Gli USA, il pivot anticinese e i pericoli di guerra

Gli USA, il pivot anticinese e i pericoli di guerra

di Domenico Losurdo

La Cina rappresenta davvero una minaccia a livello geopolitico per gli Stati Uniti e i Paesi ad essa confinanti nella regione del Pacifico? Vi presentiamo un estratto del Prof. Domenico Losurdo che analizza alcune questioni relative alla cosiddetta “minaccia cinese”

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Giulietto Chiesa: “Perché demonizzano Putin”

Giulietto Chiesa: “Perché demonizzano Putin”

PandoraTV

“E’ in corso una campagna forsennata contro il presidente russo Vladimir Putin, molti se ne accorgono, tanto è evidente, ma non tutti ne capiscono le ragioni, non tutti si rendono conto di chi la fa, chi la organizza e perché…

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Una stagione politica decisiva per il nostro paese

Una stagione politica decisiva per il nostro paese

di Bruno Steri

La battaglia per il NO nel prossimo referendum costituzionale per difendere gli spazi di rappresentanza democratica deve unirsi alla denuncia del massacro sociale già in atto e che sarebbe ancor più favorito dall’ulteriore riduzione delle possibili voci di opposizione.

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I lavoratori greci chiedono: ritirate la legge ghigliottina

I lavoratori greci chiedono: ritirate la legge ghigliottina

da Solidnet.org

Il 4 Febbraio si è tenuta la più grande mobilitazione per uno sciopero degli ultimi anni. Migliaia di persone, di lavoratori, di agricoltori, di partite Iva, studenti universitari e delle superiori, hanno riempito le strade di tutte le principali città…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Elezioni presidenziali in Argentina. In gioco il futuro del paese

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scioli e macri85829di Mariana Serafini | da vermelho.org.br

Traduzione di Marx21.it

Il primo turno delle elezioni presidenziali in Argentina, svoltosi domenica 25 ottobre, per la prima volta non ha deciso chi sarà il nuovo presidente. Con oltre il 90% delle schede scrutinate, il primo nel piazzamento, Daniel Scioli (“Fronte per la Vittoria”), ottiene il 36,1% dei voti, seguito da Mauricio Macri (“Cambiamo”) con il 34,9%. Ora l'esito sarà deciso al secondo turno, che si svolgerà il prossimo 22 novembre.

Si è trattato di una delle elezioni presidenziali più combattute degli ultimi tempi e la prima senza un Kirchner nel confronto. Analisti argentini e brasiliani considerano questo processo uno dei più delicati del continente in questo momento. Questo perché il candidato governativo Daniel Scioli rappresenta la continuità delle politiche di inclusione sociale e del processo di integrazione regionale; mentre Mauricio Macri è completamente l'opposto: la sua vittoria significherebbe il ritorno del neoliberalismo degli anni 90 e l'allineamento agli Stati Uniti e all'Unione Europea.

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La guerra è alle porte

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milano 231015 foto1Comitato Contro la Guerra Milano

A Milano venerdì 23 Ottobre si è svolta presso la Camera del Lavoro Metropolitana una partecipata iniziativa promossa dal Comitato contro la Guerra Milano, in collaborazione con il Comitato No Guerra No NATO Nazionale, il cui titolo “la guerra è alle porte” è stato sviluppato da relazioni di Manlio Dinucci, Marinella Correggia ed Ugo Giannangeli. Il Consolato Venezuelano ha inviato il suo saluto così come il gruppo musicale “Banda Bassotti”; si è inoltre avuto modo di ascoltare il saluto di Jean Toschi Marazzani Visconti, che ha brevemente parlato della Yugoslavia “prima e dopo” l'intervento della NATO. La Sala Di Vittorio (400 posti) era quasi piena.

Milano il 23 Ottobre, Napoli il 24, sono le città che hanno ospitato iniziative contro le manovre NATO Trident Juncture, Lunedì 26 se ne terrà un'altra a Roma. Occorre dare slancio ad un lavoro che potrà produrre i suoi frutti nel medio termine. Non ci nascondiamo che quello che si sta avviando è solo l'inizio di una attività, che dovrà parlare della NATO, dei suoi crimini, i cui costi ricadono a cascata sullo Stato Sociale del nostro Paese.

