Siete pronti per la guerra termonucleare globale?

Siete pronti per la guerra termonucleare globale?

di Spartaco A. Puttini

Dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica ad oggi, gli Stati Uniti non hanno più trovato un argine che potesse contenere le loro mire, volte ad imporre al mondo un “nuovo ordine” ...

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I paladini dell’antiterrorismo

I paladini dell’antiterrorismo

di Manlio Dinucci

A Tunisi, come a Parigi in gennaio, una manifestazione di popolo che, dicendo «basta odio e morte», rifiuta non solo il terrorismo ma la guerra di cui esso è il sottoprodotto. Al corteo di Tunisi, come a quello di Parigi,…

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Referendum contro il JobsAct: una parola d’ordine unitaria

Referendum contro il JobsAct: una parola d’ordine unitaria

di Francesco Valerio della Croce

Un referendum per abrogare il JobsAct. Lo ha messo in conto, tra gli strumenti per bloccare la sciagurata controriforma del lavoro varata dal governo Renzi, Maurizio Landini ...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Il compito che ci aspetta come comunisti

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red-flagdi Giorgio Langella, segretario regionale PCdI Veneto

Ormai dovrebbe essere chiaro. In Italia è in atto una lotta di classe e la stanno vincendo quei padroni che hanno occupato tutti i posti disponibili nei maggiori partiti e nelle istituzioni. Sono loro che, di fatto, controllano e dettano la linea al governo in carica. Un governo formato da ministri più o meno incompetenti che sta portando a compimento quello che la destra non era riuscita a fare: stravolgere la costituzione, umiliare il parlamento togliendogli qualsiasi autonomia e cancellare i diritti dei lavoratori.

Renzi e il PD hanno scelto da tempo la parte nella quale collocarsi e per la quale battersi. È la stessa parte dominata dalla confindustria che, infatti, è diventata punto di riferimento del governo. Lo hanno fatto per distribuire e occupare qualche posto – ben remunerato – di sottogoverno in più. Si limitano a questo, senza un progetto di sviluppo del paese, perché si sono convinti che è utile sottomettersi a chi detiene realmente il potere. E quelli che hanno il potere, oggi, sono quelli che impongono il pensiero unico (o, meglio, assente) per il quale è indifferente se e quanti cittadini vanno a votare. Sono quelli che controllano l'informazione e decidono quali notizie sia utile divulgare. Sono quelli che si sentono immuni da qualsiasi giudizio. Una concezione alquanto stravagante della democrazia.

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Il Congresso del Partito Comunista di Israele

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Communist Party of Israel Logoda "Avante” | Traduzione di Marx21.it

Il 27° Congresso del Partito Comunista di Israele (PCI), svoltosi nella città di Nazareth nei giorni 12 e 13 dicembre, è stato segnato dalla energica determinazione alla lotta, particolarmente dei giovani che vi hanno partecipato.

Al Congresso ci si è confrontati sulle strade da percorrere per il rafforzamento e l'allargamento della resistenza – sia sul piano della lotta di massa che su quello elettorale – nei confronti delle inaccettabili misure e delle nuove e gravi minacce antidemocratiche del governo sionista in Israele.

Va segnalato che il primo giorno dei lavori del Congresso è stato segnato dall'assassinio del ministro palestinese Ziad Abu Enin per mano dell'esercito israeliano, che ha incontrato il fermo ripudio da parte dei congressisti. C'è da dire anche che il contesto dell'iniziativa dei comunisti in Israele è fortemente condizionato dall'occupazione della Palestina da parte di Israele, pronunciandosi il PCI per la fine dell'occupazione israeliana e per la creazione di uno Stato della Palestina nel rispetto delle risoluzioni delle Nazioni Unite.

