Cronaca della guerra contro la Siria

Cronaca della guerra contro la Siria

da oraprosiria.blogspot.it

Per rendere sopportabile la miseria di questa ingiusta guerra contro il popolo siriano, vari eventi sono costantemente organizzati. Così, sabato, abbiamo sperimentato “la prima maratona Qalamoun” a Deir Atieh, ad una ventina di km di Qara in direzione di Damasco...

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La Sicilia nel panorama delle nuove guerre

La Sicilia nel panorama delle nuove guerre

PandoraTV

Intervista a Antonio Mazzeo

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La Cina e la posizione geostrategica dell'Italia

La Cina e la posizione geostrategica dell'Italia

di Pasquale Cicalese

"Qui si aggiunge una seconda avvertenza, per l’Italia: la sua ritrovata centralità geografica equivale, in questo momento, a delicatezza geopolitica; e si somma alla nostra..."

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I tagli? L’Italia sta acquistando 90 caccia F-35

I tagli? L’Italia sta acquistando 90 caccia F-35

di Manlio Dinucci

I caccia F-35 non sono gli unici ad essere stealth (furtivi), ossia capaci di sfuggire all’avvistamento. Tale capacità l’ha acquisita anche il governo Renzi. Si è impegnato lo scorso settembre, in base a una mozione Pd, a «riesaminare l’intero programma…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

L’antifascismo “atlantico” dell’imperialismo. L’urgenza di una riflessione

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AzovOathAllegiancedi Diego Angelo Bertozzi

Riceviamo dal compagno Bertozzi una sua nota pubblicata su facebook che proponiamo come contributo alla discussione

Uno dei segnali della sconfitta subita dalla sinistra e dai comunisti in Italia (e non solo) è rappresentato dalla sorte subita, a livello simbolico, dall’ ”antifascismo”, ormai utilizzato con libera disinvoltura dalla propaganda imperialista come strumento di consenso, in ambito Nato, in grado di creare egemonia anche in un campo pacifista - e in senso più generale nella sinistra europea - attraversato da divisioni e contraddizioni. L’assenza di un serio e vasto movimento di opposizione alle tante aggressioni che si sono dispiegate negli ultimi lustri è indicativo del successo ottenuto in questo senso.

L’ultimo rapporto di “Human Rights First” (1) sul riemergere del fascismo in Europa è l’ennesima operazione orientata allo stravolgimento dell’antifascismo storico al fine di legittimare l’espansione della Nato ad Est e bollare con infamia ogni opposizione e ogni voce coraggiosamente critica.

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Venezuela-Russia: le ragioni della collaborazione

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rafael-ramirez rtda www.aporrea.org | Traduzione di Marx21.it

La visita del ministro degli esteri venezuelano a Mosca

Venezuela e Russia assumono iniziative comuni per difendere il prezzo del barile di petrolio dalle manipolazioni esercitate da settori imperiali, che pretendono di colpire le entrate dei paesi produttori di questa risorsa naturale- è quanto dichiarato dal ministro degli esteri del Venezuela, Rafael Ramirez.

In un'intervista concessa a Actualidad RT, a proposito della sua visita a Mosca, Ramirez ha spiegato che il Venezuela propone e afferma la difesa della stabilità del mercato petrolifero, “perché abbiamo diritto al prezzo giusto della nostra risorsa naturale”.

Per tali ragioni, il ministro ha spiegato che il paese sudamericano ha dovuto operare con autorevolezza nell'OPEP “per mantenere un livello (del prezzo del petrolio) adeguato a continuare nel miglioramento del nostro ritmo di investimenti”.

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Nato, dalla Polonia alla Turchia e ritorno

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stoltenbergdi Manlio Dinucci | da il manifesto, 14 ottobre

È andato in Polonia a incontrare il presidente Komorowski, ha ricevuto a Bruxelles il ministro degli esteri ucraino Klimkin, quindi si è recato in Turchia per colloqui col presidente Erdogan: non poteva iniziare meglio il nuovo segretario generale della Nato, il norvegese Jens Stoltenberg. Già leader del Partito del lavoro e capo di governo, sostenuto dalla coalizione «rosso-verde», si è guadagnato il prestigioso incarico – si legge nella biografia ufficiale – perché, quando era primo ministro nel 2005-2013, ha fatto della Norvegia uno dei paesi Nato con la più alta spesa militare procapite.

