Giulietto Chiesa: “la mia avventura a Tallinn”

Giulietto Chiesa: “la mia avventura a Tallinn”

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Dopo aver inspiegabilmente ricevuto un decreto di espulsione da parte del governo estone, Giulietto Chiesa torna a Tallinn, insieme alla senatrice Paola De Pin, per partecipare alla conferenza a cui gli era stato impedito di partecipare. Il governo ha implicitamente…

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Un referendum contro il Jobs Act

Un referendum contro il Jobs Act

PCdI Fermano

Sabato 31 gennaio, alle ore 17.00, presso la Sala Castellani di Porto San Giorgio, si terrà un’importante iniziativa sul Jobs Act, cioè sul testo legislativo che rappresenta il più duro attacco ai diritti dei lavoratori degli ultimi decenni...

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Argentina: la morte del giudice Nisman e le sue conseguenze politiche

Argentina: la morte del giudice Nisman e le sue conseguenze politiche

da pca.org.ar

Comunicato del Partito Comunista dell'Argentina

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Dopo Parigi: l'Occidente come baluardo della libertà di espressione e dei diritti individuali?

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losurdo relatoredi Domenico Losurdo 
da domenicolosurdo.blogspot.it

Sull’onda dell’attacco terroristico di Parigi, i media occidentali in coro si atteggiano a campioni della libertà di espressione. Che ipocrisia ripugnante! Riporto qui una pagina dal mio libro: «La sinistra assente. Crisi, società dello spettacolo, guerra» [DL]

... Vediamo quale sorte nel corso della guerra contro la Jugoslavia è stata riservata alla libertà di stampa e di espressione. Nella notte tra il 23 e il 24 aprile 1999, a conclusione di un’azione preordinata e rivendicata dai più alti comandi, gli aerei statunitensi ed europei distruggevano l’edificio della televisione serba, uccidendo e ferendo gravemente decine di giornalisti e impiegati che vi lavoravano. Non si tratta affatto di un caso isolato: «Nel momento probabilmente più difficile per il fronte dei ribelli, la NATO torna a bombardare pesantemente l’area di Tripoli nel tentativo di frenare la propaganda di Gheddafi»; le bombe colpivano questa volta la televisione libica, messa a tacere mediante la distruzione delle strutture e l’uccisione dei giornalisti (Cremonesi 2011d). Oltre a violare la Convenzione di Ginevra del 1949, che vieta gli attacchi deliberati contro la popolazione civile, tali comportamenti calpestavano la libertà di stampa e la calpestavano sino al punto di condannare a morte i giornalisti televisivi jugoslavi e libici colpevoli di non condividere l’opinione dei vertici della NATO e di ostinarsi a condannare l’aggressione subita dal loro paese.

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Le contromosse della Russia nella guerra fredda finanziaria

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Limes1214 carta3 1000di Demostenes Floros | da Limes

La caduta del prezzo del petrolio è stata rilevante anche a dicembre: il Brent è calato da 73,72 dollari al barile ($/b) a 58,46$/b, mentre il Wti è diminuito da 69,44 a 53,95 $/b. Da giugno il costo del greggio si è pressoché dimezzato. Nell'ultimo mese del 2014 il dollaro si è apprezzato nei confronti dell'euro, passando da 1,2469€/$ a 1,2141€/$. L’oro ha chiuso l’anno poco sotto i 1200$/oncia.

Secondo i dati forniti dall’International Energy Agency (Iea), la domanda di petrolio nel IV trimestre 2014 si è attestata attorno ai 93,51 milioni di b/d, un record. Nel medesimo arco di tempo, l’offerta ha comunque più che bilanciato la domanda: nello specifico, la produzione globale è diminuita di 340 mila b/d (94,1 milioni di b/d) in novembre, quasi esclusivamente a causa del calo di 315 mila b/d verificatosi nei paesi Opec (30,32 milioni di b/d).

