La Francia verso la fascistizzazione?

La Francia verso la fascistizzazione?

da collectif-communiste-polex.org

C'è un argomento sul quale il presidente-monarca Macron non ha mentito con i francesi: è la sua volontà di trasformare in profondità la Francia, per realizzare a tutti i costi le "riforme", che gli detta la sua fede religiosa nei…

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Manifesto per la sovranità costituzionale - Intervista a Ugo Boghetta

Manifesto per la sovranità costituzionale - Intervista a Ugo Boghetta

Il 18 febbraio a Bologna sarà presentato il Manifesto per la sovranità costituzionale. 

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La Cina nega i colloqui con l'opposizione in Venezuela

La Cina nega i colloqui con l'opposizione in Venezuela

teleSUR / ML

Un portavoce del Ministero degli Esteri cinese ha condannato i media occidentali per la copertura della situazione in Venezuela.

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Italia

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di Jorge Cadima | da Avante”

berlusconi monti grillo bersaniTraduzione di Marx21.it

Proseguiamo il confronto sui risultati delle ultime elezioni politiche italiane, ospitando il commento apparso nel giornale del Partito Comunista Portoghese

Le elezioni in Italia sono state una sconfitta, seppur contraddittoria, dei piani dell'UE e del grande capitale finanziario internazionale. L'obiettivo elettorale era chiaro: proseguire le politiche di austerità, militarismo e federalismo del governo di Mario Monti, attraverso una coalizione con il cosiddetto “centro-sinistra” del Partito Democratico (PD). Le elezioni non gli hanno dato la maggioranza, né nel voto popolare, né in seggi al Senato.

La sconfitta di Monti non deve essere sottovalutata. Si tratta di un pesce grosso. Ex commissario europeo, ex presidente europeo della Trilateral, legato al gruppo Bilderberg e al gigante finanziario Goldman Sachs, Monti è arrivato alla guida del governo italiano, non per via elettorale, ma grazie a un golpe orchestrato nei centri di comando dell'UE, con un ruolo di rilievo del presidente della Repubblica, l'ex PCI Napolitano.

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E’ l’ 8 marzo, e non vi diciamo “scusate il disturbo”

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di Marica Guazzora, segreteria regionale PdCI Piemonte

legge-194-non-toccarlaQuante volte ci siamo dette che l’ultima parola sul corpo delle donne spetta a noi? Quante? Quanti cortei abbiamo fatto per stabilire questa semplice verità?. Eppure siamo ancora qui, come ogni 8 marzo a rimuginare se è una data-simbolo da commemorare, da festeggiare, da cancellare, da dimenticare? Le donne muoiono tra l’indifferenza generale, ogni tanto ci si sveglia da una specie di letargo e si lanciano petizioni, si raccolgono firme, mentre le donne continuano a morire per mano dei loro uomini, ex, uomini che si vogliono cancellare dalla propria vita ma che non si può, perché ti considerano di proprietà come i pantaloni che indossano. E assistiamo agli attacchi della chiesa alla legge 194, un vero e proprio assalto frontale perché a parole quasi tutti dicono di non volerla cancellare ma nei fatti viene quotidianamente messa in discussione con proposte medioevali e inquisitorie e dagli obiettori di coscienza che di fatto ne impediscono l’attuazione.

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L'UE contro i diritti delle donne

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di Inês Zuber* | da www.avante.pt

donna garofanoTraduzione di Marx21.it

Si commemora il Giorno Internazionale della Donna. Tocca a noi comuniste non far dimenticare che la commemorazione di questa giornata – proposta 103 anni fa da Clara Zetkin – è storicamente legata al movimento rivoluzionario, all'emancipazione delle donne lavoratrici nella lotta del proletariato contro lo sfruttamento capitalista. Una data che si è trasformata, con il passare degli anni, nella celebrazione simbolica delle lotte più ampie di tutte le donne per la loro emancipazione economica, sociale e politica. E tocca pure a noi, comunisti, non permettere che questo giorno sia strumentalizzato e manipolato per far dimenticare le politiche di destra, di sfruttamento capitalista, e i responsabili della promozione di tali politiche che, naturalmente, sempre usano questa ricorrenza per fingere la propria indignazione per le “inaccettabili” disuguaglianze tra uomini e donne, disuguaglianze che vengono quotidianamente riprodotte dalle politiche che costoro mettono in atto, difendono e impongono.

