Le lezioni dell’esperienza greca

Le lezioni dell’esperienza greca

di João Ferreira

Questa è forse la lezione principale che occorre trarre dall’esperienza greca: l’attuazione di una politica autenticamente caratterizzata dai valori di giustizia e progresso sociale, con la democrazia, con un progetto sovrano di sviluppo, esige, in primo luogo...

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Il Brasile nell’occhio del ciclone

Il Brasile nell’occhio del ciclone

di Marcos Aurélio da Silva

Il cambio di marcia a sinistra che, forte di 4 vittorie elettorali del PT con il grande appoggio dei comunisti (più precisamente del PCdoB) e di altre forze di sinistra, ha segnato il Brasile negli ultimi 12 anni, oggi è…

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Ricordando il compagno Sergio Ricaldone

Ricordando il compagno Sergio Ricaldone

di Norberto Natali

Nell’anniversario della scomparsa del compagno Sergio Ricaldone, riceviamo con richiesta di pubblicazione il ricordo di Norberto Natali di Proletari Comunisti Italiani.

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

L’ASSEMBLEA – Al Meeting Center di Roma Domenica 12 luglio alle ore 14.30

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COSTITUENTE COMUNISTA:
IL MOMENTO E’ ORA!

tratto da il Manifesto di venerdì 10 luglio 2015

Costituente comunista: il momento è ora!

Domenica 12 luglio p.v., l’Associazione “per la ricostruzione del Partito Comunista nel quadro ampio della sinistra di classe e di un fronte democratico contro la guerra” (www.ricostruirepc.it) promuove un incontro nazionale per il varo di una Costituente comunista. L’assemblea si terrà a Roma presso il Roma Meeting Center in  L.go dello Scautismo 1 (zona p.zza Bologna) dalle ore 14,30 alle ore 18,00. L’iniziativa rappresenta un primo momento di sintesi della discussione sviluppatasi in decine e decine di assemblee già tenutesi in giro per l’Italia ( alle quali hanno partecipato oltre 4 mila compagni/e) in vista dello specifico obiettivo per cui l’Associazione suddetta è nata: lanciare nel nostro Paese un processo aperto per la riaggregazione delle comuniste e dei comunisti, ovunque collocati, con o senza tessera di partiti, ma uniti da un’affine cultura politica.

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Grecia. Dall'assurdo al tragico

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oxi 1940 2015da Contropiano.org

Pubblichiamo una riflessione di Stathis Kouvelakis (esponente della "sinistra" di Syriza) come contributo alla discussione sulle prospettive della Grecia dopo gli ultimi sviluppi.

Chiunque stia vivendo, o anche solo seguendo, gli sviluppi in Grecia sa fin troppo bene il significato di espressioni: come "momenti critici", "clima di stress", "drammatico capovolgimento", e "premendo sui limiti". Con gli sviluppi da lunedì ad oggi, qualche nuovo vocabolo andrà aggiunto alla lista: l'"assurdo".

La parola può sembrare strana, o un'esagerazione. Ma in quale altro modo si potrebbe definire il completo rovesciamento del significato di un evento incredibile come il referendum del 5 luglio, solo poche ore solo dopo la sua conclusione, da quelli che ha chiesto un "no" per cominciare?

Come si potrebbe spiegare che un leader di Nuova Democrazia come Vangelis Meimarakis e Stavros Theodorakis per To Potami - capi del campo sconfitto in modo così schiacciante domenica - sono diventati i portavoce ufficiali della linea da seguire da parte del governo greco? 

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Grecia: la forza del popolo

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grecia bandiere ragazzadi Ângelo Alves* | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Un impiegato di 35 anni, di nome Thodoros, ha detto a un giornalista portoghese, mentre celebrava la vittoria del NO in Piazza Syntagma, quanto segue: “Dite ai portoghesi che in Grecia lottiamo anche per voi”. Il significato internazionalista e solidale di questa frase è rilevante e illustra bene l’ampiezza dell’esperienza politica che si sta vivendo in Grecia. Le parole dignità e orgoglio sono state ripetute nella notte della vittoria del NO, e a ragione. Sono degne di rilievo la consapevolezza, la determinazione e la serenità con cui il popolo greco ha risposto alla spudorata e terroristica campagna di ricatto politico ed economico che gli è stata scatenata contro.

