Brasile: la vittoria verrà dal confronto tra progetti e con il popolo nelle strade

Brasile: la vittoria verrà dal confronto tra progetti e con il popolo nelle strade

L'ultima settimana di campagna elettorale è segnata da un intenso dibattito di idee e mobilitazione popolare. La presidente Dilma, candidata alla rielezione per la coalizione ...

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Art. 18 e dintorni

Art. 18 e dintorni

di Giuliano Cappellini

Se nel nostro paese gli imprenditori si fossero conformati da molto tempo ad una prassi di rispetto della dignità del lavoratore e, dunque, non usassero l’arbitrio nei licenziamenti individuali, si potrebbe pensare che l’articolo 18 è una norma obsoleta che…

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"La sinistra assente, crisi, società dello spettacolo, guerra"

"La sinistra assente, crisi, società dello spettacolo, guerra"

Presentazione del libro di Domenico Losurdo nella trasmissione "Il caffè di Raiuno", 21 ottobre 2014

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Ricostruire il partito comunista: L'appello e le prime 500 firme

Ricostruire il partito comunista: L'appello e le prime 500 firme

da www.ricostruirepc.it

Pochi giorni sono passati dalla pubblicazione dell’Appello che propone un’Associazione per la ricostruzione del partito comunista, seguito dalle prime 100 adesioni. Oggi siamo ...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Comitato Centrale del 15 giugno 2014: Elezioni, fase politica, rilancio del PdCI

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da www.comunisti-italiani.it

Il Comitato centrale del Pdci riunitosi domenica 15 giugno 2014,.per una analisi complessiva della situazione sociale e politica e del risultato delle elezioni europee ed amministrative, dopo una ampia e seria discussione, ha confermato l’attualità e la validità della linea politica stabilita dal 7° Congresso straordinario: “unità dei comunisti, della sinistra e delle forze democratiche per difendere ed attuare la Costituzione”.

L’esclusione del Pdci dalla lista Tsipras non elimina la necessità di un fronte unitario della sinistra, anzi l’esito elettorale complessivo va analizzato in profondità perché a differenza di altri stati europei in Italia la sinistra, seppure dopo anni riesca ad eleggere per un soffio, rischia di non avere nessuna autonomia. Come pure va approfondito il dato delle amministrative, dove il Pdci era impegnato in coalizioni di sinistra, di centro sinistra e in alcuni casi si è presentato da solo. Impossibile affermare che una scelta sia stata premiata sull’altra, più realisticamente si può invece affermare che il nostro Partito ha raggiunto importanti risultati la dove esiste una struttura organizzata e legata ai cittadini, mentre dove abbiamo una marginalità complessiva politica e organizzativa i risultati sono stati insufficienti.

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L'Iraq e la sconfitta di Washington

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esil iraqda www.jornada.unam.mx 

Traduzione di Marx21.it

L'editoriale pubblicato nel portale web del quotidiano messicano La Jornada.

Di fronte all'insurrezione e all'avanzata dei gruppi fondamentalisti islamici in Iraq, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha dichiarato di non scartare “nessuna opzione” per appoggiare il governo di questo paese. Tra le opzioni menzionate dal presidente risalta l'invio di aeronavi da guerra – pilotate e non pilotate – nel territorio iracheno.

Le recenti vittorie ottenute dallo Stato Islamico dell'Iraq e del Levante – organizzazione che cerca di imporre la legge musulmana in tutto il territorio e che controlla gran parte del paese – sono state interpretate da analisti internazionali e da critici della Casa Bianca come l'evidenza del fatto che gli Stati Uniti si sarebbero ritirati troppo presto dall'Iraq.

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Vertice del G77. Bolivia, capitale dei popoli del Sud

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g77di Angel Guerra Cabrera*
da www.cubadebate.cu

Traduzione di Marx21.it

Il 14-15 giugno, a Santa Cruz de la Sierra in Bolivia si svolge il Vertice del Gruppo dei 77 più la Cina (G77). Riunisce la maggior parte degli stati membri dell'ONU, che formano il sud politico, poiché al gruppo appartengono 133 dei 193 paesi partecipanti all'organismo internazionale, con quasi il 60 per cento della popolazione mondiale.

