Sirte, ottobre 2011

Sirte, ottobre 2011

di Marinella Correggia

Tre anni fa, il 20 ottobre 2011 nei pressi della città di Sirte, in Libia, veniva assassinato Mu'ammar Gheddafi: l’epilogo di un’altra “missione umanitaria” della NATO costata più di diecimila morti e che ha gettato quello che era un relativamente…

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L’Italia torna in guerra in Iraq

L’Italia torna in guerra in Iraq

di Manlio Dinucci

L’Italia invierà armi e militari nella regione di Erbil in Iraq, per rafforzare «le capacità di autodifesa dei curdi» contro l’avanzata dell’Isis: lo annuncia la ministra della difesa, Roberta Pinotti, alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato...

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Il leader del Partito Comunista di Ucraina rivolge un appello agli elettori

Il leader del Partito Comunista di Ucraina rivolge un appello agli elettori

Petro Simonenko, leader del Partito Comunista di Ucraina, si è rivolto ai cittadini del suo paese in vista delle elezioni parlamentari del 26 ottobre

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Rieleggere Dilma perché il Brasile proceda con altri cambiamenti

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Lula-e-DilmaRisoluzione del Comitato Centrale
del Partito Comunista del Brasile-PCdoB
da www.vermelho.org.br
Traduzione di Marx21.it

Si è svolta tra il 6 e l'8 giugno un'importante sessione del Comitato Centrale del Partito Comunista del Brasile, in cui è stato assicurato l'appoggio del partito a Dilma Rousseff in vista delle elezioni presidenziali. Di seguito il testo della risoluzione approvata.

Alla vigilia delle convenzioni di partito e della Coppa del Mondo di Calcio, il Brasile vive, allo stesso tempo, giorni di intenso dibattito politico sulle elezioni che decideranno del suo futuro e la crescente aspettativa per l'inizio del più rilevante evento sportivo del pianeta. In questo contesto l'opposizione ha cominciato il suo “campionato” e in combinazione con i grandi veicoli di comunicazione nazionali ed anche stranieri, politicizza la Coppa nel modo peggiore possibile: Operano per far si che il Brasile fallisca come paese-sede di questo mega-evento e negano gli importanti progressi economici, sociali e sportivi che il paese ha già ottenuto e ciò che vi è associato.

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Solidarietà antimperialista con il popolo ucraino che resiste alle forze golpiste

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nastrosangiorgiodi Pedro Guerreiro | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Sotto il cinico manto del silenzio e della premeditata deformazione della realtà attuata dai grandi mezzi di comunicazione sociale “occidentali”, prosegue la brutale ondata di persecuzione e repressione contro coloro che in Ucraina resistono alle forze golpiste e all'ingerenza di USA, NATO e UE che ad esse danno supporto.

Dopo la manovra di “legittimazione” del potere golpista rappresentata dallo svolgimento delle elezioni presidenziali – in cui i candidati sono stati vittime di sistematica pressione e persino di aggressione, essendogli impedito, oggettivamente, di partecipare alla consultazione elettorale -, le forze golpiste cercano di imporre il loro dominio incrementando l'azione punitiva attraverso i gruppi paramilitari fascisti – integrati o meno nella “Guardia Nazionale” - contro le popolazioni ucraine che non si sottomettono.

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Ciò che non dice la Mogherini

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soldati-italiani-afghanistandi Manlio Dinucci | da il manifesto

L’Italia non abbandonerà l’Afghanistan con la fine dell’Isaf, ma continuerà a occuparsene, mantenendo l’impegno preso: lo assicura il ministro Mogherini sul manifesto (7 giugno).

Quale sia l’impegno lo chiarisce l’aeronautica: in sei anni i cacciabombardieri italiani hanno effettuato in Afghanistan 3.583 sortite, «traguardo mai eguagliato da velivoli da combattimento italiani in operazioni fuori dai confini nazionali dal termine del secondo conflitto mondiale». Nella loro ultima missione, il 28 maggio, due cacciabombardieri Amx hanno distrutto l’obiettivo individuato da un drone Predator e dalla Task Force Victor (classificata come «unità speciale e semisegreta» dalla Rivista Italiana Difesa). Mentre gli elicotteri Mangusta dell’Esercito, schierati a Herat, hanno varcato la soglia delle 10mila ore di volo.

