Bush-Obama-Trump: la stessa politica in Afghanistan

Bush-Obama-Trump: la stessa politica in Afghanistan

di Martín Pastor

Con la promessa isolazionista di America First, il repubblicano Donald Trump aveva conquistato gli elettori statunitensi ottenendo una vittoria inaspettata sulla democratica Hillary Clinton ...

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Il rompicapo dei prezzi

Il rompicapo dei prezzi

di Demostenes Floros

Tra alti e bassi, agosto è stato un mese di ribilanciamento dei mercati del petrolio, con le qualità principali tendenzialmente in ribasso, le riserve dei paesi OCSE in ritirata e Cina e Russia che scoprono le carte per le prossime…

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Venti di guerra e lotta per la pace

Venti di guerra e lotta per la pace

di Jorge Cadima

L'estate ha reso ancora più evidenti i pericoli di guerra che incombono sull'umanità. La situazione mondiale si deteriora, con le minacce militari di Trump a Venezuela, Corea del Nord e altri paesi; ...

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Il Venezuela si ribella al petrodollaro

Il Venezuela si ribella al petrodollaro

di Manlio Dinucci

«A partire da questa settimana si indica il prezzo medio del petrolio in yuan cinesi»: lo ha annunciato il 15 settembre il Ministero venezuelano del petrolio. Per la prima volta il prezzo di vendita del petrolio venezuelano non è più…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Partito Comunista del Cile: “Fermare l'aggressione imperialista a Siria e Iran è un impegno che riguarda tutti i popoli del mondo”

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da www.solidnet.org | traduzione a cura di Marx21.it

 

iran syria_war_gr1L'offensiva imperialista degli Stati Uniti e delle potenze anch'esse imperiali dell'Unione Europea sulla Siria e l'Iran sta creando una situazione che minaccia di sfociare in un'aggressione militare contro i due paesi.

 

L'ultima guerra provocata dagli Stati Uniti e dalla NATO in Libia ha causato migliaia di morti e la brutale distruzione del paese. L'obiettivo evidente del nuovo colonialismo europeo e nordamericano è quello di impossessarsi delle risorse naturali di questo paese e di imporre il suo presunto diritto al dominio nel mondo.

 

Con simili obiettivi gli Stati Uniti e i loro collaboratori stanno dislocando truppe nel Golfo Persico e nelle vicinanze della Siria. L'aggressione nordamericana e della NATO ha già condotto all'inizio di una guerra civile in Siria che costituisce la base per un'aggressione militare come quella realizzata in Libia.

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Il Montino. Vademecum dei disastri di Supermario

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di Domenico Moro, responsabile Progetto per la formazione di Marx XXI


6343869195 75a2f73f56Prima parte. La Fiscalità


Contrariamente a quanto era stato propagandato dalla maggior parte dei mass media, il governo Monti ha operato sulla fiscalità in modo iniquo. Le imposte, infatti, sono state aumentate ai lavoratori salariati e diminuite alle imprese. Qui di seguito procediamo ad una analisi molto sintetica delle modifiche apportate da Monti alla fiscalità italiana.


L’Irpef, o imposta sulle persone fisiche, è la principale imposta italiana ed è diretta, applicandosi al reddito. Si tratta di una imposta progressiva. Ciò vuol dire che quanto più sei ricco tanto più paghi. In realtà, l’Irpef ha perso, nel corso degli anni, molto del suo carattere progressivo, passando da ben 32 scaglioni e da una aliquota massima del 72% (1974), a soli 5 scaglioni con scaglione massimo di 75mila euro e una aliquota massima del 43% (2007). Pensiamo che invece nel liberista Regno Unito l’aliquota massima è del 50%, che neanche il governo conservatore vuole ridurre.

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La monotonia fallita del liberismo

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di Oliviero Diliberto | su il Fatto Quotidiano blog

 

monti tvFa specie che a comportarsi così sia proprio un “governo di professori”. Non bisogna essere professori universitari, tecnici espertissimi, per andare al governo a ripetere le solite idee fallite sul lavoro e l’economia. Basta essere un Sacconi, un Brunetta o un Maroni qualsiasi. Il professor Monti se ne esce dicendo che il posto fisso è monotono, meglio cambiare. Che bello essere licenziati! Abroghiamo l’articolo 18, continuiamo a iniettare dosi di precarietà.

