La rivista cinese World Socialism Studies è al terzo anno

La rivista cinese World Socialism Studies è al terzo anno

di Andrea Catone

Da diversi anni i comunisti cinesi hanno intensificato un’attività volta a far conoscere meglio ai comunisti, ai marxisti, agli antimperialisti del mondo le loro posizioni e le loro elaborazioni ...

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La destra cerca di riscrivere la storia latinoamericana

La destra cerca di riscrivere la storia latinoamericana

di Emir Sader*

Quando non riesci a cancellare la storia, devi cercare di riscriverla, dandole un senso radicalmente opposto a ciò che era nella realtà ...

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Appello alla battaglia culturale contro il revisionismo storico

Appello alla battaglia culturale contro il revisionismo storico

di Alessandro Pascale

Riceviamo dal compagno Alessandro Pascale, del Comitato Politico Nazionale del PRC, e volentieri pubblichiamo come contributo alla discussione su alcuni fondamentali nodi teorici dell’elaborazione dei comunisti.

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Recensione a Giuseppe Vacca, Vita e pensieri di Antonio Gramsci. 1926-1937, Torino, Einaudi, 2012

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di Raul Mordenti | da testoesenso.it

vitaepensierodigramsci vacca1. La temperie politico-culturale e il titolo stesso dell’incontro triestino[1] (che non si limita al libro di Giuseppe Vacca ma pone al centro “Il recente caso Gramsci: una questione scientifica o una polemica politica?”) ci impongono di considerare il problema del revisionismo che ha preso di mira Gramsci in questi ultimi mesi, in altre parole di porre il problema se anche il libro di Vacca si inserisca nella linea di aggressivo revisionismo gramsciano (anti-gramsciano) oppure, al contrario, se esso sia un contributo alla verità storica e dunque, in quanto tale e già solo per questo motivo, sia un modo di combattere quel revisionismo; la falsità storica delle argomentazioni è infatti costitutiva del revisionismo (e lo è anche un livello scientifico basso e talvolta francamente impresentabile), dunque produrre storia, storia documentata, e proporre interpretazioni appoggiate solidamente sui testi sono certamente il modo migliore di combattere il revisionismo.

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La giornata della menzogna. Intervista alla storica Alessandra Kersevan

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da www.radiazione.info

jugo-flag-580x350Con una bellissima esposizione la storica Alessandra Kersevan dipinge un quadro completo dell’opera di revisionismo storico che la nostra classe politica, e non solo, porta ogni anno avanti attorno al tema dell’occupazione fascista in Jugoslavia e delle foibe.

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I crimini dell’Esercito italiano in Jugoslavia

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di Ivan Serra, tratto da www.marxismo.net | da www.diecifebbraio.info

filospinatoA proposito del “giorno del ricordo”

I dieci anni passati dalla presentazione della legge per l’istituzione del giorno del ricordo, votata poi da tutto l’arco parlamentare con poche eccezioni, non hanno certo attenuato il carattere mistificatorio di questa ricorrenza. Già la scelta della data, così vicina a quella del 27 di gennaio, giorno dell’abbattimento nel 1945 dei cancelli di Auschwitz e commemorazione a livello internazionale delle vittime del nazismo, le tenderebbe a confondere e unificare. In realtà il 10 febbraio 1947 il trattato di pace che fu firmato a Parigi con le potenze alleate vincitrici della guerra, considerava l’Italia sì cobelligerante contro la Germania dopo l’armistizio, ma pienamente corresponsabile della guerra di aggressione intrapresa e per questo punita. Lo stesso testo della legge dove si parla di tutte le “tormentate vicende del confine orientale”, viene poi travisato nella realtà quando vengono solo ricordate foibe ed esodo, dimenticando proprio le guerre di aggressione a Russia, Grecia e Jugoslavia. 

