Giorni che rischiarano decenni

Giorni che rischiarano decenni

di Norberto Natali

L’obiettività  e la neutralità sono due categorie molto diverse. La prima è possibile e necessaria, è la premessa essenziale per un approccio scientifico alla realtà, deve e può essere perseguita anche con una logica di parte: per esempio ...

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Donbass, Ucraina e nazifascisti

Donbass, Ucraina e nazifascisti

di Silvio Marconi

Un viaggio nella regione attaccata dai militari di Kiev. La presenza di organizzazioni paramilitari ucraine eredi dei collaborazionisti di Hitler. L’incognita del nuovo presidente ucraino Zelensky.

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OPEC+ e i cambi geopolitici

OPEC+ e i cambi geopolitici

di Demostenes Floros

Nell'ultimo meeting la decisione di prolungare i tagli produttivi. Ma la cosa più importante, politicamente, è la nascita della nuova Organizzazione.

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Ennesimo attacco a Gramsci e alla storia del PCI

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L’ENNESIMA CAMPAGNA CONTRO GRAMSCI E LA STORIA DEL PCI
di Alexander Höbel, Coordinatore del Comitato scientifico di Marx XXI

gramsci guttusoCon una cadenza quasi regolare, ormai da anni, la pubblicistica italiana, col concorso attivo di settori del mondo accademico, propone violente campagne ideologiche, che hanno il loro bersaglio preferito nel “comunismo” tout court, con particolare attenzione alla storia del Partito comunista italiano e alle figure di Antonio Gramsci e Palmiro Togliatti. Su questo secondo versante gli attacchi si sono intensificati negli ultimi tempi, probabilmente a causa del fatto che Gramsci è uno degli autori italiani più letti e studiati nel mondo, e la sua complessa elaborazione non cessa di influenzare movimenti politici rilevanti in diverse zone del pianeta, a partire da quell’America Latina che negli ultimi anni, mentre nella vecchia Europa i diritti sociali e politici regredivano, ha visto avviarsi significativi percorsi di emancipazione e nuovi tentativi di transizione.

Il fatto che Gramsci, e con lui Marx e i migliori teorici del marxismo novecentesco, siano tutt’altro che “cani morti”, e che del contributo di un partito come il PCI si senta sempre di più la mancanza nel nostro dissestato paese, evidentemente dà fastidio. Ecco allora le ripetute campagne anticomuniste, sebbene il comunismo fosse stato dato per morto con grande giubilo, da “Repubblica” & soci, già nel 1989-91.

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I comunisti brasiliani di fronte alla crisi del capitalismo e ai cambiamenti della realtà mondiale

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da www.solidnet.org | Traduzione di Mauro Gemma

pcdob congressoIntervento del Partito Comunista del Brasile al 13° Incontro dei Partiti Comunisti e Operai di Atene

Per iniziare, a nome del Partito Comunista del Brasile (PCdoB), intendiamo salutare la lotta di resistenza che attualmente sta sostenendo il popolo greco contro il programma neoliberale di impianto neocolonialista, imposto dalle potenze centrali dell'Unione Europea, con alla testa l'imperialismo tedesco. In questa ampia lotta ingaggiata dal popolo greco si distingue la partecipazione e il ruolo di direzione del Partito Comunista di Grecia (KKE), che salutiamo con entusiasmo.

Portiamo la nostra solidarietà agli altri popoli del continente europeo, specialmente del Mediterraneo, che stanno subendo le pesanti misure che si propongono di liquidare le conquiste sociali dei lavoratori e anche di destrutturare nazioni indipendenti. Insieme alla lotta nazionale, per la sovranità e l'indipendenza, si assiste a un aumento significativo della lotta di classe e del protagonismo del proletariato.

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La Libia sprofonda nel caos

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da "Avante" | Traduzione a cura di Marx21.it

sirte distruzione-w300Migliaia di morti, feriti e scomparsi, città rase al suolo o spopolate dalla guerra, prigioni dove si tortura gente, senza che neppure si sappia di cosa sia accusata, e un territorio dove migliaia di miliziani operano nella totale impunità è la realtà che emerge in Libia un anno dopo la sollevazione filo-imperialista, iniziata il 17 febbraio 2011.

