I comunisti portoghesi sulle elezioni in Grecia

I comunisti portoghesi sulle elezioni in Grecia

di Joao Ferreira

Il PCP ritiene che i risultati delle elezioni greche rappresentino una sconfitta dei partiti che, al servizio del grande capitale, hanno governato la Grecia e che, con l'Unione Europea, sono responsabili per la politica di disastro economico e sociale che…

Continua...
Tre minuti a Mezzanotte

Tre minuti a Mezzanotte

di Manlio Dinucci

La lancetta dell’«Orologio dell’apocalisse», il segnatempo simbolico che sul «Bulletin of the Atomic Scientists» indica a quanti minuti siamo dalla mezzanotte della guerra nucleare, è stata spostata in avanti: da 5 a mezzanotte nel 2012 ...

Continua...
Frontpage Slideshow | Copyright © 2006-2011 JoomlaWorks Ltd.

Associazione Politico-Culturale Marx XXI

La dura condanna dell'astensione italiana sulla risoluzione ONU contro la glorificazione del nazi-fascismo

E-mail Stampa PDF

antifascismo bambinaAssociazione Nazionale Partigiani d'Italia
Comitato Provinciale di Alessandria

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato lo scorso 22 novembre una mozione presentata dalla Russia che condanna i tentativi di glorificazione dell'ideologia del nazismo e la conseguente negazione dei crimini di guerra commessi dalla Germania nazista.

La Risoluzione esprime "profonda preoccupazione per la glorificazione in qualsiasi forma del movimento nazista, neo-nazista e degli ex membri dell'organizzazione "Waffen SS", anche attraverso la costruzione di monumenti e memoriali e l'organizzazione di manifestazioni pubbliche".

Il documento rileva anche l'aumento del numero di attacchi razzisti in tutto il mondo.

Una iniziativa giusta, si dirà, visti i continui rigurgiti fascisti e nazisti ai quali si assiste sempre più spesso in diversi quadranti del mondo.

Leggi tutto...

South Stream, Usa e getta

E-mail Stampa PDF

operaio gazprom gasdottodi Manlio Dinucci
da il manifesto

«La Russia per il momento è costretta a ritirarsi dal progetto South Stream, a causa della mancanza di volontà della Ue di sostenerlo e del fatto che a tutt’oggi non ha ancora ricevuto il permesso della Bulgaria a far passare il gasdotto sul proprio territorio»: così il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato la cancellazione del progetto South Stream, il gasdotto che avrebbe dovuto portare il gas russo nell’Unione europea attraverso un corridoio energetico meridionale, senza passare dall'Ucraina.

In tal modo, scrive l’Ansa, Mosca «schiaffeggia l'Europa». In realtà è Washington che dà un altro forte schiaffo all’Europa, bloccando un progetto da 16 miliardi di euro che avrebbe potuto essere di grande importanza economica per i paesi della Ue, a partire dall’Italia dove avrebbe dovuto essere costruito il terminale del gasdotto.

Leggi tutto...

Per i comunisti, l'Ucraina si sta trasformando in una colonia

E-mail Stampa PDF

nuovogoverno ucrainada www.kpu.ua 

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Dichiarazione di Petro Simonenko in merito alla designazione di ministri stranieri

La nomina di stranieri come ministri del governo rappresenta un'aperta violazione del principio di responsabilità politica. Poiché è assolutamente incomprensibile in che cosa consisteranno i rapporti tra la coalizione parlamentare e gli stranieri, sebbene abbiano acquisito la cittadinanza ucraina.

E' l'opinione espressa dal leader del Partito Comunista di Ucraina, Petro Simonenko.

Va notato che nel preambolo dell'accordo di coalizione sono scritte parole gravi: “Abbiamo la responsabilità politica di rispondere alle minacce che deve affrontare il nostro paese”.

Leggi tutto...

