Quella guerra dimenticata. A 14 anni dalla guerra dei Balcani

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di Tamara Bellone, Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia | da www.cobaspisa.it

balcani soldato fugaNell’estate del 2000 ero in Jugoslavia, per la precisione in Serbia a Kraljevo (1), in un campo di profughi serbi provenienti dal Kosovo. Un professore di storia in pensione organizzava corsi per intrattenere i bambini e i ragazzini. Mi disse: “L’aggressione della NATO alla Jugoslavia è stata la più grande sconfitta della classe operaia europea.” Infatti nel 1999, durante i bombardamenti sulla Serbia e il Montenegro (allora ancora erano Jugoslavia) l’opposizione alla guerra fu blanda, se da un lato la CGIL si schierò in modo vergognoso con il governo dalemiano, la sinistra, a parte il sindacato di base e qualche rara eccezione tra gli intellettuali, si fermò al “né con la NATO né con Milošević”. Purtroppo ciò si ripercosse anche sul “dopo bombardamenti”. Gli aiuti agli operai jugoslavi della Zastava di Kragujevac furono frutto della solidarietà di molte fabbriche, ma ebbero per lo più il carattere di aiuto umanitario, non essendoci né vera e propria solidarietà politica. In realtà la Jugoslavia, polmone d’Europa, fu devastata da un immane disastro ecologico, che si ripercuote fino ad ora nella popolazione non solo della Serbia, ma dell’intera regione: basti pensare alle bombe cadute in Adriatico...

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Il comunismo è la gioventù del mondo. La gioventù è il futuro del PdCI.

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di Nicolò Monti, PdCI Roma

fgci giovaniIn una strada di campagna c’è un vecchio contadino con i suoi due nipoti e un mulo, dall’altra parte della strada ci sono due spettatori. All’inizio il nonno fa salire i nipoti sul mulo, e lui continua a camminare, i due spettatori vedendo la scena esclamano: “Che menefreghisti quei giovani, loro pieni di forze sono sul mulo, e il vecchio lo fanno camminare”. Udendo quelle critiche il gruppo cambia: il nonno sale sul mulo e i nipoti vanno a piedi. Gli spettatori esclamano di nuovo indispettiti: “Che menefreghista il vecchio, si è appropriato del mulo e lascia a piedi i suoi nipoti, che gente!”. Udendo di nuovo quelle critiche sprezzanti il gruppo cambia di nuovo: tutti a piedi. Gli spettatori esclamano di nuovo irrisori: “Che stupidi, quei tre hanno un mulo e non lo usano!”.

Ecco, noi siamo quel nonno e quei nipoti che in base alle critiche degli spettatori cambiavano posizione continuamente.

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Con i genitori di "Aldro" per la giustizia

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di Delfina Tromboni

aldrovandiE’ con grande dolore che scrivo queste righe.

Ieri, 27 marzo 2013, la mia città, Ferrara, è stata “macchiata” da un episodio di gravità inaudita. Un gruppuscolo di uomini di un sindacato di polizia con un parlamentare europeo - tutti funzionari pubblici, dunque, che dovrebbero avere a cuore come prima cosa l’onore della loro funzione e di questo martoriato Paese – ha manifestato in Piazza Municipale – il cuore della città – sotto le finestre della Sede comunale e dell’ufficio in cui lavora Patrizia, la mamma di “Aldro” – solidarizzando con gli agenti condannati per aver causato la morte del ragazzo, diciottenne appena, esile e riccioluto, dopo averlo fermato lungo la strada del ritorno a casa.

Patrizia, impietrita, è scesa in Piazza con la fotografia del suo ragazzo in un lago di sangue e ha pianto di nuovo tutto il suo dolore. Il Sindaco della città, facendo onore a tutti e tutte noi, è sceso, da solo, nella piazza, ha cercato di convincere i manifestanti ad allontanarsi da un luogo così delicato, ed ha fronteggiato il parlamentare europeo, che aggressivamente presidiava il manipolo di agenti.

