L'India aderisce all'Organizzazione della Cooperazione di Shanghai

L'India aderisce all'Organizzazione della Cooperazione di Shanghai

di Yohannan Chemarapally | Sull'ingresso dell'India, quale membro a pieno titolo, nell'Organizzazione della Cooperazione di Shanghai, il commento del settimanale del Partito Comunista dell'India (Marxista)

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Damasco in America Latina

Damasco in America Latina

di María Fernanda Barreto

Pochi mesi fa Luis Britto García avvertiva in un suo articolo sul possibile utilizzo che si farà di mezzo milione di soldati colombiani dopo l'accordo di pace con le FARC. “Dopo la firma degli Accordi di Pace, questa milizia sovradimensionata…

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Internazionale Le elezioni francesi del 2017: una farsa sinistra

Internazionale Le elezioni francesi del 2017: una farsa sinistra

di Samir Amin

Riceviamo da Samir Amin la sua riflessione sul risultato delle elezioni francesi. Ne proponiamo la traduzione ai nostri lettori.

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Costruire strumenti di unità contro l'offensiva restauratrice in America Latina

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pc argentina 500pxdi Partito Comunista dell'Argentina
da solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

L'inasprimento delle manovre di disinformazione e delle strategie di manipolazione dell'opinione pubblica che fanno parte del repertorio della guerra mediatica nella nostra regione sono le principali armi della restaurazione neoliberista. Questo ruolo determinante lo assolvono alla lettera, dal momento che sono componenti della struttura dei colpi di Stato di nuovo modello, “i golpe soft” perpetrati nei parlamenti e rivestiti di una falsa legalità da istanze giudiziarie che a loro volta operano sottomesse all'autentico potere, il capitalismo monopolistico globalizzato.

Si deve ammettere che sono molto abili nel costruire l'inganno, riescono a far credere che le vecchie ricette di aggiustamento economico e sociale del Fondo Monetario sono aiuto finanziario, che il saccheggio delle risorse naturali ed energetiche va considerato un investimento produttivo, le relazioni diseguali come alleanze amichevoli e, ancora peggio, la povertà come un fatto compiuto e immutabile.

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Milano, 4 luglio 2017 - Independence day

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Riceviamo dal Comitato contro la Guerra Milano e volentieri pubblichiamo

milano 040717

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Che hanno da dire il governo e l'opinione pubblica sull'omicidio di Andrea Rocchelli?

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andrea rocchellidi Marx21.it

Vanno ringraziati i genitori di Andrea Rocchelli per la loro ostinazione e il lavoro della procura di Pavia che hanno permesso di aprire finalmente squarci di verità sull'assassinio del fotoreporter.

La notizia è di un rilievo eccezionale.

Ma dobbiamo constatare come non si sia registrata alcuna reazione da parte delle autorità del nostro governo di fronte a un fatto di una gravità inaudita che chiama direttamente in causa la giunta nazifascista ucraina, con cui il nostro paese intrattiene cordialissime relazioni e che asseconda (con le sanzioni alla Russia) nella sua guerra di aggressione nel Donbass, oltre che, con il suo silenzio, nella selvaggia persecuzione di chi dissente.

E neppure l'opinione pubblica democratica si è scomodata più di tanto, almeno come ha fatto in altre occasioni (ricordate la vicenda di Regeni?). Per Rocchelli nessuno striscione esposto dai municipi delle grandi città, nessuna iniziativa delle organizzazioni umanitarie, nessuna manifestazione di solidarietà.

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Marxismo Oggi: dalla rivista al sito

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marxismo oggi onlinedi Alexander Höbel | da marxismo-oggi.it

1. Perché “Marxismo Oggi”

Più volte nella storia si è assistito a fasi di crisi del marxismo; più volte, anzi, lo stesso marxismo è stato dato per morto. Eppure la materialità e irriducibilità delle contraddizioni reali hanno ogni volta posto di nuovo all’attenzione di studiosi e opinione pubblica, intellettuali e masse, il valore e l’utilità del marxismo come strumento analitico della realtà.

Negli ultimi decenni si è assistito a un’offensiva più decisa, una sorta di destrutturazione-delegittimazione dell’approccio e dello stesso lessico marxista, ad opera dei sostenitori del “pensiero unico” e dalle loro “corazzate” mediatiche. L’ondata neoliberista iniziata già negli anni Settanta, l’omologazione culturale avanzata nel decennio successivo e il crollo del “socialismo reale” nel 1989-91 hanno determinato le condizioni fondamentali per tale controffensiva ideologica, celata dietro il velo della “fine delle ideologie”.

