Brasile: la vittoria verrà dal confronto tra progetti e con il popolo nelle strade

Brasile: la vittoria verrà dal confronto tra progetti e con il popolo nelle strade

L'ultima settimana di campagna elettorale è segnata da un intenso dibattito di idee e mobilitazione popolare. La presidente Dilma, candidata alla rielezione per la coalizione ...

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Art. 18 e dintorni

Art. 18 e dintorni

di Giuliano Cappellini

Se nel nostro paese gli imprenditori si fossero conformati da molto tempo ad una prassi di rispetto della dignità del lavoratore e, dunque, non usassero l’arbitrio nei licenziamenti individuali, si potrebbe pensare che l’articolo 18 è una norma obsoleta che…

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"La sinistra assente, crisi, società dello spettacolo, guerra"

"La sinistra assente, crisi, società dello spettacolo, guerra"

Presentazione del libro di Domenico Losurdo nella trasmissione "Il caffè di Raiuno", 21 ottobre 2014

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Ricostruire il partito comunista: L'appello e le prime 500 firme

Ricostruire il partito comunista: L'appello e le prime 500 firme

da www.ricostruirepc.it

Pochi giorni sono passati dalla pubblicazione dell’Appello che propone un’Associazione per la ricostruzione del partito comunista, seguito dalle prime 100 adesioni. Oggi siamo ...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

La strada della lotta

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brics-flagsdi Luis Carapinha | da “Avante”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

Si moltiplicano i focolai di instabilità, il caos e la guerra nel mondo. E' la punta dell'iceberg della crisi strutturale del sistema capitalista dominante, che si approfondisce. Le aggressioni militari sul terreno si aggiungono alle non meno distruttive campagne di manipolazione informativa e guerra ideologica. Le multidimensionali guerre in corso hanno tanto di crudo quanto di sofisticato. La perversione mediatica si è trasformata nell'elemento centrale del tentativo di naturalizzazione della barbarie e di accettazione di putrefatte tendenze e vie fascistizzanti. Su piani differenti, è così a Gaza e in Palestina devastata dai crimini mostruosi del terrorismo dello stato sionista di Israele, in Iraq “nelle mani” del tenebroso Stato Islamico (che gli USA e l'UE hanno ora eletto a “grande minaccia”, dopo averla incentivato insieme ad altre forze terroriste nella guerra di aggressione contro la Siria) e in Ucraina, dove la giunta liberal-nazional-fascista che ha preso il potere a Kiev cinque mesi fa conduce una guerra crudele e pericolosa nel Donbass, reprime atrocemente il pensiero dissidente e prepara la messa fuori legge del PCU, situazione che rimane in gran misura sotto silenzio da parte dei grandi media.

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Ricostruire il partito comunista

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falcemartello stilizzata 2da www.ricostruirepc.it

Un’ Associazione per la ricostruzione del Partito Comunista nel quadro ampio della sinistra di classe

Per comunicazioni e contatti scrivi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

1 – Siamo compagne e compagni di diverse generazioni che hanno preso parte, con differenti appartenenze di partito o senza partito, alla storia sempre più critica e travagliata del movimento comunista in Italia dell’ultimo trentennio.

Nell’attuale contesto frammentato della sinistra italiana, siamo a tutt’oggi variamente collocati; ma condividiamo, sul che fare, due convinzioni fondamentali:

Di fronte alla crisi strutturale e sistemica del capitalismo, la più profonda dopo quella del 1929, che ha dimensioni mondiali e gravi ripercussioni anche nel nostro Paese; e a fronte dell’involuzione neo-centrista del Partito Democratico, che sta portando l’Italia verso il modello americano e sta distruggendo le fondamenta della Costituzione repubblicana e antifascista, è ancora più urgente dare corpo ad una presenza unitaria della sinistra: che aggreghi tutte le sue componenti (comunista, anti-capitalista, socialista e anti-liberista e i soggetti anticapitalisti presenti anche in modo rilevante nella società italiana, benché non organizzati) su un programma minimo condiviso; e ricostruisca una rappresentanza politica del mondo del lavoro e delle classi subalterne, schiacciate dall’offensiva di classe scatenata da oltre due decenni dal capitale, nazionale e sovranazionale.

