Il mito del "bolscevismo ebraico"

Il mito del "bolscevismo ebraico"

È un luogo comune nelle idee di estrema destra, specialmente nel credo fascista, la convinzione che «il Bolscevismo faceva parte di una cospirazione Ebraico-satano-sionista» e che «la rivoluzione russa fu finanziata dagli Ebrei» ...

Continua...
La Cambogia in fiamme

La Cambogia in fiamme

Bollettinoculturale

Nel 1967 l’Indocina era al centro delle contrapposizioni della Guerra Fredda tra il blocco orientale e occidentale. In quel turbolento anno si stava ancora combattendo in Vietnam e in Laos contro l’imperialismo americano e i suoi alleati ma da questo…

Continua...
Alcuni miti da sfatare sul comunismo sovietico

Alcuni miti da sfatare sul comunismo sovietico

di Israel Shamir

Il presente testo è una discussione su alcuni temi presentati in un recente articolo di Ron Unz (1) sul ruolo degli Ebrei nella rivoluzione sovietica ...

Continua...
Il dibattito alla festa di Ne

Il dibattito alla festa di Ne

Redazione di Marx21.it

Il 13 agosto, per il terzo anno consecutivo, la Festa di Ne, organizzata da PCI e PRC, ha ospitato un dibattito di Marx21. Quest'anno abbiamo centrato il nostro confronto sull'Unione europea.

Continua...
Frontpage Slideshow | Copyright © 2006-2011 JoomlaWorks Ltd.

Un appello contro i preparativi della guerra all'Iran e alla Siria

E-mail Stampa PDF

dal blog di Domenico Losurdo

obama-dont-attack-iran-300x300Sempre più concrete e minacciose si fanno le probabilità che la macchina di morte che ha infierito sulla Jugoslavia, sull'Afghanistan e sull'Iraq e che ha appena finito di devastare la Libia si scagli contro altri paesi sovrani. Paesi riottosi ad allinearsi ai persistenti progetti di Nuovo Ordine Mondiale ma la cui sottomissione è decisiva per rilanciare il dominio geopolitico degli Usa e della Nato in Asia e nel mondo intero. La profonda crisi economica ma anche di consenso sociale che sta attraversando l'Occidente - e la necessità di impedire ad ogni costo un riaggiustamento degli equilibri planetari a favore di nuove forze emergenti - rende ancora più imminente questo pericolo.


La guerra psicologica, multimediale e ideologica è in effetti già cominciata e ha già messo in campo le armi della disinformazione e della criminalizzazione dell'avversario ma ha anche già proiettato sul terreno i primi corpi d'elite. Questo appello, che invitiamo a sottoscrivere, è stato originariamente lanciato ai primi di gennaio in Germania, paese nel quale ha raccolto l'adesione di 5 parlamentari nazionali. Il testo è stato pubblicato e diffuso in molte lingue. Sul blog Freundschaft mit Valjevo e.V. la versione originale e le diverse traduzioni [DL].

Leggi tutto...

Scenari di crisi e compiti dei comunisti

E-mail Stampa PDF

di Erman Dovis, Comitato Centrale PdCI, Federazione di Teramo

 

Lavoro, fabbriche, industria : dal “ particolare” della provincia di Teramo al generale

 

donna fabbrica

Un recente articolo di Repubblica ha messo in evidenza ancora una volta come circa 150 multinazionali, (per la maggior parte  società finanziarie) controllino il mondo intero, tenendo sotto scacco i mercati e gli Stati stessi. Ciò che il quotidiano  non dice, è che per il gioco delle partecipazioni nei consigli d'amministrazione e dell'azionariato nelle società stesse, le grandi famiglie  proprietarie di queste multinazionali non sono più di una quindicina. Tutto questo non rappresenta una novità: nella continuità del potere borghese, un pugno di oligarchie industriali e finanziarie manovra incessantemente per assumere il dominio totale di ogni aspetto della vita del paese e dello Stato. Allargano i poteri all'estero, ed attraverso il controllo di banche e multinazionali, speculano, corrompono, accumulano denaro, secondo l'interesse del massimo profitto e contro gli stessi interessi nazionali. Questi poteri sono, e saranno sempre, alla base di regimi forti. Uno degli aspetti che rafforza il capitale monopolistico è il processo di decentramento produttivo e di delocalizzazione: iniziato nei primi anni del secondo dopoguerra, quando si accentuò ancor di più la concentrazione capitalistica in poche mani nel campo della finanza e dell'industria, l'operazione consiste essenzialmente nel trasferire parte della lavorazione in diverse e più piccole aziende, spesso anche in piccolissime unità produttive a domicilio.