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Serrare le file

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bandierarossa pugno cielodi Fausto Sorini, segreteria nazionale PdCI

Un attacco concentrico e coordinato, da "destra" e da "sinistra", si sta concentrando da alcuni mesi, e si è accentuato in questi giorni, contro il PdCI, la sua linea strategica uscita dal congresso straordinario di Chianciano (luglio 2013), il suo segretario, i suoi gruppi dirigenti nazionali e territoriali, i suoi intellettuali, i suoi quadri e militanti più attivi.

In un contesto di grande difficoltà per tutti i comunisti e le forze di sinistra e di classe nel nostro Paese, queste compagne e questi compagni stanno reagendo con grande coraggio, capacità di tenuta e di controffensiva. E con piena disponibilità a mettersi in discussione e a disposizione per un progetto credibile di ricostruzione del partito comunista e di una una sinistra di classe e del lavoro.

Lo si è visto ad esempio nella campagna di massa a sostegno dell'Ucraina antifascista; in quella di sostegno alla campagna delle RSU contro la riforma Fornero; nella elaborazione e campagna politica per una posizione alternativa a quella dell'Unione europea euro-atlantica, senza alcun cedimento rispetto alla collocazione piena e organica nell'alveo del grande processo di ricostruzione di un movimento comunista e rivoluzionario a livello mondiale, a fianco delle grandi forze comuniste nel mondo e delle esperienze che non rinunciano a sperimentare nuove vie di costruzione del socialismo, a cominciare da quelle di Cuba, della Cina e del Vietnam;

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Le elezioni europee del Maggio 2014: una nuova tappa verso l'implosione del progetto europeo

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candidati europee2014di Samir Amin | Traduzione dal francese a cura di Lorenzo Battisti

1. La costruzione europea è stata concepita e messa in campo fin dall’inizio per garantire la tenuta di un regime di liberalismo economico assoluto. Il trattato di Maastricht (1992) rinforzava ulteriormente questa scelta fondamentale ed impediva qualsiasi altra prospettiva alternativa. Infatti Giscard d‘Estaing diceva: “ il socialismo è ormai illegale”. Questa costruzione è quindi per sua natura antidemocratica ed annulla il potere dei parlamenti nazionali eletti, le cui decisioni devono essere conformi alle direttive del potere sovranazionale definito dalla pseudo-costituzione europea. Il “deficit di democrazia” delle istituzioni di Bruxelles, attraverso le quali opera la dittatura neoliberale, è stato e continua ad essere coscientemente voluto. I fondatori del progetto europeo, Jean Monnet e gli altri, non amavano la democrazia elettorale e si ponevano come obiettivo di ridurne il “pericolo”, quello di impegnare una nazione al di fuori del sentiero tracciato dalla dittatura della proprietà e del capitale. Con la formazione di quello che io chiamo il capitalismo dei monopoli generalizzati, finanziari e mondializzati, a partire dal 1975, l’Unione Europea è diventata lo strumento del potere economico assoluto di questi monopoli, creando le condizioni che gli permettendo di completarne l'efficacia, con l’esercizio parallelo del loro potere politico assoluto.

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Alcune considerazioni dopo il voto in Spagna

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di Javier Parra, segretario del Partito Comunista del Pais Valenciano
da www.larepublica.es | Traduzione di Marx21.it

javierparraparque-620x330Se qualcosa hanno reso evidente le elezioni del 25 maggio è che il bipartitismo in Spagna è stato ferito a morte, come ha dimostrato il fatto che i voti di PP e PSOE nelle urne sommano a meno del 50% dell'elettorato. Sono state elezioni in cui occorre rilevare l'eccellente risultato di Izquierda Unida con il 9,9% dei voti, che la pone in una posizione ottimale per affrontare le prossime elezioni municipali nella maggioranza delle località spagnole e che è frutto dell'imprescindibile lavoro della militanza di base.

Inoltre, è degna di rilievo l'irruzione della lista di Podemos con più del 7% e 5 deputati, che si è trasformata nell'autentica sorpresa degna di un'analisi sociologica profonda. Senza entrare nelle ragioni che ne hanno determinato un'ascesa così folgorante che va ben oltre quello che è stato detto o scritto, la cosa certa è che essa contiene virtù, difetti e pericoli.