Le elezioni in Emilia-Romagna: un passo importante per l'alternativa

E-mail Stampa PDF

laltraemiliaromagna corteoPdCI Emilia-Romagna

L’esito delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale dell’Emilia-Romagna, svoltesi il 23 Novembre scorso, consegna all’analisi dei tanti soggetti interessati una situazione inedita, per complessità e problematicità, che pone non pochi interrogativi circa i suoi possibili sviluppi.

Il dato che più di altri è stato sottolineato è quello relativo all’astensione dell’elettorato dal voto.

Del resto, non può non fare riflettere il fatto che su 3.460.402 potenziali elettori il numero di votanti sia stato di sole 1.304.841 unità, ossia il 37,7% .

Si tratta di un dato macroscopico, soprattutto se comparato con quello registratosi alle elezioni regionali del 2010 ( 68%) o con quello delle recenti elezioni europee (69,9%).

Leggi tutto...

La ricostruzione del PC e il dibattito economico

E-mail Stampa PDF

pugno sfondovioladi Lorenzo Battisti
da www.ricostruirepc.it

La crisi dell’economia capitalistica colpisce i paesi occidentali ormai da molti anni, eppure a leggere i giornali (o ascoltando i dibattiti in televisione o alla radio) sembra che nulla sia cambiato nelle analisi e nelle proposte di politica economica. Oggi, come prima della crisi, il liberismo economico resta l’unica visione dell’economia e sembra che nessuno lo metta in discussione. Se davvero questa crisi è paragonabile a quella del 1929, la resistenza del liberismo rappresenta una differenza significativa.

La lotta ideologica in economia

Come osservava Marx: “nel campo dell’economia politica la libera ricerca scientifica non trova solo gli stessi nemici che trova in tutti gli altri campi. La natura propria della materia che tratta richiama a battaglia contro di lei le passioni più forti, più meschine e più brutte del cuore umano, le furie dell’interesse privato.”

Leggi tutto...

"Coolies" cinesi nelle trincee d'Europa: si rompe il silenzio

E-mail Stampa PDF

cinesi 1900di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Che gli equilibri internazionali stiano cambiando lo rivelano anche notizie meno eclatanti rispetto a quelle relative a accordi, scontri o manovre militari. Nel quadro delle celebrazioni sul centenario della Prima guerra mondiale, il ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian ha reso omaggio, deponendo una corona di fiori di fronte a una stele commemorativa in un parco nel quartiere cinese di Parigi, alla memoria dei 140mila cinesi (in sostanza ridotti a condizione servile e trasportati come bestiame) che sul fronte francese hanno scavato trincee, pulito mezzi corazzati e lavorato nelle fabbriche di armi, vivendo da segregati in edifici fatiscenti, con paghe da fame.

Così, finalmente, un piccolo squarcio si è prodotto nelle commemorazioni ufficiali degli “eroismi” di quella orribile carneficina. Qualche parola è stata spesa anche per quei figli della ancora neonata Repubblica cinese che hanno versato sangue e sudore “per salvare la civiltà occidentale, quando le potenze occidentali erano determinate a uccidersi a vicenda con qualsiasi cosa a loro disposizione” (Xu Guoqi “Strangers on the Western Front”); quando le stesse potenze erano altrettanto determinate nel proseguire la politica di rapina nei confronti dell’ex Celeste Impero.

Leggi tutto...

La battaglia di Ferguson

E-mail Stampa PDF

HandsUpDontShoot-kidsdi Antonio Santos | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Quando nel 1950, gli USA decisero di invadere la Corea, il presidente Truman non la definì una guerra, che esige l'approvazione del Congresso, ma “un'azione di polizia”. Cento giorni dopo l'omicidio di Mike Brown, un giovane nero, povero e disarmato, gli USA aspettavano, in una calma piena di tensione, la decisione dei tribunali di accusare o discolpare l'assassino confesso, il poliziotto bianco Darren Wilson. Per cento giorni una giuria ha discusso se un poliziotto deve essere giudicato per avere ucciso, con dodici colpi, un giovane con le mani in alto, di fronte a decine di testimoni. In attesa del verdetto, il governatore ha dichiarato lo stato di emergenza, sono stati mobilitati migliaia di militari della Guardia Nazionale e le strade sono state occupate da blindati e poliziotti armati con armi da guerra. Come nel 1950, Obama non la definisce una guerra. Ma non per questo cessa di esserlo.

