Associazione Politico-Culturale Marx XXI

La Federazione Sindacale Mondiale condanna la cospirazione reazionaria in Brasile

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Lula Da Silva follaRedazione di “Resistência

Traduzione di Marx21.it

Il Consiglio Presidenziale della Federazione Sindacale Mondiale (FSM) si è riunito il 5 e 6 marzo ad Hanoi, capitale del Vietnam, occasione nella quale si è dibattuto sul rafforzamento della leadership e della capacità di mobilitazione della FSM, necessità improrogabile di fronte all'offensiva delle politiche neoliberiste e al loro impatto negativo sui lavoratori.

Prima della riunione, il 4 marzo, i partecipanti al Consiglio Presidenziale erano stati ricevuti dal presidente vietnamita, Truong Tan Sang.

Tra le risoluzioni approvate, c'è anche quella in cui la FSM esprime sostegno al popolo brasiliano nella lotta contro il golpe e il ripudio delle misure coercitive per imporre al presidente Lula di deporre di fronte alla Polizia Federale.

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America Latina

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americalatina 1b0589c2di Pedro Guerreiro, Segreteria del Partito Comunista Portoghese | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Si deve continuare a prestare grande attenzione alla situazione in America Latina. Cercando di trarre partito dalle ondate di disagio per l'esplosione della crisi che ha avuto e, in questo momento, sta avendo profonde ripercussioni sulla situazione economica in molti paesi del sub-continente, gli USA stanno conducendo una metodica e vasta offensiva in America Latina.

Cercando di conservare l'iniziativa che l'evoluzione della situazione ha favorito, l'imperialismo cerca di recuperare il terreno che ha perduto con le significative avanzate ottenute negli ultimi 15 anni dalle forze progressiste e rivoluzionarie in paesi dell'America Latina e dei Caraibi. Avanzate che hanno aperto la strada a processi diversificati di sviluppo sovrano, al significativo miglioramento delle condizioni di vita di ampi settori della popolazione, sottratte alla povertà, a importanti spazi di cooperazione e integrazione – che, in particolare, hanno messo fine all'isolamento imposto dagli USA a Cuba –, facendo retrocedere le forze neoliberiste e gli Stati Uniti.

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Intervista al Segretario del Partito Comunista di Bielorussia (KPB)

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karpenko bielorussia intervistaPartito Comunista di Bielorussia (KPB)
da skpkpss.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Il Primo segretario del Partito Comunista di Bielorussia (KPB), Igor' V. Karpenko si è incontrato con il giornalista Artur Bekmatov, del Comitato Centrale del Partito Comunista della Slovacchia. Nel corso dell'incontro è stata preparata un'intervista per il giornale dei comunisti slovacchi “Zem i Vek”.

A. Bekmatov ha trasmesso al Segretario del KPB il saluto del presidente del Partito Comunista della Slovacchia Jozef Hrdlicka e l'invito a visitare la Slovacchia. I due comunisti hanno anche discusso della possibilità di una cooperazione internazionale con la gioventù comunista slovacca, “Fronte della Gioventù di Sinistra”.

Particolare interesse da parte del corrispondente slovacco è stato rivolto al viaggio della delegazione del KPB nel Medio Oriente, in particolare, la visita in Siria e l'incontro con il presidente Bashar Al-Assad.

Igor Karpenko ha detto che, durante l'incontro di un'ora con il presidente della Siria si è discusso delle questioni politico-militari e della complessa situazione geopolitica nel paese, in particolare della presenza di gruppi terroristici, della mancanza di confini precisi e sull'imposizione di negoziati con la cosiddetta opposizione. L'Occidente chiude gli occhi sulla fornitura di armi all'opposizione siriana e anche sul fatto che ai gruppi terroristici di fatto manca una direzione unificata.

