Il mito del "bolscevismo ebraico"

Il mito del "bolscevismo ebraico"

È un luogo comune nelle idee di estrema destra, specialmente nel credo fascista, la convinzione che «il Bolscevismo faceva parte di una cospirazione Ebraico-satano-sionista» e che «la rivoluzione russa fu finanziata dagli Ebrei» ...

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La Cambogia in fiamme

La Cambogia in fiamme

Bollettinoculturale

Nel 1967 l’Indocina era al centro delle contrapposizioni della Guerra Fredda tra il blocco orientale e occidentale. In quel turbolento anno si stava ancora combattendo in Vietnam e in Laos contro l’imperialismo americano e i suoi alleati ma da questo…

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Alcuni miti da sfatare sul comunismo sovietico

Alcuni miti da sfatare sul comunismo sovietico

di Israel Shamir

Il presente testo è una discussione su alcuni temi presentati in un recente articolo di Ron Unz (1) sul ruolo degli Ebrei nella rivoluzione sovietica ...

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Il dibattito alla festa di Ne

Il dibattito alla festa di Ne

Redazione di Marx21.it

Il 13 agosto, per il terzo anno consecutivo, la Festa di Ne, organizzata da PCI e PRC, ha ospitato un dibattito di Marx21. Quest'anno abbiamo centrato il nostro confronto sull'Unione europea.

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Il comunismo di Rossana Rossanda e la crisi del Manifesto

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di Emiliano Alessandroni per Marx21.it

rossanda manifestoL'editoriale di Rossana Rossanda [1] esprime una forma di “dogmatismo storico” di cui ho già avuto modo di accennare in un mio recente articolo sulla questione libica e le configurazioni assunte dai “cesarismi” nel corso della storia [2]. In questo come in altri casi ella parte da un'idea personale di comunismo che non intende mettere assolutamente in discussione e al cospetto della quale tutte le esperienze del socialismo reale del Novecento, gli intrepidi tentativi passati e presenti di costruire società post-capitalistiche, le esperienze vietnamita, cinese, cubana, crollano inesorabilmente come castelli di carta, o come deplorevoli campioni di fronte ad un disegno incorruttibile. Anziché elaborare e modificare la propria idea a partire dalla realtà e dalle miriadi di contraddizioni e complessità che essa presenta, la Rossanda vorrebbe tentare di costringere la realtà entro un'idea indiscutibile e preconcetta (la sua), che non ritiene necessario correggere. Da qui alla teratologia il passo è breve.

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Maggiore organizzazione e intervento dei comunisti nelle imprese e nei luoghi di lavoro

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da “O Militante”, rivista del Partito Comunista Portoghese | Traduzione a cura di Marx21.it

lutacontinua cgtp1. La situazione attuale richiede di far fronte a varie esigenze, è necessario un partito più forte e ci sono le condizioni per il suo rafforzamento.
 

Il Partito Comunista Portoghese è il partito della classe operaia e di tutti i lavoratori, deriva dalla sua natura di classe, dai suoi obiettivi e progetto e dall'importanza che dà alla chiarificazione, all'unità, all'organizzazione e alla lotta dei lavoratori, che dà all'organizzazione e all'intervento nelle imprese e nei luoghi di lavoro.
 

Questo da sempre è elemento essenziale del nostro Partito, riaffermato dal XVIII Congresso e nell'iniziativa “Avanti! Per un PCP più forte”.
 

2. In questo lavoro per un'azione efficace, è indispensabile conoscere la realtà dello sfruttamento, delle caratteristiche delle imprese e dei luoghi di lavoro, della situazione generale dei lavoratori. Proprio per illustrare i cambiamenti e le caratteristiche della situazione attuale, è importante tenere conto di aspetti come la precarietà e la disoccupazione, della composizione anagrafica dei lavoratori, del grado di partecipazione delle donne al lavoro, e della dimensione delle imprese e del grado di concentrazione dei lavoratori.

