Come l'Italia conquistò lo «Status di grande paese»

Come l'Italia conquistò lo «Status di grande paese»

di Manlio Dinucci

Il 24 marzo 1999, la seduta del Senato riprende alle 20,35 con una comunicazione dell’on. Sergio Mattarella, allora vice-presidente del governo D’Alema (Ulivo - Pdci - Udeur) ...

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Si si e né né

Si si e né né

di Jorge Cadima

La storia dimostra abbondantemente come l'imperialismo si arroghi il diritto di imporre il suo potere planetario con tutti i mezzi: guerre, sovversioni, colpi di stato, embarghi, bombe atomiche, armi chimiche, campi di concentramento, torture, omicidi.

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Marxismo, ambientalismo, animalismo

Marxismo, ambientalismo, animalismo

di Alessandro Pascale

Quella che segue è una breve introduzione al saggio di Davide Cericola, Critica costruttiva ai concetti di Lavoro e di possesso, che pubblichiamo in esclusiva su Marx21.it come contributo alla discussione teorica su alcuni temi spinosi.

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L’Italia nella via della seta? Si scatena l’irritazione della “casetta bianca”!

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conte trump 500x333di Fabio Massimo Parenti | da beppegrillo.it

Non solo la Casa Bianca, ma anche Bruxelles sta mostrando preoccupazione per la volontà dell’Italia di firmare un MoU sulla BRI. Un memorandum d’intesa è un accordo di base per una migliore cooperazione futura, che non prevede obblighi, ma principi condivisi per l’organizzazione di forme specifiche di cooperazione economica. Xi Jinping arriverà in Italia in poche settimane e, come previsto durante le visite italiane in Cina nell’ultimo anno, l’Italia dovrebbe essere pronta a formalizzare l’adesione alla BRI. Sin dal precedente governo, c’è stato un grande interesse nazionale verso l’enorme progetto di interconnessione cinese lanciato nel 2013. Polonia, Ungheria, Grecia, Portogallo hanno già firmato la loro partecipazione formale alla BRI. Dov’è lo scandalo? L’intera Europa è parte dell’AIIB (la banca asiatica per gli investimenti e le infrastrutture), fondata anche per sostenere la proposta della BRI. Queste istituzioni e progetti sono aperti anche agli Stati Uniti. Nessuno è escluso in base a discriminanti ideologico-politiche.

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Via della Seta, il testo dell’intesa tra l’Italia e la Cina

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cina italia bandierepngIl corriere della sera ha pubblicato il testo dell'accordo Italia – Cina

Documento d’intesa tra il governo della Repubblica italiana e il governo della Repubblica popolare cinese sulla collaborazione all’interno del progetto economico “Via della seta” e dell’iniziativa per le vie marittime del XXI secolo

Il governo della Repubblica italiana e il governo della Repubblica popolare cinese (d’ora in poi denominati “controparti”), nella prospettiva di promuovere una collaborazione pratica bilaterale; nell’accogliere favorevolmente le conclusioni del Forum sulla cooperazione internazionale della Via della Seta, tenutosi a Pechino nel maggio 2017;

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Ilhan Omar: islamofobia, antisemitismo ed antisionismo

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IlhanOmardi Mark Epstein

La neoeletta Ilhan Omar, che ha trovato asilo e cittadinanza in USA dopo essere fuggita dalle violenze e persecuzioni della sua nativa Somalia, si trova ora al centro di campagne persecutorie in USA, da parte sia dei Repubblicani che dei Democratici, semplicemente per il grande coraggio ed onestà che ha avuto, ha e dimostra tuttora.

Prima ha rifiutato di accodarsi all’aggressione dell’Impero contro il Venezuela, e, avendo l’occasione, ha posto delle domande molto dirette al criminale di guerra, Neocon e totalitario di ferro, Elliott Abrams riguardo le sue attività a sostegno di genocidi, dittature, torture, massacri, colpi di stato e terrorismo Contra in America latina.

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Accordo Italia-Cina: un'occasione storica per la difesa degli interessi del nostro popolo

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via seta italiacinadi Mauro Gemma

Con la firma dell'accordo con la Cina in merito al progetto sulla Via della Seta, l'Italia per la prima volta nella storia del dopoguerra avrebbe la possibilità di affermare in modo sostanzioso la propria autonomia dalle scelte imposte dall'imperialismo statunitense ed europeo. Sarebbe il primo paese del G7 a farlo e la sovranità del nostro popolo ne uscirebbe rafforzata, con l'adesione a un programma che avrebbe immense ricadute economiche e occupazionali benefiche, senza che la Cina, come ha affermato lo stesso Conte, ci chieda alcuna forma di sudditanza politico-militare.

