La sovranità dell'America Latina è ancora una volta in pericolo

La sovranità dell'America Latina è ancora una volta in pericolo

di Marco A. Gandásegui

Che cosa hanno in comune Dwight Eisenhower, Lyndon Johnson e Richard Nixon? I tre presidenti degli Stati Uniti hanno organizzato campagne per rovesciare governi democraticamente eletti nei paesi dell'America Latina.

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Venezuela: l’oro nero che fa gola a molti

Venezuela: l’oro nero che fa gola a molti

di Danilo Della Valle

Da qualche settimana il Venezuela ha strappato nei media titoli di prima pagina che prima con difficoltà gli sarebbero stati concessi. Immagini di un Paese sull’orlo della guerra civile, afflitto da fame e da miseria.

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La Francia verso la fascistizzazione?

La Francia verso la fascistizzazione?

da collectif-communiste-polex.org

C'è un argomento sul quale il presidente-monarca Macron non ha mentito con i francesi: è la sua volontà di trasformare in profondità la Francia, per realizzare a tutti i costi le "riforme", che gli detta la sua fede religiosa nei…

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Reportage dalla Siria .2 – Giornata a Lattakia

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di Marinella Correggia | da www.sibialiria.org

syria-map-flag11Così è la guerra. Il giorno in cui a Damasco scoppiava una bomba vicino all’ambasciata iraniana, in cui Kofi Annan lamentava la ripresa delle violenze, in cui Obama dichiarava nuove sanzioni controla Siria, l’Iran e “chi li sostiene nell’uso delle tecnologie per colpire i civili”, e in cui l’opposizione al governo denunciava attacchi dell’esercito a Homs e Hama, la delegazione internazionale (“per la pace e l’accertamento dei fatti”) del World Peace Council e della Federazione mondiale della gioventù democratica, con persone da 24 paesi (da Cuba al Sudafrica, da Russia a Mozambico, da Venezuela a Italia ecc) si trovava nella tranquilla città marina di Lattakia, dove solo l’assenza di turisti faceva pensare a qualcosa di strano. Costa mediterranea, verde, con oliveti, agrumeti. Città con palazzi chiari, mai molto alti.

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25 aprile 1945 : vittorie, illusioni, sconfitte e speranze

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Sergio Ricaldone racconta la Resistenza ai giovani dell’ANPI

partigiano montagnaSiccome appartengo ad una specie ormai in via di estinzione, confesso di essere un po’ imbarazzato a rappresentare simbolicamente una storia lontana anni luce dalle versioni con cui viene raccontata oggi da molta letteratura e dalle fiction televisive.
 

Sono costretto a misurarmi con la potenza di fuoco del grande apparato mediatico che ogni giorno ci bombarda con notizie false e storie inverosimili, ed è una impresa disperata. Proverò comunque, nel tempo disponibile, a riproporvene da testimone qualche passaggio significativo, senza nascondermi dietro ipocriti pentimenti.
 

Quando nel 1943 decisi di imbracciare il fucile, avevo 18 anni e lo feci richiamandomi ad una parola nella quale credevo e continuo a crederci. Questa parola, per me bellissima, si chiamava comunismo ed è stata per molti di noi il propellente ideale che ha alimentato le nostre scelte di combattere il nazifascismo con la guerra partigiana. Dunque partigiano e comunista ! Due parole oggi impronunciabili. Diventate un’accusa oscena e infamante che ci accomuna a quella coniata dai nazisti in tutta l’Europa occupata: banditi e terroristi. Il che conferma che la storia solitamente la fanno e la vincono i popoli ma poi la scrivono e la raccontano i padroni che comandano.