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Le relazioni pericolose tra cancellerie occidentali e jihadisti

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usa alleatidi Alessandro Avvisato
da contropiano.org

Chi semina vento raccoglie tempesta. Più semplicemente un detto popolare dice di “non sputare mai per aria”. La legge del contrappasso non è una legge scientifica eppure in qualche modo agisce concretamente, soprattutto nelle relazioni internazionali. Solamente nell'ultimo anno, si sono verificati episodi rivelatori di quanto l'avventurismo degli apprendisti stregoni occidentali – Francia inclusa – abbiano creato tutte le condizioni per accumulare una dietro l'altra le contraddizioni che gli stanno esplodendo tra i piedi.

Dietro i due attacchi suicidi con esplosivo che il 29 e il 30 dicembre 2013 colpirono la città russa di Volgograd (la ex Stalingrado) facendo 33 morti, era stato indicato come organizzatore il jihadista ceceno Doku Umarov, autoproclamatosi emiro del califfato del Caucaso e nemico pubblico numero uno delle autorità russe. 

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Samir Amin: «Un atto odioso, ma la colpa è di Francia e Stati uniti»

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charlie-hebdo-reazioni-italiaa cura di Giuseppe Acconcia

da il manifesto 

Intervista. Gli errori occidentali e i danni neo-liberisti: Saddam Hussein e Gheddafi sapevano contenere la deriva islamista, ma sono stati abbattuti. In Libia Parigi e Washington hanno sbagliato tutto

Abbiamo rag­giunto al tele­fono a Parigi Samir Amin, filo­sofo ed eco­no­mi­sta, diret­tore del Forum del Terzo mondo, con sede a Dakar, per com­men­tare l’attacco alla reda­zione di Char­lie Hebdo.

Per­ché i ter­ro­ri­sti hanno col­pito così duro al cuore dell’Europa?

È una con­se­guenza diretta della poli­tica occi­den­tale in Libia. In par­ti­co­lare il Sud del paese è diven­tato una base di approv­vi­gio­na­mento gigan­te­sca. Quella regione è stata stra­te­gica per la Fran­cia, senza di essa l’esercito fran­cese non sarebbe potuto inter­ve­nire in Sahel. Dirò di più. Credo anche che la tem­pi­stica degli attac­chi abbia una rela­zione con l’avanzata dell’esercito fran­cese dal Ciad dei giorni scorsi. I jiha­di­sti hanno voluto riaf­fer­mare che il Sud della Libia deve rima­nere la loro base e una terra di nes­suno. Ovvia­mente tutto que­sto è poi con­se­guenza diretta degli attac­chi della Nato con­tro il colon­nello Muam­mar Ghed­dafi del 2011.

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Quel comunista di Henri Cartier-Bresson

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cartierbressondi Laura Baldelli

A Roma, al museo dell'Ara Pacis, la mostra su tutta l'opera e il pensiero di Harri Cartier Bresson, curata ed allestita da Clement Cheroux per conto della Fondazione Cartier Bresson e del Centre Pompidou, già inaugurata a Parigi nel dicembre 2013. Sono esposti solo gli originali delle foto, per la sezione colore la visione digitale e grande novità anche dipinti e disegni. L'intento è quello di presentare un autore che si è dedicato a molti aspetti espressivi-culturali: un Cartier Bresson fatto di tanti Cartier Bresson, perchè sempre attento e curioso a quello che accadeva nel mondo.

Fu definito infatti “l’occhio assoluto” del ‘900, perché ha testimoniato un secolo, è stato pittore, regista e per caso fotografo-reporter, ma talmente poi impegnato in questo ruolo, che fondò la cooperativa Magnum Photo, dove sono passati i maggiori fotografi del secolo. Egli considerò sia il disegno che la fotografia, non un lavoro, ma “un duro piacere” e con queste parole ha descritto la sua opera di fotografo: “Fare fotografie è trattenere il respiro quando tutte le proprie facoltà convergono di fronte alla realtà che fugge. E' in quel momento che eseguire alla perfezione un'immagine diventa una grande gioia fisica ed intellettuale.”