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Con il cuore al Social Forum mondiale di Tunisi

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di Maurizio Musolino, Coordinatore Dipartimento Esteri PdCI

forumsocialmundial 2013In questi giorni si sta svolgendo a Tunisi il Forum sociale mondiale, un appuntamento straordinario. Non sono fra quelli che hanno idealizzato questo “luogo”, ma nello stesso tempo – voglio dirlo con franchezza – credo che sottovalutarlo o meglio ridurlo ad una sorta di “carnevalata” sia un errore gravissimo e sintomo di una miopia assoluta (male che a volte ha lambito anche il nostro Partito). Per questi motivi mi dispiace moltissimo non poter essere in queste ore a Tunisi. Avrei voluto essere lì, insieme ai compagni tunisini che lottano per evitare che il loro Paese sprofondi nella violenza e nell’oscurantismo religioso, avrei voluto parlare e stare vicino ai compagni del Partito di Chokri Belaid, il leader progressista e comunista recentemente assassinato davanti alla propria abitazione, per fargli sentire la nostra solidarietà e consolidare l’amicizia che li lega al Pdci, avrei voluto incontrare i rappresentanti dei tanti partiti comunisti che in quel “luogo” sono di casa, penso ai brasiliani del PCdoB o agli indiani dei due partiti comunisti, avrei voluto condividere questa esperienza con i compagni italiani delle tante associazioni e organizzazioni, a partire dalla Fiom e dai sindacati di Base, che ritengono che provare a pensare un mondo diverso sia possibile e necessario.

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Accordi e disaccordi

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di Stefano MicheliPdCI Rieti, Resp.le Prov.le Organizzazione

prospettivepericomunisti bannerHai ragione Monica 
la sconfitta storica 
ma non posso dirtelo 
posso solo piangerla 
e guardarti crescere 
come cresce l'edera 
come il rovo su pietre e macerie”
(Baustelle, a vita bassa)

Ma lasciamo da parte questo discorso: ci basti dire che ciò che veramente deve interessarci non è né il nuovo né il vecchio, bensì la comprensione di ciò che ritorna (perché se ritorna vuol dire che ha qualcosa a che vedere con l’essenziale) e della forma inevitabilmente originale ed inedita che questo ritorno assume. Ed è proprio di Lenin il saper comprendere, con un solo gesto politico e teorico, sia il riemergere delle irrisolte contraddizioni del capitalismo, sia l’aspetto inatteso e sorprendente che ogni volta esse assumono.

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Il Consiglio Diritti Umani ONU fomenta guerre e ingerenze

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di Marinella Correggia | da www.sibialiria.org

aleppo guerraIL CONSIGLIO DIRITTI UMANI ONU FOMENTA GUERRE E INGERENZE

(MALGRADO GLI SFORZI DI VENEZUELA, CUBA E POCHISSIMI ALTRI)

Intervenendo giorni fa alla sessione del Consiglio Onu per i diritti umani (Unhrc) con sede a Ginevra, l’organizzazione internazionale North South XXI ha indirizzato parole dure ai paesi membri del Consiglio, che sono quarantasette, a turno. Parole adatte alla commemorazione del decimo anniversario della guerra all’Iraq ma anche al tentativo in corso da parte delle potenze Nato e dei loro alleati arabi di fomentare la guerra in Siria: “Questo Consiglio non ha intrapreso azioni adeguate rispetto all’uso illegale della forza contro i popoli dell’Afghanistan e dell’Iraq (…) Stiamo commemorando l’anniversario dell’assassinio di un milione e mezzo di iracheni – secondo quanto pubblicato da The Lancet – ma il Consiglio non ha fatto nulla per porre fine all’impunità dei responsabili. 

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Apologia della banca pubblica

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di Vladimiro Giacché da MicroMega 3/2013

Leviathan grCon la grande crisi scoppiata nel 2007-8 l’intero sistema finanziario del mondo occidentale è giunto sull’orlo del collasso. È stato salvato dall’intervento dell’autorità pubblica, spesso attraverso l’ingresso dello Stato nel capitale delle banche in difficoltà. Solo in Italia questa opzione è stata sempre esclusa anche solo dal novero delle possibilità. Qui da noi è ancora ben radicato il dogmatismo ideologico che portò alla dissennata stagione delle privatizzazioni degli anni Novanta. È giunto il momento di cambiare rotta.

