di Fosco Giannini
Sono gli anni ’80, e in Italia, assieme alle spinte volte alla cancellazione del PCI e alla “normalizzazione” – gialla e moderata - della CGIL, si fa strada un’altra concezione, una “nuova” parola d’ordine : “Siamo alla fine storica della classe operaia”. Non tutti, allora, riuscirono a mettere insieme le questioni e capire che vi era un nesso – sociale e ideologico – profondo tra il progetto di liquidazione del PCI, il depotenziamento della natura di classe della CGIL e il tentativo di ratificare “ la fine della classe operaia”. L’insieme delle tre questioni, in verità, tendeva a cancellare il punto di vista di classe in Italia, consegnando al solo capitale la conduzione della lotta di classe. Progetto, peraltro, riuscito.
Associazione Politico-Culturale Marx XXI
18 maggio: lezioni di lotta e di prospettiva
I venti di guerra esigono la mobilitazione per la pace e contro la strategia criminale dell'imperialismo.
di Ângelo Alves, della Commissione politica del Partito Comunista Portoghese | da www.avante.pt
Traduzione di Marx21.it
Gli ultimi attacchi dell'aviazione israeliana contro la Siria sono un atto di guerra e un altro elemento esplosivo nella situazione del Medio Oriente. Meritano la più viva condanna da parte di chi difende il diritto internazionale, la sovranità e l'integrità territoriale delle nazioni e lotta per la pace. Perpetrati nei pressi di Damasco contro diversi obiettivi militari, e con rapporti che indicano la possibilità che siano state usate armi all'uranio impoverito, questi attacchi non rappresentano le uniche azioni provocatorie, illegali e criminali del regime sionista. Oltre a un simile attacco realizzato nel gennaio di quest'anno, nelle ultime settimane si sono ripetuti attacchi contro la Palestina, violazioni dello spazio aereo libanese e siriano, incursioni e provocazioni militari nel Sud del Libano e minacce contro l'Iran. Possiamo allora dire che tali attacchi sono anche un elemento della campagna permanente di provocazione di Israele contro i suoi vicini. Lo sono. Ma sono anche qualcosa di più. Il quadro in cui si realizzano e lo scenario militare e politico ci pongono di fronte a un altro livello della strategia imperialista di aggressione e possibile “balcanizzazione” della Siria.
A Bologna una battaglia referendaria in difesa della Costituzione, dei diritti sociali e della democrazia
di Fabio Besia insegnante, Federazione PdCI Bologna
«La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato». Articolo 33 della Costituzione Italiana
«Quale fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali che vengono erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole d’infanzia paritarie a gestione privata ritieni più idonea per assicurare il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell’infanzia?
A) utilizzarle per le scuole comunali e statali
B) utilizzarle per le scuole paritarie private»
Quesito del referendum consultivo comunale bolognese del 26 maggio 2013
Espansione mondiale della NATO nell'era del dopo Guerra fredda
di Rick Rozoff, Stop NATO | globalresearch.ca
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Uno degli sviluppi più significativi del periodo post-guerra fredda, e certamente il più inquietante, è la trasformazione della North Atlantic Treaty Organization (NATO), blocco militare creato dagli Stati Uniti durante la genesi della Guerra fredda nel 1949, in un'organizzazione che è cresciuta fino a includere la totalità dell'Europa, che ha ampliato le partnership militari in tutto il mondo e condotto la guerra in tre continenti. Nel 2006 Kurt Volker, a suo tempo nel Dipartimento di Stato e due anni dopo ambasciatore degli Stati Uniti presso la NATO, rivendicava che l'anno precedente la NATO era stata "impegnata in otto operazioni contemporanee in quattro continenti".
Per un rafforzamento di classe e unitario dei comunisti
di Erman Dovis, Comitato Centrale Pdci
"è necessario promuovere la costituzione organica di un partito comunista, che non sia un'accolita di pensatori dottrinari o di piccoli Macchiavelli, ma un partito d'azione comunista rivoluzionaria, un partito che abbia coscienza esatta della missione storica del proletariato e sappia guidare il proletariato all'attuazione della sua missione, che perciò sia il partito della classe operaia e delle masse lavoratrici, che vogliono liberarsi coi propri mezzi, autonomamente, dalla schiavitù politica e industriale attraverso l'organizzazione dell'economia sociale, e non un partito che si serva delle masse lavoratrici per tentare imitazioni eroiche dei giacobini francesi." Antonio Gramsci, tratto da L’Ordine Nuovo, 3 Luglio 1920.
