La falsa accusa di Trump a Obama di Manlio Dinucci

La falsa accusa di Trump a Obama di Manlio Dinucci

da il Manifesto

Di fronte all’accusa del neoeletto presidente Trump all’amministrazione Obama, perché avrebbe ottenuto poco o niente dagli alleati in cambio della «difesa» che gli Stati uniti assicurano loro, è sceso in campo il New York Times.  Ha pubblicato il 16 gennaio…

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Il leader comunista russo commenta il discorso di Trump

Il leader comunista russo commenta il discorso di Trump

di Ghennady Zyuganov

Il 21 gennaio scorso, di fronte al Mausoleo di Lenin, in occasione della cerimonia commemorativa della scomparsa del grande dirigente della Rivoluzione di Ottobre, il leader del Partito Comunista della Federazione Russa, Ghennady Zyuganov, ha commentato ...

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Dalla de-globalizzazione esce vincente la Cina

Dalla de-globalizzazione esce vincente la Cina

di Pasquale Cicalese

di Pasquale Cicalese per Marx21.it

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Oscar López Rivera è libero, ma la lotta per l'indipendenza di Porto Rico continua!

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Dichiarazione di Socorro Gomes, Presidenta del Consiglio Mondiale della Pace

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Per un anno nuovo di pace e solidarietà tra i popoli

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pace cebrapazMessaggio di fine anno di Socorro Gomes, Presidenta del Consiglio Mondiale della Pace

da cebrapaz.org.br

Traduzione di Marx21.it

La Presidenta del Consiglio Mondiale della Pace, Soccorro Gomes, ha diffuso un messaggio di fine anno per esprimere fiducia nel rafforzamento dell'unità tra i popoli nell'anno che sta per iniziare, nell'amicizia e nella cooperazione per la costruzione di un mondo più giusto e solidale, nella resistenza antimperialista e anticolonialista per affrontare le guerre, le minacce, l'oppressione, i colpi di Stato e la militarizzazione del mondo, nella lotta per la pace.

Solidarietà e intensificazione degli sforzi in difesa della pace

L'anno 2016 è stato pieno di minacce e aggressioni ai popoli. Ma è stato anche un anno di rinnovato impegno, di mobilitazione e speranza nella lotta per un mondo diverso, più giusto e solidale, di amicizia e cooperazione tra i popoli.

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Chi riuscirà a fermare la guerra in Ucraina?

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ukraine 0123 super 169di Aristart A. Kovalëv

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Lo scritto di Aristart A. Kovalev, è stato pubblicato in russo su Političeskoe prosveščenie [Formazione politica, organo del Partito Comunista della Federazione Russa], n 2 (91) 2016, pp. 135-148, e in traduzione italiana sul n. 1-2/2016 di MarxVentuno rivista.

Dopo la dissoluzione dell’Urss gli Usa hanno trascinato la Russia e l’Ucraina (così come gli altri stati postsovietici) nell’orbita di un asservimento neocoloniale. Tuttavia, dopo che la Russia ha dichiarato l’avvio di una propria politica estera nel 2007, il presidente dell’Ucraina Janukovyč ha cominciato a barcamenarsi tra UE e Russia. Gli imperialisti avevano bisogno di sostituire Janukovyč con una marionetta più arrendevole, di trascinare l’Ucraina nell’Unione Europea e nella Nato e di provocare per suo tramite una guerra con la Russia. A tale scopo gli Usa hanno attuato un colpo di stato, sfruttando come principale forza d’urto i fascisti seguaci di Bandera. Viene quindi analizzata l’origine storica di questi ultimi.

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La bancarotta dell’Ucraina

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ukra bandieredi Sandro Teti (editore, studioso dei paesi ex URSS) | da beppegrillo.it

Il 21 novembre 2013 è considerato il momento in cui inizia l’Euromaidan, ovvero la serie di manifestazioni e di disordini che hanno destabilizzato l’Ucraina e acuito le sue già profonde divisioni. Quel giorno il governo locale aveva annunciato che non intendeva più firmare l’accordo di associazione con l’Unione Europea, che al contrario sembrava ormai prossimo alla sottoscrizione.

