Una pioggia di mercenari sulla Siria

Una pioggia di mercenari sulla Siria

di Leandro Albani

Sono migliaia i mercenari che agiscono in Siria dall'inizio del conflitto interno nel gennaio 2011. Sin dalle proteste che scatenarono un'aperta ingerenza straniera nella nazione araba, il governo del presidente Bashar Al-Assad ha reiteratamente denunciato la presenza di elementi terroristici…

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Il governo dei padroni

Il governo dei padroni

di Giorgio Langella

Il governo Renzi continua nello smantellamento dello Stato. Oltre alle orribili leggi (quella elettorale e il “jobs act” ne sono chiaro esempio) e le cosiddette “riforme” istituzionali che, combinate tra loro, minano la democrazia alla base, oggi leggiamo le nuove…

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Per la pace in Ucraina, no al neo-colonialismo!

Per la pace in Ucraina, no al neo-colonialismo!

da partitocomunista.ch

I governi di UE e USA vogliono risolvere la loro crisi politica ed economica con una nuova corsa agli armamenti e con una nuova guerra su scala globale. Essi si sono resi complici di un golpe contro il governo ucraino,…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Aderire al partito comunista e lottare per la Costituzione

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Venezia aprile 1945di Giorgio Raccichini, PdCI Federazione Fermo

Recentemente ho rinnovato la mia adesione all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, con la convinzione che questa organizzazione non costituisce un ritrovo di nostalgici o un’associazione storico-culturale, ma un organismo in cui si debba realizzare oggi come ieri un’ampia convergenza delle forze genuinamente antifasciste e sostenitrici della Costituzione repubblicana e dei suoi principi fondamentali, elaborati dopo l’eroica lotta di liberazione nazionale sia per estirpare le radici del fascismo sia per superare l’Italia liberale pre-fascista.

L’anno prossimo ricorreranno i settant’anni da quel 1944 che rappresentò per alcune parti d’Italia, come le Marche e la Provincia di Fermo, l’agognata liberazione, per altre la continuazione, in forme sempre più dure, della lotta partigiana.

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Dichiarazione finale del Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti - Quito (Ecuador), 7-13 dicembre 2013

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festivalgioventu 2013Gli 8000 delegati, provenienti da 88 Paesi, che si sono dati appuntamento a Quito con lo slogan: “gioventù unita contro l’imperialismo per un mondo di pace, solidarietà e trasformazione sociale”, dichiarano quanto segue:

Salutiamo il popolo ecuadoriano e esprimiamo la nostra piena solidarietà alle sue lotte e ai radicali cambiamenti politici e sociali ottenuti. Con il supporto della progressista e militante gioventù ecuadoriana, che negli anni passati ha realizzato importanti passi e decisive conquiste grazie alla lotta e al processo della “Revolucion Ciudadana”, il movimento giovanile anti-imperialista internazionale ha dato vita ad un altro importante momento nello sviluppo della sua lotta. Ci siamo incontrati in America Latina, un continente in cui il movimento giovanile sta crescendo costantemente, ancora una volta per dar vita al più grande evento mondiale giovanile anti-imperialista, rafforzando le nostre lotte e con l’obiettivo di sconfiggere l’imperialismo.

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Missili e «scudo» Usa addosso all’Europa

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto, 17 dicembre 2013

salacomandiLa notizia, data dal quotidiano tedesco Bild, che la Russia avrebbe installato missili Iskander a capacità nucleare nella sua enclave di Kaliningrad come risposta allo «scudo antimissili», cade in un vuoto di informazione che la rende incomprensibile ai più. Se è vera, perché questa «mossa aggressiva di Putin»? Perché la Russia non vuole che gli Usa proteggano gli alleati europei col loro «scudo»? E poi Obama non ha rinunciato allo «scudo» progettato da Bush?

