Libia un anno fa: memoria corta

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto

gheddafi esecuzioneUno degli effetti delle armi di distrazione di massa è quello di cancellare la memoria di fatti anche recenti, facendone perdere le tracce. È passato così sotto silenzio il fatto che un anno fa, il 19 marzo, iniziava il bombardamento aeronavale della Libia, formalmente «per proteggere i civili». 

In sette mesi, l’aviazione Usa/Nato effettuava 30mila missioni, di cui 10mila di attacco, con impiego di oltre 40mila bombe e missili. Venivano inoltre infiltrate in Libia forze speciali, tra cui migliaia di commandos qatariani facilmente camuffabili. Venivano finanziati e armati i settori tribali ostili al governo di Tripoli e anche gruppi islamici fino a pochi mesi prima definiti terroristi. 
 

L’intera operazione, ha chiarito l’ambasciatore Usa presso la Nato, è stata diretta dagli Stati uniti: prima tramite il Comando Africa, quindi tramite la Nato sotto comando Usa. È stato così demolito lo stato libico e assassinato lo stesso Gheddafi, attribuendo l’impresa a una «rivoluzione ispiratrice» – come l’ha definita il segretario alla difesa Leon Panetta – che gli Usa sono fieri di aver sostenuto, creando «una alleanza senza eguali contro la tirannia e per la libertà».

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L'Unione Europea estende le sanzioni contro il governo bielorusso

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da Atlas Alternatif* | Traduzione a cura di Marx21.it


bielorussia europa*Il blog «Atlas alternatif», diretto da Frédéric Delorca si propone dal 2006 di offrire un contributo collettivo (42 collaboratori) al servizio della critica del dominio dei grandi gruppi industriali, finanziari, mediatici e degli Stati occidentali nel mondo e a sostegno dell’iniziativa, sul piano internazionale, delle forze progressiste antimperialiste.

I paesi dell'UE hanno convenuto il 29 febbraio scorso (http://fr.rian.ru/world/20120229/193548082.html) di allargare la lista dei funzionari bielorussi sottoposti a “misure restrittive”. La Bielorussia ha richiamato il suo rappresentate permanente presso l'UE e il suo ambasciatore in Polonia, dopo che il capo della diplomazia europea Catherine Ashton ha annunciato che “tutti gli ambasciatori dei paesi membri dell'UE in Bielorussia saranno richiamati per consultazioni in segno di solidarietà e di unità”.

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Menzogne imperiali. Le prove dell'ingerenza in Siria

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da “Avante”, settimanale del Partito Comunista Portoghese | Traduzione a cura di Marx21.it
 

cnn operatoreIl conflitto in Siria è stato provocato dalle principali potenze capitaliste e dai suoi agenti, come provano i video diffusi negli ultimi giorni nelle reti sociali.
 

Dopo lo smascheramento della finzione dell'attivista siriano represso dal regime, che, alla fine, era un giovane nordamericano residente in Scozia che si dedicava alla diffusione di calunnie sulla situazione del paese nel cyberspazio, la settimana scorsa sono emerse nuove prove dell'intossicazione dell'opinione pubblica sulla realtà in Siria.
 

In video postati nelle reti sociali, un giovane di 22 anni che si presenta come Danny Abdul-Dayem, appare mentre sta preparando un'intervista a CNN. Nella trasmissione della televisione nordamericana a cui hanno accesso tutti, ci sono spari e bombardamenti che Danny dice essere gli attacchi indiscriminati dell'esercito contro la popolazione di Homs, ma nel video integrale (http://www.youtube.com/watch?v=p-DCZxsrt9I) si vede come è stato allestito questo scenario.

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La sinistra e l'antimperialismo del Partito Comunista Italiano

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

partitocomunista"Se pensiamo a quello che è stato il nostro Risorgimento non possiamo rimanere indifferenti a una sistematica repressione dei diritti umani in qualsiasi Paese. Non possiamo lasciare che vengano distrutte e calpestate le speranze accese di un risorgimento nel mondo arabo": così si espresse il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, figura di primo piano del Pci -Pds-Ds-Pd, mentre si chiedeva e si otteneva l'intervento armato della Nato in Libia a fianco dei cosiddetti rivoluzionari di Bengasi. 
 

