Giù le mani dal nostro paese!

Giù le mani dal nostro paese!

Comunicato del PC Siriano Unificato

Giorni fa gli Stati uniti hanno commesso un’altra follia, da aggiungere al loro libro nero colmo di crimini, bombardando l’aeroporto di Al Shayrat, nell’est della provincia siriana di Homs. L’attacco è costato la vita a nove martiri. Si è dunque…

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Contro la cospirazione in Venezuela!

Contro la cospirazione in Venezuela!

prensapcv.wordpress.com

Il PCV fa appello alla più ampia unità di azione antimperialista per sconfiggere il piano destabilizzatore e golpista

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Il NO di Alitalia chiede un cambio radicale

Il NO di Alitalia chiede un cambio radicale

di Dante Barontini

Il NO dei lavoratori Alitalia alla pre-intesa firmata da azienda, governo e CgilCislUilUgl ha ricevuto quasi il 70% dei voti, in un referendum che ha visto la partecipazione della quasi totalità dei dipendenti. Se stessimo ad analizzare un risultato politico…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Cosa vuole Israele da Trump?

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trump israeledi Bassam Saleh

Riceviamo dal compagno Bassam Saleh e volentieri pubblichiamo

Cosa vuole Israele da Trump? USA-Israele, una vecchia love story: la vittoria di Trump rende particolarmente felici gli israeliani, ma quale futuro per l’equilibrio politico del Medio oriente e per i palestinesi?

Trump, l’imprevedibile presidente Usa, ha firmato degli ordini esecutivi che riguardano l’ingresso dei cittadini di sette paesi islamici, nonché altri ordini contro il Messico, ed ha minacciato il ritiro americano dai trattati commerciali. Un presidente di parola! E continua il tira e molla sul trasferimento dell’Ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme. Per non parlare delle punizioni economiche previste nei confronti delle organizzazioni internazionali, in primis l’Onu.

In attesa dell’incontro con Netanyahu previsto nei prossimi giorni, Trump ha ignorato, persino omettendo anche una qualsiasi banale frase di cortesia, il discorso su un possibile rilancio del ruolo degli Usa al defunto processo di pace fra israeliani e palestinesi o un accenno pur da lontano sulla illegalità degli insediamenti israeliani nei territori occupati. Il che, in sè, è un regalo al governo dei partiti religiosi israeliani, così che possano legalizzare e aumentare la colonizzazione dei territori palestinese occupati, anche a Gerusalemme. In piena violazione delle risoluzioni dell’Onu e del Consiglio di Sicurezza. Continua così, la politica israeliana dei fatti compiuti, sostenuta dall’amministrazione nord americana.

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Gli USA non devono arretrare! Un manifesto per un XXI Secolo Americano

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usa bandiera cielodi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Il politologo e storico Robert Kagan, salito alla ribalta negli anni dell'amministrazione Bush jr come cofondatore del "Progetto per il nuovo secolo americano" - un "mein kampf" dell'imperialismo Usa – produce ora su Foreign Policy un'analisi della situazione internazionale che è una sorta di manifesto per il mantenimento del predominio globale statunitense.

Il "non indietreggiare neppure di un pollice" - questo l'invito rivolto all'amministrazione Trump - consiste nel rispondere alla sfida "revisionista" di Pechino e Mosca non accettando sfere di influenza, rinsaldando i rapporti con i tradizionali alleati e ribadendo il proprio ruolo di guida globale nella difesa delle istituzioni democratiche e del libero mercato. In caso contrario, se gli Usa ripiegassero su se stessi o si mostrassero deboli e poco reattivi (questa è una denuncia chiara rivolta alla amministrazione Obama) le due potenze potrebbero ripercorrere gli stessi passi della Germania nazista e del Giappone imperiale che hanno portato al secondo conflitto mondiale: “L'attuale sistema ha quindi dipeso non solo dal potere americano, ma anche dalla coerenza e dall'unità nel cuore del mondo democratico.

