I comunisti davanti alle nuove sfide dell'imperialismo in America Latina

I comunisti davanti alle nuove sfide dell'imperialismo in America Latina

Dichiarazione dei Partiti Comunisti dell'America Latina | da Solidnet.org

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Libertà, uguaglianza e contenuto universale della democrazia

Libertà, uguaglianza e contenuto universale della democrazia

di Gianni Fresu

Nel dibattito politico della sinistra di classe, essenzialmente nell’ambito dell’eurocomunismo, per molto tempo, si è discusso dell’esigenza ...

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Scioperi, blocchi e coerenza

Scioperi, blocchi e coerenza

di Jacques Sapir

Il Primo Ministro, il governo e la stampa subalterna si scatenano contro la CGT e qualificano gli scioperi che coinvolgono le raffinerie di “terrorismo sociale”. Il discorso tenuto da Manuel Valls è in totale contraddizione con quello che egli tenne…

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I mercenari tornano nel Congo

I mercenari tornano nel Congo

di Carlos Lopes Pereira

Si registrano nuovi episodi di ingerenza degli Stati Uniti e del Belgio negli affari interni della Repubblica Democratica del Congo (RDC). Il governo di questo paese respinge le interferenze e le pressioni, mettendo in guardia sulla presenza di mercenari stranieri…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Canzone per Odessa

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La Banda Popolare dell’Emilia Rossa dedica questa canzone ai martiri del massacro neo nazista di Odessa avvenuto il 2 maggio 2014

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Operazione Venezuela: 12 misure per il golpe

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No pasarandi Hector Bernardo*
da www.resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

Un agghiacciante documento del Comando Sud degli Stati Uniti rivela il micidiale piano golpista del Pentagono per destabilizzare e rovesciare la Rivoluzione Bolivariana 

Recentemente è venuto alla luce un documento del Comando Sud degli Stati Uniti intitolato “Venezuela Libertà 2 – Operazione” che propone 12 misure per destabilizzare e provocare una brutta fine al governo del presidente Nicolás Maduro.

Il rapporto, che è stato ripreso in vari mezzi di comunicazione, è firmato dall'ammiraglio e attuale capo del Comando Sud, Kurt Tidd. Nel testo si propone di provocare, mediante azioni violente, le condizioni che permettano di ottenere la sostituzione del governo Maduro con un governo di transizione, una coalizione composta da dirigenti dell'opposizione, leaders sindacali e le onnipresenti ONG.

Il testo, che è stato reso pubblico dall'organizzazione venezuelana “Missione Verità”, propone 12 misure che le forze speciali attuerebbero, insieme all'opposizione riunita nel “Tavolo di Unità Democratica”, per rovesciare Maduro.

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Lo sviluppo dell'economia, la lotta per la pace e la fermezza ideologica sono sempre una priorità del movimento sindacale

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primerodemayo2016 cubadi Ulises Guilarte
da granma.cu

Traduzione GM – Granma Int.

Il discorso del Membro del Burò Politico e Segretario Generale della Centrale dei Lavoratori di Cuba, Ulises Guilarte De Nacimiento, alla sfilata del Primo Maggio all'Avana

Compagno  Generale dell'Esercito Raúl Castro Ruz, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito e Presidente dei  Consigli di Stato e dei Ministri;
Lavoratrici e lavoratori;
Distinti invitati:

Celebriamo oggi in tutto il paese il Giorno Internazionale dei Lavoratori con una mobilitazione popolare in tutte le piazze e i viali, marciando in blocchi compatti e pieni di colore con la convinzione che per Cuba, per la nostra gloriosa Patria, noi lavoratori risponderemo sempre con unità e impegno.

Questa sfilata ogni anno rappresenta la forte dimostrazione del sostegno del nostro popolo all'attuazione del modello economico e sociale che abbiamo scelto liberamente come nazione sovrana, indipendente, socialista, democratica, prospera e sostenibile.

