La preparazione politico-militare nella Resistenza italiana

La preparazione politico-militare nella Resistenza italiana

di Pietro Secchia

Il 4 giugno 1944 gli Alleati entravano in Roma, la prima delle capitali d'Europa, liberata. Il 6 giugno sbarcavano con pieno successo in Normandia, si trattava della più ...

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25 Aprile 1945: Il grande giorno!

25 Aprile 1945: Il grande giorno!

di Giovanni Pesce

Il 28 febbraio tre gappisti, eludendo la vigilanza della sentinella, collocano all'altezza di Affori, sulla linea ferroviaria Milano-Torino una bomba interrompendo il traffico per parecchie ore. Marzo si avvicina e la liberazione è nell'aria, annunciata da fatti, dai discorsi della…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Lettera aperta della ex Deputata ucraina Elena Bondarenko all’opinione pubblica del mondo

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da www.civg.it

bondarenkoElena Bondarenko, costretta al silenzio nel Parlamento ucraino, ha pubblicato una lettera aperta al popolo. Si tratta di una testimonianza completamente ignorata nella stampa occidentale. Anche se è stato scritta qualche mese fa, è ancora importante oggi e rimarrà nelle pagine di storia come una testimonianza della situazione di illegalità perpetrata da coloro che occupano i più alti posti del potere in Ucraina:

Cari amici, questa è la mia dichiarazione. Chiedo che venga diffusa il più possibile. Se si può tradurre in altre lingue, vi prego di farlo!

Io, Elena Bondarenko, Deputata popolare del Partito delle Regioni, trovandomi in opposizione al potere corrente in Ucraina, desidero dichiarare che questa amministrazione ha fatto ricorso a minacce dirette di eliminazione fisica dell'opposizione in Ucraina; ha fatto ricorso alla sospensione del diritto di libertà di parola, in Parlamento e fuori, è implicata in complicità con i crimini non solo contro i politici, ma anche contro i loro figli e le loro famiglie. La vita quotidiana di un deputato dell'opposizione è questa: continue minacce, anonime intimidazioni telefoniche, con l’obiettivo della vessazione.

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L’oracolo di guerra

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scalfari-473x300di Francesco della Croce
da oltremedianews.it

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa stimolante riflessione del compagno Francesco della Croce, del Comitato Centrale del PCdI

Il consueto editoriale di Eugenio Scalfari di domenica 18 sembra accettare lo scenario di guerra e critica l’atteggiamento di Bergoglio, bisogna prepararsi al peggio?

A Eugenio Scalfari piacerebbe il ruolo dell’oracolo, ogni domenica pronto a farsi consultare dalle pagine del suo giornale, Repubblica. Sicuramente gli si attaglia quello del giornalista ciarliero. Spesso, egli ci ha abituato ad un appuntamento settimanale domenicale in cui, con un lungo saggio, affronta le questioni d’attualità pregnante nella forma lunga del saggio, più che dell’articolo di commento. Nel suo editoriale di oggi, il “fu” direttore ci consegna nuovi “responsi”, ispirati da una settimana fittissima di eventi, tanti: dall’evolversi dei tesissimi rapporti internazionali dopo l’attentato di Parigi, alla prossima riunione plenaria della BCE per decidere del nuovo Quantitative Easing (ahinoi, la notizia della fuga di Cofferati dal Pd giunge troppo tardi per essere commentata dallo stesso).

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Ucraina e fascismo. La discussione al Parlamento Europeo

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di Inês Zuber, parlamentare europea del Partito Comunista Portoghese
da www.avante.pt | Traduzione di Marx21.it

europe-flag1Al fondo dell'articolo della europarlamentare comunista portoghese Ines Zuber, scritto alla vigilia della discussione sulla vergognosa risoluzione del parlamento europeo, che suona come una dichiarazione di guerra alla Russia e di sostegno esplicito al governo nazional-fascista che si è insediato con un golpe in Ucraina (link) sono segnalate le votazioni sulla risoluzione del parlamento europeo riguardante l'Ucraina di cui sono stati resi noti i risultati. Almeno fino ad ora.

