70 anni di ONU ... Due diverse visioni

70 anni di ONU ... Due diverse visioni

di Diego Angelo Bertozzi

Il dibattito in vista della commemorazione del 70° anniversario della nascita dell'Organizzazione della Nazioni Unite (Onu) consente - sebbene non ce ne fosse granché bisogno - di confrontare due opposte visioni sul futuro delle relazioni internazionali e, di conseguenza, del…

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I comunisti russi in merito all'assassinio di Boris Nemtsov

I comunisti russi in merito all'assassinio di Boris Nemtsov

da kprf.ru

Nella tarda serata del 27 febbraio, è stato brutalmente assassinato a Mosca Boris Nemtsov, uno degli esponenti più noti dell'opposizione russa liberale e filo-occidentale, proprio alla vigilia della manifestazione che la destra liberista ha in programma per il 1 marzo...

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Stato di Palestina: il governo Renzi decide di non decidere

Stato di Palestina: il governo Renzi decide di non decidere

da comunisti-italiani.it

Ancora una volta Renzi decide di non decidere e sul Medio Oriente finisce per sostenere le politiche di guerra del governo ultrasionista di Netanyahu. La decisione di votare due ...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Il Partito Comunista e il movimento sindacale

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sindacati-manifestazione-lavorodi Stefano Barbieri, Direzione Nazionale PCdI

Relazione al seminario sulla forma partito.
Ricostruire il Partito Comunista - Bologna, 24 gennaio 2015

Il dibattito sul rapporto tra sindacati e comunisti è un dibattito antico. Un dibattito che si è legittimamente riproposto molte volte nella storia del movimento comunista internazionale e che, in realtà, prescinde dal puro specifico sindacale e tocca la questione centrale della conquista delle masse come chiave della prospettiva rivoluzionaria.

Questo era il punto di partenza di Lenin nella sua polemica con l’ultrasinistrismo di allora, sulle questioni tattiche generali più importanti (dal sindacato appunto, alla questione elettorale).

La questione sindacale si collega strettamente a quella della conquista della maggioranza della classe operaia e del proletariato. Questo concetto è punto centrale del testo delle gramsciane tesi di Lione, approvate al 3° congresso del Partito Comunista d’Italia.

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Eugenio Curiel, 70 anni dopo

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curiel schizzoa cura di Alexander Höbel

70 anni fa, il 24 febbraio 1945, Eugenio Curiel – capo della gioventù comunista e animatore instancabile del Fronte della Gioventù, tra i maggiori teorici della “democrazia progressiva” – veniva ucciso dai fascisti a Milano. Lo ricordiamo con due citazioni – una del dirigente comunista Arturo Colombi, l’altra di Quinto Bonazzola, recentemente scomparso, che del Fronte della Gioventù di Curiel fece parte – tratte da una ricerca inedita di Spartaco A. Puttini. Cogliamo l’occasione per tornare a consigliare anche la lettura dei volumi che Cosimo Cerardi e Gianni Fresu hanno dedicato al comunista triestino, e per segnalare che sabato 7 marzo (ore 9-13), per iniziativa della sezione Anpi “Eugenio Curiel”, si terrà all’Università Statale di Milano (via Festa del Perdono, 7) un importante convegno dedicato alla sua figura.

«Il 24 febbraio del 1945 pranzammo in ufficio: Curiel, io, la sua giovane compagna e due altre nostre collaboratrici. Subito dopo discutemmo il piano del numero de “l’Unità” che doveva uscire nei giorni seguenti; ci ripartimmo i compiti, poi ci salutò, salutò la sua compagna e uscì. Non dovevamo più rivederlo vivo. Mezz’ora dopo, a poca distanza da noi, egli era freddato a colpi di mitra dagli sgherri fascisti. Sapemmo poi che lo aveva denunciato un miserabile traditore, ex confinato a Ventotene. Curiel ci aveva detto di aver fatto un incontro spiacevole. Un individuo che a Ventotene faceva il delatore lo aveva incontrato salutandolo cordialmente: buongiorno professore! Non demmo l’importanza dovuta alla cosa e le conseguenze furono tragiche. […] Mentre [Curiel] transitava per piazzale Baracca una squadra fascista lo raggiungeva e il triste delatore gridava: è lui!

