L’arma del silenzio mediatico

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto del 30 ottobre 2012

sudan bombardamentoSi dice che il silenzio è d’oro. Lo è indubbiamente, ma non solo nel senso del proverbio. È prezioso soprattuttto come strumento di manipolazione dell’opinione pubblica: se sui giornali, nei Tg e nei talk show non si parla di un atto di guerra, esso non esiste nella mente di chi è stato convinto che esista solo ciò di cui parlano i media. 

Ad esempio, quanti sanno che una settimana fa è stata bombardata la capitale del Sudan Khartum? L’attacco è stato effettuato da cacciabombardieri, che hanno colpito di notte una fabbrica di munizioni. Quella che, secondo Tel Aviv, rifornirebbe i palestinesi di Gaza. Solo Israele possiede nella regione aerei capaci di colpire a 1900 km di distanza, di sfuggire ai radar e provocare il blackout delle telecomunicazioni, capaci di lanciare missili e bombe a guida di precisione da decine di km dall’obiettivo. 

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Quando ad emigrare in Africa sono gli Europei. Il caso dell’Angola

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di Andrea Genovali | da www.oltre-confine.it

angolaE’ di pochi giorni fa la notizia che oltre 130 mila portoghesi stanno scegliendo di emigrare in cerca di lavoro in una loro vecchia colonia africana che si chiama Angola. Gli angolani, dal canto loro, stanno comprando una parte non indifferente della borsa lusitana oltre a quote di banche, di energia e di comunicazioni della loro vecchia nazione colonizzatrice. Una cosa impossibile da pensare solo pochi anni fa quando la guerra civile, con dietro la mano insanguinata dell’occidente, assassinava intere generazioni di uomini e donne. La presenza cinese, che ha investito massicciamente nel paese lusofono in questi anni, senza ricorrere a mostruosi ricatti finanziari o con atteggiamenti neo coloniali, ha apportato grandi miglioramenti alla struttura commerciale e industriale del paese. Centinaia di miliardi di dollari sono il contributo cinese al boom angolano che sta trasformando le infrastrutture del paese africano. E facendo compiere all’Angola anche il salto qualitativo rappresentato dagli investimenti in paesi esteri, a iniziare appunto dal Portogallo.

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Elezioni in Ucraina. Si profila una grande avanzata dei comunisti e la conferma del partito al governo

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di Mauro Gemma

pc ucrainaElezioni in Ucraina. Si profila una grande avanzata dei comunisti e la conferma del partito al governo. Per ribaltare la situazione l'opposizione “europeista” è disposta anche a coalizzarsi con gli ultra-nazionalisti di Svoboda? Con il consenso dell'Unione Europea e della NATO?

Le elezioni parlamentari svoltesi domenica 28 ottobre in Ucraina riconfermano il Partito delle Regioni del presidente della Repubblica Viktor Yanukovic come la forza politica più importante della repubblica ex sovietica. Con il 61% delle schede scrutinate (le operazioni procedono con estrema lentezza, ma indicano comunque una linea di tendenza che non dovrebbe sostanzialmente cambiare) il Partito delle Regioni (salito al governo dopo l'affondamento del regime guidato dal filo-occidentale Viktor Yuschenko, leader della cosiddetta “Rivoluzione arancione”), che esprime interessi economici presenti in particolare nelle regioni orientali del paese più contigue alla Russia a forte componente etnica russa o russofona, in cui ha le sue roccaforti, e che è fautore di una politica di buon vicinato con Mosca, sembra dunque ancora (e nonostante alcuni pronostici sfavorevoli) di gran lunga la prima forza politica con il 34,2% dei consensi (rispetto al 34,4% delle precedenti elezioni del 2007).

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America Latina e Asia sempre più vicine

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di Yohannan Chemarapally,"People's Democracy” | traduzione a cura di Marx21.it

americalatina voltoDell'articolo pubblicato nel settimanale del Partito Comunista dell'India (Marxista), proponiamo la parte riguardante l'impetuoso sviluppo delle relazioni tra i paesi dell'America Latina e le due grandi potenze dell'Asia, India e Cina.

