"Bentornato Marx!"

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di Emiliano Alessandroni per Marx21.it

karl-marx-hiprecensione al libro di Diego Fusaro

Nel 1993 viene pubblicato in Italia per la Rusconi un libro di Armando Plebe: Dimenticare Marx? La presenza stessa del volume costituiva di per sé una risposta alla domanda espletata nel titolo, ma l'autore volle essere esplicito esortando a non dimenticarsi di Marx «irresponsabilmente, come ci si scorda di un numero di telefono che da qualche tempo non si usa più»; è possibile infatti «considerare meritoria oppure sciagurata la stesura del Capitale», ma occorre pur sempre tener presente che dietro di essa «stanno secoli di cultura» la quale «ha generato a sua volta un secolo e mezzo di cultura marxista»; ne discende che «un politico che non dimentichi Marx è un politico costretto ad accorgersi che la cultura esiste». 1

Da alcuni anni a questa parte, parrebbe quasi che il monito di Plebe abbia sortito un effetto maggiore del previsto. Nel 1999 un sondaggio della BBC ha premiato Marx come «il più grande pensatore del millennio».2 Sei anni più tardi il programma radiofonico In our time, della medesima emittente televisiva, ritenta il sondaggio in forme diverse, ma ottenendo il solo risultato di far conquistare a Marx anche il titolo di «più grande filosofo della storia».3

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La lotta delle idee: essenza e compiti del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)

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di José Reinaldo Carvalho, segretario nazionale settore Comunicazione del PCdoB
da www.vermelho.org.br | Traduzione di Erman Dovis per Marx21.it

PCdoB bandeira lindaIl 2012 è stato un anno molto importante sul fronte della battaglia delle idee. In un contesto fortemente caratterizzato da scontri tra forze conservatrici e progressiste, dalla crisi del capitalismo, da disastri provocati dall’Ordine mondiale imperialista, dalle diffuse lotte dei popoli per l’emancipazione sociale e nazionale, è quanto mai fecondo l’impegno dei comunisti e delle correnti socialiste e rivoluzionarie per mantenere aperte le prospettive di lotta per il socialismo in questa nuova fase di inizio secolo.

I comunisti si apprestano ad andare alla lotta seguendo il Programma politico approvato al Congresso del 2009, in un momento in cui la strategia per il socialismo si intreccia alle grandi battaglie di riscatto nazionale: lo sviluppo, la sovranità del paese, l’approfondimento della democrazia, la soluzione dei problemi sociali e le rivendicazioni popolari.

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«Col PD serve un tavolo vero. Già nel 2008 non ero in lista»

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di Luca Sappino | da Pubblico del 23 dicembre 2012

Intervista al Segretario nazionale del PdCI, Oliviero Diliberto

diliberto simbolo2Oliviero Diliberto: de Magistris dice che l’accordo con il Pd, sui temi, non si raggiunge e che il tavolo durerebbe «meno di un caffé».
Io non credo.

Secondo lei ci sono margini per un’intesa?
Ma certo che ci sono margini! Il problema è capire se, quando ci si incontra, c’è la volontà necessaria per trovare dei punti di contatto.

E c’é?
Vedremo. Ma se non dovesse esserci, dico che faremmo meglio a evitare visite di cortesia.

È dunque un tentativo serio? Le aperture di queste ore non servono a farsi dire «no»?
Io ho piena fiducia che l’incontro richiesto non voglia essere di cortesia ma di merito. E che, Ingroia, che rappresenta la sintesi di tutti noi, saprà porre le questioni per noi irrinunciabili.

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Siria: cosa accade nel campo profughi di Yarmouk?

