Sacrosanto ministro Gentiloni

Sacrosanto ministro Gentiloni

di Manlio Dinucci e Tommaso Di Francesco

«L'Italia sta attrezzandosi per fronteggiare la guerra che le si presenta alle porte?»: Gad Lerner è andato a chiederlo al nuovo ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, «formatosi nella cultura del pacifismo e del disarmo, oggi rimessa drammaticamente in discussione dall`incendio…

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L’Italia di Renzi e Gentiloni non condanna il neonazismo

L’Italia di Renzi e Gentiloni non condanna il neonazismo

comunicato stampa

«Vergognosa risposta data oggi dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni sulle ragioni dell’astensione dell’Italia nell’Assemblea generale delle Nazioni Unite ...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Il leader del Partito Comunista di Ucraina rivolge un appello agli elettori

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simonenko1di Petro Simonenko | da www.kpu.ua

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Petro Simonenko, leader del Partito Comunista di Ucraina, si è rivolto ai cittadini del suo paese in vista delle elezioni parlamentari del 26 ottobre

Mi appello a voi, miei cari compatrioti, con la speranza di raggiungere, in questo momento difficile e anche tragico per l'Ucraina, i vostri cuori e le vostre menti alle prese con la preoccupante situazione del nostro paese, con alcune considerazioni sull'attuale governo, gli eventi nell'est dell'Ucraina, gli attacchi contro il partito comunista e contro di me personalmente e le prossime elezioni parlamentari.

So che in una situazione di guerra non dichiarata, di fronte all'aumento quotidiano di prezzi e tariffe, la preoccupata attesa di un inverno freddo voi siete già stanchi, logorati dalla lotta per la sopravvivenza, dall'incertezza di ciò che ci aspetta, dalla paura per il futuro dei vostri figli e nipoti, di tutti i vostri familiari e amici. Siete stanchi delle false promesse del passato e dell'attuale governo: del presidente, del primo ministro, dei deputati e dei loro dipendenti, politologi e funzionari regionali e locali. Vi hanno stancato le loro continue ipocrite rassicurazioni sul graduale miglioramento della vita di ciascuno di voi.

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La disputa decisiva in Brasile

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dilma lula comiziodi Juan Manuel Karg | da www.alainet.org

Traduzione di Marx21.it

Il secondo turno elettorale in Brasile, previsto per domenica 26 ottobre, è probabilmente uno dei momenti più decisivi che si sono trovati ad affrontare i governi post-neoliberali della regione negli ultimi anni. Sebbene negli ultimi due decenni la polarizzazione politica in quel paese si sia espressa nel confronto tra il Partito dei Lavoratori (PT) e il PSDB (conservatore e neoliberale), queste elezioni presentano caratteristiche singolari a causa del forte ruolo che i media egemonici – avversi nella loro maggioranza al governo di Dilma Rousseff – hanno giocato da agosto, prima dando corpo alla candidatura di Marina Silva – la stella sfuggente -, poi “lasciandola cadere” alla luce degli ultimi sondaggi precedenti il primo turno, e mettendo in primo piano la figura di Aécio Neves quando si è compreso che sarebbe stato l'avversario del PT al secondo turno.

Non c'è niente di meglio che analizzare le ultime dichiarazioni di Francisco Henrique Cardoso per comprendere la dimensione che assumerà la disputa nel ballottaggio. Ha affermato l'ex presidente brasiliano, del PSDB, che “non è perché sono più poveri che votano per il PT, ma perché sono meno informati”. Queste dichiarazioni, infelici ed elitiste, hanno avuto una rapida replica del tandem Lula-Dilma, che hanno subito messo in evidenza le politiche sociali avviate durante i loro governi.

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Si intensifica la presenza militare USA in Africa

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soldati usa cargodi Carlos Lopes Pereira | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Nel quadro della loro strategia imperiale di crescente interventismo militare in Africa, gli Stati Uniti installeranno una seconda base militare nel Niger.

Secondo il Washington Post, il presidente nigerino, Mamadu Issufu, ha dato il suo consenso dopo il vertice USA-Africa, in agosto, nella capitale nordamericana, in una riunione con il sottosegretario della Difesa, Robert Work, e il comandante di Africom, generale David Rodriguez.

Jeune Afrique fornisce maggiori dettagli. Rivela che diversi mesi fa si sono svolti negoziati per la creazione di una nuova base militare, ad Agadez, nel centro-nord, poiché i nordamericani vogliono “essere più vicini alle zone sorvolate dai loro droni”.

