Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Cina e Russia assieme per promuovere la pace nel mondo

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russia-global-china-analyst.n-edit bigTraduzione e nota
di Francesco Maringiò per Marx21.it

Reduci dall’incontro di Losanna (CH), i ministri degli esteri di Russia e Cina si sono incontrati nuovamente il 7 aprile scorso con l’obiettivo di lavorare congiuntamente per approfondire il partenariato strategico tra i due paesi e costruire un nuovo ordine di relazioni internazionali capace di mutare profondamente l’assetto globale. Del resto l’economia cinese ha oramai raggiunto per grandezza quella statunitense ed i così detti paesi emergenti sono diventati gli artefici di metà della produzione mondiale. Cosa questa che, da sola, segnala la necessità di un nuovo assetto internazionale che rifletta i mutamenti intervenuti negli ultimi anni. Ma non è solo la capacità produttiva dei singoli paesi ad essere cambiata. Russia e Cina sono oramai universalmente riconosciuti come protagonisti di primo piano della politica internazionale. Dal Medio Oriente all’Asia Centrale, dall’Africa all’America Latina, per non parlare dell’Europa, la diplomazia di Mosca e Pechino è stata attivissima nella promozione di accordi e politiche negoziali, come mai era avvenuto dalla fine della guerra fredda. Ed è innegabile il loro contributo alla costruzione ed allo sviluppo di organismi internazionali multilaterali, come il gruppo dei paesi 5+1 che ha negoziato il nucleare iraniano, oppure di strutture stabili come il club dei paesi BRICS e l’Organizzazione di Shangai.

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Il Ministero degli Esteri russo condanna le leggi anticomuniste e “revisioniste” varate in Ucraina

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UkraineCommunistPartyflagsda www.mid.ru | Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Il Dipartimento Informazione e Stampa del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa ha diffuso un comunicato di energica condanna delle leggi anticomuniste e “revisioniste” approvate nei giorni scorsi dalla Rada Suprema dell'Ucraina:

A Mosca si continua ad osservare con ansia e preoccupazione l'accanimento crescente nei confronti del passato eroico del popolo ucraino da parte delle forze che hanno sequestrato la direzione dello stato ucraino.

Giorni fa, la Rada Suprema ha approvato un altro pacchetto di leggi, volte a riscrivere la storia del proprio stato e a reprimere il dissenso politico nel paese. Stiamo parlando delle leggi “Sullo stato giuridico e l'onore della memoria dei partecipanti alla lotta per l'indipendenza dell'Ucraina nel XX secolo”, “Sulla condanna dei regimi totalitari comunista e nazional-socialista (nazista) in Ucraina e il divieto della propaganda dei loro simboli”, “Sull'accesso agli archivi degli organi repressivi del regime totalitario comunista 1917-1991”, “Sulla commemorazione della vittoria sul nazismo nella Seconda Guerra Mondiale 1939-1945”.

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Trattati europei e democrazia costituzionale

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italia europa estesadi Vladimiro Giacché

1. L’idea di società della Costituzione italiana e la priorità del lavoro

Il migliore punto di partenza per affrontare il tema del rapporto tra trattati europei e democrazia costituzionale è partire dall’idea di società che informa la Costituzione italiana.

In termini generali, la Costituzione italiana esprime una delle varianti di quel modello di capitalismo regolato che si afferma nell’immediato dopoguerra in molti paesi e che Hyman Minsky descrisse come il punto di approdo di un processo storico. Il processo per cui – così Minsky - “un sistema che possiamo caratterizzare come un capitalismo nel quale lo Stato ha un ruolo marginale, vincolato dal sistema aureo e non governato [small government gold standard constrained laissez-faire capitalism] fu sostituito da un capitalismo nel quale lo Stato ha un ruolo rilevante, flessibile grazie al contributo della banca centrale e governato attivamente [big government flexible central bank interventionist capitalism]”.

