La Grecia e l'Ue : prime riflessioni per aprire un dibattito

La Grecia e l'Ue : prime riflessioni per aprire un dibattito

I comunisti francesi hanno seguito con molto interesse la situazione della Grecia dopo l'arrivo al potere di Syriza. Sebbene conoscessimo le critiche del KKE a Syriza ...

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La Resistenza della Cina

La Resistenza della Cina

di Manlio Dinucci

Il 70° anni­ver­sa­rio della vit­to­ria del popolo cinese nella Guerra di resi­stenza con­tro l’aggressione giap­po­nese, che si cele­bra il 3 set­tem­bre a Pechino, viene boi­cot­tato non solo da Tokyo ma da Washing­ton e quasi tutti i governi della Ue che…

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A proposito dell’evoluzione della situazione in Grecia

A proposito dell’evoluzione della situazione in Grecia

di Albano Nunes

Quando, al contrario delle speranze aperte dalle elezioni del 25 gennaio – nelle quali il popolo greco aveva manifestato il rifiuto delle rovinose e disumane politiche dei ...

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Cos'è davvero la Cina? Intervista a Domenico Losurdo (seconda parte)

Cos'è davvero la Cina? Intervista a Domenico Losurdo (seconda parte)

da ilcaffegeopolitico.org

Gli interventi energici dello stato nell’economia e il peso persistente dell’economia pubblica hanno svolto un ruolo essenziale nel prolungato miracolo ...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Al Parlamento Europeo un confronto sul debito dei paesi periferici

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pcp convegno europada www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Un'iniziativa promossa dagli eurodeputati del Partito Comunista Portoghese del gruppo GUE/NGL, con la partecipazione di autorevoli economisti europei e di altri continenti

L'iniziativa, promossa dai deputati del PCP, è stata organizzata, il 2 luglio, dal gruppo della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica e si è articolata in due sessioni.

Nella prima sessione sono state discusse le conseguenze dell'integrazione europea e dell'Unione Politica e Monetaria nei debiti dei paesi periferici. Sono intervenuti come invitati Eric Toussaint, portavoce del Comitato per l'Abolizione del Debito del Terzo Mondo (Belgio), Michael Hudson, professore universitario nell'Università del Missouri (USA), Steve Keen, economista (Australia) e Pedro Leão, professore di Economia all'ISEG (Portogallo).

Nella seconda sessione, su “Esperienze del debito dei paesi fuori dall'Unione Europea, cause, conseguenze e soluzioni. Lezioni da trarre”, gli oratori invitati sono stati Maria Elena Saludas, ATTAC (Argentina), Kimitoshi Morihara (Partito Comunista del Giappone) e Mouna Mathari, Fronte Popolare Tunisino.

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I comunisti russi denunciano la scalata della repressione anticomunista in Ucraina

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pc ucraina bandiera personeda kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Dichiarazione del Partito Comunista della Federazione Russa

Il gruppo filo-americano al governo a Kiev, che si era impadronito del potere in Ucraina nel febbraio del 2014, ha fatto ancora un passo sulla strada dell’annientamento della democrazia nel paese. Il ministro della Giustizia ha firmato un documento che proibisce al Partito Comunista di Ucraina di partecipare alle elezioni di qualsiasi livello. In tal modo, è dato di capire che ciò rappresenta solo un passo intermedio verso la completa proibizione del partito comunista.

Il Ministero della Giustizia fa riferimento alla legge, che introduce il divieto delle ideologie comunista e fascista. E’ impossibile, però, non accorgersi che è proprio il nazismo ad avere un fioritura lussureggiante in Ucraina. Le azioni oltraggiose del “Settore Destro” somigliano come gocce d’acqua ai comportamenti delle truppe d’assalto hitleriane. I caporioni di questo movimento politico-militare ucraino, mostrano chiaramente chi  sta imperversando nel paese.

