La NATO è la maggiore minaccia per l’Europa

La NATO è la maggiore minaccia per l’Europa

di António Abreu

Con le sue ultime decisioni, la NATO pone sull’orlo del conflitto nucleare una serie di paesi dell’est europeo con circa un centinaio di milioni di abitanti. La guida della NATO, gli Stati Uniti, è lontana dal luogo del conflitto, ancora…

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In Brasile l’Assemblea Mondiale della Pace (17/19 novembre 2016)

In Brasile l’Assemblea Mondiale della Pace (17/19 novembre 2016)

da cebrapaz.org.br

São Luís (Stato di Maranhao) sarà la capitale della lotta per la pace in novembre. Il Consiglio Mondiale della Pace (CMP) svolgerà ..

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Il diritto ad intervenire

Il diritto ad intervenire

di Vijay Prashad

L'intervento umanitario è stato usato spesso come pretesto per i cambiamenti di regime. Una breve storia della lotta della comunità globale per accordarsi sul terreno delle regole

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Italia, la crisi in arrivo

Italia, la crisi in arrivo

di Jacques Sapir

La situazione delle banche italiane è ormai critica. La pratica della loro ricapitalizzazione occuperà gran parte dell’estate. Essa mette in discussone direttamente le regole della Unione bancaria, che è entrata in vigore il 1° gennaio 2016 ...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Il pivot to China

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asia soldatini usadi Diego Angelo Bertozzi

Il contributo di Diego Angelo Bertozzi è stato pubblicato nel quaderno speciale di MarxVentuno su imperialismo e guerre

La stampa, soprattutto occidentale, diffonde da tempo l’immagine di una Cina popolare sempre più aggressiva militarmente e intenzionata a far pesare sui Paesi vicini tutta la propria forza. Le argomentazioni che sostengono queste denunce hanno un limite evidente, senza dubbio frutto di una chiara scelta di campo: quello di tacere sul quadro complessivo dei rapporti internazionali che vede proprio la Cina come oggetto di un nuovo sistema di accerchiamento militare, politico ed economico con al centro Washington, decisa a salvaguardare la propria posizione egemonica risalente al secondo dopoguerra. Quello che è conosciuto come il “Pivot to Asia”, annunciato nel 2011 dall’amministrazione Obama, si sta rivelando come la copertura ideologica di un nuovo sistema di alleanze e accordi di natura militare con diversi Paesi asiatici, alcuni dei quali storici alleati fin dai tempi della guerra fredda. Un sistema all’interno del quale il Giappone, interessato da una revisione costituzionale, svolgerà un ruolo più attivo. A questo va aggiunto anche l’accordo economico di libero scambio (Trans Pacific Partnership) voluto da Washington, che esclude proprio Pechino e che dalla stessa amministrazione Usa è ritenuto importante quanto una nuova portaerei.

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"Lezione agli asini"

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a cura di Giulietto Chiesa

Per anni la stampa ha raccontato che lo scudo missilistico che veniva costruito ai confini della Russia avesse una funzione difensiva nei confronti dell’Iran. Oggi è evidente che questa fosse una gigantesca panzana. Lo scorso 21 giugno Vladimir Putin ne ha chiesto conto ad un gruppo di giornalisti occidentali.

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Il Partito della Liberazione Nazionale, della Rivoluzione Popolare e della Costruzione del Socialismo

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carvalhodi José Reinaldo Carvalho*
da portuguese.people.com.cn

Traduzione di Marx21.it

L'articolo è stato scritto in occasione del 95° anniversario della fondazione del Partito Comunista Cinese, avvenuta il 1 luglio 1921

Con quell'evento storico, nasceva l'avanguardia politica della classe operaia e di tutto il popolo cinese, che nel corso degli anni seguenti ha svolto un ruolo decisivo nella lotta di liberazione nazionale del popolo cinese e in seguito nella costruzione del socialismo nella grande nazione asiatica.

