Il nuovo risiko dell'energia nel Golfo

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Demostenes Floros

La morte del generale iraniano Suleimani ha messo in evidenza il ruolo della Cina

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Il Partito Comunista, un partito diverso da tutti gli altri

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Paulo Raimundo

Costituendo organizzazioni che lottano per il potere, i partiti politici difendono interessi differenti e in alcuni casi persino antagonisti tra loro

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Che sia Bonaccini o Borgonzoni, deraglia la Locomotiva di Guccini

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Andrea Del Monaco

Francesco Guccini ha fatto un appello a votare Bonaccini presidente e Igor Taruffi candidato nella lista Bonaccini presidente, Emilia-Romagna Coraggiosa

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Pazza America: chi comanda chi?

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Enrico Sanna

Figlio e nipote di emigrati e di profughi, Fausto Giudice, nato in Italia (1949), è cresciuto in Tunisia, dov’è tornato a vivere dopo 45 anni passati in Europa

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Guerra e pace dell’Energia

Guerra e pace dell’Energia

Demostenes Floros

La strategia dell’Italia per il gas naturale tra Federazione Russa e Nato

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Giu' le mani dall'articolo 18! Massarosa, 25 maggio 2012

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di Barbara Mangiapane, Resp. Org. e Tesseramento - Partito dei Comunisti Italiani Lucca e Versiglia


massarosa 250512 1Lo scorso 25 maggio a Massarosa la Federazione della Sinistra della provincia di Lucca ha organizzato un’iniziativa pubblica per dire No alla controriforma del lavoro in discussione in questi giorni in Parlamento, una controriforma volta a scardinare l’ultima garanzia dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

L’incontro pubblico ha segnato un’ulteriore tappa nel percorso di mobilitazione della Federazione provinciale in difesa dell’articolo 18 e per la sua estensione a tutti i lavoratori, in particolare precari: la campagna di raccolta firme promossa su tutto il territorio nazionale dalla Federazione della Sinistra e la straordinaria partecipazione alla manifestazione contro il governo Monti “Gridiamoglielo in piazza! Art. 18 L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” del 12 maggio scorso a Roma, sono state propulsive per la serata massarosese.

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"Così si vede la forza del PCP”

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Editoriale di “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese | Traduzione a cura di Marx21.it

avante primapagina20 anni fa, in conseguenza della scomparsa dell'Unione Sovietica, il capitalismo dominante, attraverso i suoi media e i suoi ideologi, aveva decretato, trionfante, la “fine del comunismo” e la vittoria assoluta e definitiva del capitalismo. Era, raccontavano, la “fine della Storia”.

In quello stesso tempo, qui in Portogallo i media del borgo, trascinati dall'euforia generale, profetizzavano la “morte del PCP”, annunciata in alcuni casi come certa nel giro di settimane o mesi, e in un caso concreto presentata persino come fatto già compiuto: “Il PCP è morto ieri”, scriveva allora un politologo noto dalle nostre parti, nel frattempo scomparso.

E' certo che, da allora a oggi, i proprietari del media nazionali – attraverso gli stessi media o per mezzo dei loro uomini di fiducia nei governi che si sono succeduti – hanno fatto tutto quello che potevano perché la profezia si concretizzasse. E andava bene tutto: dalle leggi antidemocratiche e anticostituzionali dei partiti e del loro finanziamento fino all'azione dei media dominanti con le ripetute ondate di menzogne, calunnie, falsificazioni, manipolazioni, silenzi, sulla vita, l'attività e le proposte del PCP – e sempre con lo zelo e i modi del servo che deve dimostrare la sua obbedienza al signore, ripetendo all'infinito la profezia necrologica.

