Dazi americani, non è che l'inizio

Dazi americani, non è che l'inizio

di Guido Salerno Aletta

Non è che l’inizio. La sventagliata di dazi americani che va a colpire una serie di merci europee a partire dal prossimo venerdì 18 ottobre, è solo la prima bordata. E’ come quando si va per mare: già alla prima…

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Where’s the Revolution? Who's making your decisions?

Where’s the Revolution? Who's making your decisions?

di Francesco Cappello

Il rituale del venerdì e dello "sciopero globale" va riempito di tutti quei contenuti che risultano, non a caso, generalmente rimossi. Tutto è connesso a tutto. ...

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Sveglia!

Sveglia!

di Jorge Cadima

La vergognosa risoluzione approvata dalla maggioranza del Parlamento europeo sulla seconda guerra mondiale (19.9.19), non è solo grave per il tentativo di riscrivere e falsificare la storia. 

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L'Italia sarà coinvolta in una nuova guerra di aggressione?

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di Mauro Gemma, direzione nazionale PdCI

 

Giampaolo-Di-Paola-w350Mentre sulle misure di carattere economico e sociale del governo Monti, impegnato nelle faticose trattative per la nomina dei sottosegretari, continua a regnare il più assoluto riserbo e l'unica cosa certa sembrano essere le assicurazioni che Monti ha dato ai suoi interlocutori europei circa l'intenzione di rispettare le disposizioni contenute nella lettera inviata dalla BCE al governo italiano lo scorso 5 agosto, gli unici ministeri che sembrano muoversi con le idee chiare e con intenzioni che difficilmente si prestano a molte interpretazioni, sono quelli incaricati alla Difesa e agli Esteri.

 

Ha cominciato, immediatamente dopo il suo insediamento, il neo-ministro della Difesa Giampaolo Di Paola con una dichiarazione dal carattere perentorio, che non lascia alcun dubbio sulla sua volontà (evidentemente condivisa dal resto della compagine ministeriale) di dare continuità, rafforzandoli, ai legami di fedeltà alla NATO, e di allineare senza tentennamenti il nostro paese a quel “nuovo concetto strategico” dell'alleanza militare occidentale, che è stato definito nel corso degli ultimi vertici politici e militari della NATO e che estende il raggio d'azione di questo blocco a tutti gli angoli del nostro pianeta, sancendo, in una sorta di “carta dei principi”, una pratica di politiche di aggressione e violazione della sovranità e dell'autodeterminazione in atto ormai dai tempi della caduta del “campo socialista”.

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Tutta l’Europa sotto il peso dello «scudo» americano e Nato

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di Tommaso Di Francesco e Manlio Dinucci | da il Manifesto

 

scudo nato

Reazione di Medvedev: missili Iskander a Kaliningrad. Sistema antimissile, così Washington prepara non più sicurezza ma più tensioni belliche

 

Il presidente russo Medvedev ha accusato ieri gli Stati uniti di aver imposto ai loro alleati lo «scudo antimissili» in Europa, avvertendo di nuovo che la Russia prenderà delle contromisure, tra cui l’installazione nell’enclave di Kaliningrad di un nuovo sistema radar e di missili mobili Iskander a corto raggio (fino a 500 km), che possono trasportare anche testate nucleari. È un bluff nella partita elettorale, in vista delle legislative del 4 dicembre e delle presidenziali del 4 marzo? Indubbiamente Medvedev e Putin, che perdono consensi, alzano i toni per dimostrare che sotto la loro direzione la Russia non piega la testa di fronte alla strapotenza Usa/Nato. Eppure non è solo questione di mosse elettorali. 