Il Partito Comunista del Brasile condivide in modo fraterno gli ideali del Partito Comunista della Cina. Il nostro ideale comune è la realizzazione del comunismo. Il nucleo della nostra ideologia comune è il marxismo-leninismo, arricchito in Cina dal pensiero di Mao Tsedong, dalla teoria di Deng Xiaoping e dagli importanti concetti della triplice rappresentatività e dello sviluppo scientifico del socialismo, come guida dell'azione.

I comunisti brasiliani considerano la Rivoluzione Cinese guidata dal Partito Comunista, che ha proclamato la Repubblica Popolare della Cina, uno dei più importanti eventi della storia dell'umanità, un segno decisivo della rinascita nazionale cinese, di redenzione della grande nazione asiatica dalle umiliazioni subite da quando del paese si erano impadronite le potenze imperialiste.

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Cina, Brexit ed Europa: brevi considerazioni

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cina uk bandierinedi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Con questo intervento voglio soffermarmi su un particolare aspetto della cosiddetta “Brexit”: le conseguenze su Pechino. Perché? Non soltanto per i rapporti sempre più stretti che negli ultimi tempi hanno legato – soprattutto dal punto di vista finanziario e infrastrutturale – Londra e Pechino, ma perché a sinistra si è diffusa  - e si va diffondendo - una lettura secondo la quale l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea sarebbe un fattore negativo sul piano degli sviluppi internazionali perché la dirigenza cinese – o una parte di essa - si era augurata esattamente il contrario. Insomma, gettato dalla porta, il principio del “partito-guida”  parrebbe essere rientrato dalla finestra sotto forma di una particolare lettura: gli interessi della Cina, sul piano economico, coinciderebbero con quelli del movimento comunista internazionale.  Peccato che a rifiutare questo principio e questo ruolo da ormai quarant'anni siano gli stessi comunisti cinesi.

Chi scrive riconosce alla Repubblica popolare il ruolo essenziale svolto per rendere più democratiche le relazioni internazionali, nello sconfiggere il sottosviluppo e nel gettare le basi per un ordine internazionale cooperativo, ma non può evitare di ricordare come la seconda potenza economica mondiale abbia tutto il diritto di proteggere e perseguire interessi economici nazionali collegati alla sua posizione.

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I terroristi che l’Occidente protegge. Indovina chi e perché

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La storia di un terrorista, Akhmed Chatayev, che dopo essere fuggito dalla Russia e aver ricevuto lo status di rifugiato in Austria è diventato un membro di Daesh e ha organizzato un attentato all’aeroporto di Istanbul. I servizi segreti russi hanno cercato di arrestarlo per ben 13 anni, ma l’Europa e gli attivisti per i diritti umani ne hanno più volte impedito l’estradizione.

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Il Venezuela al bivio

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almagro Intervista a Jorge Valero
da investigaction.net

Traduzione di Marx21.it

Quando si tratta di parlare del Venezuela, i media dominanti sanno a chi dare la parola: oppositori politici, giornalisti anti-chavisti, economisti di destra... Di conseguenza, ci è sembrato di vitale importanza ascoltare quelli che tutti i giorni lottano perché viva la Rivoluzione Bolivariana. Jorge Valero, ambasciatore e rappresentante permanente della Repubblica Bolivariana del Venezuela alle Nazioni Unite a Ginevra ha accettato di rispondere alle nostre domande. Un'occasione per ristabilire certe verità molte volte nascoste. 

(Intervista a cura di Jean Araud e Tarik Bouafia*)

Che significano esattamente le reiterate minacce del Segretario Generale dell'OSA (Organizzazione degli Stati Americani) contro il Venezuela?

Le pesanti aggressioni del Segretario Generale dell'OSA contro il Venezuela sono ricorrenti e inusuali. Un funzionario diplomatico di un organismo multilaterale si è trasformato in attivista politico venezuelano, scontrandosi con uno Stato sovrano. Ma non agisce di volontà propria. E', l'ho già detto, una marionetta della politica estera degli Stati Uniti, che pretendono di trasformare il nostro continente in una neo-colonia.

