Le lezioni dell’esperienza greca

Le lezioni dell’esperienza greca

di João Ferreira

Questa è forse la lezione principale che occorre trarre dall’esperienza greca: l’attuazione di una politica autenticamente caratterizzata dai valori di giustizia e progresso sociale, con la democrazia, con un progetto sovrano di sviluppo, esige, in primo luogo...

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Il Brasile nell’occhio del ciclone

Il Brasile nell’occhio del ciclone

di Marcos Aurélio da Silva

Il cambio di marcia a sinistra che, forte di 4 vittorie elettorali del PT con il grande appoggio dei comunisti (più precisamente del PCdoB) e di altre forze di sinistra, ha segnato il Brasile negli ultimi 12 anni, oggi è…

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Ricordando il compagno Sergio Ricaldone

Ricordando il compagno Sergio Ricaldone

di Norberto Natali

Nell’anniversario della scomparsa del compagno Sergio Ricaldone, riceviamo con richiesta di pubblicazione il ricordo di Norberto Natali di Proletari Comunisti Italiani.

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Ritornano i missili a Comiso?

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comiso convoglio missilidi Manlio Dinucci
il manifesto, 9 giugno 2015

Il pre­si­dente Obama e la can­cel­liera Mer­kel, incon­tran­dosi a quat­troc­chi prima del G7, hanno riba­dito che man­ter­ranno le san­zioni con­tro la Rus­sia. Obama però, appena arri­vato in Baviera, aveva dichia­rato che «biso­gna con­tra­stare con fer­mezza l’aggressione all’Ucraina», lasciando inten­dere che con­tro la Rus­sia si devono pren­dere misure non solo economiche.

Esi­ste quindi una agenda segreta che Obama ha por­tato al G7, in par­ti­co­lare ai mag­giori alleati Nato (Ger­ma­nia, Fran­cia, Gran Bre­ta­gna, Ita­lia) che ne fanno parte? Quale potrebbe essere si deduce dalle dichia­ra­zioni rila­sciate a Washng­ton il 5 giu­gno, due giorni prima del G7, da fun­zio­nari del Pen­ta­gono, ripor­tate dall’Agence France-Presse.

Essi hanno dichia­rato che «gli Stati uniti stanno con­si­de­rando una serie di mosse per con­tra­stare la vio­la­zione del Trat­tato sulle armi nucleari da parte della Rus­sia, tra cui il poten­zia­mento delle difese mis­si­li­sti­che o anche lo spie­ga­mento in Europa di mis­sili con base a terra».

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Il cerino in mano: l’azzardo dell’Europa contro la Russia

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putin xi 8201-e1433430054452di Demostenes Floros
da www.limesonline.com

Su pressione degli Usa, i paesi europei hanno cercato di isolare Putin. Il risultato? Mosca ha consolidato l’alleanza con la Cina, mentre il Vecchio Continente rischia di pagare un altissimo prezzo energetico e geopolitico.

Il prezzo del petrolio, nonostante una certa volatilità, è rimasto pressoché invariato a maggio: il West Texas Intermediate (Wti) ha aperto a 60,41$/b per chiudere a 60,25$/b, mentre il Brent è lievemente calato, passando da 67,21$/b a 65,50$/b. Tale trend continua ad evidenziare le contraddizioni che persistono nel mercato petrolifero – a partire dal solido surplus dell’offerta e dal contemporaneo calo della produzione di tight oil negli Stati Uniti – circa le cause della ripresa del prezzo del barile dopo il crollo del 60% avvenuto tra luglio 2014 e gennaio 2015.

Secondo l’Economist, in tale arco di tempo, la caduta del Wti non pare abbia giovato all’economia Usa: di fatto, l’andamento del pil statunitense segue quello del prezzo del petrolio. A dispetto di quanto ritenuto dagli analisti mainstream, il crollo del barile non sembra aver dato ossigeno all’economia a stelle e strisce visto che la seconda stima relativa all’output del I trimestre 2015 ha addirittura segnalato un -0,7% tendenziale (anno su anno). 

