La rivista cinese World Socialism Studies è al terzo anno

La rivista cinese World Socialism Studies è al terzo anno

di Andrea Catone

Da diversi anni i comunisti cinesi hanno intensificato un’attività volta a far conoscere meglio ai comunisti, ai marxisti, agli antimperialisti del mondo le loro posizioni e le loro elaborazioni ...

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La destra cerca di riscrivere la storia latinoamericana

La destra cerca di riscrivere la storia latinoamericana

di Emir Sader*

Quando non riesci a cancellare la storia, devi cercare di riscriverla, dandole un senso radicalmente opposto a ciò che era nella realtà ...

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Appello alla battaglia culturale contro il revisionismo storico

Appello alla battaglia culturale contro il revisionismo storico

di Alessandro Pascale

Riceviamo dal compagno Alessandro Pascale, del Comitato Politico Nazionale del PRC, e volentieri pubblichiamo come contributo alla discussione su alcuni fondamentali nodi teorici dell’elaborazione dei comunisti.

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Europa, il sistema finanziario è ormai balcanizzato

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di Vladimiro Giacché | da Pubblico

domino europaIn questi ultimi anni, il rapporto tra i mercati finanziari e le autorità politiche in Europa è stato piuttosto schizofrenico. I mercati sono venerati e seguiti quando si tratta di far passare misure antipopolari “per riconquistare la fiducia dei mercati”, ma vengono ignorati quando dicono verità sgradevoli. Si spiega anche così la poca attenzione che è stata prestata ai report pubblicati nelle ultime settimane da diverse banche d’affari sulla situazione del sistema finanziario europeo. Una situazione che si può riassumere con la formula coniata qualche mese fa dagli analisti di Morgan Stanley: è in atto la balcanizzazione finanziaria dell’Europa. Continua cioè quel processo di frammentazione del sistema finanziario europeo che rappresenta oggi una delle maggiori minacce per il finanziamento degli stati “periferici” (e delle loro banche e imprese), ma anche uno dei principali rischi per la tenuta della moneta unica. Si tratta di questo: il sistema finanziario dell’eurozona, che sino al 2008 era così strettamente integrato da rendere concettualmente impossibile la fine della moneta unica, si sta ridisegnando lungo linee che corrispondono grosso modo ai confini nazionali.

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Da dove arrivano le armi ai ribelli siriani

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da sabraechatila.wordpress.com

ak47-660BEIRUT, 4 Dicembre 2012 – “Si, quella è la mia voce e quelle sono le mie parole”, ha dichiarato ieri il deputato del movimento Mustaqbal Okab Sakr al quotidiano panarabo al-Sharq al-Awsat rispetto alla serie di registrazioni telefoniche pubblicate nei giorni precedenti dal quotidiano libanese al-Akhbar, che lo vedevano coinvolto in prima persona a fianco dei ribelli siriani non solo politicamente ma anche attraverso l’approvvigionamento di armi.

LE REGISTRAZIONI – Le registrazioni, arrivate in redazione tramite una fonte anonima rivelatasi in un secondo momento un ex-collaboratore dello stesso Sakr proprio nelle operazioni di sostegno ai ribelli siriani, mostrano il deputato come referente diretto e abituale di molti comandanti per il rifornimento di armi soprattutto nella regione settentrionale. Sentiamo ad esempio in una telefonata tra Sakr e il comandante di un gruppo armato di nome Abu al-Numan:

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Dichiarazione di Guayaquil dei partiti comunisti e operai dell'America Latina

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da www.solidnet.org | Traduzione a cura di Marx21.it

indiosCommemoriamo il 15 novembre 1922, nel novantesimo anniversario della prima grande giornata della classe operaia ecuadoregna, il cui tragico epilogo fu il massacro di migliaia di lavoratori, noto come “Le croci sull'acqua”.

Il Partito Comunista dell'Ecuador rileva l'importanza che assume tale commemorazione, alla presenza di invitati speciali, delegati dei partiti comunisti del Continente, allo scopo di cominciare a rendere, a livello della Nostra America, un riconoscimento a episodi e personaggi storici, emblematici del movimento rivoluzionario continentale. Si ritiene anche opportuno e necessario lo scambio di informazioni e esperienze, di prima mano, sulle lotte dei partiti comunisti nei rispettivi paesi, nel momento attuale, in cui molti di loro vivono processi democratici e rivoluzionari, senza precedenti.