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Intervista a Osama Saleh del comitato "Giù le mani dalla Siria"

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di Michele Michelino

ribelli silhouetteD. I mass media italiani stanno facendo una campagna di disinformazione a sostegno dei “ribelli” contro il governo siriano. Qual è la situazione reale in Siria al 30 gennaio 2013?

R. Vi comunico le ultime notizie. Ieri, 29 gennaio, ad Aleppo, nella zona di Bustan al-Qasr sulla riva del fiume Queiq è stato scoperto un massacro terribile in cui sono morti circa 80 civili. L’opposizione ha negato, come sempre, gettando la colpa sul governo siriano anche se ci sono prove che il governo non c’entri nulla.

D. Tuttavia la televisione e i giornali italiani hanno dato molto spazio a quest’avvenimento: come lo spieghi?

R. Sono stati i terroristi che hanno fatto questo massacro, un massacro molto crudele; anche ieri a mezzogiorno in un villaggio a est di Homs, la città dalla quale provengo, sono entrati circa duemila terroristi, hanno invaso il villaggio che si chiama Al-Almeriyeh, abitato da siriani favorevoli al governo, quasi tutti cristiani e alauiti. Gli abitanti erano minacciati da una settimana dagli estremisti islamici e avevano chiesto all’esercito siriano di aiutarli ad affrontare questi attacchi. 

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La fine della classe operaia?

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di Peter Mertens, Partito del Lavoro del Belgio (PTB) | da iccr.gr
Traduzione per resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
working-class-joesC'è un'idea molto diffusa, che si sente sempre più spesso: le tecnologie dell'informazione e delle scienze della comunicazione hanno radicalmente cambiato la produzione. La maggior parte dei paesi sviluppati ha un'economia di servizi, una società post-industriale. In Europa, il 66% della popolazione lavoratrice è impiegata nel settore dei servizi. Negli Stati Uniti questa percentuale raggiunge il 79% (1). A causa di questo cambiamento nella composizione della classe lavoratrice, non si può proseguire come prima, dice il filosofo italiano Antonio Negri: "Odio chi dice: la classe operaia è morta, ma la lotta continua. No. Se la classe operaia è morta - il che è vero - l'intero sistema legato a quei rapporti di forza entra in crisi".(2)
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Intervista a Vladimiro Giacché

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di Bruno Settis e Francesco Marchesi | da www.quoterosse.it

giacche primopianoIncontriamo Vladimiro Giacché il 2 febbraio a Pisa, dove è venuto a partecipare all’Assemblea pubblica di Rivoluzione Civile che si è tenuta al CEP, in quanto membro del direttivo dei Comunisti Italiani e candidato alla Camera in Toscana. Di formazione filosofica (alla Scuola Normale) e tradizione comunista (il secondo nome è Ilio), ha lavorato nel settore finanziario pubblico e privato. Negli ultimi anni Vladimiro è emerso in Italia come un penetrante commentatore della crisi, intrecciando la critica dell’ideologia (La fabbrica del falso, DeriveApprodi, seconda ed. 2011) con quella delle politiche economiche (oltre all’attività giornalistica su Il Fatto Quotidiano, Pubblico e altrove,Titanic Europa. La crisi che non ci hanno raccontato, Aliberti, seconda ed. 2013). Insomma, con il contributo che Vladimiro fornisce all’elaborazione delle linee di proposte economiche della lista di Rivoluzione Civile (di cui abbiamo già discusso, e torneremo a discutere, in altri articoli), ci ricorda che nella società civile ci sono anche i comunisti. E, infine ma non ultimo, è sempre garantita una chiacchierata piacevole.

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Il governo dei tecnici: un sapere scomparso! con due domande finali

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di Vittorio Pesce Delfino, Comitato scientifico Marx XXI

ministri monti 2S’intende qui mostrare come al Governo dei tecnici presieduto dal Premier Mario Monti manchi totalmente un sapere che deve necessariamente essere posseduto per giustificare qualunque proposta tecnica: il sapere scientifico.

