La corsa alle armi hi-tech

La corsa alle armi hi-tech

di Manlio Dinucci

La parata mili­tare ai Fori Impe­riali, con cui il 2 giu­gno si cele­bra la Festa della Repub­blica che nella sua Costi­tu­zione ripu­dia la guerra, nasconde die­tro la fac­ciata reto­rica una realtà sem­pre più dram­ma­tica: l’accelerazione della corsa alle armi high-tech,…

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Austerità: la sfida dell'organizzazione

Austerità: la sfida dell'organizzazione

da communistperspective

Contributo presentato da un dirigente del Pc d'Irlanda all'incontro con gli attivisti repubblicani a Dublino il 14 Marzo 2015 | E' abbastanza chiaro che ci troviamo in un momento fondamentale nella storia di questa piccola nazione. Come altre volte in…

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Le cifre delle elezioni in Spagna

Le cifre delle elezioni in Spagna

da "Avante”

I due principali partiti spagnoli (PP e PSOE) insieme raccolgono poco più del 52% dei voti nelle elezioni municipali (contro il 64% del 2011), perdendo entrambi in percentuale e numero di voti

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

La fabbrica e i cantieri, ieri e oggi

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elmetti lavorodi Norberto Natali

Ho lavorato al Muggiano, dove è avvenuto un altro omicidio

A La Spezia c’erano due grandi cantieri navali: l’Arsenale e il Muggiano. Ero un giovane montatore meccanico di una fabbrica di Roma che produceva e installava componenti per navi, anche militari. Era più di trent’anni fa, con una squadra di operai della nostra fabbrica andammo lì per impiantare una serie di cablaggi. C’erano tantissimi operai sulle navi, provenienti da molte regioni, perché tante erano le squadre come la nostra che provvedevano a diversi compiti.

Ricordo solo un episodio. Un pomeriggio un saldatore sbagliò un punto e rischiò di bruciare un flessibile: un caposquadra gli disse ad alta voce: “stai più attento, cretino”. Un fatto incredibile all’epoca, un capo (ma poteva essere un dirigente o un proprietario) che offende platealmente un operaio. In pochi minuti calò un silenzio impressionante, cominciò dai più vicini e si estese via via e tutti abbandonammo il lavoro.

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Razzismo e rivolta nel regime di apartheid americano

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nero usa poliziadi Antonio Santos | da www.avante.pt

Traduzione dal portoghese di Franco Tomassoni per Marx21.it

La rivolta infiamma nuovamente le strade di Baltimora, in Maryland, negli USA, a seguito della uccisione di un giovane afro-americano morto per mano della polizia dopo essere stato detenuto arbitrariamente. Potremmo stare a parlare di Trayvon Scott, che a febbraio fu trovato morto in una cella di Baltimora senza nessuna spiegazione, oppure potremmo parlare di Tyrone West, innocente e senza precedenti, manganellato a morte dalla polizia di questa stessa città, oppure potremmo ancora parlare di George King di 19 anni, che è stato legato al letto dell’ospedale e sottoposto a scosse elettriche con i teasers dagli agenti; oppure di Anthony Anderson morto a causa della violenza degli agenti di polizia…ma qui stiamo parlando di Freddie Gray, detenuto illegalmente il 12 aprile, e che il passato 19 aprile è morto con l’80% della colonna vertebrale distrutta e la laringe spappolata. In sostanza stiamo sempre parlando dello stesso assassino: il razzismo statunitense ed il suo demiurgo storico, il capitalismo.

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Immigrazione, un genocidio capitalista

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fiori mediterraneodi Manuela Palermi* per Marx21.it

Italia, 5 maggio. I media informano di immigrati che stanno per sbarcare sulle nostre coste: 370 a Pozzallo, 483 a Palermo, 250 a Crotone, 194 a Catania… ci sono ragazzi, donne, alcuni sono morti. Muoiono in migliaia, tutti gli anni, nel tentativo di raggiungere l’Europa. Fuggono dalla povertà e dal saccheggio a cui è sottoposta l’Africa. Non è vero che cercano il “sogno europeo”. Semplicemente fuggono da quell’incubo che è diventata la loro terra. E fanno la stessa strada, lo stesso percorso delle immense ricchezze che vengono rapinate al loro paese. Perché la Ue gli africani non li vuole, ma le loro ricchezze sì, quelle le vuole.

