Il riarmo di Kiev e la fine di Gaza

Il riarmo di Kiev e la fine di Gaza

da PandoraTV

Il riarmo di Kiev grazie all'afflusso dei capitali americani avviene nel quadro di uno scenario internazionale di forte instabilità: la pulizia etnica dei palestinesi a Gaza, il califfato in Siria e Iraq, la destabilizzazione dell'Egitto, la deflagrazione della Libia. Con…

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America Latina: Mercosul consolida e amplia l'integrazione regionale

America Latina: Mercosul consolida e amplia l'integrazione regionale

da Vermelho

La diplomazia dei paesi sudamericani, nella loro maggioranza guidati da governi progressisti...

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Nato, offensiva globale

Nato, offensiva globale

di Manlio Dinucci

Niente ferie, ma superlavoro estivo alla Nato. È in preparazione il Summit dei capi di stato e di governo che, il 4-5 settembre a Newport nel Galles, fisserà le linee dell’«adattamento strategico» in funzione anti-Russia...

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Contro la messa al bando del Partito Comunista di Ucraina

Contro la messa al bando del Partito Comunista di Ucraina

PdCI Toscana

Di seguito il testo presentato dal consigliere del PdCI Paolo Marini al Consiglio Regionale della Toscana. Un'iniziativa concreta di solidarietà da prendere ad esempio..

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

28 giugno – Manifestazione nazionale e apertura del Controsemestre popolare e di lotta

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da www.comunisti-italiani.it

Il primo luglio si apre il semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea, che vedrà Renzi attivo nel portare avanti l’agenda della Ue. Per il 28 giugno è indetta una manifestazione nazionale a Roma contro i Trattati e i diktat dell’Unione Europea, per il lavoro, il reddito, il welfare, il dirtto all’abitare e contro la guerra alle porte dell’Europa. L’11 luglio a Torino contro il vertice europeo sulla disoccupazione. Sei mesi di mobilitazioni.

Di seguito il testo dell’appello:

Le elezioni europee hanno visto in Italia un risultato in controtendenza con quelli di tutti gli altri paesi devastati dalle politiche di austerità. Il nostro è il solo paese, assieme alla Germania, dove le forze di governo che hanno approvato e gestiscono il Fiscal Compact e il pareggio di bilancio hanno avuto successo. Questo non solo,per la passività e la paura che la crisi ha diffuso, ma anche perché sinora il confronto e lo scontro politico nel nostro paese hanno ignorato la questione Europa, salvo eccezioni positive che però sinora non hanno cambiato la tendenza di fondo.

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Lo sbarco del 6 giugno 1944 dal mito odierno alla realtà storica

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di Annie Lacroix-Riz* | lafauteadiderot.net
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Sbarco in NormandiaGiugno 2014

Il trionfo del mito della liberazione americana dell'Europa

Nel giugno 2004, all'epoca del 60° anniversario (e primo decennale celebrato nel XXI secolo) dello sbarco alleato in Normandia, alla domanda "Quale è, secondo voi, la nazione che più ha contribuito alla disfatta della Germania", l'Ifop [Institut français d'opinion publique, agenzia francese di indagini statistiche e di mercato, ndt] diffuse una risposta rigorosamente inversa da quella raccolta nel maggio 1945: cioè rispettivamente 58 e 20% per gli Stati uniti e 20 e 57% per l'Urss [1]. Tra la primavera e l'estate 2004 c'èra stato un martellamento sul fatto che i soldati americani avevano, dal 6 giugno 1944 al 8 maggio 1945, attraversato l'Europa "occidentale" per restituirle l'indipendenza e la libertà rubata dall'occupante tedesco e minacciata dall'avanzata dell'Armata rossa verso ovest. Sul ruolo dell'Urss, vittima di questa "tanto spettacolare [inversione di percentuali] nel tempo" [2], non ci furono domande. Il 2014 (e il 70°) promette anche di peggio nella rispettiva presentazione degli "Alleati" della Seconda guerra mondiale, con sullo sfondo le invettive contro l'annessionismo russo in Ucraina e altrove [3].

