Intervista a Evo Morales, presidente della Bolivia

Intervista a Evo Morales, presidente della Bolivia

da jornada.unam.mx

Morales sostiene di non essere ancora pronto a lasciare la presidenza, benché rispetti la decisione del paese. Quanto alla vittoria di Trump, secondo lui è da attribuire alla rabbia contro la globalizzazione

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Il risultato delle elezioni presidenziali austriache

Il risultato delle elezioni presidenziali austriache

Dichiarazione di Elke Kahr, dirigente della Federazione della Stiria del Partito Comunista Austriaco (KPÖ)

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No alla «riforma» bellicista

No alla «riforma» bellicista

di Manlio Dinucci

La maggioranza degli italiani, sfidando i poteri forti schierati con Renzi, ha sventato il suo piano di riforma anticostituzionale. Ma perché ciò possa aprire una nuova via al paese, occorre un altro fondamentale No: quello alla «riforma»  bellicista che ha…

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L’ultimo saluto a Fidel Castro

L’ultimo saluto a Fidel Castro

da PandoraTV

La trasmissione integrale dei funerali di Fidel Castro che si sono svolti il 4 dicembre a Santiago de Cuba [RT en Español]

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

I comunisti sudafricani di fronte alla crisi del capitalismo e all'offensiva dell'imperialismo

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sacp logo 500pxdi Partito Comunista Sudafricano
da solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

Il contributo del Partito Comunista Sudafricano (SACP) al 18° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai (IIPCO) tenutosi ad Hanoi.

Il Partito Comunista Sudafricano (SACP) esprime profonda gratitudine al Partito Comunista del Vietnam per avere ospitato il 18° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai e avere creato le condizioni in grado di garantire lo svolgimento dei lavori senza problemi.

L'Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai si svolge sul tema: “La crisi capitalista e l'offensiva imperialista – strategia e tattica dei Partiti Comunisti e Operai nella lotta per la pace, i diritti dei lavoratori e dei popoli, il socialismo”. Crediamo che questo tema interpreti correttamente l'essenza delle lotte delle classi lavoratrici e degli strati popolari nell'attuale periodo. Dobbiamo continuare a ricercare risposte adeguate alla crisi e fornire alternative alle masse popolari in sofferenza per le conseguenze degli effetti del capitalismo. I lavoratori e gli strati popolari dipendono da noi nella lotta per una migliore qualità della vita, il superamento finale del capitalismo e la costruzione del socialismo.

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Internet e la rivoluzione tecnologica creeranno un nuovo capitalismo?

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internet codicedi Francesco Maringiò

Intervento al Forum “La Via Cinese e il contesto internazionale, Roma, 15 ottobre 2016

Sono molto onorato di intervenire oggi a questo importante Forum e sono molto felice di incontrare gli amici e compagni dell'Accademia del Marxismo Cinese, il Presidente Deng, la Direttrice Lv e gli amici studiosi da tutta la Cina. Solo un confronto approfondito può aiutare lo sviluppo e l'arricchimento del dibattito e della comune conoscenza e per questo ringrazio l'Accademia Cinese delle Scienze Sociali per lo sforzo e l'impegno.

Già prima di me, i ricercatori Yang Jinwei e Liang Junlan hanno affrontato il tema della governance globale di internet e del percorso internazionale di difesa della sovranità di rete, per cui mi concentrerò su altri aspetti.

Secondo gli Internet Live Stats, il numero di utenti a livello mondiale ha superato i 3,4 miliardi e di questi 721 milioni vivono in Cina che, quindi, ha il dovere di porsi il problema della governance di internet. Già nel 1999 la Repubblica Popolare ha lanciato il Golden Shield Project (o “Great Firewall of China”), lo strumento principale per la tutela della sicurezza nazionale nel dominio digitale.