Una variante violenta delle “Rivoluzioni colorate”

Il motivo del mancato accordo era il rifiuto dell’UE di garantire i consistenti aiuti economici che dovevano compensare i costosissimi investimenti infrastrutturali, indispensabili per ammodernare la vetusta quanto imponente industria pesante dell’Ucraina orientale e adeguarla alle norme europee. La firma di quel documento, senza garanzie di investimenti, sarebbe stata disastrosa per il Paese; nonostante questo, a Kiev dilaga immediatamente un movimento di protesta che si concentra subito nella piazza principale del centro cittadino, piazza dell’Indipendenza, chiamata comunemente “Maidan”.

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Fortune Global 500: La Cina cresce ancora

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China Economic Growthda cercareilvero.it

Ringraziamo il compagno Domenico Losurdo per la segnalazione

Come spiega in maniera sintetica ed efficace Wikipedia [1], “Fortune Global 500” è “una lista dei primi 500 gruppi economici mondiali, stilata in base al fatturato. La lista è compilata e pubblicata ogni anno dalla rivista Fortune“. E tra i 500 gruppi economici mondiali la Repubblica Popolare Cinese occupa sempre più posizioni. Quest’anno Pechino (+ Hong Kong) tocca quota 103 (110 considerando Taiwan) [2]. In continua discesa invece la presenza dei colossi economici degli USA.

Ma queste fredde classifiche, se non analizzate a fondo, rischiano di non far vedere la vera rivoluzione economica che sta portando l’operato della Cina su scala globale. Tra le prime 4 aziende in classifica 3 sono cinesi e tutte sono controllate dallo Stato (e quindi dal Partito Comunista Cinese). Non solo: le prime 12 sono tutte di proprietà statale mentre delle 98 aziende continentali (quindi escludendo Hong Kong e Taiwan) solo 22 sono non pubbliche (non pubbliche non vuol dire private, soprattutto se con “privato” si intende il privato in senso occidentale).

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La crisi nell'Unione Europea e l'altra Europa dei lavoratori e dei popoli

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angeloalves congressodi Ângelo Alves
da pcp.pt

Traduzione di Marx21.it

Intervento al XX Congresso del Partito Comunista Portoghese

Compagni,

I popoli del continente europeo stanno vivendo un periodo di grande instabilità, di crisi sociale ed economica profonde, e di regressione democratica e di civiltà.

Pagine nere della storia, come la guerra e il fascismo si scorgono di nuovo all'orizzonte. Le conquiste sociali vengono attaccate apertamente. Diversi stati sono immersi in processi di distruzione del tessuto produttivo o affondano dentro livelli di debito insostenibili. L'instabilità del sistema finanziario si fa sempre più minacciosa con continui episodi di crisi. I diritti democratici e la sovranità sono messi in discussione. L'estrema destra sta guadagnando terreno in diversi paesi, e i più elementari diritti umani sono calpestati e negati alle vittime della più grande crisi umanitaria dopo la seconda guerra mondiale.

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Aspettando il cinepanettone di George Clooney sugli 'eroici Elmetti Bianchi' ...

