In Sudafrica la riunione prepratoria del X Vertice dei BRICS

In Sudafrica la riunione prepratoria del X Vertice dei BRICS

di Carlos Lopes Pereira

Il 10 ° Vertice dei BRICS si svolgerà a Johannesburg dal 25 al 27 luglio, quando il Sudafrica assumerà la presidenza annuale di questo gruppo ...

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In migliaia marciano per la pace a Cipro

In migliaia marciano per la pace a Cipro

da avante.pt

Migliaia di ciprioti greci e ciprioti turchi hanno preso parte alla marcia della pace pan-cipriota organizzata dal Consiglio di pace di Cipro, che ha espresso la richiesta di pace a Cipro e nel mondo.

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La Cina respinge le minacce di Trump sui dazi

La Cina respinge le minacce di Trump sui dazi

di Resistência

Un portavoce del Ministero del commercio cinese ha rilasciato il 19 giugno un comunicato sulle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rilasciate il giorno prima.

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I paesi del BRICS sfidano l'ordine mondiale

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di Melkulangara Bhadrakumar, strategic-culture.org | da http://www.comedonchisciotte.org
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di Roberta Papaleo

brics meetingIl BRICS [acronimo usato per riferirsi a Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica – ndt] è stato un pugno in un occhio per i paesi sviluppati sin dal suo inizio. Il senso di irritabilità sta ora facendo strada ad un'inquietudine che sfiora l'ostilità. È estremamente urgente che il BRICS ottenga una sede ed un nome. 

In realtà, dal summit di Nuova Delhi non è emerso nulla di esaltante. Tuttavia, nuove tendenze annunciano una potenziale impennata del BRICS. E questo rende inquieto il mondo sviluppato. In parole povere, come ricorda la Dichiarazione di Delhi dei paesi del BRICS, si tratta di una “piattaforma per il dialogo e la cooperazione tra i paesi che rappresentano il 43% della popolazione mondiale” in un mondo multi-polare. Questo già dice molto.

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Siria. Notizie (e manipolazioni) sulle diverse stime dei morti. E reportage di religiosi

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di Marinella Correggia | da http://www.sibialiria.org

siria marciafunebreSulla triste conta dei morti in Siria il punto continua a essere “chi uccide chi” e “chi dice cosa”. La narrazione dei media è a senso unico. Ecco come la Reuters (importantissima agenzia stampa, le cui “notizie” sono riprese senza verifiche da moltissimi altri media) manipola le stesse fonti dell’Onu che già attingono da fonti di parte, come l’opposizione, i rifugiati all’estero, i “disertori”.


Reuters: metti in bocca all’Onu un frase e farà il giro del mondo
Il 27 marzo, l’inviato Onu per il Medio Oriente Robert Serry riferiva al Consiglio di Sicurezza che secondo “fonti credibili” (mai precisate) novemila persone sarebbero state uccise nelle violenze dall’inizio della crisi. Non indicava i responsabili. (Settimane prima il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon parlava di ottomila vittime. Intanto i Comitati di coordinamento locale, organo dell’opposizione, parlano di undicimila morti e ovviamente li imputano tutti al regime).

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Riforma del lavoro e riforma delle pensioni: il massacro sociale è compiuto

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di Stefano Barbieri, direzione nazionale PdCI

monti fornero parlamentoSiamo arrivati al dunque. Lo avevamo previsto ed è puntualmente accaduto.
 

Prima il Governo Monti ha attuato una controriforma delle pensioni pesantissima, promettendo agli italiani che avrebbe agito con equità, che avrebbe eliminato i privilegi, che non avrebbe fatto cassa con le pensioni, che avrebbe cercato soluzioni in favore delle donne e dei giovani. Niente di tutto questo è accaduto. La riforma previdenziale Monti-Fornero è disastrosamente iniqua, manca di qualsiasi gradualità, è stata fatta solo per fare cassa e colpisce pesantemente i diritti delle donne, dei giovani, dei lavoratori e dei pensionati. Solo così si può definire una riforma che ha aumentato di colpo l'età pensionabile delle lavoratrici di 5, 6, ed anche 7 anni, ha peggiorato notevolmente i requisiti per il diritto alla pensione per coloro che stanno nel sistema contributivo costringendo di fatto i giovani, i lavoratori precari e le donne a lavorare fino a 70 anni e più, ha abolito il sistema delle quote per la pensione di anzianità, ha aumentato il requisito dei 40 anni di contribuzione per il diritto alla pensione, indipendentemente dall'età anagrafica, non ha previsto alcuna tutela per coloro che sono stati licenziati e che sono attualmente disoccupati, ha di fatto vanificato la normativa sui lavori usuranti.

