L’attualità dell’ideale e del progetto comunista

L’attualità dell’ideale e del progetto comunista

da Avante.pt

In tempi di grande instabilità e incertezza, di fronte alla violenza dell’offensiva aggressiva dell’imperialismo e alle immense distruzioni e drammi umani che provoca nel Medio Oriente, nel Nord Africa e in altri punti del mondo ...

Continua...
Gli italiani sono stufi del solito mainstream antirusso

Gli italiani sono stufi del solito mainstream antirusso

da Sputnik News

La Russia e il mondo post sovietico sono una materia tanto temuta quanto sconosciuta in Occidente

Continua...
La questione curda, ieri ed oggi

La questione curda, ieri ed oggi

di Samir Amin

Il caos politico che domina la scena in Medio Oriente si esprime tra l'altro, nell'emergere violento della questione curda. Come possiamo analizzare, in queste nuove condizioni, la portata della rivendicazione dei Curdi (autonomia? Indipendenza? Unità?)? E possiamo dedurre dall'analisi che…

Continua...
Frontpage Slideshow | Copyright © 2006-2011 JoomlaWorks Ltd.

Associazione Politico-Culturale Marx XXI

"Mio padre, uomo generoso e tenero: ha sfidato la paura per la libertà"

E-mail Stampa PDF

giovannipesce tizianadi Stefania Consenti | da www.ilgiorno.it

Tiziana, figlia di Giovanni Pesce: "Giusto che Milano gli intitoli una via"

Ringraziamo la compagna Tiziana Pesce per averci autorizzato a riprendere la sua intervista

Tiziana Pesce, la notizia non è stata ufficializzata ma è intenzione del Comune intitolare a suo padre una via, una piazza o i giardini di piazzale Loreto, un luogo simbolo. Che ne pensa?

"Finalmente, era tempo che si prendesse una decisione di questo tipo. Mio padre ha fatto tanto per questa città e Milano sembra averlo dimenticato. L’anno prossimo ricorre il decennale della sua scomparsa".

Tiziana, 65 anni, è figlia unica di Giovanni Pesce, comandante dei Gap - i gruppi patriottici che attaccavano in città in varie situazioni -, medaglia d’oro della Resistenza, onorificenza consegnatagli in piazza Duomo il 25 aprile 1947 e firmata da De Gasperi, e di Onorina Brambilla, pure lei partigiana, staffetta della 3 Gap comandata da Pesce. Così si conobbero. Un amore grande. Una coppia inossidabile, cementata dai valori della Resistenza, rimasti insieme per 62 anni. Entrambi sepolti al Famedio.

Leggi tutto...

La fabbrica del falso

E-mail Stampa PDF

Intervista di TeleAmbiente a Vladimiro Giacché

Leggi tutto...

Sulla Siria menzogne a gogò

E-mail Stampa PDF

siria esercito silhouettedi Mauro Gemma

Le televisioni di regime, ormai da giorni, continuano a insistere sullo stesso tasto. E in questo periodo ferragostano le menzogne diffuse, sugli sviluppi della situazione in Siria, non solo non hanno registrato una pausa, ma hanno raggiunto un livello parossistico.

In particolare per le reti legate al governo e al PD, da quelle parti, a battersi contro l'ISIS sarebbero solo i curdi, le bande turcomanne (le stesse che massacrarono il pilota dell'aereo russo abbattuto da un F16 turco, mentre era impegnato proprio in un'azione contro l'ISIS) e i ribelli anti-Assad sedicenti "moderati" (anch'essi caratterizzati dalla presenza di componenti integraliste sunnite, come la Fratellanza Musulmana e gruppi fanatici sostenuti dall'Arabia Saudita che sono responsabili di tante atrocità, denunciate spesso anche dalla Chiesa siriana). Una coalizione che gode di benedizione e sostegno logistico dell'amministrazione USA e dei suoi alleati europei e del Golfo, che su questi alleati contano, non tanto per sconfiggere lo "Stato Islamico", quanto soprattutto per creare rapporti di forza tali da determinare le condizioni del rovesciamento del governo a guida Baath.