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E' ora che si processi la Marlane

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di Fosco Giannini, segreteria nazionale PdCI
e Giorgio Langella, segretario Federazione PdCI Vicenza

marlane protestada il Manifesto

LAVORO MORTALE- La sentenza Eternit apre una speranza di giustizia

Quella dell’Eternit è una sentenza epocale. Con essa si stabilisce che le malattie professionali hanno una causa e che questa causa è, principalmente, la ricerca del profitto ad ogni costo. Fa riflettere. Viviamo in una società dove tutto viene asservito al guadagno di pochi. I lavoratori sono strumenti che servono ai padroni per accumulare ricchezza, diventano ingranaggi. Non sono più persone. La tutela dell’ambiente e la sicurezza nei luoghi di lavoro sono costi che si devono abbattere. Con questa logica spaventosa vengono perpetrati i più odiosi delitti. Si mette a rischio la salute di chi lavora, dei loro familiari, di chi vive vicino agli stabilimenti. Si uccide. In nome e per conto del padrone. Questo è successo alla Eternit. Questo è successo e succede, in maniera più o meno estesa, ogni giorno in ogni parte d’Italia. Il processo Eternit e la condanna per disastro doloso accendono una speranza. La speranza di chi non vuole chinare la testa e con ostinazione lotta per ottenere verità e giustizia nonostante il silenzio, l’omertà, i ricatti, le connivenze che ci sono quando si mettono in discussione i privilegi di lorsignori .

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Il mio ricordo di Mario Geymonat

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di Paola Pellegrini

geymonat“Chi osserva con attenzione la situazione di oggi, non può non rendersi conto di come essa attraversi un periodo drammatico, favorito e sviluppato dalla terribile crisi economica dovuta alle speculazioni finanziarie (se ne accorge anche il papa!). È in agguato pure la guerra, tante volte utilizzata in passato per risolvere i problemi dei potenti: penso ai tentativi di colpi di stato (di recente in Ecuador), all’assedio di Gaza e alle minacce israeliane a Teheran, alla tensione crescente dei paesi occidentali con la Corea del Nord e con la stessa Cina (fino alla assegnazione provocatoria del “premio Nobel per la pace” al dissidente Liu Xiaobo). I colloqui fra Netaniahu e Abu Mazen non producono nulla, ed è sempre più impantanata la “missione di pace”, come vergognosamente si continua a chiamare la guerra in Afghanistan (ora anche con le armi sui bombardieri italiani, tanto per fare stragi di civili innocenti). Ma non basta: i mezzi di informazione padronali tentano di convincere chi perde il lavoro che non è colpa del capitalismo, di una visione scellerata delle relazioni e dei conflitti, bensì degli immigrati, e il razzismo più nero avanza anche in terre di antica civiltà.

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Khader Adnan, detenuto palestinese, 60 giorni di sciopero della fame

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di Bassam Saleh, Coordinatore nazionale Associazione Amici dei Prigionieri Palestinesi

khader adnan liberoKhader Adnan è stato arrestato presso la sua casa di Jenin dalle Iof (Forze di occupazione israeliane) il 17 dicembre 2011 alle 3 del mattino. Le Iof sono penetrati nella sua casa arrestandolo in maniera violenta davanti alle due figlie piccole e alla moglie incinta: è stato picchiato selvaggiamente mentre lo portavano in caserma ammanettato e bendato. Malgrado le ferite è stato sottoposto ad interrogatorio, durante il quale si è rifiutato di rispondere alle domande anche perché non era in grado di capire la lingua dell'interrogatorio.

Khader ha iniziato subito lo sciopero della fame contro le modalità di arresto, interrogatorio, isolamento e detenzione preventiva. SOTTOLINEO: DETENZIONE PREVENTIVA DI QUATTRO MESI. Da allora Kahder ha iniziato uno sciopero della fame, rifiuta di parlare e rifiuta le cure mediche. CHIEDE SEMPLICEMENTE GIUSTIZIA E UN TRATTAMENTO UMANO.

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Barack Obama al supermarket delle armi 2013

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di Antonio Mazzeo dal suo blog

f35 lightning-w300Sacrifici e tagli per tutti ma non per i mercanti di morte. L’amministrazione Obama ha presentato al Congresso la proposta di bilancio 2013 per il comparto “difesa”: 613 miliardi di dollari, 525 per pagare stipendi e acquistare cacciabombardieri, missili, carri armati e bombe nucleari e 88 per le missioni di guerra d’oltremare. Meno di quanto chiedevano generali e ammiragli ma alla fine tutti sono rimasti contenti: la Marina confermerà i suoi undici gruppi navali guidati da portaerei a propulsione atomica, l’Aeronautica e i Marines avranno i nuovi caccia ed elicotteri multi-missione, l’Esercito si diletterà con superblindati, tank, radar e intercettori terra-aria. Grazie agli ordini Pentagono potranno brindare le borse e le aziende leader del complesso militare industriale Usa, le inossidabili Boeing, General Dynamics, Lockheed Martin, Northrop Grumman, Raytheon, ecc..