L'America Latina e la regione caraibica sembrano finalmente uscire dalla lunga ombra degli Stati Uniti. La creazione della Comunità degli Stati dell'America Latina e dei Caraibi (CELAC) nel dicembre dello scorso anno è stato un altro evidente segnale che la regione non si trova più sotto l'influenza politica ed economica degli USA. Per più di un secolo, Washington ha considerato il Sud America come il proprio cortile di casa e ha esercitato liberamente il suo potere installando regimi marionetta e rimuovendo con la forza governi popolari. I “colpi soft” in Honduras nel 2009 e in Paraguay più recentemente, ne sono l'illustrazione. In entrambi casi, presidenti appoggiati dalla Sinistra sono stati rimossi mentre esercitavano ancora il loro mandato, per essere rimpiazzati da politici legati a Washington. L'avvento della CELAC ha rappresentato anche il segnale che, su questioni strategiche della politica estera con cui si confronta la comunità internazionale, gli stati della regione si sforzeranno di costruire un fronte comune.

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PENSIONI Un referendum contro l’agenda Monti

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di Manuela Palermi | da www.comunisti-italiani.it

monti profiloDice Napolitano: “Ad aprile si dovrà tenere conto dell’esperienza Monti”. Dice Monti: “Qualunque governo ci sia dovrà muoversi all’interno delle regole e delle politiche decise dall’Unione europea”.

E’ un messaggio inquietante, una sorta di avvertimento a chi, come noi, l’agenda Monti vuole smontarla, e cioè a chi sta raccogliendo le firme per recuperare l’articolo 18 e cancellare l’articolo 8 per restituire dignità e diritti ai lavoratori e alle lavoratrici. Ma ancor di più – se posso dire – a chi, come noi, ha scelto di fare un referendum contro la riforma delle pensioni, il primo atto e il più grave del governo Monti, compiuto sotto dettatura del Fmi, della Bce e dell’Unione europea. 

L’Europa liberista e monetarista si accanisce, attraverso Monti, contro le parti deboli della popolazione. 

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Appello del Partito Comunista Libanese, in occasione del suo 88° anniversario

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da www.solidnet.org | Traduzione a cura di Marx21.it

libano comunistiInsieme per consolidare la pace civile!

Insieme per il cambiamento democratico radicale!

Il Partito Comunista Libanese ha reso noto, in occasione dell'88° anniversario della sua creazione, il seguente comunicato indirizzato al popolo libanese e specialmente ai comunisti:

Libanesi,

L'88° anniversario della creazione del Partito Comunista Libanese coincide quest'anno con i grandi pericoli che minacciano il nostro paese nella sua unità e che potrebbero trascinarlo, se non stiamo in guardia, nel circolo vizioso della violenza basate su deplorevoli divisioni confessionali.

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Equità. Il 10% del Paese ha in mano il 45%. È ora che paghi

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di Vladimiro Giacché | da Pubblico del 26 ottobre 2012

balance«Il contributo di solidarietà del 3% sui redditi sopra i 150 mila euro a favore degli esodati è iniquo»: così ha dichiarato ieri il vice presidente di Confindustria Aurelio Regina. Il contributo per finanziare l'ampliamento delle garanzie per gli esodati, a suo avviso, colpirebbe inoltre «una fascia di popolazione che è l'unica che spende, minacciando ulteriormente i consumi».

La prima reazione, nell’apprendere dell’attacco di Confindustria all'emendamento a favore degli esodati approvato dalla commissione Lavoro della Camera, è stata di soddisfazione. In Italia c’è ancora qualche istituzione che funziona: la difesa dei propri associati da parte di Confindustria è stata pronta e decisa. La cosa è ammirevole. E dovrebbe anche suscitare anche un po’ di invidia, soprattutto nel mondo dei lavoratori dipendenti: basti pensare che il provvedimento di “riforma” delle pensioni - proprio quel provvedimento che, elevando bruscamente l’età minima di pensionamento ha creato, tra l’altro, il dramma degli esodati senza stipendio né pensione – è diventato legge nel silenzio del mondo sindacale, e che non una sola ora di sciopero è stata indetta dai principali sindacati per contrastarlo.

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Enrico Mattei: una sfida dal futuro

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di Spartaco Alfredo Puttini per Marx21.it

mattei“Mattei è stato un italiano moderno,
che ha lasciato troppo presto il suo posto di combattimento”
Giulio Andreotti 
(all’epoca dei fatti ministro della Difesa)

Il 27 ottobre ricorre il 50° anniversario della morte di Enrico Mattei, fondatore dell’Eni e personaggio di primo piano della storia repubblicana. Su Enrico Mattei sono stati versati fiumi d’inchiostro. Ancor di più sul “caso”, sul mistero della sua morte. A lungo si è sostenuto che l’aereo sul quale viaggiava quella fatidica notte di ottobre del 1962 si fosse schiantato a Bascapè per un errore del pilota, anche se la maggioranza degli italiani è sempre stata intimamente convinta che Mattei sia stato eliminato. Anni fa l’inchiesta (riaperta ed archiviata) della procura di Pavia poneva la parola fine all’enigma: i cadaveri dei tre sventurati passeggeri dell’aereo dell’Eni venivano riesumati e su di essi veniva rinvenuta traccia di esplosivo.