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L'aiuto umanitario per Pervomajsk e Krasnodon

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da ucrainaresiste.livejournal.com

Proseguiamo con la traduzione dei post di Sheremetyeva Evdokiya (littlehirosima.livejournal.com). La prima parte pubblicata su Marx21.it,  si trova anche a questo indirizzo.

donbass bambiniPrimo viaggio
(post del 25 dicembre 2014) 

A lungo stavo a pensare – cosa posso scrivere nel rendiconto sui soldi raccolti e su tutto ciò che è diventato l'aiuto umanitario per Pervomajsk lo scorso fine settimana?

Sinceramente, dopo che ho pubblicato il post – dai, facciamolo tutto da soli, - ero perplessa. Perché non immaginavo proprio che cosa bisognava fare. Che cosa portare? Come portare? Chi porterà? Insomma, cosa fare? E come? Solo il silenzio risuonava. Già ero disperata. Perché ho fatto questa decisione?

E poi mi ha scritto Sasha: - Dunia, noleggio una macchina, andiamo e portiamo.

L'ha fatto così facilmente senza fare domande, senza spaventi. Non l'ho mai visto nella mia vita. Lo conosco solo virtualmente. E lui semplicemente mi ha fatto questa proposta.

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Documento conclusivo del C.c. del PCdI del 22 febbraio 2015

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da www.comunisti-italiani.it

Il Comitato Centrale del Pcdi, tenutosi a Roma il 22 febbraio scorso, ha approvato a larghissima maggioranza il seguente documento conclusivo di indirizzo:

Il Comitato Centrale:

– esprime forte preoccupazione per l’addensarsi sull’Europa di venti di guerra, che hanno il loro epicentro nella crisi Ucraina e nella volontà dei settori più oltranzisti dell’imperialismo, dell’Unione Europea e della Nato, di accentuare la loro linea aggressiva nei confronti della Russia e della sua partnership strategica con la Cina, che rappresentano l’architrave dei BRICS e il principale contrappeso ad un quadro mondiale dominato dall’imperialismo.

– sostiene la ripresa di una campagna di massa nel Paese volta a sostenere l’uscita dell’Italia dal sistema di guerra e di aggressione rappresentato dalla NATO, e per una politica estera rigorosamente rispettosa dell’art.11 della Costituzione.

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Mai esistito uno Stato in Libia?

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gheddafi ceneredi Manlio Dinucci
da il manifesto, 24 febbraio 2015

Non è vero che la guerra del 2011 abbia disgregato lo Stato libico. Il perché ce lo ha spiegato il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo al Senato: «Ritengo che, nel senso moderno dell'espressione, uno Stato non sia mai esistito in Libia». Pochi mesi fa, aveva definito la Libia «Stato fallito» (categoria creata dal «Fondo per la pace» Usa). Ora però ci ha ripensato: «Che si possa parlare oggi di Stato fallito suscita in me perplessità: non era uno Stato l'esercizio del potere autocratico e personale del presidente Gheddafi sulla base di un sistema di equilibri con la moltitudine delle tribù».

Sulla sponda sud del Mediterraneo non c’era dunque uno Stato, la Repubblica araba di Libia, nata nel 1969 dopo oltre 30 anni di dominio coloniale italiano e quasi 20 di una monarchia succube di Gran Bretagna e Stati uniti. Uno Stato che, abolita la monarchia, aveva chiuso nel 1970 le basi militari statunitensi e britanniche, e nazionalizzato le proprietà della British Petroleum.

