Il welfare aziendale: una favola nera

Il welfare aziendale: una favola nera

di Lucia Mango

In questo periodo nelle aziende metalmeccaniche si lavora alla contrattazione di secondo livello.

Continua...
Venezuela, la questione centrale del potere

Venezuela, la questione centrale del potere

di Albano Nunes

La violenza della campagna contro il Venezuela bolivariano e la non meno violenta ondata di anticomunismo vomitata contro il Partito Comunista Portoghese sono spiegabili solo perché ciò che è in gioco è il destino di un processo rivoluzionario. 

Continua...
La Cina difende la non ingerenza in Venezuela

La Cina difende la non ingerenza in Venezuela

da Resistência

Il ministero degli Esteri cinese ha difeso l'importanza della non interferenza negli affari interni dei paesi, esprimendo il proprio parere sulle recenti minacce del presidente statunitense Donald Trump al Venezuela.

Continua...
Frontpage Slideshow | Copyright © 2006-2011 JoomlaWorks Ltd.

Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Perché la riforma Fornero va contro produttività e crescita

E-mail Stampa PDF

di Domenico Moro

fornero primopiano1. Produttività e crescita economica

In Italia e in Europa si ripete come un mantra la necessità di accompagnare la crescita al risanamento dei conti pubblici. La crescita economica è riconducibile a molte e complesse fonti. Secondo molti economisti, una delle più importanti è l’aumento della produttività globale, sebbene i meccanismi che legano questa alla crescita siano diversi a seconda della prospettiva di analisi adottata. [1] Proprio con lo scopo dichiarato di innalzare la produttività italiana e, in questo modo, di spingere la crescita, da tempo entrambe stagnanti, è stata presentata dal ministro Fornero una proposta di riforma del mercato del lavoro. La logica sottostante a tale riforma, in accordo con il senso comune del mainstream economico e politico, è che il declino della produttività in Italia dipende da un mercato del lavoro troppo poco deregolamentato. A nostro avviso si tratta di una logica non solo errata ma anche controproducente.

Leggi tutto...

Il Primo Maggio contro il fascismo e la guerra

E-mail Stampa PDF

di Diego Angelo Bertozzi* | Pubblichiamo con l'autorizzazione dell'autore il suo contributo per il numero di MarxVentuno in corso di preparazione

1maggio*Diego Angelo Bertozzi è autore di “La Festa dei lavoratori. Il Primo Maggio a Brescia dalle origini alla Prima guerra mondiale”, Ediesse, Roma, 2009. Prosegue, in collaborazione con l’Archivio storico della Camera del lavoro di Brescia la ricerca sulla storia della manifestazione operaia.

Il 19 aprile del 1923 Mussolini, dall’ottobre a capo di un governo di coalizione tra forze cosiddette nazionali, annuncia: “il giorno 21 aprile dedicato alla memoria della fondazione di Roma sarà celebrata in tutto il Regno d’Italia la Festa Nazionale del lavoro e saranno passati in rassegna i reparti della Milizia volontaria" [1]. Il capo del governo giustifica così la decisione alla Camera dei Deputati: “La grande guerra, che ha valorizzato ogni manifestazione di attività, ha sviluppato anche in tutte le classi una più profonda coscienza delle energie e del lavoro individuale. Celebrare, in un giorno all’anno, queste energie e questo lavoro è sprone ad una più fervida, proficua attività collettiva e nazionale; ed è bene che ciò sia formalmente riconosciuto in una legge dello Stato. E perché la celebrazione si ricongiunga ai ricordi della nostra storia e del genio della stirpe, il Governo ha voluto farla coincidere con la data del 21 aprile: la fondazione di Roma, data immortale da cui ha inizio il lungo, faticoso, glorioso cammino dell’Italia”.

Leggi tutto...

Presidenziali di Francia. Quale lezione per l’Europa?

E-mail Stampa PDF

di Lorenzo Battisti, da Parigi per Marx21.it

francia-presidenziali1. Le elezioni presidenziali francesi sono competizioni estremamente personalistiche. Conta molto il candidato, come si presenta e l’esposizione mediatica che ottiene. Così ha voluto de Gaulle quando scrisse la costituzione della Quinta Repubblica, soprattutto per contenere i comunisti. Per queste ragioni sarebbe sbagliato trarre dal primo turno delle presidenziali un giudizio compiuto sulle tendenze di fondo in atto nella società. Questo passaggio elettorale ha, semmai, impresso una istantanea e per poter leggere una dinamica di fondo è importante guardare a quanto avverrà dopo tutti i passaggi elettorali. Questa stagione, cominciata domenica con il primo turno delle presidenziali, si concluderà a giugno quando saranno eletti i deputati dell’assemblea nazionale (lo scorso autunno si sono tenute le senatoriali).

