Giù le mani dal nostro paese!

Giù le mani dal nostro paese!

Comunicato del PC Siriano Unificato

Giorni fa gli Stati uniti hanno commesso un’altra follia, da aggiungere al loro libro nero colmo di crimini, bombardando l’aeroporto di Al Shayrat, nell’est della provincia siriana di Homs. L’attacco è costato la vita a nove martiri. Si è dunque…

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Contro la cospirazione in Venezuela!

Contro la cospirazione in Venezuela!

prensapcv.wordpress.com

Il PCV fa appello alla più ampia unità di azione antimperialista per sconfiggere il piano destabilizzatore e golpista

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Il NO di Alitalia chiede un cambio radicale

Il NO di Alitalia chiede un cambio radicale

di Dante Barontini

Il NO dei lavoratori Alitalia alla pre-intesa firmata da azienda, governo e CgilCislUilUgl ha ricevuto quasi il 70% dei voti, in un referendum che ha visto la partecipazione della quasi totalità dei dipendenti. Se stessimo ad analizzare un risultato politico…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Lo Yemen a due anni dall’inizio dell’aggressione saudita

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Servizio a cura di assadakah.com per Al Manar e Pandora Tv

Dopo due anni di bombardamenti, si contano seimila morti e oltre 2,5 milioni di sfollati. Oltre mille i bambini uccisi. Ospedali, scuole, fabbriche e campi profughi bombardati. È lungo l’elenco dell’orrore. E mentre gli Stati Uniti annunciano l'intenzione di aumentare il sostegno ai massacratori sauditi, si rafforza la volontà di resistenza del popolo yemenita.

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Navalny democratico made in Usa

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navalny arrestodi Manlio Dinucci
il manifesto, 28 marzo 2017

Un poliziotto sfonda la porta di casa con un ariete portatile, l’altro entra con la pistola spianata e crivella di colpi l’uomo che, svegliato di soprassalto, ha afferrato una mazza da baseball, mentre altri poliziotti puntano le pistole contro un bambino con le mani alzate: scene di ordinaria violenza «legale» negli Stati uniti, documentate una settimana fa con immagini video dal New York Times, che parla di «scia di sangue» provocata da queste «perquisizioni» effettuate da ex militari reclutati nella polizia, con le stesse tecniche dei rastrellamenti in Afghanistan o Iraq.

Tutto questo non ce lo fanno vedere i nostri grandi media, gli stessi che mettono in prima pagina la polizia russa che arresta Alexey Navalni a Mosca per manifestazione non autorizzata. Un «affronto ai valori democratici fondamentali», lo definisce il Dipartimento di stato Usa che richiede fermamente il suo immediato rilascio e quello di altri fermati. Anche Federica Mogherini, alto rappresentante della politica estera della Ue, condanna il governo russo perché «impedisce l'esercizio delle libertà fondamentali di espressione, associazione e assemblea pacifica».

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“Vigilare sulla libertà del web”

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Intervento di Vincenzo Vita al convegno “Regolamentazione dell’ONLINE, no a proposte liberticide”

Vista la sua indecorosità, probabilmente il ddl Gambaro non solo non vedrà mai la luce, ma verrà nemmeno discusso in aula. Ma rimane un segnale importante di ciò che cova sotto la cenere. A questo tentativo di imbavagliare la rete ne seguiranno altri, dunque non ci può permettere di abbassare la guardia.

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Bombe ucraine su un villaggio della DNR ad oltre 10 km dal fronte

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di Vittorio Nicola Rangeloni

Per la prima volta nel corso della guerra il villaggio Kommunarovka è stato colpito dall’esercito ucraino. L’asilo del piccolo centro abitato ed almeno 15 case sono state colpite dai bombardamenti.

