La Grecia, l'UE e la lotta

La Grecia, l'UE e la lotta

di Ângelo Alves

Il risultato e il contenuto finale dell'accordo tra la Grecia e l'Unione Europea è rivelatore delle sfide che il popolo greco e gli altri popoli d'Europa devono affrontare nella lotta per il recupero dei diritti, per la riconquista delle condizioni…

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Contro l'imperialismo, per un Mediterraneo di Pace - Tutti gli interventi

Contro l'imperialismo, per un Mediterraneo di Pace - Tutti gli interventi

TUTTI GLI INTERVENTI

Ricostruire il Partito Comunista - Palermo, 28 febbraio 2015

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Il futuro del Vicino Oriente

Il futuro del Vicino Oriente

di Thierry Meyssan

Sembra che tutti gli Stati che hanno sostenuto l'ISIS abbiano cessato di farlo, aprendo la strada a una ridistribuzione delle carte.

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L'imperialismo dall'Ucraina al Mediterraneo

L'imperialismo dall'Ucraina al Mediterraneo

Intervento di Fausto Sorini

Intervento di Fausto Sorini, responsabile esteri PCd'I, all'evento organizzato, il 28 febbraio 2015, da "Ricostruire il Partito Comunista" a Palermo: "Contro l'imperialismo per un Mediterraneo di pace"

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Il «prestigio» dell’Italia

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resolutesupport toppedi Manlio Dinucci | da il Manifesto

Non poteva aprirsi meglio il 2015 per quell’Italia che basa sulle missioni militari «il suo rinnovato prestigio» (come sostenuto dal presidente Napolitano). 

«Grande apprezzamento» per l’impegno italiano sui vari fronti di guerra è stato espresso nientemeno che dal generale Martin Dempsey, la massima autorità militare Usa, negli incontri con il capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, e con il ministro della Difesa Roberta Pinotti. 

Subito dopo l’ammiraglio Mantelli ha preso parte a Bruxelles agli incontri tra i capi di stato maggiore della Difesa dei 28 paesi Nato, incentrati sulle «situazioni di crisi nei fianchi est e sud dell’Alleanza», sul «futuro della missione Resolute Support in Afghanistan» e sulla messa a punto del «Readiness Action Plan per garantire le capacità di risposta rapida e determinata alle nuove minacce alla sicurezza dell’Alleanza». L’impegno dell’Italia è a tutto campo. 

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Riflessioni sul programma di Syriza e il futuro della Grecia

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di Lorenzo Battisti

Le elezioni greche hanno generato molte aspettative a sinistra, nella speranza che la vittoria di Tsipras e di Syriza possa cambiare gli equilibri europei e quindi aprire la strada alla fine dei programmi economici di austerità che hanno colpito i paesi europei negli ultimi anni. Al contempo, l'alleanza con il Partito dei Greci Indipendenti ha colto di sorpresa molti.

Partirò da un'analisi del programma di Syriza e di come è mutato rispetto al 2012. Cercherò poi di indicare l'importanza delle scelte post elettorali.

Le differenze con il programma del 2012

Il programma di Syriza è stato presentato a Settembre a Salonnico durante un discorso tenuto da Tsipras e poi ampiamente diffuso in rete. Il discorso può essere trovato qui in inglese(1) mentre la traduzione italiana è disponibile qui (2).

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Qual è il futuro della CELAC

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CELAC-UE bandieredi Eduardo Tamayo G. | da alainet.org

Traduzione di Marx21.it

Il dibattito sul carattere e il futuro della CELAC (Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici) si è sviluppato nel III Vertice che il 29 gennaio ha concluso i suoi lavori rendendo pubblica una dichiarazione politica (link), un piano di azione e varie dichiarazioni specifiche.

Alcuni paesi hanno sostenuto che la CELAC dovrebbe trasformarsi in un organismo regionale con una segreteria, una sede permanente e uno statuto che sia ratificato dai congressi, vale a dire dotarla del carattere di istituzione. Altri, invece, hanno dichiarato che debba essere mantenuta come un'istanza di dibattito, dialogo politico e concertazione regionale.

Ricardo Patiño, ministro degli esteri dell'Ecuador, paese che assume la segreteria pro tempore della CELAC per il 2015, ha affermato che non è stato raggiunto un consenso su questo tema e che perciò la CELAC deve continuare ad operare come spazio di dialogo politico.