Leggi tutto...

Lo Sviluppo della Cina è ispirazione per il mondo intero

E-mail Stampa PDF

zivadin jovanovic L1da www.beoforum.rs

Intervista a Zivadin Jovanovic, Presidente del Forum di Belgrado per un Mondo di Eguali, ex ministro degli esteri della Repubblica Federale Jugoslava

D: Lei è grande amico della Cina, paese che visita spesso. Cosa la impressiona più di tutto il resto?

R: Per decenni sono stato coinvolto nello sviluppo della cooperazione e delle relazioni tra Jugoslavia e Cina. Oggi le nostre relazioni hanno carattere strategico. La recente visita del Presidente cinese Xi Djinping alla Serbia è di importanza storica, e crea le basi per la cooperazione del XXI secolo. Sono personalmente impressionato di come la Cina si sia trasformata da Paese sottosviluppato e chiuso a Paese aperto e prosperoso con risultati straordinari in campo economico, scientifico e tecnologico. Lo sviluppo cinese diventa fonte di ottimismo in un mondo che deve affrontare nuove sfide e nuovi problemi.

D: Prima della nascita della Repubblica Popolare Cinese, era un paese sottosviluppato. Ma ora la Cina occupa un posto centrale sulla scena mondiale. Secondo lei, qual è la ragione principale per tale risultato? Qual è il ruolo del partito comunista in questo processo?

R: Il Partito Comunista ha giocato un ruolo cruciale in tutte le fasi dello sviluppo cinese. Il Partito è sempre stato fermamente unito con la propria gente difendendo la libertà dai padroni stranieri e dagli occupanti fascisti, salvaguardando la sovranità e l’integrità territoriale della Patria, tracciando la strategia per lo sviluppo economico, sociale e culturale. Grazie al Partito, i bisogni degli uomini e delle donne, sono sempre al centro delle decisioni politiche. Credo che quest’unità tra popolo, partito e Stato sia la base dei grandi risultati raggiunti in Cina in tutti i campi.

Leggi tutto...

Dove stanno andando gli Stati Uniti?

E-mail Stampa PDF

Usa bandiera 640750di Albano Nunes, Segreteria del Partito Comunista Portoghese | da Avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Quo vadis?

Dove stanno andando gli Stati Uniti? Fino a quando il popolo statunitense continuerà ad essere vittima della dittatura del capitale finanziario e del potente complesso militare industriale che tanta sofferenza ha già arrecato al mondo? E non si individueranno motivi di speranza nella capacità dei lavoratori e del popolo di questo grande paese di liberarsi dal dominio dell'oligarchia finanziaria e di imporre una politica rispettosa della sovranità dei popoli e indirizzata al disarmo e alla pace? E nel breve periodo che cosa è lecito attendersi?

A tre mesi dalle elezioni presidenziali statunitensi si può dare per scontato che l'immensa copertura mediatica planetaria delle “primarie” continuerà persino ad intensificarsi, non perché ci si aspetti un dibattito chiarificatore attorno alle principali questioni che riguardano le grandi responsabilità degli USA sul piano internazionale, ma per distrarci da esse e trasmettere un'errata percezione degli USA come bastione della democrazia e potenza “protettrice” indispensabile. E' necessario combattere la pericolosa pretesa di imporre una cultura vassalla dell'imperialismo nordamericano. Ma è soprattutto necessario individuare, dietro al deprimente show propagandistico che da mesi occupa le prime pagine dei media in tutto il mondo, i segnali di crescente resistenza popolare alla classe dominante.

Leggi tutto...

Putin e le prossime elezioni negli USA

E-mail Stampa PDF

Intervistato dal giornalista Fareeed Zakaria durante il Forum Economico Internazionale 2016 di San Pietroburgo, a cui era presente anche Matteo Renzi, il presidente russo si esprime su Donald Trump e sulle ormai prossime elezioni negli Stati Uniti. 

