La polveriera Ucraina

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Una mobilitazione internazionale per i prigionieri palestinesi

Una mobilitazione internazionale per i prigionieri palestinesi

Dall'occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza nel 1967 sono passati per le carceri israeliane più di 800.000 palestinesi, il che vuol dire quasi il 20% della popolazione palestinese dei territori occupati...

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Una pioggia di mercenari sulla Siria

Una pioggia di mercenari sulla Siria

di Leandro Albani

Sono migliaia i mercenari che agiscono in Siria dall'inizio del conflitto interno nel gennaio 2011. Sin dalle proteste che scatenarono un'aperta ingerenza straniera nella nazione araba, il governo del presidente Bashar Al-Assad ha reiteratamente denunciato la presenza di elementi terroristici…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Piattaforma europea di rivendicazioni per la pace proposta da 4 partiti comunisti e operai

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da solidarite-internationale-pcf.over-blog.net
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Proposta dal Partito Comunista Tedesco (DKP), Nuovo Partito Comunista dei Paesi Bassi (NCPN), Partito Comunista del Lussemburgo (KPL), Partito del Lavoro del Belgio (PTB) alla fine della Conferenza di Aix-la-Chapelle, 15-16 febbraio 2014

Proposta di piattaforma di rivendicazioni al fine di orientare un movimento anti-imperialista europeo per la pace, e più specificamente concernente la Germania, l'Olanda, il Belgio e il Lussemburgo:

1. No ad alcuna partecipazione agli interventi militari all'estero, sia sotto la bandiera della NATO, dell'Unione Europea, di una "coalizione dei volenterosi", o delle Nazioni Unite. Ritiro immediato delle truppe tedesche, olandesi, belghe e lussemburghesi da tutti gli interventi militari all'estero. Pieno rispetto della sovranità degli Stati, come prevede la Carta delle Nazioni Unite. Rifiutiamo la logica "umanitaria" e il concetto di "responsabilità di protezione" ("responsability to protect", R2P) come pretesto per interventi all'estero. Respingiamo anche tutte le altre forme di pressione esterna e di non rispetto della sovranità, come gli embarghi economici e le sanzioni.

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L'impegno dei comunisti ucraini a sostegno del loro candidato alla Presidenza della Repubblica

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di Georgij Kriuchkov, Comitato Centrale del Partito Comunista di Ucraina
da www.kpu.ua | Traduzione dal russo di Mauro Gemma

In condizioni pesantissime, sottoposto a minacce e violenze fisiche contro i suoi militanti, minacciato di messa al bando dalle autorità golpiste che hanno assunto il potere con il colpo di Stato seguito ai disordini del Majdan, il Partito Comunista di Ucraina si appresta ad affrontare la più difficile delle sue campagne elettorali (le elezioni si svolgeranno il 25 maggio). In un clima di pressione psicologica spaventosa, esercitato da autorità illegittime, arrivate al potere attraverso un colpo di Stato violento e con il sostegno aperto dell'imperialismo, si farà di tutto per annientare la possibilità per i comunisti di avere una rappresentanza nel parlamento che uscirà da questa consultazione condizionata e per oscurare la loro presenza anche nelle elezioni per il Presidente della Repubblica, per cancellare dalle sedi istituzionali l'unica voce che, al momento, si oppone con fermezza al dilagare dello strapotere dei clan oligarchici locali e alla deriva dell'asservimento coloniale dell'Ucraina alle potenze imperialiste dell'Occidente. Ai comunisti ucraini, impegnati in una fase di tenace ed eroica resistenza, deve andare la solidarietà dei comunisti italiani e di tutto il resto d'Europa. Anche Marx21.it cercherà di fare il suo dovere internazionalista, assicurando, nei limiti delle sue possibilità, un'adeguata copertura informativa. MG

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Il superporcellum nato da un connubio scellerato

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berlusconi-renzi-nazarenodi Ruggero Giacomini

E’ ormai chiaro che la legge elettorale voluta da Renzi e Berlusconi e approvata dalla Camera dei Deputati il 12 marzo scorso, incide profondamente sull’assetto costituzionale dell’ Italia, disegnando il passaggio dalla Repubblica Democratica Rappresentativa disegnata dai Costituenti dopo la Resistenza ad una Repubblica Oligarchica.