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Voci contro la guerra dall'Ucraina occidentale

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di Marinella Correggia

Questo video dà conto degli incontri effettuati in Ucraina occidentale nella seconda metà di gennaio, al seguito di una giornalista russa. In quell'area filo-occidentale e filo-Nato la propaganda di Kiev e dei media è fortissima, con la solita demonizzazione dell'avversario: le repubbliche autonome in Donbass. Una specie di lavaggio del cervello della popolazione, alla quale vengono anche fatte balenare le verdi praterie dell'Europa. E là, nella parte ovest dell'Ucraina, è anche in atto un impressionante revisionismo storico, per il quale nella Seconda guerra mondiale gli invasori non sono più i nazisti ma l'Unione sovietica. I nomi delle strade cambiano, le ricorrenze anche…

In questo contesto, resistono alcune persone che abbiamo incontrato e alle quali abbiamo chiesto, semplicemente: che cosa possiamo fare noi, cosa possiamo dire ai nostri politici affinché aiutino la pace anziché la guerra?

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La resistenza ai progetti di messa al bando del Partito Comunista di Ucraina

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partido-comunista-ucranianoda www.solidarite-internationale-pcf.fr
Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx 21.it

I giudici del Tribunale amministrativo di Kiev negano in blocco di trattare l'interdizione del PCU

Da otto mesi il nuovo governo illegittimo ucraino ha avviato una procedura di interdizione contro il Partito comunista di Ucraina. Tutti i mezzi erano permessi. Questa volta, i giudici del Tribunale Amministrativo di Kiev hanno deciso di non cedere al ricatto dell'esecutivo.

Il Partito comunista di Ucraina subisce da vicino da un anno un'offensiva senza precedente mirata a distruggerlo in quanto sola forza di opposizione nazionale, devota alla difesa dei lavoratori dell'Ucraina, senza alcuna distinzione né vassallaggio a qualche clan dirigente, oligarca o potere straniero.

Un anno di caccia contro il Partito comunista: tutti i colpi sono permessi

I progetti di legge che mirano a vietare il Partito Comunista e la sua ideologia sono stati presentati nel 2014 dai deputati populisti di estrema-destra come Oleg Liachko, hanno trovato un sostenitore nel Ministro del Giustizia Pavlo Petrenko che ha portato la questione davanti al Tribunale amministrativo di Kiev.

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L'establishment europeo mostra il suo disprezzo per il popolo

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guardia-grecia 640dichiarazione del Partito Comunista d'Irlanda
da www.communistpartyofireland.ie

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx 21.it

Il canto finale dell'establishment e dei suoi media sulla ritirata di Syriza sul debito greco e sul proseguimento del programma di austerità nasconde a malapena il completo disprezzo che questo ha per i popoli.

Poco importa se si pensava che Syriza avrebbe dovuto inevitabilmente arrendersi alle richieste dell'Unione europea o se invece si era sperato che avrebbero potuto alzarsi in piedi e sfidarla per difendere il popolo greco e mostrare quindi che una direzione alternativa era possibile all'interno dell'Unione europea e contrastare il FMI. Tutti coloro che sono ansiosi di sostenere gli interessi del popolo devono riflettere più seriamente su ciò che le ultime settimane hanno mostrato.

Una delle lezioni è che i trattati che disciplinano l'Unione europea hanno in effetti messo fuori legge, non solo qualsiasi soluzione radicale e popolare, ma sono state messe fuorilegge anche le politiche keynesiane, e che le forze dominanti sono determinate a risolvere la crisi del capitalismo a spese dei lavoratori.

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I comunisti portoghesi in merito all'accordo dell'Eurogruppo sulla Grecia

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grecia-europada www.pcp.pt | Traduzione di Marx21.it

Nota dell'Ufficio stampa del Partito Comunista Portoghese (PCP)

20 febbraio 2015

Il PCP denuncia l'intero processo di ricatti, pressioni e imposizioni che circonda l'accordo ora annunciato, in cui risulta ben evidente l'ipocrisia dell'Unione Europea e dei suoi principali responsabili.

