Quale patria per il ribelle? Parte III

Quale patria per il ribelle? Parte III

di Giambattista Cadoppi

Patrioti sono ovviamente i mazziniani (che per altro sono i primi in Italia ad adottare la bandiera rossa). La versione originale del canto patriottico (poi socialista e comunista) Bandiera Rossa dimostra come il patriottismo sia legato all’internazionalismo (“Una per tutti…

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L’Europa ha dimenticato il ruolo dell’URSS nella II Guerra Mondiale

L’Europa ha dimenticato il ruolo dell’URSS nella II Guerra Mondiale

da Sputnik News

“Ogni essere umano che ami la libertà deve più ringraziamenti all’Armata Rossa di quanti ne possa pronunciare in tutta la sua vita”, parole di Ernest Hemingway. Il 27 gennaio 1945 ...

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Oltre alle bombe, missili nucleari Usa in Italia?

Oltre alle bombe, missili nucleari Usa in Italia?

di Manlio Dinucci

La B61-12, la nuova bomba nucleare Usa che sostituisce la B-61 schierata in Italia e altri paesi europei, comincerà ad essere prodotta tra meno di un anno. Lo annuncia ufficialmente la National Nuclear Security Administration (Nnsa). 

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V Forum Europeo sulla Via Cinese

V Forum Europeo sulla Via Cinese

Grande partecipazione di pubblico (oltre 250 persone) ed oltre 50 accademici cinesi a Bologna per confrontarsi con gli studiosi italiani

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XIII Congresso del Partito Comunista del Sudafrica: un partito di massa e di classe di fronte alla questione del potere e dell'unità

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da solidarite-internationale-pcf.over-blog.net
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

sacpflagdi A.C. per solidarite-internationale-pcf.over-blog.net

Dall'11 al 15 luglio ha avuto luogo presso l'Università di Zululand, in provincia di Moses Mabhida, il XIII Congresso del Partito Comunista del Sudafrica (SACP) col tema "Ampliare e rafforzare il potere e l'egemonia del classe operaia in ogni campo della lotta".

Un congresso che ha dato l'occasione di vedere la crescita spettacolare del partito in termini di numero di membri. Da 50.000 in occasione dell'ultimo congresso nel 2007, il partito ha ora 160.000 aderenti. Il piccolo partito di avanguardia della lotta contro l'apartheid è ormai diventato un partito di massa.

Un partito di massa deve affrontare delicate questioni circa il suo futuro e di quello di un paese dove domina ancora, diciotto anni dopo la fine dell'apartheid, la povertà, la disoccupazione e la disuguaglianza.

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Sotto il peso delle ingerenze straniere continua la tragedia del Congo

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da Atlas alternatif”

hutu milizieIl regime ruandese di Kagame, alleato degli Stati Uniti, soffia sul fuoco della guerra civile nel Kivu

La guerra nei due Kivu nell'est del Congo ha conosciuto una recrudescenza negli ultimi mesi. Ai conflitti legati alla presenza delle Forze democratiche di liberazione del Ruanda (FDLR), degli hutu ruandesi esiliati in Congo – ad esempio nella notte tra il 13 e il 14 maggio scorso (LINK), in un villaggio del Sud Kivu nell'est della RDC, 32 persone di cui 6 bambini sono state selvaggiamente massacrate dalla milizia ribelle hutu – si è aggiunta nel Nord Kivu la guerra che oppone fin dall'inizio l'esercito congolese (FARDC) agli ammutinati del Movimento del 23 marzo (M23) diretto dal colonnello Sultani Makenga, ex numero due del generale Bosco Ntaganda (perseguito dalla Corte Penale Internazionale) e composto da ex ribelli tutsi del Congresso nazionale per la difesa del popolo (CNDP) di Laurent Nkunda.

