Gli euroscettici di Bruxelles

Gli euroscettici di Bruxelles

da emilianobrancaccio.it

Un’altra manovra finanziaria che favorisce gli evasori e propone soluzioni discutibili contro la disoccupazione, mentre sul versante del deficit non siamo dinanzi a nessuna svolta rivoluzionaria.

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Per lo sviluppo sovrano e la sconfitta dell'imperialismo

Per lo sviluppo sovrano e la sconfitta dell'imperialismo

da resistenze.org

Nel quadro di un complesso panorama nazionale e internazionale, si è svolto l'11° Plenum del CC del Partito Comunista del Venezuela (PCV), a Caracas lo scorso 8 e 9 settembre ...

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Francia: il Partito Comunista verso il congresso straordinario

Francia: il Partito Comunista verso il congresso straordinario

da comunistibrescia.org

Francia: il PCF verso un congresso straordinario, che si terrà dal 23 al 25 Novembre, con un documento di base votato dal 42% dei 30.000 iscritti, su circa 42000 registrati, che hanno partecipato al voto pre-congressuale ...

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Sanremo/ Pdci: E' vetrina per Israele, invochiamo par condicio

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da www.ilmondo.it

asaf-avidan-sanremo-asaf-avidan-defaultIn occhi telespettatori passerà idea che sia Stato 'normale'

Roma, 14 feb. (TMNews) - "Ancora una volta il carrozzone del Festival di Sanremo diventa vetrina privilegiata per Israele. Ieri sera infatti Fabio Fazio ha pensato bene di far fare alla modella israeliana Bar Rafaeli il contro altare alla simpatica e brava Littizzetto. La splendida Bar non è certo una ultrà pro Israele, aveva fatto discutere un suo twitter non sufficientemente schierato con l'attacco Gaza dei mesi scorsi e prima ancora delle sue dichiarazioni sull'Idf (esercito di Israele), quindi una presenza che serve ad avvalorare una presunta pluralità e l'idea di un Paese democratico dove tutto e tutti sono ammessi". Lo afferma in una nota Maurizio Musolino, coordinatore dipartimento esteri del Pdci.

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Cultura e legalità: motori di sviluppo

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da www.rivoluzionecivile.it

Ingroia-a-San-Lorenzo“Il mondo dello spettacolo, dell’università e della ricerca incontra Antonio Ingroia” è scritto sui manifesti che tappezzano San Lorenzo, nel cuore di Roma. E la sala di via dei Volsci dell’associazione “Dimmidisì” è talmente piena che sembra davvero contenere un mondo intero. Studenti, lavoratori della ricerca e dello spettacolo, registi, attori, musicisti, in molti hanno voglia di parlare, ascoltare, partecipare. Sono talmente tanti che la scaletta salta e lo stesso Ingroia finirà per lanciare solo un’occhiata veloce al suo intervento per fare riferimento ai dati vergognosi relativi agli investimenti italiani in cultura: “soltanto un miliardo e 800mila euro, pari allo 0,2 % del Pil, mentre la Francia stanzia 12 miliardi di euro l’anno, la Germania 8,6 e la Gran Bretagna 5,3”.

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Condanniamo la provocazione contro l'iniziativa del Comitato contro la Guerra di Milano

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sestosangiovanni 100213Marx21.it si associa alla condanna del tentativo di aggressione e della provocazione messo in atto da un gruppo di sostenitori del sedicente "esercito siriano libero" durante l'assemblea del 10 febbraio contro la guerra alla Siria ed esprime la sua solidarietà ai compagni e alle compagne del Comitato contro la Guerra di Milano.

Un episodio non isolato che mette in evidenza la natura aggressiva e fascista dei gruppi che sono impegnati nel progetto di destabilizzazione della Repubblica di Siria e che estendono le loro provocazioni anche al di fuori della regione investita dalla feroce avventura militare sostenuta dalle potenze della NATO.

