Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 10)

Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 10)

di Manlio Dinucci

L’operazione condotta dalla Nato in Ucraina inizia quando nel 1991, dopo il Patto di Varsavia, si disgrega anche l’Unione Sovietica di cui essa faceva parte. Gli Stati Uniti e gli alleati europei si muovono subito per trarre il massimo vantaggio…

Continua...
Belt and Road e Zhuangzi

Belt and Road e Zhuangzi

di Alessandra Cappelletti

Il Belt and Road Forum che si è svolto a Pechino il 15 maggio scorso (alla presenza, assieme ad altri 27 capi di Stato, del premier italiano Gentiloni e del presidente russo Putin) è stato un'occasione per comunicare al mondo…

Continua...
Scioperi, il Garante vuole riscrivere la Costituzione

Scioperi, il Garante vuole riscrivere la Costituzione

di USB

Il cosiddetto garante degli scioperi, in linea con governo e molte forze politiche, ha affermato che “senza voler pregiudicare il diritto costituzionale di tutti i sindacati a poter proclamare lo sciopero ...

Continua...
Tsipras cede ancora ai diktat dell'UE. La lezione per i comunisti in Italia

Tsipras cede ancora ai diktat dell'UE. La lezione per i comunisti in Italia

di Fosco Giannini

Come mai la Grecia sembra quasi sparita dalla cronaca politica?  Va finalmente tutto bene? E il popolo greco è uscito fuori dalla tragedia sociale in cui è stato immerso dalle pietre al collo ...

Continua...
Frontpage Slideshow | Copyright © 2006-2011 JoomlaWorks Ltd.

Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Presidio alla base Usa di Camp Darby: «Basta essere un territorio di guerra»

E-mail Stampa PDF

campdarby protesta2017di Manlio Dinucci
il manifesto, 3 giugno 2017 

Mentre era in corso a Roma la parata militare ai Fori Imperiali, davanti a Camp Darby si è svolto ieri l’importante presidio promosso dalla Campagna territoriale di resistenza alla guerra, lanciata nell’area Pisa-Livorno, una delle zone più militarizzate d’Italia.

Camp Darby – spiega il documento del gruppo promotore (ad adesione individuale) – è la base logistica dell’Esercito Usa che rifornisce le forze terrestri e aeree statunitensi nella regione mediterranea, africana, mediorientale e oltre. Nei suoi 125 bunker vi è l’intero equipaggiamento e munizionamento di due battaglioni corazzati e due di fanteria meccanizzata. Vi sono stoccate anche enormi quantità di bombe e missili per aerei.

Non si esclude che vi possano essere anche bombe nucleari.

Leggi tutto...

Gli Stati Uniti in Africa giocano con il fuoco

E-mail Stampa PDF

usa soldati africadi Carlos Lopes Pereira
da avante.pt

Traduzione di Marx21.it

L'amministrazione Trump sta aumentando l'ingerenza degli Stati Uniti in Africa, con una maggiore presenza militare e più azioni di guerra.

La recente visita del segretario della Difesa a Gibuti, dove è collocata la principale base militare degli USA in Africa, conferma il rafforzamento dell'interventismo statunitense.

Il generale James Mattis ha concluso a Gibuti la visita nei paesi del Medio Oriente e dell'Africa – Arabia Saudita, Egitto, Israele e Qatar – tutti questi fedeli alleati di Washington, sia in guerre passate, come l'invasione dell'Iraq e la distruzione della Libia, che attuali, come le aggressioni alla Siria e alla Yemen.

Lo scopo del viaggio, secondo il Pentagono, è stato quello di ribadire “alleanze militari fondamentali” per gli Stati Uniti, consolidare i legami con “partners strategici” e discutere della cooperazione per frenare le “attività di destabilizzazione” e sconfiggere “organizzazioni estremiste e terroristiche”.

Leggi tutto...