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palestina bambinaLe autorità siriane scrivono all'Onu su quanto avviene nel campo profughi palestinese di Yarmouk, vicino Damasco. Qui di seguito il testo della lettera inviata dal ministero degli esteri siriano al Presidente del Consiglio di Sicurezza e al Segretario generale dell'Onu:

Dall'inizio della crisi in Siria, alcuni Paesi e alcune organizzazioni note per la loro ostilità alla Siria e alla sua linea politica, hanno stravolto la realtà dei fatti e deformato i drammatici fatti che avvengono nel Paese, imputandone la responsabilità, tramite sporchi giochi di calunnia e falsità, al Governo Siriano, supportati in ciò da alcuni mass-media, loro complici, che hanno collaborato alla disinformazione dell'opinione pubblica mondiale e alla deformazione della verità dei fatti. La Siria non si è meravigliata, quando queste parti hanno preso posizioni completamente opposte relativamente alla situazione d'emergenza che ha colpito negli ultimi giorni il campo dei rifugiati palestinesi di Yarmouk, in conseguenza all'attacco al campo compiuto dal gruppo terroristico "Jabhat an-Nusra" e dalle altre organizzazioni terroristiche, che ha causato una catastrofe, rappresentata dall'ennesimo esodo degli innocenti rifugiati palestinesi dal luogo delle loro abitazioni nel Campo. 

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Io ci sto se voi ci state: Ingroia illustra il programma politico e augura buona rivoluzione civile a tutti

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di Patrizia Maltese | da www.zenzeroquotidiano.it

ingroia costituzioneLi ha chiamati per nome uno per uno: Maurizio Landini (“perché le tue battaglie sono le nostre battaglie”), Luigi Ciotti, Salvatore Borsellino e il Movimento delle Agende rosse, i giornalisti di Articolo 21, i “colleghi” del Fatto, le donne di Se Non Ora Quando, Michele Santoro e Sandro Ruotolo (che nel frattempo aveva già aderito ufficialmente), sintesi delle lotte per i diritti dei lavoratori, di una vera lotta alla mafia che non si limiti a contenerla (o, peggio, a conviverci) ma a sconfiggerla, della libertà di stampa e della legge sul conflitto di interessi, della volontà di cancellare le leggi ad personam e di spazzare via le macerie lasciate dal berlusconismo e dalle politiche neoliberiste di Monti che si sono accanite nei confronti dei più deboli e non hanno risollevato l’Italia ma l’hanno atterrata definitivamente. E’ salito sul palco del teatro Capranica di Roma tenendo in mano la Costituzione italiana Antonio Ingroia per presentare il manifesto “Io ci sto”: “Io sono qui per questo e so che voi siete qui per lei”, “lei”, come se parlasse di una donna, un’altra donna alla quale il berlusconismo prima e il montismo poi hanno cercato di togliere la dignità. E il problema non era la domanda “Ma Ingroia si candida o no?”.

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Un Paese in cassaintegrazione

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di Domenico Moro | da Pubblico del 22 dicembre 2012

lavoro dignitaPer parafrasare un film famoso, questo non è un paese per lavoratori salariati. Così appare dai dati rilasciati da Istat e Banca d’Italia ieri. Infatti, l’andamento delle retribuzioni rallenterà ancora nel 2013. In realtà, il peggioramento è continuo dal 2009 ad oggi, visto che l’incremento delle retribuzioni orarie nel 2009 fu del 3,5%, nel 2010 del 3%, nel 2011 dell ’1,8% e nel 2012 (fino a novembre) dell ’1,4%. Se compariamo la crescita, sempre più ridotta, delle retribuzioni all’inflazione, che nell’anno in corso è al 3%, si comprende come la capacità d’acquisto sia calata. Ma non è tutto, visto che a calare, oltre alla retribuzione oraria, sono anche le ore lavorate per dipendente. Queste nel III trimestre 2012 sono calate dell’1,6%, ma nell’industria manifatturiera la flessione è stata del 2,4%. Si tratta del calo più alto, a testimonianza delle difficoltà del settore, che riguarda soprattutto le Pmi.

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L'imperialismo minaccia il Congo

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di Carlos Lopes Pereira | da www.avante.pt

congo miliziaTraduzione a cura di Marx21.it

I paesi dell'Africa Australe hanno deciso di inviare truppe nell'Est della Repubblica Democratica del Congo (RDC), allo scopo di stabilizzare la regione del Kivu, dove gruppi armati hanno condotto azioni militari. La forza africana, denominata Forza Internazionale Neutra (FIN), sarà comandata dalla Tanzania e costituita da soldati di questo paese e del Sudafrica.

