Il golpe in Brasile è un'aggressione a tutti i popoli e le nazioni dell'America Latina

Il golpe in Brasile è un'aggressione a tutti i popoli e le nazioni dell'America Latina

Mozione dei Partiti Comunisti e Rivoluzionari dell'America Latina e dei Caraibi

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India. Fermiamo il terrore anticomunista nel Bengala Occidentale!

India. Fermiamo il terrore anticomunista nel Bengala Occidentale!

Nota di Marx21.it e Dossier curato dal Partito Comunista dell'India (Marxista)

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L'anticomunismo dell'UE non passerà!

L'anticomunismo dell'UE non passerà!

da Solidnet.org

Il gruppo europarlamentare del Partito Comunista di Grecia (KKE) ha denunciato le manifestazioni anticomuniste che sono state organizzate dall'Unione Europea e dalla presidenza slovacca dell'Unione Europea, nel quadro della cosiddetta “giornata europea ...

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Di video indignati, bombe su Aleppo e dolore dei bambini

Di video indignati, bombe su Aleppo e dolore dei bambini

da oraprosiria.blogspot.it

Viviamo tempi difficili e sappiamo che in guerra la prima cosa a morire è sempre la verità.  Quando non è palese disinformazione si tratta di servizi o articoli orientati a carpire la benevolenza o l'orrore di chi ascolta, vede, legge…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Dichiarazione del Nuovo Partito Comunista dei Paesi Bassi sul referendum Britannico

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brexit flags4da www.solidnet.org

Traduzione di Emilia Butturini per Marx21.it

L'Olanda è uno dei paesi europei che potrebbe ricorrere alla consultazione popolare per decidere sul mantenimento dell'adesione all'Unione Europea. Dopo l'esito del referendum britannico, ecco la posizione dei compagni del Nuovo Partito Comunista dei Paesi Bassi.

La maggioranza degli inglesi rifiuta la Ue e sceglie la Brexit

Il Nuovo Partito Comunista dei Paesi Bassi si congratula con la classe operaia inglese e il Partito Comunista della Gran Bretagna per il risultato del referendum.

Lo schieramento della Brexit ha vinto il referendum con il 52% dei voti.

Il rifiuto popolare della cosiddetta élite UE e l'aspettativa di un cambiamento in positivo, si sono rivelati superiori alle aspettative dei circoli della classe dominante.

Tuttavia, il confronto con la classe dirigente britannica si trasformerà presto in un' illusione. Resta da vedere che impatto avrà il risultato in tutti i diversi paesi europei, ma è chiaro che il capitale europeo sta facendo tutto il possibile per proteggere i propri interessi.

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La banalissima propaganda di Confindustria sulle riforme

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renzi confindustriadi Marta Fana e Simone Fana
da ilmanifesto.info

Riforme. Uno studio catastrofista e privo di metodo scientifico sui presunti effetti del no al referendum costituzionale di ottobre rivela sogni e paure dei padroni italiani

Confindustria affila le armi in vista del referendum costituzionale di ottobre e, dopo la dichiarazione di sostegno alla riforma, pubblica le ricadute negative di una possibile vittoria del No sull’economia.

Nessun riferimento a uno studio che le sostenga, numeri un po’ a casaccio verrebbe da dire.

A leggere le slide (sic) del Centro Studi di Confindustria, la vittoria del no provocherebbe in tre anni: una riduzione del Pil dell’ 1,7%, un crollo degli investimenti del 12,1%, un aumento di 430 mila poveri e un calo degli occupati di 289mila unità.

Una presa di posizione che pare contraddire un primo principio di realtà: il Jobs Act, il pareggio di bilancio, le politiche fiscali a sostegno delle imprese sono state perseguite dentro un quadro istituzionale, quello attuale, che improvvisamente diviene un intoppo per il consolidamento dei benefici, legati alle suddette riforme. Dalle stime di Confindustria non è chiaro quali siano non tanto i nessi causali, impossibili da determinare ex ante, quanto le associazioni tra le variabili studiate.

