La Grecia e l'Ue : prime riflessioni per aprire un dibattito

La Grecia e l'Ue : prime riflessioni per aprire un dibattito

I comunisti francesi hanno seguito con molto interesse la situazione della Grecia dopo l'arrivo al potere di Syriza. Sebbene conoscessimo le critiche del KKE a Syriza ...

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La Resistenza della Cina

La Resistenza della Cina

di Manlio Dinucci

Il 70° anni­ver­sa­rio della vit­to­ria del popolo cinese nella Guerra di resi­stenza con­tro l’aggressione giap­po­nese, che si cele­bra il 3 set­tem­bre a Pechino, viene boi­cot­tato non solo da Tokyo ma da Washing­ton e quasi tutti i governi della Ue che…

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A proposito dell’evoluzione della situazione in Grecia

A proposito dell’evoluzione della situazione in Grecia

di Albano Nunes

Quando, al contrario delle speranze aperte dalle elezioni del 25 gennaio – nelle quali il popolo greco aveva manifestato il rifiuto delle rovinose e disumane politiche dei ...

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Cos'è davvero la Cina? Intervista a Domenico Losurdo (seconda parte)

Cos'è davvero la Cina? Intervista a Domenico Losurdo (seconda parte)

da ilcaffegeopolitico.org

Gli interventi energici dello stato nell’economia e il peso persistente dell’economia pubblica hanno svolto un ruolo essenziale nel prolungato miracolo ...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Il partito comunista e "le tre terribili domande"

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falcemartello toppadi Luca Cangemi ( Associazione per la ricostruzione del Partito Comunista – direzione nazionale PRC)

Intervento conclusivo all’assemblea nazionale per la Costituente Comunista del 12 luglio a Roma

Cari compagni e care compagne,
con questa assemblea abbiamo fatto un passo in avanti importante.

Con l’appello per la ricostruzione del Partito Comunista nei mesi scorsi abbiamo provato a rispondere, e ad offrire alla prova di una verifica larga, tre terribili domande.

E’ necessario ricostruire un partito Comunista in Italia?
E’ possibile ricostruirlo?
Quali sono i passi necessari?

A nessuno sfugge che già porsi queste domande significa scegliere di nuotare contro una corrente, almeno all’apparenza fortissima, mettersi in una posizione fuori dal dibattito politico-culturale dominante.  Eppure abbiamo la presunzione di dire che dalla discussione che abbiamo avviato e che ha avuto esiti di partecipazione, di ascolto, passione e di qualità del dibattito, francamente superiori alle nostre attese, noi traiamo risposte che sono in sintonia con quanto scritto nell’appello, e ne costituiscono una prima superiore articolazione.

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L'UE si arruola nella Nato

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trident juncture 2015di Manlio Dinucci | da il manifesto

Non sarà solo una delle più grandi eser­ci­ta­zioni Nato la «Tri­dent Junc­ture 2015» (TJ15), che dal 28 set­tem­bre al 6 novem­bre vedrà impe­gnate soprat­tutto in Ita­lia, Spa­gna e Por­to­gallo oltre 230 unità ter­re­stri, aeree e navali e forze per le ope­ra­zioni spe­ciali di oltre 30 paesi alleati e part­ner, con 36 mila uomini, oltre 60 navi e 140 aerei da guerra, più le indu­strie mili­tari di 15 paesi per valu­tare di quali altre armi ha biso­gno l’Alleanza.

Nell’esercitazione di guerra, la Nato coin­vol­gerà oltre 12 mag­giori orga­niz­za­zioni inter­na­zio­nali, agen­zie di aiuto uma­ni­ta­rio e asso­cia­zioni non-governative. «Par­te­ci­pe­ranno alla TJ15 anche l’Unione euro­pea e l’Unione afri­cana», annun­cia un comu­ni­cato uffi­ciale. Tra i paesi della Ue più impe­gnati nell’esercitazione Nato figu­rano, oltre ai tre in cui si svol­gerà il grosso delle ope­ra­zioni, Ger­ma­nia, Bel­gio e Olanda. Alte per­so­na­lità inter­na­zio­nali saranno invi­tate ad assi­stere alla TJ15 il 19 otto­bre a Tra­pani, il 4 novem­bre a Sara­gozza (Spa­gna) e il 5 novem­bre a Troia (Por­to­gallo). Così «la Nato dimo­stra il suo impe­gno ad adot­tare un approc­cio onni­com­pren­sivo». In altre parole, il suo impe­gno a esten­dere sem­pre più la sua area di influenza e inter­vento, dall’Europa all’Africa e all’Asia, con mire globali.