Traduzione e sottotitoli realizzati da Fort Rus.

Link al video sottotitolato sul canale Fort Rus:https://youtu.be/sB6pPXt4e58
Link al video originale su RT: https://www.youtube.com/watch?v=mPc3FN5pbHc

Leggi tutto...

Perchè votiamo NO

E-mail Stampa PDF

da Anpi.it

Le ragioni dell'ANPI sintetizzate in un pieghevole disponibile in versione web e stampa

anpi perchevotiamono

Leggi tutto...

Il silenzio su Slobodan Milosevic

E-mail Stampa PDF

milosevic astrattodi Giulietto Chiesa
da megachip.globalist.it

La Corte Penale Internazionale per l'ex Jugoslavia ha scagionato Slobodan Milosevic dalle responsabilità per i crimini di guerra della guerra bosniaca 1992-95. 

Si tratta di una notizia di prima grandezza; enormi le implicazioni politiche che essa comporta. Ma stranamente nessuno ne ha parlato tra i grandi media di informazione di massa del mondo intero. Ed è comprensibile che tutti tacciano: coloro che in un coro unanime lo definirono il "macellaio dei Balcani"; coloro che lo paragonarono a Hitler, iniziando la serie che sarebbe poi continuata con Saddam Hussein, con Muhamar Gheddafi, e che vorrebbero continuare con Bashar el Assad. E' comprensibile che tacciano le cancellerie occidentali, in specie quella americana, che vollero la fine della Jugoslavia e la fine di Milosevic.

Possono farlo, perché la "riabilitazione" di Slobodan Milosevic non c'è ancora stata. La sentenza che la contiene è quella che ha portato lo stesso tribunale a condannare a 40 anni di reclusione Radpvan Karadzic. Dunque bisogna leggere quella lunghissima sentenza per scoprire che Milosevic non fu colpevole delle accuse per cui passò in prigione gli ultimi cinque anni della sua vita, da tutti esecrato. Il trucco è tutto qui. La sentenza contro Karadzic risale al 24 marzo di quest'anno. 

Leggi tutto...

Libia 2011. B. Obama e H. Clinton si rivelano in due video

E-mail Stampa PDF

clinton obama riflessionedi Marinella Correggia
da www.sibialiria.org

Sirte: gli aerei da guerra degli Stati uniti tornano per così dire sul cielo del delitto. Sono passati quasi cinque anni da quando i bombardieri Usa/Nato facevano da copertura aerea al feroce assedio guidato dai «ribelli di Misurata» e altre forze islamiste. Il pretesto per la guerra aerea della Nato contro la Jamahiriya, iniziata il 19 marzo 2011, era stato la «protezione dei civili libici». Di fatto, Nato, Usa, Francia, Regno unito e Italia fecero da forza aerea di gruppi criminali e jihadisti, responsabili di crimini contro l’umanità: ad esempio omicidi e deportazioni della popolazione nera della città di Tawergha e di diversi cittadini sub-sahariani. 

Pochi mesi fa, il presidente uscente e pluriNobel per la guerra Barack Obama ha dichiarato in un’intervista a Fox News che il più grande errore della sua carriera alla Casa bianca fu probabilmente «non aver pianificato il day after dell’intervento in Libia».

Nel 2014 Obama aveva ammesso che la missione in Libia «non aveva funzionato» (eufemismo) perché i vincitori non si erano impegnati nella fase successiva «per ricostruire una società che non aveva alcuna tradizione civile».

Leggi tutto...

