Dopo le elezioni in Spagna inizia il confronto tra i comunisti

Dopo le elezioni in Spagna inizia il confronto tra i comunisti

Alberto J. Miranda

Sto leggendo molte persone, amici conosciuti e sconosciuti, indignati per i risultati elettorali. Li vedo insultare soprattutto chi ha votato il Partito Popolare e i Ciudadanos. Li vedo parlare di ..

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Un'altra Europa è possibile. Un'altra UE no

Un'altra Europa è possibile. Un'altra UE no

da Solidnet.org

Il Partito Comunista di Irlanda esprime la sua solidarietà e accoglie con favore la decisione dell'elettorato britannico, con i lavoratori che hanno giocato un ruolo decisivo nel voto per lasciare l'Unione Europea.

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Referendum in Gran Bretagna ed Europa: quale ruolo per la sinistra?

Referendum in Gran Bretagna ed Europa: quale ruolo per la sinistra?

Le analisi del voto del “Telegraph”, del “Guardian” e della “BBC” lo confermano: il voto nel Regno Unito è stato caratterizzato da una forte connotazione di classe ...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Una vittoria della sovranità popolare, una sconfitta per l’asse UE/FMI/NATO

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inghilterra cattedraleComunicato del Partito Comunista Britannico
da communist-party.org.uk

Traduzione di Marx21.it

Il risultato del referendum rappresenta un colpo enorme e potenzialmente disorientante per la classe capitalista dominante in Gran Bretagna, per i politici al suo servizio e per i suoi alleati imperialisti nell’UE, negli USA, nel FMI e nella NATO.

Il popolo ha parlato e la sovranità popolare ora esige che il Parlamento di Westminster accetti e metta in atto la sua decisione. La sinistra deve ora raddoppiare gli sforzi per trasformare il risultato del referendum in una sconfitta per l’intero asse UE/FMI/NATO.

Ma è chiaro che il governo Cameron-Osborne ha perso la fiducia degli elettori e non può essere investito della responsabilità di negoziare l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Dovrebbe immediatamente dimettersi.

Il Partito Comunista non nutre alcuna fiducia anche sul fatto che un governo Conservatore guidato da altri filo-grandi affaristi, filo-imperialisti filo-neoliberisti come Bors Johnson, Michael Gove, Liam Fox Duncan Smith intendano resistere alle pressioni della City di Londra, del grande Business, degli USA e della NATO per prevenire l’uscita della Gran Bretagna dall’UE.

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Ucraina: il falco della NATO Rasmussen nominato consigliere presidenziale

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poroshenko rasmussedi Higinio Polo
da www.rebelion.org

Traduzione di Giulia Salomoni per Marx21.it

Petro Poroshenko, il presidente ucraino emerso dal colpo di Stato del Maidàn nel 2014, è un uomo riconoscente. Almeno, è quello che indica la sua ultima decisione rilevante: ha appena firmato un decreto nominando consigliere presidenziale l'ex segretario generale del NATO, Anders Fogh Rasmussen, un vecchio liberale danese che accompagnò George W. Bush nelle sue aggressioni e guerre in Medio Oriente quando era primo ministro del suo paese e che, già negli anni Novanta, prima di essere primo ministro danese, pubblicò un libro (proprio da dimenticare) dal titolo rivelatore: Dallo stato sociale allo Stato minimo.

In seguito, Rasmussen raggiunse la segreteria generale del NATO nell’aprile del 2009, durante un vertice a Strasburgo (ancora primo ministro danese anche se si dimise dopo alcuni giorni), nello stesso momento in cui Obama, Merkel e Sarkozy incominciavano a disegnare la nuova rotta dell'alleanza militare. Rasmussen fu sostituito nella NATO nell’ottobre del 2014, quando era già iniziata la guerra civile in Ucraina. Nei mesi scorsi ha appoggiato decisamente il governo golpista di Kiev nella sua "operazione di punizione" contro il territorio del Donbass che si è rifiutato di accettare il nuovo governo sorto dal colpo di Stato. Rasmussen ha creduto che fosse necessario schiacciare velocemente Donetsk e Lugansk. Allora la sua aggressività lo portò a realizzare dure dichiarazioni contro Mosca, che segnalavano i nuovi venti di guerra che da Washington e dal quartiere generale del NATO a Bruxelles stanno soffiando verso l'est dell'Europa.

