di Mauricio Miguel, Traduzione di Marx21.it | da www.avante.pt
Cuba rivoluzionaria e socialista ha assunto alla fine del mese di gennaio la presidenza pro-tempore della Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC). E' un fatto di grande rilievo; è il riconoscimento a un popolo e un paese che, nel corso di 54 anni, affrontando fin dai primi momenti della rivoluzione le maggiori difficoltà e prove economiche, militari e politiche, ha dato “lezioni” di tenacia e solidarietà rivoluzionarie al mondo, ricevendone in cambio il rispetto, l'ammirazione e la solidarietà di milioni di esseri umani. Molto si è già scritto e molto si scriverà ancora su Cuba e sul suo inestimabile contributo alla lotta dei popoli, per salvare vite umane, per il sorriso e l'apertura degli orizzonti della conoscenza a milioni di esseri umani in America Latina, in Africa e in altre parti del mondo. La piccola isola dei Caraibi, con poco più di 11 milioni di abitanti, ha assunto la presidenza della maggiore organizzazione di integrazione dell'America Latina, con 33 paesi e un territorio che va dal Messico fino alla Patagonia argentina e cilena.
Associazione Politico-Culturale Marx XXI
Cuba, la presidenza della CELAC e l'Unione Europea
A proposito di elezioni, Europa e vero voto utile
di Domenico Moro per Marx21.it
1. Europa convitato di pietra
Come quasi sempre accade nelle competizioni elettorali nelle cosiddette democrazie avanzate, anche questa volta è l’inessenziale che tiene banco, tra sparate propagandistiche di Monti, Berlusconi e Grillo e il nulla espresso da Bersani.
Il grande assente e convitato di pietra di questa campagna elettorale è l’Europa. Il fiscal compact che impone il pareggio di bilancio, inserito addirittura in Costituzione, pone dei vincoli che costringeranno l’azione di qualsiasi governo. Ma non è tutto. L’Europa prevede la riduzione in venti anni del debito pubblico al 60% sul Pil. Ora, visto che il nostro debito equivale al 126% e che in valore assoluto ammonta a oltre 2mila miliardi di euro, si tratta di tagliare più di mille miliardi, ovvero circa 50 miliardi all’anno. Quindi, in realtà il pareggio di bilancio è il meno. Ogni anno bisognerà realizzare attivi di bilancio (maggiori entrate su spese) pari al 3-4% del Pil.
Recensione a Giuseppe Vacca, Vita e pensieri di Antonio Gramsci. 1926-1937, Torino, Einaudi, 2012
di Raul Mordenti | da testoesenso.it
1. La temperie politico-culturale e il titolo stesso dell’incontro triestino[1] (che non si limita al libro di Giuseppe Vacca ma pone al centro “Il recente caso Gramsci: una questione scientifica o una polemica politica?”) ci impongono di considerare il problema del revisionismo che ha preso di mira Gramsci in questi ultimi mesi, in altre parole di porre il problema se anche il libro di Vacca si inserisca nella linea di aggressivo revisionismo gramsciano (anti-gramsciano) oppure, al contrario, se esso sia un contributo alla verità storica e dunque, in quanto tale e già solo per questo motivo, sia un modo di combattere quel revisionismo; la falsità storica delle argomentazioni è infatti costitutiva del revisionismo (e lo è anche un livello scientifico basso e talvolta francamente impresentabile), dunque produrre storia, storia documentata, e proporre interpretazioni appoggiate solidamente sui testi sono certamente il modo migliore di combattere il revisionismo.
La giornata della menzogna. Intervista alla storica Alessandra Kersevan
da www.radiazione.info
Con una bellissima esposizione la storica Alessandra Kersevan dipinge un quadro completo dell’opera di revisionismo storico che la nostra classe politica, e non solo, porta ogni anno avanti attorno al tema dell’occupazione fascista in Jugoslavia e delle foibe.
