Argentina: l'installazione della dittatura mafiosa

Argentina: l'installazione della dittatura mafiosa

di Jorge Beinstein*

Mancano solo alcuni piccoli aggiustamenti perché il motore della dittatura funzioni a pieno ritmo. Una ridotta cricca mafiosa alla cui guida si trova Mauricio Macri, dispone dell'insieme del potere politico a cui si sommano i poteri mediatico ed economico.

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Comunicato del Coordinamento Nazionale del Comitato No Guerra No NATO

Comunicato del Coordinamento Nazionale del Comitato No Guerra No NATO

Impegniamoci perché l’Italia firmi e ratifichi il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, adottato dalle Nazioni Unite

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E gli atenei italiani tutti in marcia verso la guerra…

E gli atenei italiani tutti in marcia verso la guerra…

di Antonio Mazzeo

Universita' del nord Italia e principali progetti con forze armate italiane, Usa e Nato e con il complesso militare industriale

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«Honeywell ha preso un miliardo e ora scappa», la rabbia dei lavoratori

«Honeywell ha preso un miliardo e ora scappa», la rabbia dei lavoratori

di Serena Giannico

Delocalizzazioni. Contributi e sconti fiscali: in questi anni all’azienda un fiume di soldi pubblici

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Contro la legge truffa

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di Alfiero Grandi

24 ottobre 2017. Intervento di Alfiero Grandi alla manifestazione davanti al Senato convocata dal Coordinamento per la Democrazia Costituzionale contro la nuova legge elettorale

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L'indipendenza catalana: cinque cose su cui riflettere

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catalundi Tony Cartalucci
da misionverdad.com

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

Come contributo alla riflessione sulle vicende complesse che vedono scontrarsi, sul futuro della Catalogna, le forze secessioniste della regione, da un lato, e il Governo autoritario insieme alla retrograda monarchia borbonica, dall'altro, pubblichiamo un articolo di Tony Cartalucci*, che analizza alcune rilevanti implicazioni internazionali della questione, con l'augurio che possa richiamare l'attenzione dei comunisti e delle forze progressiste che sembrano in questo momento dividersi, a volte anche in modo aspro, in merito alla valutazione della situazione e delle prospettive che si  stanno profilando per l'importante regione fino ad oggi parte dello Stato spagnolo.

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Il Nepal verso il socialismo? L’unità dei partiti comunisti aspira alla maggioranza!

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nepal comunistida sinistra.ch

Che i comunisti rappresentassero una corrente politica importante nella società nepalese è cosa nota da tanti anni: lo erano persino sotto la monarchia, figuriamoci oggi che proprio su loro iniziativa è stata istituita la repubblica. Più sorprendente è che tre partiti marxisti che fino a poco tempo fa erano in conflitto fra loro comunichino ora l’inizio di un processo che porterà alla nascita di un nuovo partito comunista unificato. I due maggiori partiti comunisti del Nepal e un gruppo minore hanno deciso infatti di unirsi in una sola forza politica sulla base di un accordo di sei punti firmato nei giorni scorsi. Il processo di fusione porterà verosimilmente alla costituzione del più grande partito politico del paese asiatico.

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Il Partito Comunista Cinese allo specchio

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pcc 19mocongressodi Diego Angelo Bertozzi
e Francesco Maringiò per Marx21.it

Congresso e Socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era

Per settimane l’avvicinamento al 19° congresso del Partito comunista cinese è parso, soprattutto in occidente, un inseguirsi frenetico di puntate di un serial televisivo, tutto incentrato su dinamiche esclusivamente personali, in special modo sulla figura del segretario Xi Jinping il cui unico obiettivo – questo il senso della trama – era quello di perpetuare il proprio potere a scapito degli avversari di turno, promuovendo amici e sodali. A poche ore dalla sua conclusione (dove tutto sembrava scontato, a leggere i media mainstream) la realtà si è incaricata ancora una volta di fornirci un quadro diverso e più complesso. A partire dal protagonista assoluto, che non è stato l’intrigo di palazzo ma il Partito Comunista Cinese con i suoi poco meno che 90 milioni di iscritti.