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Due minuti e mezzo alla Mezzanotte

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gentiloni acquadi Manlio Dinucci
da ilmanifesto.it

Finalmente il telefono ha squillato e Gentiloni, dopo una lunga e nervosa attesa, ha potuto ascoltare la voce del nuovo presidente degli Stati uniti, Donald Trump. Al centro della telefonata – informa Palazzo Chigi – la «storica amicizia e collaborazione tra Italia e Usa», nel quadro della «importanza fondamentale della Nato». Nel comunicato italiano si omette però un particolare reso noto dalla Casa Bianca: nella telefonata a Gentiloni, Trump ha non solo «ribadito l’impegno Usa nella Nato», ma ha «sottolineato l’importanza che tutti gli alleati Nato condividano il carico monetario della spesa per la difesa», ossia la portino ad almeno il 2% del pil, il che significa per l’Italia passare dagli attuali 55 milioni di euro al giorno (questi secondo la Nato, in realtà di più) a 100 milioni di euro al giorno. Gentiloni e Trump si sono dati appuntamento a maggio per il G7 a presidenza italiana che si svolgerà a Taormina, a poco più di 50 km dalla base Usa/Nato di Sigonella e di 100 km dal Muos di Niscemi. Capisaldi di quella che, nella telefonata, viene definita «collaborazione tra Europa e Stati Uniti per la pace e la stabilità».

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Mobilitazione popolare e ampia unità per sconfiggere il governo golpista del Brasile

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manifestacoes domingo 17 contra golpedi José Reinaldo Carvalho*
da resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

* Membro della Commissione Politica e della Segreteria Nazionale del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)

Ringraziamo il compagno José Reinaldo Carvalho per la segnalazione del suo articolo sugli sviluppi della situazione in Brasile e sulla mobilitazione contro il governo golpista. Volentieri ne offriamo la traduzione ai nostri lettori.

Con l'elezione dei componenti della presidenza (mesas) della Camera dei Deputati e del Senato Federale, la designazione della leadership della coalizione di governo nelle due camere e la nomina di più di un membro del vertice conservatore (tucano) nel nucleo politico dell'amministrazione, il regime golpista completa l'allineamento dei suoi ranghi per dare continuità alla brutale offensiva antinazionale e antipopolare all'inizio dell'anno politico 2017.

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“Trump: senza un cane pastore il gregge sbanda”

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di Giulietto Chiesa

Un commento sulle prime mosse di Donald Trump e sui contraccolpi che inevitabilmente investiranno l’Europa e il mondo già dalle prossime settimane.

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Residenti di Donetsk contro l’OSCE: “lucrate sulla nostra sofferenza”

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L’Osce viene “accolto” dai residenti del distretto Kievskij il giorno dopo i bombardamenti ucraini con missili “Grad”.

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Il governo di Kiev, in difficoltà nell'intera Ucraina, risponde con la nuova aggressione al Donbass

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gorlovka macchina distruttadi “Pravda” | da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Nell'articolo pubblicato nell'organo del Partito Comunista della Federazione Russa (di cui vengono tradotti ampi stralci), appare un resoconto puntuale delle nuove aggressioni e massacri da parte dei golpisti filo-NATO nel Donbass e delle proteste massicce contro l'insostenibile peggioramento delle condizioni di vita della popolazione nelle altre regioni dell'Ucraina, persino da parte di chi aveva partecipato al Majdan. Questa è la situazione che si vive quotidianamente nella repubblica ex sovietica, da ovest ad est. E tutto ciò accade nell'indifferenza ormai intollerabile, non solo da parte del  governo italiano che continua, in modo complice, a sostenere i nazisti ucraini arrivati al  potere attraverso un colpo di Stato, ma anche di chi più di tutti (vale a dire la sinistra parlamentare e quella extraparlamentare) dovrebbe occuparsene, denunciando e mobilitando l'opinione pubblica del nostro paese contro la “peste bruna” che sta dilagando nel cuore dell'Europa (MG).

La forte scalata del conflitto nel Donbass, secondo l'autorevole testata tedesca “Süddeutsche Zeitung", è iniziata con il segnale dato da Kiev ai bombardamenti di Donetsk e delle località circostanti.

In tal modo si persegue solo l'interesse a dare una soluzione alle proprie difficoltà politiche del momento e salvare il vertice di Kiev dalla rabbia popolare.