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Opzioni politiche e scientifiche nella biologia evoluzionistica

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di Vittorio Pesce Delfino antropologo, membro del Comitato scientifico di Marx XXI

evoluzione-della-specieNon è una novità che argomentazioni sull’evoluzione spesso producano risultati che possono essere facilmente equivocati, anche quando trattati con le cautele tipiche dei ricercatori i quali però frequentemente finiscono col ripiegare su formule soggettive dall’effetto magari sbalorditivo e accattivante ma che finiscono col produrre gravi danni o equivoci a motivo della loro impostazione analogica.

L’individuazione di un nuovo paradigma sintetico in biologia evoluzionistica è una necessità che si è sentita con forza negli ultimi anni in molti settori di ricerca specializzata e che ha importanti, per quanto contraddittori, equivalenti in diversi ambiti scientifici e, più in generale, nella società nella sua interezza.

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Siria, le notizie della settimana dal 22 al 28 novembre 2012

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a cura di Marco Palombo | da www.sibialiria.org

siria ribelli ak47I TRE GRAVI PASSI MOLTO PROBABILI DEL GOVERNO MONTI

Il governo italiano si appresta quasi sicuramente a tre iniziative relative alla guerra siriana dalle pesanti conseguenze. Le azioni gravi, possibili nel giro di poche settimane, sono:

-Togliere l’ embargo dell’ Unione Europea alla fornitura di armi ai “ribelli” siriani.

-Riconoscere la neonata Coalizione Nazionale Siriana come unica legittima rappresentante della Siria e del suo popolo.

-Pronunciarsi a favore dell’ installazione di missili Patriot della NATO in Turchia al confine con la Siria.

Il governo Monti, come è solito fare, cercherà di compiere questi passi giustificandoli soprattutto con l’ argomento che sono scelte fatte insieme agli altri paesi dell’Unione Europea. In realtà in questo momento nei paesi europei ci sono posizioni diverse su queste scelte e intervenire in qualche modo nel dibattito in corso potrebbe influenzarne gli esiti.

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“Più Europa” uguale meno democrazia

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di Mauricio Miguel | da “Avante”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

europa cappioTraduzione a cura di Marx21.it

La crisi viene utilizzata dal potere politico per scatenare un brutale attacco alla democrazia politica, inseparabile dal tentativo di imporre una battuta d'arresto nei diritti e nelle conquiste sociali dei lavoratori e dei popoli.

Con l'accentuazione del processo di concentrazione e centralizzazione del capitale nell'UE, le grandi potenze e i monopoli capitalisti che lo controllano tentano di distruggere le sovranità nazionali e quello che dovrebbe essere un regime democratico, per instaurare un regime autoritario. Le misure, azioni, tentativi e progetti che pretenderebbero di “salvare” l'euro e l'UE mirano a trasferire il potere politico degli organi di sovranità nazionale alle cosiddette “istituzioni europee”, svuotandone le competenze, esautorando i popoli dall'esercizio del potere, limitando e anche impedendo la loro partecipazione nei processi politici, per imporre sempre di più una politica contraria ai loro interessi e aspirazioni.

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I comunisti italiani e l' “indipendenza veneta”

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Comunicato della Segreteria regionale PdCI Veneto

leoneveneto30 novembre 2012

L’iniziativa della destra populista e reazionaria trova soprattutto in periodi di crisi prolungata, come quelli in cui viviamo, il modo di fuggire dai problemi reali utilizzando i temi offerti dalla retorica nazionalista e razzista (variamente mascherata).

In tutti i paesi dell’Europa le forze della destra stanno cavalcando spinte nazionaliste, intrise di razzismo, e non di rado raccolgono attorno a sé parti importanti del popolo.

La Risoluzione n. 44 presentata il giorno 5 ottobre 2012 al Consiglio Regionale dai consiglieri della Lega Foggiato, del PdL Bond nonché da Pettenò del PRC, risponde nella forma, nei contenuti e negli obiettivi a tali spinte reazionarie.

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Cina: Sviluppo pacifico e convergenza di interessi

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

cina bandierina mappaNella sua relazione al 18° Congresso del Partito comunista cinese, Hu Jintao ha ribadito, per quanto riguarda la politica estera, alcune linee guida che hanno caratterizzato la politica di apertura e riforma della Repubblica popolare. La situazione internazionale è caratterizzata da una progressiva tendenza verso il multipolarismo e da una sempre più stretta interdipendenza. Un quadro nel quale assumono sempre maggiore forza, sia economica che politica, i Paesi emergenti e in via di sviluppo. Tuttavia permangono alcuni pericoli per la pace: il terrorismo, le diseguaglianze economiche, lo squilibrio dello sviluppo economico e “la permanenza di un crescente egemonismo e di una politica di potenza e di neo-interventismo”. Quest'ultimo accenno merita una qualche riflessione anche perché era scomparso nel discorso – anch'esso ufficiale e con tutti i crismi di vera e propria agenda politica – tenuto dallo stesso Hu Jintao nel luglio del 2011 in occasione del 90° anniversario del PCC, ma era presente nella sua relazione al 17° congresso del 2007.

