Terrore anticomunista: il drammatico appello dei giovani comunisti ucraini

Terrore anticomunista: il drammatico appello dei giovani comunisti ucraini

di Komsomol di Ucraina

di Unione Leninista Comunista della Gioventù dell'Ucraina

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L'Industria dei Diritti Umani al servizio dell'imperialismo

L'Industria dei Diritti Umani al servizio dell'imperialismo

di Margaret Kimberley

Quando le Organizzazioni dei cosiddetti Diritti Umani sono finanziate dall’un per cento, esse sicuramente riflettono le priorità e le prevenzioni dei loro influenti sponsor ...

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Diritto alla pace, un diritto dei popoli

Diritto alla pace, un diritto dei popoli

di Pedro Guerreiro

Nell'attuale situazione internazionale, di fronte al crescere dell'azione aggressiva dell'imperialismo statunitense e dei suoi alleati, la lotta per la pace assume una fondamentale importanza.

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Trump verso il G-Nato di Taormina

Trump verso il G-Nato di Taormina

di Manlio Dinucci

Il presidente Trump, dopo essere stato in Arabia Saudita e Israele, il 24 maggio è in visita a Roma, per poi andare il 25 al Summit Nato di Bruxelles e tornare in Italia il 26-27 per il G7 di Taormina…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Venezuela: una narrazione rovesciata come per la vicenda ucraina

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guarimbas venezueladi Fiorangela Altamura
da megachip.globalist.it

I media occidentali tacciono sulle guarimbas, la guerriglia da strada dell'estrema destra venezuelana. Una narrazione rovesciata, come per la vicenda ucraina.

Era il 2014 e le manifestazioni dell'opposizione venezuelana, che voleva usurpare il potere attraverso la violenza e ignorando il processo democratico, causavano 43 morti e oltre 800 feriti. A capo della fazione più estrema dell'opposizione venezuelana - che chiamava ai disordini per provocare un'insurrezione armata contro il legittimo governo o un intervento esterno - c'era Leopoldo Lopez, poi condannato a 13 anni di carcere per diverse fattispecie di reati e ritenuto prigioniero politico da parte della politica internazionale direttamente influenzata dalle potenze occidentali.

Le vittime erano in maggioranza membri della Guardia bolivariana, chavisti o semplici passanti. Vittime due volte: della destra che aveva scatenato il caos e della menzogna che attraversava i canali di tutto il mondo attribuendo la responsabilità dei loro lutti e dei loro dolori alla repressione governativa.

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Le sole due alternative per il Venezuela

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venezuela violenze manifestantedi Atilio Boron
da atilioboron.com.ar

Traduzione di Marx21.it

“Le alternative sono solamente due: il consolidamento e l'avanzata della rivoluzione oppure la sconfitta della rivoluzione”

La dialettica della rivoluzione e lo scontro di classe che ne deriva avvicinano la crisi venezuelana al suo esito inesorabile. Le alternative sono due e solamente due: il consolidamento e l'avanzata della rivoluzione oppure la sconfitta della rivoluzione.

La brutale offensiva dell'opposizione – criminale per i suoi metodi e i suoi propositi antidemocratici – trova nei governi conservatori della regione e in ex governanti screditati i figuri che gonfiano il petto in difesa dell' “opposizione democratica” in Venezuela e che esigono dal governo di Maduro l'immediata liberazione dei “prigionieri politici”. La canaglia mediatica e l'”ambasciata” svolgono il loro compito moltiplicando per mille queste menzogne.

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Ucraina: solidarietà ai perseguitati politici dai neonazisti

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vitrenko ucraina nazia cura di Enrico Vigna

Riceviamo dal compagno Enrico Vigna e volentieri pubblichiamo

Abbiamo ricevuto dall’Ucraina questa denuncia/comunicato riguardo le repressioni e gli attacchi compiuti dai Servizi segreti (SBU) e dalle bande neonaziste che gestiscono la “nuova” Ucraina dei golpisti di Kiev.

Nella giornata del 9 maggio, dal 1945, caratterizzatasi sempre come la Giornata della Vittoria sul nazifascismo nella Grande Guerra Patriottica e giorno di commemorazioni, memoria e festa, si è scatenata in Ucraina una serie di provocazioni, minacce, attacchi e arresti contro esponenti delle forze di opposizione e patriote ucraine.

