L'India aderisce all'Organizzazione della Cooperazione di Shanghai

L'India aderisce all'Organizzazione della Cooperazione di Shanghai

di Yohannan Chemarapally | Sull'ingresso dell'India, quale membro a pieno titolo, nell'Organizzazione della Cooperazione di Shanghai, il commento del settimanale del Partito Comunista dell'India (Marxista)

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Damasco in America Latina

Damasco in America Latina

di María Fernanda Barreto

Pochi mesi fa Luis Britto García avvertiva in un suo articolo sul possibile utilizzo che si farà di mezzo milione di soldati colombiani dopo l'accordo di pace con le FARC. “Dopo la firma degli Accordi di Pace, questa milizia sovradimensionata…

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Internazionale Le elezioni francesi del 2017: una farsa sinistra

Internazionale Le elezioni francesi del 2017: una farsa sinistra

di Samir Amin

Riceviamo da Samir Amin la sua riflessione sul risultato delle elezioni francesi. Ne proponiamo la traduzione ai nostri lettori.

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Conclusioni generali del 21° Seminario Comunista Internazionale

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Bruxelles 18 - 20 maggio 2012 | www.icsbrussels.org - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

ragazza bandiera rossaPer l'Italia il documento è stato sottoscritto dal Partito dei Comunisti Italiani (PdCI) 

Il rapporto tra i compiti immediati dei comunisti e la loro lotta per il socialismo

La crisi generale del capitalismo apre la via al socialismo

1. Il compito principale dei comunisti nel mondo è chiarire la natura della crisi che da quattro anni colpisce l'intero sistema capitalista mondiale. Promuovere l'analisi marxista della crisi è un compito ideologico fondamentale. Significa aiutare i lavoratori e i popoli a capire le cause del cataclisma economico mondiale. Si tratta di collegare i diversi attacchi a cui sono sottoposti con la barbara natura del sistema stesso. Significa arrivare alla radice delle questioni specifiche come la crisi alimentare o ambientale, le guerre imperialiste, la polarizzazione tra ricchezza e povertà, la crisi del sistema parlamentare e dell'ideologia borghese.

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Elezioni legislative francesi

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di Lorenzo Battisti per Marx21.it

hollandeDomenica scorsa si è tenuto il primo turno delle elezioni legislative in Francia. Attraverso un processo elettorale piuttosto complicato, i francesi eleggono i deputati all’Assemblea Nazionale, l’equivalente della nostra Camera dei Deputati.

Queste elezioni, osservate dall’Italia, possono servire per confermare o correggere l’analisi sulle tendenze di fondo della società francese, tanto rispetto alla crisi, quanto all’Europa. Come per le elezioni presidenziali, anche in questo caso si tratta di un sistema molto personalistico, che quindi rende più difficile individuare chiaramente i processi sottostanti. Se però si leggono congiuntamente i risultati delle presidenziali e delle legislative, si possono trarre alcune indicazioni.

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Imminente colpo di Stato in Siria

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di Thierry Meyssan, Réseau Voltaire

basharal-assadLa Nato prepara una vasta operazione di intossicazione mediatica

Alcuni Stati membri della Nato e del CCG (Consiglio di Cooperazione del Golfo) preparano un colpo di Stato e un genocidio settario in Siria. Se volete opporvi a questi crimini, muovetevi subito : fate circolare questo articolo in internet e allarmate i vostri rappresentanti nelle istituzioni democratiche. (t.m.)

Fra qualche giorno, forse a partire da venerdì 15 giugno a mezzogiorno, i siriani, accendendo i televisori, scopriranno che le loro emittenti abituali sono state rimpiazzate da trasmissioni mandate in onda dalla Cia. Vedranno dei filmati in cui truppe governative compiono massacri; vedranno manifestazioni popolari; vedranno ministri e generali mentre si dimettono; vedranno il presidente Assad darsi alla fuga e vedranno infine un nuovo governo installarsi nel palazzo presidenziale di Damasco. Ma saranno immagini false: realizzate dalla Cia. Parte in studi televisivi appositamente allestiti, come stiamo per vedere, e per il resto manipolate al computer ricorrendo ai cosiddetti effetti speciali.

