Bush-Obama-Trump: la stessa politica in Afghanistan

Bush-Obama-Trump: la stessa politica in Afghanistan

di Martín Pastor

Con la promessa isolazionista di America First, il repubblicano Donald Trump aveva conquistato gli elettori statunitensi ottenendo una vittoria inaspettata sulla democratica Hillary Clinton ...

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Il rompicapo dei prezzi

Il rompicapo dei prezzi

di Demostenes Floros

Tra alti e bassi, agosto è stato un mese di ribilanciamento dei mercati del petrolio, con le qualità principali tendenzialmente in ribasso, le riserve dei paesi OCSE in ritirata e Cina e Russia che scoprono le carte per le prossime…

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Venti di guerra e lotta per la pace

Venti di guerra e lotta per la pace

di Jorge Cadima

L'estate ha reso ancora più evidenti i pericoli di guerra che incombono sull'umanità. La situazione mondiale si deteriora, con le minacce militari di Trump a Venezuela, Corea del Nord e altri paesi; ...

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Il Venezuela si ribella al petrodollaro

Il Venezuela si ribella al petrodollaro

di Manlio Dinucci

«A partire da questa settimana si indica il prezzo medio del petrolio in yuan cinesi»: lo ha annunciato il 15 settembre il Ministero venezuelano del petrolio. Per la prima volta il prezzo di vendita del petrolio venezuelano non è più…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

MUOS e militarizzazione della Sicilia. Intervista ad Antonio Mazzeo

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di Dario Lo Scalzo | da www.ilcambiamento.it

antoniomazzeo1Con le basi militari esistenti sul suo territorio, la Sicilia sembra essersi progressivamente trasformata in “un'area di conquista degli Usa”. Quali conseguenze comporta per i cittadini siciliani e per l'ambiente la militarizzazione dell'isola? Ne abbiamo parlato con il giornalista e scrittore Antonio Mazzeo, rappresentante del Comitato No MUOS.

In Sicilia cresce la protesta e l’opposizione ai processi di militarizzazione della regione portati avanti negli anni da parte degli USA e della NATO. Da decenni l’isola è letteralmente violentata dalla presenza di basi militari che oltre a nuocere alla salute distruggono l’ambiente e la biodiversità e che l’hanno 'bellicizzata' a tal punto da divenire il centro strategico per il controllo e le azioni militari su tutta l’aera del mediterraneo, dell’Africa e del Medio Oriente. Ne abbiamo discusso con Antonio Mazzeo, scrittore e giornalista, grande conoscitore di tali tematiche.

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Costa d’Avorio. Il golpe francese oscurato dal mainstream

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di Daniele Cardetta | da tribunodelpopolo.com

costadavorioNemmeno un anno fa in Costa d’Avorio andava in scena una guerra civile devastante tra le opposte fazioni di Ouattara e Gbagbo che ha provocato migliaia di morti tra i civili ed è terminata con la vittoria di Ouattara ottenuta grazie all’intervento militare francese. I media hanno preferito tacere su quanto successo, forse perchè le Nazioni Unite vi hanno esercitato un ruolo ambiguo e per certi versi inquietante…

Dei conflitti dell’Africa probabilmente all’Occidente malato interessa poco o nulla, figuriamoci a un conflitto vecchio ormai quasi di un anno, ma che ha lasciato segni indelebili nel tessuto sociale della Costa d’Avorio. Stiamo parlando di un Paese che è il primo produttore al mondo di cacao, ma dove il 90% della popolazione non sa nemmeno che sapore abbia il cioccolato perchè costa troppo e quello che si vede nei supermercati è importato e costa cifre proibitive.

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Se Forza Nuova prova a uscire dalle fogne...

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di Ivano Osella, Responsabile Nazionale Antifascismo FGCI | da www.fgci.it

forzanuoval 29 settembre 1944 avvenne la terribile strage di Marzabotto.