Leggi tutto...

Non è questa l'Europa che vogliamo

E-mail Stampa PDF

di Fausto Sorini | da www.comunisti-italiani.it

 

monti-merkel-sarkozy“Non siamo d'accordo con le tesi del premier Monti e del presidente Napolitano, secondo i quali si esce dalla crisi “rafforzando l'unità politica ed economica di questa Unione europea”.


L'Europa più forte che vogliono è l'Europa degli accordi tra i poteri forti delle oligarchie che hanno impedito il referendum in Grecia e le elezioni anticipate in Italia .

 

E' l'Europa che impone alla Bce di non salvare gli Stati, ma le consente di salvare le banche.

 

E' l'Europa che chiama 'unione fiscale' la sorveglianza sulle politiche di bilancio, impone di mettere il pareggio di bilancio in Costituzione e scarica sacrifici durissimi sulle spalle dei popoli.

 

E' l'Europa che ha distrutto l'economia della Grecia con manovre antipopolari di austerità e continua ad applicare a tutti i paesi in difficoltà la stessa ricetta iniqua.

Leggi tutto...

L’Europa deve invertire la rotta, non correggerla

E-mail Stampa PDF

di Oliviero Diliberto | da il Fatto Quotidiano blog

 

diliberto2Le soluzioni iper-rigoriste che l’Europa propone (e in troppi casi impone) ai paesi membri per uscire dalla crisi sono sbagliate. Peggio: aggravano la situazione.

 

Prendete la Grecia. Da un paio d’anni è costretta dalla Troika (Bce, Fmi, Commissione Europea) a fare manovre pazzesche con tagli draconiani. Risultato: crollo dell’economia, aumento vertiginoso del debito pubblico, sino al probabile fallimento finale. Le soluzioni imposte hanno schiantato la Grecia, altro che salvataggio.

 

Anche l’Italia di Monti ha fatto i compiti a casa assegnati dall’Europa. Molti tagli, pochissima equità, ma questo lo sappiamo. Eppure lo spread non cala e l’Italia è sempre sotto attacco.

Leggi tutto...

I giovani in assemblea per il futuro dell’Italia

E-mail Stampa PDF

a cura dell'Esecutivo nazionale FGCI


fgci assemblea_2012-w300Questo fine settimana a Napoli si svolgerà l’assemblea organizzativa nazionale della Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani. Oltre cento compagni e compagne di tutta Italia, delegati dalle loro regioni, impegneranno il sabato e la domenica per una discussione approfondita sull’attuale fase politica e sociale ma in particolare sui molti problemi che le nuove generazioni e tutto il paese affrontano.


Il cambio di governo (che purtroppo non coincide con la fine del blocco di potere che ha sorretto Berlusconi) è stato un avvenimento importante che però non ha mutato la sostanza dell’impoverimento generale delle classi lavoratrici e dell’aggressione ai diritti sociali che negli ultimi venti anni, con particolare gravità durante la crisi, è stato uno dei paradigmi dominanti.

Leggi tutto...

Gli Stati Uniti, il Qatar e gli islamisti

E-mail Stampa PDF

da Atlas Alternatif | Traduzione a cura di Marx21.it

 

Egitto-Fratelli-MusulmaniIl New York Times del 3 gennaio 2012 titolava “Le aperture agli islamisti egiziani rovesciano la politica a lungo termine degli Stati Uniti” (Overtures to Egypt's Islamistis Reverse Longtime US Policy). L'articolo di David D. Kirpatrick e Steven Lee Myers sottolinea il fatto che Washington ormai si è adattata ai Fratelli Musulmani in Egitto dopo che questi si sono impegnati a rispettare le regole democratiche, il liberalismo economico e i trattati con Israele, nel momento in cui si accumulano le frustrazioni nei confronti del regime militare che viene accusato di voler confiscare il potere.