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Trump conferma l’alleanza con Israele. Al Fatah verso il congresso sul nodo dei due stati

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trump israeledi Bassam Saleh
da ilpartitocomunistaitaliano.it

Pubblichiamo l'articolo del compagno Bassam Saleh come stimolante contributo alla discussione sugli sviluppi negli scenari internazionali (in questo caso della Palestina e del Medio Oriente più in generale) dopo l'elezione di Trump alla presidenza degli Stati Uniti

La storia dell’umanità è piena di sorprese. Ed è anche spesso imprevedibile. Le elezioni americane, inaspettatamente, hanno portato il miliardario Trump alla casa Bianca, quando la stragrande maggioranza prospettava e si aspettava la vittoria della Clinton. Il neo Presidente ha capovolto tutti i sondaggi, e tutti i media che hanno tifato per la signora Clinton. Trump non ha solo vinto, ha sconfitto l’industria elettorale, compreso lo stesso sistema socioeconomico e perché no, anche politico culturale, che ha sempre avuto la sua supremazia nelle elezioni americane.

Trump, il candidato preso in giro, ridicolizzato e sotto valutato, ha vinto ed è il presidente degli Stati Uniti. Un personaggio contradittorio, ignorante, razzista, sessista, pericoloso, antisistema, forse innovativo. Con tutto ciò, ha avuto i voti della classe media schiacciata dalla crisi economica, dei giovani e della lobby sionista americana, il 90% dei voti della lobby ebraica secondo i giornali israeliani.

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Solidarietà con la lotta dei comunisti ucraini!

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18imwc kpuDichiarazione dei partecipanti al 18° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai

da kpu.ua

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Nel periodo che è trascorso dal momento del golpe armato del febbraio 2014 in Ucraina, la situazione riguardante le violazioni dei diritti e delle libertà dell'uomo ha raggiunto il punto critico.

I cittadini dell'Ucraina hanno imparato che cosa sono il capitalismo e l'imperialismo. In Ucraina, i poteri, che si trovano sotto il controllo degli imperialisti USA, hanno sferrato un attacco senza precedenti ai diritti sociali dei lavoratori. Nel paese regna una corruzione senza precedenti di tutte le strutture del potere, l'arbitrarietà sul piano delle leggi, il terrore nei confronti di qualsiasi forza di opposizione, in primo luogo contro il Partito Comunista. Molti dei comunisti sono sotto custodia, mentre l'attività del partito è praticamente fuori legge. Il regime dominante sopprime ferocemente qualsiasi espressione di dissenso, sottopone a revisione i risultati della Seconda Guerra Mondiale, innalza al rango di eroi i complici degli occupanti fascisti, distrugge i monumenti del periodo sovietico, in particolare quelli dedicati ai combattenti dell'Armata Sovietica, che hanno liberato l'Europa dalla piaga bruna, il fascismo.

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Per il rispetto del Trattato di non proliferazione nucleare

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atomic 2Mozione approvata dal Consiglio Regionale della Toscana

MOZIONE n. 500 approvata nella seduta del Consiglio regionale del 26 ottobre 2016

OGGETTO: Per il rispetto del Trattato di non proliferazione nucleare. 

Il Consiglio regionale 

Ricordato che:

- secondo i dati forniti dalla Federation of American Scientists (FAS), Federazione degli scienziati americani, l'Italia custodisce il più alto numero di armi nucleari statunitensi schierate in Europa, settanta ordigni B-61 su un totale di centottanta, presenti nelle basi militare di Ghedi-Torre e di Aviano;

- è stata ufficialmente autorizzata dalla National Nuclear Security Administration (NNSA) la B61-12, nuova arma con una testata nucleare dalla potenza media pari a quella di quattro bombe di Hiroshima;

- foto satellitari, pubblicate dalla FAS, mostrano le modifiche già effettuate nelle basi di Aviano e Ghedi-Torre per installarvi le B61-12.

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La FMGD compie 71 anni di vita, azioni e lotte

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wfdy 71moFederazione Mondiale della Gioventù Democratica (WFDY) | facebook.com/wfdyfmjd

Traduzione da senzatregua.it

Il 71esimo Anniversario segna il processo preparatorio del 19esimo Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti.

