Perché e come Gramsci fu assassinato dal fascismo

Perché e come Gramsci fu assassinato dal fascismo

di Ruggero Giacomini

Antonio Gramsci morì  il 27 aprile 1937, dopo essere stato per oltre dieci anni prigioniero del fascismo, sottoposto a torture psicologiche e fisiche e a sofferenze inenarrabili ...

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I compiti del commissario politico*

I compiti del commissario politico*

di Pietro Secchia

*I comunisti e l'insurrezione (1943-1945), Edizioni di cultura sociale, Roma, 1954, pp. 255-263

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"I compiti dei comunisti nella lotta contro l'antisovietismo e la russofobia”

"I compiti dei comunisti nella lotta contro l'antisovietismo e la russofobia”

Risoluzione del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa, 20 marzo 2017

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Contro le minacce imperialiste di Trump ai confini della Repubblica Popolare Democratica di Corea e in Siria

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ferro guerradi Bernardo Fallani e Dmitrij Palagi

da prcfirenze.org

Le illusioni di chi sperava nell’isolazionismo dell’amministrazione statunitense a seguito della vittoria di Trump sono definitivamente tramontate, mentre l’imperialismo a stelle e strisce minaccia guerre in più parti del mondo, senza tollerare chi cerca di resistergli. L’offensiva non è solo militare, sceglie infatti il piano comunicativo tra i suoi principali ambiti di impegno, cercando di criminalizzare le nazioni che si prepara a bombardare, come in Medio Oriente, o provando a ridicolizzare intere culture, come avviene per la RPDC.

Il nuovo millennio ha visto il tramonto di un pacifismo i cui limiti si sono registrati all’indomani della repressione di Genova e in un’analisi dei processi a tratti troppo semplificata, che rimuoveva talvolta la stessa categoria di imperialismo. Sorprendentemente non si registrano risposte adeguate ed efficaci a chi ricatta l’opinione pubblica in nome dei crimini dei “cattivi” di turno.

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Il ritorno di Stranamore, e la complicità dei media

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Donald Trump riding the Bombdi Angelo d'Orsi

Riceviamo dal professor Angelo d'Orsi e volentieri pubblichiamo

No, non voglio prendermela con Donald Trump, e neppure con i suoi dottor Stranamore, pronti a saltare in sella ad ogni bomba lanciata sul nemico di turno; ed egli stesso incarnazione grottesca del personaggio, nella sua versione più volgare. Non voglio cedere al sarcasmo verso quella sinistra che nello scorso novembre espresse giubilo all’elezione del nuovo presidente Usa, qualcuno addirittura spintosi fino a considerarlo una sorta di Lenin americano (abbiamo avuto i “marxisti per Trump”…). Neppure con quegli “esperti” di politica e storia nordamericana che avevano decretato il “ritorno all’isolazionismo”. Gli Stati Uniti, al di là dei cambi di amministrazione, continuano ad essere ciò che da tempo immemorabile ciò che proclamano di essere: essi si sono auto-assegnati il ruolo di giudice-sceriffo, e insieme di bandito che non teme di essere colpito da sanzioni: recitano entrambe le parti, con totale indifferenza e sovrana disinvoltura. Dopo la “caduta del Muro”, venendo meno il contraltare sovietico, hanno accentuato la loro prepotenza e la loro arroganza, mentre l’intero Occidente, ossequiente, esaltava democrazia e libertà, e i governi “alleati”, a partire dalla Gran Bretagna, accompagnavano, plaudenti, ogni loro criminale impresa. Il parziale riequilibrio geopolitico internazionale, verificatosi negli ultimi anni, con il riemergere progressivo della Russia, la crescita, su ogni piano, della Cina, e l’affacciarsi di nuovi attori rilevanti (dall’India all’Iran), non ha per ora messo in crisi l’egemonia statunitense, anche se l’ha notevolmente scalfita e messa in forse.

