Intervista a Evo Morales, presidente della Bolivia

Intervista a Evo Morales, presidente della Bolivia

da jornada.unam.mx

Morales sostiene di non essere ancora pronto a lasciare la presidenza, benché rispetti la decisione del paese. Quanto alla vittoria di Trump, secondo lui è da attribuire alla rabbia contro la globalizzazione

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Il risultato delle elezioni presidenziali austriache

Il risultato delle elezioni presidenziali austriache

Dichiarazione di Elke Kahr, dirigente della Federazione della Stiria del Partito Comunista Austriaco (KPÖ)

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No alla «riforma» bellicista

No alla «riforma» bellicista

di Manlio Dinucci

La maggioranza degli italiani, sfidando i poteri forti schierati con Renzi, ha sventato il suo piano di riforma anticostituzionale. Ma perché ciò possa aprire una nuova via al paese, occorre un altro fondamentale No: quello alla «riforma»  bellicista che ha…

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L’ultimo saluto a Fidel Castro

L’ultimo saluto a Fidel Castro

da PandoraTV

La trasmissione integrale dei funerali di Fidel Castro che si sono svolti il 4 dicembre a Santiago de Cuba [RT en Español]

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

La tabella di marcia di Hillary, “la regina della guerra”

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clinton indicepuntatodi Pepe Escobar, analista di questioni internazionali e corrispondente di Asia Times/Hong Kong | da rebelion.org

Traduzione dallo spagnolo di Marx21.it

Tutto è iniziato con un’improvvisa storia d’amore wahabita-sionista

Il Ministero degli Affari Esteri saudita è stato costretto a smentire, in tutta fretta, la visita in Israele, il 22 luglio scorso, di una delegazione saudita, guidata dal generale in pensione Anwar Eshki.

Anwar Eshki – stretto collaboratore della superstar dell’intelligence saudita e a suo tempo amico di Osama Bin Laden, il principe Turki bin Faisal – si era incontrato con i massimi responsabili delle Forze di Difesa di Israele (FDI), Yaakov Amidror e Amos Yadlin e con Dore Gold, Direttrice Generale del Ministero degli Affari Esteri, e il Generale Yoav Mordechai, pezzo grosso delle FDI in Cisgiordania.

E’ poco credibile che riunioni di questo genere, al più alto livello, siano decise dalla sola famiglia saudi. Certamente, il Ministero dell’Interno saudita continua a proibire i viaggi in Israele, Iran e Iraq. La visita del generale Eshki difficilmente può essere spiegata come “un viaggio turistico”.

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La sinistra e i 5 Stelle

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movimento 940di Aldo Giannuli

Pubblichiamo come stimolo alla discussione un articolo di Aldo Giannuli, in assoluta controtendenza rispetto alla poderosa offensiva del mainstream che ormai da giorni è stata scatenata contro il Movimento 5 Stelle. Un contributo che pone questioni di rilievo che non vanno eluse e che dovrebbero sollevare una seria riflessione tra tutti coloro che, nel nostro paese, si definiscono "di sinistra", a cominciare dai comunisti.

Come si sa, gran parte della sinistra non ama affatto il M5s al quale non risparmia le critiche più velenose.

Capiamoci: quando parlo di sinistra non parlo certo del Pd che è un partito a destra di Forza Italia, parlo di quel che rimane di Rifondazione, Sel eccetera o dei militanti di base del Pd che pensano di stare in un partito di sinistra.

In genere, si tratta di critiche su questo o quell’aspetto della politica del M5 a torto o a ragione ritenuto sbagliato, per giungere alla conclusione di un giudizio negativo sul fenomeno M5s in quanto tale e qualcuno giunge a definirlo movimento “di destra” o di “estrema destra”. Siamo sicuri che sia l’atteggiamento giusto?

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8 settembre 1943: morte e rinascita della Patria

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quattrogiornatedinapolidi Spartaco A. Puttini

Il testo che segue è un estratto della ricerca, ancora inedita, “Eugenio Curiel e il Fronte della Gioventù per l’Indipendenza nazionale e la libertà”, insignito del Premio Curiel nel 2015.

