Giù le mani dal nostro paese!

Giù le mani dal nostro paese!

Comunicato del PC Siriano Unificato

Giorni fa gli Stati uniti hanno commesso un’altra follia, da aggiungere al loro libro nero colmo di crimini, bombardando l’aeroporto di Al Shayrat, nell’est della provincia siriana di Homs. L’attacco è costato la vita a nove martiri. Si è dunque…

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Contro la cospirazione in Venezuela!

Contro la cospirazione in Venezuela!

prensapcv.wordpress.com

Il PCV fa appello alla più ampia unità di azione antimperialista per sconfiggere il piano destabilizzatore e golpista

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Il NO di Alitalia chiede un cambio radicale

Il NO di Alitalia chiede un cambio radicale

di Dante Barontini

Il NO dei lavoratori Alitalia alla pre-intesa firmata da azienda, governo e CgilCislUilUgl ha ricevuto quasi il 70% dei voti, in un referendum che ha visto la partecipazione della quasi totalità dei dipendenti. Se stessimo ad analizzare un risultato politico…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Dall’Italia l’attacco Usa alla Siria

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USS Laboon Leaves Gaeta Italydi Manlio Dinucci
il manifesto, 11 aprile 2017

Dopo l’attacco missilistico Usa alla Siria, il ministro degli esteri Alfano ha dichiarato che l’Italia è preoccupata della «sicurezza e stabilità della regione mediterranea». In che modo vi contribuisce lo dimostrano i fatti.

Le due navi da guerra statunitensi, la USS Porter e la USS Ross, che hanno attaccato la base siriana di Shayrat, fanno parte della Sesta Flotta la cui base principale è a Gaeta in Lazio. La Sesta Flotta dipende dal Comando delle forze navali Usa in Europa, il cui quartier generale è a Napoli-Capodichino.

Il Comando, che ha diretto da Napoli l’attacco deciso dal presidente Trump, è agli ordini dell’ammiraglia Michelle Howard, la quale comanda allo stesso tempo la Forza congiunta della Nato con quartier generale a Lago Patria (Napoli).

L’operazione bellica è stata appoggiata dalle basi Usa in Sicilia: quella aeronavale di Sigonella e la stazione di Niscemi del sistema Muos di trasmissioni navali, affiancate dalla base di Augusta dove le navi della Sesta Flotta e quelle Nato vengono rifornite di carburante e munizioni, compresi missili da crociera Tomahawk, gli stessi usati contro la Siria.

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Oggi lo schiavismo si chiama precarietà

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lavoro pupazzidi Giorgio Cremaschi
da MicroMega

A Milano sulla metro mi ferma un giovane, impiegato in un magazzino della logistica. Io sono tra i privilegiati, mi dice, certo non come i facchini che stanno giù al carico scarico merci, però anche in ufficio il clima è pesante. E mi racconta la storia dei punti della patente.

Il capo ufficio si rivolge alla giovane impiegata, naturalmente assunta con un contratto precario, e le chiede con la massima naturalezza: senti puoi darmi gli estremi della tua patente? Alle timide perplessità della ragazza il capo risponde tranquillamente che è per una infrazione in cui è incorso guidando l'auto aziendale. È arrivata una multa pesante che comporta danno alla patente. Visto che l'auto è aziendale, nulla di male a scaricare il taglio dei punti sulla patente dell'impiegata, anche se questa non è titolata ad usarla, è spirito di collaborazione... che fa curriculum per la conferma a lavoro.

La ragazza ha subito il ricatto? Ho chiesto alla fine, ma chi mi aveva raccontato l'episodio non è stato in grado di darmi una risposta, non conosceva la conclusione.

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L'agenda dell'indignazione di Washington e le contraddizioni della sinistra

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di Emiliano Alessandroni per Marx21.it

Un paradosso inquietante attraversa oggi, in maniera crescente, l’identità della sinistra occidentale. Non soltanto l’anti-imperialismo e l’anticolonialismo non rientrano più tra le sue corde, ormai tutte confinate, queste, nello stretto bacino euro-atlantico dei diritti civili. Ma la sua attenzione verso il mondo che sta al di là degli Stati Uniti e dell’Europa, si risveglia soltanto quando questo diventa un bersaglio critico contro cui scagliarsi, consentendo di riproporre la nota contrapposizione “Noi” – “Loro”: “Noi” governi democratici, rispettosi dei valori e dei diritti, “Loro”, crudeli tirannie da poter rovesciare in ogni momento e con ogni mezzo.