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“Due anni dopo: Odessa si difende”

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di Margherita Furlan

La popolazione di Odessa è scesa in piazza per ricordare i suoi martiri barbaramente assassinati nel rogo della Casa dei Sindacati il 2 maggio di due anni fa. Anche l’Europa non imbambolata dalla propaganda antirussa è scesa in piazza. Manifestazioni nelle maggiori capitali europee per ricordare uno dei più barbari eccidi del nostro tempo e per dire non al fascismo e no alla guerra.

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Un altro crimine del regime ucraino

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igor astakhovdi Enrico Vigna
da www.civg.it

Nella tarda serata del 23 aprile 2016 è morto nel carcere di Odessa il prigioniero politico Igor Astakhov, ucciso dalla illegalità e dalla mancanza di cure, oltreché per le torture e violenze subite in detenzione. Il cuore malato dell'uomo si è fermato. Era il giorno del suo compleanno.

Il regime di Kiev ha comunicato che "è morto per insufficienza cardiaca".

Igor Astakhov era nato 48 anni fa, era stato arrestato il 20 gennaio 2015, accusato per i fatti del 2 maggio ad Odessa; era stato accusato per il sospetto coinvolgimento nell'uccisione di un noto esponente neonazista dei Battaglioni ATO, Yanu Shishman, e delle sue due guardie del corpo.

Secondo le informazioni disponibili e i documenti video e fotografici, Shishman era uno dei capi dell’assalto neonazista alla Casa del Sindacati, dove il 2 maggio furono assassinate 48 persone e oltre 200 rimasero mutilate e ferite; questi era uno di quelli che lanciarono le molotov alla Casa dei Sindacati a Odessa il 2 maggio, e che avevano personalmente bruciato persone lì rifugiate.

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Fatto quotidiano, Tg3 e le bufale sulla Siria: cose che voi umani non potete neanche immaginare

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kerryclinton bufaledi Francesco Santoianni
da lantidiplomatico.it

Raschiano il fondo del barile i media italiani nel tentativo di riesumare la demonizzazione del “regime di Assad”; e tutto questo mentre i media dei loro padroni USA stanno crocifiggendo il governo Obama per l’accordo segreto sul Sarin tra il Segretario di Stato Hillary Clinton e l’ISIS; scandalo  venuto alla luce, verosimilmente, per faide legate alle elezioni presidenziali e, sopratutto, per un’altra magistrale inchiesta di Seymour Hersh, premio Pulitzer.

Ma distraiamo gli occhi da questa icona del giornalismo investigativo per abbassarli sui nostrani media.

Ad esempio sul TG3. 

Credevamo di averle viste tutte; fino all’edizione del 2 maggio. Preceduta dalle accuse all’aviazione di Assad di aver distrutto un ospedale (ma l’onda d’urto della presunta bomba d’aereo, nel video, non fa cadere nemmeno gli estintori alle pareti), ecco la “notizia”:  Assad ha usato anche gas nervino per colpire i territori in mano all’ISIS. Ovviamente, nessuna prova (nemmeno i video farlocchi usati per Goutha 2013), solo un articolo sull’edizione on line del quotidiano israeliano Haretz. Che, ovviamente, per il TG3 è Vangelo.

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Ttip, la «Nato economica»

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stop ttip generic fbdi Manlio Dinucci 
da il manifesto, 3 maggio 2016

Cittadini, enti locali, parlamenti, governi, interi Stati esautorati dalle scelte economiche, messe nelle mani di organismi controllati da multinazionali e gruppi finanziari, violando i diritti dei lavoratori, la tutela dell’ambiente e la sicurezza alimentare, demolendo servizi pubblici e beni comuni: per tali ragioni, espresse dalla Campagna Stop Ttip promotrice della manifestazione del 7 maggio a Roma, va respinto il «Partenariato transatlantico su commercio e investimenti» (Ttip), negoziato segretamente tra Usa e Ue. 

A tali ragioni se ne aggiungono altre, di cui poco o niente si parla: quelle di carattere geopolitico e geostrategico, che rivelano un progetto molto più ampio e minaccioso.

L’ambasciatore Usa presso la Ue, Anthony Gardner, insiste che «vi sono essenziali ragioni geostrategiche per concludere l’accordo». 

