Il Brasile nell’occhio del ciclone

Il Brasile nell’occhio del ciclone

di Marcos Aurélio da Silva

Il cambio di marcia a sinistra che, forte di 4 vittorie elettorali del PT con il grande appoggio dei comunisti (più precisamente del PCdoB) e di altre forze di sinistra, ha segnato il Brasile negli ultimi 12 anni, oggi è…

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Ricordando il compagno Sergio Ricaldone

Ricordando il compagno Sergio Ricaldone

di Norberto Natali

Nell’anniversario della scomparsa del compagno Sergio Ricaldone, riceviamo con richiesta di pubblicazione il ricordo di Norberto Natali di Proletari Comunisti Italiani.

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Eurodittatura e nuova resistenza

Eurodittatura e nuova resistenza

di Giorgio Cremaschi

Un sondaggio commissionato dalla CGIL delinea il porto delle nebbie ove si è incagliata la democrazia italiana. Una maggioranza schiacciante della popolazione esprime un giudizio senza appello sulla Unione Europea e sull'Euro. Essi ci hanno danneggiato economicamente e ci impongono…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

I comunisti portoghesi sugli ultimi sviluppi in Grecia

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memorandumda www.pcp.pt | Traduzione di Marx21.it

Sulle decisioni annunciate dal Vertice dell'Euro sulla Grecia

Nota dell'Ufficio stampa del Partito Comunista Portoghese

1. Di fronte alle decisioni del Vertice dell'Euro che mirano ad avviare i negoziati di un “nuovo memorandum” per la Grecia, il PCP riafferma la sua condanna del processo di ricatto, di destabilizzazione e di asfissia finanziaria promosso dall'Unione Europea e dal FMI che cerca di imporre al popolo greco la continuazione dell'indebitamento, dello sfruttamento, dell'impoverimento e della sottomissione.

Un processo di ingerenza e di ricatto che non mancando di trarre partito dalle incoerenze, dalle contraddizioni e dai cedimenti del Governo greco, che hanno avuto contorni ancora più gravi negli ultimi giorni, rivela la natura politica e gli obiettivi del processo di integrazione capitalista in Europa e la profonda crisi in cui si dibatte. Un  processo che evidenzia che l'Unione Europea di solidarietà e di coesione non esiste.

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La Grecia di oggi rivela il carattere dell'Unione Europea di sempre

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tsipras saddi José Reinaldo Carvalho, editor di Vermelho (portale web del Partito Comunista del Brasile)

da www.zereinaldo.blog.br
Traduzione di Marx21.it

Ho squadrato ogni paragrafo dell' “accordo greco” in tutte le lingue che la mia limitata intelligenza comprende. Sono, tuttavia, analfabeta nella lingua dell'Ellade e tra le poche parole che ho appreso nei viaggi che ho compiuto, una delle più sonore è OXI, gridata e votata il cinque di luglio dalla maggioranza schiacciante della popolazione ellenica.

Per questo, ammetto di poter non avere letto correttamente, ma non trovo altra parola per designare le misure approvate se non quella di una resa all'inqualificabile e abietta aggressione perpetrata dall'Unione Europea, questa organizzazione che pure ha esercitato fascino su progressisti, “estremisti di sinistra” e persino comunisti (o neocomunisti rinnovatori), dalle nostre parti.

Non faccio, non farò una valutazione morale dell'atteggiamento del governo greco, di Syriza, partito socialdemocratico di sinistra che detiene l'eventuale maggioranza parlamentare, e del suo primo ministro, Alexis Tsipras. Ma non c'è dubbio che si è trattato di una capitolazione. Si possono invocare le condizioni oggettive, il rapporto di forze, l'assenza di fattori esterni favorevoli, ma Tsipras non è stato eletto nel gennaio di quest'anno e ha vinto il referendum del 5 luglio, per firmare l'indegno terzo memorandum. Per questo, l'oligarchia greca e i potentati degli eurocrati sotto la guida della signora Merkel disponevano di Nuova Democrazia e del Pasok.

