Argentina: la morte del giudice Nisman e le sue conseguenze politiche

Argentina: la morte del giudice Nisman e le sue conseguenze politiche

da pca.org.ar

Comunicato del Partito Comunista dell'Argentina

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Solidarietà ai dirigenti comunisti russi aggrediti a Strasburgo da nazisti ucraini

Solidarietà ai dirigenti comunisti russi aggrediti a Strasburgo da nazisti ucraini

Dichiarazione del Presidium del Partito Comunista della Federazione Russa

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Messaggio dei comunisti di Cipro (AKEL) a Syriza e al KKE

Messaggio dei comunisti di Cipro (AKEL) a Syriza e al KKE

AKEL

Akel di Cipro ha inviato un messaggio di “congratulazioni” a Syriza per il “successo elettorale e per la elezione di Tsipras a Primo Ministro”. Con tale successo ...

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La responsabilità storica di SYRIZA, il momento del KKE

La responsabilità storica di SYRIZA, il momento del KKE

di Javier Parra

Come comunista, se fossi greco, sicuramente militerei nel KKE e questa domenica il mio voto sarebbe stato per loro. Detto questo devo dire che, dopo aver saputo dei risultati elettorali, mi sono enormemente rallegrato per la vittoria di Syriza, e…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Luciano Canfora a proposito della Prima Guerra Mondiale

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prima-guerra-mondiale-soldati-russia cura di Aris Della Fontana

#Politicanuova, quadrimestrale del Partito Comunista della Svizzera Italiana, intervista il noto storico, filologo e saggista, in occasione del centenario dello scoppio del conflitto

“La vera responsabilità dell'estensione dello scontro da conflitto locale a conflitto europeo e poi mondiale è dell'Inghilterra”

1. Interroghiamo il passato per meglio conoscerci e, anche, per rispondere alle suggestioni che il presente pone. Si potrebbe affermare che un attendibile spaccato d'una società si misura in rapporto alla consapevolezza che questa ha del fondale storico sul quale si è sviluppata. E, alla luce di ciò, come si presenta, all'interno della società odierna, la percezione della prima guerra mondiale?

L'anniversario del secolo intercorso ha avuto degli effetti un po' odiosi: si è rilanciata una sorta di nostalgia della Grande Guerra, con la celebrazione dei luoghi del combattimento. Tale prassi - sostanzialmente cerimoniale - si è manifestata in Italia, ma anche nel Nord Europa, e cioè in Francia, Germania e Paesi Bassi. Si è mescolato, sempre su questa scia, lo sbarco in Normandia (1944) con i fatti del '14; un'operazione storiografica decisamente ambigua.

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Dialettica, oggettivismo e compenetrazione degli opposti. Il pensiero di Lenin tra filosofia e politica

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vladimir lenin and the people by vladimirseyer-d78uy0cdi Emiliano Alessandroni
da www.giornalecritico.it

1. L'oggettivismo di Lenin e «la favola sciocca del libero arbitrio»

In uno dei suoi scritti giovanili più noti Lenin pone l'attenzione sulla prospettiva non-volontarista ed anticoscienzialista di Marx. Il fondatore del materialismo storico, egli afferma, 

considera il movimento sociale, come un processo di storia naturale, retto da leggi che non solo non dipendono dalla volontà, dalla coscienza e dalle intenzioni degli uomini, ma che anzi determinano la loro volontà, la loro coscienza, le loro intenzioni.

Lenin tende ad evidenziare, in questo come in altri passi, la natura circostanziale della volontà umana, il suo essere, ovvero, ontologicamente inscritta all'interno di reticoli e quadri combinatori, non meramente accidentali, che ne determinano la nascita e ne scandiscono lo sviluppo. Non sembra esser dunque sull'opposizione determinismo/volontarismo che si sia prodotta, sul piano filosofico, la rottura con la II Internazionale. 

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Ricostruire il partito comunista in Italia!

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fosco 500pxdi Fosco Giannini

Relazione introduttiva di Fosco Giannini, della segreteria nazionale del PCd’Italia, alla manifestazione del 20 dicembre a Roma.

