Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Russia-Ucraina: chi fa propaganda e chi la subisce?

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di Giulietto Chiesa | da www.ilfattoquotidiano.it

giulietto-chiesa 620x410Risposta a un lettore che si firma “Senza Spirito” (Politecnico di Bari)

Caro Chiesa, non pensa che da un lato e dall’altro una minoranza di facinorosi stia facendo di tutto per esasperare i rapporti e polarizzarli su posizioni che, dopo un numero così alto di eventi negativi e violenze, saranno irrimediabilmente inconciliabili? Io adoro le visioni alternative degli eventi, fino a farla diventare la cifra stilistica del mio carattere, ma questo mi è sempre stato utile per coltivare la cultura del dubbio, ed aiutarmi a pormi domande. Quella che definiamo guerra mediatica è praticata da entrambi gli schieramenti, ma al solito, la parte “sovietica” ha la cattiva abitudine di non avere controparti interne, e di utilizzarla in modo ridicolo per avere un consenso apparente di massa, come in ogni regime che si rispetti.(…) Perché le violenze subite dagli oppositori all’est non vengono citate da chi come lei ed altri, appare apertamente schierato col governo russo? Il piacere di sentirla finalmente ispirato da salomonici giudizi, ridurrà ai miei occhi che la stimano ormai da decenni, il sospetto che sia un partigiano senza domande, o una sorta di volontario forzato, (….). Con sincero affetto. Grazie.

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Sull'aggravamento della situazione in Ucraina

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Nota dell'Ufficio Stampa del Partito Comunista Portoghese
da www.pcp.pt | Traduzione di Marx21.it

ucraina facistasIl PCP esprime la sua preoccupazione di fronte all'aggravamento della situazione in Ucraina, risultante dal colpo di stato di febbraio e segnato dalla scalata della violenza e della repressione politica e xenofoba promossa dai settori più reazionari dell'oligarchia ucraina e da forze di natura fascista e nazista, con l'appoggio di USA, UE e NATO.

Il PCP mette in guardia rispetto alle gravi conseguenze del ricorso alla forza militare – in particolare nelle regioni dell'Est dell'Ucraina -, per reprimere il movimento di protesta e di opposizione popolare al regime golpista illegittimo e alle misure di matrice oppressiva e xenofoba che sta cercando di attuare, a cui si aggiunge l'imposizione del pacchetto di saccheggio economico e tagli sociali concordato con il FMI, che favorisce profonde divisioni nel paese.

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Alluvione Marche: disastri annunciati

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di Laura Baldelli, responsabile regionale PdCI Ambiente

alluvione-marcheLe prolungate ed insistenti piogge di questi giorni, con la conseguente alluvione per esondazione del Misa e del Cesano a Senigallia e Chiaravalle per i reticoli minori Triponzio e Granita, non possono essere l'alibi di una inconsistente pianificazione e programmazione territoriale delle Marche. 

Questo affermano i geologi della nostra regione e lo dichiarano inascoltati da anni; ricordo ai lettori anche il convegno dell'Università di Camerino Scuola di Scienze ambientali del marzo 2011, realizzato con il patrocinio del Consiglio Nazionale dei Geologi: “L'Italia sott’acqua e il rischio idrogeologico. Geologia: se non ora quando?”, occasione in cui il vice-presidente dell'Ordine dei geologi marchigiano P. Farabollini ha ripercorso alcuni eventi, che già dagli anni '70 erano allarmanti e il territorio ci dava dei segnali forti che le istituzioni avrebbero dovuto capire e subito programmare politiche di prevenzione. 

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Il Sudafrica, 20 anni dopo

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sudafrica donna pugnodi Carlos Lopes Pereira | da www.avante.pt

Traduzione di Marx21.it

Venti anni dopo la sconfitta dell'apartheid, i sudafricani si recheranno alle urne per la quinta volta, nelle elezioni generali del 7 maggio. Sceglieranno a suffragio universale il parlamento, che eleggerà poi il presidente della Repubblica.

Il Congresso Nazionale Africano (ANC), ora senza la presenza del suo leader storico Nelson Mandela ha vinto con ampio margine le quattro elezioni democratiche precedenti e continua ad essere favorito, sebbene con minor scarto, presentandosi con i suoi alleati da lunga data: il Partito Comunista Sudafricano (SACP) e la centrale sindacale Cosatu.