Quali siano lo dice lo U.S. National Intelligence Council: esso prevede che «in seguito al declino dell’Occidente e l’ascesa dell’Asia, entro il 2030 gli Stati in via di sviluppo sorpasseranno quelli sviluppati». 

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Un 1° maggio a Milano, storie di ordinaria follia

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comitatocontrolaguerramilanoRiceviamo dal Comitato Contro la Guerra – Milano e volentieri pubblichiamo

Come si sa, definire esattamente quando sia nata la grande manifestazione internazionale a data fissa riguardante i lavoratori è difficile, nessuna burocrazia potrebbe rilasciare a tale riguardo un certificato di nascita indiscutibile.

Indubbiamente la rivendicazione delle otto ore di lavoro ne è uno dei fondamenti. Nel 1867 a Chicago si compie l’unione tra questa rivendicazione e il primo giorno del mese di maggio; ma probabilmente la scelta di tale data ha motivazioni più profonde, infatti nella tradizioni nordiche (e a dire il vero anche in quelle mediterranee) il 1° maggio è anche la data simbolica della vita che si rinnova, del riaprirsi del nuovo ciclo vitale segnalato dalle gemme sugli alberi. La decisione sindacale di stabilire nel 1° maggio 1886 la data di inizio del “rinnovamento” della vita operaia: «Otto ore di lavoro, otto ore di riposo, otto ore per fare quello che si vuole» è dunque inerente la condizione dei lavoratori che vogliono emanciparsi e si battono per la giustizia sociale.

Nello stesso periodo in Europa le Trade Unions così come i sindacati francesi si pongono la medesima questione. Nel 1926 invece, in Unione Sovietica Nicolaj Aseev e Vladimir Majakovskij aprono il loro ampio poema dedicato a Il primo 1° maggio con la rievocazione del movimento operaio del 1886.

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A due anni dal massacro di Odessa

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odessa fiori ricordoda “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese (PCP)

Traduzione di Marx21.it

Il massacro nella Casa dei Sindacati di Odessa è emblematico del corso impresso all'Ucraina dopo il colpo di Stato del febbraio 2014 e l'ascesa delle forze nazifasciste con l'appoggio di USA e UE.

L'Ucraina sommersa dall'oscurità

I fatti avvenuti il 2 maggio 2014 contengono elementi emersi in conseguenza della presa del potere da parte dell'oligarchia alleata con l'imperialismo: il terrorismo come politica di Stato che ha lasciato uno strascico di vittime civili (circa 40, compresi anziani e donne); tratti di barbarie nell'attacco selvaggio diretto contro comunisti e antifascisti e le organizzazioni popolari; la compromissione della “comunità internazionale” nella traduzione materiale della profonda regressione antidemocratica osservata nel paese nei mesi precedenti e l'impunità delle bande criminali e nazifasciste.

Il responsabile delle operazioni che hanno portato al massacro a Odessa è stato il comandante delle cosiddette forze di difesa del Maidan, piazza del centro di Kiev dove tutto ha avuto inizio e, per questo, luogo a cui occorre ritornare per collocare il contesto in cui è avvenuto il massacro di Odessa, due anni fa.

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La persecuzione politica si intensifica in Lettonia (Unione Europea)

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kke logo 500pxInterrogazione del Partito Comunista di Grecia (KKE) a Federica Mogherini

da inter.kke.gr

Traduzione di Marx21.it

La più estesa criminalizzazione dell'azione politica che si sta promuovendo in Lettonia, con l'introduzione di cambiamenti al codice penale, è stata denunciata dall'eurodeputato del KKE Sotiris Zarianopoulos, attraverso un'interrogazione all'alta rappresentante della Politica Estera e di Difesa dell'UE, Federica Mogherini. L'interrogazione è stata la seguente:  

Il regime che ha prevalso in Lettonia, dopo la sconfitta del socialismo in URSS, ha introdotto una serie di pratiche antidemocratiche, con l'imposizione di leggi anticomuniste e persecuzioni, con l'imprigionamento di oppositori politici, con la privazione dei diritti politici e sociali per una parte importante della popolazione, con l'elogio dei nazisti locali, con la calunnia nei confronti della Vittoria Antifascista e del periodo della costruzione del socialismo, durante il quale il popolo della Lettonia aveva conosciuto importanti conquiste sociali. Ora si sta puntando alla criminalizzazione più estesa dell'azione politica, attraverso l'introduzione di cambiamenti nel codice penali, al punto tale che i cosiddetti cambiamenti hanno spinto persino l'attuale Presidente del paese, Raimonds Vējonis, a esprimere la propria opposizione.

