Transizione infinita

Transizione infinita

di Guido Salerno Aletta

Sulla Brexit, si chiama il time-out. Mentre non si è fatto alcun passo concreto nelle trattative concernenti l’uscita della Gran Bretagna dalla Unione, in vista della scadenza del 29 marzo prossimo, si è invece aperta una prospettiva lunga, forse lunghissima,…

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Marxisti cinesi e italiani a confronto

Marxisti cinesi e italiani a confronto

di Alessandro Pascale

Domenica 14 ottobre si è tenuto a Bologna il “V forum europeo sulla via cinese”. Promosso dall’Accademia di Marxismo presso l'Accademia delle Scienze Sociali della Repubblica Popolare Cinese e dall’Associazione Marx21 ...

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Lula, il grande assente

Lula, il grande assente

di Emir Sader

Il fattore che alla fine si è dimostrato decisivo nel risultato del primo turno delle elezioni in Brasile è rappresentato dalla persecuzione di Lula. Se no, Lula sarebbe stato eletto presidente del Brasile già nel primo turno, domenica scorsa, secondo…

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Tutti i fattori del trend rialzista

Tutti i fattori del trend rialzista

di Demostenes Floros

Tra le principali cause dell'aumento del prezzo del petrolio, spicca il crollo della produzione libica e venezuelana, oltre alle misure economiche imposte all'export di greggio iraniano. Mentre tra i paesi, Cina e India sono ancora l'ago della bilancia.

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Titanic Europa. Recensione della seconda edizione del libro di Vladimiro Giacché

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di Lorenzo Battisti

giacche primopianoPer una incredibile coincidenza l’uscita della prima edizione del libro “Titanic Europa” di Vladimiro Giacché è avvenuta in contemporanea con il naufragio della Costa Concordia. E il naufragio della nave al largo dell’isola del Giglio appare una perfetta metafora per l’attuale crisi. Infatti come la nave da crociera, anche l’economia europea sembra non riuscire ad uscire dal luogo del naufragio. E il dibattito sulle cause, così come sulla crisi europea, mostra una miriade di voci che rende difficile l’individuazione di una causa unica. E mentre si discute, il costo del salvataggio aumenta, mettendo sempre più in discussione l’effettiva possibilità dello stesso.

Il libro di Giacché nasce dall’esigenza di fare chiarezza in questo insieme disordinato di spiegazioni, spesso incoerenti e contraddittorie, che ci viene proposto dalle televisioni e dai giornali. Come recita il sottotitolo, questo libro è “la crisi che non ci hanno mai raccontato”. Al contempo Giacché vuole fare chiarezza sugli esiti e sugli effetti di questa crisi se l’Europa non cambia rotta alla nave. Ma perché ciò avvenga è necessario che prima si individuino in maniera chiara e univoca la posizione in cui la nave Europa si trova e la rotta che l’ha portata a questo disastro.

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Le cose che hanno in comune

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di Antonio Ingroia | da www.rivoluzionecivile.it

Monti-bersaniSarebbe ora, a cinque settimane dal voto, che la campagna elettorale non si combattesse più accusando gli altri di fare il gioco altrui. Occorre che tutti dicano, in modo forte e chiaro agli elettori, quale sia il programma e che cosa si intende fare. Rivoluzione Civile ha dato il buon esempio ribadendo che, se saremo al governo, il nostro primo provvedimento sarà una legge tassativa sul conflitto di interessi accompagnato dalla modifica della riforma Fornero.

Ci piacerebbe, invece, sapere cosa potrebbe mai fare un governo Bersani-Monti. Perché, fino ad oggi, questa campagna elettorale è stata solo un susseguirsi di slogan e vuote promesse. Addirittura il signor Monti ha osato parlare di una modifica della stessa legge Fornero, come se non fosse stato a capo del governo che l’ha varata. La stessa litania che giornalmente ci propinano gli esponenti del Pd, dimenticando che per più di cinquanta volte hanno dato la fiducia a provvedimenti iniqui che hanno fatto pesare la crisi esclusivamente sulle spalle dei cittadini onesti, dei lavoratori e delle imprese pulite.

