L’imbarazzato silenzio dei governanti

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di Manlio Dinucci | da il manifesto, 10 settembre 2013

letta g20 autoÈ tradizione consolidata in Italia che, ogni volta che il Papa apre bocca, si leva dai politici un coro bipartisan di consensi. Ora però Papa Francesco si è espresso contro la guerra, riferendosi implicitamente ma chiaramente all’attacco in preparazione contro la Siria. E si è chiesto: «Questa guerra di là, quest’altra di là - perché dappertutto ci sono guerre - è davvero una guerra per problemi o è una guerra commerciale per vendere queste armi?». Di fronte a tale presa di posizione e alla vasta mobilitazione popolare che la sostiene, i coristi si sono ammutoliti. Praticamente assenti, sui media, i soliti plausi del presidente della repubblica, del capo e dei membri del governo, dei segretari dei maggiori partiti. In compenso, il segretario del Pd Guglielmo Epifani ha lodato il governo perché ha fatto «una scelta giusta fin dal principio, dichiarandosi contrario all'intervento in Siria». Si è dimenticato Epifani che il giorno prima il governo Letta aveva sottoscritto, ai margini del G-20 a San Pietroburgo, la Dichiarazione sulla Siria presentata dagli Stati uniti, che condanna il governo siriano per il «terrificante attacco con armi chimiche», accusa il Consiglio di sicurezza di essere «paralizzato» (dal veto russo) e chiede «una forte risposta internazionale». 

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Il Partito Comunista di Turchia denuncia la partecipazione turca all’aggressione imperialista contro la Siria

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Comunicato del Partito Comunista di Turchia (TKP) | da solidarite-internationale-pcf.over-blog.net

Traduzione di Massimo Marcori per Marx21.it

La minaccia imperialista contro la Siria è cresciuta ancora con il recente battage mediatico circa le armi chimiche. Diciamo piuttosto che avendo deciso d’intensificare la violenta campagna contro il popolo siriano, gli imperialisti hanno forgiato il pretesto delle armi chimiche per intervenire.

Non c’è la minima prova che indichi che il governo siriano abbia fatto ricorso ad armi chimiche. Anche se non prendessimo in considerazione le dichiarazioni del governo siriano sul fatto che esso lotta contro bande di terroristi armati e non contro il popolo, l’idea che il governo siriano possa aver fatto ricorso ad armi chimiche in una regione in cui i propri soldati sono presenti e in un momento in cui essi hanno la meglio nel conflitto è ridicola.

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No alla guerra imperialista

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di Bassam Saleh | da www.comunisti-italiani.it

Pochi giorni, o forse poche ore, ci separano da un ulteriore grave e pericoloso mutamento nel contesto dell’evoluzione del conflitto interno in Siria. Una crisi che non è mai stata puramente interna, infatti fin dai primi giorni ci sono state ingerenze alimentate e incoraggiate dagli Usa, dall’Occidente e dalle forze più grette del mondo arabo e islamico. Ingerenze che hanno avuto come obiettivo quello di realizzare la graduale distruzione di tutte le sue strutture, abbattendo così i fondamenti stessi dello Stato nazionale siriano. Al fine di garantire che la Siria, qualsiasi sia il sistema politico futuro diventi prigioniera degli interessi degli Usa, e di conseguenza incapace di mettere in discussione oggi e nel futuro il ruolo di Israele nella regione. Lo scenario quindi si ripete: si parte con la demonizzazione mediatica del leader, si inventano prove false, poi le potenze straniere intervengono per imporre con la forza un processo di cambiamento e di apparente stabilizzazione, sempre però a favore dei loro interessi. Questo è quanto è successo in Iraq, in Libia, e ora si tenta di realizzare in Siria. Dopo le false fosse comuni di Gheddafi e le armi di distruzione di massa di Saddam è l’ora delle armi chimiche di Assad.

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Sulle notizie raccapriccianti dalla Siria

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di Patrick Boylan | da www.peacelink.it

L'ultima notizia raccapricciante dalla Siria (il napalm contro una scolaresca) si rivela una bufala. Non importa: come la notizia raccapricciante che l'ha preceduto (l'uso di gas letale, realmente avvenuto), questo “scoop” viene subito strumentalizzato per chiedere un intervento militare USA. Ma quest'interminabile sfilza di notizie orrende dalla Siria può essere fermata, se riconosciamo che i mandanti siamo noi e se ripudiando il giornalismo sensazionalistico.

