La lettera di Antonio Ingroia a l'Huffington Post

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HuffiCarissimo Direttore,

Le sono grato per l'attenzione che mi riserva. Le devo una piccola precisazione: sono il primo firmatario di un manifesto che non è per il quarto polo, né è del movimento Arancione.

Il documento espone 10 punti (www.marx21.it) che cerco, insieme ad altri firmatari - inclusi il sindaco De Magistris ed il sindaco Orlando - di inserire nel dibattito politico pre-elettorale. Ed anzi, approfitto della Sua tribuna per ringraziare le migliaia di cittadini che hanno sottoscritto finora. Una base di aggregazione per società civile e forze politiche? Lo vedremo a partire da questo pomeriggio, quando interverrò al teatro Capranica di Roma.

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Psicopatologia e demonologia. La lettura delle grandi crisi storiche dalla Restaurazione ai giorni nostri

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di Domenico Losurdo | da domenicolosurdo.blogspot.it

francia rivoluzionariaQuesto saggio è stato pubblicato in «Belfagor. Rassegna di varia umanità», diretta da Carlo Ferdinando Russo, Casa Editrice Leo S. Olschki, Firenze, marzo 2012, pp. 151-172. Come è noto, Belfagor ha chiuso i battenti. Con questo omaggio ringrazio l'amico Carlo Ferdinando Russo e tutta la redazione per l'ospitalità che spesso mi è stata concessa [DL].

1. Dalla Restaurazione a Hannah Arendt

Come spiegare la grande crisi storica che inizia con la rivoluzione francese e che, a distanza di un quarto di secolo, si conclude (provvisoriamente) con il ritorno dei Borboni? Friedrich Schlegel e la cultura della Restaurazione non si stancano di denunciare la «malattia politica» e il «contagioso malanno dei popoli» che infuriano a partire dal 1789; ma è Metternich in persona a mettere in guardia contro la «peste» ovvero il «cancro» che devasta le menti. Per essere più esatti - incalza un altro ideologo della Restaurazione, e cioè Franz von Baader - siamo in presenza di una «follia satanicamente invasata»; al rovesciamento dell’Antico regime ha fatto seguito non la democrazia, bensì la «demonocrazia», il potere di Satana.

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Lo spread a 295 punti base. Ma non c’è niente da ridere

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di Vladimiro Giacchè | da Pubblico

spread grafico montiIeri i rendimenti sui titoli di Stato italiani a 10 anni hanno raggiunto un altro minimo relativo: 4,38 per cento. Ossia 7 punti base meno di martedì e addirittura il 2,45% in meno di un anno fa. Il mitico spread rispetto ai titoli di Stato tedeschi a 10 anni, per parte sua, è sceso sotto il 3% (per la precisione 295 punti base).

Purtroppo per Monti, che nella sua amletica indecisione sul da farsi è ben lieto di potersi fregiare di questa medaglia al valore per aumentare il proprio peso contrattuale (qualunque cosa decida), in Europa qualcuno ha fatto di molto meglio. Incredibile a dirsi, si tratta della Grecia, che pur dovendo ancora pagare l’11,71% a chi possiede i suoi titoli di Stato, da ieri paga 109 punti base in meno di martedì ed è ai minimi dal marzo 2011. Il motivo di questo primato è presto detto: si tratta del fatto che l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha migliorato la sua valutazione del merito di credito della repubblica ellenica, citando quale motivo la “forte determinazione degli Stati membri” dell ’eurozona a mantenere la Grecia all’interno dell’area valutaria.

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"Io ci sto"

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antonio-ingroia verticaleMANIFESTO PER LA CONVOCAZIONE DELL’EVENTO DEL 21 DICEMBRE A ROMA AL TEATRO CAPRANICA – ORE 17.30

- I promotori sono espressione della società civile e della politica pulita che vuole costruire un’alternativa di governo al berlusconismo e alle scelte liberiste: economiche, sociali e culturali del governo Monti.

