Contro l'imperialismo, per un Mediterraneo di Pace - Tutti gli interventi

Contro l'imperialismo, per un Mediterraneo di Pace - Tutti gli interventi

TUTTI GLI INTERVENTI

Ricostruire il Partito Comunista - Palermo, 28 febbraio 2015

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Il futuro del Vicino Oriente

Il futuro del Vicino Oriente

di Thierry Meyssan

Sembra che tutti gli Stati che hanno sostenuto l'ISIS abbiano cessato di farlo, aprendo la strada a una ridistribuzione delle carte.

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L'imperialismo dall'Ucraina al Mediterraneo

L'imperialismo dall'Ucraina al Mediterraneo

Intervento di Fausto Sorini

Intervento di Fausto Sorini, responsabile esteri PCd'I, all'evento organizzato, il 28 febbraio 2015, da "Ricostruire il Partito Comunista" a Palermo: "Contro l'imperialismo per un Mediterraneo di pace"

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Appello del Comitato contro la guerra di Milano

Appello del Comitato contro la guerra di Milano

Comitato contro la guerra di Milano

Questo appello nasce dalla volontà dei soggetti promotori di mobilitarsi contro la politica di aggressione, condotta dalla NATO – USA in testa, che ha già provocato una violenta rottura degli equilibri in tutto il Medio Oriente, in parte del continente…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

L' "Alternative diplomacy" cinese in risposta al "Pivot to Asia"

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cina bandiera sfumatadi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Il nuovo bilancio per la difesa (sarebbe meglio dire “per la guerra”) che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha presentato nei giorni scorsi al Congresso (543 miliardi di dollari ai quali vanno aggiunti ulteriori 51 per il sostegno agli impegni militari in Siria e Iraq) si ribadisce che la priorità militare “assoluta” - parole del segretario alla Difesa (alla “guerra”) - resta quella del “Pivot to Asia”, ovvero la politica di containment nei confronti di Pechino. A questo fine, anche per rispondere ai timori del Pentagono sulla progressiva riduzione del gap tecnologico-militare, sono stanziati 10,6 miliardi dollari per l'acquisto di 57 caccia F-35 Joint Strike e ulteriore 1,2 miliardi di dollari per la costruzione di un nuovo bombardiere strategico. Inoltre si prospetta un aumento dell'8% della presenza marittima militare statunitense nell'area entro l'anno, e la distribuzione di 112 navi da guerra entro il 2020.

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Mozambico: il Frelimo lavora per la pace

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frelimo nyusidi Carlos Lopes Pereira | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

In Mozambico, il Frelimo prosegue la lotta per la pace e per maggiore sviluppo e cerca di superare gli ostacoli che minacciano la tranquillità nel paese.

Il vincitore delle elezioni presidenziali del 15 ottobre, Filipe Nyusi, candidato del Frelimo, ha preso possesso a Maputo della carica di capo dello Stato e ha fatto appello alla difesa e al rafforzamento delle grandi conquiste storiche del popolo mozambicano – l'indipendenza, l'unità nazionale e la pace.

A pochi mesi dalla festa del 40° anniversario dell'indipendenza, Nyusi ha ricordato nel discorso dell'investitura l'esempio ispiratore dei presidenti che lo hanno preceduto (Samora Machel, già scomparso, Joaquim Chissano e Armando Guebuza) e, anche, del fondatore del Frelimo, Eduardo Mondlane, assassinato nel 1969 da agenti del colonial-fascismo portoghese.

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La Russia non arretra, l'Occidente prova a ricompattarsi

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mini1 115 500di Demostenes Floros | da Limes

Mosca reagisce al crollo del rublo e alle sanzioni di Usa e Ue con l'Unione Economica Eurasiatica e l'aiuto della Cina. Nel Vecchio Continente andrebbe seguito l'esempio della Grecia.

Il prezzo del greggio ha proseguito il suo trend discendente a gennaio. Brent e Wti, dopo aver raggiunto il minimo da 6 anni, hanno tuttavia chiuso il mese in marcato recupero, rispettivamente a 52,95 dollari/barile ($/b) e 48,19 $/b. All'origine di questo dato ci sono le notizie provenienti dagli Stati Uniti, che indicavano una riduzione delle trivelle attive del 24% rispetto al picco di ottobre, in particolare nel settore del fracking.

