Giù le mani dal nostro paese!

Giù le mani dal nostro paese!

Comunicato del PC Siriano Unificato

Giorni fa gli Stati uniti hanno commesso un’altra follia, da aggiungere al loro libro nero colmo di crimini, bombardando l’aeroporto di Al Shayrat, nell’est della provincia siriana di Homs. L’attacco è costato la vita a nove martiri. Si è dunque…

Continua...
Contro la cospirazione in Venezuela!

Contro la cospirazione in Venezuela!

prensapcv.wordpress.com

Il PCV fa appello alla più ampia unità di azione antimperialista per sconfiggere il piano destabilizzatore e golpista

Continua...
Il NO di Alitalia chiede un cambio radicale

Il NO di Alitalia chiede un cambio radicale

di Dante Barontini

Il NO dei lavoratori Alitalia alla pre-intesa firmata da azienda, governo e CgilCislUilUgl ha ricevuto quasi il 70% dei voti, in un referendum che ha visto la partecipazione della quasi totalità dei dipendenti. Se stessimo ad analizzare un risultato politico…

Continua...
Frontpage Slideshow | Copyright © 2006-2011 JoomlaWorks Ltd.

Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Il CPPC condanna il bombardamento degli Stati Uniti contro la Siria

E-mail Stampa PDF

cppc condena bombardeamento dos eua contra a siriaComunicato del Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione (CPPC) | da cppc.pt

Traduzione di Marx21.it

Il Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione (CPPC) condanna con fermezza il bombardamento statunitense contro la Siria, denunciando il suo carattere illegale e totalmente contrario al diritto internazionale.

L'aggressione militare diretta contro questo Stato sovrano, che avviene dopo sei anni di guerra segreta, delinea l'intollerabile scalata con conseguenze ancora difficili da prevedere, data l'elevata tensione militare che si vive nel martirizzato paese del Medio Oriente.

Per quanto riguarda i pretesti presentati per l'attacco, il CPPC richiama l'attenzione sul fatto che sono ancora sconosciuti i fatti e i veri autori del denunciato utilizzo di armi chimiche nella provincia di Idlib, che ha provocato un centinaio di vittime.

Manifestando il più profondo ripudio dell'utilizzo di questo tipo di armamento, il CPPC ricorda che il governo siriano ha già respinto qualsiasi tipo di responsabilità per l'azione, ragion per cui è almeno prematuro definire già le responsabilità per il terribile attacco.

Leggi tutto...

Dichiarazione del Consiglio Mondiale della Pace sull'attacco missilistico degli Stati Uniti contro obiettivi siriani

E-mail Stampa PDF

wpc logoIl Consiglio Mondiale della Pace denuncia e condanna i recenti attacchi missilistici degli Usa contro obiettivi siriani del 6 Aprile, come un atto di ulteriore escalation dell'intervento imperialistico in Siria e nella regione, basato sul supposto utilizzo di armi chimiche nella città di Khan Sheikhoun, vicino ad Idlib da parte dell'esercito siriano, un crimine con moventi sospetti.

Il bombardamento della Siria costituisce non solo una violazione dei principi della Carta Onu, ma è anche la continuazione delle politiche americane della precedente amministrazione Usa, da parte dell'amministrazione Trump.

Dopo aver creato, addestrato e finanziato i gruppi mercenari dell'”Isis” e altri, gli Usa, la Nato e l'Unione Europea insieme ai loro alleati nella regione, stanno fornendo supporto a gruppi terroristi armati, attraverso gli attacchi all'esercito siriano, e non per la prima volta.

Dietro questi attacchi ci sono i piani dell'establishment per un “Grande Medio Oriente” con il controllo delle risorse energetiche e dei gasdotti/oleodotti, e attraverso regimi compiacenti e nuovi confini.

Leggi tutto...

Comunicato del Comitato No Guerra No Nato sull'attacco USA alla Siria

E-mail Stampa PDF

ussporter fuocoDue navi da guerra statunitensi, la USS Porter e la USS Ross della Sesta Flotta di stanza a Napoli, hanno attaccato la base siriana di Shayrat con 59 missili da crociera Tomahawk.   