Creato in Venezuela il Fronte popolare antimperialista e antifascista

E-mail Stampa PDF

Partito Comunista del Venezuela (PCV)
prensapcv.wordpress.com

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Dichiarazione

La profonda crisi politica, economica e sociale in Venezuela richiede la più ampia unità delle forze rivoluzionarie e popolari per garantire una vittoria contro l'imperialismo e il fascismo.

La Repubblica Bolivariana del Venezuela è minacciata, ancora una volta, da crescenti azioni di violenza politica da parte dei settori dell'estrema destra, in esecuzione del piano di destabilizzazione ordito dall'imperialismo statunitense, allo scopo di imporre, attraverso l'uso della forza e dei ricatti, un governo al servizio della loro egemonia sul continente, smantellamento i processi di liberazione nazionale avviati in America Latina all'inizio di questo secolo, invertendo i mutamenti progressisti che hanno permesso ai lavoratori e al popolo in generale di stabilire diritti e conquiste sociali storicamente negati dai governi che hanno sempre e tassativamente risposto agli interessi della grande borghesia associata, in condizione di subordinazione all'imperialismo nordamericano.

Leggi tutto...

Filippine, il "Piano Goldberg" tra sinistra imperiale e manovalanza ISIS

E-mail Stampa PDF

duterte filippine bandieradi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

La presidenza di Duterte nelle Filippine, soprattutto da quando ha intrapreso un percorso di riavvicinamento a Pechino (e in parte a Mosca) qualche preoccupazione a Washington la alimenta senza dubbio: un'eccessiva indipendenza di un Paese strategico in acque "surriscaldate" come quelle del Mar cinese meridionale, rischia di minare l'intera strategia che supporta il "Pivot to Asia". Per dirla come George Friedman, le Filippine rappresentano il “Paese più critico per gli equilibri di potere nel Pacifico” perché offrirebbe a Pechino – in apprensione per una possibile strategia di “blocco economico” - un alleato indispensabile per uscire dalle strozzature del Mar cinese meridionale e ottenere l’accesso agli oceani globali. [1]

Per questo sulle rive del Potomac non poteva essere trascurata la possibilità di "facilitare" un cambio della guardia a Manila, non scartando l’ipotesi di ricorso ad un’operazione di “regime change”, sfruttando le solide basi e i punti di forza che Washington si è costruito nell’arcipelago: si pensi alla rivista Foreign Policy che ha minacciosamente ricordato a Duterte come l'esercito filippino abbia alle spalle “decenni di cooperazione con gli Stati Uniti sia stato costruito su immagine e somiglianza di quello statunitense”, e come la stessa "società civile" filippina sia storicamente influenzata dal modello statunitense e “gran parte filo-statunitense” [2].

Leggi tutto...

Lituania: tra integrazione e sciovinismo anti-polacco

E-mail Stampa PDF

vilnius manifestazionestudentidi Cristina Carpinelli

[In foto: Manifestazione a Vilnius di studenti e insegnanti delle scuole locali per protestare contro l’eliminazione del Polacco come lingua veicolare nelle scuole]


A differenza di Lettonia ed Estonia, in Lituania oltre l’80% della popolazione è autoctona, mentre il 5,8% è di etnia russa e il 6,6% di etnia polacca. La Lituania è il più ampio e il più popolato dei Paesi baltici, ed è il più omogeneo dal punto di vista etnico, linguistico e religioso. Tradizionalmente rurale e contadina, la Lituania non ha subito pesanti immigrazioni come è, invece, accaduto in Lettonia ed Estonia.

In Lituania, le minoranze russofone e polaccofone sono piuttosto esigue rispetto agli altri due Paesi baltici. Ecco perché questa Repubblica aveva da subito adottato - dopo l’indipendenza dall’Urss - una legge sulla cittadinanza meno improntata sulla “tutela etnica”. La legge all’art.10 concede automaticamente la cittadinanza a tutti i bambini nati in territorio lituano dopo la riconquista dell’indipendenza del Paese, i cui genitori sono privi di cittadinanza ma stabilmente residenti, e ciò a prescindere dalla loro origine etnica, dalla durata del periodo di residenza o dalla conoscenza della lingua lituana.