Un segretario dinamico per una Alleanza sempre più dinamica in campo militare. In Polonia, dove si è svolta l’esercitazione Nato Anaconda 2014 con la partecipazione di forze Usa, Stoltenberg ha assicurato che «la Nato è qui per proteggervi», ricordando che, dall’inizio della crisi in Ucraina, gli Alleati mantengono nell’Europa orientale una «continua presenza e attività militare aerea, terrestre e marittima». Lo scopo è «inviare un forte segnale alla Russia», definita dal segretario alla difesa lituano Vejonis «un aggressore, che rappresenta una potenziale minaccia per tutti i paesi europei».

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‘La guerra informativa per l’Ucraina’

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Sul Canale della TV Tedesca “ZDF” è andato in onda un programma satirico proposto dal gruppo teatrale “Napalm” che ha fatto una azzeccatissima rappresentazione di come venga gestita la guerra informativa sulla crisi in Ucraina.

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Lenin e la prima guerra mondiale

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di Roberto Sidoli, dell’Associazione Primo Ottobre di amicizia Italia-Cina

first-world-war-013Il testo della relazione presentata all’assemblea di Bellinzona (Svizzera) tenutasi l’11 ottobre 2014 e organizzata dal Movimento Svizzero per la Pace.

Il primo conflitto planetario imperialistico non scoppiò nel luglio/agosto del 1914 per errore umano o pura casualità: come ha giustamente notato David Stevenson nel suo libro “La grande guerra” (p. 43), la tesi della guerra per errore “è oggi insostenibile” anche solo tenendo a mente la distanza temporale di più di un mese creatasi nel 1914 tra il celebre attentato di Sarajevo e lo scoppio effettivo delle ostilità sul suolo europeo.

Non fu certo una guerra divampata a “caldo”…

Inoltre la prima guerra mondiale non si sviluppò certo per assenza o scarsità di processi di globalizzazione, di compenetrazione economica tra le nazioni in conflitto, anzi. Sempre Stevenson, lontano anni-luce da qualunque simpatia comunista e marxista, ha sottolineato un punto fermo ormai assodato dalla storiografia contemporanea notando che “gli anni che precedettero il 1914 conobbero livelli di interdipendenza economica che non si ripeterono più fino a ben oltre la seconda guerra mondiale” e al 1960, visto che proprio nel 1913 le esportazioni/importazioni valevano e pesavano per circa un quarto del prodotto nazionale lordo tedesco, britannico e francese di quel tempo (Stevenson, op. cit., pp. 40-41).

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La Duma di Stato russa chiede un'inchiesta internazionale sui crimini contro la popolazione del Sud Est dell'Ucraina

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ukrajna dombassz nc3a9pirtc3a1s1da www.duma.gov.ru
Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Nella seduta plenaria del 10 ottobre la Duma di Stato della Federazione Russa ha rivolto un appello “ai parlamenti del mondo e alle organizzazioni parlamentari internazionali sulla necessità di avviare un'inchiesta internazionale sui crimini contro la popolazione civile dell'Ucraina Sud Orientale”.

La mozione, il cui progetto è stato presentato dal Presidente della Duma Sergey Narishkin e dai presidenti delle quattro frazioni parlamentari (tra essi, Ghennady Zyuganov, leader del Partito Comunista della Federazione Russa, ndt), è stata votata da 428 deputati.

“Le fosse, scoperte nel settembre 2014 nei pressi della città di Donetsk, contenenti i corpi di decine di persone torturate e uccise, vittime della cosiddetta operazione anti-terrorista attuata dalle autorità di Kiev, le prove delle torture, delle vessazioni, dei saccheggi e delle violenze nei territori controllati dalle forze di sicurezza ucraine, non si contano più, - si afferma nell'appello. - L'uso di mezzi e metodi di guerra vietati, il trattamento disumano dei prigionieri sono diventati la realtà di tutti i giorni”.