La necessità di regolare l’attività economica era condivisa dalle tre principali componenti politico-culturali che concorsero alla stesura della nostra Costituzione. Così, per la Democrazia Cristiana, Amintore Fanfani nei lavori preparatori della Costituzione evidenziò “il problema… di controllare, dal punto di vista sociale, lo sviluppo dell’attività economica, senza accedere totalmente a un’economia collettiva o collettivizzata, e senza d’altra parte lasciare totalmente libere le forze individualistiche, ma cercando di sfruttarle, disciplinandole e regolandole al fine di raggiungere determinati obiettivi sociali”.

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8 maggio a Lugansk: I comunisti da tutto il mondo per sostenere il Donbass

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chalenko 1A Lugansk, l’8 maggio, i comunisti terranno il Forum Mondiale di Solidarietà Internazionale. Lo comunica il primo segretario del comitato cittadino del Partito Comunista, Maksim Chalenko.

L'obiettivo principale del forum, annuncia Chalenko, avviato dall’assemblea dei rappresentanti delle organizzazioni sociali, delle forze e dei movimenti di sinistra di Lugansk, è esprimere sostegno internazionale agli abitanti del Donbass.

“Il compito dei comunisti oggi è di fare tutto il possibile per la veloce rinascita della nostra terra. L’aiuto umanitario è una misura temporanea, abbiamo bisogno di un piano su larga scala di ricostruzione per l’economia devastata dalla guerra; la popolazione ha bisogno di posti di lavoro, stipendi e pensioni. I partiti di sinistra di tutto il mondo si sono sempre contraddistinti per la loro coesione e per la loro solidarietà e ora speriamo che la loro partecipazione aiuterà la gente di Lugansk in questi tempi difficili - commenta Maksim Chalenko.

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Diritto e ... rovescio internazionale nel caso jugoslavo

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kosovo refugeesdi Andrea Martocchia (nell'ultimo numero di MarxVentuno rivista)

Flashback

"Il rovescio internazionale" fu l'ottimo titolo di un prezioso instant book edito da Odradek nel giugno 1999. Altrettanto azzeccato il sottotitolo: "Vademecum per la prossima guerra". Era un volumetto di scarso ingombro fisico ma di enorme peso specifico intellettuale, costruito sull'accostamento comparativo di contributi diversi, i quali tutti – partendo da competenze e interessi tematici variegati, pur non necessariamente condivisibili in toto quando presi singolarmente – concorrevano a rappresentare un quadro tanto chiaro quanto fosco (1) della fase. "Questa [iniziata il 24 marzo di quell'anno contro la Rep. Fed. di Jugoslavia] è una GUERRA e va chiamata con questo nome. Non esiste nessun altro nome che possa sostituire la sospensione della politica e del diritto...". Quelle pagine della Introduzione di Claudio Del Bello cortocircuitavano le dichiarazioni di note personalità... ad esempio: "Sappiamo tutti che l'ONU (...) non ha espressamente autorizzato un intervento armato in Kosovo. È anche a tutti nota la ragione per cui ciò non avviene: la ferma opposizione dei paesi con diritto di veto nel Consiglio di sicurezza. Come è noto, l'Italia si batte da anni per una riforma del Consiglio di sicurezza che lo renda più democratico e rappresentativo, ponendo le premesse per un superamento del diritto di veto...". (2) 

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La rimozione nascosta della memoria

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Auschwitz memorialeitalianodi Angelo d’Orsi | da il manifesto, 9 aprile 2015