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I comunisti spagnoli sulla situazione in Grecia e nell'Unione Europea

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syntagma temporaleda solidnet.org

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Alle prese di posizione sugli sviluppi in Grecia di partiti comunisti europei e di altri continenti (di cui Marx21.it sta proponendo ampia documentazione) si aggiunge questa dichiarazione del Partito Comunista di Spagna.

Il Partito Comunista di Spagna ha mantenuto e mantiene il principio del rispetto per l'autonomia di azione delle organizzazioni operaie, di sinistra, progressiste degli altri paesi del mondo e la consapevolezza dell'esistenza di differenze di analisi; tuttavia, è evidente il legame tra i processi in atto in Grecia e in Spagna negli ultimi anni, e come i popoli di entrambi i paesi subiscano attacchi simili da parte delle grandi potenze capitaliste. Di conseguenza, è necessario, dopo gli avvenimenti degli ultimi giorni, condividere una serie di considerazioni sul risultato dei negoziati tra la Grecia e l'Unione Europea (senza dimenticare la partecipazione del FMI) sulla questione del debito pubblico greco e l'attuazione del pacchetto complementare di misure economiche del paese ellenico.

Gli eventi delle ultime settimane servono a confermare, in maniera molto chiara, la natura dell'UE: secondo la definizione del nostro XIX Congresso, l'attuale Unione europea è, in questo momento, la più alta espressione politica-istituzionale della costituzione di un blocco imperialista specificamente europeo. Gli obiettivi e il funzionamento dell'Unione europea sono al servizio di un potere oligarchico finanziario, concentrato geograficamente nella regione dell'Europa centrale, ma in realtà include l'insieme delle potenze capitaliste degli altri paesi dell'UE (tra cui, naturalmente, la Spagna).

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Dichiarazione del Comitato Centrale del KKE sul nuovo accordo-memorandum

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kke logo 500pxPartito Comunista di Grecia (KKE) | kke.gr

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Per completezza di informazione, pubblichiamo anche la presa di posizione del KKE sulla vicenda greca

1. Il KKE invita gli operai, gli impiegati, gli strati popolari, i pensionati, i disoccupati e i giovani, a dire un vero e proprio inflessibile NO all'accordo-memorandum, che è stato firmato dal governo di coalizione SYRIZA-ANEL con l'UE BCE-FMI e a combattere ovunque, in piazza e sui luoghi di lavoro, contro le misure selvagge in esso contenute. Il nuovo pacchetto di riforme va ad aggiungersi alle misure barbariche del memorandum precedente. Occorre organizzare il contrattacco per evitare che il popolo sia spinto al completo fallimento. Occorre rafforzare il movimento operaio, l'alleanza popolare, aprire la strada perché il popolo si liberi una volta per tutte dal potere del capitale e delle unioni imperialiste, che lo conducono a condizioni sempre più inumane.

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Brancaccio: “Serve un piano B, la sinistra impari dall’errore di Tsipras”

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tsipras 16 7 2015 5101da MicroMega Online

Pubblichiamo come contributo alla discussione sulle prospettive in Grecia e in Europa

Per l’economista la debacle greca insegna che bisogna mettere da parte la retorica europeista e globalista e predisporre una visione alternativa, un “nuovo internazionalismo del lavoro”. E sulla Grexit replica al premier ellenico che ha denunciato il mancato aiuto di Stati Uniti, Russia e Cina: “Se vero, significa che i grandi attori del mondo hanno scelto di non interferire più di tanto negli affari europei, lasceranno che l’Unione monetaria imploda per le sue contraddizioni interne”.