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Se grande finanza e UE tifano per la controriforma Renzi-Boschi

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finanza deforma renzi 510di Enrico Grazzini

Non si può veramente capire perché la Costituzione Italiana viene stravolta così malamente dal premier Matteo Renzi senza comprendere quanto i mercati finanziari e l'Unione Europea - che istituzionalizza di fatto la loro rapace supremazia – abbiano premuto e spingano per una svolta autoritaria e antidemocratica in modo da potersi garantire il potere sovranazionale sugli stati europei. Non è insomma plausibile condurre una battaglia efficace contro lo stravolgimento costituzionale progettato dal governo senza contrastare contemporaneamente le forze economiche internazionali (grandi banche d'affari, fondi speculativi, ecc) e le istituzioni politiche sovranazionali ed estere (Troika, Commissione UE, BCE, governo tedesco) che hanno spinto la coppia Renzi-Boschi a proporre di avanzare su una strada anti-democratica di quasi-regime.

Purtroppo sono molto pochi quelli che all'interno delle forze progressiste vedono il legame tra la pressione della grande finanza internazionale e dell'Unione Europea da una parte e la svolta autoritaria contro la Costituzione Italiana dall'altra[1]. Ma è evidente che i progetti thatcheriani di riforma strutturale della Commissione UE e della BCE – riduzione del welfare e taglio alle pensioni, alla sanità e all'istruzione; privatizzazione e liberalizzazione dei servizi pubblici; abolizione del contratto nazionale, flessibilità e riduzione del costo del lavoro; responsabilità dei risparmiatori comuni di fronte ai fallimenti bancari, ecc, ecc – richiedono una profonda trasformazione della Legge Fondamentale nel senso quanto più autoritario possibile.

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Antimperialista, dei giovani e di massa

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jcp folla bandiereIn Russia, il 19° Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti

da “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

Una nota della Gioventù Comunista Portoghese (JCP)

Tra il 14 e il 22 ottobre 2017, la città di Sochi, in Russia, ospiterà il 19° Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti (FMGS). La Gioventù Comunista Portoghese (JCP) ha partecipato alla prima riunione preparatoria del FMGS, che si è tenuta a Caracas, in Venezuela tra il 3 e l'8 giugno.

In una nota diffusa il 13 giugno, la JCP ha informato che la riunione ha ratificato le decisioni del Consiglio Generale della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica in relazione all'iniziativa, precisamente l'Appello alla Gioventù, che lancia ufficialmente il Festival, e al tema di questo evento: “Per la pace, la solidarietà e la giustizia sociale, lottiamo contro l'imperialismo! Onorando il nostro passato, costruiamo il futuro”.

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Crimea – Quello che i media non dicono (sottotitoli in italiano)

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Alexander Chopov ha recentemente prodotto dei brevi documentari su ciò che i media occidentali hanno definito “invasione russa della Crimea “. Vista alla luce del diritto internazionale e della storia degli ultimi trent’anni, il ritorno della Crimea nei confini russi non viola alcun trattato e rientra nel principio di autodeterminazione sancito dall’ONU.

Traduzione e sottotitoli: Leni Remedios

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E’ nostra convinzione che in Italia ci sia la necessità di ricostruire il Partito Comunista…

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di Loretta Boni e Lidia Mangani, Ancona

Il contributo delle compagne Loretta Boni e Lidia Mangani alla “tribuna” aperta da Marx21.it per il confronto sulle prospettive dei comunisti nel nostro paese.

E’ nostra convinzione che  in Italia ci sia la necessità di ricostruire il partito comunista.  E’ il presente a dirci che c’è questa necessità. 

