Gli USA e i Sauditi in soccorso di Daesh e Al Qaeda nello Yemen

Gli USA e i Sauditi in soccorso di Daesh e Al Qaeda nello Yemen

di Bahar Kimyongur

Nel mondo arabo e musulmano, niente di nuovo. Ci si batte tra arabi e musulmani la più grande gioia dei nemici americani e israeliani. Gli Stati Uniti e i Sauditi sono all'offensiva in tutti i paesi che resistono, soprattutto in…

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“Frau Merkel, con gli USA non andiamo da nessuna parte”

“Frau Merkel, con gli USA non andiamo da nessuna parte”

PandoraTV

Un attacco frontale al filo-atlantismo e alla politica di rigore della Merkel. Dalla leader dell’opposizione Sahra Wagenknecht una dura critica alle ingerenze USA in Europa

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Il PCdI e la sinistra contro il jobs act

Il PCdI e la sinistra contro il jobs act

LiberaTV

Martedì 24 marzo si è svolta a Roma una partecipata iniziativa promossa dal Partito Comunista d’Italia sul JobsAct, alla quale hanno risposto positivamente diverse forze politiche e sociali...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

I grandi media mostrano un Venezuela che non corrisponde alla realtà

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socorro-gomes- presidenta-by-sagun--47-.jpg71979di Socorro Gomes, presidente del Consiglio Mondiale della Pace (CMP)

da www.vermelho.org.br 
Traduzione di Marx21.it

La presidente del Consiglio Mondiale della Pace e del Centro Brasiliano di Solidarietà ai Popoli e Lotta per la Pace (Cebrapaz), Socorro Gomes, ha partecipato alla missione di solidarietà al Venezuela il 20-28 febbraio. L'evento era organizzato dalla Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (FMGD) con l'appoggio del CMP e la presenza di rappresentanti di 27 paesi.

Secondo Gomes, la visita è stata molto importante per la comprensione di quale sia la reale situazione politica ed economica del paese sud americano. “A vedere, ascoltare e leggere i grandi media, ci si troverebbe di fronte a un altro Venezuela perché le notizie mostrano un paese, ma quando si arriva là si capisce che la situazione è completamente diversa”.

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8 Marzo 2015 - Una Giornata internazionale per la pace, per il lavoro, per i diritti, per la libertà

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donne bndi Marica Guazzora, direzione nazionale PCdI

Mai siamo state così vicine alla guerra come in questi giorni. Mentre un governo reazionario diretto dal twittatore premier fa a pezzi la Costituzione nata dalla Resistenza, neri venti di guerra soffiano sull’Europa e sono sempre più vicini.

Ma non c’è risposta adeguata da parte dei movimenti per la pace, dei sindacati, delle associazioni, dai partiti della sinistra, se non quello del Partito Comunista d’Italia che ha lanciato questo monito fin dall’inizio, seppure con le poche forze che siamo in grado di mettere in campo, inadeguate da sole alla gravità della situazione. Perché c’è un paese immerso in una cupa rassegnazione, donne e uomini che hanno visto la propria esistenza sconvolta dalla mancanza del lavoro, dalla cancellazione dei diritti, con punte di avanguardie che si mobilitano con un sostegno pur importante per la Grecia, contro il mostro tricefalo della Ue.

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Uscita dall'euro? Aprire una discussione seria a sinistra

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euros 2184702bdi Manuela Palermi, segreteria nazionale PCdI

Ci vuole coraggio a difendere le politiche di austerity dell’Unione. O cinismo. Chi infatti non provasse alcuna emozione ad assistere all’impoverimento italiano, dovrebbe però guardarsi un po’ di dati (ne esistono una grande quantità) e porsi qualche domanda. Inoltre non occorre essere economisti per comprendere che se il Pil diminuisce, diminuiscono anche le entrate fiscali e quindi il debito cresce. E visto che sono molti i paesi europei in fase recessiva, è evidente che la causa risiede esattamente nelle politiche di austerity dell’Unione.

