Diseguaglianze d'Europa

Diseguaglianze d'Europa

di Guido Salerno Aletta

Nel tempo e nello spazio: tanto è cambiato in questi ultimi cinque anni, a partire dall’ultimo rinnovo del Parlamento europeo. Si torna nuovamente alle urne, la prossima settimane, in un contesto ancora più articolato ...

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Fine della sinistra italiana - Terza parte

Fine della sinistra italiana - Terza parte

di Norberto Natali

Continua la pubblicazione delle proposte di dibattito del compagno Natali (“FINE DELLA SINISTRA ITALIANA”). Qui sotto la terza parte: “CASALBRUCIATO”.

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Venezuela, l’embargo degli Usa blocca le cure ai bimbi leucemici

Venezuela, l’embargo degli Usa blocca le cure ai bimbi leucemici

di Roberta Zunini

Pubblichiamo un articolo de 'il Fatto Quotidiano' sulla situazione in Venezuela. Spesso abbiamo motivi per criticare le posizioni internazionali di questo giornale, ma in questo caso ...

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L'implosione programmata del sistema europeo

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di Samir Amin | Traduzione di Andrea Catone per MarxVentuno

corda spezzaLa parte finale dell'articolo che comparirà integralmente su MarxVentuno Rivista Comunista in corso di pubblicazione

(..) Ecco dove porta l’incaponirsi nella difesa di questo progetto europeo contro venti e maree: alla sua distruzione.

C’è un’alternativa meno desolante? Si va verso una nuova ondata di trasformazioni sociali progressiste!

Certamente sì, perché le alternative (al plurale) esistono sempre in linea di principio. Ma le condizioni perché questa o quella delle alternative possibili divenga realtà devono essere precisate. Non è possibile tornare a uno stadio precedente lo sviluppo del capitale, ad uno stadio precedente la centralizzazione del suo controllo. Possiamo solo andare avanti, cioè, a partire dalla fase attuale di centralizzazione del controllo del capitale, capire che è venuto il tempo dell’"l'espropriazione degli espropriatori".

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La legittimazione della diseguaglianza

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di Manuela Palermi, segreteria nazionale PdCI

disequalityNon c’è ideologia politica che non si sia misurata con il concetto di diseguaglianza. Quel che ne è venuto fuori è stato sempre strettamente connesso alle  questioni economiche, sociali e politiche. Ce l’hanno insegnato Marx ed Engels: le idee dominanti in una società sono le idee della classe dominante. 

Negli anni Settanta l’Italia era considerata nel panorama europeo un’irriducibile anomalia politica. Perdonatemi l’eccessivo schematismo, ma per un certo periodo è successo che la classe operaia fosse indicata come classe dirigente le cui rivendicazioni assumevano la priorità dell’interesse generale. Poi le cose sono andate man mano cambiando. Con la crisi industriale degli anni 80 la parola “eguaglianza” ha subito continue e potenti correzioni. Martelli, al congresso del Psi del 1982, la declinò in riconoscimento di “meriti e bisogni”. A sinistra si polemizzò duramente: tra i due termini, si diceva, tra merito e bisogno, corre lo stesso rapporto che tra salario ed elemosina. Oggi, trent’anni dopo, una società che non riconosce il merito (ma la nostra non riconosce né merito né bisogni) - viene considerata una società diseguale. 

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Siria: la Nato mira al gasdotto

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto del 9 ottobre 2012

militari silhouetteLa dichiarazione di guerra oggi non si usa più. Per farla bisogna però ancora trovare un casus belli. Come il proiettile di mortaio che, partito dalla Siria, ha provocato 5 vittime in Turchia. Ankara ha risposto a cannonate, mentre il parlamento ha autorizzato il governo Erdogan a effettuare operazioni militari in Siria. 

