L’«antiterrorismo» della Nato

L’«antiterrorismo» della Nato

di Manlio Dinucci

«Il terrorismo costituisce una minaccia diretta alla sicurezza dei paesi Nato», ha dichiarato il Consiglio Nord Atlantico, condannando «gli attacchi terroristici contro la Turchia» e impegnandosi a «seguire gli sviluppi alla frontiera sud-orientale della Nato molto da vicino». Nessuno ne…

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Il Foro di San Paolo: forza indispensabile alla lotta popolare latinoamericana

Il Foro di San Paolo: forza indispensabile alla lotta popolare latinoamericana

da Vermelho

Per la ventunesima volta si è riunito il Foro di San Paolo, organismo che riunisce partiti della sinistra latinoamericana e caraibici creato esattamente un quarto di secolo fa in...

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Così muore una bracciante in Italia

Così muore una bracciante in Italia

di Peppino Deleonardis

Il cuore di Paola, 49 anni, non ha retto sotto un tendone a più di 40 gradi, dove le donne diradano gli acini per fare più belli i grappoli d'uva. 40 mila lavoratrici in queste condizioni, vittime di intermediazione e…

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Financial Times: “Default di Kiev vera minaccia per l’Europa”

Financial Times: “Default di Kiev vera minaccia per l’Europa”

PandoraTV

Allarme del Financial Times: molto più della crisi greca, è il debito  dell'Ucraina il vero pericolo per l'Europa. Che UE e FMI stanno già pagando, con ingenti iniezioni di liquidità

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Dopo il referendum in Grecia

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oxi grecia folladi Manuela Palermi

Riceviamo dalla compagna Palermi e pubblichiamo come contributo alla discussione su Grecia e prospettive dell’Europa.

Economisti come Joseph Stiglitz, Paul Krugman, Thomas Piketty e James Galbraith hanno più volte e pubblicamente dichiarato che l’obiettivo di FMI, Commissione Europea e BCE non è mai stato quello di una trattativa decente,  ma di umiliare e strangolare il governo greco. Il Guardian – una settimana fa o forse qualcosa in più - ha pubblicato alcuni documenti del FMI in cui si legge che i creditori sono assolutamente consapevoli dei “livelli insostenibili del debito e dell’austerità”.

Nella trattativa tra Troika e governo greco in gioco non è il denaro, o quantomeno non è il solo denaro, ma è soprattutto e prima di tutto il potere. Merkel, Lagarde e Trichet – appoggiati dai governi neoliberali e socialdemocratici europei – volevano schiacciare e cacciare Tsipras per sostituirlo con un governo compiacente. Non ci sono riusciti, ma è quel che vogliono ancora. Ed è quel che è successo in Italia nel 2011 quando, con l’aiuto determinante di Napolitano, fu insediato Monti. Che, tra le altre cose, portò in dote la controriforma delle pensioni.

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Costituente Comunista: l'adesione di Gianni Fresu

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fresu giannida www.ricostruirepc.it

La mia adesione alla Costituente comunista, dopo un percorso convergente

L’avvio della Costituente comunista rappresenta un momento di svolta al quale mi sento di aderire con assoluta convinzione. Personalmente sono da diversi anni convinto della necessità di superare le attuali organizzazioni, nate dalla fine del PCI, per questo nel 2013 ho abbandonato con grande travaglio il partito nel quale ho militato per 22 anni. Con compagni del PRC, del PdCI e altri senza organizzazione, due anni fa provammo a innescare un processo come questo, lanciando l’appello “Cominciadesso” e organizzando una serie di assemblee aperte, non per creare l’ennesimo partitino destinato a sommarsi a quelli esistenti, né, tanto meno, costruire una nuova tendenza politico-culturale trasversale con la ben misera ambizione di condizionare vita e scelte delle organizzazioni attuali. L’obiettivo era un altro, più ambizioso: superare tutti gli arroccamenti precostituiti, rimuovere i ruderi di vecchi, inutili, controproducenti acquartieramenti, legati spesso a scontri personali tra ristretti gruppi dirigenti, o comunque a una fase oramai sorpassata. Non ci interessava nemmeno l’obiettivo di una fusione a freddo degli organismi dirigenti di quel che restava di PRC e PdCI, l’unione delle rispettive segreterie, ne chiedevamo dialetticamente il superamento.