Al di là delle analisi politiche sulla situazione in Grecia e nell’Unione Europea, al di là delle differenti opinioni sull’opportunità e la necessità del referendum greco, al di là della riflessione sul ruolo, il percorso e la posizione del governo di quel paese – non esente da contraddizioni, cedimenti ed esitazioni – l’importantissima risposta popolare che è stata data – associata alla risposta rappresentata dalle elezioni del 25 gennaio – ha costituito, indipendentemente da ulteriori sviluppi, un’importante avanzata nella lotta per la sconfitta delle teorie della paura e del conformismo.

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Le truppe d'assalto dell' "Occidente democratico"

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L’ISIS in Medio oriente, islamisti ceceni e neonazisti in Ucraina. Sono queste le unità d’élite dell’Occidente democratico.

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Referendum contro i Trattati Europei. Si può fare, anche in Italia

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referendum trattati uedi Sergio Cararo | da Contropiano.org

Pubblichiamo come contributo alla discussione

Era il 21 marzo dello scorso anno quando una delegazione del movimento politico Ross@ entrò alla Presidenza della Camera dei Deputati per consegnare un dispositivo che chiedeva - e consente - un referendum di indirizzo costituzionale sui Trattati Europei sottoscritti arbitrariamente dai governi italiani che si sono succeduti dal 1992 a oggi. Si trattava di quei "governi di tecnocrati" che firmarono il Trattato di Maastricht (che comportò subito la "terapia d'urto" del governo Amato, 90.000 miliardi di lire di tagli, tasse, imposte, blocco dei salari, privatizzazioni), un trattato del 1992 che includeva la nascita dell'Unione Monetaria che diventerà otto anni dopo l'Eurozona.

Maastricht, Two Pack, Six Pack, Fiscal Compact, Semestre Europeo, obbligo di pareggio in bilancio in Costituzione, Trattato di Dublino. Una lunga serie di misure micidiali e di vincoli che hanno portato da tredici anni a questa parte il paese in recessione, la disoccupazione giovanile al 43%, due milioni di posti di lavoro persi, aumento continuo e non diminuzione del debito pubblico, tagli alle spese sociali nella sanità, nella scuola e nella previdenza sociale, privatizzazioni e svendite di industrie, banche e servizi strategici.

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Dopo il referendum in Grecia

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oxi grecia folladi Manuela Palermi

Riceviamo dalla compagna Palermi e pubblichiamo come contributo alla discussione su Grecia e prospettive dell’Europa.

Economisti come Joseph Stiglitz, Paul Krugman, Thomas Piketty e James Galbraith hanno più volte e pubblicamente dichiarato che l’obiettivo di FMI, Commissione Europea e BCE non è mai stato quello di una trattativa decente,  ma di umiliare e strangolare il governo greco. Il Guardian – una settimana fa o forse qualcosa in più - ha pubblicato alcuni documenti del FMI in cui si legge che i creditori sono assolutamente consapevoli dei “livelli insostenibili del debito e dell’austerità”.

Nella trattativa tra Troika e governo greco in gioco non è il denaro, o quantomeno non è il solo denaro, ma è soprattutto e prima di tutto il potere. Merkel, Lagarde e Trichet – appoggiati dai governi neoliberali e socialdemocratici europei – volevano schiacciare e cacciare Tsipras per sostituirlo con un governo compiacente. Non ci sono riusciti, ma è quel che vogliono ancora. Ed è quel che è successo in Italia nel 2011 quando, con l’aiuto determinante di Napolitano, fu insediato Monti. Che, tra le altre cose, portò in dote la controriforma delle pensioni.

