Psyop: operazione Siria

Psyop: operazione Siria

di Manlio Dinucci

Dopo che per cinque anni si è cercato di demolire lo Stato siriano, ora che l’operazione militare sta fallendo si lancia quella psicologica per far apparire come aggressori il governo e tutti quei siriani che resistono all’aggressione

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La pace di Cartagena con le Farc

La pace di Cartagena con le Farc

di Geraldina Colotti

Firmato ieri lo storico accordo che mette la parola fine a 52 anni di conflitto armato. Nella città caraibica 2.500 invitati, tra delegazioni Onu, ministri di 40 paesi, ex guerriglieri e vittime della violenza, per la celebrazione del patto tra…

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“Il mio popolo resiste perché vuole vivere”

“Il mio popolo resiste perché vuole vivere”

da Avante.pt

Intervista a Fayez Badawi, portavoce per l’Europa del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP)

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L’attacco degli Usa è stato intenzionale

L’attacco degli Usa è stato intenzionale

da PandoraTV

Il presidente siriano Bashar al-Assad commenta gli attacchi aerei su Deir ez-Zor, costati la vita a 62 soldati dell’esercito siriano e accusa gli Usa di rafforzare i terroristi

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Un partito vivo: la prassi egemonica del Partito Comunista Cinese

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bambini pccdi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Il 1989, la caduta dei regimi di democrazia popolare dell'Europa dell'Est e i fatti di piazza Tienanmen hanno reso più che mai evidente alla dirigenza cinese che la sola repressione non avrebbe condotto ad altro che ad un progressivo isolamento del partito comunista e del governo dalla società. Emergeva un'urgenza quanto mai chiara nei suoi contorni: si doveva dare rappresentanza a fette di società prodotte da uno sviluppo economico che si faceva imponente per evitare che si organizzassero in forze politiche di opposizione.

Si è avviato, quindi, un processo di apprendimento che prosegue ancora oggi e che ha portato ad un indubbio successo: a differenza del Pcus, il partito che fu di Mao è riuscito a mantenere la propria egemonia, a suscitare consenso in una società che con il passare del tempo si è sempre più aperta al mondo, diversificata e vista attraversare da nuove forze sociali. La politica messa in campo per produrre questo risultato non è stata certo una novità assoluta. 

Ad essere ripresa e attualizzata è stata la pratica che aveva accompagnato i primi anni della Repubblica popolare quando, sotto la sigla del Fronte unito, i capitalisti nazionali erano chiamati a collaborare con il Pcc nella ricostruzione del Paese. Mao parlava in quegli anni di “capitalismo di Stato” che tollerava una presenza capitalista, controllata e compressa dal settore pubblico, che doveva contribuire con la sua esperienza e le sue capacità tecniche alla crescita del Paese. “Comprandoci questa classe – sono parole di Mao – l'abbiamo privata del suo capitale politico, così che non ha nulla da dire”.

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L’assoluzione (postuma) di Milosevic e la dissoluzione della Yugoslavia.

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milosevic follaAll’origine della crisi della democrazia parlamentare in Italia

di Giuliano Cappellini 

Riceviamo dal compagno Giuliano Cappellini e pubblichiamo come contributo alla discussione 

A quasi vent’anni di distanza, la Corte Penale Internazionale per l'ex Yugoslavia ha scagionato Slobodan Milosevic dalle responsabilità che gli erano state imputate. Il casus belli non sussisteva, come si può evincere anche dal libro del procuratore capo di quel tribunale, il giudice svizzero Carla del Ponte (che ipocritamente si lamenta che non sapeva). Intanto Milosevic, malato di cuore e  privato delle necessarie cure mediche è, da tempo, morto in carcere. La sua morte ha tolto dall’imbarazzo i veri responsabili di quella guerra: i capi dei governi occidentali dell’epoca. Costoro, che godono dell’impunità che i vincitori si concedono, non sono stati deferiti a quel tribunale ma ciò non li sottrae al giudizio della Storia. Tuttavia ancor ora, praticamente inesistente nei media di regime l’informazione sul pronunciamento della Corte Penale Internazionale, i sostenitori del PD continuano a credere fermamente al racconto di comodo confezionato dalle centrali della disinformazione occidentale. 