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Note sulla politica internazionale della Cina

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cina bandiera soledi Fausto Sorini, Responsabile del Dipartimento Esteri del Pcdi

Relazione presentata al convegno tenutosi a Roma il 2 ottobre 2015 ” La Cina dopo la grande crisi finanziaria del 2007-2008″

Nella evoluzione della politica estera cinese, dal 1949 a oggi, - vi sono tre direttrici permanenti:

- unificare il Paese (Hong Kong, Macao, Taiwan);

- emergere come grande Paese socialista e autonomo;

- perseguire la modernizzazione economica del Paese, favorendo una evoluzione del contesto mondiale ed una collocazione internazionale del Paese funzionale a questo obiettivo.

Si possono sintetizzare sei fasi principali.

Gli anni Cinquanta: l’alleanza strategica con l’Unione Sovietica

La prima fase va dalla fondazione della RPC (1949) alla rottura con l’Urss kruscioviana, ed è caratterizzata dall’alleanza con l’Urss di Stalin. E’ la fase dell’affermazione della propria esistenza e sicurezza nei confronti delle grandi potenze imperialiste che per secoli avevano sfruttato la Cina come una colonia e si rifiutavano di accettare la nuova Cina socialista come un dato irreversibile del nuovo contesto mondiale. E’ grazie a questa alleanza con l’Urss che la RPC pose le basi strategiche della propria fase iniziale di industrializzazione.

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L'iniziativa della Russia in Siria è l'unica alternativa alla destabilizzazione del Medio Oriente

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Russia Airstrikesdi Boris Dolgov* | da www.fondsk.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Dopo avere proposto ai nostri lettori un primo contributo di Piotr Iskenderov (link), con questo articolo di Boris Dolgov, continuiamo la pubblicazione di riflessioni di accademici, ricercatori e studiosi russi (non necessariamente coincidenti con l'opinione della nostra redazione), allo scopo di permettere una maggiore conoscenza dei più diversi aspetti dell'iniziativa internazionale della Federazione Russa, al di fuori degli schemi propagandistici suggeriti dalla gran parte degli strumenti dell'apparato mediatico italiani e occidentali. Seguiranno altri contributi (MG)

Le operazioni delle forze aeree e spaziali russe (VKS) e delle navi della flotta a sostegno dell'esercito governativo siriano nella lotta contro il gruppo terroristico “Stato Islamico” (ISIS), iniziate il 30 settembre 2015, in meno di tre settimane hanno prodotto risultati tangibili: sono stati annientati centri di comando, campi di addestramento dei combattenti, depositi di armi, munizioni, carburanti e lubrificanti, postazioni di artiglieria, diverse centinaia di combattenti, tra cui due comandanti del del gruppo “Fronte Nusra”, alleato dell'ISIS. L'esercito siriano con l'appoggio delle forze aeree russe ha lanciato un'offensiva, liberando dai combattenti dell'ISIS alcuni centri abitatinei pressi delle città di Homs, Hama, Latakia, Deir al-Zor. Idlib, Aleppo.

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Per la pace! No alla NATO!

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no to nato 11di Pedro Guerreiro*
da “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

La NATO effettuerà in Portogallo, Spagna e Italia, e fino al 6 novembre, quelle che si presentano come le maggiori manovre militari degli ultimi due decenni. Manovre che mirano a potenziare la capacità di intervento di questo blocco politico-militare che, diretto dagli USA, sta conducendo un'offensiva aggressiva in Europa, nel Medio Oriente e in Africa, nel quadro della sua strategia di militarizzazione delle relazioni internazionali, della corsa agli armamenti e della proliferazione di focolai di tensione, di destabilizzazione e di conflitto.

La NATO, relativamente a cui l'Unione Europea si erge a pilastro europeo, è uno strumento degli USA per affrontare tutti quelli che resistono alla strategia di dominio mondiale dell'imperialismo – in una situazione internazionale che continua ad essere caratterizzata dalla crisi strutturale del capitalismo, dal processo di riaggregazione delle forze su scala mondiale e dalla resistenza e lotta dei lavoratori e dei popoli in difesa dei propri diritti, sovranità e aspirazioni.