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Unione Europea: una minaccia per la democrazia

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di Rui Paz, “Avante”, settimanale del Partito Comunista Portoghese | www.avante.pt

europa crisiTraduzione a cura di Marx21.it

Una parte significativa delle élites federaliste che oggi si vede obbligata a prendere le distanze dall'euforia che ha salutato l'euro, il Trattato di Lisbona e altre tappe del processo di integrazione dell'Unione Europea (UE), continua a difendere la tesi secondo la quale la soluzione all'attuale crisi politica, economica e sociale passerebbe per “più Europa!”. Critica, e a ragione, la cancelliera della Germania come dittatore per le sue minacce e azioni contro la sovranità dei popoli, ma ripete le parole d'ordine che conducono esattamente a ciò che è preteso dal grande capitale tedesco, il rafforzamento del suo potere d'intervento nell'orientamento politico dei governi degli altri stati. “Più Europa!” significa in realtà ulteriore approfondimento del federalismo, più egemonia tedesca, più regressione sociale e attacchi alla democrazia, più militarismo.

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Donne e lavoro: un “ritorno indietro”?

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di Delfina Tromboni, responsabile settore di lavoro “Identità, generi, trasformazioni culturali” del Dipartimento cultura della Direzione nazionale del PdCI
 

operaia lavoroR375 15nov08Tra i commenti agli ultimi dati sulle persone in cerca di occupazione (in Italia quasi 5.000.000 ormai, di cui 3.000.000 circa hanno smesso di cercare…), ce n’è uno che mi ha lasciata alquanto perplessa. Tra i 3 milioni che un lavoro ormai hanno rinunciato a cercarlo,si legge, le donne sono in prevalenza; tra le donne,la maggior parte ha tra i 18 ed i 24 anni. Proprio tra queste ultime, poco più che ragazze, per la gran parte del Sud, si assisterebbe ad una sorta di “ritorno indietro”: non cercherebbero cioè lavoro perché orientate a restare a casa, per badare alla famiglia.
E’ vero, lo ammetto: sono una vecchia femminista, e sempre mi metto in sospetto quando l’informazione “spara” affermazioni sull’orientamento delle donne non supportate da dati convincenti. E sono anche, lo so, una vecchia comunista, che sul valore del lavoro per le classi (e per il sesso) subalterni (gramscianamente parlando) ha costruito tutta la sua lunga ed ostinata militanza. Per il concorrere di questi due fattori, che fanno indubitabilmente di me un “dinosauro” della storia e della politica, sono portata a dubitare fortemente che i numeri citati testimonino quanto ho appena citato.

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La Nato si prepara alle guerre del 2020

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di Manlio Dinucci e Tommaso Di Francesco | da il Manifesto

French Marines AfghanistanUna notizia incoraggiante per i disoccupati, i precari, le famiglie colpite in Italia dai tagli alle spese sociali: «Il contributo dell'Italia al fondo per sostenere le forze di sicurezza afghane al termine della transizione, a fine 2014, sarà di sostanza e in linea con la quantità e la qualità della sua presenza in questo decennio in Afghanistan». Lo ha assicurato il ministro Giulio Terzi a Bruxelles durante il Ministeriale Esteri e Difesa della Nato.

L’ammontare complessivo del fondo sarà deciso al Summit Nato, che si svolgerà a Chicago il 20-21 maggio, ma il segretario generale Anders Rasmussen lo ha già quantificato in almeno 4 miliardi di dollari annui. Il grosso della spesa per mantenere le «forze di sicurezza» afghane, circa 350mila uomini, graverà sui maggiori paesi dell’Alleanza, Italia compresa. Rasmussen, lo presenta come un affare, sottolineando che è molto meno costoso finanziare le forze locali piuttosto che dispiegare truppe internazionali in Afghanistan.

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Monti: parole che fanno paura

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di Orazio Licandro | da www.ilfattoquotidiano.it

Ho più volte espresso le mie opinioni negative sul governo Monti, sulla sua azione “riformatrice”, sulla compagine tutt’altro che sobria e sempre all’altezza della situazione e sullo stesso Monti, sulla sua provenienza e la sua cultura politica, che in un precedente post scritto al momento dell’insediamento descrissi come il pugno di ferro dei banchieri e della finanza internazionale. Oggi, del tutto casualmente, mi sono imbattuto in questo video su YouTube relativo a un intervento del capo del governo, precedente all’incarico pubblico. Ascoltatelo, al netto delle sovrimpressioni, e… riascoltatelo e poi… ascoltatelo un’altra volta ancora!