Ad Ausch­witz, uno dei monu­menti più note­voli tra quelli dedi­cati alle varie comu­nità degli inter­nati è il cosid­detto «Memo­riale Ita­liano». Un paio di anni or sono le auto­rità polac­che deci­sero di chiu­derlo al pub­blico, nel silen­zio del governo ita­liano, e dell’Aned, in teo­ria pro­prie­ta­ria dell’opera. Pochi mesi fa la sovrin­ten­denza del campo, ormai museo, ha deciso di pro­ce­dere alla rimo­zione del Memo­riale. La sua colpa? Quella di ricor­dare che nei lager non furono sol­tanto depor­tati e ster­mi­nati gli ebrei, ma gli slavi, i sinti, i rom, i comu­ni­sti insieme a social­de­mo­cra­tici e cat­to­lici, gli omo­ses­suali, i disa­bili. Quel Memo­riale opera egre­gia, alla cui idea­zione, su pro­getto dello stu­dio BBPR (Banfi Bel­gio­joso Perus­sutti Rogers, il pre­sti­gioso col­let­tivo mila­nese di cui faceva parte Ludo­vico Bel­gio­joso, già inter­nato a Buche­n­wald) col­la­bo­ra­rono Primo Levi, Nelo Risi, Pupino Samonà, Luigi Nono…, ha dei «torti» aggiun­tivi, come l’accogliere fra le sue tante deco­ra­zioni e sim­bo­lo­gie anche una falce e mar­tello, e una imma­gine di Anto­nio Gram­sci, icona di tutte le vit­time del fasci­smo.

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Il revisionismo storico da Nolte e Furet a Ferguson

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losurdo revisionismostoricodi Leonardo Pegoraro

Recensione a Il revisionismo storico. Problemi e miti di Domenico Losurdo

Si potrebbe constatare – banalmente e al limite della tautologia - come la ricerca storiografica, nella sua reinterpretazione del passato e nella sua continua riesamina dei risultati della ricerca precedente, costituisca per definizione un’incessante operazione revisionistica. Da questo punto di vista, a meno che non vogliano limitarsi ad emulare pedissequamente i loro predecessori, tutti gli storici appaiono in qualche modo come dei revisionisti.

Tuttavia, i revisionismi non sono tutti uguali. Un conto è il revisionismo allaMarc Bloch e Lucien Febvre, gli storici della Scuola delle Annales che introducono nello studio della storia altre discipline come l’economia, la sociologia e la geografia. Un altro conto è il revisionismo alla Ernst Nolte e Francois Furet, che demonizzano la tradizione rivoluzionaria e relativizzano il fenomeno del fascio-nazismo. Conviene allora parlare, nel primo caso, di legittime - e talvolta, come nell’esempio citato, straordinarie - riletture e reinterpretazioni della storia; nel secondo caso, in un’accezione negativa, di revisioni storiografiche.

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Il parlamento golpista ucraino approva il divieto della propaganda e dei simboli comunisti

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eda skp-kpssda kprf.ru | Traduzione dal russo di Mauro Gemma

La Rada Suprema dell'Ucraina ha approvato la Legge “Sulla condanna dei regimi totalitari comunista e nazional-socialista (nazista) e sul divieto della propaganda dei loro simboli”

Il parlamento golpista ucraino ha ufficialmente vietato oggi, con 254 voti a favore su 307 deputati, la Legge"“Sulla condanna dei regimi totalitari comunista e nazional-socialista (nazista) e sul divieto della propaganda dei loro simboli”: un voto che ha l'unico scopo di colpire il Partito Comunista d'Ucraina, mentre i gruppi paramilitari filo nazisti sono presenti in parlamento, sono stati inclusi nell'esercito e combattono ufficialmente, con tanto di simbologia del III Reich, nel Donbass.

