La nuova Via della Seta

La nuova Via della Seta

di Vladimiro Giacché

Il progetto di una Nuova Via della Seta, lanciato negli ultimi anni dalla dirigenza  cinese, comprende due diverse rotte, una terrestre e l’altra marittima. La prima è indicata nei documenti ufficiali come Silk Road Economic Belt, la seconda come Maritime…

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Dichiarazione di Firenze per un fronte internazionale Nato exit

Dichiarazione di Firenze per un fronte internazionale Nato exit

Pubblichiamo la dichiarazione conclusiva del convegno di Firenze promosso dal Comitato no Guerra no Nato il 7 aprile

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Fine della sinistra italiana

Fine della sinistra italiana

di Norberto Natali

I fatti avvenuti nelle scorse settimana a Roma rappresentano un discrimine fondamentale per la sinistra. Ci sono nella storia dei momenti in cui, anche simbolicamente, si determina un cambiamento.

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Rampini, Severgnini e Assange

Rampini, Severgnini e Assange

di Carlo Formenti

Da troppo tempo il capitale mondiale si è affidato ai servigi d’una sinistra che, ripudiato il classico ruolo di tutela degli interessi delle classi subalterne, si è schierata dalla parte dei potenti ...

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Le cause del debito europeo e il che fare

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di Domenico Moro, Responsabile progetto per la formazione del Comitato Scientifico dell'Associazione Marx XXI


Pubblichiamo in anteprima questo articolo che uscirà sul prossimo numero della rivista "MarxVentuno" attualmente in corso di stampa

 

1. Un passaggio di fase storica


europe after_the_greek_crisis_868515La crisi del debito sovrano europeo sta determinando una guerra non guerreggiata tra Stati, tra aree valutarie, soprattutto una guerra di classe. Oggetto di questa guerra sono i lavoratori, che subiscono un attacco senza precedenti al salario e al welfare, con possibili ripercussioni sui livelli di democrazia. I governi adottano politiche restrittive nel tentativo di ridurre il debito con l’effetto di ridurre la crescita e aumentare il peso percentuale del debito sul Pil. Praticamente l’economia europea si trova in un cul de sac. Confindustria ripete il solito refrain, la richiesta delle salvifiche “riforme” di struttura: privatizzazioni, riduzione delle tasse per le aziende, riduzione del costo del lavoro, aumento dell’età pensionabile, abolizione del contratto nazionale. Tutte misure, alcune già adottate nel passato, che ci hanno portato alla situazione in cui siamo, e che ora la aggraverebbero.

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Libia: la guerra, il sangue, le risorse. Video-sintesi del dibattito di Roma

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Sintesi dell'iniziativa "LIBIA il sangue e il petrolio. A cent'anni dall'aggressione italiana in Africa una nuova guerra imperialista", tenutasi il lunedì 19 settembre, alla Casa delle Culture - Roma: i contributi di Paola Pellegrini, Maurizio Musolino, Giampaolo Calchi Novati, Manlio Dinucci, Marinella Correggia e Domenico Losurdo.

 

 

Bolivia: le ONG sbagliano su Morales e l'Amazzonia

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di Federico FuentesBolivia rising | traduzione a cura di Marx21.it

 

bolivia manifestanteDichiarazioni, articoli, lettere stanno circolando in Internet chiedendo la fine della “distruzione dell'Amazzonia”.

 

L'obiettivo di queste iniziative non è rappresentato dalle corporazioni transnazionali né dai potenti governi che le appoggiano, ma il governo del primo presidente indigeno della Bolivia, Evo Morales.

 

Al centro del dibattito c'è la controversa proposta del governo boliviano di costruire un'autostrada attraverso il Territorio Indigeno del Parco Nazionale Isidoro Sécure (TIPNIS).

 

Il Tipnis, che copre una superficie di più di 1 milione di ettari di foresta, ha ottenuto lo statuto di territorio indigeno dal governo di Evo Morales nel 2009. Circa 2.000 persone vivono in 64 comunità all'interno del TIPNIS.

 

Il 15 agosto, rappresentanti della “Subcentral” del TIPNIS che unisce queste comunità, e altri gruppi indigeni, hanno iniziato una marcia verso la capitale, La Paz, per protestare contro il piano dell'autostrada.

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La Siria nel mirino

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di Spartaco Puttini per Marx21.it

 

Syria Grunge_Flag_by_think0-w350Vi sono molti modi per accostarsi alla crisi in corso in Siria.

Il primo è ripetere ciò che vanno raccontando i media, a partire dall’emittente dell’emiro del Qatar, Al-Jazeera, già ampiamente compromessa con le frottole diffuse ad arte sulla crisi libica per fomentare lo scontro settario e preparare il terreno ad un’invasione militare della Jamahiria. È quanto vanno facendo i principali organi di informazione nazionale che sembra passino qualsiasi presunta notizia battuta dalle agenzie, senza preoccuparsi minimamente di controllarne l’attendibilità. Per giorni siamo stati tenuti con il fiato sospeso per la sorte di Amina, la giovane blogger siriana lesbica e attivista dei diritti umani. I giornali italiani hanno dato ampio risalto alla sua storia. Amina è stata prelevata dai servizi di sicurezza siriani e di lei, non giungono più notizie1. A dare l’allarme è la cugina, sul suo stesso blog. L’allarme è poi ripreso dalla fidanzata di Amina, una ragazza di Montreal. Qualche giorno dopo aver martellato il pubblico italiano con questa storia cominciano a serpeggiare i primi, incontenibili, dubbi sulla vicenda.