Sono davvero abili gli operatori della guerra psicologica al servizio dalla CIA, i quali riescono ad inventare di continuo e "videoregistrare" eventi sempre più raccapriccianti da attribuire al governo siriano di Bashar al-Assad, eventi assai più terribili di quelli già terribili che vengono commessi comunque in Siria, dalle diverse parti coinvolte in una cruente guerra per procura. Questi mega orrori vanno dai bambini dalle gole tagliate "dai sicari del regime" a Houla un anno fa, ai 1700 morti per gas a Ghouta (un sobborgo di Damasco) il 21 agosto, ai "bambini bruciati vivi in una scuola", ossia l'ultima horror story in ordine di tempo, diffusa la settimana scorsa dalla BBC e prontamente smontata come bufala sul blog di Francesco Santoianni.

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Intervista a Giacché: “Ma quale ripresa, la disoccupazione potrebbe aumentare”

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di Fabio Sebastiani | da Liberazione.it

giacche primopianoL’Italia non si sblocca dalla recessione mentre gli altri paesi, stando ai numeri, sembra abbiano imboccato una strada per uscire. Quali conseguenze?

Più ancora della differenza tra noi e gli altri è imporante vedere la differenza tra noi oggi e come eravamo qualche anno fa. A fine anno avremo perso 8,5 punti di prodotto rispetto a prima della crisi. E’ un risultato peggiore rispetto alla crisi del ‘29, dove dopo sei anni si era agli stessi livelli dell’anno di partenza. La produzione ha perso il 23%, e c’è stata una caduta degli investimenti catastrofica, con 31% in meno nel settore industria e -28% nelle costruzioni. Intanto, per i consumi arriviamo a un meno sette e mezzo. Questa è la situazione, tutto il resto sono chiacchiere. Tutto questo, a valle di una situazione in cui, per esempio, i redditi non crescevano già prima. In termini reali, la stagnazione dei redditi è dal ’92 ma con la crisi anche in termini nominali. Prima ancora di vedere come stanno gli altri, quindi, che stanno quasi tutti meglio, si tratta di capire noi cosa facciamo.

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G-20 spaccato a metà sulla Siria

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di Fausto Sorini, Dipartimento Esteri PdCI

obama putin g20russiaIn una dichiarazione diffusa al termine del vertice, 10 paesi (Australia, Canada, Francia, Italia, Giappone, Corea del Sud, Arabia Saudita, Turchia, Gran Bretagna, Stati Uniti + la Spagna (11°), che però non è formalmente membro del G20 ma invitato permanente) «condannano l'attacco con armi chimiche avvenuto a Damasco il 21 agosto e di cui il regime di Assad viene ritenuto responsabile». «Le prove - si legge nella dichiarazione dei dieci - indicano chiaramente il governo siriano come responsabile dell'attacco». E - prosegue il documento - «coloro che hanno perpetrato questi crimini devono essere ritenuti responsabili». I 10 paesi chiedono quindi «una forte risposta internazionale alla grave violazione delle regole» sul fronte dell'uso delle armi chimiche in Siria e invitano a mandare «un chiaro messaggio perché certe atrocità non si ripetano più».

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Comunicato contro un ignobile attacco al PdCI

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Dipartimento Esteri Pdci

pdciIn questi giorni sta girando sui social network e nelle mail-list un articolo indegno che addirittura, in merito alla crisi siriana, paventa una sorta di alleanza tra fascisti e “comunisti italiani”. L’articolo è ignobile perché basa tutto su false allusioni e perché arriva in un momento drammatico in cui la priorità di tutti i democratici e gli antifascisti dovrebbe essere quella di scongiurare l’aggressione alla Siria evitando i bombardamenti che Barak Obama si accinge a mettere in atto. Bombe che, come già sappiamo per la Jugoslavia, l'Iraq, l'Afghanistan e la Libia, non saranno affatto "chirurgiche" ed "intelligenti" e che provocheranno danni e distruzione a tutto il popolo siriano. Ma di questo all’estensore dell’articolo evidentemente non importa nulla, perché preso a gettare fango sul Pdci, probabilmente perché il protagonismo di tanti nostri militanti che in questi giorni sono impegnati nelle tantissime manifestazioni contro la guerra, preoccupa e dà fastidio a chi ha fatto proprio dell’ambiguità la propria bussola politica.