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Da giovedì 7 marzo in libreria "La lotta di classe", il nuovo libro di Domenico Losurdo

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losurdo lalottadiclasseda www.domenicolosurdo.blogspot.it

La crisi economica infuria e si discute sempre più del ritorno della lotta di classe. Ma siamo davvero sicuri che fosse scomparsa? La lotta di classe non è soltanto il conflitto tra classi proprietarie e lavoro dipendente. È anche «sfruttamento di una nazione da parte di un’altra», come denunciava Marx, e l’oppressione «del sesso femminile da parte di quello maschile», come scriveva Engels. Siamo dunque in presenza di tre diverse forme di lotta di classe, chiamate a modificare radicalmente la divisione del lavoro e i rapporti di sfruttamento e di oppressione che sussistono a livello internazionale, in un singolo paese e nell’ambito della famiglia. A fronte dei colossali sconvolgimenti che hanno contrassegnato il passaggio dal XX al XXI secolo, la teoria della lotta di classe si rivela oggi più vitale che mai a condizione che non diventi facile populismo che tutto riduce allo scontro tra ‘umili’ e ‘potenti’, ignorando proprio la molteplicità delle forme del conflitto sociale.

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INFLUENCER. La politica ai tempi del web e il ruolo futuro del Partito comunista

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di Anna Migliaccio, Comitato regionale PdCI Lombardia

falcemartello stilizzata 2Riceviamo e volentieri pubblichiamo come contributo alla discussione

Quando negli anni ’90 le inchieste su “mani pulite” mandarono in frantumi i “partiti tradizionali” e lasciarono la grande borghesia, già lontana dal sistema produttivo tradizionale e largamente finanziarizzata, in crisi di rappresentanza, assistemmo per la prima volta ad un fenomeno politico nuovo: la creazione di un Partito a tavolino, al modo di un brand come se fosse un prodotto commerciale. Berlusconi riunì un team di suoi esperti pubblicitari, della comunicazione e dello spettacolo. I creativi annusarono nell’aria i gusti del pubblico e costruirono parole d’ordine adeguate. L’Italia era già un paese in crisi. Le parole d’ordine furono “rivoluzione liberale”. “basta tasse” “libertà” (di arricchirsi a dismisura). Il team inventò Forza Italia, sfruttando anche la passione calcistica e prendendone a prestito i linguaggi. Il calcio: l’unica cosa che appassiona il popolo post sessantotto, che ha già voltato le spalle alla rivoluzione e pensa all’immagine. 

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Il problema è l'atterraggio

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da www.retedeicomunisti.org

diritti muralesPubblichiamo l'articolo della Rete dei Comunisti come contributo alla discussione

Una storia si è chiusa. Una conclusione ampiamente prevedibile da parecchio tempo. Non riguarda solo le dimissioni delle Segreterie Nazionali di PRC e PdCI ma, più complessivamente, l’esaurirsi di una parabola storica iniziata con la nascita del PRC dopo la fine del PCI.

Una storia si è chiusa. Questa conclusione, a dire il vero, era già ampiamente prevedibile e anche da parecchio tempo. Sia chiaro: non vogliamo – qui – fare riferimento esclusivamente alle dimissioni delle Segreterie Nazionali del PRC e del PDCI ma, più complessivamente, all’esaurirsi di una parabola storica iniziata con la nascita del PRC dopo la fine del PCI. Quando avvengono fatti di questa rilevanza non è mai solo una questione oggettiva ma sempre il suo combinarsi con quelle soggettive. Nessun comunista può mai essere sollevato quando vede il pezzo di una tradizione, cui lui stesso appartiene, scomparire nell’irrilevanza dell’attualità. Ma allo stesso tempo, la consapevolezza di essere dentro una battaglia lunga, aiuta a comprendere i passaggi di fase e lo smascheramento degli errori.