Il calo del prezzo del petrolio ha trascinato verso il basso i prezzi del gas naturale, in particolare i contratti indicizzati al greggio take or paypiù che sul mercato spot, comunque in discesa a causa della debole domanda. Tra le materie prime, anche il prezzo del rame è crollato a dimostrazione di una situazione economica globale di grande instabilità.

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Tsipras, l'Unione Europea e l'esigenza di uno sguardo lungo

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varufakis 23935e6fdi Fosco Giannini per Marx21.it

Com’è vero che la fase storica, in Europa, è totalmente sovraordinata – sino ai minimi dettagli politici, sociali e istituzionali – dalla nefasta e violenta costruzione dell’Unione europea per mano del capitale transnazionale europeo, così è vero che le vicende di questi giorni di inizio febbraio 2015 – tutte segnate dal tentativo di Alexis Tsipras e dal suo ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, di aprire con la BCE una trattativa sul debito greco - sono di capitale importanza sia per le future dinamiche interne all’Ue che per le stesso futuro politico delle forze comuniste e di sinistra d’Europa.

Dopo la vittoria elettorale e la costituzione del nuovo governo greco, Tsipras e Varoufakis, in questi giorni, sono partiti per un tour europeo, con l’obiettivo di presentare ai governi, alla Merkel, a Juncker e alla BCE di Mario Draghi, il loro progetto di “accordo provvisorio”, cioè la dilazione dei termini di pagamento del debito greco in cambio di una flessibilizzazione del pagamento stesso ( nell’essenza: il governo greco potrebbe pagare rate più alte nelle fasi di crescita economica e rate più basse nelle fasi d stagnazione) e in cambio di un programma radicale condotto dal governo Tsipras “ contro gli sprechi, la corruzione e l’evasione fiscale”.

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Veniamo da lontano e andiamo lontano...

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di Mario Ori, Segretario della Federazione PCdI di Modena

Hammer-and-Sickle-5L'Italia, dopo avere conosciuto il più forte (nonché uno dei più originali, innovativi e fertili) partito comunista d'occidente, lo ha visto poi “suicidarsi” e successivamente, in poco più di vent'anni da quel “suicidio”, ha visto definirsi ed imporsi un quadro politico nel quale la sinistra è pressoché annientata: qui dunque più che in altri paesi si ha la necessità di ricostituire una fiducia nell'avvenire. 

Non che non vi siano sensibilità anche diffuse che con maggior o minor ragione si autodefiniscono di “sinistra”. Da anni però sono frammentate e litigiose, e di fatto politicamente irrilevanti, prese a estemporanei progetti (ne abbiamo viste d'ogni, e tutti abbiamo la nostra parte di “peccati” da farci perdonare, dai “girotondi” a “Rivoluzione Civile”), ed oggi affascinate da modelli importati (Die Linke, Siryza, Podemos, …), e soprattutto troppo spesso caratterizzate da malcelate ma evidenti pulsioni personalistiche.

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Libertà per Leonard Peltier

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peltier leonarddi Giorgio Langella

Il 6 febbraio 1976 Leonard Peltier, nativo americano, venne imprigionato. Sono, quindi, 39 anni (14.245 giorni) quelli che ha vissuto in carcere perché, accusato dell'uccisione di due agenti FBI, venne condannato a due ergastoli. Una condanna ingiusta, risultato di un processo fatto non tanto per trovare il colpevole ma per negare la libertà e il pensiero a una persona scomoda per il sistema perché Peltier era, ed è, un attivista per i diritti dei nativi americani. Leonard Peltier fu condannato in base indizi costruiti ad hoc e a prove inventate da una giustizia per nulla imparziale. Le richieste di revisione del processo, accompagnate da numerosissime prove che lo scagionavano, non hanno avuto alcuna risposta. Il presidente Obama, premio nobel “preventivo” per la pace, non ha mai risposto alle varie richieste di grazia, diventata ormai l'unica maniera di ridare a Peltier la libertà della quale è stato ingiustamente privato. Leonard Peltier è la prova tangibile di come, nei “democratici” Stati Uniti, sia difficile ottenere giustizia per chi non ha né ricchezza né potere. E per chi fa parte di un popolo discriminato.