Il 19 aprile, 900 persone sono morte nel Mediterraneo. Tre giorni prima c’era stata un’altra tragedia. E prima ancora altre ed altre. Di chi è la responsabilità? Chi sono i colpevoli?

I media puntano il dito contro i trafficanti, perfetti come capri espiatori. Ma le morti atroci sono la conseguenza diretta dell’invasione della Libia nel 2011.  Un intervento militare al servizio del capitale internazionale, effettuato dalla Nato con il supporto  di mercenari fatti entrare in Libia dai servizi segreti europei e statunitensi. Un’invasione che ebbe la complicità totale dell’apparato mediatico.

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Il Partito e la duplice lotta di liberazione

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marx engels primopianodi Diego Angelo Bertozzi, Comitato Centrale PCdI | da comunistibrescia.org

Il partito? Uno strumento vecchio, troppo Novecentesco, inutile, deleterio, poco trasparente, anti-democratico, fonte di corruzione. Da decenni – con sistematicità dall’inizio degli anni ’90 - ci raccontano tutto questo. Certo, le occasioni per dare ragione a simili accuse non sono mancate e non mancheranno, ma l’attacco allo strumento partito - che in Italia nel suo ruolo di “palestra della democrazia” ha permesso alle classi subalterne di liberarsi dall’egemonia liberale (la politica come esclusivo patrimonio del notabilato borghese) e successivamente di pensarsi come possibile classe dirigente - è parte integrante del grandioso piano di de-emancipazione politica oggi in atto che ha portato alla sostanziale fine della fase repubblicana post bellica. Proprio così: senza la presenza, politica e culturale, dei partiti di massa il nostro Paese non avrebbe goduto degli sviluppi democratici - certo contraddittori e segnati anche da tentativi di sabotaggio - seguiti alla caduta del fascismo.

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Gli ultimi sondaggi evidenziano la capacità di mobilitazione dei comunisti in Russia

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kprf manifestazioneda rt.com | Traduzione di Marx21.it

Il primo sondaggio dedicato alle prossime elezioni parlamentari del 2016 vede in testa il partito attualmente al potere, Russia Unita, ma ha anche evidenziato che i comunisti sono leader per quanto riguarda le manifestazioni di massa e le iniziative riguardanti il programma.

L'analisi, basata su dati del primo trimestre 2015, è stata diffusa dall'Istituto di Ricerca Socio-economica e politica (ISEPI). Il documento consiste in quattro indicatori che misurano l'attività elettorale dei partiti politici russi, i risultati della loro iniziativa elettorale, il loro profilo nei rapporti dei media e il numero di proteste pubbliche e di altri eventi di massa.

Russia Unita è vincente nella valutazione complessiva ed è particolarmente forte in occasione di elezioni regionali e municipali. Recentemente, Russia Unita ha partecipato a quattro competizioni elettorali come il suo principale concorrente, il Partito Comunista della Federazione Russa. Il partito si trova molto più avanti dei suoi rivali, per quanto riguarda l'efficacia politica e il livello della presenza nei media.

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Mezzogiorno: da piattaforma militare al servizio americano a piattaforma industriale per la cooperazione con l'Asia

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mercantile portodi Pasquale Cicalese

Intervento al convegno Ricostruire il Partito Comunista- Sud Italia: una sinistra unita per la pace e il lavoro. Lamezia Terme, 24 aprile 2015

A fine marzo 2015 Coface, colosso francese dell’assicurazione all’export, pubblicava un rapporto in cui si sosteneva che pochi paesi europei sarebbero sfuggiti alla depressione. Tra questi l’Olanda. E’ da specificare che l’Olanda ha un alto debito privato, pari al 220% del pil, quando in Italia è pari al 60% del pil. Come può, dunque, l’Olanda sfuggire alla depressione economica? Coface parla chiaro: grazie al porto hub mondiale di Rotterdam, che intercetta i traffici marittimi mondiali al servizio della Germania. Ma lo sconvolgimento del traffici mondiali vedrà il Mediterraneo, e con esso il Mezzogiorno d’Italia, protagonista nei prossimi decenni. Affinché ciò non succeda olandesi e tedeschi impediscono all’Italia, tramite il Fiscal Compact, di dirottare mega investimenti pubblici nel Mezzogiorno, in modo da farne un hub mondiale. Protagonista di ciò sarebbe la piattaforma logistica calabrese. Vediamo i motivi. Per capire i profondi mutamenti intervenuti nell’economia italiana, con effetti sulla nostra regione, non si può non tener conto della data iniziale, quell’ottobre del 1989 che sancì la riunificazione tedesca.

