Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Kragujevac, Serbia ex Jugoslavia. Per non dimenticare

E-mail Stampa PDF

kragujevac 001Riceviamo dal compagno Enrico Vigna e volentieri pubblichiamo

21 ottobre 1941- 21 ottobre 2016


Per la memoria storica: Kragujevac, Serbia, ex Jugoslavia - 21 ottobre 1941

E’ un autunno freddo in quell’anno 1941 nella Sumadjia, la regione di cui è capoluogo la città di Kragujevac… in un breve lasso di tempo si trasformerà in gelido per i suoi abitanti.

L’occupazione nazifascista della Jugoslavia è in atto, e contemporaneamente comincia la lotta di liberazione e si formano i primi distaccamenti partigiani, che nella clandestinità avevano costruito una rete di combattenti sia nelle città che nelle campagne e sotto la cui guida, i popoli jugoslavi uniti, diedero vita ad una stagione di eroismi storici e sacrifici immani, ma vittoriosa.

Come raccontano i vecchi combattenti: “.. non appena una suola straniera ha calpestato la nostra terra, il nostro popolo ha cominciato la lotta di liberazione, senza indugi e senza dubbi, come sempre è stato dai tempi degli ottomani in poi, la consegna era lottare comunque. Vincere forse, ma comunque lottare…”.

Leggi tutto...

Cina da sabbia informe a potenza globale

E-mail Stampa PDF

cina grattacielidi Diego Angelo Bertozzi

Il contributo al Forum “La via cinese e il contesto internazionale”, Roma – 15 ottobre 2016

L'ultimo G20 che si è svolto a Hangzhou ci ha dato l'immagine -  e ha sancito e a livello dell'opinione pubblica – di una Cina ormai assurta a potenza globale, in grado di incidere sui rapporti internazionali e di proporre una propria agenda di stampo cooperativo e inclusivo per l'uscita dalla crisi. Come è cambiata la situazione se pensiamo che ancora alla fine del XX secolo era ancora ai margini, stretta dal ruolo di semplice osservatore. E ancora di più se facciamo un salto di un secolo, al 1916 quando una giovane repubblica nazionalista “a pezzi” (nella condizione di “sabbia informe” per citare Sun Yat-sen), vittima di un cartello delle potenze imperialiste e delle lotte intestine, entrava nella prima guerra mondiale nel ruolo di fornitrice di manodopera servile per le trincee d'Europa (un “esercito dimenticato” composta da oltre 100mila lavoratori), ricevendo ulteriori umiliazioni: nel grande quadro che a Parigi rappresentava e glorificava le potenze vincitrici al termine delle ostilità veniva esclusa proprio la Cina per fare spazio agli Stati Uniti!

Leggi tutto...

La situazione delle donne in Afghanistan è peggiore che con i talebani

E-mail Stampa PDF

malalaiIntervista a Malalai Joya, a cura di Emma Gascó
da diagonalperiodico.net

Traduzione di Giulia Salomoni per Marx21.it

Il 7 Ottobre 2001 gli Stati Uniti lanciavano sull’Afghanistan l’operazione “Libertà duratura”. Quindici anni dopo abbiamo intervistato la deputata e attivista afghana Malalai Joya sull’occupazione militare, la situazione delle donne e la politica del paese (EG).

Qual è la situazione delle donne in Afghanistan dall’occupazione? Vi sentite liberate?

Sfortunatamente la situazione delle donne in Afghanistan è un disastro ancora maggiore, in paragone con l'epoca dei talebani. Gli uomini e le donne dell'Afghanistan non sono stati affatto liberati. Soffrono di ingiustizia, insicurezza, corruzione, disoccupazione, povertà... Le donne ed i bambini sono quelli che stanno peggio. La catastrofica situazione delle donne fu un’ottima scusa affinché la NATO occupasse il nostro paese ma, in realtà, ci ha collocato in prima linea rimpiazzando il regime dei talebani, misogini e fondamentalisti, con i signori della guerra, altrettanto misogini e fondamentalisti, che sono pappa e ciccia coi talebani e che ingannano il popolo afgano mascherati da democratici.

