A proposito dell’evoluzione della situazione in Grecia

A proposito dell’evoluzione della situazione in Grecia

di Albano Nunes

Quando, al contrario delle speranze aperte dalle elezioni del 25 gennaio – nelle quali il popolo greco aveva manifestato il rifiuto delle rovinose e disumane politiche dei ...

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Cos'è davvero la Cina? Intervista a Domenico Losurdo (seconda parte)

Cos'è davvero la Cina? Intervista a Domenico Losurdo (seconda parte)

da ilcaffegeopolitico.org

Gli interventi energici dello stato nell’economia e il peso persistente dell’economia pubblica hanno svolto un ruolo essenziale nel prolungato miracolo ...

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Cos'è davvero la Cina? Intervista a Domenico Losurdo (prima parte)

Cos'è davvero la Cina? Intervista a Domenico Losurdo (prima parte)

da ilcaffegeopolitico.org

Faccio un bilancio storico: nei primi 15 anni di vita della Russia sovietica è possibile individuare il succedersi di tre diversi modelli di sviluppo postcapitalistico. Inizialmente ...

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La sinistra italiana dopo lo scioglimento del PCI

La sinistra italiana dopo lo scioglimento del PCI

di Gerhard Feldbauer

Gerhard Feldbauer, storico e giornalista tedesco, è un profondo conoscitore della realtà politica italiana, su cui ha scritto numerosi libri. Il 26 agosto è uscita su “die junge Welt” una sua approfondita ricostruzione delle vicende della sinistra italiana dopo lo…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Si intensificano i rapporti tra i comunisti cinesi e i comunisti in Italia

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Comunicato del Dpt esteri del PCdI

Nel quadro dei consolidati rapporti tra comunisti cinesi e italiani, il compagno Fausto Sorini, della segreteria nazionale del PCdI e responsabile esteri (ed anche uno degli animatori dell' "Associazione per la ricostruzione del PC nel quadro ampio della sinistra di classe") si è recato a Pechino nelle settimane scorse per una serie di incontri ad alto livello. Tra essi, un incontro con alcuni dirigenti del Dpt esteri del Partito comunista cinese, con cui esistono rapporti consolidati da 25 anni; ed un incontro con la Direzione ed i ricercatori del Dipartimento dell'Accademia cinese delle Scienze sociali dedicato ai problemi del marxismo e del movimento comunista internazionale.

In questa sede il compagno Fausto Sorini è stato invitato a svolgere una relazione sullo stato attuale del movimento comunista internazionale; e sul progetto di ricostruzione unitaria del partito comunista in Italia.

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America Latina, Cina e Stati Uniti

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usa cina sudamericadi Nil Nikandrov, Fondo di Cultura Strategica/CEPRID

da www.nodo50.org | Traduzione di Marx21.it

La guerra propagandistica scatenata dagli Stati Uniti contro la Cina ha raggiunto livelli senza precedenti in America Latina. I nordamericani stanno usando ogni mezzo di cui dispongono a tale scopo, tra cui centinaia di canali televisivi, migliaia di emittenti radio e video che parlano della “minaccia cinese”. Giornalisti marionette sono regolarmente utilizzati per far circolare falsità abilmente preparate. Con grande enfasi gli “ecologisti” si dicono preoccupati per i piani di costruzione del Canale del Nicaragua e per il progetto comune Venezuela-Cina per l'estrazione dell'oro nel Parco Nazionale del Venezuela. Un rapido sguardo è sufficiente per individuare con precisione la fonte di queste valutazioni che circolano nell'emisfero occidentale dal Messico al Cile.

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Baltimora

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baltimore police riotsdi Mauro Gemma

Baltimora brucia dopo le ennesime violenze razziste della polizia USA e un altro assassinio di un cittadino nero. 5.000 militari della Guardia Nazionale mobilitati. Utilizzato tutto l'arsenale repressivo. Botte, arresti, feriti che non si contano più, mentre l'incendio si propaga a tutto il paese. In decine di città si svolgono manifestazioni imponenti, con la partecipazione di movimenti antirazzisti e radicali e parole d'ordine di denuncia delle politiche, non solo razziali, ma anche sociali (che con quelle razziali si intrecciano strettamente) del governo statunitense. Anche in questo caso la polizia distribuisce botte a non finire, in particolare a New York. Eppure della portata gigantesca della protesta americana, da noi giungono solo gli echi.

