“70 anni della nostra comune Vittoria”

“70 anni della nostra comune Vittoria”

da kprf.ru

Questo è l'anno della celebrazione del 70° anniversario della Vittoria sul fascismo, l'anno della fine della Seconda Guerra Mondiale. Per la Russia e la Cina quest'anno assume un significato speciale. I nostri paesi sono stati alleati nella lotta contro il…

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I comunisti salutano il successo dello sciopero generale in India

I comunisti salutano il successo dello sciopero generale in India

da cpim.org

L'Ufficio Politico del Partito Comunista dell'India (Marxista) si congratula con la classe lavoratrice dell'India per il successo del magnifico sciopero del 2 settembre 2015 ...

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YOU STINK: protesta popolare o destabilizzazione "colorata" a Beirut?

YOU STINK: protesta popolare o destabilizzazione "colorata" a Beirut?

Forti manifestazioni anti-governo nella capitale libanese. All'inizio era questione di rifiuti, poi un sommovimento che rischia di sconvolgere gli equilibri post-guerra civile ..

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A proposito dei dati ISTAT e delle dichiarazioni di Renzi

A proposito dei dati ISTAT e delle dichiarazioni di Renzi

di Giorgio Langella

A leggere le interviste o le dichiarazioni di Renzi ci si rende conto dell'infimo livello al quale sia ridotta la politica in Italia. Domenica 30 agosto sul Corriere della Sera ...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Una civiltà allo stremo

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ungheria muroPCdI Veneto

C'è da preoccuparsi. Veramente. Le ultime notizie dall'Italia e dall'Europa indicano un disfacimento progressivo di quella che dovrebbe essere una comunità solidale e la sua trasformazione in “sette” che si chiudono sempre di più in se stesse.

Vicino a Treviso c'è stata una rivolta di residenti assieme a militanti di Lega Nord e Forza Nuova contro l'arrivo di un centinaio di persone provenienti da paesi del cosiddetto “terzo mondo”. Ci sono stati disordini, incendi e qualche saccheggio. A Roma, per impedire l'arrivo di una ventina di persone (“profughi”, “migranti”, “clandestini”, comunque persone) in un centro d'accoglienza, ci sono stati blocchi stradali e tafferugli provocati soprattutto da esponenti di CasaPound. In Ungheria si è iniziata la costruzione di una barriera di filo spinato per impedire l'ingresso a quei disperati scappano dalle zone di guerra e che arrivano a piedi dopo aver attraversato i Balcani.

Non c'è nessuna accoglienza, nessuna pietà da parte del sedicente mondo civile per chi tenta di fuggire dalle guerre che i “nostri governi occidentali”  hanno scatenato per sfruttare, controllare e accumulare sempre maggiori ricchezze.

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Tragedia greca

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Greek Flagdi Spartaco A. Puttini per Marx21.it

Un'altra Unione europea non è possibile. L’uscita della Grecia prossima ventura

Il risultato del referendum greco, con il massiccio “no” che ha rigettato la politica ricattatoria della Troika, ha avuto l’effetto positivo di dimostrare che i popoli europei che più soffrono la crisi e le politiche di austerità di cui la Ue è principale alfiere iniziano a rifiutare lo slogan ricattatorio “ce lo chiede l’Europa”.

E’ stata una lezione di democrazia. E’ stato anche un risultato simbolicamente rilevante e spendibile per tutti coloro che aspirano a voltare pagina e in politica, si sa, i simboli hanno il loro peso.

Tuttavia il punto è un altro: è essere conseguenti, come le drammatiche vicende successive della politica greca stanno dimostrando, con la tragica resa della democrazia al mercato e di Tsipras alla troika.

Un’altra Unione europea non è possibile

Tsipras e Syriza hanno costruito il loro successo politico sulla promessa di un’altra Europa (cioè un’altra Ue) possibile, cioè sull’ipotesi di tenersi l’euro rigettando le politiche di austerità. Questo ha consentito alla sinistra radicale greca di intercettare i voti in fuga dal Pasok, elettori che, come ha notato Halévy, erano stati assuefatti da decenni di propaganda europeista e non erano maturi per la scelta più consapevole rappresentata dal KKE (e non solo per i limiti tattici che possono essere imputati ai comunisti greci) [1].