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14° IMCWP - Discorso d'apertura di Marie Nassif-Debs, Vice Segretaria Generale del Partito Comunista Libanese

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14° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai - Beirut 22-25/11/2012

pclibanoda www.solidnet.org
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Cari compagni,

Vi diamo il benvenuto a questo 14° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai (IMCWP) che si svolge a Beirut - capitale del "Fronte di Resistenza Patriottica" e Capitale delle capitali arabe - e che i comunisti hanno avuto l'onore di liberare, solo pochi giorni dopo la sua sciagurata occupazione da parte dell'esercito israeliano. Gli occupanti furono poi costretti ad andarsene spaventati e urlando "Gente di Beirut, non sparateci, ci stiamo ritirando".

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Si è concluso a Beirut il 14° Incontro internazionale dei Partiti comunisti e operai

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di Fausto Sorini, segreteria nazionale PdCI, responsabile esteri

imcwp 2012Grazie all'ospitalità del Partito comunista libanese, si è concluso domenica 25 novembre a Beirut, in un Libano collocato nel cuore della crisi e dei conflitti della regione, il 14 incontro internazionale dei Partiti comunisti e operai.

Erano presenti 84 delegati di 60 partiti (quasi tutti i principali) di 54 Paesi dei cinque continenti. Presenti, tra gli altri, i partiti comunisti di Brasile, Cuba, Sudafrica, Sudan, Grecia, Portogallo, Spagna, Francia, Cipro, Repubblica Ceca, Russia, Ucraina, India, Nepal, Vietnam, Cina, ed una folta presenza di partiti comunisti dei Paesi della regione mediorientale (Egitto, Giordania, Palestina, Siria, Iraq, Turchia..). Per l'Italia erano presenti PdCI (Fausto Sorini, Maurizio Musolino) e PRC (Fabio Amato).

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L'oro dell'oriente

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di Pasquale Cicalese per Marx21.it

riserve aureeIn memoria del Dottor Agronomo Domenico Maisto

Nel 1960 la lira fu premiata con l’Oscar della Moneta. Allora, Bankitalia era ancora guidata da Donato Menichella, artefice della legge bancaria del 1936 che avviò la separazione tra banche commerciali e banche d’investimento, e in più realizzò la nazionalizzazione della principali banche italiane.

Da quella legge nasce nel dopoguerra il trittico governo-imprese pubbliche e banche pubbliche, che permise un’enorme mobilitazione del risparmio nazionale finalizzato ad una crescita basata sostanzialmente sugli investimenti. Corollario di tale azione fu la decisione presa dal vertice di Bankitalia di avviare una ventennale politica di accumulo di riserve auree, reso possibile dalle rimesse degli emigrati italiani all’estero e da una bilancia dei pagamenti in pareggio e, a volte, in surplus. L’oro era l’altra faccia della fatica e del sudore dei lavoratori italiani, sia in patria sia, in particolar modo, all’estero, con milioni di emigrati che fecero affluire dollari e marchi nei forzieri della banca centrale.

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Grandi manovre attorno a Gaza

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di Manlio Dinucci

carro israeleDopo il «cessate il fuoco» annunciato al Cairo dalla Clinton, un ventenne di Gaza, Anwar Qudaih, era andato a festeggiare nella «zona cuscinetto», la fascia larga 300 metri in territorio palestinese, dove un tempo la sua famiglia coltivava la terra. Ma quando si è avvicinato alla barriera di filo spinato, un soldato israeliano gli ha sparato in bocca*. 

La prima vittima del «cessate il fuoco», che si aggiunge ai 170 uccisi, un terzo donne e bambini, e agli oltre mille feriti dai bombardamenti, che hanno provocato danni per 300 milioni di dollari. Perché il «cessate il fuoco» possa durare «devono cessare gli attacchi di razzi» contro Israele, sottolinea la Clinton, attribuendo ai palestinesi la responsabilità della crisi. Il piano di Washington era chiaro fin dall’inizio: permettere che Israele desse «una lezione» ai palestinesi e si servisse dell’operazione bellica quale test per una guerra regionale, evitando però che l’operazione si allargasse e prolungasse. Ciò avrebbe interferito con la strategia Usa/Nato, che concentra le forze su due obiettivi: Siria e Iran. 

