Il voto sull'Ungheria

Il voto sull'Ungheria

di Ângelo Alves

Il voto sulla relazione del Parlamento europeo (PE) sull'Ungheria è stata un vergognosa ipocrita manovra per giustificare le responsabilità dell'Unione europea (UE) nel calpestare la democrazia e la sovranità e nella crescita del razzismo, della xenofobia e delle forze di…

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La questione dell'immigrazione

La questione dell'immigrazione

di Alessandro Pascale

Quello che segue è un tentativo di ragionare sulla questione migratoria. Non si pretende di essere esaustivi ma di affrontare nel merito un tema su cui le sinistre hanno finora mostrato un'incapacità diffusa nella propria elaborazione e proposta politica.

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Quattro errori sulla Cina

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di Vladimiro Giacché

Il contributo di Vladimiro Giacché è stato pubblicato nella rivista "Essere comunisti"

china-dragon 1795137bIntendere quali siano le principali tendenze economiche in Cina è cosa tutt’altro che facile, a causa della mancanza di informazioni o – più spesso – della disinformazione consapevole che contraddistingue i grandi media quando si parla della Cina. In questo contributo esaminerò quattro luoghi comuni piuttosto diffusi sulla Cina, tentando di dimostrare che essi possono essere letteralmente rovesciati. 

Eccoli: 

1. Lo sviluppo cinese è basato sull’export
2. I consumi individuali sono estremamente ridotti
3. Le produzioni cinesi sono produzioni labor intensive a basso valore aggiunto
4. La Cina è un turbocapitalismo

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Felicitazioni del PdCI per l'elezione di Xi Jinping

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da www.oltre-confine.it | Roma, 20 Novembre 2012

diliberto xijinpingAll'Attenzione del Compagno Xi Jinping, Segretario Generale del PCC

Caro compagno,
a nome del Comitato Centrale del Partito dei Comunisti Italiani, ti inviamo le nostre più calorose felicitazioni per la tua elezione a Segretario Generale del PCC ed i migliori auguri di buon lavoro.

La fase storica che stiamo vivendo è molto delicata, ricca di pericoli e grandi contraddizioni. La crisi economica nata negli Stati Uniti si è rapidamente trasferita a tutta l'Unione Europea, che oggi vede aumentare la povertà ed il rifiorire di movimenti xenofobi e neonazisti. Per molti paesi dell'area Euro aumenta il rischio di insolvenza e la stessa sostenibilità dell'Unione Europea è oggi in discussione. Dall'Italia abbiamo seguito con grande interesse i lavori del vostro 18º Congresso, la cui importanza travalica i confini del vostro grande Paese. Abbiamo prestato grande attenzione al livello del vostro dibattito ed all'innovazione delle vostre riflessioni che, nel solco del socialismo con caratteristiche cinesi, implementa l’obiettivo di “uno sviluppo più bilanciato, coordinato, sostenibile” dell'economia, in modo da essere capace di ridurre il divario tra ricchezza e povertà, riequilibrare le disparità territoriali ed incrementare il Pil pro-capite per i cittadini urbani e rurali.

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Le responsabilità dell'Occidente nella nuova guerra di aggressione al Congo

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di Tony Busselen, da www.ptb.be | Traduzione a cura di Marx21.it

congo soldatiGoma occupata dalla truppe ruandesi

Lunedì 19 novembre, truppe dell'esercito ruandese hanno attraversato la frontiera a partire dalla città di Gisenyi, città prossima a Goma dalla parte del Ruanda. Due giorni prima, tre battaglioni dell'esercito ruandese avevano attraversato la frontiera nei pressi di Kibumba, una località situata 25 chilometri a nord di Goma. I ribelli dell'M23 creato e diretto, secondo i tre ultimi rapporti degli esperti dell'ONU, dal Ruanda e sostenuto dall'Uganda, sono entrati nella città martedì mattina. Goma, una città di 600.000 abitanti, è così caduta dopo cinque giorni di combattimenti tra gli eserciti congolese e ruandese. Dopo maggio, almeno tre rapporti di esperti dell'ONU hanno dimostrato la responsabilità del governo ruandese nella creazione dell'M23, l'ennesima ribellione all'est del Congo. L'ultimo rapporto, datato 12 ottobre, non è mai stati pubblicato ufficialmente nei siti dell'ONU, ma è disponibile in www.jambonews.net.