Proprio in questa data, nel 2012 Forza Nuova, sta cercando di organizzare manifestazioni locali ma su scala nazionale in tutto il paese. Avellino, Bari, Brescia, Cuneo, Rimini, Udine e altre città vedranno il tentativo di questi fascisti di marciare per le nostre strade.

Questo partitucolo neo-fascista lo conosciamo purtroppo bene: è il diretto concorrente di Casapound nella difesa degli "ideali" fascisti, volendo incarnare il modello di struttura partitica organizzata e strutturata nazionalmente. Fino a qualche anno fa aveva un certo peso politico, seppur residuale, finchè cioè era utile a Berlusconi a fornire la copertura ideologica al centrodestra nelle elezioni e ad ottenere così uno zero virgola qualcosa in più a livello elettorale raschiando il fondo del barile di qualche vecchio fascista oppure di qualche giovane esaltato. In questo ruolo è stato poi via via sostituito dalla Destra di Storace che è vista come più presentabile.

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La Festa de l’Humanité: contro la crisi e l’austerità

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di Lorenzo Battisti per Marx21.it

fetehumaniteCome ogni anno, il parco della Corneuve a Nord di Parigi è stato invaso da una enorme folla accorsa per partecipare alla Festa de l’Humanité, il giornale del Partito Comunista Francese.

L’evento è da sempre rilevante per la politica francese, perché rappresenta l’effettiva ripresa del dibattito dopo la pausa estiva.

La festa di quest’anno è stata la prima dopo l’elezione del socialista Hollande come Presidente della Repubblica e per questo ha avuto un significato particolare rispetto a quelle degli anni passati. Le speranze che la campagna elettorale e l’elezione successiva avevano suscitato sono state tante. E altrettante sono ora le delusioni che vive il popolo francese. In molti si chiedono dove sono gli aumenti del salario minimo promessi in campagna elettorale; e cosa aspetta Hollande per ricontrattare il Trattato europeo di bilancio con la Merkel, come aveva solennemente promesso in campagna elettorale; e ancora, a quando la fine degli sconti fiscali concessi da Sarkozy ai suoi amici e l’aumento dell’aliquota massima al 75% sui più facoltosi come aveva detto solo qualche mese fa?

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Si smetta di alimentare le fiamme della guerra contro la Siria e l'Iran!

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dichiarazione del Partito Comunista del Canada | www.parti-communiste.ca

aerei siriaTraduzione a cura di Marx21.it 

Il Partito Comunista del Canada accoglie l'appello per una giornata internazionale d'azione il 6 ottobre per prevenire l'aggressione straniera contro l'Iran e invita alla mobilitazione i suoi militanti e tutti i canadesi amanti della pace. Un esempio che dovrebbe essere raccolto anche in Italia. Soprattutto dopo le rinnovate minacce di Obama di fronte all'Assemblea Generale dell'ONU. E l'allineamento del governo italiano alle pulsioni più aggressive dello schieramento imperialista.

La decisione del 6 settembre del governo Harper di rompere tutte le relazioni diplomatiche tra il Canada e l'Iran è un atto pericoloso e irresponsabile. Le ragioni invocate dal ministro degli Affari Esteri John Baird, per giustificare il gesto sfrontato, non reggono.

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Libia: petrolio rosso sangue

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto del 25 settembre 2012

libia ambasciata violenzaÈ uscito il secondo episodio di  «Humanitarian War», famosa fiction washingtoniana sulla Libia. Ecco il trailer: aiutati i libici a liberarsi dal feroce dittatore, i buoni, guidati dall’eroico Chris, continuano ad aiutarli con uguale disinteresse; ma i cattivi – i terroristi ancora annidati nel paese – uccidono Chris che «rischiava la vita per aiutare il popolo libico a costruire le fondamenta di una nuova e libera nazione» (Hillary Clinton) e, «fatto particolarmente tragico, lo uccidono a Bengasi, città che aveva aiutato a salvare» (Barack Obama);  il Presidente invia una «forza di sicurezza» in Libia, ma sono gli abitanti di Bengasi, scesi spontaneamente in piazza con cartelli inneggianti a Chris, a cacciare i cattivi dalle loro tane. 