Leggi tutto...

Patti chiari, sudditanza lunga

E-mail Stampa PDF

obama renzidi Manlio Dinucci 
da il manifesto, 25 ottobre 2016

Dopo aver chiamato gli italiani a votare Sì al referendum, ingerendosi nella nostra politica nazionale col complice silenzio dell’opposizione parlamentare, il presidente Obama ha confermato al «buon amico Matteo» che con l’Italia gli Usa hanno «patti chiari, amicizia lunga». Non c’è dubbio che i patti siano chiari, anzitutto il Patto atlantico che sottomette l’Italia agli Usa. 

Il Comandante supremo alleato in Europa viene sempre nominato dal Presidente degli Stati uniti d’America e sono in mano agli Usa tutti gli altri comandi chiave. Dopo la fine della guerra fredda, in seguito alla disgregazione dell’Urss, Washington affermava la «fondamentale importanza di preservare la Nato quale canale della influenza e partecipazione statunitensi negli affari europei, impedendo la creazione di dispositivi unicamente europei che minerebbero la struttura di comando dell'Alleanza», ossia il comando Usa. 

Concetto ribadito dal segretario della Nato Stoltenberg nella recente tavola rotonda sulla «grande idea di Europa»: «Dobbiamo assicurare che il rafforzamento della difesa europea non costituisca un duplicato della Nato, non divenga una alternativa alla Nato». 

Leggi tutto...

I movimenti per la pace USA: “Ecco la verità sulla guerra in Siria.”

E-mail Stampa PDF

da PandoraTV

Una larga delegazione di movimenti per la pace americani è stata in Siria per “verificare con i propri occhi” cosa sta realmente accadendo. Il resoconto di questa visita è comunicato in una conferenza stampa nel quartier generale dell’ONU a New York.

Leggi tutto...

Clinton vs Trump: quali prospettive in politica estera?

E-mail Stampa PDF

clinton trump ohdi Federico La Mattina
da Sputnik News

I media occidentali presentano spesso lo scontro Clinton/Trump in chiave manichea e l'opinione pubblica è spesso portata a vedere in Hillary Clinton la figura del candidato "più ragionevole". Le vicende siriane, libiche e le politiche aggressive antirusse ci raccontano però una storia diversa. Dove ci collochiamo "noi" europei?

Lo scontro Clinton/Trump sta ravvivando gli animi di chi – dall’alto del suo spirito “democratico” (nel senso più anti-etimologico del termine) legge la contesa tra i due candidati come l’ennesima riproposizione dello scontro bene/male a cui i nostri media ci hanno ormai abituato. Da una parta una donna (come se questo fosse un merito a priori) sorridente e “ragionevole” contro il rivale repubblicano, “arrogante e cattivo”. Chi scrive non nutre alcuna simpatia per la figura di Donald Trump ma sul “falco” Hillary Clinton ci sono pochi dubbi: possiamo tranquillamente sostenere che è il candidato più aggressivo in politica estera e più pericoloso per noi europei (a meno che non si voglia identificare la geopolitica europea con la pulsioni russofobe provenienti dai paesi della cosiddetta “nuova Nato”).

Leggi tutto...

INTERVISTA - Scolari: “La Cina riafferma ancora oggi la sua natura marxista e rivoluzionaria”

E-mail Stampa PDF

china ngoda alicenonlosa.it

Riceviamo dal compagno Fabio Scolari e volentieri pubblichiamo come contributo alla discussione sulle esperienze del socialismo in Asia.

