La polveriera Ucraina

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PdCI Bologna

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Una mobilitazione internazionale per i prigionieri palestinesi

Una mobilitazione internazionale per i prigionieri palestinesi

Dall'occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza nel 1967 sono passati per le carceri israeliane più di 800.000 palestinesi, il che vuol dire quasi il 20% della popolazione palestinese dei territori occupati...

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Una pioggia di mercenari sulla Siria

Una pioggia di mercenari sulla Siria

di Leandro Albani

Sono migliaia i mercenari che agiscono in Siria dall'inizio del conflitto interno nel gennaio 2011. Sin dalle proteste che scatenarono un'aperta ingerenza straniera nella nazione araba, il governo del presidente Bashar Al-Assad ha reiteratamente denunciato la presenza di elementi terroristici…

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Previdenza pubblica: perché abbatterla?

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di Aurora Ferraro, segreteria regionale SPI-CGIL Marche 

poveri anzianaIl grado di civiltà di un paese si misura anche dall’attenzione e dal grado di protezione riservata ai suoi anziani, soprattutto quelli più deboli, che vivono con redditi bassissimi. 

Le riforme degli anni 60, ottenute con le lotte del movimento operaio, avevano consolidato un sistema previdenziale, alimentato dai contributi versati dai lavoratori e basato sul principio dell’equità e della solidarietà, prima fra tutte la solidarietà tra generazioni, garantita dal cosiddetto sistema “a ripartizione”.

Il tratto solidaristico del nostro sistema previdenziale era dato anche dal tipo di calcolo cosiddetto “retributivo” basato, essenzialmente, sul computo del salario degli ultimi periodi di lavoro, per garantire al pensionato lo stesso  tenore di vita goduto da lavoratore attivo.

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Medio Oriente: lo zio Sam indietreggia mentre l'orso russo avanza

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di Mahdi Darius Nazemroaya* | da rt.com/op-edgeRussia Today

Russian BearTraduzione di Sandro Scardigli per Marx21.it

L’egemonia statunitense in Medio Oriente sta declinando e gli alleati degli USA nella regione stanno cominciando a prendere in considerazione delle alternative ai tradizionali legami con Washington.

Non facciamoci illusioni: la Guerra Fredda non è mai finita per lo “Zio Sam”. Gli USA hanno lavorato strategicamente per indebolire sia la Federazione Russa che la Repubblica Popolare Cinese. La strategia di Washington in Medio Oriente ed i suoi atti ostili contro Iran e Siria sono parte integrante della sua linea di attacco contro Mosca e Pechino.

Nonostante gli sforzi dell’Amministrazione Obama, il ruolo decisivo che gli Stati Uniti hanno svolto dal 1945 in poi nell’instabile Medio Oriente, vessato dalle costanti ingerenze straniere e dalle meschine rivalità tra dinastie e potenze regionali, si sta ridimensionando. I venti impetuosi che spirano in quell’area stanno cancellando le sue vecchie tracce, mentre gli avvenimenti regionali e mondiali le stanno sostituendo con altre.

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In merito all'accordo FIAT-Veba per l'acquisto della Chrysler

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Dichiarazione di Stefano Barbieri, segreteria nazionale Partito dei Comunisti Italiani

Fiat-And-ChryslerL’accordo tra il gruppo Fiat e il sindacato americano Veba per l’acquisto dell’intero pacchetto azionario della Chrysler di Detroit è stato salutato con grande entusiasmo dal Governo italiano e dai mass media del nostro Paese, con il consenso dei soliti sindacati Cisl e Uil già impegnati a sostenere la demolizione delle regole sui contratti e sui diritti che la Fiat ha imposto negli stabilimenti italiani.

Con questa operazione, si sostiene, vince il sistema Italia e l’abilità negoziale del manager. Siamo in totale dissenso con queste dichiarazioni trionfalistiche.

Infatti il sistema Italia del gruppo FIAT è da tempo fortemente ridimensionato visto che Fiat Industrial, parte importante del gruppo,  con i suoi camion, i suoi trattori, le sue macchine movimento terra, veleggia da un paradiso fiscale all’altro e l’Italia è l’ultimo dei paesi ai quali è interessata.

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“Club Bilderberg. Gli uomini che comandano il mondo”.

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moro domenicoda ilreferendum.it

Intervista  di Valentin Ipuche a Domenico Moro*

Cos’è il club Bilderberg e cos’è  la Trilateral?