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Prigione e tortura per centinaia di dissidenti politici in Ucraina

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pcu bandiera pravijsektorda www.kpu.ua 
Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Dichiarazione del 49° Congresso del Partito Comunista di Ucraina

Centinaia di attivisti del Partito Comunista e della Gioventù Comunista, di sostenitori delle idee di giustizia sociale, insieme alle loro famiglie, sono in balia del terrore, della persecuzione, delle intimidazioni, dei maltrattamenti morali e fisici, delle torture nei centri di detenzione, anche per mano di teppisti nazionalisti che agiscono senza controllo.

I delegati del 49° Congresso del Partito Comunista di Ucraina denunciano con preoccupazione che nei centri di detenzione e nelle prigioni del paese è rinchiusa una grande quantità di persone accusate di “propaganda del separatismo” e “coinvolgimento nel terrorismo” solo per il fatto di avere partecipato a manifestazioni delle forze che si oppongono al nuovo regime, di avere letto giornali “sconvenienti”, di avere indossato nastri “sconvenienti”, di avere visitato siti web “sconvenienti”.

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2014 buon anno per la Nato

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stivali soldato rigadi Manlio Dinucci
da il manifesto, 30 dicembre 2014

Il 2014, per Washington e la sua Alleanza transatlantica, rischiava di essere un anno nero soprattutto in due scenari: una Europa senza guerre dove, nonostante l’allargamento della Nato ad est, si stavano rafforzando i rapporti economici e politici tra Ue e Russia e quasi tutti gli alleati erano restii ad aumentare la spesa militare al livello richiesto dal Pentagono; un Medio Oriente dove stava fallendo la guerra Usa/Nato in Siria e l’Iraq si stava distanziando dagli Usa avvicinandosi a Cina e Russia, la cui alleanza è sempre più temuta dalla Casa Bianca.

Si avvertiva a Washington, sempre più pressante, l’esigenza di trovare una «nuova missione» per la Nato. Che puntualmente è stata trovata. Il putsch di piazza Maidan, a lungo preparato addestrando anche forze neonaziste ucraine, ha riportato l’Europa a una situazione analoga a quella della guerra fredda, provocando un nuovo confronto con la Russia. L’offensiva dell’Isis, a lungo preparata finanziando e armando gruppi islamici (alcuni dei quali prima definiti terroristi) fin dalla guerra contro la Jugoslavia e quella contro la Libia, ha permesso alle forze Usa/Nato di intervenire in Medio Oriente per demolire non l’Isis ma la Siria e per rioccupare l’Iraq.

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L'Ucraina, la NATO e la preparazione della guerra alla Russia

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ucraina parlamentoda svpressa.ru 
Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Il portale “Svobodnaja Pressa” (Stampa Libera) raccoglie l'opinione di alcuni politici e analisti russi e ucraini sulle conseguenze della decisione del parlamento ucraino di annullare lo status di “paese non allineato”, in vista della richiesta di adesione alla NATO. (MG)

La Rada Suprema dell'Ucraina, il 23 dicembre, ha approvato la legge di Petro Poroshenko, che ha cambiato lo status di paese non appartenente ai blocchi.

Al termine del dibattito, l'iniziativa è stata appoggiata da 303 deputati (era necessario un minimo di 226). Lo speaker della Rada Vladimir Groysman, secondo quanto si apprende da IA PolitNavigator (www.politnavigator.net), al momento della comunicazione del risultato non ha saputo trattenere l'emozione: “Bravo! Bravo! La risoluzione è stata approvata! Gloria all'Ucraina!”.

Ma di che cosa, allora, l'Ucraina dovrebbe “inorgoglirsi”? Del fatto che si è aperta la strada all'integrazione nella NATO?

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Dichiarazione dell'Incontro della Rete in Difesa dell'Umanità

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retedifesaumanita 10annida www.aporrea.org | Traduzione di Marx21.it

Caracas, dicembre 2014

Oggi più che mai l'umanità vive assedi e aggressioni di tale gravità da mettere in grave pericolo l'esistenza della nostra specie. Il pianeta stesso è arrivato al limite della sua capacità di riproduzione della vita. Come già aveva affermato il Comandante Chavez dieci anni fa, nel suo discorso di inaugurazione del primo incontro mondiale della nostra rete: esiste la strada della distruzione della vita e l'altra della salvezza dell'umanità.

