La crescita dell’estrema destra e la fine del mito svedese

La crescita dell’estrema destra e la fine del mito svedese

di Lorenzo Battisti

Anche se ormai da tempo non corrisponde più alla realtà, per molti italiani l’immagine della Svezia è legata al mito di paese tollerante e solidale, con uno stato sociale avanzato ...

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PdCI Marche: Cronaca della Conferenza Regionale

PdCI Marche: Cronaca della Conferenza Regionale

PdCI Marche

Ancona, sabato 13 settembre, ore 15.30, presso la sala dell’ANPI: i compagni e le compagne del PdCI delle Marche iniziano pian piano ad “occupare” la sala ...

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L'egemonia in gioco, il mondo pure

L'egemonia in gioco, il mondo pure

di Salvador González Briceño

Gli Stati Uniti non sembrano indietreggiare. Continua l'offensiva contro la Russia nell'arena mondiale. Ci sono vari fronti aperti, ma il più minaccioso continua ad essere quello della guerra in Ucraina...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Nigeria

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di Albano Nunes* | da www.avante.pt

nigeria rapimento ragazzeTraduzione di Marx21.it

C'è forse qualcuno che non sia turbato dalle terribili notizie che arrivano dalla Nigeria? C'è forse qualcuno che non si indigni e non chieda giustizia in difesa delle adolescenti rapite in un'operazione di terrore che mirerebbe a punirle, a farne oggetto di commercio, a trasformarle addirittura in schiave sessuali? No, non c'è. E anche l'imperialismo sa che non c'è. Ed è per questo che trasforma il dramma delle giovani nigeriane in un'impressionante campagna mediatica a cui partecipano attori che vanno da Michelle Obama a Antonio José Seguro, passando per innumerevoli “celebrità” mobilitate da Amnesty International ed altre ONG per nulla imparziali, sempre disponibili a prendere l'iniziativa delle ondate artificiali di turbamento internazionale. Turbamento che, come prova l'esperienza, è frequentemente suscitato non per la sincera difesa di nobili diritti e valori, ma per giustificare l'ingerenza e l'aggressione imperialista, come nel caso delle guerre scatenate in nome del “dovere di proteggere” in Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, Mali, solo per citare alcuni esempi. Tutto sta a indicare che ancora una volta ciò sta accadendo anche con la campagna “Bring our girls back”.

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Il cloro di Assad

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siria cloro esplosioneda www.sibialiria.org

Non troneggia di certo nel Mainstream questa bufala del cloro usato dall’esercito di Assad per gasare “ribelli” e inermi popolazioni. In Italia, solo qualche isolato e stanco articolo di Repubblica, Corriere, Unità… che dopo la smentita praticamente “ufficiale” del gas di Assad a Ghouta cominciano ad andarci cauti. Non così Il Foglio che ci va giù pesante pretendendo di dimostrare il “Cloro di Assad”  con un davvero incredibile reportage fotografico che ci assicura mostra “Kfar Zeita (…) una città fantasma bombardata in continuazione da ordigni con scritto sopra “CL2”. Dall’analisi delle immagini emerge un piano del regime studiato con cura. Le foto di Daniele Raineri. Per la prima volta, i dettagli ravvicinati delle bombe al cloro usate in Siria. Nelle immagini, lo scoop del Foglio ripreso anche sul giornale inglese Telegraph. Nelle altre foto, foto nei riquadri rossi, il colore giallo-verde della nube di cloro dopo l’esplosione di un ordigno a Kafr Zeita.”

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Simonenko accusa la giunta di Kiev

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Traduzione di Flavio Pettinari per Marx21.it

petr-simonenko-i-kpu-672x372Lunedì 12 maggio, il giorno dopo il referendum a Donetsk e Lugansk che ha sancito l’autonomia delle due regioni, si è tenuta la riunione dei capigruppo del parlamento ucraino. Tale riunione è stata la prima dopo il 9 maggio, quando a Mariupol, durante i festeggiamenti del Giorno della Vittoria, le truppe golpiste di Kiev hanno compiuto una strage di civili.