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Riforma delle Pensioni: perché non si può che dire NO

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di Stefano Barbieri (direzione nazionale PdCI – Federazione della sinistra)

 

governo monti_senatoNel pieno di quella che si avvia a diventare la più grave crisi economica del capitalismo europeo e mondiale, per la quale nel nostro Paese viene chiamato a governare il meglio della nomenclatura borghese e capitalista guidata dal Prof. Monti, c'è chi mette al primo posto delle cose da fare una nuova riforma pensionistica in Italia. A detta di molti, anche a sinistra, sembrerebbe che se non si facesse questo intervento, l'Italia non reggerebbe al giudizio dei mercati, il suo bilancio pubblico andrebbe in default e, per effetto domino, crollerebbe l'euro, l'Unione europea e l'economia mondiale.

 

Un disastro insomma. In effetti la situazione dei conti pubblici italiani è drammatica, ma, per risanarla, rimane inspiegabile l'attenzione spasmodica verso il nostro sistema pensionistico che non più tardi di qualche mese fa veniva presentato come il nostro fiore all'occhiello rispetto ai ritardi e alle difficoltà di riforma incontrati da altri paesi, a cominciare dalla Francia.

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Obama "l'australiano" minaccia la Cina

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

 

usa australia_truppeIl 60° anniversario della nascita dell’Anzus, il patto di difesa siglato nel 1951 tra Usa, Australia e Nuova Zelanda nell’ambito della strategia di contenimento del comunismo in Asia, sarebbe passato sotto un sostanziale silenzio se non fosse stato per la decisione di Obama di aprire una base di marines a Darwin nel nord dell’Australia. La base – prima presenza militare permanente di Washington sull’isola-continente - sarà inaugurata entro la fine del 2012 con l’arrivo di 250 marines che saliranno poi fino a 2500 (Marine Air and Ground Task Force). Da parte sua l’Australia aumenterà i porti di attracco e rifornimento per le portaerei americane che operano nella regione. A questo va anche aggiunto il nuovo concetto di guerra del Pentagono, uscito allo scoperto all’inizio di novembre, concepito come risposta ai crescenti sforzi militari cinesi volti a impedire l’accesso ai territori limitrofi e al cyberspazio. L’Air Sea Battle, che per alcuni funzionari della difesa Usa segna l’inizio della guerra fredda con la Cina comunista, prevede l’utilizzo di armi antisatellite, sottomarini, aerei Stealth e missili a lungo raggio che possono colpire portaerei in mare in risposta alla crescente minaccia cinese sulle vie di navigazione strategiche [1].

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I discepoli di Goebbels all’opera contro la Siria

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di Domenico Losurdo, Presidente dell'Associazione Marx XXI | dal suo blog

 

obama bushQual è la natura del conflitto che da alcuni mesi investe la Siria? Con questo mio articolo vorrei invitare tutti coloro che hanno a cuore la causa della pace e della democrazia nei rapporti internazionali a porsi alcune domande elementari, alle quali da parte mia cercherò di rispondere dando la voce a organi di stampa e a giornalisti, che non sono sospettabili di complicità con i dirigenti di Damasco.

 

1. Occorre in primo luogo chiedersi qual era la condizione del paese medio - orientale prima dell’avvento al potere, nel 1970, degli Assad (padre e figlio) e dell’attuale regime. Ebbene, prima di quella data, «la repubblica siriana era uno Stato debole e instabile, un’arena per le rivalità regionali e internazionali»; gli avvenimenti degli ultimi mesi significano il ritorno alla «situazione precedente il 1970». A esprimersi in questi termini è Itamar Rabinovich, già ambasciatore di Israele a Washington, sull’«International Herald Tribune» del 19-20 novembre. Possiamo trarre una prima conclusione: la rivolta appoggiata in primo luogo dagli Usa e dall’Unione europea rischia di ricacciare la Siria in una condizione semi-coloniale.