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L’Europa ancora in prima linea

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radar usadi Manlio Dinucci
da il manifesto, 14 luglio 2015

Mentre l’attenzione politico-mediatica si concentra su Bruxelles, dove si sta decidendo il futuro della Grecia, si continua a ignorare che a Washington si sta decidendo il futuro dell’Europa. Tramite la Nato sotto comando Usa, di cui fanno parte oltre i tre quarti dei paesi Ue. Lo confermano gli ultimi fatti, passati praticamente sotto silenzio.

A Poggio Renatico (piccolo comune del ferrarese con circa 10mila abitanti), è appena divenuto operativo il primo centro del nuovo Sistema di comando e controllo aereo Nato. Oltre all’impianto fisso, dispone di «capacità dispiegabili, che il Comandante supremo alleato in Europa (Saceur) può usare per condurre complesse operazioni aeree ovunque nell’area Nato o fuori area». Una volta completato, il Sistema di comando disporrà in Europa di oltre 20 centri, attraverso cui il Saceur – sempre un generale Usa nominato dal Presidente – potrà lanciare operazioni di guerra aerea in un’area di oltre 10 milioni di km quadrati, dall’Europa orientale all’Asia e all’Africa.

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Brics e Sco: un'altra comunità internazionale è possibile

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brics sco leadersdi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Pochi giorni dopo la pubblicazione del documento sulla nuova strategia militare da parte del Dipartimento di Stato statunitense, nel quale il mondo viene diviso in un fronte del bene – quello guidato da Washington a “sostegno delle istituzioni e delle procedure stabilite per la prevenzione dei conflitti, il rispetto della sovranità e la promozione dei diritti umani” - contrapposto a quello del male – quello trainato da Cina e Russia con alle spalle “canaglie” come Iran e Corea del Nord -  ecco che ad Ufa (Russia), proprio questo fronte, abitualmente espulso da una “comunità internazionale” variabilmente rinchiusa tra i confini della Nato e alleati di turno, ha posto nuove basi, politiche, economiche e finanziarie, sulle quali fondare una possibile liberazione da una soffocante, benché scricchiolante, cappa unipolare.

Nella città russa -  si sono ritrovati i capi di Stato dei Paesi facenti parti del gruppo Brics e della Shanghai Cooperation Organisation, entità, nuclei di una possibile e futura cooperante comunità internazionale di segno multipolare, che vedono in cabina di regia proprio Mosca e Pechino, e che esprimono con chiarezza l'esigenza sempre più diffusa di chiudere la parentesi di un sistema economico (con persistente ricatto militare) che ha limitato lo sviluppo di una parte del Mondo e incapace di riformare le istituzioni finanziarie (su tutte il Fondo monetario internazionale) in linea con l'emergere di nuovi equilibri internazionali.

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14 luglio 1948: il sacrificio di Giovanni Quinto ed Angelo Fischetti

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togl11di Antonio Frattasi, Segretario Federazione di Napoli del Partito Comunista d’Italia

Il 14 luglio del ‘48, non appena si diffuse la notizia dell’attentato a Togliatti, le piazze di tutta Italia si riempirono di una enorme folla di manifestanti: operai, impiegati, studenti, gente del popolo, intellettuali. Nelle grandi città vi fu una mobilitazione straordinaria.

<<La protesta fu caratterizzata da un moto dal basso non privo di alcune punte insurrezionali o preinsurrezionali nel Nord partigiano ed operaio, Genova in particolare.>> (Enzo Santarelli “Storia critica della Repubblica”)

A Napoli gli operai, abbandonate le fabbriche della zona industriale, si diressero presso la sede della Camera del lavoro, allora in via Costantinopoli, dove il segretario della CGIL, il deputato comunista Clemente Maglietta (ex combattente della guerra civile spagnola) e Matteo Gramanzini, socialista e membro della segreteria, tennero un affollato comizio. Intanto, altri gruppi di militanti avevano raggiunto la federazione provinciale del PCI, in via Medina, per presidiarla ed apprendere notizie sulle condizioni di salute di Togliatti.