COMUNICATO DEL COMITATO CONTRO LA GUERRA MILANO

Il 13 dicembre scorso, in occasione dell'incontro "Siria: l'informazione, la verità, le bugie, la guerra" presso il Centro Scaldasole organizzato dal "Comitato di sostegno al popolo siriano", gruppo che sostiene i cosiddetti "ribelli" siriani, una signora di mezza età è stata buttata a terra da uno degli organizzatori. La sua colpa è stata quella di contestare le modalità di richiesta degli interventi del pubblico attraverso dei fogliettini in modo che le domande venissero filtrate più agevolmente.

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Cyber-guerra: il ritorno della guerra preventiva

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

cyberwar1Non è necessario essere esperti di guerre e armamenti – e il sottoscritto non lo è di certo – per comprendere come il concetto stesso di guerra si sia sempre più esteso in coincidenza con lo sviluppo tecnologico. Non può quindi stupire il fatto che anche Internet – la “rete” - sia divenuto un campo di battaglia di primaria importanza che, come quelli di terra, mare e aria deve essere difeso e reso operativo.Alle spalle abbiamo già molto esempi di utilizzo massiccio dei “social-network” nella diffusione di menzogne e false notizie o per sostenere operazioni di rovesciamento di governo. Queste, in sostanza, rappresentano nuove forme di attacco al quale seguono – anche se non sempre – operazioni belliche vere e proprie.

Ma non è tutto qui. Anzi: il concetto di “cyberguerra” riporta d'attualità quello di “guerra preventiva” che, troppo superficialmente, si è creduto estinto con il cambio della guarda alla Casa Bianca tra Bush Jr. e Barack Obama.

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A Tripoli Di Paola e 20 Puma

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di Manlio Dinucci | da il manifesto del 12 febbraio 2013

puma italiani tripoliMentre promette nel suo spot elettorale «riforme radicali contro gli sprechi e la corruzione», Mario Monti invia a Tripoli il ministro della difesa Di Paola con un pacco dono da circa 100 milioni di euro: 20 veicoli blindati da combattimento Puma, consegnati «a titolo gratuito» (ossia pagati con denaro pubblico dai contribuenti italiani) ai governanti libici, il cui impegno anti-corruzione è ben noto. Un gruppo di potere, al cui interno sono in corso feroci faide, chiamato in causa dallo stesso Consiglio di sicurezza dell’Onu per «le continue detenzioni illegali, torture ed esecuzioni extragiudiziarie». Tutto perfettamente legale, però. La legge sulle missioni internazionali delle Forze armate per «il consolidamento dei processi di pace e stabilizzazione», approvata tre settimane fa dal senato con voto bipartisan quasi unanime, autorizza la spesa per prorogare l’impiego di personale militare italiano in attività di «assistenza, supporto e formazione in Libia» allo scopo di «ripristinare la sicurezza pubblica». L’Italia si accoda così agli Stati uniti, che stanno formando una forza d’élite libica con il compito ufficiale di «contrastare e sconfiggere le organizzazioni terroriste ed estremiste violente». 

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Cuba, la presidenza della CELAC e l'Unione Europea

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di Mauricio Miguel, Traduzione di Marx21.it | da www.avante.pt

cuba bandiera braccioCuba rivoluzionaria e socialista ha assunto alla fine del mese di gennaio la presidenza pro-tempore della Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC). E' un fatto di grande rilievo; è il riconoscimento a un popolo e un paese che, nel corso di 54 anni, affrontando fin dai primi momenti della rivoluzione le maggiori difficoltà e prove economiche, militari e politiche, ha dato “lezioni” di tenacia e solidarietà rivoluzionarie al mondo, ricevendone in cambio il rispetto, l'ammirazione e la solidarietà di milioni di esseri umani. Molto si è già scritto e molto si scriverà ancora su Cuba e sul suo inestimabile contributo alla lotta dei popoli, per salvare vite umane, per il sorriso e l'apertura degli orizzonti della conoscenza a milioni di esseri umani in America Latina, in Africa e in altre parti del mondo. La piccola isola dei Caraibi, con poco più di 11 milioni di abitanti, ha assunto la presidenza della maggiore organizzazione di integrazione dell'America Latina, con 33 paesi e un territorio che va dal Messico fino alla Patagonia argentina e cilena.