L’umanità si trova di fronte ad un nuovo, grave, concreto rischio di guerra. L’imperialismo a guida Usa,  per  mantenere il dominio sul mondo, attraverso una strategia studiata e collaudata di tipo economico, mediatico e militare, attacca la sovranità e l’autodeterminazione dei popoli, dall’America Latina, all’Asia, al Medio Oriente,  ai paesi europei che non si piegano.  Se oggi il movimento pacifista è più debole è dovuto al fatto che è penetrata nella società l’idea  di un’Occidente portatore di “democrazia”, un’idea che ha ampiamente contaminato la sinistra, con il sostegno alle cosiddette “rivoluzioni colorate”, ovvero colpi di stato camuffati come quelli che hanno  portato i nazisti al potere in Ucraina  o quelli che hanno distrutto gli stati laici del Medio Oriente, con le conseguenze tragiche che sono sotto gli occhi di tutti.

Le condizioni di chi lavora peggiorano di giorno in giorno, non solo nelle condizioni materiali. Le “riforme” dei governi Berlusconi-Monti-Renzi hanno  colpito al cuore il valore costituzionale della dignità del lavoro. Un lavoro povero di salario e di diritti, non contrattato,  è un lavoro servile.  La questione di classe, la contraddizione capitale-lavoro è quanto mai viva e presente. Solo che dopo lo scioglimento del PCI non c’è più stato un partito capace di organizzare e rappresentare la classe sfruttata.  Questa situazione è insieme la causa e la conseguenza delle sconfitte subite dal movimento operaio.

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Cambiare il mondo, cambiare noi

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di Stefano Barbieri

Il compagno Stefano Barbieri partecipa al confronto aperto nel nostro sito sul ruolo e le prospettive dei comunisti in Italia

La costituente del nuovo soggetto comunista che si concretizzerà con il congresso di fine Giugno 2016 si svolge all’interno di un quadro politico, economico e sociale che credo sia necessario considerare nella sua verità oggettiva, senza inutili scorciatoie utopistiche.

Più che di declino, parola che abbiamo usato per molto tempo,  credo che si debba parlare di fine della sinistra che abbiamo conosciuto e nella quale abbiamo militato nel secolo che è passato. Dentro a questa “fine”, i comunisti ovunque collocati, stanno ancor peggio del resto della sinistra.

Lo dico chiaramente, forse brutalmente, perché sono convinto che sbaglieremmo di grosso se volessimo tentare di rianimare gli insignificanti e non incidenti (come dimostrano anche gli ultimi dati elettorali) resti dei comunisti, che sono sopravvissuti sino ad ora: non faremmo che prolungarne l’agonia. Peggio faremmo se provassimo a far nascere qualcosa che fotocopiasse, riprendendo nome e simbolo, una storia anche gloriosa che ha segnato i destini dell’Italia e non solo, ma che inevitabilmente non tornerà più; nascerebbe morta.

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Uscire dall'UE! L'appello dei comunisti ai lavoratori della Gran Bretagna

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notoeu brexitda communist-party.org.uk

Traduzione di Marx21.it

La presidente del Partito Comunista Britannico, Liz Payne, ha criticato i sostenitori dell'UE nel movimento operaio perché “parlano come se i lavoratori fossero vittime passive che si affidano a una UE generosa verso i loro diritti”.

“I nostri sindacati e i governi laburisti avevano combattuto per il diritto ad aderire ad un sindacato, alla contrattazione collettiva, per il diritto a scioperare, alla parità della retribuzione, alla maternità e alla salute e alla sicurezza sul lavoro. Tali diritti non ci sono stati concessi dalla Commissione Europea o dalla Banca Centrale Europea”, ha affermato Liz Payne alla riunione del comitato politico del partito.

Ha indicato la Francia, il Belgio e l'Italia, dove l'occupazione e i diritti sindacali sono sotto attacco, proprio come in Gran Bretagna, e ha sostenuto che coloro che cercano di convincere i lavoratori di quei paesi che l'UE li difende, in realtà li stanno prendendo in giro.