L’8 settembre, la prima notizia circa l’armistizio la diedero le emittenti straniere. Alle 16:30 la diffuse Radio New York. Verso le sei del pomeriggio Eisenhower lesse il suo annuncio, illustrando la resa incondizionata dell’Italia e aggiungendo: “Tutti gli italiani che ora agiranno per combattere e cacciare l’aggressore tedesco fuori dal territorio italiano avranno l’assistenza e l’aiuto delle Nazioni Unite”. Badoglio parlò alla radio solo alle 19:45, leggendo il suo comunicato che, per quanto noto, merita di essere riportato:

“Il governo italiano, riconosciuta l’impossibilità di continuare l’impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane. La richiesta è stata accolta. Conseguentemente ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte italiana in ogni luogo. Esse però reagiranno a eventuali attacchi di qualsiasi altra provenienza”.

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Il fallimento della formula "più stato per il mercato"

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calenda3di Pasquale Cicalese per Marx21.it

“Come è evidente dal progetto Industria 4.0 ritengo sia necessario lavorare sull’offerta e sulla competitività del sistema industriale perché rende possibile una crescita di lungo periodo. Una volta che il sistema è competitivo riesce a vendere ed esportare e assicura una stabilità alla crescita. Per farlo abbiamo pensato a un’operazione sugli investimenti delle imprese private perché sono molto più rapidi rispetto agli investimenti pubblici”. Carlo Calenda, Ministero Sviluppo Economico, in “Industria 4.0 per rilanciare l’Italia, Milano Finanza 6 settembre 2016.

Uno degli obiettivi chiave dell’operazione Mani Pulite e del conseguente crollo della Prima Repubblica era quello di smantellare il sistema dell’economia mista salvato, per iniziativa di Menichella, dagli americani nel 1946. In una famosa lettera, il futuro governatore della Banca d’Italia invitava gli Usa a tenere in vita l’Iri perché sarebbe stato utile alla rapida ricostruzione del Paese e perché si temeva che l’imprenditoria privata avrebbe attuato una sorta di sciopero degli investimenti. 

L’operazione condotta nel biennio ’92-93 ebbe successo e con Amato, Ciampi e Prodi si avviò la rapida dismissione della partecipazioni statali e il conseguente processo di privatizzazione, conclusosi a grandi linee con la privatizzazione di Telecom. Da allora c’è stato il crollo degli investimenti privati e ciò supporta storicamente la tesi di Menichella, che, tra l’altro, era liberale e non certo “socialista”. 

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Le macerie della democrazia

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maceriedi Manlio Dinucci
da il manifesto, 6 settembre 2016

«Solo macerie, come se ci fosse stato un bombardamento», ha detto la presidente della Camera Boldrini visitando i luoghi terremotati. Parole su cui riflettere al di là dell’immagine. Di fronte alle scene strazianti dei bambini morti sotto le macerie del terremoto, come non pensare a tutti quei bambini (che la Tv non ci ha mai mostrato) morti sotto le macerie dei bombardamenti ai quali, dalla Jugoslavia alla Libia, ha partecipato anche l’Italia?

«Sembra di essere in guerra», racconta uno dei tanti volontari. In guerra, quella vera, l’Italia in effetti c’è già, bruciando risorse vitali che dovrebbero essere destinate a proteggere la popolazione del nostro paese dai terremoti, dalle frane e alluvioni che provocano sempre più vittime e distruzioni.

Politici di aree diverse hanno proposto, in un impeto di generosità, di destinare alle zone terremotate il jackpot del Superenalotto, 130 milioni di euro. Nessuno ha proposto però di usare a tal fine il «jackpot» della spesa militare italiana ammontante, secondo i dati ufficiali della Nato, a circa 20 miliardi di euro nel 2016, 2,3 miliardi più del 2015: in media 55 milioni di euro al giorno, cifra in realtà più alta, includendo le spese extra budget della difesa addebitate ad altri ministeri.

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ONG, il nuovo volto dell’invasione dell’America Latina

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condor buitre america latinadi TeleSur

Traduzione di Marx21.it

USAID, NED, NDI, IRI… Nomi differenti, il medesimo fine. Per gli Stati Uniti queste organizzazioni “non governative” compiono il lavoro quasi messianico di espandere la loro democrazia nel resto del mondo. Per l’America Latina significa aprire la porta alla destabilizzazione finanziata dell’ordine politico e della sua autonomia.