A Washington insistono che lo «scudo» in Europa non è diretto contro la Russia, ma contro la minaccia dei missili iraniani. A Mosca lo considerano invece un tentativo di acquisire un decisivo vantaggio strategico sulla Russia: in tal modo gli Usa potrebbero lanciare un first strike nucleare, fidando sulla capacità dello «scudo» di neutralizzare gli effetti della rappresaglia. Obama ha varato un nuovo piano, che prevede un numero maggiore di missili dislocati a ridosso del territorio russo. Poiché sono gli Usa a controllarli, nessuno può sapere se sono intercettori o missili nucleari. E, con i nuovi radar in posizione ravvicinata, il Pentagono può monitorare meglio il territorio russo. Washington, rifiutata la proposta di cogestire insieme alla Russia il radar di Qabala nell’Azerbaigian, ha accelerato la realizzazione dello «scudo».

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Il "Kerry tour" e le incognite per il futuro

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da www.comunisti-italiani.it

kerry bandiereCirca una settimana dopo avere lasciato la Palestina occupata, il segretario di Stato Usa John Kerry ritorna per calmare la tempesta sollevatasi dopo il suo ultimo tour. Infatti i colloqui con le parti israeliana e palestinese hanno suscitato una tempesta di critiche e reazioni su entrambi le parti: sotto accusa le proposte presentate dal consigliere per la sicurezza, il generale John Allen, che si basano sulla filosofia di una soluzione provvisoria in grado di assicurare la “sicurezza” tra le due parti. 

Una sicurezza però sventolata solo a parole, nella realtà infatti le proposte di Allen soddisfano esclusivamente le richieste espansionistiche e la sicurezza di Israele nei territori palestinesi occupati. Il tutto al fine di garantire la presenza delle forze di occupazione israeliane nella Valle del Giordano e quindi al confine con la Giordania e in altre aree all'interno della Cisgiordania, con la libertà per le forze armate israeliane di muoversi a loro piacimento, potendo giustificare tutto in nome delle esigenze di sicurezza di Israele! Tutto questo senza tener conto dei legittime diritti dei palestinesi e delle loro richieste di sovranità sul territorio del futuro Stato di Palestina, e senza alcun riguardo per i principi di legalità internazionale e di quell'assioma “terra in cambio di pace” che fu la base del processo di pace iniziato con la conferenza di Madrid nel mese di ottobre del 1991.

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I comunisti bielorussi sulla situazione in Ucraina

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di I.V. Karpenko, Primo segretario del CC del Partito Comunista di Bielorussia

kiev polizia protesteDal n. 50 (886) del 13 dicembre 2013 di Kommunist Belarusi, giornale del PCB.

Traduzione di Flavio Pettinari per Marx21.it

Igor Vasilevich, potreste cortesemente commentarci la situazione nella nazione sorella dell’Ucraina e lo strano comportamento dei politici occidentali, come ad esempio, il ministro degli esteri polacco Radoslaw Sikorski. Secondo lei, perché costui si è detto "contento che un'altra capitale europea è rimasta senza un monumento a Lenin"?. Eppure, Vladimir Ilich ha lottato per il benessere della gente comune, per la democrazia e la giustizia sociale ...

La portata della personalità di Lenin è così grande, che non può essere oscurata dalla demolizione del monumento a Kiev da parte di un ammasso di oscurantisti reazionari!

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Doppio standard nelle piazze italiane

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di Sergio Cararo | da www.contropiano.org

Pubblichiamo come contributo alla discussione

celere studenti scontri torinoQui mi tolgo il casco e familiarizzo, lì invece appioppo manganellate e procedo a fermi e denunce. E’ ormai visibile, e prevedibile, il doppio standard che gli apparati coercitivi dello Stato addetti alle piazze stanno utilizzando di fronte alle proteste sociali e ai soggetti che le esprimono.

