Guerra infinita e imperialismo

Guerra infinita e imperialismo

di Andrés Mora Ramírez

Il Senato degli Stati Uniti ha votato contro un emendamento al progetto di legge di autorizzazione della Difesa Nazionale per il 2018, con il quale si intende regolare i poteri di guerra ...

Continua...
La miseria del sistema bancario italiano

La miseria del sistema bancario italiano

di Andrea Fumagalli

Pubblichiamo la prima parte di una mini inchiesta sullo stato del sistema bancario italiano. In questo scritto ci limitiamo a descrivere il contesto macro e europeo in cui sono maturate le recenti dinamiche speculative che hanno investito alcune banche italiane.

Continua...
Paragoni odiosi: Venezuela e Catalogna (video)

Paragoni odiosi: Venezuela e Catalogna (video)

da lantidiplomatico.it

"Quando ti arrivano immagini di una democrazia dove la polizia requisisce i seggi e colpisce coloro che vogliono votare. ...

Continua...
Frontpage Slideshow | Copyright © 2006-2011 JoomlaWorks Ltd.

Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Soros, sobillatore di conflitti. Il caso dell'Ucraina

E-mail Stampa PDF

soros 500pxdi Partito Comunista di Ucraina

da kpu.ua

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

“Attraverso numerosissime organizzazioni cosiddette non profit, create e finanziate da governi stranieri, in primo luogo dal Dipartimento di Stato USA, ma anche da vari “fondi caritatevoli”, come, ad esempio, il Fondo Soros, nel corso di due decenni si è attuato un intenso lavoro allo scopo di riformattare la coscienza degli ucraini, in particolare giovani, di dividere il nostro paese su basi etniche, linguistiche, religiose, di elevare il neonazismo e la russofobia al rango di ideologia nazionale... In questi anni in Ucraina è stata formata una “quinta colonna”, i cui rappresentanti si sono impadroniti delle strutture statali e degli organi di potere locale” (PETRO SIMONENKO).

Leggi tutto...

La Nato boccia il disarmo nucleare

E-mail Stampa PDF

un assemblea seggidi Manlio Dinucci
il manifesto, 26 settembre 2017

Il giorno dopo che il presidente Trump prospettava alle Nazioni Unite uno scenario di guerra nucleare, minacciando di «distruggere totalmente la Corea del Nord», si è aperta alle Nazioni Unite, il 20 settembre, la firma del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari. Votato da una maggioranza di 122 stati, esso impegna a non produrre né possedere armi nucleari, a non usarle né a minacciare di usarle, a non trasferirle né a riceverle direttamente o indirettamente, con l’obiettivo della loro totale eliminazione.

Il primo giorno il Trattato è stato firmato da 50 stati, tra cui Venezuela, Cuba, Brasile, Messico, Indonesia, Thailandia, Bangladesh, Filippine, Stato di Palestina, Sudafrica, Nigeria, Congo, Algeria, Austria, Irlanda e Santa Sede (che l’ha ratificato il giorno stesso). Il Trattato entrerà in vigore se verrà ratificato da 50 stati.

Leggi tutto...

25 anni fa i francesi votavano contro Maastricht e l'UE del capitale

E-mail Stampa PDF

Maastricht 1992di Vive Le Parti Communiste Français!

da vivelepcf.fr

Traduzione di Marx21.it

MAASTRICHT. Esattamente 25 anni fa, le élites capitaliste francesi ed europee avevano tremato. Il 20 settembre 1992, il NO al referendum sul trattato di Maastricht aveva imboccato la strada della vittoria e aveva ottenuto alla fine il 49% dei voti, malgrado una propaganda e un clima di ricatto fino ad allora mai visti.

Il Partito Comunista Francese (PCF) era stato il primo a rivelare il testo e a denunciarne la sua gravità. Avevamo chiesto un referendum. Mitterand, fiducioso nei sondaggi, l'aveva concesso per poi mordersi le dita. Uno dei suoi discepoli, Mélenchon, come portavoce del Partito Socialista al Senato, aveva definito il trattato “un buon compromesso di sinistra”. Oggi deplora il fatto che la sua applicazione non risponda alle sue aspettative. Il politico populista prende davvero tutti per stupidi!

Leggi tutto...

«Promuovere la più ampia unità per una pace giusta»

E-mail Stampa PDF

cedanojaimeIntervista a Jaime Cedano, rappresentante in Spagna del Partito Comunista Colombiano

da “Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

Dopo l'accordo di pace in Colombia, quali sono le grandi sfide che il Partito Comunista Colombiano deve affrontare?