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Un ricordo di Mauro Cristaldi

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mauro cristaldidi Massimo Zucchetti

Mauro Cristaldi, docente di Anatomia comparata presso il Dipartimento di Biologia Animale e dell'Uomo alla Università La Sapienza di Roma, è mancato improvvisamente il 21 agosto scorso, mentre si trovava in una vacanza di riposo nella sua Sicilia, terra della quale era originario.

Professore molto apprezzato dagli studenti alla Sapienza di Roma, amava definirsi semplicemente un naturalista, Era ed è la definizione più giusta per Mauro: studiava la Natura e si è trovato a confrontarsi con tutto quanto tende a distruggerla. Possiamo aggiungere qualche altro aggettivo, traendolo anche dalle espressioni di cordoglio che hanno manifestato in moltissimi: scienziato contro la guerra; ecologista senza finzioni; marxista; ateo materialista dialettico; antimilitarista; generoso; onesto.

Abbiamo lavorato molto - assieme - sull'abuso militare dell'uranio impoverito, sulle basi militari in Sardegna, sul MUOS, sui rischi dei sottomarini nucleari.

Mauro Cristaldi è stato tra gli animatori del Comitato ‘Scienziate e scienziati contro la guerra’. Era membro del Comitato Scientifico del GA.MA.DI., scienziato e marxista impegnato contro le guerre e la devastazione ambientale. Un aspetto evidente della traccia sociale, scientifica e umana lasciata da Mauro è quello della scienza come terreno di lotta politica, di controinformazione sulle guerre, con i suoi numerosi studi sulla contraddizione ambientale come parte integrante della contraddizione tra capitale e lavoro.

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Vice ministro assassinato in Bolivia: Evo Morales denuncia la cospirazione

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evo morales tv assassinioRedazione di Resistência

Traduzione di Marx21.it

Il presidente della Bolivia, Evo Morales, ha dichiarato che l'assassinio del vice ministro dell'Interno, Rodolfo Illanes, per mano dei cooperativisti minerari, rappresenta una cospirazione politica contro la nazione sudamericana. Gli assassini hanno sequestrato, torturato e ucciso Illanes il 25 agosto, nella località di Panduro a 186 chilometri da La Paz, mentre il vice ministro stava cercando di intavolare un dialogo.

“Siamo di fronte a un complotto permanente”, ha avvertito Morales in una conferenza stampa organizzata nel Palazzo del Governo.

I punti della discordia

I principali punti della discordia dei proprietari delle cooperative che hanno assassinato il vice ministro, riguardano la difesa da parte del governo boliviano della Costituzione del paese, che proibisce la vendita dello sfruttamento delle miniere al capitale privato, mentre i cooperativisti chiedono che questo punto sia revocato e di poter negoziare le proprie concessioni anche con le multinazionali. Un altro fattore di divisione è la legge proposta dal governo che permetterà che i lavoratori delle cooperative creino sindacati.

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Il popolo argentino si mobilita contro le politiche antipopolari di Mauricio Macri

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pc argentina manifestazioneda pca.org.ar

Dichiarazione del Partito Comunista dell’Argentina

Traduzione di Marx21.it

Partecipiamo alla Marcia Federale

Per un fronte nazionale contro gli aggiustamenti, i rialzi delle tariffe e i licenziamenti

Il Partito Comunista fin dal primo momento ha assunto l’impegno di promuovere insieme alle forze del campo popolare la costruzione dell’unità nell’azione contro gli aggiustamenti e la repressione.

Il nostro obiettivo è quello di consolidare un fronte di lotta che metta un freno alle politiche neoconservatrici, che stanno avanzando in Argentina e in America Latina, di espropriazione delle conquiste dei lavoratori e dei diritti acquisiti dai settori popolari.

Non abbiamo esitato a segnalare immediatamente che il governo Macri, le multinazionali e i loro dirigenti avevano la ferma intenzione di abbassare il “costo argentino”, con la riduzione dei salari e un colpo d’accetta ai benefici sociali, dalle pensioni all’indennità di contingenza.