- L’alternativa di governo si costruisce con una forza riformista che ha il coraggio di un proprio progetto per uscire dalla crisi e rilanciare l’Italia finalmente liberata dalle mafie e dalla corruzione.

- Abbiamo come riferimento imprescindibile la Costituzione Repubblicana, a partire dall’art. 1 secondo cui il lavoro deve essere al centro delle scelte economiche. Per noi l’Unione Europea deve diventare autonoma dai poteri finanziari con organismi istituzionali eletti dai popoli ed è fondamentale il cambiamento della Casta politica e burocratica italiana mentre lo sviluppo del mezzogiorno è l’unica scelta per unificare il Paese.

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Risvegliare il “mostro” in funzione anticinese

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

giappone bandieraUn passo indietro come premessa

Kita Ikki (1883-1937) è considerato il principale ideologo del “tennosei fashiuzumu” (Fascismo giapponese) e dell'espansionismo giapponese. Nella sua visione la riorganizzazione autoritaria interna del Giappone sarebbe stata funzionale alla sua espansione in tutta l'Asia, fino all'India e all'Australia. Questo obiettivo avrebbe dovuto essere raggiunto attraverso un'alleanza con gli Stati Uniti nell'ambito di una rigida suddivisione del mondo in sfere di influenza. Un simile visione avrebbe poi influenzato la più famosa “Dottrina Matsuoka”, una vera e propria dottrina Monroe in salsa asiatica che, tra gli altri, aveva come obiettivo la lotta al comunismo in alleanza ad una Cina nazionalista in posizione subordinata. In luogo dell'alleanza vi fu la guerra per il dominio nel Pacifico, ma durante lo sforzo bellico l'Impero del Sol levante fece proprie alcune di queste opinioni: il Giappone doveva dare vita un “Nuovo Ordine Asiatico” nel nome della liberazione dell'imperialismo dell'uomo bianco e della nascita di una Sfera di Co-Prosperità per tutto il continente. La giustificazione ideologica del “diritto naturale” all'espansione si concretizzò, in realtà in uno dei più violenti imperialismi le cui principali vittime furono i popoli cinesi e coreano.

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Breve nota sulla X assemblea federale di Izquierda Unida

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di Maurizio Musolino, Coordinatore del Dipartimento Esteri PdCI

izquierdaunida cayolaraLo scorso 14-15-16 dicembre si è svolta a Madrid la X Assemblea federale di Izquierda Unida. Un appuntamento importante, non solo per la sinistra spagnola ma per tutti i progressisti europei che guardano con estrema attenzione a quello che di nuovo accade in Spagna come in Portogallo, Francia e Grecia. Il Pdci era presente con il sottoscritto e la nostra partecipazione oltre ad essere stata apprezzata dai compagni spagnoli è stata oggetto di estrema attenzione e curiosità nel tentativo di comprendere quanto sta accadendo in questi giorni in Italia. La linea che stiamo portando avanti, ovvero quella di lavorare ad una aggregazione progressista e di sinistra capace di confrontarsi e dialogare con il Pd da una posizione di forza e di dignità ha trovato sicuramente attenzione e in alcuni casi anche interesse.

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Austria: Elke Kahr, “la ribelle rossa di Graz”

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di Vincent Duthoywww.ptb.be

elke-kahr-kpoeTraduzione a cura di Marx21.it

I comunisti austriaci hanno ottenuto circa il 20% alle elezioni comunali della cttà di Graz, la seconda città del paese. Un'occasione per Solidaire (il giornale del Partito del Lavoro del Belgio, ndt) di intervistare la dirigente comunista locale, Elke Kahr, soprannominata anche la “ribelle rossa di Graz”.

Come spiegare questo successo elettorale?