Liz Payne ha anche respinto le affermazioni dei leaders della TUC secondo cui l'uscita della Gran Bretagna dall'UE porterebbe alla definitiva demolizione dei diritti dei lavoratori.

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La Cina, l'anticolonialismo e lo spettro del comunismo

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cina marionettedi Domenico Losurdo, Presidente dell'Associazione Politico-Culturale Marx XXI

da ilcaffegeopolitico.org

Comprendere la Cina – Vi proponiamo un estratto dell’ultimo libro del Professor Domenico Losurdo, “Un mondo senza guerre. L’idea di pace dalle promesse del passato alle tragedie del presente”, Carocci, Roma, maggio 2016. La storia della RPC può essere vista anche alla luce del complesso rapporto con gli Stati Uniti.

L’INIZIO COMPLICATO DELLA RPC – Per quanto riguarda la Cina, già prima della fondazione della Repubblica popolare, gli USA intervenivano per impedire che la più grande rivoluzione anticolonialedella storia giungesse alla sua naturale conclusione, e cioè alla ricostituzione dell’unità nazionale e territoriale del grande Paese asiatico, compromessa e distrutta a partire dalle guerre dell’oppio e dall’aggressione colonialista. E, invece, dispiegando la loro forza militare e agitando in più occasioni la minaccia del ricorso all’arma nucleare, gli USA imponevano la separazione de facto della Repubblica di Cina (Taiwan) dalla Repubblica popolare di Cina. Erano gli anni in cui la superpotenza apparentemente invincibile era lacerata da un dibattito rivelatore: «who lost China?» Chi era responsabile della perdita di un Paese di enorme importanza strategica e di un mercato potenzialmente illimitato? E in che modo si poteva porre rimedio alla situazione disgraziatamente venutasi a creare? Per oltre due decenni la Repubblica popolare di Cina è stata esclusa dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU e dalla stessa Organizzazione delle Nazioni Unite. 

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La dichiarazione congiunta USA-India

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modi obamaComunicato del Partito Comunista dell'India (CPI) | da www.solidnet.org

Traduzione di Emilia Butturini per Marx21.it

La Segreteria Centrale del Partito Comunista dell'India (CPI) ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Il CPI esprime preoccupazione per l'ultima dichiarazione congiunta rilasciata da India e Stati Uniti dal titolo 'Gli Stati Uniti e l'India: stabili partner mondiali nel 21° secolo', al momento della visita di Modi (attuale Primo ministro dell'India) negli Stati Uniti d'America.

L'accordo riguarda tutti gli aspetti delle relazioni bilaterali tra i nostri due paesi, ma gli orientamenti principali della dichiarazione hanno dimostrato che si è verificato uno slittamento a destra nella nostra politica estera, che mina la sua storica posizione di indipendenza da qualsiasi alleanza militare.

In accordo con il LEMOA, l'accordo quadro di scambio sulla logistica militare, l'India ha accettato di consentire l'accesso per gli USA alle proprie strutture militari.

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Appello per la difesa dei diritti umani in Ucraina

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donetsk bambini candeladi Enrico Vigna
da www.civg.it

L’Appello per la difesa dei Diritti Umani in Ucraina, con richiesta di sottoscrizione, che invieremo alle autorità ucraine ed europee

Siamo stati informati di numerose condotte contro i diritti umani e di repressioni politiche in Ucraina. Inoltre, siamo stati informati delle violazioni dei diritti dei bambini nati nel Donbass, da parte del governo attuale ucraino.

Chiediamo di prestare massima attenzione ai casi delle repressioni contro i prigionieri politici e di guerra, il numero totale dei quali, ad’oggi, è intorno a 590 persone. Questi sono i primi casi che sottoponiamo all’attenzione di tutti:

Elena Glischinskaya, una giornalista accusata di separatismo e terrorismo a causa delle proprie posizioni politiche. Pesantemente torturata, ha molti problemi di salute come conseguenza delle sevizie subite. Essendo incinta, da tempo si richiedeva la possibilità di partorire in un ospedale esterno, ma gli è stato negato, poco tempo fa ha partorito nell’infermeria del carcere dove è imprigionata in Odessa e le sue condizioni e quelle del neonato sono difficili.

