Grecia, l’ombra di «Prometeo»

Grecia, l’ombra di «Prometeo»

di Manlio Dinucci

Il «testa a testa» nel referendum greco, propagandato dai grandi media, si è rivelato una sonora testata nel muro per i fautori interni e internazionali del «Sì». Il popolo greco ha detto «No» non solo alle misure di «austerità» imposte…

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Sul referendum in Grecia

Sul referendum in Grecia

di João Ferreira

Il risultato del referendum svoltosi in Grecia, con la vittoria del NO, rappresenta la chiara affermazione del rifiuto degli inaccettabili dettami e imposizioni dell'Unione Europea e del FMI al popolo greco e la riaffermazione della volontà di cambiamento della politica…

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Il risultato del referendum greco apre una nuova prospettiva

Il risultato del referendum greco apre una nuova prospettiva

di Fausto Sorini

Il significato politico dello splendido voto che si è espresso nel referendum greco va ben al di là dei quesiti economici specifici sottoposti alla consultazione...

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Il piano B di Grecia e Germania dopo il referendum

Il piano B di Grecia e Germania dopo il referendum

di Demostenes Floros

La contesa tra Atene e l’ex Troika è più politica che economica e non riguarda solo il debito pubblico. Merkel prepara da tempo un progetto alternativo all’Eurozona attuale, Tsipras dovrebbe fare lo stesso

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

L'embargo occidentale alla Siria: inumano e illegale

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siria famigliadi Marinella Correggia | da www.sibialiria.org

Qualcuno ricorda i 500.000 bambini morti a causa dell’embargo all’Iraq, durato dodici anni, vero ponte di fame fra due guerre?

La Siria, moribonda dopo 4 anni di guerra fomentata da paesi occidentali e monarchie del Golfo – che hanno la responsabilità collaterale di aver alimentato Daesh, l’Isis -, è soggetta a un embargo spacciato per “sanzioni a personaggi del regime”.

Sta circolando in Germania un appello-denuncia al governo tedesco: “Basta affamare il popolo siriano. Sì alla pace”. Il documento riprende il contenuto delle sanzioni, che si può leggere consultando il factsheet dell’Ue “The European Union and Syria” (doc. 131018/01 del  5 febbraio 2015). Le sanzioni, sulla base del Regolamento 878/2011, sono applicate non solo al territorio dell’Unione ma a qualunque ente o cittadino europeo anche fuori dell’Unione. Fra queste: embargo sul greggio e sui prodotti petroliferi compreso il trasporto; divieto di assistenza tecnica, assicurazione e credito, trasferimento tecnologico; divieto di esportazione di prodotti cosiddetti dual use (anche una falce); congelamento dei beni della Banca centrale siriana e di 53 società e divieto di rendere disponibili fondi e risorse economiche; divieto di qualunque credito o contributo; divieto per le banche europee di aprire conti o uffici in Siria; divieto di esportazione in Siria di carburante per aerei; divieto di qualunque sostegno commerciale a lungo termine, per esempio crediti all’export, garanzie e assicurazione; sanzioni specifiche rispetto a membri del governo e loro alleati (rafforzate in marzo 2015); divieto di trasferimento di tecnologia e software.

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Il pericolo del fascismo e delle forze reazionarie nell'era dell'imperialismo e delle guerre*

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antros-kyprianoudi Andros Kyprianou, Segretario Generale del Comitato Centrale di Akel di Cipro

da www.akel.org.cy
Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

4 Giugno 2015, Nicosia

A nome del Comitato Centrale di Akel (Partito Progressista del Popolo Lavoratore) vi dò il benvenuto a Cipro. Nell'ambito del 22° Congresso del nostro Partito abbiamo organizzato questa Conferenza Internazionale sul tema “Il pericolo del fascismo e delle forze reazionarie nell'era dell'imperialismo e delle guerre”. La vostra partecipazione è un onore per noi. Speriamo che le deliberazioni e il loro contenuto corrispondano alle aspirazioni di ciascuno e in particolare a quelle dei nostri popoli.

La vostra partecipazione e il vostro contributo oggi al nostro Congresso inviano un messaggio importante al popolo cipriota. Come sapete, Cipro e il suo popolo soffrono le conseguenze dell'aggressività dell'imperialismo della Nato, dell'espansionismo turco e del fascismo greco e cipriota.

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"Dove conduce l’isteria?"