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A proposito di elezioni, Europa e vero voto utile

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di Domenico Moro per Marx21.it

schede elettorali scrutatore1. Europa convitato di pietra 

Come quasi sempre accade nelle competizioni elettorali nelle cosiddette democrazie avanzate, anche questa volta è l’inessenziale che tiene banco, tra sparate propagandistiche di Monti, Berlusconi e Grillo e il nulla espresso da Bersani. 

Il grande assente e convitato di pietra di questa campagna elettorale è l’Europa. Il fiscal compact che impone il pareggio di bilancio, inserito addirittura in Costituzione, pone dei vincoli che costringeranno l’azione di qualsiasi governo. Ma non è tutto. L’Europa prevede la riduzione in venti anni del debito pubblico al 60% sul Pil. Ora, visto che il nostro debito equivale al 126% e che in valore assoluto ammonta a oltre 2mila miliardi di euro, si tratta di tagliare più di mille miliardi, ovvero circa 50 miliardi all’anno. Quindi, in realtà il pareggio di bilancio è il meno. Ogni anno bisognerà realizzare attivi di bilancio (maggiori entrate su spese) pari al 3-4% del Pil.

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Recensione a Giuseppe Vacca, Vita e pensieri di Antonio Gramsci. 1926-1937, Torino, Einaudi, 2012

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di Raul Mordenti | da testoesenso.it

vitaepensierodigramsci vacca1. La temperie politico-culturale e il titolo stesso dell’incontro triestino[1] (che non si limita al libro di Giuseppe Vacca ma pone al centro “Il recente caso Gramsci: una questione scientifica o una polemica politica?”) ci impongono di considerare il problema del revisionismo che ha preso di mira Gramsci in questi ultimi mesi, in altre parole di porre il problema se anche il libro di Vacca si inserisca nella linea di aggressivo revisionismo gramsciano (anti-gramsciano) oppure, al contrario, se esso sia un contributo alla verità storica e dunque, in quanto tale e già solo per questo motivo, sia un modo di combattere quel revisionismo; la falsità storica delle argomentazioni è infatti costitutiva del revisionismo (e lo è anche un livello scientifico basso e talvolta francamente impresentabile), dunque produrre storia, storia documentata, e proporre interpretazioni appoggiate solidamente sui testi sono certamente il modo migliore di combattere il revisionismo.

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La giornata della menzogna. Intervista alla storica Alessandra Kersevan

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da www.radiazione.info

jugo-flag-580x350Con una bellissima esposizione la storica Alessandra Kersevan dipinge un quadro completo dell’opera di revisionismo storico che la nostra classe politica, e non solo, porta ogni anno avanti attorno al tema dell’occupazione fascista in Jugoslavia e delle foibe.

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I crimini dell’Esercito italiano in Jugoslavia

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di Ivan Serra, tratto da www.marxismo.net | da www.diecifebbraio.info

filospinatoA proposito del “giorno del ricordo”

I dieci anni passati dalla presentazione della legge per l’istituzione del giorno del ricordo, votata poi da tutto l’arco parlamentare con poche eccezioni, non hanno certo attenuato il carattere mistificatorio di questa ricorrenza. Già la scelta della data, così vicina a quella del 27 di gennaio, giorno dell’abbattimento nel 1945 dei cancelli di Auschwitz e commemorazione a livello internazionale delle vittime del nazismo, le tenderebbe a confondere e unificare. In realtà il 10 febbraio 1947 il trattato di pace che fu firmato a Parigi con le potenze alleate vincitrici della guerra, considerava l’Italia sì cobelligerante contro la Germania dopo l’armistizio, ma pienamente corresponsabile della guerra di aggressione intrapresa e per questo punita. Lo stesso testo della legge dove si parla di tutte le “tormentate vicende del confine orientale”, viene poi travisato nella realtà quando vengono solo ricordate foibe ed esodo, dimenticando proprio le guerre di aggressione a Russia, Grecia e Jugoslavia. 