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Nato, il sipario di guerra aperto su due fronti

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OBAMA NATO 6202-1di Manlio Dinucci | da il manifesto, 4 settembre 2014

Si apre oggi a Newport nel Galles il Summit dei capi di stato e di governo dei 28 stati della Nato, che prenderà «decisioni chiave su come affrontare le attuali e future sfide alla sicurezza», attribuite alla «aggressione militare della Russia contro l’Ucraina» e alla «crescita dell’estremismo e della conflittualità settaria in Medio Oriente e Nord Africa». Un Summit «cruciale», attraverso cui gli Stati uniti, che conservano l’indiscussa leadership nella Nato, mobilitano gli alleati europei contemporaneamente su due fronti di guerra.

In Europa, in poco più di sei mesi, è saltata la «distensione» e si è ritornati a una situazione per certi versi più pericolosa di quella della guerra fredda. Come è potuto accadere? Per capirlo, occorre riandare al momento in cui, nel 1991, la scomparsa dell’Urss e del suo blocco di alleanze crea nella regione europea una situazione geopolitica interamente nuova. Gli Stati uniti, rimasti l’unica superpotenza, cercano di trarne il massimo vantaggio, varando una nuova strategia in cui dichiarano «di fondamentale importanza preservare la Nato quale canale dell’influenza statunitense negli affari della sicurezza europea». A tal fine occorre «impedire la creazione di dispositivi di sicurezza unicamente europei, che minerebbero la Nato» (Defense Planning Guidance).

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I comunisti russi: “Poroshenko scende a patti perché ha perso”

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da kprf.ru | Traduzione dal russo di Mauro Gemma

poroshenko occhioDichiarazione di Ivan Melnikov, primo vicepresidente del Partito Comunista della Federazione Russa

Gli accordi tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente dell'Ucraina Petro Poroshenko sulle misure in merito alla cessazione del fuoco nel Donbass rappresentano una buona notizia, che assume importanti connotati politici”

“E' davvero un'ottima notizia, dal momento che il PCFR ha sempre posto l'accento sul fatto che l'essenziale era rappresentato dalla cessazione del bagno di sangue. Naturalmente accogliamo con favore qualsiasi passo verso la realizzazione di tale obiettivo”, ha dichiarato Ivan Melnikov ad “Interfax”.

Allo stesso tempo il politico osserva che sarebbe importante capire quale sia il contesto politico che sta dietro a tale accordo. “Ed è semplicemente quello per cui al signor Poroshenko non resta altra via d'uscita, poiché ha perso. E non ha perso solo nei confronti della milizia popolare, ma anche agli occhi del proprio popolo, sia di quella sua parte, che è stata bombardata per suo ordine, che di quella che premuto il grilletto”, ha affermato I. Melnikov.

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Siria: ribelle "buono", ribelle "cattivo"

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obama ribelli-tre-carte-648x430di Redazione Sibialiria

Lo Stato islamico, al Qaeda, gli Stati Nato/Golfo e i “ribelli moderati” in Siria e Libia.

Sintesi.

Con il pretesto di colpire anche in Siria l’orrore che si autodefinisce Stato islamico e che si è ritagliata con il coltello una grande area fra Siria e Iraq chiamandola “Califfato”, Usa & C. cercheranno di realizzare un regime change. Così facendo giocheranno di fatto il ruolo di forza aerea di al Qaeda, come fu in Libia. Perché fra i ribelli ”moderati” appoggiati dall’Occidente e i terroristi sedicenti islamici le porte sono girevoli, e lo affermano gli stessi protagonisti.

E’ concreto il rischio che i novelli Frankenstein Nato/Golfo riuniti nel gruppo degli “Amici della Siria (ora “Gruppo di Londra”; la loro breve ma perversa storia è raccontata qui)) approfittino della mostruosa creatura uscita dalle loro guerre aperte o occulte, l’ormai famigerato Stato islamico (Isis) per passare da un intervento per procura a un “intervento umanitario” , occupando così la Siria e realizzando, finalmente, il loro tanto agognato regime change al quale hanno già dedicato tre anni costati al popolo siriano infiniti lutti. Tre anni costellati da bombardamenti effettuati da Israele e Turchia, dall’infiltrazione di uomini armati, da aiuti ai gruppi armati “dell’opposizione” operanti in Siria.