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La CGIL che vogliamo sulle modifiche all'articolo 18

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Dichiarazione di Gianni Rinaldini, coord.naz.La CGIL che Vogliamo


ARTICOLO 18. IL REINTEGRO DALLA REGOLA ALL'ECCEZIONE.
CONFERMATE E RAFFORZATE LE MOTIVAZIONI DELLO SCIOPERO GENERALE.


la cgil che vogliamo logo

In questo Paese,dalla legge 300 in poi, se un lavoratore viene licenziato illegittimamente viene reintegrato nel suo posto di lavoro con sentenza del giudice.
 

Questa la regola semplice, di facile comprensione,persino elementare nella sua evidenza.
 

Con un provvedimento abile per la sua stessa farraginosità il Governo trasforma quella che era una regola universale in un artificio in virtù del quale il risarcimento economico diventa la regola fondamentale e il reintegro nel posto di lavoro l'eccezione.

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Intervista a Oliviero Diliberto

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di Francesco Bianco | da http://catania.blogsicilia.it

diliberto-23 aprile 2012 - Il segretario nazionale del Pdci-Fds, grazie al supporto del suo ufficio stampa, ci ha rilasciato una ’corposissima’ intervista a tutto tondo sulle questioni ’economico-politiche’ nazionali, sul Governo Monti ma anche su quanto sta avvenendo in Sicilia. Secondo l’esponente di Sinistra sono ”inaccettabili le relazioni pericolose” del Governatore Lombardo, “l’elettore medio del Pd siciliano è quantomeno spaesato” e in vista delle elezioni di Palermo, dice “Stiamo con Orlando!”.

Quale è ad oggi la fotografia del Paese?

“Cupa, senza luce. Contrariamente a ciò che dice qualcuno autorevolissimo, nel Paese c’è esasperazione per una situazione che peggiora ogni giorno. Gli italiani non mangiano lo spread, vedono ogni giorno crescere l’incertezza per il loro posto di lavoro, il potere d’acquisto si è ridotto spaventosamente in pochi mesi. L’Italia è in recessione, non c’è fiducia nel futuro. Cresce l’insofferenza per una politica che non sa dare risposte e getta in crisi il concetto stesso di democrazia. Una situazione esplosiva”.

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Il XX Congresso del Partito Comunista dell'India (Marxista)

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da http://solidarite-internationale-pcf.over-blog.net/
Traduzione dal francese a cura di Massimo Marcori per Marx21.it

india scioperogeneraleAll’ordine del giorno la costruzione dell’alternativa al Partito del Congresso e alla sua opposizione di destra

Il Partito Comunista dell’India (Marxista), con quasi un milione di iscritti, incarna in India il partito di massa e di classe, una tradizione di lotte in particolare al fianco degli strati contadini e di gestione alternativa, con il modello proposto negli “stati rossi” del Kerala e del Bengala Occidentale, isole di sviluppo sociale in un oceano di povertà.
 

Il PC dell’India (Marxista) prepara da settembre 2011, con conferenze locali e regionali, il suo XX congresso nazionale previsto nella settimana dal 4 al 9 aprile 2012. Il Comitato centrale ha approvato la risoluzione che servirà come base di discussione ai congressisti.

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Le ali bipartisan dell’F-35

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto

f35Sul caccia F-35, in parlamento, «il ministro Di Paola ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco»: lo assicura Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della pace. Il ministro della difesa ha dovuto dunque piegare la testa di fronte a una maggioranza parlamentare, che decide di ridurre il numero dei caccia? Dagli atti parlamentari risulta esattamente l’opposto. 
 