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Chi c’è dietro l’imperialismo francese

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di Erman Dovis, Comitato Centrale PdCI

total filospinatoOgni questione, ogni accadimento hanno un perché, ed ogni perché possiede una risposta.

L'atteggiamento "imperiale" della Francia socialdemocratica, le sue scorribande in Libia, Costa d'Avorio, Mali, lo sfrenato interventismo in Siria, sono assolutamente comprensibili se analizzate secondo il marxismo-leninismo, la scienza del proletariato, e quindi la concezione organica e scientifica che esso ha del mondo, la dialettica materialistica. Analisi che svela e spiega la condotta spregiudicata non tanto di Hollande, che è un semplice portalettere, ma dei veri padroni che sono dietro di lui e che nessuno ha eletto. Uno di questi è certamente la Total, colosso multinazionale nel campo petrolifero (4'produttore al mondo dopo Shell, BP e Exxon Mobil) e del gas, degli idrocarburi, dei suoi derivati, presente anche nel settore chimico, operante nell'intera catena produttiva, nella vendita al dettaglio di tutti i prodotti sopraelencati, e come tutti i colossi, impegnati nella spasmodica ricerca di nuovi bacini di idrocarburi e giacimenti estrattivi.

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A proposito di imperialismo e di crisi

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di Alberto Gabriele 

statua cocacolaRiceviamo e pubblichiamo come contributo alla discussione

1. Questo articolo si basa sul nuovo libro di Ernesto Screpanti L'IMPERIALISMO GLOBALE E LA GRANDE CRISI (disponibile in rete in link), che costituisce un importante contributo teorico e un efficace strumento in piu’ a disposizione di tutti i compagni, e dei comunisti in particolare. Tuttavia, non vuole essere una recensione in senso classico, ma una riflessione critica che in alcuni casi va al di la’ dei temi specifici trattati dal libro (soprattutto nel caso di alcune osservazioni di natura politica.).

I pregi maggiori del libro sono due, legati l’uno all’altro: grande chiarezza1 nell’analizzare problemi enormi e molto complessi, e notevole radicalita’ critica (intesa come coraggio intellettuale e morale, e non come estremismo parolaio). Tuttavia, non concordo personalmente con alcune delle tesi centrali del testo, che ritengo fuorvianti, e nella seconda parte di questo articolo cerchero’ di esporne con franchezza le ragioni.

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Il Partito Comunista Libanese lancia un appello per fronteggiare l’aggressione imperialista contro la Siria e il Libano

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da solidarite-internationale-pcf.over-blog.net
Comunicato dell’Ufficio Politico del Partito Comunista Libanese

Traduzione di Massimo Marcori per Marx21.it

L’Ufficio Politico del PCL segue con grande preoccupazione le dichiarazioni e le posizioni dei leaders degli Stati Uniti e dei loro alleati della Nato, come pure quelli di alcuni governi arabi che battono i tamburi di guerra contro la Siria. Queste dichiarazioni sono seguite da movimenti militari nella regione che prendono a pretesto le accuse di crimine per l’utilizzo di armi chimiche contro i civili nella regione di Ghouta.

L’Ufficio Politico del PCL ritiene che tali preparativi mirano soprattutto a perseguire la distruzione delle infrastrutture economiche e militari siriane ed a causare molti morti e profughi, tutto questo con i falsi pretesti accampati dai circoli imperialisti che riproducono ciò che è stato fatto in Libia e in Iraq. Gli Stati Uniti sono il paese che utilizza il più collaudato dei sotterfugi contro il diritto internazionale, quello che richiama ai valori morali e umani mentre massacra migliaia di civili al fine di imporre il suo dominio sulle ricchezze dei popoli arabi.