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Due termini della stessa azione

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di Gianni Fresu*

Le ragioni dell'adesione all'appello dell' “Associazione per la ricostruzione del Partito comunista nel quadro più ampio della sinistra di classe”

L’offensiva reazionaria che sta definitivamente distruggendo quanto resta di una civiltà del lavoro in Italia, grazie al pervicace impegno liberista del PD, impone a sinistra uno sforzo per ricostruire su basi nuove un campo politico, come il nostro, talmente devastato da sembrare reduce da un’invasione di cavallette. A sinistra, da due anni almeno, sono in corso incontri e conferenze dalle quali sono scaturite documenti e proposte. Ora sarebbe il caso di passare dalle proposte all’organizzazione, per dare al confronto una prospettiva politica, evitando di lasciarla languire in un dibattito che rischia sempre l’autoreferenzialità. Personalmente ritengo, ancora come due anni fa, che si debba intervenire su due livelli: 1) porre su basi nuove, in termini positivi e finalmente unitari, la questione comunista nel nostro Paese, superando i problemi politici di inefficacia provocati dalla diaspora e dalla polverizzazione dell’iniziativa negli ultimi due decenni; 2) costruire un più ampio fronte di lotta della sinistra contro le politiche sociali dell’Unione Europea, all’interno del quale i comunisti devono giocare un ruolo propositivo e non di retroguardia.

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Elezioni in Bolivia: favoriti Morales e il MAS

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evo-speech-picture-dario-kennerda “Avante” | Traduzione di Marx21.it

La campagna elettorale per le prossime elezioni presidenziali e legislative del prossimo 12 ottobre in Bolivia è agli sgoccioli e tutto fa prevedere una significativa vittoria dell'attuale presidente e candidato Evo Morales e del Movimento per il Socialismo (MAS) che dispone di due terzi dei seggi nel Congresso.

Stando agli esiti dei tre sondaggi diffusi la settimana scorsa, Morales sembrerebbe largamente in testa con il 59 per cento delle intenzioni di voto, e con 40 punti di vantaggio sul più prossimo avversario, Samuel Doria, di Unità Democratica (UD). Secondo la legislazione boliviana, per ottenere la vittoria al primo turno il candidato deve ricevere più del 50 per cento dei voti validi o del 40 per cento, nel caso la differenza rispetto al candidato che si piazza al secondo posto sia superiore a 10 punti.

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Un articolo sulla Marlane-Marzotto

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marlanerocchettodi Giorgio Langella

Finalmente la stampa nazionale sembra voler scrivere qualcosa di più che semplici e scarne notizie sul caso della Marlane-Marzotto. Oggi, infatti, si può leggere a pag. 42 de “il Venerdì” (inserto de La Repubblica) un articolo dal titolo “Una fabbrica, morti, veleni e misteri. C'è del marcio in Calabria”.

Finalmente, mentre si avvicina la sentenza di primo grado al processo in corso presso il tribunale di Paola, uno spiraglio di luce squarcia la nebbia mediatica che grava sulla vicenda della fabbrica veneto-calabrese. L'articolo è scritto bene. Si leggono testimonianze di alcuni protagonisti della vicenda e un breve riassunto di quello che è successo a Praia a Mare. Chi non conosce (o non ha voluto conoscere) la tragedia del lavoro che si è consumata in quello stabilimento di proprietà del conte Rivetti, poi dell'ENI (e, quindi, della Lanerossi) e infine della Marzotto, ha l'occasione di essere informato.

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La "coalizione internazionale" e la lotta contro l’ISIS

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Wfdy logoDichiarazione della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (FMGD)

Con il pretesto di lottare contro l’ISIS con la "coalizione internazionale" sono stati bombardati territori siriani. Molti interrogativi si pongono sulla natura e il ruolo di questi Stati, guidati dagli Stati Uniti, nella lotta contro questi gruppi fascisti in versione islamica, così come sull’affidabilitá degli Stati Uniti come Stato guida di un fronte contro il terrorismo.

Una delle domande principali a cui bisogna rispondere é quella relativa all'appoggio che alcuni Stati – precisamente gli Stati Uniti, la Francia, la Turchia e il Golfo Arabo –hanno fornito a fondamentalisti e gruppi fascisti in Siria, con armi e denaro e facilitando la loro mobilitazione da tutto il mondo verso Siria, Iraq e Libano.

Inoltre durante tutto il XX secolo gli Stati Uniti sono stati sostenitori e creatori di gruppi fascisti in tutto il mondo, come in Ucraina e Venezuela; e i loro piani di espansione continua nel controllo della regione del Medio Oriente, dimostrati dal sostegno senza fine all'occupazione sionista della Palestina, sono alla base della creazione e del sostegno di gruppi fascisti di matrice islamica, di cui l’ISIS è espressione.