intervista a Emiliano Brancaccio di Giacomo Russo Spena

«È inutile negarlo, il governo e il parlamento greco hanno capitolato, gli apologeti dell’austerity hanno vinto anche stavolta. È l’ennesima prova che nella zona euro, purtroppo, le cose vanno come avevamo previsto». I renziani metterebbero anche lui nel girone dei ‘gufi’ ma l’economista Emiliano Brancaccio preferisce un’espressione più raffinata: «In questi anni, nostro malgrado, in tanti abbiamo indossato i panni delle Cassandre che allertano sui guai che verranno ma restano inascoltati». I media in questi giorni hanno ricordato le lettere pubblicate sul Sole 24 Ore nel 2010 e sul Financial Times nel 2013 con cui Brancaccio e altri colleghi segnalavano come le ricette di austerità, flessibilità del lavoro e schiacciamento dei salari avrebbero provocato disastri, aggravando la posizione dei Paesi debitori e rendendo sempre meno sostenibile l’assetto dell’eurozona.

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Perché un partito comunista

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Hammer and Sickle 5di Emiliano Alessandroni
da www.ricostruirepc.it

Ogni passo reale verso la costruzione di un Partito Comunista unitario e all’altezza dei tempi dev’essere caldamente incoraggiato.

La presenza di una tale forza politica consente infatti di mantenere aperta, già nell’immaginario collettivo prima ancora che nella realtà concreta, la possibilità di una alternativa rispetto alle strutture politche e sociali nelle quali viviamo. La sua presenza non soltanto tiene viva la lotta per i diritti, e per i processi di emancipazione, ma conserva, parallelamente, la vivacità del pensiero, e in particolar modo la concettualità temporale.

Una forza comunista, solida e realmente operante, impone infatti di pensare (e di pensarci) storicamente, di non smarrire l’ampiezza del quadro (sincronico e diacronico) su cui si stagliano le nostre azioni. Essa mantiene viva la coscienza del fatto che questa società non è la società, che questa condizione non è la condizione e che questa vita non è la vita.

L’esistenza di una forza comunista costituisce il più forte antidoto contro il tentativo dell’immediatezza, dell’istantaneià, di occupare l’intero orizzonte esistenziale e coscienziale. Essa regala agli uomini un campo più vasto di pensabilità, e al reale tutta la ricchezza delle antitesi.

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Una civiltà allo stremo

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ungheria muroPCdI Veneto

C'è da preoccuparsi. Veramente. Le ultime notizie dall'Italia e dall'Europa indicano un disfacimento progressivo di quella che dovrebbe essere una comunità solidale e la sua trasformazione in “sette” che si chiudono sempre di più in se stesse.

Vicino a Treviso c'è stata una rivolta di residenti assieme a militanti di Lega Nord e Forza Nuova contro l'arrivo di un centinaio di persone provenienti da paesi del cosiddetto “terzo mondo”. Ci sono stati disordini, incendi e qualche saccheggio. A Roma, per impedire l'arrivo di una ventina di persone (“profughi”, “migranti”, “clandestini”, comunque persone) in un centro d'accoglienza, ci sono stati blocchi stradali e tafferugli provocati soprattutto da esponenti di CasaPound. In Ungheria si è iniziata la costruzione di una barriera di filo spinato per impedire l'ingresso a quei disperati scappano dalle zone di guerra e che arrivano a piedi dopo aver attraversato i Balcani.

Non c'è nessuna accoglienza, nessuna pietà da parte del sedicente mondo civile per chi tenta di fuggire dalle guerre che i “nostri governi occidentali”  hanno scatenato per sfruttare, controllare e accumulare sempre maggiori ricchezze.

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Tragedia greca

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Greek Flagdi Spartaco A. Puttini per Marx21.it

Un'altra Unione europea non è possibile. L’uscita della Grecia prossima ventura

Il risultato del referendum greco, con il massiccio “no” che ha rigettato la politica ricattatoria della Troika, ha avuto l’effetto positivo di dimostrare che i popoli europei che più soffrono la crisi e le politiche di austerità di cui la Ue è principale alfiere iniziano a rifiutare lo slogan ricattatorio “ce lo chiede l’Europa”.

E’ stata una lezione di democrazia. E’ stato anche un risultato simbolicamente rilevante e spendibile per tutti coloro che aspirano a voltare pagina e in politica, si sa, i simboli hanno il loro peso.

Tuttavia il punto è un altro: è essere conseguenti, come le drammatiche vicende successive della politica greca stanno dimostrando, con la tragica resa della democrazia al mercato e di Tsipras alla troika.