Sappiamo che la demonizzazione del nemico costituisce una pratica ricorrente nella storia del colonialismo: l’insistenza martellante dei giornali e dell’intellighenzia europea sui “barbari” da redimere, sui “cannibali” da civilizzare, il richiamo morale del white man’s burden; tutta la retorica dei valori e dei diritti è stata da sempre messa in campo per creare e consolidare il consenso verso le più sanguinarie operazioni coloniali. Per non parlare, naturalmente, di quando i “barbari” e i “cannibali” sono riusciti a mettere in piedi dei governi: come avvenuto a Santo Domingo dopo la rivolta degli schiavi neri guidata da Toussaint Louverture. Non di governi allora poteva trattarsi, secondo i reportage della nostra informazione, ma di macabri dispotismi.

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"La Siria non si inginocchierà!”

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siria bandiere assadDichiarazione dell'Ufficio Politico del Partito Comunista Siriano

da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

La mattina del 7 aprile, l'esercito statunitense ha sferrato, dalle sue navi di stanza nel Mediterraneo orientale, un massiccio attacco missilistico contro una struttura militare siriana.

Questo attacco rappresenta un nuovo passo nell'aggressione imperialista statunitense contro la nostra Patria, la Siria, che è stato preceduto dall'arrivo di forze militari americane nel nord-est del paese, senza alcun motivo che possa essere giustificato dal diritto internazionale. Questa aggressione è  conseguenza dell'approccio generale dell'imperialismo statunitense nell'attacco alla sovranità degli stati e alla libertà dei popoli, allo scopo di ottenere quella costante espansione, che ad esso è connaturata.

Ciò si inserisce nella politica aggressiva dell'imperialismo e del sionismo, indirizzata all'annientamento e alla divisione della Siria, che si erge con forza incrollabile contro i progetti di dominazione coloniale in tutta la regione del Mediterraneo orientale e del mondo arabo nel suo complesso.

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"Una cinica, spudorata aggressione”

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kprf attaccousasiriaDichiarazione di Ghennady Zyuganov, Presidente del Partito Comunista della Federazione Russa

da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Nella notte del 7 aprile la US Navy ha attaccato con missili da crociera la base aerea della Siria nei pressi della città di Homs. Secondo il Pentagono, questa azione è una risposta all'utilizzo da parte dell'aviazione siriana di armi chimiche contro Idlib, una delle città della provincia, che si trova sotto il controllo dei combattenti terroristi.

Secondo tutte le norme del diritto internazionale, le azioni degli Stati Uniti sono un'aggressione contro uno stato sovrano. La Carta dell'ONU consente l'utilizzo della forza solo sulla base di una decisione del Consiglio di Sicurezza stesso allo scopo di prevenire minacce alla pace mondiale. Inoltre, non solo non c'è stata la decisione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, ma neppure un elementare e obiettivo esame di quanto accade. Ci troviamo di fronte alla recidiva della politica del “grosso bastone”, che ha portato agli interventi distruttivi contro la Jugoslavia, l'Iraq, l'Afghanistan e la Libia.

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Il CPPC condanna il bombardamento degli Stati Uniti contro la Siria

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cppc condena bombardeamento dos eua contra a siriaComunicato del Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione (CPPC) | da cppc.pt

Traduzione di Marx21.it

Il Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione (CPPC) condanna con fermezza il bombardamento statunitense contro la Siria, denunciando il suo carattere illegale e totalmente contrario al diritto internazionale.

L'aggressione militare diretta contro questo Stato sovrano, che avviene dopo sei anni di guerra segreta, delinea l'intollerabile scalata con conseguenze ancora difficili da prevedere, data l'elevata tensione militare che si vive nel martirizzato paese del Medio Oriente.

Per quanto riguarda i pretesti presentati per l'attacco, il CPPC richiama l'attenzione sul fatto che sono ancora sconosciuti i fatti e i veri autori del denunciato utilizzo di armi chimiche nella provincia di Idlib, che ha provocato un centinaio di vittime.

Manifestando il più profondo ripudio dell'utilizzo di questo tipo di armamento, il CPPC ricorda che il governo siriano ha già respinto qualsiasi tipo di responsabilità per l'azione, ragion per cui è almeno prematuro definire già le responsabilità per il terribile attacco.