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PROCACCINI: Il PdCI a fianco dei lavoratori: il 25 in piazza con la Cgil

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da www.comunisti-italiani.it

<I Comunisti italiani sostengono e partecipano alla manifestazione nazionale indetta dalla Cgil per il prossimo 25 ottobre a Roma> Lo afferma Cesare Procaccini, segretario nazionale del Pdci. <La crisi economica e l’incapacità del governo Renzi a dare risposte adeguate e concrete ai bisogni di tante donne e tanti uomini – prosegue il leader del Pdci – è sotto gli occhi di tutti. Al contrario questo esecutivo, in piena coerenza con i governi precedenti, continua a colpire i lavoratori e quanti da sempre pagano i costi di politiche scellerate e classiste. Le misure economiche lungi dall’avere al centro un criterio di redistribuzione delle ricchezze colpiscono i diritti e i salari di chi vive del proprio lavoro, aumentando diseguaglianze e prevaricazioni e mettendo in discussione la dignità stessa del lavoro come nel caso dell’attacco all’articolo 18>. <Per queste ragioni – conclude Procaccini – il Pdci sostiene le proteste che in questi giorni mettono in discussione questo modello di sviluppo, fra queste lo sciopero generale dei sindacati di base Usb, e invita tutti i suoi militanti ad attivarsi per essere parte attiva di questa stagione di lotte>.

Per info: www.cgil.it

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Per una preparazione ideologica di massa

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gramsci alesda www.antoniogramsci.com

Ci sono sempre lezioni da trarre anche per l'oggi dall'insegnamento di Antonio Gramsci

di Antonio Gramsci 
"La Sezione di agitprop del PC", 
aprile-maggio 1925

Da quale bisogno specifico della classe operaia e del suo partito, il Partito comunista, è sorta l'iniziativa della scuola per corrispondenza, che finalmente comincia ad attuarsi, con la pubblicazione della presente dispensa?

Da quasi cinque anni il movimento operaio rivoluzionario italiano è piombato in una situazione di illegalità o di semilegalità. La libertà di stampa, il diritto di riunione, di associazione, di propaganda sono praticamente soppressi. La formazione dei quadri dirigenti del proletariato non può quindi più avvenire per le vie e coi metodi che erano tradizionali in Italia fino al 1921.

Gli elementi operai più attivi sono perseguitati, sono controllati in ogni loro movimento, in ogni loro lettura; le biblioteche operaie sono state incendiate o altrimenti disperse; le grandi organizzazioni e le grandi azioni di massa non esistono più e non possono attuarsi.

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Fermiamo con la lotta la stretta antipopolare e autoritaria in atto nel paese

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di Mauro Gemma

proteste 15 novembre 2013 3 romaLa stretta antipopolare e autoritaria in atto nel paese continua senza tregua. Con la fiducia al Senato sul provvedimento che lede mortalmente i diritti del lavoro, viene inferto un altro micidiale colpo alla democrazia del nostro paese e ai valori costituzionali usciti dalla Resistenza. Un colpo che si aggiunge a quelli ripetutamente inferti con la partecipazione del nostro paese a tutte le campagne di aggressione e di guerra che l'imperialismo continua a scatenare nel mondo.

Di fronte alla marcia inarrestabile verso la liquidazione dei principi della Carta costituzionale da parte del peggior governo del nostro dopoguerra, va pure segnalato come la sedicente "sinistra" del PD (con le sole eccezioni del senatore Tocci, che ha avuto la dignità di dimettersi dalla carica indignato da questo scempio, e di Casson e Mineo che si sono assentati dall'aula) non sappia far altro che esprimere la propria fiducia ("critica", viene chiamata senza il senso del ridicolo) all'italico emulo della "Lady di ferro". Dando in fondo ragione a Renzi, quando liquida le contorsioni di questa "opposizione" come una "sceneggiata".