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1° Maggio 2016: il messaggio della Federazione Sindacale Mondiale (FSM)

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1maggio 2016 wftyda wftucentral.org

La Federazione Sindacale Mondiale in occasione del 1° Maggio, Giornata Internazionale dei Lavoratori, invia il suo saluto militante a tutti gli uomini e le donne della classe operaia e ai suoi 92 milioni di iscritti in oltre 120 paesi.

Donne e uomini, giovani o più anziani, impiegati o disoccupati, immigrati e rifugiati: la Federazione Sindacale Mondiale vi augura forza, determinazione e coraggio nelle vostre lotte, grandi o piccole che siano.

Le imprese multinazionali, i governi reazionari, le forze neofasciste e razziste, le strutture imperialiste temono questo giorno. Perché è il simbolo dell'internazionalismo, simbolo della lotta, simbolo dell'unità di classe. Questi sono i nostri strumenti più efficaci, indispensabili alle nostre lotte per una vita migliore, contro la povertà e le guerre generate dalla barbarie capitalista.

Costruendo alla base sindacati forti, di classe, di massa, democratici, militanti, daremo forza alla FSM.

E rafforzando la FSM come organizzazione di classe radicata nella base, internazionalista e unitaria, rafforzeremo i nostri sindacati.

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Lontano dal Vietnam

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di Joris Ivens, William Klein, Claude Lelouch, Chris Marker, Alain Resnais, AgnesVar e altri

Nel 41° anniversario della liberazione del Vietnam proponiamo, nella sua versione originale in lingua francese, lo straordinario documentario che contribuì a far conoscere a un vasto pubblico occidentale la resistenza dell'eroico popolo vietnamita contro l'aggressione imperialista USA.

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Tutti marines? Quando i militari entrano a scuola

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marines m4di Antonio Mazzeo
da antoniomazzeoblog.blogspot.it

“Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America è interessato a stabilire un’interessante opportunità di scambio educativo e saremmo particolarmente grati di un vostro aiuto nell’identificazione di una scuola superiore statunitense da gemellare con il Liceo scientifico Leonardo da Vinci di Niscemi. Si tratta di un’iniziativa per migliorare le odierne relazioni Usa-Italia riguardo a specifici sforzi militari e diplomatici e favorire gli interessi reciproci”. Il 15 febbraio 2012, il Consolato generale degli Stati Uniti di Napoli inviava una lettera all’Associazione americana degli insegnanti d’italiano per avviare un Sister School Program con la cittadina siciliana mobilitatasi contro l’installazione del terminale terrestre del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari della Marina Usa.

Da allora, il pressing del complesso militare industriale d’oltreoceano sui docenti e gli studenti siciliani non ha avuto soste. Gemellaggi e campi studio negli States, visite guidate ai droni e alle installazioni della base madre di Sigonella, incontri di basket e baseball, finanche “attività di volontariato civile a favore delle scuole”, con i marines reduci dalle scorribande in Africa e Medio oriente inviati a ridipingere e stuccare i disastrati istituti dell’Isola. Il 29 febbraio scorso, il dirigente del liceo di Niscemi ha invitato gli allievi del 3° e 4° anno a concorrere al programma Youth Leadership indetto dal Consolato Usa.

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NO PASARAN, una storia di uomini e donne che lottarono contro il fascismo. Intervista a Daniel Burkholz

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nopasaran locandinada www.investigaction.net

Traduzione di Giulia Salomoni per Marx21.it

“Per cosa si è lottato?” Questa domanda lascia pensoso Gerhard Hoffmann, un austriaco di 96 anni, veterano della Guerra Civile Spagnola e della Seconda Guerra Mondiale che lottò contro il fascismo: “Non posso descriverlo in poche parole”. 