In molte città alle 7 del mattino agenti dei servizi ucraini si sono presentati nelle case di attivisti contro la guerra o esponenti di forze di opposizione, per perquisizioni o arresti indiscriminati senza accuse specifiche, in altri casi bande di neonazisti banderisti hanno attaccato abitazioni o sedi delle stesse forze e aggredito con violenza proditoria manifestazioni e commemorazioni. Il tutto nel quadro di impedire le commemorazioni di piazza e pubbliche del 9 maggio, che nell’Ucraina di oggi è visto come una giornata di lutto e non di liberazione popolare.

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Nuova presidenza sudcoreana: speranze di dialogo?

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Moon Jae in Coreadi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Mentre le elezioni presidenziali francesi hanno attirato una grande attenzione mediatica, con poco edificanti scivolamenti gossippari, quelle sudcoreane, terminate con la vittoria del candidato democratico Moon Jae-in, sono oggetto di riflessioni più specialistiche e solo superficialmente affrontate dalla stampa italiana. Eppure ci troviamo in un contesto geopolitico molto teso, quello che corre lungo il 38° parallelo, e sul quale, nelle settimane scorse, hanno soffiato venti di guerra, con tanto di movimenti di portaerei e minacce di attacco preventivo da parte degli Stati Uniti.

In questo contesto il risultato elettorale potrebbe avere proprio come conseguenza quella di “rasserenare” un poco il clima e abbassare il livello della tensione in un’area ad alta densità strategica. Il nuovo presidente sudcoreano non ha nascosto la volontà di riprendere il dialogo con la Corea del Nord, riadattando al nuovo contesto la linea diplomatica conosciuta come “Sunshine policy” che, annunciata nel 1997 dal progressista Kim Daejung, si proponeva di avviare una fase di coesistenza con la Corea popolare sulla base di tre principi: nessuna tolleranza nei confronti di provocazioni da parte del Nord; abbandono dell’idea di unificazione per “assorbimento” (diversamente, quindi, da quanto avvenuto in Germania) e di ogni altra misura che risultasse minacciosa; pacifico dialogo fra le due realtà statali della penisola coreana con promozione di scambi e cooperazione economica.

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Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 7)

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NATO Israeldi Manlio Dinucci

Parte 1 / Parte 2 / Parte 3 / Parte 4 / Parte 5 / Parte 6

LA SEMPRE PIU’ STRETTA COOPERAZIONE MILITARE NATO-ISRAELE

Nell’aprile 2001 Israele firma al quartier generale della Nato a Bruxelles l’«accordo di sicurezza», impegnandosi a proteggere le «informazioni classificate» che riceverà nel quadro della cooperazione militare.

Nel giugno 2003 il governo italiano stipula con quello israeliano un memorandum d’intesa per la cooperazione nel settore militare e della difesa, che prevede tra l’altro lo sviluppo congiunto di un nuovo sistema di guerra elettronica. 

Nel gennaio 2004 un aereo radar Awacs della Nato atterra per la prima volta a Tel Aviv e il personale israeliano viene addestrato all’uso delle sue tecnologie.

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La Giornata della Vittoria a Donetsk

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9 Maggio 2017, Repubblica popolare di Donetsk. Parata militare e Reggimento immortale in occasione della Giornata della Vittoria. Video di Eliseo Bertolasi.

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Il prossimo governo si ispirerà allo sceriffo di Nottingham

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alan rickman as sheriff of nottingham indi Claudio Conti
da Contropiano.org

Mentre tutti giocavano a fare il “Macron italiano”, cercando di posizionarsi al meglio ai nastri di partenza delle ormai prossime elezioni politiche, il quasi ex presidente della Consob, Giuseppe Vegas, avvertiva tutta la classe politica che il gioco sta per cambiare ancora una volta.

"L'inflazione si sta progressivamente riportando in prossimità dell'obiettivo del 2 per cento, mentre negli Stati Uniti è già in corso un inasprimento monetario. L'Italia dovrà preparasi ad affrontare la nuova situazione che si profila, non potendo più contare sul puntello esterno della leva monetaria".

Qualche spiegazione per i non addetti ai lavori è necessaria. Il prolungarsi della crisi – dieci anni, ormai – ha scatenato una recessione produttiva disastrosa, che ha avuto come unico effetto apparetemente “positivo” l’azzeramento del tasso di inflazione. Ma i prezzi stabili intorno allo zero percento annuo – o addirittura in zona negativa (deflazione), come avvenuto per qualche mese anche in Italia – sono a loro volta un problema, perché si bloccano gli investimenti privati (un’azienda non investe soldi per produrre di più se non c’è abbastanza domanda, e quindi prospettive di prezzi in crescita controllabile).