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Marxisti ticinesi e italiani si confrontano sull’analisi della crisi economica e geopolitica

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da www.sinistra.ch

conf bellini mao-300x225Si è tenuta sabato scorso 19 gennaio, presso la Casa Rossa di Milano, una conferenza pubblica intitolata “Il mondo dopo il congresso del Partito Comunista Cinese e le elezioni USA”. L’evento, organizzato dall’associazione “Primo Ottobre” di amicizia italo-cinese e della sezione “Laika” del Partito dei Comunisti Italiani, voleva ricordare Gianfranco Bellini, promotore dell’associazione, venuto a mancare recentemente. Figura su cui Sinistra.ch ha già pubblicato un articolo. In sala vi erano anche oltre ad Alessandro Lucchini e Nicolas Fransioli, esponenti del Dipartimento della politica economica del Partito Comunista ticinese, anche Massimiliano Ay, segretario dello stesso Partito. Sul fronte sindacale si è registrata la presenza di Janosch Schnider, coordinatore del SISA. Presenti anche membri delle istituzioni, come Leonardo Cribio e Vladimiro Merlin, esponenti della Federazione della Sinistra.

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La strategia della tensione

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto

francia mali soldatiLe drammatiche immagini dell’attacco al campo gasiero in Algeria, da parte di un commando definitosi jihadista, fanno il giro del mondo. Tecnici della Bp e della Statoil legati a esplosivi al plastico, uccisi dai sequestratori o durante gli scontri. Effetto garantito.

Il ministro degli esteri francese Fabius lancia l’allarme sulla drammatica situazione algerina. Il premier britannico Cameron convoca il «Comitato Cobra» per le situazioni di emergenza. Il presidente Obama dichiara che l’attacco ci ricorda ancora una volta la minaccia posta da Al Qaeda in Africa e che gli Usa si muoveranno per far sì che fatti analoghi non si ripetano.

Secondo notizie diffuse da fonti non ben identificate, il commando terrorista riceveva gli ordini tramite telefono satellitare dall’emiro Moctar Belmoctar, ex capo di «Al Qaeda del Maghreb islamico», ora a capo di una nuova formazione che ha base in Mali. Proprio dove (guarda caso) sta intervenendo militarmente la Francia e dove l’Unione europea sta per inviare una «missione di addestramento», formata da 450 specialisti della guerra (italiani compresi), che fornirà anche «consulenza alle operazioni di comando». 

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Diliberto in esclusiva: “Basta con la sinistra che si vergogna di se stessa, con Ingroia applichiamo la Costituzione”

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da tribunodelpopolo.com

diliberto simboloIn esclusiva per il
Tribuno del Popolo, il segretario del PdCI Oliviero Diliberto ha risposto ad alcune domande sulla difficile situazione che attraversa la sinistra italiana a circa un mese dalle elezioni politiche del 24 febbraio. 

Oliviero Diliberto, ci risiamo. Torna la sinistra che si divide.
Non certo per colpa nostra. C’è una parte del centrosinistra che ha deciso di non parlare al suo popolo.

Cosa intende?
Nel 2008 il divorzio fu consensuale. Noi ci opponemmo, ma Bertinotti e Veltroni erano d’accordo. Oggi è molto diverso, abbiamo tentato di dialogare coi democratici, tentando di sottrarli all’abbraccio mortale di Monti. E invece…

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“Il Mali e il Sahel campi di battaglia di una nuova guerra fredda molto calda”

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di Andrea Genovali

touaregIl Mali, paese di poco più di 14 milioni di persone, alla 178° posizione su 182 nell’indice dello sviluppo umano, posto nella parte nord occidentale del continente africano, confina con l’Algeria, il Niger, il Burkina, la Costa d’Avorio, la Guinea, il Senegal e la Mauritania. Già colonia francese con il nome di Sudan francese, acquistò la sua indipendenza formale, come gran parte dei paesi africani, nel 1960 unito al Senegal in quella che fu la Federazione del Mali. Dopo l’implosione della federazione si proclamò indipendente e dette vita alla repubblica che fino al 1968 fu una repubblica socialista guidata da Keita che venne abbattuto da un colpo di stato militare guidato da Traorè, ancora sulla scena in questi anni, e solo nel 1992 si avviò verso un processo di democratizzazione con il presidente dello stato eletto direttamente dal popolo ogni 5 anni.

