Fermiamo la repressione anticomunista in Ucraina!

Fermiamo la repressione anticomunista in Ucraina!

da solidnet.org

Sul territorio dell’Ucraina continuano a compiersi atti di arbitrio giuridico e di ricatto politico. Un’altra vittima della scandalosa pressione è la difensora degli interessi ...

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Gli Stati Uniti, Fetullah Gulen e le sue ramificazioni in America Latina

Gli Stati Uniti, Fetullah Gulen e le sue ramificazioni in America Latina

Il movimento del religioso Gulen, che la Turchia indica come artefice del colpo di stato fallito, conta su diverse ramificazioni in America Latina. Alcuni esperti segnalano che la CIA utilizza ...

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Una stagnazione costruita

Una stagnazione costruita

di Anonimo Keynesiano

Dal 2013 un antico spettro è tornato a percorrere le stanze del Fondo Monetario Internazionale e delle principali istituzioni economiche occidentali: quello della stagnazione secolare. Il concetto, battezzato dall’economista keynesiano Alvin Hansen nel 1939, si riferisce alla possibilità che un…

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Pechino contro le ingerenze USA nel Mar Cinese Meridionale

Pechino contro le ingerenze USA nel Mar Cinese Meridionale

da avante.pt

La tensione nel Mar Cinese Meridionale ha dominato il dibattito della 49° riunione ministeriale dell’ASEAN, svoltasi questa settimana a Vientiane. Pechino avverte ...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Referendum in Gran Bretagna ed Europa: quale ruolo per la sinistra?

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Brexit composizionedi Federico La Mattina per Marx21.it

Le analisi del voto del “Telegraph”, del “Guardian” e della “BBC” lo confermano: il voto nel Regno Unito è stato caratterizzato da una forte connotazione di classe (ad esclusione in particolar modo della Scozia, per ragioni storico-politiche e indipendentiste). Ad esempio nel distretto operaio di Blaenau Gwent in Galles il “leave” ha vinto con il 62%; storici bastioni del Labour come Wigan, Doncastaer, Barnsley hanno votato per il "leave" e così via. Corbyn ne ha saggiamente preso atto affermando che “milioni di votanti hanno rifiutato un establishment politico che li ha lasciati indietro. Le comunità che sono state colpite molto duramente dai tagli del governo e dal fallimento economico, hanno votato contro lo status quo”. I consistenti settori della sinistra italiana che si dilettano a demonizzare l’elettorato britannico dovrebbero leggere le parole del leader laburista che pure ha affrontato con non troppa voglia la campagna per il “remain” (beninteso, restano attualmente soltanto dichiarazioni e la partita interna al Labour – come quella interna ai Tories – è ancora tutta aperta) [1]. 

Le grandi città universitarie hanno votato in maggioranza per rimanere ma questo cosa vuol dire? Il voto di uno studente magari delle classi medio-alte vale più del voto della “working class” dei distretti industriali? I pensionati sempre più poveri a causa del neoliberismo non hanno diritto di voto? E’ straniante vedere come una certa sinistra rinunci ad analisi di tipo geografico-sociale in favore del discorso estremamente banalizzante (nonché falso [2]) dello “scontro generazionale”.

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Raccolta materiale per il Donbass antifascista

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bandabassotti nopasaran bandieredi Banda Bassotti

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Da molto tempo volevamo attivare una raccolta materiale medicinale, generi alimentari e materiale sanitario da inviare nel Donbass Antifascista. Grazie all'infaticabile lavoro del COMITATO UCRAINA ANTIFASCISTA BOLOGNA, si è aperto un canale per inviare costantemente materiale.

Con questo Comunicato invitiamo tutti a portare nei nostri concerti generi alimentari e sanitari. 

VOGLIAMO CHE L'EUROPA DEI LAVORATORI, DEI DISOCCUPATI, DEI PRECARI, si schieri ancora una volta a fianco del popolo del Donbass Antifascista.

Siamo antifascisti e non lasceremo il popolo del Donbass da solo nella lotta al governo nazista.

Per chiunque vuole contattarci privatamente per portarci materiale, la nostra mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. è attiva.

