Rompere le catene dell'euro, dell'Unione Europea e della NATO

Rompere le catene dell'euro, dell'Unione Europea e della NATO

di Fausto Sorini

In questo scorcio di maggio stanno venendo al pettine i nodi irrisolti dell’eurozona e dell’Unione Europea. Ed è questo anche il segnale che, sia pure in modi diversi ...

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Per i comunisti del Brasile l'unità nella lotta è “la bandiera della speranza”

Per i comunisti del Brasile l'unità nella lotta è “la bandiera della speranza”

da Vermelho

Nel lontano anno 1966, la 6° Conferenza Nazionale del Partito Comunista del Brasile formulava un giudizio complessivo sulla dittatura militare brasiliana che ...

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Un esercito di lavoratori senza diritti

Un esercito di lavoratori senza diritti

di Manuela Palermi

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo) esiste dal 1919 ed è un’importante agenzia delle Nazioni Unite. Si occupa di elaborare e supervisionare le norme internazionali del lavoro. E’ composta da rappresentanti dei governi, delle imprese e dei lavoratori...

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Il Califfato voluto dagli Usa

Il Califfato voluto dagli Usa

di Manlio Dinucci

Men­tre lo Stato isla­mico occupa Ramadi, la seconda città dell’Iraq, e il giorno dopo Pal­mira nella Siria cen­trale, ucci­dendo migliaia di civili e costrin­gen­done alla fuga decine di migliaia, la Casa Bianca dichiara: «Non ci pos­siamo strap­pare i capelli ogni…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Gli ultimi sondaggi evidenziano la capacità di mobilitazione dei comunisti in Russia

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kprf manifestazioneda rt.com | Traduzione di Marx21.it

Il primo sondaggio dedicato alle prossime elezioni parlamentari del 2016 vede in testa il partito attualmente al potere, Russia Unita, ma ha anche evidenziato che i comunisti sono leader per quanto riguarda le manifestazioni di massa e le iniziative riguardanti il programma.

L'analisi, basata su dati del primo trimestre 2015, è stata diffusa dall'Istituto di Ricerca Socio-economica e politica (ISEPI). Il documento consiste in quattro indicatori che misurano l'attività elettorale dei partiti politici russi, i risultati della loro iniziativa elettorale, il loro profilo nei rapporti dei media e il numero di proteste pubbliche e di altri eventi di massa.

Russia Unita è vincente nella valutazione complessiva ed è particolarmente forte in occasione di elezioni regionali e municipali. Recentemente, Russia Unita ha partecipato a quattro competizioni elettorali come il suo principale concorrente, il Partito Comunista della Federazione Russa. Il partito si trova molto più avanti dei suoi rivali, per quanto riguarda l'efficacia politica e il livello della presenza nei media.

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Mezzogiorno: da piattaforma militare al servizio americano a piattaforma industriale per la cooperazione con l'Asia

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mercantile portodi Pasquale Cicalese

Intervento al convegno Ricostruire il Partito Comunista- Sud Italia: una sinistra unita per la pace e il lavoro. Lamezia Terme, 24 aprile 2015

A fine marzo 2015 Coface, colosso francese dell’assicurazione all’export, pubblicava un rapporto in cui si sosteneva che pochi paesi europei sarebbero sfuggiti alla depressione. Tra questi l’Olanda. E’ da specificare che l’Olanda ha un alto debito privato, pari al 220% del pil, quando in Italia è pari al 60% del pil. Come può, dunque, l’Olanda sfuggire alla depressione economica? Coface parla chiaro: grazie al porto hub mondiale di Rotterdam, che intercetta i traffici marittimi mondiali al servizio della Germania. Ma lo sconvolgimento del traffici mondiali vedrà il Mediterraneo, e con esso il Mezzogiorno d’Italia, protagonista nei prossimi decenni. Affinché ciò non succeda olandesi e tedeschi impediscono all’Italia, tramite il Fiscal Compact, di dirottare mega investimenti pubblici nel Mezzogiorno, in modo da farne un hub mondiale. Protagonista di ciò sarebbe la piattaforma logistica calabrese. Vediamo i motivi. Per capire i profondi mutamenti intervenuti nell’economia italiana, con effetti sulla nostra regione, non si può non tener conto della data iniziale, quell’ottobre del 1989 che sancì la riunificazione tedesca.