Modus operandi

Dal 1999 gli Stati Uniti hanno perso la loro posizione privilegiata rispetto all’America Latina. La Rivoluzione Bolivariana ha avuto inizio in Venezuela, ma ha diffuso nella regione il valore della sovranità che sembrava smarrito, e insieme a ciò sono nati blocchi di integrazione che escludevano l’Occidente, come ALBA, UNASUR e CELAC.

Il blocco economico contro Cuba, la depurazione dei “comunisti” mediante il Piano Condor (http://www.telesurtv.net/news/Cinco-preguntas-para-entender-que-fue-el-Plan-Condor-20151105-0007.html) e altre aggressioni storiche contro l’America Latina hanno subito un’evoluzione. Ora, con il mantello dell’altruismo, le organizzazioni statunitensi fanno in modo che il loro intervento negli affari interni di ogni Stato passi inavvertito.

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Ucraina, due anni dopo

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ukraine flag maidandi Guy Mettan, Direttore esecutivo del Club svizzero della stampa | da lecourrier.ch

Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Ringraziamo il compagno Domenico Losurdo per la segnalazione dell’articolo

Due anni dopo l'inizio del conflitto in Ucraina, è venuto il momento di fare un bilancio provvisorio. La polvere degli eventi è caduta a sufficienza perché si possa ricostruirne la trama. Un po' alla volta, grazie alle inchieste realizzate dagli osservatori accorti, come il giornalista che ha denunciato l'Irangate e premio Pulitzer Robert Parry, la verità comincia ad emergere.

E come d'abitudine, questa non è molto esaltante. La bella storia della rivoluzione popolare che abbatte un regime odiato e corrotto, appare ora in tutta la sua cruda realtà: non era che una finzione, una favola abilmente tessuta per ingannare un pubblico avido di racconti che finiscono con un lieto fine.

Vi ricordate dell'abbattimento dell'aereo MH 17 che ha fatto circa 300 morti nel luglio 2014 e che ha seminato il terrore nel mondo intero, che John Kerry dichiarò essere stato abbattuto da un missile “probabilmente russo” e che servì da pretesto per il secondo turno di sanzioni economiche contro la Russia? A due anni, ancora nessuna prova nonostante tutte le promesse. I risultati dell'inchiesta non sono mai stati pubblicate e gli Stati Uniti, i cui satelliti spia riescono a leggere le targhe delle nostre auto, rifiutano di dare le proprie immagini agli inquirenti, mentre la SBU, il servizio segreto ucraino, moltiplica le attenzioni verso gli esperti occidentali incaricati dell'inchiesta.

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Il summit Nato di Varsavia, la Russia e la Cina: considerazioni geopolitiche

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nato summit varsaviadi Fabio Massimo Parenti
da geopolitica.info

Pubblichiamo come contributo alla discussione

Le agende della diplomazia internazionale sono notoriamente dense, come dimostrano ad esempio i numerosi summit che si sono susseguiti nel mese di luglio (si pensi, tra gli altri, alla rilevanza dei vertici Nato, Asem e Asean). In questo articolo ci concentriamo sui punti salienti del vertice Nato, tenutosi a Varsavia l’8 e 9 luglio, alla luce delle implicazioni geopolitiche per la Russia e la Cina.

L’avanzamento della Nato verso Est, Sud-est e Sud ha generato da tempo forte irritazione da parte di Russia e Cina. Quest’ultima ha ad esempio rimarcato, nel corso del 95° anniversario della fondazione del partito comunista cinese, la necessità di creare un nuovo ordine mondiale, soprattutto alla luce delle ambizioni imperialiste occidentali e delle criticità ad esse correlate. Queste le parole del presidente Xi Jinping: “Attualmente stiamo osservando azioni aggressive degli Usa, che riguardano sia la Russia che la Cina. Credo che la Russia e la Cina possano creare un’alleanza di fronte alla quale la NATO sarebbe ridimensionata, e questo metterebbe fine alle ambizioni imperialiste dell’Occidente”.