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Incontro Comunista Europeo. Contributo del Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSCM)

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da inter.kke.gr | Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

kscm logoIncontro Comunista europeo - Bruxelles 01-02 ottobre 2012

Le conclusioni dell'8° Congresso del Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSCM), svoltosi nel maggio di quest'anno, indicano come nel recente periodo si delinei chiaramente il reale rapporto del capitalismo con gli interessi sociali e i bisogni della maggioranza dei cittadini. Mostrano le vere ragioni per cui il livello delle sicurezze sociali nei paesi dell'Europa occidentale fino al 1989 era maggiore di quanto lo sia oggi, mentre crescono le tensioni sociali e la rabbia legittima dei popoli non solo nel quadro europeo, ma anche in molte altre parti del mondo.

Una delle ragioni consiste anche nel fatto che non esiste alcuna concorrenza al capitalismo, come invece prima rappresentavano gli Stati socialisti in Europa. Mi riferisco a quegli Stati in cui gli interessi sociali popolari costituivano la priorità, quando l'esistenza dell'Unione Sovietica rappresentava una forza di opposizione all'Occidente, caratterizzato dalla sua società dei consumi, dal libero mercato e dalla promozione dell'individualismo.

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Il Partito Comunista Cinese verso il congresso tra innovazioni e continuità nel processo di riforma

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

pcc bandiera pugniSe pensiamo allo spazio dedicato alla Cina nella campagna presidenziale negli Stati Uniti, possiamo a ragione ritenere che il prossimo congresso del Partito comunista cinese – in programma dall'8 novembre prossimo – sarà l'evento politico più importante dell'anno. Se fino ai primi anni di questo secolo la sua eco era sostanzialmente limitata – eccezione fatta per addetti ai lavori e sinologi – ai confini dell'ex Celeste Impero, d'ora in poi le decisioni prese tra le mura di Zhongnanhai avranno forti ripercussioni sul panorama internazionale. Non dobbiamo, infatti, scordare che a riunirsi è il più grande partito comunista al mondo – forte di oltre 80 milioni di selezionatissimi iscritti – che ha portato la Cina, in soli settanta anni, da Paese umiliato e sull'orlo della morte per inedia a seconda potenza economica e politica del mondo.

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Beirut, il diario di Tuf Tuf… – Proclami all’unità, processi alle intenzioni e visite eccellenti

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di Per non dimenticare Sabra e Chatila

foto-tuf-tuf-2Continuano le tensioni in Libano, anche se le armi – almeno a Beirut – hanno lasciato il campo agli scontri politici e alle pressioni internazionali. Il secondo contributo di Tuf Tuf… 

BEIRUT, 23 Ottobre 2012 – Se nelle strade di Beirut sembra essere tornata la calma dopo i tre giorni di tensione seguiti all’attentato dello scorso 19 Ottobre costato la vita al capo dei servizi di intelligence libanesi Wissam Al-Hassan, il lavorìo nei palazzi della politica continua incessante tra proclami all’unità, processi alle intenzioni e visite eccellenti. L’autobomba ad Ashrafiyeh infatti, oltre ad aver rievocato uno dei periodi più bui della storia recente libanese (il triennio di attacchi dinamitardi inaugurato con l’assassinio del primo ministro Rafiq Hariri il 14 febbraio 2005), ha riacceso vecchi rancori e nuove polemiche sulla legittimità dell’esecutivo in carica e il suo grado di prossimità col regime di Damasco.

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La posta in gioco. Intervista esclusiva al Segretario del PdCI Oliviero Diliberto

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da oltremedia.weebly.com

diliberto falcemartelloVerso il 2013 è il titolo della nostra rubrica. Il 2013 sarà l'anno delle elezioni, a Roma si voterà tre volte e la sensazione è che il Paese, flagellato dalla crisi economica globale, sia al giro di boa. Quello che succederà nei prossimi 12 mesi potrebbe cambiare il destino dell'Italia per i prossimi 20 anni. Oggi abbiamo invitato a dire la sua il segretario del PdCI Oliviero Diliberto.