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Aggressioni “culturali” e propaganda “umanitaria” contro il Venezuela

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venezuela bandiera personedi Misión Verdad

Traduzione di Marx21.it

In merito alle continue aggressioni culturali contro il Venezuela si può affermare che in permanenza agiscono operatori che diffondono argomenti di propaganda e che nei periodi in cui si aprono fronti di scontro e si manifestano scalate nell'assedio intensificano la diffusione di contenuti sempre più sofisticati.

Senza ombra di dubbio la guarimba (le forme, attraverso cui si manifesta la rivolta reazionaria in corso in Venezuela, ndt) ha rappresentato e sintetizzato i nuovi metodi e le forme di quella che, a suo tempo, Misión Verdad ha definito come l'operazione “di uno sciame culturale” che ha contribuito a teatralizzare il conflitto a livello regionale e globale per:

- Dimostrare la spontaneità di manifestazioni perfettamente pianificate.

- Convincere e persuadere l'opinione pubblica internazionale che ci troviamo di fronte a “movimenti studenteschi” mentre in realtà nelle strade operano gruppi addestrati preventivamente allo scontro e che conoscono le tattiche della guerra irregolare urbana.

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I comunisti portoghesi commentano la vittoria dei sostenitori della Brexit

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Brexit Referendum ballotDichiarazione di João Ferreira, parlamentare europeo del Partito Comunista Portoghese

da www.pcp.pt

Traduzione di Marx21.it

La vittoria dell’uscita dall’Unione Europea nel referendum svoltosi nel Regno Unito rappresenta un evento di enorme grandezza politica per il popolo del Regno Unito come pure per i popoli d’Europa.

Rappresenta un cambiamento di fondo nel processo di integrazione capitalista in Europa e una nuova occasione di lotta per coloro che da decenni si battono contro l’Unione Europea del grande capitale e delle grandi potenze, e per un’Europa dei lavoratori e dei popoli.

Il popolo britannico ha deciso in modo sovrano il destino del suo paese. Questo fatto non può che essere salutato e rispettato, soprattutto perché il referendum si è svolto in una cornice di gigantesche e inaccettabili pressioni e ricatti, in particolare da parte dei grandi gruppi economici transnazionali e del grande capitale finanziario, come pure da parte di organizzazioni come il FMI, l’OCSE e la stessa Unione Europea. Il risultato è quindi anche una vittoria sulla paura, sull’inevitabilità, sulla sottomissione e il catastrofismo.

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Intervista a Noor Zaheer, militante comunista indiana

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NoorZaheerIntervista realizzata dalla Lega della Gioventù Comunista del Canada (YCL-LJC Québec) 

da yclljc-magazine.blogspot.fr

Traduzione di Massimo Marcori per Marx21.it

Noor Zaheer, militante del Partito Comunista dell’India (CPI), presidente della sezione di Delhi della Federazione nazionale delle donne indiane e scrittrice di fama era di passaggio a Montréal nel quadro di un viaggio canadese che si è concluso il 21 maggio con un intervento al 38° congresso del Partito comunista del Canada. Ella si è intrattenuta con la redazione di Clarté, organo del Partito comunista del Québec, in merito agli sviluppi politici in India dopo l’elezione del governo nazionalista di destra di Modi.

Clarté: Il regime dell’attuale presidente Modi del partito nazionalista BJP è stato qualificato dal PCI di fascista. Puoi dircene di più?

Noor Zaheer: Il fascismo di Modi si articola a diversi livelli. D’altronde è questo che lo rende difficile da contrastare: se esso fosse stato unidirezionale, sarebbe stato probabilmente sconfitto molto più facilmente. Esso agisce a livello individuale, contro il movimento delle donne, nelle organizzazioni e istituzioni religiose, contro le comunità, nelle istituzioni dello Stato e contro gli studenti. Esso è presente ovunque e sarebbe sbagliato credere che sia in declino. 

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Una vittoria della sovranità popolare, una sconfitta per l’asse UE/FMI/NATO

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inghilterra cattedraleComunicato del Partito Comunista Britannico
da communist-party.org.uk

Traduzione di Marx21.it

Il risultato del referendum rappresenta un colpo enorme e potenzialmente disorientante per la classe capitalista dominante in Gran Bretagna, per i politici al suo servizio e per i suoi alleati imperialisti nell’UE, negli USA, nel FMI e nella NATO.