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I comunisti israeliani condannano l'intervento imperialista in Iraq e Siria

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pc israeleComunicato del Partito Comunista di Israele
da www.solidnet.org | Traduzione di Marx21.it

Cari compagni,

Il Partito Comunista di Israele condanna con fermezza l'intervento imperialista guidato dagli Stati Uniti in Iraq e Siria. Siamo ovviamente d'accordo sul fatto che le atrocità e i crimini barbarici che organizzazioni reazionarie come ISIS, Jabhat al-Nusra stanno compiendo, debbano essere combattute e liquidate. In ogni caso, una lotta contro tali organizzazioni responsabili di genocidio e per la loro completa sconfitta non può essere condotta e portata a compimento da potenze imperialiste la cui unica aspirazione è sostituire un'oppressione con un'altra.

Con la scusa di difendere la “democrazia”, i “diritti umani” e la “libertà”, gli Stati Uniti, la NATO, l'UE e diverse forze imperialiste con i loro alleati hanno cercato di perseguire i loro meschini interessi, in genere sostenendo i loro dittatori fantoccio, a spese del benessere dei popoli.

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Gravissimo attentato al leader della resistenza nel Donbass

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Giulietto Chiesa commenta l’attentato avvenuto nel pomeriggio di lunedì 13 ottobre 2014 contro Pavel Gubarev, leader della resistenza del Donbass. Un atto gravissimo in un momento di fragile tregua in Ucraina

Uscire dalla NATO, Utopia praticabile

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obama leaving natoda antoniomazzeoblog.blogspot.it

Ridar vita a un movimento contro tutte le guerre a partire da una campagna di mobilitazione contro l’Alleanza Atlantica e le basi militari Usa e Nato in territorio italiano. Se n’è discusso sabato scorso a Roma al convegno “E’ Nato per la guerra. Come uscire dal Patto Atlantico”, promosso dalla Rete No War con la partecipazione di Peacelink, Comitato No MUOS, Statunitensi per la pace e la giustizia, Alternativa, Ass. Amicizia Italia-Iraq, Rete dei Comunisti, Pdci, Ass. Ialana, Ross@, Cobas. I lavori sono stati introdotti dal giornalista de Il manifesto, Manlio Dinucci, dal giurista Claudio Gianciacomo e dal peace resercher Antonio Mazzeo; il riorientamento strategico della Nato dopo la guerra fredda, l’illegittimità costituzionale di questa alleanza e il complesso sistema delle basi militari in Italia, i temi trattati.

“Nel 1999 a Washington, i governi dei paesi membri dell’Alleanza hanno firmato un accordo che ha modificato radicalmente il concetto strategico della Nato”, ha ricordato Dinucci. “Esso autorizza l’intervento militare per motivi diversi dalla difesa del territorio di uno Stato membro, come previsto dal trattato del 1949, e cioè per motivi di sicurezza globale, economica, energetica, migratoria, ecc., che sono quelli tipici della guerra preventiva.

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L’antifascismo “atlantico” dell’imperialismo. L’urgenza di una riflessione

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AzovOathAllegiancedi Diego Angelo Bertozzi

Riceviamo dal compagno Bertozzi una sua nota pubblicata su facebook che proponiamo come contributo alla discussione

Uno dei segnali della sconfitta subita dalla sinistra e dai comunisti in Italia (e non solo) è rappresentato dalla sorte subita, a livello simbolico, dall’ ”antifascismo”, ormai utilizzato con libera disinvoltura dalla propaganda imperialista come strumento di consenso, in ambito Nato, in grado di creare egemonia anche in un campo pacifista - e in senso più generale nella sinistra europea - attraversato da divisioni e contraddizioni. L’assenza di un serio e vasto movimento di opposizione alle tante aggressioni che si sono dispiegate negli ultimi lustri è indicativo del successo ottenuto in questo senso.

L’ultimo rapporto di “Human Rights First” (1) sul riemergere del fascismo in Europa è l’ennesima operazione orientata allo stravolgimento dell’antifascismo storico al fine di legittimare l’espansione della Nato ad Est e bollare con infamia ogni opposizione e ogni voce coraggiosamente critica.

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Venezuela-Russia: le ragioni della collaborazione

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rafael-ramirez rtda www.aporrea.org | Traduzione di Marx21.it

La visita del ministro degli esteri venezuelano a Mosca

Venezuela e Russia assumono iniziative comuni per difendere il prezzo del barile di petrolio dalle manipolazioni esercitate da settori imperiali, che pretendono di colpire le entrate dei paesi produttori di questa risorsa naturale- è quanto dichiarato dal ministro degli esteri del Venezuela, Rafael Ramirez.