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La Cina da impero a nazione. Intervista con Diego A. Bertozzi

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bertozzi la cina da impero a nazioneda archiviostorico.info | a cura di Francesco Algisi

Diego Angelo Bertozzi (Brescia, 1973) vive a Castegnato (BS). Laureato in Scienze Politiche (indirizzo politico internazionale) ha pubblicato "La Festa dei lavoratori. Il Primo Maggio a Brescia dalle origini alla prima guerra mondiale" (Ediesse, 2009). Ha collaborato con "Storia in Network" e "Il Calendario del Popolo", occupandosi principalmente di storia cinese e americana. Attualmente prosegue la ricerca sulla storia del Primo Maggio. È autore del volume "La Cina da impero a nazione. Dalle guerre dell'oppio alla morte di Sun Yat-sen (1840-1925)" (Edizioni Simple, 2011), in cui ha ricostruito le tragedie del colonialismo e dell'imperialismo che hanno umiliato la Cina. Su questi temi Bertozzi ci ha rilasciato l'intervista che segue.

Dottor Bertozzi, la dinastia e la classe dirigente della Cina nel XIX secolo mirarono a conservare il proprio potere facendo ampie concessioni alle Potenze straniere. Come si spiega questo fatto?

Le continue sconfitte militari fecero ben presto comprendere alla dinastia Qing che la tradizionale visione "sinocentrica" delle relazioni internazionali in Asia era ormai definitivamente superata e che la propria sopravvivenza in una situazione di aggressione esterna e di ribellione interna (si pensi alla minaccia politica e militare dei ribelli Taiping) era legata alla ricerca di un accordo con le potenze straniere. 

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Siria: riunione governo – opposizione: i principi di Mosca

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principidimosca siria riunioneda albainformazione.com

Le sessioni della riunione consultiva preliminare tra la delegazione della Repubblica araba siriana e le delegazioni dell’opposizione si sono concluse a Mosca

La delegazione siriana ha concordato con i cinque partiti di opposizione e altri, una serie di principi presentati dalla Russia come “Principi di Mosca”. Che si concentrano sul mantenimento della sovranità e l’unità della Siria, della lotta contro il terrorismo in tutte le sue forme, sul regolamento della crisi con mezzi politici, il rifiuto di qualsiasi intervento esterno e la conservazione dell’esercito e le forze armate come simbolo delle istituzioni nazionali e statali unità.

Ed ecco il testo dei principi di Mosca:

Negli ultimi anni, il terrorismo si è diffuso in territorio siriano in un modo senza precedenti e ha causato migliaia di vittime tra i civili e milioni di sfollati. I terroristi e gli estremisti di tutto il mondo sono venuti a Siria. Il nostro paese ha dovuto affrontare gravi pericoli tra cui il più serio tentativo di estremisti di imporre un regime brutale che non ha alcun legame con le nobili tradizioni del popolo siriano.

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Ricostruire il Partito Comunista

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revolutiondi Fosco Giannini, Segreteria nazionale PCdI

Intervento al Convegno di Livorno del 21 gennaio 2015

Quando il compagno Christo Kabakciev, delegato dell’Internazionale Comunista, il 16 gennaio del 1921, al Teatro Goldoni di Livorno, al XVII Congresso Nazionale del Partito Socialista Italiano, afferma vigorosamente (criticando Serrati) che “i riformisti del Partito Socialista sono un ostacolo alla rivoluzione”, quale questione pone, nell’essenza, il compagno Kabakciev?

Pone la questione del ruolo rivoluzionario del Partito Comunista, della sua necessità storica; pone la questione della presa del potere come unica strada per la costruzione del socialismo e come discriminante tra riformisti e rivoluzionari.

Quando il compagno Umberto Terracini, il 17 gennaio del 1921, nello stesso Teatro Goldoni, a Livorno, esorta il PSI ad aderire ai 21 punti dell’Internazionale Comunista, quale questione pone, nell’essenza, il compagno Terracini?

