La Costituzione di Maria Elena Etruria

La Costituzione di Maria Elena Etruria

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La Costituzione ancora vigente ha un testo bellissimo e chiaro perché i costituenti si impegnarono tanto a renderlo tale. Il presidente dell’Assemblea costituente Terracini stabilì una pausa dei lavori prima della votazione finale della Costituzione, per concedere al grande latinista…

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La Turchia alle soglie dell’Europa

La Turchia alle soglie dell’Europa

di Spartaco A. Puttini

Per quanto oggi possa sembrare paradossale c’è stato un momento in cui l’ascesa al governo del partito islamista Giustizia e Sviluppo (AKP) di Erdogan era apparso a molti, dentro e fuori la Turchia, come un’occasione di democratizzazione della società e…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

I comunisti e la sinistra britannica per l'uscita dall'UE

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Lexit leaflet cover copy 2 627x381Sebbene la martellante campagna mediatica in corso in questi giorni in tutta Europa cerchi di accreditare la tesi che a volere l'uscita dall'Unione Europea, in Gran Bretagna, siano solo forze “populiste”, xenofobe e conservatrici, sono numerose le prese posizione e le iniziative di mobilitazione di organizzazioni della sinistra britannica, a cominciare dal Partito Comunista Britannico che si è fatto promotore di una specifica campagna (Lexit) che ha riunito molte forze politiche e sindacali, come testimoniano il comunicato (risalente ad aprile) che ha dato notizia della formazione di questa coalizione e l'intervento del sindacalista Alex Gordon a un incontro di solidarietà tenutosi a Parigi. Completa questa rassegna l'intervento di Roger Bannister, sindacalista del settore pubblico.

Lexit: For Ue Leave Vote
da www.communist-party.org.uk
13 aprile 2016

Si è formata una nuova coalizione che si batte per un'uscita a Sinistra

Come riportato dalla testata Morning Star, si è formata una nuova coalizione per il NO nel prossimo referendum sullo status di membro dell'Unione Europea.

Il nuovo raggruppamento per la campagna anti-Ue chiamato Lexi è stato istituito a seguito di un incontro a Londra.

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Gli elettori di sinistra non possono votare per Sala, Giachetti ed il PD: non si vota per il nemico

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giachetti raggi fassinadi Aldo Giannuli 
da www.aldogiannuli.it

Pubblichiamo come contributo alla discussione e alla riflessione sul voto per i ballottaggi del 19 giugno

Un improvviso amore per la sinistra radicale sembra aver preso i candidati del Pd ai ballottaggi di Roma, Milano, Torino e Bologna: si cerca di arrivare ad accordi, si blandiscono le formazioni di sinistra con la promessa di assessorati, si sottolineano i punti comuni del programma (ma quando mai?), si esalta il passato comune, si fa appello persino alle ragioni del cuore. Uno zucchero!

Ed, al solito, si invocano gli scenari di tregenda qualora si dovessero consegnare le citta alle orrende truppe nere della destra o ai barbari populisti a 5 stelle, salvo poi pregare la destra di Roma e Torino contro i 5 stelle ed i 5 stelle di Bologna e Milano contro i 5 stelle. Cantava Carosone “chi vuò mbruglià?”

Il punto è che i candidati del Pd sono semplicemente invotabili per la semplice ragione che sono del Pd. Ragioniamo con calma.

In primo luogo c’è un bilancio da fare di una scelta che dura da 25 anni, da quando l’introduzione truffaldina del maggioritario ha costretto a scelte sempre più difficili: “votiamo il meno peggio, votiamo la sinistra moderata per non far vincere la destra”. 

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Appello alla Cina e alla Russia: per favore non lasciate che il Venezuela cada

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putin xijinpingdi Andre Vltchek - Counterpunch
Traduzione a cura de L'AntiDiplomatico

LETTERA APERTA AI PRESIDENTI XI JINPING E VLADIMIR PUTIN

Caro Presidente Xi Jinping,
Caro Presidente Vladimir Putin,

Il riemergere dello spettro della catastrofe nucleare sta nuovamente infestando il mondo.