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Elezioni in Brasile. Smascherare Marina e mettere in movimento la forza del popolo

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Editoriale di Vermelho, portale web del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)

dilma silvaTraduzione di Marx21.it

Il sondaggio di Datafolha diffuso il 29 agosto conferma il manifestarsi di una brusca movimentazione nel quadro pre-elettorale, con un impatto negli indici delle intenzioni di voto per la presidente della Repubblica, Dilma Rousseff, candidata alla rielezione, e Marina Silva, entrambe con il 34%.

Le proiezioni del secondo turno indicano un vantaggio per la candidata del PSB (Partito Socialista Brasiliano), con il 50% delle preferenze contro il 40% della presidente. I risultati di Datafolha confermano la tendenza rilevata da altri sondaggi dell'opinione pubblica, divulgati a metà settimana.

Non ci sono ragioni per trarre conclusioni affrettate da questi sondaggi, né per assumere i numeri delle rilevazioni come l'anticipazione del risultato e il pronostico della sconfitta. Meno ancora per accettare le provocazioni delle forze neo-liberali e conservatrici, con l'attivo e militante appoggio dell'apparato mediatico monopolista, quando affermano che il panico e il terrore si sono impadroniti della squadra di comando della campagna di Dilma e lo spettro della sconfitta incombe sulla leadership del Partito dei Lavoratori e sul Palazzo Presidenziale.

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Socialismo e capitalismo nell’era della globalizzazione

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di Liu Changchun, Primo Segretario dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia

SocialismIntervento svolto alla festa del PdCI di Brescia, 11 agosto 2014

Negli ultimi anni, il mondo multi-polarizzato, la globalizzazione e la società dell'informazione hanno avuto un considerevole sviluppo. Non solo tale fenomeno non è univoco, ma ad esso si aggiunge un riequilibro tra le potenze che rende più complicato il compito della sicurezza ed altri aspetti dello sviluppo umano, al punto che tutti guardano a questi fenomeni con grande preoccupazione. È in questo nuovo scenario, dove le relazioni internazionali sono caratterizzate da profondi cambiamenti, significativi riequilibri e da un importante sviluppo, che nasce l’esigenza di una nuova ricerca complessiva, che deve essere basata su analisi oggettive, su un pensiero dialettico, sull’analisi delle relazioni e dello sviluppo futuro tra socialismo e capitalismo, che deve tener conto delle influenze reciproche. Socialismo e capitalismo rappresentano due sistemi ideologici, due valori, due sistemi sociali ed hanno specifiche e reciproche relazioni. Solo uno studio siffatto è in grado di resistere alla prova della storia della scienza con conclusioni di giudizio.

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Conferenza stampa dell'esercito delle repubbliche del Donbass

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Tradotto in italiano da Pandora TV, un documento indispensabile per comprendere l'attuale situazione militare e politica nelle repubbliche del Donbass.

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La politica di guerra verso la Russia colpirà anche le lavoratrici e i lavoratori del nostro paese

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Putin bandieradi Mauro Gemma

Giustamente i comunisti in Italia hanno finora concentrato la loro attenzione e iniziativa di mobilitazione e denuncia sui drammatici costi umani che la scalata aggressiva dell'imperialismo e dei suoi servi fascisti in Ucraina, accompagnata dalle minacce nei confronti della Russia attaccata ai suoi confini, ha provocato tra la popolazione martoriata del Donbass.

Sarebbe ora sicuramente importante anche ricordare gli effetti drammatici, in termini di costi economici e di ricadute sulle condizioni di vita di molti cittadini del nostro paese, che la politica di guerra verso la Russia sta per produrre (e francamente stupisce che, dal fronte sindacale, non si sia neppure avviata qualche riflessione a riguardo).

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La Guinea Bissau sulla strada del futuro

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guineabissauda "Avante” | Traduzione di Marx21.it

La Guinea Bissau ha iniziato un ciclo di di governo segnato dalla ricerca di più vasti consensi politici allo scopo di rafforzare l'unità nazionale risolvere i gravi problemi del paese.