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Birmania: l'Occidente all'assalto del bottino

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Traduzione dal francese di Massimo Marcori per Marx21.it

aung san suu kyi3Pubblichiamo stralci di un articolo del giornalista indipendente britannico David Cronin pubblicato sulla rivista
News Europe e tradotto in francese dal sito http://www.michelcollon.info/. Il contributo di Cronin ci aiuta a comprendere meglio le reali ragioni di tanto entusiasmo in Occidente in merito ai recenti sviluppi della situazione politica in Birmania.

(…)

Il 1 aprile scorso, giorno dell’elezione di Suu Kyi, un hotel di 12 piani in stile coloniale a Phnom-Penh accoglieva il secondo Summit economico mondiale tra l’Unione europea e l’Associazione delle Nazioni del sud-est asiatico (ASEAN). I partecipanti, in particolare il Commissario europeo al commercio Karel De Gutch, erano invitati ad un avvenimento a margine “Building Business Myanmar”, (nome ufficiale della Birmania).

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La Siria è in guerra

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ribelle kalashnikov

di Angelo Alves*, "Avante"
Traduzione a cura di Marx21.it

*Angelo Alves è membro della Commissione Politica del Partito Comunista Portoghese

“Una guerra fabbricata sul terreno da più di un anno, programmata nei corridoi del Pentagono dai tempi dell'amministrazione Bush, finanziata con milioni di dollari per anni da una criminale catena di finanziamento e ingerenza, che ha alimentato i mercenari politici, fantocci di Washington e della NATO, che fanno parte oggi del Consiglio Nazionale Siriano. Gente che si mette in mostra nelle riunione del Club Bilderberg, vive comodamente a Parigi (come Kodami, una delle figure di punta del CNS) o a Coventry (come Rami Abdel Rahman, il volto del sinistro Osservatorio Siriano dei Diritti Umani).”

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La Clinton e l'esportazione della "democrazia" in Cina

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

clinton primopianoNel 2005 il Governo della Repubblica popolare cinese ha pubblicato il Libro bianco “Building of Political Democracy in China [1]" che, a 7 anni di distanza, rimane come principale riferimento politico e programmatico della via cinese al socialismo.

L’iniziativa – la prima rivolta all’esterno in merito al regime politico del Paese - aveva come scopo l’illustrazione dello stato di avanzamento della democrazia socialista con caratteristiche cinesi (ruolo guida del Partito comunista, sistema di cooperazione e consultazione multi-partitica, autonomia alle diverse etnie, nuovi meccanismi elettorali nelle aree rurali e urbane) e si configurava come una risposta ufficiale alla persistente accusa di violazione dei diritti umani. Non si deve neppure dimenticare che la pubblicazione del Libro bianco è avvenuta mentre gli Stati Uniti di Bush jr avevano eretto a loro codice di condotta internazionale proprio l’esportazione – anche armata - della democrazia su modello americano.

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Siria, manipolazione e guerra

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di Giulietto Chiesa | da www.ilfattoquotidiano.it

siria terroristiI lettori di questo blog si saranno certo accorti che seguo con particolare attenzione gli sviluppi preparatori di alcune guerre, le prossime. Si tratta di Siria e Iran, due bersagli chiarissimi. Lo faccio perché sono certo che avranno effetti diretti sulle nostre vite e su quelle dei nostri figli.

Per questo uso le fonti migliori disponibili e, tra queste, proprio quelle di coloro che preparano la guerra. In genere sono bene informati.

L’ultima – che qui commento – viene dal New York Times del 21 luglio scorso. Lo includo tra i fautori della guerra a pieno merito perché questo giornale è stato da sempre una delle portaerei del “sistema americano”. E perché in questo caso ci descrive con abbondanza di particolari come un gruppo di criminali (il vertice degli Stati Uniti d’America) sta violando tutte le regole della convivenza internazionale.

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Uscire dall'euro o "più Europa"? La soluzione non è tecnica ma politica

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di Domenico Moro per Marx21.it

euro mareCon l’inasprirsi della “crisi dell’euro” a sinistra si delineano due posizioni contrapposte, spingere per avere “più Europa” oppure abbandonare l’euro.