Qualche giorno fa ho partecipato alla conferenza intitolata “Attualità del socialismo in Asia” in cui sono state affrontate le varie realtà di sviluppo del socialismo in Cina, Laos, Vietnam e RPD-Corea. L’incontro si è tenuto presso il Centro Studi dell’Idea Juche nordcoreana a Milano. Il mio contributo alla discussione è stato esporre la mia esperienza di settembre di una settimana in Corea del Nord in qualità di relatore e capo della delegazione italiana al seminario internazionale di Pyongyang sullo Juche e l’antimperialismo (reportage dalla Corea del Nord – leggi).

A Milano ho conosciuto Fabio Scolari, giovane studente di sociologia e relatore sulla Cina comunista, gestore dell’associazione “Giù le mani dalla Cina”. Ho pensato che i lettori che stanno leggendo il mio  potessero essere interessati a confrontare il socialismo nordcoreano con quello cinese, e quindi ho intervistato Fabio. Andrea Marsiletti

Leggi tutto...

Aspetti delle relazioni economiche Cina-UE

E-mail Stampa PDF

china eu flag mixdi Vladimiro Giacché

Relazione al convegno “La ‘via cinese’ e il contesto internazionale” (Academy of Marxism, Chinese Academy of Social Sciences – Associazione Marx XXI), Roma, 15 ottobre 2016.

1. Chiarimenti preliminari

Per intendere natura e prospettive delle relazioni economiche Cina-UE bisogna preliminarmente chiarire due punti essenziali:

1.1. le relazioni economiche non sono mai soltanto relazioni economiche, non sono mai "pure": al contrario, esse sono sempre strettamente intrecciate a obiettivi politici e geopolitici (possono essere finalizzate e in qualche caso sacrificate ad essi, come dimostrano le sanzioni europee alla Russia); inoltre, gli obiettivi degli attori economico-politici tra cui si svolgono sono determinati dalla formazione sociale in essi prevalente/dominante (egemonica): è essa che determina le priorità commerciali e di investimento, che privilegia gli interessi di questo o quel settore economico, di questa o quella classe. In passato, come noto, l'embargo di tecnologia dei paesi capitalistici verso i paesi socialisti ha privato alcuni settori del capitale di lucrosi profitti perché si era privilegiato rispetto ad essi l'obiettivo di battere sul piano planetario una formazione sociale antagonista (obiettivo che poi è effettivamente stato realizzato per quanto riguarda l'Unione Sovietica e i paesi dell'Europa orientale).

Leggi tutto...

Il ruolo di Usa e Nato nel rapporto della Ue con la Cina

E-mail Stampa PDF

laviacinese banner2di Manlio Dinucci

Con l'intervento di Manlio Dinucci iniziamo la pubblicazione delle relazioni presentate al convegno “La via cinese e il contesto internazionale", promosso dall'accademia del marxismo cinese presso la CASS in collaborazione con l'associazione “Marx XXI” e le edizioni Marx Ventuno.  

Vado subito al nodo della questione. Penso che non si possa parlare di relazioni tra Unione europea e Cina indipendentemente dall’influenza che gli Stati uniti esercitano sull’Unione europea, direttamente e tramite la Nato.

Oggi 22 dei 28 paesi della Ue (21 su 27 dopo l’uscita della Gran Bretagna dalla UE), con oltre il 90% della popolazione dell’Unione, fanno parte della Nato, riconosciuta dalla Ue quale «fondamento della difesa collettiva». E la Nato è sotto comando Usa: il Comandante supremo alleato in Europa viene sempre nominato dal Presidente degli Stati uniti d’America e sono in mano agli Usa tutti gli altri comandi chiave. La politica estera e militare dell’Unione europea è quindi fondamentalmente subordinata alla strategia statunitense, su cui convergono le maggiori potenze europee.

Leggi tutto...