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La guerra d’accerchiamento alla Cina

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usa cina bandieredi Pasquale Cicalese e Filippo Violi per Marx21.it

“Il problema delle guerre imperialiste, di quella politica internazionale del capitale finanziario che oggi predomina in tutto il mondo, che fa nascere inevitabilmente nuove guerre imperialiste e che genera inevitabilmente una intensificazione inaudita dell'oppressione nazionale, del saccheggio, del brigantaggio, del soffocamento delle piccole nazioni deboli e arretrate ad opera di un pugno di potenze "più avanzate'', questo problema è stato, fin dal 1914, il problema fondamentale di tutta la politica di tutti i paesi del mondo. è questa una questione di vita o di morte per decine di milioni di uomini”. Lenin, "Per il Quarto Anniversario della Rivoluzione d'Ottobre'', 14 Ottobre 1921, Opere complete, vol. 33, p. 41, Editori Riuniti.

“Il filisteo non capisce che la guerra è "la continuazione della politica'' e quindi si limita a dire "il nemico attacca'', "il nemico invade il mio paese'', senza domandarsi per quale motivo si combatta la guerra, con quali classi, per quale fine politico”. Lenin, "Intorno a una caricatura del marxismo e all'`economismo imperialistico''', Agosto-Ottobre 1916, Opere complete, vol. 23, pag. 30, Editori Riuniti.

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Il Consiglio Mondiale della Pace invita alla mobilitazione contro la NATO

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cmp otan 600pxda cebrapaz.org.br

Traduzione di Marx21.it

Il Consiglio Mondiale della Pace (CMP) invita le entità che lo compongono e le organizzazioni amiche a una mobilitazione di massa contro l'Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO), la “macchina da guerra dell'imperialismo”. Sviluppando la campagna avviata nel 2010, “Si alla pace! No alla Nato!”, il CMP darà vita a iniziative in Belgio nel mese di maggio, durante il vertice della bellicosa alleanza, e invita alla mobilitazione nei diversi paesi, con un'azione coordinata di protesta.

In conformità con la dichiarazione adottata dall'Assemblea Mondiale della Pace a São Luís do Maranhão, nel novembre 2016 – ospitata dal Centro Brasiliano della Solidarietà ai Popoli e Lotta per la Pace (Cebrapaz) –, il CMP sta rafforzando la sua mobilitazione contro la NATO, espressione dell'aggressività imperialista che deve essere eliminata.

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Lettonia ed Estonia: tra integrazione e russofobia

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estonia passaportodi Cristina Carpinelli

Nel territorio baltico erano state costruite negli anni Quaranta grandi aree industriali e, data la scarsità di manodopera locale, era stata importata forza lavoro slava orientale. La massiccia immigrazione aveva polarizzato nel tempo - sul piano etnico - le Repubbliche baltiche. Nella Regione esistevano due comunità: una russofona, che rappresentava il nucleo operaio delle strutture industriali locali, e una autoctona, che rappresentava il ceto medio-alto delle imprese e delle istituzioni pubbliche.

Oggi, in Estonia, la minoranza russa rappresenta il 24,8% della popolazione totale, mentre, in Lettonia - il 26%. Due gruppi tutt’altro che esigui. Eppure, ferite storiche mai del tutto rimarginate fanno sì che i russi del Baltico siano ancora posti ai margini della società. Il fatto è che, malgrado siano trascorsi più di vent’anni dalla fine dell’Urss, in Estonia e Lettonia perdura la diffidenza verso le minoranze russe - quali eredi di un passato (quello sovietico) considerato tiranno. 