La netta impressione che si ricava di fronte agli avvenimenti di questa settimana comincia a definirsi. Poche migliaia di persone in tutta Italia, abbondantemente amplificate dai mass media (i cd Forconi) si vedono assegnato un ruolo di primo piano nella rappresentazione della protesta anti-sistema. Dall’altra parte gli apparati del sistema dominante che procedono sulla strada delle misure lacrime e sangue indicata dalla troika europea (Bce, Ue,Fmi). E in mezzo? In mezzo non deve esserci spazio per null’altro se non la complicità e la sociologia. Chi ha provato a fare saltare questo schema (gli studenti a Roma e Torino o i centri sociali a Venezia) ha ricevuto una risposta durissima sul piano repressivo.

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Una riflessione su quanto è avvenuto per le strade di Torino

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di Daniele Cardetta, coordinatore FGCI Torino

Riceviamo e pubblichiamo come contributo alla discussione


celere studenti scontriL’ultima settimana a Torino è trascorsa ad alta temperatura tra blocchi stradali dei cosiddetti forconi e le manganellate della polizia contro gli studenti. In molti a sinistra hanno fatto autocritica ridicolizzando coloro che hanno demonizzato le proteste in quanto monopolizzate dall’estrema destra, invocando maggiore attenzione per questa gente. Ma questa folla arrabbiata ha davvero qualche potenzialità rivoluzionaria?

Quanto successo a Torino nella settimana cominciata con il 9 dicembre ha occupato le prime pagine dei giornali nazionali per diversi giorni, facendo trattenere il fiato ai cittadini torinesi. Chiaramente questi tumulti, perchè chiamarli diversamente riesce difficile, hanno avuto il denominatore comune della rabbia, la rabbia contro il governo, la rabbia contro la politica, la rabbia contro i sindacati, contro la rappresentanza e contro l’Europa.

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Sui Forconi

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di Fosco Giannini per Marx21.it

forconi0Vi sono alcuni fatti, emersi in questi giorni in modo inquietante all'interno delle manifestazioni dei Forconi che, se non hanno la forza di descrivere ancora, e in modo esauriente, la natura sociale complessiva di quel movimento, hanno tuttavia la forza di indicarne, di evocarne, l'essenza politica e "culturale", di carattere palesemente populista e reazionario. Vediamo alcuni di questi fatti e solo alcuni, poiché la crescita tempestosa del movimento - troppo rapida per non essere ambigua; troppo organizzata capillarmente sul piano nazionale per essere "spontanea" - ci impediscono ancora di verificare ciò che va accadendo a livello territoriale. A Torino, innanzitutto, i Forconi tentano di aggredire gli operai e i dirigenti della FIOM, giustamente individuata (non dall'intero movimento in piazza, ma dai suoi capi, ed ecco l'egemonia oscura e reazionaria sul movimento) come l'organizzazione d'avanguardia e di classe della CGIL, e dunque particolarmente invisa al qualunquismo conservatore incline invece - volens/nolens- alla subordinazione al capitale e alla rappresentazione oggettiva dei suoi interessi.

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Con le Rsu contro la riforma Fornero

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di Stefano Barbieri, responsabile lavoro PdCI | da www.comunisti-italiani.it

Care Compagne e cari compagni, voglio sottolinearvi una iniziativa di lavoratori e lavoratrici che io giudico di straordinaria importanza. Facendo riferimento anche agli ultimi dati dell’Ocse che certificano come la riforma Fornero abbia impoverito (più di quanto non lo fossero già) le future pensioni di chi oggi è precario, un gruppo di lavoratori che da tempo questo allarme lo ha già colto, si organizza per contrastare quella legge: sono Rsu (quindi Cgil, Cisl e Uil, con adesioni di altri sindacati) che attraverso un gruppo su Facebook e una serie di riunioni si stanno mobilitando contro la Fornero.  Il gruppo si chiama «Rsu contro Riforma Pensioni Fornero», l'iniziativa è partita da un ordine del giorno approvato dalle Rsu della Electrolux di Susegana e, negli stessi giorni, da quelle della CgtCls, multinazionale francese che ha sedi anche in Italia. In pochi giorni hanno aderito decine e decine di Rsu un po' di tutta Italia (ma in special modo del centro-nord), non solo del lavoro privato: adesioni anche nel pubblico, tra i vigili del fuoco, la vigilanza. E ci sono anche singole adesioni di Ugl, Cobas, Usb. 

