Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Giulietto Chiesa: “la mia avventura a Tallinn”

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regia Adalberto Gianuario | Una produzione PandoraTV

Dopo aver inspiegabilmente ricevuto un decreto di espulsione da parte del governo estone, Giulietto Chiesa torna a Tallinn, insieme alla senatrice Paola De Pin, per partecipare alla conferenza a cui gli era stato impedito di partecipare. Il governo ha implicitamente riconosciuto il suo passo falso ed è stato costretto alla retromarcia. E la storia non è finita.

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Un referendum contro il Jobs Act

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da pdcifermano.wordpress.com

Sabato 31 gennaio, alle ore 17.00, presso la Sala Castellani di Porto San Giorgio, si terrà un’importante iniziativa sul Jobs Act, cioè sul testo legislativo che rappresenta il più duro attacco ai diritti dei lavoratori degli ultimi decenni. Tra i vari punti critici di questo provvedimento vi è sicuramente la pressoché totale eliminazione del diritto di reintegro in caso di licenziamento senza giusta causa: il datore di lavoro, cioè, non verrà obbligato ad eliminare un atto illegittimo, ma a pagare un indennizzo che, in ogni caso, non equivarrà minimamente al diritto di riottenere il proprio posto di lavoro.

Il Governo e i suoi accoliti si sforzano di far passare l’idea che il diritto al reintegro riguarda pochi lavoratori, cosa peraltro non vera, mentre la maggior parte di questi è soggetta a contratti precari; quindi, di fronte a tale palese ingiustizia, Renzi ha deciso di applicare i principi dell’uguaglianza secondo Confindustria: togliamo questo sacrosanto diritto a chi ancora può goderne. In realtà l’intento di parificare al ribasso i diritti dei lavoratori non è granché riuscito: i dipendenti già sotto contratto potranno godere della tutela del vecchio articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, così come manomesso pesantemente dalla Fornero, mentre gli altri potranno al massimo sperare in un indennizzo. Non c’è che dire, un diverso trattamento totalmente in linea con l’uguaglianza dei diritti sancita dalla nostra Costituzione!

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Appello della Federazione dei Sindacati della Repubblica Popolare di Lugansk ai Sindacati Internazionali

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SindakAppelIta image001da www.civg.it

La Federazione dei Sindacati della LPR si appella ai Sindacati Internazionali, alla Confederazione Europea dei Sindacati, alla Confederazione Panrussa dei Sindacati, alla Federazione dei Sindacati Indipendenti della Russia e della Bielorussia, per supportare l’obiettivo di trovare misure concrete  per stabilizzare la situazione in Donbass.

Più di milione di persone hanno reso omaggio alle 17 vittime dell'azione terroristica, nella marcia contro il terrore in Francia. Anche il presidente ucraino ha partecipato alla marcia. Una ragazza di 14 anni e due donne sono morte in quel giorno a Lugansk, a seguito di bombardamenti. Altre due persone sono morte a Donetsk, di cui un bambino di 5 anni e un altro bambino ancora più piccolo ferito è in fin di vita. 

Questa posizione delle autorità ucraine conferma che esse utilizzano regolarmente doppi standard di comportamento, e che esse sono all’opposto di valori democratici, e di norme umane e morali.

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Argentina: la morte del giudice Nisman e le sue conseguenze politiche

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yosoynismanComunicato del Partito Comunista dell'Argentina 

da pca.org.ar | 
Traduzione di Marx21.it

In merito alla morte del giudice Nisman e alle sue conseguenze politiche, il Partito Comunista dell'Argentina dichiara:

Questo fatto deve essere analizzato nel contesto internazionale del momento, in cui l'imperialismo si sta impegnando per una forte spinta a destra in Europa dopo gli eventi di Parigi e raddoppia i suoi sforzi per destabilizzare i governi latinoamericani non allineati automaticamente ai suoi interessi, utilizzando a tale scopo i mezzi di comunicazione, i servizi di sicurezza e il potere economico/finanziario concentrato.

Ciò risulta evidente nella rapida reazione e mobilitazione della destra che cerca di condizionare sempre di più il governo nel suo ultimo anno di mandato e generare le migliori condizioni per i suoi interessi politico-elettorali.