L’approccio marxista veniva il più possibile espunto dalle università, dalle case editrici, dai centri di ricerca, oltre che ovviamente dai mass-media.

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Nel 67° Anniversario della Guerra di Corea, chiediamo la fine dell’interferenza imperialista!

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guerradicoreadichiarazione di Socorro Gomes, Presidente del Consiglio Mondiale della Pace (CMP)

da wpc-in.org

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Sessantasette anni fa, il 25 di Giugno, fu lanciata la guerra di Corea, frutto dell’interferenza imperialista americana nella penisola di Corea, che è terminata con una divisione della patria. Un’intera nazione è stata divisa, famiglie lacerate. Per decenni, quello che ne è seguito è stata la persecuzione, la minaccia di una nuova guerra e di provocazioni militari che possono portare la regione e il mondo verso una catastrofe generalizzata.

Dopo l’armistizio che ha sospeso la guerra nella Penisola di Corea il 27 Lugglio 1953, la mancanza di un accordo definitivo ha mostrato che la situazione è lungi dall’essere conclusa. La Repubblica Popolare Democratica di Corea (DPRK) ha riaffermato la propria disponibilità per un patto di pace, ma questo non è mai stata l’intenzione dell’imperialismo americano, nel suo percorso per il controllo geopolitico e geostrategico di una regione che la politica estera americana vede solamente attraverso le lenti distorte dei propri interessi di dominio.

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Dopo la rivoluzione: i primi atti del potere sovietico

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di Vladimiro Giacché

Proponiamo, per gentile concessione dell’autore e dell’editore, alcune pagine dell’introduzione di Vladimiro Giacché al volume Lenin, Economia della rivoluzione, Milano, Il Saggiatore, 2017, da oggi in libreria; sono state riprodotte le pagine 14-19, eliminando poche righe di testo, nonché alcune note e riferimenti testuali.

Dopo la rivoluzione: i primi atti del potere sovietico

Per creare il socialismo, voi dite, occorre la civiltà. Benissimo. Perché dunque da noi non avremmo potuto creare innanzi tutto quelle premesse della civiltà che sono la cacciata dei grandi proprietari fondiari e la cacciata dei capitalisti russi per poi cominciare la marcia verso il socialismo?
LENIN, Sulla nostra rivoluzione, 17 gennaio 1923

Quando Lenin, il 30 novembre 1917, licenziò per la stampa Stato e rivoluzione, accluse un poscritto in cui informava il lettore di non essere riuscito a scrivere l’ultima parte dell’opuscolo originariamente prevista. E aggiunse: «la seconda parte di questo opuscolo (L’esperienza delle rivoluzioni russe del 1905 e del 1917) dovrà certamente essere rinviata a molto più tardi; è più piacevole e più utile fare “l’esperienza di una rivoluzione” che non scrivere su di essa». 

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I comunisti tedeschi bloccano l'accesso alla base nucleare di Büchel

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dkp buchel bloccoComunicato del Partito Comunista Tedesco (DKP) | da solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

Nella mattinata del 22 giugno, militanti del Partito Comunista Tedesco (DKP) hanno bloccato le strade di accesso alla base aerea di Büchel, paralizzandone in tal modo in gran parte le attività.

L'iniziativa è parte di una campagna di lungo termine del movimento della pace contro la conservazione nella base di una ventina di bombe nucleari pronte per l'uso.

Il presidente del DKP Patrik Köbele, presente sul posto, ha dichiarato: “Chiediamo che questa installazione infernale sia immediatamente rimossa. Il governo federale deve immediatamente impegnarsi nei negoziati nell'ambito delle Nazioni Unite sul divieto globale delle armi nucleari invece di continuare a possedere queste armi di distruzione di massa, insieme agli Stati Uniti e agli altri membri della NATO”.

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Il salvataggio delle banche? Vuol dire che i soldi ci sono…

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Intervista a Maurizio Donato
a cura di Redazione Città Aperta

da contropiano.org

Il “salvataggio” delle due banche venete, a beneficio di BancaIntesa, grida vendetta già al primo sguardo (vedi contropiano.org). Per esserne sicuri, però, bisogna far parlare gli economisti. Radio Città Aperta ha intervistato Maurizio Donato, docente all’università di Teramo.

Grazie della tua disponibilità. Aiutaci a capire un pochino meglio di cosa si tratta… IntesaSanPaolo ha firmato con i liquidatori della Popolare di Vicenza e Veneto Banca il contratto di acquisto al prezzo simbolico di un euro di alcune attività e passività facenti capo alle due banche venete, con autorizzazione unanime del consiglio di amministrazione. Si parla di operazioni di salvataggio delle due banche… A noi sembra un grande affare a pochissimo prezzo per Intesa San Paolo. Però da profani ci affidiamo a te per capire qualcosa di più.

