Operazione Isis, l’obiettivo è la Cina

Operazione Isis, l’obiettivo è la Cina

di Manlio Dinucci

Mentre l’Isis diffonde attraverso le compiacenti reti mediatiche mondiali le immagini della terza decapitazione di un cittadino occidentale, suona un altro campanello di allarme: dopo essersi diffuso in Siria e Iraq, l’Isis sta penetrando nel Sud-Est asiatico...

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Crisi del lavoro e unità dei lavoratori

Crisi del lavoro e unità dei lavoratori

di Giorgio Langella

I dati di luglio dimostrano in maniera inequivocabile come, nella nostra provincia (ma il problema è diffuso in tutto il paese), la situazione del lavoro continui a peggiorare. Non c'è nessuna inversione di tendenza rispetto a quella fortemente negativa degli…

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13 ragioni per rieleggere Dilma

13 ragioni per rieleggere Dilma

di Frei Betto

Voterò a favore dell’integrazione latinoamericana e caraibica; del supporto solidale ai governi di Cuba, Venezuela, Bolivia, Ecuador e Uruguay; per l’autonomia della Celac e del Mercosur.

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La capitolazione finale: l'hausmanizzazione monetaria è compiuta

La capitolazione finale: l'hausmanizzazione monetaria è compiuta

di Pasquale Cicalese

di Pasquale Cicalese per Marx21.it

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Controffensiva sul fronte orientale

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di Manlio Dinucci | da il manifesto, 20 maggio 2014

russia-china anzianoACCORDI STRATEGICI MOSCA-PECHINO

Mentre la Nato convoca domani a Bruxelles i 28 ministri della difesa per potenziare le sue forze in funzione anti-Russia, intensificando anche l’addestramento di militari e paramilitari di Kiev (compresi gli squadristi che hanno tentato di assassinare il segretario del Pc ucraino), e la Ue vara nuove sanzioni contro la Russia, la risposta viene non da Mosca ma dalla lontana Pechino. Il presidente Putin inizia oggi la sua visita ufficiale in Cina, durante la quale verrà firmata una trentina di accordi bilaterali, il cui primo effetto sarà quello di vanificare il piano di Washington mirante a «isolare la Russia di Putin recidendo i suoi legami economici e politici col mondo esterno».

La portata degli accordi è strategica. Un contratto del valore di 270 miliardi di dollari tra la compagnia statale russa Rosneft e la China’s National Petroleum Company prevede che la Russia fornirà alla Cina nei prossimi 25 anni oltre 700 milioni di tonnellate di petrolio.

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Roma, 17 maggio, di fronte all’ambasciata dell’Ucraina.

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di Fosco Giannini

Cronaca di una manifestazione antimperialista e antifascista.

“Con l’Ucraina antifascista, a fianco delle compagne e dei compagni del Partito Comunista di Ucraina”: questo è lo slogan più ripetuto e che ha segnato di sé la manifestazione che si è tenuta lo scorso sabato 17 maggio di fronte all’ambasciata dell’Ucraina a Roma. Ad organizzarla, a garantirne la riuscita, il PdCI, il PRC, la Rete dei Comunisti, l’ “Alternativa” di Giulietto Chiesa, mentre a promuoverla è stato un Appello (“Contro la guerra nel cuore dell’Europa, con l’Ucraina antifascista”) firmato da un’importante parte dei dirigenti e degli intellettuali comunisti e di sinistra italiani e da esponenti dei movimenti di lotta e di forze sindacali: da Chiesa stesso a Valentino Parlato, dal segretario nazionale del PdCI, Cesare Procaccini, al segretario del PRC, Paolo Ferrero; dal filosofo Domenico Losurdo allo storico Angelo d’Orsi, da Oliviero Diliberto a Mariella Cao, da Claudio Grassi a Giampaolo Patta, da Fausto Sorini a Fabio Amato, da Sergio Cararo a Bruno Steri, da Mauro Gemma a Flavio Pettinari ( entrambi alla testa del grande lavoro diretto a smascherare le menzogne NATO, a costruire consenso attorno all’Ucraina antifascista), via e via, coprendo buona parte dell’area antimperialista, comunista e di sinistra.