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Restaurazione liberista e criminalizzazione della povertà

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degrado lavorogratuitodi Renato Caputo

da sinistrainrete.info

La restaurazione liberista sta portando a una crisi sociale senza precedenti nel mondo a capitalismo avanzato, alla quale le classi dominanti rispondono con la criminalizzazione della povertà

L’Osservatorio pensioni dell’Inps il 30 marzo ha reso noto che il 76,5% delle donne percepisce meno di 750 euro al mese, collocandosi così al di sotto della soglia di povertà, in compagnia di oltre 11 milioni di pensionati, ovvero 6 su 10. Nel 26% dei casi, rimanendo sotto i 500 euro al mese, la pensione è al di sotto del livello di povertà assoluta. Sono i brillanti risultati della riforma Fornero, passati con un supporto bipartisan in parlamento e senza suscitare significative proteste da parte delle stesse forze sindacali. Tale riforma si accaniva, ancora una volta sui più deboli, le donne, la cui età pensionabile è stata elevata di ben 5 anni. L’attacco alle pensioni non è finito con il governo Monti, ma è stato portato avanti, anche se in forme meno aperte, dallo stesso governo Renzi.

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Da Camp Darby armi Usa per la guerra in Siria e Yemen

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libertypassion navedi Manlio Dinucci 
il manifesto, 14 aprile 2017

Si chiama «Liberty Passion» (Passione per la Libertà). È una modernissima, enorme nave statunitense di tipo Ro/Ro (progettata per trasportare veicoli e carichi su ruote): lunga 200 metri, ha 12 ponti con una superficie totale di oltre 50000 m2, sufficienti al trasporto di un carico equivalente a 6500 automobili. 

La nave, appartenente alla compagnia statunitense «Liberty Global Logistics», ha fatto il suo primo scalo il 24 marzo nel porto di Livorno. Prende così via ufficialmente un collegamento regolare tra Livorno e i porti di Aqaba in Giordania e Gedda in Arabia Saudita, effettuato mensilmente dalla «Liberty Passion» e dalle sue consorelle «Liberty Pride» (Orgoglio di Libertà) e «Liberty Promise» (Promessa di Libertà). L’apertura di tale servizio è stata celebrata come «una festa per il porto di Livorno».

Nessuno dice, però, perché la compagnia statunitense abbia scelto proprio lo scalo toscano. Lo spiega un comunicato dell’Amministrazione marittima Usa (4 marzo 2017): la «Liberty Passion» e le altre due navi, che effettuano il collegamento Livorno-Aqaba-Gedda, fanno parte del «Programma di sicurezza marittima» che, attraverso una partnership tra pubblico e privato, «fornisce al Dipartimento della difesa una potente, mobile flotta di proprietà privata, con bandiera ed equipaggio statunitensi». Le tre navi hanno ciascuna «la capacità di trasportare centinaia di veicoli da combattimento e da appoggio, tra cui carrarmati, veicoli per il trasporto truppe, elicotteri ed equipaggiamenti per le unità militari».

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Il mondo oscilla di nuovo verso la guerra

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russia cina trumpdi Thierry Meyssan
da megachip.globalist.it

La Casa Bianca ormai allineata alla Coalizione neocon-Regno Unito-multinazionali. Gli USA riattivano la NATO. La rottura con la Russia e la Cina [Thierry Meyssan]

La Casa Bianca si è finalmente allineata alla Coalizione costituita dai neoconservatori attorno al Regno Unito e a diverse società multinazionali. Gli Stati Uniti riprendono la politica imperialista che hanno deciso nel 1991 e riattivano la NATO. La rottura con la Russia e la Cina si è consumata il 12 aprile 2017. Il mondo è di nuovo sull'orlo della guerra nucleare.

Damasco (Siria) - Nel corso di due settimane d'intensa battaglia in seno all'amministrazione Trump, gli Stati Uniti hanno attaccato illegalmente la base aerea di Chayrat (Siria) e poi hanno moltiplicato i segni contradditori, prima di metter giù le proprie carte: in definitiva, rilanciano la loro politica imperialista.

