Occidente, Dumping e massacri civili

Occidente, Dumping e massacri civili

di Mark Epstein

Il supremo cinismo con il quale l’Occidente tratta il resto del mondo, soprattutto i paesi in via di sottosviluppo, non è una novità per coloro anche minimamente familiari con i vari aspetti del colonialismo e dell’imperialismo.

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C’è molto di più della Belt and Road Initiative

C’è molto di più della Belt and Road Initiative

di Fabio Massimo Parenti

Se gli USA e l’Europa stanno perdendo terreno sul piano tecnologico rispetto alla Cina, sul piano culturale solo l’Europa, meglio il Mediterraneo, può competere, costruendo una proficua amicizia ...

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Il Libano respinge le proposte di Pompeo

Il Libano respinge le proposte di Pompeo

Rete Voltaire

Il Segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, ha incontrato i tre principali dirigenti del Libano: il presidente della Repubblica, Michel Aoun (cristiano maronita); il primo ministro Saad Hariri (musulmano sunnita); e il portavoce del parlamento, Nabih Berri (musulmano sciita) -…

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Gli errori dell’Occidente hanno spianato la Via della Seta

Gli errori dell’Occidente hanno spianato la Via della Seta

di Guido Salerno Aletta

La Cina guarda al Mediterraneo, tornato nuovamente centrale nella geopolitica. La Via della Seta di cui tanto si parla, chi palesando il timore di una espansione eccessiva di Pechino

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“Il governo Monti non è la soluzione. Serve una vera svolta politica ed economica”. Il punto di vista di Vladimiro Giacchè

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di Salvatore Romeo ('84) | http://www.siderlandia.it

 

vladimiro giaccheVladimiro Giacchè, economista e vice-presidente dell’associazione “Marx XXI”, è autore di numerosi saggi di carattere economico e filosofico e recentemente ha curato l’edizione italiana di una raccolta di scritti di Karl Marx sulla crisi (K. Marx, Il capitalismo e la crisi, DeriveApprodi, 2009). All’inizio del prossimo anno pubblicherà un volume proprio sul particolare momento economico che stiamo attraversando. Ed è appunto di questo che abbiamo parlato, con uno sguardo particolare rivolto all’attualità politica.

 

Dottor Giacchè, ci aiuti a capire quello che è successo in questi giorni sui mercati finanziari. Perché i titoli di Stato italiani sono soggetti ad attacchi speculativi?

 

E’ una cosa abbastanza logica. Io non lo intenderei come un attacco dotato di una regia. In realtà la cosa è più semplice e peggiore di questa. A un certo punto, per una serie di motivi, chi opera sui mercati si è convinto che il debito pubblico italiano non sia più “sostenibile”. I motivi sono diversi: essenzialmente la bassa crescita del nostro paese, che fa sì che il rapporto debito/PIL vada aumentando per effetto dell’andamento del denominatore; l’altro punto è l’assoluta insipienza del governo Berlusconi, che ha fatto più o meno il contrario di quello che doveva fare. Non soltanto perché le manovre hanno colpito gli interessi della parte più povera della popolazione – il che comporterà un calo della domanda e quindi effetti recessivi –, ma ha anche dato all’Europa l’impressione di voler fare il furbo – cioè di voler continuare a tirare a campare, che è una cosa che oggi assolutamente nessuno si può permettere.

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"Migliorare il lavoro del partito"

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di Fosco Giannini, Direzione Nazionale del PdCI

 

operai corteoUna “recensione” di un opuscolo di Pietro Secchia, del 1946, dal quale è ancora possibile trarre riflessioni e proposte di lavoro utili anche per il presente, per la ricostruzione del Partito comunista