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Avanti verso la Costituente Comunista!

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di Segreteria nazionale PCdI

Esprimiamo piena soddisfazione per l’esito dell’assemblea nazionale promossa dall’Associazione per la Ricostruzione del Partito Comunista, svoltasi a Roma domenica 12 luglio, ed avente come obiettivo dichiarato il lancio della Costituente Comunista.

La presenza di circa 400 compagne e compagni, la discussione che ne è scaturita, il rafforzarsi del rapporto, all’interno dell’Associazione per la ricostruzione del Partito Comunista, tra il nostro Partito, l’area del PRC e gli intellettuali, gli artisti ed i quadri operai senza tessera che condividono il progetto della Costituente Comunista, l’attenzione rivolta all’evento ed a tutti noi da parte dei soggetti della sinistra, l’interlocuzione avuta con diversi di essi e, soprattutto, le conclusioni dell’Assemblea, fortemente volte a proseguire e rafforzare il processo costituente, parlano chiaramente della riuscita dell’ iniziativa.

In questo quadro va, innanzitutto, rimarcato l’impegno del nostro Partito, che tanto si è speso affinché l’assemblea riuscisse mettendo in campo il lavoro, la generosità di tanti suoi quadri e militanti, ai quali va il più sentito ringraziamento.

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Iran denuclearizzato, Italia nuclearizzata

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b61edi Manlio Dinucci | da il manifesto

«Oggi è una giornata storica ed è un grande onore per noi annunciare che abbiamo raggiunto un accordo sulla soluzione nucleare iraniana, per rendere il nostro mondo più sicuro»: così ha dichiarato a Vienna Federica Mogherini, Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Quasi contemporaneamente giungeva dagli Stati uniti un altro annuncio: «La U.S. Air Force e la Nnsa (National Nuclear Security Administration) hanno completato, nel poligono di Tonopah in Nevada, il primo test in volo della bomba nucleare B61-12». Quella che tra non molto sostituirà la B61, la bomba nucleare statunitense stoccata ad Aviano e Ghedi Torre in un numero stimato in 70-90, parte di un arsenale di almeno 200 stoccate anche in Germania, Belgio, Olanda e Turchia.

La riuscita del test «prova il continuo impegno degli Stati uniti di mantenere la B61», comunica la Nnsa. Specifica quindi che «la B61-12, dotata di una sezione di coda, sostituirà le bombe B61-3, -4, -7, -10 nell’attuale arsenale nucleare Usa». Viene dunque ufficialmente confermato che la B61 sarà trasformata da bomba a caduta libera in bomba «intelligente», che potrà essere sganciata a grande distanza dall’obiettivo.

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I comunisti portoghesi sugli ultimi sviluppi in Grecia

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memorandumda www.pcp.pt | Traduzione di Marx21.it

Sulle decisioni annunciate dal Vertice dell'Euro sulla Grecia

Nota dell'Ufficio stampa del Partito Comunista Portoghese

1. Di fronte alle decisioni del Vertice dell'Euro che mirano ad avviare i negoziati di un “nuovo memorandum” per la Grecia, il PCP riafferma la sua condanna del processo di ricatto, di destabilizzazione e di asfissia finanziaria promosso dall'Unione Europea e dal FMI che cerca di imporre al popolo greco la continuazione dell'indebitamento, dello sfruttamento, dell'impoverimento e della sottomissione.

Un processo di ingerenza e di ricatto che non mancando di trarre partito dalle incoerenze, dalle contraddizioni e dai cedimenti del Governo greco, che hanno avuto contorni ancora più gravi negli ultimi giorni, rivela la natura politica e gli obiettivi del processo di integrazione capitalista in Europa e la profonda crisi in cui si dibatte. Un  processo che evidenzia che l'Unione Europea di solidarietà e di coesione non esiste.