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Due temi essenziali per una credibile identità comunista

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pci corteo 1977di Bruno Steri
da www.ricostruirepc.it

Il cammino dei comunisti da sempre è stato orientato da due stelle polari: il no allo sfruttamento dell’uomo sull’uomo (il conflitto capitale/lavoro) e il no alla guerra (l’impegno antimperialista). Su questi due fronti politici e ideali si sono tracciate le discriminanti per la definizione di una linea d’azione e per l’individuazione di alleanze politiche possibili. Oggi in Italia i comunisti e la sinistra di classe non se la passano affatto bene, ma le priorità imposte dal contesto non sono mutate; e l’impressione è che, su entrambi i suddetti fronti, la strada si sia fatta sempre più stretta.

A. Vediamo il primo versante, lo sfruttamento capitalistico, così come si configura nello specifico europeo e, quindi, del nostro Paese. È fuor di dubbio che la vicenda greca o, per meglio dire, il dramma sociale imposto alla maggioranza della popolazione greca esemplifichi significativamente la natura regressiva dell’Unione Europea, il carattere di classe delle sue politiche.

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Come la nuova Nato globale si prepara alle prossime guerre

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soldati assaltodi Antonio Mazzeo
da antoniomazzeoblog.blogspot.it

Il 20 e 21 maggio 2015 si è tenuto il meeting del Comitato militare della Nato a cui hanno partecipato i leader delle forze armate dei 28 paesi dell’Alleanza atlantica. L’incontro è servito a fare il punto sui programmi odierni e futuri e ad approfondire le “minacce alla sicurezza” nelle regioni orientali e meridionali della Nato. “Il meeting del Comitato dei Capi della difesa ha consentito di reiterare il pieno supporto Nato all’Ucraina e alla sua sovranità e integrità territoriale adesso che proseguono e aumentano le violazioni dell’accordo per il cessate il fuoco da parte dei separatisti sostenuti dalla Russia e il loro uso di armi pesanti”, riporta il comunicato finale sottoscritto da tutti i partecipanti al vertice. “I Capi della difesa riaffermano altresì il loro solido impegno a favore delle odierne missioni Nato, valutando positivamente i progressi registrati con la missione KFOR in Kosovo e discutendo sulle problematiche ancora presenti in Afghanistan, dove sta per essere avviata la missione addestrativa Resolute Support per supportare e assistere le forze di sicurezza afghane”.

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Grecia ed Europa

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kke corteo giovanidi Ângelo Alves* | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Quando il PCP affermava, già alcuni anni fa, che la “crisi dei debiti sovrani” era l’espressione dell’approfondimento della crisi strutturale del capitalismo, e perciò, anche una crisi dell’Unione Europea, dei suoi pilastri e fondamenti, era ben consapevole del carattere globale di questa affermazione.

La crisi economica nell’Unione Europea continua e continuerà, essendo lo scenario più plausibile quello di una stagnazione economica prolungata accompagnata da tassi di interesse e inflazione prossimi allo zero. Sono figure insospettabili come Larry Summers (1) ad affermare che: “la Zona Euro dovrà affrontare tensioni e sfide sostanziali per il resto del decennio” (2), parlando di “stagnazione secolare”.

Frutto di una poderosa offensiva di sfruttamento e regressione sociale, la crisi sociale segna oggi la realtà dell’UE. La disoccupazione persistente e sempre più strutturale è lì, con 133 milioni di poveri, sempre più giovani, e con le stridenti e crescenti disuguaglianze riconosciute nella recente relazione dell’OCSE.

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Per l’ONU le leggi ucraine sulla “decomunistizzazione” violano il diritto internazionale

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pcu bandiera manoUfficio stampa del Partito Comunista di Ucraina

da www.kpu.ua
Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Le limitazioni, associate al divieto della propaganda dei simboli sovietici in Ucraina, violano il diritto internazionale in materia di libertà di espressione. Questo è contenuto nel decimo rapporto (link) dell’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR), dedicato alla situazione in Ucraina.