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No alle ingerenze imperialiste nel Mali!

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da www.solidnet.org | Traduzione a cura di Marx21.it

cedeaoDichiarazione del Partito Algerino per la democrazia e il socialismo

Gli avvenimenti preoccupanti che hanno investito il Mali sono la conseguenza della soggezione di questo paese al neocolonialismo francese, dello sfruttamento delle sue magre risorse da parte di una borghesia compradora e di caste corrotte al servizio dell'imperialismo francese. In conseguenza di tale tutela, il Mali è uno dei paesi più poveri del pianeta. Le potenze imperialiste tentano di arginare l'avanzata delle lotte democratiche e patriottiche delle masse popolari maliane che vogliono farla finita con questa dominazione, di distruggere le forze di progresso di questo paese e della regione.

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Ma di quale "baratro" stanno parlando?

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di Salvatore d’Albergo

costituzione strappataDa quando la crisi capitalistica degli anni in corso è scoppiata nei termini documentati dai rapporti di sopraffazione del FMI, della Banca Mondiale e della BCE sulle istituzioni finanziarie nazionali europee e quindi sugli assetti dell'economia "reale", l'ossessività della pretesa dei centri di comando interni all'Unione Europea di imporre limiti sempre più gravosi alle politiche di governo degli Stati a rischio di "default" ha avuto l'effetto di nascondere, dietro al vero e proprio"terrorismo ideologico" alimentato dai cosiddetti "mercati finanziari", il “baratro” che si è inesorabilmente aperto sotto gli assi portanti dei presupposti della convivenza delle comunità nazionali europee, cioè delle rispettive Costituzioni.

Ciò è particolarmente grave per il caso italiano, il cui modello rimane caratterizzato come più avanzato rispetto a quello di ogni altro vigente nell'Europa occidentale proprio sul terreno dei principi concernenti i rapporti tra politica ed economia, nel segno di quella "democrazia sociale" che è stata la base delle lotte sociali per la conquista di obiettivi funzionali all'emancipazione di lavoratori e cittadini sia sul terreno dei rapporti tra fabbrica e stato, sia sul terreno dei rapporti sociali dei cittadini con lo stato delle autonomie.

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Vladimiro Giacchè: "Da oggi Keynes è fuorilegge. Impossibile investire"

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di Daniele Nalbone | da www.today.it

vladimiro giacche-2L'economista non ha dubbi: "Con il pareggio di bilancio si subordinano diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione all'articolo 81"

Sera di martedì 17 aprile. Il Senato ha appena inserito in Costituzione il pareggio di bilancio. Per capire gli effetti di questa riforma, abbiamo intervistato Vladimiro Giacchè, economista, autore del libro dal titolo "Titanic Europa - La crisi che non ci hanno raccontato" (ed. Aliberti, gennaio 2012).

Professor Giacchè, inziamo col provare a capire la base di questa riforma. Qual è la ratio del pareggio di bilancio in costituzione?

Il pareggio di bilancio, di fatto, sancisce l'illegalità del keynesismo. Secondo Jhon Maynard Keynes, nei periodi di recessione, con la 'domanda aggregata' insufficiente, era lo Stato, tramite il deficit spending, a far ripartire l'economia. Secondo questo principio, il deficit si sarebbe poi ripagato quando la crescita fosse ripresa. Ora, impedendo costituzionalmente il deficit di bilancio dello Stato - se non per casi eccezionali e comunque per periodi di tempo limitati - tutto ciò sarà impossibile.

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La privatizzazione della politica

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di Francesco Francescaglia, Responsabile organizzazione PdCI

parlamento italianoI casi Lusi e Belsito hanno scatenato un’ondata d’ira popolare contro il finanziamento pubblico ai partiti. Ira che si è generalizzata contro i politici. Tutti.

Tutti uguali, tutti ladri. Devono andarsene, meglio se direttamente in galera.
Togliere i soldi ai partiti. Anzi, cancellare direttamente i partiti.
I politici sono ladri, incapaci, corrotti, bugiardi. La politica è casta, cricca, privilegio.