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Zyuganov commenta gli avvenimenti dell'anno che è trascorso

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zyuganov podioIntervista concessa a Lifenews.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

“Uno degli eventi principali dell'anno che è trascorso è rappresentato dal volgersi della Russia verso sud e verso est. Lo ha fatto Vladimir Putin, e noi in questo lo sosteniamo attivamente” (Ghennadij Zyuganov, leader del Partito Comunista della Federazione Russa)

- Il colpo di Stato in Ucraina e la guerra che ne è seguita nel Donbass sono stati gli eventi principali dell'anno passato. Pensa che sia possibile bloccare questa crisi alle frontiere della Russia?

- Alla riuscita del colpo in Ucraina, per molta parte, hanno provveduto quei professori che hanno riscritto manuali e programmi. Per costoro Mazeppa (l'atamano cosacco che, all'inizio del XVIII secolo, si schierò con gli svedesi contro la Russia, ndt) non è stato un traditore, ma un grande eroe, e Bandera un difensore dell'indipendenza e della sovranità dell'Ucraina. Un'idea più ingannevole e disgustosa è difficile da immaginare. Il primo si è reso responsabile del tradimento degli interessi del popolo ucraino, il secondo di una violenza selvaggia e terribile al servizio di Hitler.

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I comunisti portoghesi condannano l'attentato di Parigi

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pcpda www.pcp.pt 

Traduzione di Marx21.it

Nota dell'Ufficio Stampa del Partito Comunista Portoghese (PCP)

Il PCP condanna fermamente l'attentato compiuto a Parigi nella sede del giornale Charlie Hebdo ed esprime sgomento e solidarietà al popolo francese.

Il PCP rileva che i crimini di questa natura non possono essere scollegati da una situazione internazionale segnata da ingerenze e aggressioni contro Stati sovrani, attraverso l'istigazione di conflitti religiosi ed etnici e la promozione di forze di estrema destra, xenofobe e razziste. Una realtà che è accompagnata da politiche che aumentano lo sfruttamento e l'esclusione sociale, in particolare nei paesi dell'Unione Europea.

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L'attentato di Parigi: un atto criminale volto a creare un clima di guerra nell'opinione pubblica europea e occidentale

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charliehebdo notafraiddi Fausto Sorini, segreteria nazionale PCdI, responsabile esteri

I comunisti italiani, sgomenti, esprimono dolore, cordoglio e solidarietà nei confronti dei familiari delle vittime e del popolo francese per il grave attentato che lo ha colpito. 

L'attentato di Parigi si configura come un atto criminale assolutamente inquietante, volto a creare un clima e pulsioni di guerra e ritorsione nell'opinione pubblica francese ed europea, per trascinarla sul terreno di reazioni emotive volte a giustificare nuovi interventi militari nei confronti di Paesi additati come ostili e nemici.

Temiamo seriamente di essere in presenza di una sorta di 11 settembre della Francia (e dell'Europa), tramite il quale forze oscure, contrarie alla pace, vogliono indurre l'opinione pubblica francese ed occidentale ad una reazione di guerra in nome della lotta contro l'estremismo islamico, ad una nuova crociata contro gli infedeli, che tenda ad assumere il carattere di uno “scontro di civiltà”.

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L'unità latinoamericana come progetto storico

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hermandad-pueblos-latinoamericanosdi Monica Bruckmann*
da 
ALAI, America Latina en Movimiento

Traduzione di Marx21.it

*Monica Bruckmann è Dottoressa in Scienze Politiche, Professoressa del Dipartimento di Scienza Politica dell'Università Federale di Rio de Janeiro, Brasile. Direttrice di Ricerca della Cattedra UNESCO sull'Economia Globale e lo Sviluppo Sostenibile-REGGEN. Membro del Consiglio di ALAI.

