Italia in armi dal Baltico all’Africa

Italia in armi dal Baltico all’Africa

di Manlio Dinucci

Che cosa avverrebbe se caccia russi Sukhoi Su 35, schierati nell’aeroporto di Zurigo a una decina di minuti di volo da Milano, pattugliassero il confine con l’Italia con la motivazione di proteggere la Svizzera dall’aggressione italiana? 

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Dieci conflitti da seguire nel 2018

Dieci conflitti da seguire nel 2018

di Sergio Alejandro Gómez

"Granma”, Organo ufficiale del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba

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Dietro i numeri, la “vita agra”

Dietro i numeri, la “vita agra”

di Francesco Raparelli e Tiziano Trobia

I dati ISTAT lo confermano: nell’Italietta della crisi il lavoro sotto-pagato, “usa e getta” e senza tutele è in forte aumento ...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

I fascisti croati minacciano di morte lo scrittore Giacomo Scotti

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di Tommaso di Francesco* | da il Manifesto del 17 gennaio 2013

fascisti croati«I croati devono sbarazzarsi di questo vampiro...», «È un bastardo italo-serbo...». Con queste parole si è intensificata la campagna di Hrvatski List, il giornale dell'estrema destra croata contro lo scrittore Giacomo Scotti.

Il primo della lista. L'estrema destra croata: “Uno scrittore da eliminare”

«I croati devono sbarazzarsi di questo vampiro...», «È un bastardo italo-serbo...», «Le operazioni Fulmine e Tempesta non si realizzarono da sole nel '95. Ci vorrà ancora una epurazione uragano, per eliminare tutti i nemici della Croazia». Con queste parole, a fine 2012 e nelle prime settimane del 2013 si è intensificata la campagna di Hrvatski List, il giornale dell'estrema destra croata contro lo scrittore Giacomo Scotti, da sempre collaboratore del manifesto.

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La borghesia italiana scende in campo contro la Lista Ingroia e sollecita il PD a brandire l'arma del “voto utile”

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di Fausto Sorini, segreteria nazionale, responsabile esteri PdCI

soriniNell'editoriale di oggi del Sole 24 ore, quotidiano di Confindustria, il direttore Stefano Folli scrive:

“Nel 2008 Veltroni riuscì a mettere fuori gioco la lista Arcobaleno di Bertinotti proprio appellandosi all'esigenza di non disperdere il voto a sinistra. Adesso il vertice del PD, preoccupato che al Senato manchi la maggioranza, si trova nella stessa situazione con la lista Ingroia”. E mentre - rileva Folli - la contrattazione di “una qualche forma di desistenza al Senato in alcune regioni-chiave.. creerebbe un intreccio poco trasparente.. e sposterebbe il PD a sinistra”.. il voto utile è un appello classico che non costa in termini politici e che può persino ottenere il risultato di tenere Ingroia fuori dal Parlamento o ininfluente. Ma per questo occorre che Bersani accenda il motore di una campagna troppo blanda”.

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Le contraddizioni inter-imperialiste e il pericolo di guerra. La lotta per la pace*

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di Ilda Figueiredo, Comitato Centrale del Partito Comunista Portoghese | da www.avante.pt

pcp bandiera voltoTraduzione di Marx21.it

Saluto calorosamente questo congresso che si svolge in un momento particolarmente grave della nostra vita collettiva, segnato dall'offensiva violenta dell'imperialismo contro i lavoratori e i popoli, che, sfruttando la crisi del capitalismo, porta a compimento la distruzione su larga scala dei diritti economici, sociali, politici e culturali.

Da un lato, nei principali centri capitalisti si cerca un autentico regolamento dei conti con i lavoratori e i popoli, nel tentativo di recuperare le porzioni di potere che essi avevano conquistato al capitale con la loro lotta e con lo sviluppo dei processi progressisti, rivoluzionari e di costruzione di società socialiste che hanno caratterizzato il XX secolo.

