Il voto sull'Ungheria

Il voto sull'Ungheria

di Ângelo Alves

Il voto sulla relazione del Parlamento europeo (PE) sull'Ungheria è stata un vergognosa ipocrita manovra per giustificare le responsabilità dell'Unione europea (UE) nel calpestare la democrazia e la sovranità e nella crescita del razzismo, della xenofobia e delle forze di…

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La questione dell'immigrazione

La questione dell'immigrazione

di Alessandro Pascale

Quello che segue è un tentativo di ragionare sulla questione migratoria. Non si pretende di essere esaustivi ma di affrontare nel merito un tema su cui le sinistre hanno finora mostrato un'incapacità diffusa nella propria elaborazione e proposta politica.

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Tutti gli Stati protagonisti della guerra per procura alla Siria (con divisione dei ruoli)

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di Iyad Khudertraduzione a cura di M.C.

Secondo rapporti usciti anche sulla stampa statunitense, esponenti dell’amministrazione statunitense hanno dichiarato che gli Stati Uniti, avendo riconosciuto di non potersi permettere un’azione militare diretta contro la Siria, hanno deciso di scegliere una modalità bellica alternativa: una guerra per procura, grazie a gruppi salafisti/jihadisti/islamisti e a mercenari. Diversi altri attori, mediorientali e occidentali, giocano ruoli precisi in questo scenario:

- Turchia e Libano del Nord (Tripoli e Akkar): offrono ospitalità a combattenti, servizi logistici e contrabbando di armi, spie e  uomini; inoltre ospitano le famiglie dei combattenti siriani come rifugiati e le utilizzano presso i media;

- Qatar: finanzia sia l’approvvigionamento in armi che la disinformazione attraverso la sua tivù satellitare Al-Jazeera e altri canali (Al Jadeed in Libano, On Tv in Egitto, Orient Tv ospitata in Egitto e in altri paesi)

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Comunisti portoghesi in festa!

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di Francesco Maringiò, Responsabile Relazioni Internazionali PdCI | da www.oltre-confine.it

festadoavante2012 pdciReport dalla Festa do Avante di Lisbona, organizzata dal Partito Comunista Portoghese

La Festa do Avante ha richiamato anche quest’anno centinaia di migliaia di cittadini portoghesi ed una nutrita presenza di delegazioni internazionali, tra questi il Partito dei Comunisti Italiani. Organizzata dal Partito Comunista Portoghese, ha visto la partecipazione di più di 300 mila persone nei tre giorni di spettacoli, dibattiti, eventi sportivi e culturali e, soprattutto, politici con il grande comizio di chiusura che, ad oggi, è uno degli eventi più grandi e partecipati del Portogallo. Quest’anno (7-9 Settembre 2012) la Festa è caduta in un momento molto delicato per il paese segnato da una pesante crisi ed ha rappresentato un momento importante di organizzazione e lotta, all’insegna della parola d’ordine del cambiamento.

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L’Alcoa vola via sull’F-35

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto del 18 settembre 2012

alcoa operai romaNe è passato di tempo da quando gli operai avevano di fronte il padrone delle ferriere. Lo ignorano però i politici e sindacalisti che trattano la vicenda Alcoa solo come vertenza di lavoro, tacendo sulla reale identità della controparte. Che cos’è l’Aluminum Company of America? 

Nata nel 1888 a Pittsburgh, è oggi leader mondiale nell’estrazione e raffinazione della bauxite e nella fabbricazione di alluminio e prodotti derivati. Gli Stati uniti hanno però poca bauxite, i cui giacimenti si concentrano in Sudamerica, Africa, Russia, Cina, Sud-Est asiatico e Australia. L’Alcoa ha quindi sempre cercato di accaparrarsi la materia prima, ovunque e comunque. La sua storia è perciò intessuta con quella dell’imperialismo Usa. 

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Isole Diaoyu: il peso della storia tra Cina e Giappone

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

diaoyu protesteQuello che il Giappone ha fatto mostra che intende negare i risultati della prima guerra mondiale anti-fascista e costituisce una grave sfida all'ordine internazionale uscito dal dopoguerra un editoriale di Wu Liming, apparso l'11 settembre su Xinhua, ha così commentato la decisione del governo giapponese del 10 settembre scorso di procedere all'acquisto di tre delle cinque principali isole Senkaku (Diaoyu per i cinesi) con una operazione dal valore di 20,5 miliardi di yen. 