Leggi tutto...

Un'analisi della Riforma Fornero sull'Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori attraverso la lente della Law & Economics

E-mail Stampa PDF

di Luca Vanzini

fornero riformaCome introduzione a quest'articolo è necessaria una piccola premessa. La Law & Economics, detta in italiano Analisi Economica del Diritto, è una materia che si è evoluta negli Stati Uniti nel corso del secondo dopoguerra. Essa cerca di utilizzare la teoria economica per calcolare gli effetti della legge e stabilire quale sia la legge migliore, a prescindere da concetti di equità e giustizia. Nonostante sia un approccio discutibile, esso è uno strumento importante per chiunque. Infatti il nostro Governo, come la stessa Unione Europea, legifera in base alla Law & Economics e la stessa riforma Fornero è stata motivata in questa maniera. E' quindi necessario padroneggiare bene questa materia per poter rispondere colpo su colpo sul loro stesso terreno. Purtroppo molti termini tecnici sono in inglese e quindi nel corso dell'articolo saranno presentati affiancati a non sempre esaustive traduzioni. Ci si scusa anche se l'articolo potrà sembrare difficile, eterodosso e oscuro e quindi si consiglia una breve lettura preliminare su Wikipedia per avere un'infarinatura del gergo e del modus operandi. Buona lettura.

Leggi tutto...

Tutti a Roma! Verso la manifestazione del 12 maggio

E-mail Stampa PDF

roma 120512 fds

LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA LANCIA UNA SOTTOSCRIZIONE PER AIUTARE A PARTECIPARE CHI NON PUÒ

Alle compagne e ai compagni, ad ogni donna e ad ogni uomo di sinistra, alle lavoratrici e ai lavoratori, agli intellettuali, agli artisti, ad ogni spirito democratico: le durissime direttive antisociali dell’Unione europea e della Banca centrale europea, che hanno già spoliato i popoli e i lavoratori di tanta parte dell’Europa e distrutto quasi ovunque lo stato sociale europeo, ora sono integralmente e drammaticamente assunte anche dal governo del nostro Paese. Il governo Monti ha incarnato sino in fondo lo spirito antioperaio, antisociale e antidemocratrico dell’Ue e della BCE; ha attaccato brutalmente il sistema pensionisto pubblico; ha interpretato il mercato del lavoro come mercificazione totale della forza-lavoro; ha esteso, legittimato e ratificato la precarizzazione quale “forma nuova” e strutturale del lavoro; ha cancellato di fatto l’Articolo 18 nell’obiettivo di liquidare l’intero Statuto dei Lavoratori; va destrutturando scientemente quel poco che resta dello stato sociale; ha compresso ancor più salari, stipendi e pensioni anche attraverso un giro di vite sulle tassazioni dirette e indirette, salvaguardando integralmente gli interessi del grande capitale e dei ricchi anche tramite la rinuncia a qualsiasi forma di patrimoniale;

Leggi tutto...

Reportage dalla Siria. 1 – Una delegazione internazionale contro l’ingerenza e per la pace

E-mail Stampa PDF

di Marinella Correggia | da www.sibialiria.org

syria-map-flag11Cuba, Venezuela, India, Mozambico, Sudafrica, Turchia e altri: una delegazione internazionale in Siria contro l’ingerenza e per la pace

Sono convinti che in Siria ci sia una cospirazione internazionale e non credono ai media, ai governi di mezzo mondo e all’opposizione siriana cHe parlano di oltre diecimila persone uccise dall’esercito e da milizie filogovernative. Sono 29 organizzazioni, provenienti da 24 paesi soprattutto non occidentali (fra cui Turchia, Venezuela, Cuba, Mozambico, Sud Africa, India, Nepal, Giordania, Libano, Brasile, Russia, e anche alcuni paesi europei) e aderenti alle due organizzazioni internazionali World Peace Council (Wpc) e World Federation of Democratic Youth (Wfdy) che si trovano attualmente in delegazione in Siria (che il 7 maggio va a votare per il nuovo Parlamento). Una “missione di solidarietà e accertamento dei fatti”

Leggi tutto...