In meno di due settimane, l'amministrazione Trump ha difeso 7 posizioni diverse riguardo alla Repubblica araba siriana [1]

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Dopo la GBU-43 di Trump: No alle bombe del Dottor Stranamore! Ricostruire il movimento contro la guerra

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trump podio indicaSegreteria Nazionale PCI

Il dottor Stranamore ha sganciato la bomba. Donald Trump, il presidente del più potente Stato imperialista - gli Usa - che in questi anni ha versato il sangue di centinaia di migliaia di civili inermi, oggi dà dell’animale ad Assad mentre in poche settimane bombarda lo Yemen e la Siria; minaccia non tanto velatamente Mosca e Pechino; rafforza la presenza navale militare USA nei Mari del Sud della Cina; stanzia altri milioni di dollari per trasformare le squadre nazi-fasciste a Kiev in uno strutturato esercito filo americano di repressione e conquista dell’Ucraina; prosegue le politiche “golpiste” già messe in campo da Obama in America Latina; invia la propria “armada” navale nei mari della Corea del Nord. Ed ora - per terrorizzare i nemici e l’intero mondo – giunge a far esplodere in Afghanistan una bomba GBU-43 di 11 mila tonnellate di esplosivo, seconda sola alle bombe atomiche. Siamo già all’orrore. Ci chiediamo: quanti morti, quanta distruzione in Afghanistan dalla GBU-43? Lo sapremo mai? Lo riveleranno mai i media occidentali asserviti ai voleri imperialisti?

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Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 4)

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Patriot usadi Manlio Dinucci

Parte 1 Parte 2 / Parte 3

L’ESPANSIONE DELLA NATO AD EST VERSO LA RUSSIA

Nello stesso anno – il 1999 – in cui lancia la guerra contro la Jugoslavia e annuncia di voler «condurre operazioni di risposta alle crisi, non previste dall’articolo 5, al di fuori del territorio dell’Alleanza», la Nato inizia la sua espansione ad Est. Essa ingloba i primi tre paesi dell’ex Patto di Varsavia: Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria.

Quindi, nel 2004, si estende ad altri sette: Estonia, Lettonia, Lituania (già parte dell’Urss); Bulgaria, Romania, Slovacchia (già parte del Patto di Varsavia); Slovenia (già parte della Federazione Jugoslava). Al vertice di Bucarest, nell’aprile 2008, viene deciso l’ingresso per l’anno seguente di Albania (un tempo membro del Patto di Varsavia) e Croazia (già parte della Federazione Jugoslava).

Facendoli entrare nella Nato, Washington lega questi paesi non tanto all’Alleanza, quanto direttamente agli Usa. Romania e Bulgaria mettono subito a disposizione degli Stati Uniti le importanti basi militari di Costanza e Burgas sul Mar Nero.

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Emergenza in Odessa, Ucraina

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OdessaSolidarity image001di odessasolidaritycampaign.org
da civg.it

Emergenza in Odessa, UcrainaUn cittadino di Odessa di nome Alexander Kushnarev è stato arrestato il 23 febbraio dalle autorità federali ucraine e accusato di aver pianificato il rapimento di un membro del parlamento ucraino (la Rada). Questo è un complotto. Kushnarev è il padre di uno dei 46 giovani uccisi in piazza Kilikovo il 2 maggio del 2014. I nostri amici a Odessa ritengono che il suo arresto sia l'inizio di una repressione generale contro chiunque sia legato agli attivisti uccisi. Essi ritengono che l'obiettivo del governo sia di condurre un'operazione di "pulizia" nei loro confronti e con la forza farli confessare di pianificare atti di violenza contro uomini del governo.

In altre parole, le persone a Odessa sono, nella migliore delle ipotesi, in pericolo di arresto, di essere torturate o imprigionate per molto tempo.

L'unica cosa in questo momento che possa fermare il governo ucraino è la massima divulgazione degli avvenimenti.

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A chi giova la tensione con la Russia?

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ucraina nazi cordoonedi Mauro Gemma

In merito all'irresponsabile dichiarazione del responsabile esteri di “Sinistra Italiana”, mentre è in corso la visita di Mattarella a Mosca con lo scopo dichiarato di allentare le tensioni con la Russia.