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I comunisti ucraini e degli altri paesi contro il fascismo e la sua guerra nel Donbass

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kpu riunioneda www.kpu.ua 

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Il Partito Comunista di Ucraina ha partecipato alla riunione del Gruppo di Lavoro per la preparazione del 17° Incontro dei Partiti Comunisti e Operai (link)


Una delegazione del Partito Comunista di Ucraina ha preso parte (a Istanbul, ndt) alla riunione del Gruppo di Lavoro per la preparazione del 17° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai. Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti di 14 partiti.

I membri della delegazione ucraina hanno esposto ai compagni degli altri paesi le considerazioni del Partito Comunista di Ucraina. Nel documento presentato si afferma:

“Il Partito Comunista di Ucraina si rivolge ai partecipanti al Gruppo di Lavoro per la preparazione del 17° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai con un appello a rafforzare gli sforzi nella lotta contro la fascistizzazione dell'Ucraina e per prevenire la diffusione dell'ideologia disumana del fascismo in Europa e nel mondo.

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In Venezuela è in corso un colpo di stato, proprio in questo momento

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maduro pugnochiusoda www.lantidiplomatico.it

Ma in Italia arrivano solo gli editoriali, pilotati, del New York Times....

“In Venezuela c’è in corso un colpo di stato. I pezzi si stanno sistemando come in un brutto film sulla CIA. A ogni punto di svolta viene rivelato un nuovo traditore, viene fuori un tradimento, pieno di promesse di rivelare la prova inconfutabile che giustificherà ciò che è ingiustificabile. Le infiltrazioni sono  incontrollate, le voci si diffondono come un incendio furioso, e la mentalità del panico minaccia di prevalere sulla logica. I titoli urlano pericoli, crisi e fine imminente, mentre i soliti sospetti dichiarano una guerra segreta alle persone il cui solo reato è quello di essere il guardiano del più grosso contenitore di oro nero del mondo”. Lo scrive su Telesur Eva Golinger, ma in Italia non arriva nulla al massimo leggiamo dell'editoriale del New York Times o degli attacchi di ABC a Diosdado Cabello di essere un boss della droga per le accuse di Leasmy Salazar, in servizio al tempo del Presidente Chavez, reclutato poi dalla DEA e che ora sta diventando“ la persona preziosa” nella guerra di Washington al Venezuela. Sono note le azioni di disinformazione del NYT sul Venezuela e poi l’uso di un personaggio come Salazar, prosegue Golinger, che era noto a chiunque fosse vicino a Chavez come una delle sue guardie leali, come una forza per screditare e attaccare il governo e i suoi capi, è una tattica della vecchia scuola dell’intelligence, una tattica molto efficace: infiltrate, reclutate e neutralizzate l’avversario dall’interno o con uno dei suoi.

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Ricostruire il Partito Comunista. Centralismo democratico e democrazia interna

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Cangemi-02di Luca Cangemi, Direzione Nazionale PRC
da www.ricostruirepc.it

Relazione al seminario sulla forma partito. Bologna, 24 gennaio 2015

Quando il vulcanico compagno Giannini mi ha chiesto di svolgere una relazione su “centralismo democratico e democrazia interna” ho compiuto l’operazione che fanno gli studenti di oggi, quando qualche docente ha la bizzarra idea di assegnare l’approfondimento di un concetto: affidare quel concetto a un motore di ricerca. Digitando centralismo democratico viene fuori un elenco lungo e bizzarro di articoli e dichiarazioni in cui il nostro concetto è utilizzato in termini sulfurei da chi protesta contro Grillo e Renzi. Nuove vittime del centralismo democratico, dopo quelle più celebri del 900, sarebbero la minoranza del PD e gli espulsi del Movimento 5 stelle. Il tono generale è irridente, l’ignoranza storica assoluta.

Il dato dello stravolgimento delle parole e della storia è clamoroso e, come in altri casi, molto condizionante, politicamente e culturalmente. Qui è particolarmente clamoroso perché siamo di fronte - dobbiamo trovare il modo di sottolinearlo - a un concetto politico di straordinaria rilevanza storica, direi di grande “successo” storico.

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Fronte elettorale dei comunisti e dei partiti arabi in Israele

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pc israeledi AC | da www.solidarite-internationale-pcf.fr

Traduzione di Marx21.it

Il 22 gennaio, il Partito comunista di Israele, animatore del raggruppamento Hadash, e i partiti arabi hanno firmato un accordo storico: ci sarà una lista unitaria anti-sionista, che avrà come scopo ottenere un risultato elettorale significativo, in grado di frapporre ostacoli all'estrema destra israeliana.

