Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Il racconto malato di Aleppo ha superato di gran lunga la messa in scena dell'aggressione alla Jugoslavia

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aleppo bambini propagandadi Massimo Zucchetti*
da lantidiplomatico.it

Il racconto malato e falso di quanto succede ad Aleppo ed in Siria ha superato di gran lunga la messa in scena dell'aggressione alla Jugoslavia.

I "bambini di Aleppo" fra i quali ovviamente non si includono le bambine usate come bombe umane dai "ribelli moderati", che sono poi i jihadisti di Al Qaeda e terroristi assimilati (ex spauracchi dell'occidente fino a pochi anni fa), il "corridoio umanitario per la popolazione", che è poi una via di fuga per i terroristi sconfitti verso una zona in mano all'ISIS, la "città martoriata", ora che è in mano alle forze governative, mentre prima che era in mano ai terroristi era un parco dei divertimenti, le "atroci sofferenze" della popolazione, che festeggia per le strade la fine dell'incubo jihadista, le "ultime lettere da Aleppo" mandate da bloggers pagati dall'Arabia Saudita, gli "ultimi medici" nelle decine di "ospedali per bambini" dei quali ora non vi è traccia, i "clown umanitari" inventati, la "popolazione deportata dai russi", che in realtà fugge dalla morsa dei terroristi per andare nella zona libera dove trova cibo e cure, le "foto" taroccate malamente.

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Aleppo liberata

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aleppo popolazione stradadi Pedro Guerreiro, Segreteria del Partito Comunista Portoghese | da avante.pt

Traduzione di Marx21.it

L'esito della battaglia di Aleppo, con la liberazione della parte orientale della città – precedentemente occupata dai gruppi armati che disseminano il terrore e la distruzione in Siria –, rappresenta un'importante sconfitta per gli Stati Uniti, le grandi potenze dell'Unione Europea e i loro alleati nella regione, come la Turchia, Israele e le dittature del Golfo, in particolare Arabia Saudita e Qatar.

La vittoria militare della Siria e del suo popolo è tanto più significativa se si pensa alla dimensione e all'intensità dell'abietta campagna di manipolazione e disinformazione veicolata dagli organi di informazione dominanti per nascondere e travisare.

Ancora una volta, coloro che in passato sono stati conniventi e si sono schierati sempre dalla parte della guerra, brandendo i più falsi pretesti e utilizzando le più diverse “vesti” di servizio (ONG, giornalista, commentatore, funzionario delle Nazioni Unite...), tornano ora cinicamente a presentare gli aggressori come “aggrediti”, i carnefici come “vittime”, i gruppi armati che praticano il terrore e sono responsabili dei più odiosi crimini come “ribelli”, i veri responsabili dell'autentico disastro umanitario in Siria come se fossero filantropi.

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Sostenete una voce libera e comunista! L'appello di Marx21.it ai suoi lettori

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Marx21.it lancia un accorato appello ai suoi lettori, sapendo quanto hanno a cuore le ragioni della sopravvivenza di un sito che oggi rischia di essere messa gravemente a rischio senza il generoso sostegno di chi ne apprezza e condivide il contributo di voce libera e comunista nel panorama dell'informazione del nostro paese.

Vi chiediamo allora di contribuire, compatibilmente con le disponibilità finanziarie di ciascuno, alla continuazione del lavoro di un portale web che ormai da anni si è conquistato spazio e prestigio non solo tra tanti militanti comunisti e di sinistra del nostro paese, ma anche su scala internazionale, come testimoniano i tanti attestati di apprezzamento che ci giungono da diversi paesi di ogni continente.

Confidiamo nella vostra generosità e solidarietà militante. E' a rischio l'esistenza stessa del nostro (vostro) sito. Siamo convinti che in tanti raccoglierete con slancio il nostro appello.