I valori di libertà della tradizione risorgimentale italiana, che furono anche alla base della Resistenza a fascismo e nazismo, scadono a copertura ideologica di una guerra di aggressione imperialista che vede impegnata in prima linea l'Italia, legata da alleanza con il Paese aggredito. A sorprenderci non è tanto l'adesione di Napolitano e di gran parte della sinistra sedicente riformista alla propaganda della guerra umanitaria e democratica - le ultime critiche da questa sponda sono scomparse con l'uscita di Bush jr dalla Casa Bianca - quanto la volgare strumentalizzazione nel 150° dell'Unità d'Italia del patrimonio risorgimentale ad uso di una aggressione militare.

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Il lorianesimo del prof. Orsini, Turati Gramsci e… Saviano

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di Ruggero Giacomini, Comitato Scientifico di Marx XXI
 

dibattitosugramsci thumbSe Gramsci fosse vivo e potesse leggere il libro sulle “due sinistre” di Alessandro Orsini, che tanto ha entusiasmato Saviano e “La Repubblica”, lo appunterebbe probabilmente per una nota della sua rubrica sul fenomeno mai morto del “lorianesimo”. Cioè su quegli intellettuali che parlano con saccenza di cose che non conoscono.

Loria, per ricordare, era lo “scienziato” che proponeva di risolvere il problema della fame nel mondo coprendo di vischio le ali degli aerei e …catturando uccelli! E in carcere Gramsci dedicò uno spazio dei suo “Quaderni” al fenomeno, che andava ben oltre il “maestro”.

Orsini non conosce la rubrica di Gramsci e neppure l’ ”illustre scienziato” che pure cita ripetutamente: altrimenti non ne sbaglierebbe il nome, scambiandolo per un fiume della Francia, come pure fa ripetutamente, nel testo e nell’indice dei nomi.

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News management multimediale, costruzione dell'ennesimo "nuovo Hitler" e preparazione della guerra

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dal blog di Domenico Losurdo

timisartIndustria dell’indignazione e preparativi di guerra

Ci risiamo. Oggi tutta la stampa cosiddetta d’informazione abbonda di particolari truculenti sui civili, sulle donne e sui bambini fatti a pezzi in Siria – così ci viene assicurato – dal regime di Bashar al Assad. Nessun dubbio è consentito, dileguata è la memoria storica. Qualcuno si ricorda di Timisoara? Qualcuno si ricorda della «rivoluzione da Cinecittà» (secondo la definizione di François Fejtö) che ha luogo nel 1989 in Romania in seguito al diffondersi della «notizia» del «genocidio» verificatosi per l’appunto in quella città? Un filosofo prestigioso (Giorgio Agamben) ha così sintetizzato gli avvenimenti: «Per la prima volta nella storia dell’umanità, dei cadaveri appena sepolti o allineati sui tavoli delle morgues [degli obitori] sono stati dissepolti in fretta e torturati per simulare davanti alle telecamere il genocidio che doveva legittimare il nuovo regime. Ciò che tutto il mondo vedeva in diretta come la verità vera sugli schermi televisivi, era l’assoluta non-verità; e, benché la falsificazione fosse a tratti evidente, essa era tuttavia autentificata come vera dal sistema mondiale dei media, perché fosse chiaro che il vero non era ormai che un momento del movimento necessario del falso» (su ciò cfr. D. Losurdo, La non-violenza. Una storia fuori dal mito, Laterza, pp. 237-38).

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I comunisti algerini denunciano le pesanti ingerenze degli Stati Uniti nella vita politica del loro paese

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Dichiarazione del Partito Algerino per la Democrazia e il Socialismo (PADS) | da www.lien-pads.fr

clintonhillary ppianoR400Traduzione a cura di Marx21.it
 

La Signora Hillary Clinton ha fatto scalo ad Algeri il 25 febbraio per dettare le sue istruzioni al regime algerino in merito ai limiti da non oltrepassare.
 

