Il governo dei padroni

Il governo dei padroni

di Giorgio Langella

Il governo Renzi continua nello smantellamento dello Stato. Oltre alle orribili leggi (quella elettorale e il “jobs act” ne sono chiaro esempio) e le cosiddette “riforme” istituzionali che, combinate tra loro, minano la democrazia alla base, oggi leggiamo le nuove…

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Per la pace in Ucraina, no al neo-colonialismo!

Per la pace in Ucraina, no al neo-colonialismo!

da partitocomunista.ch

I governi di UE e USA vogliono risolvere la loro crisi politica ed economica con una nuova corsa agli armamenti e con una nuova guerra su scala globale. Essi si sono resi complici di un golpe contro il governo ucraino,…

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Facciamo il punto sulla situazione in Ucraina

Facciamo il punto sulla situazione in Ucraina

di Flavio Pettinari

Le manifestazioni che hanno portato, nel fine settimana del 5 e 6 di aprile, alla sollevazione dell’Ucraina sud-orientale hanno avuto una piattaforma politica molto ben definita, oltre che estremamente ragionevole...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

“Il fascismo avanza in Europa. Lo si combatte con un progetto nazionale, continentale e internazionalista, alternativo all'Unione europea e alla Nato”

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Dichiarazione di Fausto Sorini, segreteria nazionale PdCI, responsabile esteri

kiev6“La rinascita del fascismo in Europa, dall'Ucraina alla Francia, sorge dalla delusione dei popoli per il disagio sociale e la povertà in cui essi sono stati gettati dalle politiche liberiste e neo-imperialiste volute dai poteri forti euro-atlantici.

Se i comunisti e le forze della sinistra, invece di balbettare piccole varianti riformiste, non sono in grado di mettere in campo un progetto nazionale, continentale e internazionalista, radicamente alternativo alla Ue e alla Nato, che coinvolga tutto il continente (Russia compresa), che riporti pace e cooperazione Est-Ovest nel cuore dell'Europa, sarà l'estrema destra populista e reazionaria a raccogliere il malcontento e il disagio sociale dei popoli. Come negli anni Trenta”.

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Sunto della relazione del segretario Procaccini al Cc del PdCI del 16 marzo 2014

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procaccinida www.comunisti-italiani.it

La riunione odierna del Cc è molto impegnativa e delicata per le decisioni che il Partito dovrà assumere a seguito della nostra totale esclusione dalla lista Tsipras. Certo sapevamo dall’inizio delle caratteristiche ostili ai partiti della lista stessa, ma abbiamo lo stesso ritenuto, che venuta meno la possibilità di avere una lista comunista per il rifiuto del Prc, questa possibilità di unità a sinistra per l’Europa, sponsorizzata da Alexis Tsipras, potesse rappresentare un punto avanzato per il nostro Partito. Sapevamo difficoltà e incognite, tuttavia il Cc precedente del 9 Febbraio, giustamente, aveva dato mandato pieno (con un unico voto contrario, di una compagna poi uscita dal Partito) di adesione alla lista Tsipras con una duplice valutazione: in primo luogo dopo molto tempo tutta la sinistra affrontava unita una battaglia per le europee – seppure ancora una volta mimetizzata sotto simboli strani (non va dimenticato che Sel era entrata al suo congresso per Schultz presidente ed è uscita con Tsipras) – ; in secondo luogo non possiamo nasconderci che c’era nella scelta anche uno stato di necessità a causa dei problemi economici ed organizzativi in cui da tempo versa il Pdci.

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Il Job Act aumenta la precarietà

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Dichiarazione di Stefano Barbieri, segreteria nazionale PdCI

renzi indiceUn mucchio di retorica concluso con l’aumento selvaggio della precarietà e della flessibilità.

Questo è il risultato finale del Decreto Legge con il quale va in vigore il tanto decantato Job Act del Governo Renzi/Alfano. 

