Che cosa sta accadendo in Egitto e Tunisia

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di Maurizio Musolino per Marx21.it

primavera arabaQuello che sta accadendo in queste settimane in Egitto come in Tunisia non deve sorprendere, era facilmente pronosticabile infatti per chi ha respinto da subito un approccio acritico nei confronti delle cosiddette “primavere arabe” questa quasi obbligata evoluzione. Era chiaro che quelle giovani e quei giovani che riempivano le piazze di molte capitali arabe portavano sicuramente una ventata di novità, ma era altrettanto evidente che dietro quella salutare brezza si annidavano progetti ben diversi dalle stesse aspirazioni che venivano manifestate. Le richieste di democrazia, ma soprattutto di diritti e di condizioni concrete di vita (il pane e il lavoro) è stata la spinta, la scintilla, che ha acceso le rivolte. I manifestanti chiedevano, questo si rivoluzionario, un sistema economico diverso, radicalmente diverso da quello che per decenni ha strangolato le economie dei loro paesi. Chiedevano in pratica di potersi mettere alle spalle quel neocolonialismo strisciante che consentiva – grazie a regimi fantoccio – all’Occidente di continuare a depredare le ricchezze nazionali.

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Eva Golinger: opposizione venezuelana e USA sottovalutano il ruolo delle masse nella rivoluzione (video)

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a cura della redazione

newsdalmondo bannerL'avvocato e scrittrice statunitense Eva Golinger rileva come l'opposizione venezuelana e il suo alleato USA sottovalutino il ruolo delle masse popolari nel processo rivoluzionario bolivariano.

“Sottovalutano il popolo venezuelano, bolivariano e rivoluzionario. E' il principale limite di tutti i loro sforzi per rovesciare il presidente Chavez”, ha affermato la scrittrice in un programma trasmesso da Venezolana de Television.

Secondo Golinger, oggi gli Stati Uniti stanno impegnando molte risorse ed esperti anche per indagare sulle presunte divisioni all'interno del partito al governo (il PSUV). “Hanno scatenato una campagna permanente di discredito e per alimentare divisioni nell'ambito del “chavismo”, allo scopo di indebolire il processo rivoluzionario, utilizzando le presunte divisioni tra esponenti del partito e del governo”.

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La nostra sfida e la lotta di massa*

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di David Pestieau, Ufficio Politico del Partito del Lavoro del Belgio (PTB) | da www.avante.pt

ptbTraduzione di Marx21.it

Il Belgio, come tutta l'Europa, sta affrontando la crisi. I suoi effetti si stanno facendo sentire gravemente, sebbene con qualche ritardo rispetto ai paesi del Sud Europa.

Il paese è in recessione. Dopo il primo piano di austerità, il governo ne sta per approvare un secondo e stiamo assistendo ad una grande ondata di ristrutturazioni industriali. Solo negli ultimi mesi hanno chiuso grandi unità come la fabbrica della Ford, a Genk, e il complesso siderurgico ArcelorMittal, a Liegi.

Allo scopo di organizzare la lotta in questa fase, il nostro partito ha organizzato, tre anni fa, una conferenza nazionale sul tema della crisi, a cui ha partecipato anche un compagno del Partito Comunista Portoghese.

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La riconquista dell’Africa

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto del 29 gennaio 2013

soldati africa 3Nel momento stesso in cui il presidente democratico Obama ribadiva nel discorso inaugurale che gli Stati uniti, «fonte di speranza per i poveri, sostengono la democrazia in Africa», giganteschi aerei Usa C-17 trasportavano truppe francesi in Mali, dove Washington ha insediato l’anno scorso al potere il capitano Sanogo, addestrato negli Usa dal Pentagono e dalla Cia, acuendo i conflitti interni. 

La rapidità con cui è stata lanciata l’operazione, ufficialmente per proteggere il Mali dall’avanzata dei ribelli islamici, dimostra che essa era stata da tempo pianificata dal socialista Hollande. L’immediata collaborazione degli Stati uniti e dell’Unione europea, che ha deciso di inviare in Mali specialisti della guerra con funzioni di addestramento e comando, dimostra che essa era stata pianificata congiuntamente a Washington, Parigi, Londra e in altre capitali. 

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Pace e sviluppo per la Cina, ma come?

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Un articolo di Ren Weidong, del China Institute of Contemporary International Relations
Traduzione e nota introduttiva di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

china 2343865bLa politica di riforma e apertura avviata dalla dirigenza della Repubblica popolare cinese dalla fine degli anni '70 è stata caratterizzata da una costante strategica nella politica estera: il rifiuto di ogni pretesa egemonica e la fedeltà ai “Principi della coesistenza pacifica” (rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale, non aggressione, non ingerenza degli affari interni, parità e reciproco vantaggio negli scambi commerciali.

