Non abbiamo consentito che ci ingannassero una seconda volta

Non abbiamo consentito che ci ingannassero una seconda volta

Intervista a E. Primakov

Non sono d'accordo con il termine «sanzioni reciproche». Le sanzioni degli Stati Uniti e dei suoi alleati contro la Russia – sono le uniche. Le misure di risposta adottate dalla Russia sono un'altra cosa....

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Eternit / La fabbrica del cancro

Eternit / La fabbrica del cancro

Rassegna.it

I giornali l'hanno ribattezzata "la fabbrica del cancro"; in principio era soltanto lo stabilimento della Eternit a Casale Monferrato. Su questa tragedia il fotografo Eros Mauroner insieme all'associazione Memor/Abile ha raccolto una serie di testimonianze che sono state inserite nel…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Le rivoluzioni colorate e la Cina. Da Tienanmen a Hong Kong

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di Domenico Losurdo

In questi giorni, la stampa occidentale, anche quella di «sinistra», esprime il suo entusiastico appoggio ai rivoltosi di Hong Kong e rievoca Piazza Tienanmen. In effetti conviene prendere le mosse da questa tragedia per analizzare le manovre messe in atto dall’imperialismo contro la Repubblica popolare cinese. Riproduciamo qui, per gentile concessione dell'autore, alcune pagine di un libro di Domenico Losurdo appena pubblicato da Carocci.

hong-kong-protestsLe rivoluzioni colorate e la Cina
Da Tienanmen a Hong Kong

1. Un terrorismo dell’indignazione coniugato al passato

Oltre che al presente, il terrorismo dell’indignazione può essere coniugato al passato. È possibile per così dire impiccare a un’immagine, vera o falsa e comunque accuratamente e strumentalmente selezionata, un concorrente, un potenziale nemico, un nemico da screditare o, più esattamente, da additare al pubblico ludibrio dell’opinione pubblica internazionale. Nel ricordare ogni anno la tragedia di Piazza Tienanmen, agli inizi di giugno i media occidentali ripropongono immancabilmente il fotogramma del giovane cinese che, disarmato, fronteggia con coraggio un carro armato dell’esercito. Il messaggio che si vuole trasmettere è chiaro: a sfidare la prepotenza e il dispotismo è un combattente della libertà al quale l’Occidente non si stanca di rendere omaggio e che solo in Occidente può trovare la sua patria elettiva.

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Il dispositivo conclusivo della Conferenza Politica ed Organizzativa del PdCI

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bandiere pdci corteo10-300x199da www.comunisti-italiani.it

La Conferenza Politica ed Organizzativa del Pdci, svoltasi a Pianoro (Bologna) nelle giornate del 27 e 28 settembre 2014, approva la relazione e le conclusioni del segretario nazionale Cesare Procaccini.

In coerenza con le scelte operate dal VII Congresso, assume i contenuti del documento “L’attualità della ricostruzione del Partito Comunista, a 23 anni dallo scioglimento del Pci” e sottolinea la necessità di determinare iniziative politiche atte ad affermarli.

La Conferenza Politica ed Organizzativa 

afferma la necessità che il Partito, ad ogni livello (sezione, federazioni, regionali, nazionale) prosegua nell’azione della ricostruzione del Partito Comunista anche aderendo convintamente all’appello promosso a tal fine da un consistente numero di compagne e compagni, espressione di molteplici esperienze e collocazioni, e organizzando ai diversi livelli, soprattutto territoriali, ogni iniziativa a ciò funzionale;

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La Nato dietro il piano Erdogan

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frontiera esulidi Manlio Dinucci | da il manifesto

Si è formato «underground» negli ultimi due anni, approfittando del «caos della guerra civile in Siria»: così il presidente Obama ricostruisce in una intervista a 60 Minutes la genesi dell’Isis, dicendo di averlo «sottostimato» e di aver «sovrastimato» la capacità dell’esercito iracheno di combatterlo. Ragione per cui gli Stati uniti «riconoscono che la soluzione sta divenendo militare». Obama prende così due piccioni con una fava: da un lato si assume la falsa colpa di aver sottovalutato l’Isis, non quella reale di averne agevolato lo sviluppo armando e infiltrando gruppi islamici in Siria e Iraq, dall’altro presenta l’immagine di una amministrazione dalle mani pulite oggi costretta a ricorrere alla forza militare per proteggere dall’Isis i civili siriani, curdi e iracheni.

Gli attacchi Usa si concentrano sugli impianti petroliferi siriani, con la motivazione che sono sfruttati dall’Isis: il piano è sicuramente quello di demolire l’intera rete delle restanti industrie e infrastrutture siriane per far crollare il governo di Damasco.