“Fuori le bombe” per gli Usa in Libia

E-mail Stampa PDF

usa lybiadi Vijay Prashad* 
da www.alternet.org

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Quasi assicurata la diffusione di più miseria in Nord Africa 

Gli Stati Uniti sono tornati a bombardare la Libia. L'obiettivo sono le posizioni dello Stato Islamico nella città di Sirte. Lo SI controlla Sirte e dintorni dallo scorso anno. Sirte è la città di nascita di Gheddafi, la città dove fu anche ucciso. Dopo la caduta di Gheddafi, questa città della Libia centrale ha languito. È diventato il campo da gioco dell'”Alba Libica” - la milizia della città di Misurata, guidata da Salah Badi – e poi della Forza di Protezione Libica di Bengasi. Quest'ultima ha stretti legami con al Quaida ed è parte del consiglio della Shura dei Rivoluzionari di Bengasi. Quando lo scorso anno lo Stato Islamico ha attaccato Sirte, le varie milizie non avevano molti incentivi a restare. Lasciarono la città allo SI e si ritirarono nelle loro città di provenienza. Gli altri tentativi di erodere le posizioni dello SI da parte di altre milizie o eserciti sono falliti.

I militari degli Stati Uniti affermano che continueranno i raid sulle posizioni dello SI finché sarà necessario. Sebbene ci siano truppe speciali degli Stati Uniti sul terreno libico, questo non saranno coinvolte in alcuna azione. Il Governo di accordo Nazionale (GAN) – guidato da Fayez al-Sarraj – ha invitato gli Stati Uniti a bombardare lo Stato Islamico. I tentativi del GAN di sconfiggere lo SI sul terreno si sono fermati dopo alcuni rapidi movimenti nelle città. I bombardamenti aerei americani, spera il GAN, riporteranno le truppe governative sul proprio obiettivo – la sottrazione di Sirte allo SI.

Leggi tutto...

Consiglio Mondiale della Pace: dichiarazione delle organizzazioni del continente americano

E-mail Stampa PDF

reuniao regional america 2016da cebrapaz.org.br

Traduzione di Marx21.it

Preoccupate per l’attuale situazione internazionale e regionale, con l’avanzata dell’imperialismo statunitense e dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) e con la diffusa militarizzazione, organizzazioni del continente americano del Consiglio Mondiale della Pace hanno rilasciato una dichiarazione dopo la riunione della regione America, a Toronto, Canada, nel mese di luglio. I membri del CMP si sono impegnati per un’intensa mobilitazione nei propri paesi, per l’Assemblea Mondiale della Pace e per il rafforzamento della solidarietà tra i popoli nella lotta internazionalista per la pace.

Dichiarazione finale

Con la partecipazione di rappresentanti di 10 organizzazioni della Pace del continente americano, si è svolta a Toronto , Canada, nei giorni 18 e 19 luglio 2016, la Riunione Regionale del Consiglio Mondiale della Pace di questa zona geografica, presieduta dalla presidenta del CMP, Socorro Gomes, e dal coordinatore regionale, Silvio Platero.

Leggi tutto...

“Ciò che non è sotto il loro controllo, gli USA lo considerano una minaccia”

E-mail Stampa PDF

theotonio dos santos inteynacional maytino 140716 5 copyIntervista a Theotonio dos Santos a cura di Alberto López Girondo

da www.tiempoar.com.ar

Traduzione di Marx21.it

Theotonio dos Santos, a 79 anni si può dire che ha vissuto i grandi processi politici sulla propria pelle, dal suo esilio in Cile dopo il golpe del 1964 e il suo nuovo destino in Messico dal 1973 al ritorno in patria con il passaggio alla democrazia nel 1985. E’ stato uno dei pilastri della Teoria della Dipendenza e in seguito del concetto di Sistema Mondiale. Ora, di passaggio a Buenos Aires su invito del Consiglio Americano di Scienze Sociali, di cui è stato tra i fondatori, cerca di spiegare perché il governo di Dilma si è trovato in agonia e la regione subisce il ritorno al neoliberismo che pareva essersi allontanato da essa.

