Ex Ilva: nazionalizzare, ma anche questo non basta più

Ex Ilva: nazionalizzare, ma anche questo non basta più

di Claudio Conti

La fuga di ArcelorMittal è un risultato di decenni di smantellamento della struttura industriale italiana. Non nasce da sacrosante “regole” antinquinamento, da “stupidità” del ...

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Cina e Russia assediano l'Occidente

Cina e Russia assediano l'Occidente

di Maurizio Molinari

'La Stampa' di Torino ha pubblicato un estratto del nuovo libro del direttore Maurizio Molinari. È un pezzo molto interessante (di cui riportiamo ampi stralci) perché spiega esattamente quali sono le idee di chi governa l'Italia ...

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Il Califfo, film Cia tra fiction e realtà

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mccain albaghdadidi Manlio Dinucci

Il senatore Usa John McCain incontra Abu Bakr al Baghdadi il 27 maggio 2013 in Siria

«È stato come guardare un film», ha detto il presidente Trump  dopo aver assistito alla eliminazione di Abu Bakr al Baghdadi, il Califfo capo dell’Isis, trasmessa nella Situation Room della Casa Bianca.

Qui, nel 2011, il presidente Obama assisteva alla eliminazione dell’allora nemico numero uno,  Osama Bin Laden, capo di Al Qaeda. 

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Turingia e Umbria, due elezioni con analogie significative

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tesei umbria elezioni regionali salvini 2019di Domenico Moro
da laboratorio-21.it

Domenica si sono tenute due elezioni regionali in Germania e Italia. Le due elezioni hanno interessato regioni piccole, la Turingia e l’Umbria, che hanno rispettivamente due milioni e 900mila abitanti su una popolazione complessiva di 80 e 60 milioni. Ma, malgrado le dimensioni e il fatto che i due Paesi appaiano diversi sotto alcuni aspetti, il risultato delle elezioni rivela interessanti analogie e qualche altrettanto interessante differenza. In generale si può dire che le due elezioni sono significative della crisi politica che investe l’establishment politico europeo. Una crisi che sembrava sventata dai risultati delle elezioni europee, che avevano registrato una tenuta maggiore di quanto ci si aspettasse dei partiti filo-austerity facenti parte dei gruppi del Partito popolare europeo e del Partito socialista europeo.

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Il Partito Comunista del Venezuela vuole costruire un'ampia alleanza antimperialista e antifascista

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pc venezuela striscionedi Carolus Wimmer, Responsabile del Dipartimento Internazionale del PCV

da avante.pt

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

La forte pressione politica, economica, diplomatica e militare che l'imperialismo esercita sulla Repubblica Bolivariana del Venezuela mira a qualcosa di più del semplice cambio di regime, cercando di trasformare il Paese in uno stato fallito, simile a Iraq, Libia e Afghanistan dopo le invasioni USA e NATO. Lo afferma Carolus Wimmer dell'Ufficio Politico del Partito Comunista del Venezuela (PCV) e responsabile del suo dipartimento internazionale.

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Tensioni commerciali

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EU6L'ultimo editoriale di Guido Salerno Aletta su Milano Finanza

Mentre a Bruxelles ed a Francoforte si celebrano i riti dell’addio, per accomiatarsi da chi in questi anni ha guidato la Commissione e la Bce, le preoccupazioni per il futuro dell’Unione si accrescono, malcelate.

Lotte di potere a Bruxelles Salta di un mese l’insediamento della nuova Commissione europea, che era previsto per il 1° novembre. La Presidente Ursula von der Leyen non è riuscita a completarne l’iter di formazione, per via dello smacco clamoroso che ha subìto da parte del Parlamento europeo, che ha bocciato a scrutinio segreto la candidatura francese di Sylvie Goulard, fortemente sostenuta dal Presidente Emanuel Macron e Ministro della Difesa dell’attuale governo.

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“La questione nazionale in Spagna richiede una soluzione politica e non giudiziaria e repressiva”

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catalogna poliziaIl Partito Comunista Portoghese sugli sviluppi in Catalogna

a cura della Redazione di Marx21.it

Il PCP ha reagito con una dichiarazione del suo ufficio stampa, alla condanna da parte delle autorità giudiziarie spagnole a "dure pene detentive" di leader di forze politiche, di membri del Parlamento ed ex membri del governo regionale della Catalogna, a causa la loro partecipazione all'organizzazione del referendum sull'autodeterminazione della Catalogna del 1 ° ottobre 2017 e alla successiva dichiarazione unilaterale di indipendenza.

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"Friday for future" e il greenwashing: cavalli di Troia dell'imperialismo

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cavalloditroia usaRiceviamo da Roberto Vallepiano e pubblichiamo

L'America Latina è letteralmente invasa da una miriade di ONG che in realtà operano come facciata per la CIA e i Servizi Segreti a stelle e strisce. È una presenza perniciosa e particolarmente subdola: si sono appropriati del linguaggio e del gergo della sinistra, parlano di diritti umani, ecologia e giustizia sociale, usurpano deliberatamente simboli e parole d'ordine progressiste e rivoluzionarie utilizzandole spregiudicatamente per assecondare le mire e gli interessi di ciò che dicono di voler combattere.