E’ una legge che attraverso la manipolazione e l’alterazione delle regole del gioco democratico persegue la stabilità del sistema capitalistico e dell’oligarchia che lo rappresenta, ponendo chi detiene il potere al riparo dal rischio del possibile emergere di forze sociali e politiche alternative.

La differenza principale rispetto al “PORCELLUM”, che il patto Renzi Berlusconi recepisce e ripropone in forme ancor più aggravate, è che ora la “porcata” non è solo di una parte, ma condivisa, e dunque fondamento di un accordo solidale di oligarchi che si ritengono arrivati e inamovibili.

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L'Unione Europea non è riformabile

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Intervista a João Ferreira, primo candidato della CDU (la coalizione promossa dal Partito Comunista Portoghese) al Parlamento Europeo | da www.avante.pt | Traduzione di Marx21.it

Joao-Ferreira-CDUI tentativi di sottomissione delle nazioni in corso nell'UE rappresentano una forma di oppressione di classe che viene esercitata sui lavoratori e i popoli, oltre che un inquietante e pericoloso attacco alla democrazia. Chi, pur dicendosi di sinistra, non lo percepisce, o non lo vuole percepire, non comprenderà un elemento decisivo per intervenire sulla realtà del nostro tempo, trasformandola nel senso del progresso sociale: sono parole di João Ferreira, primo candidato della CDU, nell'intervista ad “Avante!” (settimanale del Partito Comunista Portoghese, ndt) in cui riferisce dell'importanza delle elezioni del 25 maggio, mette in guardia rispetto ai pericoli del federalismo, critica l'adesione all'euro e sottolinea la necessità di rafforzare il voto alla CDU per cambiare il corso politico della vita nazionale.

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La crescita della destra estrema in Francia. Le responsabilità dei socialisti

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di Lorenzo Battisti, Comitato Centrale PdCI, Dip. Esteri

FN-Jeanne-dArcL’affermazione del Fronte Nazionale alle ultime elezioni locali in Francia ha stupito molti commentatori italiani. Questo stupore appare del tutto ingiustificato: la crescita dell’estrema destra francese continua da mesi, grazie alla crisi, alle politiche europee e in definitiva alle scelte del Partito Socialista. Vediamo i momenti più importanti di questa avanzata e gli errori socialisti che l’hanno facilitata.

La legge per i matrimoni omosessuali

Uno dei primi progetti che il governo socialista ha portato avanti è stato quello relativo ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. La proposta ha fin da subito diviso la società francese: da una parte la sinistra (Ps, Front de Gauche e Verdi) l’ha fortemente sostenuta, approfittando di una debolezza dell’Umpi (il partito di Sarkozy), dall’altra molte associazioni, soprattutto del tradizionalismo cristiano, si sono mobilitate per bloccarla.

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La lotta al fascismo in Europa

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di Ângelo Alves | da www.avante.pt

antifascism-demonstration-in-athens 1737586Traduzione di Marx21.it

La stampa internazionale ha dato risalto ai risultati dell'estrema destra nel primo turno delle elezioni locali in Francia. Si suona il campanello d'allarme del “pericolo degli estremismi in Europa”. Importa pertanto sapere di quale realtà si sta parlando, quali le sue cause e come realmente combatterle.

La situazione in Francia non è un caso isolato. L'estrema destra è risorta elettoralmente in vari paesi dell'Unione Europea e incorporata in governi, aprendo la strada alla sua “istituzionalizzazione”. In Ungheria il “Jobbik”, molto organizzato e che terrorizza comunità come la tzigana o l'ebraica, emerge al terzo posto nei sondaggi per le elezioni del prossimo 6 aprile. In Finlandia i “Veri Finlandesi”, razzista e xenofobo, ha conseguito nel 2011, alle legislative, il 19% dei voti, terza forza più votata. In Grecia “Alba Dorata”, che con la complicità del governo è riuscita a mettere in piedi milizie contro i migranti e che sta dietro agli attacchi violenti contro militanti comunisti, ha ottenuto il 7% dei voti nelle elezioni del giugno 2012.