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Se 30 mesi vi sembran pochi…

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voucher lavoro fotogramma k9KH 835x437IlSole24Ore Webdi Stefano Barbieri per Marx21.it

In questi ultimi giorni dell’estate 2016 si sono susseguiti una serie di dati statistici, elaborati da INPS, ISTAT e sindacati, che dovrebbero indurre qualunque persona in possesso di un minimo di buon senso ad una riflessione seria sulla reale condizione del nostro Paese dopo 30 mesi di Governo Renzi, celebrati, dallo stesso e dai suoi più ferventi sostenitori, a colpi di slogan, slide, tweet, post su Facebook e altri simili strumenti di propaganda.

Al fine di evitare il ripetersi di considerazioni che feci in passato, fin dall’inizio della discussione sulle riforme del mercato del lavoro, riprendo un ottimo articolo di Marta Fana, ricercatrice emigrata all’estero, pubblicato sul Manifesto e su altre testate giornalistiche, che dettaglia puntualmente gli effetti occupazionali del Jobs ACT:

“Sono impietosi gli ultimi dati dell’Osservatorio sul precariato dell’Inps: si assiste a un crollo dei contratti a tempo indeterminato, bilanciato da un aumento dei contratti a termine e di un sempre più diffuso utilizzo dei voucher.

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Il Partito Democratico e la nostra libertà

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boschi festaunitadi La Casa Rossa di Milano

Da una parte il Si, che si avvale della grande spinta di un mediatico mainstream.

Da una parte il No, che si avvale invece della spinta a resistere contro lo scardinamento delle regole scritte da chi è uscito dall'incubo del fascismo.

È bene saperlo: ci stanno privando della libertà... Quale? È presto detto: 11 milioni di noi non dispongono del denaro per potersi curare; il "logaritmo" del Ministero dell'Istruzione sta creando una baraonda per cui, insieme a tutti i problemi irrisolti della scuola, avremo anche un anno scolastico che sarà difficile da dimenticare per la paradossale confusione con cui sta partendo, nel campo dell'università, durante gli ultimi 10 anni, si è verificato un calo delle iscrizioni pari al 20%, un aumento delle tasse del 60% per cui studiare è tornato ad essere  un lusso, in Europa siamo il fanalino di coda.

Anche la libertà di spostarsi è compromessa da costi e restrizioni, i lavoratori pendolari e tutta l'utenza ne stanno soffrendo gravemente. Tanto altro ancora ci viene sottratto giorno dopo giorno.. per questo il presidente di Confindustria Boccia è uno degli alfieri della deformazione della nostra Costituzione, i cui apparenti autori sono Renzi e la Boschi, arrivando a dichiarare "Ci batteremo fino all'ultimo perché al referendum costituzionale prevalga il si".

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Un consiglio ai “ribelli siriani moderati”

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isis ostaggidi Francesco Santoianni

da pecorarossa.tumblr.com

Al netto di 11 tizi (credo, impiegati dell’UNICEF, con tanto di maglietta), alla strombazzata iniziativa  nazionale #stopbombeinsiria c’erano esattamente 18 persone (in rappresentanza di  25 associazioni: una media di 0,72 persone per associazione). In compenso, ça va sans dire,  tutti i media mainstream (ad esempio, il Corriere) si sono precipitati a celebrare questa iniziativa che, sostanzialmente, chiedeva per la Siria una No Fly Zone e, quindi, la salvaguardia dei “ribelli siriani moderati”.

I quali continuano, maldestramente, a cercare un po’ di visibilità sui nostrani mass media; ad esempio, mettendo in Rete foto delle loro recenti decapitazioni di soldati siriani.  Ad essi un consiglio: coordinatevi con chi ha garantito il trionfo mediatico di #stopbombeinsiria a voi dedicata. E, comunque, non insistete troppo con quelle foto: datevi una ripulita e, magari, cambiate nome, come ha fatto al Nusra. E, forse, un giorno ci sarete pure voi a Roma ai Sit-in per la Pace e per i Diritti umani.

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Solidarietà antimperialista

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soldati marcia bassodi Pedro Guerreiro, Segreteria del Partito Comunista Portoghese | da avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Tra le linee centrali dell'offensiva dell'imperialismo c'è il sistematico attacco alla sovranità dei popoli e, particolarmente, a stati che, affermando e difendendo la propria sovranità e indipendenza nazionali, rappresentano in qualche modo un fattore di contenimento dell'imposizione del potere egemonico dell'imperialismo, in particolare dell'imperialismo nordamericano.