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Geopolitica dell'energia attraverso i prezzi del petrolio

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Floros geopolitica energia 583x389di Demostenes Floros
da www.abo.net

Nonostante il fallimento del vertice Opec del 2 giugno a Vienna, in cui gli Stati membri non sono riusciti a trovare un accordo né sul congelamento della produzione né sul ritorno ad un tetto di produzione, il prezzo al barile non ha subito decrementi

Nel mese di maggio i prezzi petroliferi hanno registrato un aumento attestandosi intorno a 4 dollari al barile. In particolare l’ICE Brent ha aperto a 45,38 dollari al barile e chiuso a 49,57 dollari al barile, raggiungendo il proprio picco a 50,28 dollari al barile il 30 maggio. Nello stesso periodo il NYMEX WTI ha aperto a 45,53 dollari al barile e chiuso a 49,21 dollari al barile, raggiungendo il valore massimo il 25 maggio, a 49,72 dollari al barile . Entrambe le qualità hanno toccato il minimo il 9 maggio, rispettivamente a 43,52 e 43,95 dollari al barile.

Gli incendi dilaganti in Canada - quarto produttore petrolifero al mondo con 4 milioni di barili al giorno, di cui 2,2 milioni di barile al giorno di sabbie bituminose, e primo fornitore di petrolio degli Stati Uniti con 3,169 milioni di barili al giorno nel 2015 - nonché l’instabilità politica in Nigeria e in Ghana hanno causato interruzioni della fornitura totale superiori a 1,5 milioni di barili al giorno.

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La Brexit e la NATO

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uk soldatidi Albano Nunes, Segreteria del Partito Comunista Portoghese | da avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Sono sorpresi e disorientati. Il grande capitale finanziario ha subito una sconfitta storica in Gran Bretagna. Le ingerenze e le pressioni di ogni genere sul popolo britannico non hanno funzionato. Né il vergognoso accordo dell’Unione Europea con Cameron contro i diritti dei migranti, né l’impegno di Obama per una “forte Europa”, né gli scenari di catastrofe disegnati dai grandi gruppi economici e finanziari della City e dagli eurocrati di Bruxelles hanno impedito la Brexit. La crisi nella e dell’UE è in verità molto più profonda, ed essendo essa irriformabile la sorpresa e il disorientamento che dilagano nei suoi circoli dominanti sono inevitabili.

Non si sottovaluti però la capacità di adattamento della classe dominante – che tra l’altro non ha ancora rinunciato a rovesciare il risultato del referendum – e soprattutto si mantenga ben viva la vigilanza per la nota teoria delle “crisi creative” e i tentativi di trasformare questa sconfitta in un pretesto per effettuare un nuovo salto neoliberale, militarista e federalista che è stato consigliato e progettato dal nucleo duro del processo di integrazione capitalista. Le onde d’urto della Brexit si faranno sentire per molto tempo. Sono molte le incertezze. Ma non ci può essere alcun dubbio che il blocco imperialista che è la UE farà di tutto per assicurare il proprio potere.

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Pace: una storia lunga e tormentata, tra idee e realtà

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Intervista a Domenico Losurdo

a cura di Emiliano Alessandroni

In un’intervista esclusiva per il nostro sito, Domenico Losurdo, Presidente dell’Associazione Politico-Culturale Marx XXI, presenta il suo nuovo libro, “Un mondo senza guerre”.

Iniziamo da un nesso immediato: il tema centrale del tuo nuovo libro (D. Losurdo, Un mondo senza guerre. L’idea di pace dalle promesse del passato alle tragedie del presente, Carocci, Roma) non può che richiamare alla mente, a quel lettore che ha seguito un poco il tuo percorso intellettuale, un altro tema a cui hai dedicato attenzione nel corso dei tuoi studi: quello della non-violenza (cfr. La non-violenza. Una storia fuori dal mito, Laterza, Roma-Bari 2010). Esiste un filo conduttore tra questi argomenti e tra queste due ricerche?