Verso il 2013 è il titolo della nostra rubrica. Il 2013 sarà l'anno delle elezioni, a Roma si voterà tre volte e la sensazione è che il Paese, flagellato dalla crisi economica globale, sia al giro di boa. Quello che succederà nei prossimi 12 mesi potrebbe cambiare il destino del paese per i prossimi 20 anni. E' per questo che abbiamo deciso di intraprendere un filone di interviste che ci aiuterà a comprendere il cammino delle forze politiche sino alla tornata elettorale e le reali prospettive per la creazione di una coalizione che segni un punto di discontinuità con l'agenda Monti ed inauguri una stagione di avanzamento sul piano dei diritti civili e sociali.

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Rinascono le truppe coloniali

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto del 23 ottobre 2012

libia soldatiUn anno fa la Nato, demolito lo stato libico con 10mila attacchi aerei e forze speciali infiltrate, concludeva l’operazione «Protettore Unificato» eliminando per mano dei servizi segreti lo stesso Gheddafi. Non finiva però con questo la guerra. Le fratture, in cui si era infilato il cuneo dall’esterno per scardinare lo stato libico, si sono allargate e ramificate. 

A Bani Walid, accerchiata e bombardata dalle milizie di Misurata, c’è oggi un’intera popolazione che resiste. Tripoli controlla solo una parte minore della «nuova Libia», in preda a scontri armati tra milizie, omicidi e sparizioni. Secondo il presidente Mohamed Magarief, ciò è dovuto a «ritardi e negligenze» nella formazione di un esercito nazionale. Non deve però preoccuparsi: il problema sta per essere risolto. Non a Tripoli, ma a Washington. 

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Uniti e organizzati per la democrazia. Contro le minacce golpiste in Argentina

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da pca.org.ar | Traduzione a cura di Marx21.it

argentina soldatiDichiarazione

I partiti politici firmatari della dichiarazione esprimono il loro più saldo impegno per la democrazia e il mantenimento del funzionamento delle istituzioni dello Stato di Diritto.

Dietro uno sciopero con rivendicazioni di carattere salariale si nasconde una manovra decisamente destabilizzante che non possiamo permettere. Lo sciopero rivendicativo di prefetti e gendarmi è stato risolto dal Governo Nazionale, rendendo evidente che tutti riceveranno il loro salario senza alcun cambiamento. Malgrado ciò, il conflitto continua senza ragione alcuna, essendosi aggiunti sottufficiali della Marina che a loro volta stanno facendo appello ad appartenenti all'Esercito e alla Forza Aerea ad aderire.

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Gli effetti recessivi della legge di stabilità: mutui e TFR

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di Domenico Moro | da Pubblico

monti mannaiaIl Presidente Monti, pur ammettendo che le misure contenute nella Legge di stabilità sono brutali, sostiene che sulla lunga distanza permetteranno la crescita. A boutade del genere Keynes rispondeva che: “Nel lungo periodo saremo tutti morti”. Ci limiteremo ad osservare che, in netta contraddizione con gli sbandierati principi liberisti, il governo opera contro il mercato, minando le basi strutturali della domanda, e con esse la possibilità di una ripresa. Ne è uno degli esempi migliori il settore delle costruzioni, sia pubbliche che private. Le costruzioni pubbliche subiscono da anni il drastico calo della spesa in infrastrutture che, data la stretta al bilancio pubblico in corso, non si invertirà. Tuttavia, il governo ha pensato di beneficiare i soli grandi gruppi prevedendo una defiscalizzazione del 50% per le imprese che si impegneranno in progetti infrastrutturali oltre i 500 milioni.

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PAESTUM 6-7 ottobre 2012. Primum vivere anche nella crisi: la rivoluzione necessaria. La sfida femminista nel cuore della politica

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di Loretta Boni, Segr. Sez. T.Modotti, Pdci Ancona

lorettaboni 3Paestum è stato un grande evento, non solo per il numero di donne che vi hanno partecipato e di questi tempi è cosa su cui riflettere. C’erano i nomi storici del femminismo italiano; certo il ringraziamento primo va a Lea Melandri e alle donne del gruppo Artemide che hanno organizzato l’evento, ma le protagoniste sono state tutte le circa 1000 donne che hanno riempito l’Hotel Ariston di Paestum il 6 e 7 ottobre. Donne di età di provenienza diversa accomunate dalla consapevolezza che è urgente riportare al centro del dibattito politico del nostro paese i contenuti e le pratiche del movimento femminista. Un evento che ha mostrato quale e quanta voglia/necessità c’è nel nostro paese di contare/pesare da parte delle donne. La domanda che viene da Paestum, anzi la ragione di Paestum è come dare continuità all’impegno della “rivoluzione necessaria” come portare “la sfida femminista nel cuore della politica”. Questo è stato per me il senso dell’incontro, che interroga anche noi comuniste che verifichiamo sulla nostra pelle come la condizione delle donne con la crisi subisca attacchi continui senza che si riesca a mettere in campo una risposta adeguata.