Due anni dopo il colpo di Stato militare del 12 aprile 2012, le recenti elezioni amministrative e presidenziali realizzate sotto l'egida della comunità internazionale hanno legittimato il nuovo potere e dato un'ampia vittoria allo storico PAIGC (Partito Africano per l'Indipendenza della Guinea e Capoverde).

Nonostante la conquista nelle urne di una confortevole maggioranza parlamentare e l'elezione alla presidenza della Repubblica del suo candidato, il partito dell'indipendenza ha scelto di formare un governo “inclusivo”.

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Vladimiro Giacché: "Nessuna alternativa alla fine dell'austerità. E nemmeno trattative"

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renzi merkel germaniaIntervista di Fabio Sebastiani a Vladimiro Giacché

Molti stanno utilizzando l’inciampo della Germania come un argomento per trattare una maggiore flessibilità nel prossimo confronto europeo. Non ti sembra un po’ puerile?

La Germania non è in crisi nel senso della recessione. E questo nonostante l’ultimo dato congiunturale del Pil. I rischi di recessione secondo gli esperti sono aumentati. E sono ancora più seri di come emerge dai dati, nel senso che nel trimestre non sono conteggiati i contraccolpi per la Germania della crisi con la Russia.

Quali sono le valutazioni in Germania sulle difficoltà nella crescita?

Si è aperto un dibattito che è stato innescato dalla Buba sui margini che ci sarebbero per aumentare i salari. E’ uscita una intervista sul FAZ a Weidman che parla di aumenti salariali del 3%. Si è scatenato un putiferio, al quale Weidman ha dovuto rimediare con più di qualche precisazione. E gli industriali tedeschi lo hanno perdonato.

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I comunisti portoghesi e la fine del giornale L’Unità

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unita testatada www.avante.pt | Traduzione di Marx21.it

Un commento di Albano Nunes, della segreteria del Partito Comunista Portoghese

L’Unità, fondato nel 1924 come organo del Partito Comunista Italiano ma che da tempo aveva cessato di esistere come giornale comunista, “ha sospeso definitivamente” le sue pubblicazioni. La notizia, che ha avuto larga ripercussione e che ha conquistato la prima pagina di Expresso, non ci può lasciare indifferenti. Se da un lato, pur tenendo conto dei gravi problemi creati ai lavoratori del giornale, è positivo che un titolo prestigioso della stampa operaia cessi di essere utilizzato per veicolare posizioni socialdemocratiche, d’altro canto si evidenzia la conferma di una sconfitta e di un vuoto che gli sforzi coraggiosi dei compagni italiani ancora non sono riusciti a colmare.

L’autentica L’Unità, comunista, passerà alla storia per il ruolo che effettivamente ha svolto al servizio dei lavoratori in durissime lotte di classe contro il fascismo e la grande borghesia italiana. Ma anche per quello, la cui traiettoria di adattamento al sistema capitalista finisce ora, da cui ricavare importanti lezioni.

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Un messaggio del Comitato Centrale del Partito Comunista di Ucraina

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kharkov pcucraina manifestazioneAlle forze comuniste e di sinistra d’Italia -Al collettivo musicale "Banda Bassotti"

Cari Compagni!

Cogliamo l’occasione per esprimervi la nostra sincera gratitudine per il vostro sostegno alle forze antifasciste e di sinistra d’Ucraina, e in particolare per il vostro aiuto alle migliaia di nostri compatrioti che soffrono per colpa delle politiche criminali e anti-statali delle autorità ucraine. Siamo pienamente solidali con le vostre azioni volte ad aiutare e sostenere i cittadini ucraini che sono stati costretti a fuggire dalle proprie case, a causa di una guerra scatenata ad arte; molti dei nostri cittadini, abitanti nella parte orientale dell'Ucraina, non hanno perso soltanto i loro beni e il lavoro, ma sono stati anche feriti. Alcuni non faranno mai ritorno. Siamo convinti che il vostro lavoro riuscirà nuovamente a portare l’attenzione delle società occidentali sui fatti brutali della guerra e della tragedia del popolo ucraino, e a mostrare il ruolo distruttivo svolto dai governi dei paesi dell'Unione Europea nell'esplosione della guerra. Ancora una volta, grazie per tutte le vostre azioni positive e per l’aiuto disinteressato che portate avanti nei confronti dei nostri connazionali. Con i migliori saluti e auguri di continuo successo!