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La nuova via della seta come proposta strategica di un mondo multipolare

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belt road china africadi Fabio Massimo Parenti [1]

Intervento presentato al IV Forum «Cina e Ue. I nodi politici ed economici nell’orizzonte della “nuova via della seta” e di una “nuova mondializzazione”», Roma, 13 ottobre 2017.

Modelli a confronto per una scelta strategica

Nell’attuale contesto internazionale, i soggetti pubblici e privati di varie potenze statuali si trovano ancora una volta di fronte a scelte strategiche fondamentali, almeno nella misura in cui si assuma l’effettivo dispiegarsi di un processo di transizione da un mondo unipolare ad uno multipolare. Qui esaminiamo un caso emblematico: il significato e l’influenza della Belt and Road Initiative (BRI) nella ridefinizione dei rapporti tra Europa ed Asia e quindi l’urgenza europea di decidere se e come ricollocarsi nella geopolitica mondiale. L’Europa, il Mediterraneo e l’Italia possono decidere di preservare la propria posizione geopolitica, rimanendo sotto prevalente influenza US-Nato, oppure guardare ed agire a favore di un’integrazione eurasiatica. Con focus sulla Cina.

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Il Congresso Ebraico Mondiale condanna duramente un'iniziativa antisemita delle autorità ucraine

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ucraina SymonPetliura statuaa cura di Marx21.it

Il Congresso Ebraico Mondiale (WJC) ha condannato energicamente la “vergognosa e deplorevole” decisione delle autorità di Vinnycja di costruire nella città un monumento a Simon Petljura, responsabile, con la sua partecipazione alla guerra di aggressione imperialista alla Russia sovietica seguita alla Rivoluzione d'Ottobre, del terrore che provocò massacri inenarrabili tra la popolazione civile, in particolare con i pogrom attuati nei confronti delle persone di religione ebraica. E' proprio il WJC a dichiarare senza esitazione che “la Repubblica popolare ucraina di Petljura ha ucciso decine di migliaia di ebrei”. La dichiarazione è stata pubblicata nel sito del WJC.

Il direttore generale del WJC Robert Singer ha definito “vergognosa” la decisione del consiglio cittadino di trasformare l' “antisemita” Petljura in un “difensore dell'Ucraina”, e condannato anche le affermazioni del governatore della regione di Vinnycia, Valery Koroviy, secondo cui Petljura “è stato un uomo onesto”.

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Giustizia per Santiago Maldonado!

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pc argentina 500pxDichiarazione del Partito Comunista dell'Argentina | da pca.org.ar

Traduzione di Marx21.it

Con la conferma da parte della famiglia Maldonado che il corpo apparso nel fiume Chubut è quello di Santiago, il Partito Comunista dell'Argentina trasmette ai suoi famigliari, amici e compagni, un abbraccio solidale e il più fermo impegno a continuare a richiedere che siano chiarite le circostanze della sua scomparsa forzata dopo la morte. Il Partito Comunista abbraccia anche il popolo Mapuche, nella cui lotta si era impegnato Santiago Maldonado.

Nell'attribuire la responsabilità di questo crimine al Governo Nazionale, al Ministero della Sicurezza e alla Gendarmeria, il Partito Comunista ribadisce ancora una volta la richiesta delle dimissioni della Ministra Patricia Bullich, del suo Capo di Gabinetto Pablo Noceti e di tutti i suoi subalterni per inoperosità, per complicità e per manifesta volontà di copertura.

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L'appello del Partito Comunista di Spagna alle forze progressiste e di sinistra

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pc spagnada pce.es

Traduzione di Marx21.it

Ricercare una via di uscita all'attuale situazione che vada a beneficio della classe lavoratrice e degli strati popolari

Stiamo assistendo a un pericoloso dialogo tra sordi tra un presidente della Generalitat che è determinato a dare legittimità, dal suo punto di vista, al Referendum del 1° ottobre per proclamare legalmente l'indipendenza della Catalogna e un presidente del governo centrale che è determinato a mantenere la sua politica repressiva e autoritaria, ignorando la richiesta della grande maggioranza del Popolo della Catalogna di potere decidere liberamente e democraticamente il proprio futuro. Questa dinamica sta contribuendo ad approfondire la frattura sociale e facilita il risorgere della destra più estrema a cui – lo ricordiamo – ha contribuito anche l'intervento del Monarca che si è posizionato chiaramente a fianco dell'uscita autoritaria e repressiva dal conflitto.