“Più Europa” equivale a sottrarre il controllo dei bilanci statali e delle leggi finanziarie ai parlamenti nazionali, unica istanza minimamente democratica in Europa. In questo contesto, “più Europa” vuol dire dominio della “tecnica”, cioè della burocrazia europea (BCE e Commissione Europea), apparentemente neutrale, in realtà subordinata al capitale monopolistico europeo. Come ha detto Monti, la democrazia è una forma di governo incapace di guardare al lungo periodo, vale a dire alle necessità dell’accumulazione del capitale. La soluzione, quindi, è aggirare il livello nazionale. L’Unione europea è stata il grimaldello con cui forzare la resistenza dei movimenti operai nazionali. Ora, la crisi dell’euro è l’arma per accelerare sulle trasformazioni tese al mantenimento di alti livelli di profitto mediante l’attacco al salario e al welfare.

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I have a dream: il crollo Usa

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto del 24 luglio 2012

dollaro americanoFinalmente – dopo essere stati per oltre due secoli vittime di guerre, invasioni e colpi di stato da parte degli Stati uniti – i popoli di Asia, Africa e America latina hanno deciso che è ora di farla finita. L’idea geniale è stata quella di adottare gli stessi metodi di Washington, finalizzati però a una giusta causa. 

È stato costituito un Gruppo di azione per gli Stati uniti che, attraverso riunioni di esperti, ha elaborato il piano, denominato «strategia del Grande Occidente». L’intervento è stato così motivato: negli Usa, è al potere da oltre due secoli lo stesso Presidente che, impersonificandosi di volta in volta in un uomo politico repubblicano o democratico, rappresenta gli stessi interessi dell’élite dominante. La Comunità internazionale deve quindi agire per porre fine a questo regime dittatoriale. 

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Il Mali nella spirale delle ingerenze

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da "Atlas alternatif” | traduzione a cura di Marx21.it

mali-militia-770x514Il 30 giugno, sette dei sedici mausolei di Timbuctu, iscritti nel patrimonio mondiale dell'Unesco, sono stati distrutti dai wahabiti, le distruzioni sono poi proseguite nei giorni seguenti, e il 2 luglio sono state le moschee della città ad essere prese di mira (http://www.france24.com/fr/20120702-mali-toubouctou-ansar-dine-islamistes-detruisent-mosquee-sidi-yeyia-mausolees-saints-musulmans?autoplay=1). Gli Occidentali ora temono che vengano distrutte le decine di migliaia di manoscritti della città, alcuni dei quali risalenti al Medio Evo. Questi testi, redatti in arabo o in fulani su scapole di cammello, pelli di pecora o su corteccia, trattano di teologia, di astronomia, di musica, di letteratura, di botanica, di genealogia, di anatomia (manoscritti che erano già stati largamente ignorati dalla cosiddetta comunità internazionale che ha stanziato i fondi per la loro conservazione solo il 3 luglio scorso (http://www.maliweb.net/news/insecurite/2012/07/04/article,77536.html).

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Ricerca? Meglio un F35

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di Gelsomino Del Guercio | da www.lettera43.it

Giampaolo-Di-Paola2Le spese militari equivalgono ai tagli della spending review

Nel calderone della Difesa, i tagli annunciati dal ministro Giampaolo Di Paola (spesa ridotta di 1,1 miliardi di euro in tre anni: 100 milioni nel 2012, 700 nel 2013 e di 500 nel 2014) scalfiscono appena un pozzo senza fondo dove si sarebbe potuto attingere per evitare che sanità, giustizia, ricerca e pubblica amministrazione diventassero le vittime sacrificali della spending review.