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Congratulazioni dei Comunisti Italiani per il successo del KKE

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KKE Rhodes graffiti-PiotrusIl PdCI trasmette ai compagni del KKE le sue congratulazioni per l'ottimo risultato ottenuto nelle elezioni amministrative in Grecia svoltesi ieri, domenica 18 maggio.

Le differenze di valutazione che i nostri due partiti registrano su questioni anche importanti, non ci impediscono certo di cogliere il valore politico generale di questo risultato, per la Grecia e per l'incoraggiamento ad una ripresa del movimento comunista in Europa e nel mondo: contro tutte le tendenze liquidazioniste del ruolo e della funzione storica e politica dei partiti comunisti e rivoluzionari, anche nel 21° secolo.

Tali tendenze liquidazioniste, negli ultimi decenni, sono penetrate in Italia anche all'interno di partiti che portavano o portano il nome di comunista. Il nostro partito, sulla base degli orientamenti decisi dal suo ultimo congresso, respinge tali orientamenti, insieme ad una parte significativa di comunisti, anche diversamente collocati, nella situazione di grave frammentazione e di crisi profonda in cui si trova il movimento comunista nel nostro Paese.

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Elezioni amministrative in Grecia. Grande affermazione dei comunisti del KKE

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greek-communist-rallya cura della Redazione

I media italiani, nel caso delle elezioni amministrative in Grecia, si sono caratterizzati ancora una volta per la loro superficialità. I commenti di alcuni quotidiani di oggi sono tutti improntati alla semplice valorizzazione degli exit poll, che vengono quasi presentati come risultato definitivo.

Ma le cose non sono andate così. Gli exit poll sono stati in gran parte smentiti dai risultati reali.

In particolare un'omissione da parte dei nostri strumenti di comunicazione è molto grave e certo non casuale, e sentiamo il dovere di evidenziarla. Nessuno dei nostri commentatori si è curato di dare conto della grande affermazione dei comunisti del KKE sia nelle elezioni nelle 13 regioni che in quelle comunali.

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Il nuovo numero della rivista "Marxventuno"

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di Andrea Catone

Un fascicolo in brossura di 164 pagine, con un corposo supplemento sulla crisi ucraina, introdotto dall’esemplare analisi di Manlio Dinucci sull’espansione della Nato ad Est e la strategia usamericana verso (e contro) la Russia e verso (e anche contro) gli alleati subalterni della Ue.

Accanto ad articoli che analizzano i precedenti e le dinamiche del colpo di stato a Kiev (si veda il documentatissimo articolo di Bensaada), la pesante ingerenza occidentale, il ruolo della destra neonazista e delle sue formazioni militari armate, nonché l’attacco ideologico del revisionismo storico all’esperienza dell’Ucraina sovietica (cui risponde documentatamente la storica marxista Annie Lacroix-Riz) vi è una sezione dedicata ai comunisti ucraini, alla loro linea politica (cfr. l’art. di L. Marino), alla loro azione in questi ultimi mesi, fino all’insorgenza del Sud-est russofono (si veda l’articolo di Pettinari).

Segnaliamo la corposa cronologia sull’Ucraina post-sovietica, con una dettagliata sezione sugli eventi da novembre a fine aprile. Abbiamo ritenuto con ciò di fornire ai lettori uno strumento per una corretta comprensione dei processi in corso (similmente fu fatto nel numero speciale di settembre-ottobre 2013 dedicato alle “riforme costituzionali”).

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Il Partito Comunista di Ucraina ritira la sua candidatura dalle elezioni presidenziali

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da skpkpss.ru | Traduzione dal russo di Mauro Gemma

KPU flagsIl leader del Partito Comunista di Ucraina ha rilasciato una dichiarazione sul ritiro della sua candidatura dalle elezioni presidenziali (poco prima di essere vittima di in vile attentato fascista, da cui è uscito fortunatamente illeso, ndt).