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Contrastare la russofobia dei fautori della guerra globale

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putin tvdi Luis Carapinha | da “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

Lo sbarramento della disinformazione anti-russa ha preso il controllo dell'agenda politica e comunicativa dominante. Ma oltre all'armamentario e al delirio propagandistici, e indipendentemente dalle  considerazioni critiche di sostanza da avanzare sullo sviluppo e le vicissitudini del capitalismo russo, è da ritenersi che esso rappresenti essenzialmente una campagna opportunistica e funzionale agli obiettivi aggressivi degli USA e delle potenze imperialiste, in un momento di grande turbolenza sistemica in cui le ferite del tonfo capitalista mondiale del 2007/8 sono tutt'altro che guarite.

Non è quindi perdonabile il fatto che la Russia si ostini a resistere allo status quo e non intenda essere cooptata dai disegni dell'ordine mondiale dominante che naturalmente ha come proprio centro gli Stati Uniti.

USA, UE e NATO hanno bombardato e fatto a pezzi la Jugoslavia, hanno reso carta straccia la Carta dell'ONU e il diritto internazionale; un presidente degli Stati Uniti ha invaso l'Afghanistan e l'Iraq sulla base di menzogne proclama la crociata contro Yalta e l'ordine internazionale uscito dal 1945, ma è Mosca, naturalmente, la potenza revisionista.

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I Paesi Baltici: tra integrazione europea e “apartheid”

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noicittadini rigadi Cristina Carpinelli

In foto Sostenitori di “non cittadini”, alcuni con il nastro adesivo sulla bocca, protestano a Riga (Lettonia)

Riceviamo da Cristina Carpinelli e volentieri pubblichiamo

Dopo aver dichiarato la propria indipendenza dall’Unione sovietica, Lettonia, Estonia e Lituania si sono preoccupate di espellere gli abitanti non baltici dall’élite politica centrale e periferica. Con un tratto di penna le minoranze russe sono state epurate tramite la negazione della cittadinanza e di tutti i diritti conseguenti. Tale atteggiamento si spiega per ragioni di tutela etnica, essendo in questi paesi la minoranza russofona tutt’altro che esigua. La politica di trattamento privilegiato nei confronti dell’etnia autoctona, da parte dei governi baltici, ha permesso l’inserimento nelle élite politiche dei soli esponenti lettoni, estoni e lituani.

Si è, insomma, concretizzato quanto già da tempo sostenuto dal sociologo armeno Arutyunyan, secondo cui, negli Stati plurietnici, le élite politiche (centrali e periferiche), insieme con le classi medie autoctone, sono quelle che hanno una responsabilità primaria nella politicizzazione etnica e sono le più inclini ad usare il nazionalismo come strumento di competizione con le etnie “straniere”, per mantenere e ottenere privilegi economici, politici e culturali.

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Xi e Putin sul rafforzamento del dialogo interpartitico russo-cinese

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da resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

Il presidente della Cina, Xi Jinping, e il suo omologo russo, Vladimir Putin, hanno inviato messaggi di congratulazione al 6° incontro del meccanismo di dialogo tra i partiti della Cina e della Russia e al 5° forum di questi partiti, che si sono svolti il 23 marzo a Kazan, in Russia.

Nel suo messaggio, Xi ha scritto che la Cina e la Russia devono dare continuità alla loro duratura amicizia e continuare con decisione ad approfondire la partnership strategica globale di coordinamento tra i due paesi.

Secondo il presidente cinese, il Partito Comunista della Cina e il Partito Russia Unita (il partito al governo nella Federazione Russa) hanno mantenuto stretti rapporti e la loro interazione ha avuto un ruolo positivo nella promozione della fiducia reciproca e nella protezione della pace e dello sviluppo mondiali.

Xi ha affermato che dopo quasi 10 anni di sviluppo, il meccanismo di dialogo tra i partiti di Cina e Russia e il forum tra partiti dei due paesi si sono trasformati in una piattaforma significativa di scambio reciproco.

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Brexit e futuri scenari europei

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brexit mongolfieradi Filippo Violi per Marx21.it

Terrore nel cuore di Londra. Attacco terroristico sul ponte di Westiminster. Tentativo di irruzione dentro la House of  Commons. Non fatevi ingannare dalla fabbrica mediatica del terrore. Lunedì il governo britannico ha annunciato che il 29 marzo prossimo verrà attivato l’articolo 50 del Trattato di Lisbona per dare ufficialmente vita alla Brexit. Di certo qualcuno non avrà mandato giù il fatto che il parlamento inglese, avendone facoltà,  non abbia posto il veto per l’uscita dall’Europa. E pensare che, dopo vacui tentativi, si è dovuto attendere la morte di De Gaulle, nel 1973, per far salire l’Inghilterra a bordo della nave europea.