In un'intervista concessa a Actualidad RT, a proposito della sua visita a Mosca, Ramirez ha spiegato che il Venezuela propone e afferma la difesa della stabilità del mercato petrolifero, “perché abbiamo diritto al prezzo giusto della nostra risorsa naturale”.

Per tali ragioni, il ministro ha spiegato che il paese sudamericano ha dovuto operare con autorevolezza nell'OPEP “per mantenere un livello (del prezzo del petrolio) adeguato a continuare nel miglioramento del nostro ritmo di investimenti”.

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Nato, dalla Polonia alla Turchia e ritorno

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stoltenbergdi Manlio Dinucci | da il manifesto, 14 ottobre

È andato in Polonia a incontrare il presidente Komorowski, ha ricevuto a Bruxelles il ministro degli esteri ucraino Klimkin, quindi si è recato in Turchia per colloqui col presidente Erdogan: non poteva iniziare meglio il nuovo segretario generale della Nato, il norvegese Jens Stoltenberg. Già leader del Partito del lavoro e capo di governo, sostenuto dalla coalizione «rosso-verde», si è guadagnato il prestigioso incarico – si legge nella biografia ufficiale – perché, quando era primo ministro nel 2005-2013, ha fatto della Norvegia uno dei paesi Nato con la più alta spesa militare procapite.

Un segretario dinamico per una Alleanza sempre più dinamica in campo militare. In Polonia, dove si è svolta l’esercitazione Nato Anaconda 2014 con la partecipazione di forze Usa, Stoltenberg ha assicurato che «la Nato è qui per proteggervi», ricordando che, dall’inizio della crisi in Ucraina, gli Alleati mantengono nell’Europa orientale una «continua presenza e attività militare aerea, terrestre e marittima». Lo scopo è «inviare un forte segnale alla Russia», definita dal segretario alla difesa lituano Vejonis «un aggressore, che rappresenta una potenziale minaccia per tutti i paesi europei».

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‘La guerra informativa per l’Ucraina’

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Sul Canale della TV Tedesca “ZDF” è andato in onda un programma satirico proposto dal gruppo teatrale “Napalm” che ha fatto una azzeccatissima rappresentazione di come venga gestita la guerra informativa sulla crisi in Ucraina.

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Lenin e la prima guerra mondiale

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di Roberto Sidoli, dell’Associazione Primo Ottobre di amicizia Italia-Cina

first-world-war-013Il testo della relazione presentata all’assemblea di Bellinzona (Svizzera) tenutasi l’11 ottobre 2014 e organizzata dal Movimento Svizzero per la Pace.

Il primo conflitto planetario imperialistico non scoppiò nel luglio/agosto del 1914 per errore umano o pura casualità: come ha giustamente notato David Stevenson nel suo libro “La grande guerra” (p. 43), la tesi della guerra per errore “è oggi insostenibile” anche solo tenendo a mente la distanza temporale di più di un mese creatasi nel 1914 tra il celebre attentato di Sarajevo e lo scoppio effettivo delle ostilità sul suolo europeo.

Non fu certo una guerra divampata a “caldo”…

Inoltre la prima guerra mondiale non si sviluppò certo per assenza o scarsità di processi di globalizzazione, di compenetrazione economica tra le nazioni in conflitto, anzi. Sempre Stevenson, lontano anni-luce da qualunque simpatia comunista e marxista, ha sottolineato un punto fermo ormai assodato dalla storiografia contemporanea notando che “gli anni che precedettero il 1914 conobbero livelli di interdipendenza economica che non si ripeterono più fino a ben oltre la seconda guerra mondiale” e al 1960, visto che proprio nel 1913 le esportazioni/importazioni valevano e pesavano per circa un quarto del prodotto nazionale lordo tedesco, britannico e francese di quel tempo (Stevenson, op. cit., pp. 40-41).

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La Duma di Stato russa chiede un'inchiesta internazionale sui crimini contro la popolazione del Sud Est dell'Ucraina

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ukrajna dombassz nc3a9pirtc3a1s1da www.duma.gov.ru
Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Nella seduta plenaria del 10 ottobre la Duma di Stato della Federazione Russa ha rivolto un appello “ai parlamenti del mondo e alle organizzazioni parlamentari internazionali sulla necessità di avviare un'inchiesta internazionale sui crimini contro la popolazione civile dell'Ucraina Sud Orientale”.

La mozione, il cui progetto è stato presentato dal Presidente della Duma Sergey Narishkin e dai presidenti delle quattro frazioni parlamentari (tra essi, Ghennady Zyuganov, leader del Partito Comunista della Federazione Russa, ndt), è stata votata da 428 deputati.