Purtroppo, non siamo in grado di fornire i numeri relativi all'esito della votazione a cui fa riferimento Barbara Spinelli nella nota pubblicata anch'essa al fondo dell'articolo di Ines Zuber a smentita di quanto scritto da noi e da altri nei giorni scorsi (e ci scusiamo con lei per l'errore in cui siamo incorsi), e non siamo riusciti a reperire la documentazione relativa alla conferma da parte del PE del comportamento di ciascun deputato europeo presente al momento del voto in plenaria, avvenuto per alzata di mano. Ce ne scusiamo con i nostri lettori, invitandoli a segnalarci se e dove eventualmente possiamo trovare traccia del risultato dettagliato di tale votazione. Per ora, ciò che sappiamo è solo che la risoluzione è stata approvata a maggioranza (con la firma dei gruppi che l'hanno sottoscritta). E che un documento del GUE/NGL non è stato sottoposto a votazione.

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La proposta di revisione costituzionale Renzi-Boschi: un disegno autoritario e "neo-corporativo"*

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renzi-boschidi Gaetano Bucci

Le “riforme costituzionali” avanzate nell’ultimo trentennio dai “gruppi dirigenti” del “centrodestra” e del “centrosinistra” hanno puntato a rafforzare la “governabilità istituzionale” e la “stabilità economica” allo scopo di “adeguare” il nostro ordinamento alle evoluzioni della governance economica europea, considerate necessarie per affrontare le «sfide derivanti dall’internazionalizzazione delle economie». Si è mirato a depotenziare il ruolo “centrale” del Parlamento per predisporre un quadro di comando verticale» svincolato dagli ostacoli della dialettica sociale e quindi dalle istanze del pluralismo, reputate incompatibili con le strategie dei mercati finanziari e delle «grandi agenzie internazionali (D. Chirico).

Nella Relazione introduttiva al disegno di revisione Renzi-Boschi (AS 1429), si legge infatti che la «stabilità dell’azione di governo» e l’«efficienza dei processi decisionali» costituiscono «le premesse indispensabili per agire, con successo, nel contesto della competizione globale». 

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Terroristi «moderati» per la guerra in Siria

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jihadistadi Manlio Dinucci | da il manifesto 16 gennaio

Gli Usa ne addestrano altri 5mila

Mentre sulla scia degli attentati terroristici di Parigi Washington prepara il Summit del 18 febbraio, in cui gli Usa e gli alleati decideranno «i modi per contrastare l’estremismo violento che esiste nel mondo», il Pentagono – come annunciato dal portavoce John Kirby – prepara «l’addestramento di altri 5mila miliziani moderati siriani». In tal modo «Washington continua a lavorare con Ankara al fine di formare ed equipaggiare le forze moderate dell’opposizione siriana», programma a cui partecipano anche Arabia Saudita e Qatar. Il Ministero degli esteri turco comunica che «l’accordo definitivo sul programma è molto vicino».

La Turchia conferma così di essere l’avamposto della guerra contro la Siria: qui la Nato ha oltre venti basi aeree, navali e di spionaggio elettronico, rafforzate da batterie missilistiche statunitensi, tedesche e olandesi, in grado di abbattere velivoli nello spazio aereo siriano.

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Grecia: crisi politica ed elezioni anticipate

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di Cecile Chams e Herwig Lerouge | da ptb.beTraduzione di Marx21.it

Grecia elezioni anticipateL'articolo è stato pubblicato nel sito del Partito del Lavoro del Belgio (PTB)

Malgrado tre turni elettorali, il parlamento greco non è riuscito ad esprimere una maggioranza sufficiente per eleggere il presidente. Le elezioni legislative anticipate si svolgeranno questo mese. Il partito di sinistra Syriza è in testa secondo gli ultimi sondaggi.

Stavros Dimas non sarà il prossimo presidente della Grecia. Per essere eletto a quella carica essenzialmente onorifica, avrebbe dovuto ottenere 200 voti nel corso dei primi due scrutini e 180 nel terzo, sui 300 deputati dell'assemblea. Ne ha raccolti di seguito 160, 168 e infine ancora 168 al terzo scrutinio. Tra le due prime votazioni, 8 candidati “indipendenti” si sono aggiunti alla maggioranza. Dimas ha ottenuto il sostegno di 127 deputati di Nuova Democrazia (conservatori) e di 28 del Pasok (socialisti). 123 deputati lo hanno sfiduciato: 71 di Syriza (sinistra radicale), 16 di Alba Dorata (fascisti), 12 del KKE (Partito comunista) e 9 del Partito della Sinistra Democratica (centro-sinistra). Un pugno di deputati indipendenti ha votato per Dimas, ma non a sufficienza per fargli ottenere i 180 voti richiesti.