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Risposta del PCdI alla richiesta del PD del Veneto

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pcdiAl responsabile regionale del PD
Roger De Menech

Vicenza, 28 gennaio 2015

Caro segretario, ho ricevuto, non nascondo, con un certo stupore la sua lettera del 27 gennaio nella quale “rinnova la disponibilità del PD” per intraprendere un percorso comune. A parte che questa mi risulta essere la prima lettera ricevuta e non un “rinnovo”, ritengo doveroso, pur accogliendo la sua richiesta per un confronto (che, per quanto riguarda il partito che rappresento non potrà essere per “lavorare alla piattaforma programmatica”), puntualizzare alcune cose. Soprattutto negli ultimi anni, le posizioni dei nostri partiti si sono profondamente divaricate. È nostra convinzione che le scelte fatte a livello nazionale e locale abbiano sempre di più collocato il PD su posizioni che poco o nulla hanno a che fare non solo con la sinistra ma, anche, con quella coalizione elettorale del centrosinistra della quale, ormai molti anni fa, il PdCI faceva parte.

Ci sono aspetti, per i comunisti italiani fondamentali, che oggi valutiamo inconciliabili.

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L'ideologia renziana contro tutti i lavoratori, pubblici e privati

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renzi pugni visodi Stefano Barbieri, segretario regionale PCdI Piemonte

La cosa più divertente è che Matteo Renzi è stato per due anni consecutivi il sindaco più assenteista d’Italia (con il 59% di assenze in consiglio comunale nel 2013 e addirittura l’82% nel 2012), ma ora ritiene giusto che in futuro paghi col licenziamento“un impiegato pubblico che sbaglia, partendo dai furti e arrivando all’assenteismo a volte vergognoso“, e su questo principio si dichiara “pronto al confronto in parlamento“. Ma c’è ben poco da confrontarsi: forse Renzi ignora che la legge italiana ha già introdotto da diversi anni la possibilità di licenziamento a seguito di un procedimento disciplinare per i dipendenti pubblici ladri o nullafacenti, che falsificano documenti, dichiarano il falso, riportano condanne penali definitive o hanno una insufficiente valutazione del rendimento nell’arco di un biennio. Il licenziamento non è ancora previsto, invece, per le cariche elettive ricoperte in seno alle istituzioni pubbliche, che consentono ancora di assentarsi a piacimento dal luogo di lavoro, come ha potuto fare il “sindaco d’Italia” quando era ancora sindaco di Firenze e come fanno molti Parlamentari italiani ed europei.

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Grecia

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di Pedro Guerreiro, Segreteria del Partito Comunista Portoghese
da www.avante.pt | Traduzione di Marx21.it

greece elections victoryCome è stato, e bene, sottolineato, i risultati delle elezioni svoltesi in Grecia hanno espresso la chiara volontà di cambiamento del popolo greco, che respinge l'attuale corso di distruzione economica e sociale e condanna i responsabili di ciò: la Nuova Democrazia e il PASOK, ma anche altre forze politiche che, come DIMAR, hanno applicato e appoggiato i “programmi di aggiustamento” dell'Unione Europea e del FMI.

SYRIZA ottiene circa il 36% dei voti che – con il “bonus” di 50 deputati attribuito alla forza politica più votata – le ha permesso di conquistare 149 deputati (su 300), per poi fare un accordo con i Greci Indipendenti (ANEL) e garantire la maggioranza parlamentare e la formazione del governo. Il Partito Comunista di Grecia ottiene 15 deputati.

Naturalmente, la realizzazione di questa volontà di cambiamento pone l'esigenza della conseguente rottura con la politica che è stata imposta al popolo greco, il che inevitabilmente significherà la rottura con gli strumenti, i meccanismi e gli strumenti dell'Unione Europea dove questa stessa politica è definita e che sostengono la sua imposizione – come del resto le inammissibili minacce alla Grecia avanzate nel quadro dell'Unione Europea e dell'euro sono lì a dimostrare.

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Sarà la Cina il “salvavita” dell'economia russa?

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russia cina bandieredi Ariel Noyola Rodriguez*
da www.cubadebate.cu

Traduzione di Marx21.it

La terza settimana di dicembre, dopo che il rublo aveva subito la sua peggiore caduta dalla crisi dei cambi del 1998, il governo della Cina ha manifestato immediatamente la sua solidarietà con il Cremlino. “Se la parte russa ne avesse bisogno, forniremo l'assistenza necessaria secondo le nostre possibilità”, ha annunciato il ministro cinese delle Relazioni Estere Wang Yi. Il sostegno è in buona misura il prodotto del fatto che la Cina è oggi il primo partner commerciale e il quarto maggiore investitore a Mosca. E' evidente che esiste una certa preoccupazione tra le élite di Pechino in relazione all'aggravamento della realtà economica russa.