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Sale alle stelle il prezzo della «protezione» Usa

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us army toppadi Manlio Dinucci

A pretendere il pizzo in cambio di «protezione» non è solo la mafia. «I paesi ricchi che stiamo proteggendo – ha avvertito minacciosamente Trump in un discorso al Pentagono  – sono tutti avvisati: dovranno pagare la nostra protezione». Il presidente Trump  – rivela Bloomberg – sta per presentare il piano «Cost Plus 50» che stabilisce il seguente criterio: i paesi alleati che ospitano forze Usa sul proprio territorio ne dovranno coprire interamente il costo e pagare agli Usa un ulteriore 50% in cambio del  «privilegio» di ospitarle ed essere così da loro «protetti».

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Denunciamo l'intervento imperialista in Venezuela. Solidarietà con il popolo del Venezuela!

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Venezuela follaDichiarazione dei Partiti Comunisti e Operai di tutto il mondo

da solidnet.org

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

I partiti comunisti e operai di tutto il mondo condannano decisamente i piani imperialisti, la politica della destabilizzazione e delle minacce praticata dagli Stati Uniti, dall'UE e dai governi loro alleati in America Latina, per rovesciare il presidente del Venezuela legalmente eletto, Nicolás Maduro; i piani per assoggettare il popolo di questo paese agli interessi imperialisti e per rubare le risorse destinate al suo benessere.

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Record americani: crescita, deficit commerciale e posizione finanziaria netta

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dollaro disperatoL'editoriale di Guido Salerno Aletta apparso su Milano-Finanza

di Guido Salerno Aletta

Altri due record, per gli Usa, nel 2018: mentre il disavanzo commerciale è arrivato al 3% del pil, peggiorando rispetto al 2,8% dell’anno precedente e mettendo così a segno il peggior risultato da dieci anni a questa parte, il tasso di crescita è stato comunque il più elevato fra tutti i Paesi del G7. Con un consistente +2,9%, ha oscurato nettamente il +1,9% della Germania. Quest’ultima, invece, ha accumulato ancora un enorme attivo della bilancia dei pagamenti, arrivato all’8,1% del pil. La Cina, che invece è cresciuta del 6,6%, ha avuto un avanzo sull’estero pari appena allo 0,7%: è stato dunque il Paese con la crescita più equilibrata sull’estero: un paradosso, visto il modello di sviluppo che aveva adottato nel passato.

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L'opportunità offerta dalla Cina

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container cinadi Marco Pondrelli

Leggendo i giornali italiani si direbbe che un fantasma si aggiri per l'Europa e che vi sia entrato passando dall'Italia. Poco più di un anno fa gli stessi opinionisti ci spiegarono che Xi Jinping aveva abbandonato il comunismo e si era posto contro Donald Trump quale fiero difensore del neoliberismo. Oggi la Cina torna ad essere il pericolo, non deve sorprendere la capacità che hanno certi personaggi di cambiare idea. Erano gli stessi che negli anni '70 scendevano in piazza col libretto rosso inneggiando alla rivoluzione culturale e che oggi attaccano la Cina convinti che sia rimasta quella di Mao. Non avevano capito nulla della Cina negli anni '70 continuano a non capire nulla oggi!

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La guerra con altri mezzi

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usavsvenezuelaEditoriale * | monthlyreview.org

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

01/03/2019

Mentre scriviamo queste note nella prima settimana di febbraio 2019, gli Stati Uniti stanno dirigendo apertamente un golpe politico-economico in Venezuela. Allo stesso tempo, hanno annunciato il ritiro unilaterale dal Trattato sulle Forze Nucleari Intermedie (INF). L'insieme di questi eventi, che hanno avuto luogo tra fine gennaio e inizio febbraio, segnano una nuova escalation dell'imperialismo statunitense, che minaccia il mondo intero.