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Gaza brucia: ecco l’incendiario

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto del 21 novembre 2012

gaza soldati israeleJamal, un commerciante di Gaza, era fuori domenica mattina quando una potente testata israeliana a guida di precisione ha centrato la sua casa, sterminando la famiglia: nove persone tra cui quattro bambini di 2-6 anni. Tre generazioni spazzate via in un attimo. 

Oltre 5mila palestinesi sono stati uccisi in dieci anni dagli israeliani a Gaza, di cui 1.200 solo nel 2009, più altri 2mila in Cisgiordania. Dei 70mila rapiti, oltre 6mila, tra cui più di 400 bambini, sono ancora imprigionati. Un prezzo altissimo, considerando che la popolazione dei Territori palestinesi occupati è di 5,5 milioni. Ma non si muore solo per gli attacchi militari nel ghetto di Gaza e in quello di Cisgiordania, circondato dal Muro di 750 km. Si muore ogni giorno di povertà, per mancanza di cibo, acqua potabile, medicine.

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Referendum lavoro, domani ‘flash mob’ contro la censura tv

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bocca cernieraL’iniziativa, che si svolgerà domattina a Roma davanti agli studi di viale Mazzini, è stata anticipata da una lettera diffusa dal Comitato promotore della raccolta firme per abrogare le modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e l’articolo 8 della manovra economica dell’agosto 2011, targata Berlusconi.

La lettera diffusa dal Comitato promotore (ne fanno parte sedici cittadini, tra cui Antonio Di Pietro, Nichi Vendola, Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, Angelo Bonelli, Nicolosi, Patta, Re David e Rinaldini della Cgil, oltre a giuristi e a Tommaso Fulfaro di ‘Articolo 21'), si rivolge, “in un momento così delicato per la vita del nostro paese, alla vostra (dei giornalisti, ndr) sensibilità democratica, affinchè non sia oscurato un tema che sta coinvolgendo in una libera discussione centinaia di migliaia di persone in tutt’Italia”.

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Il diritto internazionale e l’appoggio occidentale e petromonarchico alla coalizione armata in Siria

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da www.sibialiria.org

stopmassacrosiriaIl diritto internazionale permette di appoggiare apertamente l’opposizione armata siriana?

“Il diritto internazionale non permette agli stati di riconoscere ribelli che lottano contro un governo riconosciuto”. Curtis Doebbler, noto giurista, docente alla Webster University e a Ginevra, avvocato esperto in diritto internazionale, durante la guerra della Nato alla Libia in appoggio ai ribelli del Cnt ha sottolineato più volte la totale illegittimità dell’uso della forza contro il paese nordafricano (link). E la Siria? La “Coalizione nazionale siriana per le forze rivoluzionarie e di opposizione”, nata giorni fa a Doha per i buoni auspici dei monarchi del Golfo (Arabia Saudita, Qatar, Emirati, Kuwait, Oman e Bahrein) e delle potenze occidentali, ha chiesto all’Unione Europea e agli Usa il riconoscimento ufficiale, e forniture dirette di armi e denaro, così da rovesciare con la guerra il regime di Damasco. La Coalizione infatti rifiuta ogni dialogo. Le monarchie del Golfo e la Francia l’hanno già riconosciuta come “unico legittimo rappresentante del popolo siriano” (e la Lega Araba l’ha riconosciuta come interlocutore, con l’astensione di Algeria e Iraq).

