Legami sino-tibetani e indipendentismo lamaista

Legami sino-tibetani e indipendentismo lamaista

di Fabio Massimo Parenti

Le visite del XIV Dalai Lama in Occidente sono frequenti. L’ultima in Italia è stata a settembre e, recentemente, anche l’Università di Urbino ha avanzato un invito a Tenzin Gyatso ...

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Avanza il dialogo tra Cina e Vietnam

Avanza il dialogo tra Cina e Vietnam

da resistencia.cc

La Cina ha chiesto agli Stati Uniti di rispettare gli sforzi e le iniziative dei paesi asiatici per mantenere la pace e la stabilità nel Mar Cinese Meridionale, in risposta alle recenti dichiarazioni del presidente Trump sul tema.

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La loro democrazia

La loro democrazia

di João Ferreira

Una mostra segnala il centenario della Rivoluzione d'Ottobre. Evoca il suo significato e la sua profonda portata. Rende conto dei progressi liberatori che essa ha reso possibili ...

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La risalita del petrolio

La risalita del petrolio

di Demostenes Floros

La crescita dell'output di tight oil USA, la diminuzione delle scorte globali e la previsione in crescita per il 2017 della domanda di petrolio, sono tra i fattori che giustificano il trend ascendente dei prezzi

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Venezuela: la cospirazione dei banchieri

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di Pedro Campos, da www.avante.pt | Traduzione a cura di Marx21.it

chavez teatroCon l'avvicinarsi delle elezioni presidenziali in Venezuela si intensificano gli intrighi delle forze reazionarie, sostenute dall'imperialismo. Anche i “socialisti” spagnolo e cileno Felipe Gonzales e Ricardo Lagos partecipano attivamente alla cospirazione contro la Rivoluzione bolivariana.
 

Fino ad ora tutti i sondaggi scommettono su una vittoria chiara delle forze progressiste venezuelane nelle elezioni presidenziali del 7 ottobre. Tutti eccetto uno, che parla di un “disegno”, una porta aperta perché l'opposizione reazionaria possa gridare “frode!” e contestare il risultato elettorale.
 

La domanda di fondo che ci si pone di fronte alle elezioni presidenziali è se l'opposizione riconoscerà pacificamente una nuova vittoria rivoluzionaria e un nuovo ciclo presidenziale di Hugo Chavez. La storia recente non è in grado di lasciarci tranquilli. Si tratta della stessa opposizione che non ha ancora riconosciuto la sua sconfitta nel referendum del 2004, che fu vinto da Hugo Chavez con quasi il 60% dei voti. E al momento, nessuno dell'opposizione ha ancora fatto dichiarazioni che vadano nel senso del riconoscimento del risultato.

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Grandi laghi africani: continua la guerra per i minerali contro la Cina

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da “Atlas Alternatif” | Traduzione a cura di Marx21.it

“La penetrazione statunitense nel cuore dell'Africa ha come scopo quello di destabilizzare la Repubblica Democratica del Congo e di mettere le mani sulle riserve di cobalto, tantalio e diamanti. Più precisamente, gli Stati Uniti si propongono di utilizzare la politica della terra bruciata creando una situazione di guerra in Congo in grado di liquidare tutti gli investitori cinesi. Sull'esempio del conflitto libico, dove i cinesi, quando sono ritornati dopo la caduta di Gheddafi, hanno trovato un governo fantoccio che vuole fare affari solo con i paesi occidentali che lo hanno portato al potere”. 

congo esercitoIn un articolo pubblicato in Congo Libre (LINK), il giornalista Nile Bowie spiega i giochi della nuova presenza militare in Uganda e le pressioni sull'Est del Congo. Secondo lui, il pretesto ufficiale per tale presenza, la lotta contro l'Esercito della Resistenza del Signore non regge alla prova dei fatti: il gruppo di fanatici, l'entità dei cui delitti potrebbe essere anche stata esagerata dalla stampa occidentale. Bowie fa giustamente osservare come è nata questa guerriglia, in seno ad un'etnia, gli Acholi, perseguitata sotto il regime del vecchio scagnozzo dei britannici Amin Dada per le sue simpatie per l'ex presidente socialista Milton Obote rovesciato nel 1971, e in seguito dal regime filo-occidentale di Museveni (che aveva anch'egli contribuito al rovesciamento di Obote).