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Grecia, l’ombra di «Prometeo»

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greece oxidi Manlio Dinucci
da il manifesto, 7 luglio 2015

Il «testa a testa» nel referendum greco, propagandato dai grandi media, si è rivelato una sonora testata nel muro per i fautori interni e internazionali del «Sì». Il popolo greco ha detto «No» non solo alle misure di «austerità» imposte da Ue, Bce e Fmi, ma, di fatto, a un sistema – quello capitalistico – che soffoca la democrazia reale.

Le implicazioni del referendum vanno al di là della sfera economica, coinvolgendo gli interessi politici e strategici non solo di Bruxelles, ma (cosa di cui non si parla) quelli di Washington. Il presidente Obama ha dichiarato di essere «profondamente coinvolto» nella crisi greca, che «prendiamo in seria considerazione», lavorando con i partner europei così da «essere preparati a qualsiasi evenienza».

Perché tanta attenzione sulla Grecia? Perché è membro non solo della Ue, ma della Nato. Un «solido alleato», come la definisce il segretario generale Stoltenberg, che svolge un ruolo importante nei corpi di rapido spiegamento e dà il buon esempio nella spesa militare, alla quale destina oltre il 2% del pil, obiettivo raggiunto in Europa solo da Gran Bretagna ed Estonia.

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Sul referendum in Grecia

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joao ferreiraDichiarazione di João Ferreira, membro del Comitato Centrale del Partito Comunista Portoghese

da www.pcp.pt | Traduzione di Marx21.it

Il risultato del referendum svoltosi in Grecia, con la vittoria del NO, rappresenta la chiara affermazione del rifiuto degli inaccettabili dettami e imposizioni dell'Unione Europea e del FMI al popolo greco e la riaffermazione della volontà di cambiamento della politica che si era espressa nelle elezioni del 25 gennaio.

Un risultato che, indipendentemente dall'evoluzione che si manifesti in quel paese, afferma il rifiuto della continuazione della politica di sfruttamento e impoverimento che l'Unione Europea e il FMI hanno cercato di imporre, continuamente e in forma accresciuta negli ultimi cinque mesi, ai lavoratori e al popolo greco.

Un risultato che è tanto più significativo, in quanto ottenuto sotto la pressione di una inammissibile e colossale operazione di ingerenza e destabilizzazione promossa dall'Unione Europea e dal FMI contro il popolo greco, che in Portogallo ha potuto contare sull'attiva partecipazione del Governo PSD/CDS e del Presidente della Repubblica.

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Il risultato del referendum greco apre una nuova prospettiva

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oxi greciadichiarazione di Fausto Sorini, della segreteria nazionale del PCdI, responsabile esteri

Il significato politico dello splendido voto che si è espresso nel referendum greco va ben al di là dei quesiti economici specifici sottoposti alla consultazione.

Esso esprime una volontà del popolo greco di respingere il ricatto dei vertici dell'Unione europea e della Trojka e di andare avanti per la propria strada: anche se questo dovesse portarlo a rompere con l'euro e con la Ue, e a ripensare quindi complessivamente – in un rapporto di più stretta cooperazione coi BRICS e con l'insieme dei paesi non allineati – le priorità della collocazione internazionale del Paese.

Su questo, che è il punto più delicato e complesso della vicenda, e' auspicabile che tutta la sinistra greca, i comunisti e le forze patriottiche non subalterne all'imperialismo - con un più alto livello di sintesi tra fermezza strategica e flessibilità tattica - sappiano trovare le vie di una maggiore convergenza: sorretta - come si è visto - da una grande determinazione popolare.

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Il piano B di Grecia e Germania dopo il referendum

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Il triangolo Cina Russia Germania 820 814di Demostenes Floros | da Limes Online

La contesa tra Atene e l’ex Troika è più politica che economica e non riguarda solo il debito pubblico. Merkel prepara da tempo un progetto alternativo all’Eurozona attuale, Tsipras dovrebbe fare lo stesso.

A maggio, il prezzo del petrolio è calato di circa 2 dollari al barile ($/b). In particolare, il Brent ha chiuso poco sopra i 63$/b mentre la qualità Wti attorno ai 59$/b. L’euro si è inizialmente apprezzato verso il dollaro superando quota 1,14€/$ dopo che la Fed ha dichiarato che il rialzo dei tassi sarà più lento e meno intenso rispetto a quanto precedentemente ipotizzato, per poi deprezzarsi a 1,12€/$ in conseguenza degli effetti della crisi greca.