Prima di incontrare il capo dello Stato, ha tenuto una riunione di lavoro “a porte chiuse” nei locali dell'ambasciata USA con un gruppo di cittadini algerini composto da universitari e avvocati formati negli Stati Uniti, giovani addestrati per animare su internet “reti sociali” e anche attivisti di organismi sovversivi. Senza rispetto per il popolo algerino e la sua sovranità, Clinton ha definito questi individui “leader della società civile in Algeria”. Questo concetto di “società civile” che genera confusione è utilizzato dagli ideologi della borghesia per designare i propagandisti del capitalismo e dell'accettazione dei diktat dell'imperialismo sotto la copertura dell'adattamento alle realtà della mondializzazione, vale a dire alla dominazione imperialista.

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Strage di Panjwai. Apocalypse now in Afghanistan

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di Fosco Giannini, segreteria nazionale PdCI

afghan-massacre-shootingOra, le fonti nordamericane vogliono raccontarci, raccontare al mondo, che alle tre della notte tra sabato 10 e domenica 11 marzo un sergente dei corpi speciali dell’esercito USA sarebbe incongruamente uscito da solo – come un Rambo impazzito, come una pecora nera del, peraltro, gentile esercito di Obama – dalla base militare USA di Panjwai, nella provincia di Kandahar, nel sud dell’Afghanistan; si sarebbe diretto, sempre solo, nei villaggi di Alkozai e Balandi e lì (ancora in estrema solitudine, dopo aver subito una mostruosa, licantropica, mutazione genetica che l’avrebbe spinto a lasciare i suoi, buoni e pacifici, commilitoni dormire serenamente nelle brande di Panjwai) abbattere gli usci, le finestre, le porte di una casa dopo l’altra dei due villaggi, spargendo nelle stanze il fuoco delle armi, l’inferno, la morte, abbattendo (prime fonti occidentali, probabilmente molto riduttive) almeno 16 persone, in gran parte donne e bambini.

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Internazionalismo e questione nazionale nel pensiero di Gramsci

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di Salvatore Tinè, Comitato scientifico di Marx XXI
 

dibattitosugramsci thumbPubblichiamo con il consenso dell'autore il contributo scritto per il numero in corso di stampa della rivista “Marxismo oggi”
 

Quello del rapporto tra internazionalismo e questione nazionale è uno dei temi fondamentali del pensiero gramsciano in tutto l’arco della sua evoluzione. Già in alcuni articoli del 1918, il giovane Gramsci sottolineava la permanente vocazione cosmopolitica del sistema di produzione capitalistica. Una vocazione che gli appariva particolarmente evidente nei settori più avanzati del capitalismo mondiale, ovvero nei grandi gruppi industriali e finanziari inglesi e americani. Sono questi gruppi infatti a sostenere, secondo Gramsci, il disegno wilsoniano di un nuovo ordine mondiale fondato insieme sul principio della libertà e dell’indipendenza dei popoli e delle nazioni e su quello della libertà degli scambi internazionali. Libero da ogni residuo di particolarismo feudale così come dalle varie forme di statalismo e di protezionismo burocratico e corporativo, caratteristiche dei grandi paesi dell’Europa continentale, il modello capitalistico anglosassone si presenta come l’espressione più matura della logica internazionalistica e liberoscambista propria della moderna economia borghese. Scrive Gramsci in un articolo intitolato La Lega della Nazioni, pubblicato su Il Grido del popolo, il 19 gennaio 1918.

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La Russia dopo le elezioni: dal centrismo al centrosinistra?

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di Spartaco A. Puttini per Marx21.it

putin elezioni 2012Come era prevedibile Vladimir Putin è stato rieletto a grande maggioranza alla Presidenza della Federazione Russa. Benché le voci sui presunti brogli, iniziati in occasione della contestazione dei risultati delle elezioni legislative del dicembre scorso, abbiano preparato il terreno ad un diffuso scetticismo presso l’opinione pubblica (principalmente presso l’opinione pubblica occidentale) è opportuno guardare in faccia la realtà: il consenso di cui Putin gode è molto ampio.
Se poi teniamo conto del fatto che persino riguardo le ultime e contestate elezioni legislative i brogli evidenziati si sono dimostrati ampiamente marginali, cioè non tali da stravolgere il risultato uscito dalle urne, allora si può onestamente dire che il sostegno a Putin è ampiamente maggioritario.