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La Siria tra le iene travestite da amici e i Brics espunti dalla comunità internazionale

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it
 

clinton amicidellasiriaLa divisione del mondo tra buoni e cattivi è una operazione da film d’azione hollywoodiano che miete successi nella formazione del consenso ma che, al contempo, non aiuta a capire nulla: da una parte i democratici – cui al massimo si imputa qualche piccola contraddizione – dall’altra i cattivi dittatori, sempre lordi di sangue innocente (sangue trasparente se appoggiati dai primi). Meglio sarebbe, come ci accingiamo a fare ora, operare una distinzione tra chi alimenta costantemente i venti di guerra e chi, invece, cerca di spegnere pericolosi focolai di crisi attraverso le armi della diplomazia: rispetto, dialogo, coinvolgimento delle parti e multilateralismo. Divisione semplicistica pure questa? Di certo non garantiamo la sua validità assoluta ma, proprio per questo, può mostrarsi utile. Soprattutto se, con alle spalle l’aggressione della Libia e la sua devastazione, ci riferiamo alla Siria.

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“Questione nazionale e lotta per il socialismo”

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nota a cura di Joanne Mota, da www.vermelho.org.br | Traduzione a cura di Marx21.it

20 partiti comunisti e antimperialisti partecipano al seminario internazionale organizzato dal Partito Comunista del Brasile (PCdoB)

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L'evento, che è stato promosso dalla Segreteria delle Relazioni Internazionali del Partito il 23 e 24 marzo, è parte delle celebrazioni per i 90 anni della fondazione del PCdoB.
 

Nell'occasione, che ha riunito più di 20 partiti e organizzazioni comuniste, rivoluzionarie, progressiste e antimperialiste, si è discusso in merito all'attuale momento storico e sulla simbiosi tra questione nazionale e di classe.
 

Renato Rabelo ha dichiarato a Vermelho(quotidiano telematico del PCdoB, ndt) che i motivi della realizzazione del seminario vanno ricercati nei cambiamenti strutturali in corso nel mondo. Secondo lui, le attuali condizioni generate dalla crisi del capitalismo evidenziano l'attualità delle analisi di teorici come Marx, Engels e Lenin, sulla natura e i limiti storici del capitalismo e le linee di tendenza da loro proposte.

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La rivoluzione nel mercato mondiale passa (nuovamente) dalla Cina

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di Pasquale Cicalese per Marx21.it

yuanGli occidentali si stracciano le vesti, le borse sprofondano giacché il segnale che proviene dall’import cinese di marzo (+5,9% annuo) rifletterebbe la frenata dura dell’economica di quel Paese.

Gli occidentali, immemori, non sembrano dare conto di un dato storico: nel primo trimestre del 2002 l’attivo commerciale della Cina è di appena 670 milioni di dollari, contro circa 40 miliardi di euro del surplus tedesco nello stesso periodo.

Tale numero rivela un cambiamento storico nel mercato mondiale. Per capirlo è utile analizzare cosa è avvenuto in Asia a partire dalla crisi del ‘97/’98. In quel periodo tutte le tigri cadono a terra, Fondo Monetario e Banca Mondiale si precipitano nelle capitali asiatiche per imporre alle popolazione di quei paesi il cosiddetto “Washington Consensus”, vale a dire terapie d’urto consistenti in privatizzazioni, deregolamentazioni, liberalizzazioni delle finanze e abbassamento dei livelli di vita.

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«I ribelli ci uccidono. L’esercito deve restare»

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da http://www.avvenire.it

syrian-free-army-armed.nViviamo in Siria da più di sette anni, amiamo questo Paese e il suo popolo. Ci sentiamo indignati e impotenti di fronte al tipo di informazioni che circolano in Europa e fanno opinione, sostenendo le sanzioni internazionali, una delle armi più inique che l’Occidente usa per tenersi le mani pulite e dirigere comunque la storia di altri popoli. Pulite fino a un certo punto: si moltiplicano le segnalazioni della presenza di personale militare inglese, francese (e di altri Paesi) a fianco degli insorti per organizzare le azioni di guerriglia, grave violazione internazionale che passa sotto silenzio. Sono state raccolte firme e fondi per aiutare la “primavera” del popolo siriano.
 