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“Tutti impegnati a falsificare Aleppo”

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di Giulietto Chiesa

Sui fatti di Aleppo i media mainstream stanno superando se stessi: mentre la città viene liberata dopo anni di occupazione da parte dei miliziani jihadisti, stampa e televisioni occidentali continuano ad accusare di violenze l’esercito di Assad, ma senza fornire alcuna prova e senza la minima verifica.

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Salutiamo il nuovo accordo di pace sottoscritto in Colombia

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partido comunista colombiano logoDichiarazione del Partito Comunista Colombiano
da solidnet.org

Traduzione di Marx21.it 

La firma del nuovo accordo (sulla fine del conflitto tra il governo della Colombia e le FARC, ndt) è un passo decisivo per la sua ratifica da parte del Congresso della Repubblica, che segnerà il giorno D del processo che ne seguirà. E' superato un primo momento di incertezza, segnato dalla controffensiva dell'ultradestra nel suo tentativo di ricacciare indietro ciò che è stato realizzato. Si apre una porta all'avanzata politica e sociale implicita nel suo contenuto.

Il Governo nazionale assume un impegno immenso, non solo per la ratifica da parte delle sue maggioranze parlamentari ma anche per l'approvazione della legge di amnistia e indulto, primo punto all'ordine del giorno nella tabella di marcia per la realizzazione dell'accordo. Verranno altri passaggi necessari per il transito nelle zone veredales (in cui sono previste le operazioni per il completamento dell'accordo) e per le procedure relative alla deposizione delle armi, la normalizzazione e il reinserimento civile e territoriale.

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Il Partito Rivoluzionario del Popolo del Laos al 18°Incontro dei Partiti Comunisti e Operai

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laos comunistida solidnet.org

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Intervento di Sounthone Xayachack, Membro del Comitato Centrale del Partito Rivoluzionario del Popolo del Laos, Presidente della Commissione relazioni estere del Comitato Centrale.

Caro Compagno Presidente,
Illustrissimi delegati ed ospiti,

Prima di tutto lasciatemi portare a tutti voi i fraterni saluti del Comitato Centrale del Partito Rivoluzionario del Popolo del Laos.

Oggi è un grande onore e piacere per me guidare la delegazione del Partito Rivoluzionario del Popolo del Laos la quale partecipa al 18° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e operai che ha per tema "La crisi capitalista e l'offensiva imperialista - Strategia e tattiche dei Comunisti e dei Partiti dei Lavoratori nella lotta per la pace, per i diritti dei lavoratori e dei popoli e per il socialismo" e che si tiene ad Hanoi, la bellissima capitale del Vietnam. Questa è una buona opportunità per noi per discutere le principali questioni della vita politica internazionale.

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Che fare dopo la vittoria del NO al referendum costituzionale

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renzi si nodi Stefano Barbieri per Marx21.it

Sul risultato del Referendum Costituzionale molto si è già detto e scritto anche su queste pagine. Certamente la vittoria del No, per l’ampiezza del risultato e la massiccia partecipazione al voto, può essere ascritta tra le pagine più belle delle storia della sinistra italiana, così costellata invece, ormai da molto tempo, di delusioni e sconfitte che ancora bruciano sulle nostre pelli.

Una pagina bella, va sottolineato per molti aspetti e non solo per il risultato finale; il fenomeno più rilevante di questa consultazione è stata la larga partecipazione dei cittadini al voto, inusuale per un referendum e paragonabile a consultazioni politiche. Gli italiani quindi hanno perfettamente colto la rilevanza di questo voto. Da un lato per le implicazioni costituzionali, l’approvazione di una legge che avrebbe cambiato profondamente il funzionamento delle Camere, dall’altro per le implicazioni politiche, rese assolutamente evidenti dalla personalizzazione sul Presidente del Consiglio.