Il governo dei tecnici ha fatto ricorso continuamente a una procedura certamente legittima dal punto di vista regolamentare ma assolutamente non reclamabile da un soggetto che si definisca “tecnico”: la fiducia parlamentare. Mentre un governo politico, che sia stato quindi eletto sulla base della proposta di un progetto può senz’altro, a fronte di difficoltà parlamentari contingenti, far ricorso alla richiesta di fiducia (appunto nei confronti di tale progetto), ciò appare per nulla giustificabile per un governo tecnico che dovrebbe essere in grado di convincere su quello che fa oppure prendere atto di tale incapacità e quindi dimettersi. Proviamo a considerare la cosa con l’aiuto di Dario che è il nostro tecnico, un idraulico che abbiamo chiamato per sistemare lo scarico del bagno di casa che perde; Dario esamina il problema e poi si rende conto di non essere in grado di risolverlo (in seguito vedremo perché). 

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E' stato assassinato a Tunisi il compagno Choukri Belaid

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di Maurizio Musolino

Choukri BelaidAi suoi compagni, alla sua famiglia, al suo Paese, la solidarietà del Partito dei comunisti italiani

E' stato assassinato a Tunisi il compagno Choukri Belaid, un progressista, un laico, un comunista, amante del suo paese e della sua gente. Per anni si era fieramente opposto al regime di Ben Alì e oggi era in prima fila per la difesa dei diritti delle donne e dei lavoratori tunisini. Lo avevamo incontrato a Tunisi un anno fa nella sede del suo partito ( Movimento patriottico democratico) e in quell'occasione ci aveva parlato del progetto di riunificazione della sinistra in Tunisia, un progetto che nel frattempo era andato avanti raccogliendo consensi e successi. Ricordo anche un suo messaggio al nostro ultimo congresso dove parlava di laicità e ci chiedeva di non lasciar soli i giovani impegnati nelle rivolte arabe, a quel congresso non potè partecipare perché negli stessi giorni era in atto a Tunisi un grande sciopero generale.

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Con la ricerca, per le imprese e contro la crisi

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da www.rivoluzionecivile.it

giacche rivoluzionecivile“Sostenere la ricerca è il miglior modo per aiutare il sistema delle imprese ad uscire dalla crisi”. Lo ha detto Antonio Ingroia durante una conferenza stampa in cui ha raccolto l’appello dei ricercatori italiani, rappresentati da Claudia Abatecola (Cnr), Viviana Ruggeri (Isfol), Sonia Ostrica (Iss) e Carlo De Gregorio (Istat). Presente anche Vladimiro Giacchè, l’economista candidato nelle liste di Rivoluzione Civile. “Facciamo nostro l’appello della comunità scientifica. La nostra porta è aperta al contributo dei settori più dinamici dell’economia italiana come quello della ricerca che, però, oggi – ha detto Ingroia – è in grande sofferenza. Raccoglie pochi investimenti pubblici, accusa la vergognosa lottizzazione dei vertici degli enti e oltretutto perde gran parte dei finanziamenti europei, pagando di fatto l’innovazione agli altri Paesi Ue. E’ inaccettabile”.

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L’attacco aereo israeliano contro la Siria: il disperato tentativo di salvare dal fallimento la guerra “sotto copertura USA-NATO”

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di Tony CartalucciGlobal Research News
(Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova)

aerei formazione cieloQUANDO I SIONISTI E GLI “JIHADISTI” SI PRENDONO PER MANO

Il 29 gennaio 2013, Israele ha scatenato attacchi aerei contro la Siria, in flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite, del diritto internazionale, e in diretta violazione della sovranità della Siria, sulla base di “sospetti” trasferimenti di armi chimiche.