“Siamo consapevole che la lotta contro la discriminazione del dissenso e la censura rappresenta la risposta alla domanda sulla partecipazione alle elezioni: esse, a nostro parere, saranno illegittime. Pertanto, il Partito Comunista ha deciso di ritirare la nostra candidatura, perché oggi occorre salvare l'Ucraina dall'arbitrio che sta imperversando” - ha dichiarato il leader del KPU durante il dibattito di venerdì tra i candidati alla carica di capo dello Stato sugli schermi del Primo Canale nazionale. Il politico ha sottolineato anche che “a causa della guerra in Ucraina”, è venuta a crearsi una situazione difficile nelle regioni di Donetsk e Lugansk.

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Ucraina: dal golpe di Euromajdan ai pericoli di guerra, Milano, 16 maggio 2014

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Intervento di GIULIETTO CHIESA



Intervento di SERGEJ GORDIENKO



Intervento di CESARE PROCACCINI

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Attentato a Simonenko, Segretario generale del PC di Ucraina

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Dichiarazione del segretario nazionale del PdCI, Cesare Procaccini

simonenko bandiera pcuMilano, 16 maggio 2014

Il segretario generale del Partito comunista di Ucraina, Petro Simonenko, è stata vittima poche ore fa di un attentato fascista mentre usciva da una entrata secondaria della sede televisiva dove aveva attaccato le elezioni presidenziali farsa gestite dalla giunta golpista al potere a Kiev, che nei giorni scorsi ha avviato le procedure giudiziarie per la messa fuorilegge del PCU e mentre è in corso l'occupazione militare di una parte del Paese. Tali circostanze hanno indotto lo stesso Simonenko ad annunciare stasera il ritiro della sua candidatura dalla competizione elettorale. 

Il compagno Simonenko è uscito vivo dall'attentato, compiuto mentre era in auto con altre persone: auto che è stato bloccata da una trentina di squadristi che hanno tentato di incendiarla e di bruciare vive le persone che erano all'interno. Poche ore dopo Simonenko si è rivolto per radio alla popolazione del Paese.

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Gravissimo! Attentato contro Simonenko!

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simonenko petroda Con l'Ucraina antifascista

Le agenzie ucraine comunicano che all'uscita dalla sede televisiva del Primo canale nazionale, dove ha denunciato le elezioni farsa della giunta e dichiarato il ritiro della candidatura, una squadraccia di 30 di uomini armati attendeva il leader comunista.

Simonenko e gli altri compagni sono quindi usciti da una porta secondaria e saliti su un'altra auto, che però è stata raggiunta dagli attentatori che hanno rotto i vetri e lanciato bottiglie molotov. Non si hanno notizie al momento delle condizioni di Simonenko. 

Si tratta di un episodio inaudito, i cui mandanti sono nella Giunta di Kiev!

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Conferenza Internazionale "La Pace Globale contro l'Interventismo e l'Imperialismo Globale"

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folla paceDocumento finale

Forum Belgrado per un Mondo di Eguali - Belgrado 22-23 marzo 2014

Il Forum di Belgrado per un Mondo di Eguali, la Serbian Host Society, il Club dei Generali ed Ammiragli di Serbia e l'Associazione dei Veterani di Serbia (SUBNOR), in coordinamento con il Consiglio Mondiale della Pace, il 22 e 23 Marzo 2014 hanno indetto la Conferenza Internazionale "La Pace Globale contro l'Interventismo e l'Imperialismo Globale". La Conferenza si è tenuta in occasione del 15° anniversario dell'aggressione armata della NATO contro la Serbia ed il Montenegro (La Repubblica Federale di Jugoslavia). Il motto della conferenza era "Per non dimenticare".