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Obama alle Nazioni Unite: la voce arrogante dell'imperialismo

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di Bill Van Auken, www.globalresearch.ca | Traduzione a cura di http://www.marx21.it

 

obama onuIl presidente Obama ha pronunciato un vuoto e arrogante sermone alle Nazioni Unite, infarcito di banalità sulla “pace”, allo scopo di nascondere le politiche depredatrici di Washington.

 

Il presidente degli Stati Uniti ha ricevuto la tiepida reazione dei capi di Stato, ministri degli esteri e delegati presenti all'ONU. Non una sola riga del suo discorso è stata applaudita. La novità di due anni fa, quando Obama fece la sua prima apparizione di fronte all'organismo atteggiandosi a campione del multilateralismo al contrario di Bush, è evaporata in poco tempo. Come il mondo è arrivato a sapere in breve tempo, il nuovo inquilino della Casa Bianca ha fatto poco per cambiare le direttrici della politica estera statunitense o per limitare l'espansione del militarismo degli USA.

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Karl Marx e la democrazia moderna

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di Emiliano Alessandroni

 

1. Riduttività e inefficacia della democrazia giuridico-politica.

 

Le idee della classe dominante sono in ogni epoca le idee dominanti; cioè la classe che è la potenza materiale dominante della società è in pari tempo la sua potenza spirituale dominante. La classe che dispone dei mezzi della produzione materiale dispone con ciò, in pari tempo, dei mezzi della produzione intellettuale, cosicché ad essa in complesso sono assoggettate le idee di coloro ai quali mancano i mezzi della produzione intellettuale.

 

Karl Marx, L'Ideologia Tedesca

 

marx

Una delle formulazioni più autorevoli relative al concetto di democrazia moderna è stata espressa dall'economista austriaco Joseph Schumpeter che sul suo libro Capitalismo, socialismo e democrazia definisce il metodo democratico come «quell'assetto istituzionale per arrivare a decisioni politiche nel quale alcune persone acquistano il potere di decidere mediante una lotta competitiva per il voto popolare»1. Si tratta di un giudizio sintetico, estensivo, che a tutt'oggi continua a suscitare approvazione. Secondo Gianfranco Pasquino, allievo di Norberto Bobbio, le teorie di Kelsen e di Schumpeter sono quelle che «costituiscono tuttora i punti più elevati della visione democratica» e come tali risultano immuni ai cambiamenti storici, ovvero «dotate di persistente validità». La discriminante della democrazia risulta la competizione elettorale: «le elezioni sono un gioco interattivo che si ripete nel tempo con periodicità prevedibile spesso chiaramente sancita, altrimenti non saremmo in democrazia».

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Taiwan: la provincia "ribelle" e il confronto cino-americano

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

 

biden jinpingLo scorso 17 agosto il vicepresidente statunitense Joe Biden in visita a Pechino aveva affermato, di fronte al suo omologo cinese Xi Jinping, che gli Usa appoggiano fermamente la politica di “una sola Cina”, non sostengono l’indipendenza di Taiwan e, al contempo, ritengono il Tibet come parte inalienabile della Cina. Prese di posizione non certo nuove o sorprendenti, ma che hanno fatto esclamare alla resa di Washington, in difficoltà economica e politica, nei confronti del gigante comunista detentore di una larga fetta del debito pubblico a stelle e strisce, tanto da venire meno alla lotta per i diritti civili soprattutto in riferimento al Tibet.

 

Questa atmosfera di cordiale intesa e di riconferma di una indispensabile collaborazione, - che tuttavia non ha nascosto le divergenze sull’aggressione alla Libia e le preoccupazioni cinesi per nuovo modello di intervento “umanitario” imperialista – è stata rotta il 21 settembre dalla presentazione da parte della amministrazione Obama di un pacchetto di aiuti militari per 5,8 miliardi di dollari a Taiwan per l’ammodernamento della vecchia flotta di F16, l’addestramento dei piloti dell’aeronautica taiwanese e comprendente bombe intelligenti, missili teleguidati di alta precisione e strumenti per la guerra elettronica.

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L’Unione Europea nel gorgo della crisi

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di Vladimiro Giacché* e Fausto Sorini**

 

Il testo uscirà sul prossimo numero della rivista teorica del PC del Brasile (PCdoB), Pricipios, che ha cortesemente concesso di anticiparne l'uscita in Italia.

 

greek-protests

2011: l'Unione Europea vara il Fondo salva-Stati...

 

Partiamo dai fatti, dalla congiuntura.