La via italiana ai salvataggi bancari: pagare senza controllare

«L’Europa riscopre la banca di Stato». Con questo titolo il Sole-24 Ore del 2 febbraio scorso ci ha informato della nazionalizzazione del gruppo bancario-assicurativo olandese Sns Reaal. Costo dell’operazione: 3,7 miliardi di euro. Vale a dire 200 milioni in meno di quanto costano allo Stato italiano i Monti-bond per salvare il Monte dei Paschi di Siena. Ma con una differenza non piccola: mentre lo Stato olandese potrà subito entrare nel capitale e quindi nella gestione di Sns Reaal, questo in Italia avverrà solo e soltanto se Mps non sarà in grado di rimborsare il prestito e pagare gli interessi.

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Vertice BRICS in Sudafrica

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a cura del Dipartimento esteri PdCI

bricsVertice BRICS a Durban: via libera per una banca per lo sviluppo che finanzierà le grandi infrastrutture

In un commento pubblicato da Correttainformazine.it Rodolfo Monacelli scrive che " I BRICS,riuniti il 26 marzo 2013 a Durban (Sudafrica), hanno raggiunto l’intesa attesa da tempo per la creazione di una banca di sviluppo per il finanziamento congiunto di grandi progetti infrastrutturali.

Come ha dichiarato, infatti, il ministro sudafricano delle Finanze Pravin Gordhan: ”È fatta“. Ciò che è trapelato è che la nuova Banca per lo sviluppo avrà la sua sede in Sud Africa, con un capitale di partenza di oltre 50 miliardi di dollari. I primi obiettivi dovrebbero essere la realizzazione di infrastrutture, soprattutto in Africa, che per la Cina rappresenta un continente di importanza strategica da un punto di vista economico e politico, e dove è presente da molti anni.

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La svolta di Confindustria

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di Pasquale Cicalese per Marx21.it

fabbrica emissioniNei “Diari intimi” Baudelaire scriveva, a proposito della Comune di Parigi, che “tutto è comune, persino Dio”. Celebrava quegli eventi e la città parigina, prima che questa venisse sventrata dalla hausmanizzazione imperialista di Napoleone III. Tracce della capitale francese all’epoca del sommo poeta francese si trovano nel capolavoro benjaminiano “Parigi capitale del XIX° secolo” in cui si analizza la dicotomia merce-lotta di classe di quei lavoratori che Marx giudicò l’avanguardia del proletariato mondiale.

A suo modo arrivò alle conclusioni di Baudelaire lo stesso Schumpeter: analizzando lo schema marxiano della trasformazione dei valori in prezzi ne subì, quasi inorridito, il fascino, per poi ritirarsi nella metafisica. Ebbe modo però di scrivere che il socialismo era superiore al modo di produzione capitalistico e che avrebbe avuto il sopravvento. Concetto poco chiaro ai breszeviani, che condannarono la gloriosa Unione Sovietica alla stagnazione: le proletarie russe volevano, giustamente, mangiare e vestirsi bene, il socialismo è anche questo, raffinatezza dei gusti, concetto precluso ai crucchi, che mangiano da schifo, e si vede.