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Il Partito Progressista dei Lavoratori di Cipro (AKEL) all'Incontro Comunista Europeo

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da inter.kke.gr | Traduzione dall'inglese per www.resistenze.orga cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

AKEL Logo1Bruxelles 01-02 ottobre 2012
Intervento di Christos Toumbazos, del comitato centrale di AKEL

Compagni,

Il nostro incontro si svolge in un momento cruciale. Nel presentare il nostro intervento, desidero pertanto ringraziare e salutare i compagni del KKE per aver preso questa iniziativa.

Inoltre, desidero esprimere la nostra ammirazione, la solidarietà e il pieno appoggio alla lotta del Partito Comunista di Grecia, che nonostante l'attacco a tutto campo del capitalismo e nonostante il saldo negativo dei rapporti di forza, non solo resta in lotta, ma si trova alla guida dei lavoratori nello scontro contro il capitalismo e l'imperialismo.

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Il 18° congresso del PCC delude le aspettative occidentali

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di Bruno Steri | da www.esserecomunisti.it

Shibada-2012-300x200Nel giorno in cui alla fine dello scorso marzo una delegazione Prc-Pdci arrivò in Cina, la prima pagina del Business China Daily così titolava: Le aziende Usa prevedono per la Cina una crescita più lenta. L’articolo riportava i dati di un sondaggio condotto dalla Camera di Commercio Americana tra gli amministratori delegati delle principali multinazionali Usa presenti nel Paese: dall’indagine risultava che, per l’80% degli intervistati, “i costi crescenti ostacolano il business” e che la metà di essi vede a rischio i propri margini di profitto, in quanto “l’inflazione salariale e le nuove misure per la sicurezza sociale hanno significativamente spinto in alto i costi operativi”. Nonostante i proclami un po’ ipocriti a proposito di diritti umani e provvidenze sociali, a storcere il naso per i provvedimenti migliorativi delle condizioni di lavoro adottati dal governo cinese erano proprio gli emissari commerciali del mondo capitalistico.

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Un ministro pericoloso per sé e per gli altri

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di Sergio Cararo | da www.contropiano.org

terzi israeleGiulio Terzi di Sant'Agata, attuale Ministro degli Esteri del governo Monti, è stato ambasciatore a Tel Aviv e a Washington, e si vede. Le dimissioni del ministro Terzi sarebbero un atto dovuto per evitare che l'Italia si ritrovi complice di Israele nel massacro di Gaza e coinvolta in tutti i conflitti in Medio Oriente.

In questi giorni nessuno ha potuto avere dubbi. Il governo italiano, per bocca del suo ministro degli Esteri, Giuliano Terzi di Sant'Agata, ha arruolato l'Italia al fianco delle truppe israeliane che stanno bombardando e massacrando la popolazione palestinese di Gaza. Sbaglia o è connivente chi, come oggi Flavio Lotti della Tavola per la Pace sull'Unità, afferma che l'Italia “deve avere una politica estera all'altezza della situazione”. Il problema è che l'Italia la politica estera ce l'ha, ma è quella espressa piuttosto esplicitamente dal titolare della Farnesina e non solo sul mattatoio in corso a Gaza.

Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, il 16 novembre ha avuto conversazioni telefoniche con i colleghi israeliano, Avigdor Lieberman, ed egiziano, Kemal Amr, sulle “violenze nella Striscia di Gaza” (così le definisce la Farnesina). Nessuna conversazione telefonica risulta esserci stata con Abu Mazen o le autorità palestinesi a Gaza.

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Con i palestinesi, contro l'indifferenza e le complicità

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di Maurizio Musolino, Coordinatore del Dipartimento Esteri PdCI

palestina bandiera ragazziLe bombe continuano a cadere su Gaza, un crimine che si perpetua nel silenzio vergognoso di governi complici e nello scientifico lavoro di disinformazione e manipolazione messi in atto dai media internazionali. tutto questo salvo rare eccezioni: lasciatemi ricordare Michele Giorgio che in questi giorni è a Gaza per il suo giornale e ci informa puntualmente su quanto accade. La quasi totalità dei media però raccontano i bombardamenti su Gaza in maniera distorta e falsa. fanno passare le vittime per carnefici, e i carnefici per vittime. Una vergogna!!!