Nonostante l’offerta globale di petrolio sia diminuita di 155 mila barili al giorno (b/d), collocandosi attorno ai 96 milioni di b/d, essa continua a eccedere la domanda per circa 1.5 milioni b/d. Secondo lestime dell’International Energy Agency, quest’ultima crescerà nell’anno in corso di 1.4 milioni di b/d sulla scia di un incremento del pil mondiale del 3,3%.

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Comunicato congiunto del Partito Comunista Portoghese e AKEL di Cipro

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encontro pcp akel chipre spg lisboada www.pcp.pt

Traduzione di Marx21.it

Nel quadro delle tradizionali relazioni di amicizia e cooperazione tra i due partiti, si è recata in Portogallo, il 25 e 26 giugno, su invito del PCP, una delegazione del Partito Progressista del Popolo Lavoratore (AKEL) di Cipro, guidata dal suo Segretario generale, Andros Kiprianou.

Durante la sua visita, la delegazione di AKEL si è incontrata con una delegazione del PCP, guidata da Jeronimo de Sousa, Segretario generale del PCP.

In questo incontro i due Partiti hanno avuto l’opportunità di scambiare informazioni sulla situazione nei rispettivi paesi, sulla situazione nell’Unione Europea e su altri aspetti della situazione internazionale e di interesse comune,  e il PCP ha ribadito il proprio appoggio alla lotta di AKEL e del popolo cipriota per la fine dell’occupazione turca e per la riunificazione di Cipro e del suo popolo, in accordo con le risoluzioni delle Nazioni Unite.

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“L'Europa destabilizzata dal potere di ricatto dei creditori”

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renzi merkel 510 2 7 2015Intervista a Vladimiro Giacché di Marta Fana
da MicroMega Online

Le ultime vicende sulla crisi greca hanno mostrato come un governo democratico, fedele al suo mandato elettorale, possa mettere in discussione la governance europea, rigida su regole punitive che nulla hanno a che fare con la virtuosità dei paesi dell’eurozona. Il fallimento più grande è proprio l’architettura della UE e dei suoi Trattati, che negano la possibilità di agire su obiettivi realmente strutturali, come l’occupazione, la capacità produttiva e i redditi. In questo contesto, la moneta unica è uno strumento di potere funzionale ad interessi altri, quali la stabilità dei prezzi e delle banche. Se è vero che bisogna rimettere in discussione regole e obiettivi europei, allo stesso tempo è necessario capire in quali tempi queste modifiche possono intervenire. Più i tempi sono lunghi più è inevitabile che anche la moneta unica possa essere rimessa in discussione, in quanto strumento di potere. Ne parliamo con Vladimiro Giacché, economista e Presidente del Centro Europa Ricerche.

Nonostante l’intransigenza mostrata dal governo tedesco e qualche gioco strategico, pare che la fermezza di Tsipras abbia mandato in tilt l’armonia della governance europea. Come lo interpreta?

Tsipras ha fatto una cosa nuova nell’Europa di questi ultimi anni: ha cercato di tener fede al mandato elettorale ricevuto. Ha trattato, ma quando ha visto che quello che veniva richiesto dalla controparte (peraltro senza contropartite immediate in termini di debt relief) era incompatibile col mandato elettorale ricevuto, ha detto che a quel punto soltanto gli elettori del suo Paese potevano decidere se accettare le proposte europee. In questo modo ha rotto il potere di ricatto dei creditori. Questo ha mandato in tilt la governance europea, che in questi ultimi anni è stata caratterizzata da un potere esorbitante dei creditori. L’Europa oggi viene destabilizzata non da Tsipras, ma proprio da quel potere esorbitante, che ha avuto conseguenze pesantissime per molte economie tra cui la nostra.

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Nicolas Maduro: "Fratelli e sorelle della Grecia non abbiate paura a spezzare le catene del FMI"

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maduro tsiprasda www.lantidiplomatico.it

"E' in corso una guerra economica per impedire che il popolo greco ritrovi la sua libertà ed indipendenza"

"Mi rivolgo al popolo greco, a Tsipras e a Syriza". Inizia così il video-messaggio del presidente della repubblica bolivariana Nicolas Maduro diretto ad Atene. "Il popolo bolivariano offre tutto l'appoggio e il suo abbraccio fraterno al popolo greco".