“Le fosse, scoperte nel settembre 2014 nei pressi della città di Donetsk, contenenti i corpi di decine di persone torturate e uccise, vittime della cosiddetta operazione anti-terrorista attuata dalle autorità di Kiev, le prove delle torture, delle vessazioni, dei saccheggi e delle violenze nei territori controllati dalle forze di sicurezza ucraine, non si contano più, - si afferma nell'appello. - L'uso di mezzi e metodi di guerra vietati, il trattamento disumano dei prigionieri sono diventati la realtà di tutti i giorni”.

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Due termini della stessa azione

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di Gianni Fresu*

Le ragioni dell'adesione all'appello dell' “Associazione per la ricostruzione del Partito comunista nel quadro più ampio della sinistra di classe”

L’offensiva reazionaria che sta definitivamente distruggendo quanto resta di una civiltà del lavoro in Italia, grazie al pervicace impegno liberista del PD, impone a sinistra uno sforzo per ricostruire su basi nuove un campo politico, come il nostro, talmente devastato da sembrare reduce da un’invasione di cavallette. A sinistra, da due anni almeno, sono in corso incontri e conferenze dalle quali sono scaturite documenti e proposte. Ora sarebbe il caso di passare dalle proposte all’organizzazione, per dare al confronto una prospettiva politica, evitando di lasciarla languire in un dibattito che rischia sempre l’autoreferenzialità. Personalmente ritengo, ancora come due anni fa, che si debba intervenire su due livelli: 1) porre su basi nuove, in termini positivi e finalmente unitari, la questione comunista nel nostro Paese, superando i problemi politici di inefficacia provocati dalla diaspora e dalla polverizzazione dell’iniziativa negli ultimi due decenni; 2) costruire un più ampio fronte di lotta della sinistra contro le politiche sociali dell’Unione Europea, all’interno del quale i comunisti devono giocare un ruolo propositivo e non di retroguardia.

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Elezioni in Bolivia: favoriti Morales e il MAS

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evo-speech-picture-dario-kennerda “Avante” | Traduzione di Marx21.it

La campagna elettorale per le prossime elezioni presidenziali e legislative del prossimo 12 ottobre in Bolivia è agli sgoccioli e tutto fa prevedere una significativa vittoria dell'attuale presidente e candidato Evo Morales e del Movimento per il Socialismo (MAS) che dispone di due terzi dei seggi nel Congresso.

Stando agli esiti dei tre sondaggi diffusi la settimana scorsa, Morales sembrerebbe largamente in testa con il 59 per cento delle intenzioni di voto, e con 40 punti di vantaggio sul più prossimo avversario, Samuel Doria, di Unità Democratica (UD). Secondo la legislazione boliviana, per ottenere la vittoria al primo turno il candidato deve ricevere più del 50 per cento dei voti validi o del 40 per cento, nel caso la differenza rispetto al candidato che si piazza al secondo posto sia superiore a 10 punti.

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Un articolo sulla Marlane-Marzotto

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marlanerocchettodi Giorgio Langella

Finalmente la stampa nazionale sembra voler scrivere qualcosa di più che semplici e scarne notizie sul caso della Marlane-Marzotto. Oggi, infatti, si può leggere a pag. 42 de “il Venerdì” (inserto de La Repubblica) un articolo dal titolo “Una fabbrica, morti, veleni e misteri. C'è del marcio in Calabria”.

Finalmente, mentre si avvicina la sentenza di primo grado al processo in corso presso il tribunale di Paola, uno spiraglio di luce squarcia la nebbia mediatica che grava sulla vicenda della fabbrica veneto-calabrese. L'articolo è scritto bene. Si leggono testimonianze di alcuni protagonisti della vicenda e un breve riassunto di quello che è successo a Praia a Mare. Chi non conosce (o non ha voluto conoscere) la tragedia del lavoro che si è consumata in quello stabilimento di proprietà del conte Rivetti, poi dell'ENI (e, quindi, della Lanerossi) e infine della Marzotto, ha l'occasione di essere informato.

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La "coalizione internazionale" e la lotta contro l’ISIS

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Wfdy logoDichiarazione della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (FMGD)

Con il pretesto di lottare contro l’ISIS con la "coalizione internazionale" sono stati bombardati territori siriani. Molti interrogativi si pongono sulla natura e il ruolo di questi Stati, guidati dagli Stati Uniti, nella lotta contro questi gruppi fascisti in versione islamica, così come sull’affidabilitá degli Stati Uniti come Stato guida di un fronte contro il terrorismo.