Dopo il positivo, felice esito del 6° Congresso nazionale del PdCI, che ha rilanciato con forza, come suoi obiettivi centrali, l’unità dei comunisti e la ricostruzione del Partito comunista in Italia, l’unità delle sinistre e la costituzione di un vasto arco di forze democratiche per battere le destre, è ora il tempo di rimboccarsi le maniche e dedicarsi – dirigenti, quadri, militanti comunisti – alla strutturazione del Partito, al rafforzamento della sua organizzazione, al suo radicamento nei luoghi di lavoro e di studio, nei territori, nella società. Tale compito, che sempre è prioritario, diviene oggi ancor più centrale ed impellente in relazione alla situazione concreta in cui il PdCI e il suo progetto di ricostruzione del Partito comunista sono immersi.
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E' in atto, da parte di USA e UE, il tentativo di destabilizzare il Nicaragua, dopo la schiacciante vittoria del Fronte Sandinista

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La denuncia di Carolus Wimmer, esponente del Partito Comunista del Venezuela | da www.solidnet.org

 

ortega nicaraguaTraduzione a cura di Marx21.it

 

Mettendo in discussione in modo irresponsabile e senza prove il risultato delle recenti elezioni presidenziali in Nicaragua, gli Stati Uniti e i loro alleati dell'Unione Europea (UE) promuovono un clima di violenza elettorale in America Centrale. La denuncia viene dal deputato per il Polo Patriottico al Parlamento Latinoamericano (Parlatino), Carolus Wimmer del Partito Comunista del Venezuela (PCV).

 

Wimmer ha dichiarato che mettere in dubbio la indiscutibile rielezione di Daniel Ortega con più del 60% dei voti, obbedisce ai criteri del piano imperialista di destabilizzazione dei governi sovrani che non si sottomettono ai disegni di Washington per la regione.

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Intervento di Domenico Losurdo al 6° Congresso Nazionale del PdCI

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di Domenico Losurdo | dal suo blog

 

losurdo congressoSono lieto di prender parte a quello che potrebbe essere un rilancio e persino un nuovo inizio della presenza comunista nel nostro paese. Allorché vent’anni fa si dette vita a Rifondazione Comunista, il clima ideologico era ben diverso da quello odierno. Vent’anni fa a Washington gli ideologi più enfatici proclamavano che la storia era finita: in ogni caso il capitalismo aveva trionfato e i comunisti avevano avuto il torto di stare dalla parte sbagliata, anzi dalla parte criminale della storia. Oggi sappiamo che queste certezze e queste mitologie avevano fatto breccia anche nel gruppo dirigente di Rifondazione Comunista. Si è così assistito allo spettacolo grottesco per cui un leader di primissimo piano ha dispiegato tutto il suo talento oratorio per dimostrare che i comunisti avevano sempre avuto torto e avevano sempre provocato catastrofi in Russia come in Italia; e continuavano ad aver torto in Cina come in Vietnam e, in ultima analisi nella stessa Cuba. Ben si comprende l’entusiasmo della stampa borghese per questo profeta, per questo dono venuto dal Cielo. Ma il risultato finale lo conosciamo tutti.

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L’esperienza di «Marxismo oggi»

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di Guido Oldrini, direttore di "Marxismo Oggi" | sul numero corrente della rivista MarxVentuno

 

LA FUNZIONE DELLE RIVISTE MARXISTE DI CULTURA SUL TIPO DI «MARXISMO OGGI» STA PRINCIPALMENTE NEL CREARE UN FRONTE DI OPPOSIZIONE, A LIVELLO CULTURALE, CONTRO LA CULTURA DELLE CLASSI DOMINANTI, SPECIE LÀ DOVE VENGONO IN CAMPO PROBLEMI DI FONDO: I CONTRASTI TRA LE CLASSI, L’ASSETTO SOCIALE DELLA VITA DEGLI UOMINI, I DESTINI REALI ULTIMI DEL PAESE

 

marxismooggiNon credo di sbagliarmi scorgendo qualche analogia nella storia della genesi delle riviste «MarxVentuno» e «Marxismo oggi», nata ventiquattro anni fa con il proposito di salvaguardare politicamente e culturalmente l’eredità lasciata dal Partito comunista italiano, dopo l’ignominioso scioglimento decretatone tra le lacrime – ignominia nell’ignominia – dal suo Segretario di allora; oggi «MarxVentuno» nasce quando, al termine – si spera – del lungo ciclo non felice di vicende e contrasti tra i gruppi costitutivi della sinistra comunista, sembra venga finalmente maturando all’orizzonte il disegno di una ricostruzione del PCI.