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Marx21.it si associa al cordoglio per la scomparsa del compagno Giuseppe Sacchi

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giuseppe sacchiMilitante comunista dai tempi della clandestinità e combattente della Resistenza antifascista, a cui partecipò in qualità di comandante della 114esima Brigata Garibaldi, e dopo la Liberazione, instancabile organizzatore del PCI e figura di rilievo del movimento operaio, il compagno Sacchi, è stato l'indiscusso protagonista della grande lotta degli elettromeccanici milanesi del 1960, culminata nella manifestazione dei 100.000 metalmeccanici in Piazza Duomo, il giorno di Natale, e terminata l'anno successivo con una straordinaria vittoria operaia.

Deputato del PCI per due legislature, il compagno Sacchi va ricordato anche per il suo inestimabile contributo alla stesura e alla presentazione della prima bozza della Statuto dei Lavoratori.

Di Sacchi non va dimenticato l'impegno nell'opposizione al processo di liquidazione del PCI (con Alessandro Vaia e Arnaldo Bera, è stato tra gli animatori della Casa Editrice Aurora, della rivista Interstampa e del Centro Culturale “Concetto Marchesi”), conclusosi dopo la svolta della Bolognina, e nella costruzione del Partito della Rifondazione Comunista, di cui è stato per molti anni dirigente.

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I Partiti Comunisti di Cina e Vietnam si impegnano a rafforzare la cooperazione

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liuyunshan vietnamda resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

Liu Yunshan, funzionario di grado elevato del Partito Comunista Cinese (PCC), si è incontrato, il 12 dicembre a Pechino, con una delegazione del Partito Comunista del Vietnam (PCV).

Liu, membro del Comitato Permanente dell'Ufficio Politico del Comitato Centrale del PCC, ha dichiarato che la Cina e il Vietnam sono “buoni vicini socialisti con un destino comune di importanza strategica”.

“Il PCC è disposto a lavorare con il PCV per consolidare l'intesa raggiunta tra Xi Jinping, segretario generale del Comitato Centrale del PCC, e Nguyen Phu Trong, segretario generale del PCV”, ha affermato Liu.

Liu ha esortato i due partiti a far proseguire nella direzione giusta le relazioni di partito e bilaterali, a promuovere scambi a livello dei governi statali e ad approfondire la cooperazione pratica per la promozione di una crescita sostenibile e stabile di lungo periodo del partenariato strategico globale bilaterale.

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Guerra di propaganda su Aleppo

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Mentre i residenti di Aleppo celebrano la liberazione della loro città, i media mainstream dipingono il quadro opposto e con titoli sensazionalistici denunciano presunte atrocità e un “crollo dell’umanità”. Ma quali sono le loro fonti? Ebbene, “qualcuno glielo ha detto”. La maggior parte dei loro articoli sono non verificati perché non c’è nessun giornalista della stampa occidentale in questo momento ad Aleppo

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“Sei lezioni di economia”: un libro per capire la crisi dell’Europa. E uscirne

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cesaratto Lezioni economia lowdi Vladimiro Giacché, Vice Presidente dell'Associazione politica e culturale MARX XXI

da temi.repubblica.it

Giunti al termine delle “Sei lezioni di economia” di Sergio Cesaratto si hanno due certezze. La prima è che il testo di Cesaratto è molto di più di un libro di lezioni di economia: è senz'altro un compendio delle principali teorie economiche tra Otto e Novecento, ma anche una storia economica d'Italia dagli anni Settanta in poi, una ricostruzione molto accurata della crisi europea dal 2010 a oggi, e anche – aspetto quest’ultimo da leggersi un po’ in filigrana, ma importante – una ragionata e al tempo stesso appassionata ricostruzione dell'itinerario intellettuale del suo autore nel contesto delle controversie economiche degli ultimi decenni. La seconda certezza è che si tratta senz'altro di uno dei più importanti contributi al dibattito economico italiano degli ultimi anni. Se la seconda certezza rende più gratificante il compito del recensore, la prima lo rende più arduo, costringendo a selezionare tra gli aspetti del libro da trattare: selezione che necessariamente sacrifica qualcosa. 