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La Grecia di oggi rivela il carattere dell'Unione Europea di sempre

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tsipras saddi José Reinaldo Carvalho, editor di Vermelho (portale web del Partito Comunista del Brasile)

da www.zereinaldo.blog.br
Traduzione di Marx21.it

Ho squadrato ogni paragrafo dell' “accordo greco” in tutte le lingue che la mia limitata intelligenza comprende. Sono, tuttavia, analfabeta nella lingua dell'Ellade e tra le poche parole che ho appreso nei viaggi che ho compiuto, una delle più sonore è OXI, gridata e votata il cinque di luglio dalla maggioranza schiacciante della popolazione ellenica.

Per questo, ammetto di poter non avere letto correttamente, ma non trovo altra parola per designare le misure approvate se non quella di una resa all'inqualificabile e abietta aggressione perpetrata dall'Unione Europea, questa organizzazione che pure ha esercitato fascino su progressisti, “estremisti di sinistra” e persino comunisti (o neocomunisti rinnovatori), dalle nostre parti.

Non faccio, non farò una valutazione morale dell'atteggiamento del governo greco, di Syriza, partito socialdemocratico di sinistra che detiene l'eventuale maggioranza parlamentare, e del suo primo ministro, Alexis Tsipras. Ma non c'è dubbio che si è trattato di una capitolazione. Si possono invocare le condizioni oggettive, il rapporto di forze, l'assenza di fattori esterni favorevoli, ma Tsipras non è stato eletto nel gennaio di quest'anno e ha vinto il referendum del 5 luglio, per firmare l'indegno terzo memorandum. Per questo, l'oligarchia greca e i potentati degli eurocrati sotto la guida della signora Merkel disponevano di Nuova Democrazia e del Pasok.

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L’Europa ancora in prima linea

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radar usadi Manlio Dinucci
da il manifesto, 14 luglio 2015

Mentre l’attenzione politico-mediatica si concentra su Bruxelles, dove si sta decidendo il futuro della Grecia, si continua a ignorare che a Washington si sta decidendo il futuro dell’Europa. Tramite la Nato sotto comando Usa, di cui fanno parte oltre i tre quarti dei paesi Ue. Lo confermano gli ultimi fatti, passati praticamente sotto silenzio.

A Poggio Renatico (piccolo comune del ferrarese con circa 10mila abitanti), è appena divenuto operativo il primo centro del nuovo Sistema di comando e controllo aereo Nato. Oltre all’impianto fisso, dispone di «capacità dispiegabili, che il Comandante supremo alleato in Europa (Saceur) può usare per condurre complesse operazioni aeree ovunque nell’area Nato o fuori area». Una volta completato, il Sistema di comando disporrà in Europa di oltre 20 centri, attraverso cui il Saceur – sempre un generale Usa nominato dal Presidente – potrà lanciare operazioni di guerra aerea in un’area di oltre 10 milioni di km quadrati, dall’Europa orientale all’Asia e all’Africa.

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Brics e Sco: un'altra comunità internazionale è possibile

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brics sco leadersdi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Pochi giorni dopo la pubblicazione del documento sulla nuova strategia militare da parte del Dipartimento di Stato statunitense, nel quale il mondo viene diviso in un fronte del bene – quello guidato da Washington a “sostegno delle istituzioni e delle procedure stabilite per la prevenzione dei conflitti, il rispetto della sovranità e la promozione dei diritti umani” - contrapposto a quello del male – quello trainato da Cina e Russia con alle spalle “canaglie” come Iran e Corea del Nord -  ecco che ad Ufa (Russia), proprio questo fronte, abitualmente espulso da una “comunità internazionale” variabilmente rinchiusa tra i confini della Nato e alleati di turno, ha posto nuove basi, politiche, economiche e finanziarie, sulle quali fondare una possibile liberazione da una soffocante, benché scricchiolante, cappa unipolare.

