La gioventù comunista siriana: “Non ci arrenderemo mai!”

La gioventù comunista siriana: “Non ci arrenderemo mai!”

da icp.sol.org.tr

Intervista speciale a Wessam Kahel, membro della Commissione Relazioni Internazionali dell'Unione della Gioventù Comunista di Siria – Bagdash

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Quali sono i limiti della destra in America Latina?

Quali sono i limiti della destra in America Latina?

di Emir Sader

C'è un clima di euforia nei media della destra latinoamericana, dopo un decennio e mezzo di continue frustrazioni. Credono di poter tornare ad essere protagonisti della storia latinoamericana contemporanea. Tra gli ambienti finanziari e quelli dell'informazione internazionale, c'è autentica euforia.

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Salvare la sinistra? O riaprire un nuovo Fronte Popolare? Il confronto tra i comunisti francesi

Salvare la sinistra? O riaprire un nuovo Fronte Popolare? Il confronto tra i comunisti francesi

L'articolo è apparso nel sito di “Faire vivre e renforcer le PCF”, come contributo alla discussione in corso tra i comunisti francesi

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Perché gli esperti occidentali desiderano il fallimento della Cina

Perché gli esperti occidentali desiderano il fallimento della Cina

di Jeremy Garlick

di Jeremy Garlick* | globalresearch.ca

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Vladimiro Giacché: "E' attacco ai risparmi degli italiani"

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cassa depositi prestiti 608x400di Roberto Santilli
da www.abruzzoweb.it

Lo schema di garanzia europea dei depositi bancari scompare dalle conclusioni dell'ultimo vertice Ue dei capi di Stato e di governo.

E adesso la situazione per le banche italiane si complica ulteriormente.

A fare il punto è l'economista Vladimiro Giacchè, autore, tra l'altro, di due testi molto conosciuti e apprezzati come "Anschluss - L'Annessione", e il recente "Costituzione italiana contro Trattati europei, il conflitto inevitabile".

Giacchè è presidente del Centro Europa Ricerche di Roma e collaboratore di Micromega e il Fatto Quotidiano.

"Ancora una volta - dice Giacché ad AbruzzoWeb - è stata data vinta al ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, il quale aveva affermato che non avrebbe fatto passare la mutua garanzia dei depositi fra le banche europee. Questa è la ciliegina sulla torta di una unione bancaria che è stata costruita in un modo tale che non riduce, ma enfatizza le asimmetrie tra i sistemi bancari nazionali dell’Eurozona".

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Il prezzo corre sul filo

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prezzo greggiodi Demostenes Floros
da www.abo.net

Sembra non cessare il momento di discesa delle quotazioni del greggio che anche negli scorsi mesi hanno fatto registrare ribassi da record. Sono molteplici le cause all’origine di queste oscillazioni, dal calo della produzione statunitense alle dinamiche di approvvigionamento globale.

Nel mese di ottobre il Brent ha aperto a 48,09 dollari al barile e chiuso a 49,50 dollari al barile, mentre il WTI ha aperto a 45,12 dollari al barile e chiuso a 46,41 dollari al barile. 

In particolare, sia i livelli di riferimento europei che americani hanno raggiunto il loro picco mensile l’8 ottobre, con rispettivamente 53,59 dollari al barile e 50,31 dollari al barile. Ciò è dovuto a 3 aspetti:

1. La diminuzione del numero di piattaforme di trivellazione statunitensi.

Si osserva, nel dettaglio, che il numero delle piattaforme petrolifere statunitensi è sceso a 614, il minimo negli ultimi 5 anni. Se consideriamo anche gli impianti di estrazione di gas, il numero totale arriva a 809, il minimo dal 2002. Secondo i dati forniti dalla Energy Information Administration, la produzione di greggio statunitense è leggermente aumentata, passando da 9,27 milioni di barili al giorno a giugno a 9,37 milioni di barili al giorno a luglio e 9,32 milioni di barili al giorno ad agosto. 