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L'offensiva della Nato globale

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nato nazidi Manlio Dinucci
da il manifesto, 5 maggio 2015

L’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico non ha più confini. In Europa – dopo essersi estesa a sette paesi dell’ex Patto di Varsavia, tre dell’ex Urss e due della ex Jugoslavia (demolita con la guerra nel 1999) – sta incorporando l’Ucraina. Le forze armate di Kiev, che da anni partecipano alle operazioni Nato in diverse aree (Balcani, Afghanistan, Iraq, Mediterraneo, Oceano Indiano), vengono sempre più integrate in quelle dell’Alleanza sotto comando Usa.

Il 24 aprile è stato firmato un accordo che le inquadra di fatto nella rete di comando, controllo e comunicazione Nato. Nel momento stesso in cui il parlamento di Kiev approva all’unanimità una legge che esalta come «eroico» il passato nazista dell’Ucraina e, mentre dichiara «criminale» ogni riferimento al comunismo mettendo fuori legge il Pc, definisce «combattenti per l'indipendenza ucraina» i nazisti che massacrarono decine di migliaia di ebrei.

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L'incredibile vicenda di Franco Fracassi, nella "lista nera" dei fascisti al potere in Ucraina

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Si stava recando a Odessa per partecipare alle commemorazioni ufficiali per la strage al Palazzo dei Sindacati. Giunto all'aeroporto di Kiev è stato fermato, con l'accusa di essere "nemico del popolo ucraino" e ha scoperto di far parte della famigerata "lista nera". L'incredibile vicenda di Franco Fracassi raccontata in esclusiva a Giulietto Chiesa.

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India: la violenta repressione non impedisce il grande successo dello sciopero generale nel Bengala Occidentale

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cpim-rallyda www.solidnet.org | Traduzione di Marx21.it

Comunicato del Partito Comunista dell'India (Marxista)

L'Ufficio Politico del Partito Comunista dell'India (Marxista) si congratula con il popolo del Bengala Occidentale per il successo dello sciopero generale che ha paralizzato lo Stato (30 aprile).

Malgrado gli arresti su vasta scala, le minacce, le intimidazioni e lo scatenamento di una violenza senza precedenti da parte della polizia statale e del partito “Trinamool Congress” al governo, lo sciopero ha rappresentato la risposta spontanea di tutti i settori popolari dello stato.

Più di mille attivisti del Fronte di Sinistra e di altri partiti dell'opposizione come il BJP e il Congresso sono stati arrestati dalla polizia statale. Compresi membri del comitato statale e leaders distrettuali del PCI (M). Più di cento manifestanti sono stati feriti negli scontri provocati dal “Trinamool Congress”. Alcuni di loro sono stati ricoverati in ospedale per le gravi ferite riportate.

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Le cose cambiano...

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di Fausto Sorini, segreteria nazionale PCdI

Continuano su tutto il territorio nazionale le iniziative dell'Associazione per la ricostruzione del partito comunista, nel quadro ampio della sinistra di classe.

In pochi mesi, una trentina di iniziative nelle principali città italiane e in quasi tutte le regioni, con la partecipazione di circa 4.000 militanti comunisti.

Ora parte il tesseramento all'Associazione e la strutturazione dei coordinamenti territoriali. Il progetto è: porre solide e durature fondamenta politiche, ideologiche e organizzative per la ricostruzione del partito comunista in Italia.

Già oggi le forze raccolte attorno al progetto della Ricostruzione del partito comunista rappresentano insieme una forza politica, ideologica, intellettuale, organizzativa, militante superiore sul piano quantitativo e qualitativo a quella delle altre formazioni comuniste residuali presenti nel contesto italiano. Una forza e un progetto che gode del sostegno e della fiducia della quasi totalità delle forze comuniste nel mondo, a partire da quelle dei BRICS.

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Il Partito Comunista Portoghese e l'Europa

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festadoavante bandierinedi Franco Tomassoni per Marx21.it

Il Partito Comunista Portoghese sul processo di integrazione europeo. Scheda descrittiva della sua analisi e delle sue proposte.