I numeri delle spese relative agli armamenti farebbero pensare a uno Stato pronto ad affrontare una guerra di dimensioni globali. Nel 2011, la spesa bellica ha raggiunto la cifra di 20 miliardi di euro circa (secondo lo studio dell’Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo).

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Tremseh e il giornalismo di pace

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di Marinella Correggia | da www.sibialiria.org

giornalistaIl concetto di “giornalismo di pace” è stato introdotto negli anni 1990 dallo studioso e attivista Johann Galtung per indicare “quando redattori, editori e invitati compiono scelte su cosa riferire e come riferire, che creano per la società nel suo complesso opportunità di considerare e valutare risposte nonviolente ai conflitti” (Simona Defilippi, Giornalismo di pace: cos’è e perché si contrappone alla pratica corrente, www.serenoregis.org). Fra i tanti principi, il giornalismo di pace fa attenzione alle parole: ad esempio non usa il termine “massacro” (che è una strage intenzionale di inermi) quando invece gli uccisi sono persone armate.

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A partire alla piattaforma FIOM costruire l'unità delle forze comuniste, di sinistra e democratiche

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milano 060712

DAI "COMUNISTI IN FESTA" A MILANO, UNA PROPOSTA CONCRETA DI LAVORO UNITARIO

Venerdi 6 luglio, Milano. Lungo le strade che portano alla Cooperativa Labriola, sui piloni, sui cancelli, in via Falk, s’innalzano le bandiere rosse e comuniste del PdCI. Dopo tanto caldo, d’improvviso, in questo venerdì, si leva un vento impetuoso e la pioggia si rovescia violenta sugli spazi dei “Comunisti in Festa”. Piove sulla cucina, sui tavoli imbanditi, sullo spazio “musica e spettacoli”. Piove, ma le compagne e i compagni non smettono di lavorare, di servire la cena negli spazi coperti (ottime le penne alla Norma, siciliane, cucinate dal compagno-professore Wladimiro Merlin, milanese!). Il vento porta via ogni cosa e i dirigenti e i militanti della Federazione PdCI di Milano debbono ancor più correre, organizzare, impegnarsi. Le bandiere con la falce e il martello, zuppe d’acqua, si piegano su se stesse ma non cedono, ed è la metafora esatta della fase difficile che vivono i comunisti. Il vento, la pioggia, sono intensi, ma la Festa è ancora piena di cittadini, di milanesi, di un piccolo popolo (bagnato) di sinistra e comunista. 

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Il Grande Oriente di Obama

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto

obama cappelloPer 236 anni gli Usa hanno difeso ovunque la democrazia: lo ha assicurato la Clinton al Cairo. Occorre quindi cancellare dalla storia gli oltre 160 interventi militari all’estero effettuati dall’imperialismo Usa fino agli anni ‘40; le guerre della guerra fredda in Corea, Vietnam, Laos, Cambogia, Libano; i colpi di stato orchestrati dalla Cia in Guatemala, Indonesia, Brasile, Cile, Argentina; le guerre del dopo guerra fredda in Iraq, Somalia, Jugoslavia, Afghanistan. 

Lo stesso impegno, garantisce la Clinton, viene portato avanti dall’amministrazione Obama. In effetti, dalla strategia del Grande Medio Oriente (comprendente Nord Africa e Asia centrale), lanciata dal repubblicano Bush, il democratico (nonché Premio Nobel per la pace) Obama è passato alla strategia del Grande Oriente, che mira all’intera regione Asia/Pacifico in aperta sfida a Cina e Russia. 

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Escalation militare italiana in Afghanistan: ma chi ne parla?

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di Fausto Sorini, segreteria nazionale, responsabile esteri PdCI

amx caccia“Dunque la guerra non va in vacanza, nemmeno per gli italiani – scrive Tommaso Di Francesco sul Manifesto di domenica 15 luglio. Ora è ufficiale: i nostri quattro cacciabombardieri Amx del 51esimo stormo dispiegati a Herat stanno bombardando a tappeto il nemico talebano”. 