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Dichiarazione del Consiglio Mondiale della Pace sull'attacco missilistico degli Stati Uniti contro obiettivi siriani

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wpc logoIl Consiglio Mondiale della Pace denuncia e condanna i recenti attacchi missilistici degli Usa contro obiettivi siriani del 6 Aprile, come un atto di ulteriore escalation dell'intervento imperialistico in Siria e nella regione, basato sul supposto utilizzo di armi chimiche nella città di Khan Sheikhoun, vicino ad Idlib da parte dell'esercito siriano, un crimine con moventi sospetti.

Il bombardamento della Siria costituisce non solo una violazione dei principi della Carta Onu, ma è anche la continuazione delle politiche americane della precedente amministrazione Usa, da parte dell'amministrazione Trump.

Dopo aver creato, addestrato e finanziato i gruppi mercenari dell'”Isis” e altri, gli Usa, la Nato e l'Unione Europea insieme ai loro alleati nella regione, stanno fornendo supporto a gruppi terroristi armati, attraverso gli attacchi all'esercito siriano, e non per la prima volta.

Dietro questi attacchi ci sono i piani dell'establishment per un “Grande Medio Oriente” con il controllo delle risorse energetiche e dei gasdotti/oleodotti, e attraverso regimi compiacenti e nuovi confini.

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Comunicato del Comitato No Guerra No Nato sull'attacco USA alla Siria

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ussporter fuocoDue navi da guerra statunitensi, la USS Porter e la USS Ross della Sesta Flotta di stanza a Napoli, hanno attaccato la base siriana di Shayrat con 59 missili da crociera Tomahawk.   

L’attacco, ordinato dal presidente Trump, è stato eseguito dal Comando delle forze navali Usa in Europa, agli ordini dell’ammiraglia Michelle Howard, che allo stesso tempo comanda la Forza congiunta della Nato con quartier generale a Lago Patria (Napoli). L’operazione bellica è stata appoggiata dalla base aeronavale Usa di Sigonella e dalla stazione di Niscemi del sistema statunitense Muos di trasmissioni navali.

L’Italia – dove si trovano importanti comandi e basi per operazioni militari in una vasta area che dal Medioriente e Nordafrica arriva fino al Mar Nero – è un fondamentale trampolino di lancio della strategia aggressiva Usa/Nato. 

Gli Stati Uniti e gli alleati europei della Nato sono i principali responsabili di una situazione sempre più pericolosa, provocata dalla demolizione dello Stato libico, attaccato dall’interno e dall’esterno, e dal tentativo di fare lo stesso in Siria (sempre durante l’amministrazione Obama) tramite gruppi terroristi presentati come «ribelli», addestrati e armati dalla Cia e finanziati dall’Arabia Saudita e altre monarchie del Golfo. 

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Le bufale che spianano la guerra in Siria

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boldrini bufaledi Francesco Santoianni
da lantidiplomatico.it

La campagna mediatica sulla strage di Idlib - finalizzata, sostanzialmente, a trascinare Trump ad una guerra contro la Siria e, quindi, contro Putin ha ottenuto un primo successo: il criminale raid missilistico della notte dell'aviazione Usa contro una base siriana.

E così mentre alcuni giornali, finora  non certo teneri con il “regime di Assad”, timidamente, fanno propria la verosimile ricostruzione dell’accaduto (fuoriuscita di gas tossico - stipato insieme ad armi ed esplosivi – da un arsenale dei “ribelli”, colpito dall'aviazione di Damasco) le grandi corporation mediatiche – in primo luogo in Italia Repubblica e Corriere - restano pervicacemente inchiodati  alla leggenda della strage con il gas, incomprensibilmente ordinata da Damasco.

Un caso a sé resta, comunque, “Il Fatto Quotidiano” che, pur di confermare questa bufala spara l’incredibile articolo “Siria, i testimoni del bombardamento” che narra le gesta di tale Omar Najdat (“intervistato” telefonicamente). Il quale, già sepolto sotto le macerie di un fantomatico “ospedale di Khan Sheikhoun” – colpito e inondato di gas dall’aviazione di Assad – sarebbe riuscito a sgusciare fuori, caricare due feriti (anch’essi saturi di gas) in un’auto che, poi, avrebbe guidato per 86 chilometri fino ad un altro fantomatico “ospedale ad Idlib”; dove, comunque, non si capisce cosa ci sarebbe andato a fare e come avrebbe fatto a restare ancora vivo, considerando che, a suo dire, lì “non ci sono medicine, ma curano le intossicazioni da gas facendoti lavare il viso e spogliandoti dei vestiti”.