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Cuba, un’isola africana

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cuba africa cooperazionedi Carlos Lopes Pereira | da avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Evidenziando i legami storici che uniscono i popoli di Cuba e Africa, Amilcar Cabral un giorno affermò che la terra di Fidel è “un’isola africana persa nel Mar dei Caraibi”. Sentimento condiviso dal rivoluzionario cubano, per il quale Cuba è “un paese latino-africano”.

Assassinato nel 1970 da agenti del colonialismo portoghese, il leader della lotta politica e armata per l’indipendenza nazionale della Guinea Bissau e di Capo Verde era un grande ammiratore della Rivoluzione Cubana e dei suoi dirigenti.

All’inizio del 1965, Cabral si era incontrato a Conakry con Ernesto Che Guevara, in viaggio in Africa per incontrare dirigenti di movimenti di liberazione nazionale e regimi progressisti come quelli di Algeria, Egitto, Ghana e Tanzania. Poco tempo dopo, Cuba avrebbe spedito alimenti, medicinali, uniformi e armi per i combattenti del PAIGC (Partito Africano per l’Indipendenza della Guinea e di Capo Verde, ndt). E avrebbe inviato i primi medici e consiglieri militari per appoggiare il governo di Massamba-Debat, del Congo (Brazzaville), e i guerriglieri del FRELIMO in Mozambico, e del Congo (Leopoldville). Più tardi, alla metà del 1966, sarebbero sbarcate nelle aree liberate della Guinea Bissau squadre di medici e di consiglieri militari cubani.

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L’esperienza della Gioventù Comunista in Unione Sovietica offre una lezione

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legagiovanilecomunista cinadi Zhang Shuhua (direttore dell'Istituto sugli Studi sull'Informazione all'Accademia Cinese di Scienze Sociali e Direttore di Social Sciences Abroad) | da globaltimes.cn

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Le discussione su come approfondire le riforme nella Lega Comunista Giovanile in Cina non finisce mai. Al riguardo, l'esperienza della Unione Leninista Comunista Giovanile dell'Unione Sovietica può servire da riferimento.

Si, da quando la Lega Giovanile dell'Unione Sovietica assunse questo nome nel 1926 giocò per un lungo periodo un ruolo attivo nel mobilitare i giovani per prendere parte agli affari pubblici, allo sviluppo economico e ai servizi sociali. I membri della Lega Giovanile diedero il proprio contributo in una serie di progetti negli anni 30 come la Stazione Idroelettrica Dneprodzerzhinsk, nella ferrovia Turkestan Siberia, alla fabbrica di costruzione di macchinari degli Urali e alla fabbrica di trattori di Stalingrado.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, 500'000 giovani e valenti membri della Lega Giovanile andarono nell'Est e nel Nord dell'Unione Sovietica per costruire le principali basi industriali. Circa 350'000 giovani fecero grandi sforzi nelle terre non coltivate dell'estremo oriente per fornire grandi quantità di cibo al paese.

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Milosevic: il Tribunale dell’Aja, dopo averlo ucciso in carcere, scagiona il Presidente jugoslavo e serbo da ogni accusa, circa crimini di guerra in Bosnia

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milosevic primopianoA cura di Enrico Vigna, portavoce Forum Belgrado Italia

Riceviamo dal compagno Enrico Vigna, portavoce Forum Belgrado Italia, e volentieri pubblichiamo.

Il Tribunale Penale Internazionale per l'ex Jugoslavia (ICTY) dell'Aia ha stabilito alla fine, che il Presidente jugoslavo e serbo Slobodan Milosevic, non era stato responsabile per i crimini di guerra commessi durante la guerra in Bosnia nel 1992-1995.

Con una sentenza conclusiva, la Camera di primo grado del TPI dell’Aja ha unanimemente sentenziato che Slobodan Milosevic non era parte di una "impresa criminale congiunta" per perseguitare musulmani e croati durante la guerra in Bosnia.

Il giudizio del 24 marzo 2016 afferma che "la Camera ha stabilito che non vi erano prove sufficienti presentate in questo caso, per stabilire che Slobodan Milosevic fosse parte di un progetto per scacciare i musulmani bosniaci e i croati bosniaci dal territorio serbo-bosniaco…”.