L’attacco, ordinato dal presidente Trump, è stato eseguito dal Comando delle forze navali Usa in Europa, agli ordini dell’ammiraglia Michelle Howard, che allo stesso tempo comanda la Forza congiunta della Nato con quartier generale a Lago Patria (Napoli). L’operazione bellica è stata appoggiata dalla base aeronavale Usa di Sigonella e dalla stazione di Niscemi del sistema statunitense Muos di trasmissioni navali.

L’Italia – dove si trovano importanti comandi e basi per operazioni militari in una vasta area che dal Medioriente e Nordafrica arriva fino al Mar Nero – è un fondamentale trampolino di lancio della strategia aggressiva Usa/Nato. 

Gli Stati Uniti e gli alleati europei della Nato sono i principali responsabili di una situazione sempre più pericolosa, provocata dalla demolizione dello Stato libico, attaccato dall’interno e dall’esterno, e dal tentativo di fare lo stesso in Siria (sempre durante l’amministrazione Obama) tramite gruppi terroristi presentati come «ribelli», addestrati e armati dalla Cia e finanziati dall’Arabia Saudita e altre monarchie del Golfo. 

Leggi tutto...

Le bufale che spianano la guerra in Siria

E-mail Stampa PDF

boldrini bufaledi Francesco Santoianni
da lantidiplomatico.it

La campagna mediatica sulla strage di Idlib - finalizzata, sostanzialmente, a trascinare Trump ad una guerra contro la Siria e, quindi, contro Putin ha ottenuto un primo successo: il criminale raid missilistico della notte dell'aviazione Usa contro una base siriana.

E così mentre alcuni giornali, finora  non certo teneri con il “regime di Assad”, timidamente, fanno propria la verosimile ricostruzione dell’accaduto (fuoriuscita di gas tossico - stipato insieme ad armi ed esplosivi – da un arsenale dei “ribelli”, colpito dall'aviazione di Damasco) le grandi corporation mediatiche – in primo luogo in Italia Repubblica e Corriere - restano pervicacemente inchiodati  alla leggenda della strage con il gas, incomprensibilmente ordinata da Damasco.

Un caso a sé resta, comunque, “Il Fatto Quotidiano” che, pur di confermare questa bufala spara l’incredibile articolo “Siria, i testimoni del bombardamento” che narra le gesta di tale Omar Najdat (“intervistato” telefonicamente). Il quale, già sepolto sotto le macerie di un fantomatico “ospedale di Khan Sheikhoun” – colpito e inondato di gas dall’aviazione di Assad – sarebbe riuscito a sgusciare fuori, caricare due feriti (anch’essi saturi di gas) in un’auto che, poi, avrebbe guidato per 86 chilometri fino ad un altro fantomatico “ospedale ad Idlib”; dove, comunque, non si capisce cosa ci sarebbe andato a fare e come avrebbe fatto a restare ancora vivo, considerando che, a suo dire, lì “non ci sono medicine, ma curano le intossicazioni da gas facendoti lavare il viso e spogliandoti dei vestiti”.

Leggi tutto...

Follia USA in Siria. Italia stia immobile

E-mail Stampa PDF

trump podio urladi Manlio Di Stefano - M5S
facebook.com/ManlioDiStefano

Sono bastati pochi mesi per allineare Trump ad un principio storico: in USA non comandano i Presidenti ma le lobby della guerra e del petrolio.

Questa notte la "più grande democrazia del mondo" ha deciso di violare ogni legge internazionale, scavalcare le decisioni di NATO e Nazioni Unite (ne uscissero a questo punto) e bombardare senza alcuna autorizzazione la Siria.

Tutti, noi per primi, avevamo chiesto che venisse fatta luce su quanto accaduto negli ultimi giorni perché quelle morti erano intollerabili, ma gli sceriffi del mondo non avevano bisogno di alcuna certezza, loro sapevano chi doveva essere punito e l'hanno punito mentre il resto del mondo chiedeva un'inchiesta delle Nazioni Unite.

E chi se ne importa se questo gesto può portare ad una guerra mondiale, chi se ne importa se al di là dell'Oceano, proprio lì vicino alla Siria, c'è l'Europa, un continente con 800 milioni di persone alleate degli Stati Uniti d'America.

