9 maggio e 3 settembre: tra Storia e geopolitica del presente

9 maggio e 3 settembre: tra Storia e geopolitica del presente

di Federico La Mattina

La parata del 3 settembre è stata certamente una manifestazione di potenza – ma non solo –  della Repubblica Popolare Cinese. Grandi assenti i leader occidentali con la ...

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“70 anni della nostra comune Vittoria”

“70 anni della nostra comune Vittoria”

da kprf.ru

Questo è l'anno della celebrazione del 70° anniversario della Vittoria sul fascismo, l'anno della fine della Seconda Guerra Mondiale. Per la Russia e la Cina quest'anno assume un significato speciale. I nostri paesi sono stati alleati nella lotta contro il…

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I comunisti salutano il successo dello sciopero generale in India

I comunisti salutano il successo dello sciopero generale in India

da cpim.org

L'Ufficio Politico del Partito Comunista dell'India (Marxista) si congratula con la classe lavoratrice dell'India per il successo del magnifico sciopero del 2 settembre 2015 ...

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YOU STINK: protesta popolare o destabilizzazione "colorata" a Beirut?

YOU STINK: protesta popolare o destabilizzazione "colorata" a Beirut?

Forti manifestazioni anti-governo nella capitale libanese. All'inizio era questione di rifiuti, poi un sommovimento che rischia di sconvolgere gli equilibri post-guerra civile ..

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Obama in Africa: ingerenza e dominio

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Africa with Obama overlay w700da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

La promozione degli interessi economici degli Stati Uniti in Africa e il rafforzamento dell’ingerenza nordamericana nel continente sono stati al centro della visita di Barack Obama in Kenya ed Etiopia.

La visita nei due paesi dell’Africa Orientale, che ricevono importante sostegno militare dagli USA, è stata circondata da misure eccezionali e da un’enorme campagna di propaganda mediatica.

L’agenda africana di Washington era cominciata quando il nuovo presidente della Nigeria, Muhammadu Buhari, aveva avuto colloqui alla Casa Bianca con l’intenzione di migliorare le relazioni economiche e militari tra i due stati. Obama ha affermato che la Nigeria, il primo produttore di petrolio in Africa, “è uno dei paesi più importanti del mondo”. E ha promesso più appoggio ad Abuja nella lotta contro i radicali di Boko Haram, i cui attentati e attacchi hanno provocato migliaia di vittime in Nigeria, ma anche in Camerun e Ciad.

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L’Ucraina non è più un soggetto indipendente della politica internazionale

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simonenko petr nikolaevich 500da www.kpu.ua 
Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Dichiarazione di Petro Simonenko, Segretario del Partito Comunista di Ucraina

Negli anni dell’indipendenza l’Ucraina ha perso lo status di soggetto della politica internazionale, trasformandosi in oggetto di manipolazione. Lo ha dichiarato il leader del Partito Comunista di Ucraina Petro Simonenko.

“L’Ucraina è diventata una piattaforma geopolitica utile all’Europa e all’Occidente per la realizzazione di manipolazioni allo scopo di assecondare i propri interessi egoistici. E se in precedenza il loro obiettivo è stato raggiunto con l’instaurazione di un governo fantoccio che ha “svenduto” l’economia e il mercato interno ucraino, ora i governi occidentali perseguono apertamente i propri scopi mediante la guerra nel paese”, - ha affermato Simonenko.

Secondo il leader del PCU, le attuali autorità, arrivate alla direzione del paese con un colpo di Stato nel febbraio dell’anno scorso , si ostinano a non voler dare ascolto all’altra parte della popolazione dello Stato, quella che vive nell’Oriente, che ha punti di vista diversi.

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Palestina: il diritto al ritorno

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palestina bandiera uomodi Maurizio Musolino, Comitato Per non dimenticare il diritto al ritorno

L’occupazione ha mille facce, mille sfumature, che si incuneano nella quotidianità della vita rendendola disumana. L’occupazione non è mai un qualcosa di astratto, di indefinito, ma si sostanzia con soprusi e privazioni, con l’obiettivo di spezzare la resistenza e la volontà del popolo che la subisce. Ed è precisamente questo che sta accadendo in Palestina, dove Israele impone a uomini e donne, colpevoli solo di rivendicare la propria dignità, una segregazione razziale intollerabile. E lo fa con la complicità di stati e governi che ora con aiuti diretti e ora con silenzi colpevoli sostengono nei fatti l’Occupazione.