La Rada ucraina (il parlamento) ha decretato la definitiva riabilitazione dei collaborazionisti hitleriani, approvando il 4 aprile scorso la legge “Sulla riabilitazione delle vittime della repressione politica” insieme alla concessione di vitalizi ai veterani dell'Organizzazione dei nazionalisti ucraini  - Esercito insorgente ucraino (OUN-UPA), molto più semplicemente i collaboratori e complici dei nazisti.

Il testo della legge è stato letto dalla tribuna da Yury Shukhevych, deputato della feccia nazi-fascista ucraina, che altri non è che il figlio di quel Roman Shukhevych che, per chi ne fosse all'oscuro, è stato, insieme a Stepan Bandera, uno dei più feroci comandanti delle bande "repubblichine" ucraine, responsabili del massacro di decine di migliaia di partigiani e civili e dei terribili pogrom di ebrei avvenuti nella repubblica allora sovietica, sotto l'occupazione di Hitler.

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Elezioni, estrema destra e strumentalizzazioni

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olanda elezioni pannellodi Ângelo Alves, Commissione Politica del Partito Comunista Portoghese | da avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Le elezioni legislative olandesi del 15 marzo sono state le prime di una lunga serie di processi elettorali nelle principali potenze dell'Unione Europea. Come con la discussione in corso sul  futuro dell'UE, anche la discussione sulle elezioni olandesi e francesi è stata ed è segnata dal tema dell'estrema destra e dei “nazionalismi”. E' dalla fine del 2016 che i principali media e i sondaggi che si sono succeduti davano come certo un pronunciato aumento del PVV di estrema destra e persino la sua vittoria. Ma non è accaduto. Se il PVV diventa la seconda forza in Olanda questo non si deve a una spettacolare crescita (cresce di 3 punti percentuali e 5 deputati rispetto al 2012, ottenendo il 13,1%, in calo rispetto al 15,7% del 2010), ma alla fragorosa sconfitta del partito della socialdemocrazia (PvdA del presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem) che perde 20 punti percentuali e 29 deputati rispetto al 2012, ottenendo il 5,7% dei voti. La brutale erosione elettorale del PvdA è accompagnata dalla perdita di peso elettorale del VVD (il partito di destra del primo ministro del governo di coalizione VVD/PvdA) che sebbene sia il più votato (21,2%) perde 5 punti percentuali e otto deputati.

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Petrolio, down and up

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petrolio 500di Demostenes Floros | da abo.net

English version

A marzo, il prezzo del petrolio è diminuito grazie alla speculazione. Poi a fine mese l'incremento, riconducibile al calo della produzione libica

A marzo, il prezzo del petrolio è diminuito. In particolare, la qualità Brent North Sea ha aperto le contrattazioni a 56,28$/b per poi chiuderle a 52,74$/b, mentre il West Texas Intermediate ha aperto a 53,68$/b e chiuso a 50,65$/b. Sia il benchmark europeo e asiatico, sia il petrolio americano hanno toccato il minimo il 23 marzo, rispettivamente quotando 50,60$/b e 47,63$/b - sostanzialmente, sugli stessi livelli del 30 novembre scorso – in conseguenza del livello record raggiunto dalle scorte di greggio statunitensi, calcolate in 533,1 milioni di barili. Nel corso della prima parte del mese, la speculazione ha provocato un temporaneo calo dei prezzi. Infatti, i fondi coperti, dopo avere accumulato posizioni nette di lungo periodo pari a 951 milioni di barili in data 21 febbraio (10 volte i consumi globali) hanno iniziato ad incassare le loro scommesse, riducendo il rapporto acquisti a lungo/vendite a breve da 10,3:1 a 4,41:1 (equivalente a 422 milioni di barili). L’incremento di prezzo verificatosi alla fine di marzo è invece riconducibile alla produzione libica, la quale è decresciuta di 252mila b/g nei pozzi occidentali di Sharara e Wafa a causa della guerra tra opposte fazioni.