La celebrazione di questo appuntamento nel paese andino è un riconoscimento dei paesi del Sud all'enorme sforzo di trasformazione, decolonizzatore e solidale con i popoli del mondo promosso dai suoi popoli indios e meticci, e dal suo prestigioso leader indigeno Evo Morales, che lo ha guidato dal momento del suo arrivo alla presidenza nel 2006. Da uno dei paesi più poveri e subordinati a Washington dell'America Latina di allora, la Bolivia è oggi un vigoroso Stato plurinazionale, degno difensore della propria sovranità ed esempio di equità, interculturalità e inclusione sociale che, con il prodotto della rinazionalizzazione delle sue risorse naturali e l'organizzazione dei suoi movimenti sociali ha elevato in modo sostenibile i livelli di educazione, salute, benessere e riduzione della povertà, mentre conserva un'apprezzabile crescita economica. Possiamo affermare senza dubbio che in questi giorni è la capitale del Sud.

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Chi ha effettivamente guadagnato dalla vittoria del Majdan

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poroshenko lozhkindi Evgenyj Tsarkov, parlamentare del PC d’Ucraina e segretario regionale di Odessa del PCU

Traduzione di Flavio Pettinari per Marx21.it

La nomina a capo del dell'Amministrazione Presidenziale del multimilionario Boris Lozhkin è l'ennesima conferma che i veri beneficiari del "Maidan" sono gli oligarchi. La logica degli oligarchi suggerisce la privatizzazione dei profitti e la socializzazione delle perdite. Così è successo con il "Majdan". Perdita del territorio, sangue e guerra, aumento dei prezzi dei beni e dei servizi essenziali: questo è stato il tributo per trasferire il potere da una “famiglia” di oligarchi all’altra.

Com’è noto, ai sensi del Decreto Presidenziale № 519/2014, il nuovo capo dell'amministrazione del Presidente è diventato l'ex proprietario della mediaholding UMH Group, e socio in affari del nuovo presidente Poroshenko, Boris Lozhkin, che fa parte del gruppo delle cento persone più ricche d’Ucraina, e la cui fortuna è stimata attorno ai 126,4 milioni di dollari.

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Sinistra e comunisti. L’unità necessaria per resistere, innovare e vincere

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bandierarossa tramontodi Francesco Maringiò

1. Trovo molto convincente l’analisi del voto europeo fatta da Samir Amin (link) il quale, sostanzialmente, mette in evidenza come questo passaggio abbia reso evidente l’ostilità a “questa” Europa da parte della maggioranza dei cittadini dell’Unione. Ciò è riscontrabile non solo nel voto dato alle così dette formazioni euroscettiche, quanto soprattutto tenendo conto dell’altissimo livello di astensione (il più alto di sempre, con punte all’Est del 70%). Ma la distanza da “questa” Europa non si traduce necessariamente nella consapevolezza della necessità di “un’altra” Europa. Le stesse forze della sinistra radicale (pur in un contesto di crescita, che va valorizzato) non raccolgono un consenso così amplio come potrebbero, proprio per quella «mancanza di audaca – scrive S. Amin – nella critica all’UE e per l’ambiguità nella proposta politica che contribuisce all’illusione della “riformabilità” del sistema».

Ovviamente questo sguardo d’insieme deve essere modulato ed affinato per ciascun paese e forza politica, eppure si rivela estremamente utile per la disamina del contesto italiano.

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Da Togliatti a Berlinguer

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berlinguer togliattidi Alexander Höbel

Milano, Centro culturale Concetto Marchesi, 25 gennaio 2014

1. Non è semplice tentare di individuare il rapporto – fatto di continuità e differenze – tra queste due figure di dirigenti comunisti, dei quali quest’anno ricorrono due importanti anniversari, il 50° della scomparsa per Palmiro Togliatti e il 30° per Enrico Berlinguer. Le loro figure fanno ancora discutere appassionatamente i compagni e gli studiosi, con interpretazioni e giudizi anche molto diversificati. Vi è ad esempio chi vede in Berlinguer l’ultimo dei togliattiani, e chi invece evidenzia un suo distacco da quella impostazione. A mio parere la matrice togliattiana del pensiero e dell’opera di Berlinguer è innegabile; ma la continuità di fondo non deve farci perdere di vista le differenze, e anche i limiti della lettura del togliattismo data da Berlinguer.