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Intervista a Osama Saleh del comitato "Giù le mani dalla Siria"

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di Michele Michelino

ribelli silhouetteD. I mass media italiani stanno facendo una campagna di disinformazione a sostegno dei “ribelli” contro il governo siriano. Qual è la situazione reale in Siria al 30 gennaio 2013?

R. Vi comunico le ultime notizie. Ieri, 29 gennaio, ad Aleppo, nella zona di Bustan al-Qasr sulla riva del fiume Queiq è stato scoperto un massacro terribile in cui sono morti circa 80 civili. L’opposizione ha negato, come sempre, gettando la colpa sul governo siriano anche se ci sono prove che il governo non c’entri nulla.

D. Tuttavia la televisione e i giornali italiani hanno dato molto spazio a quest’avvenimento: come lo spieghi?

R. Sono stati i terroristi che hanno fatto questo massacro, un massacro molto crudele; anche ieri a mezzogiorno in un villaggio a est di Homs, la città dalla quale provengo, sono entrati circa duemila terroristi, hanno invaso il villaggio che si chiama Al-Almeriyeh, abitato da siriani favorevoli al governo, quasi tutti cristiani e alauiti. Gli abitanti erano minacciati da una settimana dagli estremisti islamici e avevano chiesto all’esercito siriano di aiutarli ad affrontare questi attacchi. 

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La fine della classe operaia?

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di Peter Mertens, Partito del Lavoro del Belgio (PTB) | da iccr.gr
Traduzione per resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
working-class-joesC'è un'idea molto diffusa, che si sente sempre più spesso: le tecnologie dell'informazione e delle scienze della comunicazione hanno radicalmente cambiato la produzione. La maggior parte dei paesi sviluppati ha un'economia di servizi, una società post-industriale. In Europa, il 66% della popolazione lavoratrice è impiegata nel settore dei servizi. Negli Stati Uniti questa percentuale raggiunge il 79% (1). A causa di questo cambiamento nella composizione della classe lavoratrice, non si può proseguire come prima, dice il filosofo italiano Antonio Negri: "Odio chi dice: la classe operaia è morta, ma la lotta continua. No. Se la classe operaia è morta - il che è vero - l'intero sistema legato a quei rapporti di forza entra in crisi".(2)
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Intervista a Vladimiro Giacché

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di Bruno Settis e Francesco Marchesi | da www.quoterosse.it

giacche primopianoIncontriamo Vladimiro Giacché il 2 febbraio a Pisa, dove è venuto a partecipare all’Assemblea pubblica di Rivoluzione Civile che si è tenuta al CEP, in quanto membro del direttivo dei Comunisti Italiani e candidato alla Camera in Toscana. Di formazione filosofica (alla Scuola Normale) e tradizione comunista (il secondo nome è Ilio), ha lavorato nel settore finanziario pubblico e privato. Negli ultimi anni Vladimiro è emerso in Italia come un penetrante commentatore della crisi, intrecciando la critica dell’ideologia (La fabbrica del falso, DeriveApprodi, seconda ed. 2011) con quella delle politiche economiche (oltre all’attività giornalistica su Il Fatto Quotidiano, Pubblico e altrove,Titanic Europa. La crisi che non ci hanno raccontato, Aliberti, seconda ed. 2013). Insomma, con il contributo che Vladimiro fornisce all’elaborazione delle linee di proposte economiche della lista di Rivoluzione Civile (di cui abbiamo già discusso, e torneremo a discutere, in altri articoli), ci ricorda che nella società civile ci sono anche i comunisti. E, infine ma non ultimo, è sempre garantita una chiacchierata piacevole.