I giudici hanno sottolineato che Slobodan Milosevic e Radovan Karadzic avessero all’inizio della guerra, operato per la conservazione della Jugoslavia e che Milosevic era sempre schierato su questa posizione. La Camera del TPI ha stabilito che “… Slobodan Milosevic ha sempre perseguito questo obiettivo ed era contro la secessione della Bosnia-Erzegovina… ".

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Leonardo Boff: “Gli USA vogliono ricolonizzare l’America Latina”

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venezuela bandiera follada Avante.pt | Traduzione di Marx21.it

L’ex sacerdote e teologo brasiliano Leonardo Boff avverte che esiste “un progetto per ricolonizzare l’America Latina”, da parte degli Stati Uniti che “vogliono controllare il continente”.

C’è un progetto degli Stati Uniti per ricolonizzare l’America Latina e renderla sempre di più una zona che esporti mercanzie e che non aggiunga valore ai suoi prodotti. L’America Latina deve fornire beni che in altri siti non esistono.

La denuncia è stata fatta il 15 agosto dal brasiliano Leonardo Boff, che è stato sacerdote francescano fino al 1992 e uno dei predicatori della Teologia della Liberazione, una corrente progressista in seno alla Chiesa Cattolica.

Per Boff, “l’idea chiave del Pentagono è un solo mondo, un solo impero. Il filosofo ha espresso la sua preoccupazione in merito ai negoziati in corso tra i presidenti Barack Obama e Mauricio Macri per l’installazione da parte degli Stati Uniti di due basi militari in Argentina, una in Patagonia e l’altra alla frontiera con il Brasile e il Paraguay, nei pressi del bacino Guaranì, “una dei maggiori bacini di acqua dolce del mondo”. Boff ha ricordato che la cooperazione militare tra Buenos Aires e Washington è ripresa con Macri, dopo che si era quasi arrestata durante il mandato dell’ex presidente Cristina Kirchner.

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In Spagna, la Fondazione Soros redige una vera e propria lista di proscrizione

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soros primopianoda mundo.sputniknews.com

Nota e traduzione a cura della redazione di Marx21.it

Da tempo è noto un elenco (sicuramente incompleto) delle Ong “filantropiche” finanziate dal magnate George Soros. E’ noto anche il ruolo “propulsivo” che tali organizzazioni hanno svolto e svolgono nella preparazione delle numerose “rivoluzioni colorate” riuscite o fallite in ogni angolo del pianeta, che ebbero inizio a partire dall’implosione del sistema socialista su scala mondiale, nel 1989. Sono organizzazioni che non hanno esitato a sostenere le azioni eversive e i crimini di gruppi nazi-fascisti e formazioni terroristiche, come nel caso del golpe in Ucraina del febbraio 2014 e del supporto logistico e propagandistico prestato in questi giorni, ad Aleppo, al cosiddetto “esercito della conquista” che raccoglie le bande di tagliagole islamisti non direttamente riconducibili allo “Stato Islamico” e che si battono contro il legittimo governo di Damasco, sostenute apertamente dagli Stati Uniti e dai suoi alleati della NATO.

Quello che però è emerso in questi giorni con la stesura, ad opera della Fondazione Soros, di una vera e propria lista di proscrizione di esponenti politici e giornalisti spagnoli, accusati di essere “filo-russi” (link), indica un salto di qualità nell’iniziativa del “filantropo” statunitense e fa calare ombre inquietanti sul già precario stato di salute della “democrazia” e della libertà di opinione in quello che, ai tempi della guerra fredda contro il sistema socialista, veniva con enfasi definito “mondo libero”. E francamente stupisce che una simile notizia sia passata praticamente inosservata nel nostro paese, dove, ricordiamo, operano strutture che collaborano con la fondazione di Soros.