L’occidente sta cercando di isolare e provocare due grandi, orgogliosi, potenti e sovrani Paesi; Cina e Russia. Sembra che il desiderio patologico di guadagnare (o più precisamente, riguadagnare), il pieno controllo dell’intero mondo impedisca a tutti coloro che sono rimasti  con un minimo di razionalità e umanità nelle  ‘elites’  economiche e politiche a Washington e Londra di prendere voce in capitolo.

Il pericolo è reale. E’ sufficiente guardare per un momento la mappa del mondo ad inizio del XX° Secolo per realizzare che l’Occidente è capace di schiavizzare quasi l’intero Pianeta, attraverso i suoi disegni coloniali e imperialisti. 

L’imperialismo occidentale ha già sterminato centinaia di milioni di esseri umani, in tutti gli angoli della Terra. E anche ora, in questo momento, sta sterminando milioni di persone, direttamente o indirettamente.

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La CGT risponde alle inaccettabili minacce del “socialista” Manuel Valls

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valls manuelda www.cgt.fr

Traduzione di Marx21.it

Di seguito, il comunicato della principale organizzazione sindacale francese in risposta alle dichiarazioni del Primo Ministro che annuncia l'intenzione di proibire tutte le manifestazioni sul territorio nazionale.

Il Primo Ministro ha accusato la CGT di essere responsabile per le violenze intervenute a margine della manifestazione nazionale del 14 giugno, a Parigi, contro il progetto di legge lavoro.

La CGT vuole ricordare al Primo Ministro che questa mobilitazione, come quelle precedenti, non è stata organizzata dalla CGT, ma da sette organizzazioni sindacali dei lavoratori salariati e dei giovani che, per 4 mesi, nell'unità, hanno chiesto il ritiro di questo testo regressivo.

Quale è la realtà dei fatti? E' a margine del corteo di questa manifestazione comunicata dalle organizzazioni e convalidata dalla Prefettura di Parigi che bande di “casseurs” si sono nuovamente abbandonate ad eccessi che la CGT ha condannato ufficialmente, e ancora una volta, in una sua dichiarazione nazionale.

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La NATO in Europa e nel mondo e la minaccia delle armi nucleari

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SylviaTingiridoudi Sylvia Tingiridou | da akel.org.cy

Traduzione di Marx21.it

Intervento di Sylvia Tingiridou, Presidente del Consiglio della Pace di Cipro, alla Conferenza per la Pace e contro la NATO organizzata dal Gruppo Confederale del GUE/NGL al Parlamento Europeo

2-3 giugno, Parlamento Europeo, Bruxelles

E' stato molto giustamente osservato che il fatto che l'umanità sia riuscita ad evitare fino ad ora un episodio di guerra nucleare rappresenta un miracolo. Se un tale episodio avesse luogo, farebbe ritornare la vita sul pianeta all'Era Glaciale. E' vero che la minaccia nucleare non ha mai smesso di pendere sulla testa di chi popola il mondo. Al contrario, nonostante i proclami e gli auguri di disarmo nucleare globale, gli arsenali nucleari dei paesi potenti sul pianeta sono stati conservati e in alcuni casi anche rafforzati.

L'alleanza NATO porta la più grande responsabilità per la situazione attuale. Non dimentichiamo che la NATO è stata quella che nei decenni scorsi ha respinto le proposte avanzate dalla comunità socialista di allora e le richieste del movimento per la pace mondiale di un disarmo nucleare simultaneo. Oggi, la NATO è strutturata strategicamente sul suo arsenale nucleare. Il Concetto Strategico della NATO afferma che “l'ultima garanzia degli Alleati è fornita dalle forze nucleari strategiche dell'Alleanza, in particolare da quelle degli USA”. In ogni occasione, la NATO ribadisce che “Finché esisteranno le armi nucleari, la NATO rimarrà un'alleanza nucleare”, senza naturalmente avere mai fatto alcun passo per porre fine alla presenza delle armi nucleari sul pianeta. Inoltre, è la stessa natura aggressiva della NATO ad avere bisogno di un'arma così letale.