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L'Europa, la Grecia e noi

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Grecia Italiadi Bruno Steri

Com’era prevedibile, attorno all’esito della vicenda greca ha preso quota anche in Italia un’importante discussione, che sta dividendo le forze della cosiddetta sinistra di alternativa e che allude a non lievi discriminanti di linea politica, concernenti in particolare l’atteggiamento da tenere d’ora in avanti nei confronti di questa Europa a trazione tedesca.

D’ora in avanti: perché non v’è dubbio che quell’esito non lascia le cose com’erano, costituendo – se non proprio l’experimentum crucis prodotto in laboratorio dai fisici – certamente uno di quei salti che in ambito politico mutano la quantità in qualità. Chi si era addormentato è dunque l’ora che si svegli. All’indomani di questo fatidico 12 luglio, per quanto animati da oneste intenzioni, non e’ piu’ lecito indugiare su giri di parole che alludono a “un’altra Europa”, astenendosi dal dare una concreta prospettiva politica all’idea di far evolvere questa Europa in “un’Europa dei popoli”; o, ancor peggio, insistere nel prospettare, come se nulla fosse, una linea di continuita’ in direzione di “piu’ Europa”. Non lo consente la prosaica quanto brutale realta’ dei fatti.

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Andrey Klimov: “Come funziona la Banca dei Brics?”

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Andrey Klimov (vice presidente della Commissione Esteri in Russia) illustra il meccanismo politico e finanziario su cui poggia la Banca Brics, da poco costituita da Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa (dal Convegno "Il nuovo mondo con i BRICS", organizzato dal Movimento 5 Stelle)

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Ucraina: è stato bandito il Partito Comunista

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pc ucraina bandieraMOSCA – E’ stato bandito il partito comunista in Ucraina, dove il governo filo-occidentale ha dato il via a una riforma per liberare il Paese dal retaggio sovietico con una controversa legge che equipara comunismo e nazismo. “Questo e’ veramente un momento storico”, ha detto il segretario del Consiglio di sicurezza, Oleksandr Turcinov. L’esclusione dei comunisti dalla vita politica del paese e’ stata annunciata dal ministro della Giustizia, Pavlo Petrenko, che ha siglato tre decreti per bandire i tre partiti di matrice comunista: il partito comunista d’Ucraina (la principale forza politica di estrema sinistra), il partito comunista rinnovato e il partito comunista dei lavoratori e dei contadini. “In seguito all’approvazione delle leggi di decomunistizzazione – ha spiegato il ministro – è stata formata una commissione che ha passato un mese a controllare i tre partiti comunisti in Ucraina. In base alle conclusioni della commissione – ha proseguito Petrenko – ho firmato i tre decreti confermando che le attività, la denominazione, i simboli, gli statuti e i programmi dei partiti comunisti non rispondevano ai requisiti della parte 2 dell’articolo 3 della legge ‘Sulla condanna dei regimi totalitari comunista e nazionalsocialista in Ucraina e il divieto di propaganda dei loro simboli'”.

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Costituente comunista. Meglio tardi che mai

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lavoro cccp manifestodi Marcos del Roio*

L'adesione di uno dei più importanti studiosi marxisti di Gramsci e di storia del movimento operaio in Brasile

Cari compagni

Sono un italo-brasiliano e scrivo dal Brasile, pertanto con una visione distante e con meno informazioni del quadro presente. È dalla crisi generata alla fine del governo Prodi che difendo l’idea di una Costituente comunista. Dal mio punto di vista, questa deve avere alcune condizioni capaci di garantire la libertà di discussione e l’unità di azione.

1. L’obiettivo storico del Partito deve essere l’emancipazione del lavoro, la realizzazione della rivoluzione e della transizione socialista.

2. I lavoratori devono essere la forza protagonista essenziale di questo processo.

3. Il fondamento teorico, quello pratico-politico e culturale devono trovare fondamenta nella tradizione iniziada da Marx e continuata principalmente da Lenin, Rosa Luxemburg, Lukács e Gramsci, oltre a tutta la tradizione di lotta dei lavoratori.

