Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 10)

Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 10)

di Manlio Dinucci

L’operazione condotta dalla Nato in Ucraina inizia quando nel 1991, dopo il Patto di Varsavia, si disgrega anche l’Unione Sovietica di cui essa faceva parte. Gli Stati Uniti e gli alleati europei si muovono subito per trarre il massimo vantaggio…

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Belt and Road e Zhuangzi

Belt and Road e Zhuangzi

di Alessandra Cappelletti

Il Belt and Road Forum che si è svolto a Pechino il 15 maggio scorso (alla presenza, assieme ad altri 27 capi di Stato, del premier italiano Gentiloni e del presidente russo Putin) è stato un'occasione per comunicare al mondo…

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Scioperi, il Garante vuole riscrivere la Costituzione

Scioperi, il Garante vuole riscrivere la Costituzione

di USB

Il cosiddetto garante degli scioperi, in linea con governo e molte forze politiche, ha affermato che “senza voler pregiudicare il diritto costituzionale di tutti i sindacati a poter proclamare lo sciopero ...

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Tsipras cede ancora ai diktat dell'UE. La lezione per i comunisti in Italia

Tsipras cede ancora ai diktat dell'UE. La lezione per i comunisti in Italia

di Fosco Giannini

Come mai la Grecia sembra quasi sparita dalla cronaca politica?  Va finalmente tutto bene? E il popolo greco è uscito fuori dalla tragedia sociale in cui è stato immerso dalle pietre al collo ...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Per una corretta definizione di classe

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di Gianfranco Pala
da lacittafutura.it

È di moda, soprattutto nei tempi di indebolimento del pensiero, predicare la fine delle classi e, a fortiori, della lotta di classe.

È di moda, soprattutto nei tempi di indebolimento del pensiero, predicare la fine delle classi e, a fortiori, della lotta di classe. Che ciò sia fatto dall’ideologia dominante è ovvio; che tale predica venga assimilata e ripetuta acriticamente dagli esponenti dell’”asinistra” è conseguenza necessaria proprio di quello stesso dominio di classe “solido e pericoloso” che costoro vorrebbero far credere di esorcizzare. E la faccenda non è recente, se già Marx si sentì in dovere di precisare, nel poscritto alla seconda edizione del primo libro del Capitale, che “l’economia politica, in quanto concepisce l’ordinamento capitalistico come forma assoluta e definitiva della produzione sociale, può rimanere scienza soltanto finché la lotta delle classi rimane latente o si manifesta soltanto in fenomeni isolati. Dal momento in cui la lotta fra le classi raggiunse, tanto in pratica che in teoria, forme via via più pronunciate e minacciose, per la scienza economica borghese quella lotta suonò la campana a morte. Ora non si trattava più di vedere se questo o quel teorema era vero o no, ma se era utile o dannoso, comodo o scomodo al capitale, se era accetto o meno alla polizia.

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Summit NATO di Bruxelles: riuscite le iniziative del Consiglio Mondiale della Pace (Video)

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anti nato rally 2da wpc-in.org

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Il Consiglio Mondiale della Pace ha concluso con successo le proprie azioni anti-Nato a Bruxelles, come era stato deciso nell’ultima Assemblea Mondiale in Brasile l’anno scorso, con la campagna “Si alla Pace – No alla Nato”.

Diversi membri e organizzazioni amiche hanno organizzato o stanno pianificando di tenere proteste anti-Nato nei loro rispettivi paesi, in particolare in Repubblica Ceca, in Norvegia, in Portogallo, in Italia, in Grecia, a Cipro, in Canada, negli Usa ed altrove.

Il Consiglio Mondiale della Pace ha partecipato all’evento pubblico di INTAL (il membro belga del CMP) del 23 Maggio a Bruxelles, dove tra gli altri hanno parlato la Presidente del CMP Socorro Gomes, il Segretario Esecutivo Iraklis Tsavdaridis, il membro della Segreteria Nazionale del Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione Helena Quasqueiro, insieme alla coordinatrice di INTAL  Veronique Coteur e ospiti invitati dall’Afghanistan e dalla Siria.