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Sovversioni colorate: è arrivato il momento della Cina?

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

chi-hong-kong-protests-20140929L'offensiva dell'imperialismo statunitense è generale – e segnala quanto sia lenta e irta di ostacoli la transizione al multipolarismo - e tocca, quasi in contemporanea, i suoi due principali competitori globali: prima la Russia, ora la Cina popolare. E avviene proprio mentre i rapporti politici, economici e militari tra Mosca e Pechino si fanno sempre più stretti e rivelano una crescente capacità di attrazione nei confronti di altre potenze emergenti, India su tutte.

Le proteste in atto a Hong Kong, organizzate da quel Movimento pandemocratico al quale tante cancellerie e governi occidentali hanno lisciato il pelo (incontri al Consolato Usa di Hong Kong, donazioni da Oltreoceano, dubbi legami di alcuni magnati con la Cia, programmi di addestramento di futuri leader della protesta, e l'azione di educazione politico-culturale dell'Hong Kong American Center presieduto dall'ex diplomatico statunitense Morton Holbrook)1 si configura come l'ultima, in ordine di tempo, manifestazione sovversiva delle “rivoluzioni colorate”, che da qualche lustro colpiscono con precisione chirurgica in zone strategiche i governi non allineati - puntualmente descritti come “regimi sanguinari” - in nome della libertà, della non-violenze e dei diritti.

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Le promettenti prospettive del marxismo e del socialismo nel mondo

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bandiere rosse manifestazionedi Wang Weiguang
tratto dal n° 1-2/2014 di MarxVentuno rivista

Il processo storico mondiale mostra, con la grande crisi attuale, la natura decadente del capitalismo e l’inevitabile vittoria del socialismo, che però non sarà facile, né realizzabile in breve tempo. Bisogna intensificare lo studio su a) l’esperienza storica del socialismo in URSS e le cause della sua sconfitta; b) i nuovi aspetti del capitalismo. Il socialismo con caratteristiche cinesi mostra, di fronte alla crisi finanziaria internazionale, la sua vitalità.


llustri ospiti e amici,

In questo splendido autunno odoroso del profumo di osmanto, si apre solennemente a Pechino il quarto Forum del socialismo mondiale promosso dall’Accademia Cinese delle Scienze Sociali (ACSS). A nome di essa, vorrei esprimere le mie più sentite congratulazioni al Forum, e un caloroso e cordiale saluto agli ospiti, esperti e studiosi provenienti da tutto il mondo! Grazie per il vostro forte sostegno al Forum cinese delle scienze sociali!

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I palestinesi disillusi dal comportamento dell'Unione Europea

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Intervista a Miguel Viegas, parlamentare europeo del Partito Comunista Portoghese
da www.avante.pt | Traduzione di Marx21.it

palestina rete mercatoI palestinesi sono profondamente disillusi dal comportamento dell'Unione Europea. Lo afferma, in un'intervista ad “Avante!” Miguel Viegas che ha fatto parte della delegazione del GUE/NGL che ha visitato la Palestina.

Sebbene vi sia stato impedito dalle autorità israeliane di visitare la Striscia di Gaza, che valutazioni avete raccolto da palestinesi e israeliani in merito alla recente offensiva sionista contro l'enclave?

Nel corso dei quattro intensi giorni della nostra permanenza, abbiamo contattato un vasto numero di persone e organizzazioni israeliane che difendono i diritti civili, tra le quali quella che raggruppa i militari che si rifiutano di combattere nei territori palestinesi. Ci siamo incontrati anche con membri del partito laburista e di Hadash (comunista ebreo e arabo) del parlamento di Israele (Knesset) che hanno testimoniato dell'enorme pressione che devono subire in una congiuntura fortemente dominata dalla destra, anche ultra-ortodossa. Ci si riferisce al fatto che dell'attuale governo fanno parte tre ministri che risiedono negli insediamenti coloniali installati in territori palestinesi.

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Così si unirono i lavoratori di tutto il mondo

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di Angelo D’Orsi | da la Stampa, 1 settembre 2014

dorsi lavoratoridituttoilmondouniteviIl 28 settembre di 150 anni fa nasceva a Londra la Prima Internazionale. La vicenda in un’antologia di testi dell’epoca, da Marx a Bakunin, agli scritti degli operai. Una lettura preziosa in un momento storico in cui i diritti dei lavoratori vengono messi in discussione.