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White Helmets Syria 3di Maria Antonietta Carta
da oraprosiria.blogspot.it

Il falso mito dei White Helmets costruito dalla propaganda occidentale

I propagandisti mendaci partecipano da sei anni alla devastazione di un Paese sovrano, utilizzando cinicamente le inenarrabili sofferenze del suo popolo e attribuendo i crimini dei persecutori alle vittime. Con la liberazione della parte orientale di Aleppo e la cacciata dei terroristi che per più di quattro anni hanno reso un inferno l’esistenza dei suoi abitanti, ancora una volta mostrano tutta la loro vergognosa dipendenza da un potere imperiale che, violando il diritto internazionale, è impegnato con i retrivi emiri, re e reucci arabi, e gli alleati e i vassalli occidentali, a distruggere e balcanizzare la Siria.  I cittadini accolgono con sollievo e manifestazioni di gioia e riconoscenza l’esercito che li ha liberati dall’incubo e attraverso coraggiosi giornalisti indipendenti o testimoni quali Eva Bartlett e Vanessa Beeley, Nabil Antaki e Pierre le Corf, cominciano a far conoscere l’orrore vissuto nelle aree occupate da al-Nusra e altri gruppi assassini; intanto i media e le ONG ‘’umanitarie’’ occidentali continuano la loro ipocrita narrazione mistificatrice.

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Occidente: la riscrittura del passato

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ministerodellaveritadi Manlio Dinucci
il manifesto, 27 dicembre 2016

«Strage Berlino, perché il terrorista si è lasciato dietro i documenti?»: se lo chiede il Corriere della Sera, parlando di «stranezze». Per avere la risposta basta dare uno sguardo al recente passato, ma di questo non vi è più memoria. È stato riscritto dal «Ministero della Verità» che – immaginato da George Orwell nel suo romanzo di fantapolitica 1984, critico del «totalitarismo staliniano» – è divenuto realtà nelle «democrazie occidentali». 

Si è così cancellata la storia documentata degli ultimi anni. Quella della guerra Usa/Nato contro la Libia, decisa – provano le mail della Clinton – per bloccare il piano di Gheddafi di creare una moneta africana in alternativa al dollaro e al franco Cfa. Guerra iniziata con una operazione coperta autorizzata dal presidente Obama, finanziando e armando gruppi islamici prima classificati come terroristi, tra cui i nuclei del futuro Isis.  Poi riforniti di armi attraverso una rete Cia (documentata dal New York Times nel marzo 2013) quando, dopo aver contribuito a rovesciare Gheddafi, sono passati nel 2011 in Siria per rovesciare Assad e attaccare quindi l’Iraq (nel momento in cui il governo al-Maliki si allontanava dall’Occidente, avvicinandosi a Pechino e a Mosca). 

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"Il coordinamento strategico tra Cina e Russia va oltre il livello bilaterale”

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HuaChunyingdi Hua Chunying, portavoce del ministero degli esteri cinese | da resistencia.cc 

Traduzione di Marx21.it

La Cina ha elogiato il commento sulle relazioni bilaterali che il presidente russo, Vladimir Putin, ha fatto nella conferenza di fine anno.

La Russia e la Cina hanno una relazione che va oltre la semplice partnership strategica e che sarà ulteriormente promossa, ha detto Putin nel corso della conferenza annuale.

“La Cina apprezza molto l'atteggiamento positivo della parte russa in merito allo sviluppo di legami bilaterali”, ha affermato Hua Chunying, portavoce del ministero degli Esteri cinese, in una conferenza stampa.

Hua ha dichiarato che attualmente la partnership strategica integrale cino-russa è a un livello storico e che la cooperazione in tutti gli aspetti tra i due paesi non solo arreca benefici ad entrambi, ma contribuisce anche alla prosperità e alla stabilità del mondo.

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Lo spettro del populismo tra le rovine della democrazia

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populismooooooooooooooodi Spartaco A. Puttini

L'articolo è apparso in “Gramsci oggi” rivista on line, dicembre 2016

Uno spettro si aggira per l’Europa (e non solo): è lo spettro del populismo. Tutti i potenti d’Europa si alleano per dare spietatamente caccia a questo spettro. Qual è il partito di opposizione che i suoi avversari al potere non abbiano colpito con la nota ingiuriosa di “populista”? e qual è il partito di opposizione che a sua volta non abbia ricambiata l’accusa, respingendo l’infamante designazione di populismo, o sugli elementi più avanzati dell’opposizione stessa, o sugli avversari apertamente reazionari?