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Regno Unito: speciale referendum

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notoeuausteritydi Andrea Bulgarelli
da www.civg.it

Il 23 giugno si è tenuto l’atteso referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea. Il risultato – la vittoria del leave con il 51,9% dei voti – non era affatto scontata, soprattutto dopo la violenta campagna mediatica che ha seguito l’assassinio della deputata laburista Jo Cox da parte di un simpatizzante neonazista.

All’indomani della vittoria del “sì” i principali mezzi di informazione hanno proposto varie letture per spiegare l’inspiegabile, ovvero come una Unione Europea sinonimo di benessere e progresso potesse venire rifiutata dai suoi stessi “cittadini”. I dati indicano che il voto è stato fortemente polarizzato in termini di età anagrafica, reddito e distribuzione geografica. Il “sì” ha stravinto in molti centri industriali, in passato roccaforti laburiste e socialiste. Nella città di Stoke-on-Trent, le cui miniere di carbone ancora nel 1992 segnavano il record europeo di produzione, il leave ha vinto con quasi il 70% dei voti. Alcuni hanno puntato il dito sull’ottusità delle vecchie generazioni, colpevoli di avere bocciato il sogno europeista dei giovani, senza però citare il dato per cui proprio le regioni con la popolazione più giovane sono state anche quelle con il più alto tasso di astensione. Ma la versione più popolare è quella diffusa dai media alla vigilia del voto, ovvero che la causa dell’uscita era caldeggiata da forze xenofobe, reazionarie e omofobe, ostili all’UE a causa della sua natura tollerante, attenta ai diritti delle minoranze e alla pace. 

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Italia piattaforma di lancio NATO

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soldati simulazionedi Antonio Mazzeo
da antoniomazzeoblog.blogspot.it

Nella Nato del terzo millennio, le basi militari ospitate in Italia hanno un ruolo fondamentale e insostituibile nelle strategie di guerra. Siamo tutti sempre più nucleari e con logiche di attacco.

Forze armate dotate di mezzi, sistemi d’arma, capacità operative e livelli d’addestramento adeguati, prontamente impiegabili in ambito NATO nei termini richiesti, per lunghi periodi e al di fuori delle normali aree stanziali. Un dispositivo bellico superefficiente in grado di respingere eventuali aggressioni militari che si dovessero manifestare contro l’Italia e i suoi “interessi vitali”, sempre pronto a “rimuovere le minacce” e contribuire alla “difesa integrata” dei territori dell’Alleanza Atlantica e alla “lotta al terrorismo internazionale”. Sono alcuni degli obiettivi strategici prefigurati dal Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa 2015 per quelle che dovranno essere le strutture militari nazionali del prossimo ventennio. Il sogno di un’Italia media potenza internazionale ma sempre più ancorata all’Alleanza Atlantica e al paese leader, gli Stati Uniti d’America. “L’unica strategia in grado di mitigare i rischi relativi è quella di un’attiva partecipazione alla NATO”, spiega il ministero della Difesa. “Perché solo l’alleanza tra europei e nordamericani è in grado di esercitare la dissuasione, la deterrenza e la difesa militare…”.

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Si alla Pace! No alla NATO!

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di Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione - CPPC
da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Seguiamo l'esempio che ci viene dal Portogallo e da altri paesi d'Europa. Mobilitiamoci anche in Italia, in vista del Vertice NATO di Varsavia!

No agli obiettivi bellicisti del vertice di Varsavia

Come avverrà in altri paesi d' Europa, anche in Portogallo organizzazioni di diversa ispirazione si uniranno per contestare gli obiettivi bellicisti che il vertice che la NATO svolgerà nella capitale della Polonia, Varsavia, i prossimi 8 e 9 luglio, e per affermare l'esigenza dello scioglimento di questo blocco politico-militare, che rappresenta la principale minaccia alla pace e alla sicurezza in Europa e nel mondo.