Il libro sulla non-violenza giunge a un risultato assai sorprendente per il comune lettore. Al momento dello scoppio della prima guerra mondiale Gandhi si offriva quale «reclutatore capo» di truppe indiane per l’esercito britannico e lanciava un appello alla mobilitazione totale: l’India doveva essere pronta a «offrire nell’ora critica tutti i suoi figli validi in sacrificio all’Impero», a «offrire tutti i suoi figli idonei come sacrificio per l’Impero in questo suo momento critico»; «dobbiamo dare per la difesa dell’Impero ogni uomo di cui disponiamo». Lenin invece esprimeva tutto il suo orrore per la carneficina che infuriava, invitava a porvi fine e promuoveva la rivoluzione in nome anche della pace. Tale pace doveva includere i popoli coloniali, dalle grandi potenze imperialistiche razziati a guisa di schiavi e costretti a combattere e a morire a migliaia di chilometri dalla loro terra per una causa che certamente non era la loro. In questo senso il libro sulla non-violenza ha gettato le basi per l’odierno libro su pace e guerra.

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Il pivot to China

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asia soldatini usadi Diego Angelo Bertozzi

Il contributo di Diego Angelo Bertozzi è stato pubblicato nel quaderno speciale di MarxVentuno su imperialismo e guerre

La stampa, soprattutto occidentale, diffonde da tempo l’immagine di una Cina popolare sempre più aggressiva militarmente e intenzionata a far pesare sui Paesi vicini tutta la propria forza. Le argomentazioni che sostengono queste denunce hanno un limite evidente, senza dubbio frutto di una chiara scelta di campo: quello di tacere sul quadro complessivo dei rapporti internazionali che vede proprio la Cina come oggetto di un nuovo sistema di accerchiamento militare, politico ed economico con al centro Washington, decisa a salvaguardare la propria posizione egemonica risalente al secondo dopoguerra. Quello che è conosciuto come il “Pivot to Asia”, annunciato nel 2011 dall’amministrazione Obama, si sta rivelando come la copertura ideologica di un nuovo sistema di alleanze e accordi di natura militare con diversi Paesi asiatici, alcuni dei quali storici alleati fin dai tempi della guerra fredda. Un sistema all’interno del quale il Giappone, interessato da una revisione costituzionale, svolgerà un ruolo più attivo. A questo va aggiunto anche l’accordo economico di libero scambio (Trans Pacific Partnership) voluto da Washington, che esclude proprio Pechino e che dalla stessa amministrazione Usa è ritenuto importante quanto una nuova portaerei.

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"Lezione agli asini"

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a cura di Giulietto Chiesa

Per anni la stampa ha raccontato che lo scudo missilistico che veniva costruito ai confini della Russia avesse una funzione difensiva nei confronti dell’Iran. Oggi è evidente che questa fosse una gigantesca panzana. Lo scorso 21 giugno Vladimir Putin ne ha chiesto conto ad un gruppo di giornalisti occidentali.

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Il Partito della Liberazione Nazionale, della Rivoluzione Popolare e della Costruzione del Socialismo

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carvalhodi José Reinaldo Carvalho*
da portuguese.people.com.cn

Traduzione di Marx21.it

L'articolo è stato scritto in occasione del 95° anniversario della fondazione del Partito Comunista Cinese, avvenuta il 1 luglio 1921

Con quell'evento storico, nasceva l'avanguardia politica della classe operaia e di tutto il popolo cinese, che nel corso degli anni seguenti ha svolto un ruolo decisivo nella lotta di liberazione nazionale del popolo cinese e in seguito nella costruzione del socialismo nella grande nazione asiatica.

Il Partito Comunista del Brasile condivide in modo fraterno gli ideali del Partito Comunista della Cina. Il nostro ideale comune è la realizzazione del comunismo. Il nucleo della nostra ideologia comune è il marxismo-leninismo, arricchito in Cina dal pensiero di Mao Tsedong, dalla teoria di Deng Xiaoping e dagli importanti concetti della triplice rappresentatività e dello sviluppo scientifico del socialismo, come guida dell'azione.