Di Paola è andato in parlamento ad annunciare la decisione, già presa dal governo Monti, di «ricalibrare» l’acquisto degli F-35, da 131 a 90. A questi si aggiungeranno 90 Eurofighter: in tal modo l’Italia disporrà di 180 cacciabombardieri «molto più performanti». In altre parole, molto più distruttivi dei Tornado usati un anno fa per bombardare la Libia. Più che sufficienti ad assicurare la capacità di proiezione del «potere aereo», uno dei cardini del concetto strategico pentagoniano enunciato da Di Paola nel 2005. 

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Il necessario riposizionamento della sinistra di classe tra legge elettorale e Articolo 18

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di Domenico Moro

cgil circomassimoRICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO COME CONTRIBUTO ALLA DISCUSSIONE
 

1. Dieci anni di arretramenti
 

Dieci anni fa al Circo Massimo, contro l’abolizione dell’articolo 18, si tenne la più grande manifestazione sindacale, tre milioni di partecipanti secondo la CGIL, superata forse solamente dalla manifestazione del 2003 contro la guerra in Iraq. L’articolo 18 fu salvo, con grande entusiasmo a sinistra. Eppure, si trattò di una vittoria tattica, inserita in una sconfitta strategica per il movimento operaio, cioè in un peggioramento dei rapporti dei forza complessivi. Infatti, un anno dopo passò la Legge 30/2003 (Legge Biagi), che, bypassando l’articolo 18, abbassava drasticamente il livello di tutela dei lavoratori. Il grado di protezione del lavoro, già ridottosi con il Pacchetto Treu (varato dal Primo governo Prodi, sostenuto e partecipato anche dai comunisti) crollò al di sotto di quello di Francia e Germania.

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Cina: il piano di sviluppo economico e sociale per il 2012

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di Alberto Gabriele per Marx21.it

jintao cantiere1. Il 5 marzo il rapporto sulla realizzazione del Piano di sviluppo economico e sociale per il 2011 e la versione preliminare del piano di sviluppo economico e sociale per il 2012 sono stati presentati alla quinta sessione dell’11o congresso Nazionale del popolo. L’assemblea ha approvato entrambi i piani il 16 marzo.
 

Il rapporto sul Piano di sviluppo economico e sociale per il 2011 conferma in linea di massima cose gia’ note ( la realizzazione di importanti obiettivi, il continuo progresso in molte aree economico-sociali e la permanenza di vari problemi strutturali), ma contiene anche alcuni dati abbastanza nuovi e significativi.

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Lettonia: riabilitate e commemorate le SS e discriminata la minoranza russa

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da "Atlas Alternatif” | Traduzione a cura di Marx21.it
 

Nell'Assemblea generale dell'ONU, Stati Uniti e paesi UE votano contro una risoluzione, presentata dalla Russia, che condanna la glorificazione del nazismo.
 

lettonia nazisti

Venerdì 16 marzo (http://fr.rian.ru/) a Riga, i veterani della Legione Lettone della Waffen SS e i loro simpatizzanti che hanno, come tutti gli altri anni, deposto fiori davanti al Monumento della Libertà erano 1.500 secondo un'agenzia occidentale (http://www.rtbf.be/).
 

La Commissione Europea (http://stopnazism.wordpress.com/) ha condannato questa manifestazione come incompatibile con i valori dell'Unione.
 

Le manifestazioni dei veterani SS hanno un sostegno istituzionale forte in Lettonia. Nella primavera 2010, una corte amministrativa aveva annullato un'ordinanza del sindaco di Riga che proibiva la marcia, e persino il presidente del parlamento aveva preso posizione contro tale ordinanza.

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“Eroi partigiani”? i “nostri” alleati locali di cinque guerre in venti anni

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di Marinella Correggia | da http://www.sibialiria.org

taliban lanciarazziSono stati molti i dittatori filoccidentali appoggiati dagli Usa in nome dell’aurea regola “è un figlio di, ma è il nostrofiglio di”, come ebbe a dire il presidente Franklin Delano Roosevelt del dittatore nicaraguense Somoza.