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Populismo di secondo grado e manipolazione dell'esito referendario

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renzi braccialarghedi Elena Maria Fabrizio
da dialetticaefilosofia.it

Ringraziamo il compagno Domenico Losurdo per la segnalazione

Tra i sintomi che affliggono le democrazie occidentali, la manipolazione dell’opinione pubblica e la manipolazione del voto sono i più noti. E non c’è consultazione politica e referendaria, con o senza quorum, che non confermi questo trend. Così, puntualmente, nell’ultima consultazione la tutela della Costituzione e il conseguente rigetto di una riforma irresponsabile che non ci avrebbe protetto da maggioranze retrograde, populiste e autoritarie, viene surclassato da altri dati, dotati di scarsa oggettività e più semplicistici. Non solo i cittadini avrebbero innanzi tutto votato per dire Sì o No al Presidente del Consiglio Renzi e al suo governo, ma con questa scelta, più che esprimersi sulla sua politica e le sue leggi, si sarebbero di fatto espressi sull’alternativa Renzi o il populismo, che è ovviamente sempre quello degli altri, Salvini e Grillo in primis. Sembra quasi superfluo evidenziare che la carente analiticità di questa lettura eleva il populismo a giudizio di secondo grado cui scadono nell’analisi del voto, ma già prima nei modi e nei toni della campagna referendaria, quegli stessi sostenitori che hanno eretto il Pd a partito antipopulista per eccellenza; il quale non cede alla tentazione di dividere ancora una volta l’elettorato nel popolo che interpreta correttamente i propri valori (cambiamento, bellezza, sogno, futuro) dal popolo che al contrario ne sarebbe incapace.

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Il Fronte Brasile Popolare condanna il golpe contro il Venezuela nel Mercosur

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solidaridad venezuelada resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

Nell'assemblea plenaria nazionale, svoltasi il 7 e 8 dicembre a Belo Horizonte, il Fronte Brasile Popolare (FBP) ha approvato una dichiarazione che condanna il golpe contro il Venezuela nel Mercosur. Di seguito il testo:

Il movimenti popolari che compongono il Fronte Brasile Popolare (FBP), riuniti nella loro Assemblea Plenaria Nazionale, nella città di Belo Horizonte, nei giorni 7 e 8 dicembre 2016, esprimono la loro più profonda solidarietà al popolo e al governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela, che è stata aggredita in modo brutale dai governi di Brasile, Argentina e Paraguay, che hanno architettato un golpe per l'esclusione del Venezuela da Mercosur.

Sappiamo che tale espediente è parte del progetto per isolare politicamente ed economicamente il Venezuela, indebolendo il governo legittimamente eletto di Nicolas Maduro e per rafforzare l'opposizione golpista.

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La Germania e la guerra dichiarata al fronte Sud

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germania bandiera grungedi Filippo Violi

Riceviamo dal compagno Filippo Violi, e pubblichiamo come contributo alla discussione sui possibili sviluppi della politica europea e mondiale e sul ruolo che potrebbe svolgere l'Italia, in vista dell'insediamento della nuova amministrazione presidenziale statunitense.

“Dove impera la guerra si cerca la pace; dove c’è pace si guarda alla guerra altrui, dove c’è guerra fredda si ghiacciano i cuori. Trump vuole scongelare lo scenario e si tratta di un capovolgimento della dottrina Obamiana” Mario Sechi, “il foglio” 14/12/2016

“Trump, come Putin,  è un programmatico lontano dalle retoriche “umanitarie” che hanno accompagnato, in giro per il mondo, le politiche destabilizzanti della Casa Bianca. Essendo in gioco non ideali, ma interessi, sarà un negoziatore, proprio di cui c’è bisogno” Massimo Boffa, “il foglio” 14/12/2016