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Stalin e l'Unione Sovietica (1922-1953)

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di Alessandro Pascale

stalin cccpIl compagno Alessandro Pascale ci invia questa sua tesina sulla questione di Stalin, chiedendoci di pubblicarla come contributo per la discussione storica. Accogliamo volentieri l'invito, con l'avvertenza che, trattandosi di questione assai aperta e controversa, le opinioni espresse in questo lavoro di ricerca impegnano ovviamente il solo autore.

Nella presentazione del “Stalin” di Adam B. Ulam ho trovato scritte queste righe che mi sembrano spiegare molto del dibattito così aspro sull'URSS e su Stalin in particolare: “vi son due modi di considerare Stalin: quello di chi si sente partecipe dello scuotimento rivoluzionario della nostra epoca, e dunque vede in lui un elemento interno della propria storia, un organo di essa o anche un morbo e un tumore; quello di chi concentra la sua attenzione sui modi in cui il potere staliniano si costituì e si dilatò. Entrambe le prospettive sono legittime: al centro della prima vi è la questione dei fini, al centro della seconda l'analisi dei mezzi”.

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Venezuela. Una vittoria rilevante!

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di Ângelo Alves | da www.avante.pt

Nic-las-Maduro-celebrates-005Traduzione di Marx21.it

La destra reazionaria e golpista venezuelana ha visto nella morte del presidente Chavez, nel marzo di quest'anno, l'occasione per fare retrocedere le conquiste che il popolo venezuelano aveva ottenuto nel corso degli ultimi 15 anni di trasformazioni progressiste e rivoluzionarie. Il capitalismo ha toccato il fondo nella società venezuelana, dimostrando quanto criminale, inumano e violento possa essere. Installatisi sulla testa di masse immense di gente povera, senza diritti, indigente, il grande capitale venezuelano e l'imperialismo avevano eretto un sistema di potere che ancora oggi, per diversi aspetti, non è stato distrutto. Un sistema che le stesse classi dominanti hanno sempre usato per ostacolare il processo rivoluzionario in Venezuela.

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Siria: chi semina guerra, raccoglie tempesta. Lettera aperta a Rifondazione Comunista sull’appello per Padre Dall’Oglio

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da www.sibialiria.org

Sul numero di martedì di Liberazione leggiamo un articolo intitolato “Qualcuno si ricorda di padre Dall'Oglio?”, che, oltre ad esprimere le, certamente condivisibili, apprensioni per una persona della quale, da mesi, non si hanno notizie – e, quindi per una vita umana potenzialmente in pericolo – si inoltra in una serie di considerazioni su Dall’Oglio – definito “impegnato per la pace e una giusta convivenza nella diversità” e “da sempre impegnato a promuovere il dialogo tra cristiani e musulmani”. Dissentendo da queste affermazioni ed essendo da tempo impegnati insieme al movimento interconfessionale Mussalaha per la fine delle violenze in Siria, riteniamo doveroso specificare quanto segue. Sul dichiarato impegno di Dall’Oglio a fianco e a favore delle più efferate bande che stanno insanguinando la Siria avevamo già espresso le nostre proteste con una lettera aperta (ovviamente, senza risposta) indirizzata a Lucia Annunziata, direttore del sito Huffington Post Italia con la quale protestavamo contro le dichiarazioni di Dall’Oglio.

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Mandela e la sua contraffazione nei deliri di “Repubblica”

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Nelson-Communist-610x250di Spartaco A. Puttini per Marx21.it

Il mondo sta rendendo il giusto omaggio a Nelson Mandela, una grande figura di rivoluzionario e alfiere dell’emancipazione del suo popolo dai lacci del razzismo, che è uno storico corollario del colonialismo e dell’imperialismo.