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Lettera ai militanti comunisti dopo le elezioni del 20 dicembre in Spagna

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javierparra pcpvdi Javier Parra, Segretario Generale del Partito Comunista del Paese Valenciano (PCPV)

da www.partitcomunista.es
Traduzione di Marx21.it

Care compagne/i

In primo luogo voglio felicitarmi per il lavoro straordinario che i militanti del Partito e della sua Gioventù – insieme ai compagni e alle compagne di IU e agli altri candidati di Unità Popolare -, hanno svolto durante la campagna elettorale per il 20 dicembre, probabilmente la campagna più dura degli ultimi decenni.

Il risultato ottenuto dai candidati di UP/IU è stato un cattivo risultato, nonostante si sia ottenuto quasi un milione di voti puniti da una legge elettorale ingiusta, e purtroppo non siamo riusciti ad avere una rappresentanza neppure nel Paese Valenciano (dove UP/IU ha ottenuto il 4,2% a fronte del 3,7% nazionale, ndt). Le cause e le conseguenze dovranno essere analizzate a tutti i livelli, in un dibattito che confidiamo non sarà impedito ai militanti, come è successo in altre occasioni nel recente passato.

La realtà dopo il 20 dicembre è che il regime e i suoi partiti hanno nuovamente ottenuto la maggioranza assoluta, superando ancora il 75% dei voti e dei seggi, ma una maggioranza che probabilmente genererà nuove contraddizioni, aprendo nuove opportunità per le forze politiche.

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Sovranità e indipendenza nazionali

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edgar silvada www.pcp.pt | Traduzione di Marx21.it

Dichiarazione di Edgar Silva, candidato del Partito Comunista Portoghese alla Presidenza della Repubblica

Il 24 gennaio 2016 si svolgeranno le elezioni presidenziali in Portogallo. In quella occasione,   il Partito Comunista Portoghese sarà presente con un proprio candidato, il compagno Edgar Silva (http://edgarsilva2016.pt/). In una sua recente dichiarazione, di cui proponiamo la nostra traduzione, Silva ha illustrato le linee guida del suo programma politico, il cui asse portante è rappresentato dalla difesa degli interessi dei lavoratori e della sovranità e indipendenza nazionali.

Rimarcare oggi con questa dichiarazione il diritto inalienabile del Portogallo alla propria sovranità e indipendenza nazionale ha un duplice significato. In primo luogo, per l'importanza che in sé stesso racchiude in quanto elemento fondamentale del nostro regime democratico, di valore riconquistato con la Rivoluzione di Aprile e che la Costituzione della Repubblica iscrive come disposizione centrale per l'affermazione del posto che compete al Portogallo nel mondo. In secondo luogo, perché lo facciamo oggi in un giorno – il 1 dicembre (anniversario dell'indipendenza dalla Spagna, ndt) – associato a uno dei momenti dell'affermazione sovrana del nostro paese, la cui dimensione storica e il valore che comporta hanno fatto si che il precedente governo, con la compiacenza del Presidente della Repubblica, eliminasse la festa che lo segnala. Decisione naturale direbbero coloro che, avendo abdicato dagli interessi nazionali e deciso di dare impulso agli interessi esterni, assumono tale posizione. Inaccettabile direbbero quelli che non rinunciano a un Portogallo sviluppato e indipendente, e che non si adattano all'alienazione crescente di componenti decisive della sovranità nazionale.