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Genocidio yemenita per il controllo del petrolio

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Yemen petrolioUn interessante articolo di William Engdahl, pubblicato sulla rivista online 'New Eastern Outlook' e ripreso da Global Research, fa luce su una guerra, quella dello Yemen, censurata dagli organi d'informazione. Guerra che, va ricordato, l'Arabia Saudita sta combattendo anche con le armi italiane.

di F. William Engdahl

Il genocidio in corso nella Repubblica dello Yemen, in una guerra la cui fase più intensa è iniziata nel 2015, è stato fino a poco tempo fa ignorato dai media occidentali. Quello che è stato ignorato è anche il casus belli fondamentale della guerra saudita sostenuta dagli Stati Uniti, apparentemente contro lo Shi'ite Houthi da parte dei sunniti wahhabiti sauditi. Come per quasi ogni guerra ed ogni destabilizzazione da quando gli inglesi hanno scoperto per la prima volta il petrolio nel Golfo Persico oltre un secolo fa, la guerra dello Yemen riguarda il petrolio, più precisamente il controllo del petrolio, un sacco di petrolio.

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Il presidente del Messico, Lopez Obrador, respinge il colpo di stato del Venezuela

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lopezobrador messicodi José Luis Granados Ceja

da civg.it

Il presidente del Messico, Lopez Obrador, respinge il colpo di stato del Venezuela e diventa un baluardo contro l'imperialismo statunitense rivendicando la sua sovranità nazionale

«AMLO sta cercando di ritagliarsi uno spazio autonomo per la politica estera che segnali agli Stati Uniti l'intenzione del Messico di non seguire assiduamente Washington, ma che cercherà di avanzare affermazioni su quale sia la legittimità democratica in America Latina». ChristyThornton, Johns Hopkins University, 31 gennaio 2019

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La Terza Internazionale nella storia

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terza internazionaleUn saggio di Giacomini di grande interesse

di Ruggero Giacomini

da ilpartitocomunistaitaliano.it

Cade quest’anno il centenario della fondazione della Terza Internazionale,  soggetto politico trai principali protagonisti della storia mondiale tra le due grandi guerre del Novecento. Il congresso costitutivo si svolse a Mosca dal 2 al 6 marzo 1919, con la partecipazione con voto deliberativo di  35 delegati, in rappresentanza di 19 partiti e organizzazioni, riusciti ad arrivare nella capitale sovietica nonostante il blocco delle potenze dell’Intesa.

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Come usare il capitalismo nell'ottica del socialismo

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Deng Xiaoping billboard 01Segnaliamo il seguente brano di Deng Xiaoping tradotto da Francesco Alarico della Scala

“Il motivo per cui alcuni esistano a portare avanti la politica di riforma e apertura e non si azzardano verso nuovi orizzonti è che, in sostanza, temono che ciò significhi introdurre troppi elementi di capitalismo e, anzi, prendere la strada capitalista. Il fulcro del problema è se la strada è capitalista o socialista. Il principale criterio di questo giudizio dovrebbe riguardare la possibilità di promuovere la crescita delle forze produttive in una società socialista, accrescere la forza complessiva dello Stato socialista ed elevare il tenore di vita. Quanto a istituire le zone economiche speciali, alcuni non erano d’accordo fin dall’inizio, chiedendo se ciò non significasse introdurre il capitalismo.

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Giuliano Prasca, un maestro che ci mancherà.

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prascaRiceviamo da Norberto Natali e volentieri pubblichiamo

GIULIANO E’ GIULIANO.

Ci siamo scambiati questa frase, poche ore dopo la sua scomparsa, con la vedova del compagno Prasca, parlando delle ultime settimane di malattia.

È vero: per tanti di noi è stato un maestro ed un esempio di forza, di saldezza e anche di saggezza. Sei o sette anni fa, organizzammo una visita di una folta comitiva di giovani e meno giovani alle Fosse Ardeatine. Lui ci fece da guida, ci raccontò di chi aveva disegnato il monumento, quale fosse il suo significato (ossia dare il senso fisico dell’oppressione che vivevano i romani), ci parlò di molti di quei martiri e delle vicende che precedettero e seguirono quella strage, l’unica del genere compiuta dai nazisti in una capitale europea.

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Psicosi rossobruna

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sn difesa nazionaledi Matteo Luca Andriola
da sinistrainrete.info

Uno spettro si aggira per l’Europa. No, non è lo spettro del comunismo, contro cui tutte le potenze della vecchia Europa ottocentesca si coalizzarono in una caccia alle streghe, dallo zar al papa, da Metternich a Guizot, come scrivevano Karl Marx e Friederich Engels nell’incipit del Manifesto del partito comunista (1848), ma quello del ‘rossobrunismo’. Più volte si è accennato a tale fenomeno in queste pagine, ma il termine ora non è usato nell’accezione qui spesso utilizzata ma come etichetta squalificante contro chi fa la stecca nel coro del pensiero unico liberale, imperante dal 1989 come unica religione civile che accomuna tutti, da centrodestra a centrosinistra, dai progressisti ai conservatori, uniti dal prefisso ‘liberal’: liberalprogressista, liberaldemocratico e liberalconservatore.