Reportage dalla Siria .2 – Giornata a Lattakia

E-mail Stampa PDF

di Marinella Correggia | da www.sibialiria.org

syria-map-flag11Così è la guerra. Il giorno in cui a Damasco scoppiava una bomba vicino all’ambasciata iraniana, in cui Kofi Annan lamentava la ripresa delle violenze, in cui Obama dichiarava nuove sanzioni controla Siria, l’Iran e “chi li sostiene nell’uso delle tecnologie per colpire i civili”, e in cui l’opposizione al governo denunciava attacchi dell’esercito a Homs e Hama, la delegazione internazionale (“per la pace e l’accertamento dei fatti”) del World Peace Council e della Federazione mondiale della gioventù democratica, con persone da 24 paesi (da Cuba al Sudafrica, da Russia a Mozambico, da Venezuela a Italia ecc) si trovava nella tranquilla città marina di Lattakia, dove solo l’assenza di turisti faceva pensare a qualcosa di strano. Costa mediterranea, verde, con oliveti, agrumeti. Città con palazzi chiari, mai molto alti.

Leggi tutto...

25 aprile 1945 : vittorie, illusioni, sconfitte e speranze

E-mail Stampa PDF

Sergio Ricaldone racconta la Resistenza ai giovani dell’ANPI

partigiano montagnaSiccome appartengo ad una specie ormai in via di estinzione, confesso di essere un po’ imbarazzato a rappresentare simbolicamente una storia lontana anni luce dalle versioni con cui viene raccontata oggi da molta letteratura e dalle fiction televisive.
 

Sono costretto a misurarmi con la potenza di fuoco del grande apparato mediatico che ogni giorno ci bombarda con notizie false e storie inverosimili, ed è una impresa disperata. Proverò comunque, nel tempo disponibile, a riproporvene da testimone qualche passaggio significativo, senza nascondermi dietro ipocriti pentimenti.
 

Quando nel 1943 decisi di imbracciare il fucile, avevo 18 anni e lo feci richiamandomi ad una parola nella quale credevo e continuo a crederci. Questa parola, per me bellissima, si chiamava comunismo ed è stata per molti di noi il propellente ideale che ha alimentato le nostre scelte di combattere il nazifascismo con la guerra partigiana. Dunque partigiano e comunista ! Due parole oggi impronunciabili. Diventate un’accusa oscena e infamante che ci accomuna a quella coniata dai nazisti in tutta l’Europa occupata: banditi e terroristi. Il che conferma che la storia solitamente la fanno e la vincono i popoli ma poi la scrivono e la raccontano i padroni che comandano.

Leggi tutto...

Unione Europea: una minaccia per la democrazia

E-mail Stampa PDF

di Rui Paz, “Avante”, settimanale del Partito Comunista Portoghese | www.avante.pt

europa crisiTraduzione a cura di Marx21.it

Una parte significativa delle élites federaliste che oggi si vede obbligata a prendere le distanze dall'euforia che ha salutato l'euro, il Trattato di Lisbona e altre tappe del processo di integrazione dell'Unione Europea (UE), continua a difendere la tesi secondo la quale la soluzione all'attuale crisi politica, economica e sociale passerebbe per “più Europa!”. Critica, e a ragione, la cancelliera della Germania come dittatore per le sue minacce e azioni contro la sovranità dei popoli, ma ripete le parole d'ordine che conducono esattamente a ciò che è preteso dal grande capitale tedesco, il rafforzamento del suo potere d'intervento nell'orientamento politico dei governi degli altri stati. “Più Europa!” significa in realtà ulteriore approfondimento del federalismo, più egemonia tedesca, più regressione sociale e attacchi alla democrazia, più militarismo.

Leggi tutto...

Donne e lavoro: un “ritorno indietro”?