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L'offensiva della Nato globale

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nato nazidi Manlio Dinucci
da il manifesto, 5 maggio 2015

L’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico non ha più confini. In Europa – dopo essersi estesa a sette paesi dell’ex Patto di Varsavia, tre dell’ex Urss e due della ex Jugoslavia (demolita con la guerra nel 1999) – sta incorporando l’Ucraina. Le forze armate di Kiev, che da anni partecipano alle operazioni Nato in diverse aree (Balcani, Afghanistan, Iraq, Mediterraneo, Oceano Indiano), vengono sempre più integrate in quelle dell’Alleanza sotto comando Usa.

Il 24 aprile è stato firmato un accordo che le inquadra di fatto nella rete di comando, controllo e comunicazione Nato. Nel momento stesso in cui il parlamento di Kiev approva all’unanimità una legge che esalta come «eroico» il passato nazista dell’Ucraina e, mentre dichiara «criminale» ogni riferimento al comunismo mettendo fuori legge il Pc, definisce «combattenti per l'indipendenza ucraina» i nazisti che massacrarono decine di migliaia di ebrei.

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L'incredibile vicenda di Franco Fracassi, nella "lista nera" dei fascisti al potere in Ucraina

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Si stava recando a Odessa per partecipare alle commemorazioni ufficiali per la strage al Palazzo dei Sindacati. Giunto all'aeroporto di Kiev è stato fermato, con l'accusa di essere "nemico del popolo ucraino" e ha scoperto di far parte della famigerata "lista nera". L'incredibile vicenda di Franco Fracassi raccontata in esclusiva a Giulietto Chiesa.

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India: la violenta repressione non impedisce il grande successo dello sciopero generale nel Bengala Occidentale

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cpim-rallyda www.solidnet.org | Traduzione di Marx21.it

Comunicato del Partito Comunista dell'India (Marxista)

L'Ufficio Politico del Partito Comunista dell'India (Marxista) si congratula con il popolo del Bengala Occidentale per il successo dello sciopero generale che ha paralizzato lo Stato (30 aprile).

Malgrado gli arresti su vasta scala, le minacce, le intimidazioni e lo scatenamento di una violenza senza precedenti da parte della polizia statale e del partito “Trinamool Congress” al governo, lo sciopero ha rappresentato la risposta spontanea di tutti i settori popolari dello stato.

Più di mille attivisti del Fronte di Sinistra e di altri partiti dell'opposizione come il BJP e il Congresso sono stati arrestati dalla polizia statale. Compresi membri del comitato statale e leaders distrettuali del PCI (M). Più di cento manifestanti sono stati feriti negli scontri provocati dal “Trinamool Congress”. Alcuni di loro sono stati ricoverati in ospedale per le gravi ferite riportate.

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Le cose cambiano...

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di Fausto Sorini, segreteria nazionale PCdI

Continuano su tutto il territorio nazionale le iniziative dell'Associazione per la ricostruzione del partito comunista, nel quadro ampio della sinistra di classe.

In pochi mesi, una trentina di iniziative nelle principali città italiane e in quasi tutte le regioni, con la partecipazione di circa 4.000 militanti comunisti.

Ora parte il tesseramento all'Associazione e la strutturazione dei coordinamenti territoriali. Il progetto è: porre solide e durature fondamenta politiche, ideologiche e organizzative per la ricostruzione del partito comunista in Italia.

Già oggi le forze raccolte attorno al progetto della Ricostruzione del partito comunista rappresentano insieme una forza politica, ideologica, intellettuale, organizzativa, militante superiore sul piano quantitativo e qualitativo a quella delle altre formazioni comuniste residuali presenti nel contesto italiano. Una forza e un progetto che gode del sostegno e della fiducia della quasi totalità delle forze comuniste nel mondo, a partire da quelle dei BRICS.