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Sotto le parole niente

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di Vladimiro Giacché | da Pubblico del 24 settembre 2012

marchionne8Quanto all’individuazione di proposte concrete per affrontare la crisi della Fiat, il comunicato congiunto emesso al termine dell’incontro di sabato tra Fiat e governo è a dir poco deludente. E tuttavia quel comunicato contiene diverse informazioni importanti. La prima è che Marchionne non garantisce nulla. Certo, “i vertici Fiat hanno manifestato l’impegno a salvaguardare la presenza industriale del gruppo in Italia”. Ma non si dice se questo varrà per tutti gli impianti oppure no. 

Il modo con cui si vuole salvaguardare questa presenza è poi quanto meno curioso. “Fiat - si legge nel comunicato - è intenzionata a orientare il proprio modello di business in Italia in una logica che privilegi l’export, in particolare extraeuropeo”. Qui le cose da notare sono diverse. In primo luogo, viene confermato l’abbandono del mercato domestico. La motivazione ufficiale è che in Italia e in Europa la domanda è debole.

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Dispositivo della Direzione Nazionale del Pdci

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dalla Direzione Nazionale del Partito dei Comunisti Italiani il 23 settembre 2012

pdciLa Direzione Nazionale del Partito dei Comunisti Italiani:

ribadisce la netta e decisa opposizione alle politiche inique, antipopolari e sbagliate del Governo Monti, che - oltre a gravare pesantemente sulle spalle dei lavoratori, dei pensionati, delle donne, dei precari e dei giovani - peggiorano la crisi economica ed inaspriscono la recessione italiana;

·         ribadisce la netta e decisa opposizione alle politiche della BCE, della Commissione Europea e del FMI, che mirano a smantellare lo stato sociale in Europa e ad eliminare i diritti del lavoro agitando la minaccia dello spread;

·         impegna il partito a produrre il massimo sforzo per la raccolta delle firme sui due referendum a difesa del lavoro per il ripristino dell’Art. 18 e l’abrogazione dell’Art. 8;

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Contro la troika non un passo indietro

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traduzione di Franco Tomassoni | da www.jcp-pt.org

jcp congressoLA GIOVENTU' COMUNISTA PORTOGHESE (JCP) CHIAMA I GIOVANI ALLA LOTTA

Nell’ultimo anno e mezzo la gioventù portoghese si è trovata di fronte il più grande attacco ai suoi diritti dal 25 aprile del 1974 [data della rivoluzione che sconfisse il regime fascista e che ristabilì le libertà democratiche e i diritti sociali]. A partire dalla firma del ‘patto di aggressione’ – memorandum – tra la troika straniera (FMI/CE/BCE) e quella nazionale (PS/PSD/PP) tutti i giorni hanno visto l’inasprimento di misure contro i giovani portoghesi e la loro giusta ambizione alla realizzazione e all’emancipazione della propria vita. L’attacco è generale: aumento dei prezzi dei beni essenziali, riduzione dei salari, abbassamento del livello qualitativo delle scuole, attacco di classe all’educazione con l’aumento dei costi di accesso e frequenza, misure che aumentano la disoccupazione, intensificazione dello sfruttamento, generalizzazione della precarietà, diffusione della fame e della povertà [riecheggiano i fantasmi dei tempi del regime fascista in cui la malnutrizione e la fame erano all’ordine del giorno], fine degli aiuti scolastici e aumento delle tariffe, taglio degli sussidi sociali, questo accade mentre vengono iniettati milioni di euro alle banche ed ai gruppi commerciali e svendute le imprese strategiche del paese.