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Terrorismo dal "Volto Umano": la storia degli squadroni della morte degli Stati Uniti

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di Michel Chossudovsky* | da www.globalresearch.ca

siria esercitoliberosirianoSquadroni della morte in Iraq e in Siria
 
Il reclutamento degli squadroni della morte fa parte di una ben consolidata agenda militar-spionistica degli Stati Uniti. Degli Stati Uniti, esiste una storia lunga e macabra, di finanziamenti clandestini e di sostegno di brigate del terrore e di omicidi mirati, risalente alla guerra del Vietnam (link). Nel momento in cui le forze governative della Siria continuano a contrastare l'auto-proclamatosi "Libero Esercito Siriano" (FSA), le radici storiche della guerra segreta dell'Occidente contro la Siria, che ha prodotto come risultato atrocità senza pari, devono essere pienamente portate alla luce. Fin dall'inizio del marzo 2011, gli Stati Uniti e i loro alleati hanno sostenuto la formazione di squadroni della morte e l'incursione di brigate terroristiche in un'impresa attentamente pianificata. Il reclutamento e l'addestramento di brigate del terrore, sia in Iraq che in Siria, sono stati improntati sull'"Opzione Salvador", un "modello terrorista" per uccisioni di massa da parte di squadroni della morte sponsorizzati dagli Stati Uniti nell'America Centrale.
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Ordine del giorno della Direzione Nazionale del PdCI sulla Fiat di Melfi

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fiat melfi h partbPdCI: “ Gravissima la decisione della Fiat di mettere in cassa integrazione a zero ore tutte le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento di Melfi”

Ordine del giorno della Direzione Nazionale

La Direzione Nazionale del Pdci considera gravissima la decisione della Fiat di mettere in cassa integrazione a zero ore tutte le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento di Melfi.

Solo un mese fa l’ex premier Monti, accompagnato da Marchionne, teneva un’assemblea dei lavoratori promettendo commesse e sviluppo. A quell’assemblea partecipavano Cisl e Uil, mentre alla Fiom Cgil, il sindacato più rappresentativo dei metalmeccanici, veniva impedito di entrare in fabbrica. Delle promesse di quel giorno oggi non resta più nulla.

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L’Unione Europea si vuol comprare la “democrazia”

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di Luca Fiore | da www.contropiano.org

europa deputataNella disattenzione dei media, pochi mesi fa l’Unione Europea si è dotata di un organismo politico il cui scopo è intervenire nella vita politica dei paesi confinanti per orientare a suo favore movimenti politici, sindacali e di opinione. A suon di milioni.

“Il Consiglio di amministrazione dello European Endowment for Democracy (Sovvenzione europea per la democrazia) si è riunito lo scorso 9 gennaio 2013 a Bruxelles per discutere la visione strategica e il mandato della nuova iniziativa. In questa occasione, Jerzy Pomianowski, attuale Segretario di Stato della Polonia, è stato eletto Direttore esecutivo dell'Endowment.

All'incontro hanno partecipato l'Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell'Unione Europea, Catherine Ashton, il Presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo, Elmar Brok e il Commissario per l'allargamento e la politica di vicinato Štefan Füle”.

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Monti ha aggravato la crisi italiana

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di Spartaco A. Puttini per Marx21.it

monti occhioServe la programmazione economica per la rinascita del Paese

Monti ha lasciato il timone della cosa pubblica e si è ufficialmente candidato alle prossime elezioni. La maschera utilizzata per recitare il ruolo di super partes è così finalmente caduta anche per chi, nel corso dell’ultimo anno, si è ostinato a non vedere il segno chiaramente reazionario delle scelte economiche e sociali del governo “tecnico”. Scelte essenzialmente politiche ed ispirate dall’estremismo neoliberista (di destra) che hanno colpito i ceti popolari e salvaguardato gli interessi particolaristici delle oligarchie legate a doppio filo alla finanza anglo-americana e al processo di centralizzazione dei capitali a guida tedesca. Ciò a dimostrazione del fatto che il premier difendeva interessi precisi, alieni da quelli nazionali.

La crisi italiana prosegue, inasprita dalla politica di austerità del governo “tecnico” e dai suoi clamorosi insuccessi. La situazione economica e sociale del nostro paese continua a peggiorare e sta prendendo una china pericolosa per la stessa sopravvivenza delle istituzioni repubblicane.