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Tibet, Xinjiang e diritti umani: il noto palinsesto delle accuse alla Cina

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

David-Cameron-meets-dalai-lama-2012La campagna di accerchiamento della Cina non si limita solo alle provocazioni militari, alla strategia di alleanze, all'apertura di nuove basi militari o al rilancio di alleanze con i Paesi che la circondano. A tutto questo si somma una continua e inarrestabile campagna di delegittimazione del modello economico e sociale della Repubblica Popolare. Ancora una volta a salire alla ribalta - guarda caso in piena tensione nel Mar Cinese Meridionale e nel delicato passaggio di potere - sono i temi dei diritti umani e della repressione contro le minoranze etniche. L'obiettivo è chiaro: indebolire l'ex Celeste Impero in ogni modo, sfruttando il più possibile le contraddizioni interne (che indubbiamente esistono) nella speranza che si inneschi una "rivoluzione colorata" in salsa orientale. Un gioco ormai fin troppo scoperto e che ha nuovamente come oggetto il Tibet e lo Xinjiang.

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G8, vertice NATO e ruolo dell’Italia: facciamo il punto

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di Francesco Maringiò, Responsabile Relazioni Internazionali PdCI

g8 summit 2012 campdavidI giorni scorsi sono stati ricchi di appuntamenti internazionali che, per i temi trattati e le ripercussioni dirette sul nostro paese, assumono un interesse particolare. Ma forse è utile fare brevemente il punto e rileggere i fatti sotto una luce diversa da quella con la quale ci sono stati presentati dalla stampa italiana.

1. Al termine del summit del G8 di Camp David, negli Usa, quasi tutti hanno parlato di un asse Obama – Hollande - Monti, lasciando intendere una nuova concertazione a tre che punta a ridimensionare le pretese “rigoriste” della Germania e ad un maggiore equilibrio tra rigore e crescita. È lo stesso documento finale ad essere improntato a questo spirito. “Il nostro imperativo – si legge - è di favorire la crescita. (…) Ogni paese, a seconda di esigenze e possibilità, dovrà trovare un equilibrio tra l'attenzione alla spesa e il rilancio dell'economia (…) per promuovere la crescita e l'occupazione”.

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Palestina tra speranza e delusione

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di Bassam Saleh

Al-Zahar-HamasLa tragedia della divisione all'interno del mondo palestinese si trasforma, alcune volte, in un ridicolo gioco delle parti, siano queste interne che esterne. I ripetuti e fallimentari tentativi di accordo tra Fatah e Hamas, nel tentativo di porre fine alla tragedia della divisione, hanno in realtà generato fino ad oggi solo disillusione e mancanza di fiducia.

L'ultimo atto di questo tira e molla: improvvisamente, proprio dopo pochi giorni dall'allargamento del governo di Salam Fayyad, considerato da tanti una provocazione e quindi la fine del dialogo tra Fatah e Hamas - con la conseguenza di una radicalizzazione delle divisioni - le due maggiori organizzazioni palestinesi ci hanno sorpreso con un nuovo accordo firmato al Cairo. Una intesa, questa, che sancisce l'inizio dell'attuazione dell'accordo di Doha.

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Si vince da sinistra

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di Francesco Francescaglia, Responsabile organizzazione PdCI | da www.comunisti-italiani.it

12maggio roma corteoPartiamo da quello che la stragrande maggioranza dei commentatori non hanno detto sui risultati elettorali. Ci sono stati 450.000 elettori che non hanno più votato per i partiti che avevano sostenuto alle precedenti tornate elettorali: 200.000 han votato Grillo, gli altri 250.000 hanno disperso il voto in una miriade di liste civiche che erano sulle schede elettorali di tutti i comuni.

Queste civiche erano, perlopiù, liste civetta di Pdl, Lega, ma anche del PD. Significa che gli elettori, anche a causa del sistema elettorale, sono voluti restare dentro lo schema bipolare. Solo che non se la sono sentita di votare per i partiti tradizionali e ciò, soprattutto nel centrodestra, ha determinato un vero e proprio terremoto che spesso ha fatto vincere il centrosinistra per assenza dell’avversario.