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Follia USA in Siria. Italia stia immobile

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trump podio urladi Manlio Di Stefano - M5S
facebook.com/ManlioDiStefano

Sono bastati pochi mesi per allineare Trump ad un principio storico: in USA non comandano i Presidenti ma le lobby della guerra e del petrolio.

Questa notte la "più grande democrazia del mondo" ha deciso di violare ogni legge internazionale, scavalcare le decisioni di NATO e Nazioni Unite (ne uscissero a questo punto) e bombardare senza alcuna autorizzazione la Siria.

Tutti, noi per primi, avevamo chiesto che venisse fatta luce su quanto accaduto negli ultimi giorni perché quelle morti erano intollerabili, ma gli sceriffi del mondo non avevano bisogno di alcuna certezza, loro sapevano chi doveva essere punito e l'hanno punito mentre il resto del mondo chiedeva un'inchiesta delle Nazioni Unite.

E chi se ne importa se questo gesto può portare ad una guerra mondiale, chi se ne importa se al di là dell'Oceano, proprio lì vicino alla Siria, c'è l'Europa, un continente con 800 milioni di persone alleate degli Stati Uniti d'America.

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Il nuovo attacco di guerra USA contro la Siria

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pci logoComunicato della Segreteria Nazionale PCI

Il PCI condanna recisamente il nuovo attacco di guerra USA contro la Siria. Il motivo addotto da Trump (l’orrenda strage di Khan Sheikhoun) ha tutti i caratteri della consueta “scusa per la guerra”. Nessuna indagine internazionale, nessun fatto concreto  hanno dimostrato che sia stato l’esercito siriano di Assad ad utilizzare le armi chimiche. Mentre la realtà è che l’esercito di Assad - sostenuto dalla Russia di Putin - sta vincendo sul campo contro l’Isis e contro l’”Esercito Libero” filo americano di 100 mila uomini costruito in Siria dagli USA e dai suoi alleati arabi per combattere contro lo stesso Assad.  L’utilizzo di armi chimiche sarebbe un suicidio politico per il governo siriano. A respingere le tesi di Trump, non sono solo il governo siriano e la Russia, ma anche molti analisti di politica internazionale e lo stesso vescovo di Aleppo ne mettono in discussione la possibilità.  Resta sul campo la spinta di guerra che Trump eredita dai suoi predecessori; è la spinta ad una nuova guerra in Siria nella fase della sconfitta dell’ISIS.

In queste settimane il presidente degli Usa ha lanciato la guerra nello Yemen, ha minacciato la guerra contro la Corea del Nord, ha minacciato la Cina. Ora ha sferrato l’attacco contro la Siria.

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Missione compiuta per Isis, Al Nusra...e i media occidentali

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di Mauro Gemma
da lantidiplomatico.it

Preceduto dal coro martellante dei servi di giornali e televisioni pubblici e privati di tutto l'Occidente, alla fine è arrivato il criminale attacco imperialista USA alla Siria.

Insieme ai tagliagole di Al Nusra e dell'Esercito "libero" siriano, anche l'ISIS esulta per l'insperata boccata di ossigeno offerta dagli Stati Uniti che fanno le manovre per la guerra globale.

Mentre la nostra opinione pubblica (sinistra, se esisti, batti un colpo!) deve ancora risvegliarsi dalla massiccia dose di anestetico che le siringhe del mainstream iniettano quotidianamente.

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1949. L’Italia a guida De Gasperi aderisce al Patto atlantico

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[Dal libro di Nico Perrone, La svolta occidentale. De Gasperi e il nuovo ruolo internazionale dell’Italia, Castelvecchi ed., 2017, pp. 131-138]

L’adesione a un’alleanza militare – impostata con finalità, criteri e rapporti che non erano nelle consuetudini politiche italiane – aveva fatto entrare repentinamente nella nostra politica dei comportamenti che non erano usuali fra i partiti. Alla contrapposizione, anche aspra ma sempre in termini politici, doveva adesso sovrapporsi una logica di carattere militare, con spazi ampi di segreto, silenzio, conduzione eterodiretta delle cose politiche, che toccava anche rapporti diplomatici schiettamente interni. Non si trattava di mutamenti di poco conto: molte questioni dovevano improvvisamente incominciare a condursi con una logica nuova, che aveva riflessi rilevanti anche sulle questioni interne. Si venivano a sovrapporre esigenze di strategia militare, modalità di ambiguità nei rapporti tra Stati e di direzione dall’esterno di una parte consistente degli affari politici, inconsuete nel nostro sistema democratico e parlamentare. Gli effetti di tutto ciò rendevano più difficili e più aspri anche i rapporti fra il governo e l’opposizione di sinistra.