Indipendentemente da un'ulteriore analisi del contenuto e delle conseguenze di tale accordo, ciò che emerge in questo processo è che gli orientamenti e i limiti imposti dall'Unione Europea e dall'Unione Economica e Monetaria rappresentano inaccettabili vincoli allo sviluppo di politiche a favore dei legittimi interessi e aspirazioni dei popoli, rispettose della loro volontà e sovranità.

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Mobilitare e organizzare il popolo dell'Argentina contro l'offensiva destabilizzatrice

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pc argentinada pca.org.ar | Traduzione di Marx21.it

Dichiarazione del Partito Comunista dell'Argentina

Le notizie che arrivano sul caso del giudice Nisman sono allarmanti in ragione del grave deterioramento che si evidenzia in apparati dello Stato, come il Potere Giudiziario, che conserva un forte carattere elitario, e i servizi di sicurezza.

Questa situazione è determinata e aggravata dalla dipendenza di questi corpi, in presenza della completa e sfacciata intromissione degli USA e di Israele che operano su questioni argentine in funzione delle loro strategie politiche globali e/o regionali e che costituiscono l'elemento centrale che spiega la contaminazione dell'eposodio AMIA con informazioni della CIA e del Mossad che vengono portate come prove, mentre invece dovrebbero essere considerate semplici speculazioni interessate ricavate dai mezzi di informazione. Si tratta di un intreccio che mira a sviare le inchieste per la ricerca della verità e a sostenere l'impunità dei criminali.

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Aspettando l’8 marzo

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Triangle-FOTO-OPERAIE-1di Laura Baldelli

Il cinema racconta il lavoro delle donne.
Le donne raccontano le donne.

E’ uscito coraggiosamente in alcune sale italiane il documentario “Triangle”, della regista Costanza Quadriglio, presentato lo scorso novembre al Torino film festival, nella sezione dedicata al lavoro, curata da Paolo Virzì, aggiudicandosi il Premio Cipputi. La regista ha voluto accostare il dramma consumato nel 1911 nell’incendio della fabbrica tessile di New-York ( il più grave incidente della storia industriale della città, dove morirono 146 lavoratrici tessili) alla tragedia delle operaie tessili di Barletta del 2011, morte come schiave sfruttate per pochi euro, sepolte sotto le macerie dopo il crollo di un fabbricato fatiscente. 

L’idea era scaturita dopo la visione di materiale d’epoca sulla fabbrica americana Triangle e dalla lettura del testo di Leon Stein “The Triangle fire”, così la regista ha deciso di raccontare assieme le due tragedie del lavoro femminile così lontane nel tempo e nello spazio geografico. 

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Le radici della guerra in Ucraina

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Donetsk-to-mar-004di Albano Nunes | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

La scalata dello scontro di USA-UE-NATO con la Russia racchiude enormi pericoli per la pace in Europa e nel mondo. I frenetici movimenti diplomatici che hanno portato Merkel e Hollande a Kiev, a Mosca e a Washington (solo Merkel) e a un nuovo vertice a Minsk di Germania, Francia, Ucraina e Russia, dimostrano che la situazione è realmente molto seria. La cessazione del fuoco concordata per il Sud-est dell'Ucraina avviene in un quadro in cui l'installazione del sistema anti-missili degli USA, la moltiplicazione delle basi militari nella regione e l'azione criminale delle brigate naziste armate dagli USA, si aggiungono alle decisioni della NATO di triplicare gli effettivi della sua “Brigata di Intervento Rapido” e del Congresso degli Stati Uniti sulla fornitura al governo golpista di armamneto “letale”, che rappresentano autentici preparativi alla guerra.

La Russia di oggi è un paese capitalista. Che nessuno si aspetti dal suo governo una politica estera conseguentemente antimperialista. Ma è un'evidenza che Putin non è Eltsin, che il governo russo non può non tenere conto della forza di un popolo che nei primi tempi della Rivoluzione d'Ottobre e nella “Grande Guerra Patriottica” ha respinto e sconfitto eroicamente l'aggressione straniera salvando l'umanità dalla barbarie nazi-fascista.