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Il processo contro i comunisti ucraini: le argomentazioni della difesa e la solidarietà dei comunisti europei

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pc ucraina corteoda "Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese | Traduzione di Marx21.it

Il processo per la messa fuori legge dei comunisti ucraini prosegue e, probabilmente, si sta avvicinando alla sua conclusione (il 31 maggio potrebbe essere emessa la sentenza sul ricorso presentato dal Partito Comunista di Ucraina contro il provvedimento liberticida).

Con questo resoconto, pubblicato nel settimanale dei comunisti portoghesi, continuiamo ad informare sugli sviluppi di una vicenda che, nel nostro paese, continua ad essere avvolta dal colpevole silenzio, non solo dell'apparato mediatico dominante, ma anche delle forze presenti nel nostro Parlamento. (Marx21.it)

Si è tenuta a Kiev, alla Corte Amministrativa di Appello, il 15 maggio, una nuova sessione del processo contro il Partito Comunista di Ucraina  (PCU), che mira alla sua messa fuori legge. La solidarietà con il PCU – che è stata costante durante l'intero processo – è stata riaffermata dalla presenza di João Pimenta Lopes, deputato del PCP al Parlamento Europeo, in rappresentanza del Gruppo della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica, e anche dal rappresentante del Partito Comunista di Boemia e Moravia e da una rappresentante dell'Associazione Internazionale dei Giuristi Democratici.

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Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 9)

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damasco distruzione edificidi Manlio Dinucci

Parte 1 / Parte 2 / Parte 3 / Parte 4 / Parte 5 / Parte 6 / Parte 7 / Parte 8

L’INIZIO DELLA GUERRA CONTRO LA SIRIA

Nell’ottobre 2012 il Consiglio Atlantico denuncia «gli atti aggressivi del regime siriano al confine sudorientale della Nato», pronto a far scattare l’articolo 5 che impegna ad assistere con la forza armata il paese membro «attaccato», la Turchia. Ma è già in atto il «non-articolo 5» – introdotto durante la guerra alla Jugolavia e applicato contro l’Afghanistan e la Libia – che autorizza operazioni non previste dall’articolo 5, al di fuori del territorio dell’Alleanza. 

Quella in Siria inizia nel 2011. Eloquenti sono le immagini degli edifici di Damasco e Aleppo devastati con potentissimi esplosivi: opera non di semplici ribelli, ma di professionisti della guerra infiltrati. Circa 200 specialisti delle forze d’élite britanniche Sas e Sbs – riporta il Daily Star – operano in Siria, insieme a unità statunitensi e francesi. 

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FPLP: Ci schieriamo con Ahmad Sa'adat e il movimento dei prigionieri nella battaglia della dignità

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saadats 724x1024Fronte Popolare per la Liberazione della Palestinapflp.ps

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina saluta l'epica fermezza rivoluzionaria del Segretario generale incarcerato, compagno Ahmad Sa'adat, che prosegue nel suo sciopero della fame e mostra un modello di lotta anche nelle circostanze più difficili.

Il Fronte ribadisce il pieno appoggio al suo leader, guida dello sciopero e del movimento dei prigionieri palestinesi nella battaglia per la libertà e la dignità che stanno conducendo per ottenere quanto giustamente e collettivamente richiesto. Gli occupanti tentano di far fallire lo sciopero imponendo punizioni collettive ai prigionieri, nel tentativo di esaurirli e minare la loro volontà. Questi tentativi non raggiungeranno il loro obiettivo e i prigionieri sono determinati a continuare questa battaglia.

Il Fronte loda inoltre lo spirito di unità nazionale mostrato dal compagno Sa'adat durante la visita dei suoi legali, la fiducia nei leader suoi compagni di sciopero, in particolare in Marwan Barghouthi. Sa'adat ha definito gli espedienti messi in atto dalle forze sioniste come disperati tentativi di spezzare la fermezza e il morale dei prigionieri e ha chiamato tutti a stare all'erta rispetto a tali trucchi e alle voci fatte circolare dai partiti, specialmente degli occupanti, al fine di fermare lo sciopero.

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Brasile: il golpista Temer è al capolinea?

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temer profilodi Luis Carapinha | da “Avante!", Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

Tra denunce e mandati di comparizione in tribunale, il tempo di Temer arranca verso la sua fine nella tormenta politica brasiliana. Aggrappato come un mollusco ad un potere che sta dando mostra di un'accelerata disgregazione, la caduta del presidente illegittimo è data praticamente per scontata. 