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Gli antifascisti non possono far finta di nulla su quanto sta accadendo in Ucraina

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pc ucraina 500pxdi Giorgio Langella*

Al Comitato Provinciale ANPI Vicenza

Quello che sta accadendo in Ucraina è di estrema gravità

Organizzazioni dichiaratamente nazi-fasciste sono parte integrante di un governo nato da un vero e proprio colpo di stato finanziato anche da forze occidentali che si dichiarano democratiche. L'eccidio di Odessa del 2 maggio 2014 quando decine di cittadini inermi furono massacrati da un'orda di fascisti e la guerra scatenata contro le popolazioni del Donbass che si sono rifiutate di subire le angherie del governo di Kiev e stanno resistendo all'avanzata di tristi battaglioni di "volontari" che si fregiano di simboli nazisti (e sono solo alcuni esempi di cosa sta succedendo in Ucraina) non hanno certo avuto il dovuto risalto, né il doveroso e fermo contrasto da parte degli antifascisti europei e italiani.

In questi giorni si apprende che l'attività del Partito Comunista di Ucraina è stata ufficialmente proibita dalla giunta di Kiev.

Non si può far finta di nulla. Tutte le forze sane italiane ed europee devono battersi contro ogni discriminazione e in difesa dei comunisti ucraini, la cui libertà e vita è messa in discussione. La logica e l'esperienza ci dicono che presto la giunta di Kiev scatenerà il terrore individuale contro chiunque sia sospettato di essere comunista. Nessun antifascista può permettere che possano avvenire nuove tragedie come quella di Odessa, come gli omicidi politici e il genocidio nel Donbass.

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In difesa del PCU e della pace

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pc ucraina bandiera personedi Giorgio Raccichini*
da pdcifermano.wordpress.com

Il Fascismo, non quello da operetta professato in Italia da giovinastri privi di cultura o da qualche anziano nostalgico, è una realtà preoccupante in Europa e come sempre rappresenta uno strumento di dominio del grande capitale internazionale, per il quale ogni mezzo è buono per abbattere qualsiasi barriera che impedisce la propria penetrazione. Per questa sua funzione il Fascismo, così come il terrorismo islamico, rappresenta uno dei più gravi fattori di rischio per la pace internazionale, uno dei soggetti che già sono attivi nella “terza guerra mondiale che si combatte a pezzi” di cui parla spesso Papa Francesco.

In Ucraina il Fascismo, colluso con una becera plutocrazia, è al potere dopo un colpo di Stato salutato con favore ed entusiasmo dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea e ammantato dalla solita retorica della democrazia e della lotta contro la Russia, ormai battezzata come “il nuovo Impero del Male”.

Essendo lo strumento più reazionario e violento di difesa del capitale bancario e industriale, il Fascismo rappresenta anche la più grave minaccia per l’esistenza delle organizzazioni delle classi lavoratrici. Ecco allora che in Ucraina il radicato Partito Comunista Ucraino, il quale è stato già oggetto di vere e proprie persecuzioni, ora viene messo al bando nel silenzio generale delle forze politiche italiane, persino di quella sinistra “radical” italiana che vorrebbe rappresentare un’alternativa al PD.

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Sul 25° anniversario della guerra del golfo

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guerre golfeComunicato del Comitato No Guerra No NATO

Venticinque anni fa, nelle prime ore del 17 gennaio 1991, iniziava nel Golfo Persico l’operazione «Tempesta del deserto», la guerra contro l’Iraq che apriva la fase storica che stiamo vivendo.

Questa guerra, preparata e provocata da Washington con la politica del «divide et impera», veniva lanciata nel momento in cui, dopo il crollo del Muro di Berlino, stavano per dissolversi il Patto di Varsavia e la stessa Unione Sovietica. Approfittando della crisi del campo avversario, gli Stati Uniti rafforzavano con la guerra la loro presenza militare e influenza politica nell’area strategica del Golfo. 

