Dite no al fascismo! I comunisti ucraini al mondo progressista

Dite no al fascismo! I comunisti ucraini al mondo progressista

da solidnet.org

La nomina del nuovo Procuratore Generale Viktor Shokin ha causato una pressione palese e senza precedenti sul Tribunale Amministrativo di Kiev per costringere ad emettere ...

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Sul Baltico si apre il “Fronte nord”

Sul Baltico si apre il “Fronte nord”

PandoraTV

Monta l’isteria anti-russa. Centinaia di blindati della NATO sfilano alle frontiere della Russia. Militari americani si sono acquartierati in Lettonia, sul confine russo. E gli americani lanciano tre canali televisivi in russo nel Baltico.

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Dalla Sicilia alle guerre globali. Intervista ad Antonio Mazzeo

Dalla Sicilia alle guerre globali. Intervista ad Antonio Mazzeo

da ricostruirepc.it

Intervista di Pina La Villa ad Antonio Mazzeo, giornalista e autore di diverse inchieste e saggi sulla militarizzazione del territorio in Sicilia, sui migranti e sui diritti umani...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Nel dopo Minsk gli ostacoli prevalgono sull'ottimismo

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putin poroshenkodi Giulietto Chiesa | da La Voce della Russia

Nella ridda di intepretazioni dei risultati del vertice di Minsk – “formato Normandia”- ci si potrà districare soltanto dopo un’attenta lettura dei documenti finali. Per ora, lasciando da parte ottimismi troppo avventurosi, bisogna in primo luogo valutare gli ostacoli che si frappongono alla loro attuazione. 

Fuori dal tavolo negoziale, attorno a cui erano seduti la Russia, la Francia, la Germania e l’Ucraina, c’erano e ci sono molte forze ostili a tutti, o a una gran parte, dei compromessi che sono stati raggiunti.

Non c’erano gli Stati Uniti, ed è cosa cruciale, perché Washington era ed è per armare l’Ucraina in modo massiccio. Non è chiaro se questa sia la posizione di Obama, ma è certo che è la posizione di coloro che guidano il Senato e la Camera dei Rappresentanti e che fanno il cattivo tempo americano. Dietro di loro mancava il codazzo dei vassalli europei dell’America: Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania. C’era Poroshenko, ma nella sua ombra c’erano i nazisti di Kiev, gli oligarchi amici che finanziano gli squadroni della morte come il famigerato “battaglione Azov” , i “giocatori di pietra”.

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L'accordo di Minsk

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L’annuncio ufficiale di Putin dopo 17 ore di negoziati “formato Normandia” a Minsk

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"C'è gente, non sparate!" - una testimonianza dal Donbass

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da littlehirosima.livejournal.com

Traduzione di Alena Afanasyeva per Marx21.it

Evdokija Sheremeteva è una blogger di Mosca. Questo racconto è stato postato sul suo blog littlehirosima.livejournal.com il 4 gennaio 2015, dopo il suo primo viaggio a Pervomaisk dove ha portato aiuti umanitari raccolti con l’aiuto dei suoi amici e conoscenti. Dopo questo viaggio ce ne sono stati altri due - Pervomaisk, Krasnodon, piccole città nella regione di Lugansk dove l’aiuto umanitario non arriva e dove la situazione è pessima.

- Ira, non piangere! Non stanno sparando, ti è sembrato!
In cucina si svolge la distribuzione del cibo. La gente è venuta con vasetti di vetro a una mensa sociale.
Avvicino le donne che lavorano in mensa e dò degli assorbenti igienici. La seconda di loro, l’amica di Ira, si mette a piangere.
- Cari miei, grazie!
- Non dovete. È da molto che hanno sparato?
- Ma, sembra che ieri hanno sparato con i Grad.
- Ma c’è la tregua, no?
Il cuore stringe. E se lo faranno ancora?
Loro invece ridono. E poi piangeranno di nuovo.
- Oh mio Dio, ma loro sanno che ci stanno martellando! Ma non ce l’hanno delle madri e dei figli?