Israele ancora una volta si considera fuori da ogni legalità, attribuendosi unilateralmente il diritto di vita e morte su un intero popolo, quello palestinese. Una brutta cosa, certamente per gli uomini e le donne di Palestina che muoiono sotto le bombe, ma anche per il popolo di Israele che così si condanna all'odio.

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Di Paola va dove porta la guerra

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di Antonio Mazzeo | da antoniomazzeoblog.blogspot.it

Di-Paola-tagli-alla-Difesa-638x425Il pomeriggio del 16 novembre 2011 quando giurarono fedeltà alla Costituzione i ministri-tecnici del primo Governo Monti, lui non c’era. “L’ammiraglio Giampaolo Di Paola, alla difesa, è in missione in Afghanistan per conto dell’Alleanza atlantica”, giustificò il premier.

Da quel momento in poi il ministro con le stellette non si è fermato un attimo, sempre in giro per il mondo a promuovere la grandeur dell’Italia e l’efficienza del suo complesso militare industriale.

La prima visita ufficiale dell’ex Capo di stato maggiore ed ex presidente del Comitato militare della Nato - tredici giorni dopo l’insediamento - era a Berlino nel nome del ritrovato asse italo-tedesco per lo sviluppo dei missili e dei droni. 

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Il Partito Comunista di Israele si mobilita contro la nuova aggressione scatenata dal governo Netanyahu

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da maki.org.il | Traduzione a cura di Marx21.it

israele proteste gazaDimostrazioni contro la mortale operazione militare israeliana a Gaza si sono svolte giovedì notte a Tel Aviv, Haifa e Gerusalemme di Haddash (Fronte Democratico per la Pace e l'Uguaglianza – Partito Comunista di Israele). Studenti arabi ed ebrei, militanti di Haddash, hanno preso parte anche a dimostrazioni nelle Università di Haifa e Tel Aviv e nell'Università Ebraica di Gerusalemme, giovedì pomeriggio. Attivisti in tutto il paese hanno scandito slogan come “Arabi ed Ebrei rifiutano di essere nemici”, “A Gaza e Sderot, le bambine vogliono vivere” e “Bibi [il primo ministro Benjamin Netanyahu] e [il ministro della Difesa Ehud] Barak, la guerra non è un gioco”. Haddash ha fatto appello all'opinione pubblica a unirsi alle dimostrazioni nel paese in opposizione all'operazione “Colonna della Difesa” a Gaza.

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"Combattiamo! Stanno bevendo il nostro sangue". Una lezione dalla Grecia

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di Alinda Ricci, PdCI Alessandria per Marx21.it

bandiere europa greciaNel fine settimana la Grecia ha approvato le misure di rigore economico per il 2013, sempre che di rigore si possa ancora parlare, dacché ormai il popolo è letteralmente entrato in uno stadio di povertà mortificante e trasversalmente disperata.

Stiamo assistendo alla lenta agonia di una Nazione che dovrebbe essere considerata patrimonio dell’Unesco e, per tanto, tutelata a dovere, non fosse altro per il grado di civiltà e cultura tramandati da ovest, a sud, a est, nel corso di millenni; un simbolo di sapere cui le vestigia permangono, a tutt’oggi, nell’eredità di conoscenza e architettura di popoli straordinariamente distanti per usi e costumi e disseminati su migliaia di km q, che vanno dalle Colonne di Eracle alla lontana India, dall’Egitto all’Uzbekistan, ai confini dell'odierno Turkestan cinese, dalla Magna Grecia, all’Idaspe.