Londra, 28 settembre 1864: la sala del St. Martin’s Hall, nel cuore di Londra, era affollata da duemila uomini e donne di umili condizioni, inglesi, ma anche tedeschi, francesi, spagnoli, russi, polacchi, italiani… Nessuno, quel giorno, sospettava che stava nascendo la prima organizzazione mondiale proletaria. Forse neppure Karl Marx, la testa pensante più celebre, autore (pur in collaborazione con Engels) del Manifesto del Partito comunista che a Londra aveva visto la luce nel 1848.

Una preziosa antologia, che il dinamico editore Donzelli manda ora in libreria, ci consente di ripercorrere la vicenda della Prima Internazionale, vissuta fino al 1876, quando le difficoltà organizzative, il contrasto con gli anarchici (e la nascita di una loro «Internazionale antiautoritaria»), oltre alle persecuzioni poliziesche, ne segnarono la fine. L’Associazione fu poi sostituita, nel 1889, dalla Seconda, naufragata nel 1914, nel fragoroso scoppio della Grande guerra, che vide i diversi partiti operai schierarsi con le rispettive classi dirigenti, facendo così crollare clamorosamente il mito dell’internazionalismo proletario.

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Intervista a Vladimir Putin (2004)

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In questa intervista del 2004 Vladimir Putin anticipa lo scenario geopolitico e i temi di politica internazionale di quest’ultimo decennio. Con un’introduzione di Giulietto Chiesa

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Carovana antifascista: questo è solo l'inizio...

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bandabassotti concerto ucrainaantifascistaDiversi compagni giunti da diverse parti d'Europa si sono uniti alla Carovana Antifascista verso la Novorossiya.

La maggior parte di noi si incontra per la prima volta in questi giorni per questa iniziativa di solidarietà lanciata dai compagni della Banda Bassotti.

Siamo coscienti di essere forse solo un granello di sabbia nell'ingranaggio di un'Europa dove soffiano impetuosi i venti di guerra e di un'Unione che non disdegna di usare i neo-nazisti come punta di lancia per espandere la sua egemonia verso est.

Ma pensiamo che sia solo l'inizio e noi incominciamo col fare la nostra parte. Sperando che ciò che facciamo più che catalizzare l'attenzione su di noi, la indirizzi verso ciò che succede oltre i Carpazi.

Le parziali difficoltà linguistiche e la mancata conoscenza reciproca tra di noi sono facilmente superate dallo spirito che anima la nostra presenza qui, dove ogni angolo della città comunica la volontà di non dimenticare il prezzo pagato per sconfiggere il nazi-fascismo.

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Dichiarazione del Partito Comunista della Federazione Russa sulle ultime elezioni regionali e municipali

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pcfr meetingda kprf.ru | Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Il 14 settembre 2014 si sono svolte le elezioni di trenta capi delle regioni e dei deputati di quattordici parlamenti regionali. Contemporaneamente in quasi tutte le regioni della Russia si sono svolte le elezioni municipali.

L'ultima campagna elettorale si è svolta in un momento molto complesso. Nel paese e nel mondo infuria la crisi economica. Alla Russia vengono imposte sempre più sanzioni. Continua la guerra civile in Ucraina. Abbiamo più volte proposto di spostare la data delle elezioni a metà ottobre oppure a marzo, ma, purtroppo, il partito di governo ha insistito. Per questa ragione il periodo per la propaganda elettorale è stato quello dell'estate, quando l'attività politica di solito diminuisce.

Tuttavia il nostro partito responsabilmente ha affrontato queste elezioni di carattere nazionale. E con soddisfazione rileviamo che solo alle elezioni regionali quasi due milioni e mezzo di cittadini hanno sostenuto i candidati del Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR).

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Partito Comunista Siriano: «La Siria prevarrà sull’aggressore imperialista»

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da albainformazione.wordpress.com
da partito comunista siriano الحزب الشيوعي السوري‎

Dichiarazione del Partito comunista siriano.

Nella mattina di martedì scorso, è iniziato l’attacco imperialista americano e dei suoi lacchè, un’aggressiva azione militare sul territorio della Repubblica araba siriana, in flagrante violazione del diritto internazionale che impedisce la violazione della sovranità nazionale degli stati indipendenti.

Questi atti di aggressione in corso con il pretesto della lotta contro le organizzazioni terroristiche, quelle organizzazioni fabbricate nei laboratori dell’ imperialismo e dalle intelligenze inglesi e americana e con l’effettiva partecipazione dei circoli sionisti, sono solo un modo per avviare un’aggressione imperialista e distruggere i paesi della regione, in primo luogo la Siria, che rifiuta i dettami dell’imperialismo e del sionismo. Un’ impostazione che il nostro popolo seppur a caro prezzo continua a mantenere.