Si libra nell'aria lo spettro di Cunha, ex presidente della Camera dei Deputati, condannato per corruzione a 15 anni di prigione.

Un anno fa la collusione dei due politici del PMBD è stata determinate per il golpe istituzionale che ha imposto la rimozione della Presidente eletta, Dilma Rousseff. Fatto il lavoro sporco, sembra giunto il momento del classico sacrificio dei capri espiatori della cospirazione. A questo obbligano anche il larghissimo rigetto popolare di Temer e del suo governo (sono già necessarie le dita delle due mani per contare il numero dei ministri che hanno abbandonato il governo indiziati di corruzione), e le difficoltà a far passare le riforme del lavoro e della previdenza richieste con impazienza dal grande capitale.

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L’Italia ha bisogno di sentire “qualcosa di sinistra”

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bandierarossa acquerellodi Marco Valente
da eticaeconomia.it

Marco Valente analizza alcune delle principali iniziative di politica economica attuate dal governo Renzi e sostiene che esse sono non solo estranee alla tradizione politica dei partiti di sinistra ma anche basate su una prospettiva teorica del funzionamento dell’economia obsoleta e screditata. La conclusione di Valente è che quelle iniziative non sono in grado di far fronte ai problemi per i quali sono state adottate e, al contrario, rischiano di aggravarli se non verranno sostituite da azioni politiche “di sinistra”.

I governi espressi da partiti che si rifanno a tradizioni politiche di sinistra hanno sistematicamente adottato politiche economiche improntate alla “responsabilità” di governo. Non hanno cioè voluto perseguire obiettivi di diretto vantaggio per le proprie fasce sociali di riferimento (lavoratori dipendenti, cittadini a basso reddito, pensionati, disoccupati, ecc.) ma hanno preferito obiettivi che, nelle intenzioni dichiarate, sono di interesse del sistema paese nel suo complesso. Indipendentemente dalla valutazione politica che si voglia fare rispetto a questa strategia, il problema fondamentale è la scelta della prospettiva teorica adottata per determinare quali fossero gli interventi di politica economica necessari. 

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Gli esperti in “venezuelanologia”

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venezuela violenti protestedi Alfredo Serrano Mancilla, Direttore di CELAG | da blogs.publico.es

Traduzione di Marx21.it

Sorvolare sulla realtà è diventato lo sport preferito da molti analisti. In questa nuova epoca della velocità delle notizie, sono sempre più frequenti le indagini aeree. Sorprende il fatto che chiunque possa scrivere allo stesso tempo di Venezuela, Ecuador, Paraguay o Brasile come se conoscesse ogni caso in profondità. Ogni volta che si presenta una situazione attrattiva, emergono specialisti di Venezuela, Ecuador, Paraguay, Brasile... Con Google sotto il braccio, si ha il coraggio di pontificare e sentenziare senza conoscere il benché minimo particolare su ogni caso.

Oggi tutto è permesso. Si passa da un paese all'altro solo con un semplice salto di pagina. Tanto semplicistiche quanto superficiali sono le analisi un tanto al chilo che iniziano a proliferare per impartire lezioni su questioni realmente delicate. Così si creano correnti di opinione da parte dei media egemonici conservatori. Un buon titolo, una campagna pubblicitaria, una buona rete mediatica a orchestrare, e in tal modo tutto è lecito. Dittatura in Venezuela; frode in Ecuador; corruzione del kirchnerismo. E' così facile costruire quella che oggi viene chiamata post-verità.

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Bengala Occidentale: grandi manifestazioni popolari brutalmente represse

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kolkata protest thumbDichiarazione del Partito Comunista dell'India (Marxista) | da solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

Sul terrore anticomunista e antipopolare scatenato nel Bengala Occidentale, il Partito Comunista dell'India (Marxista) ha diffuso un impressionante dossier

L'Ufficio Politico del Partito Comunista dell'India (Marxista) condanna fermamente la violenza poliziesca scatenata contro manifestanti pacifici presso il palazzo del governo statale Nabanna a Calcutta. Oltre novecento manifestanti sono stati gravemente feriti e più di un centinaio di loro versa in gravi condizioni. Persino i giornalisti non sono stati risparmiati.