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La Corea del Nord minaccia l'America: stanno arrivando! Ci spazzeranno via!

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North Korea USA war 790564di Michel Chossudovsky | globalresearch.ca

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

"E sapete, abbiamo questo matto [Kim Jong-un], credo sia matto, o è matto o è un genio, l'uno o l'altro, ma attualmente è molto instabile, anche più di suo padre…" (Donald Trump, Agosto 2016, durante la campagna elettorale)."

"Ciò che non è stato dimenticato a proposito di questo [la guerra di Corea del 1950-1953] fu la straordinaria distruttività dei bombardamenti aerei degli USA contro la Corea del Nord, dal massiccio e continuo uso di bombe incendiarie (per lo più con Napalm) alle minacce di usare l'arma nucleare o le armi chimiche, e la distruzione delle enormi dighe nordcoreane negli stadi finali del conflitto…" (Bruce Cumings)

Trump crede che Kim Jong-un sia pazzo. Portatelo via.

I media USA ci mettono del loro: la RPDC è una minaccia per la sicurezza nazionale degli USA che richiede un primo colpo preventivo a mezzo di un attacco missilistico THAAD in nome della "autodifesa".

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Dall’Italia l’attacco Usa alla Siria

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USS Laboon Leaves Gaeta Italydi Manlio Dinucci
il manifesto, 11 aprile 2017

Dopo l’attacco missilistico Usa alla Siria, il ministro degli esteri Alfano ha dichiarato che l’Italia è preoccupata della «sicurezza e stabilità della regione mediterranea». In che modo vi contribuisce lo dimostrano i fatti.

Le due navi da guerra statunitensi, la USS Porter e la USS Ross, che hanno attaccato la base siriana di Shayrat, fanno parte della Sesta Flotta la cui base principale è a Gaeta in Lazio. La Sesta Flotta dipende dal Comando delle forze navali Usa in Europa, il cui quartier generale è a Napoli-Capodichino.

Il Comando, che ha diretto da Napoli l’attacco deciso dal presidente Trump, è agli ordini dell’ammiraglia Michelle Howard, la quale comanda allo stesso tempo la Forza congiunta della Nato con quartier generale a Lago Patria (Napoli).

L’operazione bellica è stata appoggiata dalle basi Usa in Sicilia: quella aeronavale di Sigonella e la stazione di Niscemi del sistema Muos di trasmissioni navali, affiancate dalla base di Augusta dove le navi della Sesta Flotta e quelle Nato vengono rifornite di carburante e munizioni, compresi missili da crociera Tomahawk, gli stessi usati contro la Siria.

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Oggi lo schiavismo si chiama precarietà

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lavoro pupazzidi Giorgio Cremaschi
da MicroMega

A Milano sulla metro mi ferma un giovane, impiegato in un magazzino della logistica. Io sono tra i privilegiati, mi dice, certo non come i facchini che stanno giù al carico scarico merci, però anche in ufficio il clima è pesante. E mi racconta la storia dei punti della patente.

Il capo ufficio si rivolge alla giovane impiegata, naturalmente assunta con un contratto precario, e le chiede con la massima naturalezza: senti puoi darmi gli estremi della tua patente? Alle timide perplessità della ragazza il capo risponde tranquillamente che è per una infrazione in cui è incorso guidando l'auto aziendale. È arrivata una multa pesante che comporta danno alla patente. Visto che l'auto è aziendale, nulla di male a scaricare il taglio dei punti sulla patente dell'impiegata, anche se questa non è titolata ad usarla, è spirito di collaborazione... che fa curriculum per la conferma a lavoro.

La ragazza ha subito il ricatto? Ho chiesto alla fine, ma chi mi aveva raccontato l'episodio non è stato in grado di darmi una risposta, non conosceva la conclusione.