Elke Kahr. Ciò che è apprezzato dalla gente è che noi ci poniamo degli obiettivi realizzabili e non facciamo promesse che non possiamo mantenere. Nel suo lavoro al consiglio comunale durante gli ultimi anni, il Partito Comunista Austriaco (KPÖ) si è concentrato in particolare sul problema degli alloggi ed è riuscito ad ottenere una certa influenza in questo settore. Noi abbiamo installato una linea telefonica per le chiamate d'urgenza offrendo consigli e sostegno ai locatari che devono affrontare difficoltà.

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L’ombra del IV Reich. L’Italia tra Grande Germania e Piccola Europa

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di Spartaco A. Puttini per Marx21.it

merkel indiceLa scimmia del IV Reich ballava la polka sopra il Muro 
e mentre si arrampicava le abbiamo visto tutti il culo” Fabrizio De André

Il governo Monti può esibire solamente un lungo elenco di fallimenti. Nonostante l’impegno profuso nei forsennati tagli la politica di austerità ha prodotto una tale riduzione del Pil che il rapporto tra questo e il debito è aumentato anziché diminuire. L’attacco al tenore di vita delle classi medio-basse ha impedito di rilanciare la domanda e ha bloccato i consumi interni. L’attacco al mondo del lavoro ha favorito i licenziamenti e non le assunzioni, come era prevedibile. La politica restrittiva del credito e la depressione del mercato interno stanno mietendo sempre più imprese e sollevando aperte critiche anche in settori della Confindustria, che cominciano ad auspicare l’adozione di misure espansive e anticicliche. Non ci vuole molto a capire che Monti lascerà il paese peggio di come lo ha ereditato, il che è tutto dire.

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Le antenne degli Stati Uniti nel Golfo di Guinea

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di Carlos Lopes Pereira | da www.avante.pt

militari trasporto naveTraduzione a cura di Marx21.it

Gli Stati Uniti d'America stanno consolidando la presenza militare nel Golfo di Guinea e in tutta l'Africa, nel quadro della loro strategia imperialista di dominio mondiale.

Il presidente Obama ha nominato un nuovo comandante di Africom, il comando militare degli USA in Africa. A succedere al generale Carter Ham è stato scelto il generale David Rodrigues, uno dei più importanti militari in attività e fino ad ora non coinvolto in nessun scandalo. Il segretario della Difesa Leon Panetta ha elogiato Rodrigues, affermando che “è un leader con prove date”, ha svolto incarichi di comando sul campo di battaglia ed è stato uno degli architetti della strategia in Afghanistan. Panetta ha avuto anche parole simpatiche per Ham, affermando che ha dato ad Africom “un ruolo centrale in una regione piena di sfide”.

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Le conclusioni del XIX Congresso del Partito Comunista Portoghese

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da www.solidnet.org | Traduzione a cura di Marx21.it

desousa bandiereIntervento di Jeronimo De Sousa, Segretario Generale del PCP

Compagni delegati, stimati invitati

Siamo arrivati alla chiusura del XIX Congresso

Per arrivare fino a qui abbiamo percorso da febbraio un processo che ha coinvolto diverse migliaia di militanti e amici del Partito, che ha mobilitato tutte le organizzazioni del partito da Nord a Sud del Continente, delle Regioni autonome delle Azzorre e di Madera e dell'Emigrazione per un totale di 1.257 riunioni, dibattiti e assemblee elettive a cui hanno partecipato più di 18.000 militanti, che hanno contato sul contributo individuale di compagni che hanno fatto ricorso alla tribuna aperta di Avante e alla posta elettronica, da cui sono risultate circa 1.900 proposte, suggerimenti e riflessioni per il Progetto di Risoluzione Politica e più di 600 in relazione al Programma del Partito, molte delle quali accolte nei rispettivi progetti. Fatta la discussione, realizzate le votazioni della Risoluzione Politica, delle modifiche al Programma e agli Statuti, e l'elezione della Direzione e degli organi di garanzia, questo congresso ha costruito e affinato gli strumenti e gli operai – i militanti, le organizzazioni e la direzione del Partito.