“Left Kisan” (la convenzione che raggruppa i partiti della sinistra bengalese, NdT) e le organizzazioni dei lavoratori agricoli avevano lanciato un appello contenente richieste per far fronte alle difficoltà imposte al popolo del Bengala Occidentale, particolarmente nelle aree rurali, e per chiedere che il governo statale vari misure a vantaggio del popolo. Successivamente, le organizzazioni di massa della Sinistra e il Fronte di Sinistra del Bengala Occidentale hanno espresso solidarietà per questa azione e hanno aderito alla protesta.

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Contro il liberoscambismo

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donna soffiodi Marco Veronese Passarella
da sinistrainrete.info

1. Introduzione

Il quesito sollevato dal titolo del seminario, Welfare o barbarie, evoca la drammatica alternativa posta da Rosa Luxemburg, sulla scorta di Friedrich Engels, esattamente un secolo fa: «la società Borghese si trova di fronte ad un dilemma, o transizione al socialismo o regressione nella barbarie» (Luxemburg 1915). Si noti che quell’«o» assumeva, per Luxemburg, un valore di disgiunzione esclusiva. Esprimeva, cioè, un’opposizione netta: socialismo oppure barbarie. Come è noto, di lì a poco una parte del mondo scelse il primo, con «l’assalto al cielo» delle classi lavoratrici russe – e sia pure tra le mille contraddizioni denunciate proprio da Luxemburg nel suo intenso scambio epistolare con Lenin e gli altri dirigenti socialisti dell’epoca. L’altra parte del mondo «civilizzato» piombò, invece, nella barbarie dei conflitti coloniali e dei campi di concentramento, delle deportazioni di massa e, infine, dello sterminio nucleare. Una barbarie che – troppo spesso viene dimenticato – fu preceduta da un periodo di straordinaria apertura dei mercati, ossia di intensificazione negli scambi di merci e nei flussi di capitale transnazionali. Il che stride con la tesi liberal-positivista allora in gran voga, e tuttora dominante, dei commerci quale veicolo di pace internazionale e di prosperità economica. 

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Terrore anticomunista: il drammatico appello dei giovani comunisti ucraini

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komsomol ucrainadi Unione Leninista Comunista della Gioventù dell'Ucraina | da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Arresti, torture e condanne dei militanti comunisti e di altre forze dell'opposizione al regime,   distruzione e saccheggi delle sedi di partiti politici, roghi di libri non graditi sull'esempio dei “maestri” hitleriani, sono all'ordine del giorno nell'Ucraina emersa dal colpo di Stato del 2014. Di pochi giorni fa è la notizia di una nuova sentenza, questa volta contro militanti dell'Unione Leninista Comunista della Gioventù dell'Ucraina (il Komsomol), accusati di essere fedeli a un'ideologia sgradita (quella comunista) ai nuovi padroni del paese e condannati in base alle leggi liberticide approvate dalla Giunta al potere.

Ci auguriamo che questo nuovo drammatico appello lanciato dai giovani comunisti ucraini venga  diffuso e, soprattutto, raccolto da chi, nelle istituzioni del nostro paese, dovrebbe levare la sua voce indignata per queste continue, sfacciate violazioni dei diritti umani. Il silenzio che regna nelle aule parlamentari del nostro paese (anche tra chi si dichiara “di sinistra”) deve finalmente cessare. E' una vergogna! (Marx21.it)      

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L'Industria dei Diritti Umani al servizio dell'imperialismo

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IndustDiritUmani image001di Margaret Kimberley 
da civg.it

Quando le Organizzazioni dei cosiddetti Diritti Umani sono finanziate dall’un per cento, esse sicuramente riflettono le priorità e le prevenzioni dei loro influenti sponsor. Pertanto, Amnesty International è una vitale fonte della propaganda di guerra a favore degli interventi imperialisti USA in Medio Oriente e altrove. Il loro "rapporto" di un presunto "macello umano" ad opera dal regime siriano è l'ultimo episodio di una campagna volta a giustificare l’intervento degli Stati Uniti in Medio Oriente.