Anche il presidente Jacob Zuma, di 71 anni, dovrebbe essere rieletto, nonostante le critiche dell'opposizione sui cattivi risultati economici del paese, l'elevata disoccupazione, la corruzione e la disuguaglianza sociale.

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Il sorpasso: come la Cina cambierà la storia

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chinaCUT 2517602kdi Francesco Valerio della Croce

Le ragione di un risultato storico e le possibili conseguenze sul piano internazionale del nuovo primato cinese


Giorni fa, agenzie stampa, giornali e web magazines hanno dato generoso spazio alla notizia del sorpasso degli USA ad opera dell’economia della Repubblica popolare di Cina. In realtà, la questione è stata presentato alla maniera degli annunci dei risultati di una gara di Formula 1: in maniera telegrafica e, per “i non addetti ai lavori”, quasi impercettibile. E’, però, completamente lapalissiano che l’annuncio di un simile risultato merita di essere corredato da una contestualizzazione, alcuni cenni alle ragioni di questo traguardo e alcune riflessioni sulle prospettive che questo primato apre sull’orizzonte del mondo.

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Lista Nato alle europee

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di Manlio Dinucci | da il manifesto, 6 maggio 2014

hagel usanatoMentre nella campagna elettorale ferve il dibattito tra sostenitori e oppositori dell’Unione europea, pochi si accorgono che il futuro dell’Europa dipende più da Washington che da Bruxelles. L’amministrazione Obama ha già varato il suo programma per l’Europa, le cui linee sono esposte dal segretario alla Difesa, Chuck Hagel.

Di fronte all’azione della Russia in Ucraina – egli esordisce – gli attuali membri della Nato devono dimostrare che sono impegnati nell’Alleanza come lo erano i suoi fondatori 65 anni fa. Il primo modo per rafforzarla è accrescere la spesa militare. Con la fine della guerra fredda – rileva Hagel – si è diffusa tra gli alleati europei la sensazione che fosse finita la loro insicurezza, dovuta alla politica aggressiva di alcuni stati (leggi l’Urss e i suoi alleati): un mito infranto dall’azione della Russia in Ucraina.

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Dien Bien Phu, 60 anni fa

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di Matteo Stella per Marx21.it

dienbienphuSessant’anni fa fu Dien Bien Phu e segnò la fine del dominio coloniale francese in Indocina. In questa remota località vietnamita al confine col Laos, il Viet Minh (la Lega vietnamita per l’indipendenza) diretto dal comandante Giap, sconfisse un esercito molto più potente del suo, arrogante e sicuro di poter vincere contro un ammasso di contadini, più numerosi, ma lontani dall’assomigliare, per addestramento e per equipaggiamento, ad un esercito regolare.

La Guerra fredda era iniziata da un po’ di anni. Il Giappone, che aveva colonizzato l’Indocina francese (Vietnam, Cambogia e Laos) era stato sconfitto dagli Alleati. Al nord del Vietnam si arrese ai nazionalisti cinesi di Chiang Kai-Shek, a sud alla Gran Bretagna. Il 2 settembre 1945 Ho Chi Minh dichiarò l’indipendenza del Vietnam e la nascita della Repubblica Democratica, stato autonomo all’interno dell’Unione Francese. Tuttavia la Francia desiderava redimersi dalla cattiva performance della Seconda guerra mondiale e riassumere il controllo dell’Indocina, ristabilendo il suo dominio coloniale.

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Decreto lavoro del Governo Renzi: quando al peggio non c’è mai fine

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Dichiarazione di Stefano Barbieri, segreteria nazionale PdCI, responsabile Lavoro

renzi-poletti-primaGli emendamenti che hanno corretto il Decreto Legge Poletti sul lavoro peggiorano un testo che, già com’era in origine, di fatto aumentava la flessibilità, stabilizzando il concetto di povertà e precarietà soprattutto per le nuove generazioni, aggiungendosi allo smantellamento generale di quasi tutti i diritti acquisiti, dal salario all’art. 18, per i pochi fortunati che il lavoro ancora ce l’hanno.