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Garanzia Giovani: cronaca di un flop annunciato

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giovani bracciaincrociateda www.comunisti-italiani.it

Garanzia Giovani dopo un anno dal suo debutto ha generato ritardi nei pagamenti e il mancato abbattimento della disoccupazione giovanile. Dei 2 milioni di Neet coinvolti nel progetto, solo il 22% è iscritto, inoltre a guadagnarci sembrano essere soltanto le aziende che assumono grazie ai rimborsi europei, abbattendo i costi per la forza lavoro.

Il Dipartimento Lavoro del PCdI propone come contributo d’approfondimento l’articolo qui di seguito riportato.

Doveva essere una garanzia, ma è lo stata solo di insuccessi. Garanzia Giovani il progetto europeo per i Neet, salutato con strilli di trombe e proclami, doveva essere il sistema per incentivare il lavoro, sbloccare l’inerzia dei giovani italiani e risollevare la penosa percentuale della disoccupazione giovanile nostrana. Ma dopo un anno: più della metà degli iscritti non hanno ancora fatto il primo colloquio, migliaia di giovani con uno stage semestrale alle spalle attendono ancora di percepire l’indennità dalle regioni e il tasso di disoccupazione giovanile è ancora al 40%. A distanza di un anno il risultato è pessimo e Garanzia Giovani può considerarsi a tutti gli effetti un flop di successo.

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Aiutiamo i prigionieri politici ucraini

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Tkachenko Timofeyev"Con l'Ucraina antifascista"

Sergey Tkachenko e Denis Timofeyev sono compagni ucraini membri del Partito Comunista d’Ucraina. In seguito a delle accuse fabbricate a tavolino possono rischiare10 anni di carcere. Si trovano in un carcere di Dnepropetrovsk dal 1 Settembre 2014. In tutto questo tempo l'inchiesta non ha mostrato prove della loro colpa ma gli arrestati rimangono in prigione per via della situazione politica. In questo periodo loro e le loro famiglie hanno bisogno di un supporto finanziario.

Durante le perquisizioni nelle case di ciascuno di loro da parte della SBU (servizi di sicurezza ucraini) sono stati trovati numeri della rivista “Novorossia”, vietata, una granata e un pacco di tritolo. Ci sono seri motivi per credere che le “prove materiali” sono state piazzate dalle guardie stesse, cioè tutti gli oggetti sono stati “scoperti” alla fine della perquisizione nei posti già controllati prima.

La scusa per le perquisizioni era l'apparizione di una rivista locale del PCU, “Prometeo”, anche se la perizia ha dimostrato che la rivista non contiene nessun appello al separatismo. I difensori dei comunisti sottolineano che il processo si sta portando avanti con delle violazioni, per esempio le domande dei difensori ai testimoni sono state respinte dalla procura. La corte si rifiuta di cambiare le condizioni della detenzione degli arrestati. Secondo gli avvocati ciò contraddice le leggi europee che sono state implementate anche in Ucraina. Le famiglie dei detenuti stanno passando tempi duri. Tkachenko ha tre figli minorenni, Timofeev né ha due.

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Comunicato della Gioventù di Syriza sull'accordo-memorandum e sul futuro di Syriza

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oxi colorda syriza-fr.org

Traduzione dal francese di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Per completezza di informazione sugli sviluppi della situazione in Grecia, pubblichiamo il comunicato della Gioventù di Syriza

L'accordo al quale sono giunte le negoziazioni il 13 Luglio, lunghe diversi mesi, portate avanti dal governo Syriza-Anel, costituiscono senza alcun dubbio una sconfitta enorme delle forze della sinistra radicale in Grecia. Il colpo di stato inedito messo in atto dai creditori, non è stato che l'ultimo episodio di una serie di ricatti estremi che hanno condotto il governo a un'impasse politico soffocante.