Ma chi ha dato – in perfetta buona fede – offerte e sostegno della “liberazione” della Siria deve sapere che ha finanziato assassini inumani, procurando loro armi, contribuito alla manipolazione dell’informazione, fomentato una instabilità civile che richiederà anni per essere risolta. Sconvolgendo l’equilibrio in un Paese dove la convivenza era pane quotidiano. Perché intervenendo senza conoscere la realtà non siamo più liberi, ma funzionali ad altri interessi che ci manipolano.

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Siria: la politica del terrore dell'aggressione imperialista

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da "Avante”, settimanale del Partito Comunista Portoghese | Traduzione a cura di Marx21.it
 

terrorista siriaDopo essere stati obbligati a battere in ritirata dall'esercito siriano, i gruppi armati responsabili della violenza nel paese scommettono sugli attentati terroristici. Parallelamente, emergono nuovi elementi sull'ingerenza imperialista in Siria e sulla campagna di intossicazione pubblica messa in atto dai mezzi di comunicazione arabi e degli USA con l'obiettivo di manipolare gli avvenimenti degli ultimi mesi.
 

Secondo le informazioni diffuse dalle agenzie di notizie, le autorità siriane hanno registrato, solo tra il 21 e il 27 marzo, vari atti terroristici consumati o in preparazione. Tra le azioni attribuite ai gruppi armati c'è il sabotaggio di un condotto petrolifero nella provincia di Homs e di una infrastruttura simile di trasporto del gas nei dintorni della città di Deir Ezzor, a cui si aggiunge l'attentato contro un autocarro, sempre nella provincia di Homs, e l'esplosione di una auto-bomba vicino all'ospedale militare nella capitale, Damasco.

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La «riforma» dell’Articolo 11

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto

bandiera sangueUna «riforma strutturale profonda»: così il ministro Di Paola definisce la revisione dello strumento militare, presentata dal governo Monti su sua proposta. Che sia profonda non c’è dubbio. Da oltre vent’anni talpe bipartisan stanno scavando sotto l’Art. 11 della Costituzione, che «ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».

I lavori in galleria iniziano nel 1991, dopo che la Repubblica italiana ha combattuto la sua prima guerra, quella lanciata dagli Usa in Iraq. Sotto dettatura del Pentagono, il governo Andreotti redige il «nuovo modello di difesa» che stabilisce, quale compito delle forze armate, non solo la difesa della patria (art. 52), ma la «tutela degli interessi nazionali ovunque sia necessario».

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I paesi del BRICS sfidano l'ordine mondiale

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di Melkulangara Bhadrakumar, strategic-culture.org | da http://www.comedonchisciotte.org
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di Roberta Papaleo

brics meetingIl BRICS [acronimo usato per riferirsi a Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica – ndt] è stato un pugno in un occhio per i paesi sviluppati sin dal suo inizio. Il senso di irritabilità sta ora facendo strada ad un'inquietudine che sfiora l'ostilità. È estremamente urgente che il BRICS ottenga una sede ed un nome. 

In realtà, dal summit di Nuova Delhi non è emerso nulla di esaltante. Tuttavia, nuove tendenze annunciano una potenziale impennata del BRICS. E questo rende inquieto il mondo sviluppato. In parole povere, come ricorda la Dichiarazione di Delhi dei paesi del BRICS, si tratta di una “piattaforma per il dialogo e la cooperazione tra i paesi che rappresentano il 43% della popolazione mondiale” in un mondo multi-polare. Questo già dice molto.

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Siria. Notizie (e manipolazioni) sulle diverse stime dei morti. E reportage di religiosi

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di Marinella Correggia | da http://www.sibialiria.org

siria marciafunebreSulla triste conta dei morti in Siria il punto continua a essere “chi uccide chi” e “chi dice cosa”. La narrazione dei media è a senso unico. Ecco come la Reuters (importantissima agenzia stampa, le cui “notizie” sono riprese senza verifiche da moltissimi altri media) manipola le stesse fonti dell’Onu che già attingono da fonti di parte, come l’opposizione, i rifugiati all’estero, i “disertori”.