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L'industria della menzogna quale parte integrante della macchina di guerra dell'imperialismo

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di Domenico Losurdo | da domenicolosurdo.blogspot.it

mainstream-media-tv-liesNella storia dell’industria della menzogna quale parte integrante dell’apparato industriale-militare dell’imperialismo il 1989 è un anno di svolta. Nicolae Ceausescu è ancora al potere in Romania. Come rovesciarlo? I mass media occidentali diffondono in modo massiccio tra la popolazione romena le informazioni e le immagini del «genocidio» consumato a Timisoara dalla polizia per l’appunto di Ceausescu.

1. I cadaveri mutilati

Cos’era avvenuto in realtà? Avvalendosi dell’analisi di Debord relativa alla «società dello spettacolo», un illustre filosofo italiano (Giorgio Agamben) ha sintetizzato in modo magistrale la vicenda di cui qui si tratta:

«Per la prima volta nella storia dell’umanità, dei cadaveri appena sepolti o allineati sui tavoli delle morgues [degli obitori] sono stati dissepolti in fretta e torturati per simulare davanti alle telecamere il genocidio che doveva legittimare il nuovo regime. Ciò che tutto il mondo vedeva in diretta come la verità vera sugli schermi televisivi, era l’assoluta non-verità; e, benché la falsificazione fosse a tratti evidente, essa era tuttavia autentificata come vera dal sistema mondiale dei media, perché fosse chiaro che il vero non era ormai che un momento del movimento necessario del falso. Così verità e falsità diventavano indiscernibili e lo spettacolo si legittimava unicamente mediante lo spettacolo.

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PdCI Bologna: un Comitato cittadino a difesa della Costituzione

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da pdcibologna.blogspot.it

Un appello che abbiamo inviato a tutte le forze progressive e democratiche di Bologna, per un "Comitato cittadino a difesa della Costituzione".


Cari amici e compagni,

da oltre vent’anni è in corso il tentativo di scardinare i fondamenti della nostra Carta costituzionale, nata dalla Resistenza al nazifascismo, massima tutela del bene pubblico e presidio di una democrazia progressiva.

Un articolato blocco di potere, politico, economico e finanziario, persegue apertamente il progetto di modificare la Costituzione italiana in senso presidenzialistico-autoritario, indebolendo il ruolo del Parlamento, per creare le condizioni più adeguate a imporre politiche neoliberiste antipopolari, basate sulla restrizione degli spazi di democrazia e sulla cancellazione dei diritti sociali.

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Syrialeaks: come dare la colpa ad Assad

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di Pino Cabras | da megachip.globalist.it

Un titolo netto sul Daily Mail, un quotidiano da due milioni di copie in edicola e da tre milioni di utenti online al giorno: «Piano sostenuto dagli USA per lanciare un attacco con armi chimiche contro la Siria e dare la colpa al regime di Assad».

Il titolo in questione risale al 29 gennaio 2013. L'edizione online del Daily Mail ha pubblicato un'interessante storia - a firma di Louise Boyle - in grado di gettare la giusta luce investigativa sui tragici attacchi col gas verificatisi in Siria sette mesi dopo, ad agosto 2013.

Ogni tanto, la grande stampa riporta qualche fatto importante che suona totalmente diverso dal racconto di fondo, ma quando questo avviene è un fuoco di paglia che viene subito estinto.

Naturalmente, pochi giorni dopo la pubblicazione, l'articolo era già sparito dagli archivi online del giornale, ma per fortuna non è così facile fare sparire l'informazione da internet una volta che vi abbia fatto capolino. Pertanto siamo in grado di riproporvi l'articolo ed esporre qui i tratti salienti.

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Viva la Siria che resiste

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di Diego Fusaro | da www.lospiffero.com

L’oscena propaganda mediatica che, urbi et orbi, sta in questi giorni demonizzando la Siria e favorendo la vergognosa aggressione imperialistica americana può essere assunta come emblema del dilagante pluralismo multicentrico e polifonico che professa al plurale un’unica verità, quella del pensiero unico dominante e del suo scopo, la santificazione sub specie mentis della realtà nel suo stato attuale.