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Costituente Comunista: l'adesione di Gianni Fresu

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fresu giannida www.ricostruirepc.it

La mia adesione alla Costituente comunista, dopo un percorso convergente

L’avvio della Costituente comunista rappresenta un momento di svolta al quale mi sento di aderire con assoluta convinzione. Personalmente sono da diversi anni convinto della necessità di superare le attuali organizzazioni, nate dalla fine del PCI, per questo nel 2013 ho abbandonato con grande travaglio il partito nel quale ho militato per 22 anni. Con compagni del PRC, del PdCI e altri senza organizzazione, due anni fa provammo a innescare un processo come questo, lanciando l’appello “Cominciadesso” e organizzando una serie di assemblee aperte, non per creare l’ennesimo partitino destinato a sommarsi a quelli esistenti, né, tanto meno, costruire una nuova tendenza politico-culturale trasversale con la ben misera ambizione di condizionare vita e scelte delle organizzazioni attuali. L’obiettivo era un altro, più ambizioso: superare tutti gli arroccamenti precostituiti, rimuovere i ruderi di vecchi, inutili, controproducenti acquartieramenti, legati spesso a scontri personali tra ristretti gruppi dirigenti, o comunque a una fase oramai sorpassata. Non ci interessava nemmeno l’obiettivo di una fusione a freddo degli organismi dirigenti di quel che restava di PRC e PdCI, l’unione delle rispettive segreterie, ne chiedevamo dialetticamente il superamento.

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Grecia, l’ombra di «Prometeo»

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greece oxidi Manlio Dinucci
da il manifesto, 7 luglio 2015

Il «testa a testa» nel referendum greco, propagandato dai grandi media, si è rivelato una sonora testata nel muro per i fautori interni e internazionali del «Sì». Il popolo greco ha detto «No» non solo alle misure di «austerità» imposte da Ue, Bce e Fmi, ma, di fatto, a un sistema – quello capitalistico – che soffoca la democrazia reale.

Le implicazioni del referendum vanno al di là della sfera economica, coinvolgendo gli interessi politici e strategici non solo di Bruxelles, ma (cosa di cui non si parla) quelli di Washington. Il presidente Obama ha dichiarato di essere «profondamente coinvolto» nella crisi greca, che «prendiamo in seria considerazione», lavorando con i partner europei così da «essere preparati a qualsiasi evenienza».

Perché tanta attenzione sulla Grecia? Perché è membro non solo della Ue, ma della Nato. Un «solido alleato», come la definisce il segretario generale Stoltenberg, che svolge un ruolo importante nei corpi di rapido spiegamento e dà il buon esempio nella spesa militare, alla quale destina oltre il 2% del pil, obiettivo raggiunto in Europa solo da Gran Bretagna ed Estonia.

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Sul referendum in Grecia

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joao ferreiraDichiarazione di João Ferreira, membro del Comitato Centrale del Partito Comunista Portoghese

da www.pcp.pt | Traduzione di Marx21.it

Il risultato del referendum svoltosi in Grecia, con la vittoria del NO, rappresenta la chiara affermazione del rifiuto degli inaccettabili dettami e imposizioni dell'Unione Europea e del FMI al popolo greco e la riaffermazione della volontà di cambiamento della politica che si era espressa nelle elezioni del 25 gennaio.

Un risultato che, indipendentemente dall'evoluzione che si manifesti in quel paese, afferma il rifiuto della continuazione della politica di sfruttamento e impoverimento che l'Unione Europea e il FMI hanno cercato di imporre, continuamente e in forma accresciuta negli ultimi cinque mesi, ai lavoratori e al popolo greco.

Un risultato che è tanto più significativo, in quanto ottenuto sotto la pressione di una inammissibile e colossale operazione di ingerenza e destabilizzazione promossa dall'Unione Europea e dal FMI contro il popolo greco, che in Portogallo ha potuto contare sull'attiva partecipazione del Governo PSD/CDS e del Presidente della Repubblica.

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Il risultato del referendum greco apre una nuova prospettiva

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oxi greciadichiarazione di Fausto Sorini, della segreteria nazionale del PCdI, responsabile esteri

Il significato politico dello splendido voto che si è espresso nel referendum greco va ben al di là dei quesiti economici specifici sottoposti alla consultazione.

Esso esprime una volontà del popolo greco di respingere il ricatto dei vertici dell'Unione europea e della Trojka e di andare avanti per la propria strada: anche se questo dovesse portarlo a rompere con l'euro e con la Ue, e a ripensare quindi complessivamente – in un rapporto di più stretta cooperazione coi BRICS e con l'insieme dei paesi non allineati – le priorità della collocazione internazionale del Paese.