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Palmiro Togliatti. La via italiana al socialismo*

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a cura di Alexander Höbel, coordinatore Comitato scientifico MarxXXI

togliatti poltrona120 anni fa, il 26 marzo 1893, nasceva a Genova Palmiro Togliatti. Tra i promotori dell'Ordine Nuovo assieme a Gramsci e Terracini, è stato il leader del Partito comunista d'Italia a partire dal 1927, e uno dei massimi dirigenti dell'Internazionale comunista, in particolare nel 1934-37, allorché fu tra i protagonisti della svolta dei Fronti popolari. Durante la guerra civile spagnola, nel corso della quale fu il principale consigliere del PCE per conto del Comintern, ebbe modo di riflettere sulle "particolarità della rivoluzione spagnola" (una rivoluzione "democratica, popolare, antifascista") e sulla "democrazia di tipo nuovo" che al suo interno si andava sperimentando. Svilupperà questi spunti - anche sulla base dei Quaderni del carcere di Gramsci che aveva contribuito a salvare e di cui poté leggere i manoscritti in Urss - all'indomani del crollo del fascismo, allorché, nel marzo 1944, appena rientrato in Italia sarà protagonista della "svolta di Salerno", che poneva le basi della "politica di unità nazionale" dei comunisti per la liberazione dal nazifascismo e di quel "partito nuovo", di massa e di quadri, che della "democrazia progressiva" e delle "riforme di struttura" farà le sue principali bandiere.

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Documento politico del CPF di Cagliari del PRC

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Riceviamo e pubblichiamo come contributo alla discussione

rifondazione-bandiera-formato-grandeLe elezioni politiche di febbraio hanno determinato una condizione di stallo istituzionale con tre schieramenti sostanzialmente alla pari. Lo stravolgimento della volontà popolare con l’attribuzione di un premio di maggioranza abnorme a chi ha preso una manciata di voti in più non ha comunque prodotto la tanto declamata governabilità. E’ necessaria una nuova legge elettorale proporzionale che restituisca dignità e centralità al Parlamento.

A queste elezioni, il Partito Democratico riesce a non vincere nonostante le favorevoli previsioni perché paga il sostanziale appiattimento alle politiche montiane. Le destre non escono sconfitte. Berlusconi è stato protagonista di una rimonta notevole avviata con La netta e repentina presa di distanza da Monti e dall’operato del suo Governo, che pure il PdL aveva sostenuto e tenuto in sella per oltre un anno.

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XV congresso del Partito Comunista della Federazione Russa

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di Luigi Marino, delegato PdCI al congresso del PCFR

pcfr congresso 2013 logoLa prima e più forte impressione che si ha del XV Congresso del PCFR è che si è voluto contrastare la damnatio memoriae, la sistematica propaganda degli avversari di classe volta a cancellare, soprattutto nelle generazioni nate poco prima della caduta dell’URSS , cioè del” colpo di Stato del 1991”, come viene definito nella relazione del Comitato Centrale al Congresso,ed in quelle successive, la memoria delle storiche conquiste realizzate nel corso della travagliata storia del socialismo sovietico.

Ed in questo excursus storico più volte la relazione ha riportato citazioni di Marx, Lenin, ma anche di Stalin, ritenute di estrema attualità nell’odierno contesto internazionale e nazionale.

Uno dei delegati ha detto testualmente nel suo intervento : “Chi possiede o manipola la storia, possiede il futuro”. Di qui la battaglia per ristabilire tutta la verità storica!

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Riflessioni sul risultato elettorale e sulle prospettive

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di Fabrizio De Sanctis

pdci bandiere simboloIntervento al Comitato Centrale del PdCI, 9-10 marzo 2013

Ci si chiede se dobbiamo continuare. Non chinare la testa è doveroso, ma in alcuni noto con preoccupazione una "sindrome Zeman": quella di affrontare qualsiasi partita sempre con lo stesso identico schema (accordo col Pd!). Non vogliamo decidere lo scioglimento ma non possiamo immaginare la fine del Psi di Nencini. Generalizzare il dato del Molise è del tutto fuorviante. Anche in coalizione a volte non abbiamo eletto, mentre altre volte abbiamo ottenuto ottimi risultati pur non essendo alleati col Pd.

Il nostro risultato è stato comunque disastroso. Alcuni elementi non vengono affrontati e sono invece rilevanti quando si parla di "spazio politico": 1) il risultato è molto negativo anche per le coalizioni che hanno sostenuto il governo Monti e l'austerity europea. In termini assoluti hanno perso milioni di voti e raccolgono il consenso da meno del 50% degli elettori; 2) l'astensionismo è cresciuto ancora; 3) Grillo. Che non è la causa ma l'effetto della nostra sconfitta, dell'assenza della sinistra politica, sindacale, sociale e di movimento.