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Laboratorio greco

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di Manuela Palermi, Segreteria nazionale PdCI

grecia polizia donnaRiceviamo e volentieri pubblichiamo come contributo alla discussione

Non sono un’esperta in politica internazionale pur seguendola con passione. E sovente la passione ha la meglio sul ragionamento e io mi danno a leggere in che condizioni vive il popolo greco: non esistono precedenti se non la fine dell’occupazione tedesca del ’44. 

La Grecia di oggi è fatta di crollo di salari e pensioni, di disoccupazione giovanile al 50%, di fallimenti di imprese, di negozi e di giornali, di aumento d’imposte stravaganti ed arbitrarie, di privatizzazioni in serie, di smantellamento di servizi pubblici, ad iniziare dalla sanità e dalla scuola, di depressione di massa e di una catena di suicidi.

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Sull'espulsione dell'ambasciatore siriano in Italia

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Dichiarazione di Maurizio Musolino, dipartimento Esteri PdCI

hasan-khaddourApprendiamo con allarme e preoccupazione dell’espulsione dell’ambasciatore siriano in Italia. Un atto che ancora una volta pone il nostro Paese alla testa dei governi interventisti e guerrafondai e ci allontana da quel ruolo di dialogo e equivicinanza che per decenni aveva caratterizzato la nostra politica estera.

I Comunisti italiani da anni lavorano per la pace e lo sviluppo della regione mediorientale, ripudiando la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti. Lo facciamo con la convinzione che la legalità internazionale per essere tale deve valere sempre, a partire quindi dall’imporre a Israele il rispetto delle centinaia di risoluzioni dell’Onu che puntualmente disattende.

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Beirut danza su orlo vulcano siriano

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di Maurizio Musolino | da nena-news.globalist.it

siria-libano-cartinaIl Paese dei Cedri vive tutte le conseguenze, a partire da quelle geopolitiche, della crisi devastante in corso in Siria. Con il pericolo di precipitare in una nuova guerra civile

Beirut, 29 maggio 2012, Nena News – Damasco vista da Beirut sembra ancora più vicina di quello che la geografia ci racconta. Non trovo parole migliori per descrivere quanto sta accadendo se non prendendo in prestito il titolo di un fondo pubblicato alcuni giorni fa dal più importante giornale in lingua francese del Paese dei Cedri, L’Orient le jour: “il Libano danza sul cratere del vulcano siriano”. Un vulcano che con la sua lava rischia di investire l’intero Libano, facendo saltare i fragili equilibri attuali. Mi sono recato a Beirut per vivere accanto ai palestinesi della diaspora l’anniversario della Nakba. Una ricorrenza tragica per un popolo che dopo decenni di lotta non riesce a vedersi riconoscere diritti basilari a partire da quello a poter ritornare sulla propria terra, come previsto anche dalla 4° convenzione di Ginevra. Da qui è subito evidente che chiunque dovesse alla fine prevalere in Siria, il Libano e i palestinesi saranno i sicuri perdenti. Ancora una volta le vittime designate dalla storia.

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Siria. Cronache dell'orrore e della libanizzazione

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di Pino Cabras | da Megachip

siria houla massacroUna strage in Siria, venerdì 25 maggio 2012, nella città di Houla, ha superato la soglia cinica che i media usano per dare importanza a una notizia nei casi di conflitti a “bassa intensità”. Cento morti in un giorno sono stati annunciati molte volte, spesso falsamente o senza poterlo verificare.

Stavolta, però, tutte le parti del conflitto siriano concordano: la gamma delle atrocità misurate a Houla si pesa proprio su una scala orrenda e verificabile, quella della carneficina di massa che colpisce gli innocenti. Per metà bambini.