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Venti di guerra sulla Siria, dove sono i pacifisti? Report dell'iniziativa (video)

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di Francesco Maringiò, responsabile Relazioni Internazionali PdCI

roma 290212 siriaUna sala piena ed attenta ha ascoltato le relazioni che si sono susseguite nell’intensa attività cha ha caratterizzato la programmazione dell’iniziativa: “Venti di guerra sulla Siria: dove sono i pacifisti?”.

Organizzata il 29 Febbraio scorso dal Partito dei Comunisti Italiani e dalla Fgci, si è svolta all’insegna di un’apertura di relazioni e di confronto con diverse realtà impegnate su questo fronte. Tra gli ospiti, infatti, c’erano il prof. Domenico Losurdo, docente universitario ed uno dei promotori dell’appello: “Fermare i preparativi di guerra! Mettere fine all’embargo! Solidarietà con il popolo iraniano e siriano!” che ha ricevuto l’adesione di tanti esponenti del mondo della cultura e politici e centinaia di militanti e pacifisti, Patrick Boylan, uno statunitense impegnato nei movimenti contro la guerra ed esponente della Rete No War, che nelle ultime settimane si è caratterizzata per l’organizzazioni di flash mob presso le ambasciate delle petrolmonarchie del Golfo e, precedentemente, per aver lanciato un appello (Siria No War) che richiamava l’attenzione sui pericoli di una imminente guerra alla Siria. Presente anche Mostafa El Ayoubi, caporedattore della rivista Confronti, un mensile cattolico che tratta questioni di “fede, politica e vita quotidiana”, da sempre in prima linea nella lotta contro la guerra.

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Il Montino. Vademecum dei disastri di Supermario. [Seconda parte]

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di Domenico Moro, responsabile Progetto per la Formazione di Marx XXI

6343869195 75a2f73f56Seconda parte.La controriforma del mercato del lavoro

(CLICCA QUI PER LEGGERE LA PRIMA PARTE)

Quelle che descriveremo rapidamente qui di seguito sono le tendenze generali emerse negli ultimi due mesi di colloqui tra sindacati, imprese e governo.
 

Il governo Monti sta conducendo il più pesante attacco nei confronti del movimento dei lavoratori dal dopoguerra. Tale attacco si basa sulla controriforma del mercato del lavoro. La realizzazione di questa è il motivo principale della nomina del governo tecnico, in quanto né il Pdl di Berlusconi né il Pd di Bersani avrebbero potuto portare avanti tale obiettivo.
 

L’attacco è complessivo e si articola nei seguenti punti:
 

  1. Aumento precarietà/licenziabilità in uscita;

  2. Aumento precarietà/licenziabilità in entrata;

  3. Riduzione ammortizzatori sociali;

  4. Riduzione retribuzioni e costo del lavoro.

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8 marzo 2012, festa della donna…

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di Annalinda Ricci, PdCI Alessandria

corteo-8-marzo-1981 580x390Quest’anno credo sia la prima volta dal lontano ’68, in cui le donne possono dire di festeggiare per il senso che ha in origine, la loro festa e cioè il ricordo di una tragedia al femminile.
 

Quest’anno le donne possono dire, senza tema di dubbio, di aver ricevuto “la festa”, in ogni campo della loro vita: innalzamento dell’età pensionabile, senza incremento di servizi pubblici a supporto del loro atavico secondo lavoro di casalinghe, madri, badanti; l’aumento di discriminazioni in materia di assunzioni, con il conseguente accrescimento della disoccupazione rosa e la condanna inevitabile alla dipendenza dalla famiglia e dagli uomini, padri, fratelli, mariti (non dimentichiamo che il 70% degli “invisibili”, degli indigenti assoluti nel mondo sono donne).

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Cosa c’è dietro gli attacchi a Gramsci?