Nel 1945 durante la Seconda Guerra Mondiale e la lotta contro il fascismo, numerosi movimenti giovanili antifascisti e progressisti costruirono linee di comunicazione e cooperazione per far fronte al nemico comune. Milioni di giovani in tutto il mondo videro la necessità di unire le loro voci e le loro forze per una lotta comune contro forze distruttive e reazionarie. Allo stesso tempo stabilirono la priorità di affrontare l'Imperialismo e lottare per il suo abbattimento.

Il 10 Novembre 1945, attraverso le macerie della Seconda Guerra Mondiale, migliaia di giovani confluirono a Londra per partecipare al primo congresso costitutivo della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica. Da allora la FMGD ha intrapreso il sentiero della lotta contro l'Imperialismo, a fianco delle gioventù antimperialiste di tutto il mondo. Da allora la nostra organizzazione si impegna a mantenere questa linea fino al completo abbattimento dell'Imperialismo, di ogni fascismo, della colonizzazione, delle occupazioni o guerre, dello sfruttamento dell'uomo e della miseria che questo genera tra i popoli.

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La rivolta-svolta dei Giovani Comunisti

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gc bandieradi Alessandro Pascale
da lacittafutura.it

Riceviamo dal compagno Alessandro Pascale, del Coordinamento Nazionale delle/dei Giovani Comunisti, con richiesta di pubblicazione

Un cambio di linea nei GC su Grecia, Europa e unità della sinistra?

Domenica 6 novembre 2016 è una data da ricordare per l'organizzazione dei Giovani Comunisti/e, e più in generale per il PRC tutto. Nel giorno della vigilia del 99° ricordo della rivoluzione d'Ottobre infatti è avvenuto, per la prima volta nella storia di Rifondazione, un sorpasso da sinistra da parte della sua stessa giovanile, il cui Coordinamento Nazionale ha approvato una serie di ordini del giorno che mettono in radicale discussione la linea del segretario nazionale Paolo Ferrero.

Tra la decina di documenti approvati (che si trovano in formato integrale qui) si trovano infatti questioni politiche scottanti come una dura critica alla Syriza di Tsipras, sulla cui “esperienza riformista” si intende avviare “immediatamente una seria riflessione”.

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USA e UE

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Merkel USAdi Jorge Cadima | da “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

Le elezioni negli Stati Uniti sono espressione della crisi del sistema. I risultati contribuiranno all'ulteriore approfondimento di questa crisi. Negli Stati Uniti e a livello mondiale.

Tutto il processo elettorale ha rispecchiato un profondo malcontento popolare. Che è frutto della perdita del livello di vita dei lavoratori degli Stati Uniti da 40 anni a questo momento e dell'osceno arricchimento di una sempre più ristretta minoranza legata al grande e parassitario capitale finanziario e al complesso militare-industriale che governa il paese. La situazione esplosiva degli Stati Uniti ormai da molto tempo si è tradotta nella crescente violenza, sia individuale (sparatorie e massacri), che statale (assassini da parte della polizia). Ma anche in indici come l'aumento della mortalità tra la popolazione adulta bianca, che ha già provocato un calo dell'aspettativa di vita (New York Times, 2.11.15 e 20.4.16). O in un fatto spaventoso, rivelato in uno studio del Centro per il Controllo e Prevenzione delle Malattie, CDC, relativo al 2014 (citato in wsws.org 5.11.16): tra i bambini tra i 10 e i 14 anni il suicidio è la seconda causa di morte, con più morti per suicidi che per incidenti stradali. Anche i lavoratori degli Stati Uniti sono vittime della globalizzazione imperialista e della grande crisi del capitalismo, con la deindustrializzazione, la disoccupazione, l'abbassamento costante dei livelli salariali.