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Sinistra e Politica Internazionale a Milano

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Il Comitato contro la Guerra Milano

Venerdì 23 ottobre 2015, presso la Camera del Lavoro Metropolitana di Milano, il Comitato contro la Guerra Milano ha organizzato l’iniziativa che ha per titolo “La guerra è alle porte”. Si terrà lì perché il nesso tra la guerra e i lavoratori è lampante, le sanzioni contro Siria e Russia lo dimostrano, quelle della Russia contro l’Italia anche.

È inoltre stretto il legame tra il TTIP e la politica della NATO, che dal 28 settembre ha iniziato le più ampie esercitazioni mai viste dalla fine della “Guerra” fredda, il “Trident Juncture”, che terminerà il 6 novembre. Purtroppo questo nesso inscindibile non è presente nella pratica comune di coloro che si dicono o contro l’uno o contro l’altro trattato.

L’iniziativa del Comitato contro la Guerra Milano è rivolta principalmente al Nord Italia, altre ve ne saranno al centro Sud. Ha anche lo scopo di fare chiarezza per una sinistra disarticolata, all’interno della quale parrebbe non si distingua il tema della alleanze. Quelle del Pivot USA con il Qatar e l’Arabia Saudita, con Turchia e governo israeliano al tempo stesso.

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Pensare la Cina. Ripensare il post-capitalismo

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chinese lanterns shanghai china1di Domenico Losurdo, Presidente dell’Associazione politico-culturale “Marx XXI” 

Relazione presentata al convegno tenutosi a Roma il 2 ottobre 2015 ” La Cina dopo la grande crisi finanziaria del 2007-2008″

Ai giorni nostri è un luogo comune parlare di restaurazione del capitalismo a proposito della Cina scaturita dalle riforme di Deng Xiaoping. Ma su che cosa si fonda tale giudizio? C’è una visione più o meno coerente di socialismo che si possa contrapporre alla realtà dei rapporti economico-sociali vigenti nella Cina odierna? Diamo un rapido sguardo alla storia dei tentativi di costruzione di una società postcapitalistica. Se analizziamo i primi 15 anni di vita della Russia sovietica, vediamo susseguirsi rapidamente il comunismo di guerra, la NEP e la collettivizzazione integrale dell’economia (compresa l’agricoltura). Ecco tre esperimenti tra loro ben diversi, ma tutti e tre caratterizzati dal tentativo di costruire una società post-capitalista! Perché mai dovremmo scandalizzarci per il fatto che, nel corso degli oltre ottanta anni che hanno fatto seguito a tali esperimenti, ne siano emersi altri, ad esempio il socialismo di mercato e dalle caratteristiche cinesi? 

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A Trapani l’esercitazione di guerra della Nato

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Trident Juncture 2015 17 1000x600di Manlio Dinucci
da il manifesto, 20 ottobre 2015

Ceri­mo­nia di aper­tura ieri nella base aerea di Tra­pani Birgi, della Livex, la fase «dal vivo» (con 36 mila uomini, 60 navi e 200 aerei) dell’esercitazione Nato Tri­dent Junc­ture in corso in Ita­lia, Spa­gna e Portogallo.

Serve a testare la capa­cità della «Forza di rispo­sta» (40mila uomini), in par­ti­co­lare della sua «Forza di punta ad altis­sima pron­tezza ope­ra­tiva» pro­iet­ta­bile in 48 ore fuori dall’area Nato sia verso Est che verso Sud, il cui comando ope­ra­tivo viene eser­ci­tato nel 2015 dal Joint Force Com­mand di Lago Patria (Napoli), agli ordini dell’ammiraglio Usa Ferguson.

A tagliare il nastro alla ceri­mo­nia di Tra­pani, alcuni dei mas­simi espo­nenti dell’Alleanza. Il gene­rale sta­tu­ni­tense Breed­love, Coman­dante supremo alleato in Europa (carica che, informa la Nato, spetta «tra­di­zio­nal­mente» a un gene­rale o ammi­ra­glio Usa, nomi­nato dal Pre­si­dente): Breed­love ha «due cap­pelli di comando», poi­ché allo stesso tempo è a capo del Comando euro­peo degli Stati uniti, ossia fa parte della catena di comando Usa che ha la prio­rità asso­luta, ponendo di fatto la Nato agli ordini del Pen­ta­gono.