La strada della distruzione della vita e della specie umana è quella che sta percorrendo il sistema capitalista mondiale, la cui crisi si è approfondita nei dieci anni trascorsi da allora. La mondializzazione neoliberale ha condotto alla caccia selvaggia delle risorse naturali e strategiche attraverso la guerra, la militarizzazione delle società e delle economie, la violazione crescente e sistematica del diritto internazionale, la cui sequela di crimini, violenze, sequestri, torture e massacri è davanti agli occhi. Al giorno d'oggi, il bilancio militare della principale potenza imperialista, gli Stati Uniti, sorpassa la somma di quelli dei rimanenti paesi. La repressione e la criminalizzazione planetaria delle resistenze si accompagna a una dittatura mediatica che pretende di addormentare le coscienze e giustificare i saccheggi.

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Tito Boeri all'Inps, taglio alle pensioni in vista

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titoboeridi Claudio Conti | da Contropiano.org

Che ci fa un professore della Bocconi (un altro...), presidente della Fondazione Debenedetti, editorialista di Repubblica, fondatore de Lavoce.info, ex senior economist dell'Ocse e tante altre cose alla presidenza dell'Inps?

A prima vista arriva a restituire normalità all'ente incaricato di ritirare i contributi previdenziali dalle imprese ed erogare le pensioni, secondo le regole stabilite in passato. Dopo la sciagurata stagione di Mastrapasqua e due commissari straordinari, un presidente autorevole potrebbe sembrare quello che ci vuole.

Il primo sospetto è venuto dalla constatazione della sproporzione evidente tra il curriculum del Boeri più noto (il fratello Stefano, architetto, ha firmato tra l'altro il "recupero" dell'arsenale de La Maddalena per un vertice G8, in regime berlusconiano) e la presidenza di un carrozzone di Stato, decisivo nelle politiche di redistribuzione ma pur sempre un carrozzone di Stato. Uno come lui, insomma, sta sempre nel listino dei candidati a ministro dell'economia...

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Luciano Canfora a proposito della Prima Guerra Mondiale

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prima-guerra-mondiale-soldati-russia cura di Aris Della Fontana

#Politicanuova, quadrimestrale del Partito Comunista della Svizzera Italiana, intervista il noto storico, filologo e saggista, in occasione del centenario dello scoppio del conflitto

“La vera responsabilità dell'estensione dello scontro da conflitto locale a conflitto europeo e poi mondiale è dell'Inghilterra”

1. Interroghiamo il passato per meglio conoscerci e, anche, per rispondere alle suggestioni che il presente pone. Si potrebbe affermare che un attendibile spaccato d'una società si misura in rapporto alla consapevolezza che questa ha del fondale storico sul quale si è sviluppata. E, alla luce di ciò, come si presenta, all'interno della società odierna, la percezione della prima guerra mondiale?

L'anniversario del secolo intercorso ha avuto degli effetti un po' odiosi: si è rilanciata una sorta di nostalgia della Grande Guerra, con la celebrazione dei luoghi del combattimento. Tale prassi - sostanzialmente cerimoniale - si è manifestata in Italia, ma anche nel Nord Europa, e cioè in Francia, Germania e Paesi Bassi. Si è mescolato, sempre su questa scia, lo sbarco in Normandia (1944) con i fatti del '14; un'operazione storiografica decisamente ambigua.

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Dialettica, oggettivismo e compenetrazione degli opposti. Il pensiero di Lenin tra filosofia e politica

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vladimir lenin and the people by vladimirseyer-d78uy0cdi Emiliano Alessandroni
da www.giornalecritico.it

1. L'oggettivismo di Lenin e «la favola sciocca del libero arbitrio»

In uno dei suoi scritti giovanili più noti Lenin pone l'attenzione sulla prospettiva non-volontarista ed anticoscienzialista di Marx. Il fondatore del materialismo storico, egli afferma, 

considera il movimento sociale, come un processo di storia naturale, retto da leggi che non solo non dipendono dalla volontà, dalla coscienza e dalle intenzioni degli uomini, ma che anzi determinano la loro volontà, la loro coscienza, le loro intenzioni.

