Argentina: l'installazione della dittatura mafiosa

Argentina: l'installazione della dittatura mafiosa

di Jorge Beinstein*

Mancano solo alcuni piccoli aggiustamenti perché il motore della dittatura funzioni a pieno ritmo. Una ridotta cricca mafiosa alla cui guida si trova Mauricio Macri, dispone dell'insieme del potere politico a cui si sommano i poteri mediatico ed economico.

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Comunicato del Coordinamento Nazionale del Comitato No Guerra No NATO

Comunicato del Coordinamento Nazionale del Comitato No Guerra No NATO

Impegniamoci perché l’Italia firmi e ratifichi il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, adottato dalle Nazioni Unite

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

La riabilitazione del colonialismo come "nuova via democratica"

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

  

 

jalil larussaMentre la Libia di Gheddafi, figlia di una rivoluzione nazionale e sociale al contempo, ha sempre chiesto all'Italia di riconoscere fino in fondo la responsabilità dei crimini commessi durante l'occupazione coloniale (1911 - 1943), la cosiddetta nuova Libia del Consiglio Nazionale di Transizione (CNT) riabilita, invece, quello stesso passato coloniale per alimentare ulteriormente la criminalizzazione di tutta l'esperienza della Jamahirija. Jalil, presidente del CNT, ha voluto ricordare, con il compiacimento del ministro della difesa Ignazio La Russa, che “i libici sanno perfettamente che il periodo del colonialismo italiano procedeva in concomitanza con un'era di grandi costruzioni e sviluppo" e sottolineare come “in quel periodo la legge andasse nel corso naturale, cause giuste, processi giusti.

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Salari cinesi?

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di Alberto Gabriele per Marx21.it


cina impiegati-w350In questi giorni, in seguito alla tragedia di Barletta, molti osservatori (incluso l’ex-comunista Giorgio Napolitano) si sono stracciati le vesti quando hanno scoperto che e’ prassi comune nel Mezzogiorno, per cittadini/e italiani/e doc, lavorare in nero in precarie condizioni di sicurezza per 4 euro l’ora o meno. Molti di questi signori si sono scandalizzati, paventando che di questo passo un giorno i poveri lavoratori italiani si ritroveranno a percepire “salari cinesi”.

 

L’uso di questa espressione, naturalmente, e’ rozzo e offensivo nei confronti di un paese come la Repubblica Popolare Cinese, che in pochi decenni ha quasi eliminato la poverta’ di massa, che fino a tempi recenti affliggeva molte centinaia di milioni di persone – un’impresa senza precedenti nè paragoni nella storia dell’umanita’. Naturalmente, nessuno studioso serio (di destra, di sinistra o di centro) nega lo straordinario successo della Cina nella lotta alla poverta’, anche se le interpretazioni su come ci sia riuscita divergono ampiamente.

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Libia, documentario di Rolando Segura

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Filmato realizzato da Orlando Segura, corrispondente di Telesur in Libia, presentato nella sede dell'Unione dei Giornalisti di Cuba il 7 ottobre 2011

 

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Un partito comunista legato alla classe

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di Fosco Giannini

 

fincantieri corteoDa oltre vent’anni si pone, in Italia, la questione comunista.


Essa si pone a partire da due consapevolezze: da una parte quella che un Partito comunista capace di sostenere e organizzare il conflitto sociale e politico e capace nel contempo di tenere aperta la strategia per il socialismo, è un’oggettiva necessità sociale e storica; d’altra parte, la consapevolezza della debolezza soggettiva dell’attuale movimento comunista italiano, che ereditando le macerie di quel nefasto e lungo processo di decomunistizzazione apertosi nell’ultima fase del PCI e protrattosi – come una lunga marcia funebre - attraverso l’occhettismo e il bertinottismo, si trova oggi nella non facile condizione di lavorare, contemporaneamente, sia alla delineazione di un profilo politico e teorico all’altezza dei tempi e dello scontro di classe, che alla costruzione di una più forte organizzazione, ad un più profondo radicamento nei luoghi di lavoro, nei territori e nella società, ad una più incisiva ed estesa capacità di trasformazione sociale.