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Il ruolo della Nato nella Guerra Mondiale a pezzi

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di Giulietto Chiesa

Nel complesso San Niccolò a Prato si è svolto l’incontro “Il ruolo della Nato della guerra mondiale a pezzi”, organizzato dal Comitato No Guerra No Nato, Pax Christi, Comunità le Piagge, Mosaico di Pace, Unione Suore Domenicane San Tommaso D’Aquino.

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Note sulla prospettiva della costituente comunista

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di Marco Pondrelli

La rassegna di contributi alla discussione sul ruolo e le prospettive dei comunisti in Italia si arricchisce dell'intervento del compagno Marco Pondrelli.

Comunisti oggi, che Partito?

Che cosa significa oggi essere comunisti? Era la domanda che Nanni Moretti/Michele Apicella si poneva nel film “palombella rossa”, una domanda che nel film non trovava risposte convincenti. Oggi è da qui che dobbiamo partire. Cosa vuole dire, nel 2016, essere comunisti.

Mi è capitato in questi mesi, durante i quali ho partecipato attivamente al progetto della costituente, di fissare il punto di partenza dell'essere comunisti oggi: le esperienze presenti sul panorama italiano sono insufficienti ed inadeguate al compito che abbiamo di fronte. Il tema è profondo e va affrontato senza facili slogan o circumnavigazioni semantiche, siamo veramente convinti che dalla crisi dei comunisti in Italia si possa uscire rilanciando l'idea del partito di massa o del partito del popolo? Se il PRC non è diventato un partito di massa, e men che meno lo è diventato il Pdci, pur avendo toccato vette importanti (sia in termini di voti che di iscritti) non è perché non l'ha voluto e neanche perché questa decisione non è stata condivisa dai gruppi dirigenti. Costruire un partito di massa, come fu il PCI, non è solo frutto di una scelta e di una capacità organizzativa è anche la conseguenza di una situazione economica, sociale ed internazionale che, rispetto agli anni passati, è mutata. Questo tema si incrocia con le trasformazioni che l'Italia, ma non solo, in questi anni ha vissuto.

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I comunisti del Brasile e la nuova politica estera del governo golpista

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pcdob pugnichiusida Solidnet.org | Traduzione di Marx21.it

Il Partito Comunista del Brasile (PcdoB) ha diffuso una nota della sua Commissione Politica Nazionale che condanna “l'autoproclamata nuova politica estera” del governo golpista brasiliano che intende riaffermare la passata subalternità del grande paese sudamericano all'imperialismo statunitense e alle potenze imperialiste dell'Unione Europea. 

Nota sulla politica estera

1 – La Commissione Politica Nazionale del Partito Comunista del Brasile respinge le proposte presentate nel discorso di insediamento del ministro ad interim delle Relazioni Estere José Serra, che rivelano il desiderio di distruggere l'eredità del prestigio del Brasile tra i popoli del mondo, conquistato in ragione dell'esercizio durante i governi dell'ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva e della presidente Dilma Rousseff di una politica estera indipendente, di difesa della pace e di democratizzazione delle relazioni internazionali.

2 – La Commissione Politica Nazionale del Partito Comunista del Brasile ripudia le dichiarazioni fatte il 13 maggio dal Ministro delle Relazioni Estere del governo illegittimo di Michel Temer, con le quali la cancelleria si esprime in termini ingiusti e non amichevoli contro paesi dell'America Latina e dei Caraibi e l'Unione delle Nazioni Sudamericane – Unasur. Questi paesi e Unasur avevano manifestato la loro solidarietà con il nostro paese e il popolo brasiliano nel momento in cui la democrazia era violata dal colpo di Stato contro il governo legittimo, costituzionale e democratico della presidente Dilma Rousseff. Tale posizione è stata difesa anche da organizzazioni sociali di varie parti del mondo. Dissonante da questo contesto internazionale è stata solo la posizione dell'ambasciatore statunitense presso l'Organizzazione degli Stati Americani (OSA), che ha considerato legale il movimento golpista in corso in Brasile.