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Rai oscura raccolta firme sul lavoro

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da il Manifesto del 16 novembre 2012

referendumlavoro2La raccolta di firme per i referendum sul Lavoro completamente censurata dal servizio pubblico. In una lettera diffusa ieri, il comitato promotore per i referendum sull'abrogazione dell'articolo 8 della manovra Berlusconi e per le modifiche all'art. 18 dello Statuto dei lavoratori lancia l'allarme. I 16 firmatari si rivolgono ai vertici Rai e tutto il mondo dell'informazione «in un momento così delicato per la vita del nostro paese, ci rivolgiamo alla vostra sensibilità democratica, affinché non sia oscurato un tema che sta coinvolgendo in una libera discussione centinaia di migliaia di persone in tutt'Italia». I referendum, sottolineano i promotori, rappresentano «un argine alla disaffezione verso la politica, offrono un'occasione di partecipazione a tanti cittadini che altrimenti troverebbero solo la strada della rabbia e della contrapposizione verso le istituzioni; sono uno dei più alti momenti della democrazia, tramite essi gli elettori possono correggere leggi che ritengano sbagliate e dannose e partecipare più compiutamente dalla vita democratica del paese, com'è avvenuto con le più recenti consultazioni referendarie».

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Il saluto del Partito Comunista dell'India (Marxista) al Congresso dei comunisti cinesi

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da “People's Democracy”, settimanale del Partito Comunista dell'India (Marxista) | Traduzione a cura di Marx21.it

communist-party-of-india-maIl testo del saluto inviato dal Comitato Centrale del Partito Comunista dell'India (Marxista) ai comunisti cinesi in occasione del loro 18° Congresso

Cari compagni,

Il Comitato Centrale del Partito Comunista dell'India (Marxista) rivolge il suo caloroso saluto comunista al 18° Congresso del Partito Comunista della Cina. Nella speranza che le deliberazioni di questo Congresso possano ulteriormente consolidare il processo della costruzione socialista in Cina. Il 18° Congresso del PCC si svolge in un momento cruciale. Il mondo intero è travagliato dagli effetti della crisi economica globale. Stanno crescendo disoccupazione, povertà, disuguaglianze e fame. Ciò che ha avuto inizio come insolvenza aziendale si è ora trasformato in una vera e propria completa insolvenza degli stati. Molti paesi nella zona Euro sono sotto grave minaccia. La stessa sostenibilità dell'Unione Europea è oggi in discussione.

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La Bielorussia conferma la sua scelta politica

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di Luigi Marino*

bielorrusia lukashenkoLe elezioni per il Parlamento bielorusso svoltesi il 23 settembre sono state quasi del tutto ignorate. Non hanno comunque avuto particolare risalto sulla stampa italiana, che si è limitata a registrare l’elezione, ritenuta scontata, di tutti i candidati dei partiti che sostengono il Presidente Lukashenko, dando per certa, come d’abitudine, “la manipolazione e la poca trasparenza del voto”.

Diversi partiti dell’opposizione avevano invitato la popolazione a boicottare la consultazione popolare, ma Fabrizio Dragosei, sul Corriere della Sera del 25 settembre, è costretto a riconoscere che “pure se l’opposizione fosse stata tutta presente e persino se si fosse presentata a ranghi serrati, Lukashenko avrebbe vinto”.

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Fermiamo il massacro del popolo palestinese

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di Maurizio Musolino, Coordinatore del Dipartimento Esteri Pdci

gaza fosforobiancoQuello che sta accadendo in queste ore a Gaza è terribile.

Ancora una volta Israele antepone la criminale ferocia delle sue armi a qualsiasi regola di legalità internazionale e di giustizia.

Ancora una volta sangue e morte colpiscono il popolo palestinese, colpevole solo di chiedere diritti: diritto a vivere, ad avere un futuro, a potersi dire stato e popolo.

Ancora una volta ascoltiamo di omicidi “mirati”, che altro non sono che vere e proprie barbare esecuzioni. Ancora una volta l’ennesimo atto di arroganza e sopraffazione da parte di Israele avviene nel completo silenzio e nella mistificazione dei media nazionali.

