Frontpage Slideshow | Copyright © 2006-2011 JoomlaWorks Ltd.

Associazione Politico-Culturale Marx XXI

“In lode della guerra fredda”. Recensione del libro di Sergio Romano

E-mail Stampa PDF

sergioromano inlodedellaguerrafreddadi Luigi Marino*

La disgregazione dell’URSS ha comportato, in tutti i paesi europei e non solo, diseguaglianze sociali più stridenti ,attacchi alle conquiste dei lavoratori, dinamiche finanziarie che prevalgono su quelle produttive, la fine del movimento dei non allineati (malgrado i tentativi di Cuba), la militarizzazione dei rapporti internazionali ,ma soprattutto la definizione di un mondo unipolare, che è il risultato in sostanza delle scelte unilaterali della politica estera degli USA ( Afghanistan,Irak,Libia,Siria,Ucraina ecc.).

Gli USA hanno pensato di essere i vincitori della “ guerra fredda” ,per cui la NATO non è scomparsa, anzi si è rafforzata. Non solo ha allargato i propri confini oltre quelli della vecchia URSS, ma non nasconde il proprio intento di estendersi sino agli stessi confini della Federazione Russa.

Con il Nuovo Concetto Strategico, sottoscritto nel pieno svolgimento dell’intervento militare nel Kosovo, la NATO oggi è una nuova “Santa Alleanza” del XXI secolo, che interviene con le cosiddette “ingerenze umanitarie” in aree geografiche al di fuori del suo territorio storico per imporre un proprio “modello di civiltà”.

Leggi tutto...

L'uovo del serpente

E-mail Stampa PDF

pcu corteodi Pedro Guerreiro, Segreteria del Partito Comunista Portoghese

da www.avante.pt | Traduzione di Marx21.it

Per i democratici e gli antifascisti i recenti sviluppi della situazione in Ucraina possono solo rappresentare motivo di preoccupazione.

Tra questi, c'è l'annuncio il 15 maggio della promulgazione delle leggi che – a partire da una monumentale falsificazione della storia – mirano a criminalizzare l'Unione Sovietica e, in termini pratici, a proibire l'ideologia comunista e a impedire l'attività del Partito Comunista di Ucraina, e anche di altre forze democratiche e antifasciste ucraine. Leggi che, contemporaneamente, intendono “legittimare” e promuovere l' “Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini” e l' “Esercito Ribelle Ucraino” che, va ricordato, commisero terribili atrocità contro le popolazioni dell'Unione Sovietica e della Polonia e collaborarono con le orde SS naziste nella Seconda Guerra Mondiale.

Questa decisione delle autorità di Kiev preannuncia l'intensificazione della repressione politica, anticomunista e antidemocratica dell'attuale corso di fascistizzazione e militarizzazione dell'Ucraina, scatenato con il colpo di Stato del febbraio 2014, fomentato e appoggiato dagli Stati Uniti, dall'Unione Europea e dalla NATO.

Leggi tutto...

Cina: Fronte unito, egemonia e sfide alla sicurezza

E-mail Stampa PDF

china-ngodi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Con l'espressione "Fronte unito" nella lunga fase rivoluzionaria della storia cinese si è inteso inizialmente definire la collaborazione tra il partito nazionalista - guidato da Sun Yat-sen - e il partito comunista cinese con l'obiettivo di riconquistare l'indipendenza, superare il sistema sociale incentrato sui signori della guerra (legati a loro volta a quella o a quell'altra potenza imperialista) e avviare una riforma politica e sociale del Paese. Come si precisava allora, da parte comunista anche in sede di Terza Internazionale, si trattava di avviare la fase democratico-borghese della rivoluzione.

Con l'aggressione giapponese a partire dai primi anni '30 del secolo scorso e il successivo scoppio della seconda guerra mondiale, la collaborazione tra i comunisti - ormai in grado di governare e avviare la trasformazione socialista in diverse aree della Cina e dotati di una propria forza militare - e nazionalisti – guidati da Chiang Kai-shek e su posizioni conservatrici quando non apertamente reazionarie - riprese con alterna fortuna appunto in nome della liberazione nazionale dall'aggressore.

Leggi tutto...

Di che colore è la rivoluzione che gli USA hanno preparato per la Russia?