Non ci sono state cerimonie ufficiali e neppure sfilate militari. Così è stato celebrato il primo anniversario della sollevazione dei mercenari in Libia. A Tripoli e Bengasi, molti libici hanno approfittato dell'opportunità per esprimere la loro disperazione per i ritardi nella ricostruzione del paese e delle istituzioni e dei servizi pubblici, ha segnalato Prensa Latina. Hanno manifestato contro la corruzione, la mancanza di sicurezza e la criminalità, le promesse che ritardano a concretizzarsi.

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La nozione di internazionalismo nella storia del PCI

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Intervento di Fosco Giannini – segreteria nazionale PdCI al Seminario di Fermo sulla storia del PCI del 28 gennaio 2012

pci tessera 1923DA LIVORNO ALLA BOLOGNINA: ASCESA E DECLINO

Il tema che mi è stato affidato – “ da Livorno alla Bolognina: ascesa e declino della nozione di internazionalismo” – è particolarmente pregnante, denso; un tema nel quale si deposita l’intera storia del Partito Comunista italiano; un tema, di per sé, capace di evocare l’intero tragitto storico del PCI; un tema come specchio sicuro dei cambiamenti, delle mutazioni profonde – politiche e teoriche –, sino alla mutazione genetica, sino al rifiuto di sé, della propria natura antimperialista, anticapitalista, rivoluzionaria di quello che è stato il più grande partito comunista dell’Occidente e il più grande al mondo non al potere: il PCI, appunto.


Affrontare un tema di questo rilievo non è affatto facile; a pensarci, manca – su tale questione – uno studio definito, organico, un excursus storico teoricamente, ideologicamente strutturato e capace di mettere a fuoco, appunto, la parabola evolutiva ed involutiva che ha segnato, in relazione ad una categoria chiave, per ogni forza rivoluzionaria, come quella dell’internazionalismo, la storia del PCI.

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Vertice dell'Unione Africana: il Sudafrica mette in scacco la Francia

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da “Atlas Alternatif” | Traduzione di Marx21.it

UA PingZuma 0Il 18° vertice dell'Unione Africana (UA) si è chiuso lunedì 30 gennaio 2012 con un triste bilancio per l'unità di questo continente. Né il presidente uscente gabonese Jean Ping (69 anni) né la sudafricana Nkosazana Dlamini-Zuma (63 anni) sono riusciti ad imporsi alla testa dell'organizzazione, di modo che il mandato del premier è stato prolungato di sei mesi.

L'esito dello scrutinio (32 voti per Ping, 20 schede bianche al termine della quarta votazione) sebbene sia negativo per l'immagine dell'unità africana, segna soprattutto una sconfitta per il progetto di rinnovamento della Francafrique e più in generale per l'imperialismo occidentale, in particolare in merito alla Libia.

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L'Italia scopre, con notevole ritardo, il mercato mondiale

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di Pasquale Cicalese per Marx21.it

catena-di-montaggio“Produzione di massa e vendite di massa erano, su base capitalistica, desiderabili da tempo immemorabile. Solo nella fase avanzata dell’accumulazione, però, quando la valorizzazione dell’enorme capitale all’interno diventa sempre più difficile, solo in questa fase l’estensione e la sicurezza di un mercato di sbocco più grande possibile diviene una questione di vita per il capitalismo. (…) Da tutto questo deriva che anche nell’area nazionale si fa avanti l’idea sempre più vincente della “grande azienda” nei confronti della “piccola e media azienda” Henryk Grossmann, “La legge dell’accumulazione e del crollo del sistema capitalista”, Mimesis 2011, pag. 399.
 

Partiamo da un dato: a prezzi correnti, il pil mondiale è cresciuto dal 2000 al 2011 da 37 mila miliardi di dollari a 73 mila miliardi, mentre il commercio estero, complessivamente, è cresciuto nello stesso periodo di circa il 170%.