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Il Partito dei Comunisti Italiani a Mosca

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sorini pcfr cc thumbIl PdCI a Mosca per consultazioni, scambi di opinione e di informazione sulla situazione internazionale; e per iniziative congiunte di cooperazione e di solidarietà con l'Ucraina antifascista

Il compagno Fausto Sorini, della segreteria nazionale del PdCI e responsabile esteri del partito, si è recato a Mosca dal 9 al 19 settembre scorsi per una serie di consultazioni, scambi di opinione e di informazione sulla situazione internazionale e sui pericoli di guerra globale e di escalation militare che incombono sull'Europa e sul mondo; per scambi di informazione sulla situazione dei rispettivi Paesi e sullo stato del movimento comunista e delle forze di sinistra a livello europeo e mondiale.

La visita è stata anche l'occasione per definire iniziative congiunte di cooperazione e di solidarietà con l'Ucraina antifascista e per contribuire al pieno successo della Carovana Antifascista, promossa dalla Banda Bassotti, che dal 25 settembre al 1° ottobre partirà da Mosca e attraverserà la Russia fino al confine ucraino insieme ad un convoglio russo di solidarietà con le popolazioni ucraine del Donbass e – compatibilmente alla situazione eccezionale presente al confine tra Russia e Ucraina – visiterà la Novorossiya e le città di Donetsk e Lugansk e porterà la sua solidarietà militante ed una serie di aiuti umanitari alle popolazioni dell'Ucraina orientale.

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Nota del Dipartimento Esteri del Pdci su Isil e bombardamenti Usa in Iraq e Siria

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da www.comunisti-italiani.it

I bombardamenti di questi giorni delle postazioni dello Stato Islamico in Iraq e in Siria nascondono ben altre intenzioni. Gli Stati Uniti non possono infatti avere nessuna credibilità. Stiamo assistendo a copioni già visti: dovendo giustificare l’ingerenza negli affari degli Stati sovrani, Washington cerca di cogliere ogni occasione che si presta, ad esempio il gruppo siriano Khorasan, guidato da uno dei fedeli di Bin Laden, che starebbero progettando degli atti terroristici negli USA e in altri paesi occidentali. Ma se i servizi degli USA davvero avessero informazioni sulla preparazione di attacchi terroristici nel territorio americano, lo direbbero alla stampa o cercherebbero di prevenire gli attentati? Contraddizioni, ma non troppo.

Da decenni le amministrazioni Usa finanziano e addestrano terroristi islamici al fine di utilizzarli per i loro progetti di destabilizzazione della regione. Il piano è sempre lo stesso abbattere gli Stati nazionali e sfaldarli, dividendoli in unità tribali e confessionali. La vecchia logica del “divide et impera”. Basterebbe ricordare Bin Laden, creato dalla Cia in funzione anti Urss in Afghanistan, oppure la vicenda dei Balcani, dove per distruggere l’ex Jugoslavia si è soffiato sulle ceneri della parte minoritaria di una identità musulmana storicamente dialogante e tollerante.

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Usa/Golfo “contro l’Isis” in Siria; e l’Italia che fa?

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da www.sibialiria.org

Stati uniti e cinque paesi del Golfo (fra i quali Qatar e Arabia saudita) iniziano attacchi aerei in Siria contro i terroristi dello Stato islamico dei quali sono stati padrini in tutti i modi diretti e indiretti fino a poco tempo fa (vedi il dossier e, in inglese, questo utile documento). Se bombardano la Siria senza il consenso di Damasco violano la sovranità del paese (dunque il diritto internazionale). Del resto per Mosca occorre agire nel quadro del diritto internazionale e non basta certo informare Damasco ma occorre un accordo esplicito del governo oppure un pronunciamento del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Intanto Israele compie l’ennesima aggressione abbattendo un aereo siriano .

Al tempo stesso Usa/Nato/Golfo accentuano gli aiuti militari e formazione dei cosiddetti combattenti «moderati», come strategia di lungo periodo contro l’Isis e contro il governo siriano in carica; e questa è di sicuro una violazione del diritto internazionale (come ha detto tempo fa il giurista Curtis Doebbler ).