 

Il “mercato del lavoro”, espressione orribile, in Italia è il più flessibile d’Europa. Un decennio di precarizzazione del lavoro non ha portato ad alcun aumento dell’occupazione e dei redditi. Il Pil non è cresciuto, le aziende non sono più competitive. Anzi, l’economia è in recessione e la disoccupazione giovanile è al 31% e al Sud supera il 40%.

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I diritti umani dei serbi nella provincia del Kosovo e Metohija

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di Zivadin Jovanovic, Presidente del Forum Belgrado per un Mondo di Eguali, Serbia

 

kosovo guerra-w300Relazione presentata al Convegno internazionale "Diritti Umani al fine di costruire una cultura di pace", tenutosi a San Paolo del Brasile, il 2 e il 3 dicembre 2011

 

Traduzione a cura del Forum Belgrado Italia

 

Se è vero che la lotta per la pace e la lotta per il pieno rispetto dei diritti universali dell’uomo, come definito dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite sulla protezione dei diritti umani, sono interdipendenti e non separabili; le minacce alla pace, le violazioni della sovranità e dell'integrità territoriale, gli interventi militari, le aggressioni e le occupazioni vanno di pari passo con massicce violazioni dei diritti umani fondamentali. E 'chiaro che non ci sono interventi militari umanitari.
 
L’aggressione militare della NATO contro la Jugoslavia (Serbia) nella primavera del 1999, è stata lanciata per proteggere i presunti diritti umani degli albanesi del Kosovo. Era il primo di questo genere e senza l'approvazione del Consiglio di sicurezza dell'ONU. Il precedente è stato poi utilizzato in diverse altre parti del mondo, ogni volta che serviva agli interessi degli USA e della NATO: Afghanistan, Iraq e Libia. Ora ci sono le minacce contro la Siria, l'Iran o qualunque altro paese.
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Fermare la guerra contro la Siria

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di Fausto Sorini | Segreteria nazionale PdCI, Resp. Esteri

 

siria guerraAssistiamo in queste ore ad una preoccupante precipitazione della vicenda siriana.

 

Damasco è sull'orlo di una guerra civile, dai risvolti drammatici e imprevedibili.

 

Essa è alimentata da tempo dalle maggiori potenze imperialiste (Usa, Francia, Gran Bretagna) che – come già in Libia – stanno costruendo lo scenario pretestuoso di un'aggressione, da presentare naturalmente come ennesimo “intervento umanitario in difesa della popolazione civile”. Si tratta invece di un ulteriore tassello nel disegno di penetrazione imperialista nella regione mediorientale, in sintonia con la politica aggressiva di Israele: un disegno che trova in Paesi come la Siria e l'Iran un punto di resistenza.

 

Crescono in modo esponenziale le pressioni esterne sul governo siriano e nei confronti di Russia e Cina che, fino ad ora – insieme ai governi progressisti e antimperialisti dell'America latina e delle altre regioni del mondo - si oppongono a qualsivoglia intervento militare contro la Siria. Ci auguriamo che tale posizione di fermezza, anche in sede ONU, possa e voglia essere mantenuta.

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La diplomazia armata di Monti

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto

 

terzi santagata-w300Giulio Terzi di Sant’Agata, ministro degli esteri del governo Monti, ha illustrato al Senato la partecipazione dell'Italia agli «sforzi della comunità internazionale per promuovere la pace». Di pace se ne intende, per essere stato consigliere politico alla Nato, ambasciatore in Israele e quindi negli Stati uniti, dove ha contribuito alla «straordinaria collaborazione bilaterale nei principali scenari di crisi». Mentre la crisi finanziaria alimenta a livello globale gravi tensioni politiche e sociali, afferma il ministro, è ancor più «interesse dell'Italia» partecipare alle «operazioni in scenari di crisi», dove si gioca la «credibilità internazionale» del Paese. Anche perché la nuova strategia Usa prevede la riduzione delle «forze di manovra» in Europa a favore di altri teatri di impiego, in particolare nel Pacifico. L’Italia deve quindi impegnarsi ancora di più in «missioni internazionali di pace e stabilizzazione», che siano «realmente integrate», ossia «uniscano le componenti militari e civili». Per affrontare «le sfide della stabilizzazione che provengono dalla Libia, le criticità in Afghanistan e in Libano, le crisi in Corno d'Africa».