Leggi tutto...

Non lasciarsi incastrare nella logica di guerra di Trump e della Nato, investire nella pace

E-mail Stampa PDF

trumpnotwelcome53evymenschaert 0di Charlie Le Paige | da ptb.be

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

25 maggio 2017

Per il Partito del Lavoro del Belgio (Ptb), il governo prende la strada sbagliata pensando che la sicurezza e la lotta contro il terrorismo passi attraverso la Nato, la sua logica di aumento delle spese militari e la sua politica dintervento. Al contrario si deve investire in una politica attiva di pace. Più di 12000 persone e pezzi interi del mondo associativo belga e internazionale lhanno detto ieri chiaramente nelle strade di Bruxelles: rifiutano di seguire Trump e la Nato sul sentiero della guerra.

Una riunione speciale è stata organizzata dalla Nato a Bruxelles per discutere la sua strategia di lotta contro il terrorismo e ottenere laumento dei suoi bilanci e degli interventi militari dei sui paesi membri. Donald Trump esige 119 miliardi di dollari di investimenti supplementari dai suoi alleati per arrivare alla soglia del 2% del Pil. Il Primo Ministro Charles Michel ha impegnato il Belgio sulla strada dellaumento delle spese militari, attraverso il piano di investimenti militari per sostituire in particolare i caccia (9,2 Miliardi da qui al 2030) approvata recentemente, attraverso nuove promesse di contributi per lintervento belga in Iraq e in Siria e congelando i risparmi previsti dalla Difesa da qui al 2018.

Leggi tutto...

I comunisti russi, la situazione internazionale e la lotta antimperialista

E-mail Stampa PDF

simonenko 17mocongressoDal rapporto presentato al 17° Congresso del Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR) | da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Del rapporto presentato al 17° Congresso del Partito Comunista della Federazione Russa (27 maggio 2017), proponiamo la parte introduttiva, dedicata all'analisi della situazione internazionale e al ruolo dei comunisti nella lotta antimperialista.

La crisi del capitalismo: il segnale della putrefazione

Il mondo è immerso in una profonda crisi sistemica. Questa genera instabilità e minaccia una nuova guerra mondiale. Questa è l'essenza della fase attuale del capitalismo. I vizi insiti a questo sistema hanno assunto oggi un carattere globale.

Le crisi sono una caratteristica essenziale dell'economia capitalistica. Nel corso della sua storia il capitalismo ha attraversato molte crisi. L'attuale dura già da quasi un decennio. E' la più forte dai tempi della Grande Depressione negli Stati Uniti e non ha colpito singoli settori, ma l'intero sistema.

Leggi tutto...

L’inarrestabile emersione della Cina come potenza economica e tecnologica

E-mail Stampa PDF

supercomputer shenweidi Giambattista Cadoppi 

Riceviamo da Giambattista Cadoppi e volentieri pubblichiamo. Di Cadoppi a giorni uscirà un libro sui fatti di Tienanmen come primo esempio di rivoluzione colorata: Giambattista Cadoppi: Ancora una primavera. Tienanmen e dintorni: l’ingloriosa fine della prima rivoluzione colorata.

Dobbiamo perseguire lo sviluppo dell'innovazione ed intensificare la cooperazione in settori di frontiera come l'economia digitale, l'intelligenza artificiale, la nanotecnologie, il calcolo quantistico e promuovere lo sviluppo di grandi dati, cloud computing e città intelligenti per trasformarli in una via della seta digitale del XXI secolo. Dobbiamo incentivare la piena integrazione della scienza e della tecnologia nei settori industriali e finanziari, migliorare l'ambiente per favorire l'innovazione e mettere insieme risorse per quest'ultima. [Xi Jinping discorso al Forum sulla Via della Seta 14 maggio 2017}

La Cina Popolare è sovente accusata di produrre merce scadente con manodopera schiavizzata e per il furto di brevetti.

Leggi tutto...