 

Recentemente John Kerry, ex candidato alle presidenziali in contrapposizione a Bush, oggi presidente della commissione degli affari esteri del Senato, e l'ambasciatrice Anne W. Patterson hanno incontrato tre alti dirigenti del Partito della giustizia e della libertà (Fratelli musulmani) egiziano, Essam El-Erian, Mohamed Saad Katani e Mohamed Morsi a Washington il 10 dicembre scorso. Secondo l'amministrazione Obama si tratterebbe di una nuova forma di Realpolitik, come quando Reagan aveva avviato negoziati con l'URSS sulla corsa agli armamenti. Questo rovesciamento di alleanze è stato esplicitato il 2 gennaio quando gli Stati Uniti hanno indirizzato un ultimatum al governo militare in merito alle perquisizioni avvenute presso alcune ONG filo-occidentali.

Leggi tutto...

La lettera del figlio di un operaio

E-mail Stampa PDF

di Luca Mazzucco

 

padre operaio"Ero tornato da poche ore, l’ho visto, per la prima volta, era alto, bello, forte e odorava di olio e lamiera.
Per anni l’ho visto alzarsi alle quattro del mattino, salire sulla sua bicicletta e scomparire nella nebbia di Torino, in direzione della Fabbrica.
L’ho visto addormentarsi sul divano, distrutto da ore di lavoro e alienato dalla produzione di migliaia di pezzi, tutti uguali, imposti dal cottimo.
L’ho visto felice passare il proprio tempo libero con i figli e la moglie.
L’ho visto soffrire, quando mi ha detto che il suo stipendio non gli permetteva di farmi frequentare l’università.
L’ho visto umiliato, quando gli hanno offerto un aumento di 100 lire per ogni ora di lavoro.
L’ho visto distrutto, quando a 53 anni, un manager della Fabbrica gli ha detto che era troppo vecchio per le loro esigenze.

Leggi tutto...

Intervento del Partito Comunista Portoghese all'Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai

E-mail Stampa PDF

da www.pcp.pt | Traduzione a cura di Mauro Gemma

 

pcpLa nostra prima parola è di solidarietà per i comunisti e i lavoratori della Grecia e per la loro tenace coraggiosa lotta. La loro lotta è la nostra lotta. Auguriamo a loro i migliori successi.


Salutiamo anche i partiti qui presenti e confermiamo il profondo impegno del PCP a contribuire al rafforzamento del processo degli Incontri dei Partiti Comunisti e Operai e a valorizzare le molte cose che ci uniscono nella lotta contro il capitale, per il progresso sociale, la pace e il socialismo, nonostante la diversità delle situazioni ed esperienze e le differenze di opinione. Allo sviluppo della lotta in ciascuno dei nostri paesi, che peraltro si sta intensificando, è indispensabile combinare l'approfondimento dell'azione comune e convergente, il rafforzamento della cooperazione e della solidarietà internazionale di classe. Questi nostri Incontri si sono trasformati in uno strumento prezioso, e persino insostituibile per il raggiungimento di questo obiettivo.

Leggi tutto...

La contro-controriforma della salute in Cina comincia a funzionare

E-mail Stampa PDF

di Alberto Gabriele per Marx21.it

 

cina sanitaSia in Cina che in Vietnam, la trasformazione della economia dal tradizionale modello di socialismo di Stato a quello attuale di socialismo di mercato non è stata una passeggiata trionfale (come potrebbe invece sembrare se si guardassero solo i dati sulla crescita del PIL o sulla diminuzione della povertà), specialmente nelle fasi iniziali. L’aspetto piu’ negativo in assoluto è stato il degrado e la semi-privatizzazione di alcuni servizi pubblici basici, che ha assunto particolare gravità nelle campagne in seguito allo smantellamento delle comuni che precedentemente li gestivano. Il caso più drammatico è quello della salute pubblica, che è stata devastata da una vera e propria controriforma:

 

“Sin dall’inizio delle riforme orientate al mercato, l’offerta di servizi sociali basici si è deteriorata gravemente, sia in Cina che in Vietnam. Inoltre questi servizi pubblici hanno perso quella che era stata la loro piu’ importante qualità, la loro natura egualitaria, che nell’epoca precedente aveva permesso a tutti di avere un accesso gratuito e universale…La salute è stata il settore piu’ sacrificato. Il sistema sanitario pubblico è quasi crollato nelle campagne… ed è peggiorato gravemente anche nelle città…”(Gabriele e Schettino 2009, p.148).