Leggi tutto...

Il nuovo attacco di guerra USA contro la Siria

E-mail Stampa PDF

pci logoComunicato della Segreteria Nazionale PCI

Il PCI condanna recisamente il nuovo attacco di guerra USA contro la Siria. Il motivo addotto da Trump (l’orrenda strage di Khan Sheikhoun) ha tutti i caratteri della consueta “scusa per la guerra”. Nessuna indagine internazionale, nessun fatto concreto  hanno dimostrato che sia stato l’esercito siriano di Assad ad utilizzare le armi chimiche. Mentre la realtà è che l’esercito di Assad - sostenuto dalla Russia di Putin - sta vincendo sul campo contro l’Isis e contro l’”Esercito Libero” filo americano di 100 mila uomini costruito in Siria dagli USA e dai suoi alleati arabi per combattere contro lo stesso Assad.  L’utilizzo di armi chimiche sarebbe un suicidio politico per il governo siriano. A respingere le tesi di Trump, non sono solo il governo siriano e la Russia, ma anche molti analisti di politica internazionale e lo stesso vescovo di Aleppo ne mettono in discussione la possibilità.  Resta sul campo la spinta di guerra che Trump eredita dai suoi predecessori; è la spinta ad una nuova guerra in Siria nella fase della sconfitta dell’ISIS.

In queste settimane il presidente degli Usa ha lanciato la guerra nello Yemen, ha minacciato la guerra contro la Corea del Nord, ha minacciato la Cina. Ora ha sferrato l’attacco contro la Siria.

Leggi tutto...

Missione compiuta per Isis, Al Nusra...e i media occidentali

E-mail Stampa PDF

di Mauro Gemma
da lantidiplomatico.it

Preceduto dal coro martellante dei servi di giornali e televisioni pubblici e privati di tutto l'Occidente, alla fine è arrivato il criminale attacco imperialista USA alla Siria.

Insieme ai tagliagole di Al Nusra e dell'Esercito "libero" siriano, anche l'ISIS esulta per l'insperata boccata di ossigeno offerta dagli Stati Uniti che fanno le manovre per la guerra globale.

Mentre la nostra opinione pubblica (sinistra, se esisti, batti un colpo!) deve ancora risvegliarsi dalla massiccia dose di anestetico che le siringhe del mainstream iniettano quotidianamente.

Leggi tutto...

1949. L’Italia a guida De Gasperi aderisce al Patto atlantico

E-mail Stampa PDF

[Dal libro di Nico Perrone, La svolta occidentale. De Gasperi e il nuovo ruolo internazionale dell’Italia, Castelvecchi ed., 2017, pp. 131-138]

L’adesione a un’alleanza militare – impostata con finalità, criteri e rapporti che non erano nelle consuetudini politiche italiane – aveva fatto entrare repentinamente nella nostra politica dei comportamenti che non erano usuali fra i partiti. Alla contrapposizione, anche aspra ma sempre in termini politici, doveva adesso sovrapporsi una logica di carattere militare, con spazi ampi di segreto, silenzio, conduzione eterodiretta delle cose politiche, che toccava anche rapporti diplomatici schiettamente interni. Non si trattava di mutamenti di poco conto: molte questioni dovevano improvvisamente incominciare a condursi con una logica nuova, che aveva riflessi rilevanti anche sulle questioni interne. Si venivano a sovrapporre esigenze di strategia militare, modalità di ambiguità nei rapporti tra Stati e di direzione dall’esterno di una parte consistente degli affari politici, inconsuete nel nostro sistema democratico e parlamentare. Gli effetti di tutto ciò rendevano più difficili e più aspri anche i rapporti fra il governo e l’opposizione di sinistra.

In un telespresso del 13 maggio 1946, l’ambasciatore Tarchiani aveva avvertito che,

aderendo a criteri innovatori, la funzione di vere e proprie basi navali ed aeree verrebbe limitata ad un numero ristretto di posizioni più importanti, situate a gran distanza fra loro.

Leggi tutto...