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Appello contro la manifestazione regionale di Forza Nuova ad Avellino

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bandiere forza nuova-300x198

Destinatario petizione: Al Sindaco, Al Prefetto, Al Questore di Avellino

Sostenitori ufficiali della petizione:

FGCI Federazione Irpina, Partito dei Comunisti Italiani Federazione Irpina, Unione degli Studenti Avellino, Unione degli Studenti Campania, Consulta Regionale, Rifondazione Comunista Avellino, Giovani Comunisti Avellino, Sinistra Ecologia e Libertà Avellino

Abbiamo appreso qualche giorno fa che Forza Nuova, organizzazione xenofoba di stampo fascista, intende svolgere una manifestazione regionale nella città di Avellino, sabato 29 settembre.

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Cinquanta milioni in sciopero in India contro le misure di “liberalizzazione” del governo di centro-sinistra. I due partiti comunisti alla testa delle lotte.

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di A.C. | da solidarite-internationale-pcf.over-blog.net

chennaiTraduzione a cura di Marx21.it

Sono più di 50 milioni i lavoratori che hanno risposto giovedì 20 settembre all'appello allo sciopero generale (hartal) lanciato dai sindacati indiani. Diversi milioni di loro sono scesi in piazza.

Le attività commerciali, le amministrazioni, ma anche le scuole e i trasporti sono stati paralizzati da questo movimento di protesta contro le ultime misure di liberalizzazione annunciate dal governo di centro-sinistra, diretto dal Partito del Congresso.

Misure di liberalizzazione che vogliono colpire i più poveri e aprire ancora di più l'economia indiana al capitale straniero:

aumento del 14% dei prezzi dei combustibili sovvenzionati;

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Il catastrofico day after per gli italiani

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di Vladimiro Giacché | da Pubblico del 20 settembre 2012

onda tsunamiCaso Ilva e caso Alcoa. Due storie molto diverse tra loro, che hanno però anche qualcosa in comune. In entrambi i casi, si tratta di ex imprese pubbliche che sono state privatizzate. 

È un buon esempio di quanto pesino tuttora sulla nostra economia gli esiti delle privatizzazioni degli anni Novanta. Già questo sarebbe un ottimo motivo per occuparsene. Ma non è il solo. Oggi si torna a parlare della vendita di proprietà pubbliche per ridurre il debito. Sarebbe una buona idea? Capire cosa è successo venti anni fa può aiutarci a rispondere a questa domanda. 

1) Dal 1992 al 2000 la gran parte dell’industria di Stato e delle banche pubbliche è stata posta sul mercato. Si tratta del più ampio processo di privatizzazione mai realizzato in Occidente. La tecnostruttura guidata da Mario Draghi, all’epoca direttore generale del Tesoro (che mantenne la carica sotto 6 diversi ministri), privatizzò imprese statali per un valore di 220.000 miliardi di lire, oltre 110 miliardi di euro.

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Rete No War saluta ed appoggia il presidio organizzato dal Comitato contro la guerra di Milano

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Comunicato

noguerraÈ inammissibile e gravissimo che il mondo, soprattutto quello del pacifismo e di gran parte della sinistra, tentenni, fino all’immobilismo, di fronte ad una vera e propria invasione in atto in Siria - Paese sovrano -  ad opera di forze straniere per nulla interessate alle sorti del popolo siriano, alla sua autodeterminazione, o alle sue richieste di maggiore democraticità.

Ci sono tanti modi per insanguinare un Paese. La guerra in Siria c’è già: l’ingerenza esterna da parte delle potenze occidentali e petromonarchiche hanno alimentato una devastante guerra per procura, con la fornitura di finanziamenti, armi, combattenti, consiglieri e appoggio diplomatico.Wikileaks ha messo in luce la presenza in Siria della quinta colonna USA diretta a destabilizzare e provocare la crisi del regime di Assad, già molti anni prima della cosiddetta Primavera araba.