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Gli ucraini non ricevono niente di quanto avevano sperato

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di Evgenij Tsarkov* | da Ucraina Antifascista

tsarkov evgenijTraduzione di Flavio Pettinari
 
*Evghenij Tsarkov è Primo segretario del Comitato regionale di Odessa del Partito Comunista di Ucraina 
 
Noi comunisti non avevamo forse avvertito che nessuno avrebbe preso l'Ucraina nell'Unione europea? Non avevamo avvertito che dopo la presa del potere, l’opposizione avrebbe ceduto il paese all’Occidente? Oggi, questo è esattamente ciò che accade: gli ucraini non ricevono niente di quanto hanno sperato. Non ci saranno stipendi europei, o pensioni o norme sociali europee. Nessuno si occuperà di far entrare l’Ucraina, impoverità nella casa europea.

Così il Primo segretario del Comitato regionale di Odessa del Partito Comunista d’Ucraina, il deputato Evgenij Tsarkov, ha commentato la dichiarazione del presidente della Commissione Europea Barroso secondo il quale l'UE non è pronta a lanciare la procedura di adesione dell'Ucraina all'Unione Europea.
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La «libertà» della Nato ci costa 70 milioni di euro al giorno

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto

elmo militare«La situazione in Ucraina ci ricorda che la nostra libertà non è gratuita e dobbiamo essere disposti a pagare»: lo ha ribadito il presidente Obama, a Roma come a Bruxelles, dicendosi preoccupato che alcuni paesi Nato vogliano diminuire la propria spesa militare. La prossima settimana, ha annunciato, si riuniranno a Bruxelles i ministri degli esteri per rafforzare la presenza Nato nell’Europa orientale e aiutare l’Ucraina a modernizzare le sue forze militari. Ciò richiederà stanziamenti aggiuntivi. Siamo dunque avvertiti: altro che tagli alla spesa militare!

A quanto ammonta quella italiana? Secondo i dati del Sipri, l’autorevole istituto internazionale con sede a Stoccolma, l’Italia è salita nel 2012 al decimo posto tra i paesi con le più alte spese militari del mondo, con circa 34 miliardi di dollari, pari a 26 miliardi di euro annui. Il che equivale a 70 milioni di euro al giorno, spesi con denaro pubblico in forze armate, armi e missioni militari all’estero.

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La leva dell'offerta dei banchieri centrali italiani come "panacea" di tutti i mali

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ignazio-viscodi Pasquale Cicalese per Marx21.it

C’è chi dirige lo sguardo verso il mercato creditizio, chi verso il cosiddetto “mercato del lavoro”, altri su quello dei prodotti, altri ancora sulle imprese. Ma non c’è niente da fare: nessuno che si ponga la questione di come creare domanda. La soluzione per loro è il mercato extra-eurozona, facendo intendere che la nostra area economica avrà nei prossimi anni andamenti dei consumi anemici se non in ulteriore diminuzione. Bontà loro puntano anche sugli investimenti, ma se la domanda interna europea è calante da un bel pezzo, con conseguente crollo dell’utilizzo della capacità produttiva, non si vede come ciò possa succedere. Eppure è su questo che puntano sia Visco che Draghi. Nella stessa giornata, il 25 marzo scorso, i due banchieri centrali europei invitano i governi e le imprese a puntare sugli investimenti: per il primo, addirittura, assieme alle “riforme strutturali”, sarebbero un tale volano di sviluppo che si arriverebbe ad una crescita nominale pari al 3% che, in un contesto di pareggio strutturale di bilancio, farebbe sì che non necessiterebbero le draconiane manovra da 50 miliardi l’anno per rispettare a partire dal 2016 il Fiscal Compact.

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Brasile: è già in corso una acuta e intensa lotta politica

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Lula-and-Dilmadi Josè R.Carvalho | da www.vermelho.org.br

Traduzione di Erman Dovis per Marx21.it


I conflitti politici che sono stati intensi all'inizio di quest'anno legislativo, le tensioni tra partiti che sono la base di sostegno del governo, i movimenti dei principali leader dell'opposizione, le campagne mediatiche monopolizzate per creare artificialmente un clima negativo nel paese - fatti questi che hanno caratterizzato la scena politica durante le ultime due settimane - stanno rivelando che il Brasile si appresta ad affrontare un bivio politico. E’ già in corso una lotta politica acuta e intensa.