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La propaganda antirussa non ha sfondato nell'opinione pubblica europea, Putin ha un consenso più solido che mai, i calcoli di Obama per una rivoluzione colorata a Mosca sono risultati sbagliati, eppure non è il caso di gioire.

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Yemen

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sanaa bombardamentodi Albano Nunes* | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

“Dopo la lotta armata contro i colonialisti, sotto la direzione del nostro partito, la nostra indipendenza è stata conquistata nel 1967, dopo 129 anni di colonialismo. Raccogliamo una pesante eredità dai colonialisti. Nel 1969 siamo entrati in una nuova fase, dopo la presa del potere da parte dell'ala progressista del Fronte Nazionale. Abbiamo ottenuto da allora molti successi in campo economico, politico e sociale, con molti sacrifici del nostro popolo, grazie all'aiuto fraterno dei paesi socialisti e principalmente dell'Unione Sovietica”. Queste sono parole del rappresentante dell'Organizzazione Politica Unita – Fronte Nazionale dello Yemen alla tribuna dell'ottavo Congresso del Partito Comunista Portoghese nel 1976. La Rivoluzione di Aprile suscitava grande ammirazione e solidarietà e le relazioni dei comunisti portoghesi e dei rivoluzionari yemeniti, che nel frattempo avevano creato il Partito Socialista orientato al marxismo-leninismo, erano diventate molto strette. Nel 1980 il compagno Alvaro Cunhal, in un viaggio storico nel Medio Oriente aveva visitato la Repubblica Popolare Democratica dello Yemen. In un momento di avanzata rivoluzionaria il PCP accoglieva nel suo Congresso organizzazioni antimperialiste e progressiste di tutto il mondo e lo Yemen del Sud, protagonista della prima esperienza di orientamento socialista del mondo arabo, non poteva mancare.

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La Nato lancia il Tridente

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tridentjuncturedi Manlio Dinucci
da il manifesto, 16 giugno 2015 

Tutti i comandi e le basi Usa/Nato sono in piena atti­vità per pre­pa­rare la «Tri­dent Junc­ture 2015» (TJ15), «la più grande eser­ci­ta­zione Nato dalla fine della guerra fredda». Si svol­gerà in Ita­lia, Spa­gna e Por­to­gallo dal 28 set­tem­bre al 6 novem­bre, con unità ter­re­stri, aeree e navali e con forze spe­ciali di 33 paesi (28 Nato più 5 alleati): oltre 35mila uomini, 200 aerei, 50 navi da guerra. Vi par­te­ci­pe­ranno anche le indu­strie mili­tari di 15 paesi per valu­tare di quali altre armi ha biso­gno la Nato.

Scopo di que­sta eser­ci­ta­zione «ad alta visi­bi­lità e cre­di­bi­lità» è testare la «Forza di rispo­sta» (30mila effet­tivi), soprat­tutto la sua «Forza di punta» ad altis­sima pron­tezza ope­ra­tiva (5mila effet­tivi). Sul fianco meri­dio­nale, par­tendo soprat­tutto dall’Italia, la Nato pre­para altre guerre in Nor­da­frica e Medio­riente. Lo con­ferma l’attacco effet­tuato in Libia, dome­nica scorsa, da cac­cia Usa F-15E che, decol­lati pro­ba­bil­mente da Aviano, hanno sgan­ciato nume­rose bombe uffi­cial­mente per ucci­dere un pre­sunto terrorista.

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Il Manifesto dell'Opposizione di sinistra in Ucraina

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ucraina opposizionedisinistrada www.vitrenko.org 
da www.kpu.ua

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Il Partito Comunista di Ucraina, il Partito Progressista Socialista di Ucraina, il Partito del Lavoro, il Komsomol di Ucraina, l’Unione degli ufficiali sovietici hanno sottoscritto un accordo per coalizzarsi e hanno dato vita alla “Opposizione di sinistra”. Nel memorandum, firmato dai partiti, si spiega che la coalizione si batterà per i principi di potere popolare e giustizia sociale, contro il genocidio sociale e nazionale degli ucraini, contro il fascismo e per il ripristino delle relazioni di collaborazione con la Russia e la Bielorussia.

L’Opposizione di sinistra è guidata da Petro Simonenko (segretario del Partito Comunista), Natalia Vitrenko (leader del Partito Progressista Socialista), dal campione olimpico Rudolf Povarnitsyn e dal filosofo Georgy Krjuchkov.