E-mail Stampa PDF

kerry rivoluzionicoloratedi Pavel Rodkin | da it.sputniknews.com

L`ambasciatore americano in Russia John Tefft sarà invischiato in un colpo di stato dalle sembianze di una protesta pubblica, ne è convinto il membro del Club Zinoviev Pavel Rodkin.

Pavel Rodkin, esperto di branding e comunicazione visiva, dottore in Storia dell'Arte e membro del Club Zinoviev dell'agenzia russa di stampa internazionale "Rossiya Segodnya"

La nomina di John Tefft ad ambasciatore degli Stati Uniti in Russia è stata percepita come un possibile passo verso la destabilizzazione della situazione in Russia e in Eurasia nel suo complesso. A differenza di Michael McFaul, Tefft è considerato pragmatico e regista delle rivoluzioni colorate nell'ex Unione Sovietica. Sarà a tal proposito effettuato un nuovo tentativo di rivoluzione colorata in Russia e in che forma? Rispondere a questa domanda è impossibile senza analizzare e comprendere l'evoluzione della stessa tecnologia delle rivoluzioni colorate, che hanno cessato di essere non violente, così come degli strumenti mediatici della moderna guerra umanitaria e d'informazione.

Leggi tutto...

Y'en a marre e Balai citoyen: i nuovi "tirailleur" dell'imperialismo in Africa

E-mail Stampa PDF

Balai-citoyendi Fodé Roland Diagne
da michelcollon.info

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Non è raro sentire in questi paesi la seguente frase: "la cooperazione con i Brics, in particolare con la Cina, ha raggiunto in pochi anni ciò che secoli di dominio coloniale occidentale non hanno realizzato, in particolare in termini di investimento nelle infrastrutture".

L'opinione pubblica democratica, patriottica, antimperialista panafricana e senegalese ha appreso con stupore l'operazione mercenaria dei movimenti Y'en a marre [Siamo stufi marci, ndt] del Senegal e Balai citoyen [Ramazza civica, ndt] del Burkina Faso nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc). Le autorità del paese di Lumumba, Mulélé e Kabila hanno espulso i giovani missionari dell'Africa occidentale annunciando di aver recuperato "materiale, denaro e armi finalizzati a destabilizzare la Rdc" e di averli "arrestati per poterli processare".

Leggi tutto...

Rompere le catene dell'euro, dell'Unione Europea e della NATO

E-mail Stampa PDF

noeu greciadi Fausto Sorini, segreteria nazionale PCdI, responsabile esteri

In questo scorcio di maggio stanno venendo al pettine i nodi irrisolti dell’eurozona e dell’Unione Europea. Ed è questo anche il segnale che, sia pure in modi diversi e diversamente orientati, si è manifestato nel voto e/o nel posizionamento di diversi popoli del continente, come quello spagnolo, polacco, greco, britannico. 

Auguriamoci che questo sia anche il segnale che verrà dal voto italiano di domenica prossima, in primo luogo con l'affermazione dei candidati più conseguenti con tale orientamento presenti nelle liste progressiste, comuniste e di sinistra sostenute dal nostro partito.

Primo fra tutti, sta venendo al pettine il nodo greco. 

La Grecia, che Mario Monti considerava “il più grande successo dell’euro”, evidenzia una realtà che ormai solo chi sia in malafede o completamente disinformato può negare: la gabbia dell’eurozona ha fortemente indebolito la sua economia, provocando un drastico peggioramento della bilancia commerciale e un aumento del debito (privato e pubblico);

Leggi tutto...

Per i comunisti del Brasile l'unità nella lotta è “la bandiera della speranza”

E-mail Stampa PDF

pcdob pugnichiusiEditoriale di “Vermelho”, portale web del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)

Traduzione di Marx21.it

Nel lontano anno 1966, la 6° Conferenza Nazionale del Partito Comunista del Brasile formulava un giudizio complessivo sulla dittatura militare brasiliana che si era installata due anni prima. In modo approfondito, il documento si soffermava sulle cause del colpo di Stato, attribuendone la responsabilità alle classi dominanti retrograde, all'imperialismo statunitense e ai generali fascisti e vendi-patria. Senza illusioni, avvertiva che il regime era arrivato per durare e rivolgeva un accorato appello alla lotta. Con il suggestivo titolo di “Unione dei brasiliani per salvare il paese dalla crisi, dalla dittatura e dalla minaccia colonialista”, il documento metteva in rilievo la necessità della più ampia unità del popolo brasiliano come strada da percorrere nella lotta democratica e antimperialista.