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Le lotte dei lavoratori Jabil e dei Treni Notte (Wagons Lits) di Milano e il sostegno del PdCI

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di Luigi Tranquillino, Responsabile Stato Sociale - Segreteria Provinciale di Milano

 

Protesta-WagonA pochi giorni dall’anniversario della nascita del PCdI, in una breve riunione, si è deciso che in quella data una delegazione di compagni del PdCI tenesse una celebrazione ove passato e presente rivelassero un legame e una linea di continuità.

 

Da settembre abbiamo seguito la vertenza dei lavoratori Jabil, recandoci al loro presidio e facendo sentire loro il nostro appoggio. Abbiamo seguito i passaggi che hanno condotto fino al loro licenziamento del 12 dicembre, comunicato con una mail. Siamo in contatto costante con loro così come a suo tempo lo fummo con i lavoratori della INNSE: sanno bene che quando occorresse noi ci saremo …

 

Dall’8 dicembre, salendo sulla torre-faro del binario 21, Carmine Rotatore, Beppe Gison e Oliviero Cassini hanno offerto il loro servizio alla lotta di lavoratori licenziati dei Treni Notte. Abbiamo iniziato da subito a fare sentire loro il nostro sostegno; non siamo stati i soli, ma con i lavoratori del presidio, che è divenuto permanente e strutturato, abbiamo stabilito una solida intesa.

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I comunisti spagnoli promuovono un importante appello contro i preparativi di guerra a Iran e Siria

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da www.pce.es | traduzione a cura di Marx21.it

 

Di fronte all'intensificazione del bombardamento mediatico contro Siria e Iran, anche i comunisti spagnoli si mobilitano per contrastare le minacce imperialiste di guerra di aggressione, attraverso il lancio di un significativo appello, che è stato firmato, tra gli altri, da José Luis Centella, segretario generale del Partito Comunista di Spagna (PCE), dall'ex segretario del PCE e di Izquierda Unida Julio Anguita e da prestigiosi intellettuali di altri paesi come James Petras e Miguel Urbano Rodrigues

 

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L'ultima guerra promossa dalla NATO e dagli Stati Uniti, in Libia, ha causato migliaia di morti e la pratica distruzione del paese. Nell'ultimo decennio, la ferocia del nuovo colonialismo nordamericano ed europeo ha distrutto paesi (Iraq, Afghanistan, Libia) per prendere possesso delle loro risorse e per riaffermare il presunto diritto ad imporre il suo dominio nel mondo.

 

Ora, i tamburi di guerra battono contro Siria e Iran, e se i cittadini del mondo non riusciranno a farli smettere, una nuova mattanza di dimensioni terrificanti potrebbe avere inizio. Gli Stati Uniti stanno dispiegando truppe nel Golfo Persico e nelle vicinanze della Siria, con la complicità di Israele. Un programma terrorista, con assassini di scienziati iraniani e attentati all'interno del paese, viene messo in pratica dagli Stati Uniti e Israele.

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Haiti e Giamaica: l'influenza occidentale arretra nei Caraibi

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di Delphine Jean, Atlas Alternatif | Traduzione a cura di Marx21.it

 

simpson millerI paesi a forte potenziale economico come i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) non sono i soli a resistere ai diktat occidentali. C'è anche il caso di piccoli paesi poveri che si affacciano sul Mar dei Caraibi (i quali del resto approfittano indirettamente dell'emancipazione dei BRICS).

 

E' stato citato nel 2011 il caso dell'avvicinamento del Suriname e della Guyana al Venezuela. L'ultima iniziativa degna di nota che si muove nello stesso senso è quella della Giamaica.

 

Il nuovo primo ministro dell'isola Portia Simpson-Miller, del Partito nazionale del popolo (PNP) che ha vinto le elezioni del 29 dicembre scorso nel confronto con i laburisti (centro-destra), ha dichiarato al momento di assumere i poteri la sua intenzione di far uscire il paese dal Commonwealth per farne una repubblica, il che significa che la regina di Inghilterra cesserà di esserne la sovrana.