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Il Partito Comunista Portoghese e l'Europa

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festadoavante bandierinedi Franco Tomassoni per Marx21.it

Il Partito Comunista Portoghese sul processo di integrazione europeo. Scheda descrittiva della sua analisi e delle sue proposte.

L’elaborazione del PCP sul tema dell’integrazione europea non ha subito, come invece è accaduto dentro il PCI, mutamenti strutturali nel corso degli anni. Mentre il PCI passa da una forte condanna dei trattati che istituiscono la CECA nel 1951, dei trattati di Roma e dell’EUROATOM - rompendo su questo tema l’asse parlamentare con il PSI, giudicato troppo morbido rispetto al processo di integrazione continentale - all’eurocomunismo, il PCP mantiene costante la critica verso quei processi di integrazione militare ed economica di natura imperialista (NATO [1] prima e EFTA poi) che rappresentano una compressione della sovranità nazionale e rappresentano il preludio per l’entrata del Portogallo dentro la CEE nel 1986.

Il processo di integrazione europea è stato da subito visto dal PCP come processo di formazione di un polo imperialista dentro il quale i capitali stranieri delle economie più competitive avrebbero assorbito gran parte della specializzazione produttiva, del sistema produttivo ed economico delle economie meno competitive, generando gravi problemi nell’affermazione della sovranità nazionale, non intesa come irrigidimento nazionalista ma come condizione per garantire una maggiore sovranità popolare ed una economia nazionale volta al soddisfacimento dei bisogni dei cittadini.

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Dalla scuola-azienda alla scuola clientelare: un destino irreversibile?

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anotherbrickinthewalldi Gaetano Colantuono*

Materiali critici sul disegno di legge presentato alla Camera dei Deputati il 27 marzo 2015 , dal titolo “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”.

Attualmente in Parlamento e da parte dei soggetti coinvolti è oggetto di valutazione, auspicabilmente attenta, un disegno di legge complessivo sulla realtà dell’istruzione. Esso in parte riprende l’impostazione del progetto “La buona scuola” con la relativa consultazione – di fatto un mero questionario chiuso, aperto peraltro non solo al personale della scuola ma anche ad altri “portatori di interesse” – e la contestuale mobilitazione di docenti e studenti che ne derivarono (ottobre-dicembre 2014).

Il ddl, nella sua non lineare gestazione (frutto, evidentemente, della difficile sintesi di diversi interessi rappresentati in seno alla maggioranza di governo), ha alcuni aspetti positivi, poiché riprende alcune questioni centrali della concreta realtà scolastica: lo stesso interesse del legislatore in termini non solo di “contenimento delle spese” (tagli diretti e indiretti) ma di una riconosciuta centralità strategica per il futuro del Paese.

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Sciopero della scuola: una lotta comune

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buona-scuola-sciopero-insegnantidi Luca Cangemi RSU Liceo Lombardo Radice- Catania
di Iole D’Agostino RSU ST- Catania

Rappresentanti sindacali della scuola e dei metalmeccanici uniti a sostegno dello sciopero del 5 maggio


Il 5 maggio i lavoratori e le lavoratrici della scuola scendono in sciopero, un grande sciopero unitario che svuoterà gli istituti di ogni ordine e grado e riempirà le piazze non solo d’insegnanti e personale tecnico e amministrativo ma anche di studenti, di cittadini e cittadine.

Il più grande sindacato industriale del paese, la FIOM, parteciperà alle manifestazioni. 

La lotta di chi vive e studia nella scuola pubblica è una lotta di tutte e di tutti, è la stessa lotta che i metalmeccanici e le metalmeccaniche conducono contro il modello Marchionne, è la stessa lotta che bisogna continuare contro una politica del governo che taglia il lavoro e i diritti e concentra potere e risorse in poche mani.

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Odessa

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nastrosangiorgio cancellodi Giorgio Langella

Un anno fa a Odessa una orda di nazisti (gli stessi che erano stati chiamati, poche settimane prima, gli “eroi di Majdan”) massacrò decine di persone inermi nel palazzo dei sindacati. Le immagini che si possono trovare ancora sono raccapriccianti e descrivono quanto è successo.