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Per uno sbocco progressivo alla crisi

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di Andrea Catone, Editoriale del numero in corso di distribuzione della rivista MarxVentuno

pame corteo1-w300Spirale greca
 

Mentre scriviamo, è in corso un altro atto della crisi greca, secondo un copione ormai noto: sotto la minaccia del default la “troika” - Fmi, Commissione europea e Bce - vincola la concessione di un prestito di 130 miliardi di euro a un’ulteriore manovra lacrime e sangue, dopo quelle di maggio 2010 (tagli alla spesa sociale, ai salari, al pubblico impiego, alle pensioni), giugno 2011 (altro piano di austerità), settembre 2011 (tagli alle pensioni, al pubblico impiego, nuova tassa sugli immobili): taglio dell’1,5% della spesa pubblica, di cui il 30% colpirà la sanità; riduzione degli stipendi minimi a 500 euro; taglio dei sussidi pensionistici e licenziamento di 150mila dipendenti nella pubblica amministrazione entro il 2015, di cui 15mila entro il 2012; svendita di quel che rimane del patrimonio pubblico.

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Russia: rapporti di forza. 4 febbraio: una grande giornata di manifestazioni in Russia

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di Aleksandr Latsahttp://fr.rian.ru | Traduzione di Spartaco Puttini per Marx21.it

russia proputin4 FEBBRAIO: UNA GRANDE GIORNATA DI MANIFESTAZIONI IN RUSSIA

“Un altro sguardo sulla Russia”

Mosca e la Russia intera hanno assistito ad una grande giornata di manifestazioni sabato 4 febbraio 2012. E’ interessante osservare queste manifestazioni e metterle a confronto con quelle del dicembre 2011. Una prima grande manifestazione dell’opposizione aveva avuto luogo il 10 dicembre 2011 sulla piazza Bolotnaja, a Mosca, ed aveva raggruppato tra le 35 e le 45 mila persone. Molti dei manifestanti contestavano i risultati delle ultime elezioni legislative, ma il meeting si era rapidamente trasformato in una iniziativa anti-Putin.

Il successo di questa prima manifestazione ha incitato un certo numero di personalità dell’opposizione politica, di leader di movimenti e associazioni e di rappresentanti della società civile (blogger, giornalisti) a costituire un movimento di protesta sulla base di due rivendicazioni principali: annullare le elezioni legislative e soprattutto esigere la partenza del primo ministro e candidato alle elezioni presidenziali Vladimir Putin.

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La tragedia greca, la follia militare e la sinistra

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di Oliviero Diliberto | da il Fatto Quotidiano blog

grecia donna poliziaIn questi giorni siamo tutti greci. Dalla parte del popolo greco massacrato dalla follia del ricatto neoliberista europeo. Perché quello che succede oggi in Grecia può accadere a ogni altro popolo europeo, Italia compresa.
 

Sono stato in Grecia da poco, Atene era spettrale: negozi chiusi, ovunque manifestazioni, scuole senza libri, ospedali senza siringhe. Un paese paralizzato. La Grecia poteva essere salvata all’inizio della crisi con soli 30 miliardi euro. Invece la Troika (Bce, Commissione Europea e Fmi) ha voluto colossali piani d’austerity che hanno fatto crollare il Pil greco del 12%. E hanno fatto schizzare il debito al 165% (all’inizio era al 120%). Una cura che ha finito per ammazzare il paziente.
 

Quanti miliardi sono stati regalati alle banche in questi anni? Perché, invece, per salvare gli Stati i soldi vengono prestati (debito che si aggiunge al debito) e i prestiti sono condizionati a manovre da lacrime e sangue? Quale folle logica c’è dietro a tutto ciò?

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Solidarietà con Atene e Lisbona, avanguardia delle lotte dei popoli europei per un'altra Europa

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di Fausto Sorini, segreteria nazionale, responsabile esteri PdCI

mavrikos parlamentoI comunisti italiani esprimono piena solidarietà alle lotte in corso in queste ore del popolo greco, guidate dai comunisti e dal sindacato di classe, in difesa della dignità nazionale e di una politica di pace e di giustizia sociale, minacciate dai diktat di una Ue oggi fondata sul triumvirato Merkel- Sarkozy- Monti, con il pieno sostegno dell'amministrazione Usa.

Siamo solidali anche con le lotte del popolo portoghese, per gli stessi obbiettivi, guidate dai comunisti e dalla CGTP, che hanno portato sabato in piazza a Lisbona oltre 300.000 persone, nella più grande manifestazione che la storia del Portogallo ricordi.