L'idea ebbe successo. Nelle diverse fasi attraversate, la lotta contro la dittatura riuscì ad ottenere la vittoria, perché il popolo si unì in un vasto schieramento, e il più significativo esempio di ciò fu la mobilitazione per le elezioni del presidente della Repubblica, la famosa campagna “Elezioni dirette ora” (“Diretas Já”).

Leggi tutto...

Un esercito di lavoratori senza diritti

E-mail Stampa PDF

lavoro collagedi Manuela Palermi, presidente del CC del PCdI
www.comunisti-italiani.it

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo) esiste dal 1919 ed è un’importante agenzia delle Nazioni Unite. Si occupa di elaborare e supervisionare le norme internazionali del lavoro. E’ composta da rappresentanti dei governi, delle imprese e dei lavoratori e, almeno una volta l’anno, presenta una valutazione sulle condizioni di lavoro nel mondo. Ebbene questa organizzazione – che nulla ha di radicale o di estremista – ha scritto che il lavoro “vive oggi una situazione intollerabile, segnata dalla disoccupazione, dalla precarietà e dalle diseguaglianze”. Alla denuncia ha allegato dati impressionanti. Nel mondo ci sono più di 200 milioni di disoccupati, quasi 1.770 milioni di lavoratori poveri (meno di due dollari al giorno di salario), un’incalcolabile e sconosciuta marea di persone che lavorano nell’economia sommersa ed almeno 21 milioni di schiavi, la cifra più alta mai raggiunta nella storia dell’umanità.

Leggi tutto...

Il Califfato voluto dagli Usa

E-mail Stampa PDF

ISIS-a-Palmyradi Manlio Dinucci
da il manifesto, 26 maggio 2015

Men­tre lo Stato isla­mico occupa Ramadi, la seconda città dell’Iraq, e il giorno dopo Pal­mira nella Siria cen­trale, ucci­dendo migliaia di civili e costrin­gen­done alla fuga decine di migliaia, la Casa Bianca dichiara: «Non ci pos­siamo strap­pare i capelli ogni volta che c’è un intoppo nella cam­pa­gna con­tro l’Isis» (The New York Times, 20 maggio).

La cam­pa­gna mili­tare, «Inhe­rent Resolve», è stata lan­ciata in Iraq e Siria oltre nove mesi fa, l’8 ago­sto 2014, dagli Usa e loro alleati: Fran­cia, Gran Bre­ta­gna, Canada, Austra­lia, Ara­bia Sau­dita, Emi­rati Arabi Uniti, Bah­rain e altri. Se aves­sero usato i loro cac­cia­bom­bar­dieri come ave­vano fatto con­tro la Libia nel 2011, le forze dell’Isis, muo­ven­dosi in spazi aperti, sareb­bero state facile ber­sa­glio. Esse hanno invece potuto attac­care Ramadi con colonne di auto­blindo cari­che di uomini ed esplosivi.

Leggi tutto...

Il giorno della vittoria e il valore dell'antifascismo

E-mail Stampa PDF

bambino victory-day-paradedi Fabio Scolari

Mentre i motivi di aspro scontro politico tra la Federazione Russa e l’Occidente Europeo non sembrano trovare una soluzione stabile, nel rispetto del diritto all’autodeterminazione dei popoli, il 9 maggio ha visto sfilare sulla Piazza Rossa un’imponente parata militare per celebrare il “Giorno della Vittoria”. Anche in una data dal così alto valore morale, durante la quale viene ricordata la capitolazione della Germania Nazista durante la Seconda Guerra Mondiale, i leader delle principali nazioni europee non hanno mancato di mostrare la solita arroganza disertando la commemorazione. I nostri mass media, anche di fronte all’evidenza di un paese che ormai ha saputo riguadagnarsi un posto di prim’ordine a livello mondiale, dopo il collasso dell’Unione Sovietica, ed il rispetto di tutti gli stati che non vogliono sottomettersi ai desideri di Washington, continuano a ripetere le solite storielle su un suo presunto isolamento internazionale e su una sua volontà nascosta di conquista dell’intero pianeta. Il presidente Putin durante i festeggiamenti al contrario non ha esitato ad attaccare la politica imperialista e di constante ingerenza, amplificando le voci di chi come noi da tanti anni si batte in favore di un mondo multi-polare e per il rispetto della sovranità nazionale di ogni popolo, che ormai da decenni viene portata avanti dagli Stati Uniti e dai suoi alleati.