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La lezione del Venezuela all'Europa e al mondo

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di Inês Zuber, parlamentare europea (GUE/NGL) del Partito Comunista Portoghese | da www.avante.pt

hugo-chavez-venezuela-elections-4Traduzione a cura di Marx21.it

L'Unione Europea cerca faticosamente di provare che le persone si identificano nella “cittadinanza” europea. L'operazione di marketing per vendere questa appartenenza forzata che le istituzioni europee cercano di imporre è sempre più evidente nelle innumerevoli iniziative che dicono di voler migliorare e incentivare la partecipazione dei cittadini alla vita dell'Unione Europea.

Nella pianificazione per il 2013 dell' “Anno Europeo dei Cittadini” la Commissione afferma di avere come obiettivo “rafforzare la sensibilizzazione dei cittadini allo statuto di cittadinanza dell'UE, ai loro diritti e al loro significato nella vita quotidiana”. Vale a dire, un atto disperato per ricordare alle persone perché è importante e utile per loro appartenere all'Unione Europea.

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Il popolo siriano ripudia la guerra e vuole la pace

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di Socorro Gomes, presidente del Consiglio Mondiale della Pace | da www.vermelho.org.br

siria paceTraduzione a cura di Marx21.it

Con il titolo “No alla violenza, si alla democrazia”, il 18 novembre, si è svolta a Teheran una conferenza che ha riunito 200 esponenti del governo e dell'opposizione della Siria, con l'obiettivo di riannodare i fili del dialogo nazionale. All'incontro, tra gli altri erano presenti il segretario del Partito Comunista Siriano Ahmar Bagdash e Ali Heidar, già oppositore di Assad e oggi nominato ministro per gli Affari della Riconciliazione Nazionale. Hanno assistito alla conferenza, insieme a rappresentanti delle istituzioni iraniane e agli ambasciatori di Cina e Russia, anche personalità del mondo politico e dei movimenti sociali provenienti da paesi della regione e di altri continenti, particolare dall'America Latina (spiccava la presenza del diplomatico nicaraguense Miguel D'Escoto, ministro degli esteri dopo la Rivoluzione sandinista ed ex presidente dell'Assemblea Generale dell'ONU). Ha portato il suo contributo, a nome del Centro Brasiliano di Solidarietà ai Popoli e Lotta per la Pace (Cebrapaz), anche la compagna Socorro Gomes, militante del Partito Comunista del Brasile e presidente del Consiglio Mondiale della Pace (http://www.wpc-in.org/).

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Spunti marxiani per una riflessione sulla democrazia partecipativa

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di Marco Esposito, del Comitato Federale PdCI Napoli

mani silhouetteNell’ultimo ventennio, la crisi della politica in Italia ha prodotto un ampio dibattito sullo squilibrio strutturale del nostro sistema e, più in generale, su quanto la forma stessa di democrazia parlamentare otto-novecentesca sia ormai obsoleta e inadeguata alle rapide e complesse trasformazioni della società contemporanea. Un problema, in realtà, con cui, sia pure in forme e modi diversi, si sta misurando l’intero Occidente democratico, ma che da noi languirebbe ancora nelle strettoie politico-culturali del misoneismo italico.

Nelle ultime legislature, tuttavia, il Parlamento italiano sembra essere stato affetto da “smania” riformistica proprio in tema politico e istituzionale. Il risultato è stato piuttosto deludente: riforme corrive ed estemporanee, o lambiccamenti costituzionali.

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A Praga in 25.000 ignorano le celebrazioni della “Rivoluzione di velluto” e manifestano contro il governo

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di AC | da solidarite-internationale-pcf.over-blog.net

praga manifestazioneTraduzione a cura di Marx21.it

Le celebrazioni dell'anniversario della “Rivoluzione di velluto” di Praga (17 novembre) si sono trasformate in una grande manifestazione contro le politiche di austerità del governo della Repubblica Ceca. La notizia, come era prevedibile, è stata largamente ignorata dalla grande stampa occidentale (ndt)

Mai commemorazione della “Rivoluzione di velluto”, che ha rovesciato il regime socialista e restaurato il capitalismo nel 1989, ha rappresentato un flop così evidente, a dispetto degli appelli al “dovere della memoria” del presidente anticomunista Vaclav Klaus.

Al contrario, per la prima volta la giornata si è trasformata in una manifestazione contro il potere, organizzata dal Partito Comunista (KSCM), dalla confederazione dei sindacati di Boemia-Moravia (CMKOS) e dalla coalizione “Fermiamo il governo”.