Ecco dunque le prime pagine, che raccontano l’imminente fallimento del piano di pace di Kofi Annan accettato il 27 marzo dal governo siriano. Ma in questi ultimi due mesi le prime pagine poco hanno detto sulle enormi difficoltà e le gravi azioni che hanno indebolito e svuotato sin da subito il piano delle Nazioni Unite.

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Siria, massacri di bambini, manipolazioni bellicose e libanizzazione…

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di Marinella Correggia | da www.sibialiria.org

siria bambiniQuel che è certo è che da mesi la violenza più atroce e incredibile (settaria?) in Siria ha corso comune. Quel che è certo l’orrore di molti bambini e adulti trucidati, a Hula, in Siria. Un atto diabolico. Dolorosissimi i video (con ambientazioni diversificate) che mostrano quei piccoli corpi. Ma sugli autori del massacro e sulle dinamiche le versioni sono come al solito opposte. Le fonti dell’opposizione li attribuiscono all’esercito. Il regime siriano nega ogni responsabilità, annuncia un’inchiesta di tre giorni e sostiene che l’attacco armato è stato portato invece da “armati antigovernativi”.

Anche il centro di informazioni cattolico della provincia di Homs Vox Clamantis dà una versione ben diversa da quella dei media internazionali.

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Indignazione: spontaneità e manipolazione

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di Albano Nunes, della segreteria del Partito Comunista Portoghese | da www.avante.pt

lisbona pcp 26maggio 2Traduzione di Marx21.it

Pubblichiamo come utile contributo alla riflessione anche per i comunisti italiani l'articolo di Albano Nunes, apparso nel settimanale del PCP.

Il silenzio della stampa quotidiana sulla grande manifestazione del Partito Comunista Portoghese contro il Patto di aggressione del 12 maggio a Porto, nello stesso momento in cui ad un'azione dei cosiddetti “indignati” venivano dedicate pagine intere è un caso particolarmente grave di mistificazione, ma ha una spiegazione molto semplice. La cancellazione della lotta organizzata e la promozione di quanto possa aiutare a confondere e a mettere da un lato la lotta di classe e contribuisca a indebolire il fronte antimonopolista, può solo favorire il grande capitale e ritardare i cambiamenti necessari, in Portogallo come in qualsiasi altro paese. Questo è l'obiettivo della fabbricazione e della promozione internazionale di simboli, slogans, giornate, movimenti ed anche “leaders” mondiali, come ora sta accadendo con la “Primavera dell'indignazione”.

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“La costituzione disattesa”

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di Franco Tomassoni, segreteria nazionale FGCI e responsabile esteri

tomassoni fgciIl testo dell'intervento al convegno svoltosi a Torino il 16 maggio 2012

Cari compagni,
credo sia molto utile riflettere oggi sui temi internazionali e sul loro stretto legame con le scelte che si compiono all’interno del nostro paese. Ci sono in corso da anni alcuni processi che sono in uno stretto rapporto dialettico: la subalternità della politica estera italiana agli interessi degli USA, iscritta dentro la questione più articolata della restrizione della sovranità nazionale, e lo stralcio della costituzione.

Dunque i temi di cui stiamo discutendo questa sera sono importantissimi e dobbiamo sforzarci tutti assieme di investire di questi temi il dibattito complessivo della sinistra in Italia.  Queste questioni sono oggi di forte attualità: la crisi economica (definita da molti come crisi atlantica) che colpisce principalmente Europa e USA sommata ad una dinamica di composizione di un quadro politico mondiale multipolare, inasprisce la contraddizione tra chi lotta contro l’imperialismo e le forze imperialiste che vedono messo in discussione il proprio ruolo. Da questa dinamica scaturiscono le guerre: abbiamo visto la brutalità e la ferocia dell’attacco alla Libia e oggi vediamo concretizzarsi la possibilità di un intervento in Siria, domani forse sarà l’Iran e dopodomani…chi lo sa? Forse la Cina…

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Germania ipocrita e opportunista