Attualità
Alla base di ogni crisi capitalistica vi è sempre la teoria scientifica, dimostrata da Marx, del plusvalore, quella parte di valore cioè, che è creata dalla produzione del lavoratore e non viene pagata da chi possiede i mezzi di produzione.
Primi risultati in politica estera del governo Letta-Alfano-Bonino
di Fausto Sorini, dipartimento esteri PdCI
500 marines arrivano alla base di Sigonella, che rafforza il suo ruolo di gendarme USA nel Mediterraneo.
Un nuovo intervento militare in Libia?
Scrive Antonio Mazzeo sul Manifesto del 15 maggio che “gli Stati Uniti starebbero pensando di lanciare un nuovo attacco militare in Libia dalla stazione aeronavale di Sigonella. 500 marines sono stati trasferiti nei giorni scorsi in Sicilia dalla base di Rota in Spagna. Gli uomini fanno parte della Marine Air Ground Task Force (Magtf), la forza speciale costituita nel 1989 per garantire al Corpo dei Marines flessibilità e rapidità d’azione nei differenti scacchieri di guerra internazionali. L’unità di Rota è stata attivata dal Pentagono solo un paio di mesi fa per sostenere il Comando Usa in Africa (Africom) nell’addestramento e la formazione delle forze armate dei partner continentali e intervenire rapidamente in Africa in caso di crisi”.
Pronto nuovo intervento USA in Libia da Sigonella
da antoniomazzeoblog.blogspot.it
Gli Stati Uniti starebbero pensando di lanciare un nuovo attacco militare in Libia dalla stazione aeronavale di Sigonella. Cinquecento marines sono stati trasferiti nei giorni scorsi in Sicilia dalla base di Rota in Spagna. Gli uomini fanno parte della Marine Air Ground Task Force (MAGTF), la forza speciale costituita nel 1989 per garantire al Corpo dei Marines flessibilità e rapidità d’azione nei differenti scacchieri di guerra internazionali.
L’unità di Rota è stata attivata dal Pentagono solo un paio di mesi fa per sostenere il Comando Usa in Africa (Africom) nell’addestramento e la formazione delle forze armate dei partner continentali e intervenire rapidamente in Africa in caso di crisi. La decisione di dar vita alla nuova task force è stata presa nel settembre 2012 dopo l’attentato terroristico contro il consolato Usa di Bengasi in cui persero la vita quattro funzionari tra cui l’ambasciatore in Libia, Christopher Stevens.
Il finanziamento pubblico ai partiti, l’informazione e la crisi
di Lorenzo Battisti, Pdci Bologna
La cosa più paradossale di questa crisi capitalistica è che si parla di tutto tranne che della crisi stessa. Mentre milioni di italiani restano disoccupati o sotto occupati in lavori precari, al centro della pubblica opinione ci sono temi che nulla hanno a che fare con la loro vita. Gli effetti di questa crisi non possono però essere nascosti alle vittime stesse, per cui vengono costruite soluzioni politiche capaci di sviare la rabbia verso obiettivi che non siano pericolosi per il capitalismo italiano.
Beppe Grillo ha fatto la sua fortuna grazie all’abilità di indirizzare la rabbia popolare verso i partiti e verso i politici invece che contro la finanza e il capitalismo. In particolare ha insistito sul tema del finanziamento pubblico ai partiti e sui privilegi della cosiddetta casta (un termine, ricordiamocelo, lanciato dai giornalisti del Corriere Rizzo e Stella nel 2006, prima cioè del V-day da cui Grillo è partito). Penso che sia bene allora chiarire questi temi e inquadrarli all’interno della reazione alla crisi del capitale italiano.
Il 18 maggio tutti a Roma!