Il momento è grave per i cittadini arabo-palestinesi in Israele. L'ala più dura del sionismo, accolta come baluardo dell'antiterrorismo a Parigi alcune settimane fa, tenta un colpo di forza per escluderli dalla vita politica.

Ciò passa simbolicamente attraverso la proclamazione ufficiale di Israele come “Stato ebraico” - attraverso una cittadinanza di secondo grado per i non ebrei -, ed anche elettoralmente con l'innalzamento della soglia per la rappresentanza dal 2 al 3,5%, per ottenere 4 seggi.

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Il «prestigio» dell’Italia

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resolutesupport toppedi Manlio Dinucci | da il Manifesto

Non poteva aprirsi meglio il 2015 per quell’Italia che basa sulle missioni militari «il suo rinnovato prestigio» (come sostenuto dal presidente Napolitano). 

«Grande apprezzamento» per l’impegno italiano sui vari fronti di guerra è stato espresso nientemeno che dal generale Martin Dempsey, la massima autorità militare Usa, negli incontri con il capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, e con il ministro della Difesa Roberta Pinotti. 

Subito dopo l’ammiraglio Mantelli ha preso parte a Bruxelles agli incontri tra i capi di stato maggiore della Difesa dei 28 paesi Nato, incentrati sulle «situazioni di crisi nei fianchi est e sud dell’Alleanza», sul «futuro della missione Resolute Support in Afghanistan» e sulla messa a punto del «Readiness Action Plan per garantire le capacità di risposta rapida e determinata alle nuove minacce alla sicurezza dell’Alleanza». L’impegno dell’Italia è a tutto campo. 

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Riflessioni sul programma di Syriza e il futuro della Grecia

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di Lorenzo Battisti

Le elezioni greche hanno generato molte aspettative a sinistra, nella speranza che la vittoria di Tsipras e di Syriza possa cambiare gli equilibri europei e quindi aprire la strada alla fine dei programmi economici di austerità che hanno colpito i paesi europei negli ultimi anni. Al contempo, l'alleanza con il Partito dei Greci Indipendenti ha colto di sorpresa molti.

Partirò da un'analisi del programma di Syriza e di come è mutato rispetto al 2012. Cercherò poi di indicare l'importanza delle scelte post elettorali.

Le differenze con il programma del 2012

Il programma di Syriza è stato presentato a Settembre a Salonnico durante un discorso tenuto da Tsipras e poi ampiamente diffuso in rete. Il discorso può essere trovato qui in inglese(1) mentre la traduzione italiana è disponibile qui (2).

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Qual è il futuro della CELAC

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CELAC-UE bandieredi Eduardo Tamayo G. | da alainet.org

Traduzione di Marx21.it

Il dibattito sul carattere e il futuro della CELAC (Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici) si è sviluppato nel III Vertice che il 29 gennaio ha concluso i suoi lavori rendendo pubblica una dichiarazione politica (link), un piano di azione e varie dichiarazioni specifiche.

Alcuni paesi hanno sostenuto che la CELAC dovrebbe trasformarsi in un organismo regionale con una segreteria, una sede permanente e uno statuto che sia ratificato dai congressi, vale a dire dotarla del carattere di istituzione. Altri, invece, hanno dichiarato che debba essere mantenuta come un'istanza di dibattito, dialogo politico e concertazione regionale.

Ricardo Patiño, ministro degli esteri dell'Ecuador, paese che assume la segreteria pro tempore della CELAC per il 2015, ha affermato che non è stato raggiunto un consenso su questo tema e che perciò la CELAC deve continuare ad operare come spazio di dialogo politico.

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La Cina da impero a nazione. Intervista con Diego A. Bertozzi

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bertozzi la cina da impero a nazioneda archiviostorico.info | a cura di Francesco Algisi

Diego Angelo Bertozzi (Brescia, 1973) vive a Castegnato (BS). Laureato in Scienze Politiche (indirizzo politico internazionale) ha pubblicato "La Festa dei lavoratori. Il Primo Maggio a Brescia dalle origini alla prima guerra mondiale" (Ediesse, 2009). Ha collaborato con "Storia in Network" e "Il Calendario del Popolo", occupandosi principalmente di storia cinese e americana. Attualmente prosegue la ricerca sulla storia del Primo Maggio. È autore del volume "La Cina da impero a nazione. Dalle guerre dell'oppio alla morte di Sun Yat-sen (1840-1925)" (Edizioni Simple, 2011), in cui ha ricostruito le tragedie del colonialismo e dell'imperialismo che hanno umiliato la Cina. Su questi temi Bertozzi ci ha rilasciato l'intervista che segue.