Nel momento in cui si moltiplicano le situazioni di tensione e conflitto e aumentano l'insicurezza e l'instabilità internazionali, la realizzazione del vertice e i suoi obiettivi bellicisti, nel momento in cui la NATO si avvicina sempre di più alle frontiere della Federazione Russa e interviene nel Mediterraneo, sono di immensa gravità.

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Il card. Zen sulla rotta di collisione

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zendi Francesco Sisci
da www.settimananews.it

Pubblichiamo l'interessante riflessione del sinologo Francesco Sisci sugli sviluppi del confronto tra Cina e Vaticano

Le recentissime dichiarazioni del vescovo emerito di Hong Kong, Giuseppe Zen, appaiono da Pechino incomprensibili. Zen 1) dichiara in sostanza che se anche le trattative andassero a buon fine e fossero accettate dal papa i fedeli cattolici hanno diritto di seguire la propria coscienza e non accettarle; 2) incoraggia i fedeli cattolici “anti trattativa” ad aspettare ancora un po’ di tempo e poi la situazione sarà sanata.

1) Trattative

Da Pechino, dove si seguono queste cose con una distanza di cultura e di sensibilità enorme, nascono una infinità di domande. Non so quanto sia dovuto alla posizione del cardinale o all’ignoranza da questa parte.

Le trattative tra Santa Sede e Cina vanno avanti da circa 20 anni, lo sa tutto il mondo e lo sapeva anche sua eminenza Zen. Da qui non si capisce cosa sia successo di nuovo perché il cardinale abbia aspettato così tanto tempo per fare dichiarazioni pubbliche così dure.

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Egitto: un appello all’intellighenzia

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egitto polizia filospinatodi Marco Alloni

Il presente articolo è uscito, in forma ridotta e come intervista di Sherif El-Sebaie, sul Fatto Quotidiano il 18 giugno 2016. Questa versione raccoglie le riflessioni di Marco Alloni sull'intellighenzia italiana ed egiziana in tutte le sue articolazioni.

È debito indelebile quello che abbiamo tutti con Amedeo Ricucci. La sua massima più famosa, che qui translittero – “Facile fare i gay con il corpo degli altri” – resta fra gli insegnamenti cardinali dell’ultimo decennio. Declinata meno aulicamente, essa si presta a una serie di varianti su cui non possiamo più esimerci dall’interrogarci. Prima variante: “Facile fare gli atei in un Occidente scristianizzato”. Seconda variante: “Facile fare i militanti ‘egiziani’ da Salerno o Voghera”. Terza variante: “Facile attaccare l’Egitto dopo averlo abbandonato”.

Involontariamente Ricucci ha pertanto spianato la strada a quel contro-orientalismo di cui alcuni di noi avvertono più che mai la necessità. Ci ha insegnato – esortandoci a mettere in gioco la pelle prima di esibirci in fatui cicaleggi da “pantofolai dell’orientalismo” – a operare coerentemente con il nostro status esistenziale e a riconoscere che parlare di “guerre mediorientali” da Salerno ha più o meno lo stesso grado di audacia che inveire contro la Salerno-Reggio Calabria da Luxor.

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La NATO significa guerra

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nonato 02072016Comunicato di AKEL (Partito Progressista del Popolo Lavoratore di Cipro)

da www.akel.org.cy

Traduzione di Marx21.it

La prossima settimana in Polonia avrà luogo il vertice della NATO, che si concentrerà principalmente sul tema “affrontare le sfide sui confini orientali e meridionali dell'Alleanza”.