Nel quadro dell'approfondimento della crisi strutturale del capitalismo, l'imperialismo vuole contrastare il processo di riaggregazione delle forze su scala mondiale, cercando di contenere e sconfiggere processi diversificati di affermazione sovrana e di cooperazione tra stati, che si inseriscono nella lotta più generale dei lavoratori e dei popoli per la realizzazione dei loro diritti e sovranità.

Nella sua azione destabilizzante e interventista che mira a ostacolare e, anche, ad impedire l'esercizio della sovranità nazionale, gli USA e le grandi potenze dell'UE, accompagnate dal seguito dei loro sottoposti, utilizzano ogni genere di misure di carattere politico, diplomatico, finanziario, economico, militare e ideologico – se possibile da giustificare con la strumentalizzazione degli organi delle Nazioni Unite – molto spesso in violazione flagrante dei principi della Carta dell'ONU e del diritto internazionale.

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Appello al popolo venezuelano contro l'imperialismo, il fascismo e per la vittoria popolare

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pcv volante sep 2016 banner color1di Ufficio Politico del Partito Comunista del Venezuela
da prensapcv.files.wordpress.com

Traduzione di Marx21.it

L'imperialismo nordamericano ed europeo non si rassegna a perdere il suo dominio e la sua influenza in America Latina e nei Caraibi, ed è la ragione per cui – contro processi progressisti come quello del Venezuela – ha scatenato una offensiva multiforme che comprende azioni criminali di sabotaggio e destabilizzazione.

Nonostante le mancanze e gli errori commessi nella gestione di governo, dobbiamo difendere le conquiste popolari ottenute, ed anche il diritto sovrano a definire la nostra via di sviluppo, e a lottare per l'approfondimento rivoluzionario del processo bolivariano di cambiamenti per la liberazione definitiva del nostro popolo.

Dobbiamo combattere i settori neofascisti della destra venezuelana, che vogliono riconquistare i loro vecchi privilegi antipopolari e che sono strumenti al servizio di potenze straniere a cui consegnare le ricchezze del paese.

Chiamiamo la classe operaia, i contadini, le lavoratrici e i lavoratori in generale, la gioventù, il movimento popolare rivoluzionario e il popolo intero, a dare una forte risposta politica e di massa, sul terreno della lotta di classe, agli storici nemici interni ed esterni della nostra Patria.

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Golpe in Brasile: il ruolo della memoria, la necessità dell'azione

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lula dilma quadridi Giusi Greta Di Cristina
da ilpartitocomunistaitaliano.it

Era il 1964.

Sul Washington Star comparve un editoriale quanto meno profetico: “Qui si ha una situazione in cui un buon colpo di Stato fatto bene, di vecchio stile, dai leader militari conservatori, può ben servire ai migliori interessi di tutte le Americhe.”.

Eduardo Galeano lo ricorderà nel suo imprescindibile “Las venas abiertas de América Latina”, un bibbia per chiunque voglia conoscere la storia del subcontinente americano.

Pochi mesi dopo quell’editoriale, la finanza, i latifondisti, gli alti prelati, i conservatori e i militari si uniranno nel colpo di Stato che segnerà l’avvio, in Brasile, di una dittatura lunga vent’anni circa, dal 1964 al 1989, data delle prime elezioni democratiche.

L’ultimo presidente legittimo, João Goulart, aveva tentato una coraggiosa riforma agraria e la nazionalizzazione delle imprese petrolifere: obiettivo era ridare il Brasile ai brasiliani, ridimensionare il potere delle compartecipate statunitensi, non tirare più avanti con le iniezioni di denaro di Washington. Per la prima volta nella storia del Paese, un presidente era riuscito a riunire la base di sinistra ed il sindacato.

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Il ruolo di istituzioni statunitensi e ONG nella destabilizzazione del Nicaragua

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inversionionesdi Misión Verdad

Traduzione di Marx21.it

Il Dipartimento di Stato statunitense ha le sue marionette anche in Nicaragua, che ballano al suono dei dollari destinati alle ONG. Il flusso dei bigliettoni si traduce in destabilizzazione e anche in rivoluzione colorata, ma il governo di Daniel Ortega fa fronte alle difficoltà pur in presenza dei finanziamenti dell’Impero.