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Venezuela

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Venezuela scontridi Pedro Guerreiro, Segreteria del Partito Comunista Portoghese (PCP)

da avante.pt

Traduzione di Marx21.it

La Repubblica Bolivariana del Venezuela è vittima di una brutale operazione di destabilizzazione e aggressione.

Nonostante si sia assistito alla sconfitta dei molti e diversi tentativi di golpe contro il processo rivoluzionario bolivariano dopo il 1999, gli Stati Uniti, con i settori più reazionari dell'opposizione venezuelana, compresi gruppi di natura fascista, decidono di attuare un nuovo tentativo eversivo violento e antidemocratico contro la Rivoluzione Bolivariana.

Appoggiati da una colossale e pianificata operazione di disinformazione e menzogna, i settori golpisti e antidemocratici del Venezuela promuovono criminali azioni di violenza – compresi assassinii –, la distruzione del patrimonio pubblico e privato – incluse le strutture ospedaliere –, saccheggi, tentando di imporre una situazione che diventi incontrollabile.

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Quello che le TV nascondono: il Brasile con Lula (reportage fotografico)

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BrasilcomLula10BFdi Wevergton Brito Lima per Resistência

da resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

Chi guarda le TV brasiliane, in particolare il canale televisivo Globo e i suoi tentacoli, non si accorge delle decine di migliaia di brasiliani che sono accorsi il 10 maggio a Curitiba per solidarizzare con l'ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva, che si è recato nella capitale del Paraná per deporre di fronte al “giudice” Sérgio Moro, che lo perseguita accanitamente, appoggiato dai media e da porzioni significative dell'apparato giudiziario e di polizia.

Molti ritengono che questa deposizione sia praticamente un atto formale privo di importanza dal momento che il “giudice” Sérgio Moro, oltre che giudice del processo contro Lula, è anche – rompendo con ogni principio del diritto – il suo principale accusatore e già avrebbe pronta la sentenza contro di lui.

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Ungheria: i nazisti di Jobbik si alleano con il centro-sinistra

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jobbik ungheriadi Omar Minniti
da lantidiplomatico.it

Riceviamo da Omar Minniti e volentieri pubblichiamo

Fino a pochi mesi fa, Jobbik - acronimo del "Movimento per un'Ungheria Migliore" - veniva considerata una formazione di ultradestra, xenofoba, antisemita e nostalgica delle Croci Frecciate, collaborazioniste delle SS durante la Seconda Guerra Mondiale. Un'organizzazione, seconda forza politica ungherese con il 20,2% e primo partito di opposizione, che può vantare anche una milizia paramilitare - la Guardia Magiara - disciolta dal governo ma più volte ricostruita sotto nomi diversi.

Eppure, da un paio di mesi qualcosa è cambiato nella proiezione esterna di questa organizzazione. Da gruppo estremista, bollato come minaccia per l'Unione Europea, ad interlocutore, senz'altro ingombrante ma non più "appestato", del centrosinistra ungherese che guarda a Bruxelles e tifa Nato nella battaglia per disarcionare il primo ministro Viktor Orban.

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A chi torna utile il conflitto con la Russia?

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polandnatodi Brian Cloughley | da rebelion.org

Traduzione di Marx21.it

L'articolo è stato scritto pochi giorni prima che venisse scatenato l'attacco militare USA contro la Siria.

Il 30 gennaio, il notiziario della catena televisiva statunitense NBC News informava che “in una pianura polacca coperta di neve e dominata dalle forze russe per decenni, i carri armati e le truppe statunitensi hanno inviato un messaggio a Mosca dimostrando la potenza di fuoco dell'Alleanza Atlantica. Nel momento in cui crescono le preoccupazioni per il fatto che il presidente Trump potrebbe indebolire l'impegno degli Stati Uniti con la NATO, i carri armati hanno sparato salve per dimostrare che l'alleanza dei 28 paesi è un elemento di dissuasione vitale in un nuovo mondo pieno di pericoli”.

Aspetti interessanti di questa descrizione di parte sono le frasi “dominata dalle forze russe per decenni” e “elemento di dissuasione vitale”, che la NBC utilizza per fare intendere che la Russia desidera, per qualche ragione non specificata, invadere la Polonia. Come al solito nei mezzi di comunicazione occidentali non si offre alcuna prova a sostegno del fatto che la Russia sia impegnata a esercitare il proprio dominio. E che le truppe statunitensi si trovino così lontane dal proprio territorio, operando alla frontiera russa, è considerato un comportamento normale da parte della “nazione indispensabile” al mondo.