La guerriglia non esiste più in quanto tale, è ora un partito politico. L'accordo è stato firmato, ora occorre attuarlo, metterlo in pratica.

Il governo e la destra colombiana stanno cercando di cambiare i termini dell'accordo. Come? Quando arriva il momento di approvare le leggi che traducono parti dell'accordo, che le materializzano e rendono esecutive, esso cerca di rinegoziarne i termini con l'obiettivo di ricacciare indietro i progressi democratici che vi sono contenuti.

Leggi tutto...

Il discorso che ha messo in allarme l'intero pianeta

E-mail Stampa PDF

trump onudi Wevergton Brito Lima*
da resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

Il 19 settembre, il mondo ha ascoltato, allarmato, il discorso del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, all'Assemblea Generale dell'ONU.

La predica del presidente statunitense ha superato tutte quelle già fatte alle Nazioni Unite in termini di minacce, aggressioni e offese contro paesi e popoli. E' stato un discorso così fuori dalle norme della convivenza tra nazioni da scontrarsi direttamente con quello di apertura pronunciato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres.

All'apertura dell'Assemblea Generale, riferendosi alla tensione nella penisola coreana, Guterres aveva avvertito sui rischi dei discorsi esaltati a proposito della Corea Popolare, chiesto ai governi di scegliere la diplomazia per risolvere la crisi e anche sottolineato che il momento richiede “abilità politica”. “E' l'ora degli statisti”, ha pure detto Guterres.

Leggi tutto...

120 Paesi nel mondo condannano le sanzioni unilaterali contro Russia, Iran e Venezuela

E-mail Stampa PDF

arreaza jorgeda lantidiplomatico.it

Il ministro degli Esteri della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Jorge Arreaza Monserrat ha annunciato l'approvazione unanime della "Dichiarazione Politica di New York" contro le misure coercitive unilaterali, realizzata dai 120 paesi membri del Movimento dei Paesi Non Allineati (NAM), questo mercoledì a New York.

Il Ministro degli Esteri ha inoltre informato che questa è una dichiarazione completa, approvata dai 2/3 del totale degli Stati membri dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e rappresenta una risposta ferma, innanzitutto nei confronti degli Stati Uniti, ma anche di quelle nazioni che cercano di imporre misure coercitive unilaterali o sanzioni.

"La risposta unanime della MNOAL è stata schiacciante, e non è la risposta di un paese o di un piccolo blocco, ma bensì di 120 Stati membri che hanno dato una risposta agli Stati Uniti e a tutti quegli Stati che cercano di applicare sanzioni unilaterali o belligeranti contro i popoli del mondo", così ha commentato il ministro Arreaza al termine della riunione ministeriale della MNOAL, ai margini del segmento di alto livello della 72° Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Leggi tutto...

Il corso di geopolitica dell' "Università Aperta" di Imola

E-mail Stampa PDF

universitaapertadiimolaRiceviamo dal Dott. Demostenes Floros la segnalazione dell'importante iniziativa dell'Università Aperta di Imola, e volentieri pubblichiamo

www.univaperta.it
e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

CORSO DI GEOPOLITICA

In considerazione dell’interesse suscitato nelle precedenti edizioni, si ripropone anche per il 2017 - 18 il V corso di Geopolitica per l’importanza che queste tematiche assumono in un mondo fortemente globalizzato e per le peculiarità culturali, produttive e commerciali del nostro territorio che vanta intensi rapporti internazionali. I temi oggetti di riflessione saranno trattati da relatori di grande competenza e riguarderanno i principali temi di politica internazionale.

L’inizio delle lezioni sarà preceduto il 5 ottobre, alle 20:45, dalla conferenza – aperta alla cittadinanza – che il Prof. L. Caracciolo, direttore di “LIMES”, terrà nella Sala Sersanti.

Leggi tutto...

La natura dell'Unione Europea...

E-mail Stampa PDF

german europe3di Pedro Guerreiro, Segreteria del Partito Comunista Portoghese

da avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Le elezioni per il parlamento federale in Germania, che si svolgeranno il 24 settembre, sono state tacitamente considerate il momento a partire dal quale – c'è da sospettare perché... - sarebbe “possibile” per il governo tedesco dare inizio, questa volta “sul serio”, al dibattito sul futuro dell'Unione Europea. Un segnale che dimostra bene come e chi, in ultima analisi, detiene il bastone di comando del processo di integrazione capitalista europeo. Sono finiti i tempi in cui i comunisti erano gli unici a smascherare la cosiddetta “democrazia europea” come un autentico inganno, mettendone a nudo il carattere di strumento per assicurare il dominio politico ed economico delle grandi potenze – in particolare, della Germania – e imporre la prevalenza degli interessi dei loro grandi gruppi economici e finanziari.