Sarebbe tuttavia fuorviante interpretare il risultato delle negoziazioni come determinato unicamente dalle scelte dei creditori. Noi siamo obbligati a valutare in maniera negativa la sottovalutazione dei rapporti di forza in seno alla zona euro, l'incrollabile convinzione che degli argomenti razionali potessero persuadere le istituzioni in favore di un accordo “mutualmente profittevole”, ma anche che la minaccia di una Grexit potesse giocare un ruolo catalizzante perché le nostre proposte vincessero. Tutti questi punti hanno contribuito in maniera decisiva all'assenza di un piano alternativo di rottura che avrebbe potuto funzionare anche all'interno del quadro negoziale, quanto come scelta del governo; tutto questo è stato il fattore decisivo della trappola politica.

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E l'Europa dei popoli...

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GreeceEuropeAusterdi Vasco Cardoso* | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

La situazione che si sviluppa in seno all'UE e all'euro, con l'approfondimento della loro crisi e con le differenti sue manifestazioni, in particolare in Portogallo e in Grecia, sta rivelando ciò che pochi anni fa alcuni giudicavano impensabile: la messa in discussione e il rifiuto, su scala di massa, della politica e del processo di integrazione capitalista dell'UE.

Un fatto tanto più importante in quanto si manifesta come processo di resistenza nei confronti dell'impressionante campagna ideologica che si sviluppa da decenni, destinata a presentare l'UE come il “paradiso in terra” e qualcosa di irreversibile. La frode della politica di coesione economica e sociale; la mistificazione in merito ai fondi comunitari; l'illusione della convergenza reale; il mito del progetto “democratico”; la fallacia della “casa comune”; il discredito in cui è caduta la parola solidarietà non appena alcuni dirigenti dell'UE la pronunciano. In verità, aumenta sempre di più il fosso che separa la propaganda e la realtà con la quale milioni di uomini e donne si confrontano e, soprattutto, aumenta la coscienza collettiva di tale fatto.

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Il partito comunista e "le tre terribili domande"

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falcemartello toppadi Luca Cangemi ( Associazione per la ricostruzione del Partito Comunista – direzione nazionale PRC)

Intervento conclusivo all’assemblea nazionale per la Costituente Comunista del 12 luglio a Roma

Cari compagni e care compagne,
con questa assemblea abbiamo fatto un passo in avanti importante.

Con l’appello per la ricostruzione del Partito Comunista nei mesi scorsi abbiamo provato a rispondere, e ad offrire alla prova di una verifica larga, tre terribili domande.

E’ necessario ricostruire un partito Comunista in Italia?
E’ possibile ricostruirlo?
Quali sono i passi necessari?

A nessuno sfugge che già porsi queste domande significa scegliere di nuotare contro una corrente, almeno all’apparenza fortissima, mettersi in una posizione fuori dal dibattito politico-culturale dominante.  Eppure abbiamo la presunzione di dire che dalla discussione che abbiamo avviato e che ha avuto esiti di partecipazione, di ascolto, passione e di qualità del dibattito, francamente superiori alle nostre attese, noi traiamo risposte che sono in sintonia con quanto scritto nell’appello, e ne costituiscono una prima superiore articolazione.

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L'UE si arruola nella Nato

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trident juncture 2015di Manlio Dinucci | da il manifesto

Non sarà solo una delle più grandi eser­ci­ta­zioni Nato la «Tri­dent Junc­ture 2015» (TJ15), che dal 28 set­tem­bre al 6 novem­bre vedrà impe­gnate soprat­tutto in Ita­lia, Spa­gna e Por­to­gallo oltre 230 unità ter­re­stri, aeree e navali e forze per le ope­ra­zioni spe­ciali di oltre 30 paesi alleati e part­ner, con 36 mila uomini, oltre 60 navi e 140 aerei da guerra, più le indu­strie mili­tari di 15 paesi per valu­tare di quali altre armi ha biso­gno l’Alleanza.