La conferma ufficiale dell'escalation militare italiana in Afghanistan viene dalle dichiarazioni del generale Luigi Chiapperini, comandante del nostro contingente.

“Chi ha autorizzato l’entrata nella guerra aerea dell’Italia in Afghanistan? È stato il governo «tecnico», sostenuto da Pdl, Udc e Pd. E in particolare il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, il ministro che più tecnico non si può: è ammiraglio ed è stato comandante delle forze Nato. Lo stesso che in questi giorni muove lobby militar-industriali e schieramenti politici connessi per ottenere l’approvazione di ben 90 cacciabombardieri F-35, che ci costeranno 10 miliardi, nella finanziaria rivisitata dalla spending review, che taglia spese sociali, welfare e pensioni. Altro che conflitto d’interessi. È stato lui il 28 gennaio scorso, nel silenzio generale, a informare la Commissione difesa del parlamento della decisione di usare sul campo afghano «ogni possibilità degli assetti presenti in teatro, senza limitazione» armando gli Amx che fino a quel momento volavano senza bombe”.

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“La Cina e la “teoria del magnete”

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Spediamo ai compagni di Marx21.it i capitoli 7 e 8 del nostro nuovo libro, “Ipotesi Hong Kong o Armageddon?” che si può scaricare per intero dal sito www.robertosidoli.net. Crediamo che i due capitoli in questione possano essere utili ai comunisti italiani per una migliore comprensione dell’attuale politica estera della Cina (prevalentemente) socialista.


Buona lettura
Roberto Sidoli, Massimo Leoni, Daniele Burgio

China flagsCapitolo settimo
“La Cina e la “teoria del magnete”
- parte prima -

La politica estera della principale potenza economica a livello mondiale, sempre tenendo conto del criterio della parità del potere d’acquisto, si articola su quattro livelli diversi, seppur interconnessi tra loro da analisi, progettualità e pratica politica comune: la Cina (prevalentemente) socialista all’inizio del 2012 ha cristallizzato da lungo tempo, almeno a partire dal 2001/2003, una strategia di lungo termine per i prossimi decenni che ha per oggetto le relazioni interstatali su scala mondiale, ovviamente legata dialetticamente con l’orientamento e la dinamica generale di sviluppo del gigantesco paese asiatico.

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Ripartire dal lavoro

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di Stefano Barbieri* per Marx21.it

operaio muletto*direzione nazionale PdCI

Di quelli che sono gli effetti reali di questa Riforma del Lavoro, unita a quella precedente e pesantissima delle pensioni, abbiamo già parlato in altri articoli.

Certo è che, con la sua approvazione, si è compiuta la parabola discendente che ha abbracciato più di trent’anni all'insegna della garanzia della dignità del lavoro.

Nel merito di questa riforma rimando alla lettura di un pregevolissimo articolo precedentemente anche qui pubblicato di Piergiovanni Alleva (LINK), che centra perfettamente il cuore del problema.

Su questa partita, molti sono i soggetti che non hanno fatto la loro parte e non hanno esercitato il ruolo che imponeva la loro storia e la loro cultura, unita alla speranza dei milioni di ceti deboli che chiedevano e si aspettavano una risposta per fermare questo scempio, vista la situazione.

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Libia: elezioni, torture e business

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da “Atlas Alternatif” | Traduzione a cura di Marx21.it

libia elezioni bandieraAll'indomani delle elezioni legislative in Libia, i grandi media occidentali (LINK), interessati a dare la propria approvazione al nuovo regime politico imposto dalla NATO, hanno annunciato la vittoria dei liberali dell'Alleanza delle forze nazionali, sotto la direzione di Mahmoud Jibril, contrapposta ai Fratelli Musulmani del Partito per la giustizia e lo sviluppo di Mohamed Sawan nelle grandi città, e lo scacco degli autonomisti di Bengasi, scontenti della ripartizione dei seggi all'assemblea costituente, nel loro tentativo di far deragliare il voto (avevano distrutto l'ufficio della commissione elettorale a Adidabia e ordinato la chiusura delle raffinerie di petrolio di Sirte).

