Guatemala e Israele: una storia antica e sanguinaria

Guatemala e Israele: una storia antica e sanguinaria

di Maurice Lemoine

A larga maggioranza 128 paesi membri delle Nazioni Unite, su un totale di 193, hanno condannato il 21 dicembre 2017 il riconoscimento di Gerusalemme ...

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Siria: o degli errori della sinistra radicale sull’imperialismo

Siria: o degli errori della sinistra radicale sull’imperialismo

di Alberto Ferretti

Il compagno Alberto Ferretti ci segnala, per la rubrica "i comunisti e la questione nazionale" , un suo contributo pubblicato nel blog Ottobre. Volentieri lo proponiamo ai nostri lettori.

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Italia in armi dal Baltico all’Africa

Italia in armi dal Baltico all’Africa

di Manlio Dinucci

Che cosa avverrebbe se caccia russi Sukhoi Su 35, schierati nell’aeroporto di Zurigo a una decina di minuti di volo da Milano, pattugliassero il confine con l’Italia con la motivazione di proteggere la Svizzera dall’aggressione italiana? 

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Dieci conflitti da seguire nel 2018

Dieci conflitti da seguire nel 2018

di Sergio Alejandro Gómez

"Granma”, Organo ufficiale del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Non permettere a USA e NATO di occupare il Donbass

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trump pcfrDichiarazione del Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR)

da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

L'ONU sta discutendo la proposta della Russia di dispiegare un contingente dell'organizzazione sulla linea di contatto tra le parti contrapposte nella zona di conflitto del Donbass. Il Dipartimento di Stato statunitense già esige che il mandato e la dislocazione delle forze si estenda a tutto il territorio delle due repubbliche. Le autorità ucraine propongono di schierare il contingente dell'ONU al confine tra il Donbass e la Russia.

Si tratterebbe in realtà dell'occupazione delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk da parte dei soldati della NATO. E' chiaro che i “costruttori di pace” sarebbero sotto il comando dei generali statunitensi, e la spina dorsale del contingente sarebbe composta da membri della NATO, scelti tra i più fanatici russofobi.

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L’unica certezza è che siamo più precari

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precarieta equilibristidi Carmine Tomeo
da lacittafutura.it

La lettura dei dati Istat mostra che l’unica certezza è l’aumento della precarietà, che si conferma un dato strutturale del lavoro in Italia.

Sarebbe interessante stimare il numero di occupati in Italia partendo dalle ore effettivamente e complessivamente lavorate. Sì, perché, come sappiamo, i dati Istat sull’occupazione si riferiscono a “persone di 15 anni e più che nella settimana di riferimento (a cui sono riferite le informazioni)” hanno “svolto almeno un’ora di lavoro in una qualsiasi attività”, anche non retribuita nel caso di lavoro nella ditta di un familiare. Così, quando si afferma che il numero di occupati è aumentato, nel calderone dell’Istat è conteggiato anche un precario chiamato a sostituire un lavoratore in malattia per una settimana e che poi torna a sbatterti per cercare lavoro, o un lavoratore chiamato a fare per un paio d’ore il giardiniere del proprio Comune.

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Cina e Russia di fronte alla crisi coreana

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coreadelnord bandieradi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Il 12 settembre scorso, in Consiglio di sicurezza dell'ONU, Cina popolare e Russia hanno votato a favore del nuovo pacchetto di sanzioni nei confronti della Corea del Nord (parziale embargo sulla fornitura di petrolio, divieto di esportazione di prodotti tessili e di manodopera). Un voto favorevole che tuttavia – pur in presenza di una unanime condanna nei confronti delle sperimentazioni nucleari e missilistiche di Pyongyang – è stato accompagnato da dichiarazioni e interventi che, oltre ad “ammorbidire” le sanzioni stesse rispetto alla bozza statunitense, delineano una chiara convergenza degli approcci cinese e russo alla questione nordcoreana nella direzione di una soluzione pacifica.

Tale convergenza è stata riassunta con la formula dei “Quattro No”: no ad operazioni esterne finalizzate al cambio di regime, no al collasso del regime, no ad una unificazione accelerata della penisola coreana e no ad un dispiegamento militare statunitense oltre il 38° parallelo.

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Venezuela comincia a vendere il proprio petrolio in Yuan cinese. Sempre più concreto il pericolo di una invasione statunitense.

