Argentina: l'installazione della dittatura mafiosa

Argentina: l'installazione della dittatura mafiosa

di Jorge Beinstein*

Mancano solo alcuni piccoli aggiustamenti perché il motore della dittatura funzioni a pieno ritmo. Una ridotta cricca mafiosa alla cui guida si trova Mauricio Macri, dispone dell'insieme del potere politico a cui si sommano i poteri mediatico ed economico.

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Comunicato del Coordinamento Nazionale del Comitato No Guerra No NATO

Comunicato del Coordinamento Nazionale del Comitato No Guerra No NATO

Impegniamoci perché l’Italia firmi e ratifichi il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, adottato dalle Nazioni Unite

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E gli atenei italiani tutti in marcia verso la guerra…

E gli atenei italiani tutti in marcia verso la guerra…

di Antonio Mazzeo

Universita' del nord Italia e principali progetti con forze armate italiane, Usa e Nato e con il complesso militare industriale

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«Honeywell ha preso un miliardo e ora scappa», la rabbia dei lavoratori

«Honeywell ha preso un miliardo e ora scappa», la rabbia dei lavoratori

di Serena Giannico

Delocalizzazioni. Contributi e sconti fiscali: in questi anni all’azienda un fiume di soldi pubblici

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Presidio per i detenuti palestinesi nelle carceri israeliane

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palestina prigionieriIl Presidente Abu Mazen: "...la morte di un solo prigioniero palestinese, farà esplodere tutto il Medioriente".

GIUSTIZIA E LIBERTA' AI PRIGIONIERI PALESTINESI NELLE CARCERI ISRAELIANE

(ANSA) - GERUSALEMME, 7 MAG - La Corte Suprema israeliana ha respinto un appello presentato da due palestinesi in sciopero della fame da 70 giorni, che chiedevano la revoca degli arresti amministrativi. La Corte ha però consigliato alle autorità di verificare se non sia opportuno rilasciare i due - Taher Halahla e Bilal Diab, della Jihad islamica - per ragioni mediche. Nelle carceri israeliane prosegue dal 17 aprile lo sciopero della fame a oltranza di circa 1.600 palestinesi reclusi per reati legati all'Intifada.

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Una condanna senza se e senza ma

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di Paola Pellegrini, segreteria nazionale PdCI

adinolfi ansaldoLunedì mattina, mentre ancora erano aperte le urne della consultazione elettorale, a Genova è stato colpito da un attentato l'ad di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi.

Le modalità, i tempi, la simbologia usata dagli attentatori con l’uso di armi di fabbricazione russa e il tiro diretto a colpire le gambe dell’ingegner Adinolfi, hanno riportato alla nostra mente e a quella di tutti gli italiani, gli anni bui del terrorismo.

E subito si è aperta la caccia: stamani in Parlamento, in occasione delle sue comunicazioni sull’episodio di terrorismo, la ministra Cancellieri, nonostante che le indagini siano aperte in molte direzioni, non ha esitato a parlare di movimenti “nell’area marxista leninista” in fermento, con espliciti riferimenti al crescente disagio sociale del Paese! 

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Riflessioni sul voto amministrativo

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di Fabio Nobile, segreteria nazionale PdCI | da fabionobile.wordpress.com

elezioni-largeI risultati elettorali delle amministrative, seppure con un’analisi che ancora non contiene l’importante riferimento ai flussi elettorali, evidenziano lo stato di grande fluidità della situazione politica italiana. La prima conseguenza di questa considerazione è che non ci può essere una lettura uniforme dei risultati, tranne le tendenze di fondo.

Il primo dato è certamente l’astensionismo, che registra un incremento dell’8,2% rispetto all’affluenza delle ultime comunali nei ventisei comuni capoluogo. Un dato che è diffuso su tutto il territorio nazionale, ma che vede nel centro- nord le punte più alte. Quello del centro-nord è un risultato dove pesa la debacle del PDL e quella storica della Lega che, alidlà della vittoria di Tosi, viene ridimensionata drasticamente. In questa parte del Paese la crisi di rappresentanza è esplosa, almeno per il momento, molto più che a sud.