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Siria. Cosa ci hanno risposto il ministro (per conto) Terzi e il vicepremier russo Rogozin

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di Marinella Correggia | da www.sibialiria.org

noguerrasiria milanoIl ministro italiano del governo tecnico Giulio Terzi è fra quelli che fomentano la guerra in Siria, ultimamente anche riconoscendo come unico rappresentante del popolo siriano una Coalizione di oppositori nata in Qatar e alleata dei gruppi armati (e questo proprio nei giorni in cui a Damasco una autobomba esplosa vicino a una caserma e a un asilo uccideva donne e bambini).

Per protestare contro la politica di guerra del governo tecnico da nessuno eletto, il 12 a Roma la Rete No War e a Milano il Comitato contro la guerra hanno manifestato. Ma per dire allo stesso Terzi che “il re che fomenta la guerra è nudo”e possibilmente dirglielo di fronte al vicepremier russo Dmitrij Rogozin che era in visita a Roma nell’ambito dei rapporti economici, ho partecipato alla conferenza stampa tenuta dai due alla Farnesina. I giornalisti italiani avevano a disposizione una sola domanda e mi sono fatta avanti per una volta con audacia. 

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Duemila miliardi. Debito pubblico record

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di Domenico Moro | da Pubblico del 15 dicembre 2012

banconote arrotolateE così siamo arrivati a duemila miliardi di debito. La notizia mette i brividi ma è vera, ed è forse l’ultimo regalo fatto al l ’Italia dai (presunti) risanatori Tecnici. Come può essere accaduto, dopo tanto rigore, dopo dodici mesi di lacrime e sangue? Da più di un anno si è affermata la vulgata secondo cui l’aumento del debito pubblico porta alla crescita degli interessi e dello spread. A questo concetto è connessa l’idea che una politica di rigore, riconducendo sotto controllo il debito, può ridurre spread e interessi. Il Presidente Napolitano, proprio allo scopo di risolvere la situazione di crescita del debito e salvare l’Italia dall’insolvenza e dal baratro, ha nominato Monti che ha applicato una politica di rigore. Ora, però, a distanza di una anno dal suo insediamento accade una cosa strana: il debito pubblico è aumentato ancora. E di molto: la soglia psicologica dei duemila miliardi è stata sfondata, raggiungendo i 2.014.693 miliardi di euro. La cosa più bizzarra, però, è che nell’anno montiano, tra novembre 2011 e ottobre 2012, il debito è aumentato del 5,3%, mentre tra novembre 2010 e ottobre 2011, Berlusconi presidente, il debito era cresciuto del solo 2%.

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Diliberto: siano loro a dirci di no, sarebbe una pazzia come nel 2008

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di D.P. | da il Manifesto del 14 dicembre 2012

olivierodiliberto3«Con i democratici a tutti i costi» e «Mai con loro» sono entrambe posizioni sbagliate

Oliviero Diliberto, segretario Pdci, dopo aver dato indicazione per votare Vendola e poi Bersani alle primarie, lei era all’assemblea di De Magistris per la fondazione del ‘Quarto Polo’.

Dove però c’è chi spinge da una parte, verso l’alleanza con Pd e Sel, e chi dall’altra, verso la rottura definitiva.


Io spingo dalla parte del confronto. Ma non do per acquisita né una cosa né l’altra. ‘Mai con il Pd’ e ‘con il Pd a qualsiasi costo’ sono due posizioni comunque schematiche. È ovvio che io preferisco stare nel centrosinistra, ma non ad ogni costo.

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Crisi europea: l'unione politica non è la soluzione

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di Vladimiro Giacché | da Pubblico del 13 dicembre 2012

titaniceuropa nuovaedizioneBanche «troppo grandi per fallire», attività a forte rischio, bonus milionari, scandali (uno per tutti: la manipolazione del Libor, uno dei tassi d’interesse più usati del mondo). Siamo tornati al punto di partenza di questa crisi, che anche in Europa – come ha ammesso un editoriale del «Financial Times» – «è stata causata più da eccessi di debito privato, particolarmente nel settore bancario, che dalla prodigalità del settore pubblico».