In ogni episodio della situazione nazionale verrà delineandosi sempre più chiaramente un bivio: avanzare nel processo di cambiamento iniziato nel 2002 con la prima vittoria elettorale di Lula, e che continua ancora oggi sotto il governo Dilma, oppure tornare al neoliberismo conservatore sotto il dominio dell’oligarchia finanziaria e dell’imperialismo. 

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Cerchiamo di capire

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bandiera rossa brandellidi Giuliano Cappellini

Riceviamo e pubblichiamo come contributo alla discussione sulle prospettive dei comunisti e della sinistra in Italia


La Sinistra polverizzata anela all’unità. O la sinistra è unita o non conta, non rappresenta una importante istanza sociale con interessi reali ben definiti. Questo è il busillis, che non si può essere contro l’unità della sinistra perché non esiste una scorciatoia alla soluzione della rappresentazione politica di tale istanza sociale, ecc., ma che si deve prendere atto che la Sinistra è un’entità polverizzata contro la sua volontà. Cioè non quaglia a dispetto della sua volontà, la Sinistra rimane suddivisa in nuclei autoreferenziali. 

Ma oggi la Sinistra chiede l’unità e questo è un fatto reale che spiega molte cose. Come ad esempio che in tutta la galassia alla sinistra del PD si sia aperto quell’ampio lenzuolo, metafora della volontà di unire le sue diverse parti, di passar sopra alle differenze, di mediare, di cogliere i dati salienti, forse di sintesi.

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Il Partito Comunista di Ucraina (KPU) si prepara alla sua più difficile campagna elettorale

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dichiarazione di Petro Simonenko, Primo segretario del KPU | da www.kpu.ua

simonenko petro 45Traduzione dal russo di Mauro Gemma

La partecipazione dei comunisti alla campagna elettorale rappresenta un esame serio per il partito, i suoi quadri e tutti i comunisti. Lo ha dichiarato il leader del Partito Comunista di Ucraina Petro Simonenko.

Egli ha rilevato che le elezioni saranno un banco di prova del grado di influenza del partito nella società e di nuove possibilità di un suo rafforzamento, ed anche un'occasione per elevare la coscienza di classe, l'organizzazione e l'iniziativa della classe operaia.

“Nelle attuali circostanze, la partecipazione del nostro partito alla campagna elettorale assume un significato fondamentale. La gente deve sapere che, nonostante le persecuzioni e la repressione, il terrore morale e fisico, il partito dei comunisti vive e opera, e agisce come difensore fedele degli interessi dei lavoratori”, - ha sottolineato Simonenko.

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Natura e identità del Partito Comunista Portoghese

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da "Avante”, settimanale del Partito Comunista Portoghese
Traduzione di Marx21.it

La natura e l'identità del Partito Comunista Portoghese, i suoi obiettivi e il suo progetto sono definiti, con precisione, nel suo programma “Una Democrazia Avanzata – I Valori di Aprile nel Futuro del Portogallo”. “Partito politico della classe operaia e di tutti i lavoratori, interamente al servizio del popolo portoghese e del Portogallo, ha come obiettivi supremi la costruzione del socialismo e del comunismo”.

La natura e l'identità di cui sono elementi costitutivi e strutturali le caratteristiche fondamentali di un partito comunista, alla cui sistematizzazione Alvaro Cunhal diede un rilevante contributo nella sua opera Il Partito con Pareti di Vetro e in molte delle sue riflessioni teoriche e interventi.

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Rilanciare il ruolo del GUE

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di Francesco Maringiò | da www.comunisti-italiani.it

In questi giorni è stato diffuso un comunicato, sottoscritto dai principali partiti comunisti e della sinistra europei, in merito alle imminenti elezioni europee ed al ruolo che deve continuare ad avere il Gue-Ngl, il gruppo parlamentare dei comunisti e delle forze di sinistra alternativa dell’Ue. L’appello nasce dopo un incontro dei partiti del Gue, tenutosi ad inizio della scorsa settimana a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo. L’iniziativa è stata presa dai Pc di Spagna, Portogallo e Cipro ed è stato rivolto a tutti i partiti del Gue. All’incontro, per l’Italia, ha partecipato solo il Partito dei Comunisti Italiani.