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L'Italia deve essere liberata dalle armi nucleari

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caveau nucleareda Sputnik News

Questa è la parola d’ordine del Comitato No Guerra No Nato e del Convegno “Il ruolo della Nato Nella Guerra Mondiale a Pezzi”. C’è qualcuno in Parlamento disposto a chiederlo senza mezzi termini?

Sabato 11 giugno si è tenuto nel Convento di San Niccolò a Prato il convegno ‘Il ruolo della Nato nel corso della terza guerra mondiale a pezzi', organizzato dal Comitato No Guerra No Nato, Pax Christi, la Comunità le Piagge, l'associazione culturale Mosaico di Pace, l'Unione Suore Domenicane San Tommaso D'Aquino.

Dopo le relazioni di Rosa Siciliano, direttore responsabile di Mosaico di Pace, del missionario comboniano Padre Fernando Zollo, di Franco Dinelli di Pax Christi, di Manlio Dinucci, Giulietto Chiesa e Giuseppe Padovano per il Comitato No Guerra No Nato, di di don Alessandro Santoro della Comunità Le piagge e di Suor Stefania Baldini, si è svolto un ampio dibattito con il pubblico arrivato da più parti d'Italia.

L'assemblea così costituita ha convenuto di lanciare a tutti i parlamentari italiani e ai rappresentanti delle istituzioni elettive, alle associazioni e ai partiti, un appello che chieda al governo italiano di rispettare il trattato di non proliferazione delle armi nucleari, firmato nel 1969 e ratificato nel 1975, il quale stabilisce: «Ciascuno degli Stati militarmente non nucleari si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari, né il controllo su tali armi, direttamente o indirettamente» (Articolo 2). Ciò significa respingere la richiesta degli USA di installare in Italia le bombe atomiche B61-12 (nuova versione delle già esistenti B61-12, circa 70 tra Aviano e Ghedi-Torre).

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Perchè Confindustria scarica le piccole imprese

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confindustria monza milanodi Pasquale Cicalese per Marx21.it

“Alla più debole produttività dell’Italia nel confronto con gli altri principali paesi europei contribuisce anche una struttura produttiva sbilanciata verso le piccole e piccolissime imprese. La produttività delle imprese italiane con almeno 250 addetti è più del doppio di quella delle aziende con meno di 10 addetti; tale divario è solo del 48 per cento in Germania. Queste differenze si sono ampliate durante la recessione per effetto di un calo maggiore della produttività delle piccole imprese italiane rispetto a quelle tedesche. Per contro le aziende italiane di media dimensione (50-249 addetti), la cui produttività era già lievemente più elevata prima della crisi, tra il 2007 e il 2013 hanno registrato incrementi maggiori di quelli osservati in Germania.”Banca d’italia, Relazione Finale, pag. 64 Roma 31 maggio 2016.

“Gli interventi sugli istituti di gestione delle crisi d’impresa varati l’estate scorsa e le ulteriori misure di recente approvate potranno facilitare il risanamento delle aziende in crisi reversibile e favorire l’uscita dal mercato di quelle non più profittevoli”Ignazio Visco, Considerazioni finali del Governatore, pag. 12 Roma 31 maggio 2016

“Se la generalizzazione della legislazione sulle fabbriche quale mezzo di difesa fisico e intellettuale della classe operaia è diventata inevitabile, essa, d’altra parte, generalizza e accelera la trasformazione dei processi lavoratovi, compiuti su scala minima, in processi lavorativi combinati su scala larga, sociale, e con ciò la concentrazione di capitale ed il dominio esclusivo del regime di fabbrica. Essa distrugge tutte le forme antiquate e transitorie, dietro le quali si nasconde ancora in parte il dominio del capitale, e le sostituisce con il suo dominio diretto, senza maschera”.Karl Marx, Il capitale, Libro I pag. 349 Editori Riuniti 1989