Se a qualcuno fosse venuto in mente di pensare ai due eventi (attacco terroristico e Brexit) quali facce della stessa medaglia, sarebbe stato utile approfondire l’argomento già il giorno dopo, sbirciando gli andamenti di borsa nelle maggiore piazze finanziare europee. Una cosa “strana” sarebbe saltata subito fuori, in modo evidente: gli attacchi terroristici sull’ormai “modello europeo Isis-Daesh” non fanno più breccia nei mercati, almeno come succedeva una tempo. Si è potuto registrare una Londra quasi piatta, nessun crollo e nessun panic salling . A Milano l'indice Ftse Mib ha segnato +0,17% a 19.953 punti. Francoforte è salita dello 0,48% a 11.904,12 punti e Parigi e avanzata dello 0,15% a 4.996 punti.

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No alla NATO! No alla “difesa europea”! Insieme difendiamo la pace!

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prcf logoDichiarazione della “Coordination Communiste” (CC Nord-Pas de Calais) e del Polo della Rinascita Comunista in Francia (PRCF)

da ouvementcommuniste.over-blog.com

Traduzione di Marx21.it

La campagna elettorale non può far dimenticare che i preparativi di guerra, anche di una guerra continentale, e persino globale, hanno subito un'accelerazione, in particolare con il costante rafforzamento della NATO e del dispositivo di guerra euro-americano e anti-russo in Polonia, in Ucraina, in Romania, in Bulgaria e nei paesi del Baltico: con il loro corollario, la criminalizzazione dei partiti comunisti degli ex paesi socialisti e la riabilitazione dei neo-nazisti e degli altri nostalgici del Reich.

Inoltre, la guerra contro le Repubbliche popolari del Donbass è recentemente ripresa con i criminali bombardamenti del governo filo-nazista di Kiev, sostenuto dall'Unione Europea e dalla NATO, sulla città mineraria di Donetsk. Questa offensiva, che viola gli accordi sul cessate il fuoco, è infatti sostenuta dall'UE e dalla NATO. E prepara il terreno per una futura aggressione euro-atlantica contro la Russia, che sfocerebbe in un bagno di sangue in tutta l'Europa. Il Polo della Rinascita Comunista in Francia e la “Coordination Communiste” denunciano questa scalata bellicista nascosta dai media e che può degenerare rapidamente in modo imprevedibile con conseguenze devastanti per i popoli d'Europa e del mondo.

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La campagna di Israele per far tacere Omar Barghouti

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da bdsitalia.org

Comunicato del BNC sulla campagna in corso da parte di Israele per mettere sotto silenzio Omar Barghouti e per reprimere il movimento BDS

22 marzo 2017 - Nella mattina di domenica 19 marzo, le autorità fiscali israeliane hanno fatto irruzione a casa di Omar Barghouti, noto difensore dei diritti umani palestinesi e co-fondatore del movimento di Boicottaggio, Divestmento e Sanzioni (BDS) per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza del popolo palestinese. Hanno trattenuto e interrogato Omar e sua moglie Safa per 16 ore in quel primo giorno. Omar attualmente sta subendo un quarto giorno di interrogatorio.

Qui sotto, la risposta del Comitato Nazionale palestinese per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni (BNC) a questi sviluppi ed agli sforzi sistematici del governo israeliano per criminalizzare il movimento BDS, intimidire gli attivisti ed impedire la libertà di parola:

Un noto difensore dei diritti umani palestinese e co-fondatore del movimento BDS, Omar Barghouti, da anni è stato sottoposto a intense minacce, intimidazioni e repressione da parte di vari organi del governo israeliano di estrema destra, specialmente dopo che questo ha considerato il movimento una “minaccia strategica" per il suo intero sistema di ingiustizia contro i Palestinesi.

