nazionale 4 deputati comunisti.

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I comunisti ciprioti commentano il risultato delle elezioni

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akel bandiere pugnida www.akel.org.cy | Traduzione di Marx21.it

Dichiarazione di Andros Kyprianou, Segretario generale di AKEL (Partito Progressista del Popolo Lavoratore)

Esprimiamo la nostra soddisfazione per il risultato elettorale. Abbiamo intrapreso la campagna elettorale in condizioni molto difficili. AKEL si è posto come primo obiettivo fondamentale l'elezione di due parlamentari europei. Il nostro secondo obiettivo era quello di mantenere la percentuale di AKEL ottenuta alle ultime elezioni presidenziali (in quell'occasione AKEL ottenne il 26,91%).

Con il duro lavoro dei quadri, degli iscritti e degli amici di AKEL siamo riusciti a realizzare i nostri obiettivi. Dal profondo del cuore ringraziamo e ci congratuliamo con tutti coloro che durante la campagna elettorale hanno profuso ogni sforzo; con tutti coloro che hanno combattuto per adempiere a un compito molto difficile.

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Il Partito Comunista Francese sul risultato delle elezioni europee

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da www.solidnet.org | Traduzione di Marx21.it

elections-europeennes-devant-une-mairie-a-paris-le-11-mai-2014Dichiarazione del Partito Comunista Francese

L'altissimo livello delle astensioni e il risultato storico del Fronte Nazionale, confermano che la crisi politica e democratica che attraversa il nostro paese ha raggiunto una soglia critica. E' un nuovo allarme. La Francia è immersa in un malessere democratico inquietante. Le cause di tale situazione sono chiare: il rigetto di massa del modello liberale dell'Unione Europea e il disprezzo che i sostenitori di questo modello ostentano da dieci anni nei confronti di tutti coloro che lo contestano; l'arroccamento di François Hollande e Manuel Valls in una politica di austerità sconfessata dal paese; la profonda confusione in cui tale situazione ha fatto sprofondare la classe operaia e tutti gli elettori di sinistra.

La vittoria del Fronte Nazionale, provocata dall'energica appropriazione del malcontento e dall'intercettazione dei voti della destra, è un evento grave sul piano nazionale e su quello europeo.

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Fermare il genocidio nelle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk!

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zjuganov primopianoda kprf.ru |  Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Dichiarazione del Partito Comunista della Federazione Russa

L'Ucraina continua a sprofondare in una sanguinosa guerra fratricida. L'operazione punitiva contro la popolazione della “Nuova Russia” è entrata in una nuova fase. La giunta di Kiev la conduce con il pieno consenso dei suoi sostenitori occidentali. Il massiccio fuoco dei mortai e degli obici bersaglia asili, scuole e infrastrutture. Anche gli elicotteri da guerra bombardano le città pacifiche, in contrasto con ogni regola di guerra.

La spirale della violenza ruota con rinnovato vigore. Il 26 maggio a Donetsk un camion con la bandiera del pronto soccorso, che trasportava combattenti feriti nella difesa dell'edificio dell'aeroporto, è stato colpito da soldati ucraini. Secondo i media, il veicolo è stato attaccato a distanza ravvicinata con dei lanciagranate. I feriti sono stati finiti dagli uomini armati di “Settore destro”. Nessuno di coloro che si trovavano nel camion è sopravvissuto.

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Emergenza umanitaria a Donetsk. Un appello da condividere

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donetsk-truck-grenade-killedRICEVIAMO UN DRAMMATICO APPELLO DALLA CITTÀ ASSEDIATA DALLE TRUPPE DELLA GIUNTA GOLPISTA E DAI MERCENARI FASCISTI

Ai giornali, alle forze politiche, alle agenzie di stampa, a chi può avere influenza sulla Giunta di Kiev!

Donetsk: la città è circondata e bloccata, il sindaco ha chiesto a Kiev che venga garantito un corridoio umanitario che permetta a donne e bambini e chiunque lo voglia di lasciare la città in vista della scadenza dell'ultimatum lanciato dalle autorità di Kiev!

Facciamo appello a chiunque abbia la possibilità di esercitare pressioni, affinchè il corridoio umanitario di evaquazione della popolazione civile venga garantito dalle autorità di Kiev!

Donetsk conta 1.200.000 abitanti, l'utilizzo dell'aviazione in bombardamenti anche "di precisione" e l'utilizzo delle istallazioni grad può causare migliaia di morti tra la popolazione civile!

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Brillante successo elettorale del Partito del Lavoro del Belgio

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da www.solidnet.org |  Traduzione di Marx21.it

ptb marco raoulIl 25 maggio, tre elezioni si sono svolte in Belgio: per i parlamenti federale, regionali ed europeo. Il principale vincitore è il Partito nazionalista fiammingo N-VA (di destra), che ottiene più del 33% dei voti nelle Fiandre. Ma il Partito del Lavoro del Belgio (PTB) realizza l'avanzata maggiore, facendo il suo ingresso nel parlamento federale e nei parlamenti regionali della Vallonia e di Bruxelles.