Alla fine è stata resa nota la decisione di non portare Darren Wilson alla sbarra del tribunale, una decisione del resto già attesa e che riafferma il vecchio assioma del sistema giuridico americano: negli USA assassinare un nero non è un crimine. Non sono bastati cento giorni per comprendere che omicidio è crimine, ma sono bastati cento giorni per trovare il modo di convincerci del contrario.

Leggi tutto...

Elezioni in Moldavia: in testa i sostenitori della politica di amicizia con la Russia

E-mail Stampa PDF

putin moldavia pcrmnota a cura di Mauro Gemma

In Moldavia, Il Partito Socialista della Repubblica di Moldova (PSRM socialistii.md), fiero oppositore del recente Accordo di Associazione con l'Unione Europea, siglato dall'attuale governo, e che si pronuncia per l'Unione doganale con Russia e Bielorussia (la foto esposta in rilievo nel loro sito è emblematica), è al momento in testa nello scrutinio delle elezioni parlamentari svoltesi il 30 novembre. Con l'87% delle schede scrutinate, i socialisti raccolgono il 22% circa dei voti. Significativa la prima dichiarazione del leader socialista, Igor Dodon, secondo il quale “i cittadini si sono pronunciati per uno stato orientato socialmente e per un futuro di stabilità a fianco dei nostri tradizionali alleati strategici, con la Russia, nell'ambito dell'Unione doganale”.

Il Partito dei Comunisti della Repubblica di Moldova (PCRM www.pcrm.md) si attesta sul 18% dei consensi elettorali, scontando tra l'altro la presenza della “lista civetta” dei cosiddetti “comunisti riformatori” che, nonostante l'impressionante somiglianza del loro simbolo a quello del PCRM ha ottenuto la compiacente autorizzazione della commissione elettorale a presentarsi ugualmente alla consultazione.

Leggi tutto...

Jobs Act, il PdCI si mobilita

E-mail Stampa PDF

renzi-piano-jobsactIl Jobs act è passato alla Camera e tornerà in aula al Senato il 2 dicembre.

In quella sede, la spaccatura che già si è verificata alla Camera, potrebbe essere più consistente. Il pericolo è tale che in caso di approvazione definitiva del Jobs act, così com’è stato approvato dalla Camera, anche la Cgil è pronta a ricorrere alla Corte di Giustizia Europea in base alla Carta di Nizza sui principi fondamentali (Art.30 “Ogni lavoratore ha il diritto alla tutela contro ogni licenziamento ingiustificato, conformemente al diritto comunitario e alle legislazioni e prassi nazionali”. Art.31 “ Le condizioni di lavoro devono essere giuste ed eque”. In questo caso l’articolo dice che “ogni lavoratore ha diritto a condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose” e “ogni lavoratore ha diritto a una limitazione della durata massima del lavoro e a periodi di riposo giornalieri e settimanali e a ferie annuali retribuite”).

Con la legge delega del governo Renzi, del resto, non solo viene abolito l’art.18, ma alzata da 12 a 36 mesi la durata dei contratti a tempo determinato senza causale, cioè quelli per cui non è obbligatorio specificare il motivo dell’assunzione, non occorrerà, inoltre soluzione di continuità tra l’uno la cessazione di un contratto ed il rinnovo dell’altro, come previsto fino ad oggi.

Leggi tutto...