Il popolo ha parlato e la sovranità popolare ora esige che il Parlamento di Westminster accetti e metta in atto la sua decisione. La sinistra deve ora raddoppiare gli sforzi per trasformare il risultato del referendum in una sconfitta per l’intero asse UE/FMI/NATO.

Ma è chiaro che il governo Cameron-Osborne ha perso la fiducia degli elettori e non può essere investito della responsabilità di negoziare l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Dovrebbe immediatamente dimettersi.

Il Partito Comunista non nutre alcuna fiducia anche sul fatto che un governo Conservatore guidato da altri filo-grandi affaristi, filo-imperialisti filo-neoliberisti come Bors Johnson, Michael Gove, Liam Fox Duncan Smith intendano resistere alle pressioni della City di Londra, del grande Business, degli USA e della NATO per prevenire l’uscita della Gran Bretagna dall’UE.

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Ucraina: il falco della NATO Rasmussen nominato consigliere presidenziale

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poroshenko rasmussedi Higinio Polo
da www.rebelion.org

Traduzione di Giulia Salomoni per Marx21.it

Petro Poroshenko, il presidente ucraino emerso dal colpo di Stato del Maidàn nel 2014, è un uomo riconoscente. Almeno, è quello che indica la sua ultima decisione rilevante: ha appena firmato un decreto nominando consigliere presidenziale l'ex segretario generale del NATO, Anders Fogh Rasmussen, un vecchio liberale danese che accompagnò George W. Bush nelle sue aggressioni e guerre in Medio Oriente quando era primo ministro del suo paese e che, già negli anni Novanta, prima di essere primo ministro danese, pubblicò un libro (proprio da dimenticare) dal titolo rivelatore: Dallo stato sociale allo Stato minimo.

In seguito, Rasmussen raggiunse la segreteria generale del NATO nell’aprile del 2009, durante un vertice a Strasburgo (ancora primo ministro danese anche se si dimise dopo alcuni giorni), nello stesso momento in cui Obama, Merkel e Sarkozy incominciavano a disegnare la nuova rotta dell'alleanza militare. Rasmussen fu sostituito nella NATO nell’ottobre del 2014, quando era già iniziata la guerra civile in Ucraina. Nei mesi scorsi ha appoggiato decisamente il governo golpista di Kiev nella sua "operazione di punizione" contro il territorio del Donbass che si è rifiutato di accettare il nuovo governo sorto dal colpo di Stato. Rasmussen ha creduto che fosse necessario schiacciare velocemente Donetsk e Lugansk. Allora la sua aggressività lo portò a realizzare dure dichiarazioni contro Mosca, che segnalavano i nuovi venti di guerra che da Washington e dal quartiere generale del NATO a Bruxelles stanno soffiando verso l'est dell'Europa.

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Se grande finanza e UE tifano per la controriforma Renzi-Boschi

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finanza deforma renzi 510di Enrico Grazzini

Non si può veramente capire perché la Costituzione Italiana viene stravolta così malamente dal premier Matteo Renzi senza comprendere quanto i mercati finanziari e l'Unione Europea - che istituzionalizza di fatto la loro rapace supremazia – abbiano premuto e spingano per una svolta autoritaria e antidemocratica in modo da potersi garantire il potere sovranazionale sugli stati europei. Non è insomma plausibile condurre una battaglia efficace contro lo stravolgimento costituzionale progettato dal governo senza contrastare contemporaneamente le forze economiche internazionali (grandi banche d'affari, fondi speculativi, ecc) e le istituzioni politiche sovranazionali ed estere (Troika, Commissione UE, BCE, governo tedesco) che hanno spinto la coppia Renzi-Boschi a proporre di avanzare su una strada anti-democratica di quasi-regime.