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Alfonso Cano, eroe della Colombia

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di Miguel Urbano Rodrigues* da www.odiario.info | Traduzione a cura di Marx21.it

 

*Miguel Urbano Rodrigues (1925), figura storica del comunismo portoghese, è un noto giornalista e scrittore, autore di decine di pubblicazioni. In passato e’ stato caporedattore di Avante, organo del Partito Comunista Portoghese e direttore del giornale O Diario. E’ stato deputato del PCP nell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa. Tra gli editori di Odiario.info (a cui collaborano prestigiosi intellettuali progressisti di molti paesi, tra cui Domenico Losurdo), dirige oggi l’autorevole sito antimperialista Resistir.info.

 

alfonsocano farc

Alfonso Cano, comandante in capo delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia è caduto combattendo il 4 novembre.

 

Alfonso Cano si è battuto per la liberazione della Colombia per più di quattro decenni. Di origine borghese ha rotto con la sua classe all'Università di Bogotà dove studiava Antropologia. Dirigente della Gioventù Comunista conquistò il rispetto dei professori e dei colleghi per il suo talento, cultura e fermezza di carattere. Era un intellettuale brillante che aveva dei classici del marxismo e della storia del suo paese una conoscenza profonda, al momento della sua adesione alle FARC. E' stato con Jacobo Arenas uno dei più creativi ideologi dell'organizzazione rivoluzionaria. Non ha sorpreso, perciò, la sua nomina a comandante in capo quando è morto Manuel Marulanda.

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Israele e Stati Uniti realizzeranno le manovre congiunte più imponenti nella storia degli alleati

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 di Natasha Mozgovaya, Haaretz | traduzione a cura di Marx21.it

 

USA-Israel-w350Il sottosegretario agli Affari Politici e Militari USA Andrew Shapiro afferma che la relazione in materia di sicurezza con Israele è più profonda e intensa che mai nel passato.

 

Israele e Stati Uniti saranno coinvolti nelle manovre congiunte “più importanti” e “di maggiore rilevanza” nella storia dei due alleati, ha dichiarato il 5 novembre Andrew Shapiro, sottosegretario agli Affari Politici e Militari degli Stati Uniti.

 

In un intervento al Washington Institute for Near East Policy(Istituto Washington per la Politica del Medio Oriente), Shapiro ha annunciato che parteciperanno alle manovre più di 5.000 effettivi delle forze armate statunitensi e israeliane, nella simulazione della difesa dei missili balistici di Israele.

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Saluto del Segretario Generale del C.C. AKEL A. Kyprianou al 6° congresso del Partito dei Comunisti Italiani

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28 Ottobre 2011

 

Da parte del C.C. AKEL, rivolgo un caloroso saluto combattivo al 6° Congresso del Partito dei Comunisti Italiani. Auguro ogni successo ai propri lavori. I Congressi dei Partiti come i nostri, costituiscono sempre il momemto culminante per l’ azione e le loro lotte. Non si tratta di feste di comunicazione, bensì di forum di sostanziali dibattiti. Non si tratta di una formale organizzazione, bensì del colmo del dibattito nel Partito sul quadro politico ed organizzativo, in base al quale continuerà la sua lotta per il progresso, il benessere e le conquiste per i lavoratori del paese, per i lavoratori di tutto il mondo.

 

 

Il 6° Congresso del Partito si riunisce in condizioni molto critiche per l’ Italia ma anche per il mondo intero. L’ imperialismo aumenta la propria aggressività contro i popoli. L’ Iraq e l’ Afghanistan si trovano tuttora sotto l’ occupazione delle Forze della Nato.