E ancora: "Nasce in Grecia due mila anni fa la parola democrazia e il popolo greco sta rispondnedo con democrazia. Noi abbiamo vissuto questa stessa fase: in Venezuela si privatizzò tutto, si sono portati via le pensioni, l'istruzione pubblica. Poi abbiamo rotto le catene del Fmi". E qui arriva il messaggio preciso al popolo greco: "Non abbiate paura di rompere le catene del Fmi e del neo-liberismo, fratelli e sorelle della Grecia, non permettete che facciano ancora scorrere altro sangue del popolo e depredare le ricchezze del paese"

E' questo il cammino, il cammino, prosegue Maduro. "Ammiriamo quello che sta facendo il popolo greco. Una lotta difficile di fronte al ricatto finanziario in corso. E' una guerra economica. E' in corso una guerra economica per impedire che il popolo greco ritrovi la sua libertà ed indipendenza".

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La rottamazione neoliberista della scuola della Costituzione è un attacco a tutti i lavoratori

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Come specificato nel post-scriptum aggiunto appositamente dall'autore, questo intervento è stato scritto alcune settimane fa, prima dell'approvazione al Senato con un gravissimo voto di fiducia. Lo riproponiamo comunque, come contributo di analisi non schiacciato sulla cronaca, ma volto a ragionare anche sulle tendenze di fondo della lotta intrapresa dalle classi dominanti sul tema della scuola, così come sul tipo di risposta che si rende necessario da parte delle classi subalterne.

l'articolo è stato pubblicato anche su Gramsci Oggi n.2/2015


renzi buona scuola cambiodi Andrea Zirotti

Anche un cittadino mediamente distratto ha potuto avvertire che i provvedimenti sulla scuola del governo hanno suscitato nello stesso mondo della scuola un'opposizione finora vasta, visibile, multiforme. Renzi e i suoi ministri si sono prodigati a rintuzzare l'ondata di critiche, con una propaganda che tuttora alterna toni sprezzanti a false disponibilità al dialogo e non disdegna messaggi offensivi per gli insegnanti, come la sceneggiata alla lavagna del "capo" del governo. Non c'è dubbio: il governo è sempre in prima linea, anche in questo aspetto del lavoro politico; il ruolo delle forze parlamentari, in primis dello zelante PD, ma anche delle giubilanti FI e NCD, è in ciò di supporto.

Qual è il nodo del conflitto? Una prima risposta, astenendosi da giudizi di valore, può essere: la ristrutturazione (o, meglio, la sua continuazione) del sistema scolastico nazionale. Nel rispondere a questa domanda, non di rado c'è chi si sofferma ora su uno, ora su un altro aspetto di questa devastante controriforma, perdendo di vista il progetto complessivo di trasformazione, per non dire del suo rapporto con il contesto attuale: un atteggiamento prevedibile in questi tempi di deboli coscienze politiche, in cui riesce a prevalere una lettura di tipo sindacale, e di sindacati in tempi di deboli coscienze politiche.

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Il portale USA “Vox” illustra lo scenario Baltico in un'ipotetica guerra tra Russia e NATO

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estonia usarussiada Sputnik News

Il 30 giugno il portale americano “Vox” ha illustrato lo scenario di una guerra tra la Russia e la NATO in Estonia, dalle proteste a Narva fino alla guerra nucleare.

Quando i politici e i commentatori dei media occidentali parlano della probabilità di una guerra tra gli Stati Uniti e la Russia, la maggior parte di loro si riferisce ai Paesi Baltici, scrive il portale americano "Vox".

Secondo le teorie degli analisti di "Vox", il punto di scontro militare tra l'Alleanza Atlantica e la Russia può essere l'Estonia, Paese baltico con una popolazione di 1,3 milioni di persone, di cui "la maggioranza degli americani ignora persino l'esistenza".

"L'Estonia, la Lettonia e la Lituania sono Paesi noti come Stati Baltici, si trovano all'estremità dell'Europa orientale in prossimità delle frontiere della Russia. Facevano parte dell'Unione Sovietica. Questi Paesi sono luoghi da cui, secondo i timori di diversi analisti occidentali, potrebbe prendere il via la Terza Guerra Mondiale," — si legge nell'articolo.

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Demostenes Floros: “Geopolitica dell’energia”

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La prima parte dell’intervento di Demostenes Floros sul Turkish Stream, il nuovo, strategico gasdotto proposto da Putin dopo che la Bulgaria, su pressione degli USA, ha ritirato la concessione al passaggio del precedente progetto, il South Stream. Una questione imprescindibile per capire il presente e il futuro europeo. 