Su questo, che è il punto più delicato e complesso della vicenda, e' auspicabile che tutta la sinistra greca, i comunisti e le forze patriottiche non subalterne all'imperialismo - con un più alto livello di sintesi tra fermezza strategica e flessibilità tattica - sappiano trovare le vie di una maggiore convergenza: sorretta - come si è visto - da una grande determinazione popolare.

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Il piano B di Grecia e Germania dopo il referendum

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Il triangolo Cina Russia Germania 820 814di Demostenes Floros | da Limes Online

La contesa tra Atene e l’ex Troika è più politica che economica e non riguarda solo il debito pubblico. Merkel prepara da tempo un progetto alternativo all’Eurozona attuale, Tsipras dovrebbe fare lo stesso.

A maggio, il prezzo del petrolio è calato di circa 2 dollari al barile ($/b). In particolare, il Brent ha chiuso poco sopra i 63$/b mentre la qualità Wti attorno ai 59$/b. L’euro si è inizialmente apprezzato verso il dollaro superando quota 1,14€/$ dopo che la Fed ha dichiarato che il rialzo dei tassi sarà più lento e meno intenso rispetto a quanto precedentemente ipotizzato, per poi deprezzarsi a 1,12€/$ in conseguenza degli effetti della crisi greca.

Nonostante l’offerta globale di petrolio sia diminuita di 155 mila barili al giorno (b/d), collocandosi attorno ai 96 milioni di b/d, essa continua a eccedere la domanda per circa 1.5 milioni b/d. Secondo lestime dell’International Energy Agency, quest’ultima crescerà nell’anno in corso di 1.4 milioni di b/d sulla scia di un incremento del pil mondiale del 3,3%.

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Comunicato congiunto del Partito Comunista Portoghese e AKEL di Cipro

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encontro pcp akel chipre spg lisboada www.pcp.pt

Traduzione di Marx21.it

Nel quadro delle tradizionali relazioni di amicizia e cooperazione tra i due partiti, si è recata in Portogallo, il 25 e 26 giugno, su invito del PCP, una delegazione del Partito Progressista del Popolo Lavoratore (AKEL) di Cipro, guidata dal suo Segretario generale, Andros Kiprianou.

Durante la sua visita, la delegazione di AKEL si è incontrata con una delegazione del PCP, guidata da Jeronimo de Sousa, Segretario generale del PCP.

In questo incontro i due Partiti hanno avuto l’opportunità di scambiare informazioni sulla situazione nei rispettivi paesi, sulla situazione nell’Unione Europea e su altri aspetti della situazione internazionale e di interesse comune,  e il PCP ha ribadito il proprio appoggio alla lotta di AKEL e del popolo cipriota per la fine dell’occupazione turca e per la riunificazione di Cipro e del suo popolo, in accordo con le risoluzioni delle Nazioni Unite.

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“L'Europa destabilizzata dal potere di ricatto dei creditori”

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renzi merkel 510 2 7 2015Intervista a Vladimiro Giacché di Marta Fana
da MicroMega Online

Le ultime vicende sulla crisi greca hanno mostrato come un governo democratico, fedele al suo mandato elettorale, possa mettere in discussione la governance europea, rigida su regole punitive che nulla hanno a che fare con la virtuosità dei paesi dell’eurozona. Il fallimento più grande è proprio l’architettura della UE e dei suoi Trattati, che negano la possibilità di agire su obiettivi realmente strutturali, come l’occupazione, la capacità produttiva e i redditi. In questo contesto, la moneta unica è uno strumento di potere funzionale ad interessi altri, quali la stabilità dei prezzi e delle banche. Se è vero che bisogna rimettere in discussione regole e obiettivi europei, allo stesso tempo è necessario capire in quali tempi queste modifiche possono intervenire. Più i tempi sono lunghi più è inevitabile che anche la moneta unica possa essere rimessa in discussione, in quanto strumento di potere. Ne parliamo con Vladimiro Giacché, economista e Presidente del Centro Europa Ricerche.

Nonostante l’intransigenza mostrata dal governo tedesco e qualche gioco strategico, pare che la fermezza di Tsipras abbia mandato in tilt l’armonia della governance europea. Come lo interpreta?