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Riflessioni sull'esperienza della Cina

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cina metropolida www.lacinarossa.net

Intervista a Filippo Violi

Pubblichiamo l’interessante intervista proposta dalla redazione “La Cina Rossa” e gentilmente rilasciata agli inizi di ottobre dal compagno Filippo Violi scrittore e autore del libro “Cronache da un campo di battaglia”, Imprimatur, 2014. Buona lettura. Redazione La Cina Rossa

1) Qual è il tuo parere sulla natura socioeconomica della Cina? Socialismo o capitalismo di stato?

Per rispondere a questa domanda bisognerebbe fare un brevissimo cenno sulla natura storica delle trasformazioni socioeconomiche avvenute in Cina nell’ultimo cinquantennio del secolo scorso. La rivoluzione cinese nel 1949 è stato un risultato straordinario del movimento comunista internazionale. Il Partito Comunista Cinese (PCC), guidato da Mao Zedong, aveva fin da subito tracciato un percorso per la ricostruzione socialista di un’economia devastata da secoli di feudalesimo dinastico e di sottomissione imperiale al Giappone e all’Occidente. Non potendo puntare su una classe operaia urbana (Marx nel “Il Capitale” si riferiva ad una realtà avanzata quale quella inglese), data l’arretratezza del Paese in cui si trovò ad operare, Mao Zedong decise di trapiantare il comunismo nel mondo dei contadini. 

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Una nuova “caccia alle streghe” anticomunista si preannuncia nell'Europa orientale

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falcemartello toppaDichiarazione dell'Unione dei Partiti Comunisti-PCUS | da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Un altro pericolosissimo passo nella campagna di criminalizzazione dei comunisti e degli ideali comunisti nel nostro continente si compie con la nuova iniziativa promossa dal governo dell'Estonia e fatta propria da quasi tutti i governi dei paesi dell'Europa orientale, tra cui quello golpista dell'Ucraina. Della proposta di istituire una commissione internazionale di indagine sui “crimini del comunismo”, secondo quando afferma K. Taysaev, vicepresidente di una commissione parlamentare russa, si sarebbe discusso anche nella recente riunione di tutti i ministri della giustizia dell'Unione Europea.

La proposta della creazione di un organismo internazionale per l'indagine sui crimini del comunismo è stata illustrata il 23 agosto scorso a Tallin dal ministro della giustizia dell'Estonia Urmas Reinsalu.

All'iniziativa avevano aderito Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Ucraina e Georgia.

Ora, la disponibilità di Romania e Bulgaria ad aderire a questo lavoro è stata manifestata nel corso di un incontro dei ministri della giustizia dei paesi dell'Unione Europea in Lussemburgo.

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L'opinione di Hezbollah sulla situazione nel Medio Oriente

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Giulietto Chiesa intervista Ammar Al Moussawi, responsabile delle relazioni internazionali

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La bussola del marxismo nella grande trasformazione cinese

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operaio fabbrica cinadi Andrea Catone, condirettore della rivista “MarxVentuno”

Relazione presentata al convegno tenutosi a Roma il 2 ottobre 2015 ” La Cina dopo la grande crisi finanziaria del 2007-2008″

1. La Rivoluzione d’Ottobre porta il marxismo in Cina

Il marxismo in Cina è giunto con notevole ritardo rispetto ai paesi capitalistici. Nessun cinese partecipa ai lavori della I o della II Internazionale, né al dibattito ideologico che vi si sviluppa. Solo a fine ‘800 (1898) il nome di Marx appare sulla stampa cinese; nel 1908 si pubblica la traduzione del primo capitolo del Manifesto, e, di Engels, L’evoluzione del socialismo dall’utopia alla scienza e un estratto da L’origine della famiglia. Pochissimo, quindi.

Il marxismo entra effettivamente in Cina con la Rivoluzione d’Ottobre grazie alla fondamentale analisi dell’imperialismo fatta da Lenin, che arricchisce la parola d’ordine del Manifesto del 1848 in “Proletari e popoli oppressi di tutto il mondo unitevi!”. Superando d’un colpo tutte le posizioni presenti nella II Internazionale che non contrastavano il colonialismo e guardavano all’esportazione della “civiltà occidentale” tra i popoli “arretrati” come ad una tappa necessaria dell’evoluzione sociale, Lenin collegò strettamente “Occidente” e “Oriente”, lotta di classe nei paesi capitalistici e lotta di classe antimperialista.