L’Occupazione è quindi negazione della vita: impossibilità di lavorare, curarsi, studiare, avere affetti e l’elenco potrebbe continuare, lunghissimo. L’Occupazione è anche pulizia etnica, volontà deliberata di sradicare un popolo dalla sua terra per renderlo altro, un qualcosa di indefinito, un nulla. Il sionismo questo lo ha messo in pratica da sempre, fin dai quei drammatici giorni dopo la seconda guerra mondiale, quando centinaia di migliaia di palestinesi furono cacciati dalle loro case attraverso il terrore e la devastazione. Da lì inizio la diaspora di questo popolo, campi profughi senza diritti ospitati malvolentieri dagli stati limitrofi, ignorati da un Occidente opulento e egoista, condannati a non poter ritornare nelle loro case da una comunità internazionale sorda, cieca e muta. In poche parole: complice del crimine che si stava perpetuando.

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A settembre in Libano per il diritto al ritorno del popolo palestinese

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sabra and shatila by taoufiq d4a35etPER NON DIMENTICARE IL MASSACRO DI SABRA E CHATILA

A SETTEMBRE IN LIBANO PER IL DIRITTO AL RITORNO DEL POPOLO PALESTINESE

Comitato Per non dimenticare Sabra e Chatila - Settembre 2015

Cari amici della Palestina,

Seppur con tanto ritardo, causato dalla missione multipla (Giordania, Libano e Cisgiordania) sulla quale saremo impegnati nei prossimi giorni, anche quest’anno siamo pronti a raccogliere le adesioni e formare una piccola delegazione del Comitato Per non dimenticare Sabra e Chatila che si recherà in Libano a settembre in occasione dell’anniversario del massacro di Sabra e Chatila.

Sarà come sempre un appuntamento importante perché, oltre a ricordare con varie iniziative i trentadue anni dall’eccidio, sarà l’occasione per conoscere esolidarizzare con i tanti palestinesi costretti a uscire dalla Siria, quindi profughi fra i profughi. Una situazione drammatica ed esplosiva che si aggiunge alle già difficilissime condizioni in cui versano i palestinesi in Libano. Tutto questo avviene in un Paese sempre in bilico.

I nostri amici di Beirut Aftal Assomud - impegnati nella programmazione dell’evento al quale noi daremo il nostro contributo di solidarietà, insieme ad altre delegazioni di paesi europei e non - ci aspettano e contano molto sulla nostra presenza e sulla nostra solidarietà.

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Hiroshima e il Giappone imperialista

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hiroshima 2423158kdi Albano Nunes* | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

70 anni fa l'imperialismo nordamericano commise il maggiore crimine di guerra che la Storia registri. Il lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, che causò immediatamente la morte di centinaia di migliaia di civili e che lasciò dietro di sé un lascito di terribili lesioni e sofferenze che ancora oggi continuano, è una tragedia che non potrà mai essere dimenticata, come dimenticati non potranno essere i suoi responsabili. E' stato un crimine mostruoso che gli USA giustificarono allora e continuano a giustificare oggi con l'argomento secondo cui in tal modo avrebbero obbligato il Giappone ad arrendersi risparmiando un numero incalcolabile di vite umane. Si tratta di una menzogna spudorata. Il Giappone era già praticamente sconfitto. Terminata la II Guerra Mondiale in Europa, l'Esercito Rosso si trovava finalmente nelle condizioni, nei precisi termini del calendario concordato alla Conferenza di Jalta, di dislocare un grande numero di divisioni nel teatro di guerra dell'Estremo Oriente e passare all'offensiva per schiacciare il militarismo giapponese.

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Il gas della Russia e l’indipendenza dell’Italia

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di Demostenes Floros | da Limes Online

La versione in russo in inosmi.ru

Da anni l’Europa cerca invano un’alternativa energetica a Mosca. È in ballo la sicurezza nazionale: non possiamo lasciare la nostra politica energetica al resto dell’Ue.