Una cambiale in bianco per la guerra, che la Nato è pronta a riscuotere. Il Consiglio atlantico ha denunciato «gli atti aggressivi del regime siriano al confine sudorientale della Nato», pronto a far scattare l’articolo 5 che impegna ad assistere con la forza armata il paese membro attaccato. Ma è già in atto il «non-articolo 5» – introdotto durante la guerra alla Iugolavia e applicato contro l’Afghanistan e la Libia – che autorizza operazioni non previste dall’articolo 5, al di fuori del territorio dell’Alleanza. 

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Le banche tedesche? Una bomba a orologeria

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di Vladimiro Giacché | da pubblicogiornale.it

merkel-hollande-300x209Mentre le istituzioni europee e i governi nazionali sembrano ipnotizzati dal problema del debito pubblico, è probabile che la prossima crisi in Europa sarà una crisi bancaria. La cosa, visti i soldi già spesi dai governi per salvare le banche in Europa (all’incirca 4mila miliardi di euro), può sembrare parecchio strana. Ma la cosa più strana è un’altra: probabilmente questa crisi avrà il suo epicentro non nei cosiddetti “paesi periferici” ma nel centro dell’Europa. Ossia in Francia e – soprattutto – in Germania.

In Francia, a dire il vero, una crisi bancaria è già in corso: una banca specializzata (guarda un po’) in mutui immobiliari, il Crédit Immobilier de France, è prossima al fallimento. Quasi certamente non riuscirà a ripagare un’obbligazione da 1,75 miliardi di euro in scadenza questo mese, e dovrà provvedere lo Stato francese. Ma si stima che complessivamente le garanzie pubbliche che dovranno essere messe in campo a sostegno di questa banca saranno dell’ordine di 20 miliardi di euro. Come dire, due terzi della manovra di Hollande. Non c’è male.

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Venezuela: la vittoria di Chavez è un segnale di speranza per tutti

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Dichiarazione del Dipartimento Esteri dei Comunisti Italiani (PdCI)

chavez elezioni2012Sbaragliando tutti i pronostici della vigilia, che lo volevano in difficoltà ad a rischio ballottaggio, Hugo Chavez è stato eletto per la quarta volta consecutiva presidente della Repubblica del Venezuela, divenendo così una figura chiave della storia moderna dell’America Latina. La sua vittoria nel 1998 ha dato il via alla così detta primavera latinoamericana, segnata dalla vittoria elettorale delle forze della sinistra in tutto il continente.

Questo voto premia le scelte politiche che, dalla nazionalizzazione della Pdvsa (l’industria del petrolio, un tempo al servizio dei paesi stranieri) in poi, ha intrapreso il governo, che ha anche cambiato la Costituzione nel segno dei principi di Simon Bolivar, il “libertador”. Nel corso di questo lungo processo di rinnovamento, il paese è cresciuto e si è rafforzato nella sua indipendenza ed il popolo venezuelano ha beneficiato, per la prima volta, dei proventi della vendita del petrolio con programmi sociali per i più poveri, aumento del salario minimo, innalzamento delle pensioni ed aumento delle ferie per tutti i lavoratori.

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Venezuela. Il trionfo di Chàvez nell’ombra di Bolivàr

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di Daniele Cardetta | da tribunodelpopolo.com

chavez vittoriaAlla fine Hugo Chavez, presidente in carica del Venezuela, si è aggiudicato le elezioni presidenziali battendo il suo rivale Henrique Capriles con il 54,2% dei voti contro il 45%. Si tratta del quarto mandato per il Presidente, che ora, come promesso, dovrà portare il Paese sudamericano verso il socialismo.

Alla fine Chàvez ha vinto, più forte del tumore che qualche mese fa sembrava averlo messo fuori dai giochi, più forte degli Stati Uniti che si sa, farebbero carte false per eliminarlo con un tratto di penna dalla storia recente del Sudamerica. Non era scontata questa volta la vittoria di Chàvez, nonostante i media del mainstream abbiano cominciato, come al solito, il bombardamento contro il suo governo. E’ guarito da un tumore Chàvez, facendosi a curare a Cuba, la Cuba di Fidel Castro, suo grandissimo amico, paese con il quale Caracas ha un legame privilegiato e particolare ispirato a una vicinanza politica e quasi a una simpatia naturale e istintiva.