Nell’esercitazione di guerra, la Nato coin­vol­gerà oltre 12 mag­giori orga­niz­za­zioni inter­na­zio­nali, agen­zie di aiuto uma­ni­ta­rio e asso­cia­zioni non-governative. «Par­te­ci­pe­ranno alla TJ15 anche l’Unione euro­pea e l’Unione afri­cana», annun­cia un comu­ni­cato uffi­ciale. Tra i paesi della Ue più impe­gnati nell’esercitazione Nato figu­rano, oltre ai tre in cui si svol­gerà il grosso delle ope­ra­zioni, Ger­ma­nia, Bel­gio e Olanda. Alte per­so­na­lità inter­na­zio­nali saranno invi­tate ad assi­stere alla TJ15 il 19 otto­bre a Tra­pani, il 4 novem­bre a Sara­gozza (Spa­gna) e il 5 novem­bre a Troia (Por­to­gallo). Così «la Nato dimo­stra il suo impe­gno ad adot­tare un approc­cio onni­com­pren­sivo». In altre parole, il suo impe­gno a esten­dere sem­pre più la sua area di influenza e inter­vento, dall’Europa all’Africa e all’Asia, con mire globali.

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I comunisti spagnoli sulla situazione in Grecia e nell'Unione Europea

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syntagma temporaleda solidnet.org

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Alle prese di posizione sugli sviluppi in Grecia di partiti comunisti europei e di altri continenti (di cui Marx21.it sta proponendo ampia documentazione) si aggiunge questa dichiarazione del Partito Comunista di Spagna.

Il Partito Comunista di Spagna ha mantenuto e mantiene il principio del rispetto per l'autonomia di azione delle organizzazioni operaie, di sinistra, progressiste degli altri paesi del mondo e la consapevolezza dell'esistenza di differenze di analisi; tuttavia, è evidente il legame tra i processi in atto in Grecia e in Spagna negli ultimi anni, e come i popoli di entrambi i paesi subiscano attacchi simili da parte delle grandi potenze capitaliste. Di conseguenza, è necessario, dopo gli avvenimenti degli ultimi giorni, condividere una serie di considerazioni sul risultato dei negoziati tra la Grecia e l'Unione Europea (senza dimenticare la partecipazione del FMI) sulla questione del debito pubblico greco e l'attuazione del pacchetto complementare di misure economiche del paese ellenico.

Gli eventi delle ultime settimane servono a confermare, in maniera molto chiara, la natura dell'UE: secondo la definizione del nostro XIX Congresso, l'attuale Unione europea è, in questo momento, la più alta espressione politica-istituzionale della costituzione di un blocco imperialista specificamente europeo. Gli obiettivi e il funzionamento dell'Unione europea sono al servizio di un potere oligarchico finanziario, concentrato geograficamente nella regione dell'Europa centrale, ma in realtà include l'insieme delle potenze capitaliste degli altri paesi dell'UE (tra cui, naturalmente, la Spagna).

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Dichiarazione del Comitato Centrale del KKE sul nuovo accordo-memorandum

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kke logo 500pxPartito Comunista di Grecia (KKE) | kke.gr

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Per completezza di informazione, pubblichiamo anche la presa di posizione del KKE sulla vicenda greca

1. Il KKE invita gli operai, gli impiegati, gli strati popolari, i pensionati, i disoccupati e i giovani, a dire un vero e proprio inflessibile NO all'accordo-memorandum, che è stato firmato dal governo di coalizione SYRIZA-ANEL con l'UE BCE-FMI e a combattere ovunque, in piazza e sui luoghi di lavoro, contro le misure selvagge in esso contenute. Il nuovo pacchetto di riforme va ad aggiungersi alle misure barbariche del memorandum precedente. Occorre organizzare il contrattacco per evitare che il popolo sia spinto al completo fallimento. Occorre rafforzare il movimento operaio, l'alleanza popolare, aprire la strada perché il popolo si liberi una volta per tutte dal potere del capitale e delle unioni imperialiste, che lo conducono a condizioni sempre più inumane.