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L'agenda dell'indignazione di Washington e le contraddizioni della sinistra

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di Emiliano Alessandroni per Marx21.it

Un paradosso inquietante attraversa oggi, in maniera crescente, l’identità della sinistra occidentale. Non soltanto l’anti-imperialismo e l’anticolonialismo non rientrano più tra le sue corde, ormai tutte confinate, queste, nello stretto bacino euro-atlantico dei diritti civili. Ma la sua attenzione verso il mondo che sta al di là degli Stati Uniti e dell’Europa, si risveglia soltanto quando questo diventa un bersaglio critico contro cui scagliarsi, consentendo di riproporre la nota contrapposizione “Noi” – “Loro”: “Noi” governi democratici, rispettosi dei valori e dei diritti, “Loro”, crudeli tirannie da poter rovesciare in ogni momento e con ogni mezzo.

Sappiamo che la demonizzazione del nemico costituisce una pratica ricorrente nella storia del colonialismo: l’insistenza martellante dei giornali e dell’intellighenzia europea sui “barbari” da redimere, sui “cannibali” da civilizzare, il richiamo morale del white man’s burden; tutta la retorica dei valori e dei diritti è stata da sempre messa in campo per creare e consolidare il consenso verso le più sanguinarie operazioni coloniali. Per non parlare, naturalmente, di quando i “barbari” e i “cannibali” sono riusciti a mettere in piedi dei governi: come avvenuto a Santo Domingo dopo la rivolta degli schiavi neri guidata da Toussaint Louverture. Non di governi allora poteva trattarsi, secondo i reportage della nostra informazione, ma di macabri dispotismi.

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"La Siria non si inginocchierà!”

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siria bandiere assadDichiarazione dell'Ufficio Politico del Partito Comunista Siriano

da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

La mattina del 7 aprile, l'esercito statunitense ha sferrato, dalle sue navi di stanza nel Mediterraneo orientale, un massiccio attacco missilistico contro una struttura militare siriana.

Questo attacco rappresenta un nuovo passo nell'aggressione imperialista statunitense contro la nostra Patria, la Siria, che è stato preceduto dall'arrivo di forze militari americane nel nord-est del paese, senza alcun motivo che possa essere giustificato dal diritto internazionale. Questa aggressione è  conseguenza dell'approccio generale dell'imperialismo statunitense nell'attacco alla sovranità degli stati e alla libertà dei popoli, allo scopo di ottenere quella costante espansione, che ad esso è connaturata.

Ciò si inserisce nella politica aggressiva dell'imperialismo e del sionismo, indirizzata all'annientamento e alla divisione della Siria, che si erge con forza incrollabile contro i progetti di dominazione coloniale in tutta la regione del Mediterraneo orientale e del mondo arabo nel suo complesso.

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"Una cinica, spudorata aggressione”

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kprf attaccousasiriaDichiarazione di Ghennady Zyuganov, Presidente del Partito Comunista della Federazione Russa

da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Nella notte del 7 aprile la US Navy ha attaccato con missili da crociera la base aerea della Siria nei pressi della città di Homs. Secondo il Pentagono, questa azione è una risposta all'utilizzo da parte dell'aviazione siriana di armi chimiche contro Idlib, una delle città della provincia, che si trova sotto il controllo dei combattenti terroristi.

Secondo tutte le norme del diritto internazionale, le azioni degli Stati Uniti sono un'aggressione contro uno stato sovrano. La Carta dell'ONU consente l'utilizzo della forza solo sulla base di una decisione del Consiglio di Sicurezza stesso allo scopo di prevenire minacce alla pace mondiale. Inoltre, non solo non c'è stata la decisione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, ma neppure un elementare e obiettivo esame di quanto accade. Ci troviamo di fronte alla recidiva della politica del “grosso bastone”, che ha portato agli interventi distruttivi contro la Jugoslavia, l'Iraq, l'Afghanistan e la Libia.

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