Di seguito l'intervista a Daniel Burkholz, autore di NO PASARAN.

Nel suo documentario mette a fuoco specialmente il ruolo delle donne nelle milizie repubblicane. Per quale motivo?

Le donne lottarono come gli uomini contro il fascismo e la dittatura. Di fatto, furono molte donne che fecero questa scelta. Rosario Sanchez Abita, la donna alla quale si riferisce nella sua domanda, è un esempio affascinante.

E fu così nelle Milizie Repubblicane come nel movimento di resistenza nella Seconda Guerra Mondiale, dove pure parteciparono molte donne. Desidero citare Onorina Pesce, un'altra protagonista di NO PASARAN. Tuttavia, quelle donne non ricevettero la stima ed il riconoscimento che chiaramente avrebbero meritato per quel che fecero. NO PASARAN è una contributo per riparare a quell'ingiustizia.

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L'India di Modi si arrende all'imperialismo

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modi usdi CP Bhambhri | “Peoples Democracy”, settimanale del Partito Comunista dell'India (Marxista)

Traduzione di Marx21.it

L'articolo di CP Bhambhri, pubblicato nel giornale del Partito Comunista dell'India (Marxista), spiega come l'attuale governo di destra indiano, capeggiato da Narendra Modi, combini la politica di avvicinamento all'imperialismo statunitense con le ambizioni da “grande potenza” che sono alla base dell'ideologia nazionalista e aggressiva della destra reazionaria e integralista che ha preso in mano le redini dei destini del grande paese asiatico.

Narendra Modi, primo ministro e “pracharak RSS” (dirigente della RSS, Rashtriya Swayamsevak Sangh, organizzazione fiancheggiatrice del BJP, partito della destra reazionaria al governo dell'India, ndt), è cresciuto nelle scuole di formazione ideologica “Sangh Parivar” come filo-Americano e filo-imperialista; l'ultimo esempio è stato fornito dal governo Modi il 12 aprile 2016 quando ha dichiarato il suo impegno a fronteggiare la crescente potenza marittima cinese annunciando la decisione di firmare il Memorandum di Accordo sugli Scambi Logistici con gli USA “per fornire equipaggiamento e carburante alle reciproche forze armate”. Questo accordo logistico con conseguenze di larga portata è stato firmato dal ministro indiano della Difesa Manohar Parikar e dal segretario alla Difesa USA Ashton Carter.

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Le menzogne su Aleppo, un'altra campagna contro la Siria

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siria esercito assaddi Pedro Garcia Hernandez
da “Prensa Latina

Traduzione di Marx21.it

Le menzogne su ciò che sta accadendo ad Aleppo, in Siria, hanno il chiaro obiettivo di preparare un'altra ingerenza in Siria e cercare di creare un'immagine di colpevolezza del Governo di Bashar al Assad.

Dopo l'entrata in vigore dell'accordo per il cessate il fuoco in tutto il territorio siriano, gli Stati Uniti hanno ripreso a utilizzare il doppio standard per valutare ciò che succede nella vasta provincia siriana alla frontiera con la Turchia e per ridare fiato alle scelte del cosiddetto Esercito Libero Siriano.

Siamo di fronte a una evidente manifestazione del cosiddetto Piano B statunitense: mentre si auspica la “moderazione” si ricorre a elementi di questo gruppo, alleato sul terreno e subordinato – con ogni evidenza – ai chiaramente terroristi di Al Nusra.

Le Forze Armate siriane controllano due terzi della stessa città di Aleppo e mantengono le loro posizioni nei quattro punti cardinali che circondano la località e non sono avanzate né hanno dato inizio ad alcuna offensiva nel rispetto della tregua decretata, violata invece dai terroristi, certamente più di 400 volte a partire dallo scorso 27 febbraio.