Leggi tutto...

Onore al comandante Mozgovoj e ai combattenti dell'Ucraina anti-nazista

E-mail Stampa PDF

Il Partito Comunista d’Italia apprende con dolore del barbaro assassinio del comandante Aleksej Mozgovoj e dei suoi collaboratori, avvenuto ieri 23 maggio 2015.

Il comandante della Brigata “Fantasma”, 4° Battaglione di Difesa Territoriale della Milizia Popolare della Repubblica di Lugansk, è stato una delle figure principali della resistenza del Donbass, rispettato dai suoi uomini, amato dal popolo e temuto dai nazionalfascisti, responsabili dei massacri di civili nelle regioni ucraine orientali e autori di feroci attentati terroristici per mano di gruppi di sabotaggio nei territori di Donetsk e Lugansk.

Inviamo le nostre condoglianze ai familiari dei caduti, ai combattenti della Brigata “Fantasma”, ai compagni dell’organizzazione comunista di Lugansk.

Inchiniamo le nostre bandiere. Onore ai combattenti dell'Ucraina anti-nazista.

Leggi tutto...

Aleksej Mozgovoj

E-mail Stampa PDF

mozgovoy alekseydi Aleksej Bogachev
da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Il leggendario comandante dei combattenti antifascisti del Donbass, Aleksej Mozgovoj, è stato vigliaccamente ucciso in un attentato.

Per ricordare la figura di Mozgovoj, il sito del Partito Comunista della Federazione Russa ha ospitato un articolo, in cui vengono illustrate le ragioni che motivavano il suo coraggioso impegno.

“Mentre ci opponiamo con le armi al genocidio del popolo russo sul territorio dell'ex Ucraina, come nessun altro avvertiamo la mancanza di norme legali che riguardino la più grande  nazione  divisa al mondo” – si legge in un documento firmato dai comandanti popolari. “E nonostante la differenza dei termini “maledetto moskal” (“moskal” è termine usato in modo dispregiativo per indicare i cittadini russi e russofoni in Ucraina, ndt) e “popolazione di lingua russa”, la tendenza appare una sola: la spersonalizzazione e la disintegrazione del popolo russo... Il tempo ha dimostrato che solo in presenza di un progetto nazionale e del consolidamento del popolo russo è possibile rispondere alle minacce che dobbiamo affrontare oggi” (http://www.regnum.ru/news/polit/1926116.html).

Leggi tutto...

Repubblica e Canton Ticino: la lista comunista raddoppia!

E-mail Stampa PDF

Massimiliano-AyRiceviamo dai compagni del Partito Comunista, e volentieri pubblichiamo, complimentandoci per il successo ottenuto nelle elezioni recentemente svoltesi nella Repubblica e Cantone Ticino, nella Svizzera Italiana

Lo scorso 19 aprile si sono svolte le elezioni politiche nella Repubblica e Cantone del Ticino, nella Svizzera Italiana. Accanto al rinnovamento del Gran Consiglio (parlamento) di 90 seggi eletti con il sistema proporzionale, la cittadinanza ha scelto anche i 5 ministri del Consiglio di Stato, ossia il governo del Cantone. Quest'anno si è introdotto il voto per corrispondenza e l'esito è stato non solo un incremento del fenomeno del “galoppinaggio” con buste di voto addirittura messe in vendita su ebay (naturalmente illegalmente) e casi di incetta di voti puniti penalmente, ma soprattutto con il superamento del 62,2% si è riscontrato un incremento della partecipazione al voto rispetto al 2011.

Leggi tutto...