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Tutti gli Stati protagonisti della guerra per procura alla Siria (con divisione dei ruoli)

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di Iyad Khudertraduzione a cura di M.C.

Secondo rapporti usciti anche sulla stampa statunitense, esponenti dell’amministrazione statunitense hanno dichiarato che gli Stati Uniti, avendo riconosciuto di non potersi permettere un’azione militare diretta contro la Siria, hanno deciso di scegliere una modalità bellica alternativa: una guerra per procura, grazie a gruppi salafisti/jihadisti/islamisti e a mercenari. Diversi altri attori, mediorientali e occidentali, giocano ruoli precisi in questo scenario:

- Turchia e Libano del Nord (Tripoli e Akkar): offrono ospitalità a combattenti, servizi logistici e contrabbando di armi, spie e  uomini; inoltre ospitano le famiglie dei combattenti siriani come rifugiati e le utilizzano presso i media;

- Qatar: finanzia sia l’approvvigionamento in armi che la disinformazione attraverso la sua tivù satellitare Al-Jazeera e altri canali (Al Jadeed in Libano, On Tv in Egitto, Orient Tv ospitata in Egitto e in altri paesi)

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Comunisti portoghesi in festa!

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di Francesco Maringiò, Responsabile Relazioni Internazionali PdCI | da www.oltre-confine.it

festadoavante2012 pdciReport dalla Festa do Avante di Lisbona, organizzata dal Partito Comunista Portoghese

La Festa do Avante ha richiamato anche quest’anno centinaia di migliaia di cittadini portoghesi ed una nutrita presenza di delegazioni internazionali, tra questi il Partito dei Comunisti Italiani. Organizzata dal Partito Comunista Portoghese, ha visto la partecipazione di più di 300 mila persone nei tre giorni di spettacoli, dibattiti, eventi sportivi e culturali e, soprattutto, politici con il grande comizio di chiusura che, ad oggi, è uno degli eventi più grandi e partecipati del Portogallo. Quest’anno (7-9 Settembre 2012) la Festa è caduta in un momento molto delicato per il paese segnato da una pesante crisi ed ha rappresentato un momento importante di organizzazione e lotta, all’insegna della parola d’ordine del cambiamento.

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L’Alcoa vola via sull’F-35

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto del 18 settembre 2012

alcoa operai romaNe è passato di tempo da quando gli operai avevano di fronte il padrone delle ferriere. Lo ignorano però i politici e sindacalisti che trattano la vicenda Alcoa solo come vertenza di lavoro, tacendo sulla reale identità della controparte. Che cos’è l’Aluminum Company of America? 

Nata nel 1888 a Pittsburgh, è oggi leader mondiale nell’estrazione e raffinazione della bauxite e nella fabbricazione di alluminio e prodotti derivati. Gli Stati uniti hanno però poca bauxite, i cui giacimenti si concentrano in Sudamerica, Africa, Russia, Cina, Sud-Est asiatico e Australia. L’Alcoa ha quindi sempre cercato di accaparrarsi la materia prima, ovunque e comunque. La sua storia è perciò intessuta con quella dell’imperialismo Usa. 

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Isole Diaoyu: il peso della storia tra Cina e Giappone

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

diaoyu protesteQuello che il Giappone ha fatto mostra che intende negare i risultati della prima guerra mondiale anti-fascista e costituisce una grave sfida all'ordine internazionale uscito dal dopoguerra un editoriale di Wu Liming, apparso l'11 settembre su Xinhua, ha così commentato la decisione del governo giapponese del 10 settembre scorso di procedere all'acquisto di tre delle cinque principali isole Senkaku (Diaoyu per i cinesi) con una operazione dal valore di 20,5 miliardi di yen. 