Per Pechino la questione legata alla sovranità delle isole situate a nord-ovest di Taiwan porta tutto il peso della storia e richiama un secolo di umiliazioni e concessioni subite con la forza delle armi. Nello stesso articolo possiamo, infatti, leggere:  “Sono ormai lontani i giorni in cui la nazione cinese stata oggetto di bullismo e umiliazione da parte degli altri. La questione della sovranità sulle Isole Diaoyu riguarda l'integrità territoriale e la dignità nazionale, non c'è spazio per fare una concessione"

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I comunisti giapponesi si oppongono all’austerity made in Japan: sacrifici per i lavoratori, esenzioni fiscali e salvataggi per le grandi imprese

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di A.C. | da solidarite-internationale-pcf.over-blog.net

Yoshihiko-Noda 2185173btraduzione dal francese di Massimo Marcori per Marx21.it

Maggiori imposte per la popolazione, e nuove esenzioni per le grandi imprese, è la ricetta adottata dal governo giapponese di centro-sinistra per fronteggiare la “crisi” di un debito che raggiunge ormai il 230% del PIL.

Il primo ministro Yoshihiko Noda ha minacciato la cessazione dei pagamenti per far approvare in giugno alla Dieta, poi il 10 agosto alla Camera dei Pari, il progetto di legge sull’aumento dell’IVA. Una legge votata dalla maggioranza del Partito Democratico (centro-sinistra) e dall’opposizione di destra del Partito Liberale. Solo i nove deputati comunisti, seguiti da dissidenti del Partito Democratico, hanno votato in blocco contro il progetto di legge.

La legge prevede il raddoppio della tassa sui consumi (IVA), che passerebbe dall’attuale 5% all’8% nel 2014, e infine al 10% nel 2015.

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Sui fatti di queste ore nei paesi islamici

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dichiarazione di Maurizio Musolino, Coordinatore Dipartimento Esteri PdCI

libia proteste usaQuello che sta accadendo in queste ore in molti paesi islamici ancora una volta sorprende il mondo, le immagini ci mostrano folle inferocite che assaltano i simboli dell'occidente, dalle ambasciate ai ristoranti, il tutto in nome di un islam estremista e totalizzante. Verrebbe da dire “chi è causa del proprio mal... pianga se stesso”, ma la responsabilità che ci ha sempre distinti ci impone altro. Innanzitutto la presa di distanza da quest'ondata di ira che solo apparentemente nasce dallo sdegno verso il brutto film fatto da un ambiguo personaggio sul mondo musulmano. In discussione c'è ben altro. Da una parte riemerge una competizione, mai sopita, fra varie frangie dell'islam politico sunnita. I gruppi salafiti, quelli legati a doppio filo con l'Arabia Saudita (che molti indicano come contigui ad Al Qaida) si vedono emarginare in favore di quell'islam moderato legato al Qatar e alla Turchia, tanto caro agli Usa.

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Capriles, un neoliberale mascherato da progressista

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di Federico La Mattina

capriles-encuestasIl 7 ottobre, la data delle elezioni presidenziali in Venezuela, si avvicina.  Anche se vi sono sette candidati, le elezioni si configurano all’interno di uno scontro bipolare tra Hugo Chavez (supportato dal Gran Polo Patriótico) e Henrique Capriles Radonski (supportato dalla coalizione Mesa de la Unidad Democrática).

Capriles viene presentato dai media come un progressista di sinistra che si oppone allo strapotere chavista. Questo è il mainstream ed è anche come in effetti si presenta il candidato del MUD. Ha addirittura dichiarato di ispirarsi alle politiche di Lula (peccato che Lula abbia dichiarato di sostenere fermamente Chavez [1] ). In realtà Capriles di sinistra non ha proprio nulla.  Appartenente ad una ricchissima famiglia venezuelana, si forma nel COPEI ( partito di centro-destra democristiano), fonda successivamente “Primero Justicia”, un partito centrista liberale).  Romain Migus (sociologo e giornalista francese che vive in Venezuela) ha definito  “idéologiquement très libéral” la candidatura di Capriles, mostrando i punti programmatici della sua candidatura [2].