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Gli apologeti del terrore

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guerra fuoco militaridi Jorge Cadima | da “Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

“E’ personalmente preparata a lanciare un attacco nucleare che uccida centomila uomini, donne e bambini innocenti?”. Alla domanda di un deputato, nel dibattito parlamentare sul programma di sottomarini nucleari britannici Trident, la prima ministra, recentemente insediatasi e difensora della permanenza della Gran Bretagna nell’UE, Theresa May, ha risposto con un categorico “Si” (Guardian, 18.7.2016). Non è la prima volta che il genocidio è difeso apertamente. Il 12 maggio 1996, nel programma “60 minuti” della CBS fu chiesto all’allora ministra degli Affari Esteri degli USA, Madeleine Albright, a proposito delle sanzioni che, per interposta ONU, gli Stati Uniti comminavano all’Iraq: “Abbiamo sentito dire che mezzo milione di bambini sono già morti. Ci sono più bambini morti che a Hiroshima. […] E’ un prezzo che vale la pena?”. La ministra del Presidente Clinton rispose: “E’ una scelta molto difficile, ma pensiamo che ne valga la pena”.

Madeleine Albright ha parlato alla Convenzione del Partito Democratico che ha consacrato Hillary Clinton come candidata alla Presidenza degli USA. E’ naturale. La “Regina del Caos” ha responsabilità dirette nella distruzione di paesi come la Libia e la Siria e per le centinaia di migliaia di morti che ne sono risultati. In Internet si può vedere il video in cui la Clinton, nel giorno del linciaggio di Gheddafi, esulta di fronte a chi la intervista e, parafrasando Giulio Cesare, proclama “siamo venuti, abbiamo visto ed è morto”, dopo di che si lancia in una sghignazzata. Come diceva John Lennon, nella sua canzone Working Class Hero: “continuano a dire che ci sono ancora posti in alto, ma prima devi imparare a sorridere mentre uccidi”.

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Fidel Castro: il compleanno

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fidel castro ruz 2Ringraziamo Roger López García, Consigliere Politico e per la Stampa dell'Ambasciata della Repubblica di Cuba in Italia, per averci inviato la traduzione dell'articolo scritto da Fidel Castro alla vigilia del suo 90° compleanno. 

Domani compirò 90 anni. Sono nato in un territorio chiamato Birán, nella regione orientale di Cuba. È conosciuto con quel nome, anche se non è mai apparso in una mappa. Dato il suo buon modo di agire era conosciuto da amici vicini e, naturalmente, da una pletora di rappresentanti politici e ispettori che si vedevano intorno a qualunque attività commerciale o produttiva proprie dei paesi neocolonizzati del mondo.

In una certa occasione ho accompagnato mio padre a Pinares de Mayarí. Avevo allora otto o nove anni. Come gli piaceva conversare quando usciva dalla casa di Birán! Lì era il padrone delle terre dove si piantavano canna da zucchero, foraggi e altre coltivazioni dell'agricoltura. Ma a Pinares de Mayarí non era padrone, bensì affittuario, come molti spagnoli che furono padroni di un continente in virtù dei diritti concessi da una Bolla Papale, della cui esistenza nessuno dei popoli e degli esseri umani di questo continente era a conoscenza. Le conoscenze trasmesse erano già in gran parte tesori dell'umanità.

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I comunisti russi si preparano alle elezioni per il rinnovo del parlamento

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zyuganov podiodi Ghennady Zyuganov, leader del Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR)
da kprf.ru

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

Il resoconto (e il video) dell’intervista concessa dal leader dei comunisti russi all’importante stazione radio “Eco di Mosca”, in vista delle prossime elezioni politiche per il rinnovo della Duma di Stato della Federazione Russa.

Zyuganov ha affermato che per la comprensione del futuro è necessario esaminare con attenzione i processi in corso. “Siamo tutti caduti in una trappola”, ha detto. “La cisi sistemica che ha avuto inizio in America otto anni fa, ha travolto duecento paesi. E noi siamo precipitati nella fossa più di tutti”. Il leader dei comunisti ha ricordato che due precedenti crisi sistemiche si sono concluse con la guerra. E ha anche sottolineato l’impatto devastante sull’economia del paese della politica economica e finanziaria liberale, promossa dal governo.