Ma con un’importante differenza rispetto alla situazione pre-crisi. Il modello di sviluppo basato sulla finanza e sul debito, dopo oltre 30 anni di onorato servizio, si è irrimediabilmente rotto nel 2007/8.

È stato mantenuto in vita grazie a trasferimenti di denaro pubblico che non hanno precedenti nella storia. Ma si è rotto. E tenerlo in piedi, oltre a essere ingiusto, sta diventando sempre più costoso. Un buon esempio sono i finanziamenti europei d’emergenza alle banche spagnole con la contropartita di misure di austerità durissime per i cittadini spagnoli. Ma il problema è più generale, e riguarda anche paesi come gli Stati Uniti, in cui le banche, lungi dall’essere in crisi, stanno macinando utili. Come ha osservato Sebastian Mallaby, «la struttura della finanza moderna –grandi istituzioni che prendono a prestito a poco prezzo perché i soldi li mette chi paga le tasse – è un abominio che deve finire» (Mallaby 2012).

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La solidarietà dei partiti comunisti di tutto il mondo ai processi rivoluzionari in corso in America Latina

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Mozione del 14° Incontro dei Partiti Comunisti e Operai | da www.solidnet.org

venezuela festeggiamentiTraduzione a cura di Marx21.it
Per l'Italia l'adesione di PdCI e PRC

Nei paesi dell'America Latina e dei Caraibi, le lotte popolari stanno in questo momento sviluppandosi nel contesto di una fase democratica e rivoluzionaria senza precedenti e di processi antimperialisti di profondo contenuto democratico. Le posizioni antimperialiste e democratiche dei popoli della regione stanno crescendo di forza, molti dei governi della regione sono oggi governi progressisti, e assistiamo a un'importante cambiamento dei rapporti di forza a favore dei popoli.

L'America Latina e i Caraibi rappresentano oggi uno dei fulcri essenziali della resistenza antimperialista. Cuba Socialista e il Venezuela Bolivariano sono alla testa di tali processi, e allo stesso tempo rappresentano i principali bersagli della controffensiva dell'imperialismo.

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Luciano Canfora: un nuovo libro tra falsa lettera e falso Grieco

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di Ruggero Giacomini, Comitato Scientifico Marx XXI

Antonio-GramsciLuciano Canfora non finisce di stupire. A pochi mesi dal suo ultimo libro - Gramsci in carcere e il fascismo, Salerno editrice, Roma giugno 2012 -, eccone un altro praticamente sullo stesso argomento: Spie, URSS, antifascismo. Gramsci 1926-1937, Salerno editrice, ottobre 2012. Una fretta spiegabile forse con l’esigenza di portare nuovi elementi a supporto del proprio ragionamento, di rettificare alcune inesattezze e soprattutto rispondere ai propri critici, come si avverte già dalla citazione in apertura di Rossana Rossanda che aveva garantito per Grieco avendolo conosciuto, cui viene opposta l’autorità di Tucidide sulla poca attendibilità delle testimonianze di parte. Come è noto Canfora è stato a lungo convinto che la lettera, o meglio le lettere inviate nel 1928 da Grieco a Gramsci, Terracini e Scoccimarro in carcere a S.Vittore a Milano fossero un falso costruito dalla polizia politica fascista. Ha argomentato questa sua tesi nel 1989, in un’appendice al libro Togliatti e i dilemmi della politica edito presso Laterza, titolando Storia di una strana lettera. Sosteneva con tutta una serie di osservazioni e di riferimenti documentari che appunto le lettere erano state “fabbricate dall’Ovra” (163).

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Solidarietà con i lavoratori e i popoli in lotta

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Mozione del XIX Congresso del Partito Comunista Portoghese | Traduzione a cura di Marx21.it

pcp congressoL'offensiva dell'imperialismo e del grande capitale si estende a tutto il pianeta. Ma, per tutto il pianeta, questa offensiva incontra la lotta e la resistenza.