Riportiamo gli estratti dell’intervento di Petro Simonenko, che ha duramente attaccato la giunta e il suo “presidente ad interim” Turchinov, il quale dopo i primi tentativi di interrompere Simonenko ha assistito in silenzio alle accuse del leader comunista.

Il 13 maggio, Turchinov ha pubblicamente dichiarato dalla presidenza del Parlamento, interrompendo l’intervento di Simonenko, il suo personale impegno presso il Ministero della Giustizia, per la messa al bando del Partito Comunista d’Ucraina.

Il video di questo intervento di Simonenko è stato rilanciato in massa sui social network e su Youtube, dove al momento ha ottenuto (nonostante continue rimozioni) centinaia di migliaia di visualizzazioni.

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Il Corriere della Sera e la retorica democratica

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di Francesco Maringiò, vice responsabile Dipartimento Esteri PdCI

ukraine-donetsk-protests-referendumL’Ucraina e la democrazia: qual è il ruolo dei nostri media? E quale “democrazia” siamo disposti ad accettare?

«Che cosa c’è di più democratico di un referendum popolare? Gente in coda ai seggi, una scelta chiara fra un sì e un no, la volontà collettiva che si esprime sovrana … Tutto qui? Non proprio. Perché non bastano un’urna e una scheda per celebrare la festa della democrazia» (1). Se estraessimo questa considerazione di Luigi Ippolito, caporedattore ed opinionista del Corriere della Sera, dal resto dell’articolo, non potremo che dichiararci concordi con quanto scrive. Del resto, sin dai tempi di Socrate, abbiamo appreso come il “principio maggioritario” non sia in sé, né necessariamente giusto, né effettivamente “democratico”.

Già Luciano Canfora, alcuni anni fa, ci metteva in guardia contro il «fondamentalismo democratico» (l’espressione è, in realtà, dell’indimenticabile García Márquez) che «racchiude e copre il contrario di ciò che etimologicamente esprime; e, insieme, l’intolleranza verso ogni altra forma di organizzazione politica che non sia il parlamentarismo, la compravendita del voto, il “mercato” politico. (…) Il diverso dal modello parlamentare è il totalitarismo, è il male. Questo modo (…) “di non vedere” la realtà ha colpito in tutte le direzioni, impedendo di comprendere la molteplicità del mondo» (2).

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Il Kosovo, ancora il Kosovo, dopo la Crimea, ora anche nell’Ucraina orientale

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crimea referendumdi Enrico Vigna, maggio 2014

La “ questione Kosovo” ineluttabilmente riemerge, come una metastasi.

Nei drammatici avvenimenti e scenari di guerra in Ucraina e non solo, la cosiddetta “questione Kosovo” attraversa analisi, riferimenti, raffronti, alle volte in modo consono, altre volte strumentale. Chi semina vento raccoglie tempeste, si potrebbe sintetizzare, riferendosi alle strategie e scelte delle leadership occidentali e statunitensi in primis. Un aspetto sicuramente emerge come dato di fatto, grazie all’ ”operazione Kosovo”, gestita dalla NATO, lo stravolgimento e annichilimento del Diritto Internazionale, cominciato con il processo di distruzione della Jugoslavia e approdato alla rapina della provincia alla Serbia, ha aperto scenari di destabilizzazione e conflittualità dilaganti e a macchia d’olio in ogni angolo del mondo. Ma il Kosovo resta un modello solo per quelle realtà filo occidentali e vogliose di vendere la propria indipendenza e sovranità ai grandi poteri finanziari e militari occidentali.

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La FSM denuncia la politica omicida nelle miniere della Turchia

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Federazione Sindacale Mondiale (FSM - WFTU) | wftucentral.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

turchia minatori14/05/2014

La Segreteria della Federazione Sindacale Mondiale ha accolto con grande dolore la notizia della tragedia costata la vita ad almeno 200 minatori e il ferimento di molti altri durante l'esplosione in una miniera di carbone a Soma, in Turchia a circa 250 km a sud di Istanbul, di proprietà della Soma Komur Isletmeleri SA, il 13 maggio 2014.