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La Costituente Comunista: una prospettiva ambiziosa e necessaria

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communism1 632x276di Domenico Losurdo*

Una sfida da affrontare e vincere

La Costituente comunista è una prospettiva ambiziosa e necessaria, e al tempo stesso una sfida temibile. Almeno in Europa occidentale la dura sconfitta subita dal movimento comunista tra il 1989 e il 1991 ha comportato un terribile impoverimento, oltre che sul piano teorico, anche su quello etico – politico.

Persino gli intellettuali che non si associano al coro impegnato a infangare la «forma-partito» si rivelano spesso incapaci di agire in modo associato. Sembrano aver dimenticato il significato dell’agire politico e soprattutto di un agire politico che intenda trasformare radicalmente la realtà esistente e che pertanto è costretto a scontrarsi con un apparato di manipolazione più poderoso che mai. Sappiamo dai nostri classici che la piccola produzione è il terreno sul quale attecchisce l’anarchismo. Gli odierni sviluppi della comunicazione digitale comportano di fatto un forte rilancio della piccola produzione intellettuale. Ed ecco che, nel clima venutosi a creare in seguito alla sconfitta del 1989-1991 e al connesso impoverimento etico – politico, non pochi intellettuali anche di orientamento comunista tendono a rinchiudersi ciascuno nel suo blog, nel suo sito, nella sua minuscola organizzazione.

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I comunisti di Cipro difendono il diritto sovrano dei greci a decidere il proprio destino

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grecia bandiere silhouetteda www.akel.org.cy

Traduzione di Marx21.it

Dichiarazione di Stavros Evagorou, del Partito Progressista del Popolo Lavoratore di Cipro (AKEL)

E' ormai chiaro che l'obiettivo dei circoli dirigenti dell'UE non è la ricerca di una soluzione dignitosa della questione greca, ma l'umiliazione e la degradazione della Grecia e del popolo greco. Le istituzioni non sono minimamente interessate alla grave crisi umanitaria, né all'impoverimento del popolo greco.

Ciò che interessa a costoro è mettere in ginocchio il popolo greco e costringerlo a cedere di fronte al ricatto esercitato dai neocolonialisti dell'UE.

Anche il popolo cipriota, la cui struttura socio-economica è stata distrutta in una sola notte con la cooperazione del governo diretto dal partito DISY, ha sofferto per tali comportamenti estremi e disumani.

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Dalle Acciaierie di Terni un'altra adesione operaia alla Costituente Comunista

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da www.ricostruirepc.it

Se mai ve ne fosse stato bisogno, la difficile condizione e le lotte degli operai delle Acciaierie di Terni di quest’ultima fase l’hanno ribadito: la classe operaia, i lavoratori hanno bisogno come il pane di una loro rappresentanza politica. Hanno bisogno che la sinistra di classe finalmente si unisca e di questa unità sia parte integrante un nuovo e più forte partito comunista. È a partire anche da ciò che ho – e abbiamo – apprezzato il documento pubblicato domenica 21 giugno su “ il Manifesto”, per la Costituente Comunista. Dico anche da ciò perché l’esigenza di una nuova forza comunista organizzata, radicata e di lotta non è utile solo per la costruzione dell’unità della sinistra di classe. È anche necessaria per ricostruire un movimento di massa contro la guerra imperialista e per riaprire un orizzonte di trasformazione sociale, rilanciando la questione del socialismo.

Romano Barbarossa – operaio – RSU FIOM – CGIL Acciaierie Terni

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La lunga mano della Nato

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USA ISIS01di Manlio Dinucci
da il manifesto, 30 giugno 2015

«Ripugnante violenza»: così il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg definisce l’attacco terroristico in Tunisia. Cancella con un colpo di spugna il fatto che la reazione a catena, di cui la strage in Tunisia è uno degli effetti, è stata messa in moto dalla strategia Usa/Nato.

Un documento desecretato del Pentagono, datato 2012, conferma che l’Isis, i cui primi nuclei vengono usati dalla Nato per demolire con la guerra lo Stato libico, si forma in Siria reclutando soprattutto militanti salafiti sunniti. Finanziati da Arabia Saudita e altre monarchie, essi vengono rifor­niti di armi attra­verso una rete della Cia. Obiettivo: «stabilire un principato salafita nella Siria orientale», in funzione anti-sciita, e da qui scatenare l’offensiva in Iraq quando il governo dello sciita al-Maliki si allontana da Washington, avvicinandosi a Pechino e Mosca.