La decisione è stata assunta sabato 8 dicembre, a Dar Es Salam, dal vertice straordinario dei capi di Stato e di governo della Comunità per lo Sviluppo dell'Africa Australe (SADC), convocato dal suo presidente, Armando Guebuza, del Mozambico. Nell'Est del Congo già si trova una forza delle Nazioni Unite, la MONUSCO, ma il SADC ritiene che essa garantisca appena le attività umanitarie, in una zona in cui sono riportate quotidianamente “morti, violenze e saccheggi, tra gli altri crimini praticati da gruppi armati”. E chiede all'ONU che modifichi il mandato di questa forza, conferendole “poteri di reazione armata diretta in caso di attacco”.

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La lettera di Antonio Ingroia a l'Huffington Post

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HuffiCarissimo Direttore,

Le sono grato per l'attenzione che mi riserva. Le devo una piccola precisazione: sono il primo firmatario di un manifesto che non è per il quarto polo, né è del movimento Arancione.

Il documento espone 10 punti (www.marx21.it) che cerco, insieme ad altri firmatari - inclusi il sindaco De Magistris ed il sindaco Orlando - di inserire nel dibattito politico pre-elettorale. Ed anzi, approfitto della Sua tribuna per ringraziare le migliaia di cittadini che hanno sottoscritto finora. Una base di aggregazione per società civile e forze politiche? Lo vedremo a partire da questo pomeriggio, quando interverrò al teatro Capranica di Roma.

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Psicopatologia e demonologia. La lettura delle grandi crisi storiche dalla Restaurazione ai giorni nostri

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di Domenico Losurdo | da domenicolosurdo.blogspot.it

francia rivoluzionariaQuesto saggio è stato pubblicato in «Belfagor. Rassegna di varia umanità», diretta da Carlo Ferdinando Russo, Casa Editrice Leo S. Olschki, Firenze, marzo 2012, pp. 151-172. Come è noto, Belfagor ha chiuso i battenti. Con questo omaggio ringrazio l'amico Carlo Ferdinando Russo e tutta la redazione per l'ospitalità che spesso mi è stata concessa [DL].

1. Dalla Restaurazione a Hannah Arendt

Come spiegare la grande crisi storica che inizia con la rivoluzione francese e che, a distanza di un quarto di secolo, si conclude (provvisoriamente) con il ritorno dei Borboni? Friedrich Schlegel e la cultura della Restaurazione non si stancano di denunciare la «malattia politica» e il «contagioso malanno dei popoli» che infuriano a partire dal 1789; ma è Metternich in persona a mettere in guardia contro la «peste» ovvero il «cancro» che devasta le menti. Per essere più esatti - incalza un altro ideologo della Restaurazione, e cioè Franz von Baader - siamo in presenza di una «follia satanicamente invasata»; al rovesciamento dell’Antico regime ha fatto seguito non la democrazia, bensì la «demonocrazia», il potere di Satana.

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Lo spread a 295 punti base. Ma non c’è niente da ridere

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di Vladimiro Giacchè | da Pubblico

spread grafico montiIeri i rendimenti sui titoli di Stato italiani a 10 anni hanno raggiunto un altro minimo relativo: 4,38 per cento. Ossia 7 punti base meno di martedì e addirittura il 2,45% in meno di un anno fa. Il mitico spread rispetto ai titoli di Stato tedeschi a 10 anni, per parte sua, è sceso sotto il 3% (per la precisione 295 punti base).

Purtroppo per Monti, che nella sua amletica indecisione sul da farsi è ben lieto di potersi fregiare di questa medaglia al valore per aumentare il proprio peso contrattuale (qualunque cosa decida), in Europa qualcuno ha fatto di molto meglio. Incredibile a dirsi, si tratta della Grecia, che pur dovendo ancora pagare l’11,71% a chi possiede i suoi titoli di Stato, da ieri paga 109 punti base in meno di martedì ed è ai minimi dal marzo 2011. Il motivo di questo primato è presto detto: si tratta del fatto che l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha migliorato la sua valutazione del merito di credito della repubblica ellenica, citando quale motivo la “forte determinazione degli Stati membri” dell ’eurozona a mantenere la Grecia all’interno dell’area valutaria.