Per Deng Xiaoping - il leader della generazione della riforma cinese - il perseguimento dell’egemonia è il tratto distintivo di una superpotenza. E una superpotenza è un paese imperialista che, ovunque, fa subire agli altri paesi le sue aggressioni, i suoi interventi, il suo controllo, le sue imprese di sovversione e di saccheggio. Dunque un paese egemone porta avanti un dominio basato esclusivamente sulla forza e si mostra irresponsabile nei confronti dell’interesse collettivo.

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Pillole Rivoluzionarie

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da www.rivoluzionecivile.it

chaplin tempimoderniNon contento di aver partorito la legge Fornero che tanti danni ha provocato, Monti si dice pronto a bissarla. Ma la vera Rivoluzione civile sarebbe cancellarla. Ci proviamo assieme? Cancellare la legge Fornero per restituire dignità e diritti ai lavoratori e ridare speranza ai giovani è una priorità di Rivoluzione civile. Il premier Monti, non contento di quanto già fatto prima da Berlusconi sull’art. 8 e dal proprio governo sull’art. 18 e sulle pensioni, vorrebbe una legge Fornero bis che porti avanti il lavoro di azzeramento dei diritti e delle tutele. E attacca la Cgil colpevole, a suo dire, di aver frenato le riforme della ministra del Lavoro e delle politiche sociali.

“Provvedimenti che andrebbero del tutto cancellati, a partire dal decentramento della trattativa fino alla riforma delle pensioni che, unica in Europa, ha alzato a dismisura e in modo indiscriminato l’età pensionabile”, ha ricordato Orazio Licandro, coordinatore della segreteria Pdci e candidato alla Camera dei deputati per Rivoluzione Civile.

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Sul perdurante genocidio dei Rom di Kosovo e Metohija

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di Andrea Martocchiasegretario, Coord. Naz. per la Jugoslavia - onlus per Marx21.it

cover bejzakRecensione del libro UN NOMADISMO FORZATO di A. Bejzak e K. Jenkins
...di guerra in guerra... Racconti rom dal Kosovo all'Italia
Edizioni Archeoares, 2011 7 euro, 180 p., ISBN 978-88-96889-22-0
L'Indice: http://www.cnj.it/documentazione/bibliografia.htm#bejzak2011

Qualcuno ha scritto che "la Giornata della Memoria non funziona" (1). Sicuramente sussiste un problema di fondo, che riguarda l'oggetto stesso della ricorrenza. Infatti, a rendere giustizia, non solo dal punto di vista morale ma proprio dal punto di vista storico, alle vittime del nazifascismo si dovrebbero includere tutti i crimini del nazifascismo verso intere categorie e soggetti nazionali e/o razziali; viceversa, nella stessa legge istitutiva della Giornata della Memoria nel nostro paese (2) si chiede di ricordare solamente "la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte", e con loro "i giusti", cioè coloro che "si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati ".

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Confindustria alla ricerca del profitto perduto

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di Pasquale Cicalese per Marx21.it

confindustria3Solita solfa, “flessibilità del lavoro”, come se questa ti risolvesse i problemi. Ne hanno fin troppa dall’epoca del Pacchetto Treu e la produttività del lavoro è crollata. Nel frattempo, questi signori hanno avuto 15 anni di boom di profitti, evaporati nelle bolle azionarie e nel mattone. Non ci pensavano mica ad investire nelle aziende, piuttosto le spolpavano per arricchire i patrimoni familiari, i quali sono stati bruciati nella grande crisi. Ora li devono ricostituire, ma è dura, alquanto dura. Pensavano di andare in Cina per il “basso costo” del lavoro, ma quella dirigenza gli ha combinato uno “stoppino” con la reflazione salariale. Gli rimane la Moldavia, il Nord Africa, il Bangladesh, ma con questi paesi non ci fai poi molto. Unica controtendenza alla caduta del saggio di profitto la vedono nella “svalutazione salariale interna”; che poi le dimensioni delle loro aziende siano ridicole, che nessuno si quoti in borsa o che da un trentennio non investono una lira nelle loro imprese a loro importa poco.