La modifica dei contratti a tempo e di alcune norme sull’apprendistato, la cancellazione dell’obbligo di assunzione a tempo indeterminato trasformata in sanzione pecuniaria per i datori di lavoro che non rispettano il tetto del 20% di lavoratori precari, sono di fatto peggioramenti ulteriori al testo iniziale che danno il via libera alla illegittimità dei rapporti e continuano ad indicare nell’aumento della precarizzazione l’unica strada da seguire per riformare il mercato del lavoro.

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Dichiarazione del Partito Comunista di Bielorussia a sostegno del Partito Comunista di Ucraina

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pc bielorussia bandierada skpkpss.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Recentemente il problema ucraino ha occupato un posto centrale nel confronto sul piano mondiale. Prima, gli avvenimenti sul cosiddetto “euromajdan”, poi le manifestazioni nel sud est del paese per più di quattro mesi si sono trovati al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica di tutto il mondo.

In conseguenza del colpo di stato è in corso una ridistribuzione della proprietà tra i gruppi oligarchici, ed è stata mantenuta la subordinazione dell'Ucraina agli interessi geopolitici e geo-economici di USA e UE. Nel momento in cui nel paese si osserva un declino senza precedenti del livello di sviluppo economico e della moneta nazionale, una riduzione delle garanzie sociali, i cosiddetti “governanti” del paese cercano di distorcere la memoria storica del popolo.

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Il Kosovo, un modello spaventoso dell’Europa di domani

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da “Solidarité Internationale PCF” | Traduzione di Massimo Marcori per Marx21.it

Poverty-ibna-565x326Che ne è del Kosovo, 15 anni dopo l’intervento della NATO, e dopo cinque anni dalla sua indipendenza dai risultati tragicomici?

Sul piano economico e sociale, è un disastro. Ufficialmente, quasi il 50% della popolazione è disoccupata sui 2 milioni di abitanti che conta il paese, in una popolazione in cui il 75% ha meno di 35 anni.

Le cifre della povertà sono spaventose: un terzo della popolazione vive con meno di 1,5 dollari al giorno, fatto che pone il Kosovo tra i paesi più poveri d’Europa e del mondo.

Infernale per il suo popolo, il Kosovo è certamente un paradiso per le imprese poiché il paese ha scelto la “flat tax”, un tasso di imposizione unico per le imprese e per i redditi (alti) al 10%.

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La “Khatyn di Odessa”

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di Petro Simonenko, Primo segretario del Partito Comunista di Ucraina | da www.kpu.ua

Traduzione di Flavio Pettinari per Marx21.it

Il Partito Comunista d’Ucraina esprime le sue sincere condoglianze a tutti i parenti e alle persone vicine dei morti in seguito ai disordini del 2 maggio 2014 a Odessa.

Kiev, Donetsk, Lugansk, Kharkov, Slavjansk, Gorlovka e adesso Odessa...

Coloro che hanno scatenato questa carneficina oggi non devono sedere nei loro uffici governativi, o sulle poltrone del governatorato, o nell’amministrazione presidenziale, o guidare i Servizi di Sicurezza e la Procuratura Generale. Costoro devono stare al banco degli imputati e rispondere dei propri crimini contro il popolo d’Ucraina.

Proprio costoro sono direttamente responsabili del sangue che sta scorrendo nel paese, proprio loro sono colpevoli delle 48 persone bruciate vive dai “patrioti pacifici” d’Ucraina nell’edificio della Casa dei Sindacati di Odessa.

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Fermiamo l'aggressione militare e le violenze fasciste in Ucraina. Isoliamo la giunta golpista di Kiev sostenuta da USA e UE

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odessa incendio casadeisindacatiComunicato della redazione di Marx21.it

Apprendiamo con orrore che, nel corso dell'operazione repressiva scatenata dalla giunta golpista di Kiev contro le popolazioni del Sud-Est dell'Ucraina, colpevoli solo di rivendicare la costruzione di un assetto federale del paese, in cui siano salvaguardati i diritti delle minoranze nazionali e dei cittadini ucraini che parlano la lingua russa, gruppi nazifascisti, che coadiuvano l'esercito di Kiev, hanno appiccato il fuoco alla Casa dei Sindacati di Odessa, dove si riuniscono gli attivisti per il referendum sull'assetto federale e gli oppositori della giunta di Kiev, provocando (dopo avere bloccato tutti gli accessi all'edificio) la morte di decine di persone che stazionavano nell'edificio, in massima parte militanti del Partito Comunista di Ucraina e di altre organizzazioni di sinistra.