Reuters: metti in bocca all’Onu un frase e farà il giro del mondo
Il 27 marzo, l’inviato Onu per il Medio Oriente Robert Serry riferiva al Consiglio di Sicurezza che secondo “fonti credibili” (mai precisate) novemila persone sarebbero state uccise nelle violenze dall’inizio della crisi. Non indicava i responsabili. (Settimane prima il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon parlava di ottomila vittime. Intanto i Comitati di coordinamento locale, organo dell’opposizione, parlano di undicimila morti e ovviamente li imputano tutti al regime).

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Riforma del lavoro e riforma delle pensioni: il massacro sociale è compiuto

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di Stefano Barbieri, direzione nazionale PdCI

monti fornero parlamentoSiamo arrivati al dunque. Lo avevamo previsto ed è puntualmente accaduto.
 

Prima il Governo Monti ha attuato una controriforma delle pensioni pesantissima, promettendo agli italiani che avrebbe agito con equità, che avrebbe eliminato i privilegi, che non avrebbe fatto cassa con le pensioni, che avrebbe cercato soluzioni in favore delle donne e dei giovani. Niente di tutto questo è accaduto. La riforma previdenziale Monti-Fornero è disastrosamente iniqua, manca di qualsiasi gradualità, è stata fatta solo per fare cassa e colpisce pesantemente i diritti delle donne, dei giovani, dei lavoratori e dei pensionati. Solo così si può definire una riforma che ha aumentato di colpo l'età pensionabile delle lavoratrici di 5, 6, ed anche 7 anni, ha peggiorato notevolmente i requisiti per il diritto alla pensione per coloro che stanno nel sistema contributivo costringendo di fatto i giovani, i lavoratori precari e le donne a lavorare fino a 70 anni e più, ha abolito il sistema delle quote per la pensione di anzianità, ha aumentato il requisito dei 40 anni di contribuzione per il diritto alla pensione, indipendentemente dall'età anagrafica, non ha previsto alcuna tutela per coloro che sono stati licenziati e che sono attualmente disoccupati, ha di fatto vanificato la normativa sui lavori usuranti.

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La CGIL che vogliamo sulle modifiche all'articolo 18

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Dichiarazione di Gianni Rinaldini, coord.naz.La CGIL che Vogliamo


ARTICOLO 18. IL REINTEGRO DALLA REGOLA ALL'ECCEZIONE.
CONFERMATE E RAFFORZATE LE MOTIVAZIONI DELLO SCIOPERO GENERALE.


la cgil che vogliamo logo

In questo Paese,dalla legge 300 in poi, se un lavoratore viene licenziato illegittimamente viene reintegrato nel suo posto di lavoro con sentenza del giudice.
 

Questa la regola semplice, di facile comprensione,persino elementare nella sua evidenza.
 

Con un provvedimento abile per la sua stessa farraginosità il Governo trasforma quella che era una regola universale in un artificio in virtù del quale il risarcimento economico diventa la regola fondamentale e il reintegro nel posto di lavoro l'eccezione.

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Intervista a Oliviero Diliberto

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di Francesco Bianco | da http://catania.blogsicilia.it

diliberto-23 aprile 2012 - Il segretario nazionale del Pdci-Fds, grazie al supporto del suo ufficio stampa, ci ha rilasciato una ’corposissima’ intervista a tutto tondo sulle questioni ’economico-politiche’ nazionali, sul Governo Monti ma anche su quanto sta avvenendo in Sicilia. Secondo l’esponente di Sinistra sono ”inaccettabili le relazioni pericolose” del Governatore Lombardo, “l’elettore medio del Pd siciliano è quantomeno spaesato” e in vista delle elezioni di Palermo, dice “Stiamo con Orlando!”.

Quale è ad oggi la fotografia del Paese?