La coalizione internazionale, formata da Washington, inviava nel Golfo una forza di 750 mila uomini, di cui il 70 per cento statunitensi, agli ordini di un generale Usa. Per 43 giorni, l’aviazione statunitense e alleata effettuava, con 2800 aerei, oltre 110 mila sortite, sganciando 250 mila bombe, tra cui quelle a grappolo che rilasciavano oltre 10 milioni di submunizioni. Partecipavano ai bombardamenti, insieme a quelle statunitensi, forze aeree e navali britanniche, francesi, italiane, greche, spagnole, portoghesi, belghe, olandesi, danesi, norvegesi e canadesi. Il 23 febbraio le truppe della coalizione, comprendenti oltre mezzo milione di soldati, lanciavano l’offensiva terrestre. Essa terminava il 28 febbraio con un «cessate-il-fuoco temporaneo» proclamato dal presidente Bush. 

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Difendiamo i comunisti ucraini! Fermiamo il neofascismo!

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comunisti ucraini stopnazismoDichiarazione del Presidium del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa

da kprf.ru | Traduzione dal russo di Mauro Gemma 

“L'attività del Partito Comunista di Ucraina è stata ufficialmente proibita... Oggi tutte le forze sane del pianeta devono battersi in difesa dei comunisti ucraini, la cui libertà e vita è messa in gioco. Non c'è dubbio che dopo il divieto del Partito Comunista la giunta di Kiev cercherà di scatenare il terrore individuale. Più di una volta si è dimostrato che è pronta a farlo: a Odessa allo stesso modo di Khatyn, con gli omicidi politici e il genocidio nel Donbass. Non possiamo permettere che nuove tragedie avvengano!... Ci appelliamo ai dirigenti dei paesi dell'Unione Europea: voi che vi pronunciate regolarmente sull'inviolabilità dei diritti umani, perché non imponete alla presuntuosa dirigenza ucraina di smetterla? Non è la prima volta che avete dimostrato di saper imporre la vostra volontà a Kiev. Dimostrate allora questa volta la vostra disponibilità ad agire come difensori dei diritti civili e delle libertà.”

Fermare gli eredi della banda hitleriana!

L'attività del Partito Comunista di Ucraina è stata ufficialmente proibita da un tribunale. Per tutti coloro che hanno a cuore gli ideali di libertà, uguaglianza e amicizia tra i popoli, per chi ricorda le lezioni della storia, quanto accaduto a Kiev significa solo una cosa: la dittatura fascista a Kiev ha completato il suo disegno. Nella carta dell'Europa è nuovamente apparso uno stato, i cui caporioni sono ideologicamente gli eredi della banda hitleriana. Le conseguenze di ciò potrebbero tragicamente riflettersi in tutto il mondo e, in particolare, in Europa.

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India: un importante seminario sulle prospettive dell'Asia riunisce i comunisti del continente

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comunisti indiani muralesNota a cura di Marx21.it

Il 28 novembre scorso si è tenuto a Nuova Delhi un'importante seminario organizzato dal Partito Comunista dell'India dal titolo “Risposte all'offensiva capitalistica globale – Prospettiva asiatica”. L'incontro aveva l'obiettivo di mettere a confronto i punti di vista di importanti personalità comunisti progressiste e di sinistra per meglio analizzare e fornire risposte nell'attuale fase di sviluppo del capitalismo. Questo incontro faceva parte delle celebrazioni per il novantesimo anniversario della fondazione del Partito Comunista dell'India. A sottolineare l'importanza dell'iniziativa promossa dai comunisti indiani è stata la presenza al seminario di rappresentanti dei più importanti partiti comunisti dei paesi dell'Asia, un continente in cui il movimento comunista conserva una forza e un'influenza che solo la miopia (e la presunzione) “eurocentrica” di certa “sinistra radicale”del nostro continente continua a minimizzare o addirittura ad ignorare, nella sua rincorsa frenetica alla rimozione, nei paesi di questa parte del mondo, della presenza comunista considerata alla stregua di un orpello simbolico che va cancellato dalla storia dei nostri giorni.

Va segnalata così la partecipazione al seminario, accanto ai due forti partiti comunisti indiani, dei partiti comunisti e operai di Cina, Vietnam, Bangladesh, Repubblica Popolare Democratica di Corea, Giappone e Nepal. In rappresentanza di paesi che da soli rappresentano più di un terzo della popolazione mondiale in una regione del pianeta che ha assunto negli ultimi tempi un ruolo trainante nella politica e nell'economia del mondo.