Leggi tutto...

Settembre 1982-Settembre 2017… Sabra e Chatila

E-mail Stampa PDF

ismail shammout dipintodi Enrico Vigna

Il dovere di non dimenticare: 35 ANNI DOPO 
Settembre 1982-Settembre 2017… Sabra e Chatila

Maggio 2003…: Jenin, Palestina…

“…il paesaggio sfida qualsiasi descrizione. Un incarnazione dell’orrore, una visione dopo un uragano. Case distrutte, in tutto o in parte, rottami di cemento e di ferro, grovigli di fili elettrici. Auto polverizzate dai carri armati o dai missili, aggiungono una dimensione di barbarie a questo spettacolo spaventoso. Un puzzo acre di cadaveri aleggia sulle macerie…” 
(A.Kapeliouk- LeMondeDiplomatique, Maggio 2003)

Nostra dimora è il silenzio…nella mente nomi pietrificati….
nostra gente, nostri cari, nostre case mi sentite ? Vi batto nel buio,
tenui vi sento, invisibili spettri… ( Abu Manu )

Leggi tutto...

Bush-Obama-Trump: la stessa politica in Afghanistan

E-mail Stampa PDF

bush obama trumpdi Martín Pastor | da rebelion.org

Traduzione di Marx21.it

Con la promessa isolazionista di America First, il repubblicano Donald Trump aveva conquistato gli elettori statunitensi ottenendo una vittoria inaspettata sulla democratica Hillary Clinton, diventando il 45° Presidente degli Stati Uniti. Uno dei punti chiave della sua proposta era quello di abbandonare la politica neoconservatrice del nation building dei suoi predecessori in paesi stranieri come l'Afghanistan, e di concentrarsi nettamente sugli Stati Uniti. Tuttavia, in realtà gli interessi politici, economici e coloniali della nazione nordamericana pesano di più e in Afghanistan le cose procedono oggi allo stesso modo.

Il 21 agosto scorso, Trump ha annunciato che gli Stati Uniti continueranno l'occupazione militare più lunga della loro storia (16 anni dall'invasione nel 2001). Il piano presentato per il paese asiatico comporterebbe una nuova e rafforzata strategia militare: l'invio di più soldati, la cancellazione delle date per un possibile ritiro e una posizione più energica verso il Pakistan. Il presidente statunitense ha lasciato chiaramente intendere che questa volta non si andrà “a costruire una nazione”, bensì “a uccidere terroristi”.

Leggi tutto...

Il rompicapo dei prezzi

E-mail Stampa PDF

oliogas condottodi Demostenes Florosabo.net

English version

Tra alti e bassi, agosto è stato un mese di ribilanciamento dei mercati del petrolio, con le qualità principali tendenzialmente in ribasso, le riserve dei paesi OCSE in ritirata e Cina e Russia che scoprono le carte per le prossime mosse energetiche

Ad agosto, la qualità di greggio Brent North Sea ha aperto le contrattazioni a 51,52$/b e le ha chiuse a 52,85$/b mentre il prezzo del West Texas Intermediate è diminuito da 49,03$/b a 47,11$/b. Nel momento in cui scriviamo, il Brent sta quotando 54,02$/b e il WTI 49,12$/b.

Durante la prima parte del mese, sia il prezzo del benchmark europeo e asiatico, sia il riferimento americano sono rimasti sostanzialmente stabili. Il 9 agosto, il Brent ha prezzato 52,76$/b sulla scia dei futures rientrati in una condizione di backwardation mentre il WTI ha raggiunto il massimo mensile a 49,81$/b.

Leggi tutto...

Venti di guerra e lotta per la pace

E-mail Stampa PDF

trump usadi Jorge Cadima

Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

L'estate ha reso ancora più evidenti i pericoli di guerra che incombono sull'umanità. La situazione mondiale si deteriora, con le minacce militari di Trump a Venezuela, Corea del Nord e altri paesi; le manovre e presenze militari di USA/NATO alle frontiere di Russia e Cina; la furia sanzionatoria generalizzata; la nuova escalation degli USA in Afghanistan (con il Pakistan nel mirino).