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Brancaccio: “Serve un piano B, la sinistra impari dall’errore di Tsipras”

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tsipras 16 7 2015 5101da MicroMega Online

Pubblichiamo come contributo alla discussione sulle prospettive in Grecia e in Europa

Per l’economista la debacle greca insegna che bisogna mettere da parte la retorica europeista e globalista e predisporre una visione alternativa, un “nuovo internazionalismo del lavoro”. E sulla Grexit replica al premier ellenico che ha denunciato il mancato aiuto di Stati Uniti, Russia e Cina: “Se vero, significa che i grandi attori del mondo hanno scelto di non interferire più di tanto negli affari europei, lasceranno che l’Unione monetaria imploda per le sue contraddizioni interne”.

intervista a Emiliano Brancaccio di Giacomo Russo Spena

«È inutile negarlo, il governo e il parlamento greco hanno capitolato, gli apologeti dell’austerity hanno vinto anche stavolta. È l’ennesima prova che nella zona euro, purtroppo, le cose vanno come avevamo previsto». I renziani metterebbero anche lui nel girone dei ‘gufi’ ma l’economista Emiliano Brancaccio preferisce un’espressione più raffinata: «In questi anni, nostro malgrado, in tanti abbiamo indossato i panni delle Cassandre che allertano sui guai che verranno ma restano inascoltati». I media in questi giorni hanno ricordato le lettere pubblicate sul Sole 24 Ore nel 2010 e sul Financial Times nel 2013 con cui Brancaccio e altri colleghi segnalavano come le ricette di austerità, flessibilità del lavoro e schiacciamento dei salari avrebbero provocato disastri, aggravando la posizione dei Paesi debitori e rendendo sempre meno sostenibile l’assetto dell’eurozona.

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Perché un partito comunista

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Hammer and Sickle 5di Emiliano Alessandroni
da www.ricostruirepc.it

Ogni passo reale verso la costruzione di un Partito Comunista unitario e all’altezza dei tempi dev’essere caldamente incoraggiato.

La presenza di una tale forza politica consente infatti di mantenere aperta, già nell’immaginario collettivo prima ancora che nella realtà concreta, la possibilità di una alternativa rispetto alle strutture politche e sociali nelle quali viviamo. La sua presenza non soltanto tiene viva la lotta per i diritti, e per i processi di emancipazione, ma conserva, parallelamente, la vivacità del pensiero, e in particolar modo la concettualità temporale.

Una forza comunista, solida e realmente operante, impone infatti di pensare (e di pensarci) storicamente, di non smarrire l’ampiezza del quadro (sincronico e diacronico) su cui si stagliano le nostre azioni. Essa mantiene viva la coscienza del fatto che questa società non è la società, che questa condizione non è la condizione e che questa vita non è la vita.

L’esistenza di una forza comunista costituisce il più forte antidoto contro il tentativo dell’immediatezza, dell’istantaneià, di occupare l’intero orizzonte esistenziale e coscienziale. Essa regala agli uomini un campo più vasto di pensabilità, e al reale tutta la ricchezza delle antitesi.

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Una civiltà allo stremo

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ungheria muroPCdI Veneto

C'è da preoccuparsi. Veramente. Le ultime notizie dall'Italia e dall'Europa indicano un disfacimento progressivo di quella che dovrebbe essere una comunità solidale e la sua trasformazione in “sette” che si chiudono sempre di più in se stesse.

Vicino a Treviso c'è stata una rivolta di residenti assieme a militanti di Lega Nord e Forza Nuova contro l'arrivo di un centinaio di persone provenienti da paesi del cosiddetto “terzo mondo”. Ci sono stati disordini, incendi e qualche saccheggio. A Roma, per impedire l'arrivo di una ventina di persone (“profughi”, “migranti”, “clandestini”, comunque persone) in un centro d'accoglienza, ci sono stati blocchi stradali e tafferugli provocati soprattutto da esponenti di CasaPound. In Ungheria si è iniziata la costruzione di una barriera di filo spinato per impedire l'ingresso a quei disperati scappano dalle zone di guerra e che arrivano a piedi dopo aver attraversato i Balcani.

Non c'è nessuna accoglienza, nessuna pietà da parte del sedicente mondo civile per chi tenta di fuggire dalle guerre che i “nostri governi occidentali”  hanno scatenato per sfruttare, controllare e accumulare sempre maggiori ricchezze.

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