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Grecia: l'infinita ipocrisia della nuova socialdemocrazia

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tsipras netanyahudi Partito Comunista di Grecia (KKE)
da www.solidnet.org

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Il Comitato Centrale di Syriza, che si è riunito la scorsa domenica 6 Marzo, ha pubblicato il 9 Marzo una sue specifica risoluzione sul tema dei rifugiati. Cosa dice Syriza in questa risoluzione? Che “si deve costruire un movimento di massa contro la guerra a livello europeo così come una lotta per disegnare una road map per la pace in Medio Oriente” per affrontare questo tema.

Così, nello stesso momento in cui il governo di Syriza sostiene i piani guerrafondai dell'Unione Europea, quando ha messo a disposizione degli Usa le basi militari a Creta e in altre aree della Grecia, mentre è attivamente partecipe dei piani della Nato (cioè in qualsiasi cosa che accenda “la miccia” della guerra imperialista nella polveriera mediorientale) la leadership del partito di “sinistra” se ne va in giro fumando la “pipa” della pace.

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Il ruolo della Cina in un mondo multipolare

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china flag wall ss 1920traduzione e nota di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

In una conferenza stampa a margine della quarta sessione del 12° Congresso nazionale del popolo, il ministro degli Esteri della Repubblica popolare cinese ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni che qui vi proponiamo nella traduzione di un comunicato dell’agenzia ufficiale Xinhua. Ancora una volta viene riproposto il ruolo di equilibrio di Pechino all’interno di un sistema internazionale che non si vuole stravolgere ma riformare per adeguarlo al passaggio ad una fase multipolare. Al contempo vengono difesi i propri interessi nelle acque calde del Mar cinese meridionale di fronte alle dimostrazioni di forza e alle manovre diplomatiche statunitensi.

PECHINO, 8 marzo. La recente dinamica dell’attività diplomatica della Cina ha sorpreso alcuni osservatori internazionali ed è stata ampiamente accolta in tutto il mondo sia per quanto riguarda la difesa degli interessi nazionali che per l’espansione della sua partecipazione globale.

Mentre il paese entra per i prossimi cinque in una fase di sviluppo decisiva, la diplomazia è diventato un fattore significativo per la realizzazione del proprio progetto strategico.

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Nuovi reparti Usa ad Aviano e la Regione Friuli Venezia Giulia ringrazia

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cabina cacciadi Antonio Mazzeo
da antoniomazzeoblog.blogspot.it

“Dal prossimo mese di ottobre verrà stanziato ad Aviano uno squadrone dell’US Air Force destinato al controllo aereo”. A riferirlo il console degli Stati Uniti d’America per il nord Italia, Philip Thomas Reeker, durante l’incontro svoltosi a Trieste mercoledì 9 marzo con la presidente della regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, vicesegretaria nazionale del Pd. “Contrariamente alle indiscrezioni di chiusura o ridimensionamento, Aviano è strategica per la sua posizione geografica e per le strutture presenti”, ha spiegato il console Reeker. “Saranno circa 450 persone, contando le famiglie, che giungeranno nella base aerea e la loro presenza avrà anche un impatto positivo di tipo economico sul territorio”.

“L’aumento della presenza nella base di Aviano, confermata dal console generale, è senza dubbio una notizia molto positiva ed è un ulteriore tassello negli ottimi rapporti tra Stati Uniti e Friuli Venezia Giulia”, ha commentato Debora Serracchiani. “Con Reeker ci siamo confrontati su alcuni temi che riguardano la nostra regione ma in generale tutta l’Europa, come l’immigrazione, ma è stata soprattutto un’opportunità per continuare il ragionamento avviato nella visita istituzionale a New York e Washington dello scorso ottobre che ha visto protagonista in particolare il Sistema della Ricerca regionale. A giugno organizzeremo in Friuli Venezia Giulia un forum con gli enti americani e le aree di ricerca della nostra regione”.

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La visita del presidente Barack Obama a Cuba

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cuba bandiereEditoriale del quotidiano Granma, 08.03.2016
da www.cubadebate.cu

Il presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, effettuerà una visita ufficiale a Cuba dal 20 al 22 marzo.