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di Marco Albeltaro, del comitato scientifico di Marx XXI

dibattitosugramsci thumbAll’interno di tutta la vicenda degli attacchi a Gramsci di cui «la Repubblica» si è fatta grancassa, vorrei soltanto soffermarmi sul «caso» Saviano, provando a inserirlo in un quadro più ampio. Molti autorevoli studiosi hanno puntualmente ribattuto agli errori e alla tendenziosità dell’articolo di Saviano, non è quindi qui il caso di ritornarci sopra.
 

Roberto Saviano è divenuto famosissimo grazie a un libro – Gomorra - che è stato un «caso» letterario costruito dai mass media e monumentalizzato dall’italico provincialismo. Attorno a Saviano si è quindi costruita la mitologia dell’intellettuale scomodo, del coraggioso alfiere della giustizia, del povero martire che in ragione delle idee che professa è costretto a vivere sotto scorta, anche quando si reca a New York, come è di recente accaduto, per pontificare sulle sfavillanti strade di Manhattan.

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Vladimir Putin eletto per la terza volta presidente con un largo margine di consenso

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di Mauro Gemma

putin vittoria 2012I sondaggi che hanno preceduto le elezioni presidenziali russe del 4 marzo lasciavano un margine di incertezza sulla rielezione di Putin al primo turno. I risultati quasi definitivi (il 99,6% delle schede) attribuiscono al premier russo, al suo terzo mandato di capo dello Stato, quasi il 64% dei voti, un po' al disotto delle sue precedenti prestazioni elettorali, ma con un livello di consenso tale da consentire di affermare che il prestigio, di cui gode tra il suo popolo, è rimasto sostanzialmente intatto dai tempi della sua prima elezione.
 

Al secondo posto, a grande distanza, lo segue Ghennady Zjuganov, leader del Partito Comunista della Federazione Russa, che per la quarta volta ha presentato la sua candidatura, con il 17,2% dei suffragi. Un dato inferiore di qualche punto all'eccellente risultato ottenuto dai comunisti alle elezioni legislative del dicembre scorso, quando le liste del partito hanno sfiorato il 20%. Il PCFR anche questa volta conferma la sua grande forza di principale rappresentante dell'opposizione, presente in ogni angolo della Federazione.

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Ricostruire il movimento comunista e rivoluzionario del 21° secolo

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intervista a Fausto Sorini, responsabile esteri del PdCI | a cura di Mauro Gemma

I COMUNISTI ITALIANI E L'INCONTRO INTERNAZIONALE DI ATENE

solidnet metting-w3501. Cento delegati di 59 paesi in rappresentanza di 78 partiti presenti al 13° Incontro dei Partiti comunisti e operai di Atene. Cifre di tutto rispetto per il tradizionale forum annuale organizzato dalla rete Solidnet. Il più riuscito incontro per quantità di forze presenti, non è vero? Quali sono le tue impressioni? Quali i principali contenuti della discussione?
 

L'incontro di Atene è stato il 13° di una serie di incontri annuali, iniziati proprio ad Atene nel 1998, volti ad avviare un processo di ricostruzione di un movimento comunista e rivoluzionario del 21° secolo, dopo il crollo dell'Urss e la fine del vecchio movimento comunista imperniato sull'Unione Sovietica. Un movimento che era ormai da tempo in crisi e profondamente diviso dopo la rottura tra Cina e Urss e l'approfondimento della crisi del sistema sovietico.

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Israele-Iran: La questione non è se attaccare l'Iran, ma quando

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da Inter Press Service | traduzione a cura di www.megachip.info

Netanyahu-ObamaGERUSALEMME, 29 feb (IPS) - «La calma prima della tempesta»: ecco come gli esperti israeliani hanno descritto il conto alla rovescia iniziato prima della riunione in programma il 5 marzo tra il presidente americano Barack Obama e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Dopo il pellegrinaggio a Gerusalemme dei diplomatici statunitensi la scorsa settimana, è ora la volta dei leader israeliani di andare a Washington.

Il Primo Ministro è atteso alla Casa Bianca il 5 marzo, due giorni dopo il presidente israeliano Shimon Peres.