Tsipras ha fatto una cosa nuova nell’Europa di questi ultimi anni: ha cercato di tener fede al mandato elettorale ricevuto. Ha trattato, ma quando ha visto che quello che veniva richiesto dalla controparte (peraltro senza contropartite immediate in termini di debt relief) era incompatibile col mandato elettorale ricevuto, ha detto che a quel punto soltanto gli elettori del suo Paese potevano decidere se accettare le proposte europee. In questo modo ha rotto il potere di ricatto dei creditori. Questo ha mandato in tilt la governance europea, che in questi ultimi anni è stata caratterizzata da un potere esorbitante dei creditori. L’Europa oggi viene destabilizzata non da Tsipras, ma proprio da quel potere esorbitante, che ha avuto conseguenze pesantissime per molte economie tra cui la nostra.

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Nicolas Maduro: "Fratelli e sorelle della Grecia non abbiate paura a spezzare le catene del FMI"

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maduro tsiprasda www.lantidiplomatico.it

"E' in corso una guerra economica per impedire che il popolo greco ritrovi la sua libertà ed indipendenza"

"Mi rivolgo al popolo greco, a Tsipras e a Syriza". Inizia così il video-messaggio del presidente della repubblica bolivariana Nicolas Maduro diretto ad Atene. "Il popolo bolivariano offre tutto l'appoggio e il suo abbraccio fraterno al popolo greco".

E ancora: "Nasce in Grecia due mila anni fa la parola democrazia e il popolo greco sta rispondnedo con democrazia. Noi abbiamo vissuto questa stessa fase: in Venezuela si privatizzò tutto, si sono portati via le pensioni, l'istruzione pubblica. Poi abbiamo rotto le catene del Fmi". E qui arriva il messaggio preciso al popolo greco: "Non abbiate paura di rompere le catene del Fmi e del neo-liberismo, fratelli e sorelle della Grecia, non permettete che facciano ancora scorrere altro sangue del popolo e depredare le ricchezze del paese"

E' questo il cammino, il cammino, prosegue Maduro. "Ammiriamo quello che sta facendo il popolo greco. Una lotta difficile di fronte al ricatto finanziario in corso. E' una guerra economica. E' in corso una guerra economica per impedire che il popolo greco ritrovi la sua libertà ed indipendenza".

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La rottamazione neoliberista della scuola della Costituzione è un attacco a tutti i lavoratori

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Come specificato nel post-scriptum aggiunto appositamente dall'autore, questo intervento è stato scritto alcune settimane fa, prima dell'approvazione al Senato con un gravissimo voto di fiducia. Lo riproponiamo comunque, come contributo di analisi non schiacciato sulla cronaca, ma volto a ragionare anche sulle tendenze di fondo della lotta intrapresa dalle classi dominanti sul tema della scuola, così come sul tipo di risposta che si rende necessario da parte delle classi subalterne.

l'articolo è stato pubblicato anche su Gramsci Oggi n.2/2015


renzi buona scuola cambiodi Andrea Zirotti

Anche un cittadino mediamente distratto ha potuto avvertire che i provvedimenti sulla scuola del governo hanno suscitato nello stesso mondo della scuola un'opposizione finora vasta, visibile, multiforme. Renzi e i suoi ministri si sono prodigati a rintuzzare l'ondata di critiche, con una propaganda che tuttora alterna toni sprezzanti a false disponibilità al dialogo e non disdegna messaggi offensivi per gli insegnanti, come la sceneggiata alla lavagna del "capo" del governo. Non c'è dubbio: il governo è sempre in prima linea, anche in questo aspetto del lavoro politico; il ruolo delle forze parlamentari, in primis dello zelante PD, ma anche delle giubilanti FI e NCD, è in ciò di supporto.

Qual è il nodo del conflitto? Una prima risposta, astenendosi da giudizi di valore, può essere: la ristrutturazione (o, meglio, la sua continuazione) del sistema scolastico nazionale. Nel rispondere a questa domanda, non di rado c'è chi si sofferma ora su uno, ora su un altro aspetto di questa devastante controriforma, perdendo di vista il progetto complessivo di trasformazione, per non dire del suo rapporto con il contesto attuale: un atteggiamento prevedibile in questi tempi di deboli coscienze politiche, in cui riesce a prevalere una lettura di tipo sindacale, e di sindacati in tempi di deboli coscienze politiche.