Le false promesse legate alla materia degli ammortizzatori sociali, della riforma dell’Aspi (l’indennità di disoccupazione), la riforma dei Centri per l’impiego, il contratto unico, il riordino delle forme contrattuali diverse e lo stesso salario minimo, l’estensione della maternità, finiranno in una legge-delega, strumento che in Italia viene usato quasi sempre per far finire in niente anche i buoni propositi. Per il resto ecco, la “svolta” di Renzi è arrivata : i giovani precari, le partite Iva, la forza lavoro intellettuale spesso in fuga dall’Italia vedranno un peggioramento della loro condizione di lavoro e di vita, andando così ad aggiungersi alle condizioni già disastrose di larghe fasce dei cosiddetti lavoratori dipendenti.

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"Renzi-Merkel, dietro il teatrino mediatico niente. Anzi, peggio"

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Intervista a Vladimiro Giacché | da www.controlacrisi.org

renzi-merkel-2Che valutazione dai del confronto bilaterale tra Merkel e Renzi?

Non ho capito nel concreto quale sia il risultato. A me sembra ci sia molto fumo mediatico e propaganda, e in parte un fuoco di sbarramento da parte dei giornali tedeschi, che hanno espresso simpatia ma con tutta una serie di cautele. Anche l’atteggiamento della stampa più vicina al governo tedesco è ambivalente. Alla vigilia, ad esempio, mettevano in rilievo la rinascita del nazionalismo, come lo chiamano loro, in Italia e le difficoltà del Pd che ha un atteggiamento più disponibile e aperto di altri nei confronti dell’Unione europea.

I risultati sul piano economico?

Un risultato vero sarebbe potuto essere soltanto da un lato l’allargamento delle maglie della disciplina fiscale e dall’altra un pronunciamento deciso da parte della Germania per l’espansione della domanda interna, che in questi anni non c’è stata. Stante la rigidità del cambio, se la sola cosa che ottengo per me è fare politiche espansive tutto ciò si traduce in uno squilibrio della bilancia commerciale.

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Il fascismo avanza in Europa

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kiev fiaccolata fascistidi Albano Nunes | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it


Per quanto l'imperialismo gridi contro “l'illegalità” del referendum del 16 marzo in Crimea e minacci “sanzioni”, la verità è che neppure i media che hanno dato copertura al colpo di stato a Kiev riescono a nascondere che, in contrasto con la violenza e il terrore del Majdan, in Crimea abbiamo assistito all'inequivocabile espressione della volontà popolare dove (come nelle immagini di allegria che ci sono arrivate da Piazza Lenin a Simferopoli) è possibile vedere la speranza di riconquistare molto di quello che la scomparsa dell'URSS aveva distrutto, al pari dell'inequivocabile rigetto del fascismo, che in Crimea come in tutta l'Ucraina, ha perpetrato crimini che si conservano nella memoria del popolo.

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Cosa hanno fatto gli USA all'Afghanistan

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di Patrick Cockburn* | da www.rebelion.org
Traduzione di Sandro Scardigli per Marx21.it

guerra-585x352*Patrick Cockburn è l'autore di Muqtada: Muqtada Al-Sadr, the Shia Revival, and the Struggle for Iraq. Cockburn ha appena ricevuto il premio Editorial Intelligence Comment Award 2013 for Foreign Commentator of the Year.

Un numero infinito di morti, povertà e corruzione dilaganti, mentre i talebani avanzano...

Alcuni anni fa, a Kabul, ascoltai il portavoce di un'organizzazione governativa afgana, che mi parlò lungamente, ottimisticamente ma in modo non molto convincente, dei progressi dell'istituzione per la quale lavorava. Per alleviare la noia e senza molte speranze di ricevere una risposta interessante, gli chiesi – con la garanzia dell'anonimato – quali fossero i benefici che il suo Governo aveva portato al popolo afgano. Il portavoce rispose senza esitazioni che molto probabilmente questi sarebbero stati assai limitati “fino a quando il nostro Paese sarà governato da gangsters e signori della guerra”.

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La cooperazione tecnico-militare sino-russa alla luce della crisi ucraina

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di Vassili Kachine | da La Voix de la Russie
french.ruvr.ru | Traduzione di Massimo Marcori per Marx21.it

La crisi in Ucraina segna una svolta nelle relazioni politiche tra la Russia e i paesi occidentali. Nulla o quasi nulla lascia pensare che la crisi ucraina si fermerà in un futuro prevedibile.

