Comitato per la difesa della Costituzione di Firenze

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costituzione tricoloreLettera aperta indirizzata ai partiti, alle liste elettorali, alle cittadine e ai cittadini.

ll Comitato per la difesa della Costituzione di Firenze rivolge un appello per il rilancio della Costituzione repubblicana e dei suoi valori fondanti.

- In questi anni la legislazione ordinaria sui diritti sociali, fra cui i diritti dei lavoratori e dei pensionati e il ruolo della contrattazione sindacale, è stata spesso in contrasto con i diritti costituzionali al lavoro, alla previdenza sociale e alla libertà sindacale.

- La politica economica e finanziaria di austerità seguita sinora favorisce la crisi economica, sociale, industriale e dell'occupazione e confligge con il disegno costituzionale che impone alla Repubblica di intervenire in senso redistributivo e a garanzia dei diritti sociali e di uno sviluppo indirizzato a fini sociali.

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Mali: la sfiducia dell'Africa verso l'intervento militare occidentale

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di Tony Busselen | da www.ptb.be

mali soldati franciaTraduzione a cura di Marx21.it

E' soprattutto tra i vicini algerini che c'è molto malcontento per l'intervento francese in Mali, dopo che l'approccio algerino alla presa degli ostaggi nel giacimento di gas di In Amenas è stato criticato qua e là nella stampa europea.

Il 20 gennaio, il quotidiano algerino “El Watan” riprendeva dettagliatamente l'analisi del giornale americano “Foreign Policy” (FP), per difendere questo modo di comportarsi. FP fa notare che, già nel 2011, l'Algeria aveva previsto che i bombardamenti della NATO in Libia avrebbero portato all'affondamento dello Stato libico e che importanti quantità di armi sarebbero cadute nelle mani dei terroristi che non avrebbero tardato a destabilizzare la regione. L'Algeria si era inquietata anche, l'anno scorso, per il fatto che un approccio militare alla situazione nel Nord del Mali avrebbe comportato il rischio enorme di vedere degenerare il conflitto e di condurre verosimilmente ad attentati terroristici islamisti in Algeria. “In tal modo, afferma la medesima fonte, la comunità internazionale è indirettamente responsabile di ciò che è avvenuto là (nel giacimento di gas) e non ha le carte in regole per dire all'Algeria come avrebbe dovuto agire”.

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Il riformismo su un binario morto

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di Spartaco A. Puttini per Marx21.it

binario morto bnChi non apprende dalle lezioni della storia è condannato a ripetere i propri errori. E chi pensa di muoversi senza curarsene non è solo cieco, è pericoloso, come ebbe a dire Hobsbawm.

A guardare il contegno assunto dai vari riformismi di fronte alla crisi e all’offensiva reazionaria che si è scagliata contro i popoli europei balza agli occhi l’assoluta mancanza di una risposta adeguata, all’altezza della sfida.

L’accondiscendenza verso le politiche di austerità delle tecnocrazie liberali e la sostanziale sudditanza teorica alle ricette del pensiero economico mainstream negli ambienti politici che si rifanno al riformismo la fanno ancora grandemente da padrona, nonostante tutto.

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All'Unione Europea: e' un atto illegale armare le opposizioni siriane!

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syrian-rebels-8Condanniamo con fermezza ogni tentativo da parte dei Ministri degli Esteri dell'Unione Europea, che si riuniscono il 18 febbraio a Bruxelles, di rendere formalmente possibile l’invio di armi all’opposizione siriana come proposto dalla Gran Bretagna. Finora questo appoggio armato diretto è stato ostacolato da un embargo europeo sulle armi dirette in Siria. Lo scorso dicembre l’embargo è stato prorogato per soli tre mesi, in sede UE. Chiediamo che esso sia rinnovato.

Chiediamo invece di rimuovere le sanzioni economiche civili, che colpiscono il popolo siriano.

Ricordiamo ai rappresentanti politici dei cittadini europei, nonché recipienti del Premio Nobel per la pace 2012, che è vietato dal diritto internazionale riconoscere e ancor più armare gruppi che si oppongono a un governo riconosciuto.

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A L’Avana, il Consiglio Mondiale della Pace e il Partito Comunista di Cuba evidenziano il ruolo del Movimento per la Pace

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di José Reinaldo Carvalho, per Vermelho | Traduzione di Erman Dovis per Marx21.it

martiMentre era a Cuba per partecipare alla 3 ° Conferenza internazionale per l'Equilibrio del Mondo, il presidente del Consiglio Mondiale della Pace (CMP) Socorro Gomes è stata ricevuta dalla Direzione del Partito Comunista di Cuba.