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"Il futuro dell'UE”

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europa bandiera brandellidi João Ferreira, parlamentare europeo del Partito Comunista Portoghese

da avante.pt

Traduzione di Marx21.it

A 60 anni dai Trattati di Roma

Sono trascorsi sessant'anni dalla firma dei Trattati di Roma, visti come l'atto fondatore del processo di integrazione capitalista europeo. La data di turno si presta, a ben vedere, all'ondata di celebrazioni che le si abbinano. Ma le dosi massicce di propaganda con cui la CEE/UE è stata venduta ai popoli d'Europa nel corso di decenni, servite ora in dose rafforzata, non riescono a salvarla dal discredito in cui è precipitata e dalla profonda e persistente crisi in cui si trova.

L'anniversario è il pretesto per contrabbandare le più diverse tesi. Il grande capitale e i suoi rappresentanti politici non sono disposti a rinunciare a questo loro strumento. Questo il punto di partenza per le tesi di salvezza/riforma/rifondazione dell'UE. Il Parlamento Europeo è di solito molto attivo su questo fronte. Recentemente, ancora una volta ha assunto l'iniziativa.

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“E' il momento di stare sotto la bandiera del grande Ottobre”

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bielorussia pc bandieraAppello del Comitato Centrale del Partito Comunista della Bielorussia (KPB)

da skpkpss.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma 

Il mondo è entrato nel centenario della Grande Rivoluzione Socialista d'Ottobre. E' il momento della riflessione profonda, di decisioni importanti e dell'azione.

Nell'autunno del 1917 è avvenuto uno dei più grandi eventi della storia mondiale: i lavoratori della Russia sotto la direzione del partito leninista dei bolscevichi hanno rovesciato il potere borghese. Hanno distrutto le vestigia della decrepita autocrazia e instaurato il potere sovietico, hanno gettato nella pattumiera della storia il sistema e i privilegi di classe, hanno cominciato a costruire una società giusta. Le fabbriche sono passate nelle mani degli operai, e la terra è diventata dei contadini.  La Russia si è ritirata dalla cruenta e ingiusta Prima Guerra Mondiale.

L'esperienza della Grande Rivoluzione d'Ottobre rimane attuale anche nei nostri giorni, poiché la società contemporanea si trova ad affrontare gli stessi problemi di cento anni fa. Gli eventi rivoluzionari del 1917 hanno rappresentato la base per la creazione di un potente stato multinazionale: l'Unione Sovietica.

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Deir ez Zor, Siria. Un nome che dovrebbe far vergognare tutto l’Occidente.

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ISIS video Deir Ezzor 696x391a cura di Enrico Vigna, SOS SIRIA/CIVG

Riceviamo dal compagno Enrico Vigna e volentieri pubblichiamo

Una catastrofe umanitaria nascosta, la complicità verso una tragedia ignobile

Padre Elias Janji, prete armeno cattolico siriano sui mezzi di informazione occidentali: “I media europei ci hanno tradito, non dicono la verità”.

Deir ez Zor o Deir Ezzor, una città nel governatorato omonimo della Siria orientale, era la settima più grande città del Paese; situata a circa 450 km da Damasco, situata sulle rive del fiume Eufrate, aveva circa 215.000 residenti. La maggioranza dei suoi abitanti è formata da arabi musulmani, oltre a una forte e radicata comunità armena siriana; a Deir ez Zor convivevano tutti insieme sunniti, assiri siriaci, arabi e kurdi e cristiani. 

La città era famosa soprattutto per un bellissimo antico ponte sull’Eufrate ora distrutto, e per la “Chiesa Memoriale del Genocidio Armeno”, una chiesa che ricordava il massacro di decine di migliaia di armeni, avvenuto proprio sulle rive del fiume, i quali erano sopravvissuti al genocidio turco, che ogni anno il 24 aprile ospitava migliaia di pellegrini armeni per commemorare il genocidio.