Quando poi accade che l’Occidente debba rovesciare un regime (dittatoriale o meno) inviso da sempre o caduto in disgrazia, allora subentrano altri “nostri figli di puttana”: i presunti rivoluzionari locali. E’ successo più volte dal 1991. La tragedia è che mentre i dittatori filoccidentali erano odiati da quella galassia pacifista/movimentista/ong di persone impegnate contro la guerra, le ingiustizie internazionali e la violazione dei diritti umani, ebbene questa stessa galassia più volte ha preso lucciole per lanterne quanto ai locali “nemici dei dittatori”. Gli occidentali sono incapaci di fare rivoluzioni a casa loro; e tentano “rivoluzioni per procura”. Ma scelgono male. Prendono regolarmente per “partigiani della libertà” quelli che ben presto si rivelano un’accozzaglia del peggio. Non solo: si affidano agli stessi soggetti locali che sono sponsorizzati dall’Impero. Magari invocando giustificazioni per assurdo (della serie: “beh, se è dovuta intervenire la Natoper aiutare i ribelli in Libia, anche se sappiamo che la Natoha fini propri, i ribelli hanno i loro, è l’eterogenesi dei fini“).

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La fine del tempo indeterminato dopo la modifica dell’art. 18

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di Piergiorgio Desantis, giuslavorista

vendesi precari“Per il Governo la questione dell’articolo 18 è chiusa”, ha affermato Il Presidente del Consiglio Mario Monti a margine della conferenza stampa di presentazione della Riforma del mercato del lavoro. Le parole e i toni facevano intendere la fine di quest’ “incidente” della recente storia politica e sindacale italiana, che va sotto il nome di diritto alla reintegrazione per il lavoratore ingiustamente licenziato. Si torna, quindi, alle disposizioni del codice civile del 1942, che prevedono la possibilità di estinguere il rapporto lavorativo solo con la volontà di una delle parti, salvo l’obbligo di preavviso.

Si demolisce, in questo modo, il compromesso tra capitale e lavoro, alla luce del quale si è cercato di gestire le relazioni industriali in Italia da un cinquantennio a questa parte. Si resta sbigottiti dalla parificazione forzata tra la libertà imprenditoriale di muovere il capitale e la slavina che investe la vita, la libertà e la dignità umana del lavoratore.

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Difendere il popolo siriano

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di Angelo Alves*, Avante | Traduzione a cura di Marx21.it

esercito libero siriano*Angelo Alves è membro della Commissione Politica del Partito Comunista Portoghese
 

Lo scadere dell'anno dalle prime manifestazioni in Siria contro il governo di Bashar al-Assad è segnato da sviluppi, fatti e denunce che dicono molto su quanto è realmente in causa in quella che erroneamente viene chiamata “rivoluzione siriana”.
 

Secondo i rapporti di diversi mezzi di informazione alternativi sono arrivati nelle ultime settimane ad Amman (capitale della Giordania) da 600 a 1.000 appartenenti al “Gruppo Combattente Islamico in Libia” (l'organizzazione terrorista che si è alleata alla NATO nella guerra di Libia) ed è probabile che siano stati dislocati nella zona di frontiera con la Siria.

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Thatcher, Berlusconi... Monti di Manuela Palermi

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di Manuela Palermi | da www.comunisti-italiani.it

monti thatcherQualcuno ha scritto che Monti può essere paragonato a Margaret Tatchter. Credo che ci sia una buona dose di verità in quest’affermazione. Ma ho visto, negli occhi dei più giovani tra noi, una certa meraviglia. Ho capito che non conoscevano la brutta storia per cui all’inizio degli anni 80, durante il suo primo mandato, Margaret Tatcher dichiarò una guerra senza quartiere ai sindacati.


Ho voluto allora ripercorrerla velocemente, un po’ troppo sommariamente se volete, e forse sbagliando perché gli anni della Tachter in Inghilterra e poi nel mondo hanno cambiato radicalmente i rapporti di forza tra le classi. Ma la cosa impressionante, riandando con la mente a quegli anni, sono le analogie profonde con l’Italia di Berlusconi e soprattutto di Monti. 
 

C’erano allora in Inghilterra i grandi scioperi dei minatori. La crisi del petrolio del 1973 aveva determinato in Occidente, di fronte ad un keynesismo storicamente finito, il trionfo della reazione neoliberale. Aveva vinto una visione tecnica dell’economia in una forma tutta ideologizzata di intendere la realtà. Il controllo dell’inflazione e la riduzione dei costi si riducevano alla negazione della sfera pubblica (“l’impresa, quella privata, funziona benissimo, l’intervento dello Stato malissimo), mentre la deregolamentazione diveniva un obiettivo di primo piano.