A distanza di un anno vogliamo ricordare quello che i nostri principali mezzi di informazione italiani hanno dimenticato.

Vogliamo ricordare che, un anno fa, hanno tentato di accreditare come un “incidente che non è chiaro come sia potuto accadere” quella strage. Vogliamo ricordare che quanto successo a Odessa è stato un vero e proprio pogrom del tutto simile a quelli che hanno accompagnato l'avvento del fascismo e del nazismo nell'Europa della prima metà del secolo scorso. Ricordiamo che cittadini di ogni età sono stati inseguiti nel palazzo dei sindacati e sono stati massacrati ad uno ad uno.

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No guerra, no Nato: il simposio di presentazione

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Il 21 aprile a Roma è stata presentata la campagna “No guerra-no Nato”. Alcuni dei promotori analizzano le molte ragioni per cui è importante prendere al più presto le distanze dall’Alleanza Atlantica (1a e 2a parte)

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Si intensificano i rapporti tra i comunisti cinesi e i comunisti in Italia

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Comunicato del Dpt esteri del PCdI

Nel quadro dei consolidati rapporti tra comunisti cinesi e italiani, il compagno Fausto Sorini, della segreteria nazionale del PCdI e responsabile esteri (ed anche uno degli animatori dell' "Associazione per la ricostruzione del PC nel quadro ampio della sinistra di classe") si è recato a Pechino nelle settimane scorse per una serie di incontri ad alto livello. Tra essi, un incontro con alcuni dirigenti del Dpt esteri del Partito comunista cinese, con cui esistono rapporti consolidati da 25 anni; ed un incontro con la Direzione ed i ricercatori del Dipartimento dell'Accademia cinese delle Scienze sociali dedicato ai problemi del marxismo e del movimento comunista internazionale.

In questa sede il compagno Fausto Sorini è stato invitato a svolgere una relazione sullo stato attuale del movimento comunista internazionale; e sul progetto di ricostruzione unitaria del partito comunista in Italia.

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America Latina, Cina e Stati Uniti

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usa cina sudamericadi Nil Nikandrov, Fondo di Cultura Strategica/CEPRID

da www.nodo50.org | Traduzione di Marx21.it

La guerra propagandistica scatenata dagli Stati Uniti contro la Cina ha raggiunto livelli senza precedenti in America Latina. I nordamericani stanno usando ogni mezzo di cui dispongono a tale scopo, tra cui centinaia di canali televisivi, migliaia di emittenti radio e video che parlano della “minaccia cinese”. Giornalisti marionette sono regolarmente utilizzati per far circolare falsità abilmente preparate. Con grande enfasi gli “ecologisti” si dicono preoccupati per i piani di costruzione del Canale del Nicaragua e per il progetto comune Venezuela-Cina per l'estrazione dell'oro nel Parco Nazionale del Venezuela. Un rapido sguardo è sufficiente per individuare con precisione la fonte di queste valutazioni che circolano nell'emisfero occidentale dal Messico al Cile.

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Baltimora

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baltimore police riotsdi Mauro Gemma

Baltimora brucia dopo le ennesime violenze razziste della polizia USA e un altro assassinio di un cittadino nero. 5.000 militari della Guardia Nazionale mobilitati. Utilizzato tutto l'arsenale repressivo. Botte, arresti, feriti che non si contano più, mentre l'incendio si propaga a tutto il paese. In decine di città si svolgono manifestazioni imponenti, con la partecipazione di movimenti antirazzisti e radicali e parole d'ordine di denuncia delle politiche, non solo razziali, ma anche sociali (che con quelle razziali si intrecciano strettamente) del governo statunitense. Anche in questo caso la polizia distribuisce botte a non finire, in particolare a New York. Eppure della portata gigantesca della protesta americana, da noi giungono solo gli echi.

La consegna tra gli operatori dell'apparato mediatico, in particolare quelli più vicini al governo a guida PD, è minimizzare il significato della protesta e allineare la nostra opinione pubblica alla versione ufficiale fornita dalle autorità USA: quella secondo cui "occorre mettere fine alla violenza".

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