Care compagne e cari compagni,

voglio innanzitutto ringraziarvi per la vostra presenza qui, oggi; per la vostra militanza comunista; perché anche oggi, come altre migliaia di volte per altri migliaia di giorni, avete rinunciato a qualcosa della vostra vita personale; voglio ringraziarvi per i viaggi che avete dovuto fare per riempire questa sala, per aver voluto partecipare a questa manifestazione, per aver lavorato per la sua riuscita.

Una manifestazione che potrà ripagarvi dei vostri sacrifici, poiché, tutti assieme, faremo si che questa giornata si trasformi in un tassello importante del progetto, che tenacemente vogliamo portare avanti , della Ricostruzione del Partito Comunista in Italia!

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“Mettendo al bando i comunisti, le autorità ucraine dimostrerebbero la loro inclinazione verso il fascismo”

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dichiarazione di Petro Simonenko, leader del Partito Comunista di Ucraina

simonenko-petr-nikolaevich 500da www.kpu.ua 
Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Se la Rada Suprema approvasse la legge che vieterebbe la propaganda dell'ideologia comunista in Ucraina, ciò dimostrerebbe la sua inclinazione verso il fascismo. Lo ha dichiarato a “RSN” il leader del Partito Comunista di Ucraina Petro Simonenko.

“Con la proposta di questo progetto di legge il regime, in sostanza, ha confermato di essere una dittatura nazional-fascista. E' una lotta contro chi dissente. Proibiscono di respirare, proibiscono di pensare, di ragionare sui principi di giustizia e sui valori europei”, - ha detto Petro Simonenko.

Il leader dei comunisti non ha alcun dubbio sul fatto che il progetto di legge venga approvato.

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Calixto Ortega: «Dichiarazioni di Mogherini rivelano totale ignoranza»

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mogherinida Correo del Orinoco
da albainformazione.wordpress.com

Il viceministro degli Esteri per l’Europa ha affermato che la funzionaria europea «ha agito come una subordinata all’amministrazione Obama ripetendo le infamie della destra internazionale»

Il viceministro degli Esteri per l’Europa, Calixto Ortega, ha condannato le dichiarazioni del capo della diplomazia dell’Unione Europea (UE), Federica Mogherini, che si è detta «seriamente preoccupata» per la presunta violazione dei diritti umani in Venezuela.

Ortega ha respinto queste affermazioni, aggiungendo che la funzionaria «ha agito come una subordinata all’amministrazione Obama ripetendo le infamie della destra internazionale».

«Le dichiarazioni di Federica Mogherini rivelano un’ignoranza totale della realtà latinoamericana, siamo un paese sovrano rispettoso della libertà di espressione, (…) la signora dovrebbe informarsi adeguatamente sull’America Latina e sul nostro paese, ed effettuare dichiarazioni secondo il proprio punto di vista, non come una subalterna agli interessi di qualcuno», ha sottolineato il vice ministro venezuelano.

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Ricostruire il partito comunista: assemblea nazionale

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sorini-w350Intervento di Fausto Sorini, della Presidenza del Centro Studi internazionale Correspondances Internationales e della segreteria nazionale del PCdI, responsabile esteri

Nell'appello che abbiamo posto a fondamento iniziale della nostra impresa noi parliamo, tra l'altro, di una "presenza comunista autonoma, che si proponga la sua riorganizzazione in partito, che sappia unire in questo processo tutte le forze comuniste CON UNA CULTURA POLITICA AFFINE (evidenziato nel testo - ndr) che in vario modo si richiamano, attualizzandolo, al miglior patrimonio politico e ideologico dell’esperienza storica del PCI, della sinistra di classe italiana e del movimento comunista internazionale, e alla migliore tradizione marxista, a partire dal contributo di Lenin e Gramsci. 