Sun Tzu sapeva bene che in una guerra puntigliosamente preparata non c’è spazio per il caso. Lo sanno anche alla Casa Bianca, e in particolare chi prende le decisioni: il potere finanziario che vede a rischio i suoi interessi energetici e commerciali, ma soprattutto i politici, in Nicaragua come in Venezuela.

Il Segretario di Stato, per i casi ordinati da Wall Street e dalla CIA, funge da finanziatore efficiente, vale a dire che mette il denaro delle mani di operatori cooptati e formati per la causa politica che conviene alla politica estera stabilita dall’Impero. Le ONG sono le facciate “indipendenti” che beneficiano dell’aiuto finanziario, e che operano con obiettivi chiari, nel contesto della guerra con risorse asimmetriche. Ma anche partiti politici sono attenti al portafoglio dei dollari.

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Craig Roberts: ripensare la guerra fredda

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minaccia russa vignettaL'articolo che proponiamo ai nostri lettori, in alcuni passaggi è a nostro avviso opinabile, ad esempio dove imputa lo scoppio della Guerra fredda più a interessi di lobby interne agli Usa che ad ambizioni più complessive dell'imperialismo o dove dipinge l'Amministrazione Reagan (di cui del resto Craig Roberts era esponente) come sinceramente impegnata nel chiudere il conflitto con l'URSS, o dove ricostruisce delle vicende del blocco socialista nell'Europa dell'est sulla base di luoghi comuni (sull' "occupazione sovietica"), familiari a certa dozzinale propaganda anticomunista. 

Il contributo di Craig Roberts ha comunque il merito, di questi tempi fondamentale, di delineare con chiarezza chi era l'aggressore e, soprattutto, chi lo è oggi e fornisce utili argomentazioni a chi si batte per la causa della pace, contro la continua demonizzazione della Russia che sta in particolare caratterizzando, in modo ossessivo, la campagna di Hillary Clinton per le elezioni presidenziali USA.



di Paul Craig Roberts, 11 agosto 2016 | da vocidallestero.it

La Guerra Fredda iniziò durante l’amministrazione Truman e durò durante le amministrazioni Eisenhower, Kennedy, Johnson, Nixon, Ford e Carter. Terminò col secondo mandato di Reagan, quando lui e Gorbachev trovarono un accordo sul fatto che il conflitto era pericoloso, costoso e inutile.

 

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Referendum: lettera aperta all’Anpi ed al Presidente Smuraglia

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anpi 940da www.aldogiannuli.it

Pubblichiamo come contributo alla discussione sulle prospettive della battaglia per la difesa della Costituzione dall'attacco del governo di Renzi e del suo partito.

Cari compagni,
come potete facilmente indovinare, sono dalla vostra parte, senza alcuna riserva, nella polemica che vi oppone al Pd e sento il dovere di dirlo apertamente. Ma non vi scrivo solo di questo: siamo in un momento decisivo per le sorti della nostra democrazia e le scelte che ciascuno di noi farà peseranno per molto tempo sul tipo di paese che verrà fuori da tutto questo. E, quindi, conviene esser franchi ed andare alla sostanza dei problemi.

Spero non ve la prendiate se inizio da un rilievo critico: nella generosissima battaglia dell’Anpi in difesa della Costituzione repubblicana, si avverte, però, una reticenza che riguarda il giudizio sul Pd. Si esita a dire una cosa che è sotto gli occhi di tutti: che il Pd è un partito di destra, dunque non è un possibile alleato, ma un nemico da battere.

Certo: lo so anche io che nella sua base ci sono migliaia di militanti di sinistra che, in perfetta buona fede pensano (si illudono) di militare ancora in un partito di sinistra, ma ogni giorno la realtà li smentisce duramente.