Le fantomatiche “armi chimiche” – che, non dimentichiamolo, vengono dopo le inesistenti “armi di distruzione di massa” in Iraq – diventano così il casus belli per legittimare ciò che era già stato deciso da tempo, ossia l’aggressione imperialistica della Siria, uno degli Stati che eroicamente resistono alla subordinazione all’impero americano. È l’equivalente dell’argomento dell’intorbidamento dell’acqua usata dal lupo che sta a monte, nella nota favola di Fedro, per aggredire l’agnello che sta a valle. Tutti (compreso il lupo) sanno che è una falsità organizzata, ma nessuno dice niente!

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Obama: «prove» segrete Cia contro Assad

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di Manlio Dinucci | da il manifesto, 3 settembre 2013

angry obama2Il governo siriano ha compiuto il peggiore attacco chimico di questo secolo: lo dichiara il presidente Obama in base all’inchiesta della Comunità di intelligence Usa, la tentacolare rete di servizi segreti composta da 17 organizzazioni federali. In primo luogo la Cia, ben nota per il suo rigore morale e l’affidabilità delle sue informazioni, come ha dimostrato organizzando i più sanguinosi colpi di stato (in Indonesia nel 1965, in Cile nel 1973) e fabbricando nel 2003 le prove (esibite al Consiglio di sicurezza) per giustificare la guerra e l’invasione dell’Iraq. 

I risultati dell’inchiesta sono esposti nel documento della Casa Bianca «U.S. Government Assessment of the Syrian Government’s Use of Chemical Weapons on August 21, 2013». Secondo non meglio identificate «fonti indipendenti», sono state le forze governative a colpire il 21 agosto con armi chimiche 12 località di Damasco. Inutile però cercare le prove sul documento. Esso è solo un «riassunto non-classificato di ciò è accaduto». Le pagine con le presunte prove sono «classificate», ossia tenute segrete per «proteggere le fonti e i metodi». Sono state perciò fornite solo «al Congresso e ai fondamentali partner internazionali». 

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Comunicato dell’Unione Generale delle donne siriane sulla probabile aggressione degli Usa e dell’Occidente alla nostra cara patria

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da donneinrosso.wordpress.com

donna siria urloOgni giorno che passa dall’inizio della crisi in Siria , aumenta la cospirazione mondiale contro il nostro Paese con la ferocia dei paesi complici in questa aggressione , specialmente gli Stati Uniti , Israele , Turchia e alcuni paesi occidentali e arabi, creando scenari di ingerenze e di cospirazione che indeboliscono la nostra posizione nazionale, la nostra sovranità nazionale e il nostro sostegno ai movimenti di resistenza arabi e internazionali.

Oggi, dopo poco più di due anni e mezzo di crisi e dopo aver fallito ogni obiettivo pianificato, essi estendono e propagano un attacco militare sotto diverse denominazioni e pretesti, il primo dei quali è la presunta protezione della comunità internazionale dall’uso di armi chimiche che la Siria è accusata di possedere. Questi scenari e menzogne sono solo pretesti creati per giustificare i loro atti di colonialismo e di distruzione della Siria dello stesso stampo di quelli usati in altri paesi come l’Iraq , l’Afghanistan e la Libia , che alla fine sono risultati inconsistenti . Pertanto tutte le accuse non sono altro che scuse per l’intervento che mira a distruggere le infrastrutture del paese, uccidendo persone innocenti, indebolendo l’economia e mantenendo in vita il fantasma delle sue divisioni settarie .

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Il governo parlamentare presidio fondamentale della democrazia economico-sociale

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a cura di Andrea Catone e Salvatore D'Albergo

costituzioneQuesto testo sarà stampato come inserto del prossimo numero della rivista Marx Ventuno

PICCOLO MANUALE DI AUTODIFESA MILITANTE DELLA COSTITUZIONE

1. Perché è così virulento oggi l’attacco alla Costituzione?

Perché PdL e Pd, centro-destra e centro-sinistra attaccano oggi con particolare virulenza la forma di governo parlamentare e la forma di Stato definite dalla Costituzione del 1948?

Ce lo spiegano a chiare lettere i fautori stessi dello stravolgimento della Costituzione, in diversi casi senza mascherature, spudoratamente. E ce lo spiegano con un discorso “marxista”, in riferimento alla struttura economico-sociale che richiede la modifica della sovrastruttura: la forma di governo parlamentare stabilita dalla Costituzione italiana è incompatibile con le esigenze del capitalismo nell’attuale fase di imperialismo transnazionale (la cosiddetta “globalizzazione”), a conferma di una incompatibilità strategica di capitalismo e democrazia:

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Vietnam: un partito socialdemocratico per il "Pivot to Asia"?