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Il socialismo e il percorso verso il socialismo nella prospettiva del Vietnam

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di Nguyen Phú Trong, Segretario generale del Partito Comunista del Vietnam
da www.solidnet.org | Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

vietnam flagNota del Comitato di redazione di Solidnet: Nguyen Phu Trong, Segretario generale del Partito Comunista del Vietnam, si è recato in visita ufficiale e di amicizia a Cuba e ha tenuto un discorso presso la Scuola di Partito Nico Lopez, del Partito Comunista di Cuba, su invito del Generale Raul Castro Ruz, Primo segretario del Partito Comunista di Cuba e presidente del Consiglio di Stato e del Consiglio dei ministri. Di seguito sono riportati alcuni estratti dalla presentazione del Segretario Trong.

Il socialismo e il percorso verso il socialismo è un fondamentale argomento teorico- pratico dai contenuti ampi e complessi, che richiede uno studio approfondito. In questa occasione citerò solo alcuni aspetti del punto di vista del Vietnam. Concentriamoci su alcune domande: cosa è il socialismo? Perché il Vietnam sceglie il percorso socialista? Come costruire il socialismo in Vietnam passo dopo passo? Quale significato ha avuto il rinnovo e il processo di costruzione del socialismo del Vietnam nel corso degli ultimi 25 anni? E quali insegnamenti sono stati tratti?

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Il voto di classe in Italia secondo le indagini sociologiche

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Scheda a cura di Domenico Moro per Marx21.it

lotta-di-classeQui di seguito si offre una panoramica delle indagini sociologiche su due tematiche, il voto di classe e il voto degli iscritti al sindacato. Si tratta di questioni importantissime perché i flussi elettorali e le scelte elettorali delle classi permettono di gettare luce sull’azione dei partiti. Vogliamo precisare, però, che in questo tipo di analisi le classi sono definite in termini soprattutto sociologici e, quindi, non c’è perfetta identità con ciò che le classi sono dal punto di vista marxista. Ad esempio, spesso si parla non di classe operaia o di lavoratori salariati immediatamente produttivi ma genericamente di dipendenti privati e dipendenti pubblici, all’interno dei quali si ricomprendono varie categorie qualche volta differenti tra di loro. Inoltre, questi studi sebbene si fermino al 2010, delineano una tendenza, che successivamente si è andata accentuando e che è coerente anche con la recente affermazione del Movimento cinque stelle. Ad ogni modo, tali indagini rappresentano una base, a mio parere, molto utile per una analisi di questioni negli ultimi anni poco dibattute in ambito marxista. Colgo l’occasione per suggerire che sarebbe importante riprendere con nuova lena oltre all’analisi della “classe in sé”, cioè dello studio della nuova divisione del lavoro, anche l’analisi della “classe per sé” e, quindi, della produzione e manifestazione della coscienza di classe, abituandosi a farlo anche con l’ausilio di strumenti empirici e dati scientifici.

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Sciopero generale del 14 novembre. La posizione comune dei partiti comunisti portoghese e spagnolo

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da www.pce.es | Traduzione dallo spagnolo a cura di Marx21.it

huelga generalNel momento segnato da una grave situazione per i lavoratori e i popoli di Portogallo e Spagna, che devono affrontare una violenta offensiva contro i loro diritti lavorativi e le loro conquiste sociali e democratiche, il Partito Comunista Portoghese (PCP) e il Partito Comunista di Spagna (PCE) ritengono che la crisi in Portogallo e Spagna, con caratteristiche specifiche in ogni paese, riflette l'approfondimento della crisi del capitalismo e della sua espressione nell'Unione Europea, a cui il grande capitale tenta di rispondere con un'offensiva che configura un grave regresso di civiltà. Le politiche seguite, sia in Portogallo che in Spagna, avanzano con la brutale spirale di austerità, intensificazione dello sfruttamento, disoccupazione, bassi salari e precarietà, impoverimento, con la messa in discussione di diritti, condizioni e servizi essenziali per la necessaria prestazione di assistenza sanitaria, di educazione e di sicurezza sociale, che stanno creando situazioni di autentica catastrofe sociale.

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