Occorre, credo, evitare di cadere in due posizioni estreme, entrambe sbagliate: quella dell’apologia e della mitizzazione acritica, da un lato, e quella che tende a fare di Berlinguer una sorta di capro espiatorio, responsabile delle sconfitte e del declino del Pci (in particolare negli anni successivi alla sua morte), evitando così di analizzare più a fondo cause e fattori di quella che si configurò, a partire dal fallimento della solidarietà democratica, come una vera e propria impasse strategica. I tempi, insomma, cominciano a essere maturi per un giudizio equilibrato, il più possibile distaccato, un giudizio cioè di carattere storico, anche sull’opera di Berlinguer oltre che su quella di Togliatti.

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Rieleggere Dilma perché il Brasile proceda con altri cambiamenti

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Lula-e-DilmaRisoluzione del Comitato Centrale
del Partito Comunista del Brasile-PCdoB
da www.vermelho.org.br
Traduzione di Marx21.it

Si è svolta tra il 6 e l'8 giugno un'importante sessione del Comitato Centrale del Partito Comunista del Brasile, in cui è stato assicurato l'appoggio del partito a Dilma Rousseff in vista delle elezioni presidenziali. Di seguito il testo della risoluzione approvata.

Alla vigilia delle convenzioni di partito e della Coppa del Mondo di Calcio, il Brasile vive, allo stesso tempo, giorni di intenso dibattito politico sulle elezioni che decideranno del suo futuro e la crescente aspettativa per l'inizio del più rilevante evento sportivo del pianeta. In questo contesto l'opposizione ha cominciato il suo “campionato” e in combinazione con i grandi veicoli di comunicazione nazionali ed anche stranieri, politicizza la Coppa nel modo peggiore possibile: Operano per far si che il Brasile fallisca come paese-sede di questo mega-evento e negano gli importanti progressi economici, sociali e sportivi che il paese ha già ottenuto e ciò che vi è associato.

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Solidarietà antimperialista con il popolo ucraino che resiste alle forze golpiste

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nastrosangiorgiodi Pedro Guerreiro | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Sotto il cinico manto del silenzio e della premeditata deformazione della realtà attuata dai grandi mezzi di comunicazione sociale “occidentali”, prosegue la brutale ondata di persecuzione e repressione contro coloro che in Ucraina resistono alle forze golpiste e all'ingerenza di USA, NATO e UE che ad esse danno supporto.

Dopo la manovra di “legittimazione” del potere golpista rappresentata dallo svolgimento delle elezioni presidenziali – in cui i candidati sono stati vittime di sistematica pressione e persino di aggressione, essendogli impedito, oggettivamente, di partecipare alla consultazione elettorale -, le forze golpiste cercano di imporre il loro dominio incrementando l'azione punitiva attraverso i gruppi paramilitari fascisti – integrati o meno nella “Guardia Nazionale” - contro le popolazioni ucraine che non si sottomettono.

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Ciò che non dice la Mogherini

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soldati-italiani-afghanistandi Manlio Dinucci | da il manifesto

L’Italia non abbandonerà l’Afghanistan con la fine dell’Isaf, ma continuerà a occuparsene, mantenendo l’impegno preso: lo assicura il ministro Mogherini sul manifesto (7 giugno).

Quale sia l’impegno lo chiarisce l’aeronautica: in sei anni i cacciabombardieri italiani hanno effettuato in Afghanistan 3.583 sortite, «traguardo mai eguagliato da velivoli da combattimento italiani in operazioni fuori dai confini nazionali dal termine del secondo conflitto mondiale». Nella loro ultima missione, il 28 maggio, due cacciabombardieri Amx hanno distrutto l’obiettivo individuato da un drone Predator e dalla Task Force Victor (classificata come «unità speciale e semisegreta» dalla Rivista Italiana Difesa). Mentre gli elicotteri Mangusta dell’Esercito, schierati a Herat, hanno varcato la soglia delle 10mila ore di volo.

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Serrare le file

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bandierarossa pugno cielodi Fausto Sorini, segreteria nazionale PdCI

Un attacco concentrico e coordinato, da "destra" e da "sinistra", si sta concentrando da alcuni mesi, e si è accentuato in questi giorni, contro il PdCI, la sua linea strategica uscita dal congresso straordinario di Chianciano (luglio 2013), il suo segretario, i suoi gruppi dirigenti nazionali e territoriali, i suoi intellettuali, i suoi quadri e militanti più attivi.