L’Italia è ormai un grande palcoscenico per lo spettacolo indegno della corruzione. Ogni giorno, da anni, le cronache sono piene di politici arrestati, indagati, coinvolti in scandali.
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Ricordare Chris Hani

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di Andrea Genovali | da www.oltre-confine.it

Ricordare Chris Hani a diciannove anni dal suo assassinio.
Cosa resta delle sue idee nell’attuale Sudafrica?

chris haniNell’aprile di diciannove anni fa veniva assassinato Chris Hani, segretario del Partito Comunista del Sudafrica (Sacp). Il Sacp lo ha ricordato con una serie di manifestazioni e un lungo scritto nel quale si ripercorre la sua storia di militante e di dirigente comunista al servizio della libertà contro l’abominio dell’apartheid e del capitalismo.

Hani nasceva nel 1942 in uno sperduto villaggio chiamato kuSabalele, quinto di sei figli. La sua lotta rivoluzionaria inizia da giovanissimo, a 15 anni, quando, aderendo alla Lega giovanile del Sacp, prende parte alle lotte contro il Bantù Educational Act, che comprendeva molte delle leggi razziste che hanno caratterizzato il regime segregazionista di Pretoria. In particolare, quella legge stabiliva la separazione razziale nel corso di studi.

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L’articolo 18 flessibile dopo la (contro) riforma del lavoro

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di Piergiorgio Desantis, Giuslavorista | per Marx21.it

licenziato agile“Le imprese avrebbero voluto la sparizione della parola reintegro, ma con il tempo capiranno che ciò avverrà in presenza di fattispecie molto estreme e improbabili”. Neanche un velo per celare le reali intenzioni del legislatore nelle parole del Presidente del Consiglio Monti. L’esigenza, quindi, è quella di restringere il limite imposto all’esercizio del potere di recesso da parte datoriale: quello esercitato attraverso la reintegrazione nel posto di lavoro. Adesso, invece, si introducono ampi margini di flessibilità in uscita. Vediamo cosa avviene nel dettaglio.
 

Per quanto riguarda i licenziamenti discriminatori individuali, non vi è alcuna aggiunta o modifica: quando il giudice accerta la nullità dello stesso, scatta automaticamente il reintegro.

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Venezuela: la cospirazione dei banchieri

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di Pedro Campos, da www.avante.pt | Traduzione a cura di Marx21.it

chavez teatroCon l'avvicinarsi delle elezioni presidenziali in Venezuela si intensificano gli intrighi delle forze reazionarie, sostenute dall'imperialismo. Anche i “socialisti” spagnolo e cileno Felipe Gonzales e Ricardo Lagos partecipano attivamente alla cospirazione contro la Rivoluzione bolivariana.
 

Fino ad ora tutti i sondaggi scommettono su una vittoria chiara delle forze progressiste venezuelane nelle elezioni presidenziali del 7 ottobre. Tutti eccetto uno, che parla di un “disegno”, una porta aperta perché l'opposizione reazionaria possa gridare “frode!” e contestare il risultato elettorale.
 

La domanda di fondo che ci si pone di fronte alle elezioni presidenziali è se l'opposizione riconoscerà pacificamente una nuova vittoria rivoluzionaria e un nuovo ciclo presidenziale di Hugo Chavez. La storia recente non è in grado di lasciarci tranquilli. Si tratta della stessa opposizione che non ha ancora riconosciuto la sua sconfitta nel referendum del 2004, che fu vinto da Hugo Chavez con quasi il 60% dei voti. E al momento, nessuno dell'opposizione ha ancora fatto dichiarazioni che vadano nel senso del riconoscimento del risultato.