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Il golpe in Brasile è un'aggressione a tutti i popoli e le nazioni dell'America Latina

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dilma folla voltaremosMozione dei Partiti Comunisti e Rivoluzionari dell'America Latina e dei Caraibi

da resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

I partiti comunisti e rivoluzionari di tutta l'America Latina e dei Caraibi si sono riuniti tra il 26 e il 28 agosto a Lima, in Perù, in un incontro per analizzare l'attuale congiuntura regionale, le esperienze di governo, di lotte politiche di massa e lo scontro con l'offensiva neoliberale e conservatrice (http://www.resistencia.cc/criacao-heroica/). A conclusione dell'incontro, è stata approvata per acclamazione una mozione di solidarietà con il popolo brasiliano e di dura condanna del colpo di Stato. Del Brasile erano presenti il Partito Comunista del Brasile (PCdoB), il Partito dei Lavoratori (PT) e il Partito Comunista Brasiliano (PCB).

Mozione di solidarietà con il popolo brasiliano, la presidente Dilma Rousseff, il PT e il PCdoB

I Partiti Comunisti e Rivoluzionari riuniti a Lima, in Perù, esprimono piena solidarietà al popolo brasiliano, alla presidente legittima, Dilma Rousseff, al Partito dei Lavoratori, al Partito Comunista del Brasile e a tutte le forze progressiste del paese, nel momento in cui si sta compiendo il colpo di Stato dal carattere antidemocratico, antipopolare e antinazionale.

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India. Fermiamo il terrore anticomunista nel Bengala Occidentale!

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india violenze incendioNota di Marx21.it e Dossier curato dal Partito Comunista dell'India (Marxista)

Il dossier curato dai compagni del Partito Comunista dell'India (Marxista) – CPI (M), che proponiamo ai nostri lettori, è la testimonianza dello spaventoso livello raggiunto dalle violenze e delle persecuzioni che i militanti di questa organizzazione comunista e del Fronte di Sinistra stanno subendo, nel Bengala Occidentale, probabilmente anche nel momento in cui scriviamo queste note.

E' lo sconvolgente scenario che caratterizza il grande stato dell'Unione Indiana, dal momento in cui, circa cinque anni fa, il Fronte di Sinistra veniva sconfitto alle elezioni per il governo della stato e sostituito dal Trinamool Congress, una formazione politica che, sebbene sia definita di “centro-sinistra”, si caratterizza da sempre per il suo aggressivo anticomunismo che si sostanzia di pratiche che lo avvicinano ai metodi del più violento squadrismo di matrice fascista, come testimonia il documento dei compagni indiani, con un ampio corredo di fotografie.

Dal 2011, sono stati ben 183 (tutti i loro nomi sono nel dossier) i comunisti assassinati nel corso delle azioni squadristiche delle bande del Trinamool Congress, che sembrano avere avuto un ulteriore sviluppo negli ultimi quattro mesi, durante i quali hanno perso la vita 12 sostenitori del CPI (M). Il numero dei feriti, oltre 3.000, è impressionante. Nel corso delle aggressioni, in cui persino i bambini non sono stati risparmiati, sono state prese di mira soprattutto le donne: si registrano trentuno casi di stupro e 746 casi di aggressione fisica e molestie sessuali.

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L'anticomunismo dell'UE non passerà!

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kke 4 koutipandoras dot grComunicato del Partito Comunista di Grecia (KKE) | da solidnet.org

Traduzione di Marx21.it


Il gruppo europarlamentare del Partito Comunista di Grecia (KKE) ha denunciato le manifestazioni anticomuniste che sono state organizzate dall'Unione Europea e dalla presidenza slovacca dell'Unione Europea, nel quadro della cosiddetta “giornata europea di commemorazione delle vittime dei regimi totalitari”, che, negli ultimi anni, l'UE ha cercato di celebrare il 23 agosto. A questi eventi partecipano rappresentanti dei Ministeri della Giustizia degli Stati membri dell'UE, di vari istituti e ONG finanziati con fondi dell'Unione Europea, con la missione specifica di diffamare e calunniare il socialismo e riscrivere la storia.

L'obiettivo evidente di questa riunione anticomunista è quello di manipolare la coscienza della classe operaia e del popolo, in primo luogo dei giovani, utilizzando come armi la falsificazione della storia e la calunnia delle conquiste senza precedenti che avevano ottenuto i lavoratori nel socialismo. Mediante l'equiparazione astorica del comunismo con il fascismo, si cerca di scagionare il mostro fascista e il ventre da cui esso nasce e si riproduce: il sistema capitalista.

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