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Imposizioni dell'UE e dell'euro. Rottura con il blocco imperialista o adattamento?

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pcp valoresdeabrildi Albano Nunes*

da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Non deve esserci alcuna confusione tra proposte che, come quelle del PCP, si collocano in una dinamica di rottura con il blocco imperialista che si considera irriformabile e con un sistema capitalista che esige il suo superamento rivoluzionario, e posizioni che nella loro essenza mirano solo a “moralizzare” e a “correggere gli eccessi” del capitalismo e affermano la loro professione di fede “europeista”, come nel caso, tanto mediatizzato, di Syriza in Grecia. Tra rottura e adattamento c'è la distanza che separa la conseguente posizione di sinistra, rivoluzionaria da qualsiasi variante riformista del keynesismo”.

La Rivoluzione portoghese, incompiuta certamente, è stata una rivoluzione democratica, profondamente popolare, antimonopolista, anti-latifondista e antimperialista che il Partito Comunista Portoghese (PCP) ha definito, e la pratica ha confermato, come una “Rivoluzione Democratica e Nazionale”.

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2011: la Francia arma gli islamisti in Libia. 2015: la Libia è una roccaforte dell'estremismo islamico

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di AC | da www.solidarite-internationale-pcf.fr

libye sarkozyTraduzione di Marx21.it

La Francia è in guerra! Fu la bella trovata del 2011. A colpi di indignazione umanitaria, il governo ha preparato poi le ingerenze in Siria e in Iraq. E sta preparando le condizioni per una seconda guerra in Libia. E' l'occasione per ricordare come la Francia porti una grande responsabilità nello sviluppo del terrorismo nella regione.

E' da oltre un mese che il Ministro della Difesa francese Le Drian non smette di premere per un intervento francese in Libia, cercando l'avallo di paesi africani. Con attacchi aerei, mentre la Francia installa la base militare di Madama alla frontiera tra il Niger e la Libia.

Le Drian accampa come pretesto dell'intervento: la Libia è diventato un centro di formazione per i jihadisti, un santuario del terrorismo internazionale.

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I comunisti e la sinistra di classe si mobilitano contro la visita di Obama in India

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obama indiada www.solidnet.org 

Traduzione di Marx21.it

Il Partito Comunista dell'India, il Partito Comunista dell'India (Marxista), il Partito Comunista dell'India (Marxista-Leninista) – Liberazione, il Blocco Avanzato dell'India, il Centro di Unità Socialista dell'India (Comunista), il Partito Rivoluzionario Socialista hanno diffuso un comunicato congiunto che preannuncia una giornata di grande mobilitazione antimperialista, in occasione della visita di Obama in India, prevista per il 24 gennaio.

Visita di Obama. Il 24 gennaio, giornata di protesta

I partiti di sinistra protestano contro la visita del Presidente Obama perché:

1. Gli Stati Uniti hanno preso di mira e destabilizzano governi e paesi nell'Asia Occidentale attraverso interventi militari come in Iraq, Libia e Siria.

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Sarkhollande e gli altri padrini. 5 punti da gridare dai tetti.

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hollande sarkozy001 16x9di Marinella Correggia
da www.sibialiria.org

Riassunto dei cinque punti. 1. Nato e Golfo hanno aiutato in tutti i modi l’ascesa dei terroristi in molti paesi. 2. Nato e Golfo hanno condotto guerre di aggressione dirette o indirette definibili come terrorismo. 3. Vittime di massa del terrorismo sedicente islamico sono popolazioni musulmane, e comunque popolazioni extraoccidentali. 4. Chi combatte di più e con più sacrificio contro il terrorismo sedicente islamico sono le popolazioni musulmane e comunque extraoccidentali, molti popoli e diversi governi del Sud del mondo. 5. Media e società civile d’Occidente sono colpevoli di ignavia rispetto all’intreccio guerre di aggressione-sostegno al terrorismo.

Il 2015 si è aperto all’insegna del terrorismo. In Nigeria centinaia o forse migliaia di persone in sedici villaggi sono state massacrate dai folli di Boko Haram, rafforzatisi grazie alla guerra della Nato in Libia che ha prodotto un proliferare di spore terroriste armatissime.