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“La NATO è obsoleta?"

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nato GrungeRegistrazione audio

Ne discutono:

Manlio Di Stefano
(parlamentare del Movimento 5 Stelle, membro della III Commissione della Camera Esteri),

Manlio Dinucci (esponente del Comitato nazionale No Guerra No Nato),

Roberto Benassi (componente la Rete Civica Livornese Contro la Nuova Normalità della Guerra),

Andrea Morini (Assessore del Comune di Livorno con delega alla Pace e alla Cooperazione).

Modera Sergio Nieri.

Conclusioni di Giovanna Pagani (presidente lega internazionale donne per la pace e la libertà).

L’iniziativa è stata organizzata dalla Rete Civica Livornese contro la Nuova Normalità della Guerra.

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Enormi le perdite nell'UE in seguito alle sanzioni contro la Russia

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sANZIONI copda “Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

Le sanzioni imposte alla Federazione Russa dagli Stati Uniti e dall'Unione Europea sono alla base dell'eliminazione di quasi 400.000 posti di lavoro e della perdita di 17,6 miliardi di euro nell'UE.

I calcoli si riferiscono all'anno 2015 e sono stati divulgati nella prima settimana di gennaio dai mezzi di comunicazione sociale austriaci, che citano uno studio elaborato da un istituto economico locale. Secondo tale studio, per quanto riguarda il livello della diminuzione dell'occupazione, la Germania occupa il primo posto con circa 97.000 posti di lavoro distrutti, seguita dalla Polonia con 78.000 impieghi eliminati.

La Germania è il maggiore partner economico e commerciale della Federazione Russa e, in virtù di tale condizione è stato anche il paese che subisce le maggiori perdite in conseguenza dell'imposizione unilaterale delle sanzioni. Nello stesso periodo si stima che solo le perdite tedesche ammontino a sei miliardi di euro. Al secondo posto si piazza la Francia, con perdite calcolate in 1,6 miliardi di euro, afferma la stessa fonte.

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La crisi dell'imperialismo USA e la presidenza Trump

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trump pugnodi Jorge Cadima 
da “O Militante”, gennaio-febbraio 2017

Traduzione di Marx21.it

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La lucida analisi di Jorge Cadima, scritta alla vigilia dell'insediamento di Trump alla presidenza degli Stati Uniti, è stata pubblicata nella rivista bimestrale del Partito Comunista Portoghese, O Militante. Nella nostra traduzione non compaiono le note, che sono presenti nel testo originale.

Le elezioni presidenziali statunitensi del 2016 hanno senza dubbio evidenziato la profonda crisi sociale, economica, politica e ideologica della superpotenza imperialista. Hanno rivelato anche, in modo evidente, l'esistenza di profonde divisioni in seno alla classe dominante degli USA, e con il grande capitale europeo, promotore di un sempre più antidemocratico processo di integrazione capitalista in Europa. Tutto ciò è espressione della profonda crisi del sistema capitalista e, in particolare, della crisi che investe i due principali pilastri di tale sistema sul piano mondiale: gli USA e l'UE. Indipendentemente dalle molte incertezze e dalla possibilità di eventi sorprendenti, anche nel futuro immediato, è certo che la vittoria di Trump accelererà le contraddizioni e provocherà nuove scosse che acutizzeranno ancora di più la crisi. Non è neppure da escludere la possibilità che ci si trovi di fronte a un processo di grandi sconvolgimenti nel sistema capitalista mondiale.

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Cina, da “sabbia informe” a potenza globale: la recensione

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dragone statuadi Fabio Massimo Parenti
da opinione-pubblica.com

Recensione all'ultimo libro di Diego Angelo Bertozzi, Cina, da "sabbia informe" a potenza globale (Imprimatur, 2016, 19 euro)

Il libro di Bertozzi, Cina, da “sabbia informe” a potenza globale, è uno strumento culturale importante. Una sistematizzazione sulla storia della Cina contemporanea che mancava nel panorama italiano, soprattutto per l’accuratezza e le argomentazioni sottostanti l’interpretazione politica complessiva che se ne può ricavare.