La proprietà privata sulla miniera e la politica orientata al profitto, che riduce l'ammodernamento tecnologico e la manutenzione periodica, la criminale mancanza di misure di sicurezza adeguate e l'intensificazione del lavoro sono le vere cause dell'esplosione di un generatore di energia, da cui è scaturito l'incendio e l'intossicazione da monossido di carbonio di centinaia di minatori.

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Il PC di Ucraina sta per essere messo fuorilegge?

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di Fausto Sorini, Segreteria nazionale PdCI, responsabile esteri

pc-ukrainaApprendiamo nelle ultime ore che il Ministero della "Giustizia" di Kiev, espressione del governo golpista e sostenuto dai neo-nazisti, ha chiesto di verificare se sussistano le condizioni "legali" per una messa fuorilegge del PC di UCRAINA, accusato di sostegno al "separatismo".

Non c'è bisogno di commento.

Invitiamo tutti gli antifascisti e i sinceri democratici italiani, a cominciare da quelli presenti nel Parlamento italiano ed europeo, ad esprimere in ogni forma possibile, e finchè siamo in tempo, la loro ferma protesta e indignazione nei confronti di questa eventualità.

Il fascismo, in ogni sua manifestazione e variante storica, si è sempre manifestato anche per la violenta messa fuorilegge dei comunisti.

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Un'altra Bolognina?

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occhetto bologninadi Vladimiro Merlin*

L'articolo è apparso nel n. 2/2014 della rivista "Gramsci oggi" (www.gramscioggi.org) e lo proponiamo ai nostri lettori come contributo alla discussione

Il passaggio politico delle prossime elezioni europee si potrebbe caratterizzare, per i comunisti in Italia, come uno snodo decisivo per il loro futuro e per quello della sinistra di classe, in quanto da esso potrebbe prendere avvio un percorso politico che potrebbe rievocare per molti aspetti quello che ebbe luogo alla Bolognina.

Quando Occhetto sciolse il PCI lo fece nel nome di una “nuova” sinistra che tagliava completamente i ponti con il ‘900, una sinistra “moderna”, “europea”, che nei suoi intenti si doveva legare ai nuovi movimenti sociali, e poteva così, finalmente, accedere al governo del paese.

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Contro la guerra nel cuore dell’Europa, a fianco dell’Ucraina antifascista!

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roma 170514 mappaA Odessa un’orda nazista ha trucidato oltre 50 cittadini ucraini di origine russa. Disarmati. Lo ha fatto con i metodi nazisti del pogrom: bruciare, uccidere, non lasciare via di scampo alle vittime.

I media, all’unisono, hanno deformato la notizia fino a renderla irriconoscibile. Questa falsificazione è funzionale a coprire le responsabilità degli Stati Uniti e dell’Unione europea, che appoggiano il governo golpista di Kiev, da essi portato al potere.

Noi, cittadini italiani di una repubblica antifascista ormai solo di nome, siamo parte involontaria di questa mostruosa tragedia e di questo ritorno al passato. Lo siamo in quanto membri della NATO e alleati degli Stati Uniti. Non a caso il ministro della Difesa italiano, non pago delle violazioni che in questi ultimi due decenni hanno ripetutamente sfigurato l’articolo 11 della nostra Costituzione, è stato il primo a dichiararsi disponibile per un’ennesima sciagurata missione militare, stavolta in Ucraina.

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Il Partito Comunista Sudafricano tra i protagonisti della vittoria elettorale dell'ANC

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da www.sacp.org.za | Traduzione di Marx21.it

sacp corteo elezioniUn mandato decisivo per proseguire con la seconda fase radicale della rivoluzione democratica

9 maggio 2014

Mercoledì 7 maggio, milioni di cittadini del nostro popolo, la stragrande maggioranza dei quali è rappresentata da lavoratori e poveri, hanno espresso il loro voto nelle quinte elezioni generali democratiche del nostro paese.

