Cronaca della guerra contro la Siria

Cronaca della guerra contro la Siria

da oraprosiria.blogspot.it

Per rendere sopportabile la miseria di questa ingiusta guerra contro il popolo siriano, vari eventi sono costantemente organizzati. Così, sabato, abbiamo sperimentato “la prima maratona Qalamoun” a Deir Atieh, ad una ventina di km di Qara in direzione di Damasco...

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La Sicilia nel panorama delle nuove guerre

La Sicilia nel panorama delle nuove guerre

PandoraTV

Intervista a Antonio Mazzeo

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La Cina e la posizione geostrategica dell'Italia

La Cina e la posizione geostrategica dell'Italia

di Pasquale Cicalese

"Qui si aggiunge una seconda avvertenza, per l’Italia: la sua ritrovata centralità geografica equivale, in questo momento, a delicatezza geopolitica; e si somma alla nostra..."

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I tagli? L’Italia sta acquistando 90 caccia F-35

I tagli? L’Italia sta acquistando 90 caccia F-35

di Manlio Dinucci

I caccia F-35 non sono gli unici ad essere stealth (furtivi), ossia capaci di sfuggire all’avvistamento. Tale capacità l’ha acquisita anche il governo Renzi. Si è impegnato lo scorso settembre, in base a una mozione Pd, a «riesaminare l’intero programma…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Anche i comunisti cinesi vogliono “serrare le file”

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pcc bandiere militantidi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Il “serrare le file” - prendo l’espressione da un recente contributo di Fausto Sorini - non è un imperativo d’azione valevole solo per il piccolo e bistrattato Pdci. Tutt’altro. Pare sempre più una necessità inderogabile anche per chi, come i comunisti cinesi, è alla guida della probabilmente prossima prima potenza economica del mondo.

A Pechino il “serrare le fila” - un invito lanciato dal Guangming Daily - è ovviamente inteso in senso “qualitativo” e va inquadrato nelle riflessioni - un vero e proprio processo di apprendimento - sulla ingloriosa fine del Pcus e dell’Unione sovietica. A che servono - questa la domanda principale - 85 milioni di iscritti al Pcc se ogni membro del partito non “crede veramente nell’ideologia comunista”? Il quotidiano ricorda, infatti, che quando il partito bolscevico portò a termine la rivoluzione in Russia aveva all’incirca 200mila membri, mentre quando si è liquefatto ne aveva 20 milioni. La quantità, quindi, non rappresenta alcuna assicurazione sul futuro della Cina socialista.

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Difesa, ecco il libro nero della ministra Pinotti

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pinottidi Manlio Dinucci 

da il manifesto, 24 giugno 2014

Dopo aver ricevuto l’imprimatur del Consiglio supremo di difesa, convocato dal presidente Napolitano, la ministra Pinotti ha pubblicato le linee guida del futuro «Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa», che traccerà «la strategia evolutiva delle Forze armate sull'orizzonte dei prossimi 15 anni». Strategia che, come indicano le linee guida, continuerà a seguire il solco aperto nel 1991, subito dopo che la Repubblica italiana aveva combattuto nel Golfo, sotto comando Usa, la sua prima guerra. Sulla falsariga del riorientamento strategico del Pentagono, il Ministero della difesa del governo Andreotti annunciò un «nuovo modello di difesa». Violando la Costituzione, esso stabiliva che compito delle Forze armate è «la tutela degli interessi nazionali, nell'accezione più vasta di tali termini, ovunque sia necessario» e definiva l’Italia «elemento centrale dell'area che si estende dallo Stretto di Gibilterra al Mar Nero, collegandosi, attraverso Suez, col Mar Rosso, il Corno d'Africa e il Golfo Persico».