I comunisti brasiliani considerano la Rivoluzione Cinese guidata dal Partito Comunista, che ha proclamato la Repubblica Popolare della Cina, uno dei più importanti eventi della storia dell'umanità, un segno decisivo della rinascita nazionale cinese, di redenzione della grande nazione asiatica dalle umiliazioni subite da quando del paese si erano impadronite le potenze imperialiste.

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Cina, Brexit ed Europa: brevi considerazioni

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cina uk bandierinedi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Con questo intervento voglio soffermarmi su un particolare aspetto della cosiddetta “Brexit”: le conseguenze su Pechino. Perché? Non soltanto per i rapporti sempre più stretti che negli ultimi tempi hanno legato – soprattutto dal punto di vista finanziario e infrastrutturale – Londra e Pechino, ma perché a sinistra si è diffusa  - e si va diffondendo - una lettura secondo la quale l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea sarebbe un fattore negativo sul piano degli sviluppi internazionali perché la dirigenza cinese – o una parte di essa - si era augurata esattamente il contrario. Insomma, gettato dalla porta, il principio del “partito-guida”  parrebbe essere rientrato dalla finestra sotto forma di una particolare lettura: gli interessi della Cina, sul piano economico, coinciderebbero con quelli del movimento comunista internazionale.  Peccato che a rifiutare questo principio e questo ruolo da ormai quarant'anni siano gli stessi comunisti cinesi.

Chi scrive riconosce alla Repubblica popolare il ruolo essenziale svolto per rendere più democratiche le relazioni internazionali, nello sconfiggere il sottosviluppo e nel gettare le basi per un ordine internazionale cooperativo, ma non può evitare di ricordare come la seconda potenza economica mondiale abbia tutto il diritto di proteggere e perseguire interessi economici nazionali collegati alla sua posizione.

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I terroristi che l’Occidente protegge. Indovina chi e perché

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La storia di un terrorista, Akhmed Chatayev, che dopo essere fuggito dalla Russia e aver ricevuto lo status di rifugiato in Austria è diventato un membro di Daesh e ha organizzato un attentato all’aeroporto di Istanbul. I servizi segreti russi hanno cercato di arrestarlo per ben 13 anni, ma l’Europa e gli attivisti per i diritti umani ne hanno più volte impedito l’estradizione.

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Il Venezuela al bivio

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almagro Intervista a Jorge Valero
da investigaction.net

Traduzione di Marx21.it

Quando si tratta di parlare del Venezuela, i media dominanti sanno a chi dare la parola: oppositori politici, giornalisti anti-chavisti, economisti di destra... Di conseguenza, ci è sembrato di vitale importanza ascoltare quelli che tutti i giorni lottano perché viva la Rivoluzione Bolivariana. Jorge Valero, ambasciatore e rappresentante permanente della Repubblica Bolivariana del Venezuela alle Nazioni Unite a Ginevra ha accettato di rispondere alle nostre domande. Un'occasione per ristabilire certe verità molte volte nascoste. 

(Intervista a cura di Jean Araud e Tarik Bouafia*)

Che significano esattamente le reiterate minacce del Segretario Generale dell'OSA (Organizzazione degli Stati Americani) contro il Venezuela?

Le pesanti aggressioni del Segretario Generale dell'OSA contro il Venezuela sono ricorrenti e inusuali. Un funzionario diplomatico di un organismo multilaterale si è trasformato in attivista politico venezuelano, scontrandosi con uno Stato sovrano. Ma non agisce di volontà propria. E', l'ho già detto, una marionetta della politica estera degli Stati Uniti, che pretendono di trasformare il nostro continente in una neo-colonia.

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Regno Unito: speciale referendum

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notoeuausteritydi Andrea Bulgarelli
da www.civg.it

Il 23 giugno si è tenuto l’atteso referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea. Il risultato – la vittoria del leave con il 51,9% dei voti – non era affatto scontata, soprattutto dopo la violenta campagna mediatica che ha seguito l’assassinio della deputata laburista Jo Cox da parte di un simpatizzante neonazista.