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Immagine del Nemico

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di Gianmarco Pisa

siria ambasciata inghilterraCom'è noto, due tra le condizioni che maggiormente incidono (in negativo) sulla individuazione di soluzioni positive o di ipotesi negoziali (per non parlare di tentativi di vera e propria “riconciliazione”, nella pace e nella giustizia) in un conflitto in corso sono la costruzione dell'immagine di nemico e la calendarizzazione dell'agenda negoziale, con le sue priorità e la sua tempistica. Nel caso della guerra civile e per procura in corso in Siria, giunta ormai al suo ventesimo mese, entrambe le opzioni sono ampiamente soddisfatte, fino a prefigurare, in questa controversia al tempo stesso locale, regionale e internazionale, un vero e proprio “caso di scuola”. Sulla costruzione dell'immagine di nemico si stanno esercitando ormai da mesi, alternativamente, la propaganda alimentata dai mezzi di comunicazione “occidentali” e le cancellerie degli alleati europei, atlantici e petro-monarchici: basti mettere a confronto, per averne una plastica riprova, la programmazione televisiva e la qualità dell'informazione, con i reportage dedicati alla crisi siriana, rispettivamente rilanciata dai grandi network “atlantici” (tipo la CNN e la BBC, per non parlare di Al Jazeera) o dalle televisioni non-allineate al mainstreaming “imperiale” (dalla russa RTV alla bolivariana Telesur).

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Cuba e Celac, un percorso di integrazione continentale

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da www.zereinaldo.blog.br | Traduzione di Erman Dovis per Marx21.it

celacL’America Latina e il Caribe scommettono sulla costituzione di una struttura di integrazione continentale che permetta l’assunzione di posizioni unitarie, in un contesto di crisi economica e di sfide generali per uno sviluppo sostenibile.

Alla fine di Gennaio, il Cile ospiterà il vertice dei capi di stato e di governo della Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi (Celac), un blocco che vedrà il governo di Cuba assumerne la presidenza. L’organizzazione è stata fondata a Caracas, in Venezuela, nel dicembre 2011, e riunisce per la prima volta in un forum i 33 paesi indipendenti di America Latina e Caraibi.Di questa organizzazione non fanno parte Stati Uniti d’America e Canada, che sono nazioni si del Continente americano, ma hanno differenti storie, culture e prospettive politiche e socio-economiche. Nella capitale venezuelana, i membri della Comunità hanno stabilito obiettivi comuni di inclusione sociale, crescita, equità, sviluppo sostenibile, unità e integrazione del continente, condizioni queste ritenute come essenziali per affrontare con successo le sfide odierne.

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«Dentro Rivoluzione civile le battaglie dei partiti e dei movimenti»

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di Vittorio Bonanni | da www.liberazione.it

ingroia visoIntervista ad Antonio Ingroia: «Non dobbiamo distruggere la politica ma ricostruirla»

Antonio Ingroia non ha certo bisogno di presentazioni. Già pm presso la Procura di Palermo e in prima linea nella battaglia contro quello Stato infedele accusato di aver trattato occultamente con la mafia, è ora uno dei protagonisti della campagna elettorale con la sua lista Rivoluzione Civile, sostenuta da movimenti come “Cambiare si può” nella stragrande maggioranza dei suoi aderenti, da altre realtà di base e dall’ampia ma frammentata galassia dei partiti della sinistra antagonista, come Rifondazione comunista, il Pdci, l’Italia dei Valori e i Verdi. Sono ore febbrili per l’ex pm, ore in cui si sta velocemente decidendo la composizione delle liste e dunque non è stato facile trovare il tempo per parlare con lui. Lo abbiamo bloccato telefonicamente tra un impegno e un altro.