The Guardian in un suo articolo dal titoloIsrael carries out air strike on Syria,“Israele compie un raid aereo sulla Siria”, afferma: Gli aerei da guerra israeliani hanno attaccato un obiettivo vicino al confine siriano-libanese dopo diversi giorni di avvertimenti sempre più intensi lanciati da funzionari del governo di Israele contro la Siria, a causa di un presunto ammassamento di armi.”
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Cuba, gli intellettuali analizzano la crisi e condannano le guerre

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di Josè Reinaldo Carvalho (da L'Avana) | da www.zereinaldo.blog.br

ignacio hernadez37521Traduzione di Erman Dovis per Marx21.it

La terza Conferenza Internazionale per l’Equilibrio del mondo, che si è tenuta a partire dallo scorso 28 Gennaio a L’Avana, ha visto la partecipazione di importanti intellettuali di tutti i settori della conoscenza e del sapere.

Dal primo momento dell’inizio dei lavori sono stati affrontati problemi politici, filosofici e culturali che affrontano la realtà storica e contemporanea del mondo, alla luce del Pensiero di Josè Marti’. “La Rivoluzione Cubana ha sempre sostenuto la necessità del Pensiero di Marti’ come riferimento di contenuti ed etica umana” ha dichiarato Hector Hernandez nel discorso principale di apertura della manifestazione ,a nome del Comitato Organizzatore.

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L'Argentina a un bivio

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di Luis Carapinha | da www.avante.pt

argentina bandieraTraduzione di Marx21.it

Un anno dopo la chiara vittoria elettorale che ha permesso il rinnovo del mandato della presidente Cristina Fernandéz Kirchner (CFK), l'Argentina si trova di fronte a un incrocio. Sotto l'impatto della crisi del capitalismo la crescita economica perde vigore e il governo di Buenos Aires vede restringersi gli spazi di manovra per l'adozione di misure redistributive che non entrino frontalmente in rotta di collisione con gli interessi dei grandi gruppi economici. Lo spettro dell'alta inflazione e dell'austerità ritorna a far la sua comparsa in un paese che si è ripreso solo parzialmente dal disastro capitalista del 2001, dopo anni di ricette neoliberiste dure e pure, in ossequio alla linea del FMI e ai dettami dell'allora Consenso di Washington. Nelle ultime settimane l'agitazione sociale e politica è sfociata nelle strade con manifestazioni e contro-manifestazioni.

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Le strategie “naziste” di USA, UE e NATO nell'epoca degli assedi

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di Felicity Arbuthnot* | da www.rebelion.org

Leningrad1Traduzione dallo spagnolo a cura di Marx21.it

*Felicity Arbuthnot è una giornalista, profonda conoscitrice della situazione in Iraq. Ha collaborato a numerosi documentari sulle conseguenze della guerra scatenata da Bush, alcuni dei quali insigniti di premi internazionali.

Pensiamo che l'assedio di Leningrado sia stato il più terribile della storia del mondo, una “politica della fame per motivi razziali”, descritta come “parte integrante della politica nazista in Unione Sovietica durante la Seconda Guerra Mondiale”. L'assedio di 872 giorni di durata cominciò l'8 settembre 1941 e venne finalmente spezzato il 27 gennaio 1944. E' stato descritto come “uno degli assedi più lunghi e distruttivi della storia e con il numero di gran lunga più alto di vittime”. Alcuni storici lo definiscono un genocidio. A causa delle difficoltà incontrate nella conservazione dei registri, la quantità esatta delle morti risultanti dalle privazioni causate dal blocco non è certa, e le cifre vanno da 632.000 a 1,5 milioni di persone.

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70o Anniversario della vittoria sovietica di Stalingrado, 2 febbraio 1943

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di Annie Lacroix-Riz, professore emerito, Università Parigi 7 | da “Histoire” 

Stalingrad-15IL SIGNIFICATO DELLA VITTORIA SOVIETICA DI STALINGRADO

Documento diffuso da Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia
(Traduzione ed elaborazione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova)

Onore e gratitudine eterna dal popolo francese agli eroici combattenti di Stalingrado

IL GENERALE DE GAULLE E I FRANCESI HANNO RICONOSCIUTO IL RUOLO FONDAMENTALE DELL’UNIONE SOVIETICA NELLA VITTORIA SULL’HITLERISMO.