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Solidarietà ai dirigenti comunisti russi aggrediti a Strasburgo da nazisti ucraini

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Dichiarazione del Presidium del Partito Comunista della Federazione Russa
da kprf.ru | Traduzione dal russo di Mauro Gemma

nonazi svasticaIl 26 gennaio, i deputati del Partito Comunista della Federazione Russa (tra cui Ghennadij Zyuganov) che partecipavano, a Strasburgo, alla seduta dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa (APCE), sono stati vigliaccamente aggrediti da alcuni esponenti del Partito Radicale ucraino, che rappresentano questa formazione fascista alla Rada Suprema di Kiev. Sull'episodio di criminalità politica avvenuto in una prestigiosa sede europea, il Presidium del PCFR ha diffuso la seguente dichiarazione:

All'ingresso del Palazzo del Consiglio di Europa a Strasburgo, dove si è svolta la seduta dell'APCE, è avvenuta un'aggressione contro membri della delegazione russa, tra cui il presidente e il vicepresidente del PCFR, G.A. Zyuganov e I.I. Melnikov. Come è stato accertato, gli aggressori sono stati i deputati della Rada Suprema ucraina D. Linko e A. Vitko del partito Radicale. Si ha l'impressione che il Majdan si sia trasferito nel cuore dell'Europa.

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Messaggio dei comunisti di Cipro (AKEL) a Syriza e al KKE

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AKEL Logo1di Redazione

Akel di Cipro ha inviato un messaggio di “congratulazioni” a Syriza per il “successo elettorale e per la elezione di Tsipras a Primo Ministro”. Con tale successo “il popolo greco invia un segnale forte all'Europa e oltre, che le politiche di austerità e di prostrazione dei settori popolari non saranno più tollerate”; e augura ogni successo a Syriza nell'attuazione del suo programma”. “AKEL chiede al governo di Cipro - che pure si trova su posizioni opposte sul piano politico e ideologico” - di sostenere gli sforzi del nuovo governo greco nel contrastare le politiche neo-liberiste e anti-sociali imposte dai gruppi dirigenti di Bruxelles, che stanno causando povertà e miseria ai popoli europei”.

Contestualmente, AKEL ha inviato anche un messaggio di congratulazioni al KKE “per il suo l'incremento elettorale”. “La capacità del KKE di mantenere e incrementare la sua forza rappresenta una garanzia per il rafforzamento delle lotte del popolo greco”.

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La responsabilità storica di SYRIZA, il momento del KKE

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javierparradi Javier Parra, Segretario generale del Partito Comunista del Pais Valenciano – PCE*

da www.larepublica.es | Traduzione di Maria Muñoz per Marx21.it

Riceviamo dalla Spagna e volentieri pubblichiamo come contributo al dibattito sul risultato delle elezioni in Grecia e le prospettive che si aprono. Il compagno Javier Parra è anche membro della direzione nazionale del Partito Comunista di Spagna e tra i fondatori del giornale online larepublica.es (http://www.larepublica.es/)

Come comunista, se fossi greco, sicuramente militerei nel KKE e questa domenica il mio voto sarebbe stato per loro. Detto questo devo dire che, dopo aver saputo dei risultati elettorali, mi sono enormemente rallegrato per la vittoria di Syriza, e ho condiviso la gioia delle migliaia di persone che festeggiavano in piazza Klafthmonos. Mi sono commosso nel vedere quella piazza piena di bandiere rosse, molte delle quali comuniste; piazza che ospitava persino qualche bandiera tricolore della Repubblica spagnola. E 'stato sicuramente un momento unico nella storia dell’Europa degli ultimi decenni, che ha aperto le porte a un futuro alternativo per un paese castigato e distrutto dal fascismo economico e minacciato socialmente dalla crescita del fascismo politico. Un momento unico anche perché ha aperto la porta alla speranza di cambiamento nei paesi del sud della Europa, compresa la Spagna.

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Un Presidente della Repubblica non manovrato dal partito della guerra

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quirinale-colledi Fausto Sorini 
da www.comunisti-italiani.it

“La stessa elezione del nuovo Presidente della Repubblica può e deve essere innanzitutto l’occasione per favorire l’ascesa al Colle di una figura che – diversamente dal ruolo deteriore svolto da Giorgio Napolitano – possa dare un contributo almeno in parte favorevole ad una collocazione internazionale dell’Italia meno subalterna al sistema di guerra e di aggressione militare, più disponibile ad una linea di cooperazione internazionale multipolare. In coerenza coi valori e coi principi della nostra Costituzione”.