La congiuntura latinoamericana contemporanea è caratterizzata da grandi avanzate nei progetti e nei processi di integrazione. Mai nella storia, la regione ha avuto una così intensa e dinamica attività diplomatica e un insieme così ampio e diversificato di meccanismi di interscambio e azione politica congiunta. Alla dinamica complessa dell'integrazione delle nazioni, si accompagna anche l'integrazione dei popoli e dei movimenti popolari, con un crescente potere della pressione sociale e la partecipazione nell'elaborazione delle politiche pubbliche che sono espressione dell'affermazione del potere democratico. In questo contesto, un principio che acquisisce sempre maggiore centralità è quello della sovranità, e della capacità di autodeterminazione degli Stati, delle nazioni, dei popoli e delle comunità.

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L’arma geopolitica del petrolio

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estrazione petrolio pozzadi Manlio Dinucci | da il Manifesto

Mentre il crollo del prezzo del petrolio mette alle corde la Russia che, già in crisi per le sanzioni Usa/Ue, vede restringersi gli sbocchi delle sue esportazioni energetiche, gli Stati uniti stanno divenendo il maggiore produttore mondiale di greggio, spiazzando l’Arabia Saudita, e saranno presto non solo autosufficienti ma in grado di fornire all’Unione europea petrolio e gas in abbondanza e a buon mercato.

Questa la narrazione diffusa dai media. Cerchiamo di riscriverla in base alla realtà, partendo dall’interrogativo: perché sta calando il prezzo del petrolio? Il calo è dovuto non solo a fattori economici, come il rallentamento della domanda mondiale, ma a fattori geopolitici. Anzitutto la decisione dell’Arabia Saudita, maggiore esportatore petrolifero mondiale prima della Russia, di mantenere alta la produzione così che, crescendo l’offerta, diminuisca il prezzo del greggio.

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Dipendenti pubblici fannulloni: i dati smentiscono il ‘senso comune’

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lavoratoripubblici fannullonidi Luca Fiore | da contropiano.org

Tempi duri per i dipendenti pubblici, attaccati dal governo Renzi e da un senso comune che invece di prendere posizione a partire dalla realtà dei fatti preferisce farsi guidare dal pifferaio magico di turno. E’ bastato che media e governo montassero a Capodanno alcuni casi eclatanti - “vigili urbani assenti a Roma”, “spazzini assenti a Napoli”, “macchinisti assenti a Roma” e così via – per scatenare la consueta e aggressiva ondata di critiche, contumelie, accuse e offese nei confronti di milioni di dipendenti pubblici già alle prese con tagli, decurtazioni salariali, aumento degli orari di lavoro, blocco del contratto e chi più ne ha più ne metta. E come al solito sono i luoghi comuni a farla da padrone, con i sentito dire che diventano scienza esatta e sapere popolare, alimentati da una stampa di servizio – nei confronti di governo e padroni ovviamente – che si presta a sostenere una campagna politica orchestrata a tavolino dai poteri forti nazionali ed europei e che mira a ridurre lo Stato a vantaggio di un privato che funziona spesso peggio e con costi assai più alti per i contribuenti.

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Per la pace!

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Pazdi Pedro Guerreiro* 
da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

La lotta per la pace, contro le guerre imperialiste, in difesa dei diritti dei popoli e per la sovranità e l'indipendenza nazionali, (ri)assume, nella situazione attuale, un'importanza cruciale.

L'evoluzione della situazione internazionale ha messo in evidenza che, con l'approfondimento della crisi strutturale del capitalismo e il declino relativo (con particolare rilevanza in campo economico) delle grandi potenze imperialiste, USA, UE e Giappone rispondono (in una relazione in cui sono presenti la concertazione e la rivalità) con l'incremento dell'ingerenza e della guerra (nelle sue multiple dimensioni, ideologica, politica, diplomatica, economica, militare), in una scalata che, se non venisse fermata, metterebbe i popoli del mondo di fronte alla minaccia di una guerra di grandi proporzioni.