Tra gli obiettivi indicati: la fine della guerra nel Donbass, l'approvazione dello status di paese non allineato per l’Ucraina, il rispetto della sovranità del paese.

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Ricostruire il Partito Comunista. Una necessità

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Hammer-and-Sickle-5di Giorgio Langella, direzione nazionale PCdI

Dobbiamo decidere se vogliamo ancora cambiare dalle radici una società spaventosa come quella nella quale siamo costretti a vivere o se, invece, accettiamo di essere cambiati, noi, da questa stessa società.

È un quesito semplice che impone una scelta che non è più possibile eludere. Una scelta che dobbiamo assolutamente fare. Senza ambiguità e in maniera individuale e collettiva.

Chi oggi occupa il governo del paese ha fatto la sua scelta. Ha deciso (individualmente e collettivamente) di arrendersi a quel liberismo ottuso che sta trionfando anche (o soprattutto) grazie a questa resa.

In questi giorni i due vicesegretari del PD, Debora Serracchiani e Lorenzo Guerini, hanno voluto ricordare Berlinguer. L'hanno fatto dichiarando, tra l'altro, che “ricordarlo in questi giorni vuol dire fare del suo esempio di rettitudine e sobrietà un impegno quotidiano per chi agisce nella vita politica". Lo hanno fatto senza dimostrare pudore né un minimo di vergogna.

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‪Immigrazione: le cose come stanno

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di Francesco Valerio della Croce* per Marx21.it

Insopportabile. Tale è diventato il pressapochismo ed il discettare con proporzioni di massa a proposito del fenomeno migratorio, un trionfo di luoghi comuni ed irrazionalità scandito più dai rumori intestinali che dall’elaborazione di pensieri logici. Per l’importanza di questo fenomeno, che ha assunto dimensioni e proporzioni “bibliche”, non è possibile per un movimento rivoluzionario veramente consapevole rimanere impassibile di fronte a questo concentrato di ipocrisia, strumentalizzazione e vera e propria opera di distrazione di massa. Compito nostro, degli eredi della lezione di Antonio Gramsci, è arrivare alla radice dei problemi che la società e segnatamente questo modello sociale presenta, questioni che, in verità, noi sappiamo non essere epidermiche ma, al contrario, profondamente legate al modello di sviluppo entro cui questi grandi fenomeni sono descritti: vale a dire quello capitalistico contrassegnato dal pieno dispiegarsi della sua brutalità imperialista.

Per farlo, per arrivare al nocciolo della questione, è necessario, seppur nelle dimensioni contenute di un articolo d’approfondimento, dare risposte ad alcune domande fondamentali, il più delle volte eluse od aggirate, anche consapevolmente.

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La Cina estende il Fronte Unito

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pcc welcomeda sscp.cssn.cn

Traduzione e nota a cura di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

In un articolo, pubblicato su Marx21.it, avevamo dato notizia di una recente riunione del Comitato centrale del Partito comunista cinese (“Cina: Fronte unito, egemonia e sfide alla sicurezza") dalla quale è emersa la volontà di estendere a nuove forze sociali, prodotte dal poderoso sviluppo economico cinese, la politica del Fronte Unito. Il nostro resoconto aveva presentato questa come l'ultima tappa, in ordine temporale, dello sviluppo di una linea d'azione politica dei comunisti cinesi che risale agli inizi della lunga rivoluzione verso il socialismo e che ha svolto un ruolo centrale in diverse fasi di questo grandioso progetto (avvio della rivoluzione nazionale, resistenza all'imperialismo nipponico, costruzione della repubblica popolare). Ora, la Cina della “riforma e dell'apertura”, impegnata nella costruzione di una società prospera e tecnologicamente avanzata e nella difesa della propria sovranità e integrità territoriale, dà nuovo slancio a questa politica. Adesso vi proponiamo le brevi riflessioni – in linea con le nostre – pubblicate il 5 giugno scorso sul “Chinese Social Sciences Today” (中国社会科学报), rivista teorica legata all'Accademia cinese di Scienze sociali,  e che qui riproponiamo integralmente.

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Rifondazione Comunista ad un bivio

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falcemartello warhol 2di Bruno Steri | da www.ricostruirepc.it

Le elezioni regionali e la Conferenza d’organizzazione sono i due significativi banchi di prova che hanno da ultimo certificato l’allarmante stato di salute di Rifondazione Comunista, confermando il sostanziale disinteresse dei soggetti sociali cui essa dovrebbe rivolgersi, il disorientamento (ed anche l’abbandono) di molti suoi pur generosi militanti, l’andar a tentoni del suo attuale gruppo dirigente. 