Più di 500 scienziati, esperti e personaggi influenti nei settori delle relazioni internazionali e della sicurezza provenienti da 50 paesi d'Europa e del mondo hanno preso parte ai lavori della Conferenza.

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Nigeria

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di Albano Nunes* | da www.avante.pt

nigeria rapimento ragazzeTraduzione di Marx21.it

C'è forse qualcuno che non sia turbato dalle terribili notizie che arrivano dalla Nigeria? C'è forse qualcuno che non si indigni e non chieda giustizia in difesa delle adolescenti rapite in un'operazione di terrore che mirerebbe a punirle, a farne oggetto di commercio, a trasformarle addirittura in schiave sessuali? No, non c'è. E anche l'imperialismo sa che non c'è. Ed è per questo che trasforma il dramma delle giovani nigeriane in un'impressionante campagna mediatica a cui partecipano attori che vanno da Michelle Obama a Antonio José Seguro, passando per innumerevoli “celebrità” mobilitate da Amnesty International ed altre ONG per nulla imparziali, sempre disponibili a prendere l'iniziativa delle ondate artificiali di turbamento internazionale. Turbamento che, come prova l'esperienza, è frequentemente suscitato non per la sincera difesa di nobili diritti e valori, ma per giustificare l'ingerenza e l'aggressione imperialista, come nel caso delle guerre scatenate in nome del “dovere di proteggere” in Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, Mali, solo per citare alcuni esempi. Tutto sta a indicare che ancora una volta ciò sta accadendo anche con la campagna “Bring our girls back”.

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Il cloro di Assad

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siria cloro esplosioneda www.sibialiria.org

Non troneggia di certo nel Mainstream questa bufala del cloro usato dall’esercito di Assad per gasare “ribelli” e inermi popolazioni. In Italia, solo qualche isolato e stanco articolo di Repubblica, Corriere, Unità… che dopo la smentita praticamente “ufficiale” del gas di Assad a Ghouta cominciano ad andarci cauti. Non così Il Foglio che ci va giù pesante pretendendo di dimostrare il “Cloro di Assad”  con un davvero incredibile reportage fotografico che ci assicura mostra “Kfar Zeita (…) una città fantasma bombardata in continuazione da ordigni con scritto sopra “CL2”. Dall’analisi delle immagini emerge un piano del regime studiato con cura. Le foto di Daniele Raineri. Per la prima volta, i dettagli ravvicinati delle bombe al cloro usate in Siria. Nelle immagini, lo scoop del Foglio ripreso anche sul giornale inglese Telegraph. Nelle altre foto, foto nei riquadri rossi, il colore giallo-verde della nube di cloro dopo l’esplosione di un ordigno a Kafr Zeita.”

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Simonenko accusa la giunta di Kiev

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Traduzione di Flavio Pettinari per Marx21.it

petr-simonenko-i-kpu-672x372Lunedì 12 maggio, il giorno dopo il referendum a Donetsk e Lugansk che ha sancito l’autonomia delle due regioni, si è tenuta la riunione dei capigruppo del parlamento ucraino. Tale riunione è stata la prima dopo il 9 maggio, quando a Mariupol, durante i festeggiamenti del Giorno della Vittoria, le truppe golpiste di Kiev hanno compiuto una strage di civili.

Riportiamo gli estratti dell’intervento di Petro Simonenko, che ha duramente attaccato la giunta e il suo “presidente ad interim” Turchinov, il quale dopo i primi tentativi di interrompere Simonenko ha assistito in silenzio alle accuse del leader comunista.

Il 13 maggio, Turchinov ha pubblicamente dichiarato dalla presidenza del Parlamento, interrompendo l’intervento di Simonenko, il suo personale impegno presso il Ministero della Giustizia, per la messa al bando del Partito Comunista d’Ucraina.

Il video di questo intervento di Simonenko è stato rilanciato in massa sui social network e su Youtube, dove al momento ha ottenuto (nonostante continue rimozioni) centinaia di migliaia di visualizzazioni.