E-mail Stampa PDF

di Delfina Tromboni, responsabile settore di lavoro “Identità, generi, trasformazioni culturali” del Dipartimento cultura della Direzione nazionale del PdCI
 

operaia lavoroR375 15nov08Tra i commenti agli ultimi dati sulle persone in cerca di occupazione (in Italia quasi 5.000.000 ormai, di cui 3.000.000 circa hanno smesso di cercare…), ce n’è uno che mi ha lasciata alquanto perplessa. Tra i 3 milioni che un lavoro ormai hanno rinunciato a cercarlo,si legge, le donne sono in prevalenza; tra le donne,la maggior parte ha tra i 18 ed i 24 anni. Proprio tra queste ultime, poco più che ragazze, per la gran parte del Sud, si assisterebbe ad una sorta di “ritorno indietro”: non cercherebbero cioè lavoro perché orientate a restare a casa, per badare alla famiglia.
E’ vero, lo ammetto: sono una vecchia femminista, e sempre mi metto in sospetto quando l’informazione “spara” affermazioni sull’orientamento delle donne non supportate da dati convincenti. E sono anche, lo so, una vecchia comunista, che sul valore del lavoro per le classi (e per il sesso) subalterni (gramscianamente parlando) ha costruito tutta la sua lunga ed ostinata militanza. Per il concorrere di questi due fattori, che fanno indubitabilmente di me un “dinosauro” della storia e della politica, sono portata a dubitare fortemente che i numeri citati testimonino quanto ho appena citato.

Leggi tutto...

La Nato si prepara alle guerre del 2020

E-mail Stampa PDF

di Manlio Dinucci e Tommaso Di Francesco | da il Manifesto

French Marines AfghanistanUna notizia incoraggiante per i disoccupati, i precari, le famiglie colpite in Italia dai tagli alle spese sociali: «Il contributo dell'Italia al fondo per sostenere le forze di sicurezza afghane al termine della transizione, a fine 2014, sarà di sostanza e in linea con la quantità e la qualità della sua presenza in questo decennio in Afghanistan». Lo ha assicurato il ministro Giulio Terzi a Bruxelles durante il Ministeriale Esteri e Difesa della Nato.

L’ammontare complessivo del fondo sarà deciso al Summit Nato, che si svolgerà a Chicago il 20-21 maggio, ma il segretario generale Anders Rasmussen lo ha già quantificato in almeno 4 miliardi di dollari annui. Il grosso della spesa per mantenere le «forze di sicurezza» afghane, circa 350mila uomini, graverà sui maggiori paesi dell’Alleanza, Italia compresa. Rasmussen, lo presenta come un affare, sottolineando che è molto meno costoso finanziare le forze locali piuttosto che dispiegare truppe internazionali in Afghanistan.

Leggi tutto...

Monti: parole che fanno paura

E-mail Stampa PDF

di Orazio Licandro | da www.ilfattoquotidiano.it

Ho più volte espresso le mie opinioni negative sul governo Monti, sulla sua azione “riformatrice”, sulla compagine tutt’altro che sobria e sempre all’altezza della situazione e sullo stesso Monti, sulla sua provenienza e la sua cultura politica, che in un precedente post scritto al momento dell’insediamento descrissi come il pugno di ferro dei banchieri e della finanza internazionale. Oggi, del tutto casualmente, mi sono imbattuto in questo video su YouTube relativo a un intervento del capo del governo, precedente all’incarico pubblico. Ascoltatelo, al netto delle sovrimpressioni, e… riascoltatelo e poi… ascoltatelo un’altra volta ancora!

Leggi tutto...

No alle ingerenze imperialiste nel Mali!

E-mail Stampa PDF

da www.solidnet.org | Traduzione a cura di Marx21.it

cedeaoDichiarazione del Partito Algerino per la democrazia e il socialismo

Gli avvenimenti preoccupanti che hanno investito il Mali sono la conseguenza della soggezione di questo paese al neocolonialismo francese, dello sfruttamento delle sue magre risorse da parte di una borghesia compradora e di caste corrotte al servizio dell'imperialismo francese. In conseguenza di tale tutela, il Mali è uno dei paesi più poveri del pianeta. Le potenze imperialiste tentano di arginare l'avanzata delle lotte democratiche e patriottiche delle masse popolari maliane che vogliono farla finita con questa dominazione, di distruggere le forze di progresso di questo paese e della regione.

Leggi tutto...

Ma di quale "baratro" stanno parlando?

