Quale futuro per le relazioni tra la Cina e l’UE?

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eu cina stelledi Xulio Ríos, direttore dell’Osservatorio di Politica Cinese

da https://politica-china.org

Traduzione di Marx21.it

Proponiamo l’autorevole giudizio di Xulio Rios come contributo alla discussione 

Le relazioni tra la Cina e l'UE affrontano un anno decisivo. Il 1 ° luglio, la Germania assumerà la presidenza di turno. Negli ultimi mesi, il dialogo ai massimi livelli tra Berlino e Pechino si è intensificato. Altrettanto frequenti sono stati i contatti con il presidente francese Emmanuel Macron. È stato inoltre organizzato un nuovo ciclo di dialogo bilaterale strategico. Ciò è servito ancora una volta a fissare posizioni, inventariare coincidenze e divergenze. Vi è vicinanza nel rifiuto dell'unilateralismo americano e nella visione di molti affari internazionali. E c'è distanza su altre questioni rilevanti, sia sull'ordine sistemico cinese che nel quadro delle relazioni reciproche.

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Impero: divide et impera, demagogie razziali

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usa pistoladi Mark Epstein

[Per il significato di una serie di espressioni gergali diffuse nell’Impero, vedi la conclusione dell’articolo]

L’omicidio particolarmente efferato di George Floyd da parte della polizia a Minneapolis ha scatenato una serie di proteste, manifestazioni, e dimostrazioni, perlopiù pacifiche, ma che in parecchie occasioni sono anche trascese verso atti di vandalismo, saccheggio e teppismo su scala mai vista dopo quelli degli anni ‘60, e in questo caso, in realtà molto più significativi vista sia la diffusione in tutto l’Impero, che di seguito anche su scala globale.

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He Yafe – La Cina e la governance globale

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he yafedi Marco Pondrelli

He Yafe è stato consigliere della Missione Permanente della Repubblica Popolare Cinese presso l'ONU, vicedirettore del Dipartimento di Controllo della Armi presso il Ministero degli Affari Esteri Cinese, Consigliere e inviato presso l'Ambasciata cinese negli Usa, è sicuramente un ottimo conoscitore della politica estera e può, meglio di tanti altri improvvisati opinionisti, guidarci nei cambiamenti mondiali che stiamo vivendo.

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Vietnam porta di accesso Ue all'Asean. Che cosa cambia con il libero scambio

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vietnam fabbricadi  Francesco Maringiò

da https://www.affaritaliani.it

Per le imprese europee si aprono nuove occasioni di cooperazione che devono essere colte con visione strategica. Ecco come

L'Assemblea legislativa vietnamita ha ratificato l'accordo di libero scambio UE - Vietnam (
EVFTA) e l'accordo UE- Vietnam sulla protezione degli investimenti (EVIPA), dopo che questi erano stati votati dal Parlamento Europeo a febbraio scorso. Con l’entrata in vigore degli accordi (che avverrà a luglio-agosto di quest’anno) l'UE eliminerà le tasse di importazione su quasi l'86% dei prodotti in arrivo dal Vietnam, fino ad arrivare al 99% del totale in sette anni. Parimenti, il Vietnam eliminerà già il primo anno i dazi sul 48,5% delle merci in arrivo dall’'UE e proseguirà fino alla soglia del 91,8% entro sette anni.

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La guerra fredda verde

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china ngoL'alleanza parlamentare transatlantica lanciata contro la Cina, con il coinvolgimento sostanziale di un politico verde tedesco