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Elezioni in Siria: una vittoria della resistenza

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Editoriale di Vermelho, portale web del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)
da vermelho.org.br | Traduzione di Marx21.it

syria-election-date-20140421Il popolo siriano ha celebrato una vittoria importante a tre anni da quando è stata scatenata la guerra contro il paese: lo svolgimento delle elezioni che ha potuto contare su una grande partecipazione di cittadini e che ha dimostrato la determinazione nazionale ad avanzare, nonostante le grandi sfide ancora in corso.

La nuova Costituzione della Siria, approvata nel 2012 attraverso il dialogo tra il governo e l'opposizione, ha reso possibile lo svolgimento delle prime elezioni presidenziali plurali e diverse, con tre candidati su posizioni politiche abbastanza distinte, ma impegnati per il progresso della Siria e per il superamento di un periodo di grandi sofferenze per il popolo.

L'ingerenza esterna ha reso possibile il propagarsi della violenza nella regione e il suo prolungamento nel tempo, principalmente con il sostegno degli USA, dei paesi europei, delle monarchie arabe e di alleati come la Turchia e Israele dei gruppi paramilitari e degli estremisti, che sono stati descritti dai media internazionali, complici dell'aggressione alla Siria, come l' “opposizione”, come se ci si trovasse di fronte a formazioni politiche legittime, e non, per la gran parte, di organizzazioni criminali che hanno sparso il sangue del popolo.

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Una classe dirigente corrotta che affossa il paese

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mose-prova-paratoiedi Giorgio Langella, segretario regionale PdCI Veneto

Un altro scandalo. Un ulteriore inchiesta ha portato all'arresto del sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, dell'assessore regionale Renato Chisso e alla richiesta d'arresto dell'ex presidente della regione Giancarlo Galan. Un'indagine che vede coinvolti oltre 100 personaggi (tra i quali si leggono i nomi di Lia Sartori e di Marco Mario Milanese, ex consigliere di Tremonti) in una faccenda di corruzione e tangenti legata alla realizzazione del Mose di Venezia. L'accusa è pesantissima. Gli indagati si sarebbero fatti comperare per garantire alla Mantovani gli appalti e sarebbero entrati nel libro paga della ditta costruttrice. Le notizie ci parlano di oltre 500.000 euro a Orsoni per la sua campagna elettorale, di un milione di euro all'anno a Galan (oltre ai lavori di restauro della sua villa di Cinto Euganeo per un valore di oltre 1.000.000 di euro). Milioni di euro distribuiti a destra e a manca Un intreccio tra affari e politica che è ormai abituale nel nostro paese e nella nostra regione. Basta pensare ai recenti fatti dell'Expo milanese e al coinvolgimento, tra gli altri, del vicentino Enrico Maltauro.

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I comunisti ucraini e le sinistre europee. Intervista a Petro Simonenko

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simonenko falcemartelloda obozrevatel.com
Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Il leader del Partito Comunista di Ucraina Petro Simonenko dal 22 al 28 maggio si è recato in visita nella Repubblica Ceca, in Germania e Francia, dove ha incontrato i dirigenti di alcuni partiti di sinistra europei.

In un'intervista a Obozrevatel' (L'Osservatore) ha riferito su come le sinistre europee hanno reagito alla possibilità del divieto del Partito comunista, su come intendono aiutare i colleghi ucraini, e ha anche spiegato che le destre europee differiscono da quelle ucraine, e perché la loro popolarità è in crescita tra gli elettori europei.

Simonenko ha anche comunicato che i suoi colleghi europei sono intenzionati a chiedere l'adempimento degli accordi di Ginevra e di quelli del 21 febbraio, firmati anche da Viktor Yanukovich.

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Ancora sangue in Siria

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siria 2949506 555128di Pierangela Zanzottera | da www.sibialiria.org

Deir ez-Zor, Ras al-Ain, Hassaké, Salamya, Damasco, Aleppo. Cos'hanno in comune queste cittadine siriane?