La consegna tra gli operatori dell'apparato mediatico, in particolare quelli più vicini al governo a guida PD, è minimizzare il significato della protesta e allineare la nostra opinione pubblica alla versione ufficiale fornita dalle autorità USA: quella secondo cui "occorre mettere fine alla violenza".

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Il drone, ovvero il ritorno di Enrico VIII

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dronenomoredi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

L'uccisione nel gennaio scorso dell'ostaggio italiano Giovanni Lo Porto in seguito un attacco di un drone statunitense al confine tra Afghanistan e Pakistan ha reso ancora una volta evidente che il rapporto tra Roma e Washington è quello che intercorre tra il centro dell'Impero (un poco ammaccato e in discussione) e una colonia periferica, abituata da qualche lustro all'assoluta obbedienza e subito pronta a sollevare dalle responsabilità l'imperatore: “è colpa dei terroristi che li hanno usati come scudi umani”, ha subito precisato il ministro Pinotti.

Non un minimo accenno è stato fatto per mettere in discussione – condannare sarebbe troppo! - la pratica omicida e illegale delle uccisioni mirate tramite invio di droni. Mirate sino ad un certo punto, visto che la morte dell'ostaggio italiano – e con lui di quello statunitense – dimostra che ogni attacco può causare l'uccisione di innocenti. Secondo uno studio della sorosiana Open Society Foundation sono circa 2.000 le persone uccise in Pakistan dai droni Usa e tra queste molte sono civili.

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La grande vittoria del Vietnam

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vietnam1975 tankNhan Dan, organo centrale del Partito Comunista del Vietnam | nhandan.com.vn

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

L'offensiva generale e l'insurrezione della primavera del 1975, che culminò con la storica campagna Ho Chi Minh (dal 26 al 30 aprile 1975), mise fine a 30 anni di guerra dolorosa contro gli invasori stranieri e portò il paese nell'era dell'indipendenza e del socialismo.

Il sistema di difesa del nemico a Xuân Lôc era stato spezzato, quello di Sài Gon-Gia Dinh indebolito. Nonostante i molti soldati, la capacità di combattimento del nemico era affievolita. Il 31 marzo, l'Ufficio politico valutava che "l'opportunità strategica di avviare un'offensiva generale contro il nemico a Saigon-Gia Dinh è giunta. Ora, la battaglia strategica finale dell'Esercito di liberazione del Sud e del popolo vietnamita comincia a dare corpo alla rivoluzione nazionale democratica del popolo del Sud e alla riunificazione della Patria". Sottolineando che "dobbiamo cogliere l'opportunità strategica, con tattica, rapidità, audacia, sorpresa e vittoria assicurata. Possiamo liberare il Sud in breve tempo. Aprile è il momento migliore".

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Con l'Italicum l'Italia si trasforma in una "democratura"

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grunge palazzo-della-Consultadi Francesco Maringiò,
direzione nazionale PCdI

Nel corso dell’ultimo quarto di secolo i cambiamenti intercorsi nella legge elettorale sono stati caratterizzati da un unico obiettivo: quello di compiere, sul piano istituzionale, il cambiamento di fase che era già in corso sul piano economico (con lo smantellamento del settore pubblico e la privatizzazione delle aziende di stato nei settori strategici) e su quello politico (con la distruzione del sistema dei partiti, come strumenti di organizzazione della vita pubblica e democratica di questo paese). Segnare, quindi, la vittoria del capitale (più spesso delle oligarchie) sul lavoro e sulla democrazia. La Carta Costituzionale è stata sempre di più tradita nei suoi principi fondamentali e si è sbilanciato l’equilibrio istituzionale che i padri costituenti avevano riposto nella centralità del parlamento. Non c’è da stupirsi, pertanto, che nel corso degli anni si sia fatto riferimento alla “legge truffa” del ’53 per denunciare l’anti-democraticità di quanto stesse avvenendo. Eppure la più “antidemocratica” delle leggi proposte o approvate fin ora, impallidirebbe a confronto con la riforma in discussione in queste ore nel parlamento.