Elezioni in Uruguay: è in gioco il processo democratico latinoamericano

E-mail Stampa PDF

Frente-Amplioda Portal Vermelho | Traduzione di Marx21.it

Intervista a Rony Corbo, del Partito Comunista dell'Uruguay

Il 30 novembre, gli uruguayani sono chiamati ad eleggere il nuovo presidente. Due progetti si affrontano: Tabaré Vazquez, del Frente Amplio, che deve dare continuità al processo democratico progressista, versus Luis Lacalle Pou, del Partito Nazionale, che segue la linea neoliberale ereditata dal padre. Portal Vermelho ha intervistato Rony Corbo, della Commissione Relazioni Internazionali del Partito Comunista dell'Uruguay.

Come appartenente al PC dell'Uruguay, Corbo fa parte della coalizione di governo Frente Amplio, che concorre al terzo mandato consecutivo del paese. In un'intervista esclusiva, egli traccia il profilo dei candidati alla presidenza e dichiara a chi va il favore dei comunisti, per i quali la grande preoccupazione è il ritorno a un passato neoliberale. Corbo è ottimista è confida nel fatto che, nelle urne, il popolo riconoscerà i successi ottenuti negli ultimi dieci anni di governo. Secondo lui, c'è ancora molto da fare nel paese e occorre approfondire le conquiste e pensare a cambiamenti strutturali. Di seguito l'intervista:

Leggi tutto...

Il Partito Comunista di Boemia-Moravia: “l'antisovietismo si è trasformato in un'aggressiva russofobia”

E-mail Stampa PDF

kscm logo orizzontaleda www.solidnet.org 

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

I comunisti della Repubblica Ceca al 16° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai

Il nostro Incontro ha luogo in un momento in cui il mondo si trova vicino a una guerra globale. Il prossimo anno commemoreremo i 70 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e va detto che da quel momento il mondo non è mai stato così vicino a un grande conflitto militare (…) Il nostro movimento deve sapere come reagire di fronte a questa emergenza, deve essere in grado di riconoscere l'aggressore e chi invece si sta proteggendo dall'aggressione. A questo proposito, il nostro partito desidera richiamare l'attenzione sul fatto che, in un solo anno, nella pratica dei politici dell'Unione Europea e anche nella terminologia dei mezzi di informazione di massa e dei politologi dell'UE, gradualmente è andato scomparendo l'arcaico antisovietismo che si è trasformato in un'aggressiva russofobia”.

Leggi tutto...

Sacrosanto ministro Gentiloni

E-mail Stampa PDF

libia buco gheddafidi Manlio Dinucci e Tommaso Di Francesco
il manifesto, 27 novembre 2014

«L'Italia sta attrezzandosi per fronteggiare la guerra che le si presenta alle porte?»: Gad Lerner è andato a chiederlo al nuovo ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, «formatosi nella cultura del pacifismo e del disarmo, oggi rimessa drammaticamente in discussione dall`incendio che divampa lungo tutta la sponda sud del nostro mare, a cominciare dalla vicinissima Libia».

Nell’intervista (La Repubblica, 26 novembre), che il ministero degli Esteri riporta nel suo sito dandole carattere ufficiale, Gentiloni ribadisce che, di fronte all’attuale crisi libica, «certo non rimpiangiamo la caduta di Gheddafi: abbatterlo era una causa sacrosanta». Spiega quindi che, poiché «la Libia rappresenta per noi un interesse vitale per la sua vicinanza, il dramma dei profughi, il rifornimento energetico», il governo sta lavorando per «un intervento di peacekeeping, che vedrebbe l`Italia impegnata in prima fila».

Leggi tutto...

L’Italia di Renzi e Gentiloni non condanna il neonazismo

E-mail Stampa PDF

renzi gentilonidi Paolo Ferrero e Fabio Amato

COMUNICATO STAMPA


«Vergognosa risposta data oggi dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni sulle ragioni dell’astensione dell’Italia nell’Assemblea generale delle Nazioni Unite nella votazione sulla proposta di risoluzione a proposito di «lotta alla glorificazione del nazismo, del neonazismo e delle altre tendenze suscettibili di alimentare le forme contemporanee del razzismo, della discriminazione razziale, della xenofobia e della connessa intolleranza».