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Cosa ci insegnano le presidenziali francesi sull’Europa e sull’autonomia della sinistra

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lepen macron cartapestadi Domenico Moro
da sinistrainrete.info

I risultati delle presidenziali

I risultati più evidenti delle elezioni presidenziali francesi sono tre:

1) La crisi del Partito popolare europeo e del Partito socialista europeo, già evidente in tutta Europa, in Francia diventa crollo, come già accadde in Grecia; il Partito socialista (Ps) e i repubblicani, per la prima volta, non accedono al ballottaggio. La crisi dei due principali partiti francesi, su cui si basava la tradizionale alternanza bipartitica e che sono stati espressione politica dell’élite francese, è direttamente connessa con le politiche europeiste di austerity di cui sono stati esecutori bipartisan. La crisi del bipartitismo è espressione della crisi dell’integrazione europea, in particolare di quella valutaria, che aumenta le divergenze economiche. La Francia, nonostante altri paesi come la Grecia abbiano pagato un costo sociale molto più, alto, è forse il paese che ha subito la decadenza relativa, sia politica sia economica, maggiore, specialmente rispetto alla Germania.

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Una visita alle sedi dei Caschi Bianchi di Aleppo

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whitehelmet coranodi Pierre Le Corf
da oraprosiria.blogspot.it

Io credo di averne già parlato abbastanza, fatene quello che volete, è una delle mie ultime note a proposito dei Caschi Bianchi. Vi chiedo solo vivamente di tenerlo presente nel caso che qui inizi una nuova guerra.

Gli Stati Uniti hanno iniziato a posizionare le proprie truppe lungo il confine con la Turchia nel nord della Siria e non dubito un solo secondo che il nostro governo (francese ndt) dopo tutto quello che ha investito per rovesciare la Siria non esiterà un attimo a passare in seconda marcia se questa guerra incominciasse.

Volevo essere sicuro di ciò che sto dicendo, quindi sono partito per incontrare parecchie famiglie nei pressi di 3 centri dei Caschi Bianchi ad Aleppo Est. Anche se alcuni abitanti ammettono che non sono tutti terroristi, non hanno paura di dire che la stragrande maggioranza erano e appartenevano (o appartengono essendo tutt'ora a Idlib) a vari gruppi jihadisti.

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"Antipolitica" e senso comune

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antonio Gramscidi Ferdinando Dubla

[sintesi dell’intervento alla serata di studio “Gramsci nel lavoro politico della sinistra”, Taranto, 27 aprile 2017]

La complementarietà della cosiddetta ‘antipolitica’ e della ‘demagogia populista’ con le idee delle classi dominanti nell’interpretazione di Gramsci del senso comune

Partire dall’assunto che le ‘idee dominanti sono le idee della classe dominante’ (Marx) e coniugarlo con la terza glossa a Feuerbach del 1845, secondo cui 

“La dottrina materialistica che gli uomini sono prodotti dell'ambiente e dell'educazione, e che pertanto uomini mutati sono prodotti di un altro ambiente e di una mutata educazione, dimentica che sono proprio gli uomini che modificano l'ambiente e che l'educatore stesso deve essere educato. Essa perciò giunge necessariamente a scindere la società in due parti, una delle quali sta al di sopra della società (per esempio in Roberto Owen). La coincidenza nel variare dell'ambiente e dell'attività umana può solo essere concepita e compresa razionalmente come pratica rivoluzionaria.”,

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Francia: sulla vittoria di Macron

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macron bandieradi Fosco Giannini

Riceviamo dal compagno Fosco Giannini della segreteria nazionale e responsabile del dipartimento esteri del Partito Comunista Italiano (PCI), e volentieri pubblichiamo

La "Repubblica” è l’unico quotidiano “nazionale” italiano, nel senso che si vende, certo in modo differenziato, in tutte le regioni italiane. Non è prettamente “lombardo” come il “Corsera”, né emilano-romagnolo come il “Resto del Carlino”, o laziale  come “ il Messaggero”. Dunque, il giornale fondato da Eugenio Scalfari, costruisce, ben più di altri, senso comune di massa, dirige la testa di milioni di persone. Nacque ( per ammissione - vent’anni dopo - dello stesso Scalfari) per aiutare il PCI a sciogliersi, per essere l’organo politico dell’ “occhettismo”. Oggi, conseguentemente, è molto vicino al PDR, il Partito Democratico di Renzi. Ed è molto importante, detto ciò, vedere come “La Repubblica” ha commentato la vittoria di Emmanuel Macron, in Francia. E’ presto detto, basta citare il titolo di prima pagina, a caratteri cubitali: “ Macron, la svolta dell’Europa”. Ce lo aspettavamo, questo commento, che dobbiamo analizzare, proprio perché costruisce l’orientamento di vaste masse, anche a “ sinistra”.

