L’offensiva militare dell’imperialismo in Africa

L’offensiva militare dell’imperialismo in Africa

di Carlos Lopes Pereira

“O Militante“, rivista teorica del Partito Comunista Portoghese, n° 352 gennaio-febbraio 2018

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Il blocco del Nord Europa azzoppa l'Italia

Il blocco del Nord Europa azzoppa l'Italia

di Pasquale Cicalese

Giovedì 15 febbraio sono usciti i dati definitivi del commercio estero italiano. I livelli sono da record storico, con 448 miliardi di euro di export, +7,4% in valore e +3.1% in volume ...

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America Latina, Unione Europea e ingerenza

America Latina, Unione Europea e ingerenza

di João Pimenta Lopes

La natura capitalista dell'Unione Europea, le sue ambizioni imperialiste, determinano le sue pretese di ingerenza in paesi terzi su scala globale ...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Berlino ha guadagnato più d'altri da eurocrisi e "bazooka" di Draghi

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mariodraghi 01di Vladimiro Giacché e Carlo Milani*
da ilfoglio.it

Il 25 gennaio la prima riunione dell'anno della Bce. Due conti sui paesi che hanno beneficiato di più delle politiche monetarie espansive mentre si decide il ritiro del Qe

Con l’avvicinarsi delle elezioni politiche si riaccende il dibattito sul debito pubblico italiano e sulla opportunità o meno di sforare la soglia del 3 per cento del deficit annuo. Il debito pubblico italiano è oggetto di attenzione anche in Germania. Qui, in assenza di un governo (a quattro mesi dal voto di settembre), e con Wolfgang Schäuble “promosso” a presidente del Bundestag, il ruolo del falco è assunto da Jens Weidmann, presidente della Bundesbank. Weidmann per un verso insiste sulla riduzione dei titoli di stato nei portafogli delle banche, quale precondizione per avviare il terzo pilastro dell’Unione bancaria, e dall’altro lato preme per una conclusione quanto più possibile ravvicinata del programma di Quantitative easing (Qe). 

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Morire sul lavoro, oggi come 100 anni fa

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elmetti lavorodi Carmine Tomeo
da lacittafutura.it

Quattro operai morti avvelenati sul lavoro a Milano. Cosa è cambiato rispetto a dieci e 100 anni fa? Niente, nemmeno l'indignazione di facciata di fronte ad una strage che ogni anno conta più di 1000 lavoratori che non tornano a casa dal lavoro.

Provate a immaginare la morte per intossicazione. Il veleno che comincia ad accumularsi nel posto di lavoro; l’ambiente che si trasforma in una camera a gas; il veleno che che sale alla gola e ti entra in corpo. Manca l’aria. Sei a terra, senza riuscire a respirare. Magari provi a gridare, ma la voce non esce. “Ma le grida non arrivavano più lontano dei suoi orecchi”, scriveva Pietro Di Donato, autore italo-americano troppo presto ed ingiustamente dimenticato, descrivendo la morte sul lavoro in un suo straordinario romanzo, Cristo fra i muratori.

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Non è il tempo per un nuovo piano Marshall...

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Diventa ormai sempre più difficile sostenere una tesi molto diffusa, soprattutto in Occidente, secondo la quale con la Belt and Road Initiative (Bri) ci troveremmo di fronte ad una versione cinese del Piano Marshall. Vale a dire a quel progetto di assistenza economica che gli Stati Uniti misero in piedi al termine della seconda guerra mondiale per risollevare economicamente l’Europa occidentale e, al contempo, contrastare una possibile avanzata delle sinistre comuniste, in linea con le indicazioni  del rapporto Clifford-Elsey: di fronte a partiti comunisti forti e ben organizzati e alla strategia di Mosca volta all’infiltrazione e alla conquista del potere dall’interno, la risposta americana doveva essere diretta alla “creazione di un forte rapporto di interdipendenza tra i Paesi minacciati e tra di essi e gli Stati Uniti” e a riguardo non poteva esserci altra soluzione per consolidare un blocco occidentale se non attraverso un programma di assistenza economica [Mammarella G., 1990, p. 24-25].

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Disastro imperiale

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di MarkTaliano | globalresearch.ca

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Il Segretario di stato americano Rex Tillerson ha recentemente annunciato che l'occupazione americana della Siria continuerà fino a quando non saranno soddisfatte tre condizioni:

1. L'ISIS sia distrutto
2. Assad se ne sia andato
3. I rifugiati facciano ritorno in Siria

Le sue parole sono un'oscenità. Sono anche una cortina di fumo per mascherare la realtà effettiva e le intenzioni imperiali. Non solo l'occupazione statunitense è criminale secondo i principi di Norimberga, ma le condizioni stesse sono irraggiungibili o ridondanti e quindi destinate a fallire: cosa che costituisce il reale intento statunitense.