Un altro atto efferato che si aggiunge agli innumerevoli pogrom attuati negli ultimi mesi dai gruppi paramilitari dell'estrema destra e ai massacri perpetrati dalle truppe dell'esercito di Kiev in tutte le principali città di questa parte dell'Ucraina, in particolare a Slavjansk, assurta a simbolo della resistenza antifascista.

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Fermare la guerra in Ucraina!

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Dichiarazione del Partito Comunista della Federazione Russa | da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

La cricca neonazista che ha preso il potere a Kiev con un colpo di Stato, ha deciso di annegare in un mare di sangue la sollevazione popolare nella regione di Donetsk. Nelle prime ore del mattino del 2 maggio bande della giunta illegale hanno cominciato il massacro nella città di Slavjansk.

Slaviansk è diventata il simbolo della resistenza ai discendenti del tirapiedi hitleriano Bandera. Tutta la colpa della città sta nel fatto che la sua popolazione sostiene energicamente le parole d'ordine della costruzione di un assetto federale dell'Ucraina e vuole vivere in pace e armonia con la Russia. Non c'è dubbio che il massacro in una città con il nome profondamente simbolico di Slavjansk è stato pienamente approvato dagli Stati Uniti e dai loro alleati della NATO.

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Bombe sulle scuole in Siria: due pesi, due misure

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da www.sibialiria.org

Passata, sostanzialmente, sotto silenzio in Occidente la strage del 29 aprile a Damasco – almeno 12 studenti nell’l’istituto tecnico Badr el-Din Husseini, colpito da colpi di mortaio sparati inequivocabilmente dai “ribelli”, più altri 60 morti per due autobombe – ora i nostrani mass media tentano goffamente di “parare il conto” diffondendo la “notizia”, propagata dall’Osservatorio siriano per i diritti umani del bombardamento di una scuola ad Aleppo da parte dell’aviazione di Assad e che avrebbe ucciso 18 bambini. In primis, ovviamente, Repubblica che, forse per rendere più “appetitosa la notizia”,  ci mette del suo arrivando a scrivere che il bombardamento sarebbe avvenuto mentre era in corso nella scuola una mostra, realizzata dai bambini, sui crimini di Assad.

Effettivamente, in una sequenza completamente isolata dalle altre, il video mostra alcuni disegni (attaccati ad un muro senza alcuna traccia di lesioni) nei quali compaiono la bandiera a tre stelle dei “ribelli” e caricature di Assad che sgozza la Pace. 

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Noam Chomsky sulla Crimea: «Altro che feroce invasione»

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di Pio d’Emilia | da il Manifesto

Intervista. Il professore del Massachusetts Institute of Technology sui nuovi venti di guerra oriente-occidente, accusa i giornalisti di asservimento al pensiero comune e gli Usa di doppiopesismo.

Di «pas­sag­gio» a Tokyo per una serie di affol­la­tis­sime con­fe­renze, abbiamo chie­sto a Noam Chom­sky, pro­fes­sore eme­rito di lin­gui­stica al Mas­sa­chu­setts Insti­tute of Tech­no­logy, il suo parere sui nuovi «venti di guerra» tra Occi­dente e Oriente, che agi­tano il pia­neta. E non solo per quel che riguarda la crisi ucraina e ora la Crimea.

L’Occidente sem­bra essere pre­oc­cu­pato da quello che qual­cuno ha defi­nito il «fasci­smo» di Putin. E men­tre tor­nano i toni da guerra fredda, la situa­zione, in Cri­mea, rischia di precipitare…

Non solo in Cri­mea, direi che anche qui, in Asia orien­tale, la ten­sione è altis­sima, tira una brut­tis­sima aria. Il recente rife­ri­mento del pre­mier Shinzo Abe — per il quale non nutro par­ti­co­lare stima — alla situa­zione dell’Europa prima del primo con­flitto mon­diale è più che giu­sti­fi­cato. Per­ché le guerre pos­sono anche scop­piare per caso, o a seguito di un inci­dente, più o meno pro­vo­cato.