ASCOLTA L'AUDIO DELL'INTERVISTA![]()
I crimini dell’Esercito italiano in Jugoslavia
di Ivan Serra, tratto da www.marxismo.net | da www.diecifebbraio.info
A proposito del “giorno del ricordo”
I dieci anni passati dalla presentazione della legge per l’istituzione del giorno del ricordo, votata poi da tutto l’arco parlamentare con poche eccezioni, non hanno certo attenuato il carattere mistificatorio di questa ricorrenza. Già la scelta della data, così vicina a quella del 27 di gennaio, giorno dell’abbattimento nel 1945 dei cancelli di Auschwitz e commemorazione a livello internazionale delle vittime del nazismo, le tenderebbe a confondere e unificare. In realtà il 10 febbraio 1947 il trattato di pace che fu firmato a Parigi con le potenze alleate vincitrici della guerra, considerava l’Italia sì cobelligerante contro la Germania dopo l’armistizio, ma pienamente corresponsabile della guerra di aggressione intrapresa e per questo punita. Lo stesso testo della legge dove si parla di tutte le “tormentate vicende del confine orientale”, viene poi travisato nella realtà quando vengono solo ricordate foibe ed esodo, dimenticando proprio le guerre di aggressione a Russia, Grecia e Jugoslavia.
Intervista a Osama Saleh del comitato "Giù le mani dalla Siria"
di Michele Michelino
D. I mass media italiani stanno facendo una campagna di disinformazione a sostegno dei “ribelli” contro il governo siriano. Qual è la situazione reale in Siria al 30 gennaio 2013?
R. Vi comunico le ultime notizie. Ieri, 29 gennaio, ad Aleppo, nella zona di Bustan al-Qasr sulla riva del fiume Queiq è stato scoperto un massacro terribile in cui sono morti circa 80 civili. L’opposizione ha negato, come sempre, gettando la colpa sul governo siriano anche se ci sono prove che il governo non c’entri nulla.
D. Tuttavia la televisione e i giornali italiani hanno dato molto spazio a quest’avvenimento: come lo spieghi?
R. Sono stati i terroristi che hanno fatto questo massacro, un massacro molto crudele; anche ieri a mezzogiorno in un villaggio a est di Homs, la città dalla quale provengo, sono entrati circa duemila terroristi, hanno invaso il villaggio che si chiama Al-Almeriyeh, abitato da siriani favorevoli al governo, quasi tutti cristiani e alauiti. Gli abitanti erano minacciati da una settimana dagli estremisti islamici e avevano chiesto all’esercito siriano di aiutarli ad affrontare questi attacchi.
La fine della classe operaia?
C'è un'idea molto diffusa, che si sente sempre più spesso: le tecnologie dell'informazione e delle scienze della comunicazione hanno radicalmente cambiato la produzione. La maggior parte dei paesi sviluppati ha un'economia di servizi, una società post-industriale. In Europa, il 66% della popolazione lavoratrice è impiegata nel settore dei servizi. Negli Stati Uniti questa percentuale raggiunge il 79% (1). A causa di questo cambiamento nella composizione della classe lavoratrice, non si può proseguire come prima, dice il filosofo italiano Antonio Negri: "Odio chi dice: la classe operaia è morta, ma la lotta continua. No. Se la classe operaia è morta - il che è vero - l'intero sistema legato a quei rapporti di forza entra in crisi".(2)Intervista a Vladimiro Giacché
di Bruno Settis e Francesco Marchesi | da www.quoterosse.it
Incontriamo Vladimiro Giacché il 2 febbraio a Pisa, dove è venuto a partecipare all’Assemblea pubblica di Rivoluzione Civile che si è tenuta al CEP, in quanto membro del direttivo dei Comunisti Italiani e candidato alla Camera in Toscana. Di formazione filosofica (alla Scuola Normale) e tradizione comunista (il secondo nome è Ilio), ha lavorato nel settore finanziario pubblico e privato. Negli ultimi anni Vladimiro è emerso in Italia come un penetrante commentatore della crisi, intrecciando la critica dell’ideologia (La fabbrica del falso, DeriveApprodi, seconda ed. 2011) con quella delle politiche economiche (oltre all’attività giornalistica su Il Fatto Quotidiano, Pubblico e altrove,Titanic Europa. La crisi che non ci hanno raccontato, Aliberti, seconda ed. 2013). Insomma, con il contributo che Vladimiro fornisce all’elaborazione delle linee di proposte economiche della lista di Rivoluzione Civile (di cui abbiamo già discusso, e torneremo a discutere, in altri articoli), ci ricorda che nella società civile ci sono anche i comunisti. E, infine ma non ultimo, è sempre garantita una chiacchierata piacevole.