In un telespresso del 13 maggio 1946, l’ambasciatore Tarchiani aveva avvertito che,

aderendo a criteri innovatori, la funzione di vere e proprie basi navali ed aeree verrebbe limitata ad un numero ristretto di posizioni più importanti, situate a gran distanza fra loro.

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I rischi di attacchi preventivi contro la Corea del Nord

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tillerson cinadi Max Fisher | da The New York Times

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

In questo articolo del New York Times si parla esplicitamente della guerra contro la Corea del Nord, valutando i possibili scenari. La semplice pubblicazione di un simile articolo dimostra che nei circoli più ristretti dell'establishment americano la possibilità viene seriamente presa in considerazione (MP).

Una dichiarazione del Segretario di Stato Rex W. Tillerson, che sosteneva che gli Stati Uniti avrebbero preso in considerazione un'azione militare preventiva contro la Corea del Nord, ha sollevato una questione che ha perseguitato gli strateghi del Pentagono americani negli ultimi 20 anni: come può funzionare questa opzione?

Gli Stati Uniti hanno a lungo minacciato l'uso della forza. La sincerità di tali minacce è sempre stata ambigua, in quanto spesso più che come preparazione alla guerra ciò agiva come deterrente per la Corea del Nord e come rassicurazione dell'impegno degli Stati Uniti verso la Corea del Sud.

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Comunicato del Coordinamento Nazionale del CNGNN

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nato vojnici apiaRiceviamo dal Comitato No Guerra No NATO

La petizione per l'uscita dell'Italia dalla NATO, per un'Italia neutrale, ha superato i 25 mila sostenitori.

Un numero ancora piccolo in rapporto all'obiettivo che ci prefiggiamo, ma comunque significativo.

Invitiamo tutti ad intensificare la campagna, promuovendo iniziative e segnalando la nostra pagina su Change (basta digitare su Google le parole "Change Nato").

PER CONTATTI:

Coordinatore nazionale del CNGNN, Giuseppe Padovano / cell. 393 998 3462

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Tutto l'appoggio al popolo venezuelano sotto attacco dell'imperialismo e della destra

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PCdoB logoLa solidarietà del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)

Traduzione di Marx21.it

Ancora una volta l'imperialismo e i suoi fantocci puntano le loro armi contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Nel 2016 si è formata un'alleanza tra governi nati da colpi di Stato (Brasile e Paraguay) e un governo neoliberale (Argentina), per isolare la Rivoluzione Bolivariana. Questo attacco illegale e che viola le leggi internazionali, che è associato al terrorismo politico della destra venezuelana, trova sostegno, accoglienza e incoraggiamento nell'organizzazione che Fidel Castro giustamente chiamava “Ministero delle Colonie”, l'Organizzazione degli Stati Americani (OSA).

L'OSA, ingerendosi negli affari interni del Venezuela, minaccia ora di utilizzare la “Clausola Democratica” contro il paese. Sorprende che ci siano voci che credano ingenuamente nella “difesa della democrazia” operata dall'OSA al servizio della borghesia reazionaria venezuelana e dei suoi portavoce mediatici. La “Clausola Democratica”, come ben ricorda il governo bolivariano, non è  mai stata usata contro gli Stati Uniti, che consapevolmente hanno organizzato e finanziato colpi di Stato militari in diversi paesi dell'America Latina e dei Caraibi.

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Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 3)

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eu nato bandieredi Manlio Dinucci

Parte 1 / Parte 2

IL SUPERAMENTO DELL’ARTICOLO 5 E LA CONFERMA DELLA LEADERSHIP USA

Mentre è in corso la guerra contro la Jugoslavia, viene convocato a Washington, il 23-25 aprile 1999, il vertice che ufficializza la trasformazione della Nato in «una nuova Alleanza più grande, più flessibile, capace di intraprendere nuove missioni, incluse le operazioni di risposta alle crisi». 

Da alleanza che, in base all’articolo 5 del Trattato del 4 aprile 1949, impegna i paesi membri ad assistere anche con la forza armata il paese membro che sia attaccato nell’area nord-atlantica, essa viene trasformata in alleanza che, in base al «nuovo concetto strategico», impegna i paesi membri anche a «condurre operazioni di risposta alle crisi non previste dall’articolo 5, al di fuori del territorio dell’Alleanza». 