I Fratelli musulmani pagherebbero anche il prezzo della loro vicinanza a Seif-el-Islam Gheddafi (attualmente detenuto a Zeitan) dopo che egli aveva fatto liberare 150 di loro nel 2003 (essi avevano boicottato la conferenza dell'opposizione a Londra nel 2005 LINK, che aveva fatto appello al rovesciamento del regime), come pure dei loro legami troppo visibili con i Qatar.

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Il pozzo afghano senza fondo

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto del 10 luglio 2012

clinton karzai«È meraviglioso udire gli uccelli che salutano col loro canto questa bella giornata qui a Kabul»: sono le romantiche parole con cui Hillary Clinton ha aperto la cerimonia ufficiale tra gli alberi del blindatissimo palazzo presidenziale nella capitale afghana. Mentre parlava, altri uccelli con la coda a stelle e strisce volavano nei cieli afghani: i caccia F/A 18 che, decollati dalla portaerei Stennis nel Mare Arabico, volteggiano sull’Afghanistan. Scelta la preda, la attaccano con missili e bombe a guida laser e la mitragliano col cannone da 20 mm, che a ogni raffica spara 200 proiettili a uranio impoverito. 

Questi e altri aerei, il cui prezzo supera i 100 milioni di dollari, costano 20mila dollari per ogni ora di volo: dato che ogni missione dura circa otto ore, essa comporta una spesa di oltre 150mila dollari, cui si aggiunge quella delle armi impiegate. E l’anno scorso, secondo le cifre ufficiali, gli aerei Usa/Nato hanno effettuato 35mila missioni di attacco sull’Afghanistan. Non stupisce quindi che solo gli Stati uniti abbiano speso finora, per questa guerra, circa 550 miliardi di dollari. Un pozzo senza fondo, che continuerà a inghiottire miliardi di dollari ed euro. 

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BCE/PBOC: differenti modi di intendere l'accumulazione di capitale

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di Pasquale Cicalese per Marx21.it

china-mapAlcuni mesi fa, Mario Draghi, Presidente della Banca Centrale Europea, confidò che la prima lettura mattiniera è dedicata agli andamenti borsistici. Se ne ricava l’approccio tipicamente occidentale dell’analisi degli affari economici, che rimanda alle modalità tipiche di Alan Greenspan, per un ventennio governatore della Riserva Federale statunitense.

Sempre alcuni mesi fa, in un report pubblicato dalla People’s Bank of China (Pboc), la dirigenza finanziaria cinese, guidata da quell’autentico genio della moneta che risponde al nome di Zhou Xiaochuan, informava che alla base della propria strategia di politica monetaria vi è l’analisi della bilancia delle partite correnti, cioè il flusso/deflusso di merci, servizi e conto capitale.

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Ecuador: un esempio per l'America Latina

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di João Ferreira, parlamentare europeo del Partito Comunista Portoghese | da Avante.pt

rafael correaUna delegazione del Parlamento Europeo si è recata recentemente in Ecuador. Gli obiettivi: approfondire la conoscenza della realtà politica, economica e sociale ecuadoriana e discutere gli aspetti della relazione tra questo paese della cordigliera andina e l'Unione Europea.

Il coraggioso rifiuto da parte dell'Ecuador, nel 2009, di un accordo di libero commercio con l'UE ha scosso gli interessi economici e finanziari che sono abituati a beneficiare della liberalizzazione del commercio e anche i loro rappresentanti politici. Questo è stato uno dei temi caratterizzanti la visita. Ma l'agenda della delegazione, che includeva riunioni con diversi membri del governo ecuadoriano e con lo stesso presidente Rafael Correa, non si è limitata alle questioni commerciali.

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