Contro le esercitazioni militari con gli Stati Uniti in Amazzonia

E-mail Stampa PDF

eua amazonia 750x410Dichiarazione di Socorro Gomes, Presidente del Consiglio Mondiale della Pace

da cebrapaz.org.br

Traduzione di Marx21.it

La presidente del Consiglio Mondiale della Pace, Socorro Gomes, ha rilasciato una dichiarazione in cui condanna i piani per lo svolgimento di un'esercitazione militare congiunta sulla triplice frontiera tra Brasile, Perù e Colombia con la partecipazione di soldati statunitensi. La notizia è stata recentemente diffusa dai media brasiliani e l'esercitazione è prevista per novembre.

Contro la presenza degli Stati Uniti in Amazzonia!

E' con profonda preoccupazione che seguiamo le notizie secondo cui il Brasile, il Perù e la Colombia accoglieranno soldati degli Stati Uniti in un'esercitazione militare congiunta sulla triplice frontiera amazzonica, nel novembre di quest'anno. E' sintomatico che, secondo quanto comunicano i media, l'invito alla partecipazione statunitense sia partito dal Brasile  dove la popolazione vive nella situazione creatasi dopo il colpo di Stato, sotto la minaccia di politiche reazionarie e servili nei confronti dell'impero, promosse da un governo illegittimo.

Leggi tutto...

Losurdo e i cattivi maestri del “marxismo occidentale”

E-mail Stampa PDF

di Alessandro Pascale* | da lacittafutura.it

Domenico Losurdo si supera ancora. Dopo aver realizzato capolavori storico-filosofici come Controstoria del liberalismo, Stalin. Storia e critica di una leggenda nera, La non-violenza. Una storia fuori dal mito e La lotta di classe, uno degli ultimi grandi intellettuali marxisti-leninisti italiani realizza un'opera di cui oggi più che mai si sentiva un bisogno essenziale.

Il marxismo occidentale. Come nacque, come morì, come può rinascere, propone una novità dimenticata da molti, fin dalla ripresa della categoria coniata da Maurice Merleau-Ponty negli anni '50 e sviluppata da Perry Anderson negli anni '70: il fatto cioè che il marxismo non coincida esclusivamente con le elaborazioni intellettuali di stampo occidentale, né tantomeno con quelle critiche al sistema dei “socialismi reali”. Già dalla lettura de Il dibattito nel marxismo occidentale di Perry Anderson emergeva chiaramente come la divaricazione che si era venuta creando tra due marxismi (uno “occidentale eterodosso” e uno “orientale ortodosso”) fosse in realtà soprattutto un processo che accentuava la specializzazione settoriale degli autori occidentali su aspetti per lo più marginali e secondari della società, oltre che il distacco sempre maggiore tra teoria e prassi. Se i vari Kautsky, Luxemburg, Trockij, Lenin erano dirigenti di partito che non mancavano di realizzare opere complete di analisi economica e politica su ogni aspetto della realtà, non altrettanto facevano i marxisti successivi, i quali dalle aule universitarie concentravano sempre più l'attenzione sul campo della cultura e filosofia, perdendo il contatto soprattutto con le categorie economiche e politiche.

Leggi tutto...

L’Industria 4.0 rilancia la manifattura emiliana, non l’occupazione

E-mail Stampa PDF

fabbrica catenadimontaggioda Contropiano.org

Scriveva qualche mese fa l’Huffington Post: “Il piano Industria 4.0, fortemente voluto da Confindustria e promosso dal governo, potrebbe rappresentare una grande opportunità per rilanciare l’industria manifatturiera nazionale. Puntando sull’innovazione tecnologica, il piano identifica 9 aree tecnologiche coinvolte nell’automazione industriale e introduce agevolazioni fiscali per le aziende che investono in produzione additiva, robotica industriale, integrazioni verticali e orizzontali, big data, cyber sicurezza, cloud, internet delle cose, simulazione e realtà aumentata. Per una nazione che vive di piccole e medie imprese manifatturiere, le aggregazioni tra imprese per aumentare la dimensione aziendale, l’ammodernamento delle linee di produzione, e le innovazioni tecnologiche, saranno i principali fattori di rilancio competitivo. La diminuzione del carico fiscale su imprese e lavoro, sarà decisiva e dovrà tornare a essere il primo obiettivo del governo italiano.”