Un’altra Unione europea non è possibile

Tsipras e Syriza hanno costruito il loro successo politico sulla promessa di un’altra Europa (cioè un’altra Ue) possibile, cioè sull’ipotesi di tenersi l’euro rigettando le politiche di austerità. Questo ha consentito alla sinistra radicale greca di intercettare i voti in fuga dal Pasok, elettori che, come ha notato Halévy, erano stati assuefatti da decenni di propaganda europeista e non erano maturi per la scelta più consapevole rappresentata dal KKE (e non solo per i limiti tattici che possono essere imputati ai comunisti greci) [1].

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Avanti verso la Costituente Comunista!

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di Segreteria nazionale PCdI

Esprimiamo piena soddisfazione per l’esito dell’assemblea nazionale promossa dall’Associazione per la Ricostruzione del Partito Comunista, svoltasi a Roma domenica 12 luglio, ed avente come obiettivo dichiarato il lancio della Costituente Comunista.

La presenza di circa 400 compagne e compagni, la discussione che ne è scaturita, il rafforzarsi del rapporto, all’interno dell’Associazione per la ricostruzione del Partito Comunista, tra il nostro Partito, l’area del PRC e gli intellettuali, gli artisti ed i quadri operai senza tessera che condividono il progetto della Costituente Comunista, l’attenzione rivolta all’evento ed a tutti noi da parte dei soggetti della sinistra, l’interlocuzione avuta con diversi di essi e, soprattutto, le conclusioni dell’Assemblea, fortemente volte a proseguire e rafforzare il processo costituente, parlano chiaramente della riuscita dell’ iniziativa.

In questo quadro va, innanzitutto, rimarcato l’impegno del nostro Partito, che tanto si è speso affinché l’assemblea riuscisse mettendo in campo il lavoro, la generosità di tanti suoi quadri e militanti, ai quali va il più sentito ringraziamento.

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Iran denuclearizzato, Italia nuclearizzata

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b61edi Manlio Dinucci | da il manifesto

«Oggi è una giornata storica ed è un grande onore per noi annunciare che abbiamo raggiunto un accordo sulla soluzione nucleare iraniana, per rendere il nostro mondo più sicuro»: così ha dichiarato a Vienna Federica Mogherini, Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Quasi contemporaneamente giungeva dagli Stati uniti un altro annuncio: «La U.S. Air Force e la Nnsa (National Nuclear Security Administration) hanno completato, nel poligono di Tonopah in Nevada, il primo test in volo della bomba nucleare B61-12». Quella che tra non molto sostituirà la B61, la bomba nucleare statunitense stoccata ad Aviano e Ghedi Torre in un numero stimato in 70-90, parte di un arsenale di almeno 200 stoccate anche in Germania, Belgio, Olanda e Turchia.

La riuscita del test «prova il continuo impegno degli Stati uniti di mantenere la B61», comunica la Nnsa. Specifica quindi che «la B61-12, dotata di una sezione di coda, sostituirà le bombe B61-3, -4, -7, -10 nell’attuale arsenale nucleare Usa». Viene dunque ufficialmente confermato che la B61 sarà trasformata da bomba a caduta libera in bomba «intelligente», che potrà essere sganciata a grande distanza dall’obiettivo.

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I comunisti portoghesi sugli ultimi sviluppi in Grecia

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memorandumda www.pcp.pt | Traduzione di Marx21.it

Sulle decisioni annunciate dal Vertice dell'Euro sulla Grecia

Nota dell'Ufficio stampa del Partito Comunista Portoghese

1. Di fronte alle decisioni del Vertice dell'Euro che mirano ad avviare i negoziati di un “nuovo memorandum” per la Grecia, il PCP riafferma la sua condanna del processo di ricatto, di destabilizzazione e di asfissia finanziaria promosso dall'Unione Europea e dal FMI che cerca di imporre al popolo greco la continuazione dell'indebitamento, dello sfruttamento, dell'impoverimento e della sottomissione.

Un processo di ingerenza e di ricatto che non mancando di trarre partito dalle incoerenze, dalle contraddizioni e dai cedimenti del Governo greco, che hanno avuto contorni ancora più gravi negli ultimi giorni, rivela la natura politica e gli obiettivi del processo di integrazione capitalista in Europa e la profonda crisi in cui si dibatte. Un  processo che evidenzia che l'Unione Europea di solidarietà e di coesione non esiste.