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Non è che l'inizio

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di Fosco Giannini ( segreteria nazionale -responsabile Lavoro di massa, PdCI-Federazione della sinistra)

e Claudio Saroufim ( direzione nazionale-responsabile Politiche ambientali, PdCI-Federazione della sinistra)

 

IN DIFESA DELL’ACQUA PUBBLICA, DEI BENI COMUNI E DELLA DEMOCRAZIA SABATO 26 NOVEMBRE TUTTI A ROMA

 

acquapubblica

La tendenza generale – lo spirito dei tempi – volta ad abbattere sempre più i diritti, a restringere gli spazi democratici, a violare le regole della stessa democrazia borghese, a zittire senza imbarazzo i lavoratori, i cittadini, si ripete e prende brutalmente corpo relativamente alla questione dell’acqua, dei beni comuni, del Referendum del 12 e 13 giugno scorsi. Referendum nel quale la maggioranza assoluta degli elettori, del popolo italiano, aveva votato per far si che quel bene prezioso, vitale, dell’acqua fosse sottratto una volta per tutte– proprio per la sua rilevanza sociale – alle logiche del mercato. La vittoria per la difesa dell’acqua come bene pubblico è stata schiacciante e ha riaffermato l’idea che l’acqua non può che essere un diritto universale, da non lasciare all’aggressività del profitto, ma da riconsegnare alla gestione pubblica e partecipativa in tutte le forme che vengono sancite nella stessa Costituzione .


Ma quella vittoria – accolta dal popolo democratico, progressista, di sinistra e comunista, come segno di un nuovo tempo della politica e dell’iniziativa sociale, come segno della possibilità reale del cambiamento - è stata sin dall’inizio accolta, dal precedente governo e dalle forze interessate alla privatizzazione anche di questa risorsa, come un piccolo fastidio da cacciare con il gesto di una mano, così come si caccia una fastidiosa mosca.

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Uso dei mercenari: il voto dei paesi dell'ONU smaschera l'ipocrisia dei governi degli Stati Uniti e dell'Unione Europea

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Traduzione a cura di Marx21.it | da www.rlp.com

 

BlackwaterLa condanna dell'uso di mercenari si è trovata di fronte, il 18 novembre scorso, la forte resistenza degli Stati Uniti e dell'Unione Europea (UE), come dimostra il risultato della votazione su questo tema alle Nazioni Unite.

 

Questa posizione si è manifestata in merito alla decisione da adottare su un progetto di risoluzione dal titolo “Utilizzo dei mercenari come mezzo per violare i diritti umani e ostacolare l'esercizio del diritto dei popoli alla libera determinazione”.

 

Il pronunciamento ha avuto luogo nella Terza Commissione dell'Assemblea Generale che doveva analizzare la proposta avanzata da Bolivia, Cuba, El Salvador, Nicaragua e Belarus e che è stata adottata con 118 voti a favore, 52 contro e cinque astensioni.

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Il Partito Comunista Siriano (unificato) sull'accordo tra la Siria e il Comitato di iniziativa arabo

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Traduzione a cura di Marx21.it | da www.solidnet.org

 

Mettere fine al bagno di sangue e opporsi energicamente ad ogni intervento straniero in Siria

 

Il governo siriano e il Comitato di iniziativa Araba, formato dalla Lega Araba, hanno siglato il 2 novembre scorso un accordo sulla crisi siriana dopo la modifica della proposta che era stata già presentata al governo siriano.

 

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Il nuovo accordo prevede i seguenti punti:

 

- Mettere fine a tutti gli atti di violenza di tutte le parti allo scopo di proteggere i cittadini siriani.

 

- Liberare tutte le persone arrestate durante gli incidenti;

 

- Liberare tutte le città e tutti i quartieri residenziali da ogni presenza armata;

 

- Dare la possibilità alle organizzazioni della Lega Araba incaricate della questione, e ai media arabi e internazionali di avere libero accesso in Siria, e di raccogliere le informazioni sullo stato reale della situazione, e di potere osservare gli avvenimenti che si verificano.

