Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Gli sgravi ai giovani servono solo alle imprese

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giovani lavoro cercasifuturodi Marta Fana
il Fatto quotidiano, 25 agosto

Sembrano ormai certi i provvedimenti che caratterizzeranno la legge di Bilancio prossima in tema di lavoro. Da un lato, l’aumento dell’età pensionabile, legato all’aspettativa di vita; dall’altro, incentivi alle imprese per l’assunzione dei giovani.

Un governo a corto di idee, che prova a replicare quanto fatto negli ultimi anni, nonostante l’aumento occupazionale rimanga residuale nelle quantità e scarso dal punto di vista qualitativo. Sul tavolo delle trattative, il ministro del Lavoro rilancia l’obiettivo della misura: con uno sgravio pari al 50% dei contributi dovuti si punta a 300 mila nuove assunzioni a fronte di 2 miliardi di spesa. Un livello di assunzioni nette che non fu garantito neppure nel 2015 quando gli sgravi erano totali – fino a 8.060 euro per neo assunto. Sul fronte occupazionale un simile aumento è più che un miraggio considerando che non si ebbe neppure sotto il programma Garanzia Giovani che di fatto regalava alle imprese nuovi lavoratori.

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“Senza Assad né guerra né pace”

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Fulvio Scaglione fa il punto sulla complessa situazione che va delineandosi in Siria.

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Una nuova fase del processo bolivariano

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rodilla tierradi Oswaldo Ramos, Segretario Nazionale per la Formazione Ideologica del Partito Comunista del Venezuela

da prensapcv.wordpress.com

Traduzione di Marx21.it

La situazione politica venezuelana ha raggiunto un nuovo livello di confronto. Non perché lo abbiano voluto le forze egemoni nel processo bolivariano, ma perché le trame golpiste – che durano dall'inizio stesso di questo processo – si sono intensificate negli ultimi mesi.

Questi piani, che comprendono azioni di violenza terroristica attraverso gruppi mercenari e fascisti,  non sono riusciti a raggiungere gli obiettivi prefissati dall'imperialismo e perseguiti con la complicità servile della destra senza patria che si raggruppa principalmente nella MUD.

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Ottobre ‘17: ieri e domani

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samiramin ottobre17 copertinadi Samir Amin

Introduzione

Le grandi rivoluzioni fanno la storia; le resistenze conservatrici e le controrivoluzioni non fanno che ritardarne il corso. La rivoluzione francese ha inventato la politica e la democrazia moderna, la rivoluzione russa ha aperto la via alla transizione socialista, la rivoluzione cinese ha associato l’emancipazione dei popoli oppressi dall’impe­riali­smo al loro impegno sulla via del socialismo.

Queste rivoluzioni sono grandi proprio perché sono portatrici di progetti forti in anticipo sulle esigenze immediate dei loro tempi. Ed è per questo che nel loro sviluppo si scontrano con le resistenze del presente, che sono all’origine degli arretramenti, dei “termidori” e delle restaurazioni. Le ambizioni delle grandi rivoluzioni, espresse nella formula della Rivoluzione francese (liberté, égalité, fraternité), della Rivoluzione d’Ottobre (Proletari di tutti i paesi, unitevi), del maoismo (Proletari di tutti i paesi e popoli oppressi, unitevi!) non trovano la loro traduzione nella realtà immediata. Ma restano i fari che illuminano le lotte ancora incompiute dei popoli per la loro realizzazione. Non è possibile perciò comprendere il mondo attuale facendo astrazione dalle grandi rivoluzioni.

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Unità comunista: è ora di scegliere da che parte stare

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bandiererosse quadrodi Alessandro Mustillo*
da lariscossa.com

Riceviamo dal compagno Alessandro Mustillo e pubblichiamo come contributo alla discussione sulle prospettive dei comunisti in Italia

Non è un mistero che nelle ultime settimane il dibattito sull’unità comunista abbia compiuto alcuni piccoli ma significativi passi. Lo scorso 12 agosto alla festa organizzata da Marx21 si è tenuto un confronto pubblico tra Partito Comunista e Partito Comunista Italiano, coordinato da Stefano Barbieri. Nei giorni precedenti a Roma un incontro tra due delegazioni dei partiti, guidate dai rispettivi segretari, aveva discusso in modo franco e sereno della situazione, con uno scambio di opinioni sulla lettura della fase e sulle prospettive. In entrambe le occasioni, erano emerse alcune valutazioni comuni, altre che evidenziano delle diversità di vedute.