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Leghisti in salsa catalana?

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catalognaRiceviamo e pubblichiamo

da aginform.org

Accoppiare i leghisti agli indipendentisti catalani può sembrare una bestemmia, ma quello che conta non è la forma, nè l'ideologia, ma la sostanza della questione.

Bisogna in altri termini inquadrare il movimento per l'indipendenza della Catalogna nel contesto delle questioni che agitano l'Europa e capirne la natura, aldilà di quelle che sono le apparenze ideologiche.

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L'unità dei comunisti e la questione comunista

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falcemartello rossoPubblichiamo un interessante dialogo fra Alessandro Pascale, Roberto Gabriele e Paolo Pioppi

Il compagno Alessandro Pascale si è fatto interprete, in questi ultimi tempi, di sollecitazioni unitarie nei confronti di un'area che, in vario modo, si definisce comunista. La domanda che viene spontanea è questa: non è il caso di indagare meglio su come impostare la questione? È esigenza primaria quella di invocare l'unità o è preliminare portare la questione sul terreno dell'analisi e aprire un dibattito di contenuti sui processi che possono dare un fondamento solido alla questione che il compagno pone?

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Erdogan vuole la bomba

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incirlik baseaereadi Manlio Dinucci

Cacciabombardieri USA nella base turca di Incirlik, dove sono dislocate 50 bombe nucleari B-61

«Alcuni paesi hanno missili nucleari, ma l’Occidente insiste che noi non possiamo averli. Ciò è inaccettabile»: questa dichiarazione del presidente Erdogan rivela che la crisi va al di là di quella apertasi con l’offensiva turca in Siria. 

In Turchia, durante la guerra fredda, gli Usa schierarono armi nucleari contro l’Unione Sovietica. Nel 1962, negli accordi con l’Urss per la soluzione della crisi dei missili a Cuba, il presidente Kennedy promise di rimuovere tali armi dalla Turchia, ma ciò non fu fatto. 

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Rispettare la sovranità nazionale e l’integrità territoriale siriana!

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siria gc pcda partitocomunista.ch

Risoluzione della Direzione del Partito Comunista (Svizzera) sulla situazione in Siria alla luce del recente intervento militare turco

11 Ottobre 2019

1. Esprimiamo solidarietà alla resistenza patriottica siriana organizzata nell’ambito del Fronte Nazionale Progressista e politicamente guidata dal Partito Socialista Arabo (Baath), dal Partito Comunista Siriano e dalla Federazione Generale dei Sindacati Siriani. Essa ha saputo sconfiggere il terrorismo islamista e ha impedito all’imperialismo atlantico di conquistare il Paese sotto attacco dal 2011.

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007 missione Nordcorea. Il mistero della stanza 39.

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coreadelnord stadiodi Francesco Galofaro, UNITO

Come semiologo trovo affascinante la propaganda anticoreana. A differenza, ad esempio, della propaganda anticinese, non c'è nessuno sforzo di verosimiglianza nella descrizione delle gesta di Kim Jong Un.

E' costantemente descritto come il mito greco dipinge i tiranni: per esempio, Kim avrebbe gettato lo zio in pasto ai cani; allo stesso modo Creonte, tiranno di Tebe, lasciò insepolto e alla mercé dei cani il corpo del povero nipote Polinice, reo di aver tradito la patria.

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Siria, curdi, Trump-Putin, noi. Dimmi con chi vai ...

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manbij siriani caravanda fulviogrimaldi.blogspot.com

Manbij liberata

Soldati siriani tra la folla a Manbij

Alle scomposte geremiadi delle prefiche imperialiste sul ritiro delle truppe Usa dalla Siria e sull’ “abbandono” della loro fanteria curda, hanno risposto correttamente, tra poche altre iniziative, una mobilitazione del Comitato contro la guerra di Milano, un articolo di Pino Arlacchi, uno di Mauro Gemma (Marx XXI) e un ottimo comunicato stilato dall’amico Enzo Brandi, poi leggermene modificato da altre mani della rete No War. Lo riporto in calce, dopo una serie di mie considerazioni.

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La larga noche neoliberal: interrogarsi per reagire

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unidad latinoamericana2 792016Riceviamo con richiesta di pubblicazione

da bollettinoculturale.blogspot.com

“Una scintilla può dar fuoco a tutta la prateria” diceva il Presidente Mao, questa citazione può essere senza troppi problemi usata per leggere gli eventi che stanno modificando gli assetti geopolitici dell’America Latina.

La larga noche neoliberal nella quale i servi di Washington vogliono ricacciare i popoli di tutto il continente sembra trovarsi di fronte la rabbiosa reazione della masse popolari.

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Hong Kong e dintorni: la confusione liberale

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socialist rebels hk 1967Collettivo “Le Gauche”

Tra qualche giorno a Milano una pericolosa associazione culturale liberale terrà una manifestazione in solidarietà con i manifestanti di Hong Kong.

Mai occasione è stata più propizia per smascherare l’ipocrisia che nasconde ogni singolo discorso sulla libertà promosso dai liberali.