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A Lisbona per continuare a lottare contro l’imperialismo, per la pace e la liberta'

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ASSEMBLEA GENERALE DELLA FEDERAZIONE MONDIALE DELLA GIOVENTU' DEMOCRATICA (WFDY)

 

di Angela Rosa Sinisi e Franco Tomassoni, dell'esecutivo nazionale FGCI

delegati alla 18° assemblea del WFDY

 

wfdy-assemblyDall’8 al 12 novembre si è tenuta a Lisbona la diciottesima assemblea del WFDY, la Federazione Mondiale della Gioventù Democratica. L’organizzazione che ha ospitato questo evento, che assieme al festival mondiale della gioventù e degli studenti è uno dei momenti di maggior rilievo nella vita della Federazione, è la gioventù comunista portoghese, JCP, che durante questi giorni ha celebrato anche i suoi 32 anni di lotta.

 

L’assemblea si è tenuta nell’edificio che ospita l’associazione “Voz do Operario” un’organizzazione di lavoratori con oltre 130 anni di vita che però sembra guardare ancora con interesse la lotta anti-imperialista dei giovani tanto da garantire tutti i giorni ogni tipo di assistenza, dalla traduzione in varie lingue a i pasti.

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Monti e le pericolose implicazioni dello "stato d'emergenza"

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di Domenico Moro per Marx21.it, Responsabile del Progetto formazione dell'Associazione Marx XXI

 

montiRicordate il governo Amato del ’92? Credo di sì, fu il primo governo “tecnico” della storia della Repubblica Italiana. Quello che forse non tutti sanno è che con il governo Amato il salario reale italiano, cioè il potere d’acquisto dei lavoratori, retrocesse per la prima volta dalla fine della Seconda guerra mondiale. I governi “tecnici” si presentano come neutrali, ma neutrali non sono. Lo dimostra il fatto che sotto questo tipo di governi sono stati effettuati molti degli attacchi più pesanti ai lavoratori. Infatti, a differenza dei governi “politici”, i “tecnici” non hanno da preoccuparsi delle conseguenze delle loro azioni, cioè di essere penalizzati alle elezioni successive. Questo vale a maggior ragione per il governo Monti, il quale farà il lavoro sporco, che nessun partito o coalizione è in grado di fare. Dietro il governo Monti c’è il capitale finanziario europeo e anche quello italiano. Lo prova la storia personale del professore, membro del direttivo del gruppo Bilderberg e consulente di Goldman Sachs come l’altro super Mario, quello che ora siede alla Bce, e soprattutto il programma che è chiamato ad applicare.

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Governo garantito dalla Goldman Sachs

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto

 

goldman sachs_logo_door-300x225Quando sarà varato il governo Monti, ministri e sottosegretari brinderanno. Non però con lo champagne, ma con la Coca-Cola. Mario Monti è infatti membro dell’International Advisory Board della multinazionale statunitense, ossia del comitato di esperti che la consiglia su come accrescere i già colossali profitti, realizzati grazie alla sua posizione dominante nel mercato mondiale delle bibite e dell’acqua imbottigliata. Eppure, quando era commissario europeo alla concorrenza, Mario Monti perseguì la Coca-Cola per abuso di posizione dominante. Il contenzioso terminò con un accordo nel 2004, ma la multinazionale rimase in ottimi rapporti con Monti, tanto che due anni dopo lo assunse come consulente.

 

A New York, la nascita del governo Monti sarà festeggiata, con costosissimo champagne, soprattutto dalla Goldman Sachs, una delle maggiori banche d’investimento del mondo, di cui Mario Monti è international advisor, ossia consulente. Questo gruppo bancario è specializzato nei derivati, strumenti finanziari il cui valore è basato su quello di altri beni, tra cui le materie prime agricole. Meccanismi speculativi che hanno permesso da un lato di realizzare enormi profitti, ma dall’altro hanno provocato l’aumento dei prezzi internazionali dei cereali e quindi della fame nel mondo, condannando a morte oltre un miliardo di persone.