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Ucraina contro Ucraina

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uomo pianto vetrodi Spartaco A. Puttini per Marx21.it

L’attuale crisi in corso in Ucraina ha radici storiche profonde. L’importanza dello spazio geopolitico ucraino per la Russia è rilevante. Il controllo del territorio ucraino consente la proiezione della Russia verso l’Europa e il Mediterraneo, tramite il Mar Nero. I corridoi energetici tra Russia e paesi Ue passano attraverso l’Ucraina e l’Ucraina ospita, o meglio ospitava, l’importante base di Sebastopoli della Flotta russa del Mar Nero. Per Mosca è vitale poter contare su buone relazioni con Kiev. Gli ucraini, i “piccoli russi”, fanno parte dello spazio storico e geopolitico russo da quattro secoli e russi e ucraini hanno convissuto sotto la stessa bandiera, nello stesso stato, sia in epoca zarista che sovietica. Kiev è stata, in epoche ancor più remote, la prima culla dello stato russo, il che ha ovviamente forti valenze simboliche.

L’importanza dell’Ucraina per la Russia è tenuta in notevole considerazione a Washington. Non a caso nella sua opera, La Grande scacchiera, Brzezinski sottolinea la necessità di evitare che Mosca recuperi l’influenza su questa porzione del suo “estero vicino”.

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Manuela Palermi: il 28 giugno tutti a Roma per dire No alle politiche Ue

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di Manuela Palermi | da www.comunisti-italiani.it

europa cappioIl Pdci sarà presente alla manifestazione nazionale che il 28 giugno si terrà a Roma contro la Ue della Troika e della banche. L’abbiamo promossa assieme a Prc, USB, pezzi di CGIL, Rete dei comunisti, Partito del lavoro, movimenti ed associazioni, e si è man mano allargata a tanti altri soggetti politici e sociali: il movimento dell’acqua, la Carovana Europea dei migranti, esponenti della Lista Tsipras, il variegato mondo di solidarietà alla Palestina ed altri ancora. E’ la prima manifestazione nazionale contro la politica europea, contro le scelte scellerate che hanno immiserito il Paese creando una disoccupazione da record e distruggendo il tessuto industriale e produttivo.

E’ una manifestazione importante e chiediamo alle compagne ed ai compagni del Pdci di impegnarsi a fondo e di essere presenti con le nostre bandiere e le nostre parole d’ordine. In un momento così difficile per la sinistra, questa manifestazione è nata grazie all’impegno di tante e tanti che non si rassegnano allo stato di cose esistenti. Abbiamo costruito un percorso unitario, rispettoso delle diversità, trasformandole in un contributo prezioso e non facendone un intralcio, consapevoli che l’intralcio vero sono le divisioni, i distinguo. Ci siamo riusciti. Ora è fondamentale che anche la manifestazione riesca, perché il percorso unitario continui e si arricchisca ancora di più.

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Enrico Berlinguer. Pensiero e Politica

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Giorgio Raccichini, segretario PdCI Federazione di Fermo - Introduzione

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I comunisti e gli sviluppi in Colombia

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pcc-up-juco-foto-pacocolDichiarazione del Partito Comunista Colombiano | da www.solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

La sinistra, fattore politico della lotta per la pace con giustizia

L'elezione di Juan Manuel Santos nel secondo turno delle elezioni presidenziali in contrapposizione a Oscar Ivan Zuluaga pone momentaneamente fine all'incertezza provocata dall'ultradestra militarista che intendeva interrompere il processo di dialogo e gli accordi raggiunti tra le FARC-EP e il governo colombiano.

Nel primo turno, Zuluaga aveva superato Santos di quasi mezzo milione di voti. Ora la differenza a favore di Santos di 900.000 voti è sufficientemente ampia. Questo cambiamento è stato possibile solo per l'esplicito sostegno della sinistra, che il Partito Comunista Colombiano e l'Unione Patriottica hanno appoggiato con decisione. La coalizione unitaria di Clara e Aida (candidate al primo turno delle formazioni di sinistra che hanno ottenuto una buona affermazione, ndt) ha svolto con successo il suo lavoro.