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Su alcune caratteristiche del processo di formazione di un partito comunista

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di Fausto Sorini

 

falcemartello spilla- Nessun partito comunista si è mai formato per una spinta dal basso...questo vale per i movimenti di lotta, non per i partiti...Anche il PCd'I si formò a Livorno per la spinta dall'alto dell'Internazionale comunista e delle frazioni comuniste del PSI...e non durante l'occupazione delle fabbriche e il biennio rosso, ma dopo la sconfitta di questi venti di massa e durante il loro riflusso... Chi non capisce questo non ha capito niente di oltre 100 anni di storia del movimento comunista e resta prigioniero di posizioni movimentiste e/o pansindacaliste che non hanno mai portato da nessuna parte, non hanno mai dato vita a nessun partito comunista solido e durevole.


- L'idea poi secondo la quale l'unità dei comunisti in solo partito comunista, e segnatamente la riunificazione tra PRC (oggi circa 30-35.000 iscritti) e PdCI (oggi circa 25.000 iscritti) si dovrebbe realizzare con l'annessione del secondo al primo è una stupidaggine impolitica e propagandistica che non merita neppure di essere discussa: e infatti, quasi nessuno la discute e la propone, neanche nel PRC.

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Associazione "Primo Ottobre" di amicizia italo-cinese

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bandiera rossa_stellaSiamo un gruppo di compagni di diversa estrazione e percorso politico che ha deciso di mettere a disposizione esperienza, impegno e tempo per:


- migliorare e promuovere l’informazione sulla reale situazione e dinamica della Cina d’oggi;

 

- promuovere il processo di interscambio e collaborazione a tutti i livelli tra l’Italia e Cina.

 

Questa scelta è necessaria in quanto:


- Su scala planetaria la Cina è oggetto di disinformazione sulle sue caratteristiche economiche e sociali, le dinamiche politiche e produttive, culturali e etniche;


- In Italia la Cina è stata per anni utilizzata dalle forze della destra al potere come paradigma negativo;

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La Libia e la grande menzogna

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di Mahdi Darius Nazemroaya*, www.globalresearch.ca | Traduzione a cura di Marx21.it

 

onu libia_noflyzoneCome vengono usate le organizzazioni per i diritti umani per scatenare le guerre

 

*Mahdi Darius Nazemroaya è sociologo e ricercatore associato del Centre for Research on Globalization. E' specialista di questioni del Medio Oriente e dell'Asia Centrale. Per più di due mesi, durante la guerra tuttora in corso, ha soggiornato in Libia, inviando corrispondenze pubblicate da numerose testate di tutto il mondo.

 

La guerra contro la Libia è costruita sulla menzogna. Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha approvato due risoluzioni sulla base di affermazioni non dimostrate, concretamente quella secondo cui il colonnello Gheddafi stava massacrando il suo stesso popolo a Bengasi e in Libia. Nella sua forma esatta, l'affermazione era che Gheddafi avrebbe ordinato all'esercito libico di massacrare 6.000 persone sia a Bengasi che in altre parti del paese. Queste affermazioni hanno avuto ampia diffusione, ma sono sempre state spiegate in modo vago. Sulla base di tali affermazioni la Libia è stata portata davanti al Consiglio di Sicurezza ed espulsa dal Consiglio dei Diritti Umani a Ginevra.

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Una nuova lotta per l’egemonia

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di Alexander Höbel

 

Pubblichiamo, con l'autorizzazione dell'autore, l'intervento di Alexander Höbel, Coordinatore del Comitato Scientifico di Marx XXI, per la tribuna congressuale del PdCI | L'ARTICOLO ORIGINALE SUL SITO DEL PdCI

 

tessera congressoCi accingiamo a tenere questo congresso in quello che si presenta come un punto di svolta della nostra storia recente. La gravissima crisi economica in atto, che rimanda a una vera e propria crisi sistemica del capitalismo; la fine dell’ubriacatura neoliberistica degli anni scorsi, il venir meno della cieca fede nel mercato che ha animato la gran parte delle forze politiche e culturali dopo il 1989-91; in Italia la disgregazione del blocco sociale berlusconiano: questi e altri elementi segnalano che una fase nuova si sta aprendo.

 

Il paradosso di questa situazione, che apre spazi immensi all’iniziativa dei comunisti, è che mai come in questo momento ci troviamo in una condizione di difficoltà e di lontananza dai nostri stessi referenti sociali (sui quali peraltro occorrerebbe un’analisi attenta). È proprio in queste fasi, affermano giustamente le Tesi, che va messa in pratica “la capacità dei comunisti di indicare le soluzioni migliori alle grandi contraddizioni”, nel nostro paese e “su scala mondiale”.