Il barile al rialzo

E-mail Stampa PDF

petrolio operaio barilidi Demostenes Floros | da abo.net

Grazie al cambio euro/dollaro, il riequilibrio tra la domanda e l'offerta, la tendenza al ribasso delle riserve di greggio statunitense, e l'accordo concluso ad Algeri sulla produzione OPEC, il prezzo del greggio brent ha superato a settembre i 50 dollari al barile, com'era accaduto l'ultima volta ad agosto.

Nel mese di settembre, i prezzi del petrolio sono aumentati in modo significativo nonostante una tendenza caratterizzata da una forte volatilità. In particolare, il Brent Crude North Sea ha aperto a 45,77 $/b (dollari al barile) e ha chiuso a 50,04 $/b, mentre il West Texas Intermediate ha aperto a 43,54 $/b e ha chiuso a 48,63 $/b. Al momento della redazione dell'articolo, i prezzi del petrolio stavano salendo poiché il Brent era quotato a 52,82 $/b, record assoluto dallo scorso ottobre, e il WTI era cresciuto sino a 50,73 $/b, il massimo da giugno. Quattro fattori hanno determinato la tendenza alla volatilità del petrolio:

- Il tasso di cambio €/$;
- I dati riportati dall’Oil Market Report il 13 settembre in merito alla tendenza al riequilibrio di offerta e domanda;
- I dati riportati dall’American Petroleum Institute il 20 settembre, in merito alla tendenza delle riserve di greggio statunitensi;
- L'accordo concluso durante l’International Energy Forum in Algeria il 26/28 settembre sulla futura produzione OPEC.

Leggi tutto...

A cinque anni dal barbaro assassinio di Gheddafi

E-mail Stampa PDF

clinton libia arabidi Domenico Losurdo

5 anni fa, il 20 ottobre 2011, veniva barbaramente assassinato il leader della Libia anticolonialista Mu’ammar  Gheddafi. Per ricordarlo e a eterna vergogna dei responsabili di questo crimine, da Sarkozy alla signora Clinton, che ora non a caso si appresta a divenire Presidente degli USA, riprendo alcune pagine del mio libro La sinistra assente. Crisi, società dello spettacolo, guerra, Carocci, Roma (DL).

L’esultanza della signora Clinton per il crimine

Quante vittime ha provocato una guerra, che peraltro «non ha portato ai libici la “libertà dal tiranno” ma ha creato l’ennesimo Stato fallito, in preda a bande armate» e all’«estremismo islamico» (Panebianco 2013)? Per rispondere a questa domanda diamo la parola a un filosofo di fama internazionale: «Oggi sappiamo che la guerra ha fatto almeno 30.000 morti, contro le 300 vittime della repressione iniziale» perpetrata dal regime che la NATO era decisa a rovesciare (Todorov 2012). Occorre aggiungere che la repressione colpiva una rivolta che certo aveva basi anche endogene ma alla quale erano tutt’altro che estranei i servizi segreti occidentali, a cominciare da quelli inviati dal governo di Londra i quali – ha rivelato la stampa britannica più autorevole – già da un pezzo si proponevano di assassinare Gheddafi, ricorrendo a ogni mezzo (infra, cap. 3, § 7). E, in effetti, la guerra sanguinosa del 2011, scatenata mentre non pochi paesi in particolare dell’Africa e dell’America Latina premevano per una conferenza internazionale e per la ricerca di una soluzione pacifica, si concludeva con il linciaggio di Gheddafi e lo scempio del suo cadavere.

Leggi tutto...

"Le rivelazioni di WikiLeaks mostrano la posizione bellicista di Hillary Clinton"

E-mail Stampa PDF

assange clintonda lantidiplomatico.it

Secondo l'avvocato e scrittrice, Eva Golinger, Wikileaks si trova sotto costante pressione per l'impatto negativo delle sue rivelazioni nella campagna elettorale degli Stati Uniti.

Le rivelazioni di WikiLeaks fatte nelle ultime settimane su Hillary Clinton e i democratici "hanno causato un impatto sulla campagna elettorale negli Stati Uniti" soprattutto "negativo per la campagna di Clinton, che è la candidata ufficiale", ha dichiarato l'avvocato e scrittrice, Eva Golinger.