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Macri, appena eletto, scatenato neoliberal

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macri argentina foto xinhua 64di Geraldina Colotti | da ilmanifesto.info

Argentina. Piano di misure antipopolari del padrone-presidente: 29 decreti d’urgenza, quanti quelli della Kirchner in 8 anni. Sotto attacco le Madri di Plaza de Mayo. Per finanziare banche, favorire le grandi imprese e distruggere il potere d’acquisto dei lavoratori Argentina. 

Argentina in piazza contro il ritorno delle destre. A una settimana dalla vittoria su Daniel Scioli per un pugno di voti, l’imprenditore Mauricio Macri ha dato avvio a un piano di misure neoliberiste suscitando un’ondata di proteste. Già nelle sue prime 72 ore di gestione, Macri ha firmato 29 Decreti di necessità e urgenza (Dnu): il totale di quelli emessi dalla ex presidente Cristina Kirchner nei suoi otto anni di mandato. Misure per distruggere il mercato cambiario, finanziare le banche, spianare la strada alle grandi imprese e distruggere il potere d’acquisto dei lavoratori.

Macri ha abolito per decreto le restrizioni all’acquisto di dollari, imposto nel 2011 per frenare la fuga di capitali all’estero e contenere le riserve del Banco Central. Misure anticostituzionali, secondo i rappresentanti del Frente para la Victoria (Fpv), che annuncia per oggi una mobilitazione d’urgenza in parlamento. Un pacchetto neoliberista che attacca frontalmente le conquiste realizzate negli ultimi anni di kirchnerismo e promette di privatizzare servizi pubblici e istruzione.

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Cina ed Europa, nuovi legami (e Washington vigila)

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cina europa bandiere 01di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Tra i due estremi della massa continentale euroasiatica la distanza, fisica quanto politica, sembra sempre più accorciarsi lungo le direttrici di una sempre più ramificata via della seta. Lo dimostrano due fatti, uno di poco successivo all'altro. Partiamo dal più recente, vale a dire l'ingresso della Cina popolare nella lista dei 64 azionisti – molti Paesi dell'Europa orientale e dell'Asia centrale - della European Bank for Reconstruction and Development, banca, con sede a Londra, che opera dal 1991 con investimenti in una quarantina di Paesi (South China Morning Post, “European development bank approves China’s application to become shareholder”, 15 dicembre). Contrariamente al peso formale dello 0,1% del capitale sottoscritto, la presenza nell'istituzione finanziaria potrebbe consentire a Pechino l'approfondimento di progetti infrastrutturali nella fascia orientale e meridionale del Mediterraneo, oltre che il consolidamento di rapporti diplomatici con l'Europa e – come sottolineato da diversi esperti – un altro tassello sulla via dell'internazionalizzazione del renminbi. Non va inquadrata altrimenti questa adesione – richiesta da Pechino dal 2014 – vista la lontananza ideologica di una istituzione finanziaria regionale che, a differenza di altre come la giovanissima Banca asiatica di investimento per le infrastrutture (Aiib), si distingue per una chiara impostazione ideologica: privatizzazione e libero mercato. Di più: la partecipazione di aziende private cinesi ai diversi progetti potrebbe aprire una qualche contraddizione, alla luce del condizionamento statale (quindi del Partito comunista cinese) sulla loro azione internazionale.

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«L’Occidente non può imporre la sua “democrazia” ai siriani»

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suormariaguadalupe aleppoda lantidiplomatico.it

La testimonianza da Aleppo di Suor María Guadalupe de Rodrigo


Suor Guadalupe Maria De Rodrigo, argentina, 42 anni, Missionaria cristiana, nel 2011 è arrivata ad Aleppo poco prima della guerra alla Siria, ed è rimasta per portare aiuto alla popolazione assediata dai terroristi. Per la religiosa in Siria c’è un governo laico che non ha mai perseguitato i cristiani. E soprattutto: “In Siria non c’è stata nessuna rivoluzione, ma un attacco pianificato dall’estero.”