Purtroppo più che commemorare Mandela per quello che è stato e per come è stato il circo mediatico non può sfuggire alla necessità di edulcorare la sua figura di combattente e così al posto di Mandela si cerca di offrire al pubblico un santino evirato e sostanzialmente innocuo.

Mandela viene giustamente ricordato come un campione della lotta contro il regime razzista dell’apartheid ma è il contesto della sua lotta che viene abilmente taciuto.

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Appello del Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista d'Ucraina a sostegno delle forze di sinistra e per condannare le azioni della cosiddetta "opposizione" e del partito fascista "Libertà"

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Partito Comunista di Ucraina | solidnet.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

symonenko pcucrainaCari compagni!

L'8 dicembre 2013, l'intero mondo civilizzato ha assistito all'atto vandalico e sacrilego, perpetrato sotto il pretesto dei valori europei, quando una folla festante di brutale estremismo distruggeva il monumento di Lenin nel centro di Kiev.

I principali canali televisivi mondiali hanno diffuso i filmati scioccanti dei rappresentanti del partito fascista "Libertà" guidato da Oleg Tyagnibok mentre come invasati abbattevano il monumento, minacciando che il prossimo obiettivo sarebbe stato il Presidente dell'Ucraina Viktor Yanukovych. La cosiddetta "Opposizione" in Ucraina esige apertamente la punizione dei funzionari governativi, mentre sovverte l'ordine pubblico, a partire dal pogrom di Kiev, dalle barricate, con il centro della capitale ucraina praticamente paralizzato.

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Il Pieraccioni della politica

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di Angelo d’Orsi | da temi.repubblica.it

È sempre difficile, nelle analisi storiche, individuare le discontinuità nella linea del tempo: le rotture, i punti di non ritorno, insomma svolgere quel lavoro, che pure è fondamentale per chi faccia professione di storico, che si chiama periodizzazione. Esistono, certo, processi di lunga durata, e di breve periodo; ma la nostra capacità, mentre li ricostruiamo, deve essere quella di individuare delle cesure all'interno di quei processi. E giustificarle, spiegarle, o almeno tentare di darne ragione, per quanto sia possibile, ricordando sempre che nella storia agiscono tre fattori: le scelte degli individui, i contesti e il caso. Tutta questa premessa è per arrivare a dire che non è semplice capire come nasca Matteo Renzi, che giunge oggi alla guida del Partito Democratico. Quello che mi pare chiaro è che Renzi è, per ora, il punto terminale di un tragitto costellato di vicende delle quali sono stati protagonisti, comprimari o comparse vari personaggi, figure e figuri, ora semplicemente inetti, ora più o meno squallidi, talvolta peggio.

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A fianco della FIOM

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di Stefano Barbieri, responsabile lavoro PdCI

fiom felpaSaremo a fianco dei metalmeccanici della Fiom nella due giorni di mobilitazione che si terrà oggi e domani a Roma per chiedere al Governo Letta/Alfano una nuova politica industriale che metta al centro la difesa dell’occupazione, dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici ed un nuovo modello di sviluppo.

Le scelte del Governo in materia di politica economica, l’assenza di un intervento pubblico e la ripresa di una scellerata politica di privatizzazione di importanti settori produttivi pubblici, come ad esempio Fincantieri, oltre che il favorire dei processi di delocalizzazione di produzioni dall’Italia all’estero, non faranno altro che peggiorare le condizioni di disoccupazione e precarietà già esistenti nel nostro Paese, fino ad arrivare ormai a livelli di massa che stabilizzeranno la povertà per milioni di famiglie, annientando qualunque prospettiva di futuro per le giovani generazioni.