L’elaborazione del PCP sul tema dell’integrazione europea non ha subito, come invece è accaduto dentro il PCI, mutamenti strutturali nel corso degli anni. Mentre il PCI passa da una forte condanna dei trattati che istituiscono la CECA nel 1951, dei trattati di Roma e dell’EUROATOM - rompendo su questo tema l’asse parlamentare con il PSI, giudicato troppo morbido rispetto al processo di integrazione continentale - all’eurocomunismo, il PCP mantiene costante la critica verso quei processi di integrazione militare ed economica di natura imperialista (NATO [1] prima e EFTA poi) che rappresentano una compressione della sovranità nazionale e rappresentano il preludio per l’entrata del Portogallo dentro la CEE nel 1986.

Il processo di integrazione europea è stato da subito visto dal PCP come processo di formazione di un polo imperialista dentro il quale i capitali stranieri delle economie più competitive avrebbero assorbito gran parte della specializzazione produttiva, del sistema produttivo ed economico delle economie meno competitive, generando gravi problemi nell’affermazione della sovranità nazionale, non intesa come irrigidimento nazionalista ma come condizione per garantire una maggiore sovranità popolare ed una economia nazionale volta al soddisfacimento dei bisogni dei cittadini.

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Dalla scuola-azienda alla scuola clientelare: un destino irreversibile?

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anotherbrickinthewalldi Gaetano Colantuono*

Materiali critici sul disegno di legge presentato alla Camera dei Deputati il 27 marzo 2015 , dal titolo “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”.

Attualmente in Parlamento e da parte dei soggetti coinvolti è oggetto di valutazione, auspicabilmente attenta, un disegno di legge complessivo sulla realtà dell’istruzione. Esso in parte riprende l’impostazione del progetto “La buona scuola” con la relativa consultazione – di fatto un mero questionario chiuso, aperto peraltro non solo al personale della scuola ma anche ad altri “portatori di interesse” – e la contestuale mobilitazione di docenti e studenti che ne derivarono (ottobre-dicembre 2014).

Il ddl, nella sua non lineare gestazione (frutto, evidentemente, della difficile sintesi di diversi interessi rappresentati in seno alla maggioranza di governo), ha alcuni aspetti positivi, poiché riprende alcune questioni centrali della concreta realtà scolastica: lo stesso interesse del legislatore in termini non solo di “contenimento delle spese” (tagli diretti e indiretti) ma di una riconosciuta centralità strategica per il futuro del Paese.

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Sciopero della scuola: una lotta comune

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buona-scuola-sciopero-insegnantidi Luca Cangemi RSU Liceo Lombardo Radice- Catania
di Iole D’Agostino RSU ST- Catania

Rappresentanti sindacali della scuola e dei metalmeccanici uniti a sostegno dello sciopero del 5 maggio


Il 5 maggio i lavoratori e le lavoratrici della scuola scendono in sciopero, un grande sciopero unitario che svuoterà gli istituti di ogni ordine e grado e riempirà le piazze non solo d’insegnanti e personale tecnico e amministrativo ma anche di studenti, di cittadini e cittadine.

Il più grande sindacato industriale del paese, la FIOM, parteciperà alle manifestazioni. 

La lotta di chi vive e studia nella scuola pubblica è una lotta di tutte e di tutti, è la stessa lotta che i metalmeccanici e le metalmeccaniche conducono contro il modello Marchionne, è la stessa lotta che bisogna continuare contro una politica del governo che taglia il lavoro e i diritti e concentra potere e risorse in poche mani.

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Odessa

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nastrosangiorgio cancellodi Giorgio Langella

Un anno fa a Odessa una orda di nazisti (gli stessi che erano stati chiamati, poche settimane prima, gli “eroi di Majdan”) massacrò decine di persone inermi nel palazzo dei sindacati. Le immagini che si possono trovare ancora sono raccapriccianti e descrivono quanto è successo.

A distanza di un anno vogliamo ricordare quello che i nostri principali mezzi di informazione italiani hanno dimenticato.