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Riflessioni sulla ricostruzione del partito comunista

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In memoria di Salvatore d’Albergo [1]

di Giovanni Chiellini

Riceviamo e pubblichiamo come contributo alla discussione sulle prospettive dei comunisti in Italia

La ricostruzione del partito comunista, che l’Appello ritiene necessaria ed urgente, non può che muovere dal fallimento dell’esperienza della “rifondazione” comunista seguita alla fine del PCI e dal riconoscimento che l’opportunismo, col quale alla Bolognina si fece discendere dalla fine dell’URSS la fine del PCI, generò anche l’espediente di un partito finalizzato a non far nascere un nuovo partito comunista, rifiutandosi in tal modo il patrimonio ideale accumulato dal PCI attraverso l’esperienza di un settantennio di lotta politica, approdata all’altissima sintesi berlingueriana.

La costituzione del nuovo partito comunista fu quindi rinviata, andandosi in cerca di una identità culturale e programmatica, la definizione della quale era rimessa tutt’al più al confronto teorico comunque confinato nei diversi strumenti di comunicazione, incomunicanti quanto le diverse correnti di affiliazione (cossuttiani, ingraiani, exsocialisti, magriani, ecc. ecc.) dominanti all’interno dell’associazione, che del PRC fu il preludio [2].

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Comunisti: verso il futuro che ci aspetta

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festadoavante bndi Gianni Favaro* | da www.ricostruirepc.it

Ho firmato l’appello per la ricostruzione del partito comunista e aderisco con convinzione alla Costituente Comunista. Aderisco guardando avanti, al futuro che ci aspetta, piuttosto che rivolgere lo sguardo e il pensiero indietro.

Dietro di me c’è la nostalgia per le cose perdute e la rabbia per le cose sbagliate, l’orgoglio per le battaglie fatte e la tristezza per le sconfitte, che sono un patrimonio prezioso.

Davanti cè un mondo nel quale la lotta tra la giustizia sociale e la barbarie del capitalismo si è fatta più serrata e pesante, dove il rischio di una nuova guerra globale è purtroppo assai concreto, dove la povertà , la fame e le ingiustizie crescono. C’è poi un’ Italia sfinita e saccheggiata che ha bisogno di aria nuova, di scrollarsi di dosso tutti i parassiti che la distruggono.

Guardo intorno a me e vedo tantissimi compagni e compagne di tante lotte e di tante battaglie isolati e divisi ma al tempo stesso vedo crescere la ribellione, vedo crescere la spinta rivoluzionaria a cambiare lo stato delle cose presenti.

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Il nuovo mondo con i BRICS

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Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica: i BRICS. Cinque Paesi che negli ultimi anni si sono conquistati uno spazio di rilievo nello scenario politico mondiale, costruendo un’alternativa geo-economica al modello occidentale e a tutti i suoi limiti emersi nell’attuale gestione della crisi greca. Cos’è la banca dei BRICS? Quali sono gli obiettivi dell’accordo? Quali opportunità per l’Italia?

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L’esaltazione dell’estrema destra e il Parlamento Europeo

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svoboda ucrainadi João Pimenta Lopes | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Da poche settimane è stato costituito, per iniziativa del “Fronte Nazionale” di Marine Le Pen, il gruppo politico di estrema destra auto-denominatosi “L’Europa delle nazioni e delle libertà”. Tale fatto è un evidente segnale delle profonde contraddizioni del processo di integrazione capitalista europeo che oggi si formalizza nelle vesti dell’Unione Europea, tante volte presentata come un autentico paladino della democrazia, dei diritti fondamentali, delle libertà, ma la cui praxis si rivela, sistematicamente e trasversalmente, contraria ai principi che si afferma di condividere.

La costituzione di quel gruppo potrebbe essere perfettamente un atto di una tragicommedia se  non fosse per il fatto che è l’espressione ben concreta dell’avanzata delle forze populiste e di estrema destra nel continente europeo.