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di Mariano Leone per Marx21.it

merkelGli interventi della Merkel mi richiamano il detto dei preti nostrani: fate quel che dico ma non fate quel che faccio…

Il richiamo continuo e ripetuto alla sacralità del pareggio di bilancio fino al suicidio italiota di inserire nella nostra bella Costituzione la costrizione del pareggio di bilancio mi ricorda i moniti dei nostri preti di campagna: fate quello che dico ma non fate quello che faccio. Quello che viene intimato agli altri non vale per la Germania. Agli altri paesi vengono imposti tagli allo stato sociale da un paese che ha un livello di assistenza sociale fra i più elevati di Europa. Ma allora da dove nasce questa richiesta di austerità per gli altri?

La Germania ha affrontato con Kohl uno dei più grossi indebitamenti della storia per la riunificazione della Germania dell’Est. Anche ammettendo che questo sforzo possa esser stato assorbito nel tempo, più recentemente la Germania è intervenuta con l’indebitamento pubblico a salvare le sue aziende, fra le quali quelle automobilistiche, pur continuando ad avere una notevole spesa sociale.

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La NATO minaccia la Pace

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Risoluzione comune dei Partiti Comunisti e Operai in occasione del vertice NATO tenutosi a Chicago, USA | Per l'Italia ha aderito il Partito dei Comunisti Italiani*

obama nato chicagoTraduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

In una situazione internazionale segnata dalla profonda crisi del capitalismo e dalla violenta offensiva imperialista contro le conquiste e i diritti dei lavoratori e dei popoli, si svolge il 20 e 21 maggio a Chicago negli Stati Uniti, il Vertice della NATO.

Nel quadro di profonda crisi del capitalismo, l'imperialismo si lancia in una escalation militare e interventista. Dopo aver rinnovato il proprio Concetto strategico nel 2010, concetto che ha rappresentato un nuovo e pericoloso salto di qualità nelle sue ambizioni interventiste - di cui l'aggressione alla Libia è stato un esempio - gli Stati Uniti e la NATO, che ha il suo pilastro europeo nell'UE, cercano di ampliare le proprie sfere d'influenza, promuovere la corsa agli armamenti e alle spese militari, investimenti in nuove armi e nella propria rete globale di basi militari.

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Pechino tra accerchiamento e difesa della sovranità

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

US-China flagsNel novembre del 2011 avevamo svolto alcune riflessioni sull'annuncio dell'amministrazione Obama relativo alla nuova centralità dell'Asia Pacifico per gli Stati Uniti [1]. Il segretario di Stato Hillary Clinton aveva sottolineato l'indispensabilità della "leadership americana" come garanzia di sicurezza per la navigazione nel Mar Cinese Meridionale, mentre Obama stesso annunciava la "decisione strategica di rilanciare il ruolo americano nell’area dell’Asia Orientale e del Pacifico" con conseguenti sforzi per ridefinire la regione e il suo futuro sulla base dei principi "propri" della superpotenza statunitense. Il messaggio era quanto mai chiaro: ad essere enunciata era una nuova politica di contenimento ai danni della crescente potenza politica ed economica della Cina Popolare. Da qui la contemporanea decisione di aprire una base militare a Darwin nel nord dell’Australia entro la fine del 2012 con l’arrivo di 250 marines destinati a salire a 2500 (Marine Air and Ground Task Force).

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La sinistra unita sarebbe una forza a due cifre

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di Oliviero Diliberto | da www.ilfattoquotidiano.it

fds bandieraStavolta voglio ringraziare il Fatto Quotidiano e parlare della Federazione della Sinistra.

L’edizione cartacea odierna è l’unico giornale che si è accorto che alle elezioni amministrative era presente anche la Federazione della Sinistra. Gli altri quotidiani ci hanno sostanzialmente ignorato.