Con una chiara collocazione internazionalista e antimperialista; consapevole che, a fronte di un imperialismo che mira a scardinare la sovranità nazionale di molti paesi per piegarne la resistenza, la difesa di tale sovranità assume nella nostra epoca un grande rilievo ed è precondizione per l’affermazione del protagonismo dei popoli".

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"Posta una pietra per la ricostruzione del Partito Comunista"

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ricostruire-foto-1di Cesare Procaccini | da www.comunisti-italiani.it

Esprimo la profonda soddisfazione mia e di tutto il Partito Comunista d’Italia per la riuscita della manifestazione di lancio dell’associazione per la ricostruzione del Partito Comunista. Il 20 dicembre centinaia di compagne e compagni hanno affollato il Centro Congressi Cavour di Roma per dimostrare la loro adesione convinta ad un progetto di ricostruzione di un soggetto politico comunista unitario e rinnovato. Un apporto prezioso ai processi unitari a sinistra a cui i comunisti organizzati in partito devono portare il loro contributo.

A 20 anni circa dalla sciagurata scelta di chiudere l’esperienza del Partito Comunista Italiano e all’epilogo del renzismo a cui sono giunti i fautori di quella “svolta”, i comunisti riaffermano la loro volontà di essere parte delle dinamiche della società e di essere il soggetto rivoluzionario del cambiamento autentico. La voce dei lavoratori delle fabbriche e del mondo del precariato che hanno riempito la sala del centro congressi ha chiesto a coralmente unità a sinistra e un progetto serio di ricostruzione di un partito comunista adeguato ai tempi durissimi che viviamo. Dopo questa entusiasmante assemblea possiamo affermare di aver posto un’altra solida pietra a fondamento della ricostruzione.

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“Una vittoria di Cuba e della solidarietà internazionale”

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dichiarazione del Partito Comunista del Venezuela
da prensapcv.wordpress.com | Traduzione di Marx21.it

cuba bandiere 580x385La liberazione di tutti gli antiterroristi cubani

Dopo l'annuncio del Presidente del Consiglio di Stato e dei Ministri della Repubblica di Cuba, compagno Raul Castro, il giorno 17 dicembre, in merito alla liberazione dei tre antiterroristi cubani – del gruppo dei Cinque – che si trovavano ingiustamente incarcerati negli Stati Uniti da 16 anni, e che sono ritornati in patria, L'Ufficio Politico del Partito Comunista del Venezuela (PCV) ha espresso la sua soddisfazione per quella che ha definito come una nuova vittoria del popolo cubano, della sua Rivoluzione e della solidarietà internazionale di fronte all'imperialismo nordamericano.

L'Ufficio Politico del PCV, attraverso l'Ambasciata di Cuba in Venezuela, ha fatto pervenire il suo saluto e le congratulazioni al Governo, al Partito Comunista di Cuba, alle organizzazioni di massa, alla classe lavoratrice e a tutto il popolo cubano per la straordinaria dimostrazione di forza offerta dalla sua dignità e fermezza, consolidate nel corso di 56 anni di Rivoluzione e in presenza di undici presidenti statunitensi.

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La solidarietà dei comunisti di tutto il mondo con la lotta dei popoli dell'America Latina e dei Caraibi

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Latin-America-Collage-by-Susana-Saporitida www.solidnet.org | Traduzione di Marx21.it

La risoluzione è stata sottoscritta da 40 partiti comunisti e operai. Dall'Italia le adesioni di PdCI e PRC

Nella nuova ondata bellicista e reazionaria si inserisce la controffensiva neoliberale contro l'America Latina e i Caraibi, il cui obiettivo principale è attaccare i processi progressisti della regione che promuovono politiche sociali e di difesa dei loro interessi sovrani, come anche i processi di integrazione economica, politica e sociale a favore degli interessi del popolo.

Per nessuno è un segreto che l'imperialismo abbia dato priorità alle azioni sovversive, appoggiandosi sui suoi strumenti tradizionali di ingerenza, dalla CIA fino all'USAID. Come pure su settori delle borghesie nazionali strettamente legati al capitale nordamericano.

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Cuba vince!