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Il ruolo della Russia

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putin bandieredi Spartaco A. Puttini per Marx21.it

Negli ultimi anni è aumentata la tensione tra Usa e Russia e parallelamente si è sviluppata un'intensa campagna mediatica volta a dipingere un pericolo russo e, più in particolare, un “pericolo Putin”. Con varie sfumature i media occidentali di quasi ogni colore politico si sono fatti docile veicolo di input russofobi, la cui ricaduta principale, ne siano o meno coscienti, è quella di fare il coro ai tamburi di guerra che minacciano l'umanità. In realtà, per comprendere la politica estera di Mosca all’inizio del nuovo secolo occorre anzitutto tenere presente il contesto nel quale questa si inserisce.

Quale sfida abbiamo di fronte?

Con la fine della Guerra Fredda e la dissoluzione del blocco sovietico gli Stati Uniti sono rimasti l’unica vera superpotenza. Il mondo, privo di contrappesi, pareva ai loro piedi. In quel contesto, sotto l’Amministrazione di Bush senior, Washington formulò l’ambizioso progetto di costruire un “Nuovo Ordine Mondiale” unipolare. Da allora gli Usa hanno perseguito con lucida determinazione l’obiettivo di imporre al resto del mondo la loro indiscutibile egemonia. Le scelte strategiche compiute dagli Stati Uniti nel corso degli ultimi 20 anni, qualsiasi siano state le motivazioni ufficiali addotte, sono state dettate dal tentativo di garantire a Washington un dominio a pieno spettro sulle altre civiltà del pianeta.

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Quale Partito Comunista all'altezza dei tempi?

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di Marina Alfier

Il contributo della compagna Marina Alfier alla “tribuna” sulle prospettive dei comunisti

Rileggo alcuni appunti di qualche tempo fa e concentro l'attenzione su una riflessione che ho espresso in uno dei tanti congressi a cui ho partecipato nella mia lunga vita politica; un congresso forse di qualche anno fa, quando ho aderito senza molta convinzione al pdci.

"ricostruire il partito comunista nuovo e' oggi la nostra priorita', non tanto perche' sia necessario dare un senso al nostro essere comunisti o al nostro appartenere, ma perche' e' la storia che ce lo chiede; e' lo sfacelo che abbiamo davanti a chiedercelo e ad imporci urgenza:la nostra classe, i ceti deboli ed indeboliti dalla crisi ci impongono risposte,ci impongono la ricostruzione prima di tutto di una linea politica assente da troppo tempo;ci impongono capacita' di mobilitazione, di essere guida politica, di essere avanguardia, insomma ci impongono di essere comunisti all'altezza dei tempi".

Ne ero convinta allora, ne sono sempre stata convinta e lo sono tuttora. E' un'impresa titanica e ardua lo so, ed e'proprio per questo che ritengo arrivato il momento di dissipare la confusione che regna nell'arcipelago delle sigle che si richiamano al comunismo, tutte degnissime di attenzione, ma lontane dal configurarsi come partito "all'altezza dei tempi".

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VIDEO. Aleppo, un medico siriano demolisce la propaganda imperialista ed i Media guerrafondai

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medico siriano aleppoda lantidiplomatico.it

In questa intervista a "Be Curious TV" realizzata da parte di un giornalista indipendente, un medico siriano, cristiano, ha raccontato la vita dei siriani. Egli ha lanciato un appello ad aprire gli occhi di fronte ad un certo tipo di informazione che determina un fraintendimento della realtà siriana e ritarda il ritorno alla pace.