Suor Maria Guadalupe de Rodrigo, è una missionaria argentina. Dopo vari in anni di permanenza in diversi Paesi del Medioriente, decide, nel 2011, di passare un periodo di riposo ad Aleppo. Suor Guadalupe è sta testimone diretta dai primi giorni della guerra alla Siria. La religiosa, di ritorno dalla Siria, in varie città della Spagna, adesso racconta la sua esperienza e le sofferenze che hanno vissuto e ancora vivono i cittadini di Aleppo e la minoranza cristiana a causa dell’assedio dei terroristi.

“Ho vissuto in altri paesi del Medioriente dove i cristiani erano discriminati. Il Governo di Assad non ha mai discriminato i cristiani che vivevano in armonia con le persone di altre confessioni” ha affermato Suor Guadalupe, ieri sera, a Madrid, dove è intervenuta, nella Chiesa di San Juan de la Cruz, davanti ad almeno 300 persone. “La Siria prima della guerra era un paese prospero, dove non c’era insicurezza, disoccupazione. Assad non è un santo, ma il suo popolo lo appoggia. Perché noi dovremmo imporre la nostra democrazia ai siriani?”, ha dichiarato la missionaria.

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La posta in gioco della guerra tra capitali: il risparmio italiano

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bail in banchedi Pasquale Cicalese per Marx21.it

“..si deve concludere che la disciplina del bail in non è sostenibile. Una prima prova di una parziale applicazione di essa – solo cioè per quel che attiene alla risoluzione delle quattro banche, richiesta dalla Commissione Europea e che comporta il previo addossamento delle perdite ad azionisti e obbligazionisti subordinati - dovrebbe essere idonea a farci capire quel che può avvenire in un prossimo caso. La tutela del risparmio non viene in tal modo pienamente assicurata, in contrasto con l’art. 47 della Costituzione, e, con tale mancanza, può essere travolta anche la tutela della stabilità sistemica”.

Angelo De Mattia, “Le norme Ue sulle risoluzioni bancarie vanno riviste. Il bail in è contrario alla Costituzione”. Milano Finanza 15 dicembre 2015.

“Vedo invece un’Europa che cresce con contraddizioni e che quindi si muove un po’ a zig-zag con figli e figliastri, una specie di Europa matrigna”.

Antonio Patuelli, Presidente ABI (Associazione Banche Italiane), “Tempi lunghi per le fusioni”, Milano Finanza 16 dicembre.

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Il Partito Comunista Sudafricano sul ruolo dei comunisti nella fase attuale

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sacp logo 500pxda solidnet.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Intervento al 17° Incontro internazionale dei Partiti comunisti e operai

"Il SACP vede nel blocco Brasile-Russia-India-Cina-Sud Africa (BRICS) e nelle sue implicazioni una forma di lotta contro l'imperialismo attuale e l'egemonia capitalista, una strada da esplorare e da sviluppare ulteriormente"

Il Partito Comunista Sudafricano (SACP) esprime il più caloroso saluto e la sua solidarietà ai compagni e ai Partiti riuniti qui a Istanbul, in Turchia, in occasione del 17° Incontro internazionale dei Partiti comunisti e operai (IMCWP), ospitato dal Partito Comunista (KP), Turchia.