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Costruire un vasto fronte democratico e di sinistra che impedisca il ritorno del “montismo”

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di Fosco Giannini e Cesare Procaccini | da Il Messaggero Marche del 23 novembre 2012

bandiera rossaL’“antipolitica” contiene in sé il massimo condensato di spirito reazionario. Ma essa si costituisce, nell’essenza, attraverso la rimozione della questione sociale da parte della “politica”. Non vi è paragone tra l’amplificazione del “discorso” sulla legge elettorale e il silenzio sulla questione salariale, su quella della povertà di massa, sulla disoccupazione. La distruzione dello stato sociale, la precarizzazione quale nuovo e drammatico modello capitalistico dell’occupazione, l’impossibilità di vivere – per i salariati e gli stipendiati – oltre la seconda settimana del mese: tutto ciò è il prodotto degli ordini dettati dall’Unione europea ai governi europei, a quelli italiani. Il governo Berlusconi aveva già disseminato, in egual misura, sia una grande sofferenza sociale di massa che una sfrenata e pecoreccia allegria tra le proprie fila. Il governo Monti, cambiando il costume da Joker di Berlusconi con uno smoking, ha alzato con ancora più vigore l’ascia antisociale sui lavoratori e sull’ormai vastissimo popolo dei poveri, dei senzapresente e dei senzafuturo.

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La nostra storia, per non raccontarci storie

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di Francesco Francescaglia, segreteria nazionale PdCI

071111 pciMentre si svolgeva il VI Congresso Nazionale del PdCI (Rimini, 28-30 Ottobre 2011), sembrava ormai chiaro che il Governo Berlusconi avesse i giorni contati.

Il nostro documento politico poneva la c.d. linea dei tre cerchi: unità dei comunisti, unità della sinistra, unità delle forze democratiche per battere le destre.

Vi affermavamo la necessità di costruire un fronte democratico per battere le destre:

Siamo alle grandi manovre per l’avvio di un processo politico di scomposizione e ricomposizione del campo delle destre, che inevitabilmente avrà effetti anche sul resto del panorama politico italiano. Nulla sarà più come prima. Siamo, dunque, in una situazione fluida, dominata da una grande incertezza, tipica di un periodo di transizione. […]

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I comunisti algerini condannano la nuova aggressione sionista contro Gaza

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dichiarazione del Partito Algerino per la Democrazia e il Socialismo (PADS) | da solidnet.org

israele soldatiTraduzione a cura di Marx21.it

“E' legittimo chiedersi se questa aggressione contro il popolo di Gaza non sia una cortina di fumo per coprire il fatto che la mobilitazione di circa 100.000 riservisti israeliani ha come vero obiettivo quello di preparare una guerra contro l'Iran e contro la Siria, sotto il falso pretesto dei tiri di mortaio sul Golan siriano occupato dal 1967”.

I comunisti algerini denunciano con il massimo vigore la nuova aggressione criminale e barbara dello Stato sionista contro la popolazione di Gaza e il sostegno dei paesi imperialisti all'aggressore. Denunciano il silenzio del governo algerino e dei dirigenti dei paesi arabi. Asserviti per la maggior parte all'imperialismo, questi regimi concentrano i loro sforzi nelle ingerenze aperte contro la Siria.

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Gaza. La storia si ripete e le parole mancano

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di Manuela Palermi, segreteria nazionale PdCI, per Marx21.it

gaza-womanLa storia si ripete e le parole mancano. O, meglio, mancano parole “nuove”, non ripetute da anni ed anni ad ogni strage, sulla criminale politica israeliana, sulla caccia continua ai palestinesi, utilizzati come laboratorio per le armi e per i giochi elettorali: più palestinesi ammazzi, più voti otterrai alle prossime elezioni…

Parole nuove non ce ne sono per una carneficina senza fine che torna puntuale ad ogni elezione e si nutre di cadaveri e sangue. Ma è proprio la ripetitività dell’orrore che sta incrinando qualcosa nel granitico muro dell’implacabilità israeliana. Israele è convinto di essere il fronte dell’Occidente contro l’Oriente. L’unica democrazia dell’area, come ci ripetono fino alla nausea i Pannella, i Ferrara e molti altri. Non a caso ha avuto e continua ad avere il massiccio appoggio occidentale. Anche dall’Unione Europea, fresca di Nobel per la pace. Israele può “esagerare”, ma va protetta. Da cosa, da chi? Da un popolo su cui sperimenta le sue politiche razziste e l’enorme e raffinato armamento finanziato dagli Usa e dalla Ue? Da un popolo che chiede di vivere con dignità, di potersi spostare con libertà, di condurre una vita normale di lavoro, di fantasie, di sogni? 

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