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Chi ha sabotato il gasdotto South Stream

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southstream firmedi Manlio Dinucci e Tommaso Di Francesco
da il manifesto, 10 giugno 2014

Il governo bulgaro ha annunciato domenica di aver interrotto i lavori di costruzione del South Stream, il gasdotto che dovrebbe trasportare gas russo nell’Unione europea senza passare per l'Ucraina. «Ho ordinato di fermare i lavori - fa sapere il premier Plamen Oresharski - Decideremo gli sviluppi della situazione dopo le consultazioni che avremo con Bruxelles». Nei giorni scorsi il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, aveva annunciato l'apertura di una procedura Ue contro la Bulgaria per presunte irregolarità negli appalti del South Stream.

Appena tre giorni prima, il 5 giugno, la direzione del Partito socialista bulgaro, che sostiene il governo Oresharski, dava per sicuro che il tratto bulgaro del gasdotto sarebbe stato costruito nonostante la richiesta di Bruxelles di fermare il progetto. «Per noi è d'importanza vitale», sottolineava il vicepresidente della commissione parlamentare per l'energia, Kuiumgiev. E il presidente della Camera dei costruttori, Glossov, dichiarava che «il South Stream è una boccata d'ossigeno per le imprese bulgare».

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Quanta gente deve ancora morire?

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Una recentissima ed esclusiva testimonianza, molto evocativa di un soldato separatista in Ucraina dell’est. Tradotto in italiano e letto da Igor Glushkov.

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Elezioni e crisi

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cdu comiziodi Ângelo Alves* | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Il rilevante risultato della CDU (Coalizione Democratica Unitaria, guidata dai comunisti portoghesi, ndt) ha un'importanza che supera le frontiere del nostro Paese. Esso traduce l'isolamento politico del Governo, la condanna delle politiche delle troike, la percezione che la socialdemocrazia non rappresenta la strada alternativa all'attuale corso e anche la crescente lontananza e contestazione del processo di integrazione capitalista in Europa – l'Unione Europea.

Alcuni di questi elementi si sono presentati nelle elezioni in altri stati membri dell'UE. Come da sempre affermiamo, la profonda crisi economica e sociale nello spazio dell'UE era – ed è – allo stesso tempo la crisi della stessa UE, dei suoi fondamenti, politici, di matrice ideologica e dell'architettura del potere costruita dalla destra e dalla socialdemocrazia.

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In pericolo il non allineamento dell'Algeria

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di Frédéric Delorca | da "Atlas Alternatif”, Traduzione di Marx21.it

tunisia-126 gasdottoI crescenti appelli per una conversione dell'Algeria al neo-liberalismo si moltiplicano. Il 22 aprile scorso, appena dopo le elezioni presidenziali, il Financial Times definiva Bouteflika un uomo evidentemente troppo “a sinistra” e scriveva: “Abdelaziz Bouteflika, il presidente malato e molto anziano che è stato eletto per un quarto mandato, ha consacrato spese statali generose alle sovvenzioni, ai salari del settore pubblico e all'edilizia popolare, un rilevante supporto alla politica interna, allo scopo di ottenere la calma della popolazione. Ma mentre si appresta a iniziare il suo 16° mandato, gli osservatori nazionali e internazionali avvertono che, malgrado la sua ricchezza di petrolio e gas, questo corso dell'Algeria è a lungo termine insostenibile. Ritengono che questo paese di 37 milioni di abitanti, in maggioranza giovani, debba riformare la sua economia troppo severamente controllata al fine di ridurre la dipendenza dalle esportazioni di gas naturale in declino ed evitare di sprecare le sue considerevoli riserve in valuta straniera, oggi stimate in 195 miliardi di dollari”.

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28 giugno – Manifestazione nazionale e apertura del Controsemestre popolare e di lotta

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da www.comunisti-italiani.it

Il primo luglio si apre il semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea, che vedrà Renzi attivo nel portare avanti l’agenda della Ue. Per il 28 giugno è indetta una manifestazione nazionale a Roma contro i Trattati e i diktat dell’Unione Europea, per il lavoro, il reddito, il welfare, il dirtto all’abitare e contro la guerra alle porte dell’Europa. L’11 luglio a Torino contro il vertice europeo sulla disoccupazione. Sei mesi di mobilitazioni.