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Il Partito Comunista Portoghese condanna l'intervento militare straniero in Mali

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da www.solidnet.org | Traduzione di Marx21.it

Mali-troopsL'intervento militare in corso in Mali, messo in atto dalla Francia e che coinvolge altre potenze imperialiste, è indissociabile dalla deriva militarista e interventista della NATO, dell'Unione Europea e delle sue principali potenze che, nel quadro dell'approfondimento della crisi del capitalismo e nel susseguirsi di vari processi di intensificazione degli interventi esterni, di militarizzazione del continente – in cui si distingue il Comando Militare nordamericano per l'Africa (AFRICOM) – e di destabilizzazione di vari paesi, mirano ad accentuare il dominio economico, politico e geo-strategico dell'imperialismo in questo continente e a mettere in discussione la sovranità e l'integrità territoriale di diversi suoi Stati. L'intervento militare in Mali, scatenato ancora una volta con il pretesto della “lotta ai terroristi islamici”, in particolare a gruppi che come è di pubblico dominio hanno collaborato attivamente nell'aggressione e nell'invasione imperialista della Libia, è indissociabile dai piani di diverse potenze imperialiste, soprattutto la Francia, di ricostruzione della propria tela di dominio coloniale distrutta da decenni di lotte dei popoli africani, di controllo e sfruttamento delle abbondanti risorse naturali della regione, e in particolare del Mali, soprattutto il petrolio e altre ricchezze del sottosuolo come l'uranio.

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Le ragioni della battaglia per l'Ucraina

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di Simon de Beer, Investig'Action | da www.michelcollon.info

ucraina bandieraTraduzione a cura di Marx21.it

Gli Stati Uniti hanno mostrato un interesse particolare per l'Ucraina in occasione delle recenti elezioni che vi hanno avuto luogo. E' perché si tratta di un paese in cui la democrazia si deve costruire, come pretenderebbero? Sono turbati all'idea che ci siano state delle frodi o che la libertà di espressione sia violata? O esistono al contrario altre ragioni per preoccuparsi di questo paese situato all'incrocio tra Europa e Russia? Per saperlo, abbiamo consultato gli archivi resi noti negli ultimi anni da Wikileaks. La risposta è senza appello: se l'Ucraina attira tanto l'attenzione degli USA, è prima di tutto per ragioni economiche e geostrategiche. Quanto alla “democrazia”, non si tratta che di un pretesto per adornare i loro obiettivi di buone intenzioni.

Per gli Stati Uniti, il controllo dell'Ucraina risponde a tre principali obiettivi: 1) rafforzare la NATO, 2) lottare contro l'influenza crescente della Russia, 3) appropriarsi di un mercato troppo chiuso.

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La maggioranza dei turchi è contro l'aggressione alla Siria

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di Murat Akad, Consiglio Nazionale del Partito Comunista di Turchia | da www.avante.pt

turchia nowarsiriaTraduzione di Marx21.it

L'aggressione contro la Siria fa parte di un piano generale dell'imperialismo, per il quale opera il governo turco. Naturalmente, la posizione del nostro partito è totalmente contraria al coinvolgimento della Turchia nell'aggressione contro la Siria, così come è contro qualsiasi aggressione imperialista ad altri paesi. Difendiamo il diritto del popolo siriano a decidere con le proprie mani il suo destino.

Inoltre, occorre osservare che il governo turco, che si trova al potere già da dieci anni, ha effettuato varie modifiche alla Costituzione e all'organizzazione dello Stato, in senso reazionario, con l'obiettivo di imporre una nuova politica che noi chiamiamo neo-ottomanismo.

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Dagli F-35 agli attacchi di Bersani. L'unico voto utile è per Rivoluzione Civile

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di Fosco Giannini, Segreteria nazionale PdCI

rivoluzionecivileCome nella guerriglia urbana: lanciare tra la folla, nei mercati, la bomba a mano politica del “voto utile” per costruire l’insicurezza e lucrare sulla paura. L’aveva già fatto – con esiti disastrosi per l’intera sinistra italiana e con i sentiti ringraziamenti di Berlusconi – Veltroni nel 2008. Ora, ripetono lo stesso gesto cinico sia Bersani che Vendola. I quali arringano le masse ignare di telespettatori con una parola d’ordine tanto bugiarda quanto, politicamente e moralmente, arrogante e perversa. La parola d’ordine, in una sorta d’inconscio desiderio di sconfitta, è mutuata pari pari dalla disfatta veltroniana, dalla ferrea volontà di rompere l’unità a sinistra: “ Non votate Ingroia perché quel voto non ci fa vincere e, dunque, non è utile”. Parole bugiarde, dette in consapevole malafede, in quel perfetto stile politicista che tanto male fa alla politica, all’esigenza democratica di coinvolgere le masse nell’impegno politico (non credi, Vendola?) poiché – come tanti sanno e tutti dovranno sapere, compresi gli elettori del PD e di Sel - Rivoluzione Civile ha proposto sin dall’inizio un accordo unitario con il centro sinistra, per battere, da sinistra,il liberismo di Monti e il gangsterismo di Berlusconi. Una proposta unitaria pervicacemente respinta.