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Un appello per la pace in Siria

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di Autori Vari su www.rebelion.org | Traduzione a cura di Marx21.it

 

syria preparing_for_war_lrgL'espressione Asse del male venne utilizzata per la prima volta dal presidente degli Stati Uniti George W. Bush il 29 gennaio 2002, tre mesi dopo l'inizio della guerra in Afghanistan, per descrivere i regimi che secondo gli Stati Uniti appoggiavano il terrorismo, in realtà per segnalare le nazioni che non si piegavano al diktat di Washington. Quelle menzionate da Bush nel suo discorso furono Iraq, Iran e Corea del Nord, a cui in seguito furono aggiunte Libia, Siria e Cuba. Più tardi vennero aggiunti altri quattro Stati: Bielorussia, Myanmar, Sudan e Zimbabwe e in più di un'occasione si fece allusione esplicita a Cina e Russia. La globalizzazione neoliberale condotta dagli Stati Uniti richiedeva il chiaro dominio della cultura occidentale su tutto il pianeta. Solo da questo punto di vista è possibile comprendere meglio le tesi di Samuel Huntington. In presenza del dissenso di alcune nazioni, si sarebbe prodotto uno scontro di civiltà.

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I «liberatori» venuti dal Qatar

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di Manlio Dinucci | su il Manifesto

 

soldati qatar-w350I miraggi sono frequenti, specie nel deserto libico. Ne è affetto Farid Adly che, convinto della «genuinità della rivoluzione», continua a vedere un Cnt che «ha sì chiesto, accortamente, l’aiuto delle forze internazionali, ma si è anche opposto a qualsiasi intervento di terra» (Progetto Lavoro, ottobre). Eppure molti dei «ribelli libici», che la televisione ci mostra, non sono libici. Sono commandos del Qatar, addestrati e diretti dal Pentagono, camuffabili grazie alla lingua e all’aspetto. Lo abbiamo già detto, ma ora c’è la conferma ufficiale: «Noi qatariani eravamo tra i ribelli libici sul terreno, a centinaia in ogni regione», ha dichiarato il capo di stato maggiore Hamad bin Ali al-Atiya, precisando che «abbiamo gestito l’addestramento e le comunicazioni dei ribelli, supervisionato i loro piani, assicurato il loro collegamento con le forze Nato» (The Guardian, 26 ottobre).

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“Il governo Monti non è la soluzione. Serve una vera svolta politica ed economica”. Il punto di vista di Vladimiro Giacchè

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di Salvatore Romeo ('84) | http://www.siderlandia.it

 

vladimiro giaccheVladimiro Giacchè, economista e vice-presidente dell’associazione “Marx XXI”, è autore di numerosi saggi di carattere economico e filosofico e recentemente ha curato l’edizione italiana di una raccolta di scritti di Karl Marx sulla crisi (K. Marx, Il capitalismo e la crisi, DeriveApprodi, 2009). All’inizio del prossimo anno pubblicherà un volume proprio sul particolare momento economico che stiamo attraversando. Ed è appunto di questo che abbiamo parlato, con uno sguardo particolare rivolto all’attualità politica.

 

Dottor Giacchè, ci aiuti a capire quello che è successo in questi giorni sui mercati finanziari. Perché i titoli di Stato italiani sono soggetti ad attacchi speculativi?

 

E’ una cosa abbastanza logica. Io non lo intenderei come un attacco dotato di una regia. In realtà la cosa è più semplice e peggiore di questa. A un certo punto, per una serie di motivi, chi opera sui mercati si è convinto che il debito pubblico italiano non sia più “sostenibile”. I motivi sono diversi: essenzialmente la bassa crescita del nostro paese, che fa sì che il rapporto debito/PIL vada aumentando per effetto dell’andamento del denominatore; l’altro punto è l’assoluta insipienza del governo Berlusconi, che ha fatto più o meno il contrario di quello che doveva fare. Non soltanto perché le manovre hanno colpito gli interessi della parte più povera della popolazione – il che comporterà un calo della domanda e quindi effetti recessivi –, ma ha anche dato all’Europa l’impressione di voler fare il furbo – cioè di voler continuare a tirare a campare, che è una cosa che oggi assolutamente nessuno si può permettere.