Di seguito il testo dell’appello:

Le elezioni europee hanno visto in Italia un risultato in controtendenza con quelli di tutti gli altri paesi devastati dalle politiche di austerità. Il nostro è il solo paese, assieme alla Germania, dove le forze di governo che hanno approvato e gestiscono il Fiscal Compact e il pareggio di bilancio hanno avuto successo. Questo non solo,per la passività e la paura che la crisi ha diffuso, ma anche perché sinora il confronto e lo scontro politico nel nostro paese hanno ignorato la questione Europa, salvo eccezioni positive che però sinora non hanno cambiato la tendenza di fondo.

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Lo sbarco del 6 giugno 1944 dal mito odierno alla realtà storica

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di Annie Lacroix-Riz* | lafauteadiderot.net
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Sbarco in NormandiaGiugno 2014

Il trionfo del mito della liberazione americana dell'Europa

Nel giugno 2004, all'epoca del 60° anniversario (e primo decennale celebrato nel XXI secolo) dello sbarco alleato in Normandia, alla domanda "Quale è, secondo voi, la nazione che più ha contribuito alla disfatta della Germania", l'Ifop [Institut français d'opinion publique, agenzia francese di indagini statistiche e di mercato, ndt] diffuse una risposta rigorosamente inversa da quella raccolta nel maggio 1945: cioè rispettivamente 58 e 20% per gli Stati uniti e 20 e 57% per l'Urss [1]. Tra la primavera e l'estate 2004 c'èra stato un martellamento sul fatto che i soldati americani avevano, dal 6 giugno 1944 al 8 maggio 1945, attraversato l'Europa "occidentale" per restituirle l'indipendenza e la libertà rubata dall'occupante tedesco e minacciata dall'avanzata dell'Armata rossa verso ovest. Sul ruolo dell'Urss, vittima di questa "tanto spettacolare [inversione di percentuali] nel tempo" [2], non ci furono domande. Il 2014 (e il 70°) promette anche di peggio nella rispettiva presentazione degli "Alleati" della Seconda guerra mondiale, con sullo sfondo le invettive contro l'annessionismo russo in Ucraina e altrove [3].

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Elezioni in Siria: una vittoria della resistenza

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Editoriale di Vermelho, portale web del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)
da vermelho.org.br | Traduzione di Marx21.it

syria-election-date-20140421Il popolo siriano ha celebrato una vittoria importante a tre anni da quando è stata scatenata la guerra contro il paese: lo svolgimento delle elezioni che ha potuto contare su una grande partecipazione di cittadini e che ha dimostrato la determinazione nazionale ad avanzare, nonostante le grandi sfide ancora in corso.

La nuova Costituzione della Siria, approvata nel 2012 attraverso il dialogo tra il governo e l'opposizione, ha reso possibile lo svolgimento delle prime elezioni presidenziali plurali e diverse, con tre candidati su posizioni politiche abbastanza distinte, ma impegnati per il progresso della Siria e per il superamento di un periodo di grandi sofferenze per il popolo.

L'ingerenza esterna ha reso possibile il propagarsi della violenza nella regione e il suo prolungamento nel tempo, principalmente con il sostegno degli USA, dei paesi europei, delle monarchie arabe e di alleati come la Turchia e Israele dei gruppi paramilitari e degli estremisti, che sono stati descritti dai media internazionali, complici dell'aggressione alla Siria, come l' “opposizione”, come se ci si trovasse di fronte a formazioni politiche legittime, e non, per la gran parte, di organizzazioni criminali che hanno sparso il sangue del popolo.