“Cupa, senza luce. Contrariamente a ciò che dice qualcuno autorevolissimo, nel Paese c’è esasperazione per una situazione che peggiora ogni giorno. Gli italiani non mangiano lo spread, vedono ogni giorno crescere l’incertezza per il loro posto di lavoro, il potere d’acquisto si è ridotto spaventosamente in pochi mesi. L’Italia è in recessione, non c’è fiducia nel futuro. Cresce l’insofferenza per una politica che non sa dare risposte e getta in crisi il concetto stesso di democrazia. Una situazione esplosiva”.

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Il XX Congresso del Partito Comunista dell'India (Marxista)

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da http://solidarite-internationale-pcf.over-blog.net/
Traduzione dal francese a cura di Massimo Marcori per Marx21.it

india scioperogeneraleAll’ordine del giorno la costruzione dell’alternativa al Partito del Congresso e alla sua opposizione di destra

Il Partito Comunista dell’India (Marxista), con quasi un milione di iscritti, incarna in India il partito di massa e di classe, una tradizione di lotte in particolare al fianco degli strati contadini e di gestione alternativa, con il modello proposto negli “stati rossi” del Kerala e del Bengala Occidentale, isole di sviluppo sociale in un oceano di povertà.
 

Il PC dell’India (Marxista) prepara da settembre 2011, con conferenze locali e regionali, il suo XX congresso nazionale previsto nella settimana dal 4 al 9 aprile 2012. Il Comitato centrale ha approvato la risoluzione che servirà come base di discussione ai congressisti.

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Le ali bipartisan dell’F-35

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto

f35Sul caccia F-35, in parlamento, «il ministro Di Paola ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco»: lo assicura Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della pace. Il ministro della difesa ha dovuto dunque piegare la testa di fronte a una maggioranza parlamentare, che decide di ridurre il numero dei caccia? Dagli atti parlamentari risulta esattamente l’opposto. 
 

Di Paola è andato in parlamento ad annunciare la decisione, già presa dal governo Monti, di «ricalibrare» l’acquisto degli F-35, da 131 a 90. A questi si aggiungeranno 90 Eurofighter: in tal modo l’Italia disporrà di 180 cacciabombardieri «molto più performanti». In altre parole, molto più distruttivi dei Tornado usati un anno fa per bombardare la Libia. Più che sufficienti ad assicurare la capacità di proiezione del «potere aereo», uno dei cardini del concetto strategico pentagoniano enunciato da Di Paola nel 2005. 

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Il necessario riposizionamento della sinistra di classe tra legge elettorale e Articolo 18

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di Domenico Moro

cgil circomassimoRICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO COME CONTRIBUTO ALLA DISCUSSIONE
 

1. Dieci anni di arretramenti
 

Dieci anni fa al Circo Massimo, contro l’abolizione dell’articolo 18, si tenne la più grande manifestazione sindacale, tre milioni di partecipanti secondo la CGIL, superata forse solamente dalla manifestazione del 2003 contro la guerra in Iraq. L’articolo 18 fu salvo, con grande entusiasmo a sinistra. Eppure, si trattò di una vittoria tattica, inserita in una sconfitta strategica per il movimento operaio, cioè in un peggioramento dei rapporti dei forza complessivi. Infatti, un anno dopo passò la Legge 30/2003 (Legge Biagi), che, bypassando l’articolo 18, abbassava drasticamente il livello di tutela dei lavoratori. Il grado di protezione del lavoro, già ridottosi con il Pacchetto Treu (varato dal Primo governo Prodi, sostenuto e partecipato anche dai comunisti) crollò al di sotto di quello di Francia e Germania.

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Cina: il piano di sviluppo economico e sociale per il 2012

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di Alberto Gabriele per Marx21.it

jintao cantiere1. Il 5 marzo il rapporto sulla realizzazione del Piano di sviluppo economico e sociale per il 2011 e la versione preliminare del piano di sviluppo economico e sociale per il 2012 sono stati presentati alla quinta sessione dell’11o congresso Nazionale del popolo. L’assemblea ha approvato entrambi i piani il 16 marzo.
 