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Massima allerta. Facebook censura Telesur

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da lantidiplomatico.it

Alla redazione di Telesur va tutta la solidarietà de l'AntiDiplomatico e di Marx21.it per la censura subita


Ieri proprio vi scrivevamo del fatto che Facebook con il nuovo cambio di algoritmo avesse penalizzato la nostra pagina del 70%. Dopo la caccia alle streghe mascherata come "battaglia contro le fake news", la nostra testata giornalistica non gode degli stessi diritti di chi ha per anni inondato l'etere di bufale. Ogni riferimento a Repubblica e gli altri media mainstream è voluto.

Nella notte italiana è accaduto qualcosa di molto più grave. La pagina Facebook  (nella sua versione inglese) di Telesur, il più grande agglomeratore di notizie dall'America Latina, risulta rimossa. Ancora adesso, nel momento in cui scriviamo, dopo diverse ore, risulta impossibile accedere: 

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I comunisti rendono omaggio a Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht

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luxemburg liebknecht monumentoda solidarite-internationale-pcf.over-blog.net

Traduzione di Marx21.it

Una manifestazione in omaggio ai leader comunisti assassinati, Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, si è svolta il 15 gennaio a Berlino, con la partecipazione di diverse centinaia di comunisti provenienti da tutta Europa. Militanti e amici del Partito Comunista di Grecia (KKE) si sono uniti ai manifestanti del Partito Comunista Tedesco (DKP), del Partito Comunista Turco (TKP) e di altri partiti e organizzazioni comuniste e operaie, che hanno marciato nella parte orientale di Berlino.

La marcia si è conclusa davanti a un memoriale dedicato a numerose personalità del movimento comunista tedesco e internazionale, e ai rivoluzionari assassinati del novembre 1918, dove sono stati depositati molti fiori.

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La Russia non crede alle sanzioni

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russia sanzioni mappadi Hedelberto López Blanch, giornalista, scrittore e ricercatore cubano, specialista in politica internazionale

“Rebelion”

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

La Repubblica russa ha lasciato attoniti i paesi occidentali perché, nonostante le prolungate sanzioni imposte a Mosca dal 2014, la sua economia si è aperta e negli ultimi anni si è persino rafforzata.

Il Presidente Vladimir Putin ha recentemente affermato che questi sono stati anni difficili sia per il paese sia per coloro che volevano garantire uno sviluppo stabile per superare le difficoltà che sono sorte dall'economia mondiale, e nonostante ciò il governo ha fatto tutto il possibile ed anche di più.

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L’Italia nel piano nucleare del Pentagono

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bombanucleare internodi Manlio Dinucci
il manifesto, 23 gennaio 2017

Il Nuclear Posture Review 2018, il rapporto del Pentagono sulla strategia nucleare degli Stati uniti, è attualmente in fase di revisione alla Casa Bianca. In attesa che sia pubblicata la versione definitiva approvata dal presidente Trump, è filtrata (più propriamente è stata fatta filtrare dal Pentagono) la bozza del documento di 64 pagine. 

Esso descrive un mondo in cui gli Stati uniti hanno di fronte «una gamma senza precedenti di minacce», provenienti da stati e soggetti non-statali. Mentre gli Usa hanno continuato a ridurre le loro forze nucleari  – sostiene il Pentagono – Russia e Cina basano le loro strategie su forze nucleari dotate di nuove capacità e assumono «un comportamento sempre più aggressivo anche nello spazio esterno e nel cyberspazio». 

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Le sfide di fronte a Sudafrica, Zimbabwe, Angola e Mozambico

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africa personedi Carlos Lopes Pereira

da “Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

In Africa Australe sono in corso sviluppi della situazione in alcuni paesi dove si vivono vecchi problemi e sorgono nuove sfide. In Sudafrica, l'ANC (Congresso Nazionale Africano) ha eletto un nuovo leader, Cyril Ramaphosa, con il compito di unire il partito, salvaguardare l'alleanza con il Partito Comunista Sudafricano e la COSATU (centrale sindacale affiliata alla Federazione Sindacale Mondiale) e conquistare nel 2019 la presidenza della Repubblica. Nello Zimbabwe, dimessosi Robert Mugabe, il nuovo presidente del paese e dello ZANU-PF, Emmerson Mnangagwa, sta cercando di rivitalizzare l'economia e riconquistare la fiducia popolare. In Angola, il presidente João Lourenço ha iniziato il suo mandato e intende, con l'MPLA “migliorare ciò che funziona e correggere ciò che è sbagliato”. In Mozambico il governo del FRELIMO lavora per consolidare la pace e lo sviluppo.