Il governo dei tecnici: un sapere scomparso! con due domande finali
di Vittorio Pesce Delfino, Comitato scientifico Marx XXI
S’intende qui mostrare come al Governo dei tecnici presieduto dal Premier Mario Monti manchi totalmente un sapere che deve necessariamente essere posseduto per giustificare qualunque proposta tecnica: il sapere scientifico.
Il governo dei tecnici ha fatto ricorso continuamente a una procedura certamente legittima dal punto di vista regolamentare ma assolutamente non reclamabile da un soggetto che si definisca “tecnico”: la fiducia parlamentare. Mentre un governo politico, che sia stato quindi eletto sulla base della proposta di un progetto può senz’altro, a fronte di difficoltà parlamentari contingenti, far ricorso alla richiesta di fiducia (appunto nei confronti di tale progetto), ciò appare per nulla giustificabile per un governo tecnico che dovrebbe essere in grado di convincere su quello che fa oppure prendere atto di tale incapacità e quindi dimettersi. Proviamo a considerare la cosa con l’aiuto di Dario che è il nostro tecnico, un idraulico che abbiamo chiamato per sistemare lo scarico del bagno di casa che perde; Dario esamina il problema e poi si rende conto di non essere in grado di risolverlo (in seguito vedremo perché).
E' stato assassinato a Tunisi il compagno Choukri Belaid
di Maurizio Musolino
Ai suoi compagni, alla sua famiglia, al suo Paese, la solidarietà del Partito dei comunisti italiani
E' stato assassinato a Tunisi il compagno Choukri Belaid, un progressista, un laico, un comunista, amante del suo paese e della sua gente. Per anni si era fieramente opposto al regime di Ben Alì e oggi era in prima fila per la difesa dei diritti delle donne e dei lavoratori tunisini. Lo avevamo incontrato a Tunisi un anno fa nella sede del suo partito ( Movimento patriottico democratico) e in quell'occasione ci aveva parlato del progetto di riunificazione della sinistra in Tunisia, un progetto che nel frattempo era andato avanti raccogliendo consensi e successi. Ricordo anche un suo messaggio al nostro ultimo congresso dove parlava di laicità e ci chiedeva di non lasciar soli i giovani impegnati nelle rivolte arabe, a quel congresso non potè partecipare perché negli stessi giorni era in atto a Tunisi un grande sciopero generale.
Con la ricerca, per le imprese e contro la crisi
da www.rivoluzionecivile.it
“Sostenere la ricerca è il miglior modo per aiutare il sistema delle imprese ad uscire dalla crisi”. Lo ha detto Antonio Ingroia durante una conferenza stampa in cui ha raccolto l’appello dei ricercatori italiani, rappresentati da Claudia Abatecola (Cnr), Viviana Ruggeri (Isfol), Sonia Ostrica (Iss) e Carlo De Gregorio (Istat). Presente anche Vladimiro Giacchè, l’economista candidato nelle liste di Rivoluzione Civile. “Facciamo nostro l’appello della comunità scientifica. La nostra porta è aperta al contributo dei settori più dinamici dell’economia italiana come quello della ricerca che, però, oggi – ha detto Ingroia – è in grande sofferenza. Raccoglie pochi investimenti pubblici, accusa la vergognosa lottizzazione dei vertici degli enti e oltretutto perde gran parte dei finanziamenti europei, pagando di fatto l’innovazione agli altri Paesi Ue. E’ inaccettabile”.
L’attacco aereo israeliano contro la Siria: il disperato tentativo di salvare dal fallimento la guerra “sotto copertura USA-NATO”
QUANDO I SIONISTI E GLI “JIHADISTI” SI PRENDONO PER MANOIl 29 gennaio 2013, Israele ha scatenato attacchi aerei contro la Siria, in flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite, del diritto internazionale, e in diretta violazione della sovranità della Siria, sulla base di “sospetti” trasferimenti di armi chimiche.
The Guardian in un suo articolo dal titolo“Israel carries out air strike on Syria,” “Israele compie un raid aereo sulla Siria”, afferma: “Gli aerei da guerra israeliani hanno attaccato un obiettivo vicino al confine siriano-libanese dopo diversi giorni di avvertimenti sempre più intensi lanciati da funzionari del governo di Israele contro la Siria, a causa di un presunto ammassamento di armi.”
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