In merito alla gravissima decisione, che ci auguriamo susciti un'ondata di indignazione, non solo dei comunisti, ma anche di tutti i governi e le forze democratiche del nostro continente e del mondo e contro la quale ci aspettiamo una ferma presa di posizione dei rappresentanti italiani presenti nei parlamenti nazionali ed europei, l'Unione dei Partiti Comunisti-PCUS (UPC-PCUS), l'organizzazione transnazionale che riunisce i principali partiti comunisti dell'ex Unione Sovietica, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

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Via della seta e collaborazione russo-cinese

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chinarussiaflagsnota e traduzione a cura di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Un accordo momentaneo che presto lascerà spazio ad una insopprimibile e quasi naturale rivalità: sono molti gli studiosi che ritraggono in questo modo la crescente intesa tra Mosca e Pechino. La volontà politica sottostante è chiara: da un lato ridurre la portata delle conseguenza della politica estera dell'amministrazione Obama, tra le quali, appunto, la convergenza politica di due potenze mondiali ritenute proprie rivali, dall'altro impedire che proprio tale convergenza si trasformi in una alleanza di fatto, in una collaborazione strategica in grado di fungere da nucleo centrale (si pensi alla Shanghai Cooperation Organisation o al forum Brics) di collaborazioni internazionali sempre più ampie e alternative a quelle forgiate dal cosiddetto Washington Consensus. Il timore coltivato sulle rive del Potomac è comprensibile: sarebbe l'avverarsi dell'incubo “Vestfaliano”, cioè di un ordine internazionale libero dall'ipoteca dell'unilateralismo (politico e bellico) statunitense e imperniato sul rispetto della sovranità e integrità nazionale nonché sulla libera scelta della via di sviluppo economico e sociale da intraprendere. Una prossima “Vestfalia con caratteristiche cinesi”, annunciava nell'estate 2014 un preoccupato National Interest, porrebbe fine ai sogni interventisti delle potenze occidentali!

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La Grecia non seguirà la strada di una nuova distruttiva Guerra Fredda

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putin tsiprasdi Dimitris Rapidis | da Sputnik News

Traduzione di Marx21.it

La visita di Tsipras a Mosca indica che la Grecia non è disposta a seguire la strada di una nuova Guerra Fredda promossa dall'Occidente. Lo ha dichiarato a Sputnik Novosti l'analista e fondatore del centro di studi ateniese Bridging Europe, Dimitris Rapidis.

La reazione scandalizzata dei media occidentali (link)  si spiega con il fatto che la Grecia si sta ribellando contro l'approccio miope dell'Unione Europea nei confronti della Russia; l'Unione Europea sta diventando sempre più conservatrice e il Governo di sinistra di Syriza non è disposto a partecipare questa distruttiva nuova Guerra Fredda”.

Negli ultimi sette anni la Grecia è stata completamente al margine della congiuntura internazionale, soprattutto nelle zone di interesse più prossimo, ha spiegato l'analista.

E' per questo che vari mezzi di comunicazione e funzionari dell'UE vedono con sospetto il fatto che la Grecia sviluppi il proprio potenziale geopolitico e stabilisca legami con la Russia, soprattutto  in presenza delle sanzioni imposte contro Mosca (link).

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La visita di Tsipras a Mosca apre il vaso di Pandora nelle relazioni tra UE e Russia

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russia europa bandieredi Pascal Delwit | da Sputnik News

Traduzione di Marx21.it

La visita del primo ministro greco Alexis Tsipras a Mosca potrebbe condurre a conseguenze imprevedibili per le relazioni di alcuni paesi europei con la Russia. Lo afferma il politologo belga e professore dell'Università Libera di Bruxelles, Pascal Delwit.

“La sfida per l'Unione Europea è che il vaso di Pandora non si apra troppo, perché non possiamo scartare nulla”, è quanto dichiara il politologo all'agenzia Sputnik Novosti, rispondendo a una domanda sulle possibili conseguenze per l'UE di un possibile avvicinamento tra Grecia e Russia.

Da un lato l'esperto ha segnalato che i negoziati tra Tsipras e le autorità russe avranno conseguenze limitate per la maggior parte dell'Europa, dal momento che “la Grecia si trova (…) alla periferia della presa di decisioni dell'Unione Europea e anche alla sua periferia geografica”.