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Partiti comunisti e operai di Palestina e Israele su Gerusalemme

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pc palestinaisraeleInternational Communist Press (ICP)
icp.sol.org.tr

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Speciale intervista con il Partito del Popolo Palestinese, il Partito Comunista Palestinese e il Partito Comunista di Israele sulle questioni di Gerusalemme e delle lotte future.

La ICP ha intervistato il Partito Comunista Palestinese, il Partito del Popolo Palestinese e il Partito Comunista di Israele sulla questione di Gerusalemme. Sono state poste domande simili sulle conseguenze della decisione statunitense, sulla resistenza palestinese e sulla nuova posizione degli Stati Uniti riguardo al processo di "pace". I partiti hanno anche risposto a domande specifiche sulle situazioni regionali che stanno affrontando riguardo al futuro della lotta.

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Il Giappone che si oppone alla guerra (video)

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A Okinawa gli USA stanno costruendo una nuova base militare, ormai da mesi la popolazione locale si batte in ogni modo per scongiurare la realizzazione di questo nuovo progetto di guerra.

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I giovani dalla fondazione del P.C.I. alla Resistenza (*)

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di Pietro Secchia

pci giovani bandiereDiscorso pronunciato in occasione dell'anniversario della fondazione del PCd'I (21/01/1921)

da Pietro Secchia, Lotta antifascista e nuove generazioni, La Pietra, Milano, 1973, pp. 153-175

Ringrazio voi e il Partito per avermi, immeritatamente, invitato a partecipare a questa tavola rotonda trattando il tema: «Contributo del movimento giovanile dalla fondazione del P.C.I. alla Resistenza».

Ho detto immeritatamente perché, specie per i primi anni di vita del Partito e della F.G.C.I., sarebbe spettato ad altri compagni che allora erano alla direzione della Federazione Giovanile, come Luigi Polano, Edoardo D'Onofrio e Giuseppe Berti, fare questa esposizione. Nel 1920-21 io militavo nella F.G.C.I., anzi provenivo dalla Gioventù socialista, ma ero un dirigente provinciale, non facevo ancora parte degli organismi dirigenti centrali della F.G.C.I., nei quali sarei entrato soltanto nel 1924.

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Le ferite aperte del mondo arabo-musulmano

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medio oriente mappa 500x333di Francis Arzalier
Collective Communiste Polex

Traduzione di Marx21.it

Nonostante quasi un decennio di guerra e interventi esterni, l'imperialismo occidentale non è riuscito a distruggere lo stato nazionale della Siria, mentre era riuscito a farlo in Iraq e in Libia, con l'aiuto di oppositori per lo più integralisti. Certo, la Siria devastata è stata privata di milioni di persone che sono emigrate, ma i “jihadisti” finanziati dall'Occidente (Stati Uniti, NATO, monarchie del petrolio del Golfo) hanno perso la maggior parte delle loro conquiste. Ma questi terroristi “jihadisti integralisti”, indipendentemente da chi ricevano gli ordini, continuano la loro sporca guerra contro i popoli arabi e musulmani del Medio Oriente e dell'Africa, e i loro stati nazionali, con grande soddisfazione dell'imperialismo occidentale.

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Guerra nucleare. Il giorno prima

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di Manlio Dinucci

Da Hiroshima a oggi: 
chi e come ci porta alla catastrofe

La lancetta dell’«Orologio dell’Apocalisse» – il segnatempo che sul Bollettino degli Scienziati Atomici statunitensi indica a quanti minuti siamo dalla mezzanotte della guerra nucleare – è stata spostata in avanti: da 3 a mezzanotte nel 2015 a 2,5 minuti nel 2017. Tale fatto passa però inosservato o, comunque, non suscita particolari allarmi.

Sembra di vivere nel film The Day After (1983), in quella cittadina del Kansas dove la vita scorre tranquilla accanto ai silos dei missili nucleari, con la gente che il giorno prima ascolta distrattamente le notizie sul precipitare della situazione internazionale, finché vede i missili lanciati contro l’URSS e poco dopo spuntare i funghi atomici delle testate nucleari sovietiche.

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Come cambia il trend del prezzo del petrolio

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stockexchange 01di Demostenes Floros | da aboutenergy.com

English version

I fattori rialzisti degli ultimi mesi sono stati molteplici. Dopo l'accordo OPEC/non-OPEC, il trend positivo è stato spinto dalla debolezza del dollaro, dal calo delle scorte USA e dall'interruzione di alcune forniture a causa della chiusura di diversi pozzi

A dicembre, i prezzi del petrolio sono aumentati sulla scia dell’estensione dell’accordo tra i produttori OPEC/non-OPEC. Il livello di conformità con i tagli precedentemente prestabiliti ha raggiunto il 115% a novembre, portando la media nei primi 11 mesi del 2017 al 91%. Nello specifico, la qualità Brent North Sea ha aperto le negoziazioni a 63,70 $/b e le ha chiuse a 66,62 $/b – il record da maggio 2015 – mentre il West Texas Intermediate ha aperto prezzando 58,36 $/b, per poi chiudere a 60,25 $/b – il massimo da giugno 2015. Nel momento in cui scriviamo, il Brent vale 67,98 $/b mentre il WTI 61,92 $/b.