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Non è tollerabile la complicità con il genocidio in corso a Donetsk e Lugansk

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camion lugansk russiaComunicato stampa del
Partito dei Comunisti Italiani del Veneto


22 agosto 2014

Dopo le innumerevoli notizie, mai verificate né suffragate da prove tangibili, diramate dal governo golpista di Kiev (dall'abbattimento del boeing 777 malese, volo MH17, agli annunci di ipotetici “sequestri” e distruzione di blindati russi) e dopo che da parecchi giorni è stato pretestuosamente bloccato dalle “autorità” di Kiev il convoglio di aiuti umanitari destinati alla popolazione che è assediata e sotto costante bombardamento da parte dell'esercito ucraino, finalmente, come si può leggere nei siti web dei principali giornali italiani, “32 dei circa 280 camion Kamaz dipinti di bianco carichi di acqua, generatori e sacchi a pelo destinati alle popolazioni civili dell'Ucraina orientale sono entrati in territorio ucraino”.

I comunisti italiani si dichiarano in totale accordo con la decisione di portare comunque gli aiuti umanitari alle popolazioni delle regioni di Lugansk e Donetsk.

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Alle compagne e ai compagni, a tutti i nostri lettori

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logo marx21Come ogni anno, Marx21.it funziona a ritmo ridotto ad agosto, pur continuando a mantenere l’attenzione che da sempre lo contraddistingue sui punti caldi della lotta antimperialista (il Sud America, l’Ucraina, la Palestina etc).

Il normale funzionamento del sito riprenderà a Settembre.

Questi mesi sono stati intensi, sia per molti popoli che subiscono quotidianamente l’offensiva capitalista, sia per la redazione del nostro sito che ha cercato di coprire queste lotte fornendo analisi di qualità e le informazioni che i media preferiscono nascondere o distorcere.

Pensiamo di aver fatto un buon lavoro e i tantissimi contatti che riceve il nostro sito, così come i numerosi messaggi di sostegno, ci danno soddisfazione per gli sforzi che abbiamo fatto.

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Migranti: la “riforma” di Obama

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frontiera immigratodi Néstor García Iturbe* | da alainet.org

Traduzione di Marx21.it

Uno dei temi principali nella campagna presidenziale dell'attuale presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è stata la Riforma sull'immigrazione che avrebbe permesso di fermare le deportazioni e concesso agli immigrati che si trovano negli Stati Uniti, in particolare ai giovani, di legalizzare la loro situazione.

Tutto ciò, come strategia per vincere le elezioni, è risultato efficace. I votanti “latinos”, i cui amici e famigliari speravano che qualche giorno avrebbero potuto conquistare la residenza e diventare cittadini statunitensi, non ci hanno pensato due volte e in maggioranza hanno votato per Obama.

Ancora una volta hanno confidato in una promessa fatta da un politico.

Quale si è rivelata la realtà? Ben diversa, certamente.

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L'antimperialismo e “l'essere o non essere” della sinistra

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Antiimperialismo caracas-647x315di Alberto Rabilotta* | da alainet.org

Traduzione di Marx21.it

In un articolo precedente (link) avevamo sostenuto che i processi di integrazione regionale in America Latina ed Eurasia con la partecipazione attiva degli Stati e delle loro istituzioni, sebbene con i limiti insiti in una strategia che non si propone l'uscita dal capitalismo, rappresentano per ora il principale fronte antimperialista. E abbiamo concluso segnalando che l'altro fronte antimperialista, quello che il presidente boliviano Evo Morales ha chiesto alla Federazione Sindacale Mondiale, dovrà essere costruito dai popoli, dalle loro organizzazioni politiche, sindacali e sociali (1).

Evo Morales ha colpito nel segno chiedendo l'individuazione “degli strumenti attuali di dominazione del capitalismo, dell'imperialismo” per potere elaborare “una nuova tesi politica per la liberazione dei popoli del mondo” che superi “le rivendicazioni settoriali per approfondire la crisi nel capitalismo e per farlo finire, insieme alle oligarchie e alle gerarchie”.

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