Per Pechino la questione legata alla sovranità delle isole situate a nord-ovest di Taiwan porta tutto il peso della storia e richiama un secolo di umiliazioni e concessioni subite con la forza delle armi. Nello stesso articolo possiamo, infatti, leggere:  “Sono ormai lontani i giorni in cui la nazione cinese stata oggetto di bullismo e umiliazione da parte degli altri. La questione della sovranità sulle Isole Diaoyu riguarda l'integrità territoriale e la dignità nazionale, non c'è spazio per fare una concessione"

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I comunisti giapponesi si oppongono all’austerity made in Japan: sacrifici per i lavoratori, esenzioni fiscali e salvataggi per le grandi imprese

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di A.C. | da solidarite-internationale-pcf.over-blog.net

Yoshihiko-Noda 2185173btraduzione dal francese di Massimo Marcori per Marx21.it

Maggiori imposte per la popolazione, e nuove esenzioni per le grandi imprese, è la ricetta adottata dal governo giapponese di centro-sinistra per fronteggiare la “crisi” di un debito che raggiunge ormai il 230% del PIL.

Il primo ministro Yoshihiko Noda ha minacciato la cessazione dei pagamenti per far approvare in giugno alla Dieta, poi il 10 agosto alla Camera dei Pari, il progetto di legge sull’aumento dell’IVA. Una legge votata dalla maggioranza del Partito Democratico (centro-sinistra) e dall’opposizione di destra del Partito Liberale. Solo i nove deputati comunisti, seguiti da dissidenti del Partito Democratico, hanno votato in blocco contro il progetto di legge.

La legge prevede il raddoppio della tassa sui consumi (IVA), che passerebbe dall’attuale 5% all’8% nel 2014, e infine al 10% nel 2015.

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Sui fatti di queste ore nei paesi islamici

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dichiarazione di Maurizio Musolino, Coordinatore Dipartimento Esteri PdCI

libia proteste usaQuello che sta accadendo in queste ore in molti paesi islamici ancora una volta sorprende il mondo, le immagini ci mostrano folle inferocite che assaltano i simboli dell'occidente, dalle ambasciate ai ristoranti, il tutto in nome di un islam estremista e totalizzante. Verrebbe da dire “chi è causa del proprio mal... pianga se stesso”, ma la responsabilità che ci ha sempre distinti ci impone altro. Innanzitutto la presa di distanza da quest'ondata di ira che solo apparentemente nasce dallo sdegno verso il brutto film fatto da un ambiguo personaggio sul mondo musulmano. In discussione c'è ben altro. Da una parte riemerge una competizione, mai sopita, fra varie frangie dell'islam politico sunnita. I gruppi salafiti, quelli legati a doppio filo con l'Arabia Saudita (che molti indicano come contigui ad Al Qaida) si vedono emarginare in favore di quell'islam moderato legato al Qatar e alla Turchia, tanto caro agli Usa.

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Capriles, un neoliberale mascherato da progressista

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di Federico La Mattina

capriles-encuestasIl 7 ottobre, la data delle elezioni presidenziali in Venezuela, si avvicina.  Anche se vi sono sette candidati, le elezioni si configurano all’interno di uno scontro bipolare tra Hugo Chavez (supportato dal Gran Polo Patriótico) e Henrique Capriles Radonski (supportato dalla coalizione Mesa de la Unidad Democrática).

Capriles viene presentato dai media come un progressista di sinistra che si oppone allo strapotere chavista. Questo è il mainstream ed è anche come in effetti si presenta il candidato del MUD. Ha addirittura dichiarato di ispirarsi alle politiche di Lula (peccato che Lula abbia dichiarato di sostenere fermamente Chavez [1] ). In realtà Capriles di sinistra non ha proprio nulla.  Appartenente ad una ricchissima famiglia venezuelana, si forma nel COPEI ( partito di centro-destra democristiano), fonda successivamente “Primero Justicia”, un partito centrista liberale).  Romain Migus (sociologo e giornalista francese che vive in Venezuela) ha definito  “idéologiquement très libéral” la candidatura di Capriles, mostrando i punti programmatici della sua candidatura [2].

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