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Titanic Europa. Recensione della seconda edizione del libro di Vladimiro Giacché

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di Lorenzo Battisti

giacche primopianoPer una incredibile coincidenza l’uscita della prima edizione del libro “Titanic Europa” di Vladimiro Giacché è avvenuta in contemporanea con il naufragio della Costa Concordia. E il naufragio della nave al largo dell’isola del Giglio appare una perfetta metafora per l’attuale crisi. Infatti come la nave da crociera, anche l’economia europea sembra non riuscire ad uscire dal luogo del naufragio. E il dibattito sulle cause, così come sulla crisi europea, mostra una miriade di voci che rende difficile l’individuazione di una causa unica. E mentre si discute, il costo del salvataggio aumenta, mettendo sempre più in discussione l’effettiva possibilità dello stesso.

Il libro di Giacché nasce dall’esigenza di fare chiarezza in questo insieme disordinato di spiegazioni, spesso incoerenti e contraddittorie, che ci viene proposto dalle televisioni e dai giornali. Come recita il sottotitolo, questo libro è “la crisi che non ci hanno mai raccontato”. Al contempo Giacché vuole fare chiarezza sugli esiti e sugli effetti di questa crisi se l’Europa non cambia rotta alla nave. Ma perché ciò avvenga è necessario che prima si individuino in maniera chiara e univoca la posizione in cui la nave Europa si trova e la rotta che l’ha portata a questo disastro.

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Le cose che hanno in comune

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di Antonio Ingroia | da www.rivoluzionecivile.it

Monti-bersaniSarebbe ora, a cinque settimane dal voto, che la campagna elettorale non si combattesse più accusando gli altri di fare il gioco altrui. Occorre che tutti dicano, in modo forte e chiaro agli elettori, quale sia il programma e che cosa si intende fare. Rivoluzione Civile ha dato il buon esempio ribadendo che, se saremo al governo, il nostro primo provvedimento sarà una legge tassativa sul conflitto di interessi accompagnato dalla modifica della riforma Fornero.

Ci piacerebbe, invece, sapere cosa potrebbe mai fare un governo Bersani-Monti. Perché, fino ad oggi, questa campagna elettorale è stata solo un susseguirsi di slogan e vuote promesse. Addirittura il signor Monti ha osato parlare di una modifica della stessa legge Fornero, come se non fosse stato a capo del governo che l’ha varata. La stessa litania che giornalmente ci propinano gli esponenti del Pd, dimenticando che per più di cinquanta volte hanno dato la fiducia a provvedimenti iniqui che hanno fatto pesare la crisi esclusivamente sulle spalle dei cittadini onesti, dei lavoratori e delle imprese pulite.

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Marxisti ticinesi e italiani si confrontano sull’analisi della crisi economica e geopolitica

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da www.sinistra.ch

conf bellini mao-300x225Si è tenuta sabato scorso 19 gennaio, presso la Casa Rossa di Milano, una conferenza pubblica intitolata “Il mondo dopo il congresso del Partito Comunista Cinese e le elezioni USA”. L’evento, organizzato dall’associazione “Primo Ottobre” di amicizia italo-cinese e della sezione “Laika” del Partito dei Comunisti Italiani, voleva ricordare Gianfranco Bellini, promotore dell’associazione, venuto a mancare recentemente. Figura su cui Sinistra.ch ha già pubblicato un articolo. In sala vi erano anche oltre ad Alessandro Lucchini e Nicolas Fransioli, esponenti del Dipartimento della politica economica del Partito Comunista ticinese, anche Massimiliano Ay, segretario dello stesso Partito. Sul fronte sindacale si è registrata la presenza di Janosch Schnider, coordinatore del SISA. Presenti anche membri delle istituzioni, come Leonardo Cribio e Vladimiro Merlin, esponenti della Federazione della Sinistra.

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La strategia della tensione

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto

francia mali soldatiLe drammatiche immagini dell’attacco al campo gasiero in Algeria, da parte di un commando definitosi jihadista, fanno il giro del mondo. Tecnici della Bp e della Statoil legati a esplosivi al plastico, uccisi dai sequestratori o durante gli scontri. Effetto garantito.