Laddove, dalla scuola ai mezzi di comunicazione, per non parlare delle dichiarazioni del “Parlamento europeo”, la propaganda attuale non perde occasione di amalgamare l’Unione Sovietica al Terzo Reich, i veri democratici serbano nel loro cuore i combattenti di Stalingrado, Kursk e Leningrado, che, a costo di sacrifici inauditi, hanno stroncato la macchina da guerra nazista e hanno permesso la controffensiva generale dell’Armata Rossa e la presa di Berlino, mentre in Occidente finalmente si apriva il secondo fronte contro la Bestia immonda hitleriana.

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Tra l'altro

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di Luigi Pintor

stalingrad2Il grande giornalista comunista e combattente della Resistenza Luigi Pintor (scomparso nel 2003) così rendeva omaggio alla vittoria di Stalingrado in un articolo apparso su "il Manifesto" del 29 settembre 1998

A pagina 12 dell'Unità del 26 settembre c'è una graziosa informazione, richiamata da una finestrella in prima pagina, sulla città russa di Volgograd. Di solito non leggo questo giornale perché ci ho scritto troppo in giovinezza, però lo guardo con la coda dell'occhio, con rispetto per il suo fondatore. Quell'informazione, tratta probabilmente da un'agenzia, racconta che Volgograd è la città più occidentalizzata dell'ex Unione sovietica, un avamposto della post-modernità, animata da una gioventù vivace e spregiudicata. L'ultima novità, alquanto stridente, è che forse riassumerà il suo antico nome: non Zarizin ma Stalingrad. 

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I comunisti e la fase attuale: voltare pagina

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Proponiamo l'intervista a Vladimiro Giacché, pubblicata come editoriale nel n. 1/2013 di MarxVentuno rivista comunista

editoriale 1-2013Vladimiro Giacché è autore di Titanic Europa e candidato alla Camera per Rivoluzione Civile nei collegi di Toscana, Campania 1, Lombardia 2

AC Se facciamo il punto sulla situazione economico-sociale del nostro paese a cinque anni dal manifestarsi della grande crisi e dopo un anno di “cura” Monti, osserviamo che l’Italia vive una crisi profondissima, avvitata in una spi­rale recessiva di cui non si vede per il momento alcun segnale di inversione. Come scrivevi amaramente qualche anno fa, c’è il buio in fondo al tun­nel... Quali sono i tratti salienti della crisi, e quali, nel contesto generale, i ca­ratteri specifici della crisi italiana?

VG Io credo che questa crisi sia real­mente un passaggio d’epoca. È fi­nito un modello di crescita che ha sostenuto per oltre 30 anni i pro­fitti (e anche il relativo benessere) dell’Occidente capitalistico, ossia il modello di crescita basato sulla fi­nanza e sul debito (privato e pub­blico) . La fine di questo modello è stata evidente dapprima negli Stati Uniti, dove la crisi è iniziata di fatto nel 2005-2006 con l’arretramento e poi il crollo dei valori degli im­mobili (perché la finanza non era più in grado di sopperire alle scarse risorse di chi comprava casa, per­lopiù lavoratori con un reddito in calo). Poi, anche se a seguito del crack finanziario su scala mondiale sfiorato tra fine 2008 e 2009, e con­seguente congelamento della li­quidità su scala mondiale, ha col­pito pure l’Europa. 

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Caccia israeliani bombardano in Siria

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da www.contropiano.org

caccia israele missiliUna grave e flagrante violazione del diritto internazionale. Un atto di guerra aperta. Che cosa sarebbe accaduto e che cosa si sarebbe detto se fosse stata la Siria a bombardare un sito militare in territorio israeliano?