Vogliamo ricordare che, un anno fa, hanno tentato di accreditare come un “incidente che non è chiaro come sia potuto accadere” quella strage. Vogliamo ricordare che quanto successo a Odessa è stato un vero e proprio pogrom del tutto simile a quelli che hanno accompagnato l'avvento del fascismo e del nazismo nell'Europa della prima metà del secolo scorso. Ricordiamo che cittadini di ogni età sono stati inseguiti nel palazzo dei sindacati e sono stati massacrati ad uno ad uno.

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No guerra, no Nato: il simposio di presentazione

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Il 21 aprile a Roma è stata presentata la campagna “No guerra-no Nato”. Alcuni dei promotori analizzano le molte ragioni per cui è importante prendere al più presto le distanze dall’Alleanza Atlantica (1a e 2a parte)

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Si intensificano i rapporti tra i comunisti cinesi e i comunisti in Italia

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Comunicato del Dpt esteri del PCdI

Nel quadro dei consolidati rapporti tra comunisti cinesi e italiani, il compagno Fausto Sorini, della segreteria nazionale del PCdI e responsabile esteri (ed anche uno degli animatori dell' "Associazione per la ricostruzione del PC nel quadro ampio della sinistra di classe") si è recato a Pechino nelle settimane scorse per una serie di incontri ad alto livello. Tra essi, un incontro con alcuni dirigenti del Dpt esteri del Partito comunista cinese, con cui esistono rapporti consolidati da 25 anni; ed un incontro con la Direzione ed i ricercatori del Dipartimento dell'Accademia cinese delle Scienze sociali dedicato ai problemi del marxismo e del movimento comunista internazionale.

In questa sede il compagno Fausto Sorini è stato invitato a svolgere una relazione sullo stato attuale del movimento comunista internazionale; e sul progetto di ricostruzione unitaria del partito comunista in Italia.

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America Latina, Cina e Stati Uniti

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usa cina sudamericadi Nil Nikandrov, Fondo di Cultura Strategica/CEPRID

da www.nodo50.org | Traduzione di Marx21.it

La guerra propagandistica scatenata dagli Stati Uniti contro la Cina ha raggiunto livelli senza precedenti in America Latina. I nordamericani stanno usando ogni mezzo di cui dispongono a tale scopo, tra cui centinaia di canali televisivi, migliaia di emittenti radio e video che parlano della “minaccia cinese”. Giornalisti marionette sono regolarmente utilizzati per far circolare falsità abilmente preparate. Con grande enfasi gli “ecologisti” si dicono preoccupati per i piani di costruzione del Canale del Nicaragua e per il progetto comune Venezuela-Cina per l'estrazione dell'oro nel Parco Nazionale del Venezuela. Un rapido sguardo è sufficiente per individuare con precisione la fonte di queste valutazioni che circolano nell'emisfero occidentale dal Messico al Cile.

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Baltimora

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baltimore police riotsdi Mauro Gemma

Baltimora brucia dopo le ennesime violenze razziste della polizia USA e un altro assassinio di un cittadino nero. 5.000 militari della Guardia Nazionale mobilitati. Utilizzato tutto l'arsenale repressivo. Botte, arresti, feriti che non si contano più, mentre l'incendio si propaga a tutto il paese. In decine di città si svolgono manifestazioni imponenti, con la partecipazione di movimenti antirazzisti e radicali e parole d'ordine di denuncia delle politiche, non solo razziali, ma anche sociali (che con quelle razziali si intrecciano strettamente) del governo statunitense. Anche in questo caso la polizia distribuisce botte a non finire, in particolare a New York. Eppure della portata gigantesca della protesta americana, da noi giungono solo gli echi.

La consegna tra gli operatori dell'apparato mediatico, in particolare quelli più vicini al governo a guida PD, è minimizzare il significato della protesta e allineare la nostra opinione pubblica alla versione ufficiale fornita dalle autorità USA: quella secondo cui "occorre mettere fine alla violenza".

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Il drone, ovvero il ritorno di Enrico VIII

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dronenomoredi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

L'uccisione nel gennaio scorso dell'ostaggio italiano Giovanni Lo Porto in seguito un attacco di un drone statunitense al confine tra Afghanistan e Pakistan ha reso ancora una volta evidente che il rapporto tra Roma e Washington è quello che intercorre tra il centro dell'Impero (un poco ammaccato e in discussione) e una colonia periferica, abituata da qualche lustro all'assoluta obbedienza e subito pronta a sollevare dalle responsabilità l'imperatore: “è colpa dei terroristi che li hanno usati come scudi umani”, ha subito precisato il ministro Pinotti.