Il documento, che tratta del periodo dal 16 febbraio al 15 maggio 2015, rivolge l’attenzione alle leggi approvate in Ucraina e che riguardano gli avvenimenti della storia del paese. In particolare, il discorso riguarda l’attribuzione di un carattere criminale ai regimi nazista e comunista, la ridenominazione di città, piazze, vie e altri luoghi, a cui era stato destinato un nome in periodo sovietico, e anche il riconoscimento degli appartenenti a OUN-UPA come “combattenti per l’indipendenza dell’Ucraina”.

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Hezbollah: battaglia per difendere la civiltà

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La guerra all’ISIS e la polveriera Libano dove lo Stato islamico uccide i diversi, nella corrispondenza dal Libano di Pino Cabras.

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Le false idee sul neoliberismo

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dollari librodi Prabhat Patnaik | peoplesdemocracy.in*

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

*Peoples Democracy è il settimanale del Partito Comunista dell'India (Marxista)

Il neoliberismo è spesso visto solamente come una politica economica. Questa visione, di per sé, potrebbe anche non crear problemi, dal momento che una specifica serie di misure economiche ricadono senza dubbio sotto l'etichetta di neoliberismo. Ma riducendo il neoliberismo solo ad una serie di misure economiche si veicola spesso una falsa rappresentazione per cui questa serie di misure sia l'oggetto di una scelta da parte della forza politica borghese dominante e che dall'altro lato vi sia una serie di misure economiche non neoliberiste che potrebbe essere adottato, anche nelle condizioni del capitalismo contemporaneo, se solo la forza politica borghese insediata al potere lo volesse.

Ridurre il neoliberismo alla sola veste di politica economica crea la possibilità di questo equivoco. Infatti, il neoliberismo, comunque, è una mera descrizione (e nemmeno buona) dell'intero insieme di misure economiche che sono necessariamente associate all'egemonia della finanza globalizzata.

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Contributo all'analisi del risultato elettorale

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Elezioni-2015di Fausto Sorini

Oltre 2 milioni di voti in meno per il Partito democratico, 893mila consensi persi per il Movimento 5 Stelle (M5S) e 840mila lasciati per strada da Forza Italia. Sul fronte opposto la Lega, che ha riscosso 256mila preferenze in più. Sono i risultati del confronto fatto dall’Istituto Carlo Cattaneo di Bologna tra i risultati delle ultime regionali e quelli ottenuti alle elezioni Europee del 2014. L’analisi si concentra sul numero assoluto di voti ed evidenzia un’emorragia per tutte le maggiori formazioni, dovuto anche all'aumento dell'astensionismo.

La Lega fa eccezione e registra un progresso del 50%, a fronte di un crollo speculare (-50,2%) del partito guidato da Matteo Renzi. La Lega rispetto al 2014 triplica i consensi in Toscana e Umbria e diventa primo partito del centrodestra e della potenziale coalizione in tutte le regioni in cui ha presentato una propria lista.

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La corsa alle armi hi-tech

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parata-2-giugno-2013di Manlio Dinucci
da il manifesto, 2 giugno 2015

La parata mili­tare ai Fori Impe­riali, con cui il 2 giu­gno si cele­bra la Festa della Repub­blica che nella sua Costi­tu­zione ripu­dia la guerra, nasconde die­tro la fac­ciata reto­rica una realtà sem­pre più dram­ma­tica: l’accelerazione della corsa alle armi high-tech, in cui l’Italia è coin­volta tra­mite la Nato.

Corsa gui­data in tutti i campi dagli Stati uniti.

Una set­ti­mana fa il «Comando dell’attacco glo­bale» ha lan­ciato dalla Cali­for­nia un mis­sile inter­con­ti­nen­tale Minu­te­man III, col­pendo con una testata spe­ri­men­tale un atollo nel Paci­fico a 8mila km di distanza. Con que­sti test il Comando veri­fica «l’affidabilità» dei 450 Minu­te­man III, pronti al lan­cio con le loro testate nucleari. Il Con­gresso ha stan­ziato oltre 200 miliardi di dol­lari (acconto su circa 1000 miliardi in dieci anni) per poten­ziare le forze nucleari, con altri 12 sot­to­ma­rini da attacco (7 miliardi l’uno, il primo già in can­tiere), armato cia­scuno di 200 testate nucleari, e altri bom­bar­dieri stra­te­gici (550 milioni l’uno), cia­scuno armato di 20 testate nucleari.