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In nome del profitto, ancora morti sul lavoro

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operaio elmettodi Stefano Barbieri per Marx21.it

Altri morti sul lavoro, stavolta nella produttivissima Milano, la cosiddetta “capitale economica” d’Italia.

Tre lavoratori morti intossicati, un altro in fin di vita. Sembrerebbe, dalle prime dichiarazioni, che i sistemi di sicurezza non abbiano funzionato a dovere, come sempre, come alla Thyssenkrupp, come a Pavullo nel modenese alcuni giorni or sono o a Nano in provincia di Agrigento pochi mesi fa.

Passa il tempo e non cambia niente,  le morti bianche aumentano arrivando a più di mille all’anno, molte non fanno neanche più notizia.

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L'Europa sta cadendo a pezzi

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di Sahra Wagenknecht e Jean-Luc Mélenchon

Una sintesi degli interventi, al congresso di Die Linke, di Sahra Wagenknecht e di Jean Luc Mélenchon, che ha parlato dei rischi di una guerra di aggressione alla Russia (sottotitoli in italiano)

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Guatemala e Israele: una storia antica e sanguinaria

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guatemalaisraeledi Maurice Lemoine | da rebelion.org

Traduzione di Marx21.it

A larga maggioranza 128 paesi membri delle Nazioni Unite, su un totale di 193, hanno condannato il 21 dicembre 2017 il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele dichiarato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il testo della risoluzione riprendeva, a grandi linee, il progetto appoggiato da 14 dei 15 membri del Consiglio di Sicurezza in cui gli USA sono stati costretti a fari ricorso al veto per impedirne l'adozione.

Allo scopo di evitare una massiccia condanna della comunità internazionale, in precedenza Washington aveva moltiplicato le minacce e le pressioni. Così, 35 Stati si sono astenuti e 21 hanno giudicato prudente non partecipare alla votazione. Tra gli astenuti, la Casa Bianca ha potuto contare sulla “solidarietà passiva” di alcuni stati continentali: Messico, Argentina e Canada. Ma, naturalmente, sono state “sette grandi potenze” totalmente allineate con Washington e Tel Aviv a richiamare l'attenzione: Isole Marshall, Micronesia, Nauru, Palau, Togo e, soprattutto, del tradizionale “cortile di casa”, Honduras e Guatemala.

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Siria: o degli errori della sinistra radicale sull’imperialismo

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milizia maristadi Alberto Ferretti
da lottobre.wordpress.com

Il compagno Alberto Ferretti ci segnala, per la rubrica "i comunisti e la questione nazionale" , un suo contributo pubblicato nel blog Ottobre. Volentieri lo proponiamo ai nostri lettori.

Larga parte della sinistra radicale tende oggi a minimizzare i crimini nordamericani, stigmatizzando ed equiparando l’ossessione “antiamericana” (che esiste in molti settori radicali della destra occidentale) alla lotta anti-imperialista propria alle forze marxiste-leniniste. Questo accade quando si parla genericamente di imperialismo, decorrelandolo dal suo carattere economico, cioè come fase apicale, o suprema, dello sviluppo capitalistico guidato dal capitale finanziario dominante, e lo si riduce alla semplice politica estera “soggettiva” degli Stati e potenze, qualsiasi ne siano le ragioni.

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Italia in armi dal Baltico all’Africa

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eurofighter typhoon 8di Manlio Dinucci
il manifesto, 16 gennaio 2018

Che cosa avverrebbe se caccia russi Sukhoi Su 35, schierati nell’aeroporto di Zurigo a una decina di minuti di volo da Milano, pattugliassero il confine con l’Italia con la motivazione di proteggere la Svizzera dall’aggressione italiana? A Roma l’intero parlamento insorgerebbe, chiedendo immediate contromisure diplomatiche e militari.

Lo stesso parlamento, invece, sostanzialmente accetta e passa sotto silenzio la decisione Nato di schierare 8 caccia italiani Eurofighter Typhoon nella base di Amari in Estonia, a una decina di minuti di volo da San Pietroburgo, per pattugliare il confine con la Russia con la motivazione di proteggere i paesi baltici dalla «aggressione russa». La fake news con la quale la Nato sotto comando Usa giustifica la sempre più pericolosa escalation militare contro la Russia in Europa.

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