L’economia dell’Ucraina è in rovina, l’apparato statale è indebolito e le contraddizioni interetniche si sono inasprite. Anche se l’intensità della crisi diminuisce, l’Ucraina rimarrà una fonte di problemi per lunghi anni a venire, avvelenando i rapporti tra la Russia e l’Occidente. Tale situazione avrà conseguenze molto forti sulla cooperazione tecnico-militare tra la Russia e la Cina.

Di fronte a tale situazione, il sostegno di paesi come l’India e la Cina riveste un’importanza cardinale per la Russia. Attualmente, la Cina è un importante partner commerciale della Russia e il mantenimento di stretti legami comporta il fallimento dell’intera strategia occidentale che punta ad isolare la Russia.

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L’insostenibile pesantezza dei vincoli monetari e di bilancio

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di Vladimiro Giacché1 | (Intervento all’incontro “Titanic Europa?”, promosso da Re:Vision, 7 marzo 2014, Roma)

euro moneta closeupRingrazio Stefano Fassina per questa occasione di confronto che ha voluto estendere al di là dei confini del PD.

Credo che il modo migliore per contribuire a questo incontro sia offrire il proprio punto di vista alla discussione, nel modo più diretto possibile.

Credo infatti che il primo dovere nei confronti di noi stessi sia quello della chiarezza.

In primo luogo sulla gravità della situazioneIl nostro paese ha perso, dall’inizio della crisi, poco meno del 10% del prodotto interno lordo, il 25% della produzione industriale, il 30% degli investimenti. A chi paventa catastrofi nel caso di un’eventuale fine dell’euro – è stato fatto anche qui – io rispondo che al punto in cui siamo l’onere della prova va rovesciato, perché la catastrofe c’è già. La priorità non può essere rappresentata dai moniti relativi a una catastrofe eventuale, ma dal tentativo di comprendere come siamo finiti nella catastrofe attuale e cosa si debba fare per uscire dal disastro economico in cui ci troviamo.

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La posizione di Cuba su Ucraina e Venezuela

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Temi affrontati dal Ministro delle Relazioni Estere di Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla, nella conferenza stampa tenuta il 6 marzo del 2014, nella sede della Cancelleria cubana.

bruno-rodriguez-parrillaSUL VENEZUELA 

• Il Presidente Raúl Castro ha reso omaggio al leader ed amico eccezionale, Hugo Rafael Chávez Frías, ed ha assistito all’impressionante sfilata civico-militare effettuata a Caracas, contundente dimostrazione della volontá popolare e della soliditá dell’unitá del popolo e della FANB fedeli all’ereitá di Chávez, in difesa delle sue irreversibili conquiste. 

• Esprimiamo ferma e piena solidarietá alla Repubblica Bolivariana del Venezuela e al suo Presidente costituzionale Maduro, al governo e alla direzione politico-militare della rivoluzione di fronte all’ingerenza straniera, specialmente degli Stati Uniti, ai tentativi di abbattere con la violenza il legittimo governo eletto in maniera democratica, aigli avvenimenti che hanno visto protagonisti gruppi fascisti che hanno provocato morti, feriti e distruzione, al sabotaggio e all’aggressione economica e alle campagne della stampa transnazionale. 

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Scudo, gli Usa rilanciano

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto, 20 marzo 2014

missiliCRISI UCRAINA - Joe Baiden in Polonia ed Estonia: il sistema antimissile è contro Mosca

Visita lampo del vicepresidente Usa Joe Biden in Polonia ed Estonia, per assicurare che, di fronte alla «sfrontata incursione militare russa» in Ucraina – paese deciso a costruire «un governo al servizio del popolo» (garantito dai neonazisti andati al potere con il golpe della nuova Gladio) – gli Stati uniti ribadiscono il loro incrollabile impegno ad attenersi all’art. 5 del Trattato nord-atlantico per la «difesa collettiva». Poiché l’Ucraina è oggi di fatto ma non ufficialmente membro della Nato, c’è sempre il «non-articolo 5», che impegna i paesi membri a «condurre operazioni di risposta alle crisi non previste dall’art. 5». Varato con il contributo del governo D’Alema durante la guerra Nato contro la Iugoslavia nel 1999, e applicato anche alle guerre in Afghanistan, Libia e Siria.