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Il male assoluto

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torta bambino russodi Nicolai Lilin
da lilin.blogautore.espresso.repubblica.it

Dopo il colpo di stato e l’inizio del movimento Euromaidan, l’Ucraina è sprofondata nella spirale della violenza. La guerra civile ha spaccato il paese e ha liberato i demoni che ogni essere umano porta nascosti nelle profondità della propria anima. Ne ho seguito le vicende e ho condiviso sui social network le informazioni che mi arrivavano, ricevendo come risposta minacce e offese, che per alcune persone simpatizzanti dell’Euromaidan sembrano essere validi argomenti a supporto delle loro idee. Nell'arco della stessa giornata, per aver condiviso delle foto di alcune delle vittime del Donbass, mi è successo di essere definito fascista, nazista, comunista, uomo di Putin, agente della CIA, spia del Mossad, sionista, omofobo, ricchione, terrorista islamico, estremista cristiano, xenofobo. Il pubblico sui social è veramente democratico quando insulta e la fantasia non manca quando ci si trova dietro ad uno schermo. Mio nonno Kuzia diceva che "il male più assoluto si annida nei cuori degli egoisti e degli ipocriti". Ragionando sulle sue parole trovo che la cosa più terribile nel male è quando diventa banale agli occhi della società. Quando le persone ne accettano l’esistenza e ne trattano l’essenza come una qualsiasi altra cosa normale.

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I comunisti russi propongono di formare un governo di coalizione

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pcfr coalizionedigovernoda kprf.ru | ripreso da tass.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Il Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR) propone di procedere alla formazione nel paese del cosiddetto governo di coalizione, composto da rappresentanti dei diversi partiti parlamentari. Gli incarichi di primo ministro, del suo vice, cosi come i portafogli ministeriali, secondo la proposta dei comunisti, dovrebbero essere attribuiti a partire dalla percentuale che i diversi partiti hanno raccolto nelle elezioni per la Duma di Stato. Come ha dichiarato alla TASS il vicepresidente del Comitato Centrale del PCFR Valerij Rashkin*, “il disegno di legge è stato completato e verificato sul piano legale”. Stando alle sue affermazioni, “attualmente l'iniziativa è coordinata con altri gruppi parlamentari della Duma”. Noi vogliamo che tale documento non venga presentato solo dai deputati del PCFR”, - ha detto, aggiungendo che “in gennaio il disegno di legge sarebbe sottoposto all'esame della camera bassa del parlamento”.

Uno degli argomenti invocati a favore di tali cambiamenti è quello che i comunisti chiamano “la mancata considerazione della necessità dei partiti parlamentari nel governo”. “Noi proponiamo invece che tutto il loro potenziale di quadri e programmatico venga portato nei gabinetti ministeriali, per renderlo efficace”, - ha detto Rashkin.

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Chi è alla testa del corteo

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leader corteo parigidi Manlio Dinucci

da il manifesto, 13 gennaio 2015

Due milioni di persone, dopo gli attentati terroristici, hanno attraversato in corteo Parigi, facendone (nelle parole del presidente Hollande) la «capitale della libertà» nel mondo. In effetti il sentimento prevalente, che ha fatto mobilitare tante persone di diverse nazionalità, era quello di rivendicare la libertà dall’odio, dalla violenza terroristica, dalla guerra. Ma alla testa del corteo c’erano proprio alcuni dei principali responsabili delle politiche che hanno portato a tutto questo.

Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, l’alleanza a guida Usa che nella guerra contro la Libia nel 2011 e quella in corso contro la Siria ha armato e addestrato gruppi islamici prima definiti terroristi. Il primo ministro della Turchia, il re della Giordania e il ministro degli esteri degli Emirati arabi uniti, paesi che forniscono oggi anche all’Isis armi, addestramento, vie di transito e finanziamenti per condurre la guerra in Siria e Iraq.

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Bianca

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biancabraccitorsi striscionedi Norberto Natali

Un ricordo personale di Bianca Bracci Torsi

Appena ho saputo che era mancata, ho composto il numero telefonico di casa sua. Un espediente per risentire la sua voce registrata nella segreteria. Quella voce al tempo stesso ferma e amabile, con quel fondo di ironia tipico suo personale e del modo di parlare dei toscani.