da https://www.german

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx.21

I dirigenti dei Verdi tedeschi stanno giocando un ruolo di primo piano in una nuova alleanza parlamentare transatlantica contro la Cina. Gli integralisti anti-cinesi, Marco Rubio e Bob Menendez, sono considerati le forze trainanti dell'Alleanza interparlamentare sulla Cina (IPAC), lanciata venerdì scorso, che attualmente coinvolge membri di dodici parlamenti. Ufficialmente, l'organizzazione cerca di forgiare una politica occidentale comune verso la Cina. Un obiettivo concreto sembra essere l'attuazione anche in Europa della politica sanzionatoria statunitense contro Pechino. L'IPAC sta mobilitando i parlamentari, laddove i governi nazionali stanno ancora rifiutando le sanzioni. Nei corridoi della Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera, lo scorso febbraio, Reinhard Bütikofer, membro del Partito Verde del Parlamento europeo, aveva già proposto la creazione di un tale gruppo di pressione parlamentare. Ora è co-presidente dell'IPAC. L'alleanza, che chiede lo sviluppo di "strategie di sicurezza" contro la Cina, ha un ex specialista della CIA nel suo comitato consultivo.

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Approfondire la discussione per l’unità dei comunisti in Italia alla luce dell’attuale situazione politica ed economica

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Gramsci Stampariceviamo e volentieri pubblichiamo

di Giuseppe Amata

1. L’intervento di Roberto Gabriele sul ruolo dei comunisti in Italia e su come “affrontare le prospettive” sollecita un dibattito tra i compagni che sono impegnati nella ricerca di ricostruire una forza comunista in grado di mobilitare vaste masse. 

Gabriele, dagli interventi che si sono succeduti nel corso degli ultimi anni su marx21, deduce che il pensiero manifestato da molti compagni “non si è trasformato in un progetto politico che sia collegato alla situazione” e pertanto ritiene che si debba aprire “la discussione” partendo dalle “sconfitte subite sin dagli anni ‘90”. Inoltre, si domanda “qual è oggi il ruolo dei comunisti italiani (…) evitando le autoproclamazioni”, dopo aver costatato che “il fallimento della rifondazione comunista promossa da Cossutta e Bertinotti è stata la conferma che senza un pensiero scientifico e una strategia non si va da nessuna parte”. Riconosce, però, che “la questione del resto non era solo italiana (…) ma riguardava anche la crisi epocale del movimento comunista internazionale”.

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Cina-India, dietro l'atteggiamento aggressivo di Nuova Delhi ci sono gli Stati Uniti?

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cina indiada https://www.lantidiplomatico.it

Una fiammata improvvisa di vecchi e mai risolti conflitti alla frontiera tra India e Cina - nella valle di Galwan - ha portato alla morte di soldati da ambo le parti. Finora questo è stato lo scontro più grave tra soldati cinesi e indiani. I media indiani hanno riferito che questa è la prima volta dal 1975 che soldati perdono la vita in scontri di confine tra i due paesi. 

Mentre le due parti sono ancora una volta impegnate in colloqui per prevenire un'ulteriore escalation e per "raffreddare" le temperature, la domanda è perché lo scontro è tornato a diventare rovente. 

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Stati Uniti, declino e lotta

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usa clochard bandieradi Albano Nunes

Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

da http://www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

L'ondata di proteste che ha attraversato gli Stati Uniti da un capo all'altro ha un significato molto profondo. Condannando il razzismo e la violenza della polizia e chiedendo giustizia per il vile omicidio di George Floyd, i manifestanti - di tutti i colori ed etnie, di tutte le età, ma soprattutto giovani - stanno condannando un ordine sociale profondamente ingiusto e disumano, esponendo davanti al mondo la menzogna e il decadimento della "democrazia americana" e mettendo in discussione il sistema stesso dello sfruttamento capitalistico.

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Facebook accerchia l’Africa

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dinucci africadi Manlio Dinucci

da il manifesto 16 giugno 2020

Molte industrie e società di servizi stanno fallendo o ridimensionandosi a causa del lockdown e della conseguente crisi. C’è invece chi ha guadagnato da tutto questo. Facebook, Google (proprietario di YouTube), Microsoft, Apple e Amazon – scrive The New York Times – «stanno facendo aggressivamente nuove scommesse, poiché la pandemia del coronavirus li ha resi servizi quasi essenziali». Tutti questi «Tech Giants» (Giganti della tecnologia) sono statunitensi.

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Neonazisti, mercenari a pagamento, jihadisti, criminali comuni, addestratori

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vigna ucrainaChi sta combattendo contro le milizie del Donbass e chi li supporta. 