Vedo la situazione in America Latina come parte di un’offensiva più generale a livello mondiale, il cui elemento determinante è la perdita del controllo economico e politico da parte del centro egemonico del sistema mondiale, rappresentato dagli Stati Uniti”.

Leggi tutto...

L'Italia è entrata in guerra in Libia

E-mail Stampa PDF

soldati italia fucileComunicato del Comitato No Guerra No Nato (CNGNN)

L’Italia è entrata in guerra in Libia, anche se finge di prendere tempo. Il Parlamento italiano non è in grado, collettivamente, di formulare nemmeno un’alternativa. Siamo al disastro politico.

Il CNGNN intende invece formulare la sua valutazione dei gravissimi e intollerabili atti di subordinazione/aggressione cui l’Italia partecipa e di cui condivide la piena responsabilità.

Siamo di fronte a un nuovo episodio di colonialismo, aggiornato in funzione della strategia USA-Nato di demolizione degli stati nazionali per controllare territori e loro risorse.

Liberare la Libia dalla presenza dell’ISIS è una scusa indecente. È stata la Nato a portare l’ISIS e Al Qaeda in Libia. L’effetto sarà la riapertura delle basi militati occidentali sul territorio dell’ex Libia. La “missione di assistenza alla Libia”, con l’avallo estero delle Nazioni Unite, consentirà la spartizione “legale” delle preziose risorse energetiche e idriche della Libia e di almeno 150 miliardi di dollari di fondi sovrani libici confiscati illegalmente nel 2011, all’atto dell’aggressione e dell’assassinio di un capo di stato legittimo. Questa rapina di quadruplicherà quando l’export libico tornerà ai livelli per aggressione.

Leggi tutto...

La persecuzione contro Lula conferma che non c’è più democrazia in Brasile

E-mail Stampa PDF

lula confirmadi Emir Sader* | da alainet.org

Traduzione di Marx21.it

L’ossessione nel cercare di eliminare Lula dalla vita politica brasiliana, che si configura come una vera e propria persecuzione politica, conferma che il Brasile è uscito dalla democrazia e avanza pericolosamente verso una dittatura, mediante un golpe, l’azione o l’inazione della Giustizia e le campagne sistematiche di diffamazione attuate dai media.

E’ ciò che Lula denuncia, affermando che si sta entrando nello Stato di eccezione come ha dichiarato nel suo documento alle Nazioni Unite, seguendo lo stesso percorso di Julián Assange, difeso dallo stesso avvocato.

Lo scandalo politico e giuridico suscitato dall’accusa a Lula senza alcuna prova, in base a dichiarazioni senza fondamento fatte da un politico dichiarato, il quale sostiene che Lula avrebbe cercato di sospendere le indagini sulla corruzione, e il tentativo di arrestarlo senza alcuna giustificazione configurano una persecuzione politica che supera qualsiasi limite degli spazi democratici. Quando il Potere Giudiziario è complice di questa persecuzione, quando i media sono i principali agenti che cercano di colpevolizzarlo di fronte all’opinione pubblica senza nessuna prova, le cornici dello Stato Democratico di diritto sono state superate e sostituite con la persecuzione pura e semplice.

Leggi tutto...

Chi sostiene Hillary Clinton

E-mail Stampa PDF

clinton isisda “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

La candidata democratica alla presidenza degli Stati Uniti, Hillary Clinton, è stata dirigente di una società che ha finanziato il cosiddetto “Stato Islamico”. La compagnia, del cui consiglio di amministrazione la candidata ha fatto parte tra il 1990 e il 1992, è donatore finanziario abituale della Fondazione Clinton.

Il portale di notizie The Canary, citato dal canale televisivo Russia Today, sostiene che Hillary Clinton è stata associata alla guida del gigante industriale francese Lafarge, accusato di finanziare segretamente la banda terrorista che gli Stati Uniti dicono di combattere in Siria, in Iraq e in Libia. I documenti ottenuti da diverse inchieste giornalistiche rivelano che la Lafarge ha concluso un “affare lucrativo” con il gruppo jihadista per “massimizzare i guadagni nelle sue operazioni di produzione di cemento nel Medio Oriente” ed è arrivata al punto di comprare petrolio allo “Stato Islamico”.