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Diario di una lotta

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diariodiunalotta

di Giovanni Sarubbi, segretario Provinciale Pdci di Avellino
e Luca Servodio, direzione nazionale PdCI

È stato presentato ad Avellino il libro “Diario di una lotta”, scritto dai lavoratori dell'IRISBUS di Valle Ufita. È una storia di parte, più precisamente un diario di tutto ciò che è successo durante i 117 giorni di lotta che hanno tenuto bloccato lo stabilimento FIAT-IRISBUS di Valle Ufita nel tentativo disperato di impedirne la chiusura che poi è avvenuta. 

Ci sono articoli di giornale, comunicati stampa, dichiarazioni di politici, sindacalisti, amministratori comunali, documenti parlamentari. Il diario si apre il 7 luglio 2011 quando, per la prima volta in Italia, i lavoratori sono messi al corrente del loro destino dalle pagine del quotidiano “Il Mattino” che pubblica la notizia sulla decisione della Fiat di voler chiudere lo stabilimento di Valle Ufita. Il libro si chiude con l'accordo, che il diario chiama “accordo della vergogna”, del 14 dicembre 2011, che ha chiuso lo stabilimento e con una lettera di Rossella Iacobucci, del Comitato Resistenza Operaia che si è formato per sostenere la lotta dei lavoratori IRISBUS.

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Siria, cosa accade

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di Maurizio Musolino

siria esplosioniCosa sta succedendo in Siria non è facile da raccontare, neanche dopo esserci stato di persona, come è accaduto a me qualche giorno fa. Come difficile è pronosticare cosa accadrà nelle prossime settimane, ovvero rispondere alla domanda più inflazionata al momento: come andrà a finire? Una cosa però è facile da dire, ancora una volta – come in Iraq prima e in Libia pochi mesi fa – stiamo assistendo, anzi subendo, una vera e propria operazione di disinformazione e di manipolazione mediatica. Ancora una volta i media diventano uno strumento di guerra, al servizio di stati maggiori che attraverso questi giustificano e promuovono fra l’opinione pubblica bombardamenti e occupazioni.

Arrivando a Damasco, via Amman (l’altra alternativa è il Cairo) visto che gli aeroporti europei hanno chiuso i loro scali ai voli diretti in Siria, si viene subito colpiti da una atmosfera ovattata. Il vociare caotico che da sempre caratterizza strade piazze e mercati di Damasco sembra essere scomparso, lasciando il posto ad un clima nervoso e preoccupato.

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Elezioni in Francia e in Grecia: prima di tutto, evitare le semplificazioni

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di Fausto Sorini, segreteria nazionale PdCI, responsabile esteri

bastilleI risultati delle elezioni presidenziali in Francia e delle politiche in Grecia delineano un quadro di grande complessità che non ammette generalizzazioni e semplificazioni di alcun genere, né interpretazioni meramente elettoralistiche.

Non stiamo vivendo, nei paesi dell'Ue, una fase di normale e fisiologica dialettica politica ed elettorale in un quadro di sostanziale stabilità e sviluppo del sistema: al contrario, tale dialettica si svolge in un contesto mondiale ed europeo di crisi profonda e strutturale del sistema capitalistico e imperialistico che abbiamo definito di portata storica, che investe le basi stesse del sistema, e che ripropone – in termini storico-politici inediti – l'esigenza di trasformazioni strutturali profonde, che alludono ad una alternativa di società, non ad una semplice alternanza dentro consolidate compatibilità di sistema. E richiedono una politica estera di pace e di cooperazione internazionale, che bandisca la guerra e l'interventismo militare.

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Il Partito Comunista di Grecia sul risultato delle elezioni legislative del 6 maggio

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da inter.kke.gr | Traduzione a cura di Marx21.it

kke comizio 2012Come contributo a una prima riflessione sul risultato delle elezioni legislative in Grecia, su cui ritorneremo con altri documenti, riteniamo utile pubblicare la dichiarazione rilasciata da Aleka Papariga, Segretaria generale del Partito Comunista di Grecia (KKE), mentre era in corso lo scrutinio che alla fine ha visto il KKE passare dal 7,54% del 2009 all'8,47%. Un risultato che conferma la rilevante forza e il radicamento di massa dei comunisti (che aumentano la propria rappresentanza parlamentare), sebbene al di sotto delle aspettative della vigilia.