Questo il piano su cui si basa l’Italia per il rilancio dell’economia, che vedrà in 5 anni il taglio di 1 milione di posti di lavoro, e che dovrebbe massimizzare la produttività e i profitti. D’altronde, come già si ricordava in questo giornale, un robot fa lo stesso lavoro rispetto ad un essere umano, col vantaggio di essere più preciso, più veloce, più silenzioso, e con meno (zero) bisogni sociali da soddisfare.

Leggi tutto...

Forum sulla Via della Seta: il discorso di Xi Jinping (testo integrale)

E-mail Stampa PDF

xijinping beltroadforumda news.xinhuanet.com

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

BEIJING, 14 maggio (Xinhua) – Questo è il testo integrale del discorso del presidente cinese Xi Jinping alla cerimonia di apertura del Forum per la cooperazione internazionale della Belt and Road*:

"
Lavorare insieme per costruire la Cintura Economica della via della Seta e della via della Seta Marina del XXI secolo"

Discorso di S.E. Xi Jinping
Presidente della Repubblica popolare cinese

Alla Cerimonia di Apertura del Forum per la cooperazione internazionale della Belt and Road: 14 maggio 2017

Leggi tutto...

L’«ordine» del G7 è quello Nato

E-mail Stampa PDF

G7 taormina summitdi Manlio Dinucci
il manifesto, 30 maggio 2017 

«Un ordine internazionale basato sulle regole, che promuova la pace tra le nazioni, salvaguardi la sovranità, l’integrità territoriale e l’indipendenza politica di tutti gli stati e assicuri la protezione dei diritti umani»: questo dicono di volere i leader del G7 svoltosi a Taormina, accanto alla base di Sigonella, centro strategico nel Mediterraneo per le guerre e operazioni coperte Usa/Nato che hanno demolito lo stato libico e cercato di fare lo stesso in Siria, accrescendo il tragico esodo di migranti dei cui diritti umani il G7 si dice preoccupato. 

Le dichiarazioni ricalcano quelle del Summit Nato di Bruxelles: il G7 è formato dai sei maggiori paesi Nato più il Giappone, principale alleato Usa/Nato in Asia. Non mancano le divergenze economiche e politiche, camuffate da posizioni divergenti su clima e migranti. 

Leggi tutto...

Ai Capigruppo delle forze politiche rappresentate nel Parlamento italiano

E-mail Stampa PDF

ucraina nazi cordooneRiceviamo dai compagni del PCI e della FGCI e volentieri pubblichiamo, augurandoci che iniziative analoghe di sollecitazione alle forze presenti in parlamento vengano assunte anche da altre organizzazioni politiche, sindacali e sociali e movimenti presenti nel nostro paese.

Onorevoli Deputati e Senatori,

la presente è indirizzata alla Vostra attenzione per chiedere che nel Parlamento italiano si discuta di quanto sta gravemente accadendo in Ucraina: una prossima e nuova decisione delle autorità giudiziarie di quel Paese sta per confermare la messa al bando del Partito Comunista di Ucraina, a cui già è stato imposto di non utilizzare i simboli ufficiali del Partito e di non concorrere alle elezioni in Ucraina. Non solo la persecuzione dei comunisti in Ucraina ci lascia sgomenti per i caratteri chiaramente anticomunisti di questa iniziativa, ma essa rappresenta una ferita grave ed una messa in discussione generale della democrazia e del pluralismo politico che sono architravi della nostra Costituzione repubblicana.

Leggi tutto...

La rivoluzione d'Ottobre e i diritti dei lavoratori

E-mail Stampa PDF

october revolutiondi Américo Nunes | da “O Militante”, Rivista bimestrale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marica Guazzora per Marx21.it

L'impatto della Rivoluzione d'Ottobre ha sconvolto il mondo, come ha dichiarato il giornalista nord americano John Reed nel titolo del suo noto libro, riferendosi ai suoi primi dieci giorni.