Negli ultimi giorni le famiglie che abitano queste località sono state colpite dalle bande alqaediste che popolano la Siria. Bambini, giovani, anziani, donne, nessuno sembra trovare scampo nei loro attacchi criminali insensati.

Solo il 28 maggio scorso è emersa una terribile vicenda avvenuta il 20 aprile 2013 nella cittadina di Jadida al-Fadl, in provincia di Damasco, dove viveva la famiglia di Umm Adnan, madre siriana di 5 figli.

Mentre il più grande si trovava a Quneitra, al confine con i territori occupati da Israele, per difenderla dagli attacchi delle bande armate, un gruppo estremista è entrato nel villaggio e ha invaso la casa della famiglia alla ricerca di armi o di prove in grado di accusarli di essere sostenitori del governo siriano.

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Il Governatore Visco alle imprese: avete i soldi, cacciateli!

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viscodi Pasquale Cicalese per Marx21.it

Ottimista, meno cupo dello scorso anno, anche se afferma che il 2013 è stato un altro anno duro. Keynesiano, non monetarista, fautore delle riforme strutturali (anche se non cita quelle del lavoro, ma della P.A.), ma non deflazionista. Invita ad una politica europea e nazionale espansiva, basata sugli investimenti nelle infrastrutture, di cui il nostro Paese risente della scarsità e che incide sulla produttività dei fattori produttivi, sulla ricerca e sull’istruzione. Ma in due passaggi sottolinea anche che è l’ora di implementare politiche di sostegno al reddito a lavoratori e famiglie, è la prima volta che da Banca d’Italia escono queste frasi. Sarà la crisi, sarà che vi è una disoccupazione spaventosa, sarà che abbiamo perso il 15% della capacità produttiva. Ma non è pessimista il napoletano: stanno affluendo molti capitali esteri, gli ordinativi nel settore manifatturiero sono buoni, l’export è ritornato ai livelli pre-crisi. Resta il crollo della domanda interna, da qui la sua svolta keynesiana, del resto lo stesso Draghi due mesi fa invitava gli europei a non fare la gara a chi più deflazionava i salari, ma a basare la strategia sugli investimenti.

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13-21 settembre: In Libano per il diritto al ritorno del popolo palestinese

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bambina palloncini banksy13-21 settembre:
IN LIBANO PER IL DIRITTO AL RITORNO
DEL POPOLO PALESTINESE

con il Comitato Per non dimenticare Sabra e Chatila

PER NON DIMENTICARE IL MASSACRO
DI SABRA E CHATILA

A SETTEMBRE IN LIBANO
PER IL DIRITTO AL RITORNO
DEL POPOLO PALESTINESE


Cari amici della Palestina,

Seppur con un certo ritardo siamo pronti per raccogliere le adesioni e formare anche quest’anno la delegazione del Comitato Per non dimenticare Sabra e Chatila che si recherà in Libano in occasione dell’anniversario del massacro di Sabra e Chatila.

Sarà un appuntamento importante perché, oltre a ricordare con varie iniziative i trentadue anni dall’eccidio, sarà l’occasione per conoscere e solidarizzare con i tanti palestinesi costretti a uscire dalla Siria, quindi profughi fra i profughi. Una situazione drammatica ed esplosiva che si aggiunge alle già difficilissime condizioni in cui versano i palestinesi in Libano.

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Sul futuro dei comunisti e di una sinistra di classe e del lavoro nel nostro paese

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bandierarossa roma passantedi Fausto Sorini, segreteria nazionale PdCI

Non intendo infierire sulle contraddizioni esplosive già emerse all'interno della lista Tsipras all'indomani del voto: sarebbe al tempo stesso troppo facile e di corto respiro, e poco costruttivo.