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Il portale USA “Vox” illustra lo scenario Baltico in un'ipotetica guerra tra Russia e NATO

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estonia usarussiada Sputnik News

Il 30 giugno il portale americano “Vox” ha illustrato lo scenario di una guerra tra la Russia e la NATO in Estonia, dalle proteste a Narva fino alla guerra nucleare.

Quando i politici e i commentatori dei media occidentali parlano della probabilità di una guerra tra gli Stati Uniti e la Russia, la maggior parte di loro si riferisce ai Paesi Baltici, scrive il portale americano "Vox".

Secondo le teorie degli analisti di "Vox", il punto di scontro militare tra l'Alleanza Atlantica e la Russia può essere l'Estonia, Paese baltico con una popolazione di 1,3 milioni di persone, di cui "la maggioranza degli americani ignora persino l'esistenza".

"L'Estonia, la Lettonia e la Lituania sono Paesi noti come Stati Baltici, si trovano all'estremità dell'Europa orientale in prossimità delle frontiere della Russia. Facevano parte dell'Unione Sovietica. Questi Paesi sono luoghi da cui, secondo i timori di diversi analisti occidentali, potrebbe prendere il via la Terza Guerra Mondiale," — si legge nell'articolo.

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Demostenes Floros: “Geopolitica dell’energia”

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La prima parte dell’intervento di Demostenes Floros sul Turkish Stream, il nuovo, strategico gasdotto proposto da Putin dopo che la Bulgaria, su pressione degli USA, ha ritirato la concessione al passaggio del precedente progetto, il South Stream. Una questione imprescindibile per capire il presente e il futuro europeo. 

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La Costituente Comunista: una prospettiva ambiziosa e necessaria

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communism1 632x276di Domenico Losurdo*

Una sfida da affrontare e vincere

La Costituente comunista è una prospettiva ambiziosa e necessaria, e al tempo stesso una sfida temibile. Almeno in Europa occidentale la dura sconfitta subita dal movimento comunista tra il 1989 e il 1991 ha comportato un terribile impoverimento, oltre che sul piano teorico, anche su quello etico – politico.

Persino gli intellettuali che non si associano al coro impegnato a infangare la «forma-partito» si rivelano spesso incapaci di agire in modo associato. Sembrano aver dimenticato il significato dell’agire politico e soprattutto di un agire politico che intenda trasformare radicalmente la realtà esistente e che pertanto è costretto a scontrarsi con un apparato di manipolazione più poderoso che mai. Sappiamo dai nostri classici che la piccola produzione è il terreno sul quale attecchisce l’anarchismo. Gli odierni sviluppi della comunicazione digitale comportano di fatto un forte rilancio della piccola produzione intellettuale. Ed ecco che, nel clima venutosi a creare in seguito alla sconfitta del 1989-1991 e al connesso impoverimento etico – politico, non pochi intellettuali anche di orientamento comunista tendono a rinchiudersi ciascuno nel suo blog, nel suo sito, nella sua minuscola organizzazione.

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I comunisti di Cipro difendono il diritto sovrano dei greci a decidere il proprio destino

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grecia bandiere silhouetteda www.akel.org.cy

Traduzione di Marx21.it

Dichiarazione di Stavros Evagorou, del Partito Progressista del Popolo Lavoratore di Cipro (AKEL)

E' ormai chiaro che l'obiettivo dei circoli dirigenti dell'UE non è la ricerca di una soluzione dignitosa della questione greca, ma l'umiliazione e la degradazione della Grecia e del popolo greco. Le istituzioni non sono minimamente interessate alla grave crisi umanitaria, né all'impoverimento del popolo greco.

Ciò che interessa a costoro è mettere in ginocchio il popolo greco e costringerlo a cedere di fronte al ricatto esercitato dai neocolonialisti dell'UE.

Anche il popolo cipriota, la cui struttura socio-economica è stata distrutta in una sola notte con la cooperazione del governo diretto dal partito DISY, ha sofferto per tali comportamenti estremi e disumani.

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