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Quando l’ideologia innerva l’opera d’arte e ne limita la bellezza

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alessandroni ideologiaestruttureletterariedi Leonardo Pegoraro
da Alias-il manifesto, domenica 5 aprile

Recensione a  Ideologia e strutture letterarie di Emiliano Alessandroni

Il fenomeno artistico può essere compreso in termini logico-concettuali oppure sfugge ad ogni comprensione razionale? Le concezioni estetiche oggi dominanti propendono nettamente per il secondo approccio, ossia per la tesi dell’inafferrabilità e dell’ineffabilità del bello: non dovrebbe stupire se si considera il successo che ha riscosso e continua a riscuotere il postmodernismo. Nutrendosi alla fonte della cosiddetta Nietzsche-Renaissance e dell’heideggerismo, questo movimento si è opposto al «pensiero forte» del moderno, criticandone la fiducia nella possibilità di conoscere la realtà nella sua stessa essenza e di attribuirle un senso.

Visto da questa prospettiva, appare decisamente controcorrente il saggio di Emiliano Alessandroni, Ideologia e strutture letterarie (Aracne, Roma 2014, pp. 342, 15 euro), un temerario «libro di critica marxista» - come lo definisce Emanuele Zinato nella prefazione – che, fin dalle prime pagine, invita il lettore a rivalutare la lezione hegeliana sull’arte intesa come manifestazione sensibile e corporea dell’idea, ossia dell’intelligibile, dello spirituale. A venire rivendicata è così la centralità di quella ragione da cui mettono in guardia i postmoderni.

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Sulle elezioni in Francia e in Andalusia

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di Lorenzo Battisti e Franco Tomassoni

Front-National podemosLe elezioni dipartimentali francesi (corrispondenti alle nostre province) si sono svolte il 22 e il 29 Marzo in una situazione di grande incertezza: il governo Valls ha infatti avviato una riforma delle amministrazioni locali che prevede una restrizione tanto delle competenze quanto del finanziamento, fino alla possibilità di sopprimere gli stessi dipartimenti prima delle prossime elezioni. In sostanza non si sa ancora bene quale saranno i compiti, né se ci saranno i mezzi per perseguirli.

Il voto ha dato alcune indicazioni precise su quello che succede nella società francese, colpita dall’austerità come le altre dell’Europa del Sud e con una disoccupazione che cresce ogni mese ormai da anni.

Ancora una volta, l’astensione è stata enorme, oltre il 50%, ma inferiore a quello che si aspettavano i sondaggi. Sicuramente la confusione della riforma ha influito, ma è chiaro il messaggio dei francesi: nessuna scelta politica appare come determinante per cambiare la situazione attuale.

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L’ascesa della Cina è una buona notizia per l’Italia

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floros italia commerci investimenti 820di Demostenes Floros | da Limes Online

Si sta ridisegnando la divisione internazionale del lavoro. Roma potrebbe contare su Pechino e Mosca, ma deve capire le regole del gioco.

A marzo, il prezzo del petrolio è calato. Il Brent ha chiuso a 55,01 dollari al barile [$/b], mentre il Wt, dopo aver toccato i 42,03$/b il 17 marzo, il minimo dal 2009, ha prezzato 47,53$/b. Il dollaro si è rafforzato sull’euro oltrepassando quota 1,05€/$, il livello più basso degli ultimi 12 anni, per poi assestarsi attorno a 1,08€/$. Il momentaneo aumento di prezzo del greggio di metà mese è stato dovuto al bombardamento dello Yemen ad opera dell’eterogenea coalizione araba guidata dall’Arabia Saudita: Riyad, dopo mesi di aggressive politiche di sconti che hanno portato a un incremento delle proprie quote di mercato, ha deciso di alzare il prezzo di listino del proprio petrolio.