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Pax Americana

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emir-sader-professor-originaldi Emir Sader*ALAI, America Latina en Movimiento

Traduzione di Marx21.it

La rivista The Economist annuncia che il prossimo “Stato fallito” sarà la Libia. Prossimo? Se loro stessi confessano che non esiste uno Stato nel paese, che ci sono due governi, due parlamenti, un conflitto per vedere chi deve dirigere la banca centrale, la compagnia del petrolio, che neppure esiste una polizia, né un esercito nazionale, che vari gruppi di milizie si combattono sul territorio nazionale, che la infrastruttura del paese è a pezzi, che i pozzi di petrolio vengono contesi da diverse milizie, che sono sempre a rischio imminente di esplosione, che le torture e le esecuzioni proliferano. Turchia, Qatar e Sudan appoggiano una fazione, gli Emirati Arabi Uniti e l'Egitto un'altra. Se questo non è uno Stato fallito, che cosa è ancora necessario perché lo diventi?

Chi è il responsabile della distruzione di un altro paese nella regione? Già non basta ciò che accade in Afghanistan, in Iraq, in Siria, nello Yemen?

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Alcune esperienze internazionali dell’organizzazione comunista

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kkevodi Francesco Maringiò, Direzione Nazionale PCdI

Sintesi dell’intervento tenuto a Bologna il 24/01/2014 al convegno “Comunisti: la forma partito” promosso dall’Associazione per la ricostruzione del Partito Comunista

Credo sia un’intuizione molto felice quella di organizzare seminari su uno specifico tema, che permettono di portare la discussione più a fondo e non rimuovere quindi aspetti centrali del confronto tra comunisti. Senza questo processo, un percorso di ricostruzione e rigenerazione comunista non sarebbe possibile. Pertanto mi congratulo con i promotori – e con tutti i compagni presenti – per l’organizzazione e la riuscita di questa giornata.

In premessa voglio anche scusarmi per il fatto che non mi atterrò fedelmente alla traccia della relazione che mi è stata proposta: il quadro internazionale è così complesso e le forze in campo talmente numerose che sarebbe impossibile, nel tempo concessomi, affrontare alcuna discussione. Pertanto cercherò di enucleare alcuni punti centrali e corroborare, nel possibile delle mie capacità, il discorso con esempi concreti di esperienze organizzative di alcuni partiti comunisti esteri. In particolare cercherò di portare esempi dall’esperienza del Partito Comunista Portoghese (PCP) e del Partito Comunista Giapponese (JCP), che sono partiti molto diversi tra di loro (per storia, orientamento ideologico ed organizzazione) ma che operano entrambi in paesi a capitalismo maturo.

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La piazza della discordia

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Dopo la decisione del comune di Ceriano Laghetto di intitolare una piazza ai Martiri di Odessa, l’ambasciatore ucraino in Italia ha chiesto al sindaco di revocare la decisione. Ma il comune, esercitando un proprio diritto costituzionale, è andato avanti sulla sua strada

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Lo svuotamento postmoderno della democrazia

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pugnichiusi sagomedi Emiliano Alessandroni

Si può parlare davvero di spontaneità, quando i rapporti di forza tra i gruppi sociali sono squilibrati? [Stefano G. Azzarà]

La storia ci ha insegnato che non esiste società, né epoca umana, la quale non registri al suo interno una certa componente più o meno robusta di dissenso. Il dissenso, di per sé, non è né buono né cattivo, ma qualunque connotato esso assuma, costituisce l'anima, il cardine della contraddizione. Dissenzienti erano gli schiavi quando la legge ne prevedeva giuridicamente l'esistenza, ma non meno dissenzienti erano i proprietari di schiavi, nel sud degli Stati Uniti, ai quali, nella seconda metà dell'Ottocento, l'imponenza dei processi e delle lotte stava strappando via quei privilegi da essi designati come sacrosantidiritti di proprietà. Le spinte che premevano per la soppressione della schiavitù, venivano inizialmente additate, dalla cultura del tempo, come minacce nei confronti della libertà: era la libertà dei proprietari, la libertà di possedere esseri umani [1]. Comprendiamo allora il monito di Hegel quando, nell'affrontare la questione dei privilegi baronali presenti nella Polonia feudale e di come questi venivano difesi dalla cultura del tempo, avverte che «quando si parla di libertà, si deve sempre far caso se, in realtà, non si stia parlando d'interessi privati».[2]

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Questione russa e propaganda euro-atlantica

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putinmerkel932014di Federico La Mattina per Marx21.it

Dallo scoppio della crisi ucraina i media occidentali hanno portato avanti una martellante campagna di disinformazione volta a presentare la Federazione Russa come responsabile della guerra civile ucraina e sulla base di questo hanno avallato le scellerate scelte europee in materia di sanzioni contro la Russia. Il voto al Parlamento Europeo del 15 gennaio, che ha visto uniti popolari e socialisti, ha confermato la politica aggressiva dell’Unione Europea, minacciando direttamente la pace in Europa. Le recenti dichiarazioni della NATO e le allusioni di qualche leader europeo dovrebbero mettere in allarme chiunque abbia a cuore le ragioni della pace.