Nella città russa -  si sono ritrovati i capi di Stato dei Paesi facenti parti del gruppo Brics e della Shanghai Cooperation Organisation, entità, nuclei di una possibile e futura cooperante comunità internazionale di segno multipolare, che vedono in cabina di regia proprio Mosca e Pechino, e che esprimono con chiarezza l'esigenza sempre più diffusa di chiudere la parentesi di un sistema economico (con persistente ricatto militare) che ha limitato lo sviluppo di una parte del Mondo e incapace di riformare le istituzioni finanziarie (su tutte il Fondo monetario internazionale) in linea con l'emergere di nuovi equilibri internazionali.

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14 luglio 1948: il sacrificio di Giovanni Quinto ed Angelo Fischetti

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togl11di Antonio Frattasi, Segretario Federazione di Napoli del Partito Comunista d’Italia

Il 14 luglio del ‘48, non appena si diffuse la notizia dell’attentato a Togliatti, le piazze di tutta Italia si riempirono di una enorme folla di manifestanti: operai, impiegati, studenti, gente del popolo, intellettuali. Nelle grandi città vi fu una mobilitazione straordinaria.

<<La protesta fu caratterizzata da un moto dal basso non privo di alcune punte insurrezionali o preinsurrezionali nel Nord partigiano ed operaio, Genova in particolare.>> (Enzo Santarelli “Storia critica della Repubblica”)

A Napoli gli operai, abbandonate le fabbriche della zona industriale, si diressero presso la sede della Camera del lavoro, allora in via Costantinopoli, dove il segretario della CGIL, il deputato comunista Clemente Maglietta (ex combattente della guerra civile spagnola) e Matteo Gramanzini, socialista e membro della segreteria, tennero un affollato comizio. Intanto, altri gruppi di militanti avevano raggiunto la federazione provinciale del PCI, in via Medina, per presidiarla ed apprendere notizie sulle condizioni di salute di Togliatti.

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Riflessioni sulla ricostruzione del partito comunista

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In memoria di Salvatore d’Albergo [1]

di Giovanni Chiellini

Riceviamo e pubblichiamo come contributo alla discussione sulle prospettive dei comunisti in Italia

La ricostruzione del partito comunista, che l’Appello ritiene necessaria ed urgente, non può che muovere dal fallimento dell’esperienza della “rifondazione” comunista seguita alla fine del PCI e dal riconoscimento che l’opportunismo, col quale alla Bolognina si fece discendere dalla fine dell’URSS la fine del PCI, generò anche l’espediente di un partito finalizzato a non far nascere un nuovo partito comunista, rifiutandosi in tal modo il patrimonio ideale accumulato dal PCI attraverso l’esperienza di un settantennio di lotta politica, approdata all’altissima sintesi berlingueriana.

La costituzione del nuovo partito comunista fu quindi rinviata, andandosi in cerca di una identità culturale e programmatica, la definizione della quale era rimessa tutt’al più al confronto teorico comunque confinato nei diversi strumenti di comunicazione, incomunicanti quanto le diverse correnti di affiliazione (cossuttiani, ingraiani, exsocialisti, magriani, ecc. ecc.) dominanti all’interno dell’associazione, che del PRC fu il preludio [2].

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Comunisti: verso il futuro che ci aspetta

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festadoavante bndi Gianni Favaro* | da www.ricostruirepc.it

Ho firmato l’appello per la ricostruzione del partito comunista e aderisco con convinzione alla Costituente Comunista. Aderisco guardando avanti, al futuro che ci aspetta, piuttosto che rivolgere lo sguardo e il pensiero indietro.

Dietro di me c’è la nostalgia per le cose perdute e la rabbia per le cose sbagliate, l’orgoglio per le battaglie fatte e la tristezza per le sconfitte, che sono un patrimonio prezioso.

Davanti cè un mondo nel quale la lotta tra la giustizia sociale e la barbarie del capitalismo si è fatta più serrata e pesante, dove il rischio di una nuova guerra globale è purtroppo assai concreto, dove la povertà , la fame e le ingiustizie crescono. C’è poi un’ Italia sfinita e saccheggiata che ha bisogno di aria nuova, di scrollarsi di dosso tutti i parassiti che la distruggono.