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Per una teoria e una prassi condivise

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di Endrio Milano, PdCI Federazione di Torino

prospettivepericomunisti bannerNel dibattito interno al Partito paiono affacciarsi due posizioni, apparentemente, tra loro parallele e contrastanti.

Sembra a prima vista un confronto tra chi sostiene la necessità di un accordo con il PD ad ogni costo e chi lo esclude a prescindere e anzi ritiene questa esclusione la condizione necessaria per la ripresa dell’iniziativa politica dei comunisti.

E’ evidente che se lasceremo che il dibattito congressuale si imperni su questi binari, per il Partito, oggi in vistosa difficoltà, gli esiti saranno disastrosi.

E allora, siccome i sostenitori delle due posizioni sono comunque accomunati dall’amore per il Partito, perché non tentare una sintesi più alta che, tenendo conto di tutte le ragioni, sappia dotare il Partito stesso di un programma in grado di rilanciarlo riorganizzandolo.

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Per i comunisti, le alleanze di governo non si fanno “a prescindere”

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di Mauro Gemma, direttore di Marx21.it

falcemartello warholFrancamente trovo inspiegabile che nel dibattito avviato tra le organizzazioni comuniste italiane dopo il disastroso risultato elettorale, in cui viene così frequentemente evocato il tema della partecipazione a coalizioni che si propongono di governare il paese, alcuni compagni intendano passare disinvoltamente oltre un'analisi puntuale dei contenuti sui quali dovrebbe basarsi un corretto approccio delle forze di classe alla questione delle alleanze. E di fronte a interventi che si soffermano esclusivamente sulla necessità da parte dei comunisti di collocarsi, acriticamente e a prescindere, all'interno dello schieramento di centro-sinistra, considerato alla stregua di ultima “salvifica” spiaggia, credo che siano doverose alcune puntualizzazioni.

Nessuno ha intenzione certamente di mettere in discussione la politica delle alleanze, che fa parte del patrimonio di elaborazione e pratica politica della storia migliore del movimento comunista del nostro paese (si pensi alla straordinaria esperienza della Resistenza). E va respinta nettamente l'accusa che viene rivolta nei confronti di chi avanza dubbi sulle “magnifiche sorti e progressive” del centro-sinistra, di rifiutare “tout court” ogni approccio al confronto con altre forze democratiche.

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Lettera alla FGCI

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di Franco Tomassoni, responsabile esteri FGCI

fgci milano bandieraUn contributo alla discussione

Care Compagne e Compagni,

la situazione in cui il nostro partito si trova è decisamente difficile. Il risultato elettorale, completamente negativo porta il nostro partito ad una discussione molto franca tra tutti i compagni, la cui profondità arriva dritta alle questioni sulla sua natura strategica: quali sono i modi e le forme di organizzazione dei comunisti italiani dentro l’attuale fase storica.

Ovviamente non vi sono posizioni più giuste di altre, ed il confronto e la discussione vanno tenute all'interno di limiti ben precisi, che sono quelli dell’autonomia comunista, cioè della necessità storica dell’esistenza di una forza comunista autonoma nel nostro paese (che sia il partito della classe salariata, e che se non lo è nella contingenza storica, perlomeno che aspiri ad esserlo e aspiri ad organizzare la parte più avanzata della società).