Mezzo secolo fa, Martin Luther King descriveva il suo paese come “il più grande agente di violenza nel mondo”. King sarebbe stato assassinato poco tempo dopo, e la violenza dell'imperialismo statunitense non ha cessato di crescere, in particolare dopo la scomparsa del contrappeso che l'Unione Sovietica e il campo socialista rappresentavano. Oggi, Trump minaccia il pianeta intero con interventi militari. Come già avveniva con Obama.

Leggi tutto...

Il Venezuela si ribella al petrodollaro

E-mail Stampa PDF

dollari petrolio fiammedi Manlio Dinucci
il manifesto, 19 settembre 2017

«A partire da questa settimana si indica il prezzo medio del petrolio in yuan cinesi»: lo ha annunciato il 15 settembre il Ministero venezuelano del petrolio. Per la prima volta il prezzo di vendita del petrolio venezuelano non è più indicato in dollari.

È la risposta di Caracas alle sanzioni emanate dall’amministrazione Trump il 25 agosto, più dure di quelle attuate nel 2014 dall’amministrazione Obama: esse impediscono al Venezuela di incassare i dollari ricavati dalla vendita di petrolio agli Stati uniti, oltre un milione di barili al giorno, dollari finora utilizzati per importare beni di consumo come prodotti alimentari e medicinali. Le sanzioni impediscono anche la compravendita di titoli emessi dalla Pdvsa, la compagnia petrolifera statale venezuelana.

Leggi tutto...

Non permettere a USA e NATO di occupare il Donbass

E-mail Stampa PDF

trump pcfrDichiarazione del Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR)

da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

L'ONU sta discutendo la proposta della Russia di dispiegare un contingente dell'organizzazione sulla linea di contatto tra le parti contrapposte nella zona di conflitto del Donbass. Il Dipartimento di Stato statunitense già esige che il mandato e la dislocazione delle forze si estenda a tutto il territorio delle due repubbliche. Le autorità ucraine propongono di schierare il contingente dell'ONU al confine tra il Donbass e la Russia.

Si tratterebbe in realtà dell'occupazione delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk da parte dei soldati della NATO. E' chiaro che i “costruttori di pace” sarebbero sotto il comando dei generali statunitensi, e la spina dorsale del contingente sarebbe composta da membri della NATO, scelti tra i più fanatici russofobi.

Leggi tutto...

L’unica certezza è che siamo più precari

E-mail Stampa PDF

precarieta equilibristidi Carmine Tomeo
da lacittafutura.it

La lettura dei dati Istat mostra che l’unica certezza è l’aumento della precarietà, che si conferma un dato strutturale del lavoro in Italia.

Sarebbe interessante stimare il numero di occupati in Italia partendo dalle ore effettivamente e complessivamente lavorate. Sì, perché, come sappiamo, i dati Istat sull’occupazione si riferiscono a “persone di 15 anni e più che nella settimana di riferimento (a cui sono riferite le informazioni)” hanno “svolto almeno un’ora di lavoro in una qualsiasi attività”, anche non retribuita nel caso di lavoro nella ditta di un familiare. Così, quando si afferma che il numero di occupati è aumentato, nel calderone dell’Istat è conteggiato anche un precario chiamato a sostituire un lavoratore in malattia per una settimana e che poi torna a sbatterti per cercare lavoro, o un lavoratore chiamato a fare per un paio d’ore il giardiniere del proprio Comune.

Leggi tutto...

Cina e Russia di fronte alla crisi coreana

E-mail Stampa PDF

coreadelnord bandieradi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Il 12 settembre scorso, in Consiglio di sicurezza dell'ONU, Cina popolare e Russia hanno votato a favore del nuovo pacchetto di sanzioni nei confronti della Corea del Nord (parziale embargo sulla fornitura di petrolio, divieto di esportazione di prodotti tessili e di manodopera). Un voto favorevole che tuttavia – pur in presenza di una unanime condanna nei confronti delle sperimentazioni nucleari e missilistiche di Pyongyang – è stato accompagnato da dichiarazioni e interventi che, oltre ad “ammorbidire” le sanzioni stesse rispetto alla bozza statunitense, delineano una chiara convergenza degli approcci cinese e russo alla questione nordcoreana nella direzione di una soluzione pacifica.

Tale convergenza è stata riassunta con la formula dei “Quattro No”: no ad operazioni esterne finalizzate al cambio di regime, no al collasso del regime, no ad una unificazione accelerata della penisola coreana e no ad un dispiegamento militare statunitense oltre il 38° parallelo.

Leggi tutto...