Con il 90% dei voti scrutinati, è evidente che l'ANC riceverà ancora una volta la maggioranza decisiva. Dopo 20 anni al potere e nel bel mezzo della crisi capitalistica globale che non cessa e che ha colpito il nostro paese, questo è un risultato significativo per il partito di governo. Questa vittoria sottolinea la fiducia riposta nell'ANC e nella sua alleanza da parte della grande maggioranza dei lavoratori e dei poveri. Questa fiducia impone l'importante responsabilità di andare avanti.

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Euro e Austerity: la tenaglia che ci stritola

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cavallo cassinodi Vladimiro Giacché

Credo che il primo dovere nei confronti di noi stessi sia quello della chiarezza. In primo luogo sulla gravità della situazione. Il nostro paese ha perso, dall’inizio della crisi, poco meno del 10% del prodotto interno lordo, il 25% della produzione industriale, il 30% degli investimenti. A chi paventa catastrofi nel caso di un’eventuale fine dell’euro va risposto che al punto in cui siamo l’onere della prova va rovesciato, perché la catastrofe c’è già. E la prima cosa da fare è di comprendere come ci siamo finiti e cosa fare per uscirne. Ci troviamo, molto semplicemente, nella peggiore crisi dopo l’Unità d’Italia: peggiore di quella del 1866, e peggiore di quella del 1929 (Rapporto CER n. 2/2013).

Peggiore per tre motivi: perché il livello di prodotto pre-crisi – che negli altri casi era già stato recuperato dopo 6 anni– in questo caso non sarà recuperato neppure in 10 anni; perché gli indicatori di cui disponiamo non segnalano alcun miglioramento significativo della situazione (al contrario, quanto alla disoccupazione, essi ne prevedono un ulteriore aumento nel corso del 2014). E anche perché la situazione attuale è caratterizzata da due elementi di rigidità che privano il nostro Paese di margini di manovra.

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Si deve prestare ascolto alla volontà del popolo!

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da kprf.ru | Traduzione dal russo di Mauro Gemma

ucraina barricate prorussiaDichiarazione del Presidium del Partito Comunista della Federazione Russa sul referendum dell'11 maggio nelle regioni di Donetsk e Lugansk

La popolazione delle regioni di Donetsk e Lugansk nel referendum dell'11 maggio, con la schiacciante maggiornza dei voti, si è espressa per l'indipendenza statale.

Il significato storico di questa manifestazione della volontà popolare non risiede unicamente nel fatto che le persone hanno sostenuto l'idea del cambiamento dell'assetto statale delle loro regioni, ma anche nel fatto che la votazione rispondeva alle aspirazioni di grandi masse popolari.

Proprio perché gli obiettivi del referendum erano in sintonia con gli interessi vitali dell'assoluta maggioranza della popolazione, si spiega l'insolitamente alta percentuale di elettori ai seggi. Lo svolgimento stesso del referendum è stato possibile solo grazie alla dedizione, al coraggio e alla volontà di migliaia di combattenti dei reparti di autodifesa, di decine di migliaia di civili, che hanno sbarrato la strada alle colonne corazzate della spedizione punitiva.

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La Guerra nel cuore dell'Europa: sapere la verità

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milizie kiev majdandi Maurizio Miguel*

Intervento del responsabile del Gruppo parlamentare del Partito Comunista Portoghese al Parlamento europeo pronunciato nel corso dell'iniziativa del PdCI svoltasi a Livorno l'8 maggio 2014

Compagni,
a nome del Partito Comunista Portoghese, porto qui i saluti fraterni e la solidarietá dei comunisti portoghesi al Partito del Comunisti Italiani, ed il ringraziamento per il vostro invito a partecipare a questa iniziativa su “I Comunisti, l'Europa e l'Ucraina”.

Il Portogallo vive oggi la sua più grave crisi economica, sociale e politica dopo la Rivoluzione di Aprile, iniziata il 25 Aprile del 1974. Questo è il risultato di 37 anni di politica di destra e di 28 anni di inserimento del Portogallo nel processo di integrazione capitalista della CEE/UE. Se questo corso non verrá ribaltato, é in gioco la sopravivvenza del Portogallo in quanto nazione sovrana ed indipendente.