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Usa/Cina: prime "linee rosse" per Trump? E il cadavere del TPP

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usacina bandieredi Diego Angelo Bertozzi
da lantidiplomatico.it

Della politica estera della nuova amministrazione Trump molto risulta ancora indecifrabile. Ancora di più se si guarda al tipo di relazione che si vuole stabilire con Pechino visto che i democratici lasciano in eredità il Pivot to Asia e il sistema antimissilistico Thaad in Corea del Sud. Certo è che alcune indicazioni sono giunte in questi giorni all'indirizzo del nuovo inquilino della Casa Bianca. 

Si pensi, ad esempio, alle "raccomandazioni" stilate dalla bipartisan U.S.-China Economic and Security Review Commission nell'annuale rapporto al Congresso: urgenza di un intervento legislativo per impedire alle imprese statali ("strumento economico primario del Partito comunista per raggiungere i suoi obiettivi di sicurezza nazionale") cinesi di acquisire aziende statunitensi, modificando il mandato del Committee on Foreign Investment in the United States (CFIUS), ente governativo che controlla la sicurezza degli investimenti stranieri in modo da escludere preventivamente quelli provenienti da asset statali del colosso asiatico.

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La Moldavia cambia rotta?

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dodon moldaviaa cura di Enrico Vigna

Riceviamo dal compagno Enrico Vigna e volentieri pubblichiamo

MOLDAVIA: alle elezioni presidenziali il popolo moldavo cambia rotta e cerca un alternativa, rivolgendosi verso la Russia. Una svolta geopolitica.

Dopo decenni di rapine e saccheggio sistematico del paese compiuto dai politici e dai partiti legati, finanziati e protetti dall’occidente, dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Banca Mondiale, dall’Unione Europea e dalla NATO, che hanno portato il paese ad essere il paese più povero d’Europa; infatti secondo uno studio del FMI basato sul reddito pro-capite a parità di potere di acquisto, in Moldavia risulta di 5.006 dollari pro-capite. Questo è un dato riferito a chi materialmente vive nel paese, altro discorso andrebbe fatto per chi è emigrato in occidente.

Anche un rapporto dell’UNDP(United Nations Development Programme), ha stabilito che l’8,1% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà internazionale di 1,25 dollari al giorno (2000-2007); ma il 48,5% vive al di sotto della cosiddetta soglia di povertà nazionale.

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Il saluto all'Assemblea Mondiale della Pace

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wpc assembly poster engIn questi giorni (dal 17 al 19 novembre) a Sao Luis do Maranhao, in Brasile, si riuniscono i rappresentati dei movimenti e delle associazioni per la pace di tutto il mondo, chiamati dal Consiglio Mondiale della Pace a tenere la propria Assemblea Mondiale della Pace.

Il Consiglio Mondiale della Pace è un'organizzazione internazionale che sostiene il disarmo universale, la sovranità, l'indipendenza e la coesistenza pacifica e le campagne contro l'imperialismo, le armi di distruzione di massa ed ogni forma di discriminazione. È stata fondata nel 1949/1950 sull'onda delle forti mobilitazioni contro la guerra e nel corso di tutti questi anni ha svolto un'importante lavoro di promozione di campagne per il disarmo, contro la guerra e la sovranità dei popoli. In qualità di membro delle ONG delle Nazioni Unite, il CMP collabora con l'UNESCO, UNCTAD, UNIDO, l'OIL e altre agenzie specializzate delle Nazioni Unite, commissioni e dipartimenti speciali; con il Movimento dei Non Allineati come osservatore ufficiale, l'Unione Africana, la Lega degli Stati arabi e di altri organismi intergovernativi.