"Non c'è da stupirsi se c'è pressione da qualsiasi luogo. Anche diversi portavoce degli Stati Uniti hanno chiesto di intervenire contro Julian Assange e Wikileaks da tempo", ha aggiunto l'esperta.

Golinger ha ricordato che quando Clinton era Segretario di Stato durante l'amministrazione di Barack Obama "è stata molto a favore degli interventi degli Stati Uniti, tra i quali quelli in Libia. Ha anche preso una posizione forte contro la Siria e il governo di Bashar al Assad. È stata molto bellicosa, è la sua posizione, e queste e-mail lo hanno dimostrato."

Leggi tutto...

Presidenziali USA: lo scenario peggiore

E-mail Stampa PDF

trump clinton blackreddi Spartaco A. Puttini

L'articolo è apparso in “Gramsci oggi” rivista on line, ottobre 2016

Gli Stati Uniti si avviano alla fase terminale dell’esperienza costituita dall’Amministrazione Obama.

Questa è di per sé una buona notizia. Finalmente si assisterà alla fine del mito obamiano, dell’obamamania, che hanno imperversato sul mainstream nel tentativo di accreditare un imperialismo americano dal volto umano. Tentativo che col tempo è andato progressivamente appannandosi anche per quelle opinioni pubbliche occidentali che erano il target principale di questa vasta campagna di cosmesi politica e travisamento della realtà. Gli eventi degli ultimi mesi sottolineano che molte maschere sono cadute nel corso dei due mandati del presidente “nero”. Gli Usa hanno continuato a condurre con determinazione la corsa agli armamenti, aumentando la pressione su entrambi i fianchi del continente eurasiatico contro i loro antagonisti: Russia e Cina. Hanno legittimato il rovesciamento dei legittimi presidenti di Honduras, Paraguay e Brasile e assistito al suicidio argentino, per tacere dell’impegno profuso nella destabilizzazione del Venezuela. Tasselli che disegnano un tentativo complessivo di rimettere il guinzaglio all’America Latina. Hanno appoggiato un putsch nazista in Ucraina per lacerare i rapporti tra questo stato ex-sovietico e la Russia (e tra la Russia e l’Europa) con un’operazione molto ardita. Un bel colpo. Un’operazione che però ha avuto un costo: portare il paese al punto di non ritorno della disintegrazione, con la secessione delle regioni orientali e il ritorno della Crimea alla madrepatria. Conseguenze che Washington non può fare praticamente nulla per scongiurare.

Leggi tutto...

ASSEMBLEA NAZIONALE del comitato NO Guerra NO NATO

E-mail Stampa PDF

noguerranonato bannerassembleanazionaleComitato promotore della campagna #NO GUERRA #NO NATO Italia

il 22 ottobre 2016 ore 10.00 , Firenze

"Credo sia uno degli avvenimenti più importanti cui potremmo partecipare in questo periodo, anche per verificare che cosa siamo e siamo diventati: poi tutti a votare NO al referendum costituzionale anomalo anche solo perché il comitato per il sì è direttamente creato, promosso e sostenuto dal Governo. A presto."
Coordinatore nazionale - Giuseppe Padovano

L'ITALIA FUORI DALLA NATO E DALLA GUERRA!
NESSUN ORDIGNO NUCLEARE IN ITALIA!

Programma:

Ore 10,30- 12,00
Relazioni introduttive di G.Chiesa M.Dinucci e G.Padovano

a seguire Comunicazioni su esperienze ed iniziative territoriali: Ancona, Bergamo, Genova, Milano, Napoli;informazioni da Bruxelles, Montreal e da Berlino

Leggi tutto...