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Hugo Chávez (1954-2013)

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di José Reinaldo Carvalho* | da www.zereinaldo.blog.br

hugo-chavez-bolivarian-revolution-venezuela 2Traduzione di Marx21.it

La morte del comandante presidente Hugo Chávez Frias, il 5 marzo, provoca immenso dolore e costernazione nel popolo venezuelano, in tutti i popoli latinoamericani e nell'immensa legione di ammiratori, sostenitori, amici e alleati che con la sua forza interiore, il suo carisma, i suoi talento ed energia ha conquistato alla Rivoluzione Bolivariana e alla causa della liberazione nazionale e sociale del suo popolo.

Hugo Chávez entra nella storia come una delle maggiori figure che siano nate sul suolo latinoamericano. A fianco di Fidel Castro, il comandante della Rivoluzione Cubana, è stato il principale leader antimperialista dei tempi attuali, depositario della fiducia dei popoli della “Nostra America”, come l'aveva chiamata José Martí.

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A che punto è la notte

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di Vladimiro Giacché | da www.alfabeta2.it

notte1Una delle principali banche del paese ha maturato 2,2 miliardi di perdita netta nell’ultimo trimestre del 2012 e ha dovuto accantonare 1 miliardo per spese legali. La banca centrale ha ridotto ancora le previsioni di crescita. Nel solo mese di dicembre le vendite al dettaglio sono calate dell’1,7% rispetto a novembre, e del 4,7% rispetto al dicembre del 2011. No, non stiamo parlando dell’Italia, ma della Germania.

Della situazione drammatica in cui versano i paesi europei in crisi sappiamo molto: della disoccupazione in Spagna, dell’aumento dei suicidi in Grecia, e ovviamente dei fallimenti di imprese in Italia. Meno noto, invece, è il fatto che i paesi europei ritenuti «virtuosi» e «al sicuro» non se la passano affatto bene: la Banca Centrale dei Paesi Bassi prevede per l’Olanda un –0,5% del Pil nel 2013, e un ulteriore calo nel 2014; la disoccupazione è in aumento in Finlandia; quanto alla Francia, in cronico deficit della bilancia commerciale, lo stesso ministro del Lavoro l’ha definita «uno Stato in totale bancarotta».

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Gli scioperi del marzo 1943

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di Pietro Secchiada “Lotta antifascista e giovani generazioni”, La Pietra (1973)

1943-Sciopero-per-pace-e-paneProponiamo, in occasione dell'anniversario dei grandi scioperi iniziati il 5 marzo 1943, le riflessioni del grande dirigente comunista, protagonista della Lotta di Liberazione Nazionale.

Con le manifestazioni in ricordo degli scioperi di Torino e di Milano del marzo 1943 sono iniziate le celebrazioni del trentesimo anniversario della Resistenza.

Quegli scioperi scoppiati non a caso il 5 marzo 1943 segnarono una svolta decisiva nella lotta contro il fascismo che accusò il colpo (1), furono la scesa in campo della classe operaia in modo possente e decisivo. Poiché, se è vero che durante il ventennio fascista non erano mancati scioperi, fermate di lavoro, agitazioni, si era sempre trattato di movimenti locali e parziali riguardanti alcune fabbriche, ora in questa, ora in quest'altra città. Essi ferivano la «legalità» fascista, ma non riuscirono mai a spezzarla, come la spezzarono gli scioperi del marzo 1943.