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Luigi Longo e la storia del Pci

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di Alexander Höbel, Coordinatore Comitato scientifico Marx XXI

Longo e Togliatti 19561. “Nella vita di Longo si riflette la storia del Partito”. Così scriveva Palmiro Togliatti sull’“Unità”, in occasione del sessantesimo compleanno del “comandante Gallo”. E nel discorso commemorativo tenuto nel 1980, Berlinguer ribadiva: “Del Partito comunista italiano Longo è stato costruttore e figlio al medesimo tempo, testimoniando che cosa sia e debba essere un vero comunista e un autentico rivoluzionario”1.

L’intreccio tra la vita di Longo e la storia del Pci è in effetti strettissimo, tanto che in diversi momenti i due percorsi sembrano addirittura sovrapponibili. Dal Congresso di Livorno al dibattito sulla “svolta” del 1929, dalla politica di fronte popolare alla guerra di Spagna, dalla Resistenza alla costruzione del “partito nuovo”, fino all’assunzione della Segreteria del Partito nel 1964, Gallo è presente con un ruolo di protagonista in tutti i passaggi-chiave della storia del Pci.

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Il saluto dei comunisti portoghesi ai comunisti italiani, in occasione dell'anniversario della fondazione del Partito Comunista d'Italia (21 gennaio 1921)

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falcemartello telaASCOLTA L'AUDIO DELL'INTERVENTO:



21 GENNAIO 2013

Cari compagni,

Il Partito Comunista Portoghese saluta i comunisti italiani che difendono i valori e l'ideale comunista, in questa data storica della fondazione del Partito Comunista d'Italia.

Il processo storico ci insegna che, sulla scia del'impatto della Rivoluzione di Ottobre, la creazione e radicamento dei Partiti Comunisti é stata determinante per le conquiste politiche, sociali ed economiche, di portata storica, ottenute con la lotta dei lavoratori e dei popoli di tutto il mondo.

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NO all'intervento neo-coloniale della Francia in Mali e al coinvolgimento “logistico” dell'Italia

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di Fausto Sorini, segreteria nazionale, responsabile esteri PdCI

pilota franciaSiamo nettamente contrari all'intervento militare francese in Mali e alla decisione del governo italiano di dare supporto “logistico” alle operazioni belliche, anche con l'invio di militari sul campo.

La decisione assunta dal presidente “socialista” Hollande (che aveva avallato la decisione di Sarkozy di fare guerra alla Libia) si allinea al tradizionale interventismo neo-imperialista delle classi dominanti francesi, e smentisce una vocazione progressiva che troppo affrettatamente e incautamente gli è stata attribuita da ampi settori della sinistra italiana ed europea.

Ci associamo alla critica netta rivolta al presidente Hollande dai comunisti francesi e dal Front de Gauche. L'intervento militare francese non corrisponde in alcun modo all'orientamento del Consiglio di Sicurezza dell'Onu ed è destinato ad estendere, non già a risolvere, le contraddizioni acute e le conflittualità politiche e militari di cui è colma la regione (come si vede dagli scontri militari connessi alla cattura di centinaia di ostaggi e al massacro che ne è seguito: episodi che già coinvolgono l'Algeria, e rischiano di estendersi anche ad altri paesi circostanti, come il Niger).