L’Unione Europea ha svolto fin dall’inizio un ruolo di prim’ordine nella realizzazione del golpe di febbraio contro il governo Yanukovich e ha avallato le politiche imperialiste nordamericane miranti a pressare e contenere la Russia tramite l’avanzata della NATO. In Italia il dibattito sui rapporti euro-russi è quasi inesistente; chi sostiene la necessità di instaurare normali rapporti politici, economici e di scambio culturale con la Russia viene solitamente bollato, con un certo sprezzo, come “filorusso” o, addirittura, come “ostile all’Europa”. E’ evidente che nell’immaginario comune (riflesso delle idee propagandate dagli organi di informazione legati a diversi livelli ai gruppi dominanti) non esiste Europa al di fuori della cornice euro-atlantica.

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L’Italia rafforza il proprio ruolo nel conflitto Nato-Russia

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typhoondi Antonio Mazzeo
da antoniomazzeoblog.blogspot.it

“C’è stata la richiesta da parte della Nato di prolungare per altri quattro mesi la missione dell’Aeronautica italiana in Lituania e noi abbiamo dato la nostra disponibilità”. L’annuncio della ministra Roberta Pinotti è giunto al termine del vertice dei Ministri della Difesa della Nato, tenutosi a Bruxelles il 5 e 6 febbraio scorso. L’Italia continuerà dunque ad essere in prima linea perlomeno sino ad agosto nelle operazioni aeree anti-Russia con quattro caccia multiruolo Eurofighter “Typhoon”, nell’ambito della Baltic Air Patrol (BAP), la missione Nato di pattugliamento e sorveglianza dello spazio aereo delle Repubbliche baltiche. “Era prevista una rotazione con un altro paese che doveva sostituirci, ma la Lituania si sente rassicurata dalla continuazione della nostra presenza”, ha spiegato Pinotti.

La missione dei caccia italiani nel Baltico ha preso il via il 1° gennaio dall’aeroporto militare di Šiauliai, in Lituania. I caccia, gli equipaggi e il personale provengono dal 4° Stormo dell’Aeronautica di Grosseto, dal 36° Stormo di Gioia del Colle (Bari) e dal 37° Stormo di Trapani-Birgi. 

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Salviamo il refusnik Ruslan che rifiuta di andare a uccidere nel Donbass ed è stato arrestato dal governo ucraino…

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ruslan kotsabadi Marinella Correggia

Il giornalista ucraino Ruslan Kotsaba è stato arrestato a Ivano-Frankovsk, città dell’Ucraina occidentale, e rischia un processo per tradimento dello Stato. Intorno al 20 gennaio, Kotsaba, che lavora per il canale televisivo 112, aveva diffuso un video (link) nel quale dichiarava la sua indisponibilità a essere arruolato e invitava di fatto i suoi concittadini alla diserzione di massa. Una dichiarazione che ha destato scalpore sia per la notorietà del giornalista sia perché l’Ucraina occidentale è percorsa da un vento sciovinista che arriva a riabilitare come eroi patrioti perfino i collaborazionisti nazisti.

Nel video, camminando veloce nella sua città natale, Ruslan dichiarava: «Preferisco andare in carcere che andare a combattere contro miei compatrioti nel Donbass». «Uso il fatto di essere conosciuto per dire ufficialmente che non sono disposto a ricevere nessuna chiamata alle armi, non importa se sarà la terza, quarta o quinta mobilitazione. Se andassi in guerra potrei uccidere i miei compatrioti, perché questa è una guerra civile. La mobilitazione generale è legale solo quando c’è una formale dichiarazione di guerra fra due paesi, ma non è così. Non c’è dichiarazione di guerra con la Russia, anche se l’Ucraina lo dice.

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Grande interesse in Germania per l'Appello per la ricostruzione del partito comunista

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ricostruirepc logoTraduzione dal tedesco di Vladimiro Giacché per Marx21.it

Riproduciamo in traduzione italiana due testimonianze dell’interesse suscitato in Germania dall’Appello per la ricostruzione del partito comunista e dalle iniziative ad esso legate.