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Editoriale newsletter n.3 del 26 marzo 2012

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a cura della Redazione di Marx21.it

fornero articolo18Siamo ad un giro di boa. Con la presentazione del Disegno di legge da parte del Governo sulla riforma del mercato del lavoro, che comprende le modifiche all’art.18, si apre una nuova delicatissima fase nel paese. Il ddl infatti sarà posto al vaglio della discussione parlamentare e sarà quindi suscettibile di modifiche e correzioni. Non del tutto però. Come ha precisato lo stesso Monti al forum di Cernobbio della Confcommercio, il Consiglio dei Ministri ha approvato il ddl con la formula “salvo intese” e questo significa che eventuali modifiche potranno essere fatte solo dal Governo e dal Quirinale. Certo, per ottenere il voto del Pd (oggi gravemente sotto pressione e dilaniato al suo interno da una discussione che sta polarizzando le sue anime interne), il Governo dovrà fare alcune concessioni ma la determinazione fin qui dimostrata non lascia sicuramente spazio ad illusioni di possibili marce indietro sostanziali. Ma le indiscrezioni delle cronache parlamentari già parlano, al di là delle schermaglie da campagna elettorale che si avvicina a grandi passi, di un sostanziale accordo sul “modello tedesco” (dove è il giudice a decidere il reintegro o la monetizzazione) che vedrebbe concordi Pd, Terzo Polo e Alfano, con forti malumori degli ex-An e di Sacconi.

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Libia, l'aurora che non arriva

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di Ren Yaqiu, “Quotidiano del Popolo” | Traduzione di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Libia 290x435A poco più di un anno di distanza dall'aggressione militare Nato alla Libia, vi presentiamo un articolo di Ren Yaqiu pubblicato il 19 marzo sul Quotidiano del Popolo [1]
La Libia che viene descritta nell'articolo è solo un'ombra di un Paese sovrano e unito. Messo economicamente in ginocchio e ancora sfregiato dai pesanti bombardamenti, è ora preda del separatismo e delle lotte tra bande armate. L'operazione bellica della “coalizione dei volenterosi” a guida statunitense – una operazione Nato sotto il discutibile ombrello Onu della risoluzione 1973 – si è rivelata come una applicazione da manuale di una strategia volta a cancellare l'integrità e l'indipendenza sostanziali di un Paese e a generare una cronica instabilità per meglio controllarlo e sfruttarne le risorse [2]. Questo articolo non va letto solo come utile reportage sulla Libia di oggi, ma anche alla luce di quanto accade in Siria e alla martellante campagna mediatica volta a giustificare l'ennesima esportazione di democrazia. L'autore fonda, infatti, sulla drammatica situazione di Tripoli il rifiuto cinese di ogni ulteriore intervento armato occidentale negli affari interni di un Paese sovrano. Una posizione che il governo di Pechino ha ribadito più volte e che ha accompagnato, in parallelo al veto in sede Onu, con una azione diplomatica volta alla riconciliazione in Siria tra governo e forze dell'opposizione legale e nazionale [3]. Siamo, quindi, in piena continuità con l'aperta critica alla nuova forma di “interventismo umanitario” occidentale espressa dalla Cina popolare all'indomani dell'intervento armato in Libia.

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Elezioni presidenziali in Venezuela: la cinica ignoranza dei media

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di Luis Carapinha, Avante | Traduzione a cura di Marx21.it

chavez pugnoIl Venezuela fa di nuovo notizia nella catena mediatica dominante. Il motivo del clamore non è, questa volta, il presunto aggravamento dello stato di salute del suo presidente che alcune fonti della “stampa libera” nordamericana e affini hanno assicurato essere molto grave, in pratica addirittura allo stadio terminale. No, alla fine tutto si riassume nella scelta del candidato oppositore che andrà a disputare con Chavez le presidenziali del prossimo 7 ottobre (accreditando il fatto che il presidente venezuelano, alla fine, sopravviverà alle prognosi mediche più demolitrici). L'eletto ci viene presentato come un energico giovane sulla soglia dei 40 anni, tutto rivolto al progresso e all'ineffabile democrazia, di nome Capriles Radonski, in realtà personaggio della destra locale. Tra i suoi meriti, si fa riferimento alla partecipazione entusiasta al fallito golpe fascista del 2002. La gioia diffusasi tra la borghesia con Capriles è comprensibile. Ancor più grande dell'enorme ignoranza sul percorso e la realtà del Venezuela è l'odio viscerale che la borghesia nutre verso la Rivoluzione Bolivariana e la figura del suo leader, il presidente Hugo Chavez.