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Le guerre future con l’AGS e i droni di Sigonella

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di Antonio Mazzeo | dal suo blog

sigonella-w300La Sicilia sacrificata sull’altare del dio di tutte le guerre. Quelle di oggi e quelle future. Negli oceani, in cielo, in terra. Guerre satellitari, spaziali, stellari. Disumanizzate e disumanizzanti. Da combattere su un monitor a migliaia di chilometri distanti. Con aerei senza pilota e bombe teleguidate. Ordigni di ogni tipo, forma e dimensione. Al laser o all’uranio impoverito, killer elettromagnetici o nucleari. Target “virtuali” ma terribilmente reali: bambini, donne, anziani di cui nessuno conoscerà mai volti e identità. Corpi da spezzare, stuprare, dilaniare. Continenti da affamare. Popoli da sterminare.

I signori e i mercanti di morte hanno ipotecato ruolo e funzioni dell’isola: trampolino di guerra per colpire regimi disobbedienti e perpetuare ingiustizie e disuguaglianze planetarie; enorme centrale di spionaggio per incunearsi nelle vite di ognuno, dall’Atlantico agli Urali, dall’Africa all’estremo oriente.

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Siria, le ragioni del veto cinese

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

cina risoluzionesiriaCon questo articolo vogliamo esaminare la posizione cinese sull'affaire Siria, mentre si profila all'orizzonte l'ipotesi di un nuovo intervento militare, anche senza sanzione ONU, da parte di una nuova "coalizione di volenterosi" invocata dal premio Nobel per la pace Barack Obama.

Chiarire e inquadrare le motivazioni cinesi è una operazione indispensabile per rispondere alla criminalizzazione - l'ultima in ordine di tempo di una lunga sequela – di Pechino in quanto amica delle peggiori dittature. Curioso che si dimentichi che, storicamente, gli amici delle più sanguinose dittature siedono tranquillamente nel Consiglio di sicurezza conservando una intonsa verginità democratica!

La Cina ha chiaramente fatto tesoro dell'esperienza dell'aggressione libica allorquando la risoluzione n. 1973/2011 del Consiglio di Sicurezza per l'istituzione di una "No fly zone" diede il via libera ad un massiccio intervento militare della Nato finalizzato al cambio di regime e conclusosi con la barbara esecuzione davanti alle telecamere di Gheddafi.

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Il comunismo di Rossana Rossanda e la crisi del Manifesto

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di Emiliano Alessandroni per Marx21.it

rossanda manifestoL'editoriale di Rossana Rossanda [1] esprime una forma di “dogmatismo storico” di cui ho già avuto modo di accennare in un mio recente articolo sulla questione libica e le configurazioni assunte dai “cesarismi” nel corso della storia [2]. In questo come in altri casi ella parte da un'idea personale di comunismo che non intende mettere assolutamente in discussione e al cospetto della quale tutte le esperienze del socialismo reale del Novecento, gli intrepidi tentativi passati e presenti di costruire società post-capitalistiche, le esperienze vietnamita, cinese, cubana, crollano inesorabilmente come castelli di carta, o come deplorevoli campioni di fronte ad un disegno incorruttibile. Anziché elaborare e modificare la propria idea a partire dalla realtà e dalle miriadi di contraddizioni e complessità che essa presenta, la Rossanda vorrebbe tentare di costringere la realtà entro un'idea indiscutibile e preconcetta (la sua), che non ritiene necessario correggere. Da qui alla teratologia il passo è breve.

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Maggiore organizzazione e intervento dei comunisti nelle imprese e nei luoghi di lavoro

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da “O Militante”, rivista del Partito Comunista Portoghese | Traduzione a cura di Marx21.it

lutacontinua cgtp1. La situazione attuale richiede di far fronte a varie esigenze, è necessario un partito più forte e ci sono le condizioni per il suo rafforzamento.
 

Il Partito Comunista Portoghese è il partito della classe operaia e di tutti i lavoratori, deriva dalla sua natura di classe, dai suoi obiettivi e progetto e dall'importanza che dà alla chiarificazione, all'unità, all'organizzazione e alla lotta dei lavoratori, che dà all'organizzazione e all'intervento nelle imprese e nei luoghi di lavoro.
 

Questo da sempre è elemento essenziale del nostro Partito, riaffermato dal XVIII Congresso e nell'iniziativa “Avanti! Per un PCP più forte”.
 