Per uscire dalla crisi, Zyuganov ha invitato ad attuare politiche indirizzate allo sviluppo delle forze produttive e al superamento delle divisioni sociali. A questo proposito, egli ha osservato che il Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR) si presenta alle elezioni con un programma elaborato fin nei dettagli, che ha ricevuto un largo sostegno pubblico, e che è pronto in caso di vittoria a formare un governo di fiducia nazionale. Il Presidente del CC del PCFR ha anche invitato a ricordare l’esperienza della modernizzazione leninista-stalinista e a prestare attenzione alle aziende popolari, che stanno dimostrando un’alta efficienza, pur nelle condizioni della crisi.

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Donne Unite per la pace e contro l’imperialismo

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widf fdim fdif bogota2016Verso il XVI Congresso della Federazione Internazionale Democratica delle Donne

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

La WIDF - FDIM - FDIF Women's International Democratic Federation verso il suo XVI congresso, il 15/18 settembre 2016 a Bogotà, Colombia

Il tema generale del XVI congresso della FDIM sarà: “Donne Unite per la pace e contro l’imperialismo”.

Vi parteciperanno delegate delle associazioni affiliate alla FDIM/ WIDF dai cinque continenti (in numero di tre per ciascuna organizzazione). Altre parteciperanno ai lavori congressuali in qualità di invitate dal Comitato organizzatore, che è composto dalle organizzazioni colombiane ospitanti ( Fdim Col) e dalla segreteria internazionale della FDIM .

Si stanno elaborando dal CD uscente della FDIM/WIDF sei tesi da sottoporre al congresso:

1. Guerre imperialiste, aggressioni e sfide alla pace. Una sezione speciale di questa tesi sarà dedicata alla regione araba. Coordinano l'elaborazione di questa tesi le affiliate di Grecia e Libano.

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"Mio padre, uomo generoso e tenero: ha sfidato la paura per la libertà"

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giovannipesce tizianadi Stefania Consenti | da www.ilgiorno.it

Tiziana, figlia di Giovanni Pesce: "Giusto che Milano gli intitoli una via"

Ringraziamo la compagna Tiziana Pesce per averci autorizzato a riprendere la sua intervista

Tiziana Pesce, la notizia non è stata ufficializzata ma è intenzione del Comune intitolare a suo padre una via, una piazza o i giardini di piazzale Loreto, un luogo simbolo. Che ne pensa?

"Finalmente, era tempo che si prendesse una decisione di questo tipo. Mio padre ha fatto tanto per questa città e Milano sembra averlo dimenticato. L’anno prossimo ricorre il decennale della sua scomparsa".

Tiziana, 65 anni, è figlia unica di Giovanni Pesce, comandante dei Gap - i gruppi patriottici che attaccavano in città in varie situazioni -, medaglia d’oro della Resistenza, onorificenza consegnatagli in piazza Duomo il 25 aprile 1947 e firmata da De Gasperi, e di Onorina Brambilla, pure lei partigiana, staffetta della 3 Gap comandata da Pesce. Così si conobbero. Un amore grande. Una coppia inossidabile, cementata dai valori della Resistenza, rimasti insieme per 62 anni. Entrambi sepolti al Famedio.

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La fabbrica del falso

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Intervista di TeleAmbiente a Vladimiro Giacché

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Sulla Siria menzogne a gogò

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siria esercito silhouettedi Mauro Gemma

Le televisioni di regime, ormai da giorni, continuano a insistere sullo stesso tasto. E in questo periodo ferragostano le menzogne diffuse, sugli sviluppi della situazione in Siria, non solo non hanno registrato una pausa, ma hanno raggiunto un livello parossistico.

In particolare per le reti legate al governo e al PD, da quelle parti, a battersi contro l'ISIS sarebbero solo i curdi, le bande turcomanne (le stesse che massacrarono il pilota dell'aereo russo abbattuto da un F16 turco, mentre era impegnato proprio in un'azione contro l'ISIS) e i ribelli anti-Assad sedicenti "moderati" (anch'essi caratterizzati dalla presenza di componenti integraliste sunnite, come la Fratellanza Musulmana e gruppi fanatici sostenuti dall'Arabia Saudita che sono responsabili di tante atrocità, denunciate spesso anche dalla Chiesa siriana). Una coalizione che gode di benedizione e sostegno logistico dell'amministrazione USA e dei suoi alleati europei e del Golfo, che su questi alleati contano, non tanto per sconfiggere lo "Stato Islamico", quanto soprattutto per creare rapporti di forza tali da determinare le condizioni del rovesciamento del governo a guida Baath.