C’è un punto di forza nel processo di emancipazione cinese, che rappresenta una prima lezione: la capacità di adattare la teoria alla realtà, per una prassi efficace, e non viceversa, come fanno da tempo le teorie economiche dominanti.

L’approccio empirico è tipico della tradizione marxiana, che ha avuto origine con la critica dell’economia politica ed ha ispirato la rivoluzione cinese. Oggi, mantenere il marxismo come principio guida rimane una priorità del Partito Comunista Cinese. Tuttavia, non parliamo di un marxismo dogmatico (lontano dall’elaborazione di Marx), ma di un attualissimo attaccamento agli ideali socialisti che ispirano le strategie politiche cinesi nell’ambito di un costante processo di adattamento del marxismo alle condizioni storiche e materiali della Cina.

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Lettera dall'ospedale S Louis di Aleppo al gelo e assetata

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aleppo acquada oraprosiria.blogspot.it

E' vero che Aleppo è stata liberata da oltre un mese, e questo ci permette di vivere in pace e sicurezza. Si tratta però di una fragile pace, perché nella periferia di Aleppo i jihadisti sono sempre lì e pronti ad attaccare la città. Possiamo sentire di tanto in tanto colpi di cannone (hanno missili di 40 km di gittata).

In Aleppo città le difficoltà continuano, e continuano in modo drammatico: niente acqua da tre settimane, l'elettricità non parliamone, non la vediamo da mesi, olio combustibile e bombole di gas sono introvabili e quando li troviamo costano troppo, fa un freddo cane (-5 di notte), le persone non hanno nulla per riscaldarsi, ad alcuni fortunati le coperte sono distribuite da varie organizzazioni che fanno di tutto per migliorare questa situazione. Personalmente vi posso dire attraverso la testimonianza diretta del nostro personale di servizio, essi si riscaldano bruciando bottiglie di plastica, cartoni di farmaci che prendono con loro al momento di lasciare l'ospedale. Per questo abbiamo ammucchiato il cartone da dar loro e fornito coperte, per evitare che abbiano problemi respiratori soprattutto per i bambini a causa del fumo tossico della plastica. Bisogna dire poi che la maggior parte delle persone così come il nostro staff, sono sfollati e nelle abitazioni non vi sono più riscaldamento o installazione di gas...

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La Via della Seta del XXI Secolo e l'ascesa della Cina nello scenario del governo globale

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china stabilitydi José Medeiros da Silva* | da resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

La Via della Seta del XXI Secolo è il risultato dell'ascesa della Cina nello scenario del governo globale. Essa apre un nuovo capitolo nella storia dello sviluppo economico, geopolitico e culturale dei popoli. La sua attuazione ridisegnerà una vasta geografia interconnessa da vari tipi di infrastrutture che forniranno nuovi parametri di sviluppo materiale e scambi scientifici e culturali.  Inoltre segnala l'approfondimento del processo di cambiamenti in corso, in cui il governo globale sarà necessariamente condiviso. La nuova Via dovrà consolidare il protagonismo cinese nelle relazioni internazionali e cambiare la dinamica territoriale, economica, culturale e della comunicazione del mondo intero, specialmente negli spazi euro-afro-asiatici.

Il termine “Via della Seta” è stato coniato dal geografo tedesco Ferdinand von Richtofen (1833-1905) per designare gli antichi legami commerciali tra l'Europa e l'Asia attraverso percorsi diversi. Anche se di ampie dimensioni, questo concetto poetico si è affermato nell'immaginario di una grande parte dell'umanità, sia occidentale che orientale. Tuttavia, spetta al presidente Xi Jinping il suo risveglio, quando ha deciso di trasformarlo in uno degli orientamenti fondamentali per il progetto cinese di inserimento internazionale.

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Ancora civili uccisi a Donetsk

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A Donetsk ancora vittime dei nuovi bombardamenti sferrati dagli amici nazisti della NATO. La popolazione al fronte, nella periferia della città, è costretta a vivere nel bunker sotterraneo senza poter uscire in superficie per il terzo giorno consecutivo

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Quella “strana sinistra”, la falsa sinistra socialdemocratica!