La Lafarge fa donazioni finanziarie regolari alla Fondazione Clinton, arrivando ad offrirle fino a 100.000 dollari nel 2015. E’ stata poi inclusa nella lista annuale dei donatori della fondazione, in cui è rimasta nel primo trimestre del 2016.

Leggi tutto...

Dal 2018 in Europa arriveranno le nuove bombe atomiche USA

E-mail Stampa PDF

bombe nucleari usa 2018da Sputnik News

All’inizio del 2018 gli aerei della US Air Force in Europa saranno dotati delle bombe atomiche ricondizionate B61-12. Secondo Konstantin Sivkov, presidente dell’Accademia di geopolitica, la Russia potrebbe rispondere armando i sistemi missilistici Iskander con testate nucleari.

In precedenza lo United States National Nuclear Security Administration aveva ufficialmente sanzionato l'inizio dei lavori per il ricondizionamento delle bombe atomiche B61-12.

"Non rifaranno la stessa bomba, ricondizioneranno le sue componenti, in particolare, la renderanno più aerodinamica. Non ci vuole tanto tempo, al massimo sei mesi e inizierà la fornitura. Per la Russia si tratterà solo di una contromisura creare delle testate nucleari per i sistemi missilistici Iskander, non ci sono alternative", ha dichiarato Sivkov.

Egli ha aggiunto che la bomba B61-12 è un'arma nucleare caratterizzata da un'alta precisione adatta ad attaccare quei punti di comando pesantemente protetti (che si trovano a grandi profondità).

Leggi tutto...

A Russia e Cina servono 5-10 anni per rimpiazzare il dollaro

E-mail Stampa PDF

russiacina usadi Pasquale Cicalese per Marx21.it

Non è di tutti i giorni la possibilità di leggere report in cui si legano geopolitica, finanza e commercio mondiale; spesso le tre cose vengono slegate ed è per questo che gli analisti finanziari non colgono l’essenza del mercato mondiale e le sue dinamiche. E così che si è avuta la fortuna di leggere il report Sinossi 2015 - Rapporto Intermedio 2016 Economia e mercati finanziari - dell’autore Guido Salerno Aletta, editorialista di MilanoFinanza, per la casa editrice Teleborsa, che ha anche un sito di informazione finanziaria.

Partiamo dal capitolo Geopolitica, macroeconomia e finanza. L’autore, dopo aver analizzato il ruolo caotico degli Usa sullo scacchiere mondiale, passa in rassegna il percorso dell’Heartland e del Grande Medio Oriente, quella Via della Seta che è stata studiata ampiamente. Secondo Salerno Aletta, i cinesi si sono negli ultimi tempi ripiegati su se stessi per via della crisi del commercio mondiale e della crisi dell’Occidente. Contemporaneamente hanno costruito un network finanziario e di investimenti lungo la via della Seta, partecipando alla Sco, alla banca dei Brics, all’AIIB e all’Unione Economica euroasiatica. Il network militare ed economico Cina Russia e India costituisce per l’autore un infallibile schema cui l’Occidente non potrà far fronte, malgrado gli Usa abbiano predisposto Il TTP asiatico e il TTIP transatlantico. Perché il network, allargato all’Iran, è composto da tre miliardi di persone, con tre potenze nucleari e l’immenso patrimonio industriale cinese, oltre che le esorbitanti riserve di risparmio e valutarie.

Leggi tutto...