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Grandi laghi africani: continua la guerra per i minerali contro la Cina

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da “Atlas Alternatif” | Traduzione a cura di Marx21.it

“La penetrazione statunitense nel cuore dell'Africa ha come scopo quello di destabilizzare la Repubblica Democratica del Congo e di mettere le mani sulle riserve di cobalto, tantalio e diamanti. Più precisamente, gli Stati Uniti si propongono di utilizzare la politica della terra bruciata creando una situazione di guerra in Congo in grado di liquidare tutti gli investitori cinesi. Sull'esempio del conflitto libico, dove i cinesi, quando sono ritornati dopo la caduta di Gheddafi, hanno trovato un governo fantoccio che vuole fare affari solo con i paesi occidentali che lo hanno portato al potere”. 

congo esercitoIn un articolo pubblicato in Congo Libre (LINK), il giornalista Nile Bowie spiega i giochi della nuova presenza militare in Uganda e le pressioni sull'Est del Congo. Secondo lui, il pretesto ufficiale per tale presenza, la lotta contro l'Esercito della Resistenza del Signore non regge alla prova dei fatti: il gruppo di fanatici, l'entità dei cui delitti potrebbe essere anche stata esagerata dalla stampa occidentale. Bowie fa giustamente osservare come è nata questa guerriglia, in seno ad un'etnia, gli Acholi, perseguitata sotto il regime del vecchio scagnozzo dei britannici Amin Dada per le sue simpatie per l'ex presidente socialista Milton Obote rovesciato nel 1971, e in seguito dal regime filo-occidentale di Museveni (che aveva anch'egli contribuito al rovesciamento di Obote).

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La Siria tra le iene travestite da amici e i Brics espunti dalla comunità internazionale

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it
 

clinton amicidellasiriaLa divisione del mondo tra buoni e cattivi è una operazione da film d’azione hollywoodiano che miete successi nella formazione del consenso ma che, al contempo, non aiuta a capire nulla: da una parte i democratici – cui al massimo si imputa qualche piccola contraddizione – dall’altra i cattivi dittatori, sempre lordi di sangue innocente (sangue trasparente se appoggiati dai primi). Meglio sarebbe, come ci accingiamo a fare ora, operare una distinzione tra chi alimenta costantemente i venti di guerra e chi, invece, cerca di spegnere pericolosi focolai di crisi attraverso le armi della diplomazia: rispetto, dialogo, coinvolgimento delle parti e multilateralismo. Divisione semplicistica pure questa? Di certo non garantiamo la sua validità assoluta ma, proprio per questo, può mostrarsi utile. Soprattutto se, con alle spalle l’aggressione della Libia e la sua devastazione, ci riferiamo alla Siria.

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“Questione nazionale e lotta per il socialismo”

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nota a cura di Joanne Mota, da www.vermelho.org.br | Traduzione a cura di Marx21.it

20 partiti comunisti e antimperialisti partecipano al seminario internazionale organizzato dal Partito Comunista del Brasile (PCdoB)

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L'evento, che è stato promosso dalla Segreteria delle Relazioni Internazionali del Partito il 23 e 24 marzo, è parte delle celebrazioni per i 90 anni della fondazione del PCdoB.
 

Nell'occasione, che ha riunito più di 20 partiti e organizzazioni comuniste, rivoluzionarie, progressiste e antimperialiste, si è discusso in merito all'attuale momento storico e sulla simbiosi tra questione nazionale e di classe.
 

Renato Rabelo ha dichiarato a Vermelho(quotidiano telematico del PCdoB, ndt) che i motivi della realizzazione del seminario vanno ricercati nei cambiamenti strutturali in corso nel mondo. Secondo lui, le attuali condizioni generate dalla crisi del capitalismo evidenziano l'attualità delle analisi di teorici come Marx, Engels e Lenin, sulla natura e i limiti storici del capitalismo e le linee di tendenza da loro proposte.

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La rivoluzione nel mercato mondiale passa (nuovamente) dalla Cina

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di Pasquale Cicalese per Marx21.it

yuanGli occidentali si stracciano le vesti, le borse sprofondano giacché il segnale che proviene dall’import cinese di marzo (+5,9% annuo) rifletterebbe la frenata dura dell’economica di quel Paese.