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Il Partito dei Comunisti Italiani al 21° Seminario Comunista Internazionale

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Intervento di Francesco Maringiò,  responsabile per le Relazioni Internazionali del PdCI

ics2012 brussels bannervideoBRUXELLES, 18-20 MAGGIO 2012

Cari compagni,

innanzitutto vorrei ringraziare il Partito del Lavoro del Belgio per l'invito e l'ospitalità. Con questo Seminario ci viene data l'opportunità di focalizzare l’attenzione sulle cause profonde della crisi capitalista e la relazione tra i compiti immediati dei comunisti e la lotta per il socialismo. Per queste ragioni, a nome del Partito dei Comunisti Italiani (PdCI), saluto la realizzazione di questa nuova edizione del Seminario Comunista Internazionale. È un onore personale partecipare a questo importante evento ed avere la possibilità di condividere alcuni giorni assieme a tanti compagni comunisti, provenienti da molte altre parti del mondo.

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Droni sicari per la kill list

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto

drone cieloGli Stati uniti devono difendersi da coloro che li attaccano, dichiara il segretario alla difesa Leon Panetta, respingendo le proteste sui crescenti attacchi di droni Usa in Pakistan. Secondo Panetta, i pachistani devono capire che i «Predatori» sono lì anche per il loro bene: volteggiano sulle loro teste, teleguidati dagli Stati uniti a oltre 10mila km di distanza, per colpire con i missili «Fuoco dell’inferno» i pericolosi terroristi annidati in territorio pachistano. 

Conclusioni opposte trae, dopo una visita in Pakistan, Navi Pillay, Alto commissario Onu per i diritti umani: gli attacchi con i droni, che avvengono in media ogni quattro giorni, «provocano uccisioni indiscriminate di civili, che costituiscono una violazione dei diritti umani». Sollevano inoltre gravi questioni di diritto internazionale, in quanto sono condotti «al di fuori di qualsiasi meccanismo di controllo civile o militare». La Pillay chiede quindi l’apertura di un’inchiesta ufficiale. 

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Enrico Berlinguer: tenere aperta la discussione al di là del mito

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di Sergio Ricaldone, Comitato Centrale PdCI

berlinguerPubblichiamo volentieri come utile contributo alla discussione

Dopo altri “memorial day” è arrivato anche quello che celebra la figura di Enrico Berlinguer. Molti i commenti e gli articoli. A Milano una piazza è stata intitolata al prestigioso dirigente comunista. Non si tratta, questa volta, di un banale episodio della serie “a volte ritornano”. Se ne riparla ricordando il posto di grande rilievo che Berlinguer ha occupato per 40 anni nella vita politica italiana e in quella del PCI in particolare. Il rispetto e l’ammirazione per il personaggio sono autentici e, pur nelle loro non piccole diversità, sono pressoché unanimi.

Capo indiscusso della gioventù comunista negli anni ’50. 

Per non essere frainteso riconosco che la mia generazione deve molto a Enrico Berlinguer. Anni importanti della mia formazione politica di giovane comunista li ho trascorsi sotto la sua direzione : prima nel Fronte della Gioventù del dopoguerra, poi nelle commissioni giovanili di partito e dal ‘49 al ’55 come segretario di Milano della ricostituita FGCI.