Turchia

E-mail Stampa PDF

erdogan 1di Pedro Guerreiro, Segreteria del Partito Comunista Portoghese | da Avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Un groviglio di considerazioni e speculazioni continua ad offuscare la nitida comprensione delle contraddizioni che sono all’origine del tentativo di colpo di Stato in Turchia del 15 luglio scorso. Gli elementi conosciuti suggeriscono che il tentativo di golpe è stato scatenato da settori fino a poco tempo prima alleati e che occupavano al momento posizioni molto vicine a Erdogan e all’AKP, come i sostenitori di Gülen, tra gli altri settori.

Gülen, un imam islamico, con profondi legami con gli Stati Uniti – che risalgono alla strumentalizzazione dell’islamismo contro l’Unione Sovietica –, dirige una vasta organizzazione i cui membri hanno occupato importanti posizioni nell’apparato dello Stato (anche nelle forze armate, nella polizia e nella giustizia), così come nell’insegnamento e nei mezzi di comunicazione sociale, che assicurato una crescente influenza nella società turca durante i governi dell’AKP. Tra l’altro, dopo il tentativo di golpe, Erdogan ha rivolto, fondamentalmente e fino a questo momento, le misure repressive contro l’organizzazione diretta da Gülen, che viene indicata come responsabile del golpe, attuando una massiccia epurazione contro le sue molte migliaia di membri.

Leggi tutto...

Heidegger e la bomba atomica: ovvero la scienza deve pensare

E-mail Stampa PDF

heideggerdi Gianni Vattimo e Massimo Zucchetti

Per un seminario su “Se la scienza non pensa”, Politecnico di Torino, 2016

Riceviamo dal Prof. Massimo Zucchetti e con la sua autorizzazione volentieri pubblichiamo, ringraziandolo per la segnalazione

Introduzione

L’asserzione di Heidegger «La scienza non pensa» risale all’inizio degli anni 50 dello scorso secolo. Questa frase si è prestata, da quando la scrisse il filosofo, a molte superficiali interpretazioni, molte delle quali in senso riduttivo, quasi ad affermare che il pensiero umano, nella sua accezione più alta, fosse terreno estraneo alla scienza materiale. In realtà, Heidegger – nella trattazione che questa frase contiene - non ha affatto intenzioni denigratorie nei confronti della scienza. Se mai, si tratta – come vedremo - di una delimitazione: una definizione dell’ambito entro il quale, secondo il filosofo, ama muoversi la scienza, stabilendo quei confini naturali che è poi la scienza stessa ad imporsi. Heidegger, anzi, riflette se questi comodi confini siano giustificati.

Sotteso a questa affermazione vi è in realtà il dibattuto concetto di neutralità della scienza. Scienza che dovrebbe occuparsi della ricerca, dell’avanzare della conoscenza tecnica del genere umano, del “progresso”, applicando il metodo scientifico, che tanti successi e miglioramenti materiali ha portato all’umanità negli ultimi secoli. 

Leggi tutto...

Gli Stati Uniti minacciano di intervenire in Eritrea

E-mail Stampa PDF

Eritreadi Carlos Lopes Pereira

da “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

Ci sono indizi che gli Stati Uniti stiano preparando un intervento militare “umanitario” in Eritrea utilizzando pretesti identici a quelli che avevano giustificato l'aggressione della NATO contro la Libia nel 2011.

A somiglianza di ciò che è accaduto nel paese nordafricano, gli USA si sono appropriati della macchina da guerra dei “diritti umani” delle Nazioni Unite per invocare la “responsabilità di proteggere” i cittadini eritrei dai presunti abusi del proprio governo. Questo principio, responsibility to protect (R2P), era stato utilizzato per legittimare l'intervento in Libia dalla segretaria di Stato nordamericana, Hillary Clinton ora candidata democratica alla presidenza.

Le più recenti denunce delle manovre preparate dagli Stati Uniti contro l'Eritrea sono state fatte attraverso Global Research, un'organizzazione di ricerca e informazione con sede in Canada. Un articolo a firma Glen Ford smonta le ripetute falsità del catalogo delle menzogne imperiali.

Leggi tutto...

Pagina 4 di 158