Esprimiamo il nostro ringraziamento al KP (Turchia) per il lavoro svolto nell'organizzazione di questo incontro. A nome del Partito Comunista Sudafricano, desideriamo congratularci con il KP per aver ospitato in modo eccellente il 17° Incontro internazionale dei Partiti comunisti e operai (IMCWP), soprattutto in questi tempi difficili e provanti per la Turchia, la regione e il mondo. Innanzitutto, vogliamo rendere omaggio alle persone che hanno perso la vita in un recente brutale attentato ad Ankara e in altri luoghi. Salutiamo il popolo battagliero che non si è intimorito dinanzi a tali attacchi, ma ha rifiutato che vengano utilizzati per scoraggiare le loro proteste contro le politiche antipopolari del governo AKP di Erdogan.

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La guerra è all'orizzonte: è troppo tardi per fermarla?

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putin 2836730bdi Paul Craig Roberts | da MegaChip

Tradotto da Spondasud

Una delle lezioni della storia militare è che una volta che la mobilitazione bellica abbia avuto inizio, essa assume una dinamica propria ed incontrollabile. Questo potrebbe essere proprio quello che si sta verificando sotto i nostri occhi, non riconosciuto.

Nel suo discorso del 28 settembre per il settantesimo anniversario delle Nazioni Unite, il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che la Russia non può più tollerare l'attuale situazione nel mondo. Due giorni dopo, su invito del governo siriano, la Russia ha iniziato la [sua] guerra contro l'ISIS.

La Russia ha avuto rapidamente fortuna nel distruggere i depositi d'armi dell'ISIS e nell'aiutare l'esercito siriano a disfarne i successi. La Russia ha distrutto anche migliaia di autobotti, il contenuto delle quali stava finanziando l'ISIS trasportando in Turchia il petrolio siriano rubato, dove viene venduto dalla famiglia dell'attuale gangster che governa la Turchia stessa.

Washington è stata colta di sorpresa dalla fermezza della Russia. Temendo che il rapido successo di tale decisiva azione russa avrebbe scoraggiato i vassalli NATO di Washington dal continuare a sostenere la sua guerra contro Assad e dall'usare il suo governo fantoccio a Kiev per tenere sotto pressione la Russia, Washington ha organizzato con la Turchia l'abbattimento di un cacciabombardiere russo, nonostante l'accordo tra Russia e NATO che non ci sarebbero stati incontri aria-aria nella zona delle operazioni aeree russe in Siria.

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L'euro: passato, presente e futuro

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euro 1951292bdi João Ferreira* | da “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

Le questioni dell'euro hanno segnato e continueranno inevitabilmente a segnare il dibattito intorno alle scelte con cui si confrontano il Paese e il popolo.

Difensori e protagonisti della politica di destra, di diverse matrici, si sono affrettati a vedere nei  risultati delle ultime elezioni un “appoggio schiacciante” ai partiti dell' “arco del consenso europeo” e, per questa strada, un appoggio agli “impegni europei” del Paese, in particolare per quanto riguarda la sua permanenza nell'euro, sottoposto alle regole e ai vincoli che gli sono collegati.

Confrontandosi con la proposta del recupero della sovranità monetaria del Paese, che lo liberi dalla sottomissione all'euro, costoro enfatizzano e ingigantiscono spauracchi e minacce di ogni tipo: che sarebbe la catastrofe; e che chi lo propone non può che essere un irresponsabile. Ricorrendo alle tecniche dell'occultamento, della falsificazione e della calunnia, cercano di seminare illusioni e paura. Illusioni sulla possibilità, a termine, di costruire all'interno dell'euro un percorso alternativo di progresso, crescita, sviluppo e giustizia sociale. Paura sulle possibili conseguenze dell'uscita e sullo scenario cupo che allora si aprirebbe per il Paese e la vita dei portoghesi. Non devono essere minimizzati gli effetti di questo discorso sull'insieme della popolazione. Non deve essere minimizzata la necessità di rispondere a questa operazione, smontandola, in modo il più chiaro, accessibile, pedagogico e completo possibile.

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Decreto salvabanche e suicidi economici, quanta ipocrisia!