Nel suo ottimo articolo a pagina 3, Luca Telese scrive: “Il secondo motivo per cui mezzo Pd è inverosimilmente listato a lutto, è perché vince – sì – ma con l’alleanza che una parte importante del suo gruppo dirigente (veltroniani, lettiani, fioroniani e centristi) non voleva. Non solo quella con Italia dei Valori e con Sel, ma, in moltissimi casi, anche con la Federazione della Sinistra. tant’è vero che, sempre Letta, ieri ripeteva: “Mi chiedo. Di Pietro può essere considerato di sinistra? Possiamo vincere le elezioni e pensare di governare con i comunisti? Io l’ho già fatto nel 1996 e non voglio ripetere l’esperienza!” Ed ecco il problema: la base del centrosinistra e queste elezioni hanno affondato i sogni di convergenze post-democristiane al centro e indicato una strada diversa”.

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Gli studenti dell'Università di Tel Aviv sfidano la legge israeliana e commemorano la Nakba, la catastrofe del popolo palestinese

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da jeunescommunistes-paris15.over-blog.com

tel-aviv-nakbaTraduzione a cura di Marx21.it

La commemorazione che si è tenuta il 14 maggio all'Università di Tel Aviv è storica. Invece di festeggiare la giornata dell'indipendenza di Israele, gli studenti hanno organizzato un'iniziativa di ricordo della Nakba, cioè la catastrofe vissuta dal popolo palestinese, sradicato e spossessato, dopo la creazione dello Stato israeliano nel 1948.

Organizzata all'ingresso dell'università, la cerimonia è stata un'iniziativa degli studenti di Hadash, la coalizione diretta dai comunisti, ma ha saputo allargare la partecipazione, dal momento che un migliaio di studenti, ebrei e arabi, sono accorsi a ricordare questo momento doloroso della storia del popolo palestinese.

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L’eterna giovinezza della Nato

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto del 22 maggio 2012

nato bandiereLa Nato, che si è autocelebrata col Summit di Chicago, ha 63 anni, ma non li dimostra: sulla nuova carta d’identità è una ventenne. Durante la guerra fredda, scrive nell’autobiografia ufficiale, non condusse alcuna operazione bellica, ma si limitò ad «assicurare la difesa del proprio territorio contro la minaccia del Patto di Varsavia». Non dice però che questo si formò sei anni dopo la Nato.

È con la fine della guerra fredda, in seguito al dissolvimento del Patto di Varsavia e dell’Urss nel 1991, che la Nato rinasce a nuova vita. Mantenendo però il suo imprinting: il comando Usa. Nel luglio 1992 lancia la sua prima operazione di «risposta alle crisi», la Maritime Monitor, per imporre l’embargo alla Jugoslavia. Nei Balcani, tra l‘ottobre ’92 e il marzo ’99, conduce undici operazioni dai nomi evocativi (Deny Flight, Sharp Guard, Eagle Eye e altri).

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Stati Uniti: una nuova legge autorizzerà la guerra contro l'Iran

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di Dennis Kucinich*, “Huffington Post” | da www.huffingtonpost.comTraduzione a cura di Marx21.it

*Dennis Kucinich è rappresentante del 10° Distretto dell'Ohio al Congresso degli Stati Uniti

iran nowarIl Congresso sta studiando due documenti legislativi in relazione all'Iran. Il primo indebolisce la soluzione diplomatica con l'Iran e riduce gli ostacoli alla guerra. Il secondo autorizza l'opzione della guerra e dà inizio ai preparativi militari corrispondenti.

H. Res. 568: Elimina l'alternativa più percorribile alla guerra

Ci si aspetta che la Camera voti la H. Res. 568. Si legga la risoluzione. La Sezione (6) respinge qualsiasi politica USA di sforzi per contenere l'Iran con una capacità nucleare. La Sezione (7) chiede al Presidente di riaffermare l'inaccettabilità dell'Iran con capacità di armi nucleari e l'opposizione a qualsiasi politica che dipenda dal contenimento come opzione in risposta all'arricchimento iraniano.

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