I risultati elettorali mostrano un rovesciamento della scena politica che ci era familiare, l'interruzione dell'avvicendamento di due partiti, PASOK e ND. Stiamo muovendo verso una fase di transizione in cui ci sarà il tentativo di creare una nuova scena politica con formazioni politiche nuove, nuove figure con un orientamento di centro-destra o basate su una nuova socialdemocrazia che avranno SYRIZA come nucleo, per prevenire il crescente radicalismo popolare che intende procedere verso un autentico cambiamento a favore del popolo. Ci sarà il tentativo di formare un governo, sia con queste elezioni che con quelle che seguiranno, composto da tutti i partiti, o un governo di unità nazionale, o un governo di coalizione che tenderà precisamente a prevenire la formazione di una maggioranza che lotti per il cambiamento.

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Maggio 2012 in Siria

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La testimonianza di Joe Fallisi | da www.circolovegetarianocalcata.it

siria terroristaRiceviamo e volentieri pubblichiamo come contributo a una migliore conoscenza di quanto sta realmente accadendo in Siria

al-Jumhūriyya al-ʿArabiyya al-Sūriyya, questa la denominazione completa della Repubblica Araba di Siria. Ricorda il nome della Grande Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista. A poco più di un anno dal mio viaggio in Libia, sono sbarcato nella tarda serata del 30 aprile 2012 all’aeroporto di Damasco. In quell’occasione ero coi British Civilians for Peace in Libya, oggi mi trovo qui con altri osservatori, ma allo stesso scopo: vedere personalmente qual è la realtà dei fatti e riferirne. Siamo un gruppo di italiani, alcuni nati in Siria, come Jamal Abo Abbas, capo della comunità siriana di Roma, che ha organizzato il viaggio. A uno di loro, Ahmad Al Rifaele, hanno appena ammazzato il cugino, Kusai Malek, e il cognato del cugino, Bashar Halimeh. La sua famiglia abita nella periferia di Damasco. Mi racconta una storia simile a tante altre che ascolterò in seguito. Gli uccisi non erano soldati e neanche sostenitori attivi del regime. 

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Addio all'articolo 18 anche per i lavoratori dello Stato

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di Francesco Piccioni | da il Manifesto del 5 maggio 2012

articolo 18 licenziamentiSi parte dalla spending review e si arriva a un accordo sullo "spirito" della riforma del lavoro. I «motivi disciplinari» saranno la chiave per fare licenziamenti individuali. Poi tanta mobilità, precarietà e tenure-track

Tra sindacati, governo e autonomie locali è stata raggiunta la notte scorsa un'intesa per applicare al pubblico impiego i princìpi della «riforma del mercato del lavoro» che sono in discussione in Parlamento e contro cui la Cgil ha proclamato 16 ore di sciopero (comprese otto di mobiltazione generale). Anche la Cgil, a quel che risulta dalle dichiarazioni contemporanee del ministero della Funzione pubblica e della Cisl (gli unici a prender parola, oltre al sindacato di base Usb, contrario all'intesa) avrebbe dato parere favorevole all'accordo. Aprendo di fatto un problema di credibilità per la mobilitazione tuttora in piedi contro la «riforma»: come si fa a chiamare la gente allo sciopero per impedire una riforma e contemporaneamente firmare accordi che ne accolgono «lo spirito» e le norme?

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L'industria di Stato al servizio di chi?

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di Erman Dovis, Comitato Centrale Pdci

orsi finmeccanicaSecondo il presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi, saranno necessarie "scelte dolorose"  per risanare l'industria metalmeccanica di Stato. La notizia, apparsa sul Sole 24 Ore di Giovedi 29 marzo, prospetta la dismissione  di alcuni settori del gruppo, perché,a detta anche del dg Pansa ,bisogna investire "nei business di successo". Nel mirino delle cessioni di Finmeccanica ci sarebbero i gruppi controllati Ansaldo Breda, Ansaldo Sts e Ansaldo Energia,quest'ultimo  già sotto l'attenzione del colosso transnazionale Siemens. Esiste una  trattativa in corso invece, nel caso di Ansaldo Breda e Sts, con la multinazionale Hitachi per l'acquisizione di un considerevole pacchetto di capitale. La questione  viene letta con preoccupazione dai sindacati  che denunciano come dietro questi riassetti si nascondano veri e propri piani di dismissioni: secondo Marco Bentivoglio (Fim-Cisl) non si capisce perché "..debbano essere ceduti soggetti produttivi tra i più' competitivi dell'industria statale"  mentre Massimo Masat,coordinatore nazionale di Fiom-Cgil parla apertamente di "..svendita dei gioielli di famiglia,saldi di fine stagione. E' inaccettabile che si possa procedere a trattare con soggetti che, una volta rilevate le aziende concorrenti, lo hanno fatto esclusivamente per procedere alla loro dismissione". In realtà, questo imponente processo di accentramento e concentrazione del grande capitale, venne già ampiamente  analizzato da Lenin cento anni fa in "Imperialismo Fase suprema del capitalismo".