A cura di Enrico Vigna SOS Donbass/CIVG, 10 giugno 2020

La guerra nel Donbass continua, anche se nei nostri Media nessuno ne parla più. Quotidianamente i neonazisti dei Battaglioni punitivi ATO, continuano a bombardare e attaccare città e villaggi delle due Repubbliche Popolari, anche con l’obiettivo di cercare di sabotare qualsiasi seppur modesto tentativo di pacificazione e soluzione del conflitto. Per di più, perché in questa prospettiva, essi cesserebbero di avere un buon reddito sicuro e un loro ruolo politico nello scenario ucraino.

Azov, Aidar, Dnepr, Donbass, Kiev2, OUN, UNSO, Sich, Carpathian Sich, Sokol, Shakhtyorsk, Tornado, questi i nomi dei più tristemente noti

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Trieste rivendica la libertà di fare governare il suo porto

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belt road china africadi Maria Morigi

Il porto di Trieste, unico nell’Adriatico, è dotato di fondali naturali profondi tali da garantire la movimentazione di navi transoceaniche, si trova al crocevia di due dei principali corridoi logistici transeuropei – quello che collega Baltico e Adriatico e quello mediterraneo – . Gode quindi di caratteristiche funzionali e previlegiate per la connettività internazionale. Lo sviluppo intermodale e integrato della piattaforma logistica (componente marittima + trasporto su ferro) e la rinnovata istituzione dello status di porto franco internazionale nel 2017 hanno accresciuto le potenzialità commerciali di Trieste (+63% di traffico ferroviario dal 2015 al 2019), confermandone l’importanza strategica per le nuove vie della connettività intercontinentale promosse da Pechino (BRI).

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Gli USA e la NATO intensificano le provocazioni ai confini della Federazione Russa

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polandnatodi Mauro Gemma per Marx21.it 

In un recente articolo abbiamo evidenziato il ruolo della Polonia quale nazione dell’Unione Europea più di altre impegnata nel sostegno alle politiche imperialiste di pressione militare sulla Federazione Russa, che non hanno subito sostanziali rallentamenti persino nel corso della pandemia.

Circa 4.000 soldati statunitensi hanno partecipato, a partire dal 4 giugno scorso a imponenti manovre militari in Polonia, ha annunciato a Varsavia il ministro della Difesa Mariusz Blaszczak.

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La demagogia di ‘sinistra’ di Bernie Sanders

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vote usa filapubblichiamo questo articolo di Mark Epstein sulla figura di Bernie Sanders come un importante contributo al dibattito

di Mark Epstein

Come avevo pronosticato in un altro pezzo per Marx21, Sanders sta ripetendo esattamente lo stesso percorso del 2016, evidenziando per chiunque abbia ancora qualche briciola di senso critico, quanto tutta la sua retorica demagogica riguardo “us” (noi) e la “political revolution” non sia altro che aria calda per ingannare cittadini disperati e delusi dalle manipolazioni neototalitarie della Duopoly, e sedurli con manovre fiancheggiatrici per portarli, novella ed illusa carne da voto, entro le schiere schiavizzate dall’oligarchia degli apparati Dem.

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Intervista con il generale Qiao Liang

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China Economic Growthdi Wei Dongsheng, Zhuang Lei

Non dobbiamo ballare al ritmo del Nord America (o di come la Cina concepisca il suo ruolo nel mondo)

da https://www.alainet.org

traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

Qiao Liang è un generale dell'aviazione cinese in pensione. È professore alla National Defense University e ha pubblicato molti libri di strategia, uno dei quali è stato il famoso Unrestricted Warfare. È direttore del Consiglio nazionale di ricerca sulla sicurezza e membro dell'Associazione degli scrittori cinesi. Qui parla in veste privata e la sua parola non è vincolante per il governo cinese. Tuttavia, ciò che egli dice è relativamente in linea con il quadro di pensiero delle più alte autorità cinesi.

Il generale Qiao Liang è stato intervistato dai giornalisti Wei Dongsheng e Zhuang Lei nel numero di maggio 2020 di Bauhinia (Zijing), rivista cinese pubblicata a Hong Kong.