Il Manifesto del 1848 di Marx non iniziava proprio così, ma iniziava in modo molto simile.

Il termine di populismo è tornato prepotentemente di moda ed è divenuto un elemento consueto del dibattito politico. Tuttavia l’accusa di essere populista viene impugnata quasi unicamente per intento polemico e denigratorio, come improprio sinonimo di demagogia. A ben guardare sotto questa etichetta vengono accomunati i movimenti più disparati per collocazione spazio-temporale e per colore politico.

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“I mass media presentano i colpi di stato moderni come una difesa della democrazia”

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lemoine mauriceIntervista di Alex Anfruns a Maurice Lemoine

da investigaction.net

Traduzione di Massimo Marcori per Marx21.it

L'intervista è apparsa sulla rivista Le Journal de Notre Amérique nel dicembre 2016

Già caporedattore di Le Monde Diplomatique, Maurice Lemoine è soprattutto un fine conoscitore della storia contemporanea del Sud America. In questi ultimi 40 anni egli ha condotto numerose inchieste sul luogo, soprattutto in America Centrale, ma anche in Venezuela e in Colombia. In questo paese martoriato, ha potuto verificare con i propri occhi la reale situazione della popolazione nelle comunità rurali, in quello che resta la fonte del conflitto più lungo dell’America Latina. Egli è anche stato testimone sul luogo di uno degli eventi più importanti di questo inizio del ventunesimo secolo, il tentativo di colpo di stato trasmesso in televisione del presidente Hugo Chavez. Su questi temi e paesi, Lemoine è l’autore di notevoli opere che rimangono un riferimento nella materia, come il suo ultimo libro “I bambini nascosti del generale Pinochet”. In questa intervista che ha gentilmente voluto accordare al Journal de Notre Amérique, egli decifra i risvolti della recente svolta a destra nella regione. Egli mette in guardia sulle minacce che gravano ancora e sempre contro i governi progressisti.

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I comunisti russi presenti al congresso del Partito dei Socialisti della Repubblica di Moldova

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dorokhinda kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

“Il PCFR appoggia l'intenzione del nuovo presidente della Moldavia di rafforzare le relazioni con la Federazione Russa”, ha dichiarato P.S.Dorokhin, capo della delegazione dei comunisti russi presente al XIV Congresso del Partito dei Socialisti della Repubblica di Moldova, che si è tenuto a Kishinev il 17 e 18 dicembre 2016. 

Alla vigilia del congresso la delegazione del Partito Comunista della Federazione Russa ha incontrato nella sua residenza il Presidente neoeletto della Moldavia I.N. Dodon. Nel corso dell'incontro Dorokhin si è congratulato con il Presidente per la meritata vittoria, a nome del Partito Comunista della Federazione Russa.

Il segretario del Comitato Centrale del PCFR ha sottolineato il fatto che la ragione principale della vittoria dei socialisti e del loro leader è da cercare nella politica della verità e della difesa dei lavoratori dai politici ladri e dagli oligarchi.

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L'alleanza militare dell'India con gli Stati Uniti si consolida

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carter indiaComunicato dell'Ufficio Politico del Partito Comunista dell'India (Marxista)

da solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

Il governo Modi ha fatto un ulteriore passo nella direzione di imbrigliare l'India in un'alleanza militare con gli Stati Uniti d'America. Lo status per l'India di Principale Partner Militare degli USA è stato concordato durante la visita del segretario di Stato Ashton Carter.

Lo status di Principale Partner Militare è equivalente a quello dei più stretti alleati degli Stati Uniti, come l'Australia, la Nuova Zelanda, le Filippine, il Giappone e la Corea del Sud.

Arrivato sulla scia del Memorandum di Accordo per gli Scambi Logistici (LEMOA), questa nuova intesa intaccherà ulteriormente la sovranità e l'autonomia strategica dell'India.