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Chi sono i responsabili della crescita della marea reazionaria in Italia

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Sciopero-Forconi-Torino-650x406di Mauro Gemma

Fa certo impressione la ricomparsa del cosiddetto movimento dei "forconi", soprattutto tra un ceto medio-basso - in particolare di piccoli commercianti, piccoli imprenditori, coltivatori diretti - logorato ed esasperato dalla crisi del capitalismo e dalle sue conseguenze. Un coacervo di sigle e associazioni corporative che si mette alla testa del disagio reale generato dal progressivo deterioramento delle condizioni di vita di settori consistenti della classe media, travolti dalla crisi come gli altri strati popolari, e che solo un'analisi affrettata e superficiale può liquidare come "fascisti". 

In questo contesto di confusa risposta alla precarietà delle condizioni di questa parte della società, fa comunque impressione e paura l'infiltrazione fascista che cerca di strumentalizzare la protesta e che impugna, indebitamente, - e alimentando le pulsioni reazionarie più repellenti - la bandiera della battaglia in difesa della sovranità nazionale, messa a rischio dalle insopportabili ingerenze e pressioni dell'imperialismo e delle sue organizzazioni e alleanze.

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Chi è in lutto per Mandela

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di Manlio Dinucci

nelson-mandela-1808696h430In prima fila alla cerimonia funebre per NeIson Mandela, simbolo della lotta contro l’apartheid, ci saranno il presidente e due ex-presidenti degli Stati uniti e il primo ministro della Gran Bretagna, ossia i rappresentanti degli Stati che più sostennero il regime dell’apartheid, soprattutto durante la presidenza Reagan (che definiva terroristica l’organizzazione anti-apartheid di Mandela) e il governo Thatcher.

David Cameron – che in veste di primo ministro britannico esprime oggi «straordinaria tristezza per la scomparsa dell’eroe della lotta contro l’apartheid» – quando Mandela era ancora in carcere, e lui era astro nascente dei conservatori, effettuò nel 1989 un viaggio in Sudafrica, organizzato e finanziato dalla società Strategy Network International, potente lobby che si opponeva alle sanzioni contro il regime di apartheid.

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Ucraina a rischio golpe fascista

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di Fausto Sorini, segreteria nazionale PdCI, responsabile esteri

kiev proteste ueLa situazione in Ucraina è drammatica.

E' in atto un tentativo fascistoide (colorato di arancione), sostenuto da UE e NATO, per rovesciare con la violenza il legittimo governo ucraino, contro cui dal carcere chiama all'insurrezione l'agente euro-atlantico Yulia Timoshenko.

Abbiamo ricevuto nella notte una lettera drammatica dei comunisti ucraini, firmata dal loro segretario generale Piotr Simonenko, che ci racconta di compagni asserragliati nella sede nazionale del partito a Kiev, minacciati di assalto e di morte da migliaia di militanti fascisti armati di armi proprie e improprie... Mentre nello stesso momento ministri degli esteri e rappresentanti della UE in visita in Ucraina incontrano i dimostranti e li incoraggiano a tenere duro...

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Togliatti, la “democrazia di tipo nuovo", la Costituente. Un’elaborazione di lunga durata

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di Alexander Höbel

(intervento al convegno Togliatti e la Costituzione della Repubblica democratica fondata sul lavoro, organizzato dall’associazione “Futura Umanità. Per la storia e la memoria del Pci”, Roma, 8 novembre 2013)

1. In un colloquio col comunista tedesco Ernst Fischer, svoltosi a Mosca nella primavera del 1937, in una delle fasi più acute dei processi staliniani, Togliatti – riconoscendo che ci si trovava dinanzi a “un oscuramento transitorio di tutto ciò cui tendiamo”, effetto di “una serie di circostanze concomitanti” – ne ricavava l’esigenza di trarne lezioni per il futuro. “Se noi ritorneremo nei nostri paesi – diceva a Fischer – ci deve essere chiaro fin dal principio: lotta per il socialismo è lotta per una maggiore democrazia” [Agosti, 219]. Non si sarebbe trattato, quindi, di riprodurre meccanicamente dinamiche e percorsi che peraltro erano frutto di particolari condizioni storiche, ma di seguire una via diversa, che avesse al centro il legame fra trasformazione socialista e allargamento della democrazia.

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