Dottor Bertozzi, la dinastia e la classe dirigente della Cina nel XIX secolo mirarono a conservare il proprio potere facendo ampie concessioni alle Potenze straniere. Come si spiega questo fatto?

Le continue sconfitte militari fecero ben presto comprendere alla dinastia Qing che la tradizionale visione "sinocentrica" delle relazioni internazionali in Asia era ormai definitivamente superata e che la propria sopravvivenza in una situazione di aggressione esterna e di ribellione interna (si pensi alla minaccia politica e militare dei ribelli Taiping) era legata alla ricerca di un accordo con le potenze straniere. 

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Siria: riunione governo – opposizione: i principi di Mosca

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principidimosca siria riunioneda albainformazione.com

Le sessioni della riunione consultiva preliminare tra la delegazione della Repubblica araba siriana e le delegazioni dell’opposizione si sono concluse a Mosca

La delegazione siriana ha concordato con i cinque partiti di opposizione e altri, una serie di principi presentati dalla Russia come “Principi di Mosca”. Che si concentrano sul mantenimento della sovranità e l’unità della Siria, della lotta contro il terrorismo in tutte le sue forme, sul regolamento della crisi con mezzi politici, il rifiuto di qualsiasi intervento esterno e la conservazione dell’esercito e le forze armate come simbolo delle istituzioni nazionali e statali unità.

Ed ecco il testo dei principi di Mosca:

Negli ultimi anni, il terrorismo si è diffuso in territorio siriano in un modo senza precedenti e ha causato migliaia di vittime tra i civili e milioni di sfollati. I terroristi e gli estremisti di tutto il mondo sono venuti a Siria. Il nostro paese ha dovuto affrontare gravi pericoli tra cui il più serio tentativo di estremisti di imporre un regime brutale che non ha alcun legame con le nobili tradizioni del popolo siriano.

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Ricostruire il Partito Comunista

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revolutiondi Fosco Giannini, Segreteria nazionale PCdI

Intervento al Convegno di Livorno del 21 gennaio 2015

Quando il compagno Christo Kabakciev, delegato dell’Internazionale Comunista, il 16 gennaio del 1921, al Teatro Goldoni di Livorno, al XVII Congresso Nazionale del Partito Socialista Italiano, afferma vigorosamente (criticando Serrati) che “i riformisti del Partito Socialista sono un ostacolo alla rivoluzione”, quale questione pone, nell’essenza, il compagno Kabakciev?

Pone la questione del ruolo rivoluzionario del Partito Comunista, della sua necessità storica; pone la questione della presa del potere come unica strada per la costruzione del socialismo e come discriminante tra riformisti e rivoluzionari.

Quando il compagno Umberto Terracini, il 17 gennaio del 1921, nello stesso Teatro Goldoni, a Livorno, esorta il PSI ad aderire ai 21 punti dell’Internazionale Comunista, quale questione pone, nell’essenza, il compagno Terracini?

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Risposta del PCdI alla richiesta del PD del Veneto

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pcdiAl responsabile regionale del PD
Roger De Menech

Vicenza, 28 gennaio 2015

Caro segretario, ho ricevuto, non nascondo, con un certo stupore la sua lettera del 27 gennaio nella quale “rinnova la disponibilità del PD” per intraprendere un percorso comune. A parte che questa mi risulta essere la prima lettera ricevuta e non un “rinnovo”, ritengo doveroso, pur accogliendo la sua richiesta per un confronto (che, per quanto riguarda il partito che rappresento non potrà essere per “lavorare alla piattaforma programmatica”), puntualizzare alcune cose. Soprattutto negli ultimi anni, le posizioni dei nostri partiti si sono profondamente divaricate. È nostra convinzione che le scelte fatte a livello nazionale e locale abbiano sempre di più collocato il PD su posizioni che poco o nulla hanno a che fare non solo con la sinistra ma, anche, con quella coalizione elettorale del centrosinistra della quale, ormai molti anni fa, il PdCI faceva parte.