Tuttavia, si può affermare che la rivoluzione russa del 1917, con la sua ideologia e politica di solidarietà internazionalista e l'onda d'urto delle sue realizzazioni  in tutte le sfere della società, ha continuato a scuotere il mondo per molti decenni e a innescare profondi progressi nella storia dell'umanità, fino alla sconfitta del socialismo in URSS nel 1991.

Non è possibile parlare della conquista dei diritti dei lavoratori in Russia con la rivoluzione e nei paesi che successivamente intrapresero la costruzione del socialismo, e dei diritti conquistati dai lavoratori nei paesi capitalisti sotto l'influenza di questa rivoluzione, scollegandola dagli altri successi fondamentali dei lavoratori e dei popoli, originati della sua stessa forza propulsiva.

Leggi tutto...

Per una corretta definizione di classe

E-mail Stampa PDF

di Gianfranco Pala
da lacittafutura.it

È di moda, soprattutto nei tempi di indebolimento del pensiero, predicare la fine delle classi e, a fortiori, della lotta di classe.

È di moda, soprattutto nei tempi di indebolimento del pensiero, predicare la fine delle classi e, a fortiori, della lotta di classe. Che ciò sia fatto dall’ideologia dominante è ovvio; che tale predica venga assimilata e ripetuta acriticamente dagli esponenti dell’”asinistra” è conseguenza necessaria proprio di quello stesso dominio di classe “solido e pericoloso” che costoro vorrebbero far credere di esorcizzare. E la faccenda non è recente, se già Marx si sentì in dovere di precisare, nel poscritto alla seconda edizione del primo libro del Capitale, che “l’economia politica, in quanto concepisce l’ordinamento capitalistico come forma assoluta e definitiva della produzione sociale, può rimanere scienza soltanto finché la lotta delle classi rimane latente o si manifesta soltanto in fenomeni isolati. Dal momento in cui la lotta fra le classi raggiunse, tanto in pratica che in teoria, forme via via più pronunciate e minacciose, per la scienza economica borghese quella lotta suonò la campana a morte. Ora non si trattava più di vedere se questo o quel teorema era vero o no, ma se era utile o dannoso, comodo o scomodo al capitale, se era accetto o meno alla polizia.

Leggi tutto...

Summit NATO di Bruxelles: riuscite le iniziative del Consiglio Mondiale della Pace (Video)

E-mail Stampa PDF

anti nato rally 2da wpc-in.org

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Il Consiglio Mondiale della Pace ha concluso con successo le proprie azioni anti-Nato a Bruxelles, come era stato deciso nell’ultima Assemblea Mondiale in Brasile l’anno scorso, con la campagna “Si alla Pace – No alla Nato”.

Diversi membri e organizzazioni amiche hanno organizzato o stanno pianificando di tenere proteste anti-Nato nei loro rispettivi paesi, in particolare in Repubblica Ceca, in Norvegia, in Portogallo, in Italia, in Grecia, a Cipro, in Canada, negli Usa ed altrove.

Il Consiglio Mondiale della Pace ha partecipato all’evento pubblico di INTAL (il membro belga del CMP) del 23 Maggio a Bruxelles, dove tra gli altri hanno parlato la Presidente del CMP Socorro Gomes, il Segretario Esecutivo Iraklis Tsavdaridis, il membro della Segreteria Nazionale del Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione Helena Quasqueiro, insieme alla coordinatrice di INTAL  Veronique Coteur e ospiti invitati dall’Afghanistan e dalla Siria.

Leggi tutto...

Il processo contro i comunisti ucraini: le argomentazioni della difesa e la solidarietà dei comunisti europei

E-mail Stampa PDF

pc ucraina corteoda "Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese | Traduzione di Marx21.it

Il processo per la messa fuori legge dei comunisti ucraini prosegue e, probabilmente, si sta avvicinando alla sua conclusione (il 31 maggio potrebbe essere emessa la sentenza sul ricorso presentato dal Partito Comunista di Ucraina contro il provvedimento liberticida).