Il vertice segna una nuova fase nell'aggressione della NATO e nella drammatica militarizzazione che si sta sviluppando in Europa Orientale e nel Mediterraneo. Lo schieramento di quattro battaglioni multinazionali ben armati nella regione del Baltico e in Polonia si aggiunge ora al cosiddetto scudo anti-missili e alle forze NATO che stazionano nell'Est Europa da alcuni anni contro la Russia. Inoltre la presenza militare dell'Alleanza del Nord Atlantico è stata rafforzata con ogni mezzo nel travagliato Mediterraneo orientale. La Nato ora chiede ai suoi membri in Europa di aumentare, nel bel mezzo della crisi e dell'austerità, le loro spese militari e di approfondire ulteriormente la sinergia con la NATO e la collaborazione dell'UE. Va notato anche che l'Unione Europea ha annunciato l'anno scorso un piano di investimenti per l'industria delle armi da guerra!

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In Ucraina continua la repressione contro i comunisti

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pc ucraina 500pxUfficio Stampa del Partito Comunista di Ucraina

da kpu.ua

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

In Ucraina, il 28 giugno, si è registrato un nuovo gravissimo episodio di repressione anticomunista, che questa volta ha colpito la compagna Alla Aleksandrovskaya, primo segretario del comitato regionale di Kharkov del Partito Comunista (KPU). Nell'esprimere la nostra solidarietà ai compagni del KPU, formuliamo l'augurio che i comunisti, la sinistra e i democratici del nostro paese facciano sentire la loro voce indignata. Il silenzio che avvolge i crimini della giunta nazista di Kiev deve cessare.

Il 28 giugno 2016, nel Giorno della Costituzione dell'Ucraina, funzionari della direzione di Kharkov e Kiev del SBU (il servizio di sicurezza, ndt) si sono presentati con un mandato di perquisizione in casa di Alla Aleksandrovna Aleksandrovskaya, deputata del popolo dell'Ucraina per quattro legislature, cittadina onoraria della città di Kharkov e prima segretaria del comitato regionale di Kharkov del Partito Comunista di Ucraina (KPU).

Attualmente, l'accesso alla sua abitazione è completamente bloccato e ai residenti non è concesso di entrare e neppure di uscire. Mentre cercava di chiarire le cause di ciò che sta accadendo, Aleksey Perepelitsa – attivista sociale, più volte eletto nel consiglio comunale di Kharkov – è stato picchiato dagli agenti del SBU.

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Sapir: Brexit e lezioni di democrazia

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brexit ukda vocidallestero.it

Pubblichiamo l'articolo di Jacques Sapir come contributo alla discussione sulle prospettive dell'Europa dopo il voto nel referendum per la Brexit

Sapir analizza il voto sulla Brexit e le implicazioni politiche. Mentre alcuni nostri politici e commentatori si coprono d’infamia ripetendo che il Referendum non si sarebbe mai dovuto indire, i cittadini britannici hanno dato lezioni di democrazia resistendo a un’enorme pressione mediatica, ad allarmismi isterici e a reazioni emotive dell’ultima ora. La “sinistra” laburista, soprattutto, dovrà prendere atto di aver perso il contatto con il proprio elettorato, che non ha voluto difendere e che ora in parte consistente ha votato contro le sue indicazioni.

di Jacques Sapir, 24 giugno 2016

Il voto di giovedì 23 giugno è stato un momento storico cruciale. È stato anche un grande momento per la democrazia. Il 51,9 percento degli elettori britannici ha votato per l’uscita dall’Unione Europea, dando una lezione di democrazia al mondo e al vostro umile servitore, e probabilmente ha cambiato il nostro futuro.

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Dopo le elezioni in Spagna inizia il confronto tra i comunisti

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unidospodemosUn commento di Alberto J. Miranda, Direttore di laRepublica.es | da larepublica.es

Traduzione di Giulia Salomoni per Marx21.it

Dopo il deludente risultato elettorale di Unidos Podemos prende avvio il confronto tra i militanti del PCE e IU. 