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"Migliorare il lavoro del partito"

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di Fosco Giannini, Direzione Nazionale del PdCI

 

operai corteoUna “recensione” di un opuscolo di Pietro Secchia, del 1946, dal quale è ancora possibile trarre riflessioni e proposte di lavoro utili anche per il presente, per la ricostruzione del Partito comunista


Dopo il positivo, felice esito del 6° Congresso nazionale del PdCI, che ha rilanciato con forza, come suoi obiettivi centrali, l’unità dei comunisti e la ricostruzione del Partito comunista in Italia, l’unità delle sinistre e la costituzione di un vasto arco di forze democratiche per battere le destre, è ora il tempo di rimboccarsi le maniche e dedicarsi – dirigenti, quadri, militanti comunisti – alla strutturazione del Partito, al rafforzamento della sua organizzazione, al suo radicamento nei luoghi di lavoro e di studio, nei territori, nella società. Tale compito, che sempre è prioritario, diviene oggi ancor più centrale ed impellente in relazione alla situazione concreta in cui il PdCI e il suo progetto di ricostruzione del Partito comunista sono immersi.
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E' in atto, da parte di USA e UE, il tentativo di destabilizzare il Nicaragua, dopo la schiacciante vittoria del Fronte Sandinista

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La denuncia di Carolus Wimmer, esponente del Partito Comunista del Venezuela | da www.solidnet.org

 

ortega nicaraguaTraduzione a cura di Marx21.it

 

Mettendo in discussione in modo irresponsabile e senza prove il risultato delle recenti elezioni presidenziali in Nicaragua, gli Stati Uniti e i loro alleati dell'Unione Europea (UE) promuovono un clima di violenza elettorale in America Centrale. La denuncia viene dal deputato per il Polo Patriottico al Parlamento Latinoamericano (Parlatino), Carolus Wimmer del Partito Comunista del Venezuela (PCV).

 

Wimmer ha dichiarato che mettere in dubbio la indiscutibile rielezione di Daniel Ortega con più del 60% dei voti, obbedisce ai criteri del piano imperialista di destabilizzazione dei governi sovrani che non si sottomettono ai disegni di Washington per la regione.

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Intervento di Domenico Losurdo al 6° Congresso Nazionale del PdCI

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di Domenico Losurdo | dal suo blog

 

losurdo congressoSono lieto di prender parte a quello che potrebbe essere un rilancio e persino un nuovo inizio della presenza comunista nel nostro paese. Allorché vent’anni fa si dette vita a Rifondazione Comunista, il clima ideologico era ben diverso da quello odierno. Vent’anni fa a Washington gli ideologi più enfatici proclamavano che la storia era finita: in ogni caso il capitalismo aveva trionfato e i comunisti avevano avuto il torto di stare dalla parte sbagliata, anzi dalla parte criminale della storia. Oggi sappiamo che queste certezze e queste mitologie avevano fatto breccia anche nel gruppo dirigente di Rifondazione Comunista. Si è così assistito allo spettacolo grottesco per cui un leader di primissimo piano ha dispiegato tutto il suo talento oratorio per dimostrare che i comunisti avevano sempre avuto torto e avevano sempre provocato catastrofi in Russia come in Italia; e continuavano ad aver torto in Cina come in Vietnam e, in ultima analisi nella stessa Cuba. Ben si comprende l’entusiasmo della stampa borghese per questo profeta, per questo dono venuto dal Cielo. Ma il risultato finale lo conosciamo tutti.