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banchesalvate risparmiespospriatidi Giorgio Cremaschi
da Blog MicroMega

Immaginiamo che in una città siano stati tolti i limiti di velocità per le automobili, che siano stati aboliti gli Stop agli incroci e messi sul giallo tutto i semafori e che, in nome della velocità di scorrimento del traffico, si diano premi agli automobilisti che corrono di più. In un tale ambiente di pazzi suonerebbe un poco ipocrita il compianto per le vittime degli inevitabili catastrofici incidenti stradali. È ipocrita allo stesso modo il compianto ufficiale per il povero pensionato che si è suicidato, perché derubato dei propri risparmi investiti in obbligazioni subordinate cancellate dal decreto salvabanche.

L'ipocrisia per questo suicidio è doppia. In primo luogo perché sembra ignorare le centinaia di piccoli imprenditori, lavoratori, debitori che si sono uccisi in questi anni di crisi e di politiche di austerità. In Italia abbiamo statistiche per tutto, ma pare manchi un dato sulla strage per crisi economica e non è un caso. Si vuole far passare il massacro di persone che non hanno retto al disastro economico e alla precarizzazione delle loro vite e di quelle dei loro cari come una serie di casi individuali. Invece la strage per suicidio economico è un evento collettivo, è il prodotto di una politica frutto di precise scelte e responsabilità, che ne dovrebbero sopportare tutto il peso criminale.

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Chi vince in Francia?

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francia elezioni2015 schedaelettoraledi Fausto Sorini

La sconfitta elettorale del Fronte Nazionale nel secondo turno delle elezioni regionali francesi è solo in apparenza una vittoria politica.

Ci vuol altro per invertire una situazione in cui un francese su due non va a votare; e, tra i votanti, la contestazione anti-sistema e il malcontento dei proletari, dei disoccupati, dei giovani, dei ceti più poveri e colpiti dalla crisi, si orienta in modo maggioritario e crescente verso l'estrema destra. La quale, negli ultimi anni, ha visto in Francia una crescita spettacolare soprattutto in quelle che erano un tempo le roccaforti rosse e proletarie del partito comunista, come il Nord-Pas de Calais.

Non sarà certo una coalizione eterogenea e di sistema come quella tra socialisti e destra alla Sarkozy, guerrafondaia e subalterna al capitalismo, al liberismo, alla Nato e all'Unione europea, che potrà fermare nelle sue fondamenta l'avanzata del FN.

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Le 300 Hiroshima dell’Italia

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bomba nuclearedi Manlio Dinucci
da il manifesto, 15 dicembre 2015

Mentre la parola «sicurezza» ci rintrona gli orecchi amplificata dai megafoni politico-mediatici, le parole del ministro della difesa russo Shoigu sul sempre più pericoloso confronto nucleare in Europa sono cadute nel silenzio. Nessun allarme, nessuna reazione governativa in Italia riguardo a ciò che ha detto: «Circa 200 bombe nucleari Usa sono schierate in Italia, Belgio, Olanda, Germania e Turchia, e questo arsenale nucleare è soggetto a un programma di rinnovamento».

Per tale ragione, «le forze missilistiche strategiche russe mantengono oltre il 95% dei lanciatori pronto in ogni momento al combattimento». E mentre un sottomarino russo lancia dal Mediterraneo contro obiettivi Isis in Siria missili cruise Kalibr (che percorrono circa 3mila km a bassa quota accelerando nella fase finale a tre volte la velocità del suono), il presidente Putin avverte che «i missili Kalibr possono essere armati sia con testate convenzionali sia con testate nucleari», aggiungendo che «certamente ciò non è necessario nella lotta ai terroristi, e spero non sarà mai necessario». Questo chiaro messaggio diretto in realtà alla Nato, in particolare ai paesi europei in cui sono schierate le armi nucleari Usa, viene presentato dai media come la «battuta» di un Putin che «mostra i muscoli». Non si allarma così la popolazione, lasciandola all’oscuro del pericolo cui è esposta.

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