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Appunti per un confronto tra i comunisti

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di Ezio Grosso, segreteria Federazione PCdI Torino

Per la nostra “tribuna” sul ruolo e le prospettive dei comunisti in Italia, il contributo del compagno Ezio Grosso

A premessa, un sincero e sentito ringraziamento alle compagne ed ai compagni che hanno duramente lavorato alla stesura di questo documento congressuale, per la chiarezza del linguaggio, l’esposizione puntuale e sintetica, ed inoltre  la felice scelta metodologica di sviluppare per tesi un discorso che, dovendo necessariamente spaziare dalla storia mondiale dell’ultimo cinquantennio alla contemporaneità della società italiana, in altra stesura avrebbe dovuto essere sviluppato in modo più complesso, dispersivo e di meno agevole lettura.

Però il fine dell’analisi di un documento politico, specie se preparato per un congresso fondativo, non può certo limitarsi a valutazioni estetico-semantiche, ma deve necessariamente  assumersi responsabilità critiche e, questo, nel solco della nostra miglior tradizione storica di confronto dialettico.

Proprio in base a questa considerazione, ritengo limitante il rinchiudere, tanto più alla luce della sua finalità, l’analisi storica tra quelle solide mura della tradizione PCI che abbiamo presentato praticamente a tutti i congressi passati, evitando, forse per il timore di aggiungere qualche pagina ad un documento già prolisso, di sottolineare e contestualizzare le logiche geostrategiche che hanno indirizzato, e continuano ad indirizzare, l’evoluzione mondiale.

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Smilitarizzare l'Unione Europea, sciogliere la NATO

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avante nonatoda avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Conferenza per la pace della Sinistra Unitaria Europea

Il Gruppo Confederale della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica (GUE/NGL) ha realizzato, il 2 e 3 giugno, nel Parlamento Europeo, a Bruxelles, una conferenza per la pace sul tema “C'è l'alternativa: No alla NATO!”, in previsione del vertice della NATO che avrà luogo il prossimo mese a Varsavia.

All'iniziativa hanno partecipato attivisti anti-NATO, difensori della pace provenienti da movimenti internazionali, nazionali e locali e deputati al Parlamento Europeo.

Tra i vari oratori, hanno preso la parola Ilda Figueiredo, presidente del Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione, Rui Namorado Rosa, ricercatore, e José Goulão, giornalista.

La conferenza ha denunciato il carattere sempre più aggressivo e bellicista della NATO, blocco politico-militare al servizio dell'imperialismo che rappresenta una permanente minaccia alla pace mondiale e uno strumento di ingerenza e aggressione contro qualsiasi paese che non accetti di sottomettersi agli interessi strategici dell'imperialismo nordamericano.

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Un appello all'OSCE contro gli arresti illegali e le torture in Ucraina

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ombra ak47da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Il testo integrale dell'appello dei deputati comunisti russi J. Lantratova e M. Shevchenko all'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) per la creazione di un gruppo di inchiesta sulle detenzioni illegali, le torture e altre violazioni dei diritti umani in Ucraina. 

Stimato signor Segretario Generale,

Nei due recenti rapporti sulla situazione dei diritti umani in Ucraina a partire dal 16 novembre 2015 fino a questo momento l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR), e in seguito l'Assistente Segretario Generale delle Nazioni Unite per i diritti umani Ivan Šimonović hanno confermato ufficialmente numerosissimi casi di persecuzione motivata politicamente di cittadini ucraini e di altri paesi sul territorio di questo stato.