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National Democratic Institute (NDI): ecco come nascono le "sovversioni colorate" dall'est Europa a Hong Kong

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ndi logo grungedi Diego Angelo Bertozzi
da www.lantidiplomatico.it

La mission? Esportare l'american way of life nel mondo con la formazione di una élite amichevole quando non “obbediente”

"Progettare la democrazia a Hong Kong": è una delle missioni del National Democratic Institute (NDI), uno dei tanti bracci del soft power a stelle e strisce votato all'esportazione della democrazia. Nel 2012 l'Ndi ha ricevuto una sovvenzione di circa 460mila dollari dalla National Endowment for Democracy, altro famigerato centro della sovversione cresciuto all'ombra del Dipartimento di Stato

Fondato nel 1983 (quasi in contemporanea con la Ned) ha sede a Washington DC e riceve fondi - come elencato sul proprio sito - direttamente dal governo federale Usa e da una serie di fondazioni private.

Il suo compito principale è quello di fornire "assistenza pratica ai leader civili e politici che promuovono i valori, le pratiche e le istituzioni democratiche. L'NDI lavora con i democratici in ogni regione del mondo per costruire organizzazioni politiche e civiche, salvaguardare le elezioni, e promuovere la partecipazione dei cittadini, l'apertura e la responsabilità nel governo". In poche parole: promuovere l'esportazione della american way of life attraverso la formazione di una élite amichevole quando non “obbediente”.

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Il califfo malguidato

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isis-640x340di Spartaco A. Puttini

L'articolo è stato pubblicato nel n.4/2014 di “Gramsci oggi

Ora che in Iraq un fantomatico esercito per la costruzione delle stato islamico dell’Iraq e del Levante ha conquistato vaste porzioni di territorio, facendo piazza pulita di ciò che incontrava sul suo percorso ed è arrivato a minacciare i centri petroliferi curdi e la stessa capitale Baghdad, si levano dai media cori di sdegno per i crimini e i massacri compiuti dalle bande jihadiste e i politici occidentali si stracciano le vesti, parlando della necessità di un maggiore impegno per contrastare la barbarie.

Dove erano fino a poche settimane fa, quando quelle stesse orde massacravano impunemente la popolazione siriana per rovesciare la Repubblica Araba di Siria e il presidente Assad?

Dall’altra parte, semplicemente. I governi occidentali sostenendo con i loro alleati “arabi moderati”, cioè le satrapie del Golfo, le bande integraliste islamiche perché marciassero su Damasco, dopo aver raso al suolo la Libia; e il circuito mediatico tacendo pudicamente sulla luna di miele tra gli Usa e le reti dell’islamismo militante reazionario e continuando a dipingere le bande terroriste di tagliagole che operavano in Siria come ribelli, oppositori, democratici, bravi ragazzi.

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La rivincita del capitale: 40 anni di RDT, 25 anni dopo

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di Vladimiro Giacché (in esclusiva per Junge Welt e Marx21.it)

[articolo pubblicato su “Junge Welt” col titolo: “Zurück in die Knechtschaft” (trad. tedesca di Hermann Kopp)]

La leggenda di una economia tedesco-orientale al disastro nel 1989 – anzi: da sempre disastrosa - è ormai diventata senso comune, non solo in Germania. Ma è falsa. Non soltanto le difficoltà economiche della Repubblica Democratica Tedesca non ne facevano una “economia decotta” (“marode Wirtschaft”), ma i risultati raggiunti in 40 anni di storia vanno considerati tutt'altro che trascurabili. A dispetto di condizioni di partenza e di contesto estremamente sfavorevoli.

La storia della RDT inizia il 7 ottobre 1949 con un paese semidistrutto dalla guerra. A differenza della Germania Ovest, è privo di materie prime e per giunta deve sopportare quasi per intero il peso delle riparazioni di guerra decise dai vincitori e dovute all’Unione Sovietica. Siccome la RFT smise molto presto di onorare le sue obbligazioni, le riparazioni pagate dalla RDT finirono per ammontare a 99,1 miliardi (DM del 1953) contro i 2,1 miliardi pagati dalla RFT. Un rapporto di 98 a 2. Calcolata per abitante, la sproporzione è ancora maggiore: 130 a 1. Nel 1989 il prof. Arno Peters calcolò quanto avrebbe dovuto pagare la RFT alla RDT per pareggiare il conto, computando gli interessi: 727,1 miliardi DM del 1989.