La recente scadenza elettorale ha fatto registrare l’ennesimo esito negativo. Pur in presenza di una significativa battuta d’arresto del Pd di Renzi, che in cifra assoluta perde oltre due milioni di voti, la lista Tsipras e le coalizioni in cui è inclusa conseguono risultati deludenti, perdendo dappertutto voti in cifra assoluta (anche dove si riesce ancora ad eleggere, come in Liguria e Toscana). In ogni caso, nessun comunista entra nei consigli regionali delle sette regioni andate al voto. Il crescente malumore per le politiche promosse dal Segretario Pd/Presidente del Consiglio ha continuato a trovare sfogo nel non voto (caratterizzante ormai la meta’ dell’elettorato), nella parziale tenuta del M5S e, in termini inquietanti, nel poderoso avanzamento della destra leghista.

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Fermiamo il dilagare del nazismo in Ucraina!

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ukraine-nazismda www.kpu.ua

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Dichiarazione dei partiti ospiti del 22° Congresso del Partito Progressista del Popolo Lavoratore di Cipro (AKEL)

Le notizie che arrivano dall'Ucraina provocano la più grande preoccupazione tra l'opinione pubblica mondiale. Nel paese, in seguito al colpo di Stato del 2014 è stato instaurato un brutale regime totalitario, è stato scatenato il terrore, a cui sono sottoposte le forze di opposizione, in primo luogo i comunisti e i loro sostenitori.

Dopo essere riusciti ad arrivare al potere, gli eredi dei collaboratori degli occupanti nazisti al tempo della Seconda Guerra Mondiale, in flagrante violazione della Costituzione ucraina, degli obblighi internazionali per la difesa dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, hanno organizzato un infame processo contro il Partito Comunista di Ucraina. Più di un anno di indagini e il procedimento giudiziario in merito a questo caso non hanno prodotto prove di un'attività illegale del partito.

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Il Vertice di Riga

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Eastern-Partnership-Summitdi Luis Carapinha | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Si è svolto recentemente a Riga il 4° Vertice del cosiddetto Partenariato Orientale dell'UE. Come si può facilmente intuire, la definizione di questo spazio è fuorviante. Fu creato nel 2009 per subordinare agli interessi e all'orbita di Bruxelles i destini di sei ex repubbliche sovietiche: Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldavia e Ucraina. Il “fantasma” onnipresente si chiama Federazione Russa e per questo non appare strano il “forte appoggio” che gli Stati Uniti hanno espresso al progetto dell'UE, che si inserisce nei piani di espansionismo verso Est dell'imperialismo nordamericano e delle potenze della NATO. Quanto ai risultati di questa riunione, realizzata nella capitale della Lettonia il 21 e 22 maggio, sono più che “modesti” per non definirli disastrosi.

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Il valore della solidarietà internazionalista

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pcdob0239830Editoriale diVermelho, portale web del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)

Traduzione di Marx21.it

La solidarietà internazionalista nella lotta per la giustizia sociale, la democrazia, la sovranità, l'autodeterminazione dei popoli e la pace mondiale guadagna rilievo per mezzo di eventi di ampia portata. Il tema assume uno spazio rilevante nell'iniziativa dei movimenti sociali.

Con l'animo rivolto alla riflessione e all'azione, rappresentanti dei movimenti sociali dell'America Latina e dell'Europa si incontreranno l'11 giugno al “Vertice dei Popoli”, a Bruxelles, parallelamente alla riunione dei capi di Stato e di Governo della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (Celac) e dell'Unione Europea (UE). L'agenda abbraccia questioni di vasta portata, come il rispetto dei diritti della donna, l'attenzione alle minoranze, la lotta per lo sradicamento della povertà, il rispetto dei diritti umani, la difesa dell'ambiente e la lotta per la democratizzazione della comunicazione, tra le altre questioni rilevanti che, nel loro insieme, significano la ricerca di alternative a un ordine sociale che nel corso degli ultimi decenni è stato segnato da politiche settoriali e globali neoliberali e conservatrici.