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“La nomina di Saakashvili a governatore di Odessa è uno schiaffo in faccia al popolo ucraino”

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simonenko profiloda www.kpu.ua | Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Dichiarazione di Petro Simonenko, Segretario del Partito Comunista di Ucraina

L’ultima nomina, questa volta dell’ex presidente della Georgia Mikhail Saakashvili al posto di capo dell’amministrazione regionale di Odessa, è l’ennesima testimonianza delle caratteristiche di regime fantoccio di chi oggi sta al potere, della sua palese inettitudine e della sua demenza politica che si sviluppa con una rapidità impressionante”. Lo ha affermato il leader della sinistra in Ucraina Petro Simonenko.

Simonenko ha ricordato che in un anno e mezzo di amministrazione della giunta del dopo Majdan, in conformità con le istruzioni ricevute e con il sostegno finanziario diretto del Dipartimento di Stato USA, è stato seminato in Ucraina il terrore politico e la guerra civile, con la conseguente “uscita” della Crimea, mentre il Donbass è in fiamme, con il massacro di civili inermi: donne, vecchi e bambini… Nel paese infuria la crisi, la corruzione è aumentata di tre volte, in collusione con il FMI e le corporazioni internazionali si realizza la politica del genocidio sociale, e il neonazismo, di fatto, è diventato ideologia di stato. Eppure, sullo sfondo di un impoverimento generalizzato, il presidente va sbandierando che il reddito nazionale aumenterà di SETTE volte!

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Austerità: la sfida dell'organizzazione

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polizia bancada communistperspective.blogspot.ie
Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx 21.it

Contributo presentato da un dirigente del Pc d'Irlanda all'incontro con gli attivisti repubblicani a Dublino il 14 Marzo 2015.

Compagni e amici,

E' abbastanza chiaro che ci troviamo in un momento fondamentale nella storia di questa piccola nazione. Come altre volte in precedenza, intere generazioni di uomini e di donne si trovano in lotta per il proprio posto nella società, un posto dove non si debba vivere nella paura di una sempre maggiore povertà, della fame, della mancanza di un'abitazione, della disoccupazione, del lavoro precario, della violenza e dello spettro della guerra dietro la porta. Queste verità hanno purtroppo segnato gli uomini e le donne che sono venuti prima di noi e continueranno a segnarci in questo secolo.

L'Irlanda, sia del Nord che del Sud, ha visto nel 2015 la continuazione delle politiche di austerità, da parte dei due governi, politiche che hanno senza dubbio favorito quelli che stanno in alto nella nostra società – politiche di tassazione regressiva, di stato sociale per i ricchi e per le multinazionali, protezione dello stato per quelli che hanno portato in bancarotta questo stato.

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Le cifre delle elezioni in Spagna

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nocrisi eselsistemada "Avante”, settimanale del Partito Comunista Portoghese | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

I due principali partiti spagnoli (PP e PSOE) insieme raccolgono poco più del 52% dei voti nelle elezioni municipali (contro il 64% del 2011), perdendo entrambi in percentuale e numero di voti.

Sebbene risulti la forza più votata, il Partito Popolare non è andato oltre il 27% dei voti (contro il 37,5% di quattro anni fa). Ha perso più di due milioni e 443 mila voti e il controllo delle grandi capitali, a cominciare da Madrid, dove i partiti di sinistra ottengono la maggioranza.

Per quanto riguarda le 13 comunità autonome, il PP ha perso la maggioranza in quattro ed è stato scalzato dalle altre tre che governava in minoranza.

A sua volta, il PSOE ottiene il 25% dei voti, poco meno di tre punti percentuali rispetto al 2011, e ha perso più di 688.000 voti.

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L’Europa in transito: geopolitica dell’energia. Intervista a Demostenes Floros

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Dal blocco del South Stream alla costruzione del Turkish Stream. Lo stop della Bulgaria e la rivoluzione colorata in Macedonia. Demostenes Floros, analista geopolitico di Limes, affronta i principali nodi delle scelte energetiche dell’Europa.