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Il Gruppo di Lavoro degli Incontri Internazionali dei Partiti Comunisti e Operai si è riunito a Lisbona

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Nota dell'Ufficio Stampa del Partito Comunista Portoghese | da www.pcp.pt

red-flagsTraduzione di Mauro Gemma

Questo incontro del GL - che è stato ospitato dal Partito Comunista Portoghese - ha visto la partecipazione di tutti i partiti membri e da altri che, sebbene non facciano parte del GL, sono comunque coinvolti nel processo degli IIPCO [tra questi, era presente il Partito dei Comunisti Italiani. ndt]

Il 14° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai si svolgerà dal 23 al 25 novembre 2012 a Beirut, in Libano, sul tema “Rafforzare le lotte contro la scalata aggressiva imperialista, per la realizzazione dei diritti e le aspirazioni socio-economiche democratiche dei popoli, per il socialismo”.
  

Il Gruppo di Lavoro degli Incontri dei Partiti Comunisti e Operai si è riunito il 10 settembre a Lisbona, in occasione della 36° Festa di Avante, in preparazione del 14° Incontro che si realizzerà a Beirut, in Libano, dal 23 al 25 novembre 2012, ospitato dal Partito Comunista Libanese sul tema “Rafforzare le lotte contro la scalata aggressiva imperialista, per la realizzazione dei diritti e le aspirazioni socio-economiche democratiche dei popoli, per il socialismo”.

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Complessità della linea dei comunisti italiani in questa fase

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di Fausto Sorini, segreteria nazionale PdCI | da www.comunisti-italiani.it

referendum lavoroL’idea che il PdCI e il suo segretario stiano prospettando una partecipazione del PdCI ad un nuovo governo di centro-sinistra è priva di ogni fondamento, congressuale e post-congressuale, ed è una rappresentazione caricaturale e distorta della posizione dei comunisti italiani. Il PdCI ha operato e opera in primo luogo, sul piano della tattica elettorale (perchè di questo si tratta..) per la formazione di una lista unitaria di sinistra imperniata su FdS, Sel e IDV, su una linea programmatica alternativa a quella espressa dal governo Monti. Ma la formazione di una lista di questa natura, simile a quella che si è costituita in Sicilia, non dipende solo da noi, non è affatto scontata e anzi le posizioni di Vendola, pur criticate all’interno di Sel, possono portare al contrario ad un accordo elettorale PD-Sel (tutt’altro che improbabile). Mentre del tutto incerto è l’esito delle forti contraddizioni interne che oggi attraversano l’IDV e il suo definitivo posizionamento politico ed elettorale.

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America Latina - Cina L'asse della speranza

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da www.socialistaction.net | traduzione di Davide Busetto per Marx21.it

cina americalatinaGli sviluppi degni di attenzione nella scena mondiale attuale, dal punto di vista dell’avanzata del socialismo, si sono verificati in America Latina e in Cina.

In America Latina alcune forze politiche, cercando di costruire il socialismo, si sono sviluppate parallelamente alla crescita elettorale della sinistra in quasi tutto il continente. In Venezuela è in corso una battaglia aperta per stabilizzare il secondo regime socialista in America Latina, dopo Cuba. Per più di un decennio il programma socialista è stato sostenuto dalla maggioranza della popolazione del Venezuela, nonostante  la ferma opposizione  degli USA e dei suoi alleati. Dall’elezione di Chavez nel 1999, attraverso la sconfitta del golpe della destra nel 2002, allo sventato sabotaggio dell’industria petrolifera del Venezuela da parte della dirigenza nello stesso anno, alle successive vittorie elettorali di Chavez: questo è il movimento progressista più duraturo in Venezuela (13 anni). La lotta socialista ormai esplicita in Venezuela ha interagito con altri movimenti di sinistra in America Latina per influenzare la situazione dell’intero continente.

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Contro la guerra sempre! Giu' le mani dalla Siria!

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syria bandieraGIOVEDI’ 20 SETTEMBRE ore 18
PRESIDIO-MANIFESTAZIONE
in PIAZZA FONTANA


E’ in atto una grande campagna di disinformazione fondata su menzogne per farci accettare la partecipazione dell’Italia ad una aggressione criminale contro un Paese sovrano come la Siria.

Le potenze della NATO (Italia compresa) alleate alla monarchia dell’ Arabia Saudita e del Qatar, stanno cercando per motivi economici e geopolitici di ridisegnare la mappa del Medio Oriente, questo non ha niente a che fare con la “democratizzazione” come ci insegna la situazione in cui si trovano Afghanistan, Iraq, Libia, dove ora regna povertà e violenza, una grande parte della popolazione è morta o rimasta ferita sotto le bombe, e tutto questo per arricchire alcuni Paesi dell’occidente come durante il vecchio colonialismo.