Raoul Hedebouw a Liegi e Marco Van Hees a Hainaut sono i nuovi eletti di PTB-go! (la denominazione della lista, ndt) al Parlamento federale. Rauol Hedebouw, portavoce del PTB: “Per la prima volta, dopo 25 anni, una nuova famiglia politica di vera sinistra, rappresentata nelle Fiandre, in Vallonia e a Bruxelles fa il suo ingresso nei parlamenti regionali e in quello federale. Noi eleggiamo due deputati in quello federale, probabilmente avremo due eletti nel parlamento vallone e senza dubbio quattro nel parlamento di Bruxelles”.

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Lo storico accordo russo-cinese

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cina-russia bandierinedi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

L'importanza “politica” dell'accordo russo-cinese

Due segnali, pressoché contemporanei, ma di natura opposta hanno segnato la giornata successiva alla sigla dell'accordo tra Russia e Cina per la fornitura di gas. Il primo: l'ennesimo doppio veto di Mosca e Pechino ad una risoluzione per deferire Damasco al Tribunale penale internazionale, proprio quando le operazioni anti-terrorismo condotte da Damasco raccolgono successi. Stizzite come al solito le reazioni occidentali: per Samantha Power, ambasciatore Usa, il popolo siriano "non vede la giustizia, ma il crimine", mentre William Hague, ministro degli esteri della Gran Bretagna, si è detto "inorridito" dalla decisione di Russia e Cina. La giustizia per i popoli a cui si richiamano costoro è in questi giorni all'opera nella vicina Libia. Detto questo occorre ricordare che gli Usa non riconoscono la giurisdizione del Tribunale penale internazionale e che, proprio prima della presentazione della suddetta risoluzione, si sono assicurati che questa non coinvolgesse in alcun modo Israele per l'occupazione del Golan. Secondo: l'ennesimo attentato terroristico nello Xinjiang cinese che ha causato la morte di oltre 30 persone che si trovavano al mercato all'aperto di Urumqi; difficile ormai non pensare al dispiegamento di un vero e proprio piano di destabilizzazione in una regione strategica per la Cina popolare, territorio di partenza della nuova Via della Seta. Che sia un chiaro segnale fatto arrivare a Pechino proprio all'indomani dell'accordo?

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La vittoria della CDU è la vittoria della fiducia e della speranza

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cdu desousada www.cdu.pt | Traduzione di Marx21.it

Dichiarazione di Jeronimo de Sousa, segretario generale del Partito Comunista Portoghese sulla grande affermazione elettorale della CDU (Coalizione Democratica Unitaria)

L'aumento della rappresentatività e dell'influenza elettorale della CDU – che passa dal 10,7% a oltre il 12% - e l'aumento dei mandati con l'elezione del terzo deputato (ancora più rilevante in quanto ottenuta nel quadro della riduzione del numero totale dei deputati portoghesi) rappresentano uno dei più significativi successi elettorali della CDU per il Parlamento Europeo, il più significativo degli ultimi 25 anni. Rappresentano allo stesso tempo un fattore di fiducia per affermare non solo la necessità, ma anche la possibilità di aprire, attraverso il rafforzamento della CDU, la strada a una politica alternativa, patriottica e di sinistra che rompa con la politica di destra che da decenni PS, PSD e CDS hanno imposto al Paese.

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Alcune prime considerazioni sul voto europeo

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europa cartellonedi Fausto Sorini, responsabile esteri PdCI

In attesa di un esame più approfondito e analitico del voto per l'elezione del nuovo Parlamento europeo, direi che per il momento si possano trarre le seguenti considerazioni:

-degli 800 milioni di persone che compongono l'insieme del continente europeo, oltre 500 milioni vivono nei 28 paesi che formano l'Unione europea (che non è dunque tutta l'Europa). Tra questi gli aventi diritto al voto erano circa 400 milioni, di cui solo il 43% (170 milioni ca.) è andata alle urne: percentuale analoga al 43,1% delle elezioni europee del 2009, con punte oggi del 13% in Slovacchia e del 59% in Italia (fa eccezione il Belgio, col 90%, dove il voto è obbligatorio e il non voto sanzionato). 

Considerando anche le schede bianche e nulle, e il fatto che circa un terzo dei voti “validi” si sono espressi, all'estrema destra o all'estrema sinistra, in modo radicalmente critico nei confronti di questa “Europa” monca, capitalistica, liberista e atlantica che è l'Ue, non è esagerato dire che almeno 3 cittadini adulti su 4 questo tipo di Unione la sentono estranea o nemica (e ne hanno tutte le ragioni);

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In Europa crescono i comunisti. Prima analisi del voto italiano

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di Cesare Procaccini, segretario nazionale PdCI

europa elezioni manoIl risultato del voto europeo, che andrà analizzato con calma e con tutti i dati definitivi, fa emergere nel complesso una avanzata delle forze antieuropee e nazionaliste. Clamoroso, ma non imprevisto, il successo de Fronte naziomale francese e di altri partiti di destra e estrema destra dalla Grecia all’Ungheria all’Inghilterra. Al contempo dobbiamo evidenziare un buon risultato delle forze comuniste e alternative che si battono per una Europa sociale, dal Portogallo alla Spagna, a Cipro.