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La capitolazione di Palmira stravolge l’equilibrio geopolitico del Medio Oriente

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palmyra silhouettedi Thierry Meyssan
da www.voltairenet.org

Nel Medio Oriente la situazione si è notevolmente aggravata con l’interruzione da parte dell’Emirato Islamico (Isis) dell’antica "via della seta", la via di passaggio dall’Iran al Mediterraneo. Ci sono solo due alternative possibili: o attraverso Deir el-Zor e Aleppo o attraverso Palmira e Damasco. Il primo percorso è interrotto dall’inizio del 2013, il secondo lo è appena diventato. La caduta di Palmira avrà conseguenze significative sull’intero equilibrio regionale.

La stampa occidentale in questi giorni dedica le sue prime pagine alla Siria, una situazione che non si verificava da due anni, dai tempi dei bombardamenti chimici della Ghouta e del progetto d’intervento della NATO. I giornalisti sono preoccupati per l’avanzata dell’Emirato islamico e per l’eventuale distruzione dell’antica città di Palmira.

Eppure pochi conoscono la storia della regina Zenobia, che nel terzo secolo d.C. − approfittando della debolezza di Roma, dalla quale i Galli si erano già affrancati − proclamò il proprio figlio imperatore e sé stessa reggente. Zenobia liberò non solo la Siria ma anche i popoli dell’Egitto, della Palestina, della Giordania, del Libano, dell’Iraq, una parte della Turchia e persino l’odierno Iran. 

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Appello per una giornata nazionale contro la guerra il 2 giugno

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No-a-la-guerra-2L’articolo 11 della Costituzione proclama il ripudio della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali. Nella realtà, il coinvolgimento dell’Italia negli scenari della “guerra globale” è crescente e multiforme: dalla partecipazione dirette nelle missioni militari , alla concessione delle basi militari in territorio italiano alle guerre USA e NATO nel Mediterraneo e nel Medio-Oriente, non trascurando l’aumento folle delle spese militari per l’ammodernamento dell’arsenale bellico.

Insomma, tutta la politica estera del nostro paese è intrisa della scelta bellica, con una chiara responsabilità in devastazione e massacri sempre meno occultabile. L’Italia permane il solido alleato di potenze straniere apertamente impegnate in politiche di aggressione contro stati sovrani e popolazioni civili inermi. Ciò avviene per Israele contro la Palestina e l’Arabia Saudita contro lo Yemen, o con il sostegno agli “amici della Siria” coalizione complice degli jiadisti ( Contro cui combatte l’eroica resistenza curda), ma anche in Europa con il sostegno ai golpisti internamente alleati ai nazisti al potere in Ucraina e in guerra contro le autoproclamate repubbliche indipendenti ed antifasciste.

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Il governo compra più F35. Il 2 giugno mobilitazione

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nof35 banchettodi Sergio Cararo | da contropiano.org

Il Ministero della Difesa ha annunciato che entro il 2020 acquisterà dagli Stati Uniti 38 caccia militari F-35. La conferma viene dal "Documento programmatico pluriennale per la difesa". Pochi giorni fa la ministra Pinotti e gli Stati Maggiori avevano presentato il Libro Bianco della Difesa nel quale vengono indicati gli indirizzi strategici. Per raggiungerli servono più spese militari e tra questi gli F 35. Quindi nessun dimezzamento degli acquisti di armamenti. Secondo la Difesa il costo complessivo dell’operazione è stimato in circa 10 miliardi di euro.

E si che in Parlamento era stata approvata la mozione che prevedeva la riduzione dell'acquisto degli F 35, ma il governo ha invece confermato in pieno il programma di acquisto e infatti dal documento della Difesa il programma non sembra aver subìto alcuna modifica. Anzi, le spese potrebbero anche aumentare. Il ministero ha fatto sapere che "la tabella relativa al programma F-35 contenuta nel Documento programmatico pluriennale riporta i costi complessivi dello stesso programma a monte del riesame che verrà condotto, tenendo conto sia degli impegni presi dal governo in sede parlamentare sia del processo di revisione strategica intrapreso dalla Difesa".