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Siria, i conti di una guerra sporca

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di Luis Carapinha, “Avante”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

civil-war-syriaTraduzione a cura di Marx21.it

“La guerra “senza quartiere” contro Damasco, l'ossessione di rovesciare il “regime” di Bashar al-Assad non fanno dimenticare per un solo minuto l'eredità di decenni di Siria post-coloniale, baluardo della resistenza araba antimperialista e della solidarietà con la causa della Palestina, nonostante le vicissitudini di un percorso liberatore non lineare. Calpestare e sotterrare la bandiera emancipatrice del patriottismo e della dignità arabi, attentando contro la sovranità e l'integrità territoriale siriane, è compito vitale per gli aggressori (...) La resistenza patriottica siriana è un esempio di coraggio e dignità che merita la più ampia solidarietà. E il Vertice dei Non Allineati che si è concluso a Teheran, nonostante gli elementi contraddittori che contiene, è un importante segnale di speranza per i popoli.”

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Pluto Longare Vicenza alle guerre in Africa

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di Antonio Mazzeo | da antoniomazzeoblog.blogspot.it

site plutoPer decenni è stata la punta avanzata della follia strategica Usa e Nato che ritenevano possibile una guerra nucleare “limitata” per contenere l’avanzata delle truppe sovietiche nel nord-est d’Italia. A Site Pluto, installazione militare top secret, occultata tra le caverne carsiche e i boschi del comune di Longare (Vicenza) sono state immagazzinate le testate nucleari del tipo W-79 con una potenza tra i 5 e i 10 kiloton e W-82 da 2 kiloton, destinate agli obici a corto raggio M-109 e M-110 dell’esercito Usa e ai missili Nike Hercules della vicina base dell’Aeronautica italiana di San Rocco. Poi Longare è caduta in sonno per risvegliarsi all’alba delle nuove campagne militari del Pentagono in terra d’Africa. Adesso che i lavori di costruzione della megainstallazione della 173^ Brigata aviotrasportata volgono al termine nell’ex aeroporto Dal Molin e il comando di US Army Africa è pienamente operativo, servono nuovi poligoni per addestrare i reparti di Vicenza. E Site Pluto, con chissà quante altre aree demaniali in Veneto e Friuli, è pronto a fare la sua parte.

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La festa del Partito Comunista Austriaco. Dibattiti, musica e solidarietà

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di Lorenzo Battisti per Marx21.it

volksstimmefest

Chiunque sia stato a Vienna ha sicuramente visitato il Prater e la sua ruota da cui si può vedere la città dall’alto. Ogni anno una parte di questo enorme parco incastonato nel cuore di Vienna si tinge di rosso e viene popolata fino a notte fonda. Il primo fine settimana di settembre infatti qui si tiene la festa del Volksstimme, la rivista del Partito Comunista Austriaco (Kpoe).

Quest’anno Vienna è stata colpita da una forte ondata di maltempo, che ha portato pioggia per tutta la prima giornata della festa. Ma questo non ha fermato tanti viennesi dal partecipare alla festa, dal visitare gli stand e dal discutere con i militanti del Kpoe.

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Colombia: accordo generale per porre fine al conflitto e costruire una pace stabile e duratura

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da www.nuovacolombia.net

Colombian flagI delegati del Governo della Repubblica della Colombia (Governo Nazionale) e delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia-Esercito del Popolo (FARC-EP): come risultato dell’Incontro Esplorativo che ha avuto luogo all’Avana, Cuba, tra il 23 febbraio e il 26 agosto 2012, e che ha contato sulla partecipazione del Governo della Repubblica di Cuba e del Governo della Norvegia come garanti, e con l’appoggio del Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela come facilitatore logistico ed accompagnante;

con la decisione mutua di porre fine al conflitto come condizione essenziale alla costruzione di una pace stabile e duratura, ascoltando il clamore della popolazione per la pace e riconoscendo che: 

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Zimbabwe: il governo di unità nazionale alla prova dell' “indigenizzazione”

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da Atlas Alternatif | Traduzione a cura di Marx21.it

mugabeLa conferenza di Ginevra sulla Siria del 1 luglio (LINK) è sfociata in una proposta che ricorda la formula della riconciliazione applicata da qualche anno (con gli auspici del Sud Africa) allo Zimbabwe: far coabitare in un governo di unità nazionale l'opposizione sostenuta dagli Occidentali e il partito del presidente uscente – anche se con ambiguità nell'interpretazione tra la Francia (LINK) e la Russia (LINK) sulla questione di sapere se il presidente debba o meno lasciare il potere, ambiguità che non esiste nello Zimbabwe.