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yuan dollardi Attilio Folliero, Caracas, 15/09/2017

Vedasi anche: "Pesanti sanzioni degli Stati Uniti contro il Venezuela"

Il 15 settembre 2017 Venezuela ha cominciato a segnalare il prezzo di vendita del proprio petrolio in Yuan cinese, la cui sigla internazionale è CNY. Il Ministero dell’Energia e Petrolio del Venezuela nella sua pagina web ha riportato il prezzo medio di vendita settimanale del proprio petrolio in 306,26 Yuan, in aumento rispetto alla settimana scorsa quando era stato in media 300,91 Yuan.

Per la prima volta nella sua storia il prezzo del petrolio venezuelano non è più indicato in dollari. Nella stessa pagina web, però si riporta anche il cambio Dollaro/Yuan. Per un dollaro la settimana scorsa (all’8 settembre) occorrevano 6,52 yuan, alla data odierna per un dollaro occorrono 6,55 yuan.

Si tratta di un altro segnale della decadenza del dollaro (e degli Stati Uniti).

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Contro la distruzione della memoria storica

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polonia strade comunistiComunicato del Partito Comunista della Polonia

da solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

Condanniamo i cambiamenti dei nomi delle strade in Polonia voluti dal governo e il numero crescente di devastazioni e abbattimenti di monumenti che celebrano gli eroi della lotta contro il fascismo. Un recente esempio è rappresentato dallo smantellamento del Mausoleo dell'Armata Rossa a Trzcianka. I cambiamenti dei nomi delle strade e gli attacchi ai monumenti dei soldati sovietici e polacchi, dei partigiani comunisti e dei militanti del movimento operaio sono il risultato della politica riguardante la storia imposta dalle autorità statali, avviata dall'Istituto della Memoria Nazionale (IPN) che ha messo in discussione persino che la Polonia sia stata liberata nel 1944-1945.

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Processo al diritto di sciopero

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sciopero trasportidi Stefania Mangione* | da ilfattoquotidiano.it

Nell’estate appena trascorsa, come anche nel 2015 e 2016, si è tornati a discutere di diritto di sciopero, invocando l’urgenza di una regolamentazione idonea a limitarne l’esercizio, specie in settori strategici come i trasporti pubblici.

Lo sciopero, come noto, trova il suo fondamento nell’art. 40 della Costituzione che lo ha elevato al rango di diritto costituzionale, dopo la stagione corporativa che lo aveva visto reprimere come reato (artt. 330, 333 e 502 ss. codice penale Rocco del 1930).

Benché l’art. 40 disponga che “il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano”, l’evoluzione della nozione di sciopero si deve essenzialmente alla dottrina e alla giurisprudenza, specialmente costituzionale, che ha portato a un progressivo superamento della pregressa disciplina penalistica. Ad oggi l’unico ambito in cui è intervenuta una regolamentazione legale è il settore dei servizi pubblici essenziali (l. n. 146/1990, come novellata dalla l. n. 83/2000), finalizzata a garantire il contemperamento di quel diritto con altri diritti fondamentali della persona di rango costituzionale (salute, istruzione, libertà di movimento, ecc.)

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900 giorni di aggressione dell'Arabia Saudita allo Yemen: 12.907 morti e 21.000 feriti

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lcrd yemenda lantidiplomatico.it

La Ong 'LCRD' ha rivelato il numero di vittime provocate dell'aggressione saudita contro lo Yemen dopo 900 giorni di attacchi.

Le statistiche del 'Legal Center for Rights and Development' svelano che il numero di morti a causa dell'aggressione dell'Arabia Saudita contro lo Yemen con l'appoggio di USA, Gran Bretagna e altre potenze occidentali è di 12907 civili, di cui 2768 bambini e 1980 donne. Mentre i feriti ammontano a 21165, fra i quali 2598 bambini e 2149 donne.

Il Centro ha sottolineato che l'aggressione saudita ha distrutto 15 aeroporti, 14 porti, 1941 tra strade e ponti, 165 tra stazioni e generatori, 409 bacini d'acqua e reti idriche, 372 stazioni di comunicazione e 1654 strutture governative in diversi governatorati.

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"Stiamo resistendo e lottando!”