Difficile non ricordare anche in questo caso il monito di Papa Francesco, che ancora di recente ha detto che “siamo già entrati nella Terza guerra mondiale, solo che si combatte a pezzetti, a capitoli”.

Siamo fortemente preoccupati per le sorti della pace mondiale, che vediamo oggi seriamente minacciata da una escalation di guerra economica e militare imperialista che, anche nella più recente crisi Ucraina, rivela un crescendo di ostilità nei confronti della Russia, della Cina, di tutte le forze che nel mondo fanno da contrappeso alla potenza Usa e atlantica.

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Una riflessione sull'Europa

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puzzleEuropa-1716x700 cdi Lamberto Lombardi
da www.comunistibrescia.org

Pubblichiamo come contributo alla riflessione sul futuro dell'Europa

Cari compagni,
ogni volta che si arriva a parlare di Europa ho la nitida impressione che se ne sia parlato, dalle nostre parti, sempre troppo poco, e superficialmente. E che lo spirito europeista fosse molto più vivido nel '45, pur a ridosso della guerra fredda. Poi, in fondo, le elezioni europee, tra una amministrativa ed una politica, sono state una tornata elettorale assimilabile più a un sondaggio un pò più strutturato che ad una vera elezione. Lo scontro, come si torna a dire oggi, di classe, avveniva sul terreno nazionale mentre le aspirazioni internazionaliste, per lunghi anni, sono state affidate al sovietismo ed alle vicende delle relazioni tra i due 'blocchi' , di qua e di là dalla cortina di ferro.

Così la storia dell'Europa unita ha proceduto in ombra, quasi senza scossoni, nella sua dimensione apparente di fisiologico e tranquillo superamento di quei nazionalismi che avevano lasciato ultima prova di sé nell'ultimo conflitto bellico. Ed è come, grosso modo, ci veniva venduta questa unione economica avanzante, e come accettammo che progredisse, bollando i referendum contrari sparsi tra Irlanda, Polonia, ed altri piccoli paesi come residuali nazionalismi rispetto al 'grande progetto'.

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E se fosse la Cina lo scudo dell'Italia

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di Pasquale Cicalese per Marx21.it

cina-141015081732 big"Continuiamo a comprare partecipazioni in società italiane, ma ora siamo attenti a rimanere al di sotto della soglia del 2% in modo che non siamo obbligati a comunicarlo; deteniamo asset italiani, tra azioni e titoli di stato, pari a 100 miliardi di euro e continueremo". Zhou Xiaochuan, Governatore Banca Centrale Cinese, Davos 22 gennaio. Fonte: Milanofinanza  on line, 22 gennaio.

Lo stesso giorno della dichiarazione del Governatore della Banca Centrale Cinese partiva l’operazione QE di Draghi che sanciva la definitiva annessione alla Germania e il commissariamento dell’Italia da parte della Trojka, con il fine ultimo tedesco di abbattere del tutto l’economia produttiva italiana, concorrente a quella tedesca, e prendersi l’oro di Bankitalia una volta che gli spread schizzeranno in alto provocando la crisi e la disgregazione dell’euro, con la probabile uscita tedesca, una volta completata la strategia di distruzione dell’Europa  iniziata con il Piano Werner del 1972.

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I comunisti portoghesi commentano il risultato delle elezioni in Grecia

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Joao-Ferreira-CDUda www.pcp.pt | Traduzione di Marx21.it

Dichiarazione di João Ferreira, parlamentare europeo del Partito Comunista Portoghese (PCP)

Il PCP ritiene che i risultati delle elezioni greche rappresentino una sconfitta dei partiti che, al servizio del grande capitale, hanno governato la Grecia e che, con l'Unione Europea, sono responsabili per la politica di disastro economico e sociale che è stata imposta al popolo greco, e che si sono tradotti ora nella riduzione della percentuale ottenuta insieme da Nuova Democrazia e dal PASOK.

Rappresentano anche una sconfitta per coloro che nel quadro dell'Unione Europea hanno cercato, attraverso inaccettabili pressioni, ricatti e ingerenze, di condizionare l'espressione elettorale del profondo malcontento e della volontà di cambiamento politico del popolo greco.