All’indomani della vittoria del “sì” i principali mezzi di informazione hanno proposto varie letture per spiegare l’inspiegabile, ovvero come una Unione Europea sinonimo di benessere e progresso potesse venire rifiutata dai suoi stessi “cittadini”. I dati indicano che il voto è stato fortemente polarizzato in termini di età anagrafica, reddito e distribuzione geografica. Il “sì” ha stravinto in molti centri industriali, in passato roccaforti laburiste e socialiste. Nella città di Stoke-on-Trent, le cui miniere di carbone ancora nel 1992 segnavano il record europeo di produzione, il leave ha vinto con quasi il 70% dei voti. Alcuni hanno puntato il dito sull’ottusità delle vecchie generazioni, colpevoli di avere bocciato il sogno europeista dei giovani, senza però citare il dato per cui proprio le regioni con la popolazione più giovane sono state anche quelle con il più alto tasso di astensione. Ma la versione più popolare è quella diffusa dai media alla vigilia del voto, ovvero che la causa dell’uscita era caldeggiata da forze xenofobe, reazionarie e omofobe, ostili all’UE a causa della sua natura tollerante, attenta ai diritti delle minoranze e alla pace. 

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Italia piattaforma di lancio NATO

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soldati simulazionedi Antonio Mazzeo
da antoniomazzeoblog.blogspot.it

Nella Nato del terzo millennio, le basi militari ospitate in Italia hanno un ruolo fondamentale e insostituibile nelle strategie di guerra. Siamo tutti sempre più nucleari e con logiche di attacco.

Forze armate dotate di mezzi, sistemi d’arma, capacità operative e livelli d’addestramento adeguati, prontamente impiegabili in ambito NATO nei termini richiesti, per lunghi periodi e al di fuori delle normali aree stanziali. Un dispositivo bellico superefficiente in grado di respingere eventuali aggressioni militari che si dovessero manifestare contro l’Italia e i suoi “interessi vitali”, sempre pronto a “rimuovere le minacce” e contribuire alla “difesa integrata” dei territori dell’Alleanza Atlantica e alla “lotta al terrorismo internazionale”. Sono alcuni degli obiettivi strategici prefigurati dal Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa 2015 per quelle che dovranno essere le strutture militari nazionali del prossimo ventennio. Il sogno di un’Italia media potenza internazionale ma sempre più ancorata all’Alleanza Atlantica e al paese leader, gli Stati Uniti d’America. “L’unica strategia in grado di mitigare i rischi relativi è quella di un’attiva partecipazione alla NATO”, spiega il ministero della Difesa. “Perché solo l’alleanza tra europei e nordamericani è in grado di esercitare la dissuasione, la deterrenza e la difesa militare…”.

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Si alla Pace! No alla NATO!

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di Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione - CPPC
da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Seguiamo l'esempio che ci viene dal Portogallo e da altri paesi d'Europa. Mobilitiamoci anche in Italia, in vista del Vertice NATO di Varsavia!

No agli obiettivi bellicisti del vertice di Varsavia

Come avverrà in altri paesi d' Europa, anche in Portogallo organizzazioni di diversa ispirazione si uniranno per contestare gli obiettivi bellicisti che il vertice che la NATO svolgerà nella capitale della Polonia, Varsavia, i prossimi 8 e 9 luglio, e per affermare l'esigenza dello scioglimento di questo blocco politico-militare, che rappresenta la principale minaccia alla pace e alla sicurezza in Europa e nel mondo.

Nel momento in cui si moltiplicano le situazioni di tensione e conflitto e aumentano l'insicurezza e l'instabilità internazionali, la realizzazione del vertice e i suoi obiettivi bellicisti, nel momento in cui la NATO si avvicina sempre di più alle frontiere della Federazione Russa e interviene nel Mediterraneo, sono di immensa gravità.