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Diffidare della sinistra anti-anti guerra

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di Jean Bricmont | da www.sinistrainrete.info

altan guerra pace 21Sin dagli anni ’90, e soprattutto dopo la guerra del Kosovo nel 1999, chiunque si opponga agli interventi armati delle potenze occidentali e della NATO deve confrontarsi con quella che può essere definita una sinistra anti-anti-guerra (compreso il suo segmento dell’estrema sinistra). In Europa, e in particolare in Francia, questa sinistra anti-anti-guerra è costituita dalla socialdemocrazia tradizionale, dai partiti Verdi e dalla maggior parte della sinistra radicale. La sinistra anti-anti-guerra non è apertamente a favore degli interventi militari occidentali e a volte non risparmia loro critiche (ma di solito solo per le loro tattiche o per le presunte motivazioni – l’Occidente sta sostenendo una giusta causa, ma goffamente e per motivi legati al petrolio o per ragioni geo – strategiche). Ma la maggior parte della sua energia la sinistra anti-anti-guerra la spende nell’emettere ”avvertimenti” contro la presunta pericolosa deriva di quella parte della sinistra che continua ad opporsi fermamente a tali interventi. La sinistra anti-anti-guerra ci invita ad essere solidali con le “vittime” contro “i dittatori che uccidono il loro stesso popolo” e a non cedere all’ istintivo anti-imperialismo, anti-americanismo o anti-sionismo, e, soprattutto, a non finire dalla stessa parte dell’estrema destra. Dopo gli albanesi del Kosovo nel 1999, ci è stato detto che “noi” dobbiamo proteggere le donne afgane, i curdi iracheni e, più recentemente, il popolo libico e siriano.

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Mobile User Objective System (MUOS). Ora è un obbligo!

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di Giulietto Chiesa | da Il Fatto Quotidiano

muos-damageNon so quanti sanno cosa sia il Muos. E’ una base militare americana (non della Nato), sistemata illegalmente in mezzo a una riserva naturale, a due passi da Niscemi, Sicilia.

Segretissima. Enorme. Si vedono antenne altissime di diversi tipi. I tecnici del Politecnico di Torino, chiamati dall’Amministrazione comunale di Niscemi, hanno valutato i rischi per le popolazioni circostanti. Il rapporto è, a dir poco inquietante. Ma più inquietante è scoprire che tutto il Muos è un’arma strategica offensiva di nuovo tipo, che fa parte di un sistema di basi analoghe, sparse in diversi continenti, collegate a un sistema di satelliti geostazionari che consentono agli Stati Uniti d’America, senza alcun controllo da parte italiana, di condurre azioni di rilevazione, controllo, guida di droni, possibili e multiple azioni di disturbo e di offesa verso terzi.

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I comunisti di Cipro: la crisi è il pretesto per cancellare i diritti dei lavoratori

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di Iannakis Thoma, dell'Ufficio Politico del Partito Progressista de Popolo Lavoratore (AKEL)
da www.avante.pt | Traduzione di Marx21.it

folla noLa crisi del capitalismo, che ha colpito tutti i paesi del Sud Europa, ha toccato anche l'economia cipriota. Abbiamo problemi con il sistema bancario del paese, a causa dei suoi forti legami con il sistema bancario della Grecia. Sappiamo che le dirigenze della Banca Centrale di Cipro e delle principali banche hanno commesso gravi errori, ammettendo pure che siano errori e non autentici crimini.

La situazione delle banche cipriote è la principale ragione che ha posto il governo di fronte alla necessità di iniziare negoziati con la troika, per ottenere un prestito ed evitare la bancarotta dello Stato.

Tutti sappiamo che nei paesi in cui è entrata la troika, la situazione non è migliorata ma al contrario si è aggravata. Per questo, il nostro governo ha condotto negoziati molto difficili con la troika che permettessero di raggiungere l'accordo, che non è stato ancora firmato.

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La guerra in Siria e le difficoltà dei Paesi occidentali

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di Massimiliano Trentin, Ricercatore, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali - Università di Bologna

siria guerriglieriarmatiPubblichiamo come utile contributo alla discussione sulla situazione in Siria

Che la Siria non fosse la Tunisia o l’Egitto o addirittura la Libia, e che non sarebbe stato altrettanto facile deporre il regime di Damasco era chiaro a chiunque avesse un minimo di conoscenza della regione, e del Paese in particolare. Dopo un anno e mezzo di conflitto sociale, poi trasformatosi velocemente in guerra civile e regionale, sembra che questa constatazione stia prendendo piede anche nelle capitali europee, in Turchia e negli Stati Uniti. Nella situazione attuale, la caduta del regime di Bashar al Asad comporterebbe un disordine politico e una frammentazione territoriale difficilmente governabile in tempi brevi: né la Turchia, né la Nato, né le monarchie del Golfo hanno ad oggi le risorse e soprattutto le capacità politiche per gestire una situazione post-Asad, e nelle capitali occidentali sembra farsi largo l’idea che i costi della transizione siriana verso le magnifiche sorti progressive del capitalismo di libero mercato e della democrazia rappresentativa non sarebbero sostenibili alla luce dell’esperienza irachena, o della stessa Libia. 