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I droni dei serial killer

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pakistan drone bombingdi Manlio Dinucci
da il Manifesto

A Washington ormai è un «macabro rituale»: una volta al mese membri del Congresso, facenti parte delle commissioni sull’intelligence, vanno al quartier generale della Cia a «visionare i filmati di persone che saltano in aria, colpite dagli attacchi dei droni in Pakistan e altri paesi». Lo riporta The New York Times (25 aprile), sottolineando che questa «parvenza di supervisione» serve a far apparire «un rigoroso controllo, da parte del Congresso, sul programma di uccisioni mirate».

Programma che «la Casa Bianca continua a sostenere», promovendo ai più alti ranghi i funzionari della Cia che lo hanno costruito dieci anni fa, «alcuni dei quali sono stati anche alla guida dei programmi sull’uso della tortura nelle prigioni segrete». I droni killer sono ormai «integrati nel modo americano di fare la guerra».

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30 aprile 1975

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vietnam 1975di Matteo Stella per Marx21.it

Il 30 aprile 1975, attorno alle 11.30, i carri armati della Repubblica Democratica del Vietnam, guidati dal colonnello Bùi Tín, varcarono i cancelli del Palazzo Presidenziale di Saigon. Ad aspettarli sugli scalini del Palazzo c’era Dương Văn Minh, l’ultimo dei Presidenti della Repubblica del Vietnam, in carica da poche ore, e alcuni suoi consiglieri. «Vi sto aspettando da questa mattina presto per trasferire il potere a voi» disse Minh. Tín rispose bruscamente «Non è una questione di trasferimento del potere. Il vostro potere si è sbriciolato. Non potete rinunciare a qualcosa che non avete».

Gli ultimi cittadini americani presenti erano fuggiti dalla città solo poche ore prima in quella che risultò la più grande evacuazione via elicottero della storia. Oltre al personale dell’Ambasciata, a molti vietnamiti connessi al regime della Repubblica del Vietnam fu permesso di imbarcarsi e di lasciare il Paese. Tutto si svolse nel caos più completo, nella frenesia più estrema, in quanto nessun analista occidentale aveva previsto un’avanzata così rapida delle forze del Nord, unita a un collasso tanto repentino dell’esercito sudvietnamita. L’umiliazione per gli Stati Uniti fu enorme.

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Fermiamo la deriva autoritaria del governo Renzi

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elezionidi Giorgio Langella, direzione nazionale PCdI

Alla fine, dopo varie conferme e altrettante smentite, il governo Renzi ha deciso di porre la fiducia sulla legge elettorale. Una vergogna. Qualcosa di indegno per una paese democratico. Una richiesta degna di un regime pericolosamente autoritario. Quello che sta succedendo in parlamento in questi minuti è di una gravità estrema. Il governo Renzi sta tentando di cancellare definitivamente la Costituzione imponendo una legge elettorale infame che favorisce una minoranza di oligarchi. Non c'è nulla di normale nel porre la fiducia su una legge, come quella elettorale che dovrebbe fissare le regole democratiche di una nazione. È successo in epoca fascista con la legge Acerbo. Succede oggi con l'Italicum.

Facciamo appello a tutti quei deputati che ancora si richiamano alla Costituzione: fermate questo scempio, votate contro il governo, non date la fiducia a un governo sempre più arrogante, autoritario e oligarchico.

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“Mettere sullo stesso piano comunisti e nazisti è una distorsione della storia”

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ukraine cp supportersda Russia Today
Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx 21.it

Intervista a John Foster, del Partito Comunista della Gran Bretagna

Come ha dichiarato il professore John Foster del Partito Comunista della Gran Bretagna a Russia Today, la nuova legge ucraina che impedisce la propaganda del comunismo e del nazismo mette sullo stesso piano più o meno questi due regimi, il che rappresenta una totale distorsione della storia.

Il Partito Comunista dell'Ucraina ha appena sofferto un duro colpo, dopo che il Parlamento ha approvato una legge che bandisce i regimi totalitari comunista e nazista e l'uso di qualsiasi dei loro simbolo nel paese. Il regime che ha guidato il paese fino agli anni '90 è ora dichiarato illegale.

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Puglia: appello regionale per la scuola pubblica e il diritto allo studio

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scuolapubblicadi Unione degli studenti pugliesi

A tutti i singoli, associazioni, comitati, sindacati, organizzazioni regionali uniti dalla volontà di fermare il disegno di legge “Buona Scuola” per un’idea di istruzione che sia gratuita e di qualità.