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La sconfitta elettorale ed il fascino indiscreto della multimedialità

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di Francesco Valerio della Croce per Marx21.it

dita tastieraI risultati elettorali della lista “Rivoluzione Civile”, capeggiata da Antonio Ingroia, lasciano poco spazio a disquisizioni più o meno astruse: si tratta di un risultato estremamente negativo, un dato inferiore addirittura alla percentuale di voti conseguita dalla vituperata “Sinistra arcobaleno” nel lontano 2008. Molti saranno gli interventi e le analisi, sicuramente giustificate dal fatto che più cause abbiano concorso alla determinazione di questa sconfitta. Gli strumenti del marxismo e, quindi, della dialettica scientifica offrono più d’uno spunto: l’egemonia di un pensiero antipartitico (più che antisistemico), l’avallo dei mezzi di informazione nell’alimentare quest’onda crescente di ostilità nei confronti delle rappresentanze istituzionale dell’ormai tramontato parlamento eletto nel 2008 (un supporto, questo, che non può che tradire il carattere sovversivo delle nostre classi dirigenti, in particolare quelle rappresentative del cosiddetto “quarto potere”, quello della comunicazione) e si potrebbe continuare ancora lungamente.

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“Salviamo Khaled Natour”: mail bombing alle autorità saudite

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a cura della redazione di Contropiano | da www.contropiano.org

khalednatourDalla Giordania arriva l'invito a bombardare di messaggi, fino al 7 marzo, le rappresentanze diplomatiche dell'Arabia Saudita per chiedere la liberazione immediata di un attivista arrestato due mesi fa a Riyadh e scomparso nel nulla.

Cari amici, difensori dei diritti umani e della libertà di tutto il mondo,

È urgente inviare la seguente lettera alle ambasciate del Regno dell’Arabia Saudita nei vostri paesi di residenza. Per favore spedite il testo via fax o via email nei seguenti giorni: martedì 5, mercoledì 6 e giovedì 7 marzo 2013. Noi siamo seriamente preoccupati della sorte di Khaled Natour perché non abbiamo ricevuto nessuna informazione su di lui ormai da due mesi, da quando cioè è stato arrestato. Noi contiamo sul vostro appoggio nel sostegno di questa causa a livello internazionale.

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“Storica” vittoria elettorale dei comunisti indiani

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di Mauro Gemma

cpi-m bandiereAi partiti comunisti e ai loro alleati il controllo quasi totale dell'Assemblea dello stato del Tripura. Dai comunisti indiani un incoraggiamento anche alla nostra lotta.

Il ruolo trainante che i partiti comunisti indiani hanno giocato nell'organizzazione e nello svolgimento delle grandi lotte che hanno caratterizzato l'India nell'ultimo anno, culminate nei due scioperi generali contro le misure antipopolari di austerità del governo di centro-sinistra del Congresso (l'ultimo sciopero, con la partecipazione di 100 milioni di lavoratori, risale al 20-21 febbraio link) che hanno coinvolto l'intera classe operaia e vasti settori delle masse popolari, si sono inevitabilmente riflesse nella più recente consultazione elettorale svoltasi in India. A ulteriore conferma, qualora ce ne sia ancora bisogno, del legame stretto che, in ogni situazione, esiste tra la capacità dei comunisti di costruire, attraverso un paziente e tenace lavoro di massa, un saldo radicamento sociale e la sua traduzione anche in risultati elettorali significativi.

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Il tempo delle ambiguità è finito

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di Fabio Nobile | da fabionobile.wordpress.com

neve isolamentoRiceviamo e volentieri pubblichiamo come contributo alla discussione

Il disastro si è compiuto. La lettura dei dati elettorali offre una, seppur schematica, fotografia del Paese. I partiti che hanno sostenuto le politiche della BCE perdono tutti, insieme ad essi finisce anche l’era del bipolarismo. Dal Pd al PdL la riduzione di consensi in termini assoluti è drastica, rispetto alle politiche del 2008: PdL -40%, Pd -28%. Nella competizione tra le forze maggiormente responsabili del sostegno a Monti, se in termini di voti assoluti il prezzo più alto lo paga Berlusconi, in termini politici a pagarlo è il Pd. Monti, dal canto suo, non riesce a veicolare verso il suo progetto politico quella parte del consenso berlusconiano che porta ad essere il PdL, ancora una volta, l’unica gamba credibile del Partito Popolare Europeo in Italia. E poi c’è Grillo. Il voto al Movimento 5 Stelle è, con ogni evidenza, un voto popolare. Lo slogan “Mandiamoli a casa”, come risposta al degrado di una politica incapace di rispondere ai morsi della crisi economica, ha colpito nel segno.