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X Forum Economico Eurasiatico di Verona

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xforumdiverona eurasiadi Francesco Maringiò

da lantidiplomatico.it

Giovedì 19 e venerdì 20 ottobre 2017, si e svolto il X Forum Economico Eurasiatico di Verona, vertice economico e appuntamento di incontro e confronto, che da anni promuove lo sviluppo delle relazioni commerciali nei settori strategici dell'economia globale. 

"Il ruolo propulsivo della grande Eurasia nell’attuale contesto geopolitico ed economico internazionale" è il tema principale del Forum, quest’anno alla sua 10^ edizione. 

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Il Partito Comunista Giapponese contro le leggi di guerra

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giappone guerradi Paolo Rizzi
lacittafutura.it

Nonostante il forte ostruzionismo delle opposizioni e le proteste di piazza, le leggi di guerra sono state approvate da entrambe le camere del parlamento giapponese. Le nuove leggi prevedono che i militari giapponesi possano essere impiegati in missioni di combattimento all'estero secondo il principio di "autodifesa collettiva", cioè che possano intervenire a sostegno di un alleato considerato come "sotto attacco", di fatto lo stesso principio che regola gli interventi della NATO.

(I nazisti) l'hanno fatto in modalità "non-dirlo-a-nessuno", e la Costituzione di Weimar fu cambiata senza che quasi il popolo se ne accorgesse. Perché non usiamo lo stesso metodo? (Taro Aso, ministro delle finanze giapponese).

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Neonazismo in Ucraina

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di Franco Fracassi

Franco Fracassi conosce molto bene l’Ucraina: circa due anni fa, appena sceso dall’aereo che lo aveva portato a Kiev, vi è stato arrestato solo perché considerato un giornalista scomodo. Eppure questa Ucraina è in procinto di essere accolta nell’UE e nella NATO.

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Guerra infinita e imperialismo

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pentagono altodi Andrés Mora Ramírez*
da firmas.prensa-latina.cu

Traduzione di Marx21.it

Il Senato degli Stati Uniti ha votato contro un emendamento al progetto di legge di autorizzazione della Difesa Nazionale per il 2018, con il quale si intende regolare i poteri di guerra del presidente e abrogare due autorizzazioni all'uso della forza militare – autorizzazioni di guerra -, approvate 16 anni fa dopo gli attentati terroristici dell'11 settembre e che sono ancora vigenti.

Si tratta delle leggi che hanno permesso gli interventi militari in Afghanistan, contro il cosiddetto regime talebano, l'invasione dell'Iraq e il rovesciamento di Saddam Hussein. Andando contro la corrente interventista dominante, il repubblicano Rand Paul, promotore dell'emendamento, è stato esplicito quando ha sostenuto che l'approvazione era necessaria per porre fine “alla guerra non autorizzata e, mai dichiarata e anticostituzionale” condotta dagli Stati Uniti dall'inizio del secolo XXI, “una guerra senza limite né luogo e fuori del tempo in qualsiasi parte del pianeta”.

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La miseria del sistema bancario italiano

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monete 1eurodi Andrea Fumagalli

Ringraziamo la segreteria nazionale della CUB-SALLCA per l'invio del materiale relativo al Convegno su Europa e banche tenutosi a Torino il 6 ottobre scorso, e volentieri pubblichiamo il contributo di analisi del sistema bancario italiano presentato dal prof. Andrea Fumagalli

Pubblichiamo la prima parte di una mini inchiesta sullo stato del sistema bancario italiano. In questo scritto ci limitiamo a descrivere il contesto macro e europeo in cui sono maturate le recenti dinamiche speculative che hanno investito alcune banche italiane. Non è un caso che ciò avvenga a inizio anno, dopo che il 1 gennaio 2016 è entrato in vigore il nuovo regolamento bancario denominato Basilea 3, ultimo step per la costituzione dell’ Unione Bancaria Europea, più fittizia che reale (come vedremo).