Il ministro degli esteri francese Fabius lancia l’allarme sulla drammatica situazione algerina. Il premier britannico Cameron convoca il «Comitato Cobra» per le situazioni di emergenza. Il presidente Obama dichiara che l’attacco ci ricorda ancora una volta la minaccia posta da Al Qaeda in Africa e che gli Usa si muoveranno per far sì che fatti analoghi non si ripetano.

Secondo notizie diffuse da fonti non ben identificate, il commando terrorista riceveva gli ordini tramite telefono satellitare dall’emiro Moctar Belmoctar, ex capo di «Al Qaeda del Maghreb islamico», ora a capo di una nuova formazione che ha base in Mali. Proprio dove (guarda caso) sta intervenendo militarmente la Francia e dove l’Unione europea sta per inviare una «missione di addestramento», formata da 450 specialisti della guerra (italiani compresi), che fornirà anche «consulenza alle operazioni di comando». 

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Diliberto in esclusiva: “Basta con la sinistra che si vergogna di se stessa, con Ingroia applichiamo la Costituzione”

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da tribunodelpopolo.com

diliberto simboloIn esclusiva per il
Tribuno del Popolo, il segretario del PdCI Oliviero Diliberto ha risposto ad alcune domande sulla difficile situazione che attraversa la sinistra italiana a circa un mese dalle elezioni politiche del 24 febbraio. 

Oliviero Diliberto, ci risiamo. Torna la sinistra che si divide.
Non certo per colpa nostra. C’è una parte del centrosinistra che ha deciso di non parlare al suo popolo.

Cosa intende?
Nel 2008 il divorzio fu consensuale. Noi ci opponemmo, ma Bertinotti e Veltroni erano d’accordo. Oggi è molto diverso, abbiamo tentato di dialogare coi democratici, tentando di sottrarli all’abbraccio mortale di Monti. E invece…

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“Il Mali e il Sahel campi di battaglia di una nuova guerra fredda molto calda”

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di Andrea Genovali

touaregIl Mali, paese di poco più di 14 milioni di persone, alla 178° posizione su 182 nell’indice dello sviluppo umano, posto nella parte nord occidentale del continente africano, confina con l’Algeria, il Niger, il Burkina, la Costa d’Avorio, la Guinea, il Senegal e la Mauritania. Già colonia francese con il nome di Sudan francese, acquistò la sua indipendenza formale, come gran parte dei paesi africani, nel 1960 unito al Senegal in quella che fu la Federazione del Mali. Dopo l’implosione della federazione si proclamò indipendente e dette vita alla repubblica che fino al 1968 fu una repubblica socialista guidata da Keita che venne abbattuto da un colpo di stato militare guidato da Traorè, ancora sulla scena in questi anni, e solo nel 1992 si avviò verso un processo di democratizzazione con il presidente dello stato eletto direttamente dal popolo ogni 5 anni.

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Luigi Longo e la storia del Pci

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di Alexander Höbel, Coordinatore Comitato scientifico Marx XXI

Longo e Togliatti 19561. “Nella vita di Longo si riflette la storia del Partito”. Così scriveva Palmiro Togliatti sull’“Unità”, in occasione del sessantesimo compleanno del “comandante Gallo”. E nel discorso commemorativo tenuto nel 1980, Berlinguer ribadiva: “Del Partito comunista italiano Longo è stato costruttore e figlio al medesimo tempo, testimoniando che cosa sia e debba essere un vero comunista e un autentico rivoluzionario”1.

L’intreccio tra la vita di Longo e la storia del Pci è in effetti strettissimo, tanto che in diversi momenti i due percorsi sembrano addirittura sovrapponibili. Dal Congresso di Livorno al dibattito sulla “svolta” del 1929, dalla politica di fronte popolare alla guerra di Spagna, dalla Resistenza alla costruzione del “partito nuovo”, fino all’assunzione della Segreteria del Partito nel 1964, Gallo è presente con un ruolo di protagonista in tutti i passaggi-chiave della storia del Pci.

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Il saluto dei comunisti portoghesi ai comunisti italiani, in occasione dell'anniversario della fondazione del Partito Comunista d'Italia (21 gennaio 1921)

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falcemartello telaASCOLTA L'AUDIO DELL'INTERVENTO:



21 GENNAIO 2013

Cari compagni,

Il Partito Comunista Portoghese saluta i comunisti italiani che difendono i valori e l'ideale comunista, in questa data storica della fondazione del Partito Comunista d'Italia.

Il processo storico ci insegna che, sulla scia del'impatto della Rivoluzione di Ottobre, la creazione e radicamento dei Partiti Comunisti é stata determinante per le conquiste politiche, sociali ed economiche, di portata storica, ottenute con la lotta dei lavoratori e dei popoli di tutto il mondo.

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