Leggi tutto...

Solo la lotta potrà salvarci

E-mail Stampa PDF

di Luca Servodio, direzione nazionale PdCI-FdS

 

irisbus operaio

Irisbus-Iveco della Valle Ufita: altri 700 operai senza lavoro

 

Dalla mezzanotte di Capodanno l’Irisbus Iveco di Valle Ufita è stata chiusa, diventando una delle tante “cattedrali nel deserto” del Mezzogiorno d’Italia. Non c’è dubbio, è il simbolo dell’anno che si è concluso. Lo stabilimento Irisbus Iveco e la lotta della classe operaia sono stati la scena principale della crisi che l’Irpinia attraversa. Le immagini degli operai e il luogo materiale (piazzale antistante alla porta carraia) delle manifestazioni hanno accompagnato le cronache dei media lungo i 120 giorni di lotta. Una lotta consumatesi, anche in lunghi viaggi di speranza, tra i vari comuni Irpini e verso la capitale, dove la politica del palazzo (Ministero dello Sviluppo Economico), è stata sempre “ospite” dei padroni Fiat, che hanno sin dall’inizio dettato le condizioni.


Dopo l’accordo del 14 dicembre 2011, che ha previsto la chiusura dello stabilimento, sottoscritto dal “sindacato unito”, la lotta della classe operaia, assomigliava a uno specchio in frantumi, a una comunità che sembrava aver perduto l’identità collettiva. Il Comitato di Resistenza Operaia subito ha ripreso la lotta. I lavoratori, inoltre, stanno scrivendo un libro, racchiudendo non il racconto di gesta impressionanti, ma un lembo di vite nel momento in cui hanno intrapreso a scrivere un pezzo di storia, con la stessa identità di desiderio e sogni. In sintesi: salvare il loro stabilimento e un territorio in via di desertificazione.

Leggi tutto...

I comunisti di tutto il mondo si oppongono alle minacce di intervento militare in Iran

E-mail Stampa PDF

Risoluzione del 13° Incontro dei Partiti Comunisti e Operai di Atene | da www.solidnet.org

 

nowaroniranTraduzione a cura di Marx21.it

 

I partecipanti al 13° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai svoltosi ad Atene il 9-11 dicembre 2011, esprimono la loro solidarietà con la classe lavoratrice dell'Iran nella sua complessa lotta per la pace, la sovranità, la democrazia e la giustizia sociale.

 

Guardiamo con grande preoccupazione alle mosse delle potenze della NATO, che seguono il loro intervento in Libia, per estendere il programma di cambiamenti di regime all'intero Medio Oriente. Le politiche, le dichiarazioni e le azioni concrete adottate da USA, UE e Israele nella regione indicano tutte un evidente tentativo di modificare i rapporti di forza nell'intero Medio Oriente a favore dell'imperialismo. I comunisti sono convinti che la politica dell'imperialismo nel Medio Oriente è indirizzata a garantire il controllo delle enormi risorse energetiche e dei mercati non ancora sfruttati di questa regione strategica sul piano geopolitico per i monopoli e le multinazionali del petrolio.

Leggi tutto...

Le colpe dei padroni, i ritardi della sinistra e il ruolo dei comunisti

E-mail Stampa PDF

di Marina Alfier, segreteria Federazione PdCI Venezia-Mestre

 

nuova pansac1

“Pansac”, triangolo industriale lombardo- veneto-emiliano, 800 lavoratori rischiano il posto di lavoro

 

Pansac, Nuova Pansac, Pansac International; sono questi i nomi che decretano un decorso inesorabile di una grande fabbrica, con più di 800 lavoratori, nel triangolo industriale lombardo-veneto-emiliano, del settore chimico della gomma-plastica.


Una realtà florida, produttiva, in ottima salute e con solide prospettive per il futuro se non fosse che, quattro anni fa, il suo vivace proprietario Lori combina più di qualche pasticcio finanziario e più di qualche intrallazzo con il “Mantovacalcio” e non solo; la fabbrica va in malora e gli 800 dipendenti, con rispettive famiglie, sono per strada.