I rischi di attacchi preventivi contro la Corea del Nord

E-mail Stampa PDF

tillerson cinadi Max Fisher | da The New York Times

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

In questo articolo del New York Times si parla esplicitamente della guerra contro la Corea del Nord, valutando i possibili scenari. La semplice pubblicazione di un simile articolo dimostra che nei circoli più ristretti dell'establishment americano la possibilità viene seriamente presa in considerazione (MP).

Una dichiarazione del Segretario di Stato Rex W. Tillerson, che sosteneva che gli Stati Uniti avrebbero preso in considerazione un'azione militare preventiva contro la Corea del Nord, ha sollevato una questione che ha perseguitato gli strateghi del Pentagono americani negli ultimi 20 anni: come può funzionare questa opzione?

Gli Stati Uniti hanno a lungo minacciato l'uso della forza. La sincerità di tali minacce è sempre stata ambigua, in quanto spesso più che come preparazione alla guerra ciò agiva come deterrente per la Corea del Nord e come rassicurazione dell'impegno degli Stati Uniti verso la Corea del Sud.

Leggi tutto...

Comunicato del Coordinamento Nazionale del CNGNN

E-mail Stampa PDF

nato vojnici apiaRiceviamo dal Comitato No Guerra No NATO

La petizione per l'uscita dell'Italia dalla NATO, per un'Italia neutrale, ha superato i 25 mila sostenitori.

Un numero ancora piccolo in rapporto all'obiettivo che ci prefiggiamo, ma comunque significativo.

Invitiamo tutti ad intensificare la campagna, promuovendo iniziative e segnalando la nostra pagina su Change (basta digitare su Google le parole "Change Nato").

PER CONTATTI:

Coordinatore nazionale del CNGNN, Giuseppe Padovano / cell. 393 998 3462

Leggi tutto...

Tutto l'appoggio al popolo venezuelano sotto attacco dell'imperialismo e della destra

E-mail Stampa PDF

PCdoB logoLa solidarietà del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)

Traduzione di Marx21.it

Ancora una volta l'imperialismo e i suoi fantocci puntano le loro armi contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Nel 2016 si è formata un'alleanza tra governi nati da colpi di Stato (Brasile e Paraguay) e un governo neoliberale (Argentina), per isolare la Rivoluzione Bolivariana. Questo attacco illegale e che viola le leggi internazionali, che è associato al terrorismo politico della destra venezuelana, trova sostegno, accoglienza e incoraggiamento nell'organizzazione che Fidel Castro giustamente chiamava “Ministero delle Colonie”, l'Organizzazione degli Stati Americani (OSA).

L'OSA, ingerendosi negli affari interni del Venezuela, minaccia ora di utilizzare la “Clausola Democratica” contro il paese. Sorprende che ci siano voci che credano ingenuamente nella “difesa della democrazia” operata dall'OSA al servizio della borghesia reazionaria venezuelana e dei suoi portavoce mediatici. La “Clausola Democratica”, come ben ricorda il governo bolivariano, non è  mai stata usata contro gli Stati Uniti, che consapevolmente hanno organizzato e finanziato colpi di Stato militari in diversi paesi dell'America Latina e dei Caraibi.

Leggi tutto...

Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 3)

E-mail Stampa PDF

eu nato bandieredi Manlio Dinucci

Parte 1 / Parte 2

IL SUPERAMENTO DELL’ARTICOLO 5 E LA CONFERMA DELLA LEADERSHIP USA

Mentre è in corso la guerra contro la Jugoslavia, viene convocato a Washington, il 23-25 aprile 1999, il vertice che ufficializza la trasformazione della Nato in «una nuova Alleanza più grande, più flessibile, capace di intraprendere nuove missioni, incluse le operazioni di risposta alle crisi». 

Da alleanza che, in base all’articolo 5 del Trattato del 4 aprile 1949, impegna i paesi membri ad assistere anche con la forza armata il paese membro che sia attaccato nell’area nord-atlantica, essa viene trasformata in alleanza che, in base al «nuovo concetto strategico», impegna i paesi membri anche a «condurre operazioni di risposta alle crisi non previste dall’articolo 5, al di fuori del territorio dell’Alleanza». 