Secondo le previsioni dell’International energy agency, la domanda globale di petrolio 2015 aumenterà di 1 milione di b/d, raggiungendo il record di 93.5 milioni di b/d. A febbraio, l’offerta globale è stata di 94 milioni di b/d. Da giugno 2014 alla seconda decade di gennaio 2015, il forte trend ribassista del petrolio è stato costante per entrambe le qualità, mentre a partire da febbraio di quest’anno l’oro nero ha intrapreso un andamento contraddistinto da una marcata volatilità.

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Il cambiamento deve partire dalle Regioni

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pcdidi Giorgio Raccichini, PCdI Federazione di Fermo

In questi ultimi anni ci siamo abituati ad una spirale perversa e recessiva che parte dall’alto, dalle politiche di austerità volute dall’Unione Europea e soprattutto dalla grande borghesia tedesca, passivamente accettate dallo Stato italiano, il quale le ha fatte pesare direttamente sugli Enti locali e sui lavoratori.

Oggi si assiste sempre di più ad una polarizzazione della ricchezza nel nostro Paese. Da una parte la disoccupazione viaggia ad una percentuale spaventosa che raggiunge quasi il 13% e la povertà aumenta, dall’altra si arricchiscono sfacciatamente soggetti che godono evidentemente di particolari privilegi fiscali. Se nel 2016 – stando ad un rapporto dell’Oxfam – l’1% della popolazione mondiale arriverà a possedere più del restante 99%, in Italia la situazione non è certamente migliore: il 10% della popolazione possiede più del 50% della ricchezza totale.

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#NO GUERRA #NO NATO

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noguerra nonato logoSostieni la campagna per l'uscita dell'Italia dalla NATO e per un’Italia neutrale
da www.change.org

LA PACE HA BISOGNO DI TE

Le drammatiche vicende in Medio Oriente, in Nord Africa e ora in Ucraina nel cuore della stessa Europa segnano un deciso degrado dei rapporti internazionali. La pace in tutto il mondo è in serio pericolo e anche papa Francesco ha ammesso che stiamo ormai assistendo a molteplici episodi di un’unica guerra mondiale pronta a conclamarsi in tutti i suoi devastanti effetti. 

La NATO, da organizzazione formalmente difensiva da diversi decenni ha assunto un profilo aggressivo e minaccioso in aperta violazione con la Carta delle Nazioni Unite. Si dichiara che la nuova strategia della NATO è stata promossa per “difendere gli interessi dell’Occidente”, ma in realtà serve solo a salvaguardare un’egemonia globale statunitense sempre più in rotta di collisione con gli interessi dell’Italia, dell’Europa e del resto del mondo. Invece di promuovere negoziati globali si lanciano ultimatum militari e persino minacce di attacchi nucleari.

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Grecia, il fattore N(ato)

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russia-greece-620xadi Manlio Dinucci | da il manifesto

Tsipras incontra Putin a Mosca domani, nel momento stesso in cui Ue, Bce e Fmi tengono un nuovo vertice sulla Grecia, che il giorno dopo deve rimborsare una rata di 450 milioni di euro del prestito concesso dal Fondo monetario internazionale. I temi ufficiali, nel colloquio a Mosca, sono quelli del commercio e dell’energia, tra cui la possibilità che la Grecia diventi l’hub europeo del nuovo gasdotto, sostitutivo del South Stream bloccato dalla Bulgaria sotto pressione Usa, che attraverso la Turchia porterà il gas russo alle soglie della Ue. Si parlerà anche di un possibile allentamento delle controsanziomi russe, permettendo l’import di prodotti agricoli greci.

Secondo quanto ha dichiarato alla Tass (31 marzo), il premier Tsipras ha comunicato al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e alla rappresentante della politica estera Ue, Federica Mogherini, che «non siamo d’accordo con le sanzioni alla Russia». E, al primo vertice Ue a cui ha partecipato il 19-20 marzo, ha ufficialmente sostenuto che «la nuova architettura della sicurezza europea deve includere la Russia». A conferma di tale posizione, Tsipras sarà di nuovo a Mosca il 9 maggio per il 70° anniversario della vittoria sulla Germania nazista, celebrazione boicottata dalla maggioranza dei leader occidentali (a partire da Obama, Merkel e Cameron).