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Catastrofe imminente nel Sud Sudan

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sudsudan rifugiatidi Carlos Lopes Pereira | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Mentre apprendiamo che, già immediatamente dopo la sua firma avvenuta sabato scorso, un altro accordo per il cessate il fuoco nel Sud Sudan è stato violato, riteniamo utile proporre questa nota scritta da Carlo Lopes Pereira, esperto di questioni dell'Africa.

Il più giovane paese africano, il Sud Sudan, è sull'orlo della catastrofe. Quattro mesi e mezzo di guerra civile hanno provocato già migliaia di morti e più di un milione di rifugiati e sfollati. Incombe la minaccia della fame generalizzata e le Nazioni Unite hanno messo sull'avviso in merito all'imminenza di un “disastro umanitario”.

L'alto commissario dell'ONU per i diritti umani, la sudafricana Navi Pillay, e il consigliere speciale del segretario generale Ban Ki-moon per la prevenzione dei genocidi, il senegalese Adama Dieng, si sono recati nel Sud Sudan alla fine di aprile. Si sono incontrati a Juba, la capitale, con il presidente Salva Kiir e vari ministri, e si sono trasferiti a Nassir, alla frontiera con l'Etiopia, dove hanno avuto colloqui con il leader ribelle, Riek Machar.

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La vera posta in gioco nella crisi ucraina

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ukraine-crisis-US-sanctions-russian-elites full 600di Manlio Dinucci

L'editoriale del N. 1-2 2014 di MARX Ventuno Rivista Comunista, in corso di distribuzione

La vera posta in gioco, nell’escalation della crisi ucraina da novembre ad oggi, non è l’adesione dell’Ucraina alla Ue, ma l’annessione dell’Ucraina alla Nato.

L’Ucraina è una pedina fondamentale nel piano Usa di espansione a est, cominciato con l’in­globamento nella Nato di paesi dell’ex patto di Varsavia, dell’ex URSS e dell’ex Jugoslavia e corredato più di recente dal­l’in­stal­lazione di basi e forze militari a ridosso della Russia.

Armi di distrazione di massa

La guerra per il controllo del­l’Ucraina è iniziata con una possente psyop, operazione di guerra psicologica, in cui vengono usate le sperimentate armi di distrazione di massa. Le immagini con cui la televisione bombarda le no­stre menti ci mostrano militari russi che occupano la Crimea. Nes­sun dubbio, quindi, su chi sia l’aggressore.

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Movimento Comunista e Rivoluzionario Internazionale – Questioni di attualità della lotta ideologica

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di Albano Nunes, segreteria del Partito Comunista Portoghese
da www.omilitante.pcp.pt | Traduzione di Franco Tomassoni per Marx21.it

may day07Valorizzando la realizzazione del 15° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai realizzato a Lisbona nel novembre del 2013, il comunicato delle riunione del Comitato Centrale del PCP del 15 e 16 dicembre afferma: “pienamente cosciente dell’esistenza di posizioni differenti e anche di serie divergenze, il PCP continuerà ad impegnarsi nel rafforzamento, unità e capacità di azione del Movimento Comunista e Rivoluzionario Internazionale, basandosi su un esame schietto e fraterno dei problemi comuni, e alla luce dei principi di uguaglianza rispetto reciproco, non ingerenza nelle questioni interne e rispetto reciproco, rigettando le differenti forme di opportunismo sia nella loro espressione di adattamento al sistema, sia nella loro variante dogmatica e settaria”. È a proposito del denso contenuto politico e ideologico di questo piccolo paragrafo di un documento del CC del PCP che considero utile fare alcune considerazioni.

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Il referendum proposto dai comunisti avrebbe evitato la divisione dell'Ucraina

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di Petro Simonenko, leader del Partito Comunista di Ucraina | da www.kpu.ua

simonenko parlamentoTraduzione dal russo di Mauro Gemma

La lotta senza quartiere e la divisione dell'Ucraina sono diventate possibili grazie al fatto che non si sia svolto a suo tempo il referendum sull'integrazione europea del paese, sostenuto dal Partito Comunista di Ucraina. E' ciò che ha dichiarato il leader del KPU Petro Simonenko a un canale televisivo.