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Il governo dei tecnici: un sapere scomparso! con due domande finali

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di Vittorio Pesce Delfino, Comitato scientifico Marx XXI

ministri monti 2S’intende qui mostrare come al Governo dei tecnici presieduto dal Premier Mario Monti manchi totalmente un sapere che deve necessariamente essere posseduto per giustificare qualunque proposta tecnica: il sapere scientifico.

Il governo dei tecnici ha fatto ricorso continuamente a una procedura certamente legittima dal punto di vista regolamentare ma assolutamente non reclamabile da un soggetto che si definisca “tecnico”: la fiducia parlamentare. Mentre un governo politico, che sia stato quindi eletto sulla base della proposta di un progetto può senz’altro, a fronte di difficoltà parlamentari contingenti, far ricorso alla richiesta di fiducia (appunto nei confronti di tale progetto), ciò appare per nulla giustificabile per un governo tecnico che dovrebbe essere in grado di convincere su quello che fa oppure prendere atto di tale incapacità e quindi dimettersi. Proviamo a considerare la cosa con l’aiuto di Dario che è il nostro tecnico, un idraulico che abbiamo chiamato per sistemare lo scarico del bagno di casa che perde; Dario esamina il problema e poi si rende conto di non essere in grado di risolverlo (in seguito vedremo perché). 

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E' stato assassinato a Tunisi il compagno Choukri Belaid

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di Maurizio Musolino

Choukri BelaidAi suoi compagni, alla sua famiglia, al suo Paese, la solidarietà del Partito dei comunisti italiani

E' stato assassinato a Tunisi il compagno Choukri Belaid, un progressista, un laico, un comunista, amante del suo paese e della sua gente. Per anni si era fieramente opposto al regime di Ben Alì e oggi era in prima fila per la difesa dei diritti delle donne e dei lavoratori tunisini. Lo avevamo incontrato a Tunisi un anno fa nella sede del suo partito ( Movimento patriottico democratico) e in quell'occasione ci aveva parlato del progetto di riunificazione della sinistra in Tunisia, un progetto che nel frattempo era andato avanti raccogliendo consensi e successi. Ricordo anche un suo messaggio al nostro ultimo congresso dove parlava di laicità e ci chiedeva di non lasciar soli i giovani impegnati nelle rivolte arabe, a quel congresso non potè partecipare perché negli stessi giorni era in atto a Tunisi un grande sciopero generale.

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Con la ricerca, per le imprese e contro la crisi

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da www.rivoluzionecivile.it

giacche rivoluzionecivile“Sostenere la ricerca è il miglior modo per aiutare il sistema delle imprese ad uscire dalla crisi”. Lo ha detto Antonio Ingroia durante una conferenza stampa in cui ha raccolto l’appello dei ricercatori italiani, rappresentati da Claudia Abatecola (Cnr), Viviana Ruggeri (Isfol), Sonia Ostrica (Iss) e Carlo De Gregorio (Istat). Presente anche Vladimiro Giacchè, l’economista candidato nelle liste di Rivoluzione Civile. “Facciamo nostro l’appello della comunità scientifica. La nostra porta è aperta al contributo dei settori più dinamici dell’economia italiana come quello della ricerca che, però, oggi – ha detto Ingroia – è in grande sofferenza. Raccoglie pochi investimenti pubblici, accusa la vergognosa lottizzazione dei vertici degli enti e oltretutto perde gran parte dei finanziamenti europei, pagando di fatto l’innovazione agli altri Paesi Ue. E’ inaccettabile”.

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L’attacco aereo israeliano contro la Siria: il disperato tentativo di salvare dal fallimento la guerra “sotto copertura USA-NATO”

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di Tony CartalucciGlobal Research News
(Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova)

aerei formazione cieloQUANDO I SIONISTI E GLI “JIHADISTI” SI PRENDONO PER MANO

Il 29 gennaio 2013, Israele ha scatenato attacchi aerei contro la Siria, in flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite, del diritto internazionale, e in diretta violazione della sovranità della Siria, sulla base di “sospetti” trasferimenti di armi chimiche.