BeCuriousTV: "Benvenuto Nabil Antaki. La preghiamo di farci sapere cosa sta succedendo ad Aleppo e in Siria. Lei è stato brevemente in Europa. Lei è siriano, nato in Siria e residente a Aleppo. Lei è un medico presso l'ospedale St Louis ad ovest di Aleppo o, l'area sotto il "controllo del regime". Le persone che vivono in Occidente che sono non sono consapevoli di ciò che sta accadendo in Siria potrebbero chiederlo se è peggio la violenza regime siriano o quella dei terroristi o dei "ribelli". Questo antagonismo si riflette nel cuore dei nostri media, dove da una parte troviamo coloro che affermano che il "regime" di Bashar al Assad sta terrorizzando il suo popolo e dall'altra parte ci sono coloro che sostengono che le forze di Assad stanno difendendo la loro gente contro i "jihadisti armati "

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I provocatori della NATO

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paracadutisti anaconda natodi Jorge Cadima

da “Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

E' venuto il momento di dire basta a questa macchina da guerra, di aggressione e di provocazione

Si sono svolte in Europa Orientale le più grandi manovre militari della NATO, con il coinvolgimento di 31.000 soldati di 24 paesi. Basta guardare la carta geografica per capire la natura provocatoria delle manovre “Anaconda” che consistono in una operazione a tenaglia che accerchia l'enclave russa di Kaliningrad (sulle coste del Mar Baltico). Il territorio russo si è trovato così diviso dalle truppe interposte di UE/NATO. Per alimentare ulteriormente la provocazione “carri armati tedeschi attraverseranno [la Polonia] da ovest a est, per la prima volta” dall'invasione nazista dell'URSS (22 giugno 1941), alla vigilia del suo 75° anniversario (Guardian, 6.6.16). Nella NATO si dà importanza alle effemeridi.

La provocazione della NATO precede il suo vertice dell'8 e 9 luglio, a Varsavia. I 50 anni di questa organizzazione, di cui Salazar fu co-fondatore il 4 aprile 1949, sono stati celebrati dal vertice che ha esteso le missioni e i ranghi della NATO (con l'incorporazione di paesi ex socialisti: Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria); e dallo scatenamento della guerra contro la Jugoslavia, che si era rifiutata di aderire alla NATO. Per la prima volta dopo la fine della II Guerra Mondiale si è assistito a una guerra aperta di aggressione in territorio europeo. Era allora presidente degli USA Clinton – il marito. Durante quella guerra, gli USA bombardarono l'ambasciata della Cina a Belgrado.

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Usa-Siria, verso una pericolosa svolta?

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obama siriadi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Si avvicina sempre più il cambio della guardia alla Casa Bianca, con un probabile passaggio di testimone da Barack Obama a Hillary Clinton. Ci si può chiedere, in questo quadro, se sia casuale la rivelazione del New York Times del 16 giugno sull’esistenza di una profonda divisione all’interno del Dipartimento di Stato Usa in relazione alla politica condotta sino ad ora nei confronti della Siria.

Quel che racconta il prestigioso quotidiano non è certo sorprendente, tuttavia merita di essere preso in considerazione in quanto potrebbe delineare i contorni di una prossima svolta pericolosa. Un memorandum firmato da oltre 50 diplomatici critica fortemente la politica seguita da Obama in Siria ritenendo giunto il momento di adottare un atteggiamento più duro nei confronti del governo di Assad, ricorrendo anche ad attacchi militari (“uso giudizioso della forza”) per indebolirne la posizione e costringerlo a negoziare.

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Il ruolo della Germania nella crisi europea

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crisieconomica grungedi Vladimiro Giacché

Davvero il punto di inizio è il 2007?

La grande recessione inizia nel 2007, come crisi del mercato finanziario del debito (privato) Usa. Assume dimensioni globali e dopo il fallimento di Lehman Brothers (settembre 2008) sembra portare al collasso il sistema finanziario internazionale.

Gli effetti della crisi sono devastanti in particolare per i paesi capitalistici avanzati: USA, UE e Giappone.

A fronte di questo, le spiegazioni della crisi sono confuse, contraddittorie e incoerenti: effetto-Babele o effetto John Belushi.

La crisi come ci è stata spiegata

L'elenco dei suoi presunti colpevoli è molto più lungo delle scuse di John Belushi nella celebre scena del film Blues Brothers.