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Israele corre in soccorso di Daesh in Siria

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da abrilabril.pt | Traduzione di Marx21.it

Iran: l'attacco israeliano è “aggressione flagrante” alla Siria

Un diplomatico iraniano ha denunciato il recente attacco israeliano in Siria e ha chiesto all'ONU di prendere misure per impedire la sua ripetizione. Avigdor Lieberman, ministro israeliano della Difesa, ha minacciato di distruggere le difese antiaeree della Siria.

Bahram Qassemi, portavoce del Ministero degli Affari Esteri iraniano, ha condannato l'invasione dello spazio aereo siriano e l'attacco perpetrato nel territorio del paese arabo, venerdì scorso, da diversi aerei israeliani – un aggressione a cui Damasco ha risposto abbattendone uno e colpendone un altro, secondo le informazioni ufficiali diffuse da fonti militari siriane. Israele nega l'abbattimento di qualsiasi aeromobile.

L'attacco, sferrato nella parte orientale della provincia di Homs, presumibilmente per distruggere armamenti destinati al movimento di resistenza libanese Hezbollah, è stato definito dalle autorità siriane un' “aggressione” e un “tentativo disperato”, da parte di Tel Aviv, di “sollevare il morale” di Daesh, “distogliendo l'attenzione dalle vittorie che l'Esercito Arabo Siriano sta ottenendo contro le organizzazioni terroristiche”, si legge in un comunicato ripreso da Press TV.

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Quotazione stabile

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benzina pistoledi Demostenes Floros | da abo.net

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A febbraio il petrolio ha stabilmente prezzato attorno ai 55 dollari al barile dato che sia i paesi OPEC che i non-OPEC stanno portando avanti il taglio della produzione, nonostante Libia e Nigeria, esonerate dall'accordo, abbiano incrementato le proprie estrazioni.

A febbraio, il petrolio ha stabilmente prezzato attorno ai 55 $/b in quanto, sia i paesi OPEC, sia i non-OPEC, hanno proseguito nell’adempimento del programma di riduzione della produzione in conformità con gli accordi di novembre, nonostante Libia e Nigeria – che sono escluse dai medesimi – abbiano incrementato le proprie estrazioni. Più precisamente, in base ai dati forniti dall’International Energy Agency, i produttori di petrolio vincolati alle decisioni prese nel corso dell’ultimo meeting di Vienna hanno tagliato 1,04 milioni b/g su 1,16 milioni b/g promessi.

Da un punto di vista strettamente geopolitico, è interessante osservare che i paesi OPEC – i quali hanno indirettamente combattuto e perso la guerra in Siria, come l’Arabia Saudita e il Qatar – hanno tagliato il proprio output per un ammontare superiore rispetto a quanto dovuto. Tra i produttori non-OPEC che hanno invece vinto la guerra, la Federazione Russa sta correttamente adempiendo ai propri obblighi.

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La mobilitazione dei comunisti greci contro le misure antipopolari del governo Tsipras

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da inter.kke.gr

Traduzione di Marx21.it

Il KKE chiama a raccolta i lavoratori contro l'accordo tra il governo SYRIZA/ANEL e l'Eurogruppo

“Un altro accordo, un altro saccheggio. Basta! A lottare con il KKE per la nostra giusta causa, per i nostri bisogni”. Con questa parola d'ordine (come ormai d'abitudine, nell'indifferenza dell'intero nostrano apparato mediatico di ogni colore, NdT) migliaia di persone hanno risposto il 20 marzo all'appello delle organizzazioni del Partito Comunista di Grecia (KKE) di tutto il paese e hanno manifestato contro le vecchie e nuove misure anti-operaie, mentre era in corso la riunione dell'Eurogruppo per concludere l'accordo antipopolare tra il governo e le unioni imperialiste dell'UE e del FMI.

Le centinaia di iniziative del KKE (incontri, marce con striscioni e distribuzione di volantini, visite ai luoghi di lavoro, ecc.) sono state il culmine dell'attività politica a livello nazionale e hanno evidenziato la necessità di intensificare le lotte e unire le forze attorno al KKE, contro l'attacco antipopolare e il clima di tolleranza e passività incoraggiato dal governo, dall'UE e dal FMI.