Si tratta dell’intervista rilasciata dal compagno Fausto Sorini all’organo del partito comunista tedesco (DKP), “Unsere Zeit”, pubblicata il 23 gennaio scorso, e dell’articolo dedicato all’appello e alle riunioni di Livorno e Bologna il 31 gennaio da “junge Welt”, quotidiano di riferimento della sinistra marxista, anticapitalista e antimilitarista tedesca (dalle componenti più avanzate della LINKE alla DKP, ai movimenti antifascisti e per la pace).

Ci sembra che rappresentino un’ulteriore riprova dell’attenzione con la quale, da parte del movimento comunista e delle forze anticapitaliste europee, si guarda all’iniziativa volta a restituire ai lavoratori del nostro Paese quello che hanno perso nel 1991: un partito comunista degno di questo nome.

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Glossario su confine orientale, “foibe” ed “esodo”, Giorno del Ricordo e dintorni …

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fucilazione-a-Dane-31-luglio-1942da www.diecifebbraio.info

Le nostre F.A.Q. (domande frequenti)

- 10 FEBBRAIO 1947

Giorno in cui fu sottoscritto il Trattato di Pace con cui l’Italia regolò i suoi conti e concluse le vertenze aperte con la Seconda Guerra Mondiale, specialmente riguardo alla Jugoslavia ed ai confini orientali. In quanto tale, ogni anno il 10 Febbraio dovrebbe essere un anniversario di festa; viceversa, lo Stato italiano lo ha reso per legge una data per tutte le recriminazioni (vedi: GIORNO DEL RICORDO).

- ANVGD

La Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia -ANVGD- si è caratterizzata nei decenni come una delle realtà associative degli “esuli” istriano-dalmati più apertamente irredentiste. Sorta dal raggruppamento di numerosi comitati locali operanti già prima del 1947, sin dalla sua nascita ha dichiarato superata la discriminante antifascista. 

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In Ucraina la guerra globale è alle porte. Si mobiliti finalmente tutta la sinistra italiana!

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soldato donbass 2di Mauro Gemma

Quando uno dei “potenti della terra”, il presidente francese Hollande, arriva a fare affermazioni che non escludono la possibilità dello scatenamento, nello scenario ucraino, di una guerra dalle proporzioni inimmaginabili tra l'Occidente imperialista e la Russia, non occorre essere particolarmente ferrati in politica internazionale per capire che ormai si corre il rischio di essere arrivati a un punto di non ritorno.

L'ipotesi di una spaventosa guerra globale non viene avanzata più solamente dalle voci isolate di qualche esperto preveggente, come quelle di coloro che già tempo fa la ipotizzavano nelle prime fasi del conflitto del Donbass, attribuendo all'imperialismo statunitense persino la volontà di utilizzare le armi più devastanti per affermare definitivamente il proprio progetto egemonico nell'intero spazio post-sovietico.

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L' "Alternative diplomacy" cinese in risposta al "Pivot to Asia"

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cina bandiera sfumatadi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Il nuovo bilancio per la difesa (sarebbe meglio dire “per la guerra”) che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha presentato nei giorni scorsi al Congresso (543 miliardi di dollari ai quali vanno aggiunti ulteriori 51 per il sostegno agli impegni militari in Siria e Iraq) si ribadisce che la priorità militare “assoluta” - parole del segretario alla Difesa (alla “guerra”) - resta quella del “Pivot to Asia”, ovvero la politica di containment nei confronti di Pechino. A questo fine, anche per rispondere ai timori del Pentagono sulla progressiva riduzione del gap tecnologico-militare, sono stanziati 10,6 miliardi dollari per l'acquisto di 57 caccia F-35 Joint Strike e ulteriore 1,2 miliardi di dollari per la costruzione di un nuovo bombardiere strategico. Inoltre si prospetta un aumento dell'8% della presenza marittima militare statunitense nell'area entro l'anno, e la distribuzione di 112 navi da guerra entro il 2020.

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Mozambico: il Frelimo lavora per la pace

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frelimo nyusidi Carlos Lopes Pereira | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

In Mozambico, il Frelimo prosegue la lotta per la pace e per maggiore sviluppo e cerca di superare gli ostacoli che minacciano la tranquillità nel paese.