Sarà la seconda occasione in cui un mandatario statunitense arriva nel nostro arcipelago. Prima, lo aveva fatto solo Calvin Coolidge, che sbarcò a L’Avana nel gennaio del 1928. Giunse a bordo di una nave da guerra per assistere alla VI Conferenza Panamericana che si stava svolgendo in quei giorni con il patrocinio di un personaggio locale di infausta memoria, Gerardo Machado. Questa sarà la prima volta che un Presidente degli Stati Uniti giunge in una Cuba padrona della propria sovranità e con una Rivoluzione al potere capeggiata dalla sua leadership storica.

Questo fatto si inserisce nel processo iniziato il 17 dicembre del 2014, quando il presidente del Consiglio di Stato e dei Ministri di Cuba, Generale di Esercito Raúl Castro Ruz, ed il presidente Barack Obama annunciarono simultaneamente la decisione di ristabilire le relazioni diplomatiche, rotte dagli Stati Uniti quasi 54 anni prima. Fa parte del complesso processo verso la normalizzazione dei legami bilaterali appena iniziato e che è andato avanti sull’unico terreno possibile e giusto: il rispetto, l’uguaglianza, la reciprocità ed il riconoscimento della legittimità del nostro governo.

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Perché l’imperialismo USA è di gran lunga il nemico principale

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bloody us flag sized medium cropdi Domenico Losurdo

Riceviamo dal compagno Domenico Losurdo. Lo ringraziamo per l'attenzione rivolta al nostro sito

Sulla pretesa della repubblica nordamericana di collocarsi sulle orme dell’Impero romano, conviene dare la parola a uno dei più autorevoli strateghi statunitensi:

«Nella supremazia globale dell’America è possibile scorgere in qualche modo le tracce degli antichi imperi [e in particolare di “quello romano”], benché la loro estensione fosse senz’altro più ridotta. Quegli imperi fondavano il loro potere su un ordine gerarchico costituito da vassalli, protettorati e colonie, e coloro che non vi appartenevano erano considerati barbari. Per quanto anacronistica possa sembrare, questa terminologia ben si addice ad alcuni Stati che attualmente gravitano nell’orbita americana» (Brzezinski 1998, pp. 19-20).

In conformità all’«ordine gerarchico» qui precisato, per quanto riguarda il presente, in questo mio libro si parla di Impero (e imperialismo) solo in relazione agli USA. Gli alleati europei o asiatici possono ben essere protagonisti di guerre coloniali infami, ma possono far ciò solo a condizione di non sfidare il Grande Fratello; essi esibiscono sì la loro presunta superiorità morale rispetto ai «barbari» collocati all’esterno dell’Impero, se non dei «vassalli», degli alleati subalterni degli Stati Uniti: ospitano le loro basi militari, correndo così il rischio di essere coinvolti in guerre decise sovranamente da Washington, e sono esposti alla sorveglianza e al controllo del Grande Fratello. Devono persino subire la sua giurisdizione: le banche europee possono essere costrette a pagare penali pesantissime per non aver rispettato a sufficienza le leggi statunitensi che impongono l’embargo contro questo o quel paese!

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Solidarietà con i giovani comunisti ucraini!

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ujce pcuComunicato dell'Unione delle Gioventù Comuniste di Spagna (UJCE)

da www.facebook.com

Traduzione di Giulia Salomoni per Marx21.it

L’Unione delle Gioventù Comuniste di Spagna (UJCE) vuole sottolineare che la situazione in Ucraina dopo il colpo di stato perpetrato da gruppi fascisti insieme a forze pro-Unione Europea, forze sostenute tanto da quest’ultima quanto dagli USA, è uno dei più grandi esempi della brutalità dell'imperialismo e del fascismo.

Vogliamo rilevare che nel contesto della messa al bando del partito comunista d'Ucraina (Pcu), la persecuzione e gli attacchi che subiscono i suoi militanti sono provocati sia dalle forze statali che dai gruppi fascisti che agiscono nella totale impunità.