Ci sono aspetti, per i comunisti italiani fondamentali, che oggi valutiamo inconciliabili.

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L'ideologia renziana contro tutti i lavoratori, pubblici e privati

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renzi pugni visodi Stefano Barbieri, segretario regionale PCdI Piemonte

La cosa più divertente è che Matteo Renzi è stato per due anni consecutivi il sindaco più assenteista d’Italia (con il 59% di assenze in consiglio comunale nel 2013 e addirittura l’82% nel 2012), ma ora ritiene giusto che in futuro paghi col licenziamento“un impiegato pubblico che sbaglia, partendo dai furti e arrivando all’assenteismo a volte vergognoso“, e su questo principio si dichiara “pronto al confronto in parlamento“. Ma c’è ben poco da confrontarsi: forse Renzi ignora che la legge italiana ha già introdotto da diversi anni la possibilità di licenziamento a seguito di un procedimento disciplinare per i dipendenti pubblici ladri o nullafacenti, che falsificano documenti, dichiarano il falso, riportano condanne penali definitive o hanno una insufficiente valutazione del rendimento nell’arco di un biennio. Il licenziamento non è ancora previsto, invece, per le cariche elettive ricoperte in seno alle istituzioni pubbliche, che consentono ancora di assentarsi a piacimento dal luogo di lavoro, come ha potuto fare il “sindaco d’Italia” quando era ancora sindaco di Firenze e come fanno molti Parlamentari italiani ed europei.

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Grecia

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di Pedro Guerreiro, Segreteria del Partito Comunista Portoghese
da www.avante.pt | Traduzione di Marx21.it

greece elections victoryCome è stato, e bene, sottolineato, i risultati delle elezioni svoltesi in Grecia hanno espresso la chiara volontà di cambiamento del popolo greco, che respinge l'attuale corso di distruzione economica e sociale e condanna i responsabili di ciò: la Nuova Democrazia e il PASOK, ma anche altre forze politiche che, come DIMAR, hanno applicato e appoggiato i “programmi di aggiustamento” dell'Unione Europea e del FMI.

SYRIZA ottiene circa il 36% dei voti che – con il “bonus” di 50 deputati attribuito alla forza politica più votata – le ha permesso di conquistare 149 deputati (su 300), per poi fare un accordo con i Greci Indipendenti (ANEL) e garantire la maggioranza parlamentare e la formazione del governo. Il Partito Comunista di Grecia ottiene 15 deputati.

Naturalmente, la realizzazione di questa volontà di cambiamento pone l'esigenza della conseguente rottura con la politica che è stata imposta al popolo greco, il che inevitabilmente significherà la rottura con gli strumenti, i meccanismi e gli strumenti dell'Unione Europea dove questa stessa politica è definita e che sostengono la sua imposizione – come del resto le inammissibili minacce alla Grecia avanzate nel quadro dell'Unione Europea e dell'euro sono lì a dimostrare.

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Sarà la Cina il “salvavita” dell'economia russa?

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russia cina bandieredi Ariel Noyola Rodriguez*
da www.cubadebate.cu

Traduzione di Marx21.it

La terza settimana di dicembre, dopo che il rublo aveva subito la sua peggiore caduta dalla crisi dei cambi del 1998, il governo della Cina ha manifestato immediatamente la sua solidarietà con il Cremlino. “Se la parte russa ne avesse bisogno, forniremo l'assistenza necessaria secondo le nostre possibilità”, ha annunciato il ministro cinese delle Relazioni Estere Wang Yi. Il sostegno è in buona misura il prodotto del fatto che la Cina è oggi il primo partner commerciale e il quarto maggiore investitore a Mosca. E' evidente che esiste una certa preoccupazione tra le élite di Pechino in relazione all'aggravamento della realtà economica russa.

Nell'ultimo anno, il rublo si è svalutato del 41% rispetto al dollaro e del 34% rispetto all'euro, fondamentalmente in conseguenza della caduta sostenuta del prezzo del petrolio negli ultimi 7 mesi e delle sanzioni applicate [alla Russia] dall'Unione Europea e dagli Stati Uniti dopo gli avvenimenti della Crimea. Nel corso del 2014 la caduta degli investimenti ha raggiunto i 130.000 milioni di dollari. La banca centrale della Russia ha speso circa 100.000 milioni di dollari per la difesa della moneta e questa cifra costituisce la quarta parte delle riserve accumulate.

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