Inoltre, pochi giorni fa la sottocommissione dell'ONU sulla prevenzione della tortura, alla ricerca di prove sui trattamenti crudeli, inumani e degradanti dei prigionieri politici in Ucraina, è stata scandalosamente costretta a interrompere la sua visita in questo paese. La ragione di un passo così fuori dall'ordinario è stato il rifiuto delle autorità ucraine a consentire ai rappresentanti delle Nazioni Unite di accedere dove, secondo quanto è emerso, i servizi speciali detengono persone illegalmente. Ciò è stato pubblicamente dichiarato dal capo della delegazione Malcolm Evans: “Non siamo stati in gradi visitare alcuni luoghi, sui quali avevamo registrato numerosissime e gravi accuse sulla detenzione di persone e su possibili torture o maltrattamenti”.

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Veniamo da lontano….

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di Marica Guazzora, Direzione nazionale PCdI

Il contributo della compagna Marica Guazzora al confronto aperto nel nostro sito sulle prospettive dei comunisti in Italia.

Mi sono iscritta al Partito comunista italiano quando avevo 17 anni. Ho attraversato tutte le diaspore da Rifondazione ai Comunisti italiani.

E il mio senso di giustizia, quello che mi ha fatto iscrivere insomma, maturato in tutti questi anni, mi dice che se si esprimono opinioni diverse si arricchisce il dibattito, non il contrario, e alla fine occorrerà arrivare ad una sintesi senza punire nessuno. Così mi hanno insegnato. Questo dovrebbe  valere  per qualsiasi Partito comunista.

Ho letto le tesi e lo ho letto lo Statuto, alcune riflessioni voglio farle, almeno su due punti fondamentali.

Una ha attraversato il percorso della ricostruzione, e non solo, in modo netto, ed è la questione del centralismo democratico. L’altra, non meno importante,  è  che partito vogliamo ricostruire, con quali modalità.

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Obama a Hiroshima

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obama hiroshimadi Albano Nunes, Segreteria del Partito Comunista Portoghese | da avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Il primo presidente degli USA che ha visitato Hiroshima dopo il suo bombardamento atomico del 6 agosto 1945 si è rifiutato di chiedere scusa al popolo giapponese, rifiuto che è stato cinicamente evidenziato dalla vasta operazione mediatica in cui Obama è presentato come il campione della lotta per un mondo senza armi nucleari.

E’ necessario smascherare questa ipocrita quanto pericolosa propaganda. Obama è il presidente dell’unico paese al mondo che ha fatto ricorso all’arma nucleare e che è impegnato nel suo perfezionamento, il presidente di una potenza che pretendendo di dominare il mondo, vede nell’arma nucleare un elemento centrale della sua politica di “sicurezza nazionale” e che ne minaccia l’uso “preventivo”, un paese che accerchia con basi militari i suoi “avversari strategici”, la Cina e la Russia, e che sta installando in Europa Centrale e in Corea del Sud dei sistemi missilistici che mirano a mettere gli USA al riparo da rappresaglia quando e se scatenassero la guerra nucleare.

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Il discredito di Hollande e del Partito Socialista Francese

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France Strikesdi Rafael Poch, corrispondente di “La Vanguardia” a Parigi

da www.lavanguardia.com

Traduzione di Marx21.it

La svolta europeista del PS francese nel 1983 ha aperto la strada alla crisi attuale.

Il mandato del presidente François Hollande, che secondo l'ultimo sondaggio pubblicato è gradito al 14% dei francesi, sta battendo il record del discredito nella V Repubblica, fondata dal generale De Gaulle nel 1958, ma il naufragio del Partito Socialista Francese va ben oltre la personalità e la politica della sua prima figura.

La socialdemocrazia non è in crisi solo in Francia, ma il declino dei socialdemocratici francesi ha una propria storia che dura da una generazione e che è cominciata nel marzo 1983 sotto la presidenza di  François Mitterand. Fu allora che il Partito Socialista smise di essere una socialdemocrazia per trasformarsi in una forza social-liberale. L'Europa, il processo della costruzione europea, fu determinante perché il PS smettesse di essere socialdemocratico.

La svolta iniziale si produsse tra il 13 e il 23 marzo 1983. I socialisti avevano vinto le elezioni con il cosiddetto Programma Comune, una ricetta socialdemocratica che oggi passerebbe come di sinistra radicale: nazionalizzazione di trenta banche e di cinque grandi gruppi industriali strategici, aumento degli assegni familiari e del salario minimo.