Ricordo la discussione sull’ingresso nell’euro. In molti ambienti veniva ripetuto come una liberazione: “Basta con la liretta, finalmente!”. Sentirsi europei, maneggiare una moneta pesante che occupava poco spazio nel portafoglio, pareva sollevarci da una condizione “periferica” e farci trovare uno spazio nell’Europa evoluta. Alle obiezioni di coloro che chiedevano di stare in guardia perché l’Europa non si presentava come un’area valutaria ottimale, veniva risposto che era vero, ma l’introduzione della moneta unica avrebbe favorito una maggiore concordia tra gli Stati e la maggiore concordia avrebbe aiutato a superare molte divisioni. Così non è stato. Anzi, è stato il contrario. Addirittura Paesi come Spagna e Irlanda, che avevano il bilancio pubblico in avanzo, si trovarono a far fronte a crisi molto serie. E quando un Paese si indebita in euro, e non nella moneta che emette, la crisi del debito sovrano è automatica.

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L’Ucraina e la NATO-USA Connection

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a 10 thunderbolt iidi Antonio Mazzeo

Intervento all’incontro-dibattito “USA – NATO – Unione Europea: La crisi ucraina e la ricostruzione del movimento contro la guerra”, Roma, 6 marzo 2015

Per sostenere e “difendere” il regime fascista di Kiev, l’amministrazione Obama e il complesso militare-finanziario-industriale degli Stati Uniti d’America sono pronti a utilizzare i più micidiali strumenti di guerra. A metà febbraio, Washington ha ribadito le proprie intenzioni belliche di fronte ai partner europei e alla Russia di Putin, rischierando a Spangdahlem (Germania) dodici aerei da attacco al suolo A-10 Thunderbolt II e 300 aviatori del 355th Fighter Wing dell’US Air Force, provenienti dalla base aerea di Davis-Monthan (Arizona). I sofisticati velivoli hanno disseminato morte e distruzione in Afghanistan, Iraq e Libia: sono armati con cannoni lunghi più di sei metri, i GAU-8/ “Avenger” (vendicatori), in grado di sparare fino a 4.200 colpi al minuto. I proiettili di 30 centimetri contengono ognuno 300 grammi di uranio impoverito e riescono a perforare facilmente blindati e carri armati. “I Thunderbolt opereranno per i prossimi sei mesi congiuntamente ad altri velivoli da guerra della Nato principalmente lungo le frontiere di Russia, Lituania, Estonia, Romania e Bulgaria, ma potranno essere impiegati in caso di crisi anche nel continente africano”, ha dichiarato il Dipartimento della difesa Usa.

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L'inchiesta su Gramsci e il quaderno ritrovato

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quaderni del carcere-lL’INCHIESTA SU GRAMSCI
E IL QUADERNO RITROVATO


di Ruggero Giacomini

È uscito presso l’Accademia University Press di Torino il libro Inchiesta su Gramsci. Quaderni scomparsi, abiure, conversioni, tradimenti: leggende o verità?, a cura di Angelo d’Orsi, frutto di un’iniziativa originale promossa dallo stesso d’Orsi e dalla redazione della rivista “Historia magistra”. Gli storici di varie tendenze che in Italia si occupano di Gramsci sono stati invitati a rispondere a dodici domande, riguardanti i punti controversi della biografia di Gramsci, i suoi rapporti con le sorelle Schucht, Sraffa, Togliatti e in generale il mondo comunista, le vicende delle Lettere e dei Quaderni del carcere. Dai contributi di ventisei studiosi che hanno risposto emerge una interessante rassegna di opinioni, e puntualizzazioni, con un largo confronto sui temi proposti, di cui il curatore cerca di tirare le fila nel saggio di presentazione.

Tra coloro che hanno accolto l’invito ci sono anch’io, e c’è il professore di filosofia del linguaggio dell’Università di Palermo Franco Lo Piparo, asceso a mediatica notorietà per la tesi secondo cui esisterebbe un quaderno di Gramsci, che non è stato reso noto da Togliatti per celare al mondo la conversione finale liberal-capitalista dell’esponente comunista.

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In Ucraina i golpisti vogliono proibire non solo il partito, ma la stessa “ideologia comunista”

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falcemartello grunge 500da kprf.ru 

 
Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Mentre nel nostro paese, come nel resto dell'Unione Europea - in particolare dopo l'assassinio in circostanze oscure di Boris Nemtsov - prosegue freneticamente la campagna dei media di regime e di esponenti politici dei più disparati schieramenti, tendente a diffondere tra l'opinione pubblica un clima di ossessiva russofobia funzionale agli sbocchi più aggressivi, compresi quelli della guerra “calda” contro la Federazione Russa, il processo di fascistizzazione della società ucraina procede a tappe forzate, nell'indifferenza più sconcertante degli ambienti “democratici” del nostro continente.