2. In questo lavoro per un'azione efficace, è indispensabile conoscere la realtà dello sfruttamento, delle caratteristiche delle imprese e dei luoghi di lavoro, della situazione generale dei lavoratori. Proprio per illustrare i cambiamenti e le caratteristiche della situazione attuale, è importante tenere conto di aspetti come la precarietà e la disoccupazione, della composizione anagrafica dei lavoratori, del grado di partecipazione delle donne al lavoro, e della dimensione delle imprese e del grado di concentrazione dei lavoratori.

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E' ora che si processi la Marlane

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di Fosco Giannini, segreteria nazionale PdCI
e Giorgio Langella, segretario Federazione PdCI Vicenza

marlane protestada il Manifesto

LAVORO MORTALE- La sentenza Eternit apre una speranza di giustizia

Quella dell’Eternit è una sentenza epocale. Con essa si stabilisce che le malattie professionali hanno una causa e che questa causa è, principalmente, la ricerca del profitto ad ogni costo. Fa riflettere. Viviamo in una società dove tutto viene asservito al guadagno di pochi. I lavoratori sono strumenti che servono ai padroni per accumulare ricchezza, diventano ingranaggi. Non sono più persone. La tutela dell’ambiente e la sicurezza nei luoghi di lavoro sono costi che si devono abbattere. Con questa logica spaventosa vengono perpetrati i più odiosi delitti. Si mette a rischio la salute di chi lavora, dei loro familiari, di chi vive vicino agli stabilimenti. Si uccide. In nome e per conto del padrone. Questo è successo alla Eternit. Questo è successo e succede, in maniera più o meno estesa, ogni giorno in ogni parte d’Italia. Il processo Eternit e la condanna per disastro doloso accendono una speranza. La speranza di chi non vuole chinare la testa e con ostinazione lotta per ottenere verità e giustizia nonostante il silenzio, l’omertà, i ricatti, le connivenze che ci sono quando si mettono in discussione i privilegi di lorsignori .

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Il mio ricordo di Mario Geymonat

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di Paola Pellegrini

geymonat“Chi osserva con attenzione la situazione di oggi, non può non rendersi conto di come essa attraversi un periodo drammatico, favorito e sviluppato dalla terribile crisi economica dovuta alle speculazioni finanziarie (se ne accorge anche il papa!). È in agguato pure la guerra, tante volte utilizzata in passato per risolvere i problemi dei potenti: penso ai tentativi di colpi di stato (di recente in Ecuador), all’assedio di Gaza e alle minacce israeliane a Teheran, alla tensione crescente dei paesi occidentali con la Corea del Nord e con la stessa Cina (fino alla assegnazione provocatoria del “premio Nobel per la pace” al dissidente Liu Xiaobo). I colloqui fra Netaniahu e Abu Mazen non producono nulla, ed è sempre più impantanata la “missione di pace”, come vergognosamente si continua a chiamare la guerra in Afghanistan (ora anche con le armi sui bombardieri italiani, tanto per fare stragi di civili innocenti). Ma non basta: i mezzi di informazione padronali tentano di convincere chi perde il lavoro che non è colpa del capitalismo, di una visione scellerata delle relazioni e dei conflitti, bensì degli immigrati, e il razzismo più nero avanza anche in terre di antica civiltà.

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Khader Adnan, detenuto palestinese, 60 giorni di sciopero della fame

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di Bassam Saleh, Coordinatore nazionale Associazione Amici dei Prigionieri Palestinesi

khader adnan liberoKhader Adnan è stato arrestato presso la sua casa di Jenin dalle Iof (Forze di occupazione israeliane) il 17 dicembre 2011 alle 3 del mattino. Le Iof sono penetrati nella sua casa arrestandolo in maniera violenta davanti alle due figlie piccole e alla moglie incinta: è stato picchiato selvaggiamente mentre lo portavano in caserma ammanettato e bendato. Malgrado le ferite è stato sottoposto ad interrogatorio, durante il quale si è rifiutato di rispondere alle domande anche perché non era in grado di capire la lingua dell'interrogatorio.

Khader ha iniziato subito lo sciopero della fame contro le modalità di arresto, interrogatorio, isolamento e detenzione preventiva. SOTTOLINEO: DETENZIONE PREVENTIVA DI QUATTRO MESI. Da allora Kahder ha iniziato uno sciopero della fame, rifiuta di parlare e rifiuta le cure mediche. CHIEDE SEMPLICEMENTE GIUSTIZIA E UN TRATTAMENTO UMANO.