Gli occidentali, immemori, non sembrano dare conto di un dato storico: nel primo trimestre del 2002 l’attivo commerciale della Cina è di appena 670 milioni di dollari, contro circa 40 miliardi di euro del surplus tedesco nello stesso periodo.

Tale numero rivela un cambiamento storico nel mercato mondiale. Per capirlo è utile analizzare cosa è avvenuto in Asia a partire dalla crisi del ‘97/’98. In quel periodo tutte le tigri cadono a terra, Fondo Monetario e Banca Mondiale si precipitano nelle capitali asiatiche per imporre alle popolazione di quei paesi il cosiddetto “Washington Consensus”, vale a dire terapie d’urto consistenti in privatizzazioni, deregolamentazioni, liberalizzazioni delle finanze e abbassamento dei livelli di vita.

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«I ribelli ci uccidono. L’esercito deve restare»

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da http://www.avvenire.it

syrian-free-army-armed.nViviamo in Siria da più di sette anni, amiamo questo Paese e il suo popolo. Ci sentiamo indignati e impotenti di fronte al tipo di informazioni che circolano in Europa e fanno opinione, sostenendo le sanzioni internazionali, una delle armi più inique che l’Occidente usa per tenersi le mani pulite e dirigere comunque la storia di altri popoli. Pulite fino a un certo punto: si moltiplicano le segnalazioni della presenza di personale militare inglese, francese (e di altri Paesi) a fianco degli insorti per organizzare le azioni di guerriglia, grave violazione internazionale che passa sotto silenzio. Sono state raccolte firme e fondi per aiutare la “primavera” del popolo siriano.
 

Ma chi ha dato – in perfetta buona fede – offerte e sostegno della “liberazione” della Siria deve sapere che ha finanziato assassini inumani, procurando loro armi, contribuito alla manipolazione dell’informazione, fomentato una instabilità civile che richiederà anni per essere risolta. Sconvolgendo l’equilibrio in un Paese dove la convivenza era pane quotidiano. Perché intervenendo senza conoscere la realtà non siamo più liberi, ma funzionali ad altri interessi che ci manipolano.

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Siria: la politica del terrore dell'aggressione imperialista

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da "Avante”, settimanale del Partito Comunista Portoghese | Traduzione a cura di Marx21.it
 

terrorista siriaDopo essere stati obbligati a battere in ritirata dall'esercito siriano, i gruppi armati responsabili della violenza nel paese scommettono sugli attentati terroristici. Parallelamente, emergono nuovi elementi sull'ingerenza imperialista in Siria e sulla campagna di intossicazione pubblica messa in atto dai mezzi di comunicazione arabi e degli USA con l'obiettivo di manipolare gli avvenimenti degli ultimi mesi.
 

Secondo le informazioni diffuse dalle agenzie di notizie, le autorità siriane hanno registrato, solo tra il 21 e il 27 marzo, vari atti terroristici consumati o in preparazione. Tra le azioni attribuite ai gruppi armati c'è il sabotaggio di un condotto petrolifero nella provincia di Homs e di una infrastruttura simile di trasporto del gas nei dintorni della città di Deir Ezzor, a cui si aggiunge l'attentato contro un autocarro, sempre nella provincia di Homs, e l'esplosione di una auto-bomba vicino all'ospedale militare nella capitale, Damasco.

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La «riforma» dell’Articolo 11

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto

bandiera sangueUna «riforma strutturale profonda»: così il ministro Di Paola definisce la revisione dello strumento militare, presentata dal governo Monti su sua proposta. Che sia profonda non c’è dubbio. Da oltre vent’anni talpe bipartisan stanno scavando sotto l’Art. 11 della Costituzione, che «ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».

I lavori in galleria iniziano nel 1991, dopo che la Repubblica italiana ha combattuto la sua prima guerra, quella lanciata dagli Usa in Iraq. Sotto dettatura del Pentagono, il governo Andreotti redige il «nuovo modello di difesa» che stabilisce, quale compito delle forze armate, non solo la difesa della patria (art. 52), ma la «tutela degli interessi nazionali ovunque sia necessario».

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