Nell'ultimo anno, il rublo si è svalutato del 41% rispetto al dollaro e del 34% rispetto all'euro, fondamentalmente in conseguenza della caduta sostenuta del prezzo del petrolio negli ultimi 7 mesi e delle sanzioni applicate [alla Russia] dall'Unione Europea e dagli Stati Uniti dopo gli avvenimenti della Crimea. Nel corso del 2014 la caduta degli investimenti ha raggiunto i 130.000 milioni di dollari. La banca centrale della Russia ha speso circa 100.000 milioni di dollari per la difesa della moneta e questa cifra costituisce la quarta parte delle riserve accumulate.

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Giulietto Chiesa: “la mia avventura a Tallinn”

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regia Adalberto Gianuario | Una produzione PandoraTV

Dopo aver inspiegabilmente ricevuto un decreto di espulsione da parte del governo estone, Giulietto Chiesa torna a Tallinn, insieme alla senatrice Paola De Pin, per partecipare alla conferenza a cui gli era stato impedito di partecipare. Il governo ha implicitamente riconosciuto il suo passo falso ed è stato costretto alla retromarcia. E la storia non è finita.

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Un referendum contro il Jobs Act

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da pdcifermano.wordpress.com

Sabato 31 gennaio, alle ore 17.00, presso la Sala Castellani di Porto San Giorgio, si terrà un’importante iniziativa sul Jobs Act, cioè sul testo legislativo che rappresenta il più duro attacco ai diritti dei lavoratori degli ultimi decenni. Tra i vari punti critici di questo provvedimento vi è sicuramente la pressoché totale eliminazione del diritto di reintegro in caso di licenziamento senza giusta causa: il datore di lavoro, cioè, non verrà obbligato ad eliminare un atto illegittimo, ma a pagare un indennizzo che, in ogni caso, non equivarrà minimamente al diritto di riottenere il proprio posto di lavoro.

Il Governo e i suoi accoliti si sforzano di far passare l’idea che il diritto al reintegro riguarda pochi lavoratori, cosa peraltro non vera, mentre la maggior parte di questi è soggetta a contratti precari; quindi, di fronte a tale palese ingiustizia, Renzi ha deciso di applicare i principi dell’uguaglianza secondo Confindustria: togliamo questo sacrosanto diritto a chi ancora può goderne. In realtà l’intento di parificare al ribasso i diritti dei lavoratori non è granché riuscito: i dipendenti già sotto contratto potranno godere della tutela del vecchio articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, così come manomesso pesantemente dalla Fornero, mentre gli altri potranno al massimo sperare in un indennizzo. Non c’è che dire, un diverso trattamento totalmente in linea con l’uguaglianza dei diritti sancita dalla nostra Costituzione!

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Appello della Federazione dei Sindacati della Repubblica Popolare di Lugansk ai Sindacati Internazionali

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SindakAppelIta image001da www.civg.it

La Federazione dei Sindacati della LPR si appella ai Sindacati Internazionali, alla Confederazione Europea dei Sindacati, alla Confederazione Panrussa dei Sindacati, alla Federazione dei Sindacati Indipendenti della Russia e della Bielorussia, per supportare l’obiettivo di trovare misure concrete  per stabilizzare la situazione in Donbass.

Più di milione di persone hanno reso omaggio alle 17 vittime dell'azione terroristica, nella marcia contro il terrore in Francia. Anche il presidente ucraino ha partecipato alla marcia. Una ragazza di 14 anni e due donne sono morte in quel giorno a Lugansk, a seguito di bombardamenti. Altre due persone sono morte a Donetsk, di cui un bambino di 5 anni e un altro bambino ancora più piccolo ferito è in fin di vita. 

Questa posizione delle autorità ucraine conferma che esse utilizzano regolarmente doppi standard di comportamento, e che esse sono all’opposto di valori democratici, e di norme umane e morali.