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"Io ci sto"

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antonio-ingroia verticaleMANIFESTO PER LA CONVOCAZIONE DELL’EVENTO DEL 21 DICEMBRE A ROMA AL TEATRO CAPRANICA – ORE 17.30

- I promotori sono espressione della società civile e della politica pulita che vuole costruire un’alternativa di governo al berlusconismo e alle scelte liberiste: economiche, sociali e culturali del governo Monti.

- L’alternativa di governo si costruisce con una forza riformista che ha il coraggio di un proprio progetto per uscire dalla crisi e rilanciare l’Italia finalmente liberata dalle mafie e dalla corruzione.

- Abbiamo come riferimento imprescindibile la Costituzione Repubblicana, a partire dall’art. 1 secondo cui il lavoro deve essere al centro delle scelte economiche. Per noi l’Unione Europea deve diventare autonoma dai poteri finanziari con organismi istituzionali eletti dai popoli ed è fondamentale il cambiamento della Casta politica e burocratica italiana mentre lo sviluppo del mezzogiorno è l’unica scelta per unificare il Paese.

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Risvegliare il “mostro” in funzione anticinese

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

giappone bandieraUn passo indietro come premessa

Kita Ikki (1883-1937) è considerato il principale ideologo del “tennosei fashiuzumu” (Fascismo giapponese) e dell'espansionismo giapponese. Nella sua visione la riorganizzazione autoritaria interna del Giappone sarebbe stata funzionale alla sua espansione in tutta l'Asia, fino all'India e all'Australia. Questo obiettivo avrebbe dovuto essere raggiunto attraverso un'alleanza con gli Stati Uniti nell'ambito di una rigida suddivisione del mondo in sfere di influenza. Un simile visione avrebbe poi influenzato la più famosa “Dottrina Matsuoka”, una vera e propria dottrina Monroe in salsa asiatica che, tra gli altri, aveva come obiettivo la lotta al comunismo in alleanza ad una Cina nazionalista in posizione subordinata. In luogo dell'alleanza vi fu la guerra per il dominio nel Pacifico, ma durante lo sforzo bellico l'Impero del Sol levante fece proprie alcune di queste opinioni: il Giappone doveva dare vita un “Nuovo Ordine Asiatico” nel nome della liberazione dell'imperialismo dell'uomo bianco e della nascita di una Sfera di Co-Prosperità per tutto il continente. La giustificazione ideologica del “diritto naturale” all'espansione si concretizzò, in realtà in uno dei più violenti imperialismi le cui principali vittime furono i popoli cinesi e coreano.

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Breve nota sulla X assemblea federale di Izquierda Unida

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di Maurizio Musolino, Coordinatore del Dipartimento Esteri PdCI

izquierdaunida cayolaraLo scorso 14-15-16 dicembre si è svolta a Madrid la X Assemblea federale di Izquierda Unida. Un appuntamento importante, non solo per la sinistra spagnola ma per tutti i progressisti europei che guardano con estrema attenzione a quello che di nuovo accade in Spagna come in Portogallo, Francia e Grecia. Il Pdci era presente con il sottoscritto e la nostra partecipazione oltre ad essere stata apprezzata dai compagni spagnoli è stata oggetto di estrema attenzione e curiosità nel tentativo di comprendere quanto sta accadendo in questi giorni in Italia. La linea che stiamo portando avanti, ovvero quella di lavorare ad una aggregazione progressista e di sinistra capace di confrontarsi e dialogare con il Pd da una posizione di forza e di dignità ha trovato sicuramente attenzione e in alcuni casi anche interesse.