Accompagnata da Silvio Platero, presidente del Movimento per la Pace di Cuba, Socorro Gomes si è incontrata con Josè Ramon Balaguer, responsabile del Dipartimento Relazioni Internazionali del Partito, con il quale ha avuto un lungo colloquio nella sede del Comitato Centrale. Ricevendo cordialmente il presidente del Consiglio Mondiale della Pace e ringraziandola per la sua visita, Balaguer ha sottolineato l'importanza dell’incontro: “"Se c'è un momento in cui il mondo ha bisogno di un movimento per la pace, è proprio questo, perché si tratta di un momento allarmante. Il mondo ha bisogno più che mai di un movimento cosi’, che difenda la pace e si opponga alla guerra ed ai suoi sostenitori. Occorre rafforzare tutto ciò che riguarda la pace, solo essa può salvare questo mondo, altrimenti si andrà verso il disastro e la distruzione. "

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Rivoluzionare il credito

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di Vladimiro Giacché | da www.rivoluzionecivile.it

giacche rivoluzionecivile microfono“L’Europa riscopre la banca di Stato”. Con questo titolo il Sole 24 Ore del 2 febbraio ci ha informato della nazionalizzazione del gruppo bancario-assicurativo olandese Sns Reaal. Costo dell’operazione: 3,7 miliardi di euro. 200 milioni in meno di quanto costeranno allo Stato italiano i Monti-Bond per salvare il Monte dei Paschi.

Ma con una differenza non piccola: mentre lo Stato olandese potrà subito entrare nella gestione di Sns Reaal, e quindi verificare che il danaro dei contribuenti non vada buttato, questo in Italia avverrà solo tra 5 anni e solo se il Paschi non avrà rimborsato il prestito. Questo modo di procedere è insensato. Con la cifra impegnata nel prestito al Monte dei Paschi, lo Stato potrebbe diventare di gran lunga il primo azionista della Banca. Se lo Stato salva una banca, deve poter entrare nel capitale di quella banca. E non per risanarla e rivenderla al miglior offerente, come oggi anche qualche liberista propone, con scarsa coerenza (ma come, non era lo Stato il problema e il mercato la soluzione?). Bensì con due altre finalità: tutelare il proprio investimento, e nel contempo ripristinare il principio secondo cui il credito è un “bene pubblico” di importanza strategica per il Paese.

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I falsi amici

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di Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia e Un Ponte per...

serbia nazionalisti bandieraRiceviamo dal Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia e volentieri pubblichiamo 

Dossier del Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia e di Un Ponte per... sulle infiltrazioni della destra nazionalista e fascista nelle campagne a sostegno delle vittime serbe delle guerre di secessione in Jugoslavia

SINTESI: In contraddizione con la tradizione reale, storica, dell'atteggiamento della destra nazionalista e fascista riguardo agli jugoslavi in generale ed ai serbi in particolare, si registra da tempo uno strano interessamento di raggruppamenti neofascisti a proposito della "causa serba". Questo interessamento sta avendo un apice negli ultimi tempi in iniziative riguardanti la componente serba del Kosovo. Purtroppo singoli elementi e settori reazionari, soprattutto legati alla emigrazione anticomunista e antijugoslava nella Trieste post-1945, quasi masochisticamente alimentano la presenza della destra fascista nelle iniziative che li riguardano. 

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Il comunismo. Un gigantesco processo di emancipazione che è ben lungi dall’essere giunto alla sua conclusione

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di Domenico Losurdo | da domenicolosurdo.blogspot.it

Geli-Korzhev-Raising-the-BannerIo continuo a ritenere valida la visione dell’Ideologia tedesca, in base alla quale il comunismo è in primo luogo «il movimento reale che supera lo stato di cose presente». Diamo uno sguardo ai mutamenti intervenuti nel mondo a partire dalla prima rivoluzione che si è richiamata a Marx e a Engels. Prima dell’ottobre 1917 non c’era democrazia neppure in Occidente: erano all’opera le tre grandi discriminazioni, che colpivano rispettivamente le donne, le classi subalterne, i popoli coloniali o di origine coloniale. Tra il febbraio e l’ottobre, la Russia rivoluzionaria riconosce alle donne i diritti politici attivi e passivi. Questa medesima strada viene imboccata dalla repubblica di Weimar (scaturita dalla rivoluzione scoppiata in Germania ad un anno di distanza dalla rivoluzione d’ottobre) e in seguito dagli USA. Sì, in Italia, Germania, Austria, Inghilterra si era più o meno affermato il suffragio universale (maschile), ma esso era neutralizzato da una Camera Alta che continuava a essere monopolio della nobiltà e della grande borghesia.