Purtroppo sono molto pochi quelli che all'interno delle forze progressiste vedono il legame tra la pressione della grande finanza internazionale e dell'Unione Europea da una parte e la svolta autoritaria contro la Costituzione Italiana dall'altra[1]. Ma è evidente che i progetti thatcheriani di riforma strutturale della Commissione UE e della BCE – riduzione del welfare e taglio alle pensioni, alla sanità e all'istruzione; privatizzazione e liberalizzazione dei servizi pubblici; abolizione del contratto nazionale, flessibilità e riduzione del costo del lavoro; responsabilità dei risparmiatori comuni di fronte ai fallimenti bancari, ecc, ecc – richiedono una profonda trasformazione della Legge Fondamentale nel senso quanto più autoritario possibile.

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Antimperialista, dei giovani e di massa

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jcp folla bandiereIn Russia, il 19° Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti

da “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

Una nota della Gioventù Comunista Portoghese (JCP)

Tra il 14 e il 22 ottobre 2017, la città di Sochi, in Russia, ospiterà il 19° Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti (FMGS). La Gioventù Comunista Portoghese (JCP) ha partecipato alla prima riunione preparatoria del FMGS, che si è tenuta a Caracas, in Venezuela tra il 3 e l'8 giugno.

In una nota diffusa il 13 giugno, la JCP ha informato che la riunione ha ratificato le decisioni del Consiglio Generale della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica in relazione all'iniziativa, precisamente l'Appello alla Gioventù, che lancia ufficialmente il Festival, e al tema di questo evento: “Per la pace, la solidarietà e la giustizia sociale, lottiamo contro l'imperialismo! Onorando il nostro passato, costruiamo il futuro”.

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Crimea – Quello che i media non dicono (sottotitoli in italiano)

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Alexander Chopov ha recentemente prodotto dei brevi documentari su ciò che i media occidentali hanno definito “invasione russa della Crimea “. Vista alla luce del diritto internazionale e della storia degli ultimi trent’anni, il ritorno della Crimea nei confini russi non viola alcun trattato e rientra nel principio di autodeterminazione sancito dall’ONU.

Traduzione e sottotitoli: Leni Remedios

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E’ nostra convinzione che in Italia ci sia la necessità di ricostruire il Partito Comunista…

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di Loretta Boni e Lidia Mangani, Ancona

Il contributo delle compagne Loretta Boni e Lidia Mangani alla “tribuna” aperta da Marx21.it per il confronto sulle prospettive dei comunisti nel nostro paese.

E’ nostra convinzione che  in Italia ci sia la necessità di ricostruire il partito comunista.  E’ il presente a dirci che c’è questa necessità. 

L’umanità si trova di fronte ad un nuovo, grave, concreto rischio di guerra. L’imperialismo a guida Usa,  per  mantenere il dominio sul mondo, attraverso una strategia studiata e collaudata di tipo economico, mediatico e militare, attacca la sovranità e l’autodeterminazione dei popoli, dall’America Latina, all’Asia, al Medio Oriente,  ai paesi europei che non si piegano.  Se oggi il movimento pacifista è più debole è dovuto al fatto che è penetrata nella società l’idea  di un’Occidente portatore di “democrazia”, un’idea che ha ampiamente contaminato la sinistra, con il sostegno alle cosiddette “rivoluzioni colorate”, ovvero colpi di stato camuffati come quelli che hanno  portato i nazisti al potere in Ucraina  o quelli che hanno distrutto gli stati laici del Medio Oriente, con le conseguenze tragiche che sono sotto gli occhi di tutti.

Le condizioni di chi lavora peggiorano di giorno in giorno, non solo nelle condizioni materiali. Le “riforme” dei governi Berlusconi-Monti-Renzi hanno  colpito al cuore il valore costituzionale della dignità del lavoro. Un lavoro povero di salario e di diritti, non contrattato,  è un lavoro servile.  La questione di classe, la contraddizione capitale-lavoro è quanto mai viva e presente. Solo che dopo lo scioglimento del PCI non c’è più stato un partito capace di organizzare e rappresentare la classe sfruttata.  Questa situazione è insieme la causa e la conseguenza delle sconfitte subite dal movimento operaio.

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Cambiare il mondo, cambiare noi

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di Stefano Barbieri

Il compagno Stefano Barbieri partecipa al confronto aperto nel nostro sito sul ruolo e le prospettive dei comunisti in Italia

La costituente del nuovo soggetto comunista che si concretizzerà con il congresso di fine Giugno 2016 si svolge all’interno di un quadro politico, economico e sociale che credo sia necessario considerare nella sua verità oggettiva, senza inutili scorciatoie utopistiche.