Quando, nel marzo scorso, i contorni del cosiddetto Fondo salva-Stati hanno cominciato a chiarirsi, qualche quotidiano ha avuto il coraggio di definirlo come una svolta storica. I fatti sono questi: l'Unione Europea ha deciso di dotarsi di un Fondo per interventi di emergenza (dotazione: 440 miliardi di euro), che a partire dal 2013 si trasformerà in Meccanismo Europeo di Stabilità (la stessa cosa di prima, ma con una dotazione di 500 miliardi di euro). Al Fondo dovranno contribuire i Paesi membri della zona euro, in proporzione alla quota di partecipazione alla Banca Centrale Europea. Il Fondo potrà erogare prestiti ai Paesi in difficoltà, e anche comprare i loro titoli di Stato.

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I comunisti venezuelani confermano il sostegno a Chavez, ma difendono la loro autonomia

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Intervista a Oscar Figuera, Segretario Generale del Partito Comunista del Venezuela | a cura di Modaira Rubio/TP-FDA

 

figuera pcvTraduzione a cura di http://www.marx21.it

 

Non è compito facile intervistare il Segretario Generale del Partito Comunista del Venezuela (PCV), organizzazione che attualmente partecipa al consolidamento del Polo Patriottico, in vista delle elezioni presidenziali del 2012. All'interno del processo c'è chi accusa i comunisti di offrire argomenti al nemico, a causa delle loro posizioni in merito alla necessità di una nuova Legge Organica del Lavoro o per la loro solidarietà verso l'insorgenza colombiana, mentre dall'opposizione, paradossalmente, si accusa i comunisti di essere “un partito satellite del chavismo”. Per chiarire quale sia realmente il programma del PCV, la sua linea politica di lavoro e la valutazione che fa del momento storico che attraversa il paese, abbiamo consultato il suo massimo rappresentante, Oscar Figuera.

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Il Partito Comunista Siriano (unificato) sugli avvenimenti in corso nel suo paese

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Comunicato di Husein Nemer, primo segretario


su http://www.solidnet.org | Traduzione a cura di http://www.marx21.it

 

Syria mapHusein Nemer, primo segretario del Partito Comunista Siriano (unificato), uno dei due partiti comunisti (l'altro è il Partito Comunista Siriano) che fa parte del Fronte Nazionale Progressista in Siria (insieme, tra gli altri, al Partito Baath) analizza l'attuale momento della vita politica nel suo paese, pronunciandosi per radicali riforme democratiche, ma allo stesso tempo, nella rete Solidnet, rivolge un appello ai partiti comunisti e operai di tutto il mondo perché si oppongano all'aggressione imperialista in atto contro la Siria.

 

Vi presentiamo una breve analisi degli avvenimenti che si sono sviluppati nel nostro paese, la Siria, allo scopo di mettere in evidenza alcuni fatti, da un lato, e smentire certe menzogne assolutamente inventate e messe in circolazione dai media della propaganda imperialista che prende di mira la Siria.

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Nasce una nuova rivista

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Quello che qui presentiamo è il primo numero della nuova iniziativa editoriale MarxVentuno, nuova serie de l'Ernesto. In questa iniziativa convergono esperienze che hanno coerentemente lavorato nel corso di questi anni per la ricostruzione di un pensiero rivoluzionario e di una prassi volta all'unità dei comunisti e della ricostruzione di un unitario partito comunista, unico progetto realmente capace di coniugare l'esigenza di pratiche unitarie a sinistra e di presenza organizzata dei comunisti nel nostro paese.

Sul terreno della linea dell’unità dei comunisti e del progetto della ricostruzione di un unico partito comunista, molti passi concreti sono stati compiuti. Tra questi, certamente importante è quello rappresentato dalla trasformazione della rivista “l’ernesto”. Una rivista politico-teorica che, dalla dissoluzione dell’URSS e del PCI, si è sempre coerentemente battuta contro i molteplici tentativi di liquidazione dell’intera esperienza del movimento comunista del ‘900, ad iniziare dalla Rivoluzione d’Ottobre.

 

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VI Congresso dei Comunisti Italiani

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Il progetto di Documento politico, approvato all'unanimità dalla Direzione nazionale del 23 luglio 2011


Il Documento Politico approvato all'unanimità dalla Direzione Nazionale per il VI Congresso dei Comunisti Italiani è diviso in due parti. La prima parte del Documento Politico, più organica e di linea politica, espone un insieme di tesi che toccano le questioni fondamentali del nostro progetto di “ricostruzione del partito comunista”. Osservazioni e considerazioni su questa prima parte del Documento Politico possono essere avanzate nelle risoluzioni e negli ordini del giorno dei congressi territoriali e, comunque, come previsto dal Regolamento congressuale, possono essere presentati documenti alternativi. La seconda parte del Documento Politico raccoglie invece alcuni contributi più settoriali e programmatici: schede e allegati a cura dei nostri Dipartimenti e gruppi di lavoro, volti ad arricchire la nostra elaborazione e proposta su temi su cui sentiamo l'urgenza di un approfondimento più propriamente tematico; che sottoponiamo alla discussione e su cui sollecitiamo contributi anche specialistici, oltre che di linea.

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