L'umanità ha un disperato bisogno di individui e organizzazioni che alzino la voce per il suo diritto a vivere libera dal rischio della violenza di Stato. Invece, abbiamo un’Industria dei Diritti Umani, che parla per i potenti e racconta menzogne per giustificare le loro aggressioni. Amnesty International e Human Rights Watch sono al vertice di questa lista infame. Hanno il modello e la prassi per fornire una copertura al cambiamento di regime ordito dagli Stati Uniti, dai partner della NATO e dalle monarchie del Golfo, come l'Arabia Saudita.

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Diritto alla pace, un diritto dei popoli

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naotonato cartellidi Pedro Guerreiro, Segreteria del Partito Comunista Portoghese

da avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Nell'attuale situazione internazionale, di fronte al crescere dell'azione aggressiva dell'imperialismo statunitense e dei suoi alleati, la lotta per la pace assume una fondamentale importanza.

La lotta per la pace, basata sulla difesa del diritto all'autodeterminazione dei popoli, della sovranità e dell'indipendenza degli stati, della risoluzione pacifica dei conflitti internazionali e di altri importanti principi e norme che sono stati conquistati e iscritti nella Carta delle Nazioni Unite e nel diritto internazionale con la vittoria sul nazi-fascismo nella Seconda Guerra Mondiale, acquisisce attualmente un'enorme importanza e un chiaro carattere antimperialista, essendo indissolubilmente legata alla lotta per i diritti e l'emancipazione dei lavoratori e dei popoli, di cui rappresenta una componente fondamentale.

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Trump verso il G-Nato di Taormina

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g7 taormina bandieredi Manlio Dinucci
il manifesto, 23 maggio 2017

Il presidente Trump, dopo essere stato in Arabia Saudita e Israele, il 24 maggio è in visita a Roma, per poi andare il 25 al Summit Nato di Bruxelles e tornare in Italia il 26-27 per il G7 di Taormina e la visita alla base Usa/Nato di Sigonella. 

Quali sono gli scopi del suo primo viaggio all’estero? Principalmente tre, spiega il generale McMaster, consigliere del presidente per la sicurezza nazionale: lanciare un «messaggio di unità» a musulmani, ebrei e cristiani; costruire relazioni con i leader mondiali e proiettare la potenza americana all’estero. 

La visita a Roma è la terza tappa di quello che viene descritto come un «pellegrinaggio religioso nei luoghi santi delle tre grandi religioni». Il «pellegrino» ha iniziato il viaggio firmando a Riyadh l’accordo per la vendita all’Arabia Saudita di armi Usa per il valore di 110 miliardi di dollari, che si aggiungono a quelle già fornite dal presidente Obama per il valore di 115 miliardi. Armi impiegate, tra l’altro, nella guerra della coalizione a guida saudita, sostenuta dagli Usa, che fa strage di civili nello Yemen. 

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Come gli USA preparano la guerra

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di George Friedman

“Gli USA hanno un interesse fondamentale: ora controllano tutti gli oceani del mondo. Nessuna potenza si è mai nemmeno avvicinata a farlo”. George Friedman, consigliere politico del Dipartimento di Stato, fondatore del think tank Stratfor interviene al Chicago Council on Global Affairs.

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La nuova Via della Seta

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di Francesco Maringiò

intervento al convegno "Antimperialismo, lotta per la pace e per la cooperazione internazionale: Il ruolo della Cina", svoltosi l'8 ottobre 2016 a Bologna, organizzato dal PCI

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Argentina: si prepara l'impunità per i criminali della giunta di Videla?

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pc argentina 500pxDichiarazione di Patricio Echegaray, Presidente del Partito Comunista dell'Argentina

da pca.org.ar

Traduzione di Marx21.it

Mentre il nostro governo e l'apparato mediatico di regime interferiscono negli affari interni del Venezuela che deve far fronte alle più brutali violenze dell'opposizione fascista, non sembrano invece avere nulla da dire sui sempre più frequenti tentativi delle istituzioni argentine – in sintonia con gli orientamenti del governo ultra-liberista di Mauricio Macri, gradito all'imperialismo statunitense e ai suoi alleati europei – di favorire l'impunità dei militari e civili che, ai tempi della terribile dittatura militare iniziata iniziato il 24 marzo 1976, si sono resi colpevoli di crimini inauditi contro l'umanità, di cui sono state vittime anche moltissime persone di nazionalità italiana.