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La tesi 10 del documento politico dell'assemblea nazionale costituente comunista

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di Giuliano Cappellini

Con la riflessione del compagno Giuliano Cappellini, continua la rassegna di contributi per un confronto aperto sulle prospettive dei comunisti in Italia.

Riconosco apertamente che non mi ritrovo in nessuna delle parti del documento politico dell’Assemblea Nazionale Costituente Comunista che non è mia intenzione discutere complessivamente. Ma la  tesi 10 – Italia: il quadro politico e il compimento della mutazione genetica… – pur sembrandomi talmente banale e sciatta da essere al di sopra di qualsiasi critica, è tuttavia talmente importante come “banco di prova” di un’identità comunista che poiché mi coinvolge, mi costringe ad intervenire.

L’analisi del quadro politico della tesi 10 si misura con la rappresentazione di comodo con cui lo stesso quadro politico italiano intende essere riconosciuto, non un passo in più, non un elemento di riflessione sulle sue origini e sui suoi sviluppi. Così resta il dubbio che la stessa mutazione genetica del PCI, PDS, …, PD data per conclusa dalla tesi 10, non sia, invece, un processo in itinere, magari senza ritorno ma dagli esiti per molti versi ancora imprevedibili.

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Si alla Pace! No alla NATO! La campagna internazionale del Consiglio Mondiale della Pace

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sim paz nao otanda cebrapaz.org.br | Traduzione di Marx21.it

La protesta contro il Vertice della Nato.

Il vertice della NATO del 2016 si svolgerà a Varsavia l'8 e 9 luglio. In previsione di questa scadenza il Consiglio Mondiale della Pace sta organizzando mobilitazioni in diversi paesi, allo scopo di costruire una campagna globale contro la NATO, con la parola d'ordine Si alla Pace! No alla NATO!

La Nato: un nemico della pace e dei popoli

Dal momento della sua creazione, nel 1949, la NATO è il braccio militare dell'imperialismo. E' la maggiore e più pericolosa organizzazione militare del mondo, profondamente connessa alle politiche estere ed economiche sia degli Stati Uniti che dell'Unione Europea.

Dagli anni 1990, la Nato ha allargato il numero dei suoi membri e il teatro delle operazioni. La NATO ha attualmente 28 Stati membri in America del Nord e in Europa. Altri 22 paesi sono impegnati nel Consiglio della Partnership Euro-Atlantica (EAPC). Più di 19 paesi sono partner della NATO attraverso programmi come la cosiddetta “Partnership per la Pace”, il “Dialogo Mediterraneo”, “Iniziativa di Cooperazione di Istanbul” e i “Partner nel Mondo”.

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Il cuore nero dell'Europa

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L’editoriale di Giulietto Chiesa direttamente dal convegno “Le 3 crisi europee”, tenutosi il 31 maggio e 1 giugno presso la Camera dei Deputati a Roma.

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Sempre più numerosi i francesi che si oppongono alla legge sul lavoro

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hollande khomrida canempechepasnicolas.over-blog.com

Traduzione di Marx21.it

I tre quarti dei francesi (74%) dichiarano di opporsi al progetto di legge sul lavoro. Appena uno su dieci lo ritiene buono e utile nella forma attuale. L'ostilità verso il progetto di legge cresce di giorno in giorno secondo le inchieste di opinione che si susseguono.

Ne è prova il fatto che l'ostilità al progetto di legge  Lavoro, avanzato da Myriam El Khomri, è condivisa da tutte le famiglie politiche, a destra come a sinistra e anche in seno al Partito Socialista. Secondo l'inchiesta Elabe di BFM TV, il 55% dei simpatizzanti del PS si oppongono.

Nel dettaglio,

37% si dichiara “abbastanza” all'opposizione del testo,

37% “del tutto” all'opposizione,

22% “abbastanza” favorevole e 3% “del tutto” favorevole.

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