Nella seconda parte, grazie all’analisi ora svolta, ci focalizzeremo più in particolare sul microcosmo italiano delle banche locali: un intreccio politico affaristico all’interno dei quali agiscono processi di espropriazione e di distribuzione che, pur differenti, non hanno nulla da invidiare a quelli più noti delle politiche di austerity a livello macro.

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Paragoni odiosi: Venezuela e Catalogna (video)

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venezuela giornataelettoraleda lantidiplomatico.it

"Quando ti arrivano immagini di una democrazia dove la polizia requisisce i seggi e colpisce coloro che vogliono votare.

E pochi giorni dopo, arrivano immagini di una dittatura dove la gente accorre tranquillamente nei seggi è inevitabile ripensare ad alcuni concetti".

Nulla più di questo video di RT (che abbiamo sottotitolato) riesce a focalizzare l'ipocrisia dei media occidentale nel raccontarvi la politica estera.

Buona visione.

Da parte nostra, non c'è più davvero nulla che si possa aggiungere a quello che ascolterete...

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Contro la limitazione delle libertà e la politica repressiva del governo Rajoy

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barcellona libertatDichiarazione del Partito Comunista di Spagna (PCE) | da pce.es

Traduzione di Marx21.it

Il Partito Comunista di Spagna ritiene che la decisione della Corte Nazionale di incarcerare senza cauzione Jordi Sánchez e Jordi Cuixart, responsabili di Omnium Cultural e della ANC, accusati di un possibile delitto di sedizione, renda evidente che il Governo del PP, mediante, in questo caso, lo strumento della Procura, mantiene la sua politica repressiva in Catalogna. Mariano Rajoy continua a cercare di creare un clima di tensione che renda impossibile il dialogo come modo per risolvere pacificamente il problema catalano.

Incarcerare rappresentanti della società civile catalana è un altro passo che conferma il carattere autoritario e repressivo del Governo di Mariano Rajoy, che si è già dimostrato nel modo di agire dei corpi e delle forze di sicurezza dello Stato, lo scorso 1° ottobre, un Governo che perseguita e imprigiona chi gli si oppone.

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Il trend petrolifero ascendente

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di Demostenes Florosabo.net

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La stima della domanda di petrolio in crescita, le scorte statunitensi che diminuiscono insieme alle esportazioni dell'OPEC stanno permettendo ai prezzi di salire in maniera costante e continuativa

A settembre, i prezzi del petrolio sono significativamente cresciuti. In particolare, la qualità Brent North Sea ha aperto le contrattazioni a 52,75$/b e le ha chiuse a 56,68$/b mentre il West Texas Intermediate ha aperto prezzando a 47,34$/b per poi chiudere a 51,54$/b. Nel momento in cui scriviamo, il Brent viene scambiato a 56,06$/b e il WTI a 50$/b. 

Il benchmark asiatico/europeo e il riferimento americano hanno toccato il massimo mensile rispettivamente, il 25 settembre – quotando 59,24$/b, record da 26 mesi ad oggi – e il 26 settembre – prezzando 52,40$/b, il massimo nel corso degli ultimi due anni – sulla scia del referendum sull’indipendenza tenutosi della regione curda dell’Iraq, il cui risultato ha chiaramente messo in luce la volontà di separarsi da Baghdad. 

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Parigi 17 ottobre 1961: la mattanza degli algerini

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algerini parigi1961di Luigi Cecchetti
da civg.it

Vogliamo ricordare un avvenimento tremendo, che accadde il 17 ottobre del 1961: quel giorno di autunno circa 30.000 persone sfilavano per le vie di Parigi pacificamente.

I cortei, che avevano l’intenzione di raggiungere il centro della città, erano costituiti da donne, uomini e bambini; furono aggrediti dalla polizia a colpi di bastone e di armi da fuoco, vennero uccisi, gettati vivi nella Senna ed alcuni furono ritrovati impiccati nei boschi. Si calcolano dai 200 ai 300 morti più alcune migliaia di feriti.