Lenin tende ad evidenziare, in questo come in altri passi, la natura circostanziale della volontà umana, il suo essere, ovvero, ontologicamente inscritta all'interno di reticoli e quadri combinatori, non meramente accidentali, che ne determinano la nascita e ne scandiscono lo sviluppo. Non sembra esser dunque sull'opposizione determinismo/volontarismo che si sia prodotta, sul piano filosofico, la rottura con la II Internazionale. 

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Ricostruire il partito comunista in Italia!

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fosco 500pxdi Fosco Giannini

Relazione introduttiva di Fosco Giannini, della segreteria nazionale del PCd’Italia, alla manifestazione del 20 dicembre a Roma.

Care compagne e cari compagni,

voglio innanzitutto ringraziarvi per la vostra presenza qui, oggi; per la vostra militanza comunista; perché anche oggi, come altre migliaia di volte per altri migliaia di giorni, avete rinunciato a qualcosa della vostra vita personale; voglio ringraziarvi per i viaggi che avete dovuto fare per riempire questa sala, per aver voluto partecipare a questa manifestazione, per aver lavorato per la sua riuscita.

Una manifestazione che potrà ripagarvi dei vostri sacrifici, poiché, tutti assieme, faremo si che questa giornata si trasformi in un tassello importante del progetto, che tenacemente vogliamo portare avanti , della Ricostruzione del Partito Comunista in Italia!

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“Mettendo al bando i comunisti, le autorità ucraine dimostrerebbero la loro inclinazione verso il fascismo”

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dichiarazione di Petro Simonenko, leader del Partito Comunista di Ucraina

simonenko-petr-nikolaevich 500da www.kpu.ua 
Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Se la Rada Suprema approvasse la legge che vieterebbe la propaganda dell'ideologia comunista in Ucraina, ciò dimostrerebbe la sua inclinazione verso il fascismo. Lo ha dichiarato a “RSN” il leader del Partito Comunista di Ucraina Petro Simonenko.

“Con la proposta di questo progetto di legge il regime, in sostanza, ha confermato di essere una dittatura nazional-fascista. E' una lotta contro chi dissente. Proibiscono di respirare, proibiscono di pensare, di ragionare sui principi di giustizia e sui valori europei”, - ha detto Petro Simonenko.

Il leader dei comunisti non ha alcun dubbio sul fatto che il progetto di legge venga approvato.

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Calixto Ortega: «Dichiarazioni di Mogherini rivelano totale ignoranza»

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mogherinida Correo del Orinoco
da albainformazione.wordpress.com

Il viceministro degli Esteri per l’Europa ha affermato che la funzionaria europea «ha agito come una subordinata all’amministrazione Obama ripetendo le infamie della destra internazionale»

Il viceministro degli Esteri per l’Europa, Calixto Ortega, ha condannato le dichiarazioni del capo della diplomazia dell’Unione Europea (UE), Federica Mogherini, che si è detta «seriamente preoccupata» per la presunta violazione dei diritti umani in Venezuela.

Ortega ha respinto queste affermazioni, aggiungendo che la funzionaria «ha agito come una subordinata all’amministrazione Obama ripetendo le infamie della destra internazionale».

«Le dichiarazioni di Federica Mogherini rivelano un’ignoranza totale della realtà latinoamericana, siamo un paese sovrano rispettoso della libertà di espressione, (…) la signora dovrebbe informarsi adeguatamente sull’America Latina e sul nostro paese, ed effettuare dichiarazioni secondo il proprio punto di vista, non come una subalterna agli interessi di qualcuno», ha sottolineato il vice ministro venezuelano.