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La pericolosa Dottrina Poroshenko sulla “sicurezza dell'informazione” in Ucraina. Fermiamoli!

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pc ucraina 500pxdi Partito Comunista di Ucraina
da solidnet.org

Traduzione di Marx21.it 

Il presidente dell'Ucraina ha varato la Dottrina della Sicurezza Nazionale dell'Informazione con il decreto del 25 febbraio 2017 N° 47/2017

Un'analisi del decreto dimostra come la grande mole di argomenti “legali”, termini scientifici e dichiarazioni disinvolte nascondano il vero scopo della Dottrina. La decisione assunta da Poroshenko attiva ora il meccanismo del controllo totale dell'informazione da parte dello stato.

Il Ministero per la politica dell'informazione è incaricato in primo luogo di controllare “i media e le fonti pubbliche del segmento nazionale di Internet per rilevare la diffusione di informazione proibita in Ucraina... e ... minacce agli interessi nazionali e alla sicurezza nazionale nella sfera dell'informazione”.

Non vi è alcun dubbio che questo “lavoro” è in linea con le leggi criticate in Ucraina e in Europa sulla “decomunistizzazione”, con le barbariche iniziative dell'Istituto della Memoria Nazionale e con i frenetici sforzi delle autorità di stabilire il controllo su tutti i media privati, specialmente nel settore radiotelevisivo.

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Le specificità dell’economia del Vietnam

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vietnam donne fruttadi Fabio Massimo Parenti*

La Repubblica Socialista del Vietnam ci ricorda ciò che dovrebbe essere patrimonio della cultura internazionale. Ovvero, che vi sono molteplici strade allo sviluppo, ciascuna appropriata alle differenti condizioni storico-geografiche dei singoli paesi. Il fine è comune (ogni popolo ambisce a migliorare le proprie condizioni di vita), le strade sono differenti. Più in particolare, la continuità della prospettiva socialista non significa che Vietnam, Cuba e Cina, ad esempio, abbiano seguito lo stesso identico percorso. Certamente possiamo trovare punti di forza e debolezza comuni, tuttavia, le condizioni storiche, i contesti geopolitici e le peculiarità territoriali offrono esempi di diverse vie nazionali allo sviluppo.

Modello ibrido

Il Vietnam, anche dopo l’avvio del “rinnovamento” (Doi Moi), presenta una traiettoria di sviluppo non assimilabile né al neoliberalismo, né al modello chiamato “Stato per lo sviluppo”, dei paesi di nuova industrializzazione dell’Asia-Pacifico. Con l’apertura progressiva ai mercati internazionali, l’esperienza vietnamita ha ibridato elementi di questi modelli, mantenendo però delle sue peculiarità.

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Appello del Comitato Centrale della Guardia Nazionale agli elettori di Parigi (25 Marzo 1871)

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appello comune parigiAppello del Comitato Centrale della Guardia Nazionale agli elettori di Parigi (25 Marzo 1871)

Traduzione di Marx21.it

Proprio in questi giorni ricorre l'anniversario della Comune di Parigi (18 Marzo 1871 – 28 Maggio 1871). Una breve esperienza storica che rappresenta forse il primo esempio di governo dei lavoratori. Di essa Marx scrisse:

“Quando la Comune di Parigi prese nelle sue mani la direzione della rivoluzione; quando per la prima volta semplici operai osarono infrangere il privilegio governativo dei “loro superiori naturali”, e, in mezzo a difficoltà senza esempio, compirono l’opera loro con modestia, con coscienza e con efficacia – e la compirono per salari il più alto dei quali era appena il quinto di ciò che, secondo un’alta autorità scientifica, è il minimo richiesto per il segretario di un consiglio scolastico in una metropoli – il vecchio mondo si contorse in convulsioni di rabbia alla vista della Bandiera Rossa, simbolo della Repubblica del Lavoro, sventolante sull’Hotel de Ville.” (K.Marx, La Guerra Civile in Francia, 1871)

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