Dopo avere aperto luglio poco sotto 1,12€/$, il dollaro si è apprezzato nei confronti dell’euro spingendosi fino a quota 1,08€/$ sulla scia dell’accordo sul nucleare iraniano. Durante l’ultima decade del mese, complice la decisione della Fed di rinviare il rialzo dei tassi di interesse, il cambio si è stabilizzato attorno a quota 1,09€/$.

Nel contempo, il prezzo del petrolio è crollato. La qualità Brent è calata da 62 a 53 dollari al barile [$/b] circa, il Wti da 57$/b a 48$/b.

Le cause sono quattro:

1. Il perdurare dell’eccesso dell’offerta sulla domanda, nonostante quest’ultima sia stimata in crescita di 1.4 milioni di b/d nel 2015 e di 1.2 milioni di b/d nel 2016. Pur in presenza della stabilizzazione della produzione di petrolio statunitense malgrado un modesto calo della componente del fracking, si addensano le nubi all’orizzonte in merito alla sostenibilità finanziaria del tight oil made in Usa. 

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Lettera aperta su Hiroshima e Nagasaki

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nonukesdi Socorro Gomes, Presidente del Consiglio Mondiale della Pace | da cebrapaz.org.br

Traduzione di Marx21.it

L’anniversario di un’efferatezza e l’appello al rafforzamento della nostra lotta contro le armi nucleari

Nel 70° anniversario dei criminali bombardamenti statunitensi contro le città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki, scriviamo per rafforzare la nostra solidarietà al popolo giapponese, vittima di questa terribile inaugurazione dell’uso delle armi nucleari nel nostro mondo. Rendiamo omaggio alle migliaia di vittime di questo crimine di guerra e contro l’umanità perpetrato dall’imperialismo statunitense, fino ad oggi impunito.

Le vittime non sono un numero: sono persone le cui vite furono private nel corso di quella che va considerata la più terribile espressione della promozione della guerra e della brutalità, ma che devono ricevere omaggio nella nostra lotta contro le armi di distruzione di massa e per la pace.

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Porto Rico non è la Grecia?

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puertorico vorticedi Antonio Santos | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Quando il governatore di Porto Rico, Alejandro Garcia Padilla, ha annunciato che il debito del protettorato degli Stati Uniti, del valore di 73 milioni di dollari, “non è pagabile”, le somiglianze con la situazione in Grecia hanno innescato una miccia di confronti pericolosi:  i due paesi hanno sofferto amputazioni di sovranità per entrare a far parte di progetti continentali di matrice neoliberista; entrambi subiscono debiti da usura che oltrepassano largamente la totalità del Prodotto Interno Lordo (PIL) e sia l’uno che l’altro hanno imposto dure misure di austerità ai rispettivi popoli.

Contro questa comparazione, si sono subito sollevati, sui due lati dell’Atlantico,  battaglioni di analisti offesi a dimostrare perché “Porto Rico non è la Grecia”: gli uni si sono rifatti alla risposta della Casa Bianca, che ha rapidamente escluso il “salvataggio”;  gli altri hanno alluso all’impossibilità legale del Fondo Monetario Internazionale di intervenire in un territorio che non è uno Stato indipendente; altri ancora hanno messo in contrasto la natura federale degli USA con l’architettura istituzionale dell’unione Europea e persino l’economista Paul Krugman ha rilevato le differenze nelle statistiche del consumo.

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Quel fungo ancora su di noi

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A Bomb Hiroshimadi Manlio Dinucci
da il manifesto, 6 agosto 2015

«E’ una bomba atomica, la forza da cui il Sole trae la sua energia»: così il presidente Harry Truman descrive la terrificante arma che, il 6 agosto 1945, gli Usa sganciano su Hiroshima, seguita due giorni dopo da una bomba al plutonio su Nagasaki. La principale ragione dell’impiego dell’arma nucleare non è costringere alla resa il Giappone, ormai allo stremo, «senza perdita di vite americane», ma impedire che l’Unione sovietica partecipi all’invasione del Giappone ed estenda così la sua influenza alla regione del Pacifico. Gli Stati uniti cercano di trarre il massimo vantaggio dal fatto che, in quel momento, sono gli unici a possedere l’arma atomica.