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Il Vertice della Fiducia in Asia: un nuovo concetto della sicurezza

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cica meeting partecipantidi Andrey Akulov, della Fondazione di Cultura Strategica, Russia | da www.nodo50.org

Traduzione dallo spagnolo di Marx21.it

Il IV Vertice della Conferenza per l'Interazione e le Misure per il Rafforzamento della Fiducia in Asia (CICA, la sigla inglese) si è svolta nei giorni 21-22 maggio a Shanghai con la Cina che ha assunto la presidenza dell'organizzazione per il periodo 2014-2016. Si tratta di un foro intergovernativo creato per promuovere la pace, la sicurezza e la stabilità in Asia che risponda alle urgenze dei nuovi tempi nel tentativo di rafforzare la reciproca conoscenza sul piano regionale e migliorare l'efficacia della lotta per affrontare le problematicità che si presentano.

L'Asia si è trasformata nella forza motrice dello sviluppo globale. Negli ultimi anni è stata protagonista di più del 50% della crescita globale, con la Cina in testa. Con il sostegno di una solida crescita economica, la regione si è dotata di una crescente capacità e fiducia per risolvere i propri problemi. L'idea di convocare questo vertice fu presentata la prima volta nell'ottobre del 1992 dal presidente del Kazakistan, Nursultan Nazarbajev, durante la 47° Sessione dell'Assemblea Generale dell'ONU. CICA fu fondata nella città di Almaty (Kazakistan) nell'anno 1999 con l'impegno a creare un “clima di fiducia” tra i suoi stati membri, una fase iniziale e un “trampolino” per la meta finale: l'allineamento militare.

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Iraq e Ucraina. I "destabilizzatori creativi"

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medioriente puzzledi Sergio Cararo | da contropiano.org

La travolgente offensiva in Iraq dei miliziani jihadisti dell’Isis (Stato Islamico di Iraq e Siria) svela drammaticamente – ma meglio di tante arzigogolate argomentazioni – le conseguenze della “destabilizzazione creativa” praticata dagli Stati Uniti e dalle potenze loro alleate. Una destabilizzazione che si è manifestata in particolare in Africa e in Medio Oriente, riscrivendo quasi completamente la mappa geopolitica dell’area e riempiendola di quelle che possiamo definire come “terre di nessuno”. “Possiamo solo immaginare quali sarebbero state le conseguenze se a gennaio Stati Uniti e Francia avessero attaccato la Siria”, sottolineava giustamente qualche giorno fa Alberto Negri sul Sole 24 Ore.

Già Eric Hobsbawn, nella sua intervista sul Secolo Breve, indicava come la faglia nella storia del XXI Secolo sarebbe stata la contrapposizione tra le aree dove esistono gli Stati e quelle dove gli Stati non esistono più. Il mondo infatti si va sempre più definendo non più come diviso tra un primo e un terzo mondo, ma tra Stati forti e “disgreganti” (magari anche con processi inediti come quello che ha portato all’Unione Europea) e Stati “disgregati”.

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Berlinguer, alcune note per una riflessione collettiva

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Enrico-Berlinguer-agfdi Francesco Valerio della Croce

Riceviamo dall'autore e pubblichiamo quale contributo al confronto sulla figura di Enrico Berlinguer

Molti, forse troppi, in queste settimane intasano riviste, quotidiani, per non parlare della rete, con opinioni, epitaffi, “bilanci” a proposito della figura di Enrico Berlinguer e della sua segreteria. Sono spinto a scrivere alcune brevi riflessioni, che spero possano contribuire ad arricchire uno scambio di vedute nell’indirizzo di un’analisi approfondita e dialettica della nostra storia, per tentare di dare a questa discussione delle tonalità diverse, di avviare una nuova discussione nell’agorà affollata di idolatri e detrattori. La circostanza di un’iniziativa commemorativa sviluppata nella città di Minervino Murge, su iniziativa di un’associazione culturale della sinistra cittadina, mi sprona ulteriormente a muovere in tal senso.