Grecia e Portogallo, i partiti comunisti e i sindacati di classe dei rispettivi paesi, sono in questo momento l'avanguardia e la punta più avanzata delle lotte dei popoli europei contro la politica reazionaria della Ue, per un'altra Europa.

Lavoriamo perchè i comunisti e il sindacalismo di classe del nostro Paese sappiamo fare la loro parte in questa lotta che sta assumendo ormai una dimensione europea, per un'altra Europa.

Così come a Genova nel 2001, anche oggi gruppi di provocatori professionali - travestiti da black block o da altro - stanno cercando di far degenerare le lotte operaie e di massa e di isolare il movimento di lotta dal più ampio consenso popolare e democratico.

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The Draghi Put

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di Pasquale Cicalese per Marx21.it
 

Mario-Draghi-w300Greenspan Put: così è stata qualificata l’asset inflation statunitense negli ultimi decenni. A partire dal crack borsistico di Wall Street del 1987, l’espansione illimitata di moneta da parte della Federal Reserve garantiva spettacolari aumenti di azioni (in tal modo le pensioni americane, legate ai corsi azionari, venivano corrisposte), obbligazioni e delle materie prime. Essendo il dollaro moneta internazionale, l’inondazione di liquidità monetaria provocava aumenti dell’inflazione mondiale. Del resto la Greenspan Put era in voga già negli anni sessanta, a tal punto che il Generale De Gaulle si batté per ripristinare il gold standard alternativo al gold exchange standard, basato sulla convertibilità del dollaro in oro.
 

Ad ogni sintomo di recessione americana o di sgonfiamento di bolle azionarie, Greenspan rispondeva con l’abbattimento dei tassi di interesse e dando liquidità illimitata alle investment-banks di Wall Street.

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L'apocalisse della democrazia, dal debito sovrano allo stato d'emergenza

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di Domenico Moro, responsabile Progetto per la formazione di Marx XXI

 

monti profilo

L'articolo, che pubblichiamo con l'autorizzazione dell'autore, appare nel numero di “Marx XXI” rivista in corso di distribuzione

 

La nomina del governo Monti e, più in generale, il modo in cui l’Europa sta affrontando la crisi del debito rappresenta un passo avanti nella conclusione del tipo di governo affermatosi a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Più correttamente, si potrebbe dire che la crisi del debito solleva il velo sulla natura reale della democrazia borghese, attiva le potenzialità negative insite nel nostro sistema istituzionale, e conduce agli estremi quelle tendenze autoritarie che sono presenti da molto tempo in Italia, nel resto d’Europa e nel cosiddetto Occidente.

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Stupro di gruppo e articolo 18: una relazione pericolosa

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di Delfina Tromboni, direzione nazionale PdCI

 

donne corteoL'ultima notizia viene dalla FIOM: nella discussione (puramente ideologica) sull'articolo 18, tra le cause che la nostrana “razza padrona” porta a sostegno della cosiddetta “flessibilità in uscita” (detta in parole povere e comprensibili, è la pura e semplice libertà di licenziare) c'è l'assenteismo. Niente di nuovo sotto il sole, dirà chi ha la memoria più lunga e già ha fatto le sue battaglie, negli anni settanta, contro l'uso di classe di questa categoria. Certo, niente di nuovo. Nemmeno nel tentativo, spudorato, di inserire tra le assenze prolungate cause di assenteismo anche l'assenza per maternità, tutelata da una legge dello Stato, nonché i congedi parentali che – conquista più recente e ancora pochissimo praticata – possono essere richiesti anche dai nuovi padri. Chi ha la memoria lunga anche per le “cose da donne” (come un tempo brutalmente si diceva, in fedeltà alla pratica politica che contraddistingueva le varie formazioni...), cioè una comunista femminista quale io penso di essere, sa bene che non è la prima volta che il padronato nostrano ci prova.

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La guerra contro la Siria è già cominciata?

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dichiarazione di Fausto Sorini, della segreteria nazionale del PdCI, responsabile esteri

 

Secondo fonti militari israeliane, citate dai media del loro Paese, unità delle forze speciali del Qatar e del Regno Unito – con il sostegno logistico degli Stati Uniti - sarebbero già entrate illegalmente in Siria, violando la sovranità del Paese e senza alcun mandato delle Nazioni Unite: anzi, in aperta violazione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu che, grazie al veto di Russia e Cina, ha bloccato il tentativo di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna - con l'aperto e gravissimo sostegno del governo italiano - di dare una copertura legale Onu all'aggressione imperialista in corso contro il legittimo governo della Siria.