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Alcune riflessioni sugli esiti di una stagione e le prospettive dei comunisti

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di Gianmarco Pisa

prospettivepericomunisti bannerRiceviamo e volentieri pubblichiamo

Il disastroso risultato elettorale di Rivoluzione Civile delle ultime elezioni politiche del 24-25 Febbraio difficilmente può essere interpretato in tutta la sua portata se non lo inscrive nel contesto politico e sociale più complessivo all’interno del quale si è sviluppata la linea e, in particolare, la strategia complessiva e la tattica elettorale delle formazioni politiche della sinistra di classe, in primo luogo, di Rifondazione Comunista. Un contesto che, sullo sfondo offerto dalla crisi economica e di sistema del capitalismo europeo e nord-americano, dalla trazione monetarista e rigorista imposta dalle oligarchie europee e dal peggioramento complessivo e precipitoso delle condizioni di vita e di lavoro di ampie masse popolari, in Europa e nel nostro Paese, ha visto la crescita della rabbia e della protesta popolare, la ripresa del conflitto sociale e di classe, in diverse forme specifiche e vari contesti nazionali, e l’esplosione di movimenti anche demagogici e protestatari, non ultimo il caso, per molti aspetti clamoroso e sorprendente, del Movimento 5 Stelle in Italia.

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Obama, il viaggio in Medioriente e la lettera della mamma di Samer Issawi

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di Maurizio Musolino

obama israele bandiereIeri, mercoledì 20 marzo, Barak Obama è arrivato a Tel Aviv dove ha incontrato i massimi vertici dello stato di Israele: primi fra tutti Netanyahu e Peres. Una visita che con troppa generosità alcuni hanno definito storica (forse in ricordo di quella del 2009 al Cairo), ma che nella realtà risponde molto più modestamente innanzitutto al compito di risollevare l'immagine di un Netanyahu pesantemente ridimensionato dalle recenti elezioni politiche. In questi giorni Obama discuterà con i leaders israeliani principalmente di Iran, nella speranza di impostare una linea il più possibile simile fra i due Paesi, mettendo fine ai disaccordi di questi ultimi mesi. Infatti Israele da tempo scalpita impaziente per arrivare ad un attacco armato contro Teheran e i suoi centri di ricerca nucleare, mentre l'amministrazione Usa mostra prudenza preferendo il binomio sanzioni-pressioni, almeno finché non si avranno apprezzabili schiarite sul fronte afghano e su quello siriano. 

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“Ricostruire”

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di Manuela Palermi

pdci bandiere simboloIntervento al Comitato Centrale PdCI del 9-10 marzo

La centralità per me è ricostruire il Pdci. “Ricostruire”, perché dopo tre sconfitte consecutive, dopo aver passato cinque anni fuori dal Parlamento, il partito s’è appannato, s’è come ripiegato in se stesso, ha limitato la sua iniziativa politica in attesa di un qualche evento che dipendeva sempre dagli altri. “Ricostruire”, perché il partito comunista unico, parola d’ordine lanciata al nostro congresso di Salsomaggiore, non ha avuto risultati, pur in presenza di una straordinaria manifestazione, quella dell’11 ottobre 2009, in cui una sterminata piazza di comunisti che ricomponeva una diaspora lunga anni (comunisti del Pdci, del Prc e di nessun partito) la invocava a gran voce. Cos’è successo per cui quell’obiettivo non s’è realizzato? Perché quella manifestazione non ha avuto seguito? E’ una domanda a cui rispondere per correggere analisi e comportamenti, o quantomeno per individuarne altri più efficaci.

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Cosa ci insegna la vicenda di Cipro

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Dipartimento Esteri PdCI

cipro-1Il voto al parlamento cipriota, che ha rigettato gli “aiuti” (le virgolette sono d’obbligo) dell’Eurogruppo in cambio di un prelievo forzoso sui conti correnti bancari, ci insegna alcune cose.

La prima è che la lotta popolare e di massa può vincere ogni imposizione burocratica e tecnocratica. Il parlamento cipriota ha infatti bocciato le riforme di austerità che venivano loro imposte, con 36 voti contro e 19 astenuti (tutti del partito del presidente Anastasiades), grazie ad una vastissima manifestazione di massa che ha letteralmente assediato il parlamento, mentreera in corso la discussione. Il cuore di questa protesta sono stati i nostri compagni di Akel ed i giovani di Edon che lanciano così un messaggio forte a tutti i popoli del mondo dicendo loro che è possibile resistere alle politiche neoliberiste e di rigore che vengono loro imposte.

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