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Una classe dirigente corrotta che affossa il paese

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mose-prova-paratoiedi Giorgio Langella, segretario regionale PdCI Veneto

Un altro scandalo. Un ulteriore inchiesta ha portato all'arresto del sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, dell'assessore regionale Renato Chisso e alla richiesta d'arresto dell'ex presidente della regione Giancarlo Galan. Un'indagine che vede coinvolti oltre 100 personaggi (tra i quali si leggono i nomi di Lia Sartori e di Marco Mario Milanese, ex consigliere di Tremonti) in una faccenda di corruzione e tangenti legata alla realizzazione del Mose di Venezia. L'accusa è pesantissima. Gli indagati si sarebbero fatti comperare per garantire alla Mantovani gli appalti e sarebbero entrati nel libro paga della ditta costruttrice. Le notizie ci parlano di oltre 500.000 euro a Orsoni per la sua campagna elettorale, di un milione di euro all'anno a Galan (oltre ai lavori di restauro della sua villa di Cinto Euganeo per un valore di oltre 1.000.000 di euro). Milioni di euro distribuiti a destra e a manca Un intreccio tra affari e politica che è ormai abituale nel nostro paese e nella nostra regione. Basta pensare ai recenti fatti dell'Expo milanese e al coinvolgimento, tra gli altri, del vicentino Enrico Maltauro.

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I comunisti ucraini e le sinistre europee. Intervista a Petro Simonenko

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simonenko falcemartelloda obozrevatel.com
Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Il leader del Partito Comunista di Ucraina Petro Simonenko dal 22 al 28 maggio si è recato in visita nella Repubblica Ceca, in Germania e Francia, dove ha incontrato i dirigenti di alcuni partiti di sinistra europei.

In un'intervista a Obozrevatel' (L'Osservatore) ha riferito su come le sinistre europee hanno reagito alla possibilità del divieto del Partito comunista, su come intendono aiutare i colleghi ucraini, e ha anche spiegato che le destre europee differiscono da quelle ucraine, e perché la loro popolarità è in crescita tra gli elettori europei.

Simonenko ha anche comunicato che i suoi colleghi europei sono intenzionati a chiedere l'adempimento degli accordi di Ginevra e di quelli del 21 febbraio, firmati anche da Viktor Yanukovich.

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Ancora sangue in Siria

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siria 2949506 555128di Pierangela Zanzottera | da www.sibialiria.org

Deir ez-Zor, Ras al-Ain, Hassaké, Salamya, Damasco, Aleppo. Cos'hanno in comune queste cittadine siriane?

Negli ultimi giorni le famiglie che abitano queste località sono state colpite dalle bande alqaediste che popolano la Siria. Bambini, giovani, anziani, donne, nessuno sembra trovare scampo nei loro attacchi criminali insensati.

Solo il 28 maggio scorso è emersa una terribile vicenda avvenuta il 20 aprile 2013 nella cittadina di Jadida al-Fadl, in provincia di Damasco, dove viveva la famiglia di Umm Adnan, madre siriana di 5 figli.

Mentre il più grande si trovava a Quneitra, al confine con i territori occupati da Israele, per difenderla dagli attacchi delle bande armate, un gruppo estremista è entrato nel villaggio e ha invaso la casa della famiglia alla ricerca di armi o di prove in grado di accusarli di essere sostenitori del governo siriano.

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Il Governatore Visco alle imprese: avete i soldi, cacciateli!

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viscodi Pasquale Cicalese per Marx21.it

Ottimista, meno cupo dello scorso anno, anche se afferma che il 2013 è stato un altro anno duro. Keynesiano, non monetarista, fautore delle riforme strutturali (anche se non cita quelle del lavoro, ma della P.A.), ma non deflazionista. Invita ad una politica europea e nazionale espansiva, basata sugli investimenti nelle infrastrutture, di cui il nostro Paese risente della scarsità e che incide sulla produttività dei fattori produttivi, sulla ricerca e sull’istruzione. Ma in due passaggi sottolinea anche che è l’ora di implementare politiche di sostegno al reddito a lavoratori e famiglie, è la prima volta che da Banca d’Italia escono queste frasi. Sarà la crisi, sarà che vi è una disoccupazione spaventosa, sarà che abbiamo perso il 15% della capacità produttiva. Ma non è pessimista il napoletano: stanno affluendo molti capitali esteri, gli ordinativi nel settore manifatturiero sono buoni, l’export è ritornato ai livelli pre-crisi. Resta il crollo della domanda interna, da qui la sua svolta keynesiana, del resto lo stesso Draghi due mesi fa invitava gli europei a non fare la gara a chi più deflazionava i salari, ma a basare la strategia sugli investimenti.

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