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War Tour: partenze e arrivi

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di Manlio Dinucci | su il Manifesto

 

nato soldati_cargo-w350Al Pentagono lo chiamano «repositioning», riposizionamento di forze militari. E’ il grande Tour della guerra, le cui località preferite sono in Asia e Africa. In partenza dall’Iraq le truppe Usa. Immanuel Wallerstein la definisce «una sconfitta paragonabile a quella subita in Vietnam», perché i «leader politici iracheni hanno costretto gli Stati uniti a ritirare le truppe» e «il ritiro è stato una vittoria per il nazionalismo iracheno». Secondo lui, dopo due guerre, l’embargo e otto anni di occupazione che hanno provocato milioni di morti ed enormi distruzioni, l’Iraq ne esce più forte e indipendente, se riesce a imporre la sua volontà alla maggiore potenza mondiale. Ben diversi i fatti. Durante l’occupazione, la Cia e il Dipartimento di stato hanno lavorato in profondità per «una soluzione politica in Iraq basata sul federalismo», secondo l’emendamento fatto passare in senato nel 2007 dall’attuale vicepresidente Joe Biden.

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L'Ottobre vive e vivrà

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di Albano Nunes, della segreteria del Partito Comunista Portoghese | traduzione a cura di Marx21.it

 

propaganda 1917Per i comunisti portoghesi ricordare il 7 novembre e celebrare la prima rivoluzione socialista vittoriosa è un atto di coerenza rivoluzionaria e di fedeltà alle radici del loro partito. Il PCP, che è opera della classe operaia portoghese e prodotto della maturazione del movimento operaio portoghese, è nato con lo straordinario impatto mondiale della Rivoluzione d'Ottobre e l'esaltante esempio del partito bolscevico e di Lenin. Nell'anno in cui celebriamo il 90° anniversario del Partito è particolarmente opportuno sottolineare che il 6 marzo e il 7 novembre sono tratti inseparabili della storia di questo partito, patriottico e internazionalista, una storia che, con vittorie e sconfitte, luci ed ombre, il PCP assume interamente con orgoglio.

 

Il ricordo del 7 novembre rappresenta la giusta valorizzazione di un'epopea che, dalla conquista del potere da parte della classe operaia all'avvio pionieristico della costruzione di una nuova società, ha trasformato completamente la vecchia Russia imperiale zarista, dimostrando ai lavoratori e ai popoli di tutto il mondo che la loro liberazione dalle catene del capitale non solo era possibile, ma era possibile anche, con la partecipazione impegnata e creativa dei lavoratori e la direzione della sua avanguardia rivoluzionaria, costruire sulle rovine del vecchio ordine un nuovo ordine più libero, più giusto, più pacifico, più umano, una società realmente superiore alla società capitalista.

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Il ricordo vivo del grande Ottobre

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di Andrea Catone, direttore di MarxVentuno rivista

 

Lenin 1917-11_im_bolschewistischen_Hauptquartier_Serow-w350Ricordiamo il 7 novembre non per un esercizio retorico. Ogni anniversario di quella rivoluzione per i militanti comunisti deve essere occasione di riflessione per l’agire presente.

 

Il ricordo vivo del grande Ottobre ci dice prima di tutto che la rivoluzione è possibile, che la lotta dei popoli contro il giogo dell’oppressione e dello sfruttamento può essere vittoriosa, che il socialismo, un ordine nuovo antitetico a quello capitalista e imperialista, non è una chimera, ma il reale concreto. Questo ha un valore universale, che travalica le differenze che sono esistite ed esistono tuttora all’interno del movimento operaio. Per il solo fatto di affermare il diritto dei popoli alla rivoluzione, la possibilità concreta della rivoluzione, l’Ottobre dovrebbe essere commemorato e onorato da tutti coloro che si battono contro il capitalismo e l’imperialismo. In questo senso l’Ottobre è di tutti i popoli in lotta.

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7 novembre 1917, 7 novembre 1941, due giorni che hanno cambiato il corso della storia

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di Sergio Ricaldone* per Marx21.it | Sergio Ricaldone è membro del Comitato Centrale del PdCI

 

rivoluzione russaMi sono spesso domandato quali siano stati i momenti cruciali che hanno segnato la mia vita e quella di tanti altri militanti comunisti della mia generazione.