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Un poeta civile: Pier Paolo Pasolini

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di Laura Baldelli, docente di Storia e Letteratura; segreteria regionale PdCI Marche

pasolini-pedriali 672-458 resizeFinalmente un tributo al grande intellettuale eretico, che ha pagato duramente ogni sua scelta di vita e pensiero, fino ad essere assassinato: dal 15 aprile fino al 20 luglio a Roma al Palazzo delle Esposizioni in via Nazionale, una grande mostra “Pasolini Roma”, per testimoniare quanto il Poeta e la città siano stati legati da amore-odio, attrazione-rifiuto, allontanamento-ritorno. 

Non fu, per Pasolini, la Roma della “Dolce vita”, ma quella della borgata, quando da Casarsa fuggì poverissimo e umiliato dalla denuncia per corruzione di minori, da cui fu poi scagionato; nelle borgate, che lui paragonava a quelle dei paesi nord-africani per il degrado, conobbe quel mondo che ispirò i suoi primi romanzi e film. 

La mostra, frutto della collaborazione con vari paesi europei e sostenuta dal programma culturale dell’UE, sarà ospitata a Barcellona, Parigi e Berlino, riconoscendo Pasolini come l'intellettuale del XX secolo che più di ogni altro è riuscito in una chiave assolutamente poetica, ad interpretare Roma. 

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Il "filo rosso": Cina e Russia sempre più vicine

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putin cina sochidi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Quando al Consiglio di Sicurezza dell'Onu la Cina si astenne sul voto alla mozione di condanna del referendum in Crimea, in molti, con interessata superficialità, decretarono l'isolamento della Russia a livello internazionale: il temibile asse totalitario Mosca-Pechino si era finalmente spezzato e tra le due potenze emergevano gli storici insanabili contrasti. A dare una chiara risposta – oltre a quella peraltro già convincente delle critiche di Pechino alla messa in atto di sanzioni unilaterale - a tale racconto “agiografico” è stata una rivista cinicamente realista come The National Interest che certo non nutre particolare simpatia per le due potenze:
Al di fuori dell’Europa, in pochi sembrano avere l’intenzione di mettere in discussione i propri legami con la Russia per la Crimea. Il Brasile e l’India adotterebbero questo approccio? E che dite della Corea del Sud e del Giappone? Speriamo che il presidente Obama non creda davvero alla sua retorica su un'inesistente comunità internazionale.

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1 Maggio 2014. Dichiarazione della Federazione Sindacale Mondiale

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da www.wftucentral.org | Traduzione di Marx21.it

Basta con la disoccupazione!
Organizzare e lottare per il lavoro e una vita degna per tutti!

La Federazione Sindacale Mondiale (FSM) rivolge un saluto di lotta, di classe e internazionalista ai suoi quasi 90 milioni di lavoratori affiliati in più di 120 paesi del mondo, al movimento sindacale di classe, ad ogni lavoratore e lavoratrice in tutto il pianeta e lancia un appello a onorare questa giornata con scioperi, eventi di lotta, dimostrazioni.

Questo Primo Maggio trova la classe lavoratrice in condizioni molto pericolose. La ricetta di tutti i governi capitalisti e dei meccanismi imperialisti (FMI, Banca Mondiale, Unione Europea, ecc.) per “uscire dalla crisi” è la stessa in ogni paese: tagli nei salari e nelle pensioni, eliminazione dei diritti sociali, disoccupazione. Allo stesso tempo, le contraddizioni all'interno del sistema imperialista, generano una situazione sempre più pericolosa per i lavoratori e alimentano nuovi rischi.

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Imperialismo e focolai di guerra

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Editoriale di Vermelho, portale web del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)

military-tanksTraduzione di Marx21.it

L'apparato di travisamenti e menzogne dei mezzi di comunicazione monopolizzati dal capitale privato e da alcuni settori del mondo accademico e della produzione culturale inventa concetti curiosi e falsi per mascherare le strategie dell'imperialismo e delle classi dominanti reazionarie in tutto il mondo.

Le pubblicazioni sono piene di concetti come “potere intelligente”, “soft power”, “imperialismo benigno”, “multilateralismo assertivo”. Ora è diventata di moda l'espressione “golpe morbido”, con vengono designati i tentativi di rovesciare i presidenti del Venezuela e della Siria e il colpo di Stato in Ucraina. E' come se il cambiamento fondamentale operato nella situazione internazionale nei tempi più recenti abbia rappresentato la conversione dell'imperialismo al pacifismo e della sua tendenza intrinseca all'autoritarismo alla democrazia.

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