Guardo intorno a me e vedo tantissimi compagni e compagne di tante lotte e di tante battaglie isolati e divisi ma al tempo stesso vedo crescere la ribellione, vedo crescere la spinta rivoluzionaria a cambiare lo stato delle cose presenti.

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Il nuovo mondo con i BRICS

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Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica: i BRICS. Cinque Paesi che negli ultimi anni si sono conquistati uno spazio di rilievo nello scenario politico mondiale, costruendo un’alternativa geo-economica al modello occidentale e a tutti i suoi limiti emersi nell’attuale gestione della crisi greca. Cos’è la banca dei BRICS? Quali sono gli obiettivi dell’accordo? Quali opportunità per l’Italia?

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L’esaltazione dell’estrema destra e il Parlamento Europeo

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svoboda ucrainadi João Pimenta Lopes | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Da poche settimane è stato costituito, per iniziativa del “Fronte Nazionale” di Marine Le Pen, il gruppo politico di estrema destra auto-denominatosi “L’Europa delle nazioni e delle libertà”. Tale fatto è un evidente segnale delle profonde contraddizioni del processo di integrazione capitalista europeo che oggi si formalizza nelle vesti dell’Unione Europea, tante volte presentata come un autentico paladino della democrazia, dei diritti fondamentali, delle libertà, ma la cui praxis si rivela, sistematicamente e trasversalmente, contraria ai principi che si afferma di condividere.

La costituzione di quel gruppo potrebbe essere perfettamente un atto di una tragicommedia se  non fosse per il fatto che è l’espressione ben concreta dell’avanzata delle forze populiste e di estrema destra nel continente europeo.

Un’avanzata che si manifesta, evidentemente, in conseguenza delle politiche capitaliste che l’Unione Europea impone agli stati-membri, attraverso politiche macroeconomiche di asfissia, impoverimento e regressione, che privano il legittimo diritto dei popoli a scegliere, liberamente, democraticamente e in modo sovrano, la strada per lo sviluppo dei propri paesi. Un’avanzata che, essendo espressione e conseguenza dell’evoluzione del sistema capitalista emerge, ancora una volta nella storia, come la risposta di “forza” delle classi dominanti che possa assicurare il loro dominio in tempi di crisi, ed anche la sopravvivenza del sistema dominante, quando si siano esaurite le possibilità di garantirla in un quadro di tradizionale alternanza tra la destra e la socialdemocrazia.

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"Bolla cinese"

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finanza cartellodi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

In fin dei conti è bastato poco per gridare all’ennesimo tradimento consumato dal “riformista” Xi Jinping, presidente della Repubblica popolare cinese, nonché segretario generale del Partito comunista cinese. È bastato che la “bolla azionaria” - quella che avrebbe dovuto causare il tracollo dell’economia cinese e l’apparire di un 1929 con gli occhi a mandorla - si sgonfiasse un poco perché si tornasse a puntare il dito contro il dirigismo e lo statalismo cinese; e, infine, contro l’eccesso di “ideologismo” che ancora impera nelle stanze di Zhongnanhai. Eppure sarebbe strano il contrario: a governare la potenza asiatica è un partito comunista che, nonostante l’approfondimento della riforma economica e dell’apertura ai mercati internazionali, ha sempre ribadito la centralità dell’economia pubblica e la strategicità dei suoi colossi statali, vero e proprio braccio “armato” della proiezione internazionale di Pechino.

È bastato che il governo intervenisse con decisione per stabilizzare il mercato azionario cinese dopo giorni di pesanti perdite nella borsa di Shanghai, tanto da segnare un calo di oltre il 30% rispetto a giugno al termine di una crescita del 150% fatta registrare in un anno. Per il Daily Telegraph tutto era chiaro: altro che pantomima greca: “mentre gli occidentali si stanno concentrando sulla Grecia, una crisi finanziaria potenzialmente molto più significativa si sta sviluppando dall'altra parte del Mondo.