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Lettera ai compagni

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di Oliviero Diliberto | da www.comunisti-italiani.it

diliberto-2Carissime compagne e carissimi compagni,
come sapete, dopo l’esito terribile delle ultime elezioni politiche, io e tutta la segretaria nazionale del Pdci ci siamo dimessi dalle rispettive cariche.

Non poteva essere diversamente: e chiedo scusa a tutte e tutti voi per non essere riuscito nell’obbiettivo che nei cinque anni passati ha assorbito tutte le mie energie (e quelle del partito tutto): riportare i comunisti in Parlamento.

Me ne assumo completamente la responsabilità. Non accampo scuse, né attribuisco ad altri la colpa. Ho la coscienza tranquilla perché ho dedicato a questa impresa quanto sapevo fare, senza mai risparmiarmi e senza nulla chiedere, ma provando a restituire al Partito almeno un po’ di quel tantissimo che il Pdci aveva dato a me nei decenni. L’ho fatto con abnegazione, ma evidentemente non con altrettanto successo. Ancora una volta, vi chiedo scusa.

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Attualità e universalità del pensiero di Alvaro Cunhal

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di Rita Matos Coitinho | da Vermelho”, portale web del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)
Traduzione di Erman Dovis per Marx21.it

cunhal alvaroIl partito con pareti di vetro

Quest'anno, nel mese di novembre, compirebbe  100 anni di vita il leader comunista, artista e intellettuale di spicco portoghese Álvaro CunhalAutore di pubblicazioni riguardanti vari temi, che spaziano dall’economia all’azione partigiana, dalla teoria all'arte, l'eredità letteraria di Cunhal sarà ripubblicata quest'anno dal Partito Comunista Portoghese (PCP), come commemorazione per il suo centenario.

Queste le parole di Jerónimo de Souza, segretario generale del PCP al 19 ° congresso del partito, tenutosi lo scorso dicembre: "Le celebrazioni per il centenario della nascita di Álvaro Cunhal saranno un giusto tributo per l'uomo, il comunista, l'intellettuale, l'artista, la figura centrale del 20 ° secolo e l'inizio di questo secolo, e punto di riferimento nella lotta per i valori di emancipazione umana e sociale del paese e del mondo, e per tutti coloro che abbracciano la lotta per la liberazione da tutte le forme di sfruttamento e di oppressione dei diritti umani e dei popoli, che ha dato un contributo unico al partito che noi oggi siamo, il Partito Comunista Portoghese. (…)il suo pensiero e l'azione politica, la sua storia personale di lotta per la libertà, la democrazia e il socialismo, non può esser dimenticato da tutti coloro che hanno a cuore i problemi della società, sociali e di regressione di civiltà, in una fase di acuta crisi sistemica del capitalismo. "

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Gli africani considerano la Cina un alleato e i paesi occidentali come depredatori

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di Abayomi Azikiwe* | da www.nodo50.org

cina africa bambinoTraduzione di Marx21.it

*Abayomi Azikiwe è direttore di Pan-African News Wire

Un recente commento pubblicato nel New York Times da Dambisa Moyo esprime la convinzione che il ruolo della Repubblica Popolare Cinese in Africa è positivo. Ciò accade nel contesto di crescenti interventi militari di USA, Regno Unito e Francia nel continente che si è tradotto nella distruzione massiccia di Libia, Somalia e Costa d'Avorio. Moyo afferma nel suo articolo che “nonostante tutti gli allarmismi, i motivi cinesi che spingono la Cina a investire in Africa sono in realtà molto semplici. Per soddisfare la loro popolazione ed evitare una crisi di legittimità del governo, i leader di Pechino hanno bisogno di mantenere tassi di crescita economica alti e di continuare a sottrarre centinaia di milioni di persone alla povertà” (NYT del 27 giugno). Moyo afferma anche che la Cina necessita di terre coltivabili, petrolio e minerali.