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Tre minuti a Mezzanotte

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doomsday clockdi Manlio Dinucci | da il Manifesto

La lancetta dell’«Orologio dell’apocalisse», il segnatempo simbolico che sul «Bulletin of the Atomic Scientists» indica a quanti minuti siamo dalla mezzanotte della guerra nucleare, è stata spostata in avanti: da 5 a mezzanotte nel 2012 a 3 a mezzanotte nel 2015, lo stesso livello del 1984 in piena guerra fredda. Sui grandi media, la notizia è passata quasi del tutto sotto silenzio. Eppure a lanciare l’allarme sono noti scienziati dell’Università di Chicago che, consultandosi con altri (tra cui 17 Premi Nobel), valutano la possibilità di una catastrofe provocata dalle armi nucleari in concomitanza con il cambiamento climatico dovuto all’impatto umano sull’ambiente. 

Il cauto ottimismo sulla possibilità di tenere sotto controllo la corsa agli armamenti nucleari è svanito di fronte a due tendenze: l’impetuoso sviluppo di programmi per la modernizzazione delle armi nucleari e il sostanziale blocco del meccanismo di disarmo. 

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Il sonno della memoria fa nascere mostri. Gli stessi che hanno generato fascismo e nazismo

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Ultras narodnoeveche main 640di Giorgio Langella, segretario regionale PCdI Veneto

Alla vigilia della giornata della memoria, è bene tenere presente alcuni fatti che stanno succedendo attorno a noi e della gravità dei quali, forse, non riusciamo a rendercene conto appieno. Esiste, oggi, un revisionismo strisciante che avvolge la Storia in una nebbia di ignoranza e di confusione. Così il ritorno, in Europa, di forme di fascismo e nazismo che si pensavano essere definitivamente sconfitte e distrutte con la seconda guerra mondiale, viene incentivato grazie agli opportunismi politici, alle connivenze e alle convenienze internazionali che producono volute cecità, alleanze e patti indecenti.

Ne è esempio eclatante la situazione disastrosa che si vive in Ucraina, proprio al centro di Europa, dove forze che si richiamano apertamente alle gesta del nazista Bandera partecipano a un governo che ha scatenato una vera e propria guerra contro le popolazioni del Donbass. In Ucraina si vedono le svastiche e le insegne delle SS sulle divise e i vessilli di battaglioni militari più o meno regolari dell'esercito di Kiev.

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Diritti umani e “diritti umani”

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Venezuela folla bandiererossedi Clodovaldo Hernandez*
da www.difundelaverdad.org.ve

Traduzione di Marx21.it

Come l'apparato mediatico e certe organizzazioni non governative al servizio degli interessi imperialistici e delle oligarchie locali hanno descritto gli effetti della sedizione e delle violenze organizzate in Venezuela per rovesciare la Rivoluzione Bolivariana.

Per alcuni burocrati internazionali, per i portavoce di organizzazioni non governative molto considerate e per certi media (con diversi gradi di reputazione) esistono diritti umani e “diritti umani”.

Questa specie di trinità diabolica (mi si accuserà di sacrilegio) si è autoeretta ad autorità suprema in materia di libertà e garanzie, ad amministratore universale della verità su questo tema, e ha stabilito una linea di divisione classista, quasi che i diritti umani siano uno di quegli spettacoli in cui esiste una zona VIP e un'altra per il volgo.

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Vauro Senesi: “Nel Donbass è in atto una pulizia etnica pianificata da Kiev”

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donbass edificibombardatida La Voce della Russia

Oggi in Italia si parla troppo poco del conflitto ucraino. Così poco che sembra che il problema sia stato risolto da solo. Comunque, per fortuna esistono ancora giornalisti che non si fidano solo delle fonti “ufficiali” e preferiscono vedere la realtà con gli occhi propri. Uno di loro è il famoso vignettista italiano Vauro Senesi che è appena rientrato da Sloviansk ed ha raccontato a “La Voce della Russia” del suo ultimo viaggio in Ucraina.

E’ stata la Sua iniziativa di fare questo viaggio cosi impegnativo e anche pericoloso?

“E’ stata una mia iniziativa ed è stata accolta benissimo dal Fatto Quotidiano, il giornale per cui lavoro. La cosa che mia ha spinto è stato l’incredibile silenzio su questa guerra, su questo dramma che si sta svolgendo nel cure dell’Europa. Parlo naturalmente dell’incredibile silenzio occidentale”.