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Sanremo/ Pdci: E' vetrina per Israele, invochiamo par condicio

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da www.ilmondo.it

asaf-avidan-sanremo-asaf-avidan-defaultIn occhi telespettatori passerà idea che sia Stato 'normale'

Roma, 14 feb. (TMNews) - "Ancora una volta il carrozzone del Festival di Sanremo diventa vetrina privilegiata per Israele. Ieri sera infatti Fabio Fazio ha pensato bene di far fare alla modella israeliana Bar Rafaeli il contro altare alla simpatica e brava Littizzetto. La splendida Bar non è certo una ultrà pro Israele, aveva fatto discutere un suo twitter non sufficientemente schierato con l'attacco Gaza dei mesi scorsi e prima ancora delle sue dichiarazioni sull'Idf (esercito di Israele), quindi una presenza che serve ad avvalorare una presunta pluralità e l'idea di un Paese democratico dove tutto e tutti sono ammessi". Lo afferma in una nota Maurizio Musolino, coordinatore dipartimento esteri del Pdci.

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Cultura e legalità: motori di sviluppo

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da www.rivoluzionecivile.it

Ingroia-a-San-Lorenzo“Il mondo dello spettacolo, dell’università e della ricerca incontra Antonio Ingroia” è scritto sui manifesti che tappezzano San Lorenzo, nel cuore di Roma. E la sala di via dei Volsci dell’associazione “Dimmidisì” è talmente piena che sembra davvero contenere un mondo intero. Studenti, lavoratori della ricerca e dello spettacolo, registi, attori, musicisti, in molti hanno voglia di parlare, ascoltare, partecipare. Sono talmente tanti che la scaletta salta e lo stesso Ingroia finirà per lanciare solo un’occhiata veloce al suo intervento per fare riferimento ai dati vergognosi relativi agli investimenti italiani in cultura: “soltanto un miliardo e 800mila euro, pari allo 0,2 % del Pil, mentre la Francia stanzia 12 miliardi di euro l’anno, la Germania 8,6 e la Gran Bretagna 5,3”.

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Condanniamo la provocazione contro l'iniziativa del Comitato contro la Guerra di Milano

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sestosangiovanni 100213Marx21.it si associa alla condanna del tentativo di aggressione e della provocazione messo in atto da un gruppo di sostenitori del sedicente "esercito siriano libero" durante l'assemblea del 10 febbraio contro la guerra alla Siria ed esprime la sua solidarietà ai compagni e alle compagne del Comitato contro la Guerra di Milano.

Un episodio non isolato che mette in evidenza la natura aggressiva e fascista dei gruppi che sono impegnati nel progetto di destabilizzazione della Repubblica di Siria e che estendono le loro provocazioni anche al di fuori della regione investita dalla feroce avventura militare sostenuta dalle potenze della NATO.

COMUNICATO DEL COMITATO CONTRO LA GUERRA MILANO

Il 13 dicembre scorso, in occasione dell'incontro "Siria: l'informazione, la verità, le bugie, la guerra" presso il Centro Scaldasole organizzato dal "Comitato di sostegno al popolo siriano", gruppo che sostiene i cosiddetti "ribelli" siriani, una signora di mezza età è stata buttata a terra da uno degli organizzatori. La sua colpa è stata quella di contestare le modalità di richiesta degli interventi del pubblico attraverso dei fogliettini in modo che le domande venissero filtrate più agevolmente.

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Cyber-guerra: il ritorno della guerra preventiva

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

cyberwar1Non è necessario essere esperti di guerre e armamenti – e il sottoscritto non lo è di certo – per comprendere come il concetto stesso di guerra si sia sempre più esteso in coincidenza con lo sviluppo tecnologico. Non può quindi stupire il fatto che anche Internet – la “rete” - sia divenuto un campo di battaglia di primaria importanza che, come quelli di terra, mare e aria deve essere difeso e reso operativo.Alle spalle abbiamo già molto esempi di utilizzo massiccio dei “social-network” nella diffusione di menzogne e false notizie o per sostenere operazioni di rovesciamento di governo. Queste, in sostanza, rappresentano nuove forme di attacco al quale seguono – anche se non sempre – operazioni belliche vere e proprie.