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Cosa insegnano le elezioni e i perché della sconfitta

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di Domenico Moro*

affluenza elezioni 2013Riceviamo e volentieri pubblichiamo come contributo alla discussione sul risultato elettorale

Questa è la seconda volta che andiamo al tappeto e per la seconda volta bisognerà provare a rialzarsi. Come nel pugilato, solo chi è veramente determinato riesce a farlo. Tuttavia, rialzarsi per continuare a incassare pugni come un pugile suonato sarebbe assurdo. Quando si va al tappeto non ci si rialza subito, si aspetta il conteggio dell’arbitro, sfruttando ogni secondo per riprendere fiato e lucidità. Ecco, riprendere fiato, per noi, vuol dire ragionare a mente fredda e cercare di capire il perché e il percome è successo un’altra volta.

Nessuno ha la verità in tasca. Tuttavia, cerchiamo di vedere se è possibile individuare dei fatti precisi da cui partire. In primo luogo cosa dimostrano queste elezioni? A mio modo di vedere, dimostrano tre cose. Primo, il bipolarismo è fallito. Secondo, il governo Monti e la maggioranza che lo sosteneva sono stati bocciati. Terzo l’Europa stessa – o meglio l’europeismo dei mercati finanziari - è stata bocciata.

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Siria. Dagli Usa via libera all'intervento diretto

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da www.contropiano.org

kerry obamaGli Stati Uniti hanno deciso di "investire" sui cosiddetti "ribelli" anti-Assad. Kerry sta finendo il giro tra Medio Oriente ed Europa per mettere a punto i termini dell'offensiva, cercando di evitare che stavolta le armi finiscano ai qaedisti (almeno così dice lui).

L'amministrazione Obama si appresta a imprimere una svolta alla sua politica nei confronti della crisi siriana. Una svolta da tempo nell'aria. Ora però - scrive il Washington Post - la Casa Bianca sarebbe pronta a dare il via libera ad aiuti diretti ai ribelli, per facilitare la caduta del regime di Bashar al Assad. Un cambiamento di rotta che traspare chiaramente dalle parole del segretario di Stato Usa, John Kerry, che a Parigi - dove ha incontrato il ministro degli esteri francese, Laurent Fabius - ha sottolineato la necessità di una ''accelerazione della transizione'' in Siria, intensificando il sostegno a chi combatte il regime di Damasco.

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La lotta antimperialista e l'affermazione della sovranità e dell'indipendenza nazionale

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di Pedro Guerreiro, Comitato Centrale del Partito Comunista Portoghese | da www.avante.pt

pcp congresso follaTraduzione di Marx21.it

La sovranità e l'indipendenza nazionali sono una questione centrale del nostro tempo.

Il capitalismo di fronte all'acutizzazione delle sue insanabili contraddizioni si lancia in un'ampia offensiva contro le conquiste storiche dei lavoratori, la sovranità dei popoli e l'indipendenza degli stati.

Se senza l'oppressione e la sovversione della democrazia, della sovranità e l'indipendenza nazionali, l'imperialismo (il capitalismo nella sua fase monopolistica) non avrebbe potuto imporre il suo dominio politico ed economico e assicurare lo sfruttamento, anche senza il pieno esercizio della sovranità e la salvaguardia dell'indipendenza nazionale non sarà possibile per i lavoratori e i popoli farla finita con gli strumenti di sfruttamento e oppressione imperialisti e portare a compimento reali processi di trasformazione sociale e rivoluzionari.

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Sul risultato elettorale di Rivoluzione Civile e le priorità dei comunisti

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di Fausto Sorini, segreteria nazionale PdCI

rivoluzionecivileIl risultato elettorale della lista di Rivoluzione Civile è negativo, non è possibile sottovalutare la portata di questa sconfitta.

Non dobbiamo sottrarci ad un severo esame critico e autocritico, che vada ben oltre la contingenza elettorale e investa tutti gli aspetti del nostro lavoro e della nostra organizzazione.

Facciamolo, evitando infruttuose e superficiali autoflagellazioni: non tutto dipende dalla nostra volontà o capacità soggettiva, soprattutto quando ci si scontra con forze soverchianti che - in verità - ci hanno preso sul serio e per questo ci hanno combattuto.

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