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L’ASSEMBLEA – Al Meeting Center di Roma Domenica 12 luglio alle ore 14.30

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COSTITUENTE COMUNISTA:
IL MOMENTO E’ ORA!

tratto da il Manifesto di venerdì 10 luglio 2015

Costituente comunista: il momento è ora!

Domenica 12 luglio p.v., l’Associazione “per la ricostruzione del Partito Comunista nel quadro ampio della sinistra di classe e di un fronte democratico contro la guerra” (www.ricostruirepc.it) promuove un incontro nazionale per il varo di una Costituente comunista. L’assemblea si terrà a Roma presso il Roma Meeting Center in  L.go dello Scautismo 1 (zona p.zza Bologna) dalle ore 14,30 alle ore 18,00. L’iniziativa rappresenta un primo momento di sintesi della discussione sviluppatasi in decine e decine di assemblee già tenutesi in giro per l’Italia ( alle quali hanno partecipato oltre 4 mila compagni/e) in vista dello specifico obiettivo per cui l’Associazione suddetta è nata: lanciare nel nostro Paese un processo aperto per la riaggregazione delle comuniste e dei comunisti, ovunque collocati, con o senza tessera di partiti, ma uniti da un’affine cultura politica.

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Grecia. Dall'assurdo al tragico

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oxi 1940 2015da Contropiano.org

Pubblichiamo una riflessione di Stathis Kouvelakis (esponente della "sinistra" di Syriza) come contributo alla discussione sulle prospettive della Grecia dopo gli ultimi sviluppi.

Chiunque stia vivendo, o anche solo seguendo, gli sviluppi in Grecia sa fin troppo bene il significato di espressioni: come "momenti critici", "clima di stress", "drammatico capovolgimento", e "premendo sui limiti". Con gli sviluppi da lunedì ad oggi, qualche nuovo vocabolo andrà aggiunto alla lista: l'"assurdo".

La parola può sembrare strana, o un'esagerazione. Ma in quale altro modo si potrebbe definire il completo rovesciamento del significato di un evento incredibile come il referendum del 5 luglio, solo poche ore solo dopo la sua conclusione, da quelli che ha chiesto un "no" per cominciare?

Come si potrebbe spiegare che un leader di Nuova Democrazia come Vangelis Meimarakis e Stavros Theodorakis per To Potami - capi del campo sconfitto in modo così schiacciante domenica - sono diventati i portavoce ufficiali della linea da seguire da parte del governo greco? 

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Grecia: la forza del popolo

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grecia bandiere ragazzadi Ângelo Alves* | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Un impiegato di 35 anni, di nome Thodoros, ha detto a un giornalista portoghese, mentre celebrava la vittoria del NO in Piazza Syntagma, quanto segue: “Dite ai portoghesi che in Grecia lottiamo anche per voi”. Il significato internazionalista e solidale di questa frase è rilevante e illustra bene l’ampiezza dell’esperienza politica che si sta vivendo in Grecia. Le parole dignità e orgoglio sono state ripetute nella notte della vittoria del NO, e a ragione. Sono degne di rilievo la consapevolezza, la determinazione e la serenità con cui il popolo greco ha risposto alla spudorata e terroristica campagna di ricatto politico ed economico che gli è stata scatenata contro.

Al di là delle analisi politiche sulla situazione in Grecia e nell’Unione Europea, al di là delle differenti opinioni sull’opportunità e la necessità del referendum greco, al di là della riflessione sul ruolo, il percorso e la posizione del governo di quel paese – non esente da contraddizioni, cedimenti ed esitazioni – l’importantissima risposta popolare che è stata data – associata alla risposta rappresentata dalle elezioni del 25 gennaio – ha costituito, indipendentemente da ulteriori sviluppi, un’importante avanzata nella lotta per la sconfitta delle teorie della paura e del conformismo.

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Le truppe d'assalto dell' "Occidente democratico"

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L’ISIS in Medio oriente, islamisti ceceni e neonazisti in Ucraina. Sono queste le unità d’élite dell’Occidente democratico.

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