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Lisbona, 6 giugno 2015. "Diamo speranza a questa forza immensa”

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pcp 6giugno2015 corteoPartito Comunista Portoghese
da solidnet.org | Traduzione di Marx21.it

La Marcia Nazionale “La Forza del Popolo” svoltasi il 6 giugno, è stata una straordinaria manifestazione popolare che ha riunito più di 100.000 persone. Promossa dalla Coalizione Democratica Unitaria (CDU), coalizione elettorale che riunisce il Partito Comunista Portoghese, il Partito Ecologista “I Verdi” e migliaia di indipendenti, la Marcia ha rappresentato una poderosa affermazione di fiducia nella possibilità di rompere con 38 anno di politica di destra e 29 di integrazione capitalista europea e realizzare l'alternativa patriottica e di sinistra che il PCP e la CDU propongono al popolo portoghese. Nella pagina web del PCP si può leggere:

Più di 100.000 per un Portogallo con futuro

“Diamo speranza a questa forza immensa”

“Nessuno è padrone dei voti dei portoghesi. E' nelle mani di questo immenso mare di gente la possibilità di dare forza alla realizzazione di una politica patriottica e di sinistra”, ha detto Jeronimo de Sousa nel comizio che ha chiuso la Marcia Nazionale “La Forza del Popolo”, promossa dalla CDU il 6 giugno.

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Ritornano i missili a Comiso?

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comiso convoglio missilidi Manlio Dinucci
il manifesto, 9 giugno 2015

Il pre­si­dente Obama e la can­cel­liera Mer­kel, incon­tran­dosi a quat­troc­chi prima del G7, hanno riba­dito che man­ter­ranno le san­zioni con­tro la Rus­sia. Obama però, appena arri­vato in Baviera, aveva dichia­rato che «biso­gna con­tra­stare con fer­mezza l’aggressione all’Ucraina», lasciando inten­dere che con­tro la Rus­sia si devono pren­dere misure non solo economiche.

Esi­ste quindi una agenda segreta che Obama ha por­tato al G7, in par­ti­co­lare ai mag­giori alleati Nato (Ger­ma­nia, Fran­cia, Gran Bre­ta­gna, Ita­lia) che ne fanno parte? Quale potrebbe essere si deduce dalle dichia­ra­zioni rila­sciate a Washng­ton il 5 giu­gno, due giorni prima del G7, da fun­zio­nari del Pen­ta­gono, ripor­tate dall’Agence France-Presse.

Essi hanno dichia­rato che «gli Stati uniti stanno con­si­de­rando una serie di mosse per con­tra­stare la vio­la­zione del Trat­tato sulle armi nucleari da parte della Rus­sia, tra cui il poten­zia­mento delle difese mis­si­li­sti­che o anche lo spie­ga­mento in Europa di mis­sili con base a terra».

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Il cerino in mano: l’azzardo dell’Europa contro la Russia

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putin xi 8201-e1433430054452di Demostenes Floros
da www.limesonline.com

Su pressione degli Usa, i paesi europei hanno cercato di isolare Putin. Il risultato? Mosca ha consolidato l’alleanza con la Cina, mentre il Vecchio Continente rischia di pagare un altissimo prezzo energetico e geopolitico.

Il prezzo del petrolio, nonostante una certa volatilità, è rimasto pressoché invariato a maggio: il West Texas Intermediate (Wti) ha aperto a 60,41$/b per chiudere a 60,25$/b, mentre il Brent è lievemente calato, passando da 67,21$/b a 65,50$/b. Tale trend continua ad evidenziare le contraddizioni che persistono nel mercato petrolifero – a partire dal solido surplus dell’offerta e dal contemporaneo calo della produzione di tight oil negli Stati Uniti – circa le cause della ripresa del prezzo del barile dopo il crollo del 60% avvenuto tra luglio 2014 e gennaio 2015.

Secondo l’Economist, in tale arco di tempo, la caduta del Wti non pare abbia giovato all’economia Usa: di fatto, l’andamento del pil statunitense segue quello del prezzo del petrolio. A dispetto di quanto ritenuto dagli analisti mainstream, il crollo del barile non sembra aver dato ossigeno all’economia a stelle e strisce visto che la seconda stima relativa all’output del I trimestre 2015 ha addirittura segnalato un -0,7% tendenziale (anno su anno). 