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La legge elettorale in senso maggioritario viola i principi della Costituzione Italiana

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elezionioneste leggetruffaIn vista della discussione in sede parlamentare della riforma elettorale che il governo Renzi intende fare approvare, riteniamo opportuno, per la sua scottante attualità, riproporre ai nostri lettori lo storico discorso di Palmiro Togliatti, pronunciato alla Camera dei Deputati il 18 dicembre 1952, contro il progetto di "legge truffa" presentato allora dall'esecutivo presieduto da De Gasperi.

Il testo è stato pubblicato, con un'introduzione redazionale, nel n. 3-4/2014 della rivista MarxVentuno.

di Palmiro Togliatti

Il 18 ottobre 1952, il Consiglio dei ministri del VII governo De Gasperi (DC e Pri) vara il progetto di una nuova legge elettorale maggioritaria, ben presto battezzata come “legge truffa”: il 65% dei seggi (380) andrà alla coalizione che supera il 50% dei voti. Il 21 ottobre il ministro degli interni Mario Scelba lo presenta alla Camera. Contro la legge truffa si schierano, oltre a comunisti e socialisti, altri gruppi democratici, tra cui Unità Popolare, fondata da Ferruccio Parri (proveniente dal Pri), Piero Calamandrei e Tristano Codignola (provenienti dal Psdi) e Alleanza Democratica Nazionale, nata da una scissione del partito liberale. Sono contro la legge truffa anche monarchici e missini.

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Otto mesi senza Vadim

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vadim bandieraLa testimonianza di Fatima Papura, madre del giovane comunista vittima del rogo della Casa dei Sindacati di Odessa

Fonte: sito del Comitato per la Liberazione di Odessa, Комитет освобождения Одессы

www.2may.org

Traduzione dal russo di Flavio Pettinari per Marx21.it

Il dolore di una madre che ha perso il proprio figlio non può essere descritto. Il dolore brucia tutto dentro. La vita perde di senso. Il tempo si ferma. A causa dell’odio umano, della disperazione, del radicalismo, 8 mesi fa Fatima Papura ha perso il bene più prezioso della sua vita - il suo unico figlio, il diciassettenne Vadim. Vadim è stato la più giovane vittima del 2 maggio alla Casa dei Sindacati, è caduto dalla finestra dell’edificio in fiamme. A terra, lo hanno finito i nazionalisti ucraini. La donna colpita da questa disgrazia ha accettato di raccontare al “Comitato 2 Maggio” la vita di Vadim e quel giorno terribile, quando questa vita è stata tragicamente interrotta.

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Il compito che ci aspetta come comunisti

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red-flagdi Giorgio Langella, segretario regionale PCdI Veneto

Ormai dovrebbe essere chiaro. In Italia è in atto una lotta di classe e la stanno vincendo quei padroni che hanno occupato tutti i posti disponibili nei maggiori partiti e nelle istituzioni. Sono loro che, di fatto, controllano e dettano la linea al governo in carica. Un governo formato da ministri più o meno incompetenti che sta portando a compimento quello che la destra non era riuscita a fare: stravolgere la costituzione, umiliare il parlamento togliendogli qualsiasi autonomia e cancellare i diritti dei lavoratori.

Renzi e il PD hanno scelto da tempo la parte nella quale collocarsi e per la quale battersi. È la stessa parte dominata dalla confindustria che, infatti, è diventata punto di riferimento del governo. Lo hanno fatto per distribuire e occupare qualche posto – ben remunerato – di sottogoverno in più. Si limitano a questo, senza un progetto di sviluppo del paese, perché si sono convinti che è utile sottomettersi a chi detiene realmente il potere. E quelli che hanno il potere, oggi, sono quelli che impongono il pensiero unico (o, meglio, assente) per il quale è indifferente se e quanti cittadini vanno a votare. Sono quelli che controllano l'informazione e decidono quali notizie sia utile divulgare. Sono quelli che si sentono immuni da qualsiasi giudizio. Una concezione alquanto stravagante della democrazia.