Il plusvalore per loro non esiste, il salario minimo è razzista, la società non esiste.

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E se l'egemonia del petrolio Usa non durasse a lungo?

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petrolio usa bandieradi Demostenes Floros, Analista geopolitico ed economico | da aboutenergy.com

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Se la produzione statunitense di petrolio continuasse a calare come nell'ultimo trimestre, Washington potrebbe dire addio all'indipendenza energetica e la Casa Bianca si troverebbe a ridisegnare la politica estera in Medioriente. Tutto questo mentre sullo sfondo proseguono i negoziati commerciali con Pechino, che stanno influenzando tanto l'economia globale quanto la domanda di petrolio. Ma le cose potrebbero anche andare diversamente. Gli scenari di ottobre

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Sul presidio del 14 ottobre a Milano sotto il consolato turco “Defend Royava!”

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milano procurdida Comitato Contro La Guerra Milano

Lettera aperta alla Onorevole Lia Quartapelle

Cara Onorevole Lia Quartapelle, membro della Commissione Esteri della Camera dei Deputati, abbiamo avuto modo di ascoltare la registrazione del Suo intervento durante il presidio “Defend Royava! Stand Up for Royava” che si è tenuto a Milano lo scorso 14 ottobre sotto il Consolato Turco [qui l’audio].

È stato il Suo, senza alcun dubbio, l’intervento più applaudito della serata, in piena sintonia con le decine di organizzazioni aderenti, tra cui il suo Partito Democratico, i Giovani Democratici, sindacati, anche partiti della cosiddetta “sinistra di alternativa”, oltre che con il movimento politico Grande Nord, che parrebbe nato da una scissione della Lega.

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SIRIA: le forze progressiste, socialiste e comuniste a difesa della Repubblica Araba Siriana

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siria proassad manifestazionea cura di Enrico Vigna

15 ottobre 2019

Di fronte all’aggressione e all’attacco alla Siria, alla sua integrità, indipendenza e sovranità nazionali, al suo popolo, formato da arabi, curdi, assiri, siriaci e armeni, ai credenti di oltre dodici fedi, così si esprimono irremovibilmente le forze progressiste, socialiste, comuniste, nasseriane e sociali di quel paese, martoriato da otto anni di una violenta e criminale aggressione militare guidata, favorita e finanziata da lontano, fuori dai suoi confini.

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L’Austria instabile. I Verdi verso il governo con i popolari?

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austria bandieradi Lorenzo Battisti (Dip. Internazionale Pci)

Per molti anni, gli articolisti del Corriere della Sera e di Repubblica hanno dipinto il nostro paese come la patria dell’instabilità, caratterizzato dai governi balneari che duravano lo spazio di un’estate e da elezioni continue. Una visione errata e soprattutto estrapolata dal contesto in cui la nostra democrazia si muoveva, all’interno di un mondo diviso dalla guerra fredda. E per spingere gli italiani verso riforme autoritarie e antidemocratiche della nostra democrazia e della nostra Costituzione, si portava ad esempio la stabilità dei paesi d’oltralpe. Da qualche anno, la realtà si sta premurando di smentire platealmente le corbellerie diffuse a piene mani negli ultimi decenni. Paesi come la Svezia vengono rette da governi di minoranza, o, come in questo caso, un paese come l’Austria si vede attraversato da scandali ed è portato al voto prima della fine del mandato naturale del parlamento.

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Collettivismo, individualismo ed effetto di sdoppiamento: “L'ascesa dell'individualismo economico”

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ferrari ascesadellindividualismoeconomicoPubblichiamo un'interessante discussione fra il professore Luigi Ferrari, Daniele Burgio, Massimo Leoni e Roberto Sidoli sulla teoria dell’effetto di sdoppiamento e sull’individualismo/collettivismo

da facebook.com

Con il suo libro, intitolato “L'ascesa dell'individualismo economico”, Luigi Ferrari ha elaborato un testo potente ed efficace, colmo di innumerevoli riferimenti fattuali e bibliografici, oltre che introdotto dalla brillante prefazione di Giorgio Galli, con un'analisi autonoma e originale che tra l'altro risulta perfettamente compatibile con la teoria dell'effetto di sdoppiamento, costituendone a nostro avviso una sua traduzione concreta sul piano delle ideologie e della mentalità collettiva, durante il periodo che parte dalla fine del Quattrocento per arrivare ai nostri giorni.

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Curdi, un Kossovo mancato

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curdi bandiereRiceviamo con richiesta di pubblicazione

Aginform

Tutto il mondo occidentale, tutta la sinistra imperialista sono impegnati nella campagna pro curdi che hanno perso la bandiera a stelle e strisce sotto cui si erano rifugiati e si trovano a fare i conti con l'esercito turco.

Su questa vicenda bisogna avere il coraggio di parlare chiaro e dire le cose come stanno. Non è la prima volta che ce ne occupiamo, ma stavolta è il caso di rispondere a muso duro a chi ci vorrebbe coinvolgere in un'azione di solidarietà che è fuori da ogni logica antimperialista.

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