Cercando di capire come si era arrivati a questa violenza raccontiamo nei particolari questo evento raccapricciante, forse il più grave massacro di lavoratori avvenuto in Europa nel secolo scorso.

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La nuova via della seta e il dialogo tra le civiltà

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viadellaseta pontedi Domenico Losurdo, Presidente dell'Associazione Marx XXI

Testo presentato al Forum «Cina e Ue. I nodi politici ed economici nell’orizzonte della “nuova via della seta” e di una “nuova mondializzazione”», Roma, 13 ottobre 2017.

Più volte One belt one road, la nuova via della seta progettata dalla Repubblica popolare cinese è stata paragonata a una sorta di Piano Marshall con caratteristiche cinesi. Il paragone non potrebbe essere più infelice. A suo tempo il Piano Marshall segnò l’inizio della guerra fredda. L’Unione sovietica e i paesi di orientamento socialista erano messi dinanzi a un esplicito ricatto: se non vogliono rinunciare alla tecnologia, ai crediti e agli scambi commerciali di cui hanno urgente bisogno, «i Soviet [devono] aprire la loro economia agli investimenti occidentali, i loro mercati ai prodotti occidentali, i loro libretti di risparmio agli amministratori occidentali», devono «accettare la penetrazione economica e mediale» dei paesi che si apprestano a costituire la Nato (Ambrose, 1997, p. 10). Chiaro e esplicito è il ricatto: o integrazione subalterna nel mercato mondiale capitalistico oppure condanna a una politica di apartheid tecnologica e di embargo più o meno radicale. In questo senso, è lo stesso Truman a parlare del piano Marshall, che dà un poderoso sviluppo alla globalizzazione tra le due rive dell’Atlantico, come l’altra faccia della medaglia della politica di «contenimento» (Ambrose, 1997, p. 10). 

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Bipartisan il riarmo Usa anti-Russia

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budgetusa2018di Manlio Dinucci
il manifesto, 17 ottobre 2017

I Democratici, che ogni giorno attaccano il repubblicano Trump per le sue dichiarazioni bellicose, hanno votato al Senato insieme ai Repubblicani per aumentare nel 2018 il budget del Pentagono a 700 miliardi di dollari, 60 miliardi in più di quanto richiesto dallo stesso Trump. 

Aggiungendo i 186 miliardi annui per i militari a riposo e altre voci, la spesa militare complessiva degli Stati uniti sale a circa 1000 miliardi, ossia a un quarto del bilancio federale. 

Decisivo il voto all’unanimità del Comitato sui servizi armati, formato da 14 senatori repubblicani e 13 democratici. Il Comitato sottolinea che «gli Stati uniti devono rafforzare la deterrenza all’aggressione russa: la Russia continua ad occupare la Crimea, a destabilizzare l’Ucraina, a minacciare i nostri alleati Nato, a violare il Trattato Inf del 1987 sulle forze nucleari a raggio intermedio, e a sostenere il regime di Assad in Siria». 

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Lavoro. Modernità o nuova barbarie?

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poletti fanadi Ascanio Bernardeschi per Marx21.it

Recensione del libro di Marta Fana “Non è lavoro, è sfruttamento”

È uscito da pochissime settimane un prezioso libro di Marta Fana, edito da Laterza, Non è lavoro, è sfruttamento. Marta Fana è una giovane ricercatrice in Economia presso l'Institut d'études politiques (SciencesPo) a Parigi, ha lavorato presso l'Ocse, ha collaborato con diverse testate, fra cui Il Manifesto e collabora tuttora con Internazionale e Il Fatto Quotidiano. Ultimamente si è occupata di economia e in particolare delle diseguaglianze economico-sociali e del mercato del lavoro. La sua ultima fatica non è solo un report sulla situazione del mercato del lavoro ma è anche questo, non è solo una raccolta di storie di vita degli sfruttati della “new economy”, ma è anche questa e molto altro ancora: un'inchiesta sul campo ricca di informazioni, di testimonianze e di giudizi che può essere un valido strumento di lotta. In appendice riporta una indignata lettera indirizzata al ministro del lavoro Poletti e apparsa su espresso.repubblica.it il 20 dicembre 2016 [1].

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