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Il Congresso del Partito Comunista di Israele

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Communist Party of Israel Logoda "Avante” | Traduzione di Marx21.it

Il 27° Congresso del Partito Comunista di Israele (PCI), svoltosi nella città di Nazareth nei giorni 12 e 13 dicembre, è stato segnato dalla energica determinazione alla lotta, particolarmente dei giovani che vi hanno partecipato.

Al Congresso ci si è confrontati sulle strade da percorrere per il rafforzamento e l'allargamento della resistenza – sia sul piano della lotta di massa che su quello elettorale – nei confronti delle inaccettabili misure e delle nuove e gravi minacce antidemocratiche del governo sionista in Israele.

Va segnalato che il primo giorno dei lavori del Congresso è stato segnato dall'assassinio del ministro palestinese Ziad Abu Enin per mano dell'esercito israeliano, che ha incontrato il fermo ripudio da parte dei congressisti. C'è da dire anche che il contesto dell'iniziativa dei comunisti in Israele è fortemente condizionato dall'occupazione della Palestina da parte di Israele, pronunciandosi il PCI per la fine dell'occupazione israeliana e per la creazione di uno Stato della Palestina nel rispetto delle risoluzioni delle Nazioni Unite.

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Prigione e tortura per centinaia di dissidenti politici in Ucraina

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pcu bandiera pravijsektorda www.kpu.ua 
Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Dichiarazione del 49° Congresso del Partito Comunista di Ucraina

Centinaia di attivisti del Partito Comunista e della Gioventù Comunista, di sostenitori delle idee di giustizia sociale, insieme alle loro famiglie, sono in balia del terrore, della persecuzione, delle intimidazioni, dei maltrattamenti morali e fisici, delle torture nei centri di detenzione, anche per mano di teppisti nazionalisti che agiscono senza controllo.

I delegati del 49° Congresso del Partito Comunista di Ucraina denunciano con preoccupazione che nei centri di detenzione e nelle prigioni del paese è rinchiusa una grande quantità di persone accusate di “propaganda del separatismo” e “coinvolgimento nel terrorismo” solo per il fatto di avere partecipato a manifestazioni delle forze che si oppongono al nuovo regime, di avere letto giornali “sconvenienti”, di avere indossato nastri “sconvenienti”, di avere visitato siti web “sconvenienti”.

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2014 buon anno per la Nato

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stivali soldato rigadi Manlio Dinucci
da il manifesto, 30 dicembre 2014

Il 2014, per Washington e la sua Alleanza transatlantica, rischiava di essere un anno nero soprattutto in due scenari: una Europa senza guerre dove, nonostante l’allargamento della Nato ad est, si stavano rafforzando i rapporti economici e politici tra Ue e Russia e quasi tutti gli alleati erano restii ad aumentare la spesa militare al livello richiesto dal Pentagono; un Medio Oriente dove stava fallendo la guerra Usa/Nato in Siria e l’Iraq si stava distanziando dagli Usa avvicinandosi a Cina e Russia, la cui alleanza è sempre più temuta dalla Casa Bianca.

Si avvertiva a Washington, sempre più pressante, l’esigenza di trovare una «nuova missione» per la Nato. Che puntualmente è stata trovata. Il putsch di piazza Maidan, a lungo preparato addestrando anche forze neonaziste ucraine, ha riportato l’Europa a una situazione analoga a quella della guerra fredda, provocando un nuovo confronto con la Russia. L’offensiva dell’Isis, a lungo preparata finanziando e armando gruppi islamici (alcuni dei quali prima definiti terroristi) fin dalla guerra contro la Jugoslavia e quella contro la Libia, ha permesso alle forze Usa/Nato di intervenire in Medio Oriente per demolire non l’Isis ma la Siria e per rioccupare l’Iraq.

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