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L’esperienza di «Marxismo oggi»

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di Guido Oldrini, direttore di "Marxismo Oggi" | sul numero corrente della rivista MarxVentuno

 

LA FUNZIONE DELLE RIVISTE MARXISTE DI CULTURA SUL TIPO DI «MARXISMO OGGI» STA PRINCIPALMENTE NEL CREARE UN FRONTE DI OPPOSIZIONE, A LIVELLO CULTURALE, CONTRO LA CULTURA DELLE CLASSI DOMINANTI, SPECIE LÀ DOVE VENGONO IN CAMPO PROBLEMI DI FONDO: I CONTRASTI TRA LE CLASSI, L’ASSETTO SOCIALE DELLA VITA DEGLI UOMINI, I DESTINI REALI ULTIMI DEL PAESE

 

marxismooggiNon credo di sbagliarmi scorgendo qualche analogia nella storia della genesi delle riviste «MarxVentuno» e «Marxismo oggi», nata ventiquattro anni fa con il proposito di salvaguardare politicamente e culturalmente l’eredità lasciata dal Partito comunista italiano, dopo l’ignominioso scioglimento decretatone tra le lacrime – ignominia nell’ignominia – dal suo Segretario di allora; oggi «MarxVentuno» nasce quando, al termine – si spera – del lungo ciclo non felice di vicende e contrasti tra i gruppi costitutivi della sinistra comunista, sembra venga finalmente maturando all’orizzonte il disegno di una ricostruzione del PCI.

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Alfonso Cano, eroe della Colombia

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di Miguel Urbano Rodrigues* da www.odiario.info | Traduzione a cura di Marx21.it

 

*Miguel Urbano Rodrigues (1925), figura storica del comunismo portoghese, è un noto giornalista e scrittore, autore di decine di pubblicazioni. In passato e’ stato caporedattore di Avante, organo del Partito Comunista Portoghese e direttore del giornale O Diario. E’ stato deputato del PCP nell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa. Tra gli editori di Odiario.info (a cui collaborano prestigiosi intellettuali progressisti di molti paesi, tra cui Domenico Losurdo), dirige oggi l’autorevole sito antimperialista Resistir.info.

 

alfonsocano farc

Alfonso Cano, comandante in capo delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia è caduto combattendo il 4 novembre.

 

Alfonso Cano si è battuto per la liberazione della Colombia per più di quattro decenni. Di origine borghese ha rotto con la sua classe all'Università di Bogotà dove studiava Antropologia. Dirigente della Gioventù Comunista conquistò il rispetto dei professori e dei colleghi per il suo talento, cultura e fermezza di carattere. Era un intellettuale brillante che aveva dei classici del marxismo e della storia del suo paese una conoscenza profonda, al momento della sua adesione alle FARC. E' stato con Jacobo Arenas uno dei più creativi ideologi dell'organizzazione rivoluzionaria. Non ha sorpreso, perciò, la sua nomina a comandante in capo quando è morto Manuel Marulanda.

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Israele e Stati Uniti realizzeranno le manovre congiunte più imponenti nella storia degli alleati

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 di Natasha Mozgovaya, Haaretz | traduzione a cura di Marx21.it

 

USA-Israel-w350Il sottosegretario agli Affari Politici e Militari USA Andrew Shapiro afferma che la relazione in materia di sicurezza con Israele è più profonda e intensa che mai nel passato.

 

Israele e Stati Uniti saranno coinvolti nelle manovre congiunte “più importanti” e “di maggiore rilevanza” nella storia dei due alleati, ha dichiarato il 5 novembre Andrew Shapiro, sottosegretario agli Affari Politici e Militari degli Stati Uniti.

 

In un intervento al Washington Institute for Near East Policy(Istituto Washington per la Politica del Medio Oriente), Shapiro ha annunciato che parteciperanno alle manovre più di 5.000 effettivi delle forze armate statunitensi e israeliane, nella simulazione della difesa dei missili balistici di Israele.

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