E-mail Stampa PDF

di Salvatore d’Albergo

costituzione strappataDa quando la crisi capitalistica degli anni in corso è scoppiata nei termini documentati dai rapporti di sopraffazione del FMI, della Banca Mondiale e della BCE sulle istituzioni finanziarie nazionali europee e quindi sugli assetti dell'economia "reale", l'ossessività della pretesa dei centri di comando interni all'Unione Europea di imporre limiti sempre più gravosi alle politiche di governo degli Stati a rischio di "default" ha avuto l'effetto di nascondere, dietro al vero e proprio"terrorismo ideologico" alimentato dai cosiddetti "mercati finanziari", il “baratro” che si è inesorabilmente aperto sotto gli assi portanti dei presupposti della convivenza delle comunità nazionali europee, cioè delle rispettive Costituzioni.

Ciò è particolarmente grave per il caso italiano, il cui modello rimane caratterizzato come più avanzato rispetto a quello di ogni altro vigente nell'Europa occidentale proprio sul terreno dei principi concernenti i rapporti tra politica ed economia, nel segno di quella "democrazia sociale" che è stata la base delle lotte sociali per la conquista di obiettivi funzionali all'emancipazione di lavoratori e cittadini sia sul terreno dei rapporti tra fabbrica e stato, sia sul terreno dei rapporti sociali dei cittadini con lo stato delle autonomie.

Leggi tutto...

Vladimiro Giacchè: "Da oggi Keynes è fuorilegge. Impossibile investire"

E-mail Stampa PDF

di Daniele Nalbone | da www.today.it

vladimiro giacche-2L'economista non ha dubbi: "Con il pareggio di bilancio si subordinano diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione all'articolo 81"

Sera di martedì 17 aprile. Il Senato ha appena inserito in Costituzione il pareggio di bilancio. Per capire gli effetti di questa riforma, abbiamo intervistato Vladimiro Giacchè, economista, autore del libro dal titolo "Titanic Europa - La crisi che non ci hanno raccontato" (ed. Aliberti, gennaio 2012).

Professor Giacchè, inziamo col provare a capire la base di questa riforma. Qual è la ratio del pareggio di bilancio in costituzione?

Il pareggio di bilancio, di fatto, sancisce l'illegalità del keynesismo. Secondo Jhon Maynard Keynes, nei periodi di recessione, con la 'domanda aggregata' insufficiente, era lo Stato, tramite il deficit spending, a far ripartire l'economia. Secondo questo principio, il deficit si sarebbe poi ripagato quando la crescita fosse ripresa. Ora, impedendo costituzionalmente il deficit di bilancio dello Stato - se non per casi eccezionali e comunque per periodi di tempo limitati - tutto ciò sarà impossibile.

Leggi tutto...

La privatizzazione della politica

E-mail Stampa PDF

di Francesco Francescaglia, Responsabile organizzazione PdCI

parlamento italianoI casi Lusi e Belsito hanno scatenato un’ondata d’ira popolare contro il finanziamento pubblico ai partiti. Ira che si è generalizzata contro i politici. Tutti.

Tutti uguali, tutti ladri. Devono andarsene, meglio se direttamente in galera.
Togliere i soldi ai partiti. Anzi, cancellare direttamente i partiti.
I politici sono ladri, incapaci, corrotti, bugiardi. La politica è casta, cricca, privilegio.


L’Italia è ormai un grande palcoscenico per lo spettacolo indegno della corruzione. Ogni giorno, da anni, le cronache sono piene di politici arrestati, indagati, coinvolti in scandali.
Leggi tutto...

Ricordare Chris Hani

E-mail Stampa PDF

di Andrea Genovali | da www.oltre-confine.it

Ricordare Chris Hani a diciannove anni dal suo assassinio.
Cosa resta delle sue idee nell’attuale Sudafrica?

chris haniNell’aprile di diciannove anni fa veniva assassinato Chris Hani, segretario del Partito Comunista del Sudafrica (Sacp). Il Sacp lo ha ricordato con una serie di manifestazioni e un lungo scritto nel quale si ripercorre la sua storia di militante e di dirigente comunista al servizio della libertà contro l’abominio dell’apartheid e del capitalismo.

Hani nasceva nel 1942 in uno sperduto villaggio chiamato kuSabalele, quinto di sei figli. La sua lotta rivoluzionaria inizia da giovanissimo, a 15 anni, quando, aderendo alla Lega giovanile del Sacp, prende parte alle lotte contro il Bantù Educational Act, che comprendeva molte delle leggi razziste che hanno caratterizzato il regime segregazionista di Pretoria. In particolare, quella legge stabiliva la separazione razziale nel corso di studi.