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di Francesco Maringiò, vice responsabile Esteri PdCI

cheguevara cubada www.comunisti-italiani.it

Quella giunta oggi è una notizia che farà piacere a tutti gli amici di Cuba e della giustizia. Dopo un lungo colloquio telefonico tra Obama e Raul Castro si è annunciata l’apertura di una pagina nuova e storica nelle relazioni tra i due paesi: Cuba non viene più considerato un paese terrorista, i cittadini statunitensi potranno viaggiare liberamente nell’isola ribelle e, soprattutto, si sono poste le basi per togliere il blocco economico, commerciale e finanziario che strangola l’isola caraibica e, nell’ambito di uno scambio di prigionieri, 3 dei 5 eroi cubani ancora detenuti nelle carceri Usa, tornano in libertà.

Possiamo dire, senza paura di essere smentiti, che Cuba vince una delle sue battaglie più importanti e difficili e tutte le implicazioni operative di questa svolta segnano un punto a favore dell’isola ribelle.

La scelta di Obama di ristabilire relazioni diplomatiche con L’Avana (erano state interrotte nel 1961 a seguito della vittoria della rivoluzione) e di dare vita a “negoziati rapidi, per una riapertura dell’ambasciata Usa in tempi stretti”, segna una svolta epocale perché apre concrete possibilità di messa in discussione del bloqueo, vero e proprio atto di guerra nei confronti della popolazione e del governo rivoluzionario che, in questi decenni, ha dovuto fare fronte ad un assedio incessante rispetto al commercio, alla finanza ed al turismo, con gravi ripercussioni sulla sua economia.

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Cina e Russia dopo i vertici dell'APEC e del G-20

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cinarussia cartadi Raul Zibechi*

da ALAI, America Latina en Movimiento

Traduzione di Marx21.it

“Asia per gli asiatici” è il titolo dell'articolo del prestigioso Foreign Affairs, nel quale Gilbert Rozman spiega che l'amicizia sino-russa è destinata a continuare. Non si tratta di un articolo qualsiasi, scritto da un giornalista mediocre in un media di secondo piano. Rozman è professore di sociologia nella Princeton University, autore di numerosi saggi e libri sull'Asia, compreso l'ultimo Il pensiero strategico cinese per l'Asia (1).

Le due potenze condividono alcune visioni che Rozman descrive nel dettaglio:“hanno sfidato l'ordine internazionale, sostenendosi reciprocamente sul piano diplomatico nel confronto su Ucraina e Hong Kong” e, ciò che appare ancora più rilevante, “sono d'accordo sul fatto che l'ordine geopolitico dell'Oriente debba opporsi a quello dell'Occidente, il che ha influenzato significativamente le relazioni bilaterali”.

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Cina e Santa Sede... e Hong Kong

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papapiazzadispagna-640x426di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

La decisione del Pontefice di non incontrare il Dalai Lama va accolta positivamente, come segnale di uno smarcamento parziale dalla onnipresente campagna anti-cinese e come conferma del progressivo mutamento degli equilibri internazionali e della centralità politica ed economica dell’Asia orientale. Tra Pechino e il Vaticano è in atto un processo di riavvicinamento dopo la rottura consumatasi con la vittoria comunista nella guerra civile e la fuga di molti missionari cattolici a Taiwan al seguito dei nazionalisti del Kuomintang, ma saranno molte le contraddizioni da affrontare per raggiungere una "normalità" nei rapporti, diverse le tensioni che possono riemergere improvvisamente, come hanno dimostrato le proteste di Occupy Central a Hong Kong.

Le gerarchie cattoliche non ufficiali (il cardinale J. Zen, nominato da Giovanni Paolo II) hanno appoggiato la cosiddetta "Umbrella revolution", vale a dire la messa in discussione della centralità del Partito comunista, gruppi di preghiera hanno partecipato direttamente alle occupazioni e alle manifestazioni e diverse chiese hanno agito da appoggio logistico oltre che “spirituale”. Joseph Chan, professore di scienze politiche all’Università cinese di Hong Kong e sostenitore delle proteste, ha persino parlato di assoluta inconciliabilità tra fedeli cattolici e governo comunista: "I cristiani, per definizione, non si fidano dei comunisti. I comunisti sopprimono cristiani ovunque si trovino”.