Comincia il balletto degli scorpori societari, dei finanziamenti bruciati all’istante, dei possibili compratori, delle istituzioni pubbliche incapaci di assumere un ruolo, delle troppe latitanze visibili; e si arriva all’oggi con i lavoratori e le lavoratrici senza cassa integrazione da novembre e senza alcun reddito; con le banche non più disponibili a sborsare quattrini in assenza di un piano industriale e l’azienda che sta solo aspettando che sia decretato il fallimento.

Leggi tutto...

João Amazonas, la strategia e la tattica di un partito rivoluzionario

E-mail Stampa PDF

di José Reinaldo Carvalho* | traduzione a cura della redazione di Marx21.it

 

amazonas heroiIl 1° gennaio 2012 abbiamo celebrato il centenario della nascita di João Amazonas. Il João, come lo chiamavamo, ha avviato il processo di rifondazione del Partito Comunista del Brasile, nel 1962, quando fu attaccato da un'ondata revisionista e liquidazionista che ebbe origine dal XX Congresso del Partito comunista dell'Unione Sovietica, nel 1956.


La rottura con il revisionismo aveva anche ragioni interne legate alla tattica e strategia rivoluzionaria brasiliana e alla costruzione del partito. Amazonas si ribellò contro un gruppo riformista e opportunista, che tentò di dissolvere il partito in un movimento a sostegno del governo di Juscelino Kubitschek, sotto l'egida del “nazional-sviluppismo”. Questo gruppo strappò il programma del IV Congresso del 1954, che sebbene avesse limiti politici e ideologici, era rivoluzionario nella sua essenza. Esso fu sostituito con la Dichiarazione del marzo 1958, che entrò nella storia del movimento comunista brasiliano come il documento fondante del revisionismo moderno e dell'opportunismo di destra.

Leggi tutto...

Gli Usa «voltano pagina» verso nuove guerre

E-mail Stampa PDF

di Manlio Dinucci | da il Manifesto

 

obama-panetta pentagono-w300

DIETRO I TAGLI DEL BILANCIO DEL PENTAGONO


«Dopo un decennio di guerra gli Stati uniti stanno voltando pagina»: lo ha detto ieri il presidente Obama nella conferenza stampa al Pentagono, presentando la nuova strategia insieme al segretario alla difesa Leon Panetta. Le forze armate statunitensi diverranno «più snelle», rendendo possibili tagli al bilancio militare per l’ammontare di 450 miliardi di dollari in dieci anni. Il messaggio propagandistico è chiaro: in tempo di crisi anche le forze armate devono stringere la cinghia. Il Pentagono sta dunque disarmando? Tutt’altro: sta razionalizzando l’uso delle risorse per rendere la sua macchina bellica ancora più efficiente.


La spesa militare Usa, che è quasi raddoppiata lo scorso decennio, ammonta secondo il Sipri al 43% di quella mondiale. Ma, incluse altre spese di carattere militare, supera il 50% di quella mondiale. Per il 2012, il Pentagono riceve 553 miliardi di dollari, salendo di 23 miliardi rispetto al 2010. Si aggiungono a questi 118 miliardi per la guerra in Afghanistan e per le «attività di transizione in Iraq» e 17 per le armi nucleari, del cui mantenimento si occupa il Dipartimento dell’energia. Comprese altre spese di carattere militare, tra cui 124 miliardi per i militari a riposo e 47 per il Dipartimento della sicurezza della patria, la spesa militare Usa supera i 900 miliardi di dollari, circa un quarto del bilancio federale.

Leggi tutto...