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Marwan Barghouti il Mandela palestinese

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barghouti mandelada www.civg.it

“La Palestina è la questione morale del nostro tempo” (Nelson Mandela)

Presentazione, finalità, organizzazione

L’iniziativa si inscrive nel quadro della Campagna internazionale per la liberazione di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane, simbolicamente lanciata il 27 ottobre del 2013 dalla cella di Robben Island, dove fu lungamente rinchiuso Nelson Mandela.

Alla Campagna hanno aderito l'arcivescovo Desmond Tutu, l'ex Capo del governo irlandese John Bruton, i premi Nobel per la pace, Mairead Corrigan e Jody Williams, l’ex Primo Ministro della Svezia Lena Hjelm-Wallén, l’attivista per i diritti civili degli afroamericani Angela Davis e molti altri personaggi di spicco della storia della lotta per i diritti umani.

In Italia l’appello, rilanciato da AssoPacePalestina e dalla Fondaziona Lelio e Leslie Basso, è stato sottoscritto fra gli altri da Gino Strada, Moni Ovadia, Maurizio Landini, Susanna Camusso, e da molte associazioni fra cui Libera, Arci, Cgil, Fiom, Un Ponte per, Pax Christi, Rete Radei resh, Comunità Palestinese in italia, Donne in Nero ….

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Le repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk si battono per la libertà, la dignità, l'indipendenza

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novorossja bandiereda kprf.ru | Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Dalla conferenza stampa di Ghennady Zyuganov, presidente del Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR), 17 febbraio 2015

“Si sono svolte nuove trattative a Minsk. Apparentemente su tutto ci si sarebbe accordati. E tuttavia, continuano i bombardamenti. Il che avrebbe dovuto indurre la giunta a Kiev e i suoi protettori americani a dare l'ordine ai soldati ucraini a Debaltsevo di consegnare immediatamente le armi e a tornarsene a casa! E invece si continua a utilizzare soldati e ufficiali come carne da cannone”, ha affermato emozionato il leader del PCFR.

“Il capo dello Stato e militare della Repubblica Popolare di Donetsk Aleksandr Zakharchenko – è un vero comandante e dirigente. Egli ha suggerito ai combattenti ucraini accerchiati a Debaltsevo: “Deponete le armi e andatevene dove volete, a Occidente come a Oriente. Noi ci comporteremo con onore verso di voi. Non vogliamo che vi trasformiate in carne da cannone. Ma né Poroshenko, né i suoi scagnozzi, né i loro protettori americani trovano il coraggio di trattare umanamente i soldati dell'esercito ucraino, come dovrebbero fare i veri comandanti e dirigenti”, - ha fatto notare G.A. Zyuganov.

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Intervista esclusiva a Manuel Zelaya, il presidente deposto dell'Honduras

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manuel-zelaya-anp-8422299 12di Jean Araud | michelcollon.info

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Dopo il colpo di stato del 2009, l'Honduras è divenuto uno dei paesi più violenti al mondo. Roberto Micheletti, il presidente imposto al momento del golpe, come anche il successore Porfirio Lobo, sebbene eletto in elezioni popolari, non sono stati inizialmente riconosciuti da nessuno dei paesi dell'America Latina. Il Journal de Notre Amérique offre ai suoi lettori una conversazione con il presidente costituzionale dell'Honduras Manuel Zelaya, realizzata da Jean Araud, corrispondente di Investig'Action a Caracas.

Signor Presidente, lei è stato vittima di un colpo di stato. Aveva dichiarato di essere di sinistra, distante da Washington e che avrebbe acconsentito all'Honduras di entrare nell'ALBA, l'Alleanza Bolivariana. Quando il colpo di stato ebbe luogo, Chavez mostròuna grande preoccupazione. Lei ha parlato spesso con i suoi amici. Quali sono i suoi ricordi del Presidente Chavez?