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Il card. Zen sulla rotta di collisione

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zendi Francesco Sisci
da www.settimananews.it

Pubblichiamo l'interessante riflessione del sinologo Francesco Sisci sugli sviluppi del confronto tra Cina e Vaticano

Le recentissime dichiarazioni del vescovo emerito di Hong Kong, Giuseppe Zen, appaiono da Pechino incomprensibili. Zen 1) dichiara in sostanza che se anche le trattative andassero a buon fine e fossero accettate dal papa i fedeli cattolici hanno diritto di seguire la propria coscienza e non accettarle; 2) incoraggia i fedeli cattolici “anti trattativa” ad aspettare ancora un po’ di tempo e poi la situazione sarà sanata.

1) Trattative

Da Pechino, dove si seguono queste cose con una distanza di cultura e di sensibilità enorme, nascono una infinità di domande. Non so quanto sia dovuto alla posizione del cardinale o all’ignoranza da questa parte.

Le trattative tra Santa Sede e Cina vanno avanti da circa 20 anni, lo sa tutto il mondo e lo sapeva anche sua eminenza Zen. Da qui non si capisce cosa sia successo di nuovo perché il cardinale abbia aspettato così tanto tempo per fare dichiarazioni pubbliche così dure.

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Egitto: un appello all’intellighenzia

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egitto polizia filospinatodi Marco Alloni

Il presente articolo è uscito, in forma ridotta e come intervista di Sherif El-Sebaie, sul Fatto Quotidiano il 18 giugno 2016. Questa versione raccoglie le riflessioni di Marco Alloni sull'intellighenzia italiana ed egiziana in tutte le sue articolazioni.

È debito indelebile quello che abbiamo tutti con Amedeo Ricucci. La sua massima più famosa, che qui translittero – “Facile fare i gay con il corpo degli altri” – resta fra gli insegnamenti cardinali dell’ultimo decennio. Declinata meno aulicamente, essa si presta a una serie di varianti su cui non possiamo più esimerci dall’interrogarci. Prima variante: “Facile fare gli atei in un Occidente scristianizzato”. Seconda variante: “Facile fare i militanti ‘egiziani’ da Salerno o Voghera”. Terza variante: “Facile attaccare l’Egitto dopo averlo abbandonato”.

Involontariamente Ricucci ha pertanto spianato la strada a quel contro-orientalismo di cui alcuni di noi avvertono più che mai la necessità. Ci ha insegnato – esortandoci a mettere in gioco la pelle prima di esibirci in fatui cicaleggi da “pantofolai dell’orientalismo” – a operare coerentemente con il nostro status esistenziale e a riconoscere che parlare di “guerre mediorientali” da Salerno ha più o meno lo stesso grado di audacia che inveire contro la Salerno-Reggio Calabria da Luxor.

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La NATO significa guerra

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nonato 02072016Comunicato di AKEL (Partito Progressista del Popolo Lavoratore di Cipro)

da www.akel.org.cy

Traduzione di Marx21.it

La prossima settimana in Polonia avrà luogo il vertice della NATO, che si concentrerà principalmente sul tema “affrontare le sfide sui confini orientali e meridionali dell'Alleanza”.

Il vertice segna una nuova fase nell'aggressione della NATO e nella drammatica militarizzazione che si sta sviluppando in Europa Orientale e nel Mediterraneo. Lo schieramento di quattro battaglioni multinazionali ben armati nella regione del Baltico e in Polonia si aggiunge ora al cosiddetto scudo anti-missili e alle forze NATO che stazionano nell'Est Europa da alcuni anni contro la Russia. Inoltre la presenza militare dell'Alleanza del Nord Atlantico è stata rafforzata con ogni mezzo nel travagliato Mediterraneo orientale. La Nato ora chiede ai suoi membri in Europa di aumentare, nel bel mezzo della crisi e dell'austerità, le loro spese militari e di approfondire ulteriormente la sinergia con la NATO e la collaborazione dell'UE. Va notato anche che l'Unione Europea ha annunciato l'anno scorso un piano di investimenti per l'industria delle armi da guerra!