Guerra alla Libia con settecento super bombe italiane

E-mail Stampa PDF

di Antonio Mazzeo | dal suo blog

 

av8b 1-w300“Le operazioni condotte nel 2011 sui cieli libici hanno rappresentato per l’Aeronautica Militare italiana l’impegno più imponente dopo il 2° Conflitto Mondiale”. È orgogliosissimo il Capo di Stato maggiore delle forze aeree, generale Giuseppe Bernardis. L’Italia repubblicana ha conosciuto i teatri di guerra dell’Iraq, della Somalia, del Libano, dei Balcani, dell’Afghanistan e del Pakistan, ma mai avevamo sganciato tante bombe e tanti missili aria-terra come abbiamo fatto in Libia per spodestare e consegnare alla morte l’ex alleato e socio d’affari Muammar Gheddafi. Una guerra record di cui però è meglio non andare fieri: secondo i primi dati ufficiali - ancora parziali - i nostri cacciabombardieri hanno martoriato gli obiettivi libici con 710 tra bombe e missili teleguidati. Cinquecentoventi bombe e trenta missili da crociera a lunga gittata li hanno lanciati i “Tornado” e gli AMX dell’Aeronautica; centosessanta testate gli AV8 “Harrier” della Marina militare. Conti alla mano si tratta di quasi l’80% delle armi di “precisione” a guida laser e GPS in dotazione alle forze armate. Un arsenale semi-azzerato in poco più di centottanta giorni di conflitto; il governo ha infatti autorizzato i bombardamenti solo il 25 aprile 2011 (56° anniversario della Liberazione) e la prima missione di strike in Libia è stata realizzata tre giorni dopo da due caccia “Tornado” decollati dall’aeroporto di Trapani Birgi.

Leggi tutto...

Kazakhstan: i comunisti russi e la Cina contro l'ingerenza occidentale

E-mail Stampa PDF

di “Atlas alternatif”* | traduzione a cura di Marx21.it

 

kazakhstan-flag-business-news

*Il blog «Atlas alternatif», diretto da Frédéric Delorca si propone dal 2006 di offrire un contributo collettivo (42 collaboratori) al servizio della critica del dominio dei grandi gruppi industriali, finanziari, mediatici e degli Stati occidentali nel mondo e a sostegno dell’iniziativa, sul piano internazionale, delle forze progressiste antimperialiste.

 

Il 16 dicembre, in occasione del ventesimo anniversario dell'indipendenza del Kazakhstan degli incidenti sono avvenuti nella città di Janaozen, causando numerosi morti tra i manifestanti e le forze dell'ordine.

In un'intervista del 21 dicembre in “KPRF.TV” Viacheslav Titiokin, del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa, ha commentato gli avvenimenti in corso in quella enorme repubblica ex sovietica, ricchissima di risorse energetiche.

Leggi tutto...

La situazione internazionale e la diplomazia cinese nel 2011

E-mail Stampa PDF

Quotidiano del Popolo, 21 dicembre 2011 | Traduzione e note di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

 

Intervista esclusiva con il Ministro cinese degli Affari Esteri Yang Jiechi

 

yan-w300Nota introduttiva

 

La traduzione che qui presentiamo dell’intervista a Yang Jiechi, ministro degli Esteri cinese, rappresenta una valutazione generale dell’azione diplomatica cinese svolta durante il 2011. Anno che si è concluso all’insegna del rinnovato ritorno degli Usa nell’Asia orientale in nome di una politica di containment [1] nei confronti dell’ascesa cinese. Le argomentazioni del ministro non si discostano dalle tradizionali posizioni della politica estera cinese post-maoista. Sono infatti ribadite le tematiche del rifiuto dell’egemonia, del rispetto della sovranità nazionale e delle vie di sviluppo scelte dai vari Stati, del multilateralismo e della riforma in senso democratico delle maggiori istituzioni internazionali. Accanto alla rappresentazione di sé come “paese in via di sviluppo”, emerge però chiaramente la visione di una Cina che ha preso coscienza delle sue aumentate responsabilità globali e si propone, quindi, come grande potenza. Il ministro, in linea con diversi editoriali usciti ultimamente sulla stampa cinese, ribadisce la volontà cinese di evitare un nuovo clima da “Guerra fredda” [2] con gli Stati Uniti che potrebbe interrompere l’avanzamento economico e sociale della nazione. Questo non impedisce il fermo rigetto di ogni tentativo di ingerenza negli affari interni, in special modo riguardo al Tibet e ai rapporti con Taiwan.

Leggi tutto...