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Sul processo in corso e i nostri compiti

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Con l'intervento del compagno Patrizio Andreoli continua la nostra rassegna di contributi sul ruolo e le prospettive dei comunisti in Italia

Una risposta al compagno Gianni Favaro


di Patrizio Andreoli
Comitato Centrale Partito Comunista d’Italia

Il compagno Gianni Favaro, ha recentemente argomentato su queste colonne il suo “perché no” circa il possibile ulteriore sostegno al percorso costituente -un percorso aperto e tuttora in cammino- di ricostruzione del Partito Comunista in Italia. Una riflessione legittima e franca il cui merito sarebbe un errore banalizzare o relegare a semplice apporto polemico, nel caso depotenziandone il nucleo critico, ascrivendo il suo dire a semplice diatriba individuale o peggio ancora di fronda. Una riflessione, a cui va riconosciuto il merito di aver posto senza fumisterie, chiosature bizantine o rimandi obliqui, alcuni temi su cui merita intervenire e che pur tuttavia, proprio sul terreno squisitamente politico -che poi è ciò che conta-, mi pare manifesti una propria intima fragilità. Se in ogni caso politiche sono le questioni, politica non può che essere l’interlocuzione e la risposta.

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I comunisti e la sinistra britannica per l'uscita dall'UE

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Lexit leaflet cover copy 2 627x381Sebbene la martellante campagna mediatica in corso in questi giorni in tutta Europa cerchi di accreditare la tesi che a volere l'uscita dall'Unione Europea, in Gran Bretagna, siano solo forze “populiste”, xenofobe e conservatrici, sono numerose le prese posizione e le iniziative di mobilitazione di organizzazioni della sinistra britannica, a cominciare dal Partito Comunista Britannico che si è fatto promotore di una specifica campagna (Lexit) che ha riunito molte forze politiche e sindacali, come testimoniano il comunicato (risalente ad aprile) che ha dato notizia della formazione di questa coalizione e l'intervento del sindacalista Alex Gordon a un incontro di solidarietà tenutosi a Parigi. Completa questa rassegna l'intervento di Roger Bannister, sindacalista del settore pubblico.

Lexit: For Ue Leave Vote
da www.communist-party.org.uk
13 aprile 2016

Si è formata una nuova coalizione che si batte per un'uscita a Sinistra

Come riportato dalla testata Morning Star, si è formata una nuova coalizione per il NO nel prossimo referendum sullo status di membro dell'Unione Europea.

Il nuovo raggruppamento per la campagna anti-Ue chiamato Lexi è stato istituito a seguito di un incontro a Londra.

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Gli elettori di sinistra non possono votare per Sala, Giachetti ed il PD: non si vota per il nemico

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giachetti raggi fassinadi Aldo Giannuli 
da www.aldogiannuli.it

Pubblichiamo come contributo alla discussione e alla riflessione sul voto per i ballottaggi del 19 giugno

Un improvviso amore per la sinistra radicale sembra aver preso i candidati del Pd ai ballottaggi di Roma, Milano, Torino e Bologna: si cerca di arrivare ad accordi, si blandiscono le formazioni di sinistra con la promessa di assessorati, si sottolineano i punti comuni del programma (ma quando mai?), si esalta il passato comune, si fa appello persino alle ragioni del cuore. Uno zucchero!

Ed, al solito, si invocano gli scenari di tregenda qualora si dovessero consegnare le citta alle orrende truppe nere della destra o ai barbari populisti a 5 stelle, salvo poi pregare la destra di Roma e Torino contro i 5 stelle ed i 5 stelle di Bologna e Milano contro i 5 stelle. Cantava Carosone “chi vuò mbruglià?”

Il punto è che i candidati del Pd sono semplicemente invotabili per la semplice ragione che sono del Pd. Ragioniamo con calma.

In primo luogo c’è un bilancio da fare di una scelta che dura da 25 anni, da quando l’introduzione truffaldina del maggioritario ha costretto a scelte sempre più difficili: “votiamo il meno peggio, votiamo la sinistra moderata per non far vincere la destra”. 

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