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I partner della Nato allargata

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amman nato conferencedi Manlio Dinucci | da il Manifesto

È tempo di anniversari per la Nato. Ad Amman (Giordania), il 9-10 dicembre, sono stati celebrati i venti anni del «Dialogo mediterraneo». Presenti il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg e i 28 rappresentanti del Consiglio nord-atlantico, insieme agli ambasciatori dei 7 paesi partner: Algeria, Egitto, Giordania, Israele, Marocco, Mauritania e Tunisia.

Tre anni fa, ha ricordato Stoltenberg, «durante l’operazione diretta dalla Nato per proteggere il popolo della Libia, sia la Giordania che il Marocco hanno dato importanti contributi militari: ciò è stato reso possibile da anni di cooperazione militare tra i nostri paesi». Il «Dialogo mediterraneo» prevede infatti la formazione di ufficiali dei paesi partner alle accademie militari Nato, tra cui il «Defense College» di Roma, e quella di forze speciali da parte di «Squadre mobili di addestramento» inviate in loco dalla Nato.

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Non c’è Sinistra senza un Partito Comunista

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Warholdi Alessandro Pascale
da prcardizzone.org

Riceviamo e pubblichiamo come contributo alla discussione sul futuro dei comunisti in Italia

Da diversi anni il dibattito politico tra i comunisti si arroventa attorno al problema di come unire le forze disperse della sinistra. La questione è quasi sempre mal posta. Non stupisce quindi che le soluzioni proposte (Arcobaleno, FdS, Ingroia, ora Altra Europa…) siano state parziali o inadatte, tanto da trascinare anche la sinistra (comunista e non) nella fiducia e consenso di cui soffre il ceto politico italiano. A seconda delle mode e della convenienza si esaltano modelli politici stranieri molto difformi tra loro come Front de Gauche, Linke, Izquierda Unida, Syriza ed in tempi recentissimi Podemos, salvo poi esultare e rivendicare i risultati delle forze comuniste del Giappone, della Repubblica Ceca, della Russia o del Portogallo, realtà sopra il 10% che attestano la validità del modello del partito comunista anche in condizioni di capitalismo avanzato.

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Forte avanzata del Partito Comunista Giapponese: un risultato che ha un valore generale

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Un commento di Fausto Sorini, responsabile esteri PCdI

pc giappone bandieraLe elezioni politiche del 14 dicembre in Giappone hanno visto la riconferma della larga maggioranza di centro-destra raccolta attorno al premier uscente Abe Shinzo, che ha ottenuto 318 seggi (su 475) nella Camera Bassa del Parlamento: uno in più della maggioranza di due terzi necessaria per le modifiche costituzionali cui puntava e per rimettere mano alle leggi respinte dalla Camera Alta. Ciò grazie anche ad una legge elettorale maggioritaria (con una quota proporzionale), imperniata su collegi uninominali a turno unico che premiano i grandi partiti o coalizioni; e con un astensionismo record del 48% (+7%), il più alto del dopoguerra. 

Buona parte dei seggi andati all'opposizione sono stati conquistati dal Partito Democratico (una specie di Ulivo giapponese), che ha conquistato 73 seggi (+11).

La legge elettorale giapponese (a turno unico) prevede che i 475 membri della Camera bassa siano eletti con un sistema misto che permette di effettuare due voti per ogni elezione: il primo per un candidato del proprio distretto e il secondo per uno dei vari partiti, ciascuno dei quali presenta una lista di candidati per ognuna delle 11 circoscrizioni “regionali”. Quindi, 295 parlamentari vengono eletti dai distretti, mentre 180 seggi vengono assegnati proporzionalmente a ciascun partito sulla base dei risultati ottenuti in ciascuna circoscrizione.

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