Poi mi sono ricordato che avevo ancora in casa un piccolo regalino che avevo preparato per il suo ottantesimo compleanno e che mi sono sempre dimenticato di portarle. Erano le memorie di Claudio Cianca, leggendario antifascista, partigiano, capo riconosciuto della classe operaia e dei comunisti romani dopo la Liberazione. Volevo dirle “scrivi le tue memorie, Bianca, c’è bisogno di condensare la tua esperienza perché è utile per il futuro”. Chissà se ci ha pensato a farlo, speriamo di si.

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Dichiarazione di Pechino. Uno storico accordo tra Cina e America Latina

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celac cina meetingda www.celac.gob.ve 

Traduzione di Marx21.it

La Comunità degli Stati dell'America Latina e dei Caraibi (Celac) e la Repubblica Popolare di Cina si impegnano a cooperare su basi di uguaglianza, rispetto e reciproco vantaggio. In questa occasione, il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha voluto citare Hugo Chavez: “la Cina ha dimostrato che è possibile essere potenza senza pretese imperiali né egemoniche e ciò rappresenta una grande virtù. Il momento che stiamo vivendo è un'opportunità unica nella storia dell'umanità”.

La prima riunione ministeriale del Forum Celac-Cina si è conclusa il 9 gennaio 2015 con l'approvazione di un piano quinquennale di cooperazione, che si concretizzerà sulla base dell'uguaglianza, del rispetto e del mutuo vantaggio, tra i paesi che fanno parte di questo blocco.

I portavoce ufficiali hanno affermato che la Dichiarazione di Pechino pone le basi dell'indirizzo e delle normative della cooperazione, mentre il piano definisce priorità e misure relative a queste relazioni di carattere globale tra la Celac e la Cina per i prossimi cinque anni.

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Dopo Parigi: l'Occidente come baluardo della libertà di espressione e dei diritti individuali?

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losurdo relatoredi Domenico Losurdo 
da domenicolosurdo.blogspot.it

Sull’onda dell’attacco terroristico di Parigi, i media occidentali in coro si atteggiano a campioni della libertà di espressione. Che ipocrisia ripugnante! Riporto qui una pagina dal mio libro: «La sinistra assente. Crisi, società dello spettacolo, guerra» [DL]

... Vediamo quale sorte nel corso della guerra contro la Jugoslavia è stata riservata alla libertà di stampa e di espressione. Nella notte tra il 23 e il 24 aprile 1999, a conclusione di un’azione preordinata e rivendicata dai più alti comandi, gli aerei statunitensi ed europei distruggevano l’edificio della televisione serba, uccidendo e ferendo gravemente decine di giornalisti e impiegati che vi lavoravano. Non si tratta affatto di un caso isolato: «Nel momento probabilmente più difficile per il fronte dei ribelli, la NATO torna a bombardare pesantemente l’area di Tripoli nel tentativo di frenare la propaganda di Gheddafi»; le bombe colpivano questa volta la televisione libica, messa a tacere mediante la distruzione delle strutture e l’uccisione dei giornalisti (Cremonesi 2011d). Oltre a violare la Convenzione di Ginevra del 1949, che vieta gli attacchi deliberati contro la popolazione civile, tali comportamenti calpestavano la libertà di stampa e la calpestavano sino al punto di condannare a morte i giornalisti televisivi jugoslavi e libici colpevoli di non condividere l’opinione dei vertici della NATO e di ostinarsi a condannare l’aggressione subita dal loro paese.

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Le contromosse della Russia nella guerra fredda finanziaria

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Limes1214 carta3 1000di Demostenes Floros | da Limes

La caduta del prezzo del petrolio è stata rilevante anche a dicembre: il Brent è calato da 73,72 dollari al barile ($/b) a 58,46$/b, mentre il Wti è diminuito da 69,44 a 53,95 $/b. Da giugno il costo del greggio si è pressoché dimezzato. Nell'ultimo mese del 2014 il dollaro si è apprezzato nei confronti dell'euro, passando da 1,2469€/$ a 1,2141€/$. L’oro ha chiuso l’anno poco sotto i 1200$/oncia.

Secondo i dati forniti dall’International Energy Agency (Iea), la domanda di petrolio nel IV trimestre 2014 si è attestata attorno ai 93,51 milioni di b/d, un record. Nel medesimo arco di tempo, l’offerta ha comunque più che bilanciato la domanda: nello specifico, la produzione globale è diminuita di 340 mila b/d (94,1 milioni di b/d) in novembre, quasi esclusivamente a causa del calo di 315 mila b/d verificatosi nei paesi Opec (30,32 milioni di b/d).