Ma non è tutto qui. Anzi: il concetto di “cyberguerra” riporta d'attualità quello di “guerra preventiva” che, troppo superficialmente, si è creduto estinto con il cambio della guarda alla Casa Bianca tra Bush Jr. e Barack Obama.

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A Tripoli Di Paola e 20 Puma

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di Manlio Dinucci | da il manifesto del 12 febbraio 2013

puma italiani tripoliMentre promette nel suo spot elettorale «riforme radicali contro gli sprechi e la corruzione», Mario Monti invia a Tripoli il ministro della difesa Di Paola con un pacco dono da circa 100 milioni di euro: 20 veicoli blindati da combattimento Puma, consegnati «a titolo gratuito» (ossia pagati con denaro pubblico dai contribuenti italiani) ai governanti libici, il cui impegno anti-corruzione è ben noto. Un gruppo di potere, al cui interno sono in corso feroci faide, chiamato in causa dallo stesso Consiglio di sicurezza dell’Onu per «le continue detenzioni illegali, torture ed esecuzioni extragiudiziarie». Tutto perfettamente legale, però. La legge sulle missioni internazionali delle Forze armate per «il consolidamento dei processi di pace e stabilizzazione», approvata tre settimane fa dal senato con voto bipartisan quasi unanime, autorizza la spesa per prorogare l’impiego di personale militare italiano in attività di «assistenza, supporto e formazione in Libia» allo scopo di «ripristinare la sicurezza pubblica». L’Italia si accoda così agli Stati uniti, che stanno formando una forza d’élite libica con il compito ufficiale di «contrastare e sconfiggere le organizzazioni terroriste ed estremiste violente». 

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Cuba, la presidenza della CELAC e l'Unione Europea

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di Mauricio Miguel, Traduzione di Marx21.it | da www.avante.pt

cuba bandiera braccioCuba rivoluzionaria e socialista ha assunto alla fine del mese di gennaio la presidenza pro-tempore della Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC). E' un fatto di grande rilievo; è il riconoscimento a un popolo e un paese che, nel corso di 54 anni, affrontando fin dai primi momenti della rivoluzione le maggiori difficoltà e prove economiche, militari e politiche, ha dato “lezioni” di tenacia e solidarietà rivoluzionarie al mondo, ricevendone in cambio il rispetto, l'ammirazione e la solidarietà di milioni di esseri umani. Molto si è già scritto e molto si scriverà ancora su Cuba e sul suo inestimabile contributo alla lotta dei popoli, per salvare vite umane, per il sorriso e l'apertura degli orizzonti della conoscenza a milioni di esseri umani in America Latina, in Africa e in altre parti del mondo. La piccola isola dei Caraibi, con poco più di 11 milioni di abitanti, ha assunto la presidenza della maggiore organizzazione di integrazione dell'America Latina, con 33 paesi e un territorio che va dal Messico fino alla Patagonia argentina e cilena.

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A proposito di elezioni, Europa e vero voto utile

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di Domenico Moro per Marx21.it

schede elettorali scrutatore1. Europa convitato di pietra 

Come quasi sempre accade nelle competizioni elettorali nelle cosiddette democrazie avanzate, anche questa volta è l’inessenziale che tiene banco, tra sparate propagandistiche di Monti, Berlusconi e Grillo e il nulla espresso da Bersani. 

Il grande assente e convitato di pietra di questa campagna elettorale è l’Europa. Il fiscal compact che impone il pareggio di bilancio, inserito addirittura in Costituzione, pone dei vincoli che costringeranno l’azione di qualsiasi governo. Ma non è tutto. L’Europa prevede la riduzione in venti anni del debito pubblico al 60% sul Pil. Ora, visto che il nostro debito equivale al 126% e che in valore assoluto ammonta a oltre 2mila miliardi di euro, si tratta di tagliare più di mille miliardi, ovvero circa 50 miliardi all’anno. Quindi, in realtà il pareggio di bilancio è il meno. Ogni anno bisognerà realizzare attivi di bilancio (maggiori entrate su spese) pari al 3-4% del Pil.