A scanso di equivoci, il presidente democratico Clinton spiega in una conferenza stampa che gli alleati nord-atlantici «riaffermano la loro prontezza ad affrontare conflitti regionali al di là del territorio della Nato». Alla domanda di quale sia l’area geografica in cui la Nato è pronta a intervenire, «il Presidente si rifiuta di specificare a quale distanza la Nato intende proiettare la propria forza, dicendo che non è questione di geografia». In altre parole, la Nato intende proiettare la propria forza militare al di fuori dei propri confini non solo in Europa, ma anche in altre regioni. 

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Idlib, le domande da porsi prima che sia troppo tardi

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di l'Antidiplomatico
da lantidiplomatico.it

PICCOLE NOTE

Sarebbero cento i morti a seguito di un bombardamento con armi chimiche realizzato dalle forze siriane. Il web è invaso dal nuovo orrore che proviene dalla Siria, precisamente da Khan Shaykun, provincia di Idlib.

Il fantomatico Osservatorio siriano per i diritti umani ha subito dato in pasto al mondo il colpevole di tanto orrore: ovviamente Assad.

Un copione già visto. Già al tempo della strage di Goutha – agosto 2013 – il mondo occidentale aveva accusato Assad di avere usato armi chimiche contro i suoi nemici. Tesi che è ormai diventata mainstream, ma che non risponde alle tante obiezioni mosse da un’inchiesta realizzata dal premio pulitzer Seymour Hersc, che in base a informazioni ricevute dall’apparato militare americano  ha scoperto che l’accusa contro il governo di Damasco non aveva alcun fondamento (vedi nota precedente).

Anzi, sempre secondo Hersc, furono i ribelli a compiere quella strage, per forzare gli americani a intervenire nel conflitto.

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Il Controllo della Narrativa sulla Siria

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di Louis Allday
da investigaction.net

Investig’Action : In questo saggio Louis ALLDAY analizza la narrativa mainstream sulla Siria e i suoi vettori principali : il mito del non-intervento occidentale, l’occultamento di verità scomode sull’opposizione, l‘intimidazione di quelli che mettono in discussione la narrazione e la presentazione dei propagandisti come esperti neutrali.

Dal 2011 il flusso di analisi mal informate, inaccurate e spesso del tutto disoneste sugli eventi in Siria è stato inarrestabile. Ho già scritto sui pericoli dell’utilizzo di spiegazioni sempliciste per comprendere il conflitto, un problema che è emerso ripetutamente negli ultimi cinque anni. Tuttavia c’è un problema più grande. Il discorso mainstream sulla Siria è diventato così tossico, distaccato dalla realtà e privo di sfumature che chiunque abbia il coraggio anche solo di mettere in discussione l’impostazione della narrazione della ‘rivoluzione’ in corso, o si oppone agli argomenti di quelli che supportano l’imposizione di una no-fly zone da parte dell’Occidente, può aspettarsi una rapida punizione. Questi dissidenti sono immediatamente attaccati, spesso calunniati come ‘Assadisti’ o ‘Pro-Assad’ e accusati di mostrare una crudele indifferenza verso le sofferenze dei siriani. 

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I Caschi Bianchi: l'ufficio stampa e propaganda di Al-Qaeda in Siria

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cascosblandos 0di Misión Verdad
da misionverdad.com

Traduzione di Marx21.it

Al-Qaeda vince il suo primo Oscar 

L'evento più importante dell'industria culturale “gringa” (l'Oscar) ha premiato la storia dei Caschi Bianchi siriani (The White Helmets) come migliore cortometraggio.

Il cortometraggio premiato a Hollywood è stato prodotto da Netflix e realizzato dal regista Orlando Von Ensiedel. L'audiovisivo è stato utilizzato per promuovere la nomina dei Caschi Siriani al Premio Nobel della Pace, l'anno scorso.

L'ONG dei presunti soccorritori nelle zone del conflitto siriano è stata fondata nel 2013 in Turchia da James Le Mesurier, ex alto ufficiale britannico e alto rappresentante dell'ONU durante le guerre di Bosnia e Kosovo. Le Mesurier aveva fatto parte anche delle agenzie di contractors militari Olive Security e Good Harbour International. La prima è collegata a Blackwater (ora Academy), famosa per i suoi massacri della popolazione civile in Iraq. La seconda è stata diretta da Richard Clark, ex consigliere per la sicurezza di George W. Bush.

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