Questa la dichiarazione del compagno Francesco Maringiò, membro della Direzione e vice responsabile esteri, presente all’incontro, assieme al compagno Roberto Galtieri del Comitato Centrale.

“L’incontro di Bruxelles dei partiti del Gue-Ngl è stato molto importante, utile e fruttuoso. Tutti i partiti presenti hanno sottolineato l’importanza del lavoro fatto in questi lunghi e difficili 20 anni di attività e si è ribadito che tale impegno debba continuare nel futuro. Il Gue deve rafforzarsi preservando il suo carattere plurale e confederale perchè esso è la casa di tutti quei partiti che lo hanno fondato e che si battono, dentro e fuori il Parlamento Europeo, per costruire un’altra Europa.

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Il Partito Comunista della Polonia denuncia l'intervento delle autorità polacche nella situazione ucraina

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da www.solidnet.org | Traduzione di Marx21.it

Il Partito Comunista della Polonia denuncia l'intervento delle autorità polacche nella situazione interna dell'Ucraina e il loro sostegno a chi ha perpetrato un colpo di Stato in quel paese.

In Ucraina ci troviamo di fronte a un gioco capitalista, di carattere globale, per l'influenza politica ed economica. L'opposizione di destra ucraina è stata preparata da molto tempo e il rifiuto di firmare l'accordo di associazione con l'UE da parte delle autorità ucraine è stato solo un pretesto per la loro mobilitazione. I dissidenti sono stati addestrati e finanziati da fondazioni e ONG europee e americane per molti anni. Sfruttando le attuali tensioni sociali, essi hanno incitato alla rivolta, incanalando la protesta verso il nazionalismo e lo sciovinismo.

I politici dell'UE hanno apertamente interferito negli affari interni dell'Ucraina, sostenendo di condurre negoziati, ma in realtà schierandosi dalla parte dei promotori del golpe. Quando è stato raggiunto l'accordo, che si basava sul ritorno alla precedente costituzione e che convocava elezioni presidenziali, è stato immediatamente stracciato con l'approvazione dell'Occidente.

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Il pacco atlantico

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di Manlio Dinucci e Tommaso Di Francesco | da il Manifesto

obama natoScopo centrale della visita del presidente Obama in Europa – dichiara Susan Rice, consigliera per la sicurezza nazionale – è «premere per l’unità dell’Occidente» di fronte alla «invasione russa della Crimea». 

Il primo passo sarà l’ulteriore rafforzamento della Nato. L’alleanza militare che, sotto comando Usa, ha inglobato nel 1999-2009 tutti i paesi dell’ex Patto di Varsavia, tre dell’ex Urss e due ex repubbliche della Jugoslavia (distrutta dalla Nato con la guerra); che ha spostato le sue basi e forze militari, comprese quelle a capacità nucleare, sempre più a ridosso della Russia, armandole di uno «scudo antimissili», strumento non di difesa ma di offesa; che è penetrata in Ucraina, organizzando il golpe di Kiev e spingendo così la Crimea a separarsi e unirsi alla Russia. «Cambia il quadro geopolitico», annuncia il segretario generale della Nato: «Gli alleati devono rafforzare i loro legami economici e militari di fronte all’aggressione militare russa contro l’Ucraina».

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“Il fascismo avanza in Europa. Lo si combatte con un progetto nazionale, continentale e internazionalista, alternativo all'Unione europea e alla Nato”

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Dichiarazione di Fausto Sorini, segreteria nazionale PdCI, responsabile esteri

kiev6“La rinascita del fascismo in Europa, dall'Ucraina alla Francia, sorge dalla delusione dei popoli per il disagio sociale e la povertà in cui essi sono stati gettati dalle politiche liberiste e neo-imperialiste volute dai poteri forti euro-atlantici.