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Austria: Elke Kahr, “la ribelle rossa di Graz”

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di Vincent Duthoywww.ptb.be

elke-kahr-kpoeTraduzione a cura di Marx21.it

I comunisti austriaci hanno ottenuto circa il 20% alle elezioni comunali della cttà di Graz, la seconda città del paese. Un'occasione per Solidaire (il giornale del Partito del Lavoro del Belgio, ndt) di intervistare la dirigente comunista locale, Elke Kahr, soprannominata anche la “ribelle rossa di Graz”.

Come spiegare questo successo elettorale?

Elke Kahr. Ciò che è apprezzato dalla gente è che noi ci poniamo degli obiettivi realizzabili e non facciamo promesse che non possiamo mantenere. Nel suo lavoro al consiglio comunale durante gli ultimi anni, il Partito Comunista Austriaco (KPÖ) si è concentrato in particolare sul problema degli alloggi ed è riuscito ad ottenere una certa influenza in questo settore. Noi abbiamo installato una linea telefonica per le chiamate d'urgenza offrendo consigli e sostegno ai locatari che devono affrontare difficoltà.

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L’ombra del IV Reich. L’Italia tra Grande Germania e Piccola Europa

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di Spartaco A. Puttini per Marx21.it

merkel indiceLa scimmia del IV Reich ballava la polka sopra il Muro 
e mentre si arrampicava le abbiamo visto tutti il culo” Fabrizio De André

Il governo Monti può esibire solamente un lungo elenco di fallimenti. Nonostante l’impegno profuso nei forsennati tagli la politica di austerità ha prodotto una tale riduzione del Pil che il rapporto tra questo e il debito è aumentato anziché diminuire. L’attacco al tenore di vita delle classi medio-basse ha impedito di rilanciare la domanda e ha bloccato i consumi interni. L’attacco al mondo del lavoro ha favorito i licenziamenti e non le assunzioni, come era prevedibile. La politica restrittiva del credito e la depressione del mercato interno stanno mietendo sempre più imprese e sollevando aperte critiche anche in settori della Confindustria, che cominciano ad auspicare l’adozione di misure espansive e anticicliche. Non ci vuole molto a capire che Monti lascerà il paese peggio di come lo ha ereditato, il che è tutto dire.

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Le antenne degli Stati Uniti nel Golfo di Guinea

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di Carlos Lopes Pereira | da www.avante.pt

militari trasporto naveTraduzione a cura di Marx21.it

Gli Stati Uniti d'America stanno consolidando la presenza militare nel Golfo di Guinea e in tutta l'Africa, nel quadro della loro strategia imperialista di dominio mondiale.

Il presidente Obama ha nominato un nuovo comandante di Africom, il comando militare degli USA in Africa. A succedere al generale Carter Ham è stato scelto il generale David Rodrigues, uno dei più importanti militari in attività e fino ad ora non coinvolto in nessun scandalo. Il segretario della Difesa Leon Panetta ha elogiato Rodrigues, affermando che “è un leader con prove date”, ha svolto incarichi di comando sul campo di battaglia ed è stato uno degli architetti della strategia in Afghanistan. Panetta ha avuto anche parole simpatiche per Ham, affermando che ha dato ad Africom “un ruolo centrale in una regione piena di sfide”.

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Le conclusioni del XIX Congresso del Partito Comunista Portoghese

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da www.solidnet.org | Traduzione a cura di Marx21.it

desousa bandiereIntervento di Jeronimo De Sousa, Segretario Generale del PCP

Compagni delegati, stimati invitati

Siamo arrivati alla chiusura del XIX Congresso

Per arrivare fino a qui abbiamo percorso da febbraio un processo che ha coinvolto diverse migliaia di militanti e amici del Partito, che ha mobilitato tutte le organizzazioni del partito da Nord a Sud del Continente, delle Regioni autonome delle Azzorre e di Madera e dell'Emigrazione per un totale di 1.257 riunioni, dibattiti e assemblee elettive a cui hanno partecipato più di 18.000 militanti, che hanno contato sul contributo individuale di compagni che hanno fatto ricorso alla tribuna aperta di Avante e alla posta elettronica, da cui sono risultate circa 1.900 proposte, suggerimenti e riflessioni per il Progetto di Risoluzione Politica e più di 600 in relazione al Programma del Partito, molte delle quali accolte nei rispettivi progetti. Fatta la discussione, realizzate le votazioni della Risoluzione Politica, delle modifiche al Programma e agli Statuti, e l'elezione della Direzione e degli organi di garanzia, questo congresso ha costruito e affinato gli strumenti e gli operai – i militanti, le organizzazioni e la direzione del Partito.