Il Club Bilderberg e la Commissione Trilaterale sono le due più importanti organizzazioni della classe capitalistica transnazionale, ovvero lo strato superiore del capitalismo mondiale. I loro incontri annuali mettono in contatto i vertici del mondo economico (multinazionali industriali e banche internazionali), con i vertici del mondo politico e istituzionale (capi di Stato e di governo, ministri economici, commissari europei, responsabili delle banche centrali) e del mondo culturale (think tank, università, fondazioni e centri di studio). Il Club Bilderbeg, nato nel 1954, ha un carattere “atlantico”, riunendo personalità che provengono da Usa, Canada ed Europa occidentale. La Trilaterale nasce nel 1973 come filiazione del Bilderberg, con l’intento di allargare la partecipazione alle élite capitalistiche non occidentali, prima al Giappone e poi ad altri Stati come la Corea del Sud, l’Indonesia, l’Australia, il Messico. L’importanza delle due organizzazioni è testimoniata dal fatto che numerosi primi ministri e alti burocrati italiani ed europei, prima di diventare tali, hanno ricevuto una sorta di imprimatur dai due gruppi o ne sono stati dirigenti. Ad esempio, Tommaso Padoa-Schioppa, Giulio Tremonti, e Mario Draghi hanno partecipato agli incontri annuali del Bilderberg, mentre Romano Prodi e Mario Monti hanno fatto parte del suo comitato direttivo. Enrico Letta è stato dirigente della Trilaterale e l’anno prima di essere nominato premier partecipò all’incontro del Bilderberg. 

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Alleati sotto tutela ovvero gli Usa e la penetrazione cinese. Una nuova puntata

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di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

cina usa barrieraL’ossessione della penetrazione cinese negli accampamenti amici deve far dormire sogni poco tranquilli nelle stanze di Washington. Costringe ad una attenzione certosina davvero faticosa. Faticosa tanto quanto portare il fardello di una leadership (militare, economica e morale) che la comunità internazionale (tutta intera) non sembra riconoscere più. Succede così che gli artefici del più grandioso e sofisticato progetto di spionaggio planetario, quello della Nsa svelato dal coraggioso Edward Snowden e che vedeva coinvolti colossi del web, giungano al ricatto ai danni di alleati tradizionali pur di bloccare la crescente influenza tecnologica della Cina popolare. Già perché i cinesi sono sempre gli stessi: pericolosi, infidi e, soprattutto, spioni.

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Stabilità, immobilismo, restaurazione ovvero il trionfo dell'indifferenza

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di Giorgio Langella per Marx21.it

macerie bnIl 2013 è stato un anno orrendo. Finisce lasciando macerie. Nessuna ripresa, sempre meno lavoro, uno stato sociale allo stremo, servizi pubblici tagliati, diritti cancellati, sperequazione, ambiente devastato, lavoro precario e insicuro in tutti i sensi, cassa integrazione alle stelle, disoccupazione ai massimi storici. E poi corruzione, evasione fiscale, truffe a qualsiasi livello, il tutto condito da un'informazione pilotata che parla d'altro e devia l'attenzione verso “cose” meno importanti, si lanciano personaggi che “bucano lo schermo” come fossero prodotti di supermercato, personaggi che, spesso e volentieri, fanno parlare di sé grazie a scandali più o meno importanti. La politica alla quale viene dato risalto è quella negativa, inutile, un fastidioso pettegolezzo o, al massimo, la declamazione di qualche slogan. Sembra che il futuro del nostro paese non sia altro che un prodotto di bassa qualità che si può vendere solo puntando all'apparenza di una confezione accattivante. Non esiste nessun programma di sviluppo, nessuna seria pianificazione. Viene tutto demandato al caso, alla provvidenza, all'immagine che possa distogliere l'attenzione dai reali problemi che viviamo. Il grande toccasana è “la stabilità”.

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I comunisti moldavi contro gli accordi con l'Unione Europea

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da www.pcrm.md | Traduzione dal russo di Marx21.it

pcrm bandiereDichiarazione del Partito dei Comunisti della Repubblica di Moldova

“Vogliono trasformare la Moldavia in un cane che abbai contro la Russia, legato alla catena europea”

Il Partito dei Comunisti della Repubblica di Moldova, già nel mese di luglio, aveva definito  il Governo di Iurie Leanca come il governo del tradimento della patria, il governo della liquidazione della Moldavia come stato e del definitivo discredito dell’idea della sovranità e dell’indipendenza moldave. Il Partito dei Comunisti ha dichiarato apertamente che questo governo sta assolvendo a un mandato criminale che dà l’avvio al fallimento della Repubblica di Moldova nei suoi confini riconosciuti sul piano internazionale, all’accelerazione del processo di annessione da parte della Romania della sponda destra del Dnestr, immediatamente dopo la ratifica degli accordi di Vilnius. 

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I comunisti portoghesi e le elezioni per il Parlamento Europeo

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da www.avante.pt | Traduzione di Marx21.it

pcp giovani bandiereLe elezioni per il Parlamento Europeo e la lotta per una politica patriottica e di sinistra” è il titolo di uno dei paragrafi contenuti nel comunicato diffuso al termine dell'ultima importante sessione (15 e 16 dicembre 2013) del Comitato Centrale del Partito Comunista Portoghese.

Le elezioni per il Parlamento Europeo, che si svolgeranno il 25 maggio, a cui il PCP parteciperà nel quadro della CDU, rappresentano un'importante battaglia politica ed elettorale che, combinata con l'intervento generale del Partito e lo sviluppo della lotta, potrebbe contribuire ad accelerare la sconfitta del Governo e la rottura con la politica di destra.