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Procaccini (segretario PCdI): “un fatto storico la vittoria di Tsipras”

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grecia parlamentoI risultati che arrivano dalle elezioni greche sono di straordinaria importanza, segnano l’avanzata complessiva della sinistra e la vittoria netta di Alexis Tsipras. E’ un segno forte che il popolo greco ha inviato alla Troika di Bruxelles, è la catena dell’austerity che comincia a spezzarsi. Tuttavia, il risultato dell’estrema destra di Alba Dorata è un dato di cui non si può non tenere conto: quel dato impone alla sinistra la massima compattezza e vigilanza democratica. Ci complimentiamo inoltre con i compagni del KKE per il loro risultato di tenuta in questi anni difficili.

La vittoria di Tsipras ed il risultato della sinistra greca rappresentano un chiaro segnale anche per noi: è tempo che anche l’Italia conosca una sinistra unita in grado di contare, essere competitiva, plurale, partecipata e che valorizzi il contributo delle differenti organizzazioni e culture politiche di cui essa è composta.

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La Napoli di “Le mani sulla città”

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lemanisullacittadi Antonio Frattasi* per Marx21.it

In occasione della recente scomparsa di Francesco Rosi, pochi hanno ricordato che alcuni tra i più importanti film realizzati dal Maestro tra la fine degli anni Cinquanta e la prima metà dei Settanta furono trasmessi per la prima volta dalla Rai soltanto nel novembre del ’75.I prudenti dirigenti della TV di Bernabei, un po’ per una forma di pregiudizio politico nei confronti di una autore ritenuto vicino alla sinistra, un po’ per antico oscurantismo culturale, avevano infatti a lungo escluso dalla programmazione le opere del regista napoletano. Insomma, Rosi per la RAI non esisteva.

Un film soprattutto terrorizzava la dirigenza della televisione pubblica (ai tempi l’unica esistente): “Le mani sulla città”. Ma, ad onor del vero, anche “Salvatore Giuliano”, con le immagini relative a Portella della Ginestra, disturbava i sonni dei funzionari televisivi.

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I comunisti ciprioti condannano la politica interventista e militarista dell'Unione Europea

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AKEL Logo1da www.akel.org.cy | Traduzione di Marx21.it

Dichiarazione di Costas Christodoulides, responsabile del Dipartimento di Affari Internazionali ed Europei di AKEL (Partito Progressista del Popolo Lavoratore)

21 gennaio 2015, Nicosia

Il 19 gennaio il Consiglio dei Ministri degli Esteri dell'UE ha discusso in merito alle relazioni dell'UE con la Federazione Russa e in particolare per quanto riguarda le sanzioni contro quest'ultima. Da ciò che è stato pubblicato non è stata espressa la volontà di abolire le sanzioni contro la Russia. Tuttavia, diversi paesi hanno sollevato dubbi sulle misure, che in sostanza sono imposte da paesi con interessi in competizione con quelli della Russia e da quelli che insistono ciecamente per l'attuazione della politica NATO di completa rottura, allo scopo di servire le loro scelte strategiche e controllare la regione dell'ex Unione Sovietica.

Ci chiediamo quale sia stata la posizione espressa dal nostro governo e se siano tratte lezioni dai risultati della politica estera che esso sta perseguendo. Il governo si accontenta forse di nascondersi dietro le posizioni di altri paesi e la politica estera seguita dall'Unione? Inoltre, ci poniamo la domanda: chi difenderà gli interessi del popolo cipriota?

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La Russia deve fermare l'offensiva del neonazismo nella Novorossija

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dichiarazione del Partito Comunista della Federazione Russa
da kprf.ru | Traduzione dal russo di Mauro Gemma

ucraina kprf“Il 70° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche sarebbe dovuto servire come importante monito sulle conseguenze dell'indulgenza nei confronti del fascismo. Ma in Europa si preferisce evidentemente far finta che non esista alcuna connessione tra il nazismo hitleriano in Germania e il fascismo degli eredi di Bandera in Ucraina”.

Con il pretesto dei discorsi “sulla costruzione della pace” e degli appelli all'attuazione degli accordi di Minsk, i russofobi a Kiev sono di nuovo scesi sul sentiero di guerra. Ciò dimostra ancora una volta che il potere neonazista in Ucraina fin dall'inizio dell'armistizio del settembre scorso non ha mai pensato a una soluzione pacifica. Si è utilizzato la tregua, che era stabilita dall'accordo di Minsk, per ripristinare l'efficacia di combattimento delle truppe, il loro rifornimento, la loro riorganizzazione e preparazione per una nuova fase di guerra.

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