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Georges Ibrahim Abdallah, prigioniero politico

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da sabraechatila.wordpress.com

abdallahBEIRUT, 18 Gennaio 2013 – Era l’ottobre del 1984, quando a Lione la polizia francese arrestava Georges Ibrahim Abdallah con l’accusa di concorso negli omicidi avvenuti a Parigi tra il gennaio e l’aprile del 1982 del diplomatico israeliano Ya’acov Bar Simantov e del colonnello USA Charles Robert Ray, segnando l’inizio di una lunga detenzione la cui legittimità è ancora oggi assolutamente controversa.

L’ATTIVITÀ POLITICA – Militante comunista in varie formazioni politiche della sinistra libanese, Georges Ibrahim Abdallah, con lo scoppio della guerra civile e la successiva invasione israeliana del Sud del Libano, si impegna attivamente nelle operazioni di resistenza prima col Fronte Popolare per la Liberazione della Palesina, poi, dal 1979, con le neonate Frazioni Armate Rivoluzionarie Libanesi (FARL), formazione rivoluzionaria antisionista ed antimperialista, che nel 1982 rivendicherà gli omicidi dei due diplomatici di cui sopra.

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I fascisti croati minacciano di morte lo scrittore Giacomo Scotti

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di Tommaso di Francesco* | da il Manifesto del 17 gennaio 2013

fascisti croati«I croati devono sbarazzarsi di questo vampiro...», «È un bastardo italo-serbo...». Con queste parole si è intensificata la campagna di Hrvatski List, il giornale dell'estrema destra croata contro lo scrittore Giacomo Scotti.

Il primo della lista. L'estrema destra croata: “Uno scrittore da eliminare”

«I croati devono sbarazzarsi di questo vampiro...», «È un bastardo italo-serbo...», «Le operazioni Fulmine e Tempesta non si realizzarono da sole nel '95. Ci vorrà ancora una epurazione uragano, per eliminare tutti i nemici della Croazia». Con queste parole, a fine 2012 e nelle prime settimane del 2013 si è intensificata la campagna di Hrvatski List, il giornale dell'estrema destra croata contro lo scrittore Giacomo Scotti, da sempre collaboratore del manifesto.

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La borghesia italiana scende in campo contro la Lista Ingroia e sollecita il PD a brandire l'arma del “voto utile”

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di Fausto Sorini, segreteria nazionale, responsabile esteri PdCI

soriniNell'editoriale di oggi del Sole 24 ore, quotidiano di Confindustria, il direttore Stefano Folli scrive:

“Nel 2008 Veltroni riuscì a mettere fuori gioco la lista Arcobaleno di Bertinotti proprio appellandosi all'esigenza di non disperdere il voto a sinistra. Adesso il vertice del PD, preoccupato che al Senato manchi la maggioranza, si trova nella stessa situazione con la lista Ingroia”. E mentre - rileva Folli - la contrattazione di “una qualche forma di desistenza al Senato in alcune regioni-chiave.. creerebbe un intreccio poco trasparente.. e sposterebbe il PD a sinistra”.. il voto utile è un appello classico che non costa in termini politici e che può persino ottenere il risultato di tenere Ingroia fuori dal Parlamento o ininfluente. Ma per questo occorre che Bersani accenda il motore di una campagna troppo blanda”.

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Le contraddizioni inter-imperialiste e il pericolo di guerra. La lotta per la pace*

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di Ilda Figueiredo, Comitato Centrale del Partito Comunista Portoghese | da www.avante.pt

pcp bandiera voltoTraduzione di Marx21.it

Saluto calorosamente questo congresso che si svolge in un momento particolarmente grave della nostra vita collettiva, segnato dall'offensiva violenta dell'imperialismo contro i lavoratori e i popoli, che, sfruttando la crisi del capitalismo, porta a compimento la distruzione su larga scala dei diritti economici, sociali, politici e culturali.

Da un lato, nei principali centri capitalisti si cerca un autentico regolamento dei conti con i lavoratori e i popoli, nel tentativo di recuperare le porzioni di potere che essi avevano conquistato al capitale con la loro lotta e con lo sviluppo dei processi progressisti, rivoluzionari e di costruzione di società socialiste che hanno caratterizzato il XX secolo.