Restando fedele alla premessa iniziale, affronterò molto brevemente e schematicamente questioni, che tuttavia meriterebbero e necessiterebbero di tutt’altra forma espositiva, le quali reputo ineludibili per la loro grandezza teorica e per il loro contatto con l’attualità dei problemi politici. Mi sforzerò di non restare cinto nell’ambito della speculazione intellettuale o di un’analisi puramente estetica di questo leader, provando a raccogliere e rendere organici alcuni pensieri che, ormai maturi, sono pronti a divenire un patrimonio collettivo per una cultura politica collettiva marxista e leninista.

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Dal Venezuela alla Bolivia, l'America Latina progressista contro l'aggressione al Brasile di Dilma Rousseff

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di Beto Almeida, del Direttorio di Telesur
da altamiroborges.blogspot.com.br | Traduzione di Marx21.it

dilma brasile bandieraConcludendo il Forum “Congiura Mediatica contro il Venezuela”, il vicepresidente della repubblica bolivariana, Jorge Areaza, genero di Hugo Chavez, ha espresso chiaramente il suo appoggio al governo di Dilma Rousseff di fronte alla campagna politica mediatica internazionale contro il Brasile, che tenta di far credere che la Coppa del Mondo sarebbe un insuccesso. “Il Brasile è diventato un bersaglio perché la Coppa si svolge in un paese di Celac, di Unasur, di Mercosur, e anche membro dei Brics, e che inoltre ha una politica estera antimperialista, di solidarietà a Cuba e al Venezuela e che difende l'integrazione latinoamericana. Dilma sta provando sulla pelle gli artigli del vampiro imperiale”, ha dichiarato.

La presa di posizione del dirigente venezuelano, ribadita dal presidente Nicolas Maduro, ha avuto un'indiscutibile espressione fisica nella presenza dei presidenti Rafael Correa, dell'Ecuador, e Evo Morales, della Bolivia, che hanno partecipato alla cerimonia di apertura, a Itaquera, in cui Dilma è stata insultata in maniera infima, turpe e ingiustificabile dagli occupanti della tribuna VIP, dove l'ingresso costa 990 reais (circa 325 euro).

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Dal 28 giugno parte un controsemestre di lotte. L'appello, le adesioni.

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L’appello e le adesioni per il controsemestre popolare e di lotta e la manifestazione nazionale del 28 giugno a Roma contro i Trattati e i diktat dell’Unione Europea, per il lavoro, il reddito, il welfare e contro la guerra alle porte dell’Europa. L’11 luglio a Torino contro il vertice europeo sulla disoccupazione. Sei mesi di mobilitazioni.

Le elezioni europee hanno visto in Italia un risultato in controtendenza con quelli di tutti gli altri paesi devastati dalle politiche di austerità. Il nostro è il solo paese, assieme alla Germania, dove le forze di governo che hanno approvato e gestiscono il Fiscal Compact e il pareggio di bilancio hanno avuto successo. Questo non solo,per la passività e la paura che la crisi ha diffuso, ma anche perché sinora il confronto e lo scontro politico nel nostro paese hanno ignorato la questione Europa, salvo eccezioni positive che però sinora non hanno cambiato la tendenza di fondo. I rischi ritorno del nazionalismo, della xenofobia sono un altro frutto amaro delle misure di austerità. Anche le lotte, a differenza degli altri paesi colpiti dalle politiche economiche della Troika , fin qui sono rimaste sul terreno dello scontro immediato e hanno lasciato sullo sfondo la contestazione dei ferrei vincoli che l’austerità europea ha posto alla democrazia e ai diritti sociali e del lavoro.

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La balcanizzazione dell’Iraq

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto del 17 giugno 2014

isisifightersalSe fosse vero quanto raccontano a Washington, che gli Usa sono stati colti di sorpresa dall’offensiva dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isis), il presidente Obama dovrebbe destituire immediatamente i vertici della Comunità di intelligence, formata dalla Cia e da altre agenzie federali che spiano e conducono operazioni segrete su scala globale. Sicuramente essi sono stati invece lodati, in privato, dal presidente. L’Isis è infatti funzionale alla strategia statunitense di demolizione degli stati attraverso la guerra coperta.