Il contributo del PCdI al processo di ricostruzione di un movimento di lotta contro la guerra

E-mail Stampa PDF

no-guerrada www.comunisti-italiani.it

Care compagne/i, come avrete senz’altro visto sul sito e sulla pagina Facebook del partito e su altri portali online, nelle settimane scorse e’partita una campagna durevole per l’uscita dell’Italia dal sistema di guerra euro-atlantico, e per il rispetto rigoroso dell’art.11 della nostra Costituzione: articolo  tante volte violato negli ultimi 20 anni dai governi e dalle istituzioni italiane più alte, con la partecipazione dell’Italia a guerre niente affatto difensive (Iraq, Yugoslavia, Afghanistan, Libia..) e con la concessione di basi militari con finalità aggressive, come ad esempio il MUOS o la base di Vicenza.

Si tratta di una campagna promossa nelle settimane scorse sulla base di un manifesto politico sottoscritto da un gran numero di importanti personalità italiane dei più diversi orientamenti politici, culturali, religiosi  (per il nostro partito figurano alcuni senatori e senatrici, la vice-presidente nazionale dell’Anpi, Carla Nespolo, la presidente del Cc del partito, la compagna Manuela Palermi, ed altri).

Leggi tutto...

100 anni fa il "totalitarismo" della guerra

E-mail Stampa PDF

SoldatoMiglioredi Diego Angelo Bertozzi, Segreteria Provinciale PCdI Brescia
da comunistibrescia.org

NON E' TEMPO DI MEMORIALISTICA DELL'EROISMO E DEL SACRIFICIO

Il 24 maggio 1915 l'Italia entra in guerra a fianco di Francia, Gran Bretagna e Russia: gli avversari sono gli imperi di Germania e Austria-Ungheria. Per la propaganda si tratta di prendere parte ad una guerra di civiltà che avrebbe distrutto l'autoritarismo – rappresentato dagli imperi centrali – liberato le nazioni oppresse e dato un contributo definitivo alla vittoria della libertà e della democrazia. Una vera e propria “missione” in armi alla quale si adegua via via anche parte del movimento operaio italiano e la gran parte dei partiti che si riconoscevano nella Seconda internazionale: i voti a favore dei crediti di guerra dei socialisti francesi e dei socialdemocratici tedeschi spazzano via le tante risoluzioni internazionaliste e pacifiste adottate negli anni precedenti (l'ultima a Basilea nel 1912). Troppi distinguo e accorgimenti tattici hanno reso semplice carta straccia l'impegno a «compiere ogni sforzo» per impedire la guerra «con tutti i mezzi ritenuti più opportuni» e «sfruttare con tutte le forze la crisi economica e politica creata dalla guerra per scuotere gli strati più profondi della popolazione e accelerare la caduta del dominio capitalista»

Leggi tutto...

Tre associazioni firmano un appello contro la distruzione di Siria, Iraq e Medioriente

E-mail Stampa PDF

soldati-IS1L’urgenza è assoluta. L’avanzata mortale del sedicente Stato islamico e di altri gruppi fanatici in Siria e Iraq – ma anche in Yemen – può finire di uccidere il Medioriente ed è il frutto della complicità e cecità dei paesi Nato e delle petromonarchie loro alleate. Il documento che segue, firmato da tre organizzazioni di attivisti e fondato su fatti inequivocabili, intende lanciare l’allarme. Si rivolge a tutti. Tutti possono agire. Basta con l’inerzia degli ultimi anni. I popoli e i movimenti devono far pressione sui governi coinvolti in questa immane tragedia affinché si dissocino e boicottino chi l’ha provocata e ne è tuttora complice diretto o indiretto. Ma ci rivolgiamo anche ai paesi non occidentali (popoli e governi), affinché prendano in mano la situazione, isolando appunto i responsabili diretti e indiretti. (Marinella Correggia)

Dunque l’Occidente vuole che l’Isis prenda Siria, Iraq, Yemen…?  L’evidente incapacità della sedicente “coalizione internazionale anti-Isis” di fronte all’avanzata di terroristi – non solo Isis – in Siria e Iraq è forse frutto di una strategia? Il ministro Alfano ha detto in Parlamento: “Facciamo parte della grande comunità occidentale che combatte al meglio il terrorismo”. Doveva dire: “La comunità occidentale che aiuta al meglio il terrorismo”.

Leggi tutto...