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Sergio Romano: "L'Europa è prigioniera della NATO"

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da www.geopolitica-rivista.org

sergioromano intervistaIl progetto di uno spazio comune tra Europa e Russia è auspicabile, ma reso impossibile dalla presenza di una NATO strutturata in funzione anti-russa che tiene l’Europa prigioniera della politica USA. Lo sostiene, in un’intervista esclusiva realizzata da Giacomo Guarini e pubblicata in Vent’anni di Russia Sergio Romano, storico, giornalista e diplomatico, considerato uno dei massimi esperti italiani di Russia. Già ambasciatore a Mosca durante gli ultimi anni dell’URSS, oggi è editorialista di varie pubblicazioni (tra cui Il Corriere della Sera e Panorama). Ha insegnato alle università di Milano-Bocconi, Pavia, Sassari, Harvard e della California. Fa parte del Comitato Scientifico di Geopolitica.

Secondo Romano, la priorità della nuova presidenza Putin sarà e dev’essere la modernizzazione economica, per uscire dall’eccessiva dipendenza dall’esportazione di risorse naturali. Tale modernizzazione è una precondizione imprescindibile anche perché il progetto putiniano di Unione Eurasiatica abbia successo.

Commentando i rapporti tra Russia e Cina, l’ex Ambasciatore afferma ch’essi sono eccellenti, ma favoriti dalla comune necessità di arginare la potenza statunitense. Non si può escludere che si tratti solo d’una tregua, e che in futuro la tensione torni a salire. 

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Primavere (e autunni) arabi

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di Maurizio Musolino | da www.controlacrisi.org

tunisia follaE’ passato un anno e mezzo da quel giorno di dicembre quando il telegiornale dava la notizia di manifestazioni in Tunisia contro il regime di Ben Ali. Sembrava uno dei tanti fuochi, destinato però a spegnersi immediatamente. Nessuno poteva pensare che da lì l’incendio si sarebbe propagato mettendo in crisi uno status-quo regionale che durava da decenni. Nei giorni successivi, invece, le rivolte dalle campagne interne del Paese si estesero alle città della costa, Sfax, Sousse, fino ad arrivare a Tunisi. Dalle iniziali parole d’ordine sul “pane” e sul “lavoro” si inizia a chiedere un cambio radicale alla guida del governo, in pratica si mette in discussione il potere di Ben Ali e della sua famiglia. Una novità sconvolgente per il regime, che si considerava inattaccabile e eterno.

Ma queste proteste non sorprendono solo Ben Ali; in realtà sia le opposizioni (comunisti e islamisti compresi), sia quelle potenze occidentali che da sempre hanno sostenuto il regime, sembrano sorpresi e sbigottiti da un movimento nato “dal nulla”.

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Due referendum. Uno per riconquistare l’articolo 18, l’altro per abrogare l’articolo 8

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di Manuela Palermi, segreteria nazionale PdCI

operai catenaL'articolo comparirà nel numero in corso di pubblicazione in “MarxVentuno” rivista comunista

Meno di dieci anni fa tre milioni di persone riempirono il circo Massimo perché Berlusconi non s’azzardasse a toccare l’articolo 18. E se dieci anni in una vita sono un periodo importante, nella storia sono niente, un battito di ciglia. Nella lotta di classe che contrappone operai e imprese, è bastato un attimo perché i padroni facessero goal.

L’articolo 18 non è solo una norma particolarmente significativa. Lo è, e molto, ma ne esistono altre. L’articolo 18 è molto di più. Racconta una storia, un decennio di travolgente riscossa che va dalla fine degli anni ‘60 alla metà degli anni ‘70. Una cavalcata orgogliosa di conquiste operaie, dalla fine dei reparti confino alla Fiat, alle prime lotte unitarie nel bresciano che toglievano la Cgil dall’isolamento, al riconoscimento della classe operaia come classe dirigente che si scrollava di dosso la condizione secolare di umiliazioni, ricatti, segregazione, sfruttamento.