Appena un mese dopo il bombardamento nucleare di Hiroshima e Nagasaki, al Pentagono già calcolano che occorrerebbero oltre 200 bombe nucleari contro un nemico delle dimensioni dell’Urss. Gli Usa hanno già 11 bombe quando, il 5 marzo 1946, il discorso di Winston Churchill sulla «cortina di ferro» apre ufficialmente la guerra fredda. Nel 1949 gli Stati uniti hanno abbastanza bombe nucleari (oltre 200) da attaccare l’Unione sovietica. Nello stesso anno, però, l’Urss effettua la sua prima esplosione sperimentale. Comincia la corsa agli armamenti nucleari.

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Il decreto enti locali e il massacro della sanità pubblica perpetrato dal governo Renzi

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sanita 11di Michelangelo Tripodi, Segretario regionale PCdI Calabria

Il famigerato Decreto Enti Locali, approvato dalla Camera dei Deputati, contiene il pesantissimo taglio della spesa sanitaria che ammonta a circa 2,5 miliardi di euro deciso dal Governo Renzi di soppiatto ed in sordina per non fare circolare la notizia.

Renzi e Lorenzin hanno cercato in tutti i modi di nascondere il misfatto che sarà pagato a caro prezzo dai cittadini: del resto la collocazione del taglio sulla sanità nel decreto Enti Locali rappresenta un vero e proprio depistaggio.

La verità è che si tratta di un attacco senza precedenti al Servizio Sanitario Nazionale, che già vive una situazione di grande precarietà e difficoltà in tantissime realtà e, specie in una regione come la Calabria.

Da notizie assunte, possiamo affermare che il taglio, già diventato legge, colpirà indiscriminatamente prestazioni sanitarie fondamentali quali le analisi cliniche, gli esami radiologici, le TAC e le Risonanze Magnetiche Nucleari.

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L’Associazione per la ricostruzione del Partito Comunista aderisce alla manifestazione contro il MUOS

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zonamilitareComunicato stampa

L’ Associazione per la ricostruzione del Partito Comunista aderisce alla manifestazione contro il MUOS che si terrà l’ 8 agosto a Niscemi.

I venti di guerra che, per responsabilità degli Stati Uniti e dei loro alleati, spirano fortissimi dall’Ucraina al Medio Oriente devono rafforzare la determinazione a lottare contro una installazione, che non solo distrugge il territorio e minaccia la salute dei cittadini ma scaraventa la Sicilia dentro i wargames delle oligarchie militari statunitensi.

Si deve esprimere un grande movimento unitario di popolo, contro il MUOS e tutte le altre basi militari Usa e Nato, che sono incompatibilicon scelta per la pace della Costituzione repubblicana e l’interesse nazionale ad un Mediterraneo che sia spazio aperto di cooperazione. 

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Si prospetta il G4 finanziario

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cina finanzadi Pasquale Cicalese

Riceviamo e pubblichiamo come utile contributo alla discussione sulle dinamiche dell'economia internazionale

E’ una notte di gennaio, ti svegli dal freddo. Attendi l’alba e, come al solito, dai un’occhiata alla seduta di Wall Street della sera prima e poi vai sui siti finanziari cinesi. Ti accorgi di un’altissima volatilità. Prosegui a seguire le tracce e noti che si compra e si vende come pazzi, + 7, -6, + 3. -4. Cosa sta succedendo alla borsa di Shanghai, ti chiedi. Vai a ritroso, agosto 2014. In quel mese il Consiglio di Stato, l’organo di governo cinese, decise la connessione tra la piazza finanziaria di Shanghai con quella di Hong Kong, i residenti dei due paesi potevano dopo decenni operare su entrambi le piazze finanziarie, compresi operatori istituzionali esteri appositamente autorizzati. Nel giro di 8 mesi è il boom:  Shanghai tocca punte che arrivano a + 150%, una roba spettacolare. Dal 2001 al 2014 il pil cinese era cresciuto di 6 volte e dopo il boom borsistico i valori azionari “solo” di due volte…A quel punto succede l’impossibile: imprese di stato cinesi, aziende appena quotate (sono state moltissime in questo periodo), aziende private operano prese di profitto sui guadagni stellari.

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Lettera ai parlamentari sul diritto di sciopero

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cameraesenato ascoltate usbda www.usb.it

In queste ultime settimane stiamo assistendo ad una vera e propria crociata lanciata dal Governo che ha come obiettivo un pesante inasprimento della legge che già regolamenta e limita fortemente gli scioperi nel settore dei servizi pubblici essenziali.