Report. La “Via Cinese” e il contesto internazionale

E-mail Stampa PDF

Report a cura di Andrea Catone

Parte I

Dopo Parigi e Barcellona si è tenuto sabato 15 ottobre a Roma, il convegno su “La via cinese e il contesto internazionale”, titolo italiano per il “III Forum europeo” promosso dall’Accademia del marxismo presso l’Accademia cinese di Scienze sociali (CASS nell’acronimo inglese), incentrato su “Cinque concetti di sviluppo – innovazione, armonizzazione, equilibrio ecologico, apertura e condivisione – e la Via Cinese”.

Il convegno è stato co-organizzato in Italia dall’associazione “Marx XXI” e dalle Edizioni MarxVentuno. Ha registrato un notevole successo di partecipazione con una sala (150 posti a sedere) gremita di persone interessate e attente: studentesse e studenti, giovani ricercatori di scienze politiche e di storia, politica e cultura cinese, intellettuali marxisti e militanti comunisti (tra cui la compagna Rossana Platone, che – con le sue traduzioni dal russo delle opere di Lenin – ha dato a più di una generazione la possibilità di formarsi su testi fondamentali del marxismo), attivisti dei movimenti antimperialisti e contro la guerra, studiosi di geopolitica…

Leggi tutto...

Russia, l’Italia agli ordini della Nato. No ai soldati in Lettonia

E-mail Stampa PDF

soldati italiani 675di Fabio Marcelli
da ilfattoquotidiano.it

Mio zio Elia Marcelli, che Tullio De Mauro ebbe a definire il più grande poeta romanesco contemporaneo, descrisse nel suo capolavoro Li Romani in Russia, in 1200 strofe di otto endecasillabi ciascuna, la straziante esperienza di cui fu protagonista con molti altri giovani italiani spediti in Russia a morire dal regime fascista con la criminale spedizione dell’Armir affiancando le orde genocide hitleriane.

Una tragica esperienza che oggi viene riportata alla ribalta dall’inconsulta decisione del governo Renzi di mandare 140 soldati al confine fra Russia e Lettonia. Neanche i peggiori governi democristiani erano mai arrivati a tali livelli di servilismo atlantico. Un prezzo che tutti noi dovremo pagare, oltre che alla mancanza di memoria storica di Renzi e della sua schiera di “nuovisti” privi di radici storiche e culturali, alla sua naturale propensione di svolgere senza alcuna remora il ruolo che più gli si addice, quello di esecutore fedele degli ordini dei poteri forti, in questo caso la Nato.

Nato che, fallito definitivamente il tentativo di ricolonizzare la Russia, destinandola a un ruolo subalterno e trasformandola in terreno di conquista per spregiudicati investitori occidentali e multinazionali finanziarie, sta da tempo agitando lo spauracchio del ritorno dell’Urss per giustificare il proprio riarmo senza precedenti. Del resto è noto come il capitalismo porti la guerra come suo risultato naturale. 

Leggi tutto...

Intervista a Piotr Simonenko: il Donbass, la Russia, la NATO e i lavoratori (seconda parte)

E-mail Stampa PDF

simonenko profiloa cura di Raffaele Morgantini
da investigaction.net

Traduzione di Massimo Marcori per Marx21.it

“Penso che dobbiamo, assieme all’intera comunità internazionale, condannare una politica che non fa altro che accrescere la tensione, una politica che minaccia l’integrità territoriale degli stati, una politica di doppiezza quando coloro che parlano di certi valori sono i primi a calpestarli. Sono convinto che solo a tali condizioni avremo più responsabili politici che si battono davvero per la pace invece che parlare di pace solo per arricchirsi vendendo nuovi sistemi di armamento e militarizzando questa o quella regione”. (P. Simonenko)

Raffaele Morgantini: Potreste parlarci un po’ della situazione politica, economica e militare nell’est dell’Ucraina, nelle repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk?