In uno di questi ultimi attacchi, i nostri compagni della LCYUU (la Gioventù comunista di Ucraina) sono stati attaccati durante la deposizione di un mazzo di fiori per Vladimir Scherbytsky, uno dei dirigenti dell’Ucraina sovietica. Durante questa cerimonia, vari compagni sono stati feriti, incluso il Segretario Generale della gioventù comunista ucraina, che è stato colpito con forza; inoltre, il segretario della città di Kiev, Igor Plytsin, potrebbe arrivare a perdere la vista. Occorre sottolineare che la minaccia si è protratta, e i fascisti si sono spinti fino alle porte dell'ospedale dove sono stati ricoverati i feriti chiedendo l’interruzione delle cure mediche.

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La guerra a Lula è un attacco mortale ai Brics

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lula pugnochiusoda www.lantidiplomatico.it

L'ex presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva mercoledì hanno respinto l'accusa della procura di San Paolo sul presunto riciclaggio di denaro e denunciato la guerra mediatica contro di lui. "Non c'è nulla di nuovo nel rapporto del Ministero Pubblico di San Paolo, che era stato anticipato dalla rivista Veja il 22 gennaio dalla procura Cassio Conserino", ha comunicato con una nota il Lula Institute.

Lula da Silva è accusato di corruzione, riciclaggio di denaro e falsificazione di documenti per il possesso di un appartamento sulla spiaggia nell'indagine “Car Wash”.

L'accusa contro Lula è divenuta, secondo gli analisti politici, un ostacolo alla corsa alle prossime presidenziali nel 2018. Il 4 marzo, il leader del Partito dei lavoratori (PT) è stato vittima di detenzione arbitraria dalla polizia federale per essere interrogato nel caso di corruzione di Petrobras, senza che ci fossero prove concrete contro di lui.

L'attacco a Lula è un attacco ai "BRICS" e alla sfida portata avanti al dollaro. Lo scrive l'analista Pepe Escobar nel suo ultimo articolo. Il Brasile è l'anello più debole fra le potenze emergenti. “Già alla fine del 2014 era chiaro i soliti sospetti sarebbe andati senza esclusione di colpi a destabilizzare la settima principale economia mondiale”.

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Il razzismo di Slavoj Žižek

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zizek33di António Santos
da manifesto74.blogspot.it

Traduzione di Franco Tomassoni per Marx21.it

Dal blog portoghese Manifesto74

È già da mesi che il filosofo sloveno Slavoj Žižek, idolo della sinistra post-moderna, si esprime contro i rifugiati che stanno arrivando in Europa. In varie interviste pubblicate un giornali come Der Spiegel o Die Welt, Žižek stabilisce collegamenti peregrini tra “classi basse” e “carnevali dell’oscenità” elogiando il “capitalismo europeo”, i “valori europei” e “l’occidente”.

Infine, in questo articolo pubblicato in NewStatesman, Žižek si concentra sui crimini sessuali avvenuti a Colonia durante i festeggiamenti di fine anno, chiudendo cosi un trattato sulla natura de migranti e facendo sua la teoria anti-marxista dello “scontro di civiltà”.

Per Žižek, che non perde tempo a riflettere su quanto hanno ricamato i media sui fatti di Colonia, quanto accaduto è il risultato di “invidia e odio” da parte dei migranti che non possono essere occidente, e per il quale nutrono un odio nichilista.

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La revisione costituzionale del rancore: la rottamazione dello spirito costituente

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le 21 donne costituenti 511659.660x368di Luisa Sassu | da gramscicagliari.it

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Per capire quanto è lontana dalla Costituzione la revisione costituzionale del governo Renzi, basta osservare lo stile con cui è scritta: un articolato di pessima fattura, complicato, tortuoso, appesantito da continui rinvii come fosse un qualunque regolamento e non la legge fondamentale dello Stato.

Niente a che vedere con la sobria chiarezza normativa della Costituzione del 1948. Lo stile può apparire come un elemento secondario nella scrittura di una legge, ma non lo è mai. Non lo è nella scrittura delle leggi ordinarie e, a maggior ragione, non lo è e non può esserlo nella scrittura della Costituzione.