Leggi tutto...

L’articolo 18 flessibile dopo la (contro) riforma del lavoro

E-mail Stampa PDF

di Piergiorgio Desantis, Giuslavorista | per Marx21.it

licenziato agile“Le imprese avrebbero voluto la sparizione della parola reintegro, ma con il tempo capiranno che ciò avverrà in presenza di fattispecie molto estreme e improbabili”. Neanche un velo per celare le reali intenzioni del legislatore nelle parole del Presidente del Consiglio Monti. L’esigenza, quindi, è quella di restringere il limite imposto all’esercizio del potere di recesso da parte datoriale: quello esercitato attraverso la reintegrazione nel posto di lavoro. Adesso, invece, si introducono ampi margini di flessibilità in uscita. Vediamo cosa avviene nel dettaglio.
 

Per quanto riguarda i licenziamenti discriminatori individuali, non vi è alcuna aggiunta o modifica: quando il giudice accerta la nullità dello stesso, scatta automaticamente il reintegro.

Leggi tutto...

Venezuela: la cospirazione dei banchieri

E-mail Stampa PDF

di Pedro Campos, da www.avante.pt | Traduzione a cura di Marx21.it

chavez teatroCon l'avvicinarsi delle elezioni presidenziali in Venezuela si intensificano gli intrighi delle forze reazionarie, sostenute dall'imperialismo. Anche i “socialisti” spagnolo e cileno Felipe Gonzales e Ricardo Lagos partecipano attivamente alla cospirazione contro la Rivoluzione bolivariana.
 

Fino ad ora tutti i sondaggi scommettono su una vittoria chiara delle forze progressiste venezuelane nelle elezioni presidenziali del 7 ottobre. Tutti eccetto uno, che parla di un “disegno”, una porta aperta perché l'opposizione reazionaria possa gridare “frode!” e contestare il risultato elettorale.
 

La domanda di fondo che ci si pone di fronte alle elezioni presidenziali è se l'opposizione riconoscerà pacificamente una nuova vittoria rivoluzionaria e un nuovo ciclo presidenziale di Hugo Chavez. La storia recente non è in grado di lasciarci tranquilli. Si tratta della stessa opposizione che non ha ancora riconosciuto la sua sconfitta nel referendum del 2004, che fu vinto da Hugo Chavez con quasi il 60% dei voti. E al momento, nessuno dell'opposizione ha ancora fatto dichiarazioni che vadano nel senso del riconoscimento del risultato.

Leggi tutto...

Grandi laghi africani: continua la guerra per i minerali contro la Cina

E-mail Stampa PDF

da “Atlas Alternatif” | Traduzione a cura di Marx21.it

“La penetrazione statunitense nel cuore dell'Africa ha come scopo quello di destabilizzare la Repubblica Democratica del Congo e di mettere le mani sulle riserve di cobalto, tantalio e diamanti. Più precisamente, gli Stati Uniti si propongono di utilizzare la politica della terra bruciata creando una situazione di guerra in Congo in grado di liquidare tutti gli investitori cinesi. Sull'esempio del conflitto libico, dove i cinesi, quando sono ritornati dopo la caduta di Gheddafi, hanno trovato un governo fantoccio che vuole fare affari solo con i paesi occidentali che lo hanno portato al potere”. 

congo esercitoIn un articolo pubblicato in Congo Libre (LINK), il giornalista Nile Bowie spiega i giochi della nuova presenza militare in Uganda e le pressioni sull'Est del Congo. Secondo lui, il pretesto ufficiale per tale presenza, la lotta contro l'Esercito della Resistenza del Signore non regge alla prova dei fatti: il gruppo di fanatici, l'entità dei cui delitti potrebbe essere anche stata esagerata dalla stampa occidentale. Bowie fa giustamente osservare come è nata questa guerriglia, in seno ad un'etnia, gli Acholi, perseguitata sotto il regime del vecchio scagnozzo dei britannici Amin Dada per le sue simpatie per l'ex presidente socialista Milton Obote rovesciato nel 1971, e in seguito dal regime filo-occidentale di Museveni (che aveva anch'egli contribuito al rovesciamento di Obote).

Leggi tutto...

Pagina 182 di 194