Un’avanzata che si manifesta, evidentemente, in conseguenza delle politiche capitaliste che l’Unione Europea impone agli stati-membri, attraverso politiche macroeconomiche di asfissia, impoverimento e regressione, che privano il legittimo diritto dei popoli a scegliere, liberamente, democraticamente e in modo sovrano, la strada per lo sviluppo dei propri paesi. Un’avanzata che, essendo espressione e conseguenza dell’evoluzione del sistema capitalista emerge, ancora una volta nella storia, come la risposta di “forza” delle classi dominanti che possa assicurare il loro dominio in tempi di crisi, ed anche la sopravvivenza del sistema dominante, quando si siano esaurite le possibilità di garantirla in un quadro di tradizionale alternanza tra la destra e la socialdemocrazia.

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"Bolla cinese"

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finanza cartellodi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

In fin dei conti è bastato poco per gridare all’ennesimo tradimento consumato dal “riformista” Xi Jinping, presidente della Repubblica popolare cinese, nonché segretario generale del Partito comunista cinese. È bastato che la “bolla azionaria” - quella che avrebbe dovuto causare il tracollo dell’economia cinese e l’apparire di un 1929 con gli occhi a mandorla - si sgonfiasse un poco perché si tornasse a puntare il dito contro il dirigismo e lo statalismo cinese; e, infine, contro l’eccesso di “ideologismo” che ancora impera nelle stanze di Zhongnanhai. Eppure sarebbe strano il contrario: a governare la potenza asiatica è un partito comunista che, nonostante l’approfondimento della riforma economica e dell’apertura ai mercati internazionali, ha sempre ribadito la centralità dell’economia pubblica e la strategicità dei suoi colossi statali, vero e proprio braccio “armato” della proiezione internazionale di Pechino.

È bastato che il governo intervenisse con decisione per stabilizzare il mercato azionario cinese dopo giorni di pesanti perdite nella borsa di Shanghai, tanto da segnare un calo di oltre il 30% rispetto a giugno al termine di una crescita del 150% fatta registrare in un anno. Per il Daily Telegraph tutto era chiaro: altro che pantomima greca: “mentre gli occidentali si stanno concentrando sulla Grecia, una crisi finanziaria potenzialmente molto più significativa si sta sviluppando dall'altra parte del Mondo.

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L’ASSEMBLEA – Al Meeting Center di Roma Domenica 12 luglio alle ore 14.30

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COSTITUENTE COMUNISTA:
IL MOMENTO E’ ORA!

tratto da il Manifesto di venerdì 10 luglio 2015

Costituente comunista: il momento è ora!

Domenica 12 luglio p.v., l’Associazione “per la ricostruzione del Partito Comunista nel quadro ampio della sinistra di classe e di un fronte democratico contro la guerra” (www.ricostruirepc.it) promuove un incontro nazionale per il varo di una Costituente comunista. L’assemblea si terrà a Roma presso il Roma Meeting Center in  L.go dello Scautismo 1 (zona p.zza Bologna) dalle ore 14,30 alle ore 18,00. L’iniziativa rappresenta un primo momento di sintesi della discussione sviluppatasi in decine e decine di assemblee già tenutesi in giro per l’Italia ( alle quali hanno partecipato oltre 4 mila compagni/e) in vista dello specifico obiettivo per cui l’Associazione suddetta è nata: lanciare nel nostro Paese un processo aperto per la riaggregazione delle comuniste e dei comunisti, ovunque collocati, con o senza tessera di partiti, ma uniti da un’affine cultura politica.

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Grecia. Dall'assurdo al tragico

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oxi 1940 2015da Contropiano.org

Pubblichiamo una riflessione di Stathis Kouvelakis (esponente della "sinistra" di Syriza) come contributo alla discussione sulle prospettive della Grecia dopo gli ultimi sviluppi.