Ma lasciatemi dire che è una grande illusione pensare di poter ricostruire una sinistra politica e di classe nel nostro Paese, facendo perno sui 3 deputati europei eletti nella lista Tsipras, o sui suoi candidati (alcuni dei quali peraltro assolutamente rispettabili). Si continua nell'errore politicista e istituzionalista commesso in tutti questi 25 anni che ci separano dalla Bolognina.

I voti sono importanti (sono un pezzo di popolo); le presenze istituzionali sono importanti (danno strumenti, visibiltà, risorse): ma lasciatemi dire che se tutto questo non è l'espressione anche di una strategia unitaria (non solo convenienze elettoralistiche contingenti, che svaniscono il giorno dopo); e soprattutto non è l'espressione di un solido radicamento sociale e di classe, allora è solo un fumo destinato a dissolversi alle prime difficoltà contingenti.

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Renzismo: un'arma di "distrazione di massa"

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roma bandiere cgilda www.retedeicomunisti.org

Pubblichiamo come utile contributo alla discussione sulle prospettive dei comunisti dopo le elezioni europee

Nella volatilità dei dati elettorali che di anno in anno si modificano, è necessario trovare una “bussola” che sappia interpretare le tendenze reali e non quelle che ci vengono di volta in volta rappresentate. Nell’ultimo anno ne abbiamo viste di tutti i colori, dalla crisi “finale” del PD, al recupero di Berlusconi, dall’affermazione irresistibile del Movimento 5 stelle alla crisi irresistibile del Movimento 5 stelle. I fatti ci dicono che il PD è oggi al suo massimo storico e Berlusconi è sul Viale del tramonto, mentre Grillo non sfonda. E’ chiaro che questa chiave di lettura “just in time” è fatta ad uso e consumo della manipolazione politica ed è un’arma di distrazione di massa che va demistificata.

1) I risultati elettorali nei paesi dell'Unione Europea. Il nucleo centrale “tiene”

Intanto va detto che una lettura realistica ci viene dalla dimensione europea che, seppure ha riflettuto negli esiti elettorali le diverse situazioni nazionali, manifesta alcuni elementi comuni. Il primo elemento comune è quello dell’astensionismo che va dal 42% Italiano, non poco per le nostre abitudini elettorali, all’87% della Slovacchia. 

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La rinascita del Movimento dei Paesi non allineati e degli internazionalisti nell'era transnazionale

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di Samir Amin* | pambazuka.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

samir amin primopianoIntervista a Samir Amin in occasione della Conferenza ministeriale del Movimento dei Paesi non allineati (Algeri, 26-29 maggio 2014)

Qual è la natura della sfida con cui si confrontano oggi i paesi del Movimento dei Paesi non allineati, a 60 anni dalla sua nascita, in questo mondo molto cambiato?

Viviamo in un sistema di mondializzazione squilibrata, iniqua e ingiusta. Agli uni, tutti i diritti d'accesso alle risorse del pianeta per il loro uso e persino spreco, esclusivi. Agli altri l'obbligo di accettare quest'ordine e di adattarsi alle sue esigenze, rinunciando al proprio sviluppo, finanche ai diritti elementari all'alimentazione, all'istruzione e alla salute, alla vita stessa, per ampi segmenti dei propri popoli - i nostri.

Quest'ordine ingiusto è definito "mondializzazione" o "globalizzazione".

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Renzi di sinistra? Ma mi faccia il piacere…

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di Giorgio Langella | da www.comunisti-italiani.it