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Due temi essenziali per una credibile identità comunista

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pci corteo 1977di Bruno Steri
da www.ricostruirepc.it

Il cammino dei comunisti da sempre è stato orientato da due stelle polari: il no allo sfruttamento dell’uomo sull’uomo (il conflitto capitale/lavoro) e il no alla guerra (l’impegno antimperialista). Su questi due fronti politici e ideali si sono tracciate le discriminanti per la definizione di una linea d’azione e per l’individuazione di alleanze politiche possibili. Oggi in Italia i comunisti e la sinistra di classe non se la passano affatto bene, ma le priorità imposte dal contesto non sono mutate; e l’impressione è che, su entrambi i suddetti fronti, la strada si sia fatta sempre più stretta.

A. Vediamo il primo versante, lo sfruttamento capitalistico, così come si configura nello specifico europeo e, quindi, del nostro Paese. È fuor di dubbio che la vicenda greca o, per meglio dire, il dramma sociale imposto alla maggioranza della popolazione greca esemplifichi significativamente la natura regressiva dell’Unione Europea, il carattere di classe delle sue politiche.

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Come la nuova Nato globale si prepara alle prossime guerre

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soldati assaltodi Antonio Mazzeo
da antoniomazzeoblog.blogspot.it

Il 20 e 21 maggio 2015 si è tenuto il meeting del Comitato militare della Nato a cui hanno partecipato i leader delle forze armate dei 28 paesi dell’Alleanza atlantica. L’incontro è servito a fare il punto sui programmi odierni e futuri e ad approfondire le “minacce alla sicurezza” nelle regioni orientali e meridionali della Nato. “Il meeting del Comitato dei Capi della difesa ha consentito di reiterare il pieno supporto Nato all’Ucraina e alla sua sovranità e integrità territoriale adesso che proseguono e aumentano le violazioni dell’accordo per il cessate il fuoco da parte dei separatisti sostenuti dalla Russia e il loro uso di armi pesanti”, riporta il comunicato finale sottoscritto da tutti i partecipanti al vertice. “I Capi della difesa riaffermano altresì il loro solido impegno a favore delle odierne missioni Nato, valutando positivamente i progressi registrati con la missione KFOR in Kosovo e discutendo sulle problematiche ancora presenti in Afghanistan, dove sta per essere avviata la missione addestrativa Resolute Support per supportare e assistere le forze di sicurezza afghane”.

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Grecia ed Europa

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kke corteo giovanidi Ângelo Alves* | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Quando il PCP affermava, già alcuni anni fa, che la “crisi dei debiti sovrani” era l’espressione dell’approfondimento della crisi strutturale del capitalismo, e perciò, anche una crisi dell’Unione Europea, dei suoi pilastri e fondamenti, era ben consapevole del carattere globale di questa affermazione.

La crisi economica nell’Unione Europea continua e continuerà, essendo lo scenario più plausibile quello di una stagnazione economica prolungata accompagnata da tassi di interesse e inflazione prossimi allo zero. Sono figure insospettabili come Larry Summers (1) ad affermare che: “la Zona Euro dovrà affrontare tensioni e sfide sostanziali per il resto del decennio” (2), parlando di “stagnazione secolare”.

Frutto di una poderosa offensiva di sfruttamento e regressione sociale, la crisi sociale segna oggi la realtà dell’UE. La disoccupazione persistente e sempre più strutturale è lì, con 133 milioni di poveri, sempre più giovani, e con le stridenti e crescenti disuguaglianze riconosciute nella recente relazione dell’OCSE.

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Per l’ONU le leggi ucraine sulla “decomunistizzazione” violano il diritto internazionale

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pcu bandiera manoUfficio stampa del Partito Comunista di Ucraina

da www.kpu.ua
Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Le limitazioni, associate al divieto della propaganda dei simboli sovietici in Ucraina, violano il diritto internazionale in materia di libertà di espressione. Questo è contenuto nel decimo rapporto (link) dell’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR), dedicato alla situazione in Ucraina.

Il documento, che tratta del periodo dal 16 febbraio al 15 maggio 2015, rivolge l’attenzione alle leggi approvate in Ucraina e che riguardano gli avvenimenti della storia del paese. In particolare, il discorso riguarda l’attribuzione di un carattere criminale ai regimi nazista e comunista, la ridenominazione di città, piazze, vie e altri luoghi, a cui era stato destinato un nome in periodo sovietico, e anche il riconoscimento degli appartenenti a OUN-UPA come “combattenti per l’indipendenza dell’Ucraina”.

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