“Pensiamo ad esempio alla nomina di Rex Tillerson quale nuovo segretario di Stato […]Il riavvicinamento a Putin risponde certamente a questioni di realpolitik e può essere funzionale alla strategia di progressivo disimpegno annunciata da Trump, ma è anche dettata da motivazioni di buon senso che vanno incontro agli interessi del settore imprenditoriale E’ abbastanza chiaro che anche l’Italia possa trarre vantaggio da questa nuova dinamica[…]il nostro vantaggio competitivo rispetto agli altri partner è evidente, considerate le solide relazioni economiche che da tempo possiamo vantare con Mosca” Giovanni Castellaneta, ex ambasciatore italiano negli Stati Uniti, “il foglio” 14/12 2016

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Il Partito Comunista Siriano (unificato) ai comunisti e ai progressisti di tutto il mondo

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pcsiriano plenumda solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

La direzione del Partito Comunista Siriano (unificato) intende fornire alcune informazioni in merito agli sviluppi in Siria, con l'obiettivo di illustrare quanto realmente sta accadendo, e di ottenere un maggiore sostegno al popolo siriano che sta affrontando lo stesso nostro nemico.

Cari compagni,

Come è ben noto, il nostro partito, insieme ad altri partiti progressisti e patriottici della Siria, sta lottando contro quella che oggi è considerata una delle più barbare aggressioni imperialiste fin dal tempo della Seconda Guerra Mondiale, e contro i movimenti radicali più estremisti e fondamentalisti del secolo, condannati a livello internazionale, come il “Fronte Al Nusra”, l' “ISIS” e “Al Qaeda”.

Questa lotta si scontra con i progetti imperialisti di dominazione del mondo e in particolare della regione che è chiamata “Nuovo Medio Oriente”.

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Il Pentagono fa il giro del mondo

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ashcarterdi Manlio Dinucci
il manifesto, 13 dicembre 2016

Arriva oggi in Italia il capo del Pentagono Ash Carter che, a nome dell’uscente amministrazione Obama, sta facendo «il giro del mondo per ringraziare le truppe Usa schierate in Asia, Medioriente ed Europa e incontrare importanti partner e alleati».

Il tour è iniziato il 3 dicembre dalla California, dove Carter ha tenuto il discorso di chiusura al «Forum Reagan», che gli ha conferito il premio «La pace attraverso la forza».

Carter si è quindi recato in Giappone, dove ha passato in rassegna le truppe Usa e incontrato il ministro della difesa Inada. Il Giappone, che contribuisce con 1,6 miliardi di dollari annui alla permanenza di 50 mila soldati Usa sul proprio territorio, è particolarmente importante quale base avanzata dei sistemi missilistici Usa schierati contro la Cina a «scopo difensivo» e, precisa il Pentagono, è un alleato «in grado di difendere altri paesi che possano essere attaccati».

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La guerra imminente con la Cina

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portaerei elicotteridi Gianni Cadoppi

Riceviamo dal compagno Gianni Cadoppi una sua nota di commento a un'inchiesta del giornalista australiano John Pilger, che pubblichiamo come contributo alla discussione sui possibili sviluppi della politica internazionale, in vista dell'insediamento della nuova amministrazione presidenziale statunitense.

John Pilger è un noto giornalista d’inchiesta australiano che lavora in Inghilterra. Corrispondente di guerra in Vietnam è stato designato due volte come “Giornalista dell’anno” nel Regno Unito. Presentiamo qui un’inchiesta che ha portato anche alla realizzazione di un video sul pericolo di guerra verso la Cina.

Pilger ha sostenuto, durante la campagna elettorale americana, che il meno pericoloso per una guerra con Cina sarebbe Trump, piuttosto che la guerrafondaia Clinton, nota China basher. Trump intanto vorrebbe nominare ambasciatore nel paese asiatico un amico del presidente Xi Jinping cioè il governatore dell'Iowa, Terry Branstad, appena tornato da una visita in Cina.