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Sulla Siria incombe la minaccia dell'aggressione imperialista

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siria soldati

da “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione a cura di Marx21.it

Il governo siriano è tornato a smentire il coinvolgimento delle sue forze armate nel massacro di Houla e ha ribadito le sue accuse ai terroristi che operano sul territorio. Mentre prosegue l'inchiesta su quanto è successo, si approfondisce la campagna a favore di un'aggressione imperialista alla Siria, ed emergono informazioni che confermano le manovre preparatorie di una guerra umanitaria sullo stile di quelle scatenate contro la Libia e l'ex Jugoslavia.

In una conferenza stampa svoltasi la settimana scorsa a Damasco, il responsabile della commissione di inchiesta sul massacro, generale Jamal Suleiman, ha sottolineato che le conclusioni preliminari confermano che i gruppi armati sono responsabili dell'attacco che ha ucciso 108 persone a Houla.

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Il rapporto tra compiti immediati dei partiti comunisti e la lotta per il socialismo

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COMUNICATO STAMPA | Traduzione di Franco Tomassoni per Marx21.it

seminario brussels21° Seminario Comunista Internazionale
Bruxelles, 18-20 maggio 2012
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Per l'Italia era presente il Partito dei Comunisti Italiani

Dal 18 al 20 maggio, 59 partiti comunisti ed operai provenienti da 49 paesi diversi si sono incontrati a Bruxelles in occasione del 21° seminario comunista internazionale. I partecipanti provenienti da diverse regioni e continenti (Africa,, Asia, Medio Oriente America ed Europa) hanno condiviso il loro punto di vista e le loro analisi sul tema del seminario: il rapporto tra i compiti immediati dei comunisti e la lotta per il socialismo.

Durante le sessioni dedicate ai differenti continenti, ogni delegato ha presentato l’analisi del suo partito sul tema della crisi capitalista, sulle sue conseguenze nel proprio paese, sul tema delle misure anti-popolari e di austerity, sullo sviluppo dei movimenti contro queste misure e infine la propria azione e le proprie proposte dentro questo quadro di crisi. Inoltre si è discusso delle modalità con cui i diversi partiti intendono la lotta per la costruzione di una società alternativa, per il socialismo.

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Il voto in Italia ed Europa. Il problema è l’atterraggio

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di Domenico Moro L'articolo comparirà nel numero in corso di pubblicazione di “Marx Ventuno” rivista comunista

Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di 50 piani.
Mano a mano che cadendo passa da un piano all’altro,
il tizio per farsi coraggio si ripete: “Fino a qui, tutto bene.
Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene.”
Il problema non è la caduta è l’atterraggio.
M. Kassovitz, “L’odio”, 1995

elezioni schedeCrisi del sistema bipolare-bipartitico nella Eurozona

Ci vuole prudenza quando si vogliano estrapolare tendenze comuni da test elettorali diversi di Paesi diversi, come Italia, Grecia, Germania e Francia. L’unico dato certo, più che lo spostamento dell’asse politico verso il centro-sinistra, è, come avevamo rilevato in precedenza [1], l’accentuarsi della tendenza allo scollamento tra elettorato e “sistema dei partiti”. Del resto, non è tanto la sinistra “tradizionale” a vincere, quanto i partiti di governo a perdere. E i partiti di destra, essendo stati al governo quasi ovunque in Europa, scontano le perdite maggiori. La controprova è il collasso dei partiti socialisti in Spagna e Grecia.

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Il disastro USA visto dalla Cina

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da www.lacinarossa.net

tent city 10 largeCome ogni anno, il governo cinese ha elaborato un rapporto dettagliato sulla (pessima) situazione economico-sociale degli Stati Uniti.

Tra gli elementi d’analisi più interessanti, emerge che nel corso del 2010 ben 46,9 milioni di americani erano in uno stato di povertà, circa nove milioni in più ed in crescita vertiginosa rispetto ai “soli” 37,3 milioni del 2007. Quasi uno statunitense su sei nell’anno passato si trovava in una situazione di miseria, in altri termini.