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Colpire pensioni e pubblico impiego. Renzi riparte da qui?

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di Vladimiro Giacché | da Pubblico de 21 ottobre 2012

matteo renzi primarieNel dibattito politico italiano la tentazione di eludere il merito dei problemi fa premio su tutto il resto. Le reazioni all’appoggio del finanziere Davide Serra a Matteo Renzi non fanno eccezione. Ironizzare sulle società offshore di Serra era la cosa più semplice da fare. Sicuramente meno faticoso che entrare nel merito di ciò che Serra propone. A noi sembra invece che l’occasione di parlare di programmi non debba essere fatta cadere. Vediamo quindi cosa dicono Serra e Renzi. Di giusto e di sbagliato.

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Le grandi manovre d’autunno di Stati Uniti ed Israele

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di Antonio Mazzeo | da antoniomazzeoblog.blogspot.it

austere challenge usaisraelePrenderà il via tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre, durerà non meno di tre settimane e, secondo il Pentagono, sarà la “più grande esercitazione nella storia della lunga relazione militare tra Stati Uniti d’America e Israele”. Mentre le potenze occidentali con i paesi partner del Golfo scalpitano per intervenire militarmente in Siria e si acutizza lo scontro tra la Nato, l’Unione europea e l’Iran, le coste e il deserto israeliano stanno per ospitare un imponente war game in cui saranno simulati attacchi con missili balistici contro obiettivi terrestri e navali. Austere Challenge 2012, il nome dell’esercitazione congiunta, vedrà il coinvolgimento di 3.500 militari statunitensi ed un migliaio di israeliani. Solo un terzo circa del personale Usa sarà però distaccato direttamente in Israele. Il resto opererà da alcune basi in Europa e nelle unità navali che stazioneranno nel Mediterraneo orientale.

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Sui vostri schermi: lo show elettorale USA

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di Thierry Meyssan | da www.megachip.info

obama comizio 2012Ogni quattro anni, l’elezione del Presidente degli Stati Uniti dà luogo a uno show planetario. La stampa mainstream riesce a convincere l’opinione pubblica internazionale che il popolo statunitense designi democraticamente l’uomo che guiderà gli affari del mondo.   In alcuni paesi, specie in Europa, la copertura mediatica di questo evento è altrettanto - se non più - importante dell’elezione del capo dello Stato locale. Implicitamente, la stampa insinua che se tali paesi sono democrazie, i loro cittadini non decidono del proprio futuro, che dipende dalla buona volontà dell’inquilino della Casa Bianca. Ma allora, in che cosa questi stati sono democrazie?  Il fatto è che si confonde lo scrutinio elettorale con la democrazia. Questa osservazione vale anche per gli Stati Uniti. Il loro grande show elettorale sarebbe la prova che essi rappresentano una democrazia vivace. Questa evidentemente non è altro che polvere agli occhi.

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I comunisti italiani e la fase politica. Che fare?

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di Stefano Barbieri, direzione nazionale PdCI

comunisti italiani piazzaNei giorni successivi all’approvazione della Legge di stabilità da parte del Consiglio dei Ministri, diversi economisti hanno sottolineato la sua natura regressiva e molti altri, in controtendenza con le patetiche giustificazioni del ministro Grilli, hanno evidenziato come il valore di ben 11.6 Miliardi di euro rappresenti una vera e propria nuova manovra finanziaria. Il tutto viene naturalmente motivato con la necessità di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013. Chi ancora avesse avuto bisogno di prove dell'assurdità e delle pesanti conseguenze sociali di questa norma introdotta in Costituzione, ora ce la ha chiare davanti agli occhi. In sintesi è diminuita una tassa progressiva, l’Irpef, che redistribuisce il reddito dai ricchi verso i poveri. Ed è aumentata una tassa regressiva, l’Iva, che opera nel senso opposto. L’effetto netto della manovra sarà regressivo dato che le famiglie più povere, pur beneficiando della riduzione delle aliquote Irpef, sono allo stesso tempo le più danneggiate dall’aumento dell’Iva, perché spendono una frazione maggiore del proprio reddito disponibile in consumi, e in particolare in beni alimentari (la cui aliquota subisce l’aumento percentuale maggiore passando dal 10 al 11%).

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