Più che di declino, parola che abbiamo usato per molto tempo,  credo che si debba parlare di fine della sinistra che abbiamo conosciuto e nella quale abbiamo militato nel secolo che è passato. Dentro a questa “fine”, i comunisti ovunque collocati, stanno ancor peggio del resto della sinistra.

Lo dico chiaramente, forse brutalmente, perché sono convinto che sbaglieremmo di grosso se volessimo tentare di rianimare gli insignificanti e non incidenti (come dimostrano anche gli ultimi dati elettorali) resti dei comunisti, che sono sopravvissuti sino ad ora: non faremmo che prolungarne l’agonia. Peggio faremmo se provassimo a far nascere qualcosa che fotocopiasse, riprendendo nome e simbolo, una storia anche gloriosa che ha segnato i destini dell’Italia e non solo, ma che inevitabilmente non tornerà più; nascerebbe morta.

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Uscire dall'UE! L'appello dei comunisti ai lavoratori della Gran Bretagna

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notoeu brexitda communist-party.org.uk

Traduzione di Marx21.it

La presidente del Partito Comunista Britannico, Liz Payne, ha criticato i sostenitori dell'UE nel movimento operaio perché “parlano come se i lavoratori fossero vittime passive che si affidano a una UE generosa verso i loro diritti”.

“I nostri sindacati e i governi laburisti avevano combattuto per il diritto ad aderire ad un sindacato, alla contrattazione collettiva, per il diritto a scioperare, alla parità della retribuzione, alla maternità e alla salute e alla sicurezza sul lavoro. Tali diritti non ci sono stati concessi dalla Commissione Europea o dalla Banca Centrale Europea”, ha affermato Liz Payne alla riunione del comitato politico del partito.

Ha indicato la Francia, il Belgio e l'Italia, dove l'occupazione e i diritti sindacali sono sotto attacco, proprio come in Gran Bretagna, e ha sostenuto che coloro che cercano di convincere i lavoratori di quei paesi che l'UE li difende, in realtà li stanno prendendo in giro.

Liz Payne ha anche respinto le affermazioni dei leaders della TUC secondo cui l'uscita della Gran Bretagna dall'UE porterebbe alla definitiva demolizione dei diritti dei lavoratori.

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La Cina, l'anticolonialismo e lo spettro del comunismo

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cina marionettedi Domenico Losurdo, Presidente dell'Associazione Politico-Culturale Marx XXI

da ilcaffegeopolitico.org

Comprendere la Cina – Vi proponiamo un estratto dell’ultimo libro del Professor Domenico Losurdo, “Un mondo senza guerre. L’idea di pace dalle promesse del passato alle tragedie del presente”, Carocci, Roma, maggio 2016. La storia della RPC può essere vista anche alla luce del complesso rapporto con gli Stati Uniti.

L’INIZIO COMPLICATO DELLA RPC – Per quanto riguarda la Cina, già prima della fondazione della Repubblica popolare, gli USA intervenivano per impedire che la più grande rivoluzione anticolonialedella storia giungesse alla sua naturale conclusione, e cioè alla ricostituzione dell’unità nazionale e territoriale del grande Paese asiatico, compromessa e distrutta a partire dalle guerre dell’oppio e dall’aggressione colonialista. E, invece, dispiegando la loro forza militare e agitando in più occasioni la minaccia del ricorso all’arma nucleare, gli USA imponevano la separazione de facto della Repubblica di Cina (Taiwan) dalla Repubblica popolare di Cina. Erano gli anni in cui la superpotenza apparentemente invincibile era lacerata da un dibattito rivelatore: «who lost China?» Chi era responsabile della perdita di un Paese di enorme importanza strategica e di un mercato potenzialmente illimitato? E in che modo si poteva porre rimedio alla situazione disgraziatamente venutasi a creare? Per oltre due decenni la Repubblica popolare di Cina è stata esclusa dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU e dalla stessa Organizzazione delle Nazioni Unite. 