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Dove sono i gesti di pace del governo colombiano?

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Intervista a Carlos Lozano* | da “Agenda Colombia-Brasil”

carloslozanoTraduzione a cura di Marx21.it

*Carlos Lozano è direttore di “La Voz”, giornale del Partito Comunista Colombiano. Fa parte dell'organizzazione “Colombiane e Colombiani per la Pace”. Abbiamo tradotto ampi stralci della sua intervista concessa durante un suo viaggio in Brasile

Come valuta le potenzialità di un processo di pace in Colombia?

Carlos Lozano: Ciò che è chiaro è il fatto che la risoluzione del conflitto sociale e armato, che esiste da più di cinque decenni, non avverrà se non attraverso la via politica, la via del dialogo, sulla base di soluzioni democratiche, di un'apertura sociale, progressista, che sradichi le cause del conflitto, radici storiche e quelle più recenti che riguardano il tessuto sociale e la precarietà della democrazia in Colombia.

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La valutazione della ricerca

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di V.F. Polcaro per Marx21.it

ricercatore-324V. F. Polcaro è responsabile nazionale ricerca del PdCI

Il "Bando per la valutazione per la valutazione della qualità della ricerca 2004-2010"

Ad ottobre, l’ANVUR, l’Agenzia per la valutazione dell’Università e della Ricerca, ha emesso il suo primo "Bando per la valutazione della qualità della ricerca 2004-2010" (VQR), che chiuderà ai primi di maggio.

Scopo del “Bando 2004-2010”, secondo quanto dichiarato dall’ANVUR (2011) è, per ogni struttura che si sottopone alla VQR:

“1. Descrivere gli strumenti posti in essere dagli organi di governo per: 
a. la programmazione della ricerca, in termini di obiettivi verificabili 
b. la verifica del grado di raggiungimento degli obiettivi 
c. la correzione e il miglioramento delle situazioni critiche 

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Perché la riforma Fornero va contro produttività e crescita

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di Domenico Moro

fornero primopiano1. Produttività e crescita economica

In Italia e in Europa si ripete come un mantra la necessità di accompagnare la crescita al risanamento dei conti pubblici. La crescita economica è riconducibile a molte e complesse fonti. Secondo molti economisti, una delle più importanti è l’aumento della produttività globale, sebbene i meccanismi che legano questa alla crescita siano diversi a seconda della prospettiva di analisi adottata. [1] Proprio con lo scopo dichiarato di innalzare la produttività italiana e, in questo modo, di spingere la crescita, da tempo entrambe stagnanti, è stata presentata dal ministro Fornero una proposta di riforma del mercato del lavoro. La logica sottostante a tale riforma, in accordo con il senso comune del mainstream economico e politico, è che il declino della produttività in Italia dipende da un mercato del lavoro troppo poco deregolamentato. A nostro avviso si tratta di una logica non solo errata ma anche controproducente.

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Il Primo Maggio contro il fascismo e la guerra

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di Diego Angelo Bertozzi* | Pubblichiamo con l'autorizzazione dell'autore il suo contributo per il numero di MarxVentuno in corso di preparazione

1maggio*Diego Angelo Bertozzi è autore di “La Festa dei lavoratori. Il Primo Maggio a Brescia dalle origini alla Prima guerra mondiale”, Ediesse, Roma, 2009. Prosegue, in collaborazione con l’Archivio storico della Camera del lavoro di Brescia la ricerca sulla storia della manifestazione operaia.