La chiarezza e la sobrietà dei precetti costituzionali esprimevano la precisa volontà delle madri e dei padri costituenti di renderli leggibili a tutti. Perché la Costituzione doveva appartenere a tutti, nessuno escluso; doveva rappresentare il fondamento del vivere civile in uno Stato finalmente repubblicano e democratico.

Certo, lo spirito costituente, che ha consentito di ricostruire l’Italia dalle macerie del fascismo e della guerra, non è replicabile nei procedimenti di revisione costituzionale. Quell’esperienza storica e politica è irripetibile. Ma non è ammissibile che le modifiche alla Costituzione avvengano nella totale assenza di una larga ed effettiva condivisione parlamentare: lo prevede l’art. 138 della stessa Costituzione, non soltanto per rafforzare il procedimento legislativo, ma anche per assegnare a quel procedimento la consapevolezza del suo straordinario peso politico e normativo.

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La Finlandia deve tenersi fuori dalle guerre e dai giochi di guerra

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pc finlandiaPartito Comunista della Finlandia (SKP)
da www.solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

Il Partito Comunista della Finlandia ritiene che non esista alcuna giustificazione per l'arrivo in Finlandia di aerei da combattimento, carri armati e navi da guerra stranieri. L'indagine annuale sul sostegno alla NATO in Finlandia dimostra chiaramente che i cittadini si oppongono a qualsiasi simile alleanza militare. In precedenza, i desideri del popolo si erano riflessi nella politica estera della Finlandia, che aveva fortemente valorizzato il non allineamento. Il governo di Juha Sipilä è ora a rimorchio della linea del Partito di Coalizione Nazionale, con il coinvolgimento della Finlandia in esercitazioni militari e ponendo all'ordine del giorno l'appartenenza alla NATO, sotto  l'apparenza di cooperazione pacifica.

Non dobbiamo permettere che la nostra politica estera sfoci in un allineamento militare senza una consultazione pubblica. Le esercitazioni sono condotte non con la NATO, ma direttamente con gli Stati Uniti. Né i parlamentari né i ministri hanno assunto la responsabilità per la politica estera, e la discussione pubblica è avvenuta essenzialmente attraverso la comunicazione. Gli Stati Uniti si sono auto-invitati in Finlandia, vicino della Russia, per svolgere giochi di guerra. La Finlandia e la NATO hanno firmato l'accordo riguardante il paese ospitante nell'autunno 2014. Le mosse verso l'allineamento militare stanno accrescendo la tensione nella nostra regione e le relazioni tra USA e Russia si sono inasprite negli ultimi anni. La Finlandia rischia ora di essere coinvolta nei conflitti imperialisti.

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Rimettere il dentifricio nel tubetto. La vendetta dell'autunno caldo

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oprai 1969 assemblea mirafioridi Pasquale Cicalese per Marx21.it

“Considerando che la produttività dipende dalle performance delle singole imprese, dobbiamo lavorare duramente per aiutare queste imprese a essere più grandi e più forti. Se sei troppo piccolo, non puoi sopravvivere”

Pier Carlo Padoan Guindhall, City, Londra 4 marzo 2016

“Se a ristrutturare le aziende sono gli stessi manager-imprenditori che le hanno portate alla crisi è difficile cambiare le cose. E poi ci vuole una nuova finanza adeguata a risollevare davvero le sorti delle aziende e finanziarne il rilancio. Finanza che le banche non possono assicurare, ma che invece possono portare veicoli di investimento specializzati come il nostro”.

R. Saviane Idea Capital Partners, in Milano Finanza, Crediti dubbi? Tutte Pmi, 5 marzo 2016

“Il mercato italiano è destinato ad essere l’epicentro del trading delle sofferenze bancarie”

Justin Sulger, Fondo Anacap  Padoan, gli Npl frenano la crescita ma per le banche nessun rischio di tracollo,  Il sole 24 ore 5 marzo

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Il ruolo centrale della donna nella ricostruzione del Partito Comunista

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dolores ibc3a1rruridi Javier Parra, Segretario generale del Partito Comunista del Paese Valenciano (PCPV)

da contraofensiva.com

Traduzione di Giulia Salomoni per Marx21.it

Ringraziamo la compagna Giulia Salomoni per avere segnalato e tradotto la stimolante riflessione di Javier Parra 