A scanso di equivoci, il presidente democratico Clinton spiega in una conferenza stampa che gli alleati nord-atlantici «riaffermano la loro prontezza ad affrontare conflitti regionali al di là del territorio della Nato». Alla domanda di quale sia l’area geografica in cui la Nato è pronta a intervenire, «il Presidente si rifiuta di specificare a quale distanza la Nato intende proiettare la propria forza, dicendo che non è questione di geografia». In altre parole, la Nato intende proiettare la propria forza militare al di fuori dei propri confini non solo in Europa, ma anche in altre regioni. 

Leggi tutto...

Idlib, le domande da porsi prima che sia troppo tardi

E-mail Stampa PDF

di l'Antidiplomatico
da lantidiplomatico.it

PICCOLE NOTE

Sarebbero cento i morti a seguito di un bombardamento con armi chimiche realizzato dalle forze siriane. Il web è invaso dal nuovo orrore che proviene dalla Siria, precisamente da Khan Shaykun, provincia di Idlib.

Il fantomatico Osservatorio siriano per i diritti umani ha subito dato in pasto al mondo il colpevole di tanto orrore: ovviamente Assad.

Un copione già visto. Già al tempo della strage di Goutha – agosto 2013 – il mondo occidentale aveva accusato Assad di avere usato armi chimiche contro i suoi nemici. Tesi che è ormai diventata mainstream, ma che non risponde alle tante obiezioni mosse da un’inchiesta realizzata dal premio pulitzer Seymour Hersc, che in base a informazioni ricevute dall’apparato militare americano  ha scoperto che l’accusa contro il governo di Damasco non aveva alcun fondamento (vedi nota precedente).

Anzi, sempre secondo Hersc, furono i ribelli a compiere quella strage, per forzare gli americani a intervenire nel conflitto.

Leggi tutto...

Il Controllo della Narrativa sulla Siria

E-mail Stampa PDF

di Louis Allday
da investigaction.net

Investig’Action : In questo saggio Louis ALLDAY analizza la narrativa mainstream sulla Siria e i suoi vettori principali : il mito del non-intervento occidentale, l’occultamento di verità scomode sull’opposizione, l‘intimidazione di quelli che mettono in discussione la narrazione e la presentazione dei propagandisti come esperti neutrali.

Dal 2011 il flusso di analisi mal informate, inaccurate e spesso del tutto disoneste sugli eventi in Siria è stato inarrestabile. Ho già scritto sui pericoli dell’utilizzo di spiegazioni sempliciste per comprendere il conflitto, un problema che è emerso ripetutamente negli ultimi cinque anni. Tuttavia c’è un problema più grande. Il discorso mainstream sulla Siria è diventato così tossico, distaccato dalla realtà e privo di sfumature che chiunque abbia il coraggio anche solo di mettere in discussione l’impostazione della narrazione della ‘rivoluzione’ in corso, o si oppone agli argomenti di quelli che supportano l’imposizione di una no-fly zone da parte dell’Occidente, può aspettarsi una rapida punizione. Questi dissidenti sono immediatamente attaccati, spesso calunniati come ‘Assadisti’ o ‘Pro-Assad’ e accusati di mostrare una crudele indifferenza verso le sofferenze dei siriani. 

Leggi tutto...

I Caschi Bianchi: l'ufficio stampa e propaganda di Al-Qaeda in Siria

E-mail Stampa PDF

cascosblandos 0di Misión Verdad
da misionverdad.com

Traduzione di Marx21.it

Al-Qaeda vince il suo primo Oscar 

L'evento più importante dell'industria culturale “gringa” (l'Oscar) ha premiato la storia dei Caschi Bianchi siriani (The White Helmets) come migliore cortometraggio.

Il cortometraggio premiato a Hollywood è stato prodotto da Netflix e realizzato dal regista Orlando Von Ensiedel. L'audiovisivo è stato utilizzato per promuovere la nomina dei Caschi Siriani al Premio Nobel della Pace, l'anno scorso.