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carvalho primaIntervista a José Reinaldo Carvalho, responsabile delle Relazioni Internazionali del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)

da “Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

Un anno dopo la deposizione della presidente Dilma Rousseff, qual è la situazione in Brasile?

Il golpe che ha avuto il suo atto finale un anno fa non si è limitato a cambiare il governo, ma sta tentando di creare un nuovo regime: antipopolare, antioperaio, antidemocratico e antinazionale. E corrotto, dal momento che tutti i dirigenti del golpe sono coinvolti in episodi di corruzione. Così lo definiamo sulla base del programma che viene attuato.

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Come si sta cercando di sabotare le relazioni tra Venezuela e Russia

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eulogiosechindi Misión Verdad

Traduzione di Marx21.it

Nei giorni scorsi sono stati arrestati otto dirigenti della Divisione Occidentale di Pvdsa (l'impresa petrolifera di stato venezuelana) per corruzione, in relazione alla gestione di una società mista russo-venezuelana. Secondo le autorità giudiziarie i fatti venuti alla luce si inseriscono nel contesto di un'azione diretta a pregiudicare le relazioni tra Mosca e Caracas, a cui non sarebbe estraneo lo stesso governo statunitense. 

Il caso

Secondo il sito La Tabla, l'indagine avviata dal Pubblico Ministero ha riscontrato presunte irregolarità nell'acquisto di sostanze chimiche per il processo di lavorazione del greggio, atti di sabotaggio come il ritardo nella manutenzione correttiva e preventiva necessaria ai processi di produzione e la deviazione di importanti quantità di greggio e di gas che hanno colpito la produzione di Petrozamora.

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Xi Jinping afferma il ruolo chiave dei BRICS

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xijinping bricsbusinessforumdi John Ross
da china.org.cn

Traduzione di Marco Pondrelli per Marx21.it

John Ross è giornalista di China.org.cn e Senior Fellow dell'Istituto Chongyang per gli studi finanziari della Renmin University of China.

Il vertice annuale dei BRICS, ospitato dalla Cina a Xiamen il 3-5 settembre, quest'anno il secondo grande evento internazionale in Cina, si concentra sulle questioni che affrontano le economie in via di sviluppo, sulla scia della Belt and Road Initiative tenuta a Pechino a maggio.

Il presidente Xi Jinping nel suo discorso al BRICS Business Forum prima dell'apertura del vertice, ha illustrato chiaramente perché la Cina stia ponendo costantemente enfasi su quella che è nota come "cooperazione Sud-Sud".

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Sulla detenzione illegale dell'avvocato palestinese Salah Hamouri

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salah hamouri 0Interrogazione scritta alla Commissione Europea di Miguel Viega, parlamentare europeo del Partito Comunista Portoghese (GUE/NGL)

da pcp.pt

Traduzione di Marx21.it

Tre giorni dopo avere conseguito il suo diploma da avvocato, Salah Hamouri, attivista palestinese di 32 anni, è stato arrestato il 23 agosto dalle forze di sicurezza israeliane nella sua residenza di Gerusalemme e condannato da un tribunale militare a una pena di sei mesi di carcere, che può essere rinnovata all'infinito senza alcun motivo. E' una situazione che colpisce oggi centinaia di migliaia di palestinesi, di fronte alla passività della comunità internazionale.

Salah Hamouri ha già passato 7 anni nelle prigioni israeliane per un “reato di intenti” in relazione a un tentativo mai provato di assassinare un leader religioso di estrema destra e per la sua appartenenza al Fronte Popolare di Liberazione della Palestina.

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Il Partito Comunista di Ucraina e il conflitto nel Donbass

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simonenko21di Petro Simonenko, leader del PCU

da kpu.ua

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Il conflitto nel Donbass non sarà composto fino a quando il popolo ucraino non parteciperà alla sua risoluzione. Lo ha affermato in Portogallo il leader del Partito Comunista di Ucraina Petro Simonenko.

Una delegazione del Partito Comunista di Ucraina, guidata dal Primo Segretario del Comitato Centrale del PCU Petro Simonenko, su invito del Segretario Generale del Partito Comunista Portoghese Jeronimo de Sousa, ha partecipato alla tradizionale festa del giornale “Avante!”, organo di stampa centrale del PCP.

La 41° Festa è stata dedicata al centenario della Grande Rivoluzione Socialista d'Ottobre e al suo significato storico universale.