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

IMG 1402Nel giugno scorso il Vietnam era salito alla ribalta della cronaca internazionale per l'introduzione, nel suo ordinamento socialista, di un particolare meccanismo di fiducia annuale. Pur non mettendo in discussione il potere del partito comunista (Pcv), per la prima volta i più alti dirigenti del Paese - Primo ministro e Presidente della Repubblica su tutti – si erano sottoposti al giudizio dell'Assemblea nazionale: un apprezzamento inferiore al 50% dei parlamentari per due anni consecutivi ha come conseguenza le dimissioni dalla carica ricoperta.

Nello specifico il primo ministro Nguyen Tan Dung ha ottenuto la fiducia del 68%, dei rappresentanti, vale a dire la sfiducia del 32%; dato che ci suggerisce l'esistenza di una non trascurabile dialettica interna. Questa innovazione è parte di quello che i leader del Paese socialista definiscono un “processo storico” iniziato con il X° Congresso del Partito comunista del 2006 quando, per la prima volta, la conferma del segretario generale era avvenuta attraverso una elezione competitiva aperta anche a candidati non iscritti al partito e presentatisi in autonomia senza passare attraverso una delle tante organizzazioni di massa ufficiali.

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Una prima vittoria del movimento contro la guerra

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di Roberto Sidoli, Massimo Leoni, Daniele Burgio

handsoffsyriaRiceviamo e pubblichiamo

La decisione presa da Obama e dal circolo dirigenti dell’imperialismo statunitense di rinviare l’iperannunciato attacco contro il popolo siriano costituisce una prima – seppur limitata e assai fragile – vittoria del movimento che si è sviluppato su scala mondiale contro la minaccia di aggressione verso la Siria espressa dai predoni-provocatori occidentali.

Se le forze principali del variegato fronte di opposizione sono costituite dalla volontà collettiva di resistenza del popolo siriano e dalla dura contrapposizione attuata da Russia e Cina nei confronti dei piani bellici e delle evidenti provocazioni USA e anglofrancesi, ha giocato in questa fase un ruolo significativo anche l’opposizione spontanea delle masse popolari di tutto l’occidente contro i venti di guerra antisiriani. Tutti i sondaggi d’opinione hanno mostrato la larghissima resistenza alla guerra dei lavoratori occidentali, anche in paesi come Gran Bretagna, Francia e USA, a dispetto della frenetica campagna bellicista attuata senza sosta in questi ultimi giorni dai mass-media occidentali: secondo la Reuters l’80 percento degli americani è contrario all’aggressione contro la Siria.

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Siria: NO alla guerra

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di Fosco Giannini ( segretario regionale Marche PdCI) e Maurizio Belligoni ( segretario regionale Marche PRC)

siria presidio milanoSempre più insistenti si levano le voci di guerra contro la Siria. Rivolgiamo quattro domande a coloro che non si sono ancora fatti un’idea della crisi siriana, o che hanno già scelto di stare dalla parte degli USA e della NATO: primo, la Siria è così lontana che l’Italia non deve temere nulla da una guerra, dal proprio coinvolgimento nel conflitto? Secondo, il coinvolgimento italiano avrà un prezzo economico? E se lo avrà, chi lo pagherà? Terzo, come e perché si è aperta la crisi siriana? Quarto, perché gli USA vogliono attaccare? Andiamo per ordine: è del tutto evidente che la Siria è vicinissima all’Italia e se il governo Letta scegliesse di entrare in guerra il nostro territorio, le nostre popolazioni , potrebbero divenire immediatamente obiettivi di ritorsione terroristica e a colpire potrebbe essere ognuna delle schegge estremistiche che la guerra stessa ha liberato. La guerra, inoltre, favorirebbe un esodo di massa che troverebbe, innanzitutto nelle sponde italiane, il primo approdo. Avrebbe un prezzo il coinvolgimento italiano? Lo avrebbe e sarebbe un prezzo economico altissimo.

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