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No alle guerre imperialiste!

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Risoluzione approvata all'Incontro Comunista Europeo, Bruxelles, 1-2 ottobre 2012
Traduzione a cura di Marx21.it

bullets-soldier-war-photo-mother-jones-630L'Incontro Comunista Europeo, organizzato per iniziativa del Partito Comunista di Grecia (KKE) a Bruxelles, si è concluso con l'approvazione di alcune risoluzioni, sottoscritte anche dal Partito dei Comunisti Italiani che ha partecipato all'evento con una sua delegazione.

I partiti che hanno partecipato all'Incontro Comunista Europeo, organizzato per iniziativa del KKE a Bruxelles il 1-2 ottobre 2012 denunciano l'intervento imperialista degli USA, della Nato e degli stati dell'Unione Europea negli affari interni della Siria e  affermano che la soluzione dei problemi di questo paese è prerogativa del suo popolo.

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"È un illuso chi pensa di piegare la Siria"

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a cura della Redazione di Contropiano | da www.contropiano.org

ammarbagdachIntervista a Ammar Bagdach, segretario generale del Partito Comunista Siriano (PCS).

In mezzo alla campagna di disinformazione sulla crisi in Siria – la maggior parte delle volte basata su testimoni senza nome che offrono cifre “indeterminate”-, Ammar Bagdach, segretario generale del Partito Comunista di quella nazione araba, ha acconsentito a condividere con il giornale cubano Granma una realtà molto distante da versioni mediatiche parziali .

Quali sono stati i principali compiti portati avanti dal PCS da quando si è scatenata la crisi?

"In primo luogo, la lotta per preservare l’indipendenza nazionale, la sovranità e la linea patriottica antimperialista della Siria, e per gli interessi e le rivendicazioni delle masse popolari meno abbienti.

"C’è un altro compito molto importante, soprattutto nel contesto che ci viene imposto, la difesa della produzione nazionale. Applichiamo sempre la disposizione dettata dal leader storico del Partito, Khaled Bagdach: la difesa della patria e la difesa del pane del popolo.

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Su Yoany Sanchez e l'ipocrisia dei nostri media

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di Francesco Maringiò, Responsabile Relazioni Internazionali PdCI

yoanisanchez ciaIl fermo da parte delle autorità cubane di Yoany Sanchez ha scatenato nel nostro Paese una ridda di dichiarazioni e prese di posizione da parte della quasi totalità dei mezzi di comunicazione ed anche di alcune forze politiche, che non hanno perso l'occasione, ancora una volta, di attaccare Cuba ed il suo Governo. Tutto questo avveniva mentre nel nostro paese gli studenti, privati del proprio futuro e del diritto all'istruzione, venivano caricati con violenza dalle forze dell'ordine. Eppure, tanta efferatezza e repressione del dissenso e del disagio dei nostri giovani non trovava ascolto, né solidarietà, da parte di questi giornalisti.

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Lasciate stare Cuba!

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di Andrea Genovali, Presidente Associazione Puntocritico

cuba bandieraE' un torrente di ipocrisia quello che gran parte dei politici italiani, e delle veline mediatiche, vomitano contro Cuba. Il Pd, Renzi, Di Pietro, i radicali ecc. ecc. tutti a incriminare Cuba di poca democrazia. Ma questi signori e signore se ne stanno zitte quando manganellano ragazzi innocenti per le strade di Roma, di Milano, di Torino... Non hanno remore né vergogna ad attaccare una Repubblica, quella cubana, che difende come nessun altro in America Latina e in gran parte del mondo i diritti dei giovani allo studio garantito, al lavoro, alla casa...ma quelli per questi signore e signori non sono diritti umani. No i diritti umani sono quelli di questa bloggera Sanchez a libro paga della CIA che fa della lotta contro la Repubblica Cubana il suo modo di vivere e di campare bene con i dollari del Dipartimento di Stato Usa.