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Più forti nella lotta

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pcp congresso plateaEditoriale diAvante!, Settimanale del Partito Comunista Portoghese (PCP)

Traduzione di Marx21.it

Realizzato in un momento di grande complessità e di urgenze della situazione politica nazionale e internazionale, il XX Congresso del PCP, che si è tenuto il 2, 3 e 4 dicembre ad Almada, è stato un evento di grande significato e importanza politica per l'affermazione e il rafforzamento del PCP come Partito della classe operaia e di tutti i lavoratori. Come ha affermato Jeronimo de Sousa nel suo discorso di chiusura, “un Partito che non risparmierà sforzi, non si sottrarrà ai propri compiti, che si propongano di difendere e conquistare diritti e migliorare le condizioni di vita dei lavoratori e del popolo, sempre con gli occhi rivolti alla linea dell'orizzonte, all'obiettivo ultimo che anima e giustifica la nostra ragione di essere e di combattere: una società libera dallo sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo”.

I tre giorni del Congresso sono inscindibili dalla sua lunga fase preparatoria con la realizzazione di migliaia di riunioni con più di ventimila partecipanti, con i militanti che sono intervenuti nella discussione delle Tesi/Progetto di Risoluzione Politica, nell'elaborazione di quasi duemila proposte di emendamento/cambiamento, nella loro grande maggioranza approvate, nell'elezione dei delegati, nella mobilitazione degli invitati, e nella realizzazione di diverse iniziative decisive per il successo del Congresso.

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Prezzo del petrolio, le conseguenze dell'Accordo

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trivella petrolio 1978di Demostenes Floros | da abo.net

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La decisione di attestare il nuovo tetto di produzione del petrolio a 32,5 milioni di b/g, dei Paesi Opec, dovrebbe, insieme, all'ipotetico taglio dei paesi non-Opec di 600.000 b/g, aprire a un nuovo scenario: entro la metà del 2017 potremmo assistere a un ribilanciamento del mercato petrolifero

A settembre, così come a ottobre, i prezzi del petrolio hanno evidenziato una certa volatilità. In particolare, il Brent Crude North Sea ha aperto a 47,90 $/b (dollari al barile) e ha chiuso a 51,36 $/b, mentre il West Texas Intermediate ha aperto a 46,93 $/b e ha chiuso a 49,36 $/b. Al momento della redazione dell'articolo, i prezzi del petrolio erano in aumento sulla scia dell'accordo raggiunto tra i membri dell'OPEC (esclusi Libia, Nigeria e la sospesa Indonesia). In particolare, il 30 novembre, a Vienna, l'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio ha deciso il primo taglio della produzione petrolifera in 8 anni, un accordo in base al quale il nuovo tetto di produzione dell'Organizzazione si attesterà a 32,5 milioni di barili al giorno, mentre i produttori non OPEC hanno promesso di ridurre drasticamente l’attività di estrazione di 600.000 barili al giorno. 

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Ripristinare il proporzionale e la Costituzione nata dalla Resistenza

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parlamento sessionedi Domenico Losurdo, Presidente dell'Associazione politica e culturale Marx XXI

Per completare la disfatta del progetto reazionario

Dopo la memorabile sconfitta subita da Matteo Renzi, si infittiscono le voci che rivendicano il ripristino del sistema proporzionale. In effetti, la difesa della Costituzione nata dalla Resistenza non può essere considerata completa se non si cancellano gli effetti del sostanziale colpo di Stato che nel 1993 portò alla liquidazione del sistema proporzionale e inflisse un grave colpo alla democrazia. Su questo tema riporto alcuni miei interventi che risalgono all’epoca del colpo di Stato del 1993 (Domenico Losurdo)

La cancellazione del proporzionale e la storia alle sue spalle

Alla vigilia del referendum che ha introdotto il sistema maggioritario, un giornalista ha fatto osservare: «Tutte le revisioni [costituzionali] rispondono a quella specie di legge non scritta che gli esperti chiamano la regola dell'evento esterno. Il principio dice che le Costituzioni moderne vengono modificate o addirittura sostituite totalmente a causa di eventi esterni e traumatici» [1].

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