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I comunisti russi e Putin

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zyuganov putindall'intervista di “Xinhua” a Ghennady Zyuganov, leader del Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR) | da kprf.ru 

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Recentemente, il presidente del Partito Comunista della Federazione Russa, Ghennady Zyuganov, ha rilasciato una lunga intervista all'agenzia cinese “Xinhua”, sul ruolo che il suo partito riveste nella realtà della Russia e su importanti questioni di politica estera. Di particolare interesse è la risposta di Zyuganov alla domanda relativa ai rapporti tra i comunisti russi e il presidente Putin. La proponiamo ai nostri lettori.    

Il Partito Comunista della Federazione Russa è un partito di opposizione. Voi criticate fortemente molti aspetti della politica interna della Russia, sebbene sosteniate la sua politica estera. In considerazione di ciò, quali sono i vostri rapporti con il presidente della Federazione Russa V.V. Putin?

Prima di tutto voglio chiarire un punto. Noi non critichiamo solo singoli aspetti delle politiche socio-economiche liberali del governo di Dmitry Medvedev. Noi le rifiutiamo completamente. Noi riteniamo che tale politica abbia condotto il paese in un vicolo cieco e che la sua continuazione rappresenti la minaccia di pesanti conseguenze per la Russia. Il blocco economico del governo di fatto non difende gli interessi nazionali, ma serve come veicolo dell'influenza distruttiva dell'Occidente.

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Intervista a Alexei Pushkov (Russia Unita)

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pushkova cura di Alessandro Bianchi, direttore dell'AntiDiplomatico

da www.lantidiplomatico.it

Il Presidente della Commissione Affari Esteri della Duma di Stato e uno dei politici più influenti del partito di governo "Russia Unita", Alexei Pushkov è stato in visita istituzionale in Italia a fine marzo. Il direttore dell'Antidiplomatico lo ha intervistato.     

- In un tweet il giorno degli attentati a Bruxelles il 22 marzo, Lei ha scritto che la Nato invece di preoccuparsi di una immaginaria minaccia Russia e portare i soldati in Lettonia dovrebbe difendere i suoi cittadini da chi li attacca veramente...

La Nato deve rivedere i suoi principi. Il suo segretario generale Stoltenberg a Monaco ha dichiarato che c'è una minaccia esistenziale che proviene da Oriente, cioè dalla Russia. Però non ha detto neanche una parola della vera minaccia all’Europa. Gli attentati di Bruxelles dimostrano come sia chiaro che la minaccia per i paesi membri della Nato sia un'altra e questa organizzazione deve immediatamente rivedere i suoi principi. Non riempire i confini con la Russia con armamenti e militari, ma collaborare con noi per sconfiggere il terrorismo. Non porre nuove basi in Polonia e fare in modo che le minaccie reali diminuiscano. 

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Cala l'aspettativa di vita: il fallimento criminale delle politiche liberiste

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anziani spesadi Giorgio Cremaschi | da MicroMega

Il presidente del consiglio Renzi è in questo periodo è solito dire: “È finito il tempo in cui...” e poi prosegue con l'obiettivo del momento, siano i diritti del lavoro, la salvaguardia dell'ambiente, il ruolo della magistratura, quello del parlamento e quanto altro.

Ora potrebbe ben affermare: “È finito il tempo in cui si continuava a maturare una aspettativa di vita sempre più alta”.

Infatti, secondo il meticoloso rapporto 2015 di Osservasalute, quest'anno per la prima volta dal dopoguerra la popolazione italiana subirà un calo nell'aspettativa di vita. Nel 2014 essa era di 80,3 mesi, l'anno dopo è scesa a 80,1 mesi. Due mesi in meno a persona, che moltiplicati per i sessanta milioni di italiani fanno 120 milioni. 10 milioni di anni rubati a tutta la popolazione del nostro paese. Il più grande furto di vita dalla fine della guerra. La notizia dovrebbe avere i titoli a cinque colonne su tutti giornali, dominare telegiornali e talkshow, essere al centro di ogni confronto politico ed economico. Ma sappiamo già che non sarà così, perché parlare sul serio di questo dato terrificante costringerebbe a discutere sul serio della sue cause.

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