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1973-2017 : il collasso ideologico della “sinistra” francese (ed europea)

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cile pinochet monedadi Bruno Guigue, docente di filosofia e analista politico

Initiative Communiste, mensile del Polo di Rinascita Comunista in Francia

Traduzione di Marx21.it

Nel 1973, il colpo di stato del generale Pinochet contro il Governo di Unità Popolare in Cile provocò unondata di indignazione senza precedenti nei settori progressisti del mondo intero. La sinistra europea ne fece il simbolo del cinismo delle classi dominanti che avevano appoggiato questo pronunciamiento. Accusò Washington, complice del futuro dittatore, di aver ucciso la democrazia armando le braccia assassine dei militari golpisti. Nel 2017, al contrario, i tentativi di destabilizzazione del potere legittimo in Venezuela hanno raccolto nel migliore dei casi un silenzio infastidito, un sermone moralizzatore, quando non una diatriba antichavista da parte degli ambienti di sinistra, che si trattasse di responsabili politici, di intellettuali che godono di appoggi o di organi di stampa a grande tiratura.

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I partiti comunisti contro le vergognose provocazioni anticomuniste della presidenza dell'UE

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estonia glorificacao nazi fascismo waffen ssLe dichiarazioni di condanna della “Giornata Europea” all'insegna dell'anticomunismo e della falsificazione della storia

Traduzione di Marx21.it

Sull'iniziativa anticomunista dell'Unione Europea del 23 agosto in Estonia
Comunicato del Partito Comunista Portoghese (PCP)

Il Partito Comunista Portoghese denuncia e condanna con forte indignazione la promozione, da parte della presidenza estone dell'Unione Europea, il 23 agosto, a Tallin, capitale dell'Estonia,un'altra grave manifestazione di anticomunismo e revisionismo storico.

Con il pretesto della celebrazione dell'autoproclamata e provocatoria “Giornata europea della memoria delle vittime di tutti i regimi autoritari e totalitari”, l'Unione Europea promuove, identificandosi con esse, le più reazionarie concezioni e falsificazioni della storia contemporanea, calunnia senza scrupoli le esperienze del socialismo e in modo deplorevole equipara fascismo e comunismo, assolvendo e passando sotto silenzio i crimini del nazifascismo e le responsabilità delle grandi potenze capitaliste che – con il Trattato di Monaco, che aveva legittimato l'annessione della Cecoslovacchia da parte della Germania nazista – hanno aperto la strada all'inizio della Seconda Guerra Mondiale e all'invasione dell'Unione Sovietica da parte delle orde hitleriane.

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Una festa all'insegna della lotta per la pace e del dialogo tra comunisti

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ne 11 14 082017di Stefano Barbieri, redazione Marx21.it

Dall’11 al 14 Agosto 2017 si è svolta a Ne, in provincia di Genova, la festa dell'Associazione Marx XXI, del sito Marx21.it e delle sezioni locali del PCI e di Rifondazione Comunista, quattro giorni che hanno coniugato la sagra tradizionale delle feste comuniste, imperniata su una ottima cucina, sulle serate danzanti e gli stand espositivi, con appuntamenti di dibattito pubblico sui grandi temi della politica e della cultura del nostro tempo.

L’apertura di Venerdì 11 Agosto, condizionata da più temporali durante la serata, ha visto all’interno dell’area ristorante, adibita per questo a luogo dell’incontro, la presenza di Mauro Gemma, direttore di Marx21.it e Giuseppe Padovano, coordinatore del Comitato No Guerra No Nato, a confrontarsi a tutto campo sul tema “Fermare la Nato e i preparativi della guerra globale”, evidenziando un livello di analisi e di conoscenza dello scenario internazionale nel ventunesimo secolo come in poche altre occasioni si può riscontrare, mettendo in fila la storia degli ultimi trent’anni di scontro tra le realtà imperialiste e capitaliste con quei Paesi che, dalle varie latitudini del mondo, si oppongono al progetto di egemonia a guida USA, il ruolo devastante della NATO ed il contrappeso che esercitava, contro di essa, il fu Patto di Varsavia, la costruzione di un nuovo fronte, seppur diversissimo al proprio interno, guidato dai paesi del cosiddetto BRICS, il ruolo di Cina e Russia, le responsabilità innegabili degli Stati Uniti d’America in tutte le aree di conflitto armato aperte nel mondo, dalla Siria all’IRAQ, dal sud America al Medio Oriente, il terrorismo globalizzato, l’arretratezza in questo quadro della sinistra italiana ed europea quasi in contrapposizione alla lucidità almeno di una parte della Chiesa cattolica, la quasi scomparsa del grande movimento per la pace presente in Italia e la funzione minoritaria dei comunisti.