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Cuba. Fermata Yoani Sanchez. E allora?

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di Sergio Cararo | da www.contropiano.org

yoanisanchezSecondo quanto riferiscono fonti legate al suo circuito, Yoani Sanchez, la nota “blogger” anticastrista, sarebbe stata arrestata a Cuba. Ma a chi serve Yoani Sanchez? Un giornalista francese molto curioso lo ha spiegato fin nei dettagli. La Sanchez. secondo queste fonti, sarebbe detenuta a Bayamo, dove con altri attivisti intendeva seguire il processo ad Angel Carromero, esponente politico della destra spagnolo accusato della morte, in un incidente d'auto, dell'oppositore cubano Osvaldo Payà. Il giovane attivista del Partido Popular spagnolo Angel Carromero è stato accusato dalle autorità cubane di omicidio colposo per l'incidente stradale nel quale, lo scorso 22 luglio, sono morti Oswaldo Payà e Harold Cepero. Carromero rischia 7 anni di carcere. Uno dei passeggeri sopravvissuto all’incidente, lo svedese Modig, ha fatto rientro al suo paese ma ha dichiarato di non ricordare niente sull’incidente mortale perchè stava dormendo. 

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Eric J. Hobsbawm, un marxista del Novecento

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di Alexander Höbel, coordinatore Comitato scientifico Ass. MarxXXI

Eric-HobsbawmCi ha lasciato alcuni giorni fa, all’età di 95 anni, dopo una vita straordinariamente ricca, Eric J. Hobsbawm, uno dei maggiori – e senza dubbio il più noto – tra gli storici marxisti di quel “secolo breve” che ha tratteggiato con tanta maestria. Cosmopolita per vocazione e storia familiare, era nato nel cruciale 1917 ad Alessandria d’Egitto, figlio di una giovane viennese in viaggio-premio dopo la licenza liceale e di un impiegato ebreo di origine polacca. Poco dopo la sua nascita, la famiglia si trasferisce a Vienna, “capitale impoverita di un grande impero” ormai alla fine dei suoi giorni, ma anche “città rossa” percorsa da forti impulsi rivoluzionari. In breve tempo la famiglia Hobsbawm passa da una discreta agiatezza alle soglie dell’indigenza, ma ciò che davvero sconvolge la vita del giovane Eric è la perdita dei genitori: del padre a 12 anni e della madre appena due anni dopo. Nel 1931, dunque, appena quattordicenne, si trasferisce a Berlino, in casa degli zii che si prendono cura di lui e di sua sorella.

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La burocrazia al tempo di Monti, doppi incarichi e alti stipendi

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di Domenico Moro | da Pubblico del 4 ottobre 2012

Stipendi-Manager-300x199Fatta la legge trovato l’inganno. Sembrerebbe che neanche il sobrio governo Monti sia riuscito a sottrarsi a questa sorta di regola non scritta. L’opera di risanamento del bilancio statale e di riduzione della spesa da parte del governo prevedeva anche la riduzione dei maxi emolumenti e i doppi incarichi che sono diffusi nella pubblica amministrazione. Con l’articolo 3 del Dpcm del 23 marzo 2012 il governo ha individuato un tetto massimo di 293.658 euro annui per gli emolumenti nella Pa, cifra pari alla retribuzione 2011 del Primo Presidente della Corte di Cassazione. Tuttavia, il governo, in primo luogo, ha permesso che si mantenessero doppi incarichi e doppie retribuzioni, sebbene la retribuzione percepita dall’amministrazione di provenienza venga limitata al 25% dell’importo. Ma quello che più lascia perplessi è che per il governo: “possono essere previste deroghe motivate per le posizioni apicali delle rispettive amministrazioni”.