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La dichiarazione congiunta USA-India

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modi obamaComunicato del Partito Comunista dell'India (CPI) | da www.solidnet.org

Traduzione di Emilia Butturini per Marx21.it

La Segreteria Centrale del Partito Comunista dell'India (CPI) ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Il CPI esprime preoccupazione per l'ultima dichiarazione congiunta rilasciata da India e Stati Uniti dal titolo 'Gli Stati Uniti e l'India: stabili partner mondiali nel 21° secolo', al momento della visita di Modi (attuale Primo ministro dell'India) negli Stati Uniti d'America.

L'accordo riguarda tutti gli aspetti delle relazioni bilaterali tra i nostri due paesi, ma gli orientamenti principali della dichiarazione hanno dimostrato che si è verificato uno slittamento a destra nella nostra politica estera, che mina la sua storica posizione di indipendenza da qualsiasi alleanza militare.

In accordo con il LEMOA, l'accordo quadro di scambio sulla logistica militare, l'India ha accettato di consentire l'accesso per gli USA alle proprie strutture militari.

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Appello per la difesa dei diritti umani in Ucraina

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donetsk bambini candeladi Enrico Vigna
da www.civg.it

L’Appello per la difesa dei Diritti Umani in Ucraina, con richiesta di sottoscrizione, che invieremo alle autorità ucraine ed europee

Siamo stati informati di numerose condotte contro i diritti umani e di repressioni politiche in Ucraina. Inoltre, siamo stati informati delle violazioni dei diritti dei bambini nati nel Donbass, da parte del governo attuale ucraino.

Chiediamo di prestare massima attenzione ai casi delle repressioni contro i prigionieri politici e di guerra, il numero totale dei quali, ad’oggi, è intorno a 590 persone. Questi sono i primi casi che sottoponiamo all’attenzione di tutti:

Elena Glischinskaya, una giornalista accusata di separatismo e terrorismo a causa delle proprie posizioni politiche. Pesantemente torturata, ha molti problemi di salute come conseguenza delle sevizie subite. Essendo incinta, da tempo si richiedeva la possibilità di partorire in un ospedale esterno, ma gli è stato negato, poco tempo fa ha partorito nell’infermeria del carcere dove è imprigionata in Odessa e le sue condizioni e quelle del neonato sono difficili.

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Il ruolo della Russia

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putin bandieredi Spartaco A. Puttini per Marx21.it

Negli ultimi anni è aumentata la tensione tra Usa e Russia e parallelamente si è sviluppata un'intensa campagna mediatica volta a dipingere un pericolo russo e, più in particolare, un “pericolo Putin”. Con varie sfumature i media occidentali di quasi ogni colore politico si sono fatti docile veicolo di input russofobi, la cui ricaduta principale, ne siano o meno coscienti, è quella di fare il coro ai tamburi di guerra che minacciano l'umanità. In realtà, per comprendere la politica estera di Mosca all’inizio del nuovo secolo occorre anzitutto tenere presente il contesto nel quale questa si inserisce.

Quale sfida abbiamo di fronte?

Con la fine della Guerra Fredda e la dissoluzione del blocco sovietico gli Stati Uniti sono rimasti l’unica vera superpotenza. Il mondo, privo di contrappesi, pareva ai loro piedi. In quel contesto, sotto l’Amministrazione di Bush senior, Washington formulò l’ambizioso progetto di costruire un “Nuovo Ordine Mondiale” unipolare. Da allora gli Usa hanno perseguito con lucida determinazione l’obiettivo di imporre al resto del mondo la loro indiscutibile egemonia. Le scelte strategiche compiute dagli Stati Uniti nel corso degli ultimi 20 anni, qualsiasi siano state le motivazioni ufficiali addotte, sono state dettate dal tentativo di garantire a Washington un dominio a pieno spettro sulle altre civiltà del pianeta.

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Quale Partito Comunista all'altezza dei tempi?

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di Marina Alfier

Il contributo della compagna Marina Alfier alla “tribuna” sulle prospettive dei comunisti

Rileggo alcuni appunti di qualche tempo fa e concentro l'attenzione su una riflessione che ho espresso in uno dei tanti congressi a cui ho partecipato nella mia lunga vita politica; un congresso forse di qualche anno fa, quando ho aderito senza molta convinzione al pdci.