LA GIORNATA DI RIFLESSIONE COMINCIA OGGI

Sto leggendo molte persone, amici conosciuti e sconosciuti, indignati per i risultati elettorali. Li vedo insultare soprattutto chi ha votato il Partito Popolare e i Ciudadanos. Li vedo parlare di emigrare, di un paese di pecore, di una società di merda che vota i corrotti. Vedo inoltre un classismo molto frequente ultimamente che da una supposta superiorità intellettuale si permette persino il lusso di chiamare ignoranti e incolti gli elettori del PP, del PSOE e dei Ciudadanos.

E io dico una cosa, umilmente, e senza l’intenzione di offendere nessuno: e se invece di inveire contro chi non ha votato quello che noi avremmo voluto, ci chiedessimo il perché?

Magari, e solo magari, non si sarebbe dovuta abbandonare la lotta nelle strade. Aiutare a raggiungere il trend topic mondiale è molto comodo e divertente, però dopo che questo è stato condiviso su facebook vi siete affiliati ad un sindacato? Organizzate i compagni nei vostri luoghi di lavoro contro gli abusi lavorativi? O usate solo gli hashtags?

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Un'altra Europa è possibile. Un'altra UE no

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pc irlanda striscioneDichiarazione del Partito Comunista di Irlanda

da solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

Il Partito Comunista di Irlanda esprime la sua solidarietà e accoglie con favore la decisione dell'elettorato britannico, con i lavoratori che hanno giocato un ruolo decisivo nel voto per lasciare l'Unione Europea.

La decisione del popolo è una vittoria sulla paura scatenata dalle grandi imprese, dalle banche e dalle istituzioni finanziarie globali, insieme all'UE e le élites dominanti in essa, compreso il governo irlandese che si è accodato. Ci congratuliamo con coloro che nel nord-est dell'Irlanda hanno avuto l'opportunità di votare e hanno votato per lasciare.

Noi chiediamo un nuovo referendum qui, nella nostra Repubblica, sull'adesione, per imporre una battuta d'arresto ad ogni ulteriore e maggiore integrazione nell'UE. Abbiamo la necessità di riaffermare la democrazia e la sovranità nazionale. Inoltre chiediamo la fine dei negoziati segreti tra le istituzioni dell'UE e degli Stati Uniti riguardanti il TTIP.

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Smuraglia: "È scandaloso che la televisione pubblica sia schierata col Governo"

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smuraglia interventodi Carlo Smuraglia | da www.anpi.it

Si sta concludendo la prima fase, quella della raccolta delle firme e ci stiamo avviando verso la campagna referendaria, in senso stretto. Per la verità, noi siamo già da tempo in “campagna” ed abbiamo sempre ritenuto che la raccolta delle firme fosse soprattutto uno strumento di informazione, di comunicazione, di invito alla riflessione. E questo è avvenuto, ad opera delle nostre compagne e dei nostri compagni, del nostro volontariato disposto a raccogliere firme ed a parlare con i cittadini anche sotto la pioggia. Altrettanto, e assai di più, faremo nel prossimo periodo e soprattutto a settembre quando ormai saremo alla vigilia del voto. Un periodo al quale ci stiamo preparando, con l'intenzione di dare vita ad una delle più grandi campagne di informazione e di orientamento dal basso, che la storia italiana abbia conosciuto. Ma bisogna dire però, con franchezza, che è come scalare una montagna.

Nell'epoca del predominio della televisione, della stampa, dei mille nuovi strumenti di comunicazione, noi siamo pressoché soli, potendo contare, al massimo, su un paio di quotidiani e non sempre sulle stesse radio private. È scandaloso il fatto che la televisione pubblica sia così palesemente schierata con gli indirizzi governativi; ed è altrettanto scandaloso che la stampa, cosiddetta libera, lasci tanto spazio al Governo ed ai sostenitori del SI, riducendo ad un livello ridicolo i tempi che vengono “benignamente” concessi a chi è contrario a queste riforme.