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Gravi e pericolose le dichiarazioni del ministro Terzi sulla crisi turco-siriana

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Comunicato di Maurizio Musolino, coordinatore dipartimento esteri del PdCI

syria-turkeyDesta estrema preoccupazione e allarme quello che sta accadendo nelle ultime ore al confine fra la Siria e la Turchia, siamo di fronte infatti all'ennesimo escalation verso un conflitto armato ad alta intensità contro Damasco. Le potenze della Nato e i loro vassalli delle petrolmonarchie arabe stanno operando per un veloce sprofondamento verso una guerra dal carattere neocoloniale e imperialista. Una vera sciagura per chi ha sempre auspicato un Mediterraneo di pace e cooperazione. 

Di fronte a questi drammatici scenari ci risultano incomprensibili e pericolose le prese di posizione del nostro ministro degli Esteri Terzi. Il titolare della Farnesina non è nuovo a dichiarazioni guerrafondaie e succube ai voleri del Pentagono, in queste settimane si è sempre distinto per il suo interventismo militare contro la Siria,  ma questa volta ha passato ogni limite.

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Intervista a Oliviero Diliberto

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a cura di Luca Sappino, "Pubblico" del 4 ottobre 2012

diliberto falcemartelloIl leader del Pdci vuole l`accordo con i democratici. Se l`intesa non ci sarà, Landini candidato della sinistra. Con Paolo Ferrero, riguardo al rapporto con il Pd e Bersani, ancora non si sono messi d'accordo, ma Diliberto è partito per la sua strada: «Chi dice che, siccome il Pd ha votato le riforme del governo Monti, noi non dobbiamo più parlarci, sta rinunciando a far politica». E Diliberto non intende rinunciare né a far politica, né a recuperare il rapporto con il Pd. «Noi del Pdci l`abbiamo già deciso al nostro congresso dell'anno scorso: parteciperemo alle primarie», annuncia categorico durante in forum con la redazione di Pubblico giornale. Per sostenere chi? «Vendola, se non sarà il candidato solo di Sel, ma di tutta la sinistra», oppure Bersani, magari al secondo turno, «perché l'importante è che non vinca Renzi». Se poi la coalizione di centrosinistra non si dovesse fare, per Diliberto, ha ragione Di Pietro: «Se non ci fossero le condizioni per l`alleanza, faremo qualcosa a sinistra». E c`è già l`idea per la leadership: «Landini? Ditemi dove devo firmare» risponde entusiasta.

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La (vera) lotta di classe prossima ventura

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di Pasquale Cicalese per Marx21.it

corruzioneCopione già visto: rapinatori contro ladri. Sai quanti dossier ci sono in giro tra le forze dell’ordine?

Basta tirarne fuori qualcuno e il gioco è fatto, polli da spennare c’è ne sono a iosa, in questo paese definito dall’Ocse tra i più corrotti al mondo. Che ci possiamo fare? Questo offrono la borghesia italiana e il blocco dominante. Ma per il resto non vedo grandi differenze tra “er Batman” e l’offerta di 45 milioni fatta da Mediobanca a Ligresti per vendere Fonsai al (fu) mondo della cooperazione. E allora, cosa sta succedendo? Negli ultimi vent’anni, parte della classe dirigente se ne è accorta con notevole ritardo.., il blocco dominante ha fatto emerite cavolate, non più sostenibili nella tempesta della crisi di sovrapproduzione che attanaglia parte del mondo e soprattutto il nostro paese. Una di queste è la riforma del Titolo V della Costituzione, preceduta dal decreto legislativo n° 112/98 (cosiddetto Bassanini bis).