 

truppe trasporto-w300

Mentre ci chiediamo chi bombarderà il Qatar e il Regno Unito per aver così apertamente violato la carta dell'Onu (così come ieri fu fatto nei confronti delle violazioni di Saddam Hussein in Kuwait..), denunciamo apertamente il gravissimo orientamento del governo italiano e del suo ministro degli esteri che, in flagrante violazione dello Statuto delle Nazioni Unite, sta dando copertura politica ai preparativi di una nuova guerra di aggressione.

 

Mettiamo in guarda l'opinione pubblica da una escalation propagandistica in corso sui media italiani volta a preparare l'opinione pubblica alla guerra in nome – naturalmente – dell'ennesimo “intervento umanitario”.

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Revisione storiografica e uso politico della questione delle foibe*

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di Marco Delle Rose**

 

jugoslavia bandieraIntroduzione


L’altopiano calcareo compreso tra Slovenia e Italia (chiamato Kras in sloveno e Carso in Italiano) è denominato dagli studiosi di scienze della Terra “Classic Karst” per aver dato il nome ai “paesaggi carsici”. Doline, caverne, acquitrini, sprofondamenti, dirupi, forre, voragini, abissi sono gli ambienti principali del territorio carsico e ne hanno condizionato le forme di antropizzazione. In merito a strategie belliche, i paesaggi carsici si rivelano particolarmente adatti per operazioni di guerriglia. Attraversamenti obbligati e angusti, cavità quasi inaccessibili, offrono infatti singolari vantaggi a piccole e mobili unità locali, mentre pongono problemi tattici e logistici a truppe allogene non adeguatamente addestrate ed equipaggiate. Gli usi difensivi delle grotte da parte della guerriglia comprendono, tra gli altri, rifugio per combattenti e civili in fuga e posizionamento di postazioni armate. Vari usi offensivi sono altresì favoriti, ossia: intrappolamento, agguato, nascondiglio, spazio per addestramento e schieramento, deposito di munizioni, luogo per detenzioni ed esecuzioni (Day e Kuney, 2004).

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Intervista a Jeronimo de Sousa: “l'alternativa nascerà dalla lotta di massa”

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a cura di Anabela Fino e Gustavo Carneirowww.avante.pt | traduzione a cura di Marx21.it

 

INTERVISTA A JERONIMO DE SOUSA, SEGRETARIO GENERALE DEL PARTITO COMUNISTA PORTOGHESE

 

sousa pcp

Pubblichiamo ampi stralci dell'intervista concessa ad Avante, settimanale del PCP, in cui Jeronimo de Sousa fa il punto sulla situazione economica e sociale in Portogallo e in Europa e sul ruolo dei comunisti nella lotta dei lavoratori e del popolo portoghese contro gli effetti devastanti della crisi e le ricette imposte dai poteri forti continentali e nazionali.

 

All'inizio del 2012 sono entrate in vigore, con tutta la loro valenza, le misure previste dal Memorandum firmato dalla troika nazionale (PS/PSD/CDS) insieme alla troika straniera, che il PCP fin dal primo momento ha definito patto di aggressione. Quali le conseguenze che c'è da aspettarsi dall'approfondimento della politica che verrà seguita?

 

Queste misure, una volta che saranno messe in pratica, si tradurranno in maggiore recessione, maggiore indebitamento, maggiore disoccupazione e maggiori ingiustizie. Al contrario di quanto il governo afferma, le condizioni del Paese peggioreranno nel 2012 per peggiorare ancora di più nel 2013, nel caso prosegua l'attuazione del patto di aggressione. E' in tal senso che pensiamo che sconfiggere questo patto costituisca un dovere nazionale.

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Le pressioni occidentali sull'Iran si ripercuotono nel Caucaso

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da “Atlas alternatif” | traduzione a cura di Marx21.it

 

caucasus mapLe ultime tensioni tra l'Iran e l'Occidente (assassini mirati di ricercatori iraniani da parte dei servizi israeliani, embargo europeo, australiano e giapponese sulle esportazioni di petrolio, raddoppio del numero delle portaerei statunitensi al largo dell'Iran, gli appelli di John Bolton del neo-conservatore Istituto dell'impresa americana per la ricerca sulle politiche pubbliche a favore di attacchi preventivi) non hanno effetti destabilizzanti solamente nel Medio Oriente. Contribuiscono anche alla militarizzazione del Caucaso (frontiera nord dell'Iran).