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20 tesi sulla crisi

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di Vladimiro Giacché

 

stocksPubblichiamo in anteprima, con l'autorizzazione dell'autore, il contributo di Vladimiro Giacché, Vice Presidente dell'Associazione Marx XXI, che uscirà nel prossimo numero della rivista "Essere comunisti"

 

1. La crisi attuale non è altra cosa rispetto a quella iniziata nel 2007-2008. La crisi è la stessa: semplicemente, non ne siamo mai usciti. Il modello che allora è andato in frantumi, quello della crescita a debito, dell’espansione economica drogata dal credito e dalla finanza, è ancora in pezzi. In questi anni si è tentato di farlo ripartire, ma inutilmente. Per capire la fase della crisi che stiamo vivendo oggi, è necessario ricapitolarne le tappe precedenti. 

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Le cause del debito europeo e il che fare

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di Domenico Moro, Responsabile progetto per la formazione del Comitato Scientifico dell'Associazione Marx XXI


Pubblichiamo in anteprima questo articolo che uscirà sul prossimo numero della rivista "MarxVentuno" attualmente in corso di stampa

 

1. Un passaggio di fase storica


europe after_the_greek_crisis_868515La crisi del debito sovrano europeo sta determinando una guerra non guerreggiata tra Stati, tra aree valutarie, soprattutto una guerra di classe. Oggetto di questa guerra sono i lavoratori, che subiscono un attacco senza precedenti al salario e al welfare, con possibili ripercussioni sui livelli di democrazia. I governi adottano politiche restrittive nel tentativo di ridurre il debito con l’effetto di ridurre la crescita e aumentare il peso percentuale del debito sul Pil. Praticamente l’economia europea si trova in un cul de sac. Confindustria ripete il solito refrain, la richiesta delle salvifiche “riforme” di struttura: privatizzazioni, riduzione delle tasse per le aziende, riduzione del costo del lavoro, aumento dell’età pensionabile, abolizione del contratto nazionale. Tutte misure, alcune già adottate nel passato, che ci hanno portato alla situazione in cui siamo, e che ora la aggraverebbero.

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Libia: la guerra, il sangue, le risorse. Video-sintesi del dibattito di Roma

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Sintesi dell'iniziativa "LIBIA il sangue e il petrolio. A cent'anni dall'aggressione italiana in Africa una nuova guerra imperialista", tenutasi il lunedì 19 settembre, alla Casa delle Culture - Roma: i contributi di Paola Pellegrini, Maurizio Musolino, Giampaolo Calchi Novati, Manlio Dinucci, Marinella Correggia e Domenico Losurdo.

 

 

Bolivia: le ONG sbagliano su Morales e l'Amazzonia

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di Federico FuentesBolivia rising | traduzione a cura di Marx21.it

 

bolivia manifestanteDichiarazioni, articoli, lettere stanno circolando in Internet chiedendo la fine della “distruzione dell'Amazzonia”.

 

L'obiettivo di queste iniziative non è rappresentato dalle corporazioni transnazionali né dai potenti governi che le appoggiano, ma il governo del primo presidente indigeno della Bolivia, Evo Morales.

 

Al centro del dibattito c'è la controversa proposta del governo boliviano di costruire un'autostrada attraverso il Territorio Indigeno del Parco Nazionale Isidoro Sécure (TIPNIS).

 

Il Tipnis, che copre una superficie di più di 1 milione di ettari di foresta, ha ottenuto lo statuto di territorio indigeno dal governo di Evo Morales nel 2009. Circa 2.000 persone vivono in 64 comunità all'interno del TIPNIS.

 

Il 15 agosto, rappresentanti della “Subcentral” del TIPNIS che unisce queste comunità, e altri gruppi indigeni, hanno iniziato una marcia verso la capitale, La Paz, per protestare contro il piano dell'autostrada.

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La Siria nel mirino

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di Spartaco Puttini per Marx21.it

 

Syria Grunge_Flag_by_think0-w350Vi sono molti modi per accostarsi alla crisi in corso in Siria.

Il primo è ripetere ciò che vanno raccontando i media, a partire dall’emittente dell’emiro del Qatar, Al-Jazeera, già ampiamente compromessa con le frottole diffuse ad arte sulla crisi libica per fomentare lo scontro settario e preparare il terreno ad un’invasione militare della Jamahiria. È quanto vanno facendo i principali organi di informazione nazionale che sembra passino qualsiasi presunta notizia battuta dalle agenzie, senza preoccuparsi minimamente di controllarne l’attendibilità. Per giorni siamo stati tenuti con il fiato sospeso per la sorte di Amina, la giovane blogger siriana lesbica e attivista dei diritti umani. I giornali italiani hanno dato ampio risalto alla sua storia. Amina è stata prelevata dai servizi di sicurezza siriani e di lei, non giungono più notizie1. A dare l’allarme è la cugina, sul suo stesso blog. L’allarme è poi ripreso dalla fidanzata di Amina, una ragazza di Montreal. Qualche giorno dopo aver martellato il pubblico italiano con questa storia cominciano a serpeggiare i primi, incontenibili, dubbi sulla vicenda.