Diversi suoi capi provengono dalle formazioni islamiche libiche che, prima classificate come terroriste, sono state armate, addestrate e finanziate dai servizi segreti Usa per rovesciare Gheddafi. Lo conferma l’Isis stesso, commemorando due suoi comandanti libici: Abu Abdullah al Libi, che ha combattuto in Libia prima di essere ucciso da un gruppo rivale in Siria il 22 settembre 2013; Abu Dajana che, dopo aver combattutto anche lui in Libia, è stato ucciso l’8 febbraio 2014 in Siria in uno scontro con un gruppo di Al Qaeda, prima suo alleato.

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Le proposte dei comunisti per la risoluzione del conflitto nell'Est dell'Ucraina

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simonenko ukraine02 11Intervista a Petro Simonenko | da www.kpu.ua

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Per la risoluzione del conflitto nell'Est dell'Ucraina è indispensabile interrompere l'ATO (l'operazione “antiterroristica” in corso per iniziativa del governo golpista di Kiev, ndt), ritirare i combattenti dalle postazioni permanenti e sedersi al tavolo dei negoziati. Lo ha dichiarato il leader del Partito Comunista di Ucraina al corrispondente di GolosUA.

“Poiché nel territorio del Donbass operano diverse forze politiche e organizzazioni sociali, al tavolo dovrebbero essere rappresentati tutti i gruppi parlamentari, i rappresentanti delle amministrazioni locali, i leader informali delle comunità, i rappresentanti dei collettivi di lavoro, gli attivisti sindacali. Insieme si dovrebbe definire l'elenco delle questioni di fondo, elaborare i percorsi e i meccanismi per arrivare alla loro risoluzione. Insieme dobbiamo modificare la Costituzione e creare il terreno legislativo per far uscire l'Ucraina dalla profonda crisi politica, economica e umanitaria”, ha affermato Petro Simonenko.

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Brasile: inganno e cecità

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lula bandieradi José Fort | da “l'Humanité”

Traduzione di Marx21.it

Coloro che in Europa prestano tanta attenzione alla rabbia di una frangia della popolazione brasiliana e si impegnano in Francia per criticare con veemenza i ferrovieri e gli operatori della cultura e dello spettacolo hanno le carte in regola per esprimere il loro sdegno?

Ciò che si è detto e scritto sul Brasile rasenta l'inganno e la cecità.

I movimenti sociali, le rivendicazioni e gli scioperi corrispondono certamente alla realtà di questo immenso paese in pieno sviluppo, sovrano, non servile nei confronti degli Stati Uniti e dell'Europa capitalista. E come non indignarsi di fronte alle scene di violenza poliziesca contro i manifestanti.

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Comitato Centrale del 15 giugno 2014: Elezioni, fase politica, rilancio del PdCI

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da www.comunisti-italiani.it

Il Comitato centrale del Pdci riunitosi domenica 15 giugno 2014,.per una analisi complessiva della situazione sociale e politica e del risultato delle elezioni europee ed amministrative, dopo una ampia e seria discussione, ha confermato l’attualità e la validità della linea politica stabilita dal 7° Congresso straordinario: “unità dei comunisti, della sinistra e delle forze democratiche per difendere ed attuare la Costituzione”.

L’esclusione del Pdci dalla lista Tsipras non elimina la necessità di un fronte unitario della sinistra, anzi l’esito elettorale complessivo va analizzato in profondità perché a differenza di altri stati europei in Italia la sinistra, seppure dopo anni riesca ad eleggere per un soffio, rischia di non avere nessuna autonomia. Come pure va approfondito il dato delle amministrative, dove il Pdci era impegnato in coalizioni di sinistra, di centro sinistra e in alcuni casi si è presentato da solo. Impossibile affermare che una scelta sia stata premiata sull’altra, più realisticamente si può invece affermare che il nostro Partito ha raggiunto importanti risultati la dove esiste una struttura organizzata e legata ai cittadini, mentre dove abbiamo una marginalità complessiva politica e organizzativa i risultati sono stati insufficienti.