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Duterte e il Pivot to China

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dutertenpa1di Gianni Cadoppi
da lacrescitafelice.blogspot.it

Tranne che durante gli anni sessanta, quando la guerra filippino-americana del 1899-1902 è stata definita come "il primo dei Vietnam" il milione e quattrocentomila filippini morti sono stati generalmente rappresentati sia come danni collaterali o come vittime di un’insurrezione contro l'autorità imperiale degli Stati Uniti.
Gore Vidal

La Cina dimostra sempre di più di essere il principale polo di attrazione antimperialista. Per questo motivo la potenza declinante degli Stati Uniti cerca di isolare la Cina e l’asse Mosca-Pechino. Il Pivot to Asia da una parte, e la stessa guerra in Siria che colpisce un paese dove sono collocate le uniche due basi militari all’estero della Russia, ha il compito di intralciare la Via della Seta ossia le vie commerciali della Cina. C’è una potenza in piena parabola discendente che sta ostacolando lo sviluppo mondiale portando kaos e disordine e ce n’è un’altra in ascesa pacifica che crea infrastrutture, lavoro e sviluppo ovunque. La guerra in Siria vede gli USA in serie difficoltà così come il Pivot to Asia che sta collezionando parecchi insuccessi. Quello più clamoroso è dovuto allo spostamento di campo delle Filippine, nucleo del perno sull’Asia, giacché il paese si trovava in pieno contenzioso con la Cina per la sovranità sul Mar Cinese Meridionale, altro tentativo di condizionare le rotte commerciali cinesi. 

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Elezioni USA: l'ennesimo eclatante campanello d'allarme

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trump bandiereusadi Bruno Steri
da ilpartitocomunistaitaliano.it

Riceviamo dal compagno Bruno Steri e volentieri pubblichiamo il suo contributo alla discussione sulle ragioni e le conseguenze dell'elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti.

L’articolo di Norberto Natali pubblicato ieri sul sito del PCI propone in apertura il seguente condivisibile giudizio sul neoeletto presidente degli Stati Uniti: “E’ stato eletto un capitalista disgustoso il quale riflette abbastanza bene la putrefazione della sua classe. (…) Solo negli Stati Uniti, in questa epoca, poteva succedere che la possibile alternativa, la Clinton, fosse peggiore di lui”. E’ evidente che un tale evento apre nuove e incerte prospettive riguardo al destino prossimo del pianeta. Nel contempo esso pone specificamente a noi comunisti e alla sinistra di classe in generale  l’indifferibile esigenza di una riflessione franca e priva di diplomazie.

Nel merito, la terza pagina interna del Corriere della Sera del 12 novembre 2016 andrebbe conservata accuratamente: il quotidiano “borghese” per eccellenza  vi sintetizza i “punti di rottura” del programma presidenziale di Donald Trump in contrapposizione a quello di Hillary Clinton.

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NEP di Lenin e "NEP" cinese*

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Factory cina*Intervento di Fosco Giannini, della segreteria nazionale del PCI e responsabile del dipartimento esteri, al Convegno  “La via cinese e il contesto internazionale”, svoltosi a Roma il 15 ottobre 2016 e organizzato dall’Associazione politico-culturale Marx XXI

Nell’affrontare “la questione cinese” e, in particolare, la relazione tra la NEP di Lenin e la “NEP” cinese ( tema che mi è stato chiesto di svolgere), credo sia utile affidarsi ad una disciplina teorica, la massima disciplina teorica, quella secondo la quale è dalla base materiale dello sviluppo delle forze produttive e dallo sviluppo sociale generale che trovano possibilità di sviluppo le stesse “idee”  e, più precisamente, le innovazioni – antidogmatiche, dunque, per la loro stessa natura di “forme” innovative  – sui terreni dell’economia, della politica, della teoria, del pensiero e della prassi della trasformazione sociale, della transizione al socialismo.

Ed è indubbio che il titanico sviluppo economico e sociale intrapreso e conquistato dalla Repubblica Popolare Cinese (il più grande della storia dell’umanità) e dal Partito Comunista Cinese, dalla fase delle “Quattro Modernizzazioni” del compagno Deng Xiaoping e dalla  via al “socialismo con caratteri cinesi”, si sia offerto quale immensa e solida base materiale per lo stesso sviluppo di un nuovo pensiero rivoluzionario generale, di un nuovo e denso pensiero per la trasformazione sociale e la transizione al socialismo.