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Siamo sempre nel pantano

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monete graficodi Ascanio Bernardeschi
da lacittafutura.it

L’euforia per i risultati dell’economia, nasconde lo sfacelo e le ricadute su chi lavora.

Il nostro paese, dalle posizioni di punta acquisite fino a qualche decennio fa, è rotolato nel castro dei maiali (PIIGS).

Avevamo un gioiello che era al passo con le allora pionieristiche tecnologie informatiche, l'Olivetti, ma il grande imprenditore, adorato a “sinistra”, il Cavaliere Carlo Debenedetti, l'ha distrutta. La Nuova Pignone, società pubblica che era ben posizionata nel mercato, venne privatizzata e si è dissolta. La Fiat non è più italiana grazie a un altro incensato e famoso manager e si chiama Fca. Altri casi della massima importanza sono Alitalia, Telecom, Indesit, Ansaldo Breda, Pirelli, Ilva. Tutte queste industrie, in gran parte pubbliche, o sono state cedute in mano straniera, o sono state smantellate, o ridotte ai minimi termini, o oggetto di esternalizzazioni che penalizzano i lavoratori. Così, in soli sei anni, l'Italia è scesa dal quinto all'ottavo posto fra i paesi industriali.

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Russia e Cina contro l’impero del dollaro

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Russia e Cina abbandonano il dollarodi Manlio Dinucci
il manifesto, 12 settembre 2017

Un vasto arco di tensioni e conflitti si estende dall’Asia orientale a quella centrale, dal Medioriente all’Europa, dall’Africa all’America latina. I «punti caldi» lungo questo arco intercontinentale – Penisola coreana, Mar Cinese Meridionale, Afghanistan, Siria, Iraq, Iran, Ucraina, Libia, Venezuela e altri – hanno storie e caratteristiche geopolitiche diverse, ma sono allo stesso tempo collegati a un unico fattore: la strategia con cui «l’impero americano d’Occidente», in declino, cerca di impedire l’emergere di nuovi soggetti statuali e sociali.

Che cosa Washington tema lo si capisce dal Summit dei Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) svoltosi il 3-5 settembre a Xiamen in Cina. Esprimendo «le preoccupazioni dei Brics sull’ingiusta architettura economica e finanziaria globale, che non tiene in considerazione il crescente peso delle economie emergenti», il presidente russo Putin ha sottolineato la necessità di «superare l’eccessivo dominio del limitato numero di valute di riserva».

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Premi “Giuseppe Torre” per elaborati critici sul Tribunale per la ex Jugoslavia

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icty hague 650x4873Riceviamo dal compagno Andrea Martocchia del Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia e volentieri pubblichiamo

Premessa

Al fine di diffondere una visione critica della nascita e dell’operato del “Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia” (ICTY), JUGOCOORD ONLUS bandisce per l’anno 2018 due premi.

1. Oggetto

I premi saranno assegnati per saggi, tesi (di laurea o dottorato) già discusse, articoli scientifici o volumi dedicati all’analisi critica dell’operato dell’ICTY.

Le opere, che potranno essere redatte in italiano o in inglese, devono fornire un contributo significativo allo studio e alla divulgazione della materia, scandagliando la genesi e l’azione dell’ICTY.

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Comunisti in Germania alla vigilia delle elezioni

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dkp germaniadi Patrik Köbele, presidente del Partito Comunista Tedesco (DKP)

da solidarite-internationale-pcf.over-blog.net

Traduzione di Marx21.it

A poche settimane dalle elezioni per il Bundestag, Patrik Köbele, presidente del Partito Comunista Tedesco (DKP), illustra le dinamiche del dibattito in corso all'interno del suo partito in vista del prossimo congresso e le ragioni della presentazione di propri candidati alla consultazione del 24 settembre.

Certamente il Partito Comunista Tedesco non entrerà nel nuovo Bundestag. La legge elettorale, di per sé, con la soglia antidemocratica del 5%, lo impedisce. C'è persino una grande probabilità che il risultato del DKP si collochi nettamente al di sotto dell'1%. Eppure presentiamo nostri candidati. Perché?

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Persino i militari francesi iniziano a ribellarsi alla politica guerrafondaia di Macron!