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Il Corriere della Sera e la retorica democratica

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di Francesco Maringiò, vice responsabile Dipartimento Esteri PdCI

ukraine-donetsk-protests-referendumL’Ucraina e la democrazia: qual è il ruolo dei nostri media? E quale “democrazia” siamo disposti ad accettare?

«Che cosa c’è di più democratico di un referendum popolare? Gente in coda ai seggi, una scelta chiara fra un sì e un no, la volontà collettiva che si esprime sovrana … Tutto qui? Non proprio. Perché non bastano un’urna e una scheda per celebrare la festa della democrazia» (1). Se estraessimo questa considerazione di Luigi Ippolito, caporedattore ed opinionista del Corriere della Sera, dal resto dell’articolo, non potremo che dichiararci concordi con quanto scrive. Del resto, sin dai tempi di Socrate, abbiamo appreso come il “principio maggioritario” non sia in sé, né necessariamente giusto, né effettivamente “democratico”.

Già Luciano Canfora, alcuni anni fa, ci metteva in guardia contro il «fondamentalismo democratico» (l’espressione è, in realtà, dell’indimenticabile García Márquez) che «racchiude e copre il contrario di ciò che etimologicamente esprime; e, insieme, l’intolleranza verso ogni altra forma di organizzazione politica che non sia il parlamentarismo, la compravendita del voto, il “mercato” politico. (…) Il diverso dal modello parlamentare è il totalitarismo, è il male. Questo modo (…) “di non vedere” la realtà ha colpito in tutte le direzioni, impedendo di comprendere la molteplicità del mondo» (2).

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Il Kosovo, ancora il Kosovo, dopo la Crimea, ora anche nell’Ucraina orientale

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crimea referendumdi Enrico Vigna, maggio 2014

La “ questione Kosovo” ineluttabilmente riemerge, come una metastasi.

Nei drammatici avvenimenti e scenari di guerra in Ucraina e non solo, la cosiddetta “questione Kosovo” attraversa analisi, riferimenti, raffronti, alle volte in modo consono, altre volte strumentale. Chi semina vento raccoglie tempeste, si potrebbe sintetizzare, riferendosi alle strategie e scelte delle leadership occidentali e statunitensi in primis. Un aspetto sicuramente emerge come dato di fatto, grazie all’ ”operazione Kosovo”, gestita dalla NATO, lo stravolgimento e annichilimento del Diritto Internazionale, cominciato con il processo di distruzione della Jugoslavia e approdato alla rapina della provincia alla Serbia, ha aperto scenari di destabilizzazione e conflittualità dilaganti e a macchia d’olio in ogni angolo del mondo. Ma il Kosovo resta un modello solo per quelle realtà filo occidentali e vogliose di vendere la propria indipendenza e sovranità ai grandi poteri finanziari e militari occidentali.

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La FSM denuncia la politica omicida nelle miniere della Turchia

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Federazione Sindacale Mondiale (FSM - WFTU) | wftucentral.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

turchia minatori14/05/2014

La Segreteria della Federazione Sindacale Mondiale ha accolto con grande dolore la notizia della tragedia costata la vita ad almeno 200 minatori e il ferimento di molti altri durante l'esplosione in una miniera di carbone a Soma, in Turchia a circa 250 km a sud di Istanbul, di proprietà della Soma Komur Isletmeleri SA, il 13 maggio 2014.

La proprietà privata sulla miniera e la politica orientata al profitto, che riduce l'ammodernamento tecnologico e la manutenzione periodica, la criminale mancanza di misure di sicurezza adeguate e l'intensificazione del lavoro sono le vere cause dell'esplosione di un generatore di energia, da cui è scaturito l'incendio e l'intossicazione da monossido di carbonio di centinaia di minatori.

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Il PC di Ucraina sta per essere messo fuorilegge?