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Terrorismo dal "Volto Umano": la storia degli squadroni della morte degli Stati Uniti

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di Michel Chossudovsky* | da www.globalresearch.ca

siria esercitoliberosirianoSquadroni della morte in Iraq e in Siria
 
Il reclutamento degli squadroni della morte fa parte di una ben consolidata agenda militar-spionistica degli Stati Uniti. Degli Stati Uniti, esiste una storia lunga e macabra, di finanziamenti clandestini e di sostegno di brigate del terrore e di omicidi mirati, risalente alla guerra del Vietnam (link). Nel momento in cui le forze governative della Siria continuano a contrastare l'auto-proclamatosi "Libero Esercito Siriano" (FSA), le radici storiche della guerra segreta dell'Occidente contro la Siria, che ha prodotto come risultato atrocità senza pari, devono essere pienamente portate alla luce. Fin dall'inizio del marzo 2011, gli Stati Uniti e i loro alleati hanno sostenuto la formazione di squadroni della morte e l'incursione di brigate terroristiche in un'impresa attentamente pianificata. Il reclutamento e l'addestramento di brigate del terrore, sia in Iraq che in Siria, sono stati improntati sull'"Opzione Salvador", un "modello terrorista" per uccisioni di massa da parte di squadroni della morte sponsorizzati dagli Stati Uniti nell'America Centrale.
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Ordine del giorno della Direzione Nazionale del PdCI sulla Fiat di Melfi

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fiat melfi h partbPdCI: “ Gravissima la decisione della Fiat di mettere in cassa integrazione a zero ore tutte le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento di Melfi”

Ordine del giorno della Direzione Nazionale

La Direzione Nazionale del Pdci considera gravissima la decisione della Fiat di mettere in cassa integrazione a zero ore tutte le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento di Melfi.

Solo un mese fa l’ex premier Monti, accompagnato da Marchionne, teneva un’assemblea dei lavoratori promettendo commesse e sviluppo. A quell’assemblea partecipavano Cisl e Uil, mentre alla Fiom Cgil, il sindacato più rappresentativo dei metalmeccanici, veniva impedito di entrare in fabbrica. Delle promesse di quel giorno oggi non resta più nulla.

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L’Unione Europea si vuol comprare la “democrazia”

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di Luca Fiore | da www.contropiano.org

europa deputataNella disattenzione dei media, pochi mesi fa l’Unione Europea si è dotata di un organismo politico il cui scopo è intervenire nella vita politica dei paesi confinanti per orientare a suo favore movimenti politici, sindacali e di opinione. A suon di milioni.

“Il Consiglio di amministrazione dello European Endowment for Democracy (Sovvenzione europea per la democrazia) si è riunito lo scorso 9 gennaio 2013 a Bruxelles per discutere la visione strategica e il mandato della nuova iniziativa. In questa occasione, Jerzy Pomianowski, attuale Segretario di Stato della Polonia, è stato eletto Direttore esecutivo dell'Endowment.

All'incontro hanno partecipato l'Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell'Unione Europea, Catherine Ashton, il Presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo, Elmar Brok e il Commissario per l'allargamento e la politica di vicinato Štefan Füle”.

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Monti ha aggravato la crisi italiana

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di Spartaco A. Puttini per Marx21.it

monti occhioServe la programmazione economica per la rinascita del Paese

Monti ha lasciato il timone della cosa pubblica e si è ufficialmente candidato alle prossime elezioni. La maschera utilizzata per recitare il ruolo di super partes è così finalmente caduta anche per chi, nel corso dell’ultimo anno, si è ostinato a non vedere il segno chiaramente reazionario delle scelte economiche e sociali del governo “tecnico”. Scelte essenzialmente politiche ed ispirate dall’estremismo neoliberista (di destra) che hanno colpito i ceti popolari e salvaguardato gli interessi particolaristici delle oligarchie legate a doppio filo alla finanza anglo-americana e al processo di centralizzazione dei capitali a guida tedesca. Ciò a dimostrazione del fatto che il premier difendeva interessi precisi, alieni da quelli nazionali.