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La vergognosa sceneggiata di Franceschini a Kiev

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franceschini kiev poroshenkoDichiarazione di Luca Cangemi, della segreteria nazionale del Partito Comunista Italiano

Riceviamo dal compagno Luca Cangemi e volentieri pubblichiamo

Il ministro Franceschini e il sindaco di Verona Tosi sono stati protagonisti di un' ignobile sceneggiata a Kiev.

I due rappresentanti delle istituzioni italiane hanno fatto da servili controfigure in una grottesca messinscena ad uso del capo della giunta nazistoide che opprime l'Ucraina, Poroshenko (già gratificato della cittadinanza onoraria di Verona), che “generosamente” ha riconsegnato opere d'arte rubate dal museo di Castelvecchio di Verona, ritrovate in Ucraina e trasformate dai banditi di Kiev nell'oggetto di una lunga trattativa con il governo italiano.

Nelle stesse ore dell’umiliante vicenda l’esercito ucraino intensificava l’aggressione alle popolazioni del Donbass.

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Gli Stati Uniti schierano truppe nel 70% dei paesi del mondo

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soldati usa cargodi “Proyecto Censurado”
da rebelion.org

Traduzione di Marx21.it

La crescente presenza delle truppe statunitensi in tutto il mondo è stata definita la “notizia più censurata” nel 2015-2016

Se lanciate un dado su una mappa del mondo senza che si fermi sull'acqua degli oceani, la cosa più probabile è che le Forze per le operazioni speciali degli Stati Uniti “siano state in quel luogo alcune volte”, ha scritto Nick Turse in TomDispatch.

Secondo un portavoce del Comando delle Forze Speciali (SOCOM, la sigla in inglese), le Forze per le operazioni speciali (SOF, la sigla in inglese) sono state schierate nel 2015 in 147 delle195 nazioni riconosciute nel mondo, con un aumento dell'80% rispetto al 2010. “La crescita globale delle missioni delle SOF è stata impressionante”, ha scritto Turse.

Come ha detto il comandante generale di SOCOM Joseph Votel di fronte al pubblico dell'Aspen Security Forum nel luglio 2015, si schierano truppe SOF in più luoghi per condurre maggiori operazioni rispetto al culmine raggiunto con le guerre in Afghanistan e Iraq. Secondo Turse, “ogni giorno, in circa 80 e più paesi il Comando delle Operazioni Speciali intraprende operazioni senza nome, sulle quali rifiuta di rilasciare qualsiasi commento”.

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Natale ad Aleppo liberata

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Quello che i media mainstream non ci mostrano

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Cronologia dell'Ucraina post-sovietica

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ucraina bandiere riflessoRiteniamo utile, per seguire la situazione in Ucraina e Donbass (su cui è stato pubblicato di recente nel sito il testo di Kazbek K. Taysaev, segretario del CC del PCFR “Occorre finalmente riconoscere la volontà del popolo del Donbass”) riproporre la cronologia dell’Ucraina post-sovietica, dalla dissoluzione dell’Urss al golpe di Evromajdan, pubblicata nel numero 1-2/2014 della rivista MarxVentuno.

24 agosto 1991. Violando la volontà popolare espressa con il referendum che votò a stragrande maggioranza il mantenimento dell’Unione sovietica, svoltosi a marzo, la “nomenklatura” del partito comunista ucraino, che fino ad allora aveva mantenuto un atteggiamento molto prudente (tanto da essere inclusa nel fronte dei cosiddetti “conservatori” ostili alla “perestrojka” di Gorbačev), prende invece la testa delle posizioni separatiste più oltranziste e dichiara la sua indipendenza da Mosca.

1º dicembre 1991. L’ex comunista Leonid Makarovyč Kravčuk viene eletto presidente con il 61,6% di voti.