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Ancona: PdCI a fianco degli operai del cantiere navale

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di Fabio Pasquinelli, Segretario Federazione provinciale PdCI Ancona

 

fincantieri ancona-w300Il cantiere non si tocca, difendiamolo con la lotta! Con queste parole d'ordine la Federazione provinciale del PdCI e la Sezione di Ancona “Tina Modotti” sono scese in piazza sabato 21 gennaio a sostegno della lotta degli operai Fincantieri.
Alla manifestazione hanno partecipato, oltre che decine di militanti del PdCI da tutta la provincia anconetana, i lavoratori ed i delegati sindacali del cantiere navale, i rappresentanti della sinistra nelle istituzioni locali, gli esponenti dei movimenti, dei comitati e dell'associazionismo, ma soprattutto molti cittadini, famiglie e lavoratori. Tutti i partecipanti hanno ringraziato gli operai del cantiere per la loro coraggiosa e generosa lotta, ma soprattutto ne hanno colto il valore esemplare e sostenuto la generalizzazione per quanto riguarda le altre vertenze industriali, le lotte studentesche e di genere, la difesa dei beni comuni, l'opposizione sociale e politica alle manovre liberiste, imposte mediante il ricatto del debito pubblico dall'Unione Europea e dal capitalismo finanziario.

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Dodicimila soldati degli Stati Uniti stanno per occupare la Libia

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da “Avante”, settimanale del Partito Comunista Portoghese | Traduzione a cura di Marx21.it

 

Dodicimila soldati nordamericani arriveranno in Libia per consolidare la dominazione del paese da parte dell'imperialismo. L'occupazione avviene mentre il territorio è immerso in conflitti tra le fazioni del CNT e un gruppo armato che si presume leale al vecchio regime ha dato l'assalto alla città di Bani Walid.

 

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Secondo informazioni divulgate dal giornale pan-arabo Asharq Alawsat, il primo contingente delle forze armate di Washington (si presuppone che sia previsto almeno un secondo contingente) verrà sbarcato nella città di Brega, importante centro di esportazione del greggio.

 

Il controllo di giacimenti, porti, raffinerie e altri punti strategici per l'estrazione e il flusso del petrolio libico sarà il principale, e per ora l'unico, obiettivo delle truppe USA che arriveranno sul territorio.

 

L'occupazione viene annunciata pochi giorni prima che un gruppo armato, si presume fedele al precedente regime, ha preso d'assalto la città di Bani Walid. Secondo informazioni del cosiddetto Consiglio Nazionale di Transizione (CNT), gli uomini ostentavano bandiere verdi e intonavano canti a favore di Gheddafi.

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L'anno del Dragone

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di Francesco Maringiò, Direzione nazionale PdCI - Responsabile Relazioni Internazionali

 

cina bandiera_dragone-w300L’economia cinese sembra subire una brusca battuta d’arresto. Ma è davvero così? Per capirlo dobbiamo sforzarci di ragionare “alla maniera asiatica”: ci affacceremo ad un mondo nuovo da cui, se saremo capaci, potremo trarne vantaggi enormi. L’anno del drago è un banco di prova anche per noi.

 

1. Coinvolge milioni di persone la festività più importante di tutto l'estremo oriente: è il capodanno cinese, che quest’anno prende il via il 23 gennaio e, per 15 giorni, vedrà il susseguirsi di festeggiamenti fino al giorno della festa delle lanterne. È tradizione in questo periodo spostarsi per raggiungere i propri villaggi d’origine ed i familiari. Il “protagonista” delle feste del 2012 sarà il drago, simbolo per eccellenza della cultura cinese e segno zodiacale a cui è associato il nuovo anno, coincidenza questa che aumenterà notevolmente gli spostamenti (e le nascite). Un calcolo per difetto, già parla di 3 miliardi di viaggi in programma in questi giorni.

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Non solo J. Edgar Hoover: la caccia ai rossi negli Stati Uniti

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

 

usa fumetto_anticomunistaDa inizio gennaio nelle sale cinematografiche italiane è in programmazione il film "J. Edgar" di Clint Eastwood, opera a metà strada tra biografia e autobiografia di J. Edgar Hoover, ininterrottamente a capo del Federal Bureau of Investigations (FBI) per circa mezzo secolo, dalla presidenza di Coolidge (1923-29) a quella di Nixon (1969-1974).