Chiunque stia vivendo, o anche solo seguendo, gli sviluppi in Grecia sa fin troppo bene il significato di espressioni: come "momenti critici", "clima di stress", "drammatico capovolgimento", e "premendo sui limiti". Con gli sviluppi da lunedì ad oggi, qualche nuovo vocabolo andrà aggiunto alla lista: l'"assurdo".

La parola può sembrare strana, o un'esagerazione. Ma in quale altro modo si potrebbe definire il completo rovesciamento del significato di un evento incredibile come il referendum del 5 luglio, solo poche ore solo dopo la sua conclusione, da quelli che ha chiesto un "no" per cominciare?

Come si potrebbe spiegare che un leader di Nuova Democrazia come Vangelis Meimarakis e Stavros Theodorakis per To Potami - capi del campo sconfitto in modo così schiacciante domenica - sono diventati i portavoce ufficiali della linea da seguire da parte del governo greco? 

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Grecia: la forza del popolo

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grecia bandiere ragazzadi Ângelo Alves* | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Un impiegato di 35 anni, di nome Thodoros, ha detto a un giornalista portoghese, mentre celebrava la vittoria del NO in Piazza Syntagma, quanto segue: “Dite ai portoghesi che in Grecia lottiamo anche per voi”. Il significato internazionalista e solidale di questa frase è rilevante e illustra bene l’ampiezza dell’esperienza politica che si sta vivendo in Grecia. Le parole dignità e orgoglio sono state ripetute nella notte della vittoria del NO, e a ragione. Sono degne di rilievo la consapevolezza, la determinazione e la serenità con cui il popolo greco ha risposto alla spudorata e terroristica campagna di ricatto politico ed economico che gli è stata scatenata contro.

Al di là delle analisi politiche sulla situazione in Grecia e nell’Unione Europea, al di là delle differenti opinioni sull’opportunità e la necessità del referendum greco, al di là della riflessione sul ruolo, il percorso e la posizione del governo di quel paese – non esente da contraddizioni, cedimenti ed esitazioni – l’importantissima risposta popolare che è stata data – associata alla risposta rappresentata dalle elezioni del 25 gennaio – ha costituito, indipendentemente da ulteriori sviluppi, un’importante avanzata nella lotta per la sconfitta delle teorie della paura e del conformismo.

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Le truppe d'assalto dell' "Occidente democratico"

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L’ISIS in Medio oriente, islamisti ceceni e neonazisti in Ucraina. Sono queste le unità d’élite dell’Occidente democratico.

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Referendum contro i Trattati Europei. Si può fare, anche in Italia

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referendum trattati uedi Sergio Cararo | da Contropiano.org

Pubblichiamo come contributo alla discussione

Era il 21 marzo dello scorso anno quando una delegazione del movimento politico Ross@ entrò alla Presidenza della Camera dei Deputati per consegnare un dispositivo che chiedeva - e consente - un referendum di indirizzo costituzionale sui Trattati Europei sottoscritti arbitrariamente dai governi italiani che si sono succeduti dal 1992 a oggi. Si trattava di quei "governi di tecnocrati" che firmarono il Trattato di Maastricht (che comportò subito la "terapia d'urto" del governo Amato, 90.000 miliardi di lire di tagli, tasse, imposte, blocco dei salari, privatizzazioni), un trattato del 1992 che includeva la nascita dell'Unione Monetaria che diventerà otto anni dopo l'Eurozona.

Maastricht, Two Pack, Six Pack, Fiscal Compact, Semestre Europeo, obbligo di pareggio in bilancio in Costituzione, Trattato di Dublino. Una lunga serie di misure micidiali e di vincoli che hanno portato da tredici anni a questa parte il paese in recessione, la disoccupazione giovanile al 43%, due milioni di posti di lavoro persi, aumento continuo e non diminuzione del debito pubblico, tagli alle spese sociali nella sanità, nella scuola e nella previdenza sociale, privatizzazioni e svendite di industrie, banche e servizi strategici.

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Dopo il referendum in Grecia

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oxi grecia folladi Manuela Palermi

Riceviamo dalla compagna Palermi e pubblichiamo come contributo alla discussione su Grecia e prospettive dell’Europa.