Con questo resoconto, pubblicato nel settimanale dei comunisti portoghesi, continuiamo ad informare sugli sviluppi di una vicenda che, nel nostro paese, continua ad essere avvolta dal colpevole silenzio, non solo dell'apparato mediatico dominante, ma anche delle forze presenti nel nostro Parlamento. (Marx21.it)

Si è tenuta a Kiev, alla Corte Amministrativa di Appello, il 15 maggio, una nuova sessione del processo contro il Partito Comunista di Ucraina  (PCU), che mira alla sua messa fuori legge. La solidarietà con il PCU – che è stata costante durante l'intero processo – è stata riaffermata dalla presenza di João Pimenta Lopes, deputato del PCP al Parlamento Europeo, in rappresentanza del Gruppo della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica, e anche dal rappresentante del Partito Comunista di Boemia e Moravia e da una rappresentante dell'Associazione Internazionale dei Giuristi Democratici.

Leggi tutto...

Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 9)

E-mail Stampa PDF

damasco distruzione edificidi Manlio Dinucci

Parte 1 / Parte 2 / Parte 3 / Parte 4 / Parte 5 / Parte 6 / Parte 7 / Parte 8

L’INIZIO DELLA GUERRA CONTRO LA SIRIA

Nell’ottobre 2012 il Consiglio Atlantico denuncia «gli atti aggressivi del regime siriano al confine sudorientale della Nato», pronto a far scattare l’articolo 5 che impegna ad assistere con la forza armata il paese membro «attaccato», la Turchia. Ma è già in atto il «non-articolo 5» – introdotto durante la guerra alla Jugolavia e applicato contro l’Afghanistan e la Libia – che autorizza operazioni non previste dall’articolo 5, al di fuori del territorio dell’Alleanza. 

Quella in Siria inizia nel 2011. Eloquenti sono le immagini degli edifici di Damasco e Aleppo devastati con potentissimi esplosivi: opera non di semplici ribelli, ma di professionisti della guerra infiltrati. Circa 200 specialisti delle forze d’élite britanniche Sas e Sbs – riporta il Daily Star – operano in Siria, insieme a unità statunitensi e francesi. 

Leggi tutto...

FPLP: Ci schieriamo con Ahmad Sa'adat e il movimento dei prigionieri nella battaglia della dignità

E-mail Stampa PDF

saadats 724x1024Fronte Popolare per la Liberazione della Palestinapflp.ps

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina saluta l'epica fermezza rivoluzionaria del Segretario generale incarcerato, compagno Ahmad Sa'adat, che prosegue nel suo sciopero della fame e mostra un modello di lotta anche nelle circostanze più difficili.

Il Fronte ribadisce il pieno appoggio al suo leader, guida dello sciopero e del movimento dei prigionieri palestinesi nella battaglia per la libertà e la dignità che stanno conducendo per ottenere quanto giustamente e collettivamente richiesto. Gli occupanti tentano di far fallire lo sciopero imponendo punizioni collettive ai prigionieri, nel tentativo di esaurirli e minare la loro volontà. Questi tentativi non raggiungeranno il loro obiettivo e i prigionieri sono determinati a continuare questa battaglia.

Il Fronte loda inoltre lo spirito di unità nazionale mostrato dal compagno Sa'adat durante la visita dei suoi legali, la fiducia nei leader suoi compagni di sciopero, in particolare in Marwan Barghouthi. Sa'adat ha definito gli espedienti messi in atto dalle forze sioniste come disperati tentativi di spezzare la fermezza e il morale dei prigionieri e ha chiamato tutti a stare all'erta rispetto a tali trucchi e alle voci fatte circolare dai partiti, specialmente degli occupanti, al fine di fermare lo sciopero.

Leggi tutto...

Pagina 3 di 189