Non un minimo accenno è stato fatto per mettere in discussione – condannare sarebbe troppo! - la pratica omicida e illegale delle uccisioni mirate tramite invio di droni. Mirate sino ad un certo punto, visto che la morte dell'ostaggio italiano – e con lui di quello statunitense – dimostra che ogni attacco può causare l'uccisione di innocenti. Secondo uno studio della sorosiana Open Society Foundation sono circa 2.000 le persone uccise in Pakistan dai droni Usa e tra queste molte sono civili.

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La grande vittoria del Vietnam

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vietnam1975 tankNhan Dan, organo centrale del Partito Comunista del Vietnam | nhandan.com.vn

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

L'offensiva generale e l'insurrezione della primavera del 1975, che culminò con la storica campagna Ho Chi Minh (dal 26 al 30 aprile 1975), mise fine a 30 anni di guerra dolorosa contro gli invasori stranieri e portò il paese nell'era dell'indipendenza e del socialismo.

Il sistema di difesa del nemico a Xuân Lôc era stato spezzato, quello di Sài Gon-Gia Dinh indebolito. Nonostante i molti soldati, la capacità di combattimento del nemico era affievolita. Il 31 marzo, l'Ufficio politico valutava che "l'opportunità strategica di avviare un'offensiva generale contro il nemico a Saigon-Gia Dinh è giunta. Ora, la battaglia strategica finale dell'Esercito di liberazione del Sud e del popolo vietnamita comincia a dare corpo alla rivoluzione nazionale democratica del popolo del Sud e alla riunificazione della Patria". Sottolineando che "dobbiamo cogliere l'opportunità strategica, con tattica, rapidità, audacia, sorpresa e vittoria assicurata. Possiamo liberare il Sud in breve tempo. Aprile è il momento migliore".

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Con l'Italicum l'Italia si trasforma in una "democratura"

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grunge palazzo-della-Consultadi Francesco Maringiò,
direzione nazionale PCdI

Nel corso dell’ultimo quarto di secolo i cambiamenti intercorsi nella legge elettorale sono stati caratterizzati da un unico obiettivo: quello di compiere, sul piano istituzionale, il cambiamento di fase che era già in corso sul piano economico (con lo smantellamento del settore pubblico e la privatizzazione delle aziende di stato nei settori strategici) e su quello politico (con la distruzione del sistema dei partiti, come strumenti di organizzazione della vita pubblica e democratica di questo paese). Segnare, quindi, la vittoria del capitale (più spesso delle oligarchie) sul lavoro e sulla democrazia. La Carta Costituzionale è stata sempre di più tradita nei suoi principi fondamentali e si è sbilanciato l’equilibrio istituzionale che i padri costituenti avevano riposto nella centralità del parlamento. Non c’è da stupirsi, pertanto, che nel corso degli anni si sia fatto riferimento alla “legge truffa” del ’53 per denunciare l’anti-democraticità di quanto stesse avvenendo. Eppure la più “antidemocratica” delle leggi proposte o approvate fin ora, impallidirebbe a confronto con la riforma in discussione in queste ore nel parlamento.

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I droni dei serial killer

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pakistan drone bombingdi Manlio Dinucci
da il Manifesto

A Washington ormai è un «macabro rituale»: una volta al mese membri del Congresso, facenti parte delle commissioni sull’intelligence, vanno al quartier generale della Cia a «visionare i filmati di persone che saltano in aria, colpite dagli attacchi dei droni in Pakistan e altri paesi». Lo riporta The New York Times (25 aprile), sottolineando che questa «parvenza di supervisione» serve a far apparire «un rigoroso controllo, da parte del Congresso, sul programma di uccisioni mirate».

Programma che «la Casa Bianca continua a sostenere», promovendo ai più alti ranghi i funzionari della Cia che lo hanno costruito dieci anni fa, «alcuni dei quali sono stati anche alla guida dei programmi sull’uso della tortura nelle prigioni segrete». I droni killer sono ormai «integrati nel modo americano di fare la guerra».

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