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I comunisti e la crisi del capitalismo

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di Erman Dovis, Comitato Centrale Partito dei Comunisti Italiani per Marx21.it

marx sculturaLa crisi sistemica del capitalismo entra nella sua fase putrescente, gli assetti politici ed economici dei continenti e delle nazioni vengono sconvolti, gli effetti sui popoli sono devastanti.

In Siria, dopo aver fomentato e generato una situazione di caos estremo, dopo aver armato bande mercenarie, fornito copertura logistica e militare, gestendo il totale controllo dei Media occidentali, l’imperialismo si appresta a scatenare l'ennesima guerra di aggressione, a pochissima distanza dalla criminale mattanza ai danni del popolo libico. I grandi capitalisti e i monopoli privati impongono l’uso dello straordinario potenziale militare del Pentagono e della Nato, autentici bracci armati che minacciano, aggrediscono, balcanizzano gli Stati, causando immani sofferenze alle popolazioni. Gli imperialisti marciano a tappe forzate verso la realizzazione del loro progetto neocolonialista, e l’intervallo che passa tra un’aggressione militare ed un’altra si riduce sempre di più. A ciò si aggiungono gli intrighi, le destabilizzazioni, le fomentazioni allo scopo di ribaltare governi democraticamente eletti, come sta accadendo in America Latina, dove si assiste a un ritorno di ingerenze aggressive, per lo più nord-americane.

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Le guerre auto-generatrici degli Stati Uniti

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da www.michelcollon.info | traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova

soldati cargo silhouetteOggi, la sfida politica più urgente nel mondo è quella di impedire che la cosiddetta “Pax Americana” degeneri progressivamente verso un conflitto mondiale drammatico, come è avvenuto nel XIX secolo durante la cosiddetta “Pax Britannica”. 

Uso il termine “cosiddetta” perché entrambe queste “Pax” nelle loro fasi finali sono diventate via via sempre meno portatrici di pace e di ordine, e sempre più incardinate sull’imposizione di una potenza competitrice, guerrafondaia e intrinsecamente fautrice delle disuguaglianze. Potrebbe sembrare pretenzioso considerare la prevenzione di questo conflitto come un obiettivo raggiungibile. Tuttavia, le misure per conseguire questo scopo sono tutt’altro che impossibili, perfino qui negli Stati Uniti. 

Per fare questo, non abbiamo bisogno di una nuova politica radicale e inedita, ma di una diversa valutazione realistica e indispensabile di due politiche recentemente avviate - che sono state screditate e che si sono dimostrate contro-produttive. Perciò, dovremmo gradualmente disimpegnarci da queste politiche.

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Le Isole Malvinas: un retaggio coloniale

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di Federico La Mattina per Marx21.it

malvinas soldatoLa disputa sulle isole Malvinas tra Regno Unito e Argentina ha messo in rilievo la prepotente politica estera del governo britannico che ignora volontariamente le risoluzioni ONU sulla decolonizzazione e si mostra intransigente di fronte alle plurime richieste di una risoluzione pacifica che tenga conto delle precedenti risoluzioni dell’Assemblea Generale. Il 3 gennaio Cristina Fernandez Kirchner ha inviato una lettera aperta (1) al Primo Ministro britannico David Cameron in cui rivendica la sovranità argentina sulle isole Malvinas ed esorta il Regno Unito a rispettare la risoluzione ONU del 14 dicembre 1960 che “proclama solennemente la necessità di porre rapidamente e incondizionatamente fine al colonialismo, in ogni sua forma e in ogni sua manifestazione” (2). Cristina Fernandez rivendica inoltre la risoluzione 2065 (XX) ONU del 1965 in cui l’Assemblea Generale, facendo riferimento alla citata risoluzione del 1960, “ invites the Governments of Argentina and the United Kingdom of Great Britain and Nothern Ireland to proceed without delay with the negotiations recommended by the Special Committee on the Situation with regard to the Implementation of the Declaration on the Granting of Independence to Colonial Countries and Peoples with a view to finding a peaceful solution to the problem bearing in mind the provisions and objectives of the Charter of the United Nations and of General Assembly resolution 1514 (XV) and the interests of the population of the Falkland Islands (Malvinas)…” (3)