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macron devilliers copertinadi Sinistra.ch

Il mensile francese “Initiative Communiste”, edito dal Polo della Rinascita Comunista in Francia (PRCF), ospita nel suo ultimo numero una riflessione di Jean-Pierre Combe, capo squadriglia onorario dell’artiglieria e ufficiale di riserva dello Stato Maggiore Generale dell’esercito francese che fornisce una lettura al recente scontro sulla politica militare avvenuto di recente fra il Presidente della Repubblica Emmanuel Macron e il generale Pierre de Villiers, comandante delle forze armate francesi, che ha rassegnato in polemica le proprie dimissioni.

Sarebbe ridicolo credere – solo perché una parte irresponsabile della sinistra l’ha eletto – che Macron rappresenti una linea meno “militarista” rispetto a quella che la burocrazia militare francese poteva avere in mente. Macron, la cui popolarità è in caduta libera, continua infatti a sostenere la politica di guerra universale del grande capitale atlantico, spingendo i soldati francesi al di fuori delle proprie frontiere in missioni palesemente imperialiste.

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America Latina: fine di un ciclo o esaurimento del post-neoliberismo?

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americalatina planisferodi François Houtart | da particommuniste.be

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Proponiamo come contributo alla riflessione sulle ragioni della crisi attraversata attualmente dalle esperienze progressiste latinoamericane, un articolo di François Houtart , prestigiosa figura di intellettuale e vice-presidente del Forum mondiale delle alternative, deceduto il 6 giugno scorso.

L’America Latina è stato l’unico continente dove delle opzioni neoliberali furono adottate da più paesi. Dopo una serie di dittature militari, appoggiate dagli Stati Uniti e portatrici del progetto neoliberale, le reazioni non si sono fatte attendere. Il punto più alto fu il rifiuto nel 2005 del Trattato di libero scambio con gli Stati Uniti e il Canada, frutto di un’azione congiunta tra movimenti sociali, partiti politici di sinistra, Ong e chiese cristiane.

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La fede opaca del Novecento

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Fortinidi Donatello Santarone
Università degli Studi Roma Tre

In occasione del centenario della nascita del poeta e critico marxista Franco Fortini (1917-2017), riceviamo dal Professor Santarone e volentieri pubblichiamo.


Intervento introduttivo al Convegno promosso in occasione del centenario della nascita di Franco Fortini (1917-2017)

“Attraverso Fortini: poesia educazione mondo”, Università di Roma Tre, Roma, 9 maggio 2017

Fortini diceva talvolta, scherzando, di avere gli anni della Rivoluzione d’Ottobre. Oggi, a cento anni da quell’evento epocale della storia del mondo e a cento anni dalla nascita di Fortini, che di quella storia è stato parte viva e consapevole, possiamo forse omettere il lato un po’ ironico della battuta per dire invece che la Rivoluzione d’Ottobre, con il suo carico storico e allegorico, è una delle matrici fondamentali per capire l’opera e la funzione politico-culturale non solo del poeta e saggista Franco Lattes Fortini, ma di almeno tre o quattro generazioni di intellettuali che nei diversi ambiti del pensiero, della scienza, dell’arte, della politica, hanno segnato la storia “opaca” del Novecento.

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Fisk: 'L'Occidente stenta a crederlo ma la guerra in Siria sta finendo e Assad è il vincitore'

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assad manifestoda lantidiplomatico.it

Secondo il noto reporter di guerra, Robert Fisk, anche se l'Occidente non lo vuole credere, il conflitto armato in Siria sta per finire e il vincitore è il presidente siriano Bashar al-Assad, che voleva rovesciare.

"Ciò che è sempre stato impensabile in Occidente sta avvenendo: le forze di Bashar al-Assad sembra che stiano vincendo la guerra", ha scritto, ieri, Robert Fisk, noto reporter di guerra e corrispondente del quotidiano britannico 'The Independent'.

E non è solo che "sembra", dice il giornalista, che racconta come l'esercito siriano stia liberando una per una tutte le aree ancora occupate dai terroristi.

Al momento, l'esercito siriano e i suoi alleati sono riusciti a rompere l'assedio imposto a Deir Ezzor da tre anni. Il generale Sohail Hassan, conosciuto come "la Tigre" ("l'ufficiale preferito del paese") si è avvicinato al complesso della 137esima Brigata dell'esercito siriano a Deir al-Zur, mentre Mohamad Jadur, suo comandante, preparava le sue forze per liberare la base aerea della città.

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