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Ecco il piano del Pentagono per l’Europa

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Pentagono 672di Manlio Dinucci
il manifesto, 9 maggio 2017

In preparazione della visita del presidente Trump in Europa – il 24 maggio a Roma, il 25 al Summit Nato di Bruxelles, il 26-27 al G7 di Taormina – il Pentagono ha presentato il suo piano strategico per il «teatro europeo». Lo ha fatto per bocca del generale  Curtis Scaparrotti che, essendo a capo del Comando europeo degli Stati uniti, è automaticamente a capo della Nato con la carica di Comandante supremo alleato in Europa. 

Al Senato degli Stati uniti, il 2 maggio, il generale ricorda che «il teatro europeo resta d’importanza cruciale per i nostri interessi nazionali» e che «la Nato ci dà un vantaggio unico sui nostri avversari». Tale vantaggio viene però ora messo in pericolo da «una Russia risorgente, che cerca di minare l’ordine internazionale a guida occidentale e di riaffermarsi quale potenza globale». 

Il Comandante supremo chiama gli alleati europei a serrare i ranghi attorno agli Stati uniti per difendere con ogni mezzo l’«ordine internazionale» – quello fondato sulla supremazia economica, politica e militare dell’Occidente – messo in pericolo dall’emergere di nuovi soggetti statuali e sociali. 

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Una “coalizione mondiale per la pace”

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Seminario Cuba guantanamoda resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

Il 5° Seminario per l'abolizione delle basi militari, che si è tenuto a Guantanamo, a Cuba, dal 4 al 6 maggio, si è proposto di creare una coalizione mondiale per rafforzare la lotta per la pace.

In un'intervista esclusiva a “Prensa Latina”, la brasiliana Socorro Gomes, presidenta del Consiglio Mondiale della Pace, ha evidenziato la necessità di una forza unita che faccia crescere la consapevolezza in merito alla crescente minaccia alla pace del pianeta.

La leader del movimento mondiale per la pace ha affermato che gli Stati Uniti capeggiano le potenze militari del mondo e possiedono circa mille basi destinate all'assedio di nazioni e dei loro governi.

Per questa ragione, dice Socorro Gomes, è fondamentale promuovere la cultura della pace, avanzando allo stesso tempo critiche al comportamento aggressivo dell'attuale governo statunitense di Donald Trump.

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"Lo Stato non è un'impresa"

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La Parigi degli operai, dei precari e dei disoccupati scende in piazza contro Macron

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Per la rinascita del marxismo in Occidente. L’analisi di Domenico Losurdo

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di Aldo Trotta per Marx21.it

Manca ormai da tempo un dibattito teorico-politico sullo stato di salute e sulle prospettive del marxismo in Italia e non solo. Un dibattito tanto più necessario e urgente a fronte di una sinistra residuale che, dopo più di un quarto di secolo di abiure e di congedi dalla propria storia, continua ad annaspare nelle sabbie mobili di un “nuovismo” esasperato ed esasperante, alla ricerca affannosa e inconcludente di “nuovi” orizzonti teorici, di “nuovi” linguaggi, di “nuove” forme e pratiche politiche, di “nuove” identità, e via declinando. L’ultimo volume di Domenico Losurdo, Il marxismo occidentale. Come nacque, come morì e come può rinascere, può senza dubbio fornire un contributo prezioso per provare a rianimare una discussione che vada oltre le pur importanti contingenze politiche. Pubblicato da poco per i tipi della Laterza, il testo si presenta nel panorama editoriale nel centenario della Rivoluzione d’Ottobre, in una fase storica in cui sullo scenario internazionale piovono bombe come fossero coriandoli, i focolai di crisi aumentano e i rischi di una conflagrazione bellica su ampia scala si addensano sempre più pericolosamente all’orizzonte, nella preoccupante assenza di un movimento pacifista in grado di far sentire preventivamente la sua voce prima che l’incendio divampi. 

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