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La lotta e le iniziative dei comunisti portoghesi per l'alternativa alla politica di destra

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pcp bandiera closeupEditoriale di “Avante!”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

da avante.pt | Traduzione di Marx21.it

Allo scopo di fornire un'informazione puntuale sulle prospettive che si aprono per il Portogallo dopo le elezioni legislative del 4 ottobre, continuiamo con la pubblicazione di documenti elaborati dai compagni del Partito Comunista Portoghese.

L'editoriale è apparso in “Avante!” del 15 ottobre 2015.

Ancora sotto l'effetto della pesante sconfitta elettorale (il secondo peggior risultato di sempre), PSD e CDS, aiutati dai media dominanti e con la complicità attiva del Presidente della Repubblica, in violazione delle norme costituzionali che gli organi di sovranità sono obbligati ad adempiere, compiono qualsiasi sforzo per presentarsi come i vincitori. E, in tale presunta veste, prendere l'iniziativa della formazione del nuovo governo, promuovendo contatti, esercitando ricatti e pressioni, e soprattutto, preparandosi a continuare la politica di sfruttamento e impoverimento e sviluppare l'offensiva contro la Costituzione e il regime democratico.

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Europa e USA: aspettative assurde

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Europe USA 2di Piotr Iskenderov*
Fondo di Cultura Strategica

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Più l'Europa sprofonda nella crisi legata al flusso di rifugiati e migranti, tanto più si rivela l'incapacità dell'Unione Europea di affrontare efficacemente il problema su scala continentale. In merito alle iniziative preventive e alle previsioni prospettiche non se ne viene a capo. I treni dei rifugiati intanto corrono freneticamente attraverso le distese dell'Europa Centrale e Orientale, e ai confini di stati che sembravano essere uniti dall'adesione all'Unione Europea e alla NATO si è arrivati sull'orlo dello scontro a fuoco.

Tuttavia, ciò che appare ancora più triste per il futuro dell' “Europa unita” è il fatto che questa “debolezza intrinseca”improvvisamente manifestatasi non concerne solo la gamma delle questioni connesse con l'invasione degli immigrati dall'Est. Questa debolezza riguarda pienamente anche la non convergenza a proposito della questione relativa a come garantire la sicurezza energetica del continente. E in questo senso, la posizione della Commissione Europea non può essere valutata senza considerare la sua riluttanza o indisponibilità ad affrontarla, ancora più che a decidere che cosa fare in merito.

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Donbass: l'acqua di Pervomajsk

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di Evdokija Sheremeteva
da littlehirosima.livejournal.com

Traduzione dal russo di Alena Afanasyeva per Marx21.it

Potete contattare Evdokija direttamente tramite la sua pagina Facebook  oppure per e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Questa è la realtà di Pervomajsk di oggi.

L'acqua non c'è. Bottiglie, pentole, vasche - tutti i contenitori possibili vengono riempiti con l'acqua.

Da maggio le forze armate ucraine hanno bloccato la forniture dell'acqua in città.

Non si può né lavarsi, né cucinare, né lavare un bambino o un anziano allettato.

Per la città è una catastrofe.

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«Sotto occupazione, senza pace. Perché il mondo tace?»

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palestinian violenzadi Marwan Barghouti

L’esca­la­tion di vio­lenze non è comin­ciata con l’uccisione di due coloni israe­liani, è comin­ciata molto tempo fa ed è andata avanti per anni. Ogni giorno ci sono pale­sti­nesi uccisi, feriti, arre­stati. Ogni giorno che passa, il colo­nia­li­smo avanza, l’assedio del nostro popolo a Gaza con­ti­nua, oppres­sioni e umi­lia­zioni si sus­se­guono. Men­tre molti oggi ci vogliono schiac­ciati dalle pos­si­bili con­se­guenze di una nuova spi­rale di vio­lenza, io con­ti­nuerò, come ho fatto nel 2002, a chie­dere di occu­parsi delle cause che stanno alla radice della vio­lenza: il rifiuto della libertà ai Palestinesi.