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Attualizzare l'analisi della fase internazionale

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pc svizzeraEstratto dalle Tesi congressuali discusse durante il 23° Congresso del Partito Comunista, Lugano (Svizzera) 26/27 novembre 2016

da partitocomunista.ch

1.    Possiamo definire la posizione attuale del polo imperialista come di “dominio senza egemonia”. Si è infatti ridimensionata in modo considerevole la capacità da parte del polo imperialista occidentale di garantire la propria posizione a livello geopolitico. Questo è strettamente dovuto a un arretramento sul fronte dei rapporti di forza economici e politici, risultato dell’emergere di aree economiche, geopolitiche e finanziarie che minacciano questo primato. Non bisogna però illudersi: il polo imperialista rimane ancora quello più potente. Esso infatti esercita il suo dominio sfruttando la potenza militare e le capacità di cooptazione politico-diplomatica, e disponendo di un tessuto economico che, nonostante considerevoli difficoltà strutturali, occupa sul fronte della tecnologia e dell'innovazione una posizione d'avanguardia; non da ultimo, la possibilità di disporre del dollaro quale moneta di riferimento internazionale, permette agli Stati Uniti numerosi benefici di politica economica sia interna che esterna.

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Il Programma del PCP, il progetto di socialismo per il Portogallo

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xxcongresso pcp 036di Albano Nunes

Traduzione di Marx21.it

Intervento al XX Congresso del Partito Comunista Portoghese

Gli obiettivi supremi del nostro partito, il partito della classe operaia e di tutti i lavoratori, sono il socialismo e il comunismo, sono la costruzione in Portogallo, di una società senza classi, veramente libera, in cui vengano abolite le disuguaglianze, l'ingiustizia sociale, lo sfruttamento e tutti i tipi di perversioni del sistema capitalistico. Questo progetto, che è la ragione principale per il PCP, è sempre presente nell'orizzonte dell'azione rivoluzionaria dei comunisti portoghesi.

Il programma del PCP definisce la fase attuale della lotta per il socialismo in Portogallo come una democrazia avanzata che, nella continuità storica con la Rivoluzione di Aprile, consolidi e sviluppi i suoi valori, la sua esperienza e le sue conquiste.

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Padre Haddad: «Aleppo ora è libera dai terroristi»

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Padre Haddad, procuratore del Patriarcato Greco Cattolico a Roma: «La nostra è una grande gioia perché Aleppo ora è libera dal terrorismo. Il terrorismo viene per colpire la convivenza tra cristiani e musulmani In Siria, in Egitto, in Iraq e in tutto il mondo arabo.»

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Le vene aperte dell’America Latina

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Cuba murales donnedi Giusi Greta Di Cristina*

Riceviamo dalla compagna Giusi Greta di Cristina e volentieri pubblichiamo

“La divisione internazionale del lavoro consiste nel fatto che alcuni Paesi si specializzino nel vincere ed altri nel perdere. La nostra regione del mondo, che oggi chiamiamo America Latina, è stata precoce in questo: si è specializzata nel perdere dai remoti tempi in cui gli europei del Rinascimento si sono scagliati attraverso il mare e hanno affondato i denti sulla sua gola. Sono passati i secoli e l’America Latina ha perfezionato le sue funzioni. Non è il regno delle meraviglie dove la realtà vinceva la favola e l’immaginazione veniva umiliata dai trofei della conquista, i giacimenti di oro e la montagna d’argento. Ma la regione continua a fare da schiava. Continua a esistere al servizio delle necessità straniere, come fonte e riserva di petrolio e ferro, il rame e la carne, i frutti e il caffè, le materie prime e gli alimenti con destinazione ai paesi ricchi che guadagnano, consumandoli, molto più di quel che l’America Latina guadagna producendoli.”.

Così comincia “Le vene aperte dell’America Latina“, capolavoro di Edoardo Galeano del 1971. Queste parole rivelano la chiave di volta per l’acquisizione di una corretta impostazione di analisi dei processi latinoamericani.

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