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L'obiettivo di Mike Pence in America Latina: “distruggere il Venezuela”

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pence macridi Misión Verdad

Il primo viaggio del vicepresidente statunitense Mike Pence in America Latina ha avuto un unico obiettivo: il Venezuela e l'accumulo di forze per favorire una svolta nel potere politico di questo paese.

Anche se abitualmente relegate in secondo piano le ragioni che giustificano i viaggi di coloro che occupano la vicepresidenza degli Stati Uniti di solito riguardano le relazioni tra gli USA e i paesi visitati. In questo caso, l'interesse di Pence si sarebbe però concentrato sul Venezuela nel momento più straordinario delle relazioni tra gli Stati Uniti e questo paese, segnato dalle minacce militari del presidente Donald Trump contro la nazione caraibica.

Gli obiettivi del viaggio


In Colombia Pence ha fatto riferimento alla situazione politica che attraversa il Venezuela e ha affermato che il suo paese continuerà ad appoggiare elezioni libere nell'emisfero occidentale “fino a quando verrà restaurata la democrazia per il popolo venezuelano”.

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La calda estate petrolifera

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giacimenti petroliodi Demostenes Floros | da abo.net

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Da una parte il progresso, per quanto lieve, delle quotazioni del greggio e il rafforzamento dell'euro sul dollaro, dall'altro le strategia USA di contrasto alle esportazioni russe sostenute dalle nuove sanzioni. Si preannuncia un autunno energetico di grande dinamismo.

A luglio, i prezzi del petrolio sono aumentati. In particolare, la qualità Brent North Sea ha aperto le contrattazioni a 49,58$/b e le ha chiuse a 52,68$/b mentre il West Texas Intermediate ha aperto a 47,19$/b per chiudere a 50,20$/b. Nel momento in cui scriviamo Il Brent sta prezzando 51,74$/b e il WTI a 48,94$/b. Il 7 luglio, sia il benchmark europeo e asiatico, sia il riferimento americano, hanno toccato il minimo mensile, rispettivamente prezzando 47$/b e 44,47$/b in quanto i dati ufficiali hanno messo in luce che i produttori statunitensi avevano incrementato dell’1% il loro output nel corso dell’ultima settimana di giugno. Infatti, le estrazioni petrolifere americane, dopo essere temporaneamente diminuite di 100.000 b/g per un totale di 9.250.000 b/g, hanno nuovamente raggiunto i 9.338.000 b/g. 

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Il meccanismo dei BRICS ha un futuro promettente

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brics bandieredi Wang Wen, Direttore esecutivo dell'Istituto Chongyang di Studi Finanziari dell'Università Renmin della Cina

da resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

I paesi membri del BRICS hanno differenze storiche, culturali, a livello di crescita economica, di tradizioni sociali, tra le altre. Tuttavia, tutte sono economie emergenti con qualità uniche e con interessi comuni di fronte ai vari problemi che incidono nell'attuale scenario globale. Attraverso l'apprendimento e l'aiuto reciproci, la complessiva ascesa di questo blocco sarà in grado di portare benefici alla comunità internazionale.

In un incontro di think tanks dei paesi BRICS svoltasi alcuni mesi fa, gli esperti partecipanti hanno confrontato il sistema BRICS con quello del G7, constatando il suo “enorme potenziale” e prevedendo il futuro più brillante per il primo.

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Il Venezuela a Ginevra. Attenti agli esperti dell’Onu e a chi li informa…

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venezuela comunicatoufficialedi Marinella Correggia | da sibialiria.org

Sul sito del Ministero degli esteri venezuelano si legge in spagnolo e inglese un comunicato che stigmatizza l'infondatezza e la mancanza di imparzialità di un rapporto sulla situazione in Venezuela, diffuso dall'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani dell'Onu (OHCHR) che ha sede a Ginevra (per sapere qualcosa di più su quest'Ufficio e sul relativo Alto Commissario, nonché sul Consiglio Onu per i diritti umani, si veda qui). 