renzi-2 tesseraRenzi non ha vinto, ha stravinto. Questo è certo e certificato da oltre 11 milioni di voti, dopo una campagna elettorale indecente dove l’insulto e la paura che vincesse “l’altro” ne sono stati i motivi più ricorrenti. Molti dei voti del centro-destra sono confluiti nel consenso dato al PD. Un partito che tranquillizza l’elettorato cosiddetto moderato perché, in effetti, fa una politica moderata. La bravura di Renzi è quella di far credere di essere un rinnovatore, quasi un “rivoluzionario”, uno che è capo della “sinistra”. Lo fa credere ma, nella realtà, la politica del PD di Renzi è chiaramente di stampo liberista e, quindi, conservatore se non reazionario. Renzi apprezza quanto fa Marchionne e riceve il suo appoggio, attacca la CGIL e riceve le sue lodi (“bizzarro” il comunicato della CGIL nazionale che “gioisce” della vittoria di Renzi), tace sulla crisi Ucraina (dove un governo “democratico” filo-occidentale, presieduto dall’oligarca di turno comanda di massacrare la popolazione dell’est del paese … è di oggi la notizia di un bombardamento che ha provocato un centinaio di morti a Donetsk), promette riforme istituzionali e una legge elettorale costruite in maniera da limitare il dissenso, approva leggi che rendono il lavoro sempre più precario …

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Appello del popolo della Repubblica Popolare di Donetsk e della Repubblica Popolare di Lugansk alla comunità mondiale

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plakat 4145 103 2da kprf.ru | Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Il sito del Partito Comunista della Federazione Russa ha diffuso il seguente testo dell'appello

Noi, il popolo della Repubblica Popolare di Donetsk e della Repubblica Popolare di Lugansk, in questo momento critico ci rivolgiamo alla comunità mondiale con la richiesta di aiuto immediato e di una risposta immediata a ciò che sta accadendo nella nostra terra, in relazione alla minaccia che incombe su di noi dell'annientamento da parte delle forze nazi-fasciste, che vengono usate dal regime dell'Ucraina.

Dichiariamo che il nostro unico desiderio è rappresentato dall'aspirazione a vivere in conformità con le nostre tradizioni e costumi storici, con la nostra cultura e le nostre abitudini, in pace e in rapporti di buon vicinato con tutte le nazioni, i popoli e gli stati che non mostrano ostilità nei nostri confronti.

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Sulle prospettive dei comunisti in Italia: spunti dall'esperienza del Belgio

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ptb elezioni2014di Fausto Sorini, segreteria nazionale PdCI, responsabile esteri

Invito compagne/i a leggere con attenzione questo articolo "Brillante successo elettorale del Partito del Lavoro del Belgio", e a studiare in modo profondo l'esperienza del PTB.

Questo piccolo partito leninista, contava fino a pochi anni poche migliaia di iscritti e un consenso elettorale nazionale inferiore all'1%.

Grazie ad un lavoro intelligente e paziente, non subalterno ad una logica elettoralistica, politicista ed istituzionalista, nel giro di pochi anni è riuscito non solo a rafforzare il suo radicamento sociale, a diventare un partito di quadri e di militanti, a motiplicare il numero di iscritti (ma su basi qualitative e selettive, quindi in massima parte iscritti attivi): ma alla fine ha raccolto risultati incredibili e insperati anche sul piano elettorale, superando lo sbarramento elettorale del 5% e portando nel parlamento nazionale 4 deputati comunisti.

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I comunisti ciprioti commentano il risultato delle elezioni

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akel bandiere pugnida www.akel.org.cy | Traduzione di Marx21.it

Dichiarazione di Andros Kyprianou, Segretario generale di AKEL (Partito Progressista del Popolo Lavoratore)

Esprimiamo la nostra soddisfazione per il risultato elettorale. Abbiamo intrapreso la campagna elettorale in condizioni molto difficili. AKEL si è posto come primo obiettivo fondamentale l'elezione di due parlamentari europei. Il nostro secondo obiettivo era quello di mantenere la percentuale di AKEL ottenuta alle ultime elezioni presidenziali (in quell'occasione AKEL ottenne il 26,91%).

Con il duro lavoro dei quadri, degli iscritti e degli amici di AKEL siamo riusciti a realizzare i nostri obiettivi. Dal profondo del cuore ringraziamo e ci congratuliamo con tutti coloro che durante la campagna elettorale hanno profuso ogni sforzo; con tutti coloro che hanno combattuto per adempiere a un compito molto difficile.

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