“Vi chiamano "figli di Pasionaria”, come se volessero insultarmi, e non potevano farmi onore maggiore che facendomi diventare vostra madre" Dolores Ibárruri

Nel Novembre del 1989, pochi giorni dopo la morte di Dolores scriveva Manuel Vázquez Montalbán: “"Pasionaria oramai non è più un semplice soprannome, ma un vocabolo ed un significato presente in tutte le lingue della terra. I vocaboli spagnoli incorporati fino ad ora [in altre lingue n.d.t.] sono significativi: guerrigliero, disperata… passionaria. Là dove emerga una donna che lotti per qualunque causa di emancipazione sarà chiamata ora e per sempre “pasionaria”. Questo è un tipo di immortalità che non fu attribuito neanche a Unamuno”.

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Venezuela: il governo socialista resiste con fermezza all'offensiva della destra interna e dell'imperialismo

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venezuela socialista image 600x399Prensa Latina

Traduzione di Marx21.it

Il rifiuto del decreto degli Stati Uniti contro il Venezuela, il dibattito sui diritti umani e le proteste contro le leggi della destra parlamentare, hanno segnato la scorsa settimana nel paese sudamericano.

Venerdì scorso il governo ha deciso di rivedere le relazioni diplomatiche con Washington dopo avere saputo della proroga del decreto con cui la Casa Bianca definisce il Venezuela come una minaccia per la propria sicurezza nazionale.

L'unilateralismo praticato permanentemente nel mondo dal governo statunitense costituisce una violazione flagrante dei principi e dei propositi della Carta delle Nazioni Unite, come pure delle norme del Diritto Internazionale, è denunciato in una nota diplomatica diffusa dal Ministero degli Esteri.

Conosciuta la notizia, parlamentari della sinistra hanno pubblicato una nota di censura in cui è sostenuta la posizione del governo e si esige dal presidente Barack Obama il ritiro del documento.

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La ricolonizzazione della Libia

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renzi baschibludi Manlio Dinucci
il manifesto, 8 marzo 2016

Nella commedia degli equivoci per il teatrino della politica, il primo attore Renzi ha detto che in Libia «l’Italia farà la sua parte», quindi – appena il Pentagono ha annunciato che l’Italia assumerà il «ruolo guida» – ha dichiarato: «Non è all’ordine del giorno la missione militare italiana in Libia», mentre in realtà è già iniziata con le forze speciali che il parlamento ha messo agli ordini del premier. Questi, per dare il via ufficiale, aspetta che in Libia si formi «un governo strasolido che non ci faccia rifare gli errori del passato».

In attesa che nel deserto libico facciano apparire il miraggio di un «governo strasolido», diamo uno sguardo al passato. Nel 1911 l’Italia occupò la Libia con un corpo di spedizione di 100mila uomini, Poco dopo lo sbarco, l’esercito italiano fucilò e impiccò 5mila libici e ne deportò migliaia. Nel 1930, per ordine di Mussolini, metà della popolazione cirenaica, circa 100mila persone, fu deportata in una quindicina di campi di concentramento, mentre l’aviazione, per schiacciare la resistenza, bombardava i villaggi con armi chimiche e la regione veniva recintata con 270 km di filo spinato. Il capo della resistenza, Omar al-Mukhtar, venne catturato e impiccato nel 1931. Fu iniziata la colonizzazione demografica della Libia, sequestrando le terre più fertili e relegando le popolazioni in terre aride. Nei primi anni Quaranta, all’Italia sconfitta subentrarono in Libia Gran Bretagna e Stati uniti. L’emiro Idris al-Senussi, messo sul trono dagli inglesi nel 1951, concesse a queste potenze l’uso di basi aeree, navali e terrestri. Wheelus Field, alle porte di Tripoli, divenne la principale base aerea e nucleare Usa nel Mediterraneo.