Secondo Simonenko, lo scontro violento tra Oriente e Occidente dell'Ucraina e pure lo spargimento di sangue sul Majdan, si sarebbero potuti evitare.

“Ma il regime oligarchico di Yanukovich ha operato allora in combutta con le forze politiche che si trovavano all'opposizione. E insieme hanno invocato l'integrazione nella comunità europea, dichiarando che l'accordo di Associazione con l'UE andava bene e rappresentava una buona cosa per il popolo ucraino”, ha ricordato il leader dei comunisti.

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Russia-Ucraina: chi fa propaganda e chi la subisce?

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di Giulietto Chiesa | da www.ilfattoquotidiano.it

giulietto-chiesa 620x410Risposta a un lettore che si firma “Senza Spirito” (Politecnico di Bari)

Caro Chiesa, non pensa che da un lato e dall’altro una minoranza di facinorosi stia facendo di tutto per esasperare i rapporti e polarizzarli su posizioni che, dopo un numero così alto di eventi negativi e violenze, saranno irrimediabilmente inconciliabili? Io adoro le visioni alternative degli eventi, fino a farla diventare la cifra stilistica del mio carattere, ma questo mi è sempre stato utile per coltivare la cultura del dubbio, ed aiutarmi a pormi domande. Quella che definiamo guerra mediatica è praticata da entrambi gli schieramenti, ma al solito, la parte “sovietica” ha la cattiva abitudine di non avere controparti interne, e di utilizzarla in modo ridicolo per avere un consenso apparente di massa, come in ogni regime che si rispetti.(…) Perché le violenze subite dagli oppositori all’est non vengono citate da chi come lei ed altri, appare apertamente schierato col governo russo? Il piacere di sentirla finalmente ispirato da salomonici giudizi, ridurrà ai miei occhi che la stimano ormai da decenni, il sospetto che sia un partigiano senza domande, o una sorta di volontario forzato, (….). Con sincero affetto. Grazie.

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Sull'aggravamento della situazione in Ucraina

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Nota dell'Ufficio Stampa del Partito Comunista Portoghese
da www.pcp.pt | Traduzione di Marx21.it

ucraina facistasIl PCP esprime la sua preoccupazione di fronte all'aggravamento della situazione in Ucraina, risultante dal colpo di stato di febbraio e segnato dalla scalata della violenza e della repressione politica e xenofoba promossa dai settori più reazionari dell'oligarchia ucraina e da forze di natura fascista e nazista, con l'appoggio di USA, UE e NATO.

Il PCP mette in guardia rispetto alle gravi conseguenze del ricorso alla forza militare – in particolare nelle regioni dell'Est dell'Ucraina -, per reprimere il movimento di protesta e di opposizione popolare al regime golpista illegittimo e alle misure di matrice oppressiva e xenofoba che sta cercando di attuare, a cui si aggiunge l'imposizione del pacchetto di saccheggio economico e tagli sociali concordato con il FMI, che favorisce profonde divisioni nel paese.

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Alluvione Marche: disastri annunciati

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di Laura Baldelli, responsabile regionale PdCI Ambiente

alluvione-marcheLe prolungate ed insistenti piogge di questi giorni, con la conseguente alluvione per esondazione del Misa e del Cesano a Senigallia e Chiaravalle per i reticoli minori Triponzio e Granita, non possono essere l'alibi di una inconsistente pianificazione e programmazione territoriale delle Marche. 

Questo affermano i geologi della nostra regione e lo dichiarano inascoltati da anni; ricordo ai lettori anche il convegno dell'Università di Camerino Scuola di Scienze ambientali del marzo 2011, realizzato con il patrocinio del Consiglio Nazionale dei Geologi: “L'Italia sott’acqua e il rischio idrogeologico. Geologia: se non ora quando?”, occasione in cui il vice-presidente dell'Ordine dei geologi marchigiano P. Farabollini ha ripercorso alcuni eventi, che già dagli anni '70 erano allarmanti e il territorio ci dava dei segnali forti che le istituzioni avrebbero dovuto capire e subito programmare politiche di prevenzione. 

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