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La Grecia di oggi rivela il carattere dell'Unione Europea di sempre

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tsipras saddi José Reinaldo Carvalho, editor di Vermelho (portale web del Partito Comunista del Brasile)

da www.zereinaldo.blog.br
Traduzione di Marx21.it

Ho squadrato ogni paragrafo dell' “accordo greco” in tutte le lingue che la mia limitata intelligenza comprende. Sono, tuttavia, analfabeta nella lingua dell'Ellade e tra le poche parole che ho appreso nei viaggi che ho compiuto, una delle più sonore è OXI, gridata e votata il cinque di luglio dalla maggioranza schiacciante della popolazione ellenica.

Per questo, ammetto di poter non avere letto correttamente, ma non trovo altra parola per designare le misure approvate se non quella di una resa all'inqualificabile e abietta aggressione perpetrata dall'Unione Europea, questa organizzazione che pure ha esercitato fascino su progressisti, “estremisti di sinistra” e persino comunisti (o neocomunisti rinnovatori), dalle nostre parti.

Non faccio, non farò una valutazione morale dell'atteggiamento del governo greco, di Syriza, partito socialdemocratico di sinistra che detiene l'eventuale maggioranza parlamentare, e del suo primo ministro, Alexis Tsipras. Ma non c'è dubbio che si è trattato di una capitolazione. Si possono invocare le condizioni oggettive, il rapporto di forze, l'assenza di fattori esterni favorevoli, ma Tsipras non è stato eletto nel gennaio di quest'anno e ha vinto il referendum del 5 luglio, per firmare l'indegno terzo memorandum. Per questo, l'oligarchia greca e i potentati degli eurocrati sotto la guida della signora Merkel disponevano di Nuova Democrazia e del Pasok.

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L’Europa ancora in prima linea

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radar usadi Manlio Dinucci
da il manifesto, 14 luglio 2015

Mentre l’attenzione politico-mediatica si concentra su Bruxelles, dove si sta decidendo il futuro della Grecia, si continua a ignorare che a Washington si sta decidendo il futuro dell’Europa. Tramite la Nato sotto comando Usa, di cui fanno parte oltre i tre quarti dei paesi Ue. Lo confermano gli ultimi fatti, passati praticamente sotto silenzio.

A Poggio Renatico (piccolo comune del ferrarese con circa 10mila abitanti), è appena divenuto operativo il primo centro del nuovo Sistema di comando e controllo aereo Nato. Oltre all’impianto fisso, dispone di «capacità dispiegabili, che il Comandante supremo alleato in Europa (Saceur) può usare per condurre complesse operazioni aeree ovunque nell’area Nato o fuori area». Una volta completato, il Sistema di comando disporrà in Europa di oltre 20 centri, attraverso cui il Saceur – sempre un generale Usa nominato dal Presidente – potrà lanciare operazioni di guerra aerea in un’area di oltre 10 milioni di km quadrati, dall’Europa orientale all’Asia e all’Africa.

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Brics e Sco: un'altra comunità internazionale è possibile

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brics sco leadersdi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Pochi giorni dopo la pubblicazione del documento sulla nuova strategia militare da parte del Dipartimento di Stato statunitense, nel quale il mondo viene diviso in un fronte del bene – quello guidato da Washington a “sostegno delle istituzioni e delle procedure stabilite per la prevenzione dei conflitti, il rispetto della sovranità e la promozione dei diritti umani” - contrapposto a quello del male – quello trainato da Cina e Russia con alle spalle “canaglie” come Iran e Corea del Nord -  ecco che ad Ufa (Russia), proprio questo fronte, abitualmente espulso da una “comunità internazionale” variabilmente rinchiusa tra i confini della Nato e alleati di turno, ha posto nuove basi, politiche, economiche e finanziarie, sulle quali fondare una possibile liberazione da una soffocante, benché scricchiolante, cappa unipolare.