Nello stesso momento, nello Zimbabwe, la “coabitazione” tra filo-occidentali (Movimento per il cambiamento democratico – MDC) e antimperialisti filo-Mugabe (ZANU-PF) è messa a dura prova dal progetto di nazionalizzazione delle banche lanciato dall'entourage del presidente Mugabe.

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L’ultimo rapporto della Commissione CoI sulla Siria trae conclusioni senza vere prove

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di Marinella Correggia | da www.sibialiria.org

pillayL’ultimo rapporto della Commissione CoI (su mandato del Consiglio dei diritti umani) sulla Siria trae conclusioni senza vere prove, sulla base di testimonianze di una sola frazione della popolazione siriana

Una soluzione negoziale alla tragedia siriana a partire dal  cessate il fuoco è necessaria affinché abbia fine il bagno di sangue e il popolo siriano si possa esprimere sul proprio futuro in pace e senza ingerenze.

Ma i piani di pace sono stati boicottati dalla partecipazione militare indiretta al conflitto da parte di potenze esterne, sotto forma di appoggio in armi, denaro, consiglieri militari, combattenti alle opposizioni armate nella loro lotta per il potere.

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Plutone riemerge dagli inferi

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto del 4 settembre 2012

pluto vicenza«Site Pluto» (sito Plutone) era, durante la guerra fredda, il maggiore deposito di armi nucleari dello U.S. Army in Italia. Nei suoi sotterranei, all’interno di una collina a Longare (Vicenza), si tenevano oltre 200 ordigni nucleari «tattici»: missili a corto raggio, proiettili di artiglieria e mine da demolizione. Pronti a scatenare l’inferno nucleare sul territorio italiano.

Dismesso ufficialmente nel 1992 come deposito, il sito è stato in parte adibito a comunicazioni satellitari. È andato, cioè, quasi in letargo. Ora però Plutone si sta risvegliando, pronto a riassumere la sua piena funzione bellica. Sono in corso lavori all’interno del suo perimetro recintato e presidiato. Il progetto prevede la costruzione di un edificio di 5mila m2, in cui saranno addestrati con tecnologie d’avanguardia i soldati Usa, soprattutto quelli della 173a brigata di stanza a Vicenza.

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La Francia e la sua politica estera in panne

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di Thierry Meyssan | da www.megachip.info

fetus-hollande«Sotto i nostri occhi», cronaca di politica internazionale n°6

Il nuovo presidente francese, François Hollande, ha esposto la sua visione delle relazioni internazionali e della politica estera del suo paese in occasione della XX conferenza degli ambasciatori di Francia. Il suo discorso era assai atteso, poiché non si era mai espresso su questi temi, essendo la sua esperienza limitata alla direzione del partito socialista e alle questioni di politica interna.

Inaspettatamente, ha presentato una sintesi tra due correnti del suo partito. Da un lato, gli opportunisti filo-USA raccolti intorno all'ex ministro degli Esteri Hubert Védrine. Dall'altro, gli ideologi completamente atlantisti e totalmente sionisti che si raccolgono intorno all’attuale ministro delle Finanze, Pierre Moscovici.

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Siria : cronaca pessimista di una guerra annunciata

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di Sergio Ricaldone, Comitato Centrale PdCI 

obama presidentIl piano imperialista euroamericano di potere proclamare in Siria la rapida vittoria di una nuova “primavera araba”, prima di azzardare il più impegnativo scontro militare con l’Iran, sta entrando nella fase critica.   La prima delle due ipotesi iniziali - abbattere il governo di Bashar al Assad con le rivolte popolari, fomentate da agenti turchi e britannici - è sfumata rapidamente.  La seconda - iniziare una guerra per procura con truppe mercenarie (come a Bengasi) e vincerla sul campo di battaglia - si sta dimostrando assai più difficile del previsto.    Ecco  allora rispuntare, evocata da Barack Obama, la logora, sputtanata ipotesi di un intervento militare diretto per evitare che il fantomatico arsenale di armi chimiche e biologiche di Bashar al Assad venga usato contro il popolo siriano.   Suppongo che Saddam Hussein si starà rivoltando nella tomba.

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