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Recensione a Giuseppe Vacca, Vita e pensieri di Antonio Gramsci. 1926-1937, Torino, Einaudi, 2012

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di Raul Mordenti | da testoesenso.it

vitaepensierodigramsci vacca1. La temperie politico-culturale e il titolo stesso dell’incontro triestino[1] (che non si limita al libro di Giuseppe Vacca ma pone al centro “Il recente caso Gramsci: una questione scientifica o una polemica politica?”) ci impongono di considerare il problema del revisionismo che ha preso di mira Gramsci in questi ultimi mesi, in altre parole di porre il problema se anche il libro di Vacca si inserisca nella linea di aggressivo revisionismo gramsciano (anti-gramsciano) oppure, al contrario, se esso sia un contributo alla verità storica e dunque, in quanto tale e già solo per questo motivo, sia un modo di combattere quel revisionismo; la falsità storica delle argomentazioni è infatti costitutiva del revisionismo (e lo è anche un livello scientifico basso e talvolta francamente impresentabile), dunque produrre storia, storia documentata, e proporre interpretazioni appoggiate solidamente sui testi sono certamente il modo migliore di combattere il revisionismo.

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La giornata della menzogna. Intervista alla storica Alessandra Kersevan

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da www.radiazione.info

jugo-flag-580x350Con una bellissima esposizione la storica Alessandra Kersevan dipinge un quadro completo dell’opera di revisionismo storico che la nostra classe politica, e non solo, porta ogni anno avanti attorno al tema dell’occupazione fascista in Jugoslavia e delle foibe.

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I crimini dell’Esercito italiano in Jugoslavia

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di Ivan Serra, tratto da www.marxismo.net | da www.diecifebbraio.info

filospinatoA proposito del “giorno del ricordo”

I dieci anni passati dalla presentazione della legge per l’istituzione del giorno del ricordo, votata poi da tutto l’arco parlamentare con poche eccezioni, non hanno certo attenuato il carattere mistificatorio di questa ricorrenza. Già la scelta della data, così vicina a quella del 27 di gennaio, giorno dell’abbattimento nel 1945 dei cancelli di Auschwitz e commemorazione a livello internazionale delle vittime del nazismo, le tenderebbe a confondere e unificare. In realtà il 10 febbraio 1947 il trattato di pace che fu firmato a Parigi con le potenze alleate vincitrici della guerra, considerava l’Italia sì cobelligerante contro la Germania dopo l’armistizio, ma pienamente corresponsabile della guerra di aggressione intrapresa e per questo punita. Lo stesso testo della legge dove si parla di tutte le “tormentate vicende del confine orientale”, viene poi travisato nella realtà quando vengono solo ricordate foibe ed esodo, dimenticando proprio le guerre di aggressione a Russia, Grecia e Jugoslavia. 

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Intervista a Osama Saleh del comitato "Giù le mani dalla Siria"

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di Michele Michelino

ribelli silhouetteD. I mass media italiani stanno facendo una campagna di disinformazione a sostegno dei “ribelli” contro il governo siriano. Qual è la situazione reale in Siria al 30 gennaio 2013?

R. Vi comunico le ultime notizie. Ieri, 29 gennaio, ad Aleppo, nella zona di Bustan al-Qasr sulla riva del fiume Queiq è stato scoperto un massacro terribile in cui sono morti circa 80 civili. L’opposizione ha negato, come sempre, gettando la colpa sul governo siriano anche se ci sono prove che il governo non c’entri nulla.

D. Tuttavia la televisione e i giornali italiani hanno dato molto spazio a quest’avvenimento: come lo spieghi?

R. Sono stati i terroristi che hanno fatto questo massacro, un massacro molto crudele; anche ieri a mezzogiorno in un villaggio a est di Homs, la città dalla quale provengo, sono entrati circa duemila terroristi, hanno invaso il villaggio che si chiama Al-Almeriyeh, abitato da siriani favorevoli al governo, quasi tutti cristiani e alauiti. Gli abitanti erano minacciati da una settimana dagli estremisti islamici e avevano chiesto all’esercito siriano di aiutarli ad affrontare questi attacchi. 

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La fine della classe operaia?

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di Peter Mertens, Partito del Lavoro del Belgio (PTB) | da iccr.gr
Traduzione per resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
working-class-joesC'è un'idea molto diffusa, che si sente sempre più spesso: le tecnologie dell'informazione e delle scienze della comunicazione hanno radicalmente cambiato la produzione. La maggior parte dei paesi sviluppati ha un'economia di servizi, una società post-industriale. In Europa, il 66% della popolazione lavoratrice è impiegata nel settore dei servizi. Negli Stati Uniti questa percentuale raggiunge il 79% (1). A causa di questo cambiamento nella composizione della classe lavoratrice, non si può proseguire come prima, dice il filosofo italiano Antonio Negri: "Odio chi dice: la classe operaia è morta, ma la lotta continua. No. Se la classe operaia è morta - il che è vero - l'intero sistema legato a quei rapporti di forza entra in crisi".(2)
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