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La crisi ucraina

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maidan scontridi Luigi Marino

La crisi ucraina nasce con la mancata sottoscrizione da parte del Presidente Yanukovich dell’Accordo di associazione con la Unione Europea. Ma il Presidente in carica non poteva fare altrimenti a fronte di un’offerta di aiuto da parte della U.E. di appena 600 milioni di euro e di condizioni per la concessione di un prestito imposte dal F.M.I. ,che chiedeva tra l’altro una riduzione dei sussidi alle famiglie ,pari al 7% del bilancio statale . L’Ucraina è ritenuta un debitore inaffidabile, ma accettare l’offerta, assolutamente inadeguata rispetto ai gravi problemi del paese ,e le condizioni-capestro del FMI avrebbe comportato sacrifici insopportabili per la popolazione, con la sicura bocciatura nelle future elezioni presidenziali di Yanukovich. Di qui il propendere per l’aiuto russo, che si sostanzia subito nella sottoscrizione per tre miliardi di dollari di bond emessi dal governo ucraino ,con l’impegno della F.R. ad arrivare a quindici miliardi .

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Lettera aperta sul documento “Un Passo di pace” (Firenze, 21 settembre)

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pace colore murodi Vincenzo Brandi, Rete NoWar Roma

Nel lungo documento ("Un passo di pace – Campagna per la difesa non armata e non violenta") molto generico, sciatto, ed omissivo, che è alla base della contestatissima manifestazione di Firenze, balza subito agli occhi, configurandosi forse come uno dei fatti più significativi che caratterizzano il documento, l’omissione totale di ogni accenno alla tragica situazione della Libia oggi preda di scontri intestini tra bande jihadiste e caduta nel caos e nella disperazione più completi. Nessuna critica viene indirizzata all’intervento della NATO che è servito a distruggere il paese e nessuna autocritica per la totale inerzia mostrata dai gruppi “pacifisti” di cui sopra tre anni fa quando la Libia fu aggredita da una coalizione tra la NATO e le petromonarchie reazionarie del Golfo, sfruttando anche palesi bugie alimentate dai nostri mass-media per giustificare l’attacco.

L'unica concreta proposta nel documento è la richiesta di stanziamenti governativi per il finanziamento della "nuova difesa civile (pag.1), ovvero per la formazione e l'organizzazione di "corpi e interventi civili di pace” (pag.2).

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Terra, pace e diritti per il popolo palestinese. Fermiamo l’occupazione

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palestina ragazzi silhouetteLE COMUNITA' PALESTINESI IN ITALIA LANCIANO UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA PER IL 27 SETTEMBRE - ORE 14,30 P.ZZA DELLA REPUBBLICA

Un appello è stato lanciato dalle comunità palestinesi in Italia chiedendo a tutte le forze solidali con il popolo palestinese e indignate per l'ennesimo mattatoio scatenato da Israele contro Gaza di mobilitarsi e indica una data, sabato 27 settembre, per una manifestazione nazionale a Roma. Qui di seguito il testo dell'appello:

Terra, pace e diritti per il popolo palestinese. Fermiamo l’occupazione

Appello per una manifestazione nazionale in sostegno al popolo palestinese il 27 settembre a Roma

L’aggressione Israeliana contro il popolo palestinese continua, dalla pulizia etnica del 1948, ai vari massacri di questi decenni, dal muro dell’apartheid, all’embargo illegale imposto alla striscia di Gaza e i sistematici omicidi mirati, per finire con il fallito tentativo di sterminio perpetuato in questi ultimi giorni sempre a Gaza causando più di 2000 morti ed oltre 10.000 ferite.

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Obama all’Onu rilancia la «guerra globale al terrorismo»

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di Manlio Dinucci | da il manifesto, 23 settembre 2014

obama barack 2Alla 69a sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni unite, che si apre oggi a New York sotto la sua presidenza, il presidente degli Stati uniti Obama domani «chiamerà il mondo a raccolta contro la minaccia dell’Isis». Subito dopo lo stesso Obama presiederà una speciale riunione del Consiglio di sicurezza, che dovrebbe approvare una risoluzione presentata dagli Stati uniti.

A quanto si legge nella bozza fatta circolare giorni fa dall’agenzia di stampa Reuters, la risoluzione si concentra su uno specifico aspetto della campagna contro lo «Stato islamico dell’Iraq e della Siria»: quello di obbligare tutti i paesi a «prevenire e sopprimere il reclutamento, l’organizzazione, il trasporto e l’equipaggiamento di individui che si recano in altri Stati allo scopo di pianificare, preparare o attuare atti terroristici, oppure di fornire o ricevere addestramento terroristico e finanziamenti per tali attività». In base al capitolo 7 dello Statuto delle Nazioni Unite, il Consiglio di sicurezza avrebbe l’autorità di adottare misure per obbligare gli Stati ad attenersi a quanto stabilito nella risoluzione.

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