Il 19 aprile del 1923 Mussolini, dall’ottobre a capo di un governo di coalizione tra forze cosiddette nazionali, annuncia: “il giorno 21 aprile dedicato alla memoria della fondazione di Roma sarà celebrata in tutto il Regno d’Italia la Festa Nazionale del lavoro e saranno passati in rassegna i reparti della Milizia volontaria" [1]. Il capo del governo giustifica così la decisione alla Camera dei Deputati: “La grande guerra, che ha valorizzato ogni manifestazione di attività, ha sviluppato anche in tutte le classi una più profonda coscienza delle energie e del lavoro individuale. Celebrare, in un giorno all’anno, queste energie e questo lavoro è sprone ad una più fervida, proficua attività collettiva e nazionale; ed è bene che ciò sia formalmente riconosciuto in una legge dello Stato. E perché la celebrazione si ricongiunga ai ricordi della nostra storia e del genio della stirpe, il Governo ha voluto farla coincidere con la data del 21 aprile: la fondazione di Roma, data immortale da cui ha inizio il lungo, faticoso, glorioso cammino dell’Italia”.

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Presidenziali di Francia. Quale lezione per l’Europa?

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di Lorenzo Battisti, da Parigi per Marx21.it

francia-presidenziali1. Le elezioni presidenziali francesi sono competizioni estremamente personalistiche. Conta molto il candidato, come si presenta e l’esposizione mediatica che ottiene. Così ha voluto de Gaulle quando scrisse la costituzione della Quinta Repubblica, soprattutto per contenere i comunisti. Per queste ragioni sarebbe sbagliato trarre dal primo turno delle presidenziali un giudizio compiuto sulle tendenze di fondo in atto nella società. Questo passaggio elettorale ha, semmai, impresso una istantanea e per poter leggere una dinamica di fondo è importante guardare a quanto avverrà dopo tutti i passaggi elettorali. Questa stagione, cominciata domenica con il primo turno delle presidenziali, si concluderà a giugno quando saranno eletti i deputati dell’assemblea nazionale (lo scorso autunno si sono tenute le senatoriali).

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Un'analisi della Riforma Fornero sull'Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori attraverso la lente della Law & Economics

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di Luca Vanzini

fornero riformaCome introduzione a quest'articolo è necessaria una piccola premessa. La Law & Economics, detta in italiano Analisi Economica del Diritto, è una materia che si è evoluta negli Stati Uniti nel corso del secondo dopoguerra. Essa cerca di utilizzare la teoria economica per calcolare gli effetti della legge e stabilire quale sia la legge migliore, a prescindere da concetti di equità e giustizia. Nonostante sia un approccio discutibile, esso è uno strumento importante per chiunque. Infatti il nostro Governo, come la stessa Unione Europea, legifera in base alla Law & Economics e la stessa riforma Fornero è stata motivata in questa maniera. E' quindi necessario padroneggiare bene questa materia per poter rispondere colpo su colpo sul loro stesso terreno. Purtroppo molti termini tecnici sono in inglese e quindi nel corso dell'articolo saranno presentati affiancati a non sempre esaustive traduzioni. Ci si scusa anche se l'articolo potrà sembrare difficile, eterodosso e oscuro e quindi si consiglia una breve lettura preliminare su Wikipedia per avere un'infarinatura del gergo e del modus operandi. Buona lettura.

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Tutti a Roma! Verso la manifestazione del 12 maggio

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LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA LANCIA UNA SOTTOSCRIZIONE PER AIUTARE A PARTECIPARE CHI NON PUÒ

Alle compagne e ai compagni, ad ogni donna e ad ogni uomo di sinistra, alle lavoratrici e ai lavoratori, agli intellettuali, agli artisti, ad ogni spirito democratico: le durissime direttive antisociali dell’Unione europea e della Banca centrale europea, che hanno già spoliato i popoli e i lavoratori di tanta parte dell’Europa e distrutto quasi ovunque lo stato sociale europeo, ora sono integralmente e drammaticamente assunte anche dal governo del nostro Paese. Il governo Monti ha incarnato sino in fondo lo spirito antioperaio, antisociale e antidemocratrico dell’Ue e della BCE; ha attaccato brutalmente il sistema pensionisto pubblico; ha interpretato il mercato del lavoro come mercificazione totale della forza-lavoro; ha esteso, legittimato e ratificato la precarizzazione quale “forma nuova” e strutturale del lavoro; ha cancellato di fatto l’Articolo 18 nell’obiettivo di liquidare l’intero Statuto dei Lavoratori; va destrutturando scientemente quel poco che resta dello stato sociale; ha compresso ancor più salari, stipendi e pensioni anche attraverso un giro di vite sulle tassazioni dirette e indirette, salvaguardando integralmente gli interessi del grande capitale e dei ricchi anche tramite la rinuncia a qualsiasi forma di patrimoniale;