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di Fausto Sorini, Segreteria nazionale PdCI, responsabile esteri

pc-ukrainaApprendiamo nelle ultime ore che il Ministero della "Giustizia" di Kiev, espressione del governo golpista e sostenuto dai neo-nazisti, ha chiesto di verificare se sussistano le condizioni "legali" per una messa fuorilegge del PC di UCRAINA, accusato di sostegno al "separatismo".

Non c'è bisogno di commento.

Invitiamo tutti gli antifascisti e i sinceri democratici italiani, a cominciare da quelli presenti nel Parlamento italiano ed europeo, ad esprimere in ogni forma possibile, e finchè siamo in tempo, la loro ferma protesta e indignazione nei confronti di questa eventualità.

Il fascismo, in ogni sua manifestazione e variante storica, si è sempre manifestato anche per la violenta messa fuorilegge dei comunisti.

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Un'altra Bolognina?

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occhetto bologninadi Vladimiro Merlin*

L'articolo è apparso nel n. 2/2014 della rivista "Gramsci oggi" (www.gramscioggi.org) e lo proponiamo ai nostri lettori come contributo alla discussione

Il passaggio politico delle prossime elezioni europee si potrebbe caratterizzare, per i comunisti in Italia, come uno snodo decisivo per il loro futuro e per quello della sinistra di classe, in quanto da esso potrebbe prendere avvio un percorso politico che potrebbe rievocare per molti aspetti quello che ebbe luogo alla Bolognina.

Quando Occhetto sciolse il PCI lo fece nel nome di una “nuova” sinistra che tagliava completamente i ponti con il ‘900, una sinistra “moderna”, “europea”, che nei suoi intenti si doveva legare ai nuovi movimenti sociali, e poteva così, finalmente, accedere al governo del paese.

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Contro la guerra nel cuore dell’Europa, a fianco dell’Ucraina antifascista!

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roma 170514 mappaA Odessa un’orda nazista ha trucidato oltre 50 cittadini ucraini di origine russa. Disarmati. Lo ha fatto con i metodi nazisti del pogrom: bruciare, uccidere, non lasciare via di scampo alle vittime.

I media, all’unisono, hanno deformato la notizia fino a renderla irriconoscibile. Questa falsificazione è funzionale a coprire le responsabilità degli Stati Uniti e dell’Unione europea, che appoggiano il governo golpista di Kiev, da essi portato al potere.

Noi, cittadini italiani di una repubblica antifascista ormai solo di nome, siamo parte involontaria di questa mostruosa tragedia e di questo ritorno al passato. Lo siamo in quanto membri della NATO e alleati degli Stati Uniti. Non a caso il ministro della Difesa italiano, non pago delle violazioni che in questi ultimi due decenni hanno ripetutamente sfigurato l’articolo 11 della nostra Costituzione, è stato il primo a dichiararsi disponibile per un’ennesima sciagurata missione militare, stavolta in Ucraina.

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Il Partito Comunista Sudafricano tra i protagonisti della vittoria elettorale dell'ANC

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da www.sacp.org.za | Traduzione di Marx21.it

sacp corteo elezioniUn mandato decisivo per proseguire con la seconda fase radicale della rivoluzione democratica

9 maggio 2014

Mercoledì 7 maggio, milioni di cittadini del nostro popolo, la stragrande maggioranza dei quali è rappresentata da lavoratori e poveri, hanno espresso il loro voto nelle quinte elezioni generali democratiche del nostro paese.

Con il 90% dei voti scrutinati, è evidente che l'ANC riceverà ancora una volta la maggioranza decisiva. Dopo 20 anni al potere e nel bel mezzo della crisi capitalistica globale che non cessa e che ha colpito il nostro paese, questo è un risultato significativo per il partito di governo. Questa vittoria sottolinea la fiducia riposta nell'ANC e nella sua alleanza da parte della grande maggioranza dei lavoratori e dei poveri. Questa fiducia impone l'importante responsabilità di andare avanti.

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