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Anti-imperialismo e lotta per la pace: il ruolo dei partiti comunisti

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pcp simbolo 500pxdi Pedro Guerreiro

Intervento del compagno Pedro Guerreiro, della Segreteria Nazionale del Partito Comunista Portoghese, per il Convegno di Catania del 17 giugno 2017 (“Mediterraneo: cause delle guerre, antimperialismo, libertà dei popoli”) organizzato dal PCI.

a cura del Dipartimento Esteri PCI

Cari compagni,

Il Partito Comunista Portoghese ringrazia il Partito Comunista Italiano per l’invito a partecipare a questa importante Conferenza su un tema così cruciale per i popoli del mondo, come è quello delle guerre imperialistiche e l’imprescindibile lotta per la pace.

Vogliamo approfittare dell’occasione per rendere omaggio alla memoria del compagno Maurizio Musolino, la cui dedizione alla lotta per la pace e contro l’imperialismo abbiamo avuto occasione di conoscere e di apprezzare.

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Lettera dal Venezuela alle italiane e agli italiani

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venezuela socialista image 600x399Lettera dal Venezuela alle italiane e agli italiani

Care italiane, cari italiani, cari connazionali,

leggendo nei siti on line di gran parte dei quotidiani italiani ed ascoltando i report radiofonici e televisivi emessi dalla Rai e da altre catene, abbiamo purtroppo registrato che rispetto ai fatti venezuelani, vige una informazione a senso unico che rilancia esclusivamente le posizioni e le interpretazioni di una delle parti che si confrontano.

Abbiamo anche letto e ascoltato spesso che l’attenzione prestata alla situazione venezuelana viene giustificata per la presenza in Venezuela di una “consistente comunità italiana o di origine italiana” in sofferenza e che sembrerebbe essere accomunata in modo unanime alle posizioni dell’opposizione.

Noi sottoscrittori di questa lettera, siamo membri di questa comunità. Ma interpretiamo in modo assai diverso l’origine e le cause della grave situazione che attraversa il paese dove viviamo da tanti anni e dove abbiamo costruito la nostra vita e formato le nostre famiglie.

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Il Venezuela punto caldo dello scontro di classe e snodo geopolitico

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promaduro manifestazioneRiceviamo dai compagni della Casa Rossa di Milano con richiesta di pubblicazione

Gli equilibri del mondo attuale hanno ancora il loro fondamento nel 1945 con la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Gli USA sono usciti dalla guerra come super potenza egemone, il capitalismo statunitense ed europeo occidentale hanno continuato ad intrecciarsi a tutti i livelli finanziari, tanto che oggi si definisce il capitalismo transnazionale (come sapete non sono soltanto i capitali occidentali ad intrecciarsi, sia chiaro, ma sono egemoni).

Non hanno alcuna intenzione di cedere l’egemonia. Ma oggi devono fare i conti con l’esplosione dello sviluppo cinese. Guardate che l’Unione Sovietica non è mai arrivata, nemmeno lontanamente, al punto di poter superare gli Stati Uniti come centro finanziario mondiale. Invece stando così le cose con i tassi di sviluppo attuali, la Cina è destinata a farlo e il centro del mondo è destinato a spostarsi dall’ Occidente all’Asia.

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Cosa può fare la Russia per sostenere Cuba

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Intervista a Ivan Melnikov, primo vicepresidente del Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR)

di Sovetskaya Rossiya

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

In merito all'inasprimento della relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti, dopo le ultime gravissime decisioni del presidente Trump e sulle ripercussioni che hanno avuto in Russia, il giornale “Sovetskaya Rossiya” ha intervistato Ivan Melnikov che, oltre ad essere il primo vicepresidente del PCFR è anche primo vice presidente della Duma di Stato della Federazione Russa.

“Si apre una nuova fase della lotta contro il blocco di Cuba”

Sovetskaya Rossiya (SR): Ivan Ivanovich, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il suo rifiuto della politica della precedente amministrazione in merito alla normalizzazione delle relazioni con la Repubblica di Cuba. Lei da molti si anni si occupa delle relazioni con l'Isola della Libertà sia a livello di partito che nella Duma. Come giudica quanto è successo?

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Strategia Nato della tensione

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nato baltopsdi Manlio Dinucci
il manifesto, 27 giugno 2017

Che cosa avverrebbe se l’aereo del segretario Usa alla Difesa Jim Mattis, in volo dalla California all’Alaska lungo un corridoio aereo sul Pacifico, venisse intercettato da un caccia russo dell’aeronautica cubana? La notizia occuperebbe le prime pagine, suscitando un’ondata di preoccupate reazioni politiche.