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8 Marzo giornata internazionale della solidarietà

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mujerersunidasdi Movimento Democratico delle Donne del Portogallo (MUD) | da facebook.com

L'8 marzo 2016, l’MDM (Movimento Democrático de Mulheres del Portogallo) saluta tutte le donne che con impegno e perseveranza hanno contribuito a fermare la corsa in atto all’impoverimento e alla violazione dei loro diritti, aprendo nuove prospettive di dignità al loro ruolo sociale, al miglioramento delle loro condizioni di vita e all’effettivo riconoscimento dei diritti delle donne come diritti umani.

Non ci sarà sviluppo sostenibile senza la partecipazione delle donne a tutti i livelli della vita politica, nel mondo del lavoro, nella protezione dell'ambiente e nella gestione dei servizi pubblici. Per queste ragioni, il Movimento Democrático Das Mulheres (MDM) fa appello a:

• la partecipazione delle donne nel continuare a svolgere un ruolo attivo nei cambiamenti sociali e politici urgenti necessari per porre fine alla discriminazione, ai conflitti armati e alle guerre.

• l'intensificazione della lotta anti-imperialista per la piena applicazione delle risoluzioni della CEDAW, dell'ECOSOC e delle Nazioni Unite per l'uguaglianza tra gli esseri umani e il diritto di tutte e tutti a vivere in pace e avere una vita dignitosa e decente.

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L'emancipazione della donna si realizzerà solo con il socialismo

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donne fascismo cccpdi Maria Muñoz

Traduzione di Roberto Lesignoli per Marx21.it

Riceviamo la riflessione della compagna Maria Muñoz, militante del Partito Comunista di Spagna,  e pubblichiamo come contributo alla discussione

Il capitalismo è un regime di disuguaglianza. Esiste una disuguaglianza economica, motivata dal fatto che mentre alcuni possiedono i mezzi di produzione (fabbriche, centri di lavoro, commercio, terre, ecc…) altri devono vendere l’unico che possiedono, la propria forza-lavoro, se non vogliono morire di fame.

Questa disuguaglianza si estende inoltre al terreno dei diritti nella società capitalista: mentre i membri della classe dominante godono di tutti i diritti che derivano dalla loro posizione di dominazione di classe, l’unico diritto di cui godono gli altri è di servire come mano d’opera per produrre maggiori guadagni al padrone. Anche nella più democratica repubblica borghese, in un regime di democrazia borghese, i diritti degli operai non smettono d’essere formali e non reali e la borghesia potrà sempre eliminarli in un sol colpo se le necessità di sviluppo del capitalismo  le richiedono.

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Contro l'accordo di associazione UE-Ucraina un referendum in Olanda

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eu ucrainadi ML per «Solidarité internationale PCF – vivelepcf»

da solidarite-internationale-pcf.over-blog.net

Traduzione di Marx21.it

Nel 2005 ci eravamo congratulati con il popolo olandese che, qualche giorno dopo il popolo francese, aveva votato NO al progetto di “costituzione europea”. Anche nell' “altro paese del NO”, il rifiuto popolare dell'UE del capitale non ha fatto che amplificarsi in seguito. Il 6 aprile prossimo gli olandesi, potranno nuovamente esprimersi nelle urne. Si svolgerà un referendum su un argomento riguardante l'Europa che non è certo secondario: l'accordo di associazione tra l'UE e l'Ucraina.

Lo svolgimento del referendum è stato conquistato attraverso una campagna “dei cittadini”. Sono state raccolte 428.000 firme, ben più delle 350.000 richieste dalla Costituzione. Il risultato sarà considerato valido se la partecipazione supererà il 30%. Una maggioranza, probabile, per il no non sarebbe vincolante, ma metterebbe il governo in grande difficoltà. In Francia, come nella gran parte degli altri paesi dell'UE, l'accordo UE-Ucraina è stato ratificato in sordina: neanche tre ore di dibattito all'Assemblea e al Senato, praticamente senza alcuna copertura mediatica, anche da parte dei parlamentari che hanno votato contro. Nonostante le pesanti implicazioni economiche e politiche dell'accordo.

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