In Italia la forte affermazione del Pd attiene più ad una grande popolarità di Renzi (senza sottovalutare l’effetto 80 euro) che non ai temi propriamente europei, visto che l’Italia paga un prezzo altissimo alla politica dell’Ue. Questo risultato tuttavia spazza via la minoranza di sinistra dentro quel partito.

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Un Portogallo con futuro in un'Europa dei lavoratori e dei popoli

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da www.pcp.pt | Traduzione di Marx21.it

Dichiarazione Programmatica del Partito Comunista Portoghese per le elezioni europee

declaracao programatica pcp eleicoes parlamento europeu 2014Portogallo e Unione Europea
Il PCP aveva ed ha ragione

Il Portogallo vive uno dei periodi più bui della sua storia recente. L’attuale disastro e declino comprometterà, se non sarà invertito, il futuro del Paese come nazione sovrana ed indipendente.

Il governo PSD/CDS, con la complicità del PS e l’impegno del Presidente della Repubblica, prosegue la sua ampia offensiva a favore degli interessi dei grandi gruppi economici e finanziari, sotto il segno del’Unione Europea, causa di recessione, regressione sociale, distruzione di servizi pubblici e sovversione dell’ordine democratico.

Al contrario di quanto proclamato, il declino del Paese non è imputabile a salari, pensioni, servizi pubblici e diritti sociali,ma ad una politica di continuo sfruttamento, dall’accumulazione della ricchezza, dalla distruzione del sistema produttivo, dalla disoccupazione, dalla svendita del patrimonio statale, dalla canalizzazione delle risorse verso i grandi gruppi economici, dalla trasformazione del debito privato in debito pubblico ricapitalizzando e coprendo i buchi dovuti alla speculazione e ad un gestione disastrosa delle banche.

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Comunisti in Europa, uniti per la pace, il lavoro e la solidarietà internazionale

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I COMUNISTI ITALIANI PER LE ELEZIONI EUROPEE:
LE NOSTRE IDEE, IL NOSTRO PROGRAMMA

La crisi che ha investito l’Europa negli ultimi anni ha messo sempre più in chiaro il carattere regressivo dell’Unione Europea, evidenziando il carattere oligarchico e antidemocratico del suo funzionamento, il connotato di classe, euro-atlantico e neo-imperialista delle sue politiche, il pesante condizionamento delle sovranità nazionali degli Stati membri.

Le decisioni assunte in questi anni (sempre condivise dalla maggioranza dei partiti socialdemocratici e popolari/conservatori al governo nei diversi Paesi europei) hanno impoverito decine di milioni di persone, devastando la Grecia e infierendo su molti altri Paesi cosiddetti periferici dell’Unione. Ed hanno prodotto una politica estera militarista e neo-imperialista nei confronti di Paesi come la Libia, la Siria, l'Ucraina, che punta ad estendere minacciosamente le frontiere della Nato fino ai confini della Russia. Una politica che è giunta a minacciare Russia, Cina e paesi non allineati con lo scudo spaziale ed una politica di riarmo nucleare e convenzionale.

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I comunisti di Cipro: “Vogliamo un'Europa di pace e non di interventi militari”

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bombardiere crocida www.akel.org.cy | Traduzione di Marx21.it

Dichiarazione di Georgos Loucaides, portavoce di AKEL (Partito Progressista del Popolo Lavoratore)

Il ministro degli Esteri è seccato perché AKEL definisce lo spiegamento di una grande forza militare dell'Unione Europea nella Repubblica Centrafricana un “intervento militare” e non un' “operazione militare”.

Indipendentemente dalla definizione, né il ministro degli Esteri né l'UE possono convincere che non è a causa di interessi geopolitici ed economici che è stato avviato questo intervento/operazione. I loro argomenti circa un presunto impegno “per riportare la pace internazionale” e “per prevenire un genocidio”, come in altri casi precedenti in merito al “ripristino della democrazia” e al “monitoraggio delle armi di distruzione di massa”, non sono convincenti.

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Il parlamento russo condanna il tentativo di mettere al bando i comunisti ucraini

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kpu221di "Con l'Ucraina antifascista"

La Duma di Stato della Federazione Russa ha adottato una risoluzione di condanna dei tentativi della giunta di Kiev di mettere al bando il Partito Comunista d'Ucraina.

La risoluzione, dal titolo "In relazione ai tentativi di vietare le attività del PC d'Ucraina" è stata presentata da deputati di vari partiti: Zjuganov, Vasiliev, Zhirinovskij, Mironov, Naryshkin.

Nella dichiarazione si critica la decisione politica di Turchinov, e si accusa il ricorso da parte della giunta alla "legittimità costituzionale", ovvero da parte degli stessi saliti al potere tramite un colpo di stato.

Nel documento si legge che pur avendo i vari partiti della Duma un atteggiamento diverso nei confronti del PCU, tutti ne riconoscono il successo elettorale, il fatto che sia votato da milioni di elettori, ne sottolineano l'influenza sulla società ucraina e considerano che vietare il PCU significherebbe un altro passo verso il totalitarismo.

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