Ci auguriamo che l'appello lanciato dal presidente del Partito Comunista dell'Argentina trovi ascolto anche tra qualcuno di coloro che, nel nostro paese, ricoprono responsabilità istituzionali a tutti i livelli (Marx21.it)    

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Aprire gli occhi sul mondo

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di Luigi Sanchi per Marx21.it

A PROPOSITO DEL MARXISMO OCCIDENTALE DI DOMENICO LOSURDO

Il nuovo saggio di Domenico Losurdo offre un notevolissimo contributo al rinnovamento tanto filosofico quanto politico del marxismo, in Italia e negli altri paesi che, come l’Italia, sono stati segnati da un destino particolare : quello di avere visto la presenza di un potente movimento operaio, democratico e comunista pur essendo delle potenze chiaramente imperialiste, sia prima che dopo la creazione della NATO. Proprio questa situazione sembra aver presieduto all’involuzione del movimento di pensiero che si richiamava a Marx o che era sgorgato dalle fila delle internazionali socialiste in Europa occidentale. Un saggio non è un trattato : e così Losurdo non tenta di ripercorrere tutte le vie che hanno imboccato tutti i protagonisti e i teorici di questo movimento politico-filosofico. Non è qui il punto. Come infatti precisa il sottotitolo, e al di là del dichiarato contrasto con le tesi di Perry Anderson, il focus dell’autore è cercare di capire « come nacque » il marxismo occidentale (in opposizione al marxismo detto orientale), « come morì » e soprattutto – in tacita opposizione con la visione pessimistica di Costanzo Preve – « come può rinascere ».

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Lo sciopero della fame dei prigionieri palestinesi: un grido di libertà e dignità

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prigionieri palestinesi parenti con fotodi Bassam Saleh | da forumpalestina.org

Sono già passati trentadue giorni. Quattro settimane, 768 ore, nutrendosi di acqua e sale per sopravvivere, 1700 prigionieri politici palestinesi stanno portando avanti a oltranza un sciopero della fame, lo sciopero della dignità e della libertà.

1700 anime, da più di un mese a stomaco vuoto, chiedono semplicemente che siano rispettati i diritti fondamentali di una vita in carcere, previsti in tutte le convenzioni di Ginevra, nel diritto internazionale e nel diritto umanitario. Ma il governo coloniale di Israele continua a ignorare queste richieste, e la maggior parte dei mezzi di informazione tacciono, pur conoscendo bene il rischio che corrono questi prigionieri.

Un grido di giustizia che attraversa i muri, i continenti, gli oceani, i monti, ma la sua eco non ritorna in quelle maledette carceri. Le piazze si muovono, ma le istituzioni, nazionali e internazionali, non danno segni di vita davanti a quei corpi umani che si trasformano in scheletri viventi, nelle carceri dello "Stato più democratico" chiamato Israele. Quel grido di libertà e giustizia è il grido di un popolo intero che resiste e lotta per la sua libertà, insieme a tutti gli uomini e le donne amanti della pace e della libertà nel mondo.

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Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 8)

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LIBYALISTY web1 master495di Manlio Dinucci

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LA DEMOLIZIONE DELLO STATO LIBICO

La strategia Usa/Nato consiste nel demolire gli Stati che sono del tutto o in gran parte fuori del controllo degli Stati Uniti e delle maggiori potenze europee, soprattutto quelli situati nelle aree ricche di petrolio e/o con una importante posizione geostrategica. Si privilegiano, nella lista delle demolizioni, gli Stati che non hanno una forza militare tale da mettere in pericolo, con una rappresaglia, quella dei demolitori.

L’operazione inizia infilando dei cunei nelle crepe interne, che ogni Stato ha. Nella Federazione Jugoslava, negli anni Novanta, vengono fomentate le tendenze secessioniste, sostenendo e armando i settori etnici e politici che si oppongono al governo di Belgrado. Tale operazione viene attuata facendo leva su nuovi gruppi di potere, spesso formati da politici passati all’opposizione per accaparrarsi dollari e posti di potere. Contemporaneamente si conduce una martellante campagna mediatica per presentare la guerra come necessaria per difendere i civili, minacciati di sterminio da un feroce dittatore.

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