I ripetuti avvertimenti da parte degli Stati Uniti prima delle riunioni presidenziali non potevano essere più chiari: «Sarebbe prematuro lanciare un attacco militare contro l'Iran», ha detto alla CNN il capo di stato maggiore statunitense, il generale Martin Dempsey. «Il governo degli Stati Uniti è certo che gli israeliani comprendano le sue inquietudini», ha aggiunto il generale Dempsey.

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Ennesimo attacco a Gramsci e alla storia del PCI

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L’ENNESIMA CAMPAGNA CONTRO GRAMSCI E LA STORIA DEL PCI
di Alexander Höbel, Coordinatore del Comitato scientifico di Marx XXI

gramsci guttusoCon una cadenza quasi regolare, ormai da anni, la pubblicistica italiana, col concorso attivo di settori del mondo accademico, propone violente campagne ideologiche, che hanno il loro bersaglio preferito nel “comunismo” tout court, con particolare attenzione alla storia del Partito comunista italiano e alle figure di Antonio Gramsci e Palmiro Togliatti. Su questo secondo versante gli attacchi si sono intensificati negli ultimi tempi, probabilmente a causa del fatto che Gramsci è uno degli autori italiani più letti e studiati nel mondo, e la sua complessa elaborazione non cessa di influenzare movimenti politici rilevanti in diverse zone del pianeta, a partire da quell’America Latina che negli ultimi anni, mentre nella vecchia Europa i diritti sociali e politici regredivano, ha visto avviarsi significativi percorsi di emancipazione e nuovi tentativi di transizione.

Il fatto che Gramsci, e con lui Marx e i migliori teorici del marxismo novecentesco, siano tutt’altro che “cani morti”, e che del contributo di un partito come il PCI si senta sempre di più la mancanza nel nostro dissestato paese, evidentemente dà fastidio. Ecco allora le ripetute campagne anticomuniste, sebbene il comunismo fosse stato dato per morto con grande giubilo, da “Repubblica” & soci, già nel 1989-91.

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I comunisti brasiliani di fronte alla crisi del capitalismo e ai cambiamenti della realtà mondiale

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da www.solidnet.org | Traduzione di Mauro Gemma

pcdob congressoIntervento del Partito Comunista del Brasile al 13° Incontro dei Partiti Comunisti e Operai di Atene

Per iniziare, a nome del Partito Comunista del Brasile (PCdoB), intendiamo salutare la lotta di resistenza che attualmente sta sostenendo il popolo greco contro il programma neoliberale di impianto neocolonialista, imposto dalle potenze centrali dell'Unione Europea, con alla testa l'imperialismo tedesco. In questa ampia lotta ingaggiata dal popolo greco si distingue la partecipazione e il ruolo di direzione del Partito Comunista di Grecia (KKE), che salutiamo con entusiasmo.

Portiamo la nostra solidarietà agli altri popoli del continente europeo, specialmente del Mediterraneo, che stanno subendo le pesanti misure che si propongono di liquidare le conquiste sociali dei lavoratori e anche di destrutturare nazioni indipendenti. Insieme alla lotta nazionale, per la sovranità e l'indipendenza, si assiste a un aumento significativo della lotta di classe e del protagonismo del proletariato.

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La Libia sprofonda nel caos

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da "Avante" | Traduzione a cura di Marx21.it

sirte distruzione-w300Migliaia di morti, feriti e scomparsi, città rase al suolo o spopolate dalla guerra, prigioni dove si tortura gente, senza che neppure si sappia di cosa sia accusata, e un territorio dove migliaia di miliziani operano nella totale impunità è la realtà che emerge in Libia un anno dopo la sollevazione filo-imperialista, iniziata il 17 febbraio 2011.

Non ci sono state cerimonie ufficiali e neppure sfilate militari. Così è stato celebrato il primo anniversario della sollevazione dei mercenari in Libia. A Tripoli e Bengasi, molti libici hanno approfittato dell'opportunità per esprimere la loro disperazione per i ritardi nella ricostruzione del paese e delle istituzioni e dei servizi pubblici, ha segnalato Prensa Latina. Hanno manifestato contro la corruzione, la mancanza di sicurezza e la criminalità, le promesse che ritardano a concretizzarsi.

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