Economisti come Joseph Stiglitz, Paul Krugman, Thomas Piketty e James Galbraith hanno più volte e pubblicamente dichiarato che l’obiettivo di FMI, Commissione Europea e BCE non è mai stato quello di una trattativa decente,  ma di umiliare e strangolare il governo greco. Il Guardian – una settimana fa o forse qualcosa in più - ha pubblicato alcuni documenti del FMI in cui si legge che i creditori sono assolutamente consapevoli dei “livelli insostenibili del debito e dell’austerità”.

Nella trattativa tra Troika e governo greco in gioco non è il denaro, o quantomeno non è il solo denaro, ma è soprattutto e prima di tutto il potere. Merkel, Lagarde e Trichet – appoggiati dai governi neoliberali e socialdemocratici europei – volevano schiacciare e cacciare Tsipras per sostituirlo con un governo compiacente. Non ci sono riusciti, ma è quel che vogliono ancora. Ed è quel che è successo in Italia nel 2011 quando, con l’aiuto determinante di Napolitano, fu insediato Monti. Che, tra le altre cose, portò in dote la controriforma delle pensioni.

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Costituente Comunista: l'adesione di Gianni Fresu

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fresu giannida www.ricostruirepc.it

La mia adesione alla Costituente comunista, dopo un percorso convergente

L’avvio della Costituente comunista rappresenta un momento di svolta al quale mi sento di aderire con assoluta convinzione. Personalmente sono da diversi anni convinto della necessità di superare le attuali organizzazioni, nate dalla fine del PCI, per questo nel 2013 ho abbandonato con grande travaglio il partito nel quale ho militato per 22 anni. Con compagni del PRC, del PdCI e altri senza organizzazione, due anni fa provammo a innescare un processo come questo, lanciando l’appello “Cominciadesso” e organizzando una serie di assemblee aperte, non per creare l’ennesimo partitino destinato a sommarsi a quelli esistenti, né, tanto meno, costruire una nuova tendenza politico-culturale trasversale con la ben misera ambizione di condizionare vita e scelte delle organizzazioni attuali. L’obiettivo era un altro, più ambizioso: superare tutti gli arroccamenti precostituiti, rimuovere i ruderi di vecchi, inutili, controproducenti acquartieramenti, legati spesso a scontri personali tra ristretti gruppi dirigenti, o comunque a una fase oramai sorpassata. Non ci interessava nemmeno l’obiettivo di una fusione a freddo degli organismi dirigenti di quel che restava di PRC e PdCI, l’unione delle rispettive segreterie, ne chiedevamo dialetticamente il superamento.

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Grecia, l’ombra di «Prometeo»

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greece oxidi Manlio Dinucci
da il manifesto, 7 luglio 2015

Il «testa a testa» nel referendum greco, propagandato dai grandi media, si è rivelato una sonora testata nel muro per i fautori interni e internazionali del «Sì». Il popolo greco ha detto «No» non solo alle misure di «austerità» imposte da Ue, Bce e Fmi, ma, di fatto, a un sistema – quello capitalistico – che soffoca la democrazia reale.

Le implicazioni del referendum vanno al di là della sfera economica, coinvolgendo gli interessi politici e strategici non solo di Bruxelles, ma (cosa di cui non si parla) quelli di Washington. Il presidente Obama ha dichiarato di essere «profondamente coinvolto» nella crisi greca, che «prendiamo in seria considerazione», lavorando con i partner europei così da «essere preparati a qualsiasi evenienza».

Perché tanta attenzione sulla Grecia? Perché è membro non solo della Ue, ma della Nato. Un «solido alleato», come la definisce il segretario generale Stoltenberg, che svolge un ruolo importante nei corpi di rapido spiegamento e dà il buon esempio nella spesa militare, alla quale destina oltre il 2% del pil, obiettivo raggiunto in Europa solo da Gran Bretagna ed Estonia.

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