L'ONG dei presunti soccorritori nelle zone del conflitto siriano è stata fondata nel 2013 in Turchia da James Le Mesurier, ex alto ufficiale britannico e alto rappresentante dell'ONU durante le guerre di Bosnia e Kosovo. Le Mesurier aveva fatto parte anche delle agenzie di contractors militari Olive Security e Good Harbour International. La prima è collegata a Blackwater (ora Academy), famosa per i suoi massacri della popolazione civile in Iraq. La seconda è stata diretta da Richard Clark, ex consigliere per la sicurezza di George W. Bush.

Leggi tutto...

Il mercantilismo è finito ma l'Europa non lo sa

E-mail Stampa PDF

trump rossdi Pasquale Cicalese per Marx21.it

“Da quando il mercato mondiale è divenuto una realtà operante, una serie di paesi industriali si fanno concorrenza; al capitale che si trova in eccedenza vengono offerti in tutte le parti del mondo campi di investimento infinitamente più vasti e più vari, di modo che esso si ridistribuisce in misura molto maggiore, mentre la superspeculazione locale viene superata con maggiore facilità. Al tempo stesso sul mercato interno la concorrenza retrocede di fronte ai cartelli e ai trusts, mentre  sui mercati esteri essa trova una barriera nei dazi protezionistici, di cui si circondano tutti i paesi industriali. Ma questi dazi rappresentano in realtà soltanto degli armamenti per la definitiva campagna industriale universale che dovrà decidere della supremazia sul mercato mondiale”. 
Friedrich Engels, nota al III capitolo de Il Capitale, citato da Gianfranco Pala, Economia nazionale e mercato mondiale, Laboratorio Politico, Manes editore 1995.

“La struttura degli equilibri del capitalismo internazionale di lunga durata sta sperimentando una altrettanto profonda riconfigurazione. Nel 1991, secondo l’Unctad, il 36% del valore aggiunto industriale globale era riferibile all’Europa e il 24% al Nord America. Adesso queste  quote sono scese rispettivamente al 25 e al 22%. Dal 2000 gli Usa hanno perso il 27% dei posti di lavoro nella manifattura, l’Italia ha perso il 12%, la Germania l’8%”. Paolo Bricco, L’identità manifatturiera nella risposta europea, Il sole 24 ore, 1 aprile 2017.

Leggi tutto...

Zyuganov: "l'attentato di San Pietroburgo è stato accuratamente pianificato”

E-mail Stampa PDF

sanpietroburgo attentato fioria cura di Marx21.it

Nell'esprimere il cordoglio del suo partito alle famiglie delle vittime del terribile attentato di San Pietroburgo, il leader dei comunisti russi, Ghennady Zyuganov, ha voluto sottolineare come nel corso delle indagini sulle dinamiche di questo crimine e per individuarne gli organizzatori, sia assolutamente indispensabile non “ ricorrere a semplificazioni di quanto è accaduto”

“Richiamo la vostra attenzione sul fatto che l'attacco terroristico è stato effettuato nella città in cui si incontravano i dirigenti di Russia e Bielorussia, per discutere di questioni importanti. A San Pietroburgo era stato appena ospitato il forum dei giornalisti provenienti da tutto il paese, che ha esaminato i problemi più attuali. Sorprendentemente, l'attacco terroristico è stato sferrato proprio nello stesso momento in cui gli studenti terminavano la giornata scolastica. Tutto ciò, a mio avviso, indica che l'attentato è stato ben pianificato ed elaborato dai criminali, che contiene un evidente carattere simbolico” e che “occorre guardare a questo evento sotto tutti i profili”, così si esprime l'esponente della principale forza di opposizione russa in una dichiarazione stampa.

Leggi tutto...

La fiction del G7 esteri a Lucca

E-mail Stampa PDF

46 palazzoducale luccadi Manlio Dinucci
il manifesto, 4 aprile 2017

Dopo Lucca Comics, festival internazionale del fumetto, la città toscana ospita il 10-11 aprile un altro evento internazionale del genere fiction: il G7 dei ministri degli esteri. È il più importante degli 11 incontri – a Firenze, Roma, Lucca, Bari, Bologna, Cagliari, Torino, Bergamo, Milano – con cui il governo Gentiloni, nell’anno di presidenza italiana del G7, prepara (senza badare a spese) il Summit che si svolgerà a Taormina il 26-27 maggio. 