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Lo Sviluppo della Cina è ispirazione per il mondo intero

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zivadin jovanovic L1da www.beoforum.rs

Intervista a Zivadin Jovanovic, Presidente del Forum di Belgrado per un Mondo di Eguali, ex ministro degli esteri della Repubblica Federale Jugoslava

D: Lei è grande amico della Cina, paese che visita spesso. Cosa la impressiona più di tutto il resto?

R: Per decenni sono stato coinvolto nello sviluppo della cooperazione e delle relazioni tra Jugoslavia e Cina. Oggi le nostre relazioni hanno carattere strategico. La recente visita del Presidente cinese Xi Djinping alla Serbia è di importanza storica, e crea le basi per la cooperazione del XXI secolo. Sono personalmente impressionato di come la Cina si sia trasformata da Paese sottosviluppato e chiuso a Paese aperto e prosperoso con risultati straordinari in campo economico, scientifico e tecnologico. Lo sviluppo cinese diventa fonte di ottimismo in un mondo che deve affrontare nuove sfide e nuovi problemi.

D: Prima della nascita della Repubblica Popolare Cinese, era un paese sottosviluppato. Ma ora la Cina occupa un posto centrale sulla scena mondiale. Secondo lei, qual è la ragione principale per tale risultato? Qual è il ruolo del partito comunista in questo processo?

R: Il Partito Comunista ha giocato un ruolo cruciale in tutte le fasi dello sviluppo cinese. Il Partito è sempre stato fermamente unito con la propria gente difendendo la libertà dai padroni stranieri e dagli occupanti fascisti, salvaguardando la sovranità e l’integrità territoriale della Patria, tracciando la strategia per lo sviluppo economico, sociale e culturale. Grazie al Partito, i bisogni degli uomini e delle donne, sono sempre al centro delle decisioni politiche. Credo che quest’unità tra popolo, partito e Stato sia la base dei grandi risultati raggiunti in Cina in tutti i campi.

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Dove stanno andando gli Stati Uniti?

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Usa bandiera 640750di Albano Nunes, Segreteria del Partito Comunista Portoghese | da Avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Quo vadis?

Dove stanno andando gli Stati Uniti? Fino a quando il popolo statunitense continuerà ad essere vittima della dittatura del capitale finanziario e del potente complesso militare industriale che tanta sofferenza ha già arrecato al mondo? E non si individueranno motivi di speranza nella capacità dei lavoratori e del popolo di questo grande paese di liberarsi dal dominio dell'oligarchia finanziaria e di imporre una politica rispettosa della sovranità dei popoli e indirizzata al disarmo e alla pace? E nel breve periodo che cosa è lecito attendersi?

A tre mesi dalle elezioni presidenziali statunitensi si può dare per scontato che l'immensa copertura mediatica planetaria delle “primarie” continuerà persino ad intensificarsi, non perché ci si aspetti un dibattito chiarificatore attorno alle principali questioni che riguardano le grandi responsabilità degli USA sul piano internazionale, ma per distrarci da esse e trasmettere un'errata percezione degli USA come bastione della democrazia e potenza “protettrice” indispensabile. E' necessario combattere la pericolosa pretesa di imporre una cultura vassalla dell'imperialismo nordamericano. Ma è soprattutto necessario individuare, dietro al deprimente show propagandistico che da mesi occupa le prime pagine dei media in tutto il mondo, i segnali di crescente resistenza popolare alla classe dominante.

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Putin e le prossime elezioni negli USA

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Intervistato dal giornalista Fareeed Zakaria durante il Forum Economico Internazionale 2016 di San Pietroburgo, a cui era presente anche Matteo Renzi, il presidente russo si esprime su Donald Trump e sulle ormai prossime elezioni negli Stati Uniti. 

Traduzione e sottotitoli realizzati da Fort Rus.

Link al video sottotitolato sul canale Fort Rus:https://youtu.be/sB6pPXt4e58
Link al video originale su RT: https://www.youtube.com/watch?v=mPc3FN5pbHc

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