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Barack Obama al supermarket delle armi 2013

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di Antonio Mazzeo dal suo blog

f35 lightning-w300Sacrifici e tagli per tutti ma non per i mercanti di morte. L’amministrazione Obama ha presentato al Congresso la proposta di bilancio 2013 per il comparto “difesa”: 613 miliardi di dollari, 525 per pagare stipendi e acquistare cacciabombardieri, missili, carri armati e bombe nucleari e 88 per le missioni di guerra d’oltremare. Meno di quanto chiedevano generali e ammiragli ma alla fine tutti sono rimasti contenti: la Marina confermerà i suoi undici gruppi navali guidati da portaerei a propulsione atomica, l’Aeronautica e i Marines avranno i nuovi caccia ed elicotteri multi-missione, l’Esercito si diletterà con superblindati, tank, radar e intercettori terra-aria. Grazie agli ordini Pentagono potranno brindare le borse e le aziende leader del complesso militare industriale Usa, le inossidabili Boeing, General Dynamics, Lockheed Martin, Northrop Grumman, Raytheon, ecc..

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Per uno sbocco progressivo alla crisi

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di Andrea Catone, Editoriale del numero in corso di distribuzione della rivista MarxVentuno

pame corteo1-w300Spirale greca
 

Mentre scriviamo, è in corso un altro atto della crisi greca, secondo un copione ormai noto: sotto la minaccia del default la “troika” - Fmi, Commissione europea e Bce - vincola la concessione di un prestito di 130 miliardi di euro a un’ulteriore manovra lacrime e sangue, dopo quelle di maggio 2010 (tagli alla spesa sociale, ai salari, al pubblico impiego, alle pensioni), giugno 2011 (altro piano di austerità), settembre 2011 (tagli alle pensioni, al pubblico impiego, nuova tassa sugli immobili): taglio dell’1,5% della spesa pubblica, di cui il 30% colpirà la sanità; riduzione degli stipendi minimi a 500 euro; taglio dei sussidi pensionistici e licenziamento di 150mila dipendenti nella pubblica amministrazione entro il 2015, di cui 15mila entro il 2012; svendita di quel che rimane del patrimonio pubblico.

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Russia: rapporti di forza. 4 febbraio: una grande giornata di manifestazioni in Russia

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di Aleksandr Latsahttp://fr.rian.ru | Traduzione di Spartaco Puttini per Marx21.it

russia proputin4 FEBBRAIO: UNA GRANDE GIORNATA DI MANIFESTAZIONI IN RUSSIA

“Un altro sguardo sulla Russia”

Mosca e la Russia intera hanno assistito ad una grande giornata di manifestazioni sabato 4 febbraio 2012. E’ interessante osservare queste manifestazioni e metterle a confronto con quelle del dicembre 2011. Una prima grande manifestazione dell’opposizione aveva avuto luogo il 10 dicembre 2011 sulla piazza Bolotnaja, a Mosca, ed aveva raggruppato tra le 35 e le 45 mila persone. Molti dei manifestanti contestavano i risultati delle ultime elezioni legislative, ma il meeting si era rapidamente trasformato in una iniziativa anti-Putin.

Il successo di questa prima manifestazione ha incitato un certo numero di personalità dell’opposizione politica, di leader di movimenti e associazioni e di rappresentanti della società civile (blogger, giornalisti) a costituire un movimento di protesta sulla base di due rivendicazioni principali: annullare le elezioni legislative e soprattutto esigere la partenza del primo ministro e candidato alle elezioni presidenziali Vladimir Putin.

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La tragedia greca, la follia militare e la sinistra

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di Oliviero Diliberto | da il Fatto Quotidiano blog

grecia donna poliziaIn questi giorni siamo tutti greci. Dalla parte del popolo greco massacrato dalla follia del ricatto neoliberista europeo. Perché quello che succede oggi in Grecia può accadere a ogni altro popolo europeo, Italia compresa.
 