In fondo a queste righe la traduzione in italiano del comunicato del Ministero degli esteri venezuelano. Quest’ultimo fa notare che “l'ampia documentazione avanzata dal Venezuela a proposito delle efferate violenze dell'opposizione (con la connivenza dei relativi leader) è stata ignorata dall'Ufficio dell'Alto Commissario, il quale ha preferito mettere insieme un documento infondato e di parte, ancora non concluso”; oltretutto, l’Ufficio dell’Alto Commissario non ha mandato per redigere rapporti su un paese se non glielo chiede il Consiglio dei diritti umani dell’Onu (nel quale siedono a turno 47 Stati membri delle Nazioni unite). Il ministero degli esteri spiega che l'OHCHR “spaccia per rapporto Onu sul Venezuela una serie di interviste condotte da sedicenti esperti".

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Gli Stati Uniti costruiscono basi militari in Ucraina, sulla costa del Mar Nero

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soldati usa sbarco"Pravda”, organo del Partito Comunista della Federazione Russa

da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

La scorsa settimana, i media ucraini hanno concentrato l'attenzione sul fatto che a Ochakiv nella regione di Mykolayv, a 150 chilometri dalla Crimea, le forze del battaglione mobile del corpo dei marines statunitensi stanno costruendo il “Centro di gestione operativa della flotta della Marina ucraina”.

Non è un segreto che, dopo il colpo di Stato del 2014 in Ucraina, la potenza egemonica mondiale aveva previsto di dislocare nella penisola di Crimea una sua base navale. Allora Mosca è stata in grado di prevenire Washington, ma i politicanti di oltreoceano stanno attualmente facendo sforzi per avvicinare alle regioni russe la propria infrastruttura militare. Gli Stati Uniti non potranno mai rassegnarsi al fatto che la Crimea fa parte della Russia.

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Grandi manovre attorno al Venezuela

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southcom soldati portoricodi Manlio Dinucci
il manifesto, 22 agosto 2017

I riflettori politico-mediatici, focalizzati su ciò che accade all’interno del Venezuela, lasciano in ombra ciò che accade attorno al Venezuela. Nella geografia del Pentagono, esso rientra nell’area dello U.S. Southern Command (Southcom), uno dei sei «comandi combattenti unificati» in cui gli Usa dividono il mondo.

Il Southcom, che copre 31 paesi e 16 territori dell’America latina e Caraibi, dispone di forze terrestri, navali, aeree e del corpo dei marines, cui si aggiungono forze speciali e tre specifiche task force: la Joint Task Force Bravo, dislocata nella base aerea di Soto Cano in Honduras, che organizza esercitazioni multilaterali ed altre operazioni; la Joint Task Force Guantanamo, dislocata nell’omonima base navale a Cuba, che effettua «operazioni di detenzione e interrogatorio nel quadro della guerra al terrorismo»; la Joint Interagency Task Force South, dislocata a Key West in Florida, con il compito ufficiale di coordinare le «operazioni anti-droga» in tutta la regione.

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Respingere le minacce di Trump contro il Venezuela

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maduro declavenzDichiarazione del Centro Brasiliano di Solidarietà ai Popoli e Lotta per la Pace

da cebrapaz.org.br

Traduzione di Marx21.it

Vari movimenti sociali e governi hanno condannato con fermezza le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui gli Stati Uniti che hanno “truppe in tutto il mondo, in luoghi molto lontani” non scartano l' “opzione militare” contro il Venezuela, che è più vicina a loro.

Il Centro Brasiliano di Solidarietà ai Popoli e Lotta per la Pace (Cebrapaz) respinge costantemente l'ingerenza sostenuta dagli USA e dai loro alleati negli affari interni del paese fratello, che si manifesta soprattutto nell'aggressività contro il governo bolivariano del presidente Nicolás Maduro, e si unisce alle voci indignate di denuncia del comportamento belligerante di Trump.

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Dalla Svizzera al Donbass: archeologia e solidarietà contro la guerra!