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Venezuela: oltre 8 milioni di firme contro il decreto di Obama

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obama-deroga-el-decreto-ya-700x352da albainformazione.com | fonte Telesur

C’è stata un’ondata di opposizione in Venezuela e nel mondo contro l’ultima aggressione degli Stati Uniti

La petizione lanciata in opposizione alle ultime sanzioni comminate dal presidente Barack Obama e contro l’etichettatura del Venezuela come una minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ha superato le 8 milioni di firme, secondo quanto è stato reso noto nella giornata di domenica.

Il presidente Obama ha emesso un ordine esecutivo il 9 di marzo definendo “un’emergenza nazionale, la minaccia inusuale e straordinaria per la sicurezza nazionale e la politica estera degli Stati Uniti derivante dalla situazione in Venezuela”.

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro, attraverso il proprio account Twitter, ha ringraziato tutti i sostenitori della campagna volta a richiedere ad Obama di “abrogare il decreto”.

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A rischio le relazioni tra USA e Repubblica Ceca

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milos-zeman-prezident-zofin-putin-rusko-kgbdi Mauro Gemma 

Dura polemica tra il presidente della Repubblica Miloš Zeman e l'ambasciatore USA a Praga

La decisione del presidente della Repubblica Ceca Miloš Zeman di accettare l'invito del presidente russo Putin a recarsi a Mosca in occasione delle celebrazioni del 70° anniversario della vittoria contro il nazifascismo, è stata l'occasione dell'innesco di una dura polemica con l'amministrazione statunitense che rischia di incrinare seriamente le relazioni tra i due paesi.

Con la solita arroganza che caratterizza l'atteggiamento statunitense nei confronti di chi dà segni di insofferenza nei confronti delle pretese egemoniche dell'imperialismo USA, l'ambasciatore a Praga Andrew Schapiro aveva criticato l'accettazione dell'invito russo da parte di Zeman, come “miope” e “imbarazzante”, dal momento che il presidente ceco sarebbe stato il primo capo di Stato di una nazione dell'Unione Europea a dichiarare di voler essere presente alla parata del 9 maggio a Mosca.

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Elezioni e Ideologia. Il voto in Francia e Spagna

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elezioni francia 2 1di Ângelo Alves* | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

“Ciò che le elezioni in Francia e Andalusia confermano è che la situazione sociale è talmente dura, lo scontro tra le classi è talmente forte, che, cosciente del progressivo rigetto popolare di una politica con due volti, il sistema tenta di trovare le più diverse forme perché non si affermino reali alternative. Sia attraverso l'apertura del terreno all'estrema destra sia attraverso la promozione di forze che, presentate come “nuove” e di “unità”, finiscono per affermarsi come spazi di ristrutturazione della socialdemocrazia. La risposta può essere una sola: affermare chiaramente la necessità delle rotture, denunciare le manovre diversive che si stanno moltiplicando, intensificare la lotta ideologica e costruire l'unità in seno al popolo”.

Il secondo turno delle elezioni regionali in Francia ha chiuso due fine settimana elettorali in due importanti paesi d'Europa: in Spagna, con le elezioni in Andalusia, e in Francia. Il ciclo elettorale, iniziato in Grecia e che si estenderà per tutto quest'anno e il prossimo, ha un'importanza significativa perché permetterà di individuare quali sono le manifestazioni della crisi dell'Unione Europea e dei sistemi della rappresentatività borghesi e fornirà segnali sulle tendenze di fondo che ormai caratterizzano la situazione politica in Europa, in particolare sulla profonda crisi della socialdemocrazia e sulla crescita del populismo e dell'estrema destra.

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