Il G7 è formato dai sei maggiori paesi della Nato – Stati uniti, Canada, Germania, Gran Bretagna, Francia e Italia – più il Giappone, il più importante alleato degli Stati uniti e partner della Nato nella regione Asia/Pacifico, dove il Pentagono sta schierando contro la Cina crescenti forze anche nucleari. 

Quello che si svolge a Lucca con la sigla G7, per esaminare «le attuali questioni di politica estera e sicurezza internazionale», sarà dunque di fatto un incontro Usa/Nato. Esso confermerà quanto già detto dai ministri degli esteri dell’Alleanza riunitisi a Bruxelles il 31 marzo: garantire la sicurezza dell’Europa, messa in pericolo da «una Russia che vuole sempre più imporsi» e che, dopo «la illegale annessione della Crimea», continua a «violare la sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina con le sue azioni aggressive». 

Leggi tutto...

Lenín Moreno è il nuovo presidente dell'Ecuador

E-mail Stampa PDF

lenin moreno ecuadorRedazione di Resistência

Traduzione di Marx21.it

Lenín Moreno è il nuovo presidente dell'Ecuador. Con il 94,18% delle schede scrutinate, il candidato della forza progressista Alianza País ha raggiunto il 51,07% dei voti contro il candidato della destra Guillermo Lasso che ha ottenuto il 48,93%, secondo la proclamazione ufficiale del Consiglio Nazionale Elettorale (CNE).

Un totale di 12.816.698 elettori era chiamato alle urne. Di questi, 12.438.406 risiedono nel paese e 378.292 all'estero.

“L'Ecuador ha dato dimostrazione al mondo di partecipazione e democrazia (…) non si è regalato un voto a nessuno”, ha detto il presidente del CNE, Juan Pablo Pozo, che ha garantito che le organizzazioni politiche avessero tutte le possibilità di realizzare il controllo politico del voto. Per questo, ha invitato a rispettare l'espressione del popolo nelle urne con responsabilità etica.

Il movimento progressista Alianza País assumerà il comando del processo chiamato Rivoluzione Cittadina iniziato nel 2007 con la guida del presidente Rafael Correa.

Leggi tutto...

Intervista a Fulvio Scaglione. Alla radice dei conflitti mediorientali

E-mail Stampa PDF

a cura di Federico La Mattina
da imesi.org

Fulvio Scaglione, giornalista esperto di politica estera con una grande esperienza sul campo, collabora con diversi giornali e riviste. Esperto di Medio Oriente e Russia, ha recentemente pubblicato un libro sul Medio Oriente (Il Patto con il diavolo. Come abbiamo consegnato il Medio Oriente al fondamentalismo e all’Isis, Rizzoli, 2016, pp. 203) in cui unisce abilmente ricostruzione storica ed approccio divulgativo, fornendo chiavi di lettura per il presente in controtendenza con il discorso dominante a cui l’opinione pubblica è abituata.

Scaglione affronta la complessa storia mediorientale dagli accordi segreti di Sykes-Picot ai più recenti avvenimenti siro-iracheni, passando per la fondazione del regno saudita che ha avuto una grande influenza negli sviluppi futuri della regione. Abbiamo avuto il piacere di intervistare Fulvio Scaglione (che proprio poche settimane fa ha intervistato Bashar al-Assad su “Avvenire”) a proposito dei più recenti eventi mediorientali, provando a fare anche qualche previsione per il futuro.

Nel suo libro mette chiaramente in luce la connivenza tra potenze occidentali e paesi finanziatori di gruppi jihadisti. A pagina 192 si legge: “Abbiamo sempre agito, noi occidentali, su questo doppio binario, con una morale per gli amici e una per i nemici, sperando che nessuno se ne accorgesse”. Ritiene che, alla luce dei disastri mediorientali, i paesi europei debbano mutare paradigma geopolitico? L’Italia ha possibilità, secondo lei, di rivendicare una politica estera maggiormente autonoma in questo senso?

Leggi tutto...

Pagina 3 di 182