Non si è invece mossa foglia quando il 21 giugno l’aereo del ministro russo della Difesa Sergei Shoigu, in volo da Mosca all’enclave russa di Kaliningrad lungo l’apposito corridoio sul Mar Baltico, è stato intercettato da un caccia F-16 statunitense dell’aeronautica polacca che, dopo essersi minacciosamente avvicinato, si è dovuto allontanare per l’intervento di un caccia Sukhoi SU-27 russo. Una provocazione programmata, che rientra nella strategia Nato mirante ad accrescere in Europa, ogni giorno di più, la tensione con la Russia.

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Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 10)

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ucraina molotov poliziadi Manlio Dinucci

Parte 1 / Parte 2 / Parte 3 / Parte 4 / Parte 5 / Parte 6 / Parte 7 / Parte 8 / Parte 9

IL COLPO DI STATO IN UCRAINA

L’operazione condotta dalla Nato in Ucraina inizia quando nel 1991, dopo il Patto di Varsavia, si disgrega anche l’Unione Sovietica di cui essa faceva parte. Gli Stati Uniti e gli alleati europei si muovono subito per trarre il massimo vantaggio dalla nuova situazione geopolitica.

L’Ucraina – il cui territorio di oltre 600mila km2 fa da cuscinetto tra Nato e Russia ed è attraversato dai corridoi energetici tra Russia e Ue – non entra nella Nato, come fanno altri paesi dell’ex Urss ed ex Patto di Varsavia. Entra però a far parte del «Consiglio di cooperazione nord-atlantica» e, nel 1994, della «Partnership per la pace», contribuendo alle operazioni di «peacekeeping» nei Balcani. 

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Belt and Road e Zhuangzi

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beltandroadforumdi Alessandra Cappelletti

da cscc.it

Il Belt and Road Forum che si è svolto a Pechino il 15 maggio scorso (alla presenza, assieme ad altri 27 capi di Stato, del premier italiano Gentiloni e del presidente russo Putin) è stato un'occasione per comunicare al mondo l'importanza che la Cina attribuisce al "progetto del secolo" - come è stato definito dal presidente cinese Xi Jinping -, all'iniziativa che dovrebbe rendere il Paese "ricco e potente", e far sì che, nell'intero mondo, "quattro miliardi e mezzo di persone beneficino di questa nuova ricchezza".

Integrata con i progetti "Made in China 2025", "Made in China 2035" e "Made in China 2045", con la BRI la Repubblica Popolare intende porsi nuovamente al centro del Pianeta, grazie a quel concetto di "connettività" che prevede snodi logistici, hub globali, corridoi economici e nuove infrastrutture portuali.

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Scioperi, il Garante vuole riscrivere la Costituzione

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di Unione Sindacale di Base

da usb.it

Il cosiddetto garante degli scioperi, in linea con governo e molte forze politiche, ha affermato che “senza voler pregiudicare il diritto costituzionale di tutti i sindacati a poter proclamare lo sciopero, sarebbe opportuno collegare il potere di proclamazione dello sciopero, nel settore dei servizi pubblici essenziali, al raggiungimento di parametri di rappresentatività” e che il conflitto nel settore dei servizi “non è più riconducibile alla figura dello sciopero”.

E che sarebbe mai il conflitto nel settore dei servizi? Che cosa è questa, una minaccia e l'invito a reprimere chi sciopera?

Giuseppe Santoro Passarelli, cioè colui che dovrebbe assicurare e contemperare il diritto di sciopero e quello alla mobilità e non il diritto delle aziende a non subire scioperi, dovrebbe anche sapere che secondo la Costituzione l'esercizio dello sciopero è un diritto costituzionale del singolo lavoratore.

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Tsipras cede ancora ai diktat dell'UE. La lezione per i comunisti in Italia

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tsipras bracciaapertedi Fosco Giannini*