Piotr Simonenko: Vorrei anzitutto sottolineare che il Donbass è una regione industriale economicamente molto importante. La regione di Donetsk assicurava da sola il 25% del PIL dell’Ucraina. Essa produceva fino a 100 milioni di tonnellate di carbone l’anno. E’ anche un enorme complesso metallurgico. Sulle tredici fabbriche metallurgiche che esistevano in Ucraina, la regione di Donetsk ne contava sette. Sul piano energetico, la più grande centrale termica d’Europa si trova nella regione di Donetsk.

Leggi tutto...

La Resistenza nel Donbass

E-mail Stampa PDF

In memoria di  Arsen Pavlov, “Motorola”, uno degli eroi della resistenza del Donbass contro l’aggressione del regime di Kiev. Ucciso a Donetsk in un attentato terroristico dei nazisti.

Leggi tutto...

Siria: chi sono i criminali di guerra

E-mail Stampa PDF

siria guerra disperazionedi Domenico Losurdo

In questi giorni una sistematica campagna di disinformazione di cui sono protagonisti in particolare USA, Gran Bretagna e Francia, bolla quali «criminali di guerra» Assad e Putin. È la preparazione multimediale dell’ulteriore scalata dell’aggressione contro la Siria a cui mirano Obama (appoggiato e stimolato da Hillary Clinton) e gli alleati e vassalli di Washington. Per chiarire chi sono i veri criminali di guerra riporto (con nuovi sottotitoli) quello che ho scritto in miei due recenti libri (La sinistra assente. Crisi, società dello spettacolo, guerra, Carocci, 2014; Un mondo senza guerre. L’idea di pace dalle promesse del passato alle tragedie del presente, Carocci, 2016), basandomi per altro su fonti esclusivamente occidentali. La scalata a cui si prepara l’imperialismo potrebbe avere conseguenze tragiche per la pace mondiale. È per sventare questo pericolo che occorre mobilitarsi sin d’ora (DL).

1. Guerra civile o aggressione degli USA (e di Israele)?

Prima di essere travolta dalla catastrofe che continua a infuriare mentre io scrivo, la Siria era considerata un’oasi di pace e di tolleranza religiosa in particolare dai profughi irakeni che a essa approdavano in fuga dal loro paese, investito dagli scontri e dai massacri di carattere religioso e settario nei quali era sfociata l’invasione statunitense. Cos’è avvenuto poi? È scoppiata una guerra civile per cause del tutto endogene? In realtà, prima ancora della seconda guerra del Golfo, i neoconservatori chiamavano a colpire la Siria che ai loro occhi aveva il torto di essere ostile a Israele e di appoggiare la resistenza palestinese (Lobe, Oliveri 2003, pp. 37-39).

Leggi tutto...

Stati Uniti: spese militari ed egemonia globale

E-mail Stampa PDF

us elicottero bandieradi Roberto Garcia Hernández*
da prensa-latina.cu

Traduzione di Marx21.it 

Il discorso del presidente Barack Obama alle Nazioni Unite, ed anche le dichiarazioni della candidata democratica Hillary Clinton e del suo rivale repubblicano Donald Trump, coincidono su un punto: la “necessità” dell'egemonia mondiale degli Stati Uniti.

Nonostante alcune differenze tattiche e sfumature tipiche della campagna elettorale, nessuno dei tre sorprende il mondo quando conferma le aspirazioni di dominio di Washington.

Clinton e Trump competono da diverse settimane nell'illustrare agli elettori le loro posizioni in merito a tali questioni, e cercano di convincere i cittadini – senza molto successo, secondo le opinioni degli esperti – sulle loro rispettive capacità di mettere in pratica gli obiettivi della politica estera.

A suo modo, l'ex Segretaria di Stato vuole ripulire la sua immagine di “falco”, e mentre pretende di mantenere ad ogni costo la supremazia statunitense, giura che se arriverà alla Casa Bianca userà la forza solo come ultima risorsa.

Leggi tutto...

Pagina 10 di 171