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L'esperienza cinese è utile anche per la Russia

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di Ghennady Zyuganov, Presidente del Partito Comunista della Federazione Russa
da kprf.ru | Traduzione dal russo di Mauro Gemma

In occasione della sua visita nella Repubblica Popolare Cinese, compiuta alla fine di settembre, il Presidente del Partito Comunista della Federazione Russa, Ghennady Zyuganov si è incontrato con il Segretario generale del Partito Comunista di Cina, Xi Jinping, e ha siglato un memorandum di “collaborazione strategica” tra i partiti comunisti delle due grandi potenze. Il 26 settembre, la “Pravda” e il “Quotidiano del Popolo”, organi di stampa dei due partiti, hanno pubblicato un suo articolo, di cui proponiamo la traduzione.

Nel giugno 1997 i nostri due partiti firmarono un Protocollo di cooperazione, che è diventato la base per sviluppo delle relazioni multilaterali tra il PCFR e il PCC. A quel tempo il PCFR dopo il divieto e il lungo processo della Corte Costituzionale, superato un difficile percorso di recupero e rigenerazione, stava raccogliendo le forze e il sostegno di larghe masse popolari. Per noi la firma del protocollo rappresentò un fattore importante di sostegno morale. L'inizio degli scambi di delegazioni ha permesso ai membri del nostro partito di fare conoscenza delle conquiste del popolo cinese, delle attività del PCC. Nella RPC si sono recate delegazioni delle organizzazioni regionali del PCFR, tra le quali alcune di giovani specialisti, e di promettenti quadri del partito. Per loro questi viaggio hanno rappresentato una sorta di tirocinio.

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Salvatore D'Albergo, intellettuale militante e intransigente. Una bussola critica nella lotta per la difesa e il rilancio della Costituzione

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di Andrea Catone, direttore di MarxVentuno

Salvatore D’Albergo ci ha lasciati sabato 4 ottobre. 

Lottando tenacemente contro la malattia che lo aveva indebolito e lo costringeva negli ultimi tempi tra casa e ospedale, non ha abbandonato un attimo il campo che più gli era congeniale e dove poteva dare il meglio di sé, la battaglia politica, ideologica e culturale, di cui i comunisti e il movimento operaio e democratico hanno oggi particolarmente bisogno. 

È stato, fino all’ultimo respiro, con l’altissima competenza scientifica di una vita di studi, con le armi della critica acuta e serrata di Marx e di Gramsci e la passione politica del comunista che non ha mai deposto la sua bandiera, a scrivere, riflettere, pungolare assiduamente, tenacemente, i compagni perché si desse vita a un vasto ed efficace fronte di lotta organizzato contro la svolta autoritaria in atto, lo stravolgimento della Costituzione repubblicana, per l’attuazione integrale dei principi di democrazia economico-sociale ispiratori della Carta del 1948, e perché si ricostruisse finalmente in Italia un partito comunista degno di questo nome, strumento essenziale e ineludibile per uno sbocco progressivo alla crisi in Italia e nel mondo. È stato così tra i primi promotori dell’appello per l’associazione per la ricostruzione del partito comunista, che abbiamo lanciato qualche settimana fa. 

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Il caos controllato degli Usa, dallo Stato Islamico all’Ucraina

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di Demostenes Floros | da Limes

Il trend al ribasso dei prezzi del petrolio prosegue oramai da 3 mesi; l'oro nero è ai minimi da più di due anni. In particolare, a settembre, la qualità Brent è calata da 103.1 dollari al barile ($/b) a 94.6$/b, mentre il costo del Wti è diminuito da 94.6$/b a 91.4$/b.

Tale andamento rispecchia la solidità dell’offerta e una crescita della domanda per il 2014 meno robusta di quanto precedentemente stimato.

In maniera del tutto inusuale il segretario dell’Opec, il libico Abdallah El Badri, ha “previsto” il 16 settembre un taglio della produzione di 500 mila barili al giorno (b/d). Il ministro iraniano del Petrolio, Bijan Zanganeh, ha affermato che “i membri dell’Opec dovrebbero cercare di moderare la produzione per evitare ulteriore instabilità”. Di diverso avviso i rappresentanti di Arabia Saudita e altri Stati del Golfo.

Sembra che l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio sia attraversata da visioni divergenti rispetto a come influenzare il mercato internazionale del greggio, il quale - apparentemente - continua a non incorporare le attuali tensioni geopolitiche. Di fatto, tali divergenze esprimono ed influenzeranno lo scontro in atto tra Stati Uniti d'America e Federazione Russa.

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