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Miserie passate, presenti e future del paese Italia

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di Pasquale Cicalese per Marx21.it
 

monti marchionne italiaIl 22 marzo scorso Il Foglio di Giuliano Ferrara si caratterizzava per il giubileo del “comunista” Giorgio Napolitano, un “riformista” che appoggia in pieno la riforma dell’art. 18, una lode confermata dalla presa di posizione di Alfano a difesa del Capo dello Stato contro le polemiche della Cgil e della “sinistra radicale”.

Lo stesso giorno, l’Istat pubblicava i dati di febbraio del commercio extra-Ue. Cosa ne usciva fuori?

Intanto vi è un boom di esportazioni verso la Svizzera costituito prevalentemente da metalli, un eufemismo per non dire che da parecchi mesi a questa parte i possidenti italiani mandano tonnellate di oro in quel paese a difesa dei loro patrimoni e il tutto in un quadro di legittimità, essendo liberalizzata l’esportazione di capitali e valori. Oltre ai possidenti, un’altra categoria manda oro in quel paese e sono le banche, il che rivela lo stato di salute dell’apparato finanziario italiano, a cui è ormai precluso il mercato interbancario internazionale.

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Ricetta greca anche per l'Italia?

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di Nadia Schavecher

milano 170312 02Verso l’unità delle forze di sinistra: il PdCI organizza a Milano un importante incontro pubblico che dimostra che sulle questioni dirimenti del lavoro, del welfare, della redistribuzione del reddito l’unità tra le forze di sinistra e democratiche non è solo necessaria ma possibile

Nello storico Salone dell’Umanitaria di Milano, antico quartiere costruito dalla Società Umanitaria in via Solari, dove ancora si respira l’aria delle ormai quasi scomparse “case del popolo”, e dove i comunisti hanno ancora la sede avendo resistito più volte allo sfratto negli anni bui della destra padrona al Comune di Milano, i Comunisti Italiani hanno organizzato un incontro importante tra tutti i Partiti del Centrosinistra la FIOM e la CGIL riunendoli a discutere e confrontarsi sull’analisi della situazione e sul che fare:
 

Ricetta Greca anche per l’Italia? Come difendere il lavoro in tempo di crisi” questo il titolo che avvia un confronto non semplice ma cruciale in questa fase storica.

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Difendere l'articolo 18! Unire i comunisti e la sinistra!

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di Fosco Giannini, segreteria nazionale PdCI
 

articolo18Partiamo in modo insolito, per arrivare al punto. Domenica 18 marzo accompagno mia figlia (dieci anni e, purtroppo, tifosa competente e sfegatata dell’Inter) a Milano, per Inter-Atalanta. Prendiamo, da Ancona, il pulmann per lo stadio di San Siro. Mi aspetto quattro/cinque ore di discussioni sul calcio, su Milito, Ranieri, sulla Juve, sul Milan. Presuntuoso, mi preparo all’isolamento, mi attrezzo con libri e giornali. Invece, niente di tutto questo. Sin dalla partenza, a fianco dell’autista, si forma un gruppo di cinque/sei interisti. La discussione è sull’articolo 18, sull’attacco alle pensioni, sull’ICI sulla prima casa. Dopo mezz’ora il gruppo diventa di una ventina di persone, chi sedute, chi in piedi. Una piccola manifestazione politica. Durissimo, liquidatorio, il giudizio sul governo Monti. “Una vergogna”, viene giudicato il fatto di non aver messo la patrimoniale, di aver esentato i padroni. “ Paghiamo sempre noi”, dice l’autista. “ Ci vorrebbe uno sciopero di un mese”, afferma un tifoso salito a Pesaro, sciarpa neroazzurra attorno al collo, mani da operaio, da muratore...

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