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Obama alle Nazioni Unite: la voce arrogante dell'imperialismo

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di Bill Van Auken, www.globalresearch.ca | Traduzione a cura di http://www.marx21.it

 

obama onuIl presidente Obama ha pronunciato un vuoto e arrogante sermone alle Nazioni Unite, infarcito di banalità sulla “pace”, allo scopo di nascondere le politiche depredatrici di Washington.

 

Il presidente degli Stati Uniti ha ricevuto la tiepida reazione dei capi di Stato, ministri degli esteri e delegati presenti all'ONU. Non una sola riga del suo discorso è stata applaudita. La novità di due anni fa, quando Obama fece la sua prima apparizione di fronte all'organismo atteggiandosi a campione del multilateralismo al contrario di Bush, è evaporata in poco tempo. Come il mondo è arrivato a sapere in breve tempo, il nuovo inquilino della Casa Bianca ha fatto poco per cambiare le direttrici della politica estera statunitense o per limitare l'espansione del militarismo degli USA.

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Karl Marx e la democrazia moderna

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di Emiliano Alessandroni

 

1. Riduttività e inefficacia della democrazia giuridico-politica.

 

Le idee della classe dominante sono in ogni epoca le idee dominanti; cioè la classe che è la potenza materiale dominante della società è in pari tempo la sua potenza spirituale dominante. La classe che dispone dei mezzi della produzione materiale dispone con ciò, in pari tempo, dei mezzi della produzione intellettuale, cosicché ad essa in complesso sono assoggettate le idee di coloro ai quali mancano i mezzi della produzione intellettuale.

 

Karl Marx, L'Ideologia Tedesca

 

marx

Una delle formulazioni più autorevoli relative al concetto di democrazia moderna è stata espressa dall'economista austriaco Joseph Schumpeter che sul suo libro Capitalismo, socialismo e democrazia definisce il metodo democratico come «quell'assetto istituzionale per arrivare a decisioni politiche nel quale alcune persone acquistano il potere di decidere mediante una lotta competitiva per il voto popolare»1. Si tratta di un giudizio sintetico, estensivo, che a tutt'oggi continua a suscitare approvazione. Secondo Gianfranco Pasquino, allievo di Norberto Bobbio, le teorie di Kelsen e di Schumpeter sono quelle che «costituiscono tuttora i punti più elevati della visione democratica» e come tali risultano immuni ai cambiamenti storici, ovvero «dotate di persistente validità». La discriminante della democrazia risulta la competizione elettorale: «le elezioni sono un gioco interattivo che si ripete nel tempo con periodicità prevedibile spesso chiaramente sancita, altrimenti non saremmo in democrazia».

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Taiwan: la provincia "ribelle" e il confronto cino-americano

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

 

biden jinpingLo scorso 17 agosto il vicepresidente statunitense Joe Biden in visita a Pechino aveva affermato, di fronte al suo omologo cinese Xi Jinping, che gli Usa appoggiano fermamente la politica di “una sola Cina”, non sostengono l’indipendenza di Taiwan e, al contempo, ritengono il Tibet come parte inalienabile della Cina. Prese di posizione non certo nuove o sorprendenti, ma che hanno fatto esclamare alla resa di Washington, in difficoltà economica e politica, nei confronti del gigante comunista detentore di una larga fetta del debito pubblico a stelle e strisce, tanto da venire meno alla lotta per i diritti civili soprattutto in riferimento al Tibet.

 

Questa atmosfera di cordiale intesa e di riconferma di una indispensabile collaborazione, - che tuttavia non ha nascosto le divergenze sull’aggressione alla Libia e le preoccupazioni cinesi per nuovo modello di intervento “umanitario” imperialista – è stata rotta il 21 settembre dalla presentazione da parte della amministrazione Obama di un pacchetto di aiuti militari per 5,8 miliardi di dollari a Taiwan per l’ammodernamento della vecchia flotta di F16, l’addestramento dei piloti dell’aeronautica taiwanese e comprendente bombe intelligenti, missili teleguidati di alta precisione e strumenti per la guerra elettronica.