Il rapporto sul Piano di sviluppo economico e sociale per il 2011 conferma in linea di massima cose gia’ note ( la realizzazione di importanti obiettivi, il continuo progresso in molte aree economico-sociali e la permanenza di vari problemi strutturali), ma contiene anche alcuni dati abbastanza nuovi e significativi.

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Lettonia: riabilitate e commemorate le SS e discriminata la minoranza russa

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da "Atlas Alternatif” | Traduzione a cura di Marx21.it
 

Nell'Assemblea generale dell'ONU, Stati Uniti e paesi UE votano contro una risoluzione, presentata dalla Russia, che condanna la glorificazione del nazismo.
 

lettonia nazisti

Venerdì 16 marzo (http://fr.rian.ru/) a Riga, i veterani della Legione Lettone della Waffen SS e i loro simpatizzanti che hanno, come tutti gli altri anni, deposto fiori davanti al Monumento della Libertà erano 1.500 secondo un'agenzia occidentale (http://www.rtbf.be/).
 

La Commissione Europea (http://stopnazism.wordpress.com/) ha condannato questa manifestazione come incompatibile con i valori dell'Unione.
 

Le manifestazioni dei veterani SS hanno un sostegno istituzionale forte in Lettonia. Nella primavera 2010, una corte amministrativa aveva annullato un'ordinanza del sindaco di Riga che proibiva la marcia, e persino il presidente del parlamento aveva preso posizione contro tale ordinanza.

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“Eroi partigiani”? i “nostri” alleati locali di cinque guerre in venti anni

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di Marinella Correggia | da http://www.sibialiria.org

taliban lanciarazziSono stati molti i dittatori filoccidentali appoggiati dagli Usa in nome dell’aurea regola “è un figlio di, ma è il nostrofiglio di”, come ebbe a dire il presidente Franklin Delano Roosevelt del dittatore nicaraguense Somoza.

Quando poi accade che l’Occidente debba rovesciare un regime (dittatoriale o meno) inviso da sempre o caduto in disgrazia, allora subentrano altri “nostri figli di puttana”: i presunti rivoluzionari locali. E’ successo più volte dal 1991. La tragedia è che mentre i dittatori filoccidentali erano odiati da quella galassia pacifista/movimentista/ong di persone impegnate contro la guerra, le ingiustizie internazionali e la violazione dei diritti umani, ebbene questa stessa galassia più volte ha preso lucciole per lanterne quanto ai locali “nemici dei dittatori”. Gli occidentali sono incapaci di fare rivoluzioni a casa loro; e tentano “rivoluzioni per procura”. Ma scelgono male. Prendono regolarmente per “partigiani della libertà” quelli che ben presto si rivelano un’accozzaglia del peggio. Non solo: si affidano agli stessi soggetti locali che sono sponsorizzati dall’Impero. Magari invocando giustificazioni per assurdo (della serie: “beh, se è dovuta intervenire la Natoper aiutare i ribelli in Libia, anche se sappiamo che la Natoha fini propri, i ribelli hanno i loro, è l’eterogenesi dei fini“).

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La fine del tempo indeterminato dopo la modifica dell’art. 18

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di Piergiorgio Desantis, giuslavorista

vendesi precari“Per il Governo la questione dell’articolo 18 è chiusa”, ha affermato Il Presidente del Consiglio Mario Monti a margine della conferenza stampa di presentazione della Riforma del mercato del lavoro. Le parole e i toni facevano intendere la fine di quest’ “incidente” della recente storia politica e sindacale italiana, che va sotto il nome di diritto alla reintegrazione per il lavoratore ingiustamente licenziato. Si torna, quindi, alle disposizioni del codice civile del 1942, che prevedono la possibilità di estinguere il rapporto lavorativo solo con la volontà di una delle parti, salvo l’obbligo di preavviso.

Si demolisce, in questo modo, il compromesso tra capitale e lavoro, alla luce del quale si è cercato di gestire le relazioni industriali in Italia da un cinquantennio a questa parte. Si resta sbigottiti dalla parificazione forzata tra la libertà imprenditoriale di muovere il capitale e la slavina che investe la vita, la libertà e la dignità umana del lavoratore.

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