The Guardian in un suo articolo dal titoloIsrael carries out air strike on Syria,“Israele compie un raid aereo sulla Siria”, afferma: Gli aerei da guerra israeliani hanno attaccato un obiettivo vicino al confine siriano-libanese dopo diversi giorni di avvertimenti sempre più intensi lanciati da funzionari del governo di Israele contro la Siria, a causa di un presunto ammassamento di armi.”
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Cuba, gli intellettuali analizzano la crisi e condannano le guerre

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di Josè Reinaldo Carvalho (da L'Avana) | da www.zereinaldo.blog.br

ignacio hernadez37521Traduzione di Erman Dovis per Marx21.it

La terza Conferenza Internazionale per l’Equilibrio del mondo, che si è tenuta a partire dallo scorso 28 Gennaio a L’Avana, ha visto la partecipazione di importanti intellettuali di tutti i settori della conoscenza e del sapere.

Dal primo momento dell’inizio dei lavori sono stati affrontati problemi politici, filosofici e culturali che affrontano la realtà storica e contemporanea del mondo, alla luce del Pensiero di Josè Marti’. “La Rivoluzione Cubana ha sempre sostenuto la necessità del Pensiero di Marti’ come riferimento di contenuti ed etica umana” ha dichiarato Hector Hernandez nel discorso principale di apertura della manifestazione ,a nome del Comitato Organizzatore.

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L'Argentina a un bivio

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di Luis Carapinha | da www.avante.pt

argentina bandieraTraduzione di Marx21.it

Un anno dopo la chiara vittoria elettorale che ha permesso il rinnovo del mandato della presidente Cristina Fernandéz Kirchner (CFK), l'Argentina si trova di fronte a un incrocio. Sotto l'impatto della crisi del capitalismo la crescita economica perde vigore e il governo di Buenos Aires vede restringersi gli spazi di manovra per l'adozione di misure redistributive che non entrino frontalmente in rotta di collisione con gli interessi dei grandi gruppi economici. Lo spettro dell'alta inflazione e dell'austerità ritorna a far la sua comparsa in un paese che si è ripreso solo parzialmente dal disastro capitalista del 2001, dopo anni di ricette neoliberiste dure e pure, in ossequio alla linea del FMI e ai dettami dell'allora Consenso di Washington. Nelle ultime settimane l'agitazione sociale e politica è sfociata nelle strade con manifestazioni e contro-manifestazioni.

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Le strategie “naziste” di USA, UE e NATO nell'epoca degli assedi

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di Felicity Arbuthnot* | da www.rebelion.org

Leningrad1Traduzione dallo spagnolo a cura di Marx21.it

*Felicity Arbuthnot è una giornalista, profonda conoscitrice della situazione in Iraq. Ha collaborato a numerosi documentari sulle conseguenze della guerra scatenata da Bush, alcuni dei quali insigniti di premi internazionali.

Pensiamo che l'assedio di Leningrado sia stato il più terribile della storia del mondo, una “politica della fame per motivi razziali”, descritta come “parte integrante della politica nazista in Unione Sovietica durante la Seconda Guerra Mondiale”. L'assedio di 872 giorni di durata cominciò l'8 settembre 1941 e venne finalmente spezzato il 27 gennaio 1944. E' stato descritto come “uno degli assedi più lunghi e distruttivi della storia e con il numero di gran lunga più alto di vittime”. Alcuni storici lo definiscono un genocidio. A causa delle difficoltà incontrate nella conservazione dei registri, la quantità esatta delle morti risultanti dalle privazioni causate dal blocco non è certa, e le cifre vanno da 632.000 a 1,5 milioni di persone.

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