Lotta e resistenza contro il brutale assalto alle condizioni di vita dei lavoratori e dei popoli, ai loro diritti, alle conquiste di molti decenni.

Un assalto sferrato per tentare di salvare il grande capitale finanziario e il sistema capitalista dall'enorme crisi in cui è sprofondato il globo.

Un assalto che ha saccheggiato e impoverito paesi e continenti interi nei decenni finali del secolo XX – dall'Africa all'America Latina, dall'Europa dell'Est all'Asia e si estende ora ai centri del sistema capitalista.

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A lezione di spread

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di Giorgio Del Re | da “Pubblico”, 11 dicembre

Forex Spreads-SharesQuello che è successo ieri sui mercati finanziari era largamente prevedibile, ma è comunque molto istruttivo. I mercati hanno reagito in maniera violenta al profilarsi della fine anticipata del governo Monti. Il rendimento dei titoli di Stato decennali è cresciuto di 29 punti base, portando a 4,81% il loro rendimento assoluto e a 351 punti base lo spread rispetto ai titoli di Stato tedeschi di pari durata. La borsa italiana ha perso il 2,2% (ma per buona parte della seduta è stata sotto del 3% ed oltre), con i principali titoli bancari in negativo di oltre il 5 per cento (Montepaschi -5,85%, Banco Popolare -5,69%, Intesa e Unicredito -5,15%). Non sono mancati anche momenti di comicità: come quando il ministro dell’economia spagnolo ha dichiarato di “temere il contagio” dell’Italia (ma per completezza è bene ricordare che mesi fa affermazioni simili le aveva fatte Monti nei confronti della Spagna).

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Che cosa succede nell'Egitto dei Fratelli musulmani?

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di Bassam Saleh

fratelli-musulmani1Anni fa, prima della cosi detta”primavera”, molti analisti e commentatori del mondo arabo escludevano qualsiasi intervento statunitense nei confronti dei regimi che da decenni erano al potere nei paesi arabi.

Tutto sembrava dover restare fermo, nessuna richiesta, nessuna voce, nulla.

L’ipotesi anche di una seppur minima riforma di questi regimi – che nel frattempo assicuravano pienamente gli interessi Usa - era esclusa, dato che ciò avrebbe potuto favorire quella che era considerata l’unica alternativa, ovvero le forze islamiste ostili agli americani e ad Israele e sostenitrici (almeno a parole) della resistenza in Palestina, Libano e Iraq!

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Siria: la battaglia di Damasco e l'ingerenza dell'Europa

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di Gianmarco Pisa

ribelle binocoloLa guerra in Siria sembra essere approdata a una specie di punto di non-ritorno che costringe tutti, osservatori e militanti, a fare i conti con il dispiegarsi della situazione sul terreno e con il moltiplicarsi di iniziative rispettivamente volte ad alimentare il conflitto, ad accelerare il cambio di governo al potere o, in più rari casi, a sollecitare soluzioni politiche e negoziali in linea con il diritto e la giustizia internazionale, che, in poche parole, significa lo sforzo di giungere ad una quadra possibile tra tutela della sovranità nazionale e della integrità territoriale, rispetto del diritto alla libertà e alla auto-determinazione popolare, divieto di ingerenza in qualsiasi forma ipotizzabile. La situazione sul campo, del resto, peggiora di ora in ora: chiuso da giorni, l'aeroporto internazionale di Damasco è stato dichiarato dalle milizie armate della opposizione siriana un “obiettivo militare”, allo scopo di consolidare il proprio controllo su quella parte della autostrada che collega la capitale allo scalo che hanno già conquistato e di sferrare contro l'aeroporto un attacco militare in grande stile che potrebbe rivelarsi decisivo per le sorti della “battaglia di Damasco” e, in definitiva, della stessa guerra in Siria.

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