Inoltre 17,3 milioni di famiglie americane erano giudicate, secondo i dati forniti dalle stesse autorità statunitensi, come “insicure” sul piano dell’approvvigionamento di generi alimentari: durante l’epoca Obama, circa una famiglia americana su sette è a rischio fame, vicino al tremendo pianeta-inedia.

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Giu' le mani dall'articolo 18! Massarosa, 25 maggio 2012

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di Barbara Mangiapane, Resp. Org. e Tesseramento - Partito dei Comunisti Italiani Lucca e Versiglia


massarosa 250512 1Lo scorso 25 maggio a Massarosa la Federazione della Sinistra della provincia di Lucca ha organizzato un’iniziativa pubblica per dire No alla controriforma del lavoro in discussione in questi giorni in Parlamento, una controriforma volta a scardinare l’ultima garanzia dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

L’incontro pubblico ha segnato un’ulteriore tappa nel percorso di mobilitazione della Federazione provinciale in difesa dell’articolo 18 e per la sua estensione a tutti i lavoratori, in particolare precari: la campagna di raccolta firme promossa su tutto il territorio nazionale dalla Federazione della Sinistra e la straordinaria partecipazione alla manifestazione contro il governo Monti “Gridiamoglielo in piazza! Art. 18 L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” del 12 maggio scorso a Roma, sono state propulsive per la serata massarosese.

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"Così si vede la forza del PCP”

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Editoriale di “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese | Traduzione a cura di Marx21.it

avante primapagina20 anni fa, in conseguenza della scomparsa dell'Unione Sovietica, il capitalismo dominante, attraverso i suoi media e i suoi ideologi, aveva decretato, trionfante, la “fine del comunismo” e la vittoria assoluta e definitiva del capitalismo. Era, raccontavano, la “fine della Storia”.

In quello stesso tempo, qui in Portogallo i media del borgo, trascinati dall'euforia generale, profetizzavano la “morte del PCP”, annunciata in alcuni casi come certa nel giro di settimane o mesi, e in un caso concreto presentata persino come fatto già compiuto: “Il PCP è morto ieri”, scriveva allora un politologo noto dalle nostre parti, nel frattempo scomparso.

E' certo che, da allora a oggi, i proprietari del media nazionali – attraverso gli stessi media o per mezzo dei loro uomini di fiducia nei governi che si sono succeduti – hanno fatto tutto quello che potevano perché la profezia si concretizzasse. E andava bene tutto: dalle leggi antidemocratiche e anticostituzionali dei partiti e del loro finanziamento fino all'azione dei media dominanti con le ripetute ondate di menzogne, calunnie, falsificazioni, manipolazioni, silenzi, sulla vita, l'attività e le proposte del PCP – e sempre con lo zelo e i modi del servo che deve dimostrare la sua obbedienza al signore, ripetendo all'infinito la profezia necrologica.

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Tibet, Xinjiang e diritti umani: il noto palinsesto delle accuse alla Cina

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

David-Cameron-meets-dalai-lama-2012La campagna di accerchiamento della Cina non si limita solo alle provocazioni militari, alla strategia di alleanze, all'apertura di nuove basi militari o al rilancio di alleanze con i Paesi che la circondano. A tutto questo si somma una continua e inarrestabile campagna di delegittimazione del modello economico e sociale della Repubblica Popolare. Ancora una volta a salire alla ribalta - guarda caso in piena tensione nel Mar Cinese Meridionale e nel delicato passaggio di potere - sono i temi dei diritti umani e della repressione contro le minoranze etniche. L'obiettivo è chiaro: indebolire l'ex Celeste Impero in ogni modo, sfruttando il più possibile le contraddizioni interne (che indubbiamente esistono) nella speranza che si inneschi una "rivoluzione colorata" in salsa orientale. Un gioco ormai fin troppo scoperto e che ha nuovamente come oggetto il Tibet e lo Xinjiang.