Le politiche del governo Renzi e la “Buona Scuola”, perchè bloccare il ddl?

Il governo Renzi è il terzo governo non effettivamente eletto che si è succeduto in Italia dopo i governi Monti e Letta. Esso ha cercato, mediante una spiccata mediaticità, che spesso ha fatto trasparire una vera e propria demagogia, di apparire differente dai predecessori e più vicino alla realtà vissuta dai cittadini, tuttavia ha portato avanti i medesimi disegni politici, dalla precarizzazione del mondo del lavoro (Jobs Act) alla svendita e distruzione dell’ambiente, preferendo, mediante la manovra dello Sblocca Italia, la promozione di grandi opere che, come insegnano i casi EXPO e Mose, nascondono fra l’altro gravi esempi di corruzione e illegalità.

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È un obice, non è un grad

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a cura di Evdokiya Sheremeteva
da littlehirosima.livejournal.com 

Traduzione dal russo di Alena Afanasyeva per Marx21.it

Evdokiya Sheremeteva è una blogger di Mosca che organizza, a proprie spese, e porta a Lugansk aiuto umanitario per le città più colpite dalla guerra. La situazione umanitaria nei paesi come Khriashchevatoe, Pervomajsk, Krasnodon, nonostante la tregua, ancora è disastrosa. L'aiuto umanitario arriva qui raramente e non è mai sufficiente. Dopo ogni viaggio Evdokiya (Dunja per amici) racconta delle sue esperienze nel proprio blog littlehirosima.livejournal.com. Nei suoi post ci sono i resoconti dell'aiuto distribuito (con foto e indirizzi), le storie delle persone che vivono lì. Sono tante queste storie e raccontarle tutte non è facile. Qui abbiamo raccolto la traduzione di alcuni post (a volte abbreviati) che riguardano il quinto viaggio a Pervomajsk (inizio di marzo)

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Il PCI fu la principale forza organizzata della Resistenza

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pcdiPartito Comunista d'Italia – Vicenza

La risposta ad una dichiarazione del senatore Giorgio Napolitano 

Abbiamo letto sul Corriere della Sera di ieri, 24 aprile 2015 a pagina 22, le parole dell'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano “la visione condivisa della Resistenza cominciò quando Togliatti schierò il PCI nel fronte antifascista”. L'autore dell'articolo ci fa sapere che la voce di Napolitano “si è incrinata” e che l'ex capo dello Stato “si è commosso”. 

A fronte di parole che in maniera subdola insinuano il dubbio che la scelta di campo dei comunisti italiani sia arrivata chissà quando, sarebbe corretto porre alcune domande al senatore Napolitano. È proprio sicuro delle sue affermazioni? Cosa intende dire con le parole “... quando Togliatti schierò il PCI nel fronte antifascista”? Vuole, forse, sostenere che, per lo meno per un periodo, i comunisti fossero stati ambigui e non si fossero, fin dall'inizio, schierati contro Mussolini e il fascismo? Le parole di Napolitano sono antistoriche e imbarazzanti soprattutto per uno che, come lui, è vissuto grazie al ruolo che il Partito Comunista gli ha garantito per troppi anni. 

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Come gli USA preparano la guerra

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“Gli USA hanno un interesse fondamentale: ora controllano tutti gli oceani del mondo. Nessuna potenza si è mai nemmeno avvicinata a farlo”. George Friedman, consigliere politico del Dipartimento di Stato, fondatore del think tank Stratfor interviene al Chicago Council on Global Affairs.

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Manlio Dinucci: "All'interno di un vuoto politico il problema più grande è l'informazione"

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carri colonnaComitato promotore della campagna #NO GUERRA #NO NATO

24 apr 2015 — All'interno della cornice della conferenza stampa #No Guerra #No Nato, Sputnik Italia ha intervistato il giornalista Manlio Dinucci

(a cura) di Sputnik Italia

- Lei ritiene che tra le attuali forze politiche ci sia l'opportunità di aprire un dibattito sull'adesione dell'Italia alla Nato, a fronte del protratto silenzio degli scorsi decenni?