Chavez è un prodotto della storia. Le dinamiche sociali altro non sono che l'interrelazione tra le condizioni di vita degli esseri umani. Questo ha creato Chavez. Sono le condizioni di sottomissione, la povertà, la dipendenza, un'egemonia esercitata su tutta l'America Latina in un clima favorevole alla guerra civile.

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Hugo Chavez: le crisi programmate in Libia e Siria

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Il presidente venezuelano Hugo Chavez interviene sulle crisi programmate e provocate in Libia e Siria. La “sottrazione” dei 200 miliardi di dollari di riserve libiche dopo l’assassinio di Gheddafi. Chavez risponde a una giornalista della CNN in un estratto dalla conferenza stampa tenuta il giorno dopo la sua rielezione, l’8 ottobre 2012.

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La crisi in Ucraina e Grecia

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Demostenes Floros a TgCom24

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La gioventù democratica di tutto il mondo contro l'ingerenza imperialista in Venezuela

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jcv assembleada prensapcv.wordpress.com 

Traduzione di Marx21.it

Comunicato del Partito Comunista del Venezuela

L'Ufficio Politico del Partito Comunista del Venezuela (PCV) esprime il suo pieno appoggio alla Missione Internazionale di Solidarietà con la rivoluzione bolivariana “contro l'ingerenza imperialista” che si svolgerà dal 20 al 28 febbraio a Caracas, organizzata dalla Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (FMGD) che celebra 70 anni di lotta della gioventù del mondo contro l'imperialismo e in difesa della Pace e della Sovranità dei Popoli.

Lo ha comunicato in una conferenza stampa il Segretario Generale della Gioventù Comunista del Venezuela (JCV) e membro dell'Ufficio Politico del PCV Héctor Alejo Rodriguez.

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Prima Assemblea nazionale delle donne del Partito Comunista d’Italia

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donneunite manifestodi Marica Guazzora
da www.comunisti-italiani.it

Questa Prima Assemblea è un segnale importante nella storia delle comuniste e dei comunisti italiani. Da non sottovalutare.

Risponde ad un preciso dettato del nostro Statuto che all’articolo 3 – La struttura del Partito – recita:

L’Assemblea nazionale delle donne comuniste concorre all’elaborazione della linea del partito per quanto attiene alle tematiche di genere nel loro intreccio con la politica complessiva; può articolarsi anche in assemblee regionali e territoriali, a supporto dell’elaborazione, delle scelte e delle attività dei rispettivi organismi dirigenti del partito.

Ma non ci siamo arrivate/i per caso.

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L'Italia ha perso nella guerra tra capitali

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draghi merkel muralesdi Pasquale Cicalese per Marx21.it

La decisione di immettere base monetaria attraverso il canale dell’acquisto di titoli di stato per un totale di 130 miliardi da parte della Banca d’Italia ha due conseguenze. Mina il bilancio di Palazzo Koch impegnando – in maniera obbligatoria, pare – le riserve ufficiali anche auree. E impedisce in futuro allo stato italiano ogni genere di rinegoziazione o di dichiarare default del proprio debito senza determinare gravi conseguenze anche per la “sua Banca centrale”. Il QE funziona come un’ulteriore bardatura che impedirà al paese scelte diverse da quelle di stare in Europa, obbedendo a Berlino-Bruxelles a rischio di trasformarci in colonia politica”. Paolo Savona, economista, già Ministro dell’Industria del governo Ciampi, in “Quel trucchetto di Draghi per incatenare l’Italia all’euro”, Il Foglio 12 febbraio 2015.

Abbiamo perso la guerra, perché non l’abbiamo mai combattuta. Resa senza condizioni, sin dal 1992, quando si decise la fine della Prima Repubblica fondata sul ruolo dei partiti nati dalla Resistenza e si decise, in ossequio a Washington e Berlino, di smantellare i colossi pubblici.

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