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L’Ucraina è uno “Stato occupato”

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ukraine donetsk protests referendumdi Servizio stampa del Partito Comunista di Ucraina

da https://www.kpu.ua

Traduzione dal russo di Marx21.it 

Il termine esistente "Stato occupato" può ben essere applicato all'Ucraina, dove sono saliti al potere politici che usano lo stato nell'interesse degli oligarchi locali e dei creditori internazionali, soggiacendo all’ordine tassativo di non finanziare programmi sociali.

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Perché siamo passati da gramsci al pd?

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sezione pcidi Alessandro Pascale

Pubblicato il 3 giugno 2020 su 
Cumpanis.net

Mi è stato chiesto dalla redazione della nuova rivista 
Cumpanis un contributosulla storia del PCI, con il tentativo di identificare le “degenerazioni” dell'organizzazione. “Degenerazione” è in effetti una brutta parola, che esprime in sé un netto giudizio politico negativo. È comprensibile che su questo tema si sia preferito utilizzare in passato un più neutro “mutazioni genetiche”, cercando di mantenere un giudizio descrittivo più che valoriale. D'altronde che ci sia stata complessivamente una degenerazione è innegabile. Basta ricordare l'adeguato sarcasmo con cui Costanzo Preve ha denunciato il passaggio “da Gramsci a Fassino” per rendere innegabile questo giudizio negativo. Forse è più corretto parlare di un susseguirsi e di un intrecciarsi di mutazioni genetiche, che sfociano in alcuni punti di svolta, veri e propri passaggi storici, in cui è avvenuto un cambiamento identitario, con un salto quantitativo e qualitativo, che rende il partito complessivamente sempre meno adatto ad affrontare la crisi generale del movimento comunista internazionale degli anni '80. L'insieme di queste mutazioni genetiche ha portato nel tempo ad una degenerazione, cosa acquisita quanto meno nel movimento comunista nostrano. C'è molta divisione invece sull'identificazione e sull'entità delle varie mutazioni genetiche avvenute nel corso della storia del movimento comunista italiano. Tali divisioni analitiche si riverberano purtroppo in divisioni politiche che rendono molto più difficile l'azione egemonica in seno al totalitarismo “liberale” in cui siamo immersi. 

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Debito pubblico e lotta di classe nell'Unione europea

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bce palazzopubblichiamo un'interessante riflesisone di Giulio Palermo

di Giulio Palermo

da https://giuliopalermo

La crisi da coronavirus ha colto di sorpresa l’Unione europea. Quest’ultima era ancora alle prese con la crisi del debito pubblico iniziata nel 2009 e con un sistema bancario molto esposto su questo fronte. Nel campo dell’economia reale, poi, diversi paesi erano in recessione e, nonostante i livelli favorevoli dei tassi d’interesse, gli investimenti rimanevano compressi dalle basse aspettative di crescita e dalle difficili situazioni patrimoniali delle imprese. Sul mercato del lavoro, l’arretramento sul fronte dei salari e dei diritti, in un contesto di precarietà diffusa, non ha affatto stimolato la crescita — come promesso dalle ricette neoliberiste — ma, al contrario, ha compresso ulteriormente la domanda. Il blocco della produzione e le conseguenti tensioni sui mercati finanziari innescati dall’emergenza coronavirus si inseriscono in questo contesto di crisi preesistente.

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Perché i politici occidentali esitano a parlare di fronte alla discriminazione razziale negli Usa?

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usa morteRadio Cina Internazionale

da https://www.lantidiplomatico.it

La morte dell’afroamericano Floyd ha suscitato grandi manifestazioni nell’ intero territorio statunitense. Proprio mentre gli Stati Uniti stanno fronteggiando condanne avanzate all’unisono dalla comunità internazionale per la propria discriminazione razziale, alcuni leader dei Paesi occidentali a cui piace sempre parlare di “democrazia” e di “diritti umani” stanno esitando a farsi sentire, diventando mezzi muti.

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