 

Questo articolo, anche a causa della scarsa dimestichezza del sottoscritto, non vuole essere una recensione cinematografica, ma più prosaicamente si limiterà a svolgere alcune considerazioni sulla storia degli Stati Uniti. Questo perché la scelta narrativa del regista rischia di confinare Hoover nella categoria impolitica e astorica del persecutore "paranoico" che tradisce i valori americani in nome della lotta alla minaccia comunista. Ci troviamo di fronte ad una visione unidimensionale che non fa il minimo accenno alla lunga storia della repressione dei movimenti operai e radicali avvenuta negli Usa, lasciando, quindi, lo spettatore alla mercé di una voluta ricostruzione di "parte". Affidando il racconto alle memorie del protagonista, il regista non si pone certo su di un crinale apologetico, ma evita ogni accenno alla continuità in Hoover di un disegno repressivo già in atto da tempo e che vede in stretta alleanza autorità politiche, baroni dell'industria e grande stampa. Insomma in una narrazione impolitica e astorica, Hoover appare il malvagio che inquina un corpo sociale e politico altrimenti sano e caratterizzato da una normale dialettica democratica.

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I moderni tagliatori di teste

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto del 24 gennaio 2012

 

monti domitilla-w300Come dono emblematico della rinnovata «amicizia italo-libica», ad opera dei nuovi governi dei due paesi, il premier Mario Monti ha riportato in Libia la testa di Domitilla, che qualcuno aveva rubato vent’anni fa decapitando un’antica statua. Di teste tagliate, Monti in effetti se ne intende. Prima di ricevere l’investitura dal presidente Napolitano, ha fatto parte per anni della banca statunitense Goldman Sachs, le cui speculazioni (tra cui la truffa dei mutui subprime) hanno provocato tagli di posti di lavoro e di vite umane (con l’aumento dei prezzi dei cereali). Come consulente, scrive Le Monde, egli aveva «l’incarico di apritore di porte, per sostenere gli interessi della Goldman Sachs nei corridoi del potere in Europa». Interessi non solo economici ma politici: i padroni della banca fanno parte della onnipotente élite finanziaria, organizzata quale governo ombra transnazionale, nelle cui stanze segrete si decidono non solo le grandi operazioni speculative, come l’attacco all’euro, ma anche quelle miranti a sostituire un governo con un altro più utile.

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Gli Stati Uniti: “dittatura democratica” sulla via dello Stato totalitario militare

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di Miguel Urbano Rodrigues*, da Avante | Traduzione a cura di Marx21.it

 

*Miguel Urbano Rodrigues (1925), figura storica del comunismo portoghese, è un noto giornalista e scrittore, autore di decine di pubblicazioni. In passato e’ stato caporedattore di Avante, organo del Partito Comunista Portoghese e direttore del giornale O Diario. E’ stato deputato del PCP nell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa. Tra gli editori di Odiario.info (a cui collaborano prestigiosi intellettuali progressisti di molti paesi, tra cui il presidente dell'Associazione Marx XXI, Domenico Losurdo), dirige oggi l’autorevole sito antimperialista Resistir.info.

 

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Il presidente Barack Obama ha offerto al popolo nordamericano il 31 dicembre un calice avvelenato per il 2012: la promulgazione della cosiddetta Legge di Autorizzazione della Difesa Nazionale.

 

Il discorso che ha pronunciato per giustificare il suo gesto è stato un modello di ipocrisia.

 

Il presidente ha dichiarato di non essere d'accordo con alcuni paragrafi della legge. Se così fosse, avrebbe potuto mettere il veto, o avrebbe restituito il testo con i suoi suggerimenti. Ma non lo ha fatto.

 

Il 24 gennaio, il Senato voterà un progetto, il SOPA, che autorizza la Segreteria alla Giustizia a criminalizzare qualsiasi Web il cui contenuto sia considerato illegale o pericoloso dal governo degli Stati Uniti. D'accordo con il testo in discussione, la semplice pubblicazione di un articolo in una rete sociale può motivare l'intervento della Giustizia di Washington.