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L'Iraq e la sconfitta di Washington

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esil iraqda www.jornada.unam.mx 

Traduzione di Marx21.it

L'editoriale pubblicato nel portale web del quotidiano messicano La Jornada.

Di fronte all'insurrezione e all'avanzata dei gruppi fondamentalisti islamici in Iraq, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha dichiarato di non scartare “nessuna opzione” per appoggiare il governo di questo paese. Tra le opzioni menzionate dal presidente risalta l'invio di aeronavi da guerra – pilotate e non pilotate – nel territorio iracheno.

Le recenti vittorie ottenute dallo Stato Islamico dell'Iraq e del Levante – organizzazione che cerca di imporre la legge musulmana in tutto il territorio e che controlla gran parte del paese – sono state interpretate da analisti internazionali e da critici della Casa Bianca come l'evidenza del fatto che gli Stati Uniti si sarebbero ritirati troppo presto dall'Iraq.

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Vertice del G77. Bolivia, capitale dei popoli del Sud

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g77di Angel Guerra Cabrera*
da www.cubadebate.cu

Traduzione di Marx21.it

Il 14-15 giugno, a Santa Cruz de la Sierra in Bolivia si svolge il Vertice del Gruppo dei 77 più la Cina (G77). Riunisce la maggior parte degli stati membri dell'ONU, che formano il sud politico, poiché al gruppo appartengono 133 dei 193 paesi partecipanti all'organismo internazionale, con quasi il 60 per cento della popolazione mondiale.

La celebrazione di questo appuntamento nel paese andino è un riconoscimento dei paesi del Sud all'enorme sforzo di trasformazione, decolonizzatore e solidale con i popoli del mondo promosso dai suoi popoli indios e meticci, e dal suo prestigioso leader indigeno Evo Morales, che lo ha guidato dal momento del suo arrivo alla presidenza nel 2006. Da uno dei paesi più poveri e subordinati a Washington dell'America Latina di allora, la Bolivia è oggi un vigoroso Stato plurinazionale, degno difensore della propria sovranità ed esempio di equità, interculturalità e inclusione sociale che, con il prodotto della rinazionalizzazione delle sue risorse naturali e l'organizzazione dei suoi movimenti sociali ha elevato in modo sostenibile i livelli di educazione, salute, benessere e riduzione della povertà, mentre conserva un'apprezzabile crescita economica. Possiamo affermare senza dubbio che in questi giorni è la capitale del Sud.

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Chi ha effettivamente guadagnato dalla vittoria del Majdan

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poroshenko lozhkindi Evgenyj Tsarkov, parlamentare del PC d’Ucraina e segretario regionale di Odessa del PCU

Traduzione di Flavio Pettinari per Marx21.it

La nomina a capo del dell'Amministrazione Presidenziale del multimilionario Boris Lozhkin è l'ennesima conferma che i veri beneficiari del "Maidan" sono gli oligarchi. La logica degli oligarchi suggerisce la privatizzazione dei profitti e la socializzazione delle perdite. Così è successo con il "Majdan". Perdita del territorio, sangue e guerra, aumento dei prezzi dei beni e dei servizi essenziali: questo è stato il tributo per trasferire il potere da una “famiglia” di oligarchi all’altra.

Com’è noto, ai sensi del Decreto Presidenziale № 519/2014, il nuovo capo dell'amministrazione del Presidente è diventato l'ex proprietario della mediaholding UMH Group, e socio in affari del nuovo presidente Poroshenko, Boris Lozhkin, che fa parte del gruppo delle cento persone più ricche d’Ucraina, e la cui fortuna è stimata attorno ai 126,4 milioni di dollari.

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