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Appello per una mobilitazione nazionale nel giorno della Nakba

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nakba-day-2013-1Car@ compagn@, come molti di voi sanno la nostra missione a Gaza, effettuata nei primi di gennaio, è stata significativa, al di là delle nostre più rosee speranze e ambizioni. Oltre ad essere riuscita a rompere il criminale embargo a cui è sottoposta da anni la Striscia di terra palestinese e a consegnare all’Ospedale Al Awda la somma raccolta nei mesi precedenti, è riuscita a mettere al centro degli incontri il tema – per noi irrinunciabile e centrale – del diritto al ritorno.

La missione “Per non dimenticare il diritto al ritorno…” è stata preceduta da tante iniziative che si sono svolte in tutta Italia con l’aiuto di molti di voi, ma straordinaria è stata soprattutto la risposta che abbiamo potuto registrare una volta tornati in Italia da Gaza: in poco più di un mese oltre venti iniziative ci hanno permesso di raccontare e far sapere cosa avevamo visto e sentito durante la nostra permanenza in Palestina. Durante questi incontri, sia all’interno della delegazione, sia fra gli organizzatori degli incontri e i partecipanti, è arrivata con forza la domanda di dare risposte alle richieste che ci sono venute dai nostri amici palestinesi di Gaza e di farlo non lasciando cadere quel filo di rapporti e di disponibilità che si sono annodati durante la costruzione di questa missione.

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La giunta golpista di Kiev vuole mettere al bando i comunisti

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tsarkovTraduzione dal russo di Flavio Pettinari per Marx21.it

Evgenij Tsarkov, primo segretario del comitato regionale del Partito Comunista di Ucraina di Odessa, commenta il nuovo tentativo della giunta di vietare l'attività del partito.


“I nazionalisti ucraini, come i nazisti tedeschi, una volta saliti al potere intendono mettere fuori legge il partito comunista. Si tratta di una persecuzione politica e di una vendetta verso chi dissente. Definendo il Partito Comunista d’Ucraina come "la quinta colonna del Cremlino" e accusandoci di collaborazionismo "con un nemico esterno", il potere vorrebbe cancellarci per le sue stesse debolezza e impotenza”.

Così il deputato comunista e primo segretario del comitato regionale di Odessa del Partito Comunista Evgenij Tsarkov ha commentato la presentazione da parte del deputato del partito "Patria", Vjacheslav Kirilenko, di un nuovo disegno di legge per la messa al bando del Partito Comunista d'Ucraina.

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Il volto violento della protesta venezuelana

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venezuela molotovdi Fabrizio Verde
da www.lantidiplomatico.it

Violenza, agguati, devastazione, saccheggi.
 Dietro la cortina fumogena dell'informazione edulcorata mainstream, si può riuscire a scorgere il vero volto della «protesta» venezuelana. Non formata da  normali studenti e semplici cittadini esasperati da scarsità di prodotti alimentari e repressione, ma bensì da gruppi addestrati ed «equipaggiati» di tutto punto, diretti dal partito di estrema destra Voluntad Popular. Il cui unico obiettivo è quello di ottenere la salida, ossia, l'uscita di scena del legittimo presidente Maduro. Adottando una strategia ormai apertamente golpista.

Per comprendere meglio il fenomeno possiamo ricorrere alle parole rilasciate dal ministro degli Interni venezuelano Miguel Rodriguez Torres, a Geraldina Colotti de «Il Manifesto». Secondo le dichiarazioni dell'esponente di governo bolivariano, per far luce sul fenomeno «guarimberos» bisogna prima fare un passo indietro e ricordare quando «ancora c'era Chavez e furono arrestati 150 paramilitari nella tenuta di Robert Alonso, un cubano-venezuelano che ora è a Miami.