Sovente, senza che neppure ce ne accorgiamo le cose accadono da sole. Sembrano fatalità, coincidenze, ma sono in realtà emozioni, vibrazioni, impulsi, momenti decisivi trasmessi dal mondo reale che ti circonda, che alimentano la tua coscienza fino a formare un unico razionale pensiero che poi ti guida nelle grandi scelte che la vita ti impone di compiere. 

 

Il 7 novembre 1941, 24° anniversario della Rivoluzione d’Ottobre, è stato per me uno di quei momenti. Di cui conservo, 70 anni dopo, un ricordo indimenticabile.

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Ottobre rosso in Asia orientale

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di Spartaco Puttini per Marx21.it

 

mao-chinese-revolution-w350La rivoluzione russa e la lotta dei popoli oppressi contro l’imperialismo

 

“Quando la storia della prima metà del ventesimo secolo […] verrà scritta in una più ampia prospettiva, è difficile che un solo tema si riveli più importante della rivolta contro l’Occidente" [1] . [Geoffrey Barraclough]

 

La Rivoluzione d’Ottobre aprì una fase nuova nella storia, tanto per quel che riguarda le masse popolari dei paesi occidentali, quanto per quel che concerne la riscossa dei popoli coloniali.

 

Tra gli effetti ad oggi più duraturi della Rivoluzione d’Ottobre vi è senza dubbio quello di aver concorso in modo determinante al risveglio dei popoli sottoposti al colonialismo. E’ di questo aspetto che cercheremo di dare conto nelle righe che seguono, con una particolare attenzione all’Asia orientale dove nel corso del Novecento si svilupparono vittoriosamente due grandi rivoluzioni nazionali e antimperialiste (egemonizzate dai comunisti): quella cinese e quella vietnamita. Due rivoluzioni che contribuirono come poche altre a cambiare la storia del mondo. Oggi che l’Asia orientale con al suo centro la Cina emerge prepotentemente è il caso di interrogarsi sulle radici lunghe di quelle esperienze.

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La Cina e il rifiuto dell'egemonia

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

 

cina folla_bandiereNell’ottobre di quest’anno il governo della Repubblica popolare cinese ha reso pubblico il Libro Bianco “La Cina e il suo sviluppo pacifico" [1] con il quale viene ribadito che l’ascesa della potenza cinese sul piano internazionale ha carattere pacifico e che lo sviluppo economico ha come obiettivi l’uscita completa dal sottosviluppo – anche in questo documento viene specificato che “per un lungo periodo storico, la Cina resterà ancora un paese in via di sviluppo” - e la garanzia di benessere crescente per una popolazione di 1 miliardo e trecento milioni di persone. Un ambiente internazionale caratterizzato da cooperazione multilaterale e relazioni pacifiche è ritenuto, come lo era al momento della politica di riforma avviata negli anni ’80, fondamentale per la prosecuzione dello sviluppo economico e per la crescente prosperità del popolo cinese.

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Prove di guerra, aerei israeliani a Decimomannu

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di Manlio Dinucci | su il Manifesto del 4 novembre 2011

 

f16 israele-w350I caccia Nato di stanza a Decimomannu (Cagliari) avevano appena finito di bombardare la Libia, che subito si è svolta nella base aerea l’esercitazione Vega 2011. Ospite d’onore l’aviazione israeliana, che con quelle italiana, tedesca e olandese si è esercitata ad «attacchi a lungo raggio». Come riporta la stessa stampa israeliana, ciò rientra nella preparazione di un attacco agli impianti nucleari iraniani. L’esercitazione fa parte della cooperazione militare Italia-Israele, stabilita dalla Legge 17 maggio 2005. Rientra allo stesso tempo nel «Programma di cooperazione individuale» con Israele, ratificato dalla Nato il 2 dicembre 2008, circa tre settimane prima dell’attacco israeliano a Gaza. Esso comprende non solo esercitazioni militari congiunte, ma l’integrazione delle forze armate israeliane nel sistema elettronico Nato e la cooperazione nel settore degli armamenti. Così viene di fatto integrata nella Nato l’unica potenza nucleare della regione, Israele, anche se rifiuta di firmare il Trattato di non-proliferazione (mentre l’Iran, che non possiede armi nucleari, l’ha firmato).