Nella città russa -  si sono ritrovati i capi di Stato dei Paesi facenti parti del gruppo Brics e della Shanghai Cooperation Organisation, entità, nuclei di una possibile e futura cooperante comunità internazionale di segno multipolare, che vedono in cabina di regia proprio Mosca e Pechino, e che esprimono con chiarezza l'esigenza sempre più diffusa di chiudere la parentesi di un sistema economico (con persistente ricatto militare) che ha limitato lo sviluppo di una parte del Mondo e incapace di riformare le istituzioni finanziarie (su tutte il Fondo monetario internazionale) in linea con l'emergere di nuovi equilibri internazionali.

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14 luglio 1948: il sacrificio di Giovanni Quinto ed Angelo Fischetti

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togl11di Antonio Frattasi, Segretario Federazione di Napoli del Partito Comunista d’Italia

Il 14 luglio del ‘48, non appena si diffuse la notizia dell’attentato a Togliatti, le piazze di tutta Italia si riempirono di una enorme folla di manifestanti: operai, impiegati, studenti, gente del popolo, intellettuali. Nelle grandi città vi fu una mobilitazione straordinaria.

<<La protesta fu caratterizzata da un moto dal basso non privo di alcune punte insurrezionali o preinsurrezionali nel Nord partigiano ed operaio, Genova in particolare.>> (Enzo Santarelli “Storia critica della Repubblica”)

A Napoli gli operai, abbandonate le fabbriche della zona industriale, si diressero presso la sede della Camera del lavoro, allora in via Costantinopoli, dove il segretario della CGIL, il deputato comunista Clemente Maglietta (ex combattente della guerra civile spagnola) e Matteo Gramanzini, socialista e membro della segreteria, tennero un affollato comizio. Intanto, altri gruppi di militanti avevano raggiunto la federazione provinciale del PCI, in via Medina, per presidiarla ed apprendere notizie sulle condizioni di salute di Togliatti.

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Riflessioni sulla ricostruzione del partito comunista

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In memoria di Salvatore d’Albergo [1]

di Giovanni Chiellini

Riceviamo e pubblichiamo come contributo alla discussione sulle prospettive dei comunisti in Italia

La ricostruzione del partito comunista, che l’Appello ritiene necessaria ed urgente, non può che muovere dal fallimento dell’esperienza della “rifondazione” comunista seguita alla fine del PCI e dal riconoscimento che l’opportunismo, col quale alla Bolognina si fece discendere dalla fine dell’URSS la fine del PCI, generò anche l’espediente di un partito finalizzato a non far nascere un nuovo partito comunista, rifiutandosi in tal modo il patrimonio ideale accumulato dal PCI attraverso l’esperienza di un settantennio di lotta politica, approdata all’altissima sintesi berlingueriana.

La costituzione del nuovo partito comunista fu quindi rinviata, andandosi in cerca di una identità culturale e programmatica, la definizione della quale era rimessa tutt’al più al confronto teorico comunque confinato nei diversi strumenti di comunicazione, incomunicanti quanto le diverse correnti di affiliazione (cossuttiani, ingraiani, exsocialisti, magriani, ecc. ecc.) dominanti all’interno dell’associazione, che del PRC fu il preludio [2].

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Comunisti: verso il futuro che ci aspetta

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festadoavante bndi Gianni Favaro* | da www.ricostruirepc.it

Ho firmato l’appello per la ricostruzione del partito comunista e aderisco con convinzione alla Costituente Comunista. Aderisco guardando avanti, al futuro che ci aspetta, piuttosto che rivolgere lo sguardo e il pensiero indietro.

Dietro di me c’è la nostalgia per le cose perdute e la rabbia per le cose sbagliate, l’orgoglio per le battaglie fatte e la tristezza per le sconfitte, che sono un patrimonio prezioso.

Davanti cè un mondo nel quale la lotta tra la giustizia sociale e la barbarie del capitalismo si è fatta più serrata e pesante, dove il rischio di una nuova guerra globale è purtroppo assai concreto, dove la povertà , la fame e le ingiustizie crescono. C’è poi un’ Italia sfinita e saccheggiata che ha bisogno di aria nuova, di scrollarsi di dosso tutti i parassiti che la distruggono.

Guardo intorno a me e vedo tantissimi compagni e compagne di tante lotte e di tante battaglie isolati e divisi ma al tempo stesso vedo crescere la ribellione, vedo crescere la spinta rivoluzionaria a cambiare lo stato delle cose presenti.

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