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hollande clowndi Robert Charvin
da investigaction.net

Traduzione di Massimo Marcori per Marx21.it

Quando la “strana sinistra” governa a destra e torna a sinistra all’opposizione…

Le destre hanno la qualità di sapere ciò che vogliono: proteggere e promuovere al massimo gli interessi che esse rappresentano, cioè anzitutto gli ambienti degli affari, la proprietà privata dei mezzi di produzione e tutti i conservatorismi sociali, salvo che questi rischino di indebolire, con le reazioni che suscitano, il potere del denaro. Esse allora cavalcano la “modernità” e “cambiano tutto affinché nulla cambi”. Poiché la loro coerenza e costanza sono assolute nella loro determinazione a non cedere mai al sociale se il profitto è messo in causa.

Le destre rivestono, a seconda delle circostanze, forme variegate: esse sono state spesso in Francia, “repubblicane”, “parlamentari” e “moderate”; esse possono essere “disinibite”, “arroganti” all’americana e autoritarie; in momenti di acuta crisi, esse non storcono il naso alla forte repressione e alla totale concentrazione dei poteri nel quadro di una destra estrema, ieri qualificata di fascismo e oggi di populismo. Dietro alle loro diverse maschere, l’essenziale rimane.

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Lo scioglimento dell'euro, un'idea che si imporrà nei fatti

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europe falling apartdi Jacques Sapir | da sinistrainrete.info

Dal sito RussEurope di Jacques Sapir  alcuni risultati dello studio "Scenari di scioglimento dell'euro": non sarebbe una catastrofe, ma un salva-vita. Inoltre Sapir illustra l'ipotesi di una moneta comune

Dalla fine della primavera, dai paesi dell'Europa meridionale ci arriva un concerto di "buone notizie". La crescita dovrebbe tornare in Portogallo e in Spagna, come anche in Grecia. I tassi rimangono ad un livello considerato "ragionevole". In breve, la crisi nella zona euro sarebbe dietro le spalle. Tuttavia, a un esame più attento, si può mettere seriamente in dubbio la realtà di queste affermazioni.

Siamo fuori dalla depressione?

In queste affermazioni ci sono molte manipolazioni, ma anche un po' di verità. Cominciamo con il poco di verità che contengono. Sì, la crisi sta toccando il fondo. Ciò è evidente in Spagna, dove la disoccupazione ora sembra essersi stabilizzata, anche se ad un livello molto alto (25 % della forza lavoro). Negli ultimi mesi sembra che non ci sia un peggioramento, ma questo è lontano dal corrispondere a un'uscita dalla crisi. Aggiungiamo che molte nuvole nere si profilano all'orizzonte: il credito è ancora in fase di contrazione (soprattutto in Italia e Francia), gli investimenti sono ancora scarsi (e quindi le prospettive di crescita futura).

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Trump e le tensioni del blocco di potere negli Stati Uniti

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trump profilodi Juan Eduardo Romero* | da alainet.org

Traduzione di Marx21.it

L'ascesa alla presidenza degli Stati Uniti del miliardario Donald Trump ha un significato che va oltre le posizioni xenofobe manifestate, che devono essere inserite in un contesto storico più generale, determinato dall'influenza del puritanesimo nella società americana, fin dal momento della sua comparsa nel XVII secolo, come avevo sottolineato in un mio precedente articolo. Trump si muove sulle basi dottrinarie del puritanesimo, che non solo sancisce che i nordamericani sono “il popolo eletto da Dio”, ma si basa anche sulla presunzione che, in quanto popolo eletto, debbano lottare “contro il male”, che impedisce lo sviluppo dell'individualità umana e quindi del progresso.

Per questo il suo slogan elettorale ha utilizzato una simbologia molto presente nella psiche dello statunitense medio: (Make America great again) “Rendere l'America nuovamente grande”. In sostanza, lo slogan non solo ha suscitato lo scontro con le tesi dell'unilateralismo globalizzante, che si esprimono nel binomio Clinton-Obama, ma anche la contrapposizione verso le politiche portate avanti dagli ex presidenti Bush (padre e figlio) e, più in generale, verso le élites (politiche, economiche e militari) che controllano la società statunitense.