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I paesi del BRICS danno lezione

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 Intervista a Alexander Kateb, sulla fine della dominazione occidentale | “Pagina 12”

 

kateb alexanderTraduzione a cura di Marx21.it

 

Dove sta il centro del mondo? A Parigi, a Washington, a Londra o a Brasilia e Pechino? Fino a pochi anni fa la risposta era inequivocabile: le tre capitali occidentali erano i nuclei del potere mondiale. Oggi non è più così. Il secolo XXI segna la fine della dominazione occidentale sul resto del mondo e apre una nuova fase storica che l'economista francese Alexander Kateb definisce come “la seconda globalizzazione dominata dai paesi del Sud”. Brasile e Cina hanno un ruolo centrale nella riconfigurazione economica e morale dei centri del potere. In un brillante saggio sul gruppo BRICS, composto da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, Alexander Kateb analizza il modo attraverso cui il centro di gravità si è spostato verso altre zone del mondo e mette l'accento sulla sconfitta del modello neoliberale e delle ideologie neocolonialiste con cui l'Occidente si è appropriato del pianeta. “E' finita l'era in cui le grandi potenze occidentali potevano decidere da sole sull'avvenire del pianeta”.

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Hasta siempre, compañera Fanny!

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di A.D.

 

fanny edelmanLa sera del primo novembre, all’età di cento anni, è morta a Buenos Aires Fanny Edelman, figura di rilievo del movimento femminile argentino ed internazionale, a lungo segretaria dell’Unione Donne Argentine e poi, dal 1972, della Federazione Democratica Internazionale delle Donne (Widf).

 

Fu proprio durante il suo segretariato che la Widf, insieme alla Women’s International League for Peace and Freedom, diede impulso ad una serie di iniziative che contribuirono in misura determinante alla proclamazione dell'Anno Internazionale delle Donne e alla convocazione della prima conferenza delle Nazioni Unite per le donne, a Città del Messico nel 1975: da quella storica conferenza ebbero vita le Decadi dell’Onu dedicate alle tematiche femminili, con le successive conferenze mondiali di Nairobi e di Pechino.


Quando qualcuno le chiedeva l’età, Fanny amava rispondere, con incredibile brio e lucidità, che aveva “molta, molta, molta giovinezza accumulata”. Nella sua lunga e intensa vita di militante e dirigente politica e associativa, è stata testimone e partecipe di molti degli avvenimenti cruciali del XX secolo, conservando sempre uno sguardo critico e acuto sul suo tempo e un’inesauribile volontà di futuro.

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Le controtendenze di Grossmann e l'economia italiana

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di Pasquale Cicalese

 

“Quanto maggiore è il capitale commerciale in rapporto al capitale industriale, tanto minore è il saggio di profitto industriale “(K. Marx, Il capitale Libro III);

 

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“Che tutto ciò debba agire sulla tendenza al crollo inasprendola e accelerandola risulta soltanto chiaro (…) L’eliminazione del profitto commerciale allo scopo del rialzo del saggio medio di profitto del capitale industriale viene imposta dal declino della tendenza di valorizzazione di questo capitale nel progredire dell’accumulazione; la tendenza all’eliminazione e la lotta contro il capitale commerciale cresce perciò con il crescere del livello di accumulazione. (H. Grossmann).

 

Nel Libro III de Il Capitale Marx analizza le tendenze di fondo dell’accumulazione capitalistica e soprattutto specifica varie controtendenze che frenano il crollo capitalistico. Henryk Grossmann è stato il marxista che più di tutti ha declinato le controtendenze marxiane nell’opera “La legge dell’accumulazione e del crollo del sistema capitalista”. Si deve a lui l’analisi più approfondita al riguardo e soprattutto una formidabile testimonianza degli avvenimenti del primi decenni del novecento antecedenti al crollo del 1929. Fondamentali sono le pagine riguardanti l’abbattimento dei costi di trasporto e la riorganizzazione dell’industria marittima degli anni venti.

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