La risoluzione contro il neonazismo è stata approvata dall’assemblea delle Nazioni Unite il 21 novembre 2014 con una larghissima maggioranza (115 voti a favore, incluso Israele), 55 astensioni e 3 no (Ucraina, USA e Canada). I paesi dell’Unione Europea – tra cui l’Italia – si sono astenuti. è davvero ripugnante che USA e paesi UE giungano a tale livello di spudoratezza per non delegittimare gli alleati ucraini tra le cui file abbondano i neonazisti che si sono resi protagonisti di crimini e violenze orribili in questi mesi.

Leggi tutto...

L'Italia si prepara ad un intervento militare in Libia? Ce lo chiederà l'Europa!

E-mail Stampa PDF

napolitano bandiera marinadi Sergio Cararo | da contropiano.org

L'Italia sarebbe in prima linea per un eventuale intervento militare in Libia. A confermarlo è oggi il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, intervistato da Repubblica, ha detto che in Libia l'Italia interverrebbe sicuramente in una missione di peacekeeping, ma “rigorosamente sotto l'egida dell'Onu”. “La Libia”, ha precisato Gentiloni, “rappresenta per noi un interesse vitale per la sua vicinanza, il dramma dei profughi, il rifornimento energetico… Non a caso manteniamo aperta a Tripoli la nostra ambasciata che fornisce un supporto logistico insostituibile alla mediazione dell’Onu”. Nella regione mediorientale sottolinea il ministro degli esteri “Non potremo più delegare gli americani, peraltro strategicamente meno interessati di noi alle sorti del Medio Oriente”.

Che i paesi della Nato – e soprattutto l'Italia e altri paesi europei – stiano preparando un intervento militare in Libia, era nell'aria da tempo. Il New York Times dell'11 novembre riporta che il professore Vandewalle, studioso statunitense noto anche in Italia per libro di storia della Libia, ha di recente proposto che l’Unione europea invii una forza militare in quel paese con il compito di proteggere le istituzioni legali uscite dalle elezioni del 25 giugno scorso, le infrastrutture e la produzione di petrolio così da rafforzare il governo e accendere una speranza di stabilità. 

Leggi tutto...

Crisi di sistema e necessità di un'alternativa. Quale ruolo per i comunisti

E-mail Stampa PDF

falcemartello stelle striscedi Alexander Höbel | da www.ricostruirepc.it

1. La crisi capitalistica come “crisi generale”

La crisi capitalistica in corso ormai da diversi anni – crisi economica ma anche sociale, politica e ideale – va connotandosi sempre di più come una “crisi generale” del sistema1. Affiancandosi a una degradazione costante dell’ambiente e del clima, frutto degli stessi meccanismi economici, essa si delinea ormai come una vera e propria “crisi di civiltà”, con rischi molto pesanti per i popoli e per l’umanità intera2. Per il geografo marxista David Harvey, sono molte le contraddizioni strutturali che rendono necessario e possibile andare oltre il capitalismo, sulla base di un “umanesimo rivoluzionario” che “unifica il Marx del Capitale con quello dei Manoscritti economici e filosofici del 1844”3.

Dal canto suo Thomas Piketty, pur muovendo da presupposti non marxisti, ha confermato con una notevole mole di dati che negli ultimi decenni le diseguaglianze di reddito e nella distribuzione delle ricchezze si sono enormemente ampliate4. Ne risulta dunque smentita la tesi, propria anche di diversi premi Nobel per l’economia, di una tendenza alla “convergenza” dei redditi frutto dei meccanismi del mercato; al contrario, è ampliamente confermata l’analisi di Marx sul capitalismo come sistema polarizzante, ossia come sistema che tende ad allargare le differenze sul piano economico e sociale, ponendo sempre di più ristrette e potentissime oligarchie – la “classe capitalistica transnazionale”5 – in contraddizione violenta con gli interessi e la vita di masse sterminate di donne e uomini.