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Il posizionamento dell’Italia

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto dell'8 gennaio 2013

italia soldato mediorienteFinalmente una buona notizia: l’Italia ha rafforzato il suo posizionamento in tutti i quadranti fondamentali dello scacchiere globale, dal Medio Oriente all’Asia. Lo annuncia Monti nella sua agenda, precisando che ciò è reso possibile dalla presenza delle forze armate italiane nelle operazioni di pace nel mondo e da uno strumento diplomatico di eccellenza. L’Italia può dunque andare «a testa alta nel mondo». 

Monti non dorme però sugli allori e si propone, presiedendo un nuovo governo, di fare di più e di meglio: anzitutto rinsaldare  fortemente il legame transatlantico con gli Stati uniti. Allo stesso tempo, forte della sua collocazione geografica al centro del Mediterraneo, l’Italia deve guardare con più coraggio e con una visione strategica ai grandi cambiamenti della primavera araba e sostenere i percorsi di vera democratizzazione. Il programma di governo è dunque tracciato. In esso, spiega Monti, svolge un ruolo rilevante l’azione sul fronte internazionale, poiché il destino di ogni paese non si decide più nei suoi confini ma è strettamente intrecciato a quello del sistema di relazioni globali in cui è inserito. 

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La Nato è la macchina da guerra delle potenze mondiali

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di Vanessa Silva, da www.vermelho.org.br | Traduzione di Erman Dovis per Marx21.it

socorrogomesVermelho (portale web del PCdoB) incontra Socorro Gomes, presidente del Consiglio Mondiale della Pace

Dopo due decadi di dittature sanguinose, il processo di seconda indipendenza, di sovranità e di mantenimento della pace dell’America Latina, ha acquisito molta importanza ed è divenuto oggetto di contesa e strenua difesa da parte dei presidenti progressisti del Continente.

Intorno a questo tema cruciale si è svolta in Argentina la Conferenza Internazionale della Pace, del disarmo e dell’alternativa globale alla Nato. 

Secondo Socorro Gomes, presidente del Consiglio Mondiale della Pace, oggi proprio la Nato è la più grande minaccia alla pace mondiale. L’evento, svoltosi dal 12 al 15 dicembre scorsi, si è tenuto significativamente in un luogo emblematico per l’Argentina e tutto il Sudamerica: all’Esma, la Scuola Superiore di Meccanica del Corpo della Marina, di Buenos Aires.

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Aqrab: la tragedia che nessuno vuole ricordare

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di Pierangela Zanzottera | da www.sibialiria.org

aqrab siriaIl 2 dicembre 2012, circa cinquecento abitanti del villaggio di Aqrab, nella provincia centrale di Hama, sono stati rapiti e fatti prigionieri in una palazzina a due piani di proprietà di Abu Ismail. Tra loro molte donne e bambini, oltre a giovani e anziani. Tutti alauiti.

Durante i nove giorni di prigionia, che pochi – pare una settantina – sono riusciti a testimoniare dopo una fortunosa fuga, mentre degli altri non ci sono notizie, sono stati costretti a sopportare l'insopportabile: secondo alcuni racconti, donne costrette dalla sete a raccogliere con i panni l'acqua piovana, anziani indotti a leccare i muri della triste prigionia per rigenerarsi con l'umidità. Nove giorni di prigionia in una stanza avvolta da buio e freddo pungente, quasi senza cibo (alcuni testimoni hanno raccontato che per i bambini veniva riservata una pagnotta secca ogni due giorni), con pochissima acqua (appositamente contaminata dagli aguzzini per renderla imbevibile), senza alcuna possibilità di proteggersi dal rigore invernale: un quadro di desolante disperazione.

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