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La nuova Gladio in Ucraina

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di Manlio Dinucci | da il manifesto, 18 marzo 2014

kiev guerrigliaIl suo nome di battaglia è Delta. È uno dei capi militari della «rivoluzione ucraina» anche se, come lui stesso dichiara, non si considera ucraino. Sotto l’elmetto porta la kippah. Ne racconta la storia l’agenzia di stampa ebraica Jta (con sede a New York), che l’ha intervistato in condizioni di anonimato, fotografandolo in tuta mimetica e giubbotto antiproiettile col viso coperto da occhiali scuri e una sciarpa nera.

Delta è un veterano dell’esercito israeliano, specializzatosi in combattimento urbano nella brigata di fanteria Givati, impiegata nell’operazione Piombo Fuso e in altre azioni contro Gaza, tra cui il massacro di civili nel quartiere Tel el-Hawa. Rientrato qualche anno fa in Ucraina in veste di uomo d’affari, ha formato e addestrato insieme ad altri ex militari israeliani il plotone «Caschi blu di Maidan», applicando a Kiev le tecniche di combattimento urbano sperimentate a Gaza.

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Solidali con il PdCI contro ogni esclusione

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L'esclusione della rappresentanza politica del PdCI nella Lista Tsipras è un atto politico grave e ingiustificabile, che va al di là di una normale discussione su questa o quella candidatura, o di fattori meramente elettoralistici che in qualche misura sono fisiologici in tutte le competizioni elettorali, tanto più nell'ambito di liste plurali.

Questa drastica e totale esclusione di tutti i candidati di una forza politica, pur piccola, che fin dall'inizio ha partecipato con lealtà e spirito costruttivo a questo processo unitario a sinistra, assume un significato politico più generale, di metodo e di sostanza, e solleva pesanti e legittimi interrogativi: perché?

Tale esclusione, in ogni caso, indebolisce, all'interno della Lista, la componente che con maggiore determinazione si batte contro la politica liberista e militarista dell'Unione europea, che sta portando oggi al pericolo di guerra nel cuore dell'Europa.
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Pdci e Lista Tsipras - Risoluzione approvata dal Comitato Centrale del 16 marzo 2014

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Il Comitato Centrale del Pdci, riunito a Roma il 16 marzo 2014, approva la relazione e le conclusioni del segretario nazionale, Cesare Procaccini.

Il Comitato Centrale, preso atto dell'esclusione dei Comunisti italiani dalla lista "Un'altra Europa con Tsipras",

- denuncia in maniera ferma e severa il metodo e il merito che hanno portato a tale esclusione; 

- dà mandato alla segreteria nazionale del Partito di esplorare e verificare la possibilità di presentare, alle prossime elezioni europee, una lista unitaria - comunista, di sinistra e per la pace - che aderisca al gruppo del Gue presente nel Parlamento europeo; 

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La Cina si astiene sul referendum in Crimea. Ma il "racconto" è diverso

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

russia bandiera donnaUna comunità internazionale compatta e una Russia isolata: questa è la narrazione prevalente all’indomani del voto al Consiglio di sicurezza dell’ONU sulla risoluzione - proposta da Usa e alleati - di condanna del referendum in Crimea. E i narratori - Antonio Gramsci li chiamerebbe a ragione “imbottitori di cervelli” - mostrano come prova schiacciante l’astensione della Repubblica popolare cinese. Quando fa comodo, come in questo caso, Pechino rientra magicamente in una “comunità internazionale” della cui esistenza non si crede più neppure negli Stati Uniti stessi; basterebbe leggere un recente articolo pubblicato dal The National Interest, che certo non brilla per leggerezza nei confronti di Mosca e Pechino: “Al di fuori dell’Europa, in pochi sembrano avere l’intenzione di mettere in discussione i propri legami con la Russia per la Crimea. Il Brasile e l’India adotterebbero questo approccio? E che dite della Corea del Sud e del Giappone? Speriamo che il presidente Obama non creda davvero alla sua retorica su un'inesistente comunità internazionale”.

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