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Le relazioni pericolose tra cancellerie occidentali e jihadisti

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usa alleatidi Alessandro Avvisato
da contropiano.org

Chi semina vento raccoglie tempesta. Più semplicemente un detto popolare dice di “non sputare mai per aria”. La legge del contrappasso non è una legge scientifica eppure in qualche modo agisce concretamente, soprattutto nelle relazioni internazionali. Solamente nell'ultimo anno, si sono verificati episodi rivelatori di quanto l'avventurismo degli apprendisti stregoni occidentali – Francia inclusa – abbiano creato tutte le condizioni per accumulare una dietro l'altra le contraddizioni che gli stanno esplodendo tra i piedi.

Dietro i due attacchi suicidi con esplosivo che il 29 e il 30 dicembre 2013 colpirono la città russa di Volgograd (la ex Stalingrado) facendo 33 morti, era stato indicato come organizzatore il jihadista ceceno Doku Umarov, autoproclamatosi emiro del califfato del Caucaso e nemico pubblico numero uno delle autorità russe. 

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Samir Amin: «Un atto odioso, ma la colpa è di Francia e Stati uniti»

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charlie-hebdo-reazioni-italiaa cura di Giuseppe Acconcia

da il manifesto 

Intervista. Gli errori occidentali e i danni neo-liberisti: Saddam Hussein e Gheddafi sapevano contenere la deriva islamista, ma sono stati abbattuti. In Libia Parigi e Washington hanno sbagliato tutto

Abbiamo rag­giunto al tele­fono a Parigi Samir Amin, filo­sofo ed eco­no­mi­sta, diret­tore del Forum del Terzo mondo, con sede a Dakar, per com­men­tare l’attacco alla reda­zione di Char­lie Hebdo.

Per­ché i ter­ro­ri­sti hanno col­pito così duro al cuore dell’Europa?

È una con­se­guenza diretta della poli­tica occi­den­tale in Libia. In par­ti­co­lare il Sud del paese è diven­tato una base di approv­vi­gio­na­mento gigan­te­sca. Quella regione è stata stra­te­gica per la Fran­cia, senza di essa l’esercito fran­cese non sarebbe potuto inter­ve­nire in Sahel. Dirò di più. Credo anche che la tem­pi­stica degli attac­chi abbia una rela­zione con l’avanzata dell’esercito fran­cese dal Ciad dei giorni scorsi. I jiha­di­sti hanno voluto riaf­fer­mare che il Sud della Libia deve rima­nere la loro base e una terra di nes­suno. Ovvia­mente tutto que­sto è poi con­se­guenza diretta degli attac­chi della Nato con­tro il colon­nello Muam­mar Ghed­dafi del 2011.

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Quel comunista di Henri Cartier-Bresson

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cartierbressondi Laura Baldelli

A Roma, al museo dell'Ara Pacis, la mostra su tutta l'opera e il pensiero di Harri Cartier Bresson, curata ed allestita da Clement Cheroux per conto della Fondazione Cartier Bresson e del Centre Pompidou, già inaugurata a Parigi nel dicembre 2013. Sono esposti solo gli originali delle foto, per la sezione colore la visione digitale e grande novità anche dipinti e disegni. L'intento è quello di presentare un autore che si è dedicato a molti aspetti espressivi-culturali: un Cartier Bresson fatto di tanti Cartier Bresson, perchè sempre attento e curioso a quello che accadeva nel mondo.

Fu definito infatti “l’occhio assoluto” del ‘900, perché ha testimoniato un secolo, è stato pittore, regista e per caso fotografo-reporter, ma talmente poi impegnato in questo ruolo, che fondò la cooperativa Magnum Photo, dove sono passati i maggiori fotografi del secolo. Egli considerò sia il disegno che la fotografia, non un lavoro, ma “un duro piacere” e con queste parole ha descritto la sua opera di fotografo: “Fare fotografie è trattenere il respiro quando tutte le proprie facoltà convergono di fronte alla realtà che fugge. E' in quel momento che eseguire alla perfezione un'immagine diventa una grande gioia fisica ed intellettuale.”

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