La crisi italiana prosegue, inasprita dalla politica di austerità del governo “tecnico” e dai suoi clamorosi insuccessi. La situazione economica e sociale del nostro paese continua a peggiorare e sta prendendo una china pericolosa per la stessa sopravvivenza delle istituzioni repubblicane.

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Immagine del Nemico

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di Gianmarco Pisa

siria ambasciata inghilterraCom'è noto, due tra le condizioni che maggiormente incidono (in negativo) sulla individuazione di soluzioni positive o di ipotesi negoziali (per non parlare di tentativi di vera e propria “riconciliazione”, nella pace e nella giustizia) in un conflitto in corso sono la costruzione dell'immagine di nemico e la calendarizzazione dell'agenda negoziale, con le sue priorità e la sua tempistica. Nel caso della guerra civile e per procura in corso in Siria, giunta ormai al suo ventesimo mese, entrambe le opzioni sono ampiamente soddisfatte, fino a prefigurare, in questa controversia al tempo stesso locale, regionale e internazionale, un vero e proprio “caso di scuola”. Sulla costruzione dell'immagine di nemico si stanno esercitando ormai da mesi, alternativamente, la propaganda alimentata dai mezzi di comunicazione “occidentali” e le cancellerie degli alleati europei, atlantici e petro-monarchici: basti mettere a confronto, per averne una plastica riprova, la programmazione televisiva e la qualità dell'informazione, con i reportage dedicati alla crisi siriana, rispettivamente rilanciata dai grandi network “atlantici” (tipo la CNN e la BBC, per non parlare di Al Jazeera) o dalle televisioni non-allineate al mainstreaming “imperiale” (dalla russa RTV alla bolivariana Telesur).

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Cuba e Celac, un percorso di integrazione continentale

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da www.zereinaldo.blog.br | Traduzione di Erman Dovis per Marx21.it

celacL’America Latina e il Caribe scommettono sulla costituzione di una struttura di integrazione continentale che permetta l’assunzione di posizioni unitarie, in un contesto di crisi economica e di sfide generali per uno sviluppo sostenibile.

Alla fine di Gennaio, il Cile ospiterà il vertice dei capi di stato e di governo della Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi (Celac), un blocco che vedrà il governo di Cuba assumerne la presidenza. L’organizzazione è stata fondata a Caracas, in Venezuela, nel dicembre 2011, e riunisce per la prima volta in un forum i 33 paesi indipendenti di America Latina e Caraibi.Di questa organizzazione non fanno parte Stati Uniti d’America e Canada, che sono nazioni si del Continente americano, ma hanno differenti storie, culture e prospettive politiche e socio-economiche. Nella capitale venezuelana, i membri della Comunità hanno stabilito obiettivi comuni di inclusione sociale, crescita, equità, sviluppo sostenibile, unità e integrazione del continente, condizioni queste ritenute come essenziali per affrontare con successo le sfide odierne.

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«Dentro Rivoluzione civile le battaglie dei partiti e dei movimenti»

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di Vittorio Bonanni | da www.liberazione.it

ingroia visoIntervista ad Antonio Ingroia: «Non dobbiamo distruggere la politica ma ricostruirla»

Antonio Ingroia non ha certo bisogno di presentazioni. Già pm presso la Procura di Palermo e in prima linea nella battaglia contro quello Stato infedele accusato di aver trattato occultamente con la mafia, è ora uno dei protagonisti della campagna elettorale con la sua lista Rivoluzione Civile, sostenuta da movimenti come “Cambiare si può” nella stragrande maggioranza dei suoi aderenti, da altre realtà di base e dall’ampia ma frammentata galassia dei partiti della sinistra antagonista, come Rifondazione comunista, il Pdci, l’Italia dei Valori e i Verdi. Sono ore febbrili per l’ex pm, ore in cui si sta velocemente decidendo la composizione delle liste e dunque non è stato facile trovare il tempo per parlare con lui. Lo abbiamo bloccato telefonicamente tra un impegno e un altro.

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