Happy New Year dalle Hawaii

E-mail Stampa PDF

di Manlio Dinucci | da il Manifesto

 

obama 2012Dopo un anno faticoso ma pieno di soddisfazioni, culminato con la guerra alla Libia e l’uccisione di Gheddafi, il presidente Obama si è concesso una meritata vacanza alle Hawaii. Da qui, il 31 dicembre, ha augurato ai suoi concittadini un Felice Anno Nuovo, ricordando che nel 2011 «l’America è divenuta più sicura» e che il 2012 «porterà un cambiamento ancora maggiore». Quindi, prima del brindisi di mezzanotte, ha firmato l’atto legislativo di autorizzazione della spesa militare per il 2012. Essa si salva dal congelamento quinquennale della spesa pubblica, che scende al livello più basso rispetto al pil negli ultimi cinquant’anni, congelando anche i salari dei dipendenti federali: il provvedimento si applica a tutti i settori «esterni alla sicurezza», quindi non a quello militare. Per dimostrare la sua buona volontà, anche il Pentagono promette qualche risparmio, eliminando sistemi d’arma non necessari, per reinvestire però le risorse nei droni da attacco e in altri armamenti high-tech. Intanto, per il 2012, riceve 553 miliardi di dollari, più del 2011, salendo di 23 miliardi rispetto al 2010.

Leggi tutto...

Honduras: 59 assassini politici nel 2011

E-mail Stampa PDF

di Mark Weisbrotwww.counterpunch.org | Traduzione a cura di Marx21.it

 

La copertura di Obama al governo golpista


honduras vittime-w300

Immaginate che un attivista dell'opposizione venga assassinato in piena luce del giorno in Argentina, Bolivia, Ecuador o Venezuela da pistoleros mascherati, o sequestrato e assassinato da guardie armate di un notissimo sostenitore del governo. Sarebbe una notizia di primo piano nel New York Times e in tutti i notiziari televisivi. Il Dipartimento di Stato degli USA emetterebbe un'energica dichiarazione sui gravi abusi dei diritti umani. Se qualcosa di simile succedesse.

 

Ora immaginate che 59 assassini di questo tipo siano avvenuti fino ad ora quest'anno, e 61 l'anno scorso. Molto prima che il numero delle vittime sia arrivato a questo livello, questo fatto si sarebbe trasformato in un importante tema della politica estera statunitense, e Washington avrebbe già richiesto sanzioni internazionali.

Leggi tutto...

2012 : AUGURI SOPRATTUTTO A VOI ! Alle famiglie in difficoltà, ai giovani dal futuro incerto, alle lavoratrici e ai lavoratori

E-mail Stampa PDF

di Fosco Giannini, segreteria nazionale PdCI

 

vauro NEWS_10722Mercoledì 28 dicembre “ Il Manifesto” pubblica in prima pagina, in modo vistoso, una geniale vignetta di Vauro. Il tema della vignetta è la “fase 2” del governo Monti. Vauro, recuperando lo stile di Bonvi, disegna un piccolo soldato tedesco, nazista, che rivolge una domanda ad un suo superiore, un ufficiale con le sembianze di Mario Monti. La domanda è la seguente : “ A coza zerve fase due ?”. E Monti ( comandante delle “ Montentruppen”) risponde : “A zterminare zopravvisuten di fase uno, kretinen!”. E c’è più verità in questa risposta che in tante contorsioni analitiche di economisti e giornalisti.
Dopo la prima manovra di ventidue miliardi, in effetti, la “fase due” si sta avvicinando. Essa è stata presentata dal Presidente del Consiglio, in una fluviale conferenza stampa, giovedì 29 dicembre. I caratteri salienti di questa seconda manovra sono, di nuovo, di stampo fortemente liberista e antisociale: controriforma del mercato del lavoro, attraverso la sostanziale assunzione del progetto Ichino ( licenziamenti facili, abolizione di fatto dei contratti a tempo indeterminato, massima flessibilizzazione del lavoro, in una sorta di estensione generale della legge 30, cancellazione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori); ulteriori tagli allo stato sociale ( “ per un welfare meno pesante”, così si è espresso Monti); vaste liberalizzazioni; nuove e significative svendite del patrimonio pubblico. A fronte di ciò due promesse: una lotta più seria all’evasione fiscale e il progetto di Corrado Passera di rilanciare le grandi opere pubbliche interrotte, o mai avviate, dal governo Berlusconi.

Leggi tutto...

Pagina 254 di 260