Ulteriore conferma viene da documenti sauditi, appena rivelati da Wikileaks: essi dimostrano che, almeno dal 2012, l’Arabia Saudita alimenta la guerra segreta in Siria, di concerto con la Turchia. Quindi con la Nato, che loda la propria partnership con l’Arabia Saudita e le altre monarchie del Golfo perché «forniscono in modo sempre più efficiente sicurezza, anche al di là della loro regione».

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L'Alleanza Bolivariana sulla situazione in Grecia

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grecia donna bandierada www.portalalba.org

"L'Alleanza bolivariana dei popoli di Nuestra America-Trattato di commercio per i popoli (Alba-Tcp) esprime il suo più fermo sostegno e solidarietà al popolo e al governo greco di fronte al vorace assedio del capitalismo finanziario mondiale e dei suoi rappresentanti europei, coloro che senza scrupoli e con eccessiva ambizione pretendono di piegare la scelta di questo paese per una vita degna e giusta; il cui centro sia la salvaguardia della vera democrazia e dei diritti umani, non dei vergognosi privilegi e le conseguenze distruttive del capitale neo-liberista transnazionale.

Noi popoli e governi dell'Alba-TCP, convinti dal Comandante Hugo Chávez che la "storia ci chiama all'unione e alla lotta", inviamo un messaggio di sostegno per il coraggioso popolo e governo greco, convinti che la battaglia storica che sta portando avanti è una lotta per la salvezza dell'intera specie umana, per la vita, per la libertà e per l'autodeterminazione di tutti i popoli.

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I comunisti portoghesi per il rispetto delle scelte sovrane del popolo greco

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grecia europa bandierada www.pcp.pt

Traduzione di Marx21.it

Dalla risoluzione del Comitato Centrale del Partito Comunista Portoghese (PCP) del 28 giugno 2015

“Mentre si annuncia lo svolgimento di un referendum in Grecia il giorno 5 luglio, il Partito Comunista Portoghese riafferma la sua ferma condanna delle manovre dell’Unione Europea e del FMI contro la Grecia e la richiesta che sia rispettato il diritto del popolo greco a decidere del suo presente e futuro, libero da qualsiasi ingerenza e ricatto.

Questo processo conferma che l’ “Unione Europea della coesione e della solidarietà” non esiste. Nei cosiddetti “negoziati”, l’UE e il FMI non sono mai stati interessati alla soluzione dei gravi problemi del popolo e dell’economia, ma ad imporre politiche di maggiore e brutale sfruttamento un nuovo  salasso delle risorse di quel paese.

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Sorini (resp. Esteri PCdI): “Solidarietà piena con lotta del popolo greco in difesa dei propri diritti e della propria sovranità”

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folla greciadi Fausto Sorini, segreteria nazionale PCdI, responsabile esteri

da www.comunisti-italiani.it

La scelta dell’eurogruppo UE di respingere ogni volontà di compromesso ragionevole col governo greco rappresenta la tomba di ogni sia pur residua e illusoria credibiltà e riformabilità dell’Unione europea in senso progressivo.

Siamo pienamente solidali con la lotta del popolo greco in difesa dei propri diritti legittimi e della propria sovranità e ci auguriamo che essi si affermino in modo inequivocabile nel referendum del 5 luglio.

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Segnali di guerra: che fare?

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war silhouettedi Fausto Sorini, segreteria nazionale PCdI, responsabile esteri

Siamo in presenza di una escalation terroristica a livello internazionale che in queste ore ha visto un pericoloso innalzamento.

Essa è volta a creare nell'opinione pubblica europea e occidentale una atmosfera di paura e di insicurezza, che giustifichi poi atti di guerra da parte degli USA e della NATO, presentati come interventi "necessari" per proteggere la sicurezza dei popoli europei.

Gli incendiari appiccano il fuoco: poi si presentano come pompieri.

I settori più oltranzisti del capitalismo USA non si rassegnano al fatto che viviamo ormai in un mondo in cui gli Stati Uniti devono convivere con pari dignità con altri Paesi e regioni emergenti del mondo (Russia, Cina, India, Brasile, Sudafrica..) e non possono più farla da padroni.

Questi ambienti USA, insieme all'Arabia Saudita, hanno creato l'ISIS e finanziato il suo esercito di 50.000 uomini. 

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