In un contesto di grande difficoltà per tutti i comunisti e le forze di sinistra e di classe nel nostro Paese, queste compagne e questi compagni stanno reagendo con grande coraggio, capacità di tenuta e di controffensiva. E con piena disponibilità a mettersi in discussione e a disposizione per un progetto credibile di ricostruzione del partito comunista e di una una sinistra di classe e del lavoro.

Lo si è visto ad esempio nella campagna di massa a sostegno dell'Ucraina antifascista; in quella di sostegno alla campagna delle RSU contro la riforma Fornero; nella elaborazione e campagna politica per una posizione alternativa a quella dell'Unione europea euro-atlantica, senza alcun cedimento rispetto alla collocazione piena e organica nell'alveo del grande processo di ricostruzione di un movimento comunista e rivoluzionario a livello mondiale, a fianco delle grandi forze comuniste nel mondo e delle esperienze che non rinunciano a sperimentare nuove vie di costruzione del socialismo, a cominciare da quelle di Cuba, della Cina e del Vietnam;

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Le elezioni europee del Maggio 2014: una nuova tappa verso l'implosione del progetto europeo

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candidati europee2014di Samir Amin | Traduzione dal francese a cura di Lorenzo Battisti

1. La costruzione europea è stata concepita e messa in campo fin dall’inizio per garantire la tenuta di un regime di liberalismo economico assoluto. Il trattato di Maastricht (1992) rinforzava ulteriormente questa scelta fondamentale ed impediva qualsiasi altra prospettiva alternativa. Infatti Giscard d‘Estaing diceva: “ il socialismo è ormai illegale”. Questa costruzione è quindi per sua natura antidemocratica ed annulla il potere dei parlamenti nazionali eletti, le cui decisioni devono essere conformi alle direttive del potere sovranazionale definito dalla pseudo-costituzione europea. Il “deficit di democrazia” delle istituzioni di Bruxelles, attraverso le quali opera la dittatura neoliberale, è stato e continua ad essere coscientemente voluto. I fondatori del progetto europeo, Jean Monnet e gli altri, non amavano la democrazia elettorale e si ponevano come obiettivo di ridurne il “pericolo”, quello di impegnare una nazione al di fuori del sentiero tracciato dalla dittatura della proprietà e del capitale. Con la formazione di quello che io chiamo il capitalismo dei monopoli generalizzati, finanziari e mondializzati, a partire dal 1975, l’Unione Europea è diventata lo strumento del potere economico assoluto di questi monopoli, creando le condizioni che gli permettendo di completarne l'efficacia, con l’esercizio parallelo del loro potere politico assoluto.

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Alcune considerazioni dopo il voto in Spagna

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di Javier Parra, segretario del Partito Comunista del Pais Valenciano
da www.larepublica.es | Traduzione di Marx21.it

javierparraparque-620x330Se qualcosa hanno reso evidente le elezioni del 25 maggio è che il bipartitismo in Spagna è stato ferito a morte, come ha dimostrato il fatto che i voti di PP e PSOE nelle urne sommano a meno del 50% dell'elettorato. Sono state elezioni in cui occorre rilevare l'eccellente risultato di Izquierda Unida con il 9,9% dei voti, che la pone in una posizione ottimale per affrontare le prossime elezioni municipali nella maggioranza delle località spagnole e che è frutto dell'imprescindibile lavoro della militanza di base.

Inoltre, è degna di rilievo l'irruzione della lista di Podemos con più del 7% e 5 deputati, che si è trasformata nell'autentica sorpresa degna di un'analisi sociologica profonda. Senza entrare nelle ragioni che ne hanno determinato un'ascesa così folgorante che va ben oltre quello che è stato detto o scritto, la cosa certa è che essa contiene virtù, difetti e pericoli.

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Chi ha sabotato il gasdotto South Stream

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southstream firmedi Manlio Dinucci e Tommaso Di Francesco
da il manifesto, 10 giugno 2014

Il governo bulgaro ha annunciato domenica di aver interrotto i lavori di costruzione del South Stream, il gasdotto che dovrebbe trasportare gas russo nell’Unione europea senza passare per l'Ucraina. «Ho ordinato di fermare i lavori - fa sapere il premier Plamen Oresharski - Decideremo gli sviluppi della situazione dopo le consultazioni che avremo con Bruxelles». Nei giorni scorsi il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, aveva annunciato l'apertura di una procedura Ue contro la Bulgaria per presunte irregolarità negli appalti del South Stream.