Il vincitore delle elezioni presidenziali del 15 ottobre, Filipe Nyusi, candidato del Frelimo, ha preso possesso a Maputo della carica di capo dello Stato e ha fatto appello alla difesa e al rafforzamento delle grandi conquiste storiche del popolo mozambicano – l'indipendenza, l'unità nazionale e la pace.

A pochi mesi dalla festa del 40° anniversario dell'indipendenza, Nyusi ha ricordato nel discorso dell'investitura l'esempio ispiratore dei presidenti che lo hanno preceduto (Samora Machel, già scomparso, Joaquim Chissano e Armando Guebuza) e, anche, del fondatore del Frelimo, Eduardo Mondlane, assassinato nel 1969 da agenti del colonial-fascismo portoghese.

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La Russia non arretra, l'Occidente prova a ricompattarsi

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mini1 115 500di Demostenes Floros | da Limes

Mosca reagisce al crollo del rublo e alle sanzioni di Usa e Ue con l'Unione Economica Eurasiatica e l'aiuto della Cina. Nel Vecchio Continente andrebbe seguito l'esempio della Grecia.

Il prezzo del greggio ha proseguito il suo trend discendente a gennaio. Brent e Wti, dopo aver raggiunto il minimo da 6 anni, hanno tuttavia chiuso il mese in marcato recupero, rispettivamente a 52,95 dollari/barile ($/b) e 48,19 $/b. All'origine di questo dato ci sono le notizie provenienti dagli Stati Uniti, che indicavano una riduzione delle trivelle attive del 24% rispetto al picco di ottobre, in particolare nel settore del fracking.

Il calo del prezzo del petrolio ha trascinato verso il basso i prezzi del gas naturale, in particolare i contratti indicizzati al greggio take or paypiù che sul mercato spot, comunque in discesa a causa della debole domanda. Tra le materie prime, anche il prezzo del rame è crollato a dimostrazione di una situazione economica globale di grande instabilità.

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Tsipras, l'Unione Europea e l'esigenza di uno sguardo lungo

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varufakis 23935e6fdi Fosco Giannini per Marx21.it

Com’è vero che la fase storica, in Europa, è totalmente sovraordinata – sino ai minimi dettagli politici, sociali e istituzionali – dalla nefasta e violenta costruzione dell’Unione europea per mano del capitale transnazionale europeo, così è vero che le vicende di questi giorni di inizio febbraio 2015 – tutte segnate dal tentativo di Alexis Tsipras e dal suo ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, di aprire con la BCE una trattativa sul debito greco - sono di capitale importanza sia per le future dinamiche interne all’Ue che per le stesso futuro politico delle forze comuniste e di sinistra d’Europa.

Dopo la vittoria elettorale e la costituzione del nuovo governo greco, Tsipras e Varoufakis, in questi giorni, sono partiti per un tour europeo, con l’obiettivo di presentare ai governi, alla Merkel, a Juncker e alla BCE di Mario Draghi, il loro progetto di “accordo provvisorio”, cioè la dilazione dei termini di pagamento del debito greco in cambio di una flessibilizzazione del pagamento stesso ( nell’essenza: il governo greco potrebbe pagare rate più alte nelle fasi di crescita economica e rate più basse nelle fasi d stagnazione) e in cambio di un programma radicale condotto dal governo Tsipras “ contro gli sprechi, la corruzione e l’evasione fiscale”.

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Veniamo da lontano e andiamo lontano...

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di Mario Ori, Segretario della Federazione PCdI di Modena

Hammer-and-Sickle-5L'Italia, dopo avere conosciuto il più forte (nonché uno dei più originali, innovativi e fertili) partito comunista d'occidente, lo ha visto poi “suicidarsi” e successivamente, in poco più di vent'anni da quel “suicidio”, ha visto definirsi ed imporsi un quadro politico nel quale la sinistra è pressoché annientata: qui dunque più che in altri paesi si ha la necessità di ricostituire una fiducia nell'avvenire. 

Non che non vi siano sensibilità anche diffuse che con maggior o minor ragione si autodefiniscono di “sinistra”. Da anni però sono frammentate e litigiose, e di fatto politicamente irrilevanti, prese a estemporanei progetti (ne abbiamo viste d'ogni, e tutti abbiamo la nostra parte di “peccati” da farci perdonare, dai “girotondi” a “Rivoluzione Civile”), ed oggi affascinate da modelli importati (Die Linke, Siryza, Podemos, …), e soprattutto troppo spesso caratterizzate da malcelate ma evidenti pulsioni personalistiche.

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