Alcuni hanno detto che il motivo per cui non si è rag­giunto un accordo di pace è stata la man­cata volontà del defunto Pre­si­dente Yas­ser Ara­fat o l’incapacità del Pre­si­dente Mah­moud Abbas, men­tre sia l’uno che l’altro erano dispo­sti e capaci di fir­mare un accordo di pace. Il vero pro­blema è che Israele ha scelto l’occupazione al posto della pace ed ha usato i nego­ziati come una cor­tina di fumo per por­tare avanti il suo pro­getto colo­niale. Tutti i governi del mondo cono­scono que­sta sem­plice verità, eppure molti di loro fanno finta che un ritorno alle ricette fal­lite del pas­sato ci potrebbe per­met­tere di rag­giun­gere libertà e pace.

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Siria: guerre e affari lungo la via della seta

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Siria Christiaan Triebertdi Maurizio Musolino
da www.adista.it

Sono passati 100 anni da quel novembre 1915 in cui presero il via le trattative che avrebbero portato all’accordo Sykes-Picot, l'intesa segreta tra i governi del Regno Unito e della Francia che, con l'assenso della Russia zarista, definirono le rispettive sfere di influenza in Medio Oriente dopo la prevedibile disfatta dell'Impero ottomano nella Prima guerra mondiale. Accordo con il quale le principali potenze economiche di allora decisero di sacrificare sul tavolo dei loro interessi economici legittime aspirazioni di popoli, tracciando confini che nei decenni successivi sarebbero diventati il centro di contese e conflitti. Un accordo che con il nuovo millennio è iniziato a scricchiolare: era cambiato tutto, le potenze coloniali di allora avevano perso peso, un nuovo protagonista – gli Usa – si sentiva ormai padrone del mondo, imponendo a tutti una visione unipolare. Ma soprattutto diversi erano gli interessi, e se un secolo fa la divisione di quelle terre doveva rispondere a un’ottica di scontro geopolitico che vedeva il fulcro nella Vecchia Europa, oggi il baricentro degli interessi è cambiato e guarda decisamente più ad Oriente. 

Una lunga premessa per aiutare a leggere quanto sta accadendo in Siria e in Iraq con occhi diversi e con la volontà di andare oltre le notizie stereotipate che i nostri media ci regalano.

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Che fine ha fatto il Mediterraneo?*

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schrank immigrationdi Spartaco A. Puttini

Il Mediterraneo, come ricorda lo stesso nome, è sempre stato un “mare tra le terre”, un luogo di intersezione e incontro tra culture, popoli, storie diversi. Nel corso dei secoli l’incontro è stato, ovviamente, spesso scontro, ma anche in questi frangenti il ruolo cardinale di ponte tra popoli e culture, tipico del Mediterraneo, non è mai venuto meno. Centro privilegiato di scambi di merci e di idee fin dalle epoche più remote della storia umana, è stato fino ad oggi, attraverso varie peripezie, un luogo su cui si affacciavano diversità fortemente imparentate tra loro a causa della geografia, del clima, dei suoni e dei colori del suo “sistema”, della sua storia. Questo suo particolare carattere unitario e plurale permette di parlare dello spazio geopolitico mediterraneo come di un continente liquido.

Il punto più alto di integrazione del bacino mediterraneo fu trovato con l’unità, anche politica, dovuta alle conquiste di Roma antica. Ma la rottura di quella unità non è ascrivibile, contrariamente a quanto a prima vista si sarebbe indotti a pensare sulla scia di martellanti vulgate, all’espansione islamica del VII secolo d.c., con buona pace di Pirenne[1].

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L'atto rivoluzionario di dire la verità

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media manipolazionedi John Pilger | johnpilger.com

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

30/09/2015

George Orwell disse: "Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario".

Questi sono tempi oscuri, in cui la propaganda dell'inganno tocca le nostre vite nella loro interezza. E' come se la realtà politica fosse appannaggio di pochi e l'illusione legittimata. L'era dell'informazione è l'era dei media. Abbiamo la politica dei media, la censura dei media, la guerra dei media, la sanzione mediatica; la distrazione mediatica: una deriva surreale di falsi assunti e luoghi comuni.

La tecnologia meravigliosa è diventata insieme nostra amica e nemica. Ogni volta che accendiamo un computer o attiviamo un dispositivo digitale - i nostri rosari laici - siamo sottoposti al controllo: alla sorveglianza delle nostre abitudini e routine, e di bugie e manipolazioni.

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