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Atene in piazza contro la visita di Obama

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obama kinhtopoihsh 36.jpg 376170967Dichiarazione di Dimitris Koutsoumpas, Segretario generale del Partito Comunista di Grecia (KKE)

da solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

Alla mobilitazione di Atene contro la visita di Obama in Grecia ha partecipato anche il Segretario generale del Partito Comunista di Grecia (KKE), Dimitris Koutsoumpas, che ha rilasciato questo commento ai rappresentanti dei mezzi di comunicazione:

“Abbiamo ricevuto in modo militante il presidente degli Stati Uniti, di uno stato imperialista che, tra l'altro, particolarmente negli ultimi anni in cui si è sviluppata la crisi economica del capitalismo, ha guidato i “corvi” del FMI che stanno succhiando il sangue del popolo greco, di una nazione che provoca colpi di Stato militari, interventi, guerre imperialiste dall'Ucraina fino al Mediterraneo Orientale, nel Medio Oriente, in Nord Africa, in Asia, in America Latina. Di uno stato che uccide i civili in questi paesi, provocando una grande ondata di flussi migratori, che causa sofferenza e sradica migliaia, milioni di persone dalle loro case, tormentandole, e sconvolgendo il popolo greco e le isole dell'Egeo.

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Intervento di Manlio Di Stefano (M5S) al Forum “La Via Cinese e il contesto internazionale”

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distefano m5sDa tre anni rappresento il M5S in giro per il mondo e mi rapporto costantemente con quelle realtà che hanno creato i cataclismi che stiamo vivendo: il caos che ha aperto innumerevoli fronti di instabilità, dall'Afghanistan, all'Iraq, dalla Libia alla Siria, dallo Yemen all'Ucraina. Quelle stesse persone si propongono come la soluzione.

La guerra imperversa ormai dall’Ucraina alla Somalia, dall’Iraq al Sud Sudan, dal Califfato islamico (Isis), al Califfato del Nord della Nigeria (Boko Haram), dalla Siria al Centrafrica, dalla Libia al Mali, dall’Afghanistan al Sudan, fino all’interminabile conflitto Israele-Palestina. Chi ha creato tutte queste guerre si propone come la soluzione per la pace.

Nella prima legislatura della nostra breve storia, i deputati del Movimento Cinque Stelle (M5S) hanno gettato le basi per una politica estera che segue direttive e coordinate precise: la ricerca del multilateralismo, della cooperazione e del dialogo tra le popolazioni, il rispetto dell'autodeterminazione, della sovranità e della non ingerenza negli affari interni dei singoli Paesi. Si tratta di concetti oggi rivoluzionari, se applicheremo in modo ortodosso la Carta delle Nazioni Uniti e non daremo più spazio a chi ha gettato il mondo ad un passo dall'Apocalisse e ancora oggi ci dice che è la soluzione.

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Un mondo senza guerre

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marines caschi fucili scarponida sinistrainrete.info

Riceviamo da Davide Ragnolini e volentieri riprendiamo la sua recensione del libro di Domenico Losurdo

All’interno della vasta produzione bibliografica di Domenico Losurdo, Un mondo senza guerre costituisce probabilmente il lavoro più ‘internazionalistico’ nel percorso di ricerca del filosofo e storico del marxismo, stimolato dal presagio di “nuove tempeste belliche” (p. 17) all’orizzonte. Un’accresciuta percezione della pericolosità dell’arena internazionale, occasionata dall’odierno smottamento delle zolle geopolitiche mondiali, non inibisce ma invita anzi ad una nuova, documentata riflessione filosofica sui problemi della guerra e della pace.

Muovendo dalla convenzionale periodizzazione dell’età contemporanea, l’autore ne propone un ripensamento attraverso un percorso storico-filosofico di ricostruzione dei ‘diritti e rovesci’ del grande ideale della pace perpetua, e delle fasi che ne hanno scandito le sue formulazioni filosofiche e le sue disattese storiche. È proprio il bilancio storico di tale ideale a consentire al cultore più irenista una maggiore cautela nella valutazione della sua ‘storia degli effetti’: “la storia grande e terribile dell’età contemporanea è anche lo scontro tra diversi e contrapposti progetti e ideali di pace perpetua” (p. 16). 