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Contributo del Partito dei Comunisti Italiani (PdCI) al 13° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai

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La delegazione è composta da Fausto SORINI, membro della segreteria e della Direzione nazionale, responsabile del dipartimento esteri, e Maurizio MUSOLINO, membro della Direzione nazionale e coordinatore del dpt esteri

 

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La crisi economica del sistema capitalistico segna la fine di un lungo ciclo speculativo di accumulazione finanziaria. Una crisi che, però, non colpisce tutti i paesi allo stesso modo. Anzi, la crisi americana, europea e giapponese non impedisce tassi di crescita spettacolari in altre regioni del mondo.

 

Il dominio unipolare degli Stati Uniti è messo pesantemente in discussione. Un nuovo multipolarismo torna a manifestarsi nelle relazioni internazionali.

 

Il capitalismo non si è affermato come modello definitivo. L’ideologia del mercato neoliberista, dopo trent’anni di egemonia incontrastata, smette di essere senso comune.

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APPELLO Verità e giustizia per i morti della "Marlane"

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Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Alla Marlane di Praia a Mare, in provincia di Cosenza, industria tessile del gruppo Marzotto, si è consumata una tragedia del lavoro della quale si parla poco. Ben oltre 100 lavoratori si sono ammalati di tumore di varia natura e a decine sono deceduti (secondo fonti attendibili e realistiche sono oltre 80). Purtroppo questi numeri, che nascondono vite spezzate, sono destinati a crescere nel tempo.

 

Il Tribunale di Paola, il 12 novembre 2010 ha rinviato a giudizio Pietro Marzotto ed altri 11 dirigenti della Marlane, della ex-Lanerossi, della Marzotto, con l'accusa di omicidio colposo plurimo, aggravato dalla omissione delle cautele sul lavoro, lesioni colpose gravissime, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro e disastro ambientale doloso, per aver sversato e interrato nell'area antistante lo stabilimento tessile, tonnellate di rifiuti speciali di cui la maggior parte di natura altamente cancerogena.

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Da Livorno 1921 a oggi. Una lezione sempre attuale

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di Alexander Höbel, Coordinatore Comitato Scientifico Marx XXI

 

pci targa_livornoNovantuno anni sono passati dalla fondazione del Partito comunista d’Italia, eppure l’esperienza storica di quello che diventerà poi il partito comunista più forte dell’intero Occidente conserva una sua notevole attualità. Non perché il contesto generale non sia completamente cambiato, non solo rispetto al 1921 ma anche al mondo e all’Italia degli anni ’60 e ’70; né perché i problemi e le sfide con cui oggi i comunisti devono misurarsi siano gli stessi di allora. Ma perché è l’ispirazione di fondo di quella esperienza che rimane valida e conserva una grande utilità per l’oggi; l’ambizione di trasformare radicalmente questo paese nel quadro di una lotta mondiale per l’emancipazione, ma anche alcune specifiche linee guida di tipo strategico.

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L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e da lì dobbiamo ripartire

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di Stefano Barbieri, Direzione nazionale PdCI

 

fiom protesta-w300Dall’atto del suo insediamento, avvenuto circa due mesi fa, ad oggi, il Governo Monti ha attuato una serie di politiche regressive, inique e antipopolari a partire dalla controriforma pesantissima del sistema pensionistico, la reintroduzione dell’Ici sulla prima casa e l’aumento dell’Iva sui consumi.


Sembra ormai del tutto evidente che anche la cosiddetta “fase 2” del Governo manterrà lo stesso impianto di prospettiva che peserà sulla schiena dei lavoratori e delle lavoratrici, dei giovani senza lavoro e dei pensionati. Gli stessi passaggi di liberalizzazione e di riforma del mercato del lavoro che, ciclicamente, ripartono da una discussione che mira a destrutturare i diritti conquistati con lo Statuto del Lavoratori a partire dall’Art.18, vanno nella direzione che già da tempo avevamo previsto.


Il Governo Monti appare, tra le altre cose, ostinatamente miope rispetto alle vere emergenze sociali ed economiche di questo Paese, prima fra tutte proprio l’emergenza del Lavoro e della ormai insostenibile crisi industriale dell’intero sistema.

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