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Siria. Cosa ci hanno risposto il ministro (per conto) Terzi e il vicepremier russo Rogozin

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di Marinella Correggia | da www.sibialiria.org

noguerrasiria milanoIl ministro italiano del governo tecnico Giulio Terzi è fra quelli che fomentano la guerra in Siria, ultimamente anche riconoscendo come unico rappresentante del popolo siriano una Coalizione di oppositori nata in Qatar e alleata dei gruppi armati (e questo proprio nei giorni in cui a Damasco una autobomba esplosa vicino a una caserma e a un asilo uccideva donne e bambini).

Per protestare contro la politica di guerra del governo tecnico da nessuno eletto, il 12 a Roma la Rete No War e a Milano il Comitato contro la guerra hanno manifestato. Ma per dire allo stesso Terzi che “il re che fomenta la guerra è nudo”e possibilmente dirglielo di fronte al vicepremier russo Dmitrij Rogozin che era in visita a Roma nell’ambito dei rapporti economici, ho partecipato alla conferenza stampa tenuta dai due alla Farnesina. I giornalisti italiani avevano a disposizione una sola domanda e mi sono fatta avanti per una volta con audacia. 

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Duemila miliardi. Debito pubblico record

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di Domenico Moro | da Pubblico del 15 dicembre 2012

banconote arrotolateE così siamo arrivati a duemila miliardi di debito. La notizia mette i brividi ma è vera, ed è forse l’ultimo regalo fatto al l ’Italia dai (presunti) risanatori Tecnici. Come può essere accaduto, dopo tanto rigore, dopo dodici mesi di lacrime e sangue? Da più di un anno si è affermata la vulgata secondo cui l’aumento del debito pubblico porta alla crescita degli interessi e dello spread. A questo concetto è connessa l’idea che una politica di rigore, riconducendo sotto controllo il debito, può ridurre spread e interessi. Il Presidente Napolitano, proprio allo scopo di risolvere la situazione di crescita del debito e salvare l’Italia dall’insolvenza e dal baratro, ha nominato Monti che ha applicato una politica di rigore. Ora, però, a distanza di una anno dal suo insediamento accade una cosa strana: il debito pubblico è aumentato ancora. E di molto: la soglia psicologica dei duemila miliardi è stata sfondata, raggiungendo i 2.014.693 miliardi di euro. La cosa più bizzarra, però, è che nell’anno montiano, tra novembre 2011 e ottobre 2012, il debito è aumentato del 5,3%, mentre tra novembre 2010 e ottobre 2011, Berlusconi presidente, il debito era cresciuto del solo 2%.

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Diliberto: siano loro a dirci di no, sarebbe una pazzia come nel 2008

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di D.P. | da il Manifesto del 14 dicembre 2012

olivierodiliberto3«Con i democratici a tutti i costi» e «Mai con loro» sono entrambe posizioni sbagliate

Oliviero Diliberto, segretario Pdci, dopo aver dato indicazione per votare Vendola e poi Bersani alle primarie, lei era all’assemblea di De Magistris per la fondazione del ‘Quarto Polo’.

Dove però c’è chi spinge da una parte, verso l’alleanza con Pd e Sel, e chi dall’altra, verso la rottura definitiva.


Io spingo dalla parte del confronto. Ma non do per acquisita né una cosa né l’altra. ‘Mai con il Pd’ e ‘con il Pd a qualsiasi costo’ sono due posizioni comunque schematiche. È ovvio che io preferisco stare nel centrosinistra, ma non ad ogni costo.

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