Israele è il primo paese a intervenire direttamente nella guerra civile in corso in Siria da ormai due anni. Potrebbe essere un momento di svolta. Tragico.

Il governo di Damasco ha confermato la grave notizia riferita da alcune fonti diplomatiche occidentali all'agenzia di stampa britannica Reuters nella giornata di ieri che parlavano di un attacco compiuto la scorsa notte dai caccia di Israele sul confine tra Libano e Siria. Ma l'obiettivo del bombardamento sarebbe stato, secondo Tel Aviv, non un convoglio di armi diretto in apparenza al movimento di resistenza libanese Hezbollah (come detto in un primo tempo) bensì un centro ricerca militare situato ad una quindicina di km da Damasco.

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Che cosa sta accadendo in Egitto e Tunisia

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di Maurizio Musolino per Marx21.it

primavera arabaQuello che sta accadendo in queste settimane in Egitto come in Tunisia non deve sorprendere, era facilmente pronosticabile infatti per chi ha respinto da subito un approccio acritico nei confronti delle cosiddette “primavere arabe” questa quasi obbligata evoluzione. Era chiaro che quelle giovani e quei giovani che riempivano le piazze di molte capitali arabe portavano sicuramente una ventata di novità, ma era altrettanto evidente che dietro quella salutare brezza si annidavano progetti ben diversi dalle stesse aspirazioni che venivano manifestate. Le richieste di democrazia, ma soprattutto di diritti e di condizioni concrete di vita (il pane e il lavoro) è stata la spinta, la scintilla, che ha acceso le rivolte. I manifestanti chiedevano, questo si rivoluzionario, un sistema economico diverso, radicalmente diverso da quello che per decenni ha strangolato le economie dei loro paesi. Chiedevano in pratica di potersi mettere alle spalle quel neocolonialismo strisciante che consentiva – grazie a regimi fantoccio – all’Occidente di continuare a depredare le ricchezze nazionali.

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Eva Golinger: opposizione venezuelana e USA sottovalutano il ruolo delle masse nella rivoluzione (video)

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a cura della redazione

newsdalmondo bannerL'avvocato e scrittrice statunitense Eva Golinger rileva come l'opposizione venezuelana e il suo alleato USA sottovalutino il ruolo delle masse popolari nel processo rivoluzionario bolivariano.

“Sottovalutano il popolo venezuelano, bolivariano e rivoluzionario. E' il principale limite di tutti i loro sforzi per rovesciare il presidente Chavez”, ha affermato la scrittrice in un programma trasmesso da Venezolana de Television.

Secondo Golinger, oggi gli Stati Uniti stanno impegnando molte risorse ed esperti anche per indagare sulle presunte divisioni all'interno del partito al governo (il PSUV). “Hanno scatenato una campagna permanente di discredito e per alimentare divisioni nell'ambito del “chavismo”, allo scopo di indebolire il processo rivoluzionario, utilizzando le presunte divisioni tra esponenti del partito e del governo”.

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La nostra sfida e la lotta di massa*

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di David Pestieau, Ufficio Politico del Partito del Lavoro del Belgio (PTB) | da www.avante.pt

ptbTraduzione di Marx21.it

Il Belgio, come tutta l'Europa, sta affrontando la crisi. I suoi effetti si stanno facendo sentire gravemente, sebbene con qualche ritardo rispetto ai paesi del Sud Europa.

Il paese è in recessione. Dopo il primo piano di austerità, il governo ne sta per approvare un secondo e stiamo assistendo ad una grande ondata di ristrutturazioni industriali. Solo negli ultimi mesi hanno chiuso grandi unità come la fabbrica della Ford, a Genk, e il complesso siderurgico ArcelorMittal, a Liegi.

Allo scopo di organizzare la lotta in questa fase, il nostro partito ha organizzato, tre anni fa, una conferenza nazionale sul tema della crisi, a cui ha partecipato anche un compagno del Partito Comunista Portoghese.

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