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Ricostruire il partito comunista: assemblea nazionale

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sorini-w350Intervento di Fausto Sorini, della Presidenza del Centro Studi internazionale Correspondances Internationales e della segreteria nazionale del PCdI, responsabile esteri

Nell'appello che abbiamo posto a fondamento iniziale della nostra impresa noi parliamo, tra l'altro, di una "presenza comunista autonoma, che si proponga la sua riorganizzazione in partito, che sappia unire in questo processo tutte le forze comuniste CON UNA CULTURA POLITICA AFFINE (evidenziato nel testo - ndr) che in vario modo si richiamano, attualizzandolo, al miglior patrimonio politico e ideologico dell’esperienza storica del PCI, della sinistra di classe italiana e del movimento comunista internazionale, e alla migliore tradizione marxista, a partire dal contributo di Lenin e Gramsci. 

Con una chiara collocazione internazionalista e antimperialista; consapevole che, a fronte di un imperialismo che mira a scardinare la sovranità nazionale di molti paesi per piegarne la resistenza, la difesa di tale sovranità assume nella nostra epoca un grande rilievo ed è precondizione per l’affermazione del protagonismo dei popoli".

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"Posta una pietra per la ricostruzione del Partito Comunista"

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ricostruire-foto-1di Cesare Procaccini | da www.comunisti-italiani.it

Esprimo la profonda soddisfazione mia e di tutto il Partito Comunista d’Italia per la riuscita della manifestazione di lancio dell’associazione per la ricostruzione del Partito Comunista. Il 20 dicembre centinaia di compagne e compagni hanno affollato il Centro Congressi Cavour di Roma per dimostrare la loro adesione convinta ad un progetto di ricostruzione di un soggetto politico comunista unitario e rinnovato. Un apporto prezioso ai processi unitari a sinistra a cui i comunisti organizzati in partito devono portare il loro contributo.

A 20 anni circa dalla sciagurata scelta di chiudere l’esperienza del Partito Comunista Italiano e all’epilogo del renzismo a cui sono giunti i fautori di quella “svolta”, i comunisti riaffermano la loro volontà di essere parte delle dinamiche della società e di essere il soggetto rivoluzionario del cambiamento autentico. La voce dei lavoratori delle fabbriche e del mondo del precariato che hanno riempito la sala del centro congressi ha chiesto a coralmente unità a sinistra e un progetto serio di ricostruzione di un partito comunista adeguato ai tempi durissimi che viviamo. Dopo questa entusiasmante assemblea possiamo affermare di aver posto un’altra solida pietra a fondamento della ricostruzione.

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“Una vittoria di Cuba e della solidarietà internazionale”

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dichiarazione del Partito Comunista del Venezuela
da prensapcv.wordpress.com | Traduzione di Marx21.it

cuba bandiere 580x385La liberazione di tutti gli antiterroristi cubani

Dopo l'annuncio del Presidente del Consiglio di Stato e dei Ministri della Repubblica di Cuba, compagno Raul Castro, il giorno 17 dicembre, in merito alla liberazione dei tre antiterroristi cubani – del gruppo dei Cinque – che si trovavano ingiustamente incarcerati negli Stati Uniti da 16 anni, e che sono ritornati in patria, L'Ufficio Politico del Partito Comunista del Venezuela (PCV) ha espresso la sua soddisfazione per quella che ha definito come una nuova vittoria del popolo cubano, della sua Rivoluzione e della solidarietà internazionale di fronte all'imperialismo nordamericano.

L'Ufficio Politico del PCV, attraverso l'Ambasciata di Cuba in Venezuela, ha fatto pervenire il suo saluto e le congratulazioni al Governo, al Partito Comunista di Cuba, alle organizzazioni di massa, alla classe lavoratrice e a tutto il popolo cubano per la straordinaria dimostrazione di forza offerta dalla sua dignità e fermezza, consolidate nel corso di 56 anni di Rivoluzione e in presenza di undici presidenti statunitensi.

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