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In Ucraina continua la repressione contro i comunisti

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pc ucraina 500pxUfficio Stampa del Partito Comunista di Ucraina

da kpu.ua

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

In Ucraina, il 28 giugno, si è registrato un nuovo gravissimo episodio di repressione anticomunista, che questa volta ha colpito la compagna Alla Aleksandrovskaya, primo segretario del comitato regionale di Kharkov del Partito Comunista (KPU). Nell'esprimere la nostra solidarietà ai compagni del KPU, formuliamo l'augurio che i comunisti, la sinistra e i democratici del nostro paese facciano sentire la loro voce indignata. Il silenzio che avvolge i crimini della giunta nazista di Kiev deve cessare.

Il 28 giugno 2016, nel Giorno della Costituzione dell'Ucraina, funzionari della direzione di Kharkov e Kiev del SBU (il servizio di sicurezza, ndt) si sono presentati con un mandato di perquisizione in casa di Alla Aleksandrovna Aleksandrovskaya, deputata del popolo dell'Ucraina per quattro legislature, cittadina onoraria della città di Kharkov e prima segretaria del comitato regionale di Kharkov del Partito Comunista di Ucraina (KPU).

Attualmente, l'accesso alla sua abitazione è completamente bloccato e ai residenti non è concesso di entrare e neppure di uscire. Mentre cercava di chiarire le cause di ciò che sta accadendo, Aleksey Perepelitsa – attivista sociale, più volte eletto nel consiglio comunale di Kharkov – è stato picchiato dagli agenti del SBU.

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Sapir: Brexit e lezioni di democrazia

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brexit ukda vocidallestero.it

Pubblichiamo l'articolo di Jacques Sapir come contributo alla discussione sulle prospettive dell'Europa dopo il voto nel referendum per la Brexit

Sapir analizza il voto sulla Brexit e le implicazioni politiche. Mentre alcuni nostri politici e commentatori si coprono d’infamia ripetendo che il Referendum non si sarebbe mai dovuto indire, i cittadini britannici hanno dato lezioni di democrazia resistendo a un’enorme pressione mediatica, ad allarmismi isterici e a reazioni emotive dell’ultima ora. La “sinistra” laburista, soprattutto, dovrà prendere atto di aver perso il contatto con il proprio elettorato, che non ha voluto difendere e che ora in parte consistente ha votato contro le sue indicazioni.

di Jacques Sapir, 24 giugno 2016

Il voto di giovedì 23 giugno è stato un momento storico cruciale. È stato anche un grande momento per la democrazia. Il 51,9 percento degli elettori britannici ha votato per l’uscita dall’Unione Europea, dando una lezione di democrazia al mondo e al vostro umile servitore, e probabilmente ha cambiato il nostro futuro.

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Dopo le elezioni in Spagna inizia il confronto tra i comunisti

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unidospodemosUn commento di Alberto J. Miranda, Direttore di laRepublica.es | da larepublica.es

Traduzione di Giulia Salomoni per Marx21.it

Dopo il deludente risultato elettorale di Unidos Podemos prende avvio il confronto tra i militanti del PCE e IU. 

LA GIORNATA DI RIFLESSIONE COMINCIA OGGI

Sto leggendo molte persone, amici conosciuti e sconosciuti, indignati per i risultati elettorali. Li vedo insultare soprattutto chi ha votato il Partito Popolare e i Ciudadanos. Li vedo parlare di emigrare, di un paese di pecore, di una società di merda che vota i corrotti. Vedo inoltre un classismo molto frequente ultimamente che da una supposta superiorità intellettuale si permette persino il lusso di chiamare ignoranti e incolti gli elettori del PP, del PSOE e dei Ciudadanos.

E io dico una cosa, umilmente, e senza l’intenzione di offendere nessuno: e se invece di inveire contro chi non ha votato quello che noi avremmo voluto, ci chiedessimo il perché?

Magari, e solo magari, non si sarebbe dovuta abbandonare la lotta nelle strade. Aiutare a raggiungere il trend topic mondiale è molto comodo e divertente, però dopo che questo è stato condiviso su facebook vi siete affiliati ad un sindacato? Organizzate i compagni nei vostri luoghi di lavoro contro gli abusi lavorativi? O usate solo gli hashtags?

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