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L’Unione Europea nel gorgo della crisi

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di Vladimiro Giacché* e Fausto Sorini**

 

Il testo uscirà sul prossimo numero della rivista teorica del PC del Brasile (PCdoB), Pricipios, che ha cortesemente concesso di anticiparne l'uscita in Italia.

 

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2011: l'Unione Europea vara il Fondo salva-Stati...

 

Partiamo dai fatti, dalla congiuntura.

Quando, nel marzo scorso, i contorni del cosiddetto Fondo salva-Stati hanno cominciato a chiarirsi, qualche quotidiano ha avuto il coraggio di definirlo come una svolta storica. I fatti sono questi: l'Unione Europea ha deciso di dotarsi di un Fondo per interventi di emergenza (dotazione: 440 miliardi di euro), che a partire dal 2013 si trasformerà in Meccanismo Europeo di Stabilità (la stessa cosa di prima, ma con una dotazione di 500 miliardi di euro). Al Fondo dovranno contribuire i Paesi membri della zona euro, in proporzione alla quota di partecipazione alla Banca Centrale Europea. Il Fondo potrà erogare prestiti ai Paesi in difficoltà, e anche comprare i loro titoli di Stato.

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I comunisti venezuelani confermano il sostegno a Chavez, ma difendono la loro autonomia

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Intervista a Oscar Figuera, Segretario Generale del Partito Comunista del Venezuela | a cura di Modaira Rubio/TP-FDA

 

figuera pcvTraduzione a cura di http://www.marx21.it

 

Non è compito facile intervistare il Segretario Generale del Partito Comunista del Venezuela (PCV), organizzazione che attualmente partecipa al consolidamento del Polo Patriottico, in vista delle elezioni presidenziali del 2012. All'interno del processo c'è chi accusa i comunisti di offrire argomenti al nemico, a causa delle loro posizioni in merito alla necessità di una nuova Legge Organica del Lavoro o per la loro solidarietà verso l'insorgenza colombiana, mentre dall'opposizione, paradossalmente, si accusa i comunisti di essere “un partito satellite del chavismo”. Per chiarire quale sia realmente il programma del PCV, la sua linea politica di lavoro e la valutazione che fa del momento storico che attraversa il paese, abbiamo consultato il suo massimo rappresentante, Oscar Figuera.

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Il Partito Comunista Siriano (unificato) sugli avvenimenti in corso nel suo paese

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Comunicato di Husein Nemer, primo segretario


su http://www.solidnet.org | Traduzione a cura di http://www.marx21.it

 

Syria mapHusein Nemer, primo segretario del Partito Comunista Siriano (unificato), uno dei due partiti comunisti (l'altro è il Partito Comunista Siriano) che fa parte del Fronte Nazionale Progressista in Siria (insieme, tra gli altri, al Partito Baath) analizza l'attuale momento della vita politica nel suo paese, pronunciandosi per radicali riforme democratiche, ma allo stesso tempo, nella rete Solidnet, rivolge un appello ai partiti comunisti e operai di tutto il mondo perché si oppongano all'aggressione imperialista in atto contro la Siria.

 

Vi presentiamo una breve analisi degli avvenimenti che si sono sviluppati nel nostro paese, la Siria, allo scopo di mettere in evidenza alcuni fatti, da un lato, e smentire certe menzogne assolutamente inventate e messe in circolazione dai media della propaganda imperialista che prende di mira la Siria.

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Nasce una nuova rivista

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Quello che qui presentiamo è il primo numero della nuova iniziativa editoriale MarxVentuno, nuova serie de l'Ernesto. In questa iniziativa convergono esperienze che hanno coerentemente lavorato nel corso di questi anni per la ricostruzione di un pensiero rivoluzionario e di una prassi volta all'unità dei comunisti e della ricostruzione di un unitario partito comunista, unico progetto realmente capace di coniugare l'esigenza di pratiche unitarie a sinistra e di presenza organizzata dei comunisti nel nostro paese.

Sul terreno della linea dell’unità dei comunisti e del progetto della ricostruzione di un unico partito comunista, molti passi concreti sono stati compiuti. Tra questi, certamente importante è quello rappresentato dalla trasformazione della rivista “l’ernesto”. Una rivista politico-teorica che, dalla dissoluzione dell’URSS e del PCI, si è sempre coerentemente battuta contro i molteplici tentativi di liquidazione dell’intera esperienza del movimento comunista del ‘900, ad iniziare dalla Rivoluzione d’Ottobre.

 

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