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Il collasso dell'Unione Sovietica: una lezione per la leadership del PCC

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pcc congressodi Liu Xin e Leng Shumei
“Global Times”

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

Secondo gli analisti, il Partito Comunista della Cina sta rafforzando la campagna anti-corruzione ed intensificando la disciplina di Partito come insegnamento da trarre dalla lezione impartita dal collasso della vecchia Unione Sovietica.

Alcuni leader cinesi hanno frequentemente fatto riferimento all'ex URSS ed invitato il PCC ad imparare dall'esperienza storica. Per esempio durante la seconda sessione plenaria della commissione centrale per la disciplina del Partito nel 2013, Xi Jinping, segretario generale del Comitato Centrale del PCC, ha detto che il calo della disciplina di partito aveva portato alla caduta nella vecchia URSS di un Partito Comunista di 20 milioni di iscritti. “Se i membri del Partito facessero o dicessero qualsiasi cosa volessero, il partito di trasformerebbe in una folla”, ha aggiunto Xi.

“Il PCC è risoluto nell'imparare dalla lezione del collasso sovietico e nel continuare con gli sforzi contro la corruzione specialmente dopo il 18° Congresso Nazionale del PCC tenutosi nel 2012. Lo scopo è rafforzare la disciplina di Partito”, ha detto al Global Times Su Wei professore alla Scuola di Partito di Chongqing.

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“Solo nel socialismo e nel comunismo possiamo trovare la nostra liberazione”

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cpim falcemartellodi Partito Comunista dell'India (Marxista)
da solidnet.org

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Il contributo del Partito Comunista dell'India (Marxista) al 18° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai  

Cari compagni,

Ci congratuliamo a nome del Pc dell'India (Marxista) con il Pc del Vietnam per l'ottima organizzazione del 18° incontro dei Partiti Comunisti ed operai, che si è tenuto per la prima volta in un paese socialista. La vittoriosa lotta anticoloniale dei vietnamiti guidati dal compagno Ho Chi Minh e dal Pc del Vietnam è uno dei più importanti momenti dell'ultimo secolo. La lotta vietnamita ha ispirato milioni di persone che si sono unite alla lotta antimperialista e che si sono volti verso il comunismo. Ho Chi Minh scrisse nei primi anni '20: Solo nel socialismo e nel comunismo possiamo trovare la nostra liberazione.

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Brancaccio: “Il liberismo xenofobo di Trump non aiuterà i lavoratori americani”

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trump brancaccio 510da MicroMega

Pubblichiamo l'intervista di Giacomo Russo Spena a Emiliano Brancaccio come contributo alla discussione in corso sulle ragioni e le conseguenze del risultato delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti

Per l’economista la sconfitta della Clinton segna la crisi di quel modello di consenso che metteva le macchine elettorali democratiche e socialiste al servizio degli interessi della grande finanza. Ma la Trumpnomics determinerà un imponente trasferimento di reddito a favore dei ceti più abbienti. E se Trump continuerà a pretendere dalla FED un rialzo dei tassi d’interesse, ci saranno pesanti ripercussioni per l’Eurozona e anche per la Russia dell’amico Putin.

Come interpretare la storica vittoria di Donald Trump alle presidenziali americane? Per l’economista Emiliano Brancaccio siamo di fronte alla prima, vera incarnazione di quella nuova onda egemonica che egli ha più volte definito “liberismo xenofobo”, e sulla quale da tempo lancia l’allarme. Con Brancaccio discutiamo dell’esito delle elezioni statunitensi, della carta Sanders che i democratici non hanno voluto giocare, delle ricette economiche di Trump e dei loro possibili effetti sui rapporti tra gli Stati Uniti e il resto del mondo.

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