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Corte dei Conti. Le manovre «tecniche» hanno creato recessione

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di Vladimiro Giacché | da Pubbico del 3 ottobre 2012

corte-dei-contiLa Corte fa due conti: e boccia il governo tecnico. Il linguaggio garbato, gli sparsi riconoscimenti all’operato del governo e qualche richiamo ai vincoli europei non devono ingannare: l’audizione della Corte dei Conti davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato è stata una sonora bocciatura del governo dei tecnici. I magistrati della Corte dei Conti hanno esaminato la Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza e hanno sottolineato con la matita blu la dubbia efficacia delle politiche governative e i loro sicuri effetti negativi sulla crescita del nostro Paese. Per quanto riguarda gli effetti negativi, non hanno dovuto faticare molto. Come giustamente rilevano in apertura della loro relazione, infatti, «sul fronte delle prospettive economiche, il peggioramento rispetto all ’aprile scorso appare assai netto e, per l’Italia, drammatico».

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La linea nera di Netanyahu

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto del 2 ottobre 2012

netanyahu bombanucleareOra sappiamo come sarà la bomba nucleare iraniana: a palla e con la miccia accesa, uguale a quella dei fumetti per bambini. L’ha mostrata con un disegno, all’Assemblea generale dell’Onu, il premier israeliano Netanyahu e, come un maestro di asilo infantile, ha tirato fuori un pennarello e ha tracciato sulla bomba una bella linea rossa. Qui, ha spiegato, deve essere fermato «il più pericoloso regime terrorista del mondo», quello iraniano, «prima che completi l’arricchimento nucleare necessario a fabbricare una bomba». 

Ben altro quadro avrebbe dovuto essere presentato all’Onu: quello del potente arsenale nucleare israeliano, avvolto dalla linea nera del segreto e dell’omertà. Secondo Jane’s Defense Weekly, Israele – l’unica potenza nucleare in Medio Oriente – possiede da 100 a 300 testate, pronte al lancio su missili balistici che, con il Jericho 3, raggiungono 8-9mila km di gittata. 

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Portogallo, dopo la grande manifestazione del 29 settembre: la lotta continua!

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testo originale su www.cgtp.pt | Traduzione di Franco Tomassoni per Marx21.it

lisbona 29settembre cgtpPROSEGUIRE LA LOTTA PER IL SALARIO, IL LAVORO E I DIRITTI
SCONFIGGERE LA POLITICA DI DESTRA
COSTRUIRE UNA ALTERNATIVA DI SINISTRA

Risoluzione approvata nel corso della grande manifestazione, organizzata a Lisbona della Confederazione Generale dei Lavoratori Portoghesi (CGTP-IN)

Una grande ondata di malcontento, protesta e indignazione generalizzata ha percorso le strade, le piazze e le vie del Portogallo intero.  Lavoratori, pensionati, giovani, disoccupati e la generalità dei cittadini, condividono un arretramento sociale e civile che infrange e cancella i diritti duramente conquistati con la lotta dei lavoratori e del popolo portoghese e che corrode le fondamenta del regime democratico conquistato con la Rivoluzione del 25 di Aprile.

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Concluso il congresso della COSATU, il grande sindacato di classe sudafricano

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di AC | da solidarite-internationale-pcf.over-blog.net

cosatuTraduzione a cura di Marx21.it

“Noi vogliamo un'azione risoluta e non solo di parole al vento; noi vogliamo delle trasformazioni radicali concrete a favore della classe operaia come tratto saliente della seconda fase della transizione. La seconda fase radicale della transizione necessita di un impegno deciso a restituire il potere economico al popolo. L'avanzata che si osserva in Brasile, a Cuba, nel Venezuela e negli altri paesi dell'America Latina e del mondo sono la conseguenza allo stesso tempo di lotte sempre più acute e della determinazione della direzione rivoluzionaria”

Dal 17 al 20 settembre 2012 si è svolto l'11° Congresso nazionale della confederazione sindacale di classe sudafricana COSATU.

Con lo spettro del massacro di Marikana incombente sul Congresso, il dibattito è ruotato essenzialmente attorno alla posizione da adottare rispetto all' “Alleanza tripartita” formata con il Partito Comunista, alleato storico della COSATU, e soprattutto l'ANC, forza dirigente del processo di liberazione nazionale.

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