di Fosco Giannini, responsabile nazionale PdCI Lavoro di massa
Affinché la manifestazione della FIOM sia l’inizio di un lungo e necessario ciclo di lotte
L’intera area dell’Unione europea è, ormai da troppo tempo, sotto la sferza iperliberista. I popoli, i lavoratori, i giovani, le donne di questa vasta area sentono crollare attorno a sé, giorno dopo giorno, ogni garanzia sociale, ogni diritto. Le pensioni, i salari, gli stipendi, sono attaccati ed erosi dalle politiche antioperaie condotte dalla BCE e dalla nuova “monarchia” economica tedesca. Di fronte all’involuzione liberista di gran parte della socialdemocrazia europea crescono, dall’Inghilterra all’Italia, dal nord al sud d’Europa, esperienze politiche nuove, populiste, guidate da leader e gruppi dirigenti ambigui, conservatori e reazionari, tendenti ad organizzare attorno a sé il malessere diffuso, il dolore e la disperazione sociale. E’ il caso dell’United Kingdom Indipendence Party (Ukip) di Nikel Farage, che nelle recenti elezioni tenutesi nel Regno Unito ha raggiunto – su posizioni antieuropeiste di destra – il 23% dei voti. E ciò in un contesto europeo che vede già molte altre forze antidemocratiche e di destra, simili all’Ukip inglese, organizzare inquietanti consensi di massa: è il caso del Fronte Nazionale di Marine Le Pen in Francia, che oggi i sondaggi danno al 24%; è il caso del Vlaams Belang, vicino al 10% in Belgio; del Partito della Libertà in Olanda, di Geert Wilders, anch’esso al 10% dei voti; del Partito popolare danese di Pia Kjaersgaard, che i sondaggi danno al 16%; dei Veri Finlandesi di Timo Soini, che con circa il 20% dei voti è la terza forza politica del Paese; è il caso del nuovo movimento tedesco, Alternativa per la Germania, di Berd Lucke, che i sondaggi danno al 26%.
La nuova guerra d’aggressione contro la Repubblica Democratica del Congo sarà sconfitta?
di Tony Busselen | da www.michelcollon.info
Traduzione dal francese per Marx21.it a cura di Massimo Marcori
Il lungo saggio (eccellentemente tradotto da Massimo Marcori) che qui proponiamo non è recentissimo. Risale a prima del conflitto scatenato dai ruandesi nel novembre 2012 (link). L'interesse del contributo di Tony Bussselen, profondo conoscitore della realtà congolese e africana risiede nella dovizia di informazioni che permettono al lettore di comprendere meglio il dipanarsi delle vicende che si svolgono in una delle più martoriate aree dell'intero pianeta, la cui tragedia è sistematicamente ignorata dall'apparato mediatico al servizio degli interessi delle grandi potenze imperialiste.
Una nuova guerra minaccia l’Est del Congo. Il presidente ruandese Paul Kagame ha voltato le spalle all’accordo di collaborazione con la Repubblica Democratica del Congo, concluso agli inizi del 2009, e ha preparato una guerra per il Kivu. Una guerra che deve impedire il progresso e la ricostruzione della RDC. La mobilitazione del popolo congolese potrà difendere l’unità del paese, evitare una nuova guerra d’aggressione ed aprire la strada alla pace e alla ricostruzione?
VERBALE Assemblea “2 maggio – Comunisti di Terra Jonica (ri)Uniamoci”
Il giorno 2 maggio si è svolta l’Assemblea Pubblica sul tema della riunificazione di tutti i Comunisti.
Tra i numerosissimi intervenuti fa spicco la presenza di Enzo D’Onghia e Michele Contino.
L’introduzione è stata fatta dal compagno Giuseppe Miceli e dalla compagna Sarah Latorre, i quali si sono soffermati sulla necessità di non tergiversare e iniziare a realizzare, nell’immediato, il processo di riunificazione di tutti i Comunisti sul modello organizzativo del PCI.
Questa necessità è scaturita dagli eventi che si susseguono da diversi anni, eventi che vedono il sopravvento dell’antipolitica con lo slogan” i partiti sono tutti uguali e tutti corrotti” quell’antipolitica che ha visto penalizzare quei partiti di sinistra, quella comunista, che è sempre stata alla testa del movimento operaio, della classe lavoratrice nel suo insieme, dei pensionati e dei meno abbienti.
A Roma forze speciali di «pace»
di Manlio Dinucci, il Manifesto 14 maggio 2013
Nell’incontro col segretario di stato John Kerry, il ministro degli esteri Emma Bonino ha ribadito il fermo impegno dell’Italia nel contribuire a un accordo di pace israelo-palestinese e, in generale, al processo di pace in Medio Oriente. Che l’Italia sia impegnata è indubbio, bisogna però vedere per che cosa.
Lo ha messo in evidenza, due giorni dopo, un incidente aereo. Sabato è precipitato nel savonese, durante un test di certificazione, un prototipo del caccia M-346 dell’Alenia Aermacchi (Finmeccanica), che dal 2014 verrà fornito a Israele in 30 esemplari. Considerato l’addestratore più avanzato oggi esistente al mondo, il bireattore M-346 potrà essere usato dall’aeronautica israeliana non solo per preparare i piloti ad attacchi ancora più micidiali, ma anche come caccia da combattimento «per ruoli operativi a costi contenuti», ossia per attacchi aerei low cost contro Gaza, la Siria e altri paesi: l’M-346 può infatti trasportare 3 tonnellate di bombe e missili. L’Alenia assicurerà il supporto logistico.
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