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Referendum in Gran Bretagna ed Europa: quale ruolo per la sinistra?

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Brexit composizionedi Federico La Mattina per Marx21.it

Le analisi del voto del “Telegraph”, del “Guardian” e della “BBC” lo confermano: il voto nel Regno Unito è stato caratterizzato da una forte connotazione di classe (ad esclusione in particolar modo della Scozia, per ragioni storico-politiche e indipendentiste). Ad esempio nel distretto operaio di Blaenau Gwent in Galles il “leave” ha vinto con il 62%; storici bastioni del Labour come Wigan, Doncastaer, Barnsley hanno votato per il "leave" e così via. Corbyn ne ha saggiamente preso atto affermando che “milioni di votanti hanno rifiutato un establishment politico che li ha lasciati indietro. Le comunità che sono state colpite molto duramente dai tagli del governo e dal fallimento economico, hanno votato contro lo status quo”. I consistenti settori della sinistra italiana che si dilettano a demonizzare l’elettorato britannico dovrebbero leggere le parole del leader laburista che pure ha affrontato con non troppa voglia la campagna per il “remain” (beninteso, restano attualmente soltanto dichiarazioni e la partita interna al Labour – come quella interna ai Tories – è ancora tutta aperta) [1]. 

Le grandi città universitarie hanno votato in maggioranza per rimanere ma questo cosa vuol dire? Il voto di uno studente magari delle classi medio-alte vale più del voto della “working class” dei distretti industriali? I pensionati sempre più poveri a causa del neoliberismo non hanno diritto di voto? E’ straniante vedere come una certa sinistra rinunci ad analisi di tipo geografico-sociale in favore del discorso estremamente banalizzante (nonché falso [2]) dello “scontro generazionale”.

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Raccolta materiale per il Donbass antifascista

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bandabassotti nopasaran bandieredi Banda Bassotti

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Da molto tempo volevamo attivare una raccolta materiale medicinale, generi alimentari e materiale sanitario da inviare nel Donbass Antifascista. Grazie all'infaticabile lavoro del COMITATO UCRAINA ANTIFASCISTA BOLOGNA, si è aperto un canale per inviare costantemente materiale.

Con questo Comunicato invitiamo tutti a portare nei nostri concerti generi alimentari e sanitari. 

VOGLIAMO CHE L'EUROPA DEI LAVORATORI, DEI DISOCCUPATI, DEI PRECARI, si schieri ancora una volta a fianco del popolo del Donbass Antifascista.

Siamo antifascisti e non lasceremo il popolo del Donbass da solo nella lotta al governo nazista.

Per chiunque vuole contattarci privatamente per portarci materiale, la nostra mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. è attiva.

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Aggressioni “culturali” e propaganda “umanitaria” contro il Venezuela

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venezuela bandiera personedi Misión Verdad

Traduzione di Marx21.it

In merito alle continue aggressioni culturali contro il Venezuela si può affermare che in permanenza agiscono operatori che diffondono argomenti di propaganda e che nei periodi in cui si aprono fronti di scontro e si manifestano scalate nell'assedio intensificano la diffusione di contenuti sempre più sofisticati.

Senza ombra di dubbio la guarimba (le forme, attraverso cui si manifesta la rivolta reazionaria in corso in Venezuela, ndt) ha rappresentato e sintetizzato i nuovi metodi e le forme di quella che, a suo tempo, Misión Verdad ha definito come l'operazione “di uno sciame culturale” che ha contribuito a teatralizzare il conflitto a livello regionale e globale per:

- Dimostrare la spontaneità di manifestazioni perfettamente pianificate.

- Convincere e persuadere l'opinione pubblica internazionale che ci troviamo di fronte a “movimenti studenteschi” mentre in realtà nelle strade operano gruppi addestrati preventivamente allo scontro e che conoscono le tattiche della guerra irregolare urbana.

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