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A Donetsk, ancora bombe sui civili dall'esercito e dalle milizie naziste di Kiev

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proiettile terrenodi DONi News Agency

DONETSK, 31.01.2017 – La guerra alle porte di Donetsk riaccesasi la notte tra lo scorso sabato e domenica, non accenna a placarsi.

Secondo quanto comunicato dall’ufficio stampa del Ministero della Difesa della Repubblica Popolare di Donetsk “i comandanti ucraini, utilizzando il canale radio aperto per le mediazioni hanno proposto un cessate il fuoco che dopo essere stato confermato, è stato da loro stesso violato dando inizio ad un massiccio bombardamento dei territori della DNR”

In seguito al bombardamento nel corso della notte i soldati ucraini hanno provato per due volte a sfondare le linee difensive della DNR nella zona industriale tra Avdeevka e Yasinovayaya, tentando di ottenere il controllo dell’autostrada che collega Donetsk a Gorlovka. Entrambi gli attacchi sono stati respinti ma sono costati parecchie perdite.

“Concordando coi dati a nostra disposizione – si legge nella nota informative del Ministero della Difesa della DNR – in questo momento negli obitori e negli ospedali militari ucraini si trovano: Obitorio di Selidovo – 29 corpi di soldati ucraini uccisi: obitorio di Krasnoarmeisk – 41 corpi di soldati ucraini uccisi: 65esimo ospedale militare mobile di Chasov Yar – 62 soldati feriti: 66esimo ospedale militare mobile Novij Trud – 8 corpi e 14 feriti”.

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Fiato sprecato

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mafalda bastadi Sergio Cesaratto
da politicaeconomiablog.blogspot.it

Pubblichiamo come contributo alla discussione

Intervento al Seminario internazionale, Europe…What’s Left? organizzato da: transform! europe, transform! italia, Rosa Luxemburg Stiftung e Alternative per il Socialismo, sulle “22 tesi per l’Europa”, 20 gennaio 2017, Casa Internazionale delle Donne, Roma

Nel documento c’è scarsa consapevolezza su tre questioni:

(a) Lo Stato nazionale è il terreno in cui storicamente si è sviluppato negli ultimi secoli i conflitto sociale, e dunque la democrazia. I disegni sovranazionali e la globalizzazione sono disegni liberisti volti proprio a smantellare quel terreno di conflitto spostando altrove i centri di potere, liberalizzando i movimenti del capitale e del lavoro. Robert Gilpin – uno dei fondatori della International Political Economy – scrisse chiaramente come due siano le correnti internazionaliste: i liberisti e i marxisti, cui si oppone la tradizione che nasce col mercantilismo, prosegue con List ecc. del Developmental State, del nazionalismo economico volto al riscatto economico e dunque sociale del proprio paese. 

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Non la Nato, ma la sinistra è «obsoleta»

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trump maydi Manlio Dinucci
da ilmanifesto.it

Autorevoli voci della sinistra europea si sono unite alla protesta anti-Trump «No Ban No Wall», in corso negli Stati uniti, dimenticando il muro franco-britannico di Calais in funzione anti-migranti, tacendo sul fatto che all’origine dell’esodo di rifugiati ci sono le guerre a cui hanno partecipato i paesi europei della Nato. Si ignora il fatto che negli Usa il bando blocca l’ingresso di persone provenienti da quei paesi – Iraq, Libia, Siria, Somalia, Sudan, Yemen, Iran – contro cui gli Stati uniti hanno condotto per oltre 25 anni guerre aperte e coperte: persone alle quali sono stati finora concessi i visti d’ingresso fondamentalmente non per ragioni umanitarie, ma per formare negli Stati uniti comunità di immigrati (sul modello di quella dei fuoriusciti cubani anti-castristi) funzionali alle strategie Usa di destabilizzazione nei loro paesi di origine.

I primi ad essere bloccati e a intentare una class action contro il bando sono un contractor e un interprete iracheni, che hanno collaborato a lungo con gli occupanti statunitensi del proprio paese.

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