 

Il capo di Stato maggiore russo Nikolai Makarov (grande specialista della modernizzazione dell'apparato di difesa russo che aveva sottolineato recentemente i rischi di una dottrina russa troppo centrata sul nucleare) ha annunciato il 18 gennaio scorso (in una Russia dove le manifestazioni contro i risultati delle elezioni legislative si sono progressivamente esaurite) che le esercitazioni militari che hanno luogo ogni anno nel sud della Russia (strategic command and staff exercise) quest'anno assumeranno un'ampiezza particolare con la mobilitazione di tutto l'apparato di sicurezza russo, civile e militare, e avranno luogo non solamente in Russia ma anche in Abkhazia, Ossezia del Sud e Armenia.

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La fine dell’ “Europa sociale”

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“Socialist Voice”, organo del Partito Comunista di Irlanda | da www.solidnet.org

 

socialeuropeTraduzione di Massimo Marcori per Marx21.it


Sono anni che il buonsenso, in seno al movimento sindacale europeo dominante e ai partiti socialdemocratici, consiste nell'affermare che stiamo facendo rotta verso un’ “Europa sociale”, un’Europa che darà lavoro a tutti e offrirà sicurezza ai lavoratori, ai disoccupati e a tutti quelli che, per una ragione o per l’altra, non potranno lavorare, ai giovani che entrano nella vita attiva, alle madri che hanno poca esperienza nel mondo del lavoro al di fuori della famiglia, e ai pensionati.

 

Fino a quando l’Europa dell’occidente capitalista ha dovuto competere col modello sociale ed economico dell’Unione Sovietica e dei suoi alleati per ottenere l’adesione dei lavoratori, la destra non trovava argomenti. Fondata nel 1973, la Confederazione europea dei sindacati (CES) rappresentò il risultato della presa di coscienza che il sindacato doveva coordinare le sue forze per giocare un ruolo su scala sopranazionale. La posizione della CES appare in modo evidente nel suo slogan “Più Europa, un’Europa sociale”. La sua principale attività consiste nel discutere con le istituzioni della UE e le associazioni padronali europee, nel Comitato economico e sociale della UE e altrove.

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Partito Comunista del Cile: “Fermare l'aggressione imperialista a Siria e Iran è un impegno che riguarda tutti i popoli del mondo”

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da www.solidnet.org | traduzione a cura di Marx21.it

 

iran syria_war_gr1L'offensiva imperialista degli Stati Uniti e delle potenze anch'esse imperiali dell'Unione Europea sulla Siria e l'Iran sta creando una situazione che minaccia di sfociare in un'aggressione militare contro i due paesi.

 

L'ultima guerra provocata dagli Stati Uniti e dalla NATO in Libia ha causato migliaia di morti e la brutale distruzione del paese. L'obiettivo evidente del nuovo colonialismo europeo e nordamericano è quello di impossessarsi delle risorse naturali di questo paese e di imporre il suo presunto diritto al dominio nel mondo.

 

Con simili obiettivi gli Stati Uniti e i loro collaboratori stanno dislocando truppe nel Golfo Persico e nelle vicinanze della Siria. L'aggressione nordamericana e della NATO ha già condotto all'inizio di una guerra civile in Siria che costituisce la base per un'aggressione militare come quella realizzata in Libia.

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Il Montino. Vademecum dei disastri di Supermario

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di Domenico Moro, responsabile Progetto per la formazione di Marx XXI


6343869195 75a2f73f56Prima parte. La Fiscalità


Contrariamente a quanto era stato propagandato dalla maggior parte dei mass media, il governo Monti ha operato sulla fiscalità in modo iniquo. Le imposte, infatti, sono state aumentate ai lavoratori salariati e diminuite alle imprese. Qui di seguito procediamo ad una analisi molto sintetica delle modifiche apportate da Monti alla fiscalità italiana.


L’Irpef, o imposta sulle persone fisiche, è la principale imposta italiana ed è diretta, applicandosi al reddito. Si tratta di una imposta progressiva. Ciò vuol dire che quanto più sei ricco tanto più paghi. In realtà, l’Irpef ha perso, nel corso degli anni, molto del suo carattere progressivo, passando da ben 32 scaglioni e da una aliquota massima del 72% (1974), a soli 5 scaglioni con scaglione massimo di 75mila euro e una aliquota massima del 43% (2007). Pensiamo che invece nel liberista Regno Unito l’aliquota massima è del 50%, che neanche il governo conservatore vuole ridurre.

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