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Argentina: la morte del giudice Nisman e le sue conseguenze politiche

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yosoynismanComunicato del Partito Comunista dell'Argentina 

da pca.org.ar | 
Traduzione di Marx21.it

In merito alla morte del giudice Nisman e alle sue conseguenze politiche, il Partito Comunista dell'Argentina dichiara:

Questo fatto deve essere analizzato nel contesto internazionale del momento, in cui l'imperialismo si sta impegnando per una forte spinta a destra in Europa dopo gli eventi di Parigi e raddoppia i suoi sforzi per destabilizzare i governi latinoamericani non allineati automaticamente ai suoi interessi, utilizzando a tale scopo i mezzi di comunicazione, i servizi di sicurezza e il potere economico/finanziario concentrato.

Ciò risulta evidente nella rapida reazione e mobilitazione della destra che cerca di condizionare sempre di più il governo nel suo ultimo anno di mandato e generare le migliori condizioni per i suoi interessi politico-elettorali.

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Solidarietà ai dirigenti comunisti russi aggrediti a Strasburgo da nazisti ucraini

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Dichiarazione del Presidium del Partito Comunista della Federazione Russa
da kprf.ru | Traduzione dal russo di Mauro Gemma

nonazi svasticaIl 26 gennaio, i deputati del Partito Comunista della Federazione Russa (tra cui Ghennadij Zyuganov) che partecipavano, a Strasburgo, alla seduta dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa (APCE), sono stati vigliaccamente aggrediti da alcuni esponenti del Partito Radicale ucraino, che rappresentano questa formazione fascista alla Rada Suprema di Kiev. Sull'episodio di criminalità politica avvenuto in una prestigiosa sede europea, il Presidium del PCFR ha diffuso la seguente dichiarazione:

All'ingresso del Palazzo del Consiglio di Europa a Strasburgo, dove si è svolta la seduta dell'APCE, è avvenuta un'aggressione contro membri della delegazione russa, tra cui il presidente e il vicepresidente del PCFR, G.A. Zyuganov e I.I. Melnikov. Come è stato accertato, gli aggressori sono stati i deputati della Rada Suprema ucraina D. Linko e A. Vitko del partito Radicale. Si ha l'impressione che il Majdan si sia trasferito nel cuore dell'Europa.

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Messaggio dei comunisti di Cipro (AKEL) a Syriza e al KKE

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AKEL Logo1di Redazione

Akel di Cipro ha inviato un messaggio di “congratulazioni” a Syriza per il “successo elettorale e per la elezione di Tsipras a Primo Ministro”. Con tale successo “il popolo greco invia un segnale forte all'Europa e oltre, che le politiche di austerità e di prostrazione dei settori popolari non saranno più tollerate”; e augura ogni successo a Syriza nell'attuazione del suo programma”. “AKEL chiede al governo di Cipro - che pure si trova su posizioni opposte sul piano politico e ideologico” - di sostenere gli sforzi del nuovo governo greco nel contrastare le politiche neo-liberiste e anti-sociali imposte dai gruppi dirigenti di Bruxelles, che stanno causando povertà e miseria ai popoli europei”.

Contestualmente, AKEL ha inviato anche un messaggio di congratulazioni al KKE “per il suo l'incremento elettorale”. “La capacità del KKE di mantenere e incrementare la sua forza rappresenta una garanzia per il rafforzamento delle lotte del popolo greco”.

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La responsabilità storica di SYRIZA, il momento del KKE

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javierparradi Javier Parra, Segretario generale del Partito Comunista del Pais Valenciano – PCE*

da www.larepublica.es | Traduzione di Maria Muñoz per Marx21.it

Riceviamo dalla Spagna e volentieri pubblichiamo come contributo al dibattito sul risultato delle elezioni in Grecia e le prospettive che si aprono. Il compagno Javier Parra è anche membro della direzione nazionale del Partito Comunista di Spagna e tra i fondatori del giornale online larepublica.es (http://www.larepublica.es/)

Come comunista, se fossi greco, sicuramente militerei nel KKE e questa domenica il mio voto sarebbe stato per loro. Detto questo devo dire che, dopo aver saputo dei risultati elettorali, mi sono enormemente rallegrato per la vittoria di Syriza, e ho condiviso la gioia delle migliaia di persone che festeggiavano in piazza Klafthmonos. Mi sono commosso nel vedere quella piazza piena di bandiere rosse, molte delle quali comuniste; piazza che ospitava persino qualche bandiera tricolore della Repubblica spagnola. E 'stato sicuramente un momento unico nella storia dell’Europa degli ultimi decenni, che ha aperto le porte a un futuro alternativo per un paese castigato e distrutto dal fascismo economico e minacciato socialmente dalla crescita del fascismo politico. Un momento unico anche perché ha aperto la porta alla speranza di cambiamento nei paesi del sud della Europa, compresa la Spagna.