Sono stato in Grecia da poco, Atene era spettrale: negozi chiusi, ovunque manifestazioni, scuole senza libri, ospedali senza siringhe. Un paese paralizzato. La Grecia poteva essere salvata all’inizio della crisi con soli 30 miliardi euro. Invece la Troika (Bce, Commissione Europea e Fmi) ha voluto colossali piani d’austerity che hanno fatto crollare il Pil greco del 12%. E hanno fatto schizzare il debito al 165% (all’inizio era al 120%). Una cura che ha finito per ammazzare il paziente.
 

Quanti miliardi sono stati regalati alle banche in questi anni? Perché, invece, per salvare gli Stati i soldi vengono prestati (debito che si aggiunge al debito) e i prestiti sono condizionati a manovre da lacrime e sangue? Quale folle logica c’è dietro a tutto ciò?

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Solidarietà con Atene e Lisbona, avanguardia delle lotte dei popoli europei per un'altra Europa

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di Fausto Sorini, segreteria nazionale, responsabile esteri PdCI

mavrikos parlamentoI comunisti italiani esprimono piena solidarietà alle lotte in corso in queste ore del popolo greco, guidate dai comunisti e dal sindacato di classe, in difesa della dignità nazionale e di una politica di pace e di giustizia sociale, minacciate dai diktat di una Ue oggi fondata sul triumvirato Merkel- Sarkozy- Monti, con il pieno sostegno dell'amministrazione Usa.

Siamo solidali anche con le lotte del popolo portoghese, per gli stessi obbiettivi, guidate dai comunisti e dalla CGTP, che hanno portato sabato in piazza a Lisbona oltre 300.000 persone, nella più grande manifestazione che la storia del Portogallo ricordi.

Grecia e Portogallo, i partiti comunisti e i sindacati di classe dei rispettivi paesi, sono in questo momento l'avanguardia e la punta più avanzata delle lotte dei popoli europei contro la politica reazionaria della Ue, per un'altra Europa.

Lavoriamo perchè i comunisti e il sindacalismo di classe del nostro Paese sappiamo fare la loro parte in questa lotta che sta assumendo ormai una dimensione europea, per un'altra Europa.

Così come a Genova nel 2001, anche oggi gruppi di provocatori professionali - travestiti da black block o da altro - stanno cercando di far degenerare le lotte operaie e di massa e di isolare il movimento di lotta dal più ampio consenso popolare e democratico.

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The Draghi Put

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di Pasquale Cicalese per Marx21.it
 

Mario-Draghi-w300Greenspan Put: così è stata qualificata l’asset inflation statunitense negli ultimi decenni. A partire dal crack borsistico di Wall Street del 1987, l’espansione illimitata di moneta da parte della Federal Reserve garantiva spettacolari aumenti di azioni (in tal modo le pensioni americane, legate ai corsi azionari, venivano corrisposte), obbligazioni e delle materie prime. Essendo il dollaro moneta internazionale, l’inondazione di liquidità monetaria provocava aumenti dell’inflazione mondiale. Del resto la Greenspan Put era in voga già negli anni sessanta, a tal punto che il Generale De Gaulle si batté per ripristinare il gold standard alternativo al gold exchange standard, basato sulla convertibilità del dollaro in oro.
 

Ad ogni sintomo di recessione americana o di sgonfiamento di bolle azionarie, Greenspan rispondeva con l’abbattimento dei tassi di interesse e dando liquidità illimitata alle investment-banks di Wall Street.

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L'apocalisse della democrazia, dal debito sovrano allo stato d'emergenza

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di Domenico Moro, responsabile Progetto per la formazione di Marx XXI

 

monti profilo

L'articolo, che pubblichiamo con l'autorizzazione dell'autore, appare nel numero di “Marx XXI” rivista in corso di distribuzione

 

La nomina del governo Monti e, più in generale, il modo in cui l’Europa sta affrontando la crisi del debito rappresenta un passo avanti nella conclusione del tipo di governo affermatosi a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Più correttamente, si potrebbe dire che la crisi del debito solleva il velo sulla natura reale della democrazia borghese, attiva le potenzialità negative insite nel nostro sistema istituzionale, e conduce agli estremi quelle tendenze autoritarie che sono presenti da molto tempo in Italia, nel resto d’Europa e nel cosiddetto Occidente.

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