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G8, vertice NATO e ruolo dell’Italia: facciamo il punto

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di Francesco Maringiò, Responsabile Relazioni Internazionali PdCI

g8 summit 2012 campdavidI giorni scorsi sono stati ricchi di appuntamenti internazionali che, per i temi trattati e le ripercussioni dirette sul nostro paese, assumono un interesse particolare. Ma forse è utile fare brevemente il punto e rileggere i fatti sotto una luce diversa da quella con la quale ci sono stati presentati dalla stampa italiana.

1. Al termine del summit del G8 di Camp David, negli Usa, quasi tutti hanno parlato di un asse Obama – Hollande - Monti, lasciando intendere una nuova concertazione a tre che punta a ridimensionare le pretese “rigoriste” della Germania e ad un maggiore equilibrio tra rigore e crescita. È lo stesso documento finale ad essere improntato a questo spirito. “Il nostro imperativo – si legge - è di favorire la crescita. (…) Ogni paese, a seconda di esigenze e possibilità, dovrà trovare un equilibrio tra l'attenzione alla spesa e il rilancio dell'economia (…) per promuovere la crescita e l'occupazione”.

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Palestina tra speranza e delusione

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di Bassam Saleh

Al-Zahar-HamasLa tragedia della divisione all'interno del mondo palestinese si trasforma, alcune volte, in un ridicolo gioco delle parti, siano queste interne che esterne. I ripetuti e fallimentari tentativi di accordo tra Fatah e Hamas, nel tentativo di porre fine alla tragedia della divisione, hanno in realtà generato fino ad oggi solo disillusione e mancanza di fiducia.

L'ultimo atto di questo tira e molla: improvvisamente, proprio dopo pochi giorni dall'allargamento del governo di Salam Fayyad, considerato da tanti una provocazione e quindi la fine del dialogo tra Fatah e Hamas - con la conseguenza di una radicalizzazione delle divisioni - le due maggiori organizzazioni palestinesi ci hanno sorpreso con un nuovo accordo firmato al Cairo. Una intesa, questa, che sancisce l'inizio dell'attuazione dell'accordo di Doha.

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Si vince da sinistra

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di Francesco Francescaglia, Responsabile organizzazione PdCI | da www.comunisti-italiani.it

12maggio roma corteoPartiamo da quello che la stragrande maggioranza dei commentatori non hanno detto sui risultati elettorali. Ci sono stati 450.000 elettori che non hanno più votato per i partiti che avevano sostenuto alle precedenti tornate elettorali: 200.000 han votato Grillo, gli altri 250.000 hanno disperso il voto in una miriade di liste civiche che erano sulle schede elettorali di tutti i comuni.

Queste civiche erano, perlopiù, liste civetta di Pdl, Lega, ma anche del PD. Significa che gli elettori, anche a causa del sistema elettorale, sono voluti restare dentro lo schema bipolare. Solo che non se la sono sentita di votare per i partiti tradizionali e ciò, soprattutto nel centrodestra, ha determinato un vero e proprio terremoto che spesso ha fatto vincere il centrosinistra per assenza dell’avversario.

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Laboratorio greco

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di Manuela Palermi, Segreteria nazionale PdCI

grecia polizia donnaRiceviamo e volentieri pubblichiamo come contributo alla discussione

Non sono un’esperta in politica internazionale pur seguendola con passione. E sovente la passione ha la meglio sul ragionamento e io mi danno a leggere in che condizioni vive il popolo greco: non esistono precedenti se non la fine dell’occupazione tedesca del ’44. 

La Grecia di oggi è fatta di crollo di salari e pensioni, di disoccupazione giovanile al 50%, di fallimenti di imprese, di negozi e di giornali, di aumento d’imposte stravaganti ed arbitrarie, di privatizzazioni in serie, di smantellamento di servizi pubblici, ad iniziare dalla sanità e dalla scuola, di depressione di massa e di una catena di suicidi.

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