"ricostruire il partito comunista nuovo e' oggi la nostra priorita', non tanto perche' sia necessario dare un senso al nostro essere comunisti o al nostro appartenere, ma perche' e' la storia che ce lo chiede; e' lo sfacelo che abbiamo davanti a chiedercelo e ad imporci urgenza:la nostra classe, i ceti deboli ed indeboliti dalla crisi ci impongono risposte,ci impongono la ricostruzione prima di tutto di una linea politica assente da troppo tempo;ci impongono capacita' di mobilitazione, di essere guida politica, di essere avanguardia, insomma ci impongono di essere comunisti all'altezza dei tempi".

Ne ero convinta allora, ne sono sempre stata convinta e lo sono tuttora. E' un'impresa titanica e ardua lo so, ed e'proprio per questo che ritengo arrivato il momento di dissipare la confusione che regna nell'arcipelago delle sigle che si richiamano al comunismo, tutte degnissime di attenzione, ma lontane dal configurarsi come partito "all'altezza dei tempi".

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VIDEO. Aleppo, un medico siriano demolisce la propaganda imperialista ed i Media guerrafondai

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medico siriano aleppoda lantidiplomatico.it

In questa intervista a "Be Curious TV" realizzata da parte di un giornalista indipendente, un medico siriano, cristiano, ha raccontato la vita dei siriani. Egli ha lanciato un appello ad aprire gli occhi di fronte ad un certo tipo di informazione che determina un fraintendimento della realtà siriana e ritarda il ritorno alla pace.

BeCuriousTV: "Benvenuto Nabil Antaki. La preghiamo di farci sapere cosa sta succedendo ad Aleppo e in Siria. Lei è stato brevemente in Europa. Lei è siriano, nato in Siria e residente a Aleppo. Lei è un medico presso l'ospedale St Louis ad ovest di Aleppo o, l'area sotto il "controllo del regime". Le persone che vivono in Occidente che sono non sono consapevoli di ciò che sta accadendo in Siria potrebbero chiederlo se è peggio la violenza regime siriano o quella dei terroristi o dei "ribelli". Questo antagonismo si riflette nel cuore dei nostri media, dove da una parte troviamo coloro che affermano che il "regime" di Bashar al Assad sta terrorizzando il suo popolo e dall'altra parte ci sono coloro che sostengono che le forze di Assad stanno difendendo la loro gente contro i "jihadisti armati "

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I provocatori della NATO

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paracadutisti anaconda natodi Jorge Cadima

da “Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

E' venuto il momento di dire basta a questa macchina da guerra, di aggressione e di provocazione

Si sono svolte in Europa Orientale le più grandi manovre militari della NATO, con il coinvolgimento di 31.000 soldati di 24 paesi. Basta guardare la carta geografica per capire la natura provocatoria delle manovre “Anaconda” che consistono in una operazione a tenaglia che accerchia l'enclave russa di Kaliningrad (sulle coste del Mar Baltico). Il territorio russo si è trovato così diviso dalle truppe interposte di UE/NATO. Per alimentare ulteriormente la provocazione “carri armati tedeschi attraverseranno [la Polonia] da ovest a est, per la prima volta” dall'invasione nazista dell'URSS (22 giugno 1941), alla vigilia del suo 75° anniversario (Guardian, 6.6.16). Nella NATO si dà importanza alle effemeridi.

La provocazione della NATO precede il suo vertice dell'8 e 9 luglio, a Varsavia. I 50 anni di questa organizzazione, di cui Salazar fu co-fondatore il 4 aprile 1949, sono stati celebrati dal vertice che ha esteso le missioni e i ranghi della NATO (con l'incorporazione di paesi ex socialisti: Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria); e dallo scatenamento della guerra contro la Jugoslavia, che si era rifiutata di aderire alla NATO. Per la prima volta dopo la fine della II Guerra Mondiale si è assistito a una guerra aperta di aggressione in territorio europeo. Era allora presidente degli USA Clinton – il marito. Durante quella guerra, gli USA bombardarono l'ambasciata della Cina a Belgrado.

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