Una delle domande principali a cui bisogna rispondere é quella relativa all'appoggio che alcuni Stati – precisamente gli Stati Uniti, la Francia, la Turchia e il Golfo Arabo –hanno fornito a fondamentalisti e gruppi fascisti in Siria, con armi e denaro e facilitando la loro mobilitazione da tutto il mondo verso Siria, Iraq e Libano.

Inoltre durante tutto il XX secolo gli Stati Uniti sono stati sostenitori e creatori di gruppi fascisti in tutto il mondo, come in Ucraina e Venezuela; e i loro piani di espansione continua nel controllo della regione del Medio Oriente, dimostrati dal sostegno senza fine all'occupazione sionista della Palestina, sono alla base della creazione e del sostegno di gruppi fascisti di matrice islamica, di cui l’ISIS è espressione.

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PROCACCINI: Il PdCI a fianco dei lavoratori: il 25 in piazza con la Cgil

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da www.comunisti-italiani.it

<I Comunisti italiani sostengono e partecipano alla manifestazione nazionale indetta dalla Cgil per il prossimo 25 ottobre a Roma> Lo afferma Cesare Procaccini, segretario nazionale del Pdci. <La crisi economica e l’incapacità del governo Renzi a dare risposte adeguate e concrete ai bisogni di tante donne e tanti uomini – prosegue il leader del Pdci – è sotto gli occhi di tutti. Al contrario questo esecutivo, in piena coerenza con i governi precedenti, continua a colpire i lavoratori e quanti da sempre pagano i costi di politiche scellerate e classiste. Le misure economiche lungi dall’avere al centro un criterio di redistribuzione delle ricchezze colpiscono i diritti e i salari di chi vive del proprio lavoro, aumentando diseguaglianze e prevaricazioni e mettendo in discussione la dignità stessa del lavoro come nel caso dell’attacco all’articolo 18>. <Per queste ragioni – conclude Procaccini – il Pdci sostiene le proteste che in questi giorni mettono in discussione questo modello di sviluppo, fra queste lo sciopero generale dei sindacati di base Usb, e invita tutti i suoi militanti ad attivarsi per essere parte attiva di questa stagione di lotte>.

Per info: www.cgil.it

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Per una preparazione ideologica di massa

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gramsci alesda www.antoniogramsci.com

Ci sono sempre lezioni da trarre anche per l'oggi dall'insegnamento di Antonio Gramsci

di Antonio Gramsci 
"La Sezione di agitprop del PC", 
aprile-maggio 1925

Da quale bisogno specifico della classe operaia e del suo partito, il Partito comunista, è sorta l'iniziativa della scuola per corrispondenza, che finalmente comincia ad attuarsi, con la pubblicazione della presente dispensa?

Da quasi cinque anni il movimento operaio rivoluzionario italiano è piombato in una situazione di illegalità o di semilegalità. La libertà di stampa, il diritto di riunione, di associazione, di propaganda sono praticamente soppressi. La formazione dei quadri dirigenti del proletariato non può quindi più avvenire per le vie e coi metodi che erano tradizionali in Italia fino al 1921.

Gli elementi operai più attivi sono perseguitati, sono controllati in ogni loro movimento, in ogni loro lettura; le biblioteche operaie sono state incendiate o altrimenti disperse; le grandi organizzazioni e le grandi azioni di massa non esistono più e non possono attuarsi.

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Fermiamo con la lotta la stretta antipopolare e autoritaria in atto nel paese

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di Mauro Gemma

proteste 15 novembre 2013 3 romaLa stretta antipopolare e autoritaria in atto nel paese continua senza tregua. Con la fiducia al Senato sul provvedimento che lede mortalmente i diritti del lavoro, viene inferto un altro micidiale colpo alla democrazia del nostro paese e ai valori costituzionali usciti dalla Resistenza. Un colpo che si aggiunge a quelli ripetutamente inferti con la partecipazione del nostro paese a tutte le campagne di aggressione e di guerra che l'imperialismo continua a scatenare nel mondo.

Di fronte alla marcia inarrestabile verso la liquidazione dei principi della Carta costituzionale da parte del peggior governo del nostro dopoguerra, va pure segnalato come la sedicente "sinistra" del PD (con le sole eccezioni del senatore Tocci, che ha avuto la dignità di dimettersi dalla carica indignato da questo scempio, e di Casson e Mineo che si sono assentati dall'aula) non sappia far altro che esprimere la propria fiducia ("critica", viene chiamata senza il senso del ridicolo) all'italico emulo della "Lady di ferro". Dando in fondo ragione a Renzi, quando liquida le contorsioni di questa "opposizione" come una "sceneggiata".

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