Appena tre giorni prima, il 5 giugno, la direzione del Partito socialista bulgaro, che sostiene il governo Oresharski, dava per sicuro che il tratto bulgaro del gasdotto sarebbe stato costruito nonostante la richiesta di Bruxelles di fermare il progetto. «Per noi è d'importanza vitale», sottolineava il vicepresidente della commissione parlamentare per l'energia, Kuiumgiev. E il presidente della Camera dei costruttori, Glossov, dichiarava che «il South Stream è una boccata d'ossigeno per le imprese bulgare».

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Quanta gente deve ancora morire?

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Una recentissima ed esclusiva testimonianza, molto evocativa di un soldato separatista in Ucraina dell’est. Tradotto in italiano e letto da Igor Glushkov.

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Elezioni e crisi

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cdu comiziodi Ângelo Alves* | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Il rilevante risultato della CDU (Coalizione Democratica Unitaria, guidata dai comunisti portoghesi, ndt) ha un'importanza che supera le frontiere del nostro Paese. Esso traduce l'isolamento politico del Governo, la condanna delle politiche delle troike, la percezione che la socialdemocrazia non rappresenta la strada alternativa all'attuale corso e anche la crescente lontananza e contestazione del processo di integrazione capitalista in Europa – l'Unione Europea.

Alcuni di questi elementi si sono presentati nelle elezioni in altri stati membri dell'UE. Come da sempre affermiamo, la profonda crisi economica e sociale nello spazio dell'UE era – ed è – allo stesso tempo la crisi della stessa UE, dei suoi fondamenti, politici, di matrice ideologica e dell'architettura del potere costruita dalla destra e dalla socialdemocrazia.

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In pericolo il non allineamento dell'Algeria

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di Frédéric Delorca | da "Atlas Alternatif”, Traduzione di Marx21.it

tunisia-126 gasdottoI crescenti appelli per una conversione dell'Algeria al neo-liberalismo si moltiplicano. Il 22 aprile scorso, appena dopo le elezioni presidenziali, il Financial Times definiva Bouteflika un uomo evidentemente troppo “a sinistra” e scriveva: “Abdelaziz Bouteflika, il presidente malato e molto anziano che è stato eletto per un quarto mandato, ha consacrato spese statali generose alle sovvenzioni, ai salari del settore pubblico e all'edilizia popolare, un rilevante supporto alla politica interna, allo scopo di ottenere la calma della popolazione. Ma mentre si appresta a iniziare il suo 16° mandato, gli osservatori nazionali e internazionali avvertono che, malgrado la sua ricchezza di petrolio e gas, questo corso dell'Algeria è a lungo termine insostenibile. Ritengono che questo paese di 37 milioni di abitanti, in maggioranza giovani, debba riformare la sua economia troppo severamente controllata al fine di ridurre la dipendenza dalle esportazioni di gas naturale in declino ed evitare di sprecare le sue considerevoli riserve in valuta straniera, oggi stimate in 195 miliardi di dollari”.

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28 giugno – Manifestazione nazionale e apertura del Controsemestre popolare e di lotta

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da www.comunisti-italiani.it

Il primo luglio si apre il semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea, che vedrà Renzi attivo nel portare avanti l’agenda della Ue. Per il 28 giugno è indetta una manifestazione nazionale a Roma contro i Trattati e i diktat dell’Unione Europea, per il lavoro, il reddito, il welfare, il dirtto all’abitare e contro la guerra alle porte dell’Europa. L’11 luglio a Torino contro il vertice europeo sulla disoccupazione. Sei mesi di mobilitazioni.

Di seguito il testo dell’appello:

Le elezioni europee hanno visto in Italia un risultato in controtendenza con quelli di tutti gli altri paesi devastati dalle politiche di austerità. Il nostro è il solo paese, assieme alla Germania, dove le forze di governo che hanno approvato e gestiscono il Fiscal Compact e il pareggio di bilancio hanno avuto successo. Questo non solo,per la passività e la paura che la crisi ha diffuso, ma anche perché sinora il confronto e lo scontro politico nel nostro paese hanno ignorato la questione Europa, salvo eccezioni positive che però sinora non hanno cambiato la tendenza di fondo.

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