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Il golpe "renzusconiano" al servizio del sovversivismo antisociale delle classi dominanti

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democraziaautoritariadi Angelo Ruggeri*
e Mario Agostinelli*

Il progetto di Renzi procede con l’attacco più organico finora sferrato nei confronti dei principi della democrazia sociale su cui poggia la nostra Costituzione. Uno stravolgimento irreversibile ove non respinto, che consiste nel coniugare definitivamente autoritarismo “sociale” dell’impresa e autoritarismo “politico” delle istituzioni, dopo aver delegittimato il conflitto e aver cancellato il diritto legittimo e fondamentale alla rappresentanza in sede istituzionale del pluralismo sociale. Soppressione dell’art.18, abolizione del senato elettivo, legge elettorale, costituiscono un unicum perpetrato con la stessa tattica con cui sono stati trafitti i Curiazi dall’Orazio rimasto solo in una arena vociante e forse anche allora attratta più dallo spettacolo che dalla posta in gioco.

La truffa elettorale, volta a introdurre il bipartitismo e il presidenzialismo-bipartitico, fa da suggello ad un tale depotenziamento della sovranità popolare per abolire definitivamente il principio “una testa un voto”.

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“In lode della guerra fredda”. Recensione del libro di Sergio Romano

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sergioromano inlodedellaguerrafreddadi Luigi Marino*

La disgregazione dell’URSS ha comportato, in tutti i paesi europei e non solo, diseguaglianze sociali più stridenti ,attacchi alle conquiste dei lavoratori, dinamiche finanziarie che prevalgono su quelle produttive, la fine del movimento dei non allineati (malgrado i tentativi di Cuba), la militarizzazione dei rapporti internazionali ,ma soprattutto la definizione di un mondo unipolare, che è il risultato in sostanza delle scelte unilaterali della politica estera degli USA ( Afghanistan,Irak,Libia,Siria,Ucraina ecc.).

Gli USA hanno pensato di essere i vincitori della “ guerra fredda” ,per cui la NATO non è scomparsa, anzi si è rafforzata. Non solo ha allargato i propri confini oltre quelli della vecchia URSS, ma non nasconde il proprio intento di estendersi sino agli stessi confini della Federazione Russa.

Con il Nuovo Concetto Strategico, sottoscritto nel pieno svolgimento dell’intervento militare nel Kosovo, la NATO oggi è una nuova “Santa Alleanza” del XXI secolo, che interviene con le cosiddette “ingerenze umanitarie” in aree geografiche al di fuori del suo territorio storico per imporre un proprio “modello di civiltà”.

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L'uovo del serpente

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pcu corteodi Pedro Guerreiro, Segreteria del Partito Comunista Portoghese

da www.avante.pt | Traduzione di Marx21.it

Per i democratici e gli antifascisti i recenti sviluppi della situazione in Ucraina possono solo rappresentare motivo di preoccupazione.

Tra questi, c'è l'annuncio il 15 maggio della promulgazione delle leggi che – a partire da una monumentale falsificazione della storia – mirano a criminalizzare l'Unione Sovietica e, in termini pratici, a proibire l'ideologia comunista e a impedire l'attività del Partito Comunista di Ucraina, e anche di altre forze democratiche e antifasciste ucraine. Leggi che, contemporaneamente, intendono “legittimare” e promuovere l' “Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini” e l' “Esercito Ribelle Ucraino” che, va ricordato, commisero terribili atrocità contro le popolazioni dell'Unione Sovietica e della Polonia e collaborarono con le orde SS naziste nella Seconda Guerra Mondiale.

Questa decisione delle autorità di Kiev preannuncia l'intensificazione della repressione politica, anticomunista e antidemocratica dell'attuale corso di fascistizzazione e militarizzazione dell'Ucraina, scatenato con il colpo di Stato del febbraio 2014, fomentato e appoggiato dagli Stati Uniti, dall'Unione Europea e dalla NATO.

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