Dopo avere avviato il processo di messa al bando e di repressione del Partito Comunista di Ucraina, ora le autorità golpiste di Kiev intendono presentare all'approvazione della Rada Suprema (il parlamento) addirittura un progetto di legge per la proibizione della stessa ideologia comunista, elaborato per iniziativa del ministero della Giustizia.

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Partito Comunista del Venezuela: 84 anni di lotta per il potere insieme alla classe operaia

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84-pcv-imagenPartito Comunista del Venezuela (PCV) 
prensapcv.wordpress.com

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

"Un partito ben organizzato, dotato di una tattica flessibile, fermo nei principi, studioso, appassionato e agguerrito, che non indietreggia davanti alla polemica né fugge nella lotta politica, è quello che reclama con pieno diritto il proletariato per marciare sotto la nostra gloriosa bandiera alla conquista del potere". Jesús Faría (Segretario generale del PCV, 1951-1985)

5 marzo 1931-2015

La commemorazione dell'anniversario della fondazione del Partito Comunista del Venezuela (PCV) è sempre un'occasione per ricordare la storia gloriosa di eroismo della nostra organizzazione e dei suoi membri, la sua incorruttibile etica, la sua fermezza ideologica e la sua indomabile difesa degli interessi del popolo e la classe lavoratrice.

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La Grecia, l'UE e la lotta

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merkel raus greciadi Ângelo Alves* | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

*Ângelo Alves è membro della Commissione Politica del PCP

Il risultato e il contenuto finale dell'accordo tra la Grecia e l'Unione Europea è rivelatore delle sfide che il popolo greco e gli altri popoli d'Europa devono affrontare nella lotta per il recupero dei diritti, per la riconquista delle condizioni di vita e per l'inversione del corso di impoverimento e regressione sociale imposto dal grande capitale, dall'Unione Europea e dai governi di destra e della socialdemocrazia.

Se c'è una conclusione da trarre dal processo detto di “negoziazione” tra la Grecia e l'Unione Europea, che si è conclusa con un compromesso tra il governo greco e le “istituzioni”, è che ciò che è accaduto è stato tutto meno che una vera e propria trattativa. Si è trattato di un'inaccettabile processo ricattatorio che ha usato la fragilità e la dipendenza greca generata dalle politiche dell'Unione Europea per costringere, nell'essenziale, allo stesso corso e alle stesse scelte politiche di fondo che hanno condotto la Grecia alle condizioni in cui si trova oggi. Politiche che mirano essenzialmente a difendere gli interessi del grande capitale e delle principali potenze capitaliste in Europa utilizzando gli strumenti di dominio dell'Unione Europea, soprattutto l'euro.

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Contro l'imperialismo, per un Mediterraneo di Pace - Tutti gli interventi

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Ricostruire il Partito Comunista - Palermo, 28 febbraio 2015
TUTTI GLI INTERVENTI

ricostruirepc slideshow

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Il futuro del Vicino Oriente

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obamashush-ap 11di Thierry Meyssan | da megachip.globalist.it

Sembra che tutti gli Stati che hanno sostenuto l'ISIS abbiano cessato di farlo, aprendo la strada a una ridistribuzione delle carte.

Da diversi mesi, Barack Obama sta cercando di cambiare la politica statunitense nel Vicino Oriente in modo da eliminare l'Emirato Islamico con l'aiuto della Siria. Ma non può, da un lato perché per anni non ha smesso di dire che il presidente Assad doveva andarsene, e dall'altro perché i suoi alleati regionali sostengono l'Emirato islamico contro la Siria. Tuttavia, le cose evolvono lentamente e quindi dovrebbe arrivarci presto. Così, sembra che tutti gli Stati che hanno sostenuto l'Emirato Islamico abbiano cessato di farlo, aprendo la strada a una ridistribuzione delle carte.

Il mondo attende la conclusione di un accordo globale tra Washington e Teheran, sotto il pretesto ridicolo di porre fine a un programma nucleare militare che non esiste dalla fine della guerra scatenata dall'Iraq (1980-1988). Esso si concentrerà sulla protezione di Israele in cambio del riconoscimento dell'influenza iraniana in Medio Oriente e in Africa.