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Reportage dalla Siria. 1 – Una delegazione internazionale contro l’ingerenza e per la pace

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di Marinella Correggia | da www.sibialiria.org

syria-map-flag11Cuba, Venezuela, India, Mozambico, Sudafrica, Turchia e altri: una delegazione internazionale in Siria contro l’ingerenza e per la pace

Sono convinti che in Siria ci sia una cospirazione internazionale e non credono ai media, ai governi di mezzo mondo e all’opposizione siriana cHe parlano di oltre diecimila persone uccise dall’esercito e da milizie filogovernative. Sono 29 organizzazioni, provenienti da 24 paesi soprattutto non occidentali (fra cui Turchia, Venezuela, Cuba, Mozambico, Sud Africa, India, Nepal, Giordania, Libano, Brasile, Russia, e anche alcuni paesi europei) e aderenti alle due organizzazioni internazionali World Peace Council (Wpc) e World Federation of Democratic Youth (Wfdy) che si trovano attualmente in delegazione in Siria (che il 7 maggio va a votare per il nuovo Parlamento). Una “missione di solidarietà e accertamento dei fatti”

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Reportage dalla Siria .2 – Giornata a Lattakia

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di Marinella Correggia | da www.sibialiria.org

syria-map-flag11Così è la guerra. Il giorno in cui a Damasco scoppiava una bomba vicino all’ambasciata iraniana, in cui Kofi Annan lamentava la ripresa delle violenze, in cui Obama dichiarava nuove sanzioni controla Siria, l’Iran e “chi li sostiene nell’uso delle tecnologie per colpire i civili”, e in cui l’opposizione al governo denunciava attacchi dell’esercito a Homs e Hama, la delegazione internazionale (“per la pace e l’accertamento dei fatti”) del World Peace Council e della Federazione mondiale della gioventù democratica, con persone da 24 paesi (da Cuba al Sudafrica, da Russia a Mozambico, da Venezuela a Italia ecc) si trovava nella tranquilla città marina di Lattakia, dove solo l’assenza di turisti faceva pensare a qualcosa di strano. Costa mediterranea, verde, con oliveti, agrumeti. Città con palazzi chiari, mai molto alti.

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25 aprile 1945 : vittorie, illusioni, sconfitte e speranze

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Sergio Ricaldone racconta la Resistenza ai giovani dell’ANPI

partigiano montagnaSiccome appartengo ad una specie ormai in via di estinzione, confesso di essere un po’ imbarazzato a rappresentare simbolicamente una storia lontana anni luce dalle versioni con cui viene raccontata oggi da molta letteratura e dalle fiction televisive.
 

Sono costretto a misurarmi con la potenza di fuoco del grande apparato mediatico che ogni giorno ci bombarda con notizie false e storie inverosimili, ed è una impresa disperata. Proverò comunque, nel tempo disponibile, a riproporvene da testimone qualche passaggio significativo, senza nascondermi dietro ipocriti pentimenti.
 

Quando nel 1943 decisi di imbracciare il fucile, avevo 18 anni e lo feci richiamandomi ad una parola nella quale credevo e continuo a crederci. Questa parola, per me bellissima, si chiamava comunismo ed è stata per molti di noi il propellente ideale che ha alimentato le nostre scelte di combattere il nazifascismo con la guerra partigiana. Dunque partigiano e comunista ! Due parole oggi impronunciabili. Diventate un’accusa oscena e infamante che ci accomuna a quella coniata dai nazisti in tutta l’Europa occupata: banditi e terroristi. Il che conferma che la storia solitamente la fanno e la vincono i popoli ma poi la scrivono e la raccontano i padroni che comandano.

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