Questa iniziativa è sostenuta e accompagnata in questi ultimi giorni da un insopportabile linciaggio mediatico che riguarda scioperi nei trasporti regolarmente indetti, assemblee di lavoratori convocate sulla base dello Statuto dei Lavoratori, nonché il caos che sta investendo l’Atac di Roma.

Una costruzione mediatica fortemente ideologica dentro la quale convivono in modo impressionante palesi falsità, strumentalizzazioni e criminalizzazioni assemblate ad arte sulla pelle dei lavoratori, utilizzati come pedine in scontri politici che nascondono diversi obiettivi.

Sappiamo che si sta lavorando ad una legge in questo senso, ma come per le altre questioni riguardanti il lavoro si tratterà di una Legge Delega su proposte già preconfezionate da esponenti assai vicini all’attuale Esecutivo, sicuri che l’assise parlamentare non ostacolerà i lavori.

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L’«antiterrorismo» della Nato

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pkk bombardamentodi Manlio Dinucci
da il manifesto, 4 agosto 2015

«Il terrorismo costituisce una minaccia diretta alla sicurezza dei paesi Nato», ha dichiarato il Consiglio Nord Atlantico, condannando «gli attacchi terroristici contro la Turchia» e impegnandosi a «seguire gli sviluppi alla frontiera sud-orientale della Nato molto da vicino». Nessuno ne dubita. In Turchia la Nato ha oltre venti basi militari, rafforzate da batterie missilistiche statunitensi, tedesche e spagnole, in grado di abbattere velivoli nello spazio aereo siriano. Sempre in Turchia, a Izmir, la Nato ha trasferito il Landcom, il comando delle forze terrestri dei 28 paesi membri, oggi in piena attività.

Come documentano anche inchieste del New York Times e del Guardian, soprattutto nelle province turche di Adana e Hatai e in Giordania la Cia ha aperto da tempo centri di addestramento di militanti islamici provenienti da Afghanistan, Bosnia, Cecenia, Libia e altri paesi, preparandoli e armandoli per azioni terroristiche in Siria. Compresi quelli che in Siria hanno formato l’Isis per rovesciare il governo di Damasco e hanno quindi attaccato l’Iraq nel momento in cui il governo dello sciita al-Maliki prendeva le distanze da Washington, avvicinandosi a Pechino e Mosca. Le armi, provenienti soprattutto via Arabia Saudita e Qatar, entrano in Siria attraverso il confine turco da cui transitano ogni giorno centinaia di tir senza alcun controllo.

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Il Foro di San Paolo: forza indispensabile alla lotta popolare latinoamericana

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forosaopaulo2015Editoriale di “Vermelho”, portale web del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)

Traduzione di Marx21.it

Per la ventunesima volta si è riunito il Foro di San Paolo, organismo che riunisce partiti della sinistra latinoamericana e caraibici creato esattamente un quarto di secolo fa in una storica riunione a San Paolo presieduta da Luiz Inacio Lula da Silva. In quella occasione, il mondo si trovava sotto l’onda controrivoluzionaria che aveva liquidato il socialismo nell’ex Unione Sovietica e nell’Est Europeo. In America Latina, cominciava la fase dei governi di carattere neoconservatore e liberale. I partiti di sinistra erano colpiti ideologicamente e politicamente e tendevano alla dispersione e frammentazione.

Dal 29 luglio al 1 agosto, più di 100 partiti si sono riuniti nella capitale messicana in un evento organizzato dal Partito della Rivoluzione Democratica (PRD) e dal Partito del Lavoro (PT), espressioni della sinistra messicana. In 12 paesi della regione sono al governo forze progressiste e di sinistra, in un ciclo politico inaugurato con l’elezione di Hugo Chavez e la proclamazione della Repubblica Bolivariana in Venezuela.