Se i comunisti e le forze della sinistra, invece di balbettare piccole varianti riformiste, non sono in grado di mettere in campo un progetto nazionale, continentale e internazionalista, radicamente alternativo alla Ue e alla Nato, che coinvolga tutto il continente (Russia compresa), che riporti pace e cooperazione Est-Ovest nel cuore dell'Europa, sarà l'estrema destra populista e reazionaria a raccogliere il malcontento e il disagio sociale dei popoli. Come negli anni Trenta”.

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Sunto della relazione del segretario Procaccini al Cc del PdCI del 16 marzo 2014

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procaccinida www.comunisti-italiani.it

La riunione odierna del Cc è molto impegnativa e delicata per le decisioni che il Partito dovrà assumere a seguito della nostra totale esclusione dalla lista Tsipras. Certo sapevamo dall’inizio delle caratteristiche ostili ai partiti della lista stessa, ma abbiamo lo stesso ritenuto, che venuta meno la possibilità di avere una lista comunista per il rifiuto del Prc, questa possibilità di unità a sinistra per l’Europa, sponsorizzata da Alexis Tsipras, potesse rappresentare un punto avanzato per il nostro Partito. Sapevamo difficoltà e incognite, tuttavia il Cc precedente del 9 Febbraio, giustamente, aveva dato mandato pieno (con un unico voto contrario, di una compagna poi uscita dal Partito) di adesione alla lista Tsipras con una duplice valutazione: in primo luogo dopo molto tempo tutta la sinistra affrontava unita una battaglia per le europee – seppure ancora una volta mimetizzata sotto simboli strani (non va dimenticato che Sel era entrata al suo congresso per Schultz presidente ed è uscita con Tsipras) – ; in secondo luogo non possiamo nasconderci che c’era nella scelta anche uno stato di necessità a causa dei problemi economici ed organizzativi in cui da tempo versa il Pdci.

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Il Job Act aumenta la precarietà

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Dichiarazione di Stefano Barbieri, segreteria nazionale PdCI

renzi indiceUn mucchio di retorica concluso con l’aumento selvaggio della precarietà e della flessibilità.

Questo è il risultato finale del Decreto Legge con il quale va in vigore il tanto decantato Job Act del Governo Renzi/Alfano. 

Le false promesse legate alla materia degli ammortizzatori sociali, della riforma dell’Aspi (l’indennità di disoccupazione), la riforma dei Centri per l’impiego, il contratto unico, il riordino delle forme contrattuali diverse e lo stesso salario minimo, l’estensione della maternità, finiranno in una legge-delega, strumento che in Italia viene usato quasi sempre per far finire in niente anche i buoni propositi. Per il resto ecco, la “svolta” di Renzi è arrivata : i giovani precari, le partite Iva, la forza lavoro intellettuale spesso in fuga dall’Italia vedranno un peggioramento della loro condizione di lavoro e di vita, andando così ad aggiungersi alle condizioni già disastrose di larghe fasce dei cosiddetti lavoratori dipendenti.

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"Renzi-Merkel, dietro il teatrino mediatico niente. Anzi, peggio"

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Intervista a Vladimiro Giacché | da www.controlacrisi.org

renzi-merkel-2Che valutazione dai del confronto bilaterale tra Merkel e Renzi?

Non ho capito nel concreto quale sia il risultato. A me sembra ci sia molto fumo mediatico e propaganda, e in parte un fuoco di sbarramento da parte dei giornali tedeschi, che hanno espresso simpatia ma con tutta una serie di cautele. Anche l’atteggiamento della stampa più vicina al governo tedesco è ambivalente. Alla vigilia, ad esempio, mettevano in rilievo la rinascita del nazionalismo, come lo chiamano loro, in Italia e le difficoltà del Pd che ha un atteggiamento più disponibile e aperto di altri nei confronti dell’Unione europea.

I risultati sul piano economico?

Un risultato vero sarebbe potuto essere soltanto da un lato l’allargamento delle maglie della disciplina fiscale e dall’altra un pronunciamento deciso da parte della Germania per l’espansione della domanda interna, che in questi anni non c’è stata. Stante la rigidità del cambio, se la sola cosa che ottengo per me è fare politiche espansive tutto ciò si traduce in uno squilibrio della bilancia commerciale.

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