Nell'ambiente politico non è assolutamente in discussione che la Nato serva a proteggere la nostra democrazia, come non è in dubbio che la più grande democrazia del mondo sia quella degli Stati Uniti d'America. La cosa ancora peggiore è che queste idee, in una sorta di rovesciamento di fronte, hanno trovato molto più spazio in quella che noi abbiamo finora definito la sinistra, che non nella destra.

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Luigi Longo e il Pci nella Resistenza: un ruolo di avanguardia effettivo e concreto

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sfilata partigiana 1947di Alexander Höbel per Marx21.it

È facile prevedere che, nel 70° anniversario della Liberazione, non molti sottolineeranno il ruolo dei comunisti e ricorderanno il contributo di una personalità come Luigi Longo, che pure ebbe una funzione determinante nella Resistenza italiana. In quei 20 mesi di lotta, infatti, Longo si trovò contemporaneamente al vertice della Direzione Nord del Pci, delle Brigate Garibaldi – in questi due ruoli affiancato da Pietro Secchia – e del Corpo volontari della libertà, accanto a Ferruccio Parri e al generale Cadorna; una posizione strategica, che facilitò l’interscambio continuo che vi fu fra queste tre realtà: il Partito, le Brigate partigiane che esso promuoveva concependole aperte anche a non comunisti, e il Cvl – e il suo Comando generale – come organismo unitario di coordinamento della lotta partigiana.

A Longo peraltro si deve quello che può essere considerato il “documento fondativo” della Resistenza italiana, quel Promemoria sulla necessità urgente di organizzare la difesa nazionale contro l’occupazione e la minaccia di colpi di mano da parte dei tedeschi che, redatto nella notte del 30 agosto 1943 – prima ancora, quindi, che l’armistizio con gli Alleati fosse concluso, anche se la notizia in tal senso era stata confermata da Giaime Pintor – prevedeva la rottura dell’alleanza con la Germania, l’armistizio, la preparazione della difesa del Paese, la collaborazione a tal fine fra esercito, popolo e Fronte Nazionale, l’“armamento di unità popolari”; e infine la necessità di “liquidare tutte le sopravvivenze fasciste nell’apparato dello Stato”, e di “portare ai posti di maggiore responsabilità uomini di sicura fede democratica”.

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La preparazione politico-militare nella Resistenza italiana

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partigiani camiondi Pietro Secchia
Aldo dice: 26x1, Cronistoria del 25 aprile 1945, Feltrinelli, Milano, 1973, pp. 20-26

Patrioti italiani, in meno di un mese la forza armata tedesca è stata schiantata e la città di Roma è stata liberata. Oggi hanno avuto inizio gli sbarchi in occidente. D'ora innanzi le armate tedesche in Europa verranno attaccate da tutte le parti. Il giorno da voi tanto atteso è finalmente giunto. Faccio appello a tutti i patrioti d'Italia d'insorgere compatti contro il comune nemico. H. R. Alexander, Comandante in capo delle forze alleate in Italia

Il 4 giugno 1944 gli Alleati entravano in Roma, la prima delle capitali d'Europa, liberata. Il 6 giugno sbarcavano con pieno successo in Normandia, si trattava della più grande operazione bellica anfibia che avesse mai avuto luogo.

"La storia della guerra non conosce altra impresa paragonabile per le proporzioni, la vastità di concezione e la magistrale esecuzione". (1)

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25 Aprile 1945: Il grande giorno!

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dantedinanni muralesdi Giovanni Pesce | Senza tregua, Cap XIV (A ritmo serrato), Feltrinelli, Milano, 1967, pp. 301-306

Trascrizione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

[…]

Il 22 febbraio 1945 è il 27° anniversario dell'Esercito Sovietico. Sulle ciminiere delle fabbriche milanesi sventolano vessilli rossi, sui muri appaiono scritte, un po' dovunque si radunano comizi volanti.

Il 28 febbraio tre gappisti, eludendo la vigilanza della sentinella, collocano all'altezza di Affori, sulla linea ferroviaria Milano-Torino una bomba interrompendo il traffico per parecchie ore. Marzo si avvicina e la liberazione è nell'aria, annunciata da fatti, dai discorsi della gente sui tram o davanti ai negozi in attesa della distribuzione dei generi tesserati.

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