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Un Presidente della Repubblica non manovrato dal partito della guerra

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quirinale-colledi Fausto Sorini 
da www.comunisti-italiani.it

“La stessa elezione del nuovo Presidente della Repubblica può e deve essere innanzitutto l’occasione per favorire l’ascesa al Colle di una figura che – diversamente dal ruolo deteriore svolto da Giorgio Napolitano – possa dare un contributo almeno in parte favorevole ad una collocazione internazionale dell’Italia meno subalterna al sistema di guerra e di aggressione militare, più disponibile ad una linea di cooperazione internazionale multipolare. In coerenza coi valori e coi principi della nostra Costituzione”.



Difficile non ricordare anche in questo caso il monito di Papa Francesco, che ancora di recente ha detto che “siamo già entrati nella Terza guerra mondiale, solo che si combatte a pezzetti, a capitoli”.

Siamo fortemente preoccupati per le sorti della pace mondiale, che vediamo oggi seriamente minacciata da una escalation di guerra economica e militare imperialista che, anche nella più recente crisi Ucraina, rivela un crescendo di ostilità nei confronti della Russia, della Cina, di tutte le forze che nel mondo fanno da contrappeso alla potenza Usa e atlantica.

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Una riflessione sull'Europa

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puzzleEuropa-1716x700 cdi Lamberto Lombardi
da www.comunistibrescia.org

Pubblichiamo come contributo alla riflessione sul futuro dell'Europa

Cari compagni,
ogni volta che si arriva a parlare di Europa ho la nitida impressione che se ne sia parlato, dalle nostre parti, sempre troppo poco, e superficialmente. E che lo spirito europeista fosse molto più vivido nel '45, pur a ridosso della guerra fredda. Poi, in fondo, le elezioni europee, tra una amministrativa ed una politica, sono state una tornata elettorale assimilabile più a un sondaggio un pò più strutturato che ad una vera elezione. Lo scontro, come si torna a dire oggi, di classe, avveniva sul terreno nazionale mentre le aspirazioni internazionaliste, per lunghi anni, sono state affidate al sovietismo ed alle vicende delle relazioni tra i due 'blocchi' , di qua e di là dalla cortina di ferro.

Così la storia dell'Europa unita ha proceduto in ombra, quasi senza scossoni, nella sua dimensione apparente di fisiologico e tranquillo superamento di quei nazionalismi che avevano lasciato ultima prova di sé nell'ultimo conflitto bellico. Ed è come, grosso modo, ci veniva venduta questa unione economica avanzante, e come accettammo che progredisse, bollando i referendum contrari sparsi tra Irlanda, Polonia, ed altri piccoli paesi come residuali nazionalismi rispetto al 'grande progetto'.

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E se fosse la Cina lo scudo dell'Italia

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di Pasquale Cicalese per Marx21.it

cina-141015081732 big"Continuiamo a comprare partecipazioni in società italiane, ma ora siamo attenti a rimanere al di sotto della soglia del 2% in modo che non siamo obbligati a comunicarlo; deteniamo asset italiani, tra azioni e titoli di stato, pari a 100 miliardi di euro e continueremo". Zhou Xiaochuan, Governatore Banca Centrale Cinese, Davos 22 gennaio. Fonte: Milanofinanza  on line, 22 gennaio.

Lo stesso giorno della dichiarazione del Governatore della Banca Centrale Cinese partiva l’operazione QE di Draghi che sanciva la definitiva annessione alla Germania e il commissariamento dell’Italia da parte della Trojka, con il fine ultimo tedesco di abbattere del tutto l’economia produttiva italiana, concorrente a quella tedesca, e prendersi l’oro di Bankitalia una volta che gli spread schizzeranno in alto provocando la crisi e la disgregazione dell’euro, con la probabile uscita tedesca, una volta completata la strategia di distruzione dell’Europa  iniziata con il Piano Werner del 1972.

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