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studenti donbass 1da sinistra.ch

Riceviamo dal Partito Comunista (Svizzera) e volentieri pubblichiamo

Il nostro portale ha fin dall’inizio raccontato le vicende ucraine: ben prima del colpo di stato fascista del 2014 avevamo tirato il campanello d’allarme su quanto si stava preparando. Nel 2012 avevamo pubblicato l’articolo di Francesco Vitali che denunciava le ingerenze dell’Unione Europea ai danni della sovranità ucraina (leggi), che stavano preparando la “rivoluzione colorata” avvenuta nel 2014 con l’inizio della leggi razziali ai danni dei russi, come nel 2014 spiegava Davide Rossi sempre da questo portale (leggi). Nel 2016 ospitavamo la traduzione di un testo di Guy Mettan che ricordava il golpe a due anni di distanza (leggi).

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La mobilitazione dei comunisti venezuelani contro le minacce di intervento militare degli Stati Uniti

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pc venezuela bp rueda prensa 14ago2017Dichiarazione di Carlos Aquino, dell'Ufficio Politico del Partito Comunista del Venezuela (PCV)

da prensapcv.wordpress.com

Traduzione di Marx21.it

“Le recenti dichiarazioni di Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, dimostrano che le più svariate forme di intervento e ingerenza da parte di questo governo non cessano, e viene confermato che l'intervento militare contro il nostro paese continua ad essere concretamente possibile”.

Così ha dichiarato Carlos Aquino, membro dell'Ufficio Politico del Partito Comunista del Venezuela, esprimendo il ripudio da parte dell'organizzazione comunista delle minacce di Trump, che ha affermato di non scartare l'intervento militare diretto contro il Venezuela, come una delle possibili opzioni della politica interventista del governo statunitense.

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Il welfare aziendale: una favola nera

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industria meccanicadi Lucia Mango, Segreteria Nazionale PCI

da ilpartitocomunistaitaliano.it

In questo periodo nelle aziende metalmeccaniche si lavora alla contrattazione di secondo livello.

Questo perché in questo paese oggi i contratti collettivi nazionali si ‘integrano’ con la contrattazione aziendale o territoriale, quella tra rappresentanze sindacali e azienda, quella che cambia da realtà a realtà, in base al potere contrattuale dell’RSU e/o in base all’etica o alla ‘bontà d’animo’ del padrone e all’andamento dei suoi profitti.

Dal 2015 poi il jobs act ha, con l’art.51, equiparato il contratto nazionale collettivo alla contrattazione di secondo livello su un numero abnorme di regole (comprese la percentuale massima dei lavoratori a tempo determinato e la durata massima degli stessi), rendendo di fatto del tutto variabili in base al luogo e al datore di lavoro le condizioni materiali dei lavoratori della medesima categoria.

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Venezuela, la questione centrale del potere

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Venezuela folladi Albano Nunes

da “Avante”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

La questione dello Stato è la questione centrale di ogni rivoluzione

La violenza della campagna contro il Venezuela bolivariano e la non meno violenta ondata di anticomunismo vomitata contro il Partito Comunista Portoghese sono spiegabili solo perché ciò che è in gioco è il destino di un processo rivoluzionario. La straordinaria intensificazione della lotta che oppone le forze reazionarie e l'imperialismo alle forze che difendono le conquiste realizzate dal momento della storica vittoria di Hugo Chávez nelle elezioni presidenziali del 1998 non riguarda solo l'orientamento politico del potere, ma il potere stesso, il suo contenuto economico e sociale e la natura di classe.

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La Cina difende la non ingerenza in Venezuela

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Hua Chunying e1502721070212da resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

Il ministero degli Esteri cinese ha difeso l'importanza della non interferenza negli affari interni dei paesi, esprimendo il proprio parere sulle recenti minacce del presidente statunitense Donald Trump al Venezuela.

Rispondendo a Prensa Latina, la portavoce Hua Chunying ha affermato che i problemi devono essere risolti nel rispetto dell'uguaglianza sovrana di tutti gli Stati e che non si deve intervenire negli affari interni di altre nazioni.

“Abbiamo letto le notizie riguardo questo tema, e conosciamo anche l'atteggiamento di altre nazioni latinoamericane sull'argomento. La Cina mantiene il suo principio: si deve rispettare la non interferenza nelle questioni degli altri paesi”, ha dichiarato la portavoce della cancelleria cinese.

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