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Così muore una bracciante in Italia

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braccianti pomodorodi Peppino Deleonardis*

Il cuore di Paola, 49 anni, non ha retto sotto un tendone a più di 40 gradi, dove le donne diradano gli acini per fare più belli i grappoli d'uva. 40 mila lavoratrici in queste condizioni, vittime di intermediazione e caporalato

Morire al lavoro in un campo di uva e diventare subito un fantasma, senza che trapeli notizia per settimane. Il cuore di Paola, 49 anni, bracciante di San Giorgio Jonico, si è fermato la mattina del 13 luglio sotto un tendone per l’acinellatura dell’uva, nelle campagne di Andria, in contrada Zagaria. Lunedì 13 Paola è uscita da casa sulle sue gambe, come tutte le notti, per andare a lavoro e non è più tornata. È stata sepolta il giorno dopo, parrebbe senza autopsia. Il pm non si sarebbe recato sul posto perché, riferisce la polizia di Andria, il parere del medico legale è che si sia trattato di una morte naturale, forse un malore per il caldo eccessivo. 

Ancora un’altra morte nei campi, che precede quella di Mohammed, il bracciante sudanese vittima della fatica e dei caporali a Nardò. Ma intorno a questa storia non ci sono fiaccolate, proteste, cortei. C’è solo il silenzio pesante delle campagne pugliesi. Lo stesso silenzio, spesso vicino all’omertà, che circonda le oltre 40mila donne italiane vittime del caporalato pugliese, spesso camuffato da agenzie di viaggi e da lavoro interinale.

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Financial Times: “Default di Kiev vera minaccia per l’Europa”

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Allarme del Financial Times: molto più della crisi greca, è il debito  dell'Ucraina il vero pericolo per l'Europa. Che UE e FMI stanno già pagando, con ingenti iniezioni di liquidità. Il fallimento di Kiev è un rischio concreto. Una polveriera a poche centinaia di chilometri dalle capitali europee.

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Le lezioni dell’esperienza greca

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oxi grecia grungedi João Ferreira, parlamentare europeo del Partito Comunista Portoghese

da www.avante.pt | Traduzione di Marx21.it

“Questa è forse la lezione principale che occorre trarre dall’esperienza greca: l’attuazione di una politica autenticamente caratterizzata dai valori di giustizia e progresso sociale, con la democrazia, con un progetto sovrano di sviluppo, esige, in primo luogo, una resistenza e fermezza a tutta prova, incrollabile di fronte a tutte le pressioni e i ricatti e, subito dopo, la disponibilità e la preparazione per rompere i vincoli e i condizionamenti imposti dall’euro e dall’Unione Economica e Monetaria (…) Chi ancora coltivi illusioni, o chi intenda diffondere illusioni, sul fatto che sia possibile restare ancorati all’euro e allo stesso tempo sviluppare una politica anti-austerità (tanto più una politica di sinistra) merita lo stesso credito che ha meritato, da parte dei poteri di Bruxelles, Berlino e Atene, il risultato del referendum in Grecia…”

A poche settimane dal Vertice dell’Euro (12 luglio), proseguono i negoziati tra il governo greco e la troika per la firma di un terzo memorandum. Uno scenario difficilmente immaginabile da coloro che sei mesi fa, nelle elezioni, e nuovamente un mese fa, al referendum, avevano deciso di rifiutare la troika e la sua politica.

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Il Brasile nell’occhio del ciclone

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dilma em nova iorque81165di Marcos Aurélio da Silva*da Vermelho

Traduzione di Franco Tomassoni per Marx21.it

Il cambio di marcia a sinistra che, forte di 4 vittorie elettorali del PT con il grande appoggio dei comunisti (più precisamente del PCdoB) e di altre forze di sinistra, ha segnato il Brasile negli ultimi 12 anni, oggi è chiaramente minacciato.

Era chiaro sin dal principio che il programma socialista del PT, ben rappresentato dall’affermazione della “proprietà sociale dei mezzi di produzione” non avrebbe prevalso, fatto che si spiega con la composizione politica e sociale del fronte che ha condotto all’elezione del governo Lula 2002 – 2006. Agli operai delle vecchie regioni industriali, alla funzione pubblica, ai “sem terra” e ad un vasto gruppo di sottoproletariato localizzato nelle regioni più povere (che ha aderito al fronte politico guidato dal PT solo dopo il 2006), si sommano una parte della piccola borghesia urbana, i liberi professionisti di orientamento liberista, e anche una parte dell’imprenditoria nazionale, ceti massacrati dalle politiche neo-liberiste degli anni 90.

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