Leggi tutto...

Cesare Procaccini: "Un astensionismo drammatico che mette a rischio la democrazia"

E-mail Stampa PDF

broken pencil by acrophobicowl-d509od1Il primo dato emerso dalle elezioni regionali di domenica scorsa in Emilia Romagna e Calabria è rappresentato dall’astensionismo (hanno partecipato al voto il 38% circa degli aventi diritto nella prima regione ed il 43% circa nella seconda), esploso a livelli mai conosciuti precedentemente. Questo dato è il segno di una sconfitta netta del governo Renzi che, con le sue riforme antipopolari, sta progressivamente restringendo gli spazi di democrazia. Penso alla scellerata riscrittura della Costituzione, all’antidemocratico sistema elettorale chiamato Italicum, all’accanimento contro i diritti dei lavoratori operato con il JobsAct. Uno scollamento forte tra governo e Paese che si accompagna ad una crescente e straordinaria mobilitazione del sindacato che ha risvegliato e richiamato alla lotta il mondo del lavoro, stanco di subire gli effetti di una crisi ingiusta e senza fine.

Rivolgo un ringraziamento ai compagni e alle compagne che nelle due Regioni hanno permesso di registrare un risultato assai significato per le liste sostenute dai Comunisti Italiani (3,7% in Emilia e 4,4% in Calabria). In particolare, desidero complimentarmi col Professor Piergiovanni Alleva, eletto nel consiglio regionale emiliano e con noi impegnato nella ricostruzione del Partito Comunista e di una sinistra di classe più forte.

Leggi tutto...

25 novembre. No alla violenza contro le donne!

E-mail Stampa PDF

noviolenzasulledonnedi Marica Guazzora
da donneinrosso.wordpress.com

La violenza degli uomini contro le donne non si ferma, in ogni parte del mondo.

“Ogni forma di violenza perpetrata nei confronti della donna è femminicidio. Non si viola solo il corpo, si viola la dignità, si calpesta la persona. E’ il predominio del maschio. E’ il sopruso del più forte nei confronti del più debole, che non si manifesta solo in questo campo. Le violenze degli uomini contro le donne non hanno passaporto: i violenti non hanno nazionalità. La violenza sulle donne è un fenomeno che non ha altra identità se non quella di genere maschile.

La maggior parte delle violenze le donne le subiscono in casa, dai propri uomini italiani, le statistiche parlano chiaro. Ma di questo si preferisce tacere mentre nel 53% dei casi l’aggressore di una donna è il proprio marito o partner, seguono le donne che dichiarano di subire violenza dal proprio convivente (9%), da parte del fidanzato (2%), mentre sono soltanto il 2% le donne che dichiarano di aver subito violenza o maltrattamenti da parte di uno sconosciuto.

Leggi tutto...

Allarme Cina negli Usa

E-mail Stampa PDF

china-usa-bacchettedi Manlio Dinucci
da il manifesto, 25 novembre 2014

Il governo cinese ricorre a «sleali» pratiche commerciali, stimolando l’economia e le esportazioni con incentivi statali invece di intraprendere «sostanziali riforme economiche»: è questa la prima accusa contenuta nel rapporto presentato in novembre al Congresso degli Stati uniti dalla US-China Economic and Security Review Commission.

Nonostante l’aumento dell’export Usa in Cina, il deficit degli Stati uniti negli scambi commerciali con la Cina è salito nel 2013 a 318,4 miliardi di dollari, e continua ad aumentare. Si tratta del più alto deficit registratosi, su scala mondiale, negli scambi commerciali tra due paesi. Il valore dei prodotti made in China importati dagli Stati uniti supera di quattro volte quello dei prodotti made in Usa esportati in Cina. Ciò ha contribuito a provocare un calo del 29%, dal 2001 al 2014, dell’occupazione nel settore manifatturiero statunitense.

Leggi tutto...

Pagina 5 di 97