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L'imperialismo dall'Ucraina al Mediterraneo

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Intervento di Fausto Sorini, responsabile esteri PCd'I, all'evento organizzato, il 28 febbraio 2015, da "Ricostruire il Partito Comunista" a Palermo: "Contro l'imperialismo per un Mediterraneo di pace"

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I comunisti spagnoli chiedono la liberazione degli otto internazionalisti solidali col Donbass antifascista

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donbass partigiani spagnolida www.pce.es | Traduzione di Marx21.it

Dichiarazione del Partito Comunista di Spagna (PCE)

Segreteria delle Relazioni Internazionali del PCE/28 febbraio 2015

Il Partito Comunista di Spagna esprime la più ferma condanna della detenzione degli otto appartenenti alla brigata che si è recata nella regione del Donbass a sostegno della grande maggioranza del popolo di questo paese nella sua resistenza al governo di Kiev, alle sue politiche di guerra e agli elementi nazifascisti che sono arrivati al potere in Ucraina attraverso un golpe, paradossalmente appoggiato dai governi dell'Unione Europea e degli Stati Uniti.

Il PCE, fedele alla sua lunga storia, in quanto partito che ha dato e ricevuto solidarietà su scala mondiale, rifiuta di considerare l'internazionalismo come un delitto. Il PCE si sentirà eternamente grato a tutti gli uomini e le donne che vennero in Spagna per difendere la II Repubblica contro il fascismo. IL PCE si sente particolarmente grato agli ucraini e ai rimanenti popoli dell'ex URSS per il loro appoggio e solidarietà nella resistenza democratica durante la lunga notte della dittatura franchista.

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70 anni di ONU ... Due diverse visioni

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wangyi onudi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Il dibattito in vista della commemorazione del 70° anniversario della nascita dell'Organizzazione della Nazioni Unite (Onu) consente - sebbene non ce ne fosse granché bisogno - di confrontare due opposte visioni sul futuro delle relazioni internazionali e, di conseguenza, del ruolo del Palazzo di vetro): da una parte Samantha Power, ambasciatrice Usa, con la sua insistenza sul rispetto dei diritti umani come garanzia di pace, dall'altra Wang Yi, ministro degli Esteri cinese che ha presieduto il dibattito del 23 febbraio scorso al Consiglio di sicurezza[1], convinto che una nuova vitalità alla Carta Onu può essere garantita solo attraverso il rispetto della sovranità, dell'indipendenza e dell'integrità territoriale di ogni Paese e la salvaguardia delle autonome via di sviluppo intraprese. In poche parole la sovranità come fondamento dell’ordine internazionale. 

Da una parte, quindi, ancora la logica dell'interventismo umanitario, del "dovere di proteggere" i popoli dalle azioni "genocide" compiute dall'Hitler di turno, a insindacabile giudizio della potenza egemone (e dei suoi alleati); dall'altra la ricerca del dialogo tra pari e la pratica difficoltosa del compromesso. Da una parte venticinque anni di guerre di aggressione, menzogne e orrore.

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I comunisti russi in merito all'assassinio di Boris Nemtsov

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nemtsov omicidioda kprf.ru 

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Nella tarda serata del 27 febbraio, è stato brutalmente assassinato a Mosca Boris Nemtsov, uno degli esponenti più noti dell'opposizione russa liberale e filo-occidentale, proprio alla vigilia della manifestazione che la destra liberista ha in programma per il 1 marzo.

Sul carattere di sanguinaria provocazione di tale crimine ha immediatamente preso posizione il Partito Comunista della Federazione Russa, la principale forza politica di opposizione parlamentare.

Di seguito le dichiarazioni dei due massimi dirigenti del PCFR, rilasciate alle agenzie e riportate con grande rilievo nel sito del partito.

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Stato di Palestina: il governo Renzi decide di non decidere

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state-palestinada www.comunisti-italiani.it

Ancora una volta Renzi decide di non decidere e sul Medio Oriente finisce per sostenere le politiche di guerra del governo ultrasionista di Netanyahu. La decisione di votare due mozioni dai contenuti ben diversi fra loro è offensiva, sconcertante e irritante. Dopo lunghi rinvii, che hanno relegato l’Italia ad un angolo rinnegando decenni di politica estera basata sul dialogo e la cooperazione con i Paesi arabi, l’esecutivo guidato dal segretario del Pd ha infatti tirato fuori dal cappello di prestigiatore un coniglio che ben rappresenta l’attuale peso politico del nostro Paese.

Sappiamo bene che il riconoscimento dello stato di Palestina non potrà essere la soluzione di una questione che ha origini ben lontane: dalla volontà del blocco imperialista di continuare a depredare e controllare quella regione del mondo. Ma il riconoscimento è un atto dovuto e deve avvenire senza precondizioni.