In un contesto in cui alcuni hanno cercato, con il pretesto delle elezioni per il Parlamento Europeo, di nascondere i problemi economici e sociali del Paese e ingannare sulla natura di classe della politica del Governo e delle sue conseguenze, il Comitato Centrale del PCP evidenzia la necessità e l'importanza della costruzione di una campagna elettorale di chiarimento e intervento che, a partire dalla situazione del Paese e dai problemi nazionali, identifichi nel voto alla CDU la più solida e decisiva scelta per affermare il diritto ad uno sviluppo sovrano.

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Sul caso Indesit. Come deindustrializzare un paese

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di Alessandro Belardinelli, RSU Fiom Indesit Albacina

indesit operaio"La storia siamo noi. 1425 volte no", senza volontà e senza intenzione è diventato un'icona della lunga e tortuosa vertenza Indesit, una testimonianza visiva e visibile della centralità del lavoro e del rifiuto incondizionato del Piano di Salvaguardia e Ristrutturazione annunciato dall'A.D. Marco Milani lo scorso 4 Giugno. Un rifiuto che dovrebbe restare traccia e memoria a maggior ragione adesso, perchè tutti sanno bene come l'accordo recentemente sottoscritto al Ministero dello Sviluppo Economico e ratificato dal referendum svoltosi tra i lavoratori, sia soltanto una vittoria per l'azienda che non ha variato niente di sostanziale rispetto al Piano industriale originario; così come è diffusa e chiara la consapevolezza che i lavoratori hanno votato condizionati dal ricatto della immediata mobilità e che il rospo della de-localizzazione e dello svilimento produttivo, industriale e occupazionale di Fabriano è stato ingoiato solo grazie a dosi da cavallo di "morfina assistenzialista" (5 anni di Contratti di Solidarietà e cassa integrazione straordinaria).

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La politica estera aggressiva della Francia

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di Immanuel Wallerstein* | da www.jornada.unam.mx

soldati franciaTraduzione di Marx21.it

Negli ultimi anni, la Francia ha riconfermato la sua presenza nello scenario internazionale con un grande attivismo – prima con il presidente Nicolás Sarkozy e ancora di più con il presidente François Hollande. Come nazione, si è messa alla testa delle potenze occidentali per intervenire in Libia allo scopo di rovesciare Muammar Gheddafi. Ha promosso la linea più dura tra quelle di tutte le potenze occidentali nella Siria di Bashar el-Assad. E' intervenuta unilateralmente nel Mali (dove è presente anche un contingente militare italiano, ndt) per frenare l'avanzata verso sud dei movimenti armati islamici. Poco tempo fa, Hollande è stato ricevuto come un eroe in Israele per la linea dura assunta nei negoziati con Siria e Iran. E sta inviando truppe per cercare di restaurare l'ordine nella Repubblica Centrafricana.

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Vietnam, i progressi di una nazione indipendente

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di Matteo Stella per Marx21.it

vietnam skylineIn Italia il Vietnam è un Paese che tutti ricordano quasi esclusivamente per una delle più grandi tragedie del ‘900, la guerra del Vietnam. La generazione cresciuta negli anni ’60, i militanti di sinistra e gli anticomunisti che combattono ancora la loro Guerra Fredda virtuale rammentano con passione o acredine quegli anni in cui un piccolo Paese, dotato di pochi mezzi ma con un amore patriottico sconfinato, combatté e vinse la guerra contro l’esercito più potente del pianeta, con un’impresa a cui pochi avrebbero potuto credere nei primi anni ’60. È quello il Vietnam che molti conservano nella loro mente, quello del Presidente Hồ Chí Minh e del Generale Giáp, quello del napalm e dell’agente arancio, quello del sostegno sovietico e cinese alla lotta antimperialista e anticolonialista, quello degli accordi internazionali non rispettati, quello di un Paese diviso, bombardato e seviziato, un Paese che ha però saputo tenere alta la testa e, sotto la guida del Partito Comunistai, liberare e riunificare la sua Nazione.

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Il giudizio del Partito Comunista di Bielorussia in merito alla situazione nella Repubblica di Belarus

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volovich nikolajIntervento di Nikolaj Volovich, segretario del CC del PCB al XV° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai

Traduzione di Flavio Pettinari per Marx21.it

Cari compagni e amici!

A nome del Comitato Centrale del Partito Comunista di Bielorussia e dei comunisti della Repubblica di Belarus voglio salutare calorosamente i rappresentanti dei partiti comunisti e operai di tutto il mondo, riuniti al 15° convegno internazionale nella città di Lisbona.

Purtroppo, il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Bielorussia, Igor V. Karpenko, non può partecipare personalmente ai lavori del nostro incontro. Questo accade a causa delle restrizioni sui visti imposte dall'Unione Europea e dagli Stati Uniti, contro alcune figure pubbliche della Bielorussia. Gli USA si sono arrogati il diritto esclusivo di giudicare ciò che è giusto o sbagliato, quale politica deve essere portