Canzone per Odessa

Canzone per Odessa

PandoraTV

La Banda Popolare dell’Emilia Rossa dedica questa canzone ai martiri del massacro neo nazista di Odessa avvenuto il 2 maggio 2014

Continua...
Operazione Venezuela: 12 misure per il golpe

Operazione Venezuela: 12 misure per il golpe

di Hector Bernardo

Un agghiacciante documento del Comando Sud degli Stati Uniti rivela il micidiale piano golpista del Pentagono per destabilizzare e rovesciare la Rivoluzione Bolivariana

Continua...
“Due anni dopo: Odessa si difende”

“Due anni dopo: Odessa si difende”

PandoraTV

La popolazione di Odessa è scesa in piazza per ricordare i suoi martiri barbaramente assassinati nel rogo della Casa dei Sindacati il 2 maggio di due anni fa. Anche l’Europa non imbambolata dalla propaganda antirussa è scesa in piazza. Manifestazioni…

Continua...
Frontpage Slideshow | Copyright © 2006-2011 JoomlaWorks Ltd.

Associazione Politico-Culturale Marx XXI

L'amara medicina del Partito di massa

E-mail Stampa PDF

bandierine rossedi Lamberto Lombardi, segretario PCdI Brescia

Riceviamo dal compagno Lombardi e pubblichiamo come contributo alla discussione sulle prospettive dei comunisti

La finestra di dialogo, e di aria fresca, che si è aperta nell'intento di costruire nel 2016 un Partito ci sottopone senza posa una elevata casistica di criticità che, però, non sono generate al 'nostro interno', non riguardano noi nello specifico se non per il fatto che al nostro interno le trasferiamo da fuori e da prima.

Caso mai l'ambito di cui si sta parlando ha il merito di renderle tangibili e visibili, queste criticità, di far sì che si manifestino in quanto tali.

Chi come me bazzica da sempre queste che per decenni sono state morte gore ha dovuto da tempo  interrogarsi su una realtà culturale diffusa e apparentemente inscalfibile che porta, per esempio, il compagno Raccichini a dare per persa la partita di costruire un Partito di massa.

Che accade dunque?  Proviamo a scomodare la filosofia, la sua capacità di rappresentare un esistente non altrimenti evidente,  e sfidare le nostre capacità di apprendisti, capacità che in questo campo sicuramente non sono mai state eccelse.

Leggi tutto...

Il lessico della guerra

E-mail Stampa PDF

Yugoslavia soldato onudi Andrea Catone

Per un’analisi dell’ideologia della “guerra umanitaria” della NATO contro la Repubblica Federativa Jugoslava

[pubblicato sulla rivista “Giano – pace ambiente problemi globali” n. 32/1999: Jugoslavia]

Già dal primo – e tardivo – dibattito parlamentare italiano (26 marzo 1999), si possono enucleare le parole fondamentali che costituiscono l’asse portante del discorso ideologico di giustificazione del­l’ag­gres­sio­ne militare della NATO contro la RFJ, attuata, com’è stato ampiamente spiegato da più parti, al di fuori di qualsivoglia mandato dell’ONU, dello stesso statuto della NATO e in violazione della Costituzione italiana (1). Esse ruotano essenzialmente intorno all’aggettivo iperinflazionato “umanitario”, all’espressione “comunità internazionale” (2) e a un grande imbarazzantissimo assente/presente che è la parola “guerra” appunto, con il contorno indispensabile di “kosovari” e del genio malefico di turno “Milosevic” (mai capo di Stato fu tanto nominato in dibattiti del parlamento italiano e in risoluzioni della Unione europea). Attraverso l’analisi di testi tratti da discorsi e risoluzioni dei parlamenti italiano ed europeo, dell’Assemblea generale e del consiglio di sicurezza dell’ONU, nonché di articoli e commenti di giornali, cercheremo di smascherare l’im­bro­glio semantico e disvelarne i retroscena nel contesto del mutato quadro dei rapporti internazionali intervenuto dopo il 1989-91, quando, dissoltisi l’URSS, il COMECON e il Patto di Varsavia, gli USA e i paesi della UE appaiono i grandi vincitori della “guerra fredda”.

Leggi tutto...

Condanniamo l'aggressione imperialista contro la Siria da parte della Nato, dell'Arabia Saudita e della Turchia!

E-mail Stampa PDF

medioriente macerieDichiarazione dei Partiti Comunisti e Operai
da www.solidnet.org

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Il documento è stato proposto dal Partito Comunista, Turchia (KP)

L'aggressione Usa-Nato contro la Siria in cooperazione con la Turchia, il Qatar, l'Arabia Saudita e altri, continua dal 2011 e entra ora in una nuova fase in cui è stata costruita un fragile tregua. Questi paesi, principalmente la Turchia e l'Arabia Saudita, supportati dalla Nato, continuano in tutti i modi con le loro provocazioni.

Fin dall'inizio della crisi in Siria, che si è sviluppata oltre i problemi economici e sociali interni al paese, abbiamo assistito a un intervento attraverso forze terroriste sostenute dalle potenze imperialiste, che miravano a interferire negli affari interni del paese.

I regimi reazionari come quello turco non hanno avuto il semplice ruolo di pedine dell'imperialismo, ma hanno anche lavorato per creare la propria egemonia in base ai propri interessi economici e al proprio orientamento ideologico.

Leggi tutto...

Il Ministro degli Affari Esteri illustra la posizione di Cuba sulle relazioni con gli Stati Uniti

E-mail Stampa PDF

bruno rodriguez cancillercubanoda www.radiohc.cu

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx 21.it

Bruno Rodriguez, Ministro cubano per gli Affari Esteri, ha confermato l'impegno di Cuba per la costruzione di una nuova relazione con gli Stati Uniti sulla base del pieno esercizio della sovranità e  dell'attaccamento ai suoi ideali di giustizia sociale.

“Nella nostra relazione con gli Stati Uniti, non c'è in alcuna maniera sul tavolo delle negoziazioni la  realizzazioni di cambiamenti interni a Cuba, che sono e resteranno di competenza sovrana ed esclusiva del nostro popolo. Nessuno potrà pretendere che per avanzare verso la normalizzazione della relazione tra i nostri due paesi, Cuba debba rinunciare fosse anche a uno solo dei suoi principi, o alla propria politica estera, profondamente e storicamente impegnata nelle cause giuste nel mondo e nella difesa dell'autodeterminazione dei popoli”

Davanti a un nutrito gruppo di giornalisti cubani e stranieri, il capo della diplomazia cubana ha sottolineato a tal proposito:

“Noi salutiamo la posizione del Presidente americano Barack Obama contro il blocco imposto a Cuba e gli appelli che ha lanciato a più riprese al Congresso perché questo levi questo blocco”.

Leggi tutto...

Ucraina. Intervista a Viktoria Shilova, del Movimento AntiVoyna

E-mail Stampa PDF

di Alberto Melotto

Il movimento AntiVoyna è un'associazione indipendente che si batte contro la guerra fratricida e per una soluzione giusta e di pace. L’intervista di Alberto Melotto.

Leggi tutto...

Marzo 1999: l'aggressione USA-NATO alla Jugoslavia

E-mail Stampa PDF

yugoslav protestdi Mauro Gemma

Sono passati 17 anni dallo scatenamento della guerra di aggressione alla Jugoslavia, che ha inaugurato la lunga catena di massacri e distruzioni che hanno caratterizzato tutte le innumerevoli campagne belliche della NATO destinate ad annientare interi popoli e Stati.

Il 24 marzo 1999,  l'Alleanza Atlantica, guidata dagli Stati Uniti (sotto la presidenza del più noto esponente del clan Clinton e in presenza di un'amministrazione “democratica” - in cui si distingueva per ferocia e cinismo il segretario di Stato Madeleine Albright - che si è macchiata dei più atroci crimini di guerra), senza alcun mandato delle Nazioni Unite (Russia e Cina minacciarono il veto nel Consiglio di Sicurezza, impedendone il pronunciamento favorevole), avviava la campagna militare, definita “Allied Force”, che, terminata due mesi dopo con la capitolazione delle autorità di Belgrado, avrebbe determinato in breve tempo il completo collasso della Repubblica Federale della Jugoslavia.

L'anno seguente, attraverso una “rivoluzione colorata”, finanziata in particolare dal faccendiere George Soros (e sostenuta anche, incredibilmente, da settori della “sinistra radicale” dell'Europa occidentale), il legittimo governo jugoslavo veniva rovesciato da un moto di piazza e il presidente Slobodan Milosevic arrestato (nel 2001) e deferito al Tribunale dell'Aia per un processo farsa, conclusosi con la sua morte in carcere; il Kosovo sarebbe stato trasformato in uno stato fantoccio, guidato dai capi delle bande di trafficanti di organi umani dell'UCK, che, in un clima intimidatorio di discriminazione nei confronti delle minoranze nazionali (a cominciare da quella serba), ha consentito la costruzione della più grande base militare USA del nostro continente, utilizzata anche come campo di prigionia, una sorta di Guantanamo europea.

Leggi tutto...

Brasile, 18 marzo: le immagini della grande mobilitazione contro il golpe, per la democrazia

E-mail Stampa PDF

Nelle fotografie e nei video, pubblicati nel portale web dei comunisti brasiliani, "Vermelho", la testimonianza più evidente dello straordinario successo delle manifestazioni svoltesi in decine di località del grande paese sudamericano per contrastare i disegni golpisti della destra e dell'imperialismo.

naovaitergolpe capa91633

Leggi tutto...

Libertà, uguaglianza e contenuto universale della democrazia

E-mail Stampa PDF

chavez luladi Gianni Fresu
da gramscicagliari.it

Riceviamo dal compagno Gianni Fresu un suo contributo, che volentieri pubblichiamo

Nel dibattito politico della sinistra di classe, essenzialmente nell’ambito dell’eurocomunismo, per molto tempo, si è discusso dell’esigenza di affermare il “valore universale della democrazia”, dunque di conciliare questo principio con i valori di uguaglianza e giustizia sostanziale propri del socialismo. E’ un discorso ineccepibile, che nasce dalle contraddizioni della nostra storia novecentesca ma che, purtroppo, a guardare la realtà concreta, rischia di apparire maledettamente astratto. Nella retorica democratica del mondo occidentale un punto su cui sempre si insiste è il primato della volontà popolare espressa nel voto, dunque il rispetto dei governi legittimamente eletti. Andando però a vedere bene cosa significa storicamente tutto ciò bisognerebbe aggiungere: “sempre che questa volontà e i governi da essa espressi stiano nel campo dei nostri valori” (primato delle leggi di mercato e tutela dell’ordine sociale nei termini classici di questo modo di produzione). La strategia della tensione da noi, il Cile di Allende, ma anche più recentemente la Bolivia, il Brasile e soprattutto il Venezuela ci dimostrano come il risultato del voto interessi ben poco i grandi santoni del mondo politico e intellettuale liberale, sovente, pronti a utilizzare qualsiasi mezzo, compresa la scorciatoia autoritaria dei colpi di Stato, per tutelare i propri interessi minacciati.

Leggi tutto...

La Turchia corre in soccorso dei fascisti ucraini

E-mail Stampa PDF

poroshenko erdogandi Luis Carapinha

da “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

Il presidente ucraino, Poroshenko, è stato ricevuto la settimana scorsa ad Ankara dal suo omologo turco, Erdogan. Dalla visita e dalla dichiarazione congiunta emergono le questioni della cooperazione militare, tanto sul piano bilaterale, quanto in ambito NATO, di cui l'Ucraina non è membro (va ricordato che il Vertice di Bucarest della NATO, nel 2008, aveva promesso l'inclusione dell'ex repubblica sovietica). La Turchia e l'Ucraina si sono impegnate a rafforzare la sicurezza nel Mar Nero e, secondo Poroshenko, Ankara appoggerà Kiev a restaurare la sua giurisdizione sulla Crimea (!). A sua volta, l'Ucraina ha proposto la partecipazione del capitale turco al programma di privatizzazioni su larga scala annunciato per il 2016. Proprio i temi della proprietà e dell'allineamento militare – il trattato di associazione diseguale con l'UE ha relazione con entrambi – sono tra le questioni che hanno determinato il colpo di stato del 2014 e la spinta dell'Ucraina nel baratro della guerra civile. Dall'incontro emerge un misto di evidente opportunismo, di cinismo e di delirio demagogico. Uno scenario forse più adatto a un'opera buffa, ma non per questo meno funesto per gli interessi della pace e della democrazia nei due paesi e rispettive regioni.

Leggi tutto...

Vescovo siro-cattolico: la dichiarazione Usa sul 'genocidio' dei cristiani in Medio Oriente è “un'operazione geopolitica strumentale”

E-mail Stampa PDF

Hindo2da Agenzia Fides

Hassakè (Agenzia Fides) – Il percorso che ha portato l'Amministrazione Usa a riconoscere come “genocidio” le violenze perpetrate dallo Stato Islamico (Daesh) sui cristiani rappresenta “una operazione geopolitica” che “strumentalizza la categoria di genocidio per i propri interessi”. Così l'Arcivescovo siriano Jacques Behnan Hindo, alla guida dell'arcieparchia siro cattolica di Hassakè-Nisibi, commenta per l'Agenzia Fides le dichiarazioni rilasciate ieri dal Segretario di Stato Usa John Kerry in risposta alla mobilitazione di gruppi e istituzioni che da tempo sollecitavano la leadership politica statunitense a applicare la definizione di “genocidio” alle varie forme di brutalità e oppressione consumate dai militanti dell'autoproclamato Califfato Islamico sui cristiani e su altri gruppi minoritari. 

“A mio giudizio” ha affermato ieri Kerry, assecondando le richieste poste da una vasta rete di organizzazioni e sigle, “Daesh è responsabile di genocidio contro gruppi nelle aree sotto il suo controllo, compresi yazidi, cristiani e musulmani sciiti. Daesh – ha aggiunto Kerry - è genocidario per auto-definizione, per ideologia e per i fatti, in ciò che esso dice, per ciò in cui crede e per ciò che opera”.

Leggi tutto...

"Verso la Costituente Comunista". Intervista a Luca Cangemi

E-mail Stampa PDF

Luca Cangemi, del Coordinamento nazionale dell'Associazione per la Ricostruzione del Partito Comunista, risponde alle domande di Claudia Rosati, nella rubrica "COMIZI IDEOLOGICI",  in merito ai compiti e alle prospettive dei comunisti nel nostro paese.

Leggi tutto...

Il 18 marzo il Brasile scende nelle strade per la democrazia, contro il golpe

E-mail Stampa PDF

Lula e DilmaComunicato della Commissione Politica Nazionale del Partito Comunista del Brasile - PCdoB | da www.resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

Facendo leva sulle manifestazioni del 13 marzo e sulle azioni illegali e abusive dell'Operazione Lava Jato, come è avvenuto nel caso del provvedimento coercitivo nei confronti dell'ex presidente Lula, i settori più reazionari della destra neoliberale – in collusione con i monopoli della comunicazione – hanno radicalizzato l'agitazione golpista e hanno proclamato ai quattro venti che “a settimane” deporranno la presidente Dilma Rousseff.

I grandi media strombazzano la falsa analisi secondo cui la deposizione della presidente Dilma, attraverso un colpo di Stato, riporterebbe il paese alla normalità e alla ripresa della crescita economica.

La verità è un'altra. Un qualsiasi governo che sia detronizzato da un impeachment golpista porterebbe il paese a una conflagrazione che aggraverebbe l'instabilità politica e approfondirebbe la recessione. Non esiste soluzione al di fuori della democrazia. Un cambiamento alla Presidenza della Repubblica può avvenire solamente nel 2018, come impone la Costituzione Federale.

Leggi tutto...

La Russia e la Vittoria

E-mail Stampa PDF

putin lavrov incontrodi Thierry Meyssan
da megachip.globalist.it

L'annuncio del ritiro parziale russo dalla Siria ha sollevato molti commenti stereotipati. Mosca aiuterà i siriani a liberare essi stessi il loro territorio

L'annuncio del ritiro parziale dell'esercito russo dalla Siria ha sollevato molti commenti che spiegano il partito preso degli uni e degli altri, più che la realtà. Non solo, osserva Thierry Meyssan, i fatti dimostrano che le divergenze tra Mosca e Damasco sono state risolte, ma la Russia - che è riuscita a ribaltare l'Occidente nel campo anti-terrorista - intende lasciare i siriani a liberare essi stessi il loro territorio.

DAMASCO (Siria) - L'annuncio da parte del presidente russo del «ritiro del raggruppamento principale del suo contingente» [1] ha provocato una nuova campagna di disinformazione. Secondo la stampa occidentale e del Golfo, Putin sarebbe "irritato" dall'intransigenza del presidente Bashar al-Assad e avrebbe deciso di lasciare la Siria per metterlo di fronte alle proprie responsabilità. Gli stessi commentatori aggiungono che, non avendo alleati, quest'ultimo dovrà fare concessioni a Ginevra e accettare di abbandonare il suo paese. Mosca avrebbe fatto un bel regalo a Washington per i cinque anni di guerra «civile».

Ora, tutto questo è assurdo.

Leggi tutto...

Droni. Dalla Sicilia con Slancio

E-mail Stampa PDF

Sigonella usairforcedi Antonio Mazzeo
da antoniomazzeoblog.blogspot.it

Grandi manovre a Sigonella. E grandi ampliamenti. La costruzione di una SATCOM Antenna Relay facility necessaria per collegare le stazioni terrestri presenti negli Stati Uniti con gli aerei senza pilota operativi nella regione dell’Oceano atlantico. Sigonella con il suo centro UAS SATCOM assicurerà un vero e proprio backup – una copia di riserva - alle trasmissioni della stazione di Ramstein. Il bando, con il codice n. 3319116r1007, prevede la demolizione e la rimozione delle vecchie infrastrutture ospitate nell’area e la realizzazione del nuovo centro per il controllo dei droni con relative strade d’accesso per un importo compreso tra i dieci e i venticinque milioni di dollari, a cui si aggiungeranno 1.225.000 dollari per varie ed eventuali…

La piattaforma di lancio dei raid USA e NATO con i droni killer viene promossa sul campo a terzo centro strategico mondiale per il controllo via satellite di tutte le operazioni di guerra dei velivoli senza pilota delle forze armate degli Stati Uniti d’America. Entro due anni, la grande stazione aeronavale di Sigonella in Sicilia ospiterà l’UAS SATCOM Relay Facility per coordinare insieme all’installazione “sorella” di Ramstein, Germania, le operazioni di telecomunicazione satellitare con tutti i droni USA impiegati nei più sanguinosi conflitti planetari, dall’Ucraina al Caucaso, dal Corno d’Africa allo Yemen, dalla Libia al Mali, dall’Iraq alla Siria, dall’Afghanistan al Pakistan.

Leggi tutto...

Solidarietà ai rifugiati e agli immigrati!

E-mail Stampa PDF

refugees barbed wire dpcDichiarazione comune dei Partiti Comunisti e Operai

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Battiamoci contro il sistema di sfruttamento, che crea guerre, rifugiati, immigrazione e povertà.

I Partiti Comunisti ed Operai che firmano questo testo:

Denunciano l'aggressività imperialista, gli interventi e le guerre, gli Stati Uniti, la Nato e l'Unione Europea e anche i loro “alleati” come la Turchia, l'Arabia Saudita, il Qatar. L'attività criminale di queste forze porta a milioni di rifugiati e di immigrati.

Tutti i governi borghesi portano importanti responsabilità, poiché hanno partecipato negli anni con truppe e rifornimenti e con ogni genere di aiuto riproducendo i pretesti per il lancio di questi interventi imperialisti.

Noi condanniamo l'Unione Europea e i governi borghesi che seguono una politica di repressione politico-militare contro i rifugiati che cercano di salvarsi da una guerra, dalla miseria, dalle reti della tratta di esseri umani.

Leggi tutto...

Draghi prepara la prossima crisi nell'eurozona

E-mail Stampa PDF

draghi euro bandieradi Pasquale Cicalese per Marx21.it

“La Cina non potrà farsi ingabbiare in schemi come il Trattato di Maastricht. Che non vanno affatto bene per l’economia cinese”

Sheng Sogncheng,  Survey  Statistics Departimet, People’ Bank of China, in Borsa cinese in picchiata, Pechino gioca la carta dell’annuncio, Il sole 24 ore on line, 25 febbraio

Pochi ci hanno fatto caso, ma nell’annunciare le nuove misure della Bce, Draghi il 10 marzo scorso comunicava che il tasso di inflazione atteso per il 2016 nell’eurozona passava da +1% allo 0,1%. Da anni le previsioni della banca centrale vengono smentiti dai fatti, dunque è probabile che, nonostante il QE dell’anno scorso, l’eurozona è in preda alla deflazione. Lo stesso Draghi in conferenza stampa faceva capire che non è attesa una fiammata inflazionistica giacché non ci sono rivendicazioni salariali consistenti. Tradotto: il proletariato europeo è ben bastonato.

Draghi  ha spronato i governi alla deflazione salariale e ora quasi si rammarica, come la Yellen della Federal Reserve, che i salari non aumentano. Gira e rigira, la questione è quella: quanto guadagnano i lavoratori dell’eurozona. Il rapporto capitale-lavoro, per chi pensasse che gli operai non ci siano più ci pensa Draghi a far capire che sono determinanti, a tal punto di ucciderli del tutto. Con evidenti contraccolpi, appunto la deflazione e la crisi da domanda.

Leggi tutto...

Caduti sul lavoro, la strage continua

E-mail Stampa PDF

elmetti lavorodi Giorgio Langella

Dal 1° gennaio al 15 marzo del 2016, i morti per infortuni sui luoghi di lavoro sono 103. Con i decessi sulle strade e in itinere si superano i 200 morti complessivi. I morti sui luoghi di lavoro per regione sono: Veneto 9, Toscana 9, Sicilia 7, Piemonte 7, Emilia-Romagna 7, Puglia 6, Trentino-Alto Adige 5, Sardegna 5, Marche 5, Lazio 5, Lombardia 5, Campania 4, Umbria 4, Abruzzo 3, Calabria 2, Liguria 2, Friuli-Venezia Giulia 1, Molise1. I lavoratori morti sulle autostrade, all’estero e in mare non sono segnalati a carico delle province.

(fonte Osservatorio indipendente di Bologna http://cadutisullavoro.blogspot.it)

Mentre la “grande” informazione nazionale parla e scrive delle primarie PD più o meno taroccate, delle polemiche nel centro-destra per l'individuazione del sindaco di Roma e se una futura mamma può esercitare il ruolo di sindaco, del figlio di Vendola e dello “scandalo” dato da un film di animazione dove il panda protagonista ha “due papà” … una coltre di silenzio continua ad avvolgere le cosiddette “morti bianche”.

Leggi tutto...

I comunisti russi chiedono sanzioni contro Hillary Clinton

E-mail Stampa PDF

pcfr Flagdi Redazione

I deputati del Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF), attraverso una lettera indirizzata direttamente al presidente Vladimir Putin e una mozione rivolta al ministro degli Esteri Lavrov, chiedono il varo di sanzioni contro alcune personalità statunitensi che sarebbero coinvolte nel rapimento, avvenuto nel 2011 in Liberia, e nella seguente estradizione e incarcerazione negli Stati Uniti, di un pilota russo, Konstantin Yaroshenko. Tra questi cittadini statunitensi, che ricoprono cariche importanti nell'amministrazione del paese, c'è anche Hillary Clinton, oggi candidata per il Partito Democratico alla corsa presidenziale, che, al momento della cattura di Yaroshenko, ricopriva la carica di Segretario di Stato.

I deputati comunisti sostengono che l'episodio non poteva non essere a conoscenza di Hillary Clinton, visto il ruolo di massimo rilievo che rivestiva allora nella conduzione della politica estera statunitense.

Leggi tutto...

La catena di comando

E-mail Stampa PDF

scaparrottidi Manlio Dinucci | il manifesto, 15 marzo 2016

Abbiamo un nuovo Comandante supremo alleato in Europa: il generale Curtis Scaparrotti dell’esercito degli Stati uniti. Scelto secondo la procedura democratica della Nato. Il presidente Obama – che è allo stesso tempo capo di stato, capo del governo e comandante in capo delle forze armate – ha nominato il generale Scaparrotti comandante del Comando europeo degli Stati uniti, carica che gli dà diritto di assumere contemporaneamente quella di Comandante supremo alleato in Europa.

Il Consiglio Nord Atlantico, composto dai rappresentanti dei 28 Stati membri, ha quindi approvato la nomina.

Prosegue così la «tradizione» secondo cui il Comandante supremo in Europa deve essere sempre un generale o ammiraglio degli Stati uniti, i quali possono in tal modo controllare la Nato attraverso la propria catena di comando.

Sono in mano agli Stati uniti anche gli altri comandi chiave. In Afghanistan, il generale Usa Nicholson ha assunto il comando della missione Nato «Appoggio Risoluto», sostituendo il generale Usa Campbell.

Leggi tutto...

Pagina 5 di 145