Riceviamo dal compagno Fosco Giannini

Come mai la Grecia sembra quasi sparita dalla cronaca politica?  Va finalmente tutto bene? E il popolo greco è uscito fuori dalla tragedia sociale in cui è stato immerso dalle pietre al collo del FMI, dalla BCE, dall’Eurogruppo e da Berlino? Vi ricordate le decine di suicidi dei lavoratori e dei pensionati greci, ma anche dei piccoli imprenditori, dei commercianti, che - tra gli anni 2010 e 2015 - sceglievano, appunto, la morte di fronte alla perdita del lavoro, dell’arrivo della miseria nera o della chiusura dell’azienda o della piccola bottega? Non si sente più nulla: tutto bene ad Atene? Oppure, non si sente più nulla perché le le grandi lotte sociali, condotte da Syriza, dal Partito Comunista di Grecia, dai sindacati di classe greci, che portarono Tsipras alla vittoria, che facevano tremare la Merkel e tutta Bruxelles sono lotte da tempo spente, da parte di Syriza, e cancellate dal “rientro” di Tsipras nei ranghi del liberismo dell’UE? E questa, questa seconda, la risposta: la Grecia è sedata, narcotizzata dalla drammatica genuflessione di Tsipras alle regole di Maastricht; il popolo tace; Atene non impaurisce più gli assetti neo imperialisti di Bruxelles; i fari si sono spenti  su Piazza Syntagma e  - rotto solo dalle lotte dei comunisti - il silenzio avvolge la Grecia.

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Le Asimmetrie dell'Unione Bancaria

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banking unionIntervento di Vladimiro Giacché
Bruxelles, 7 giugno 2017

marcozanni.eu

Buongiorno a tutti.

Desidero innanzitutto ringraziare l’on. Marco Zanni per aver voluto la realizzazione delle ricerche che qui presentiamo e il gruppo parlamentare Europe of Nations and Freedom che ci ospita.

Il focus di queste ricerche è rappresentato dalle asimmetrie che attualmente caratterizzano la regolamentazione bancaria in Europa.

Queste asimmetrie emergono sia con riferimento a quanto è regolamentato nel contesto della Unione Bancaria propriamente detta (o forse impropriamente detta, a giudicare dalle forti asimmetrie e squilibri interni che come vedremo la caratterizzano), sia con riferimento a quanto resta fuori dalla regolamentazione bancaria, ossia lo Shadow banking system, un’area grigia non normata che sta guadagnando terreno rispetto al sistema bancario tradizionale, ipernormato.

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Rivoluzioni, golpe o cambiamenti “reazionari”?

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ucraina guerriglia ceneredi Federico La Mattina per Marx21.it

E’ impossibile sottrarsi alla valutazione dei cambiamenti politici del presente, al flusso della storia mentre faticosamente prende forma. I paladini dell’imparzialità spesso sono i più accaniti sostenitori delle uniche “verità”. Certamente è doveroso, per chi fa informazione o si occupa di storia contemporanea, attenersi alla correttezza metodologica nel presentare gli avvenimenti: ovvero citare rigorosamente le fonti e muoversi con cautela senza pretendere di possedere la sfera di cristallo. E’ però inevitabile che si prenda posizione di fronte a ciò che accade attorno a noi e la prospettiva da cui si considerano gli eventi (quelli che si ritengono maggiormente rilevanti) sarà inevitabilmente destinata a dividere. Si discute ancora oggi polemicamente di rivoluzione francese e rivoluzione russa: evidentemente le risposte politiche alle domande che tali rivoluzioni posero sono ancora attuali, seppur in un mondo enormemente diverso. Allo stesso modo ci sarà sempre chi parlerà di “golpe del ‘17” (si pensi allo storico Richard Pipes) e chi di “grande rivoluzione d’Ottobre”.

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Grecia-Cipro-Israele, la “triplice alleanza”

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tsipras netanyahyu anastasiadis manodi Marx21.it

Il 15 giugno si è svolto a Salonicco, in Grecia, il III Consiglio di Cooperazione ad alto livello tra Grecia e Israele e il vertice trilaterale tra Grecia, Cipro e Israele, con la partecipazione dei primi ministri di Grecia e Israele, Tsipras e Netanyahu, e il presidente di Cipro, Anastasiadis.

Al centro dell'incontro soprattutto l'obiettivo dell'incremento della cooperazione tra i tre paesi per quanto riguarda le fonti e le vie di trasporto delle risorse energetiche nel Mediterraneo orientale.

Il premier greco Alexis Tsipras ha definito “strategica” la relazione che si sta sviluppando tra i tre paesi, e fondamentale, a suo avviso, per “la stabilità e la sicurezza della regione”.

Tsipras ha fatto riferimento alla cooperazione energetica, che si basa sulla “posizione geopolitica dei tre paesi” in una zona del mondo ricca di giacimenti, nel Mediterraneo e nelle aree adiacenti, e ha sottolineato che il rafforzamento della cooperazione tra i tre paesi può contribuire alla realizzazione della strategia dell'Unione Europea tesa alla diversificazione delle fonti di energia e alla riduzione della dipendenza dai combustibili russi.

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