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A Camp Darby le forze speciali italiane

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comfose italiadi Manlio Dinucci 

La notizia non è ufficiale ma già se ne parla: da ottobre su Camp Darby sventolerà il tricolore. Gli Stati uniti stanno per chiudere il loro più grande arsenale nel mondo fuori dalla madrepatria, restituendo all’Italia i circa 1000 ettari di territorio che occupano tra Pisa e Livorno? Niente affatto. Non stanno chiudendo, ma ristrutturando la base perché vi possano essere stoccate ancora più armi e per potenziare i collegamenti col porto di Livorno e l’aeroporto di Pisa. Nella ristrutturazione restava inutilizzata una porzioncina dell’area ricreativa: 34 ettari, poco più del 3% dell’intera area. È questa  che lo US Army Europe ha deciso di restituire all’Italia, più precisamente al Ministero italiano della Difesa, per farne il miglior uso possibile.

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Bernie Sanders: Quale Socialismo?

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Pubblichiamo come contributo alla discussione un intervento di Mark Epstein scritto per Marx21

Da poco più di una settimana Bernie Sanders è ufficialmente uno dei candidati in lizza per la nomination democratica.

Anche se non ai livelli di venerazione di Obama, in base a scambi avuti con amici, colleghi e compagni, ho l’impressione che anche per Sanders esistano livelli di mitologizzazione non indifferente, in parte basati sulla sua presenza ‘socialista’ in un paese notoriamente, per non dire paradigmaticamente, anti-comunista ed anti-socialista (anche se in misura minore).

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Chi vince nella lotta tra America, Europa e Russia? La Cina

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cina bandiera soledi Ariel Cohen* - Newsweek

Un intervento di Ariel Cohen pubblicato su Nesweek rivela come una parte dell'Amministrazione americana individui nella Cina il proprio avversario strategico. Dal loro punto di vista la Russia dovrà essere alleata dell'Occidente contro questa minaccia.

Traduzione di Marco Pondrelli

Guardare Vladimir Putin minacciare di spazzare via la tua città natale, Washington, D.C., in un discorso nazionale è un'esperienza inquietante, specialmente quando lo vedi a Mosca. Ultimamente, Putin non ha avuto timore di ostentare i suoi nuovi missili luccicanti e, se necessario, ad usarli.

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Su PD, media e altro ancora

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pd telecameredi Mauro Gemma

Mai come in questi ultimi giorni è stato così assordante il frastuono della grancassa a sostegno di una presunta "ripresa" del PD e dei suoi satelliti (a cui si associa un Berlusconi "europeista" che ha già dimenticato come l'UE lo scalzò senza tanti complimenti, grazie al golpe istituzionale di Napolitano, ma che è in attesa di potere tornare al governo con la Lega e il benevolo avallo proprio del PD).

I potentissimi media al servizio dei gruppi economici nazionali e internazionali e e dell'imperialismo sembrano annusare l'odore della rivincita della destra ordo-liberista, rappresentata dai governi “tecnici” e “politici”che si sono via via succeduti, che ha massacrato l'Italia dal 2011 al 2017 e l'ha schierata a fianco del più odioso imperialismo mondiale e anche, senza alcuna vergogna, del fascismo in alcune parti del mondo (ricordate i dirigenti del PD che arringavano i nazisti sul Maidan ucraino?).

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Perché quella di Paolo Savona sui bond Esm è un’ottima idea

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savona paoloL'editoriale di Guido Salerno Aletta

da startmag.it

La proposta di Paolo Savona analizzata dall’editorialista Guido Salerno Aletta

L’architettura dell’Eurozona non funziona: i vincoli posti alla Bce in termini di divieto assoluto di finanziamento degli Stati; l’obiettivo preminente assegnatole di garantire la stabilità dei prezzi anziché contemperarla con la crescita e l’occupazione; i meccanismi a presidio dell’equilibrio delle finanze pubbliche che sono stati disposti prima con il Trattato di Maastricht e poi con il Fiscal Compact, hanno come unico obiettivo la stabilità.

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