Venezuela comincia a vendere il proprio petrolio in Yuan cinese. Sempre più concreto il pericolo di una invasione statunitense.

E-mail Stampa PDF

yuan dollardi Attilio Folliero, Caracas, 15/09/2017

Vedasi anche: "Pesanti sanzioni degli Stati Uniti contro il Venezuela"

Il 15 settembre 2017 Venezuela ha cominciato a segnalare il prezzo di vendita del proprio petrolio in Yuan cinese, la cui sigla internazionale è CNY. Il Ministero dell’Energia e Petrolio del Venezuela nella sua pagina web ha riportato il prezzo medio di vendita settimanale del proprio petrolio in 306,26 Yuan, in aumento rispetto alla settimana scorsa quando era stato in media 300,91 Yuan.

Per la prima volta nella sua storia il prezzo del petrolio venezuelano non è più indicato in dollari. Nella stessa pagina web, però si riporta anche il cambio Dollaro/Yuan. Per un dollaro la settimana scorsa (all’8 settembre) occorrevano 6,52 yuan, alla data odierna per un dollaro occorrono 6,55 yuan.

Si tratta di un altro segnale della decadenza del dollaro (e degli Stati Uniti).

Leggi tutto...

Contro la distruzione della memoria storica

E-mail Stampa PDF

polonia strade comunistiComunicato del Partito Comunista della Polonia

da solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

Condanniamo i cambiamenti dei nomi delle strade in Polonia voluti dal governo e il numero crescente di devastazioni e abbattimenti di monumenti che celebrano gli eroi della lotta contro il fascismo. Un recente esempio è rappresentato dallo smantellamento del Mausoleo dell'Armata Rossa a Trzcianka. I cambiamenti dei nomi delle strade e gli attacchi ai monumenti dei soldati sovietici e polacchi, dei partigiani comunisti e dei militanti del movimento operaio sono il risultato della politica riguardante la storia imposta dalle autorità statali, avviata dall'Istituto della Memoria Nazionale (IPN) che ha messo in discussione persino che la Polonia sia stata liberata nel 1944-1945.

Leggi tutto...

Processo al diritto di sciopero

E-mail Stampa PDF

sciopero trasportidi Stefania Mangione* | da ilfattoquotidiano.it

Nell’estate appena trascorsa, come anche nel 2015 e 2016, si è tornati a discutere di diritto di sciopero, invocando l’urgenza di una regolamentazione idonea a limitarne l’esercizio, specie in settori strategici come i trasporti pubblici.

Lo sciopero, come noto, trova il suo fondamento nell’art. 40 della Costituzione che lo ha elevato al rango di diritto costituzionale, dopo la stagione corporativa che lo aveva visto reprimere come reato (artt. 330, 333 e 502 ss. codice penale Rocco del 1930).

Benché l’art. 40 disponga che “il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano”, l’evoluzione della nozione di sciopero si deve essenzialmente alla dottrina e alla giurisprudenza, specialmente costituzionale, che ha portato a un progressivo superamento della pregressa disciplina penalistica. Ad oggi l’unico ambito in cui è intervenuta una regolamentazione legale è il settore dei servizi pubblici essenziali (l. n. 146/1990, come novellata dalla l. n. 83/2000), finalizzata a garantire il contemperamento di quel diritto con altri diritti fondamentali della persona di rango costituzionale (salute, istruzione, libertà di movimento, ecc.)

Leggi tutto...

900 giorni di aggressione dell'Arabia Saudita allo Yemen: 12.907 morti e 21.000 feriti

E-mail Stampa PDF

lcrd yemenda lantidiplomatico.it

La Ong 'LCRD' ha rivelato il numero di vittime provocate dell'aggressione saudita contro lo Yemen dopo 900 giorni di attacchi.

Le statistiche del 'Legal Center for Rights and Development' svelano che il numero di morti a causa dell'aggressione dell'Arabia Saudita contro lo Yemen con l'appoggio di USA, Gran Bretagna e altre potenze occidentali è di 12907 civili, di cui 2768 bambini e 1980 donne. Mentre i feriti ammontano a 21165, fra i quali 2598 bambini e 2149 donne.

Il Centro ha sottolineato che l'aggressione saudita ha distrutto 15 aeroporti, 14 porti, 1941 tra strade e ponti, 165 tra stazioni e generatori, 409 bacini d'acqua e reti idriche, 372 stazioni di comunicazione e 1654 strutture governative in diversi governatorati.

Leggi tutto...

Pagina 3 di 199