Siamo consapevoli che il Medio Oriente non potrà trovare pace fintantoché giustizia e diritto non prevarranno e le politiche neocoloniali – rappresentate dalla Nato – saranno messe al bando. Una giusta soluzione alla questione palestinese è l’unico passo per sconfiggere estremismi e settarismi che oggi sembrano dilagare in quell’area del mondo.

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Dite no al fascismo! I comunisti ucraini al mondo progressista

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shokinda www.solidnet.org | Traduzione di Marx21.it

Dichiarazione del Presidium del Comitato Centrale del Partito Comunista di Ucraina

La nomina del nuovo Procuratore Generale Viktor Shokin ha causato una pressione palese e senza precedenti sul Tribunale Amministrativo di Kiev (link) per costringere ad emettere una sentenza illegale – che violerebbe la Costituzione, la Legge Ucraina, il Diritto Internazionale – e per mettere al bando il Partito Comunista di Ucraina. L'impudente arbitrarietà del Procuratore ha avuto un evidente riflesso nella decisione del Tribunale Amministrativo di Kiev di non continuare a prendere in considerazione il caso a causa delle pressioni della Procura della Repubblica.

E' ormai chiaro che uno dei compiti principali del Procuratore Generale di nuova nomina non è quello di combattere la corruzione e il crimine, non quello di stabilire chi sono i veri assassini degli attivisti del Majdan, di coloro che sono morti nel rogo della Casa dei Sindacati di Odessa nel maggio 2014 e di coloro che sono stati uccisi a Mariupol e a Krasnoarmeisk, ma quello di continuare la rappresaglia politica contro il Partito Comunista, l'unica forza politica che attualmente lotta contro il potere assoluto degli oligarchi e tutela i diritti dei lavoratori. L'unico partito che chiede la pace e la salvaguardia dell'integrità territoriale dell'Ucraina. L'unico partito che resiste alla diffusione del fascismo e del nazionalismo più brutale.

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Sul Baltico si apre il “Fronte nord”

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di Giulietto Chiesa

Monta l’isteria anti-russa. Centinaia di blindati della NATO sfilano alle frontiere della Russia. Militari americani si sono acquartierati in Lettonia, sul confine russo. E gli americani lanciano tre canali televisivi in russo nel Baltico.

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La solidarietà dei comunisti brasiliani al governo e al popolo del Venezuela

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PCdoB bandeira lindada www.solidnet.org | Traduzione di Marx21.it

Dichiarazione del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)

Diciamo al popolo venezuelano che in Brasile può contare su migliaia e migliaia di fratelli e compagni internazionalisti che sono pronti a difendere la Rivoluzione Bolivariana ora e sempre”

Il Partito Comunista del Brasile esprime il più netto rifiuto delle sanzioni imposte dall'imperialismo yankee al governo e al popolo venezuelano.

Allo stesso tempo respinge energicamente il rapporto presentato dai falchi del Pentagono, con le loro pretese di ingerenza che disconoscono l'aspirazione democratica del popolo venezuelano a darsi il governo che creda più conveniente. La Rivoluzione Bolivariana ha dimostrato il suo carattere popolare e democratico nella costruzione del potere popolare, nella difesa della transizione al socialismo nell'attuale momento che vive la patria di Bolivar.

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Dalla Sicilia alle guerre globali. Intervista ad Antonio Mazzeo

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antoniomazzeoda www.ricostruirepc.it

Intervista di Pina La Villa ad Antonio Mazzeo, giornalista e autore di diverse inchieste e saggi sulla militarizzazione del territorio in Sicilia, sui migranti e sui diritti umani.

1) Ho appena consultato uno dei tuoi primi libri, Sicilia armata. Basi, missili, strategie nell’isola portaerei della Nato. E’ del 1991, circa 25 anni fa. Da allora i tuoi articoli e le tue inchieste hanno seguito da vicino lo sviluppo delle strategie della Nato e degli Stati Uniti sul fronte europeo e non solo. Poi è arrivato il MUOS (Mobile User Objective System a Niscemi). C’è una continuità fra la situazione che descrivevi nel libro e l’installazione del MUOS a Niscemi?

Sì, anch’io ho riletto da poco quel volume ed è sconcertante che le denunce che facevamo allora, i timori che esprimevamo sulla tendenza bellica verso cui marciava l’Isola, non siano mai stati seriamente al centro delle attenzioni delle forze politiche, sociali e sindacali o dei grandi organi di stampa regionali e nazionali in questi 23 anni.

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