Perché è urgente lottare contro la NATO e riscoprire il senso dell’agire politico

E-mail Stampa PDF

noguerranonato logodi Domenico Losurdo
da domenicolosurdo.blogspot.it

A quanti anche a sinistra esprimono riserve ed esitazioni sull’appello e sulla campagna «No Guerra No Nato. Per un paese sovrano e neutrale» vorrei suggerire di riservare particolare attenzione a quello che scrivono da qualche tempo la stampa e i media statunitensi. Al centro del discorso è ormai la guerra; ed essa, ben lungi dal configurarsi come una prospettiva del tutto ipotetica e comunque assai remota, viene sin d’ora discussa e analizzata nelle sue implicazioni politiche e militari. Su «The National Interest» del 7 maggio scorso si può leggere un articolo particolarmente interessante. L’autore, Tom Nichols, non è un Pinco Pallino qualsiasi, è «Professor of National Security Affairs at the Naval War College». Il titolo è di per sé eloquente e quanto mai allarmante: In che modo America e Russia potrebbero provocare una guerra nucleare (How America and Russia Could Start a Nuclear War). È un concetto più volte ribadito nell’articolo (oltre che nelle lezioni) dell’illustre docente: la guerra nucleare «non è impossibile»; piuttosto che rimuoverla, gli USA farebbero bene a prepararsi a essa sul piano militare e politico.

Leggi tutto...

Gli Stati Uniti e la loro “sicurezza nazionale”

E-mail Stampa PDF

marines smalldi Néstor García Iturbe* | da www.alainet.org

Traduzione di Marx21.it

Il governo degli Stati Uniti, abbastanza di frequente, porta avanti azioni, molte delle quali punitive, adducendo come giustificazione a quanto sta attuando il fatto che sarebbe minacciata la sicurezza nazionale.

Queste azioni potrebbero consistere sia nell'invasione di un paese, nel rovesciamento di un governo, nell'assassinio di un gruppo di persone, che nell'imposizione di sanzioni economiche a un paese e a qualcuno dei suoi cittadini.

Nel mese di febbraio del 2015, il Premio Nobel della Pace ha firmato un documento intitolato Strategia della Sicurezza Nazionale, in cui si stabilisce non solo che gli Stati Uniti definiscono la propria Sicurezza Nazionale, ma si prendono in considerazione le azioni che sono disposti a realizzare per garantirla.

Leggi tutto...

"E' il renzismo il primo e il principale avversario"

E-mail Stampa PDF

cremaschi giorgiodi Giorgio Cremaschi
da www.controlacrisi.org

Pubblichiamo come contributo alla discussione sulla drammatica crisi della democrazia nel nostro paese e su chi ne porta la responsabilità

Nel 1953 quella che fu allora chiamata legge elettorale truffa non scattò perché la Democrazia Cristiana ed i suoi alleati non raggiunsero il quorum richiesto del 50%+1 dei voti validi. Quella che doveva essere un'alleanza al centro in grado di acchiappare consenso in tutte le direzioni perse invece voti ad ampio raggio, alla sua sinistra prima di tutto, ma anche alla sua destra. Il progetto autoritario allora aveva respinto, invece che attrarre.

Oggi l'Italicum è molto più pericoloso della legge truffa del '53, che comunque assegnava un premio parlamentare consistente a chi già avesse conseguito la maggioranza assoluta dei voti. Oggi grazie al trucco del ballottaggio, che aggira la sentenza della Corte Costituzionale, un partito come il PD che, aldilà dell'exploit delle europee si attesta normalmente attorno al 30% dei voti validi, potrà conseguire una maggioranza assoluta priva di contrappesi e controlli.

Leggi tutto...

Venti di guerra in Ucraina

E-mail Stampa PDF

Mentre si continua a combattere in Ucraina orientale, Pandora TV presenta uno straordinario documento.

Le immagini girate il 30 agosto scorso all’indomani della battaglia di Ilovaisk, che ha causato almeno 459 vittime tra i soldati ucraini e i volontari dei battaglioni pro-Kiev. 500 i feriti, centinaia i dispersi. Un bilancio che in tutta la sua gravità è stato reso noto da una commissione d’inchiesta di Kiev solo poche settimane fa.È il ritratto di una sconfitta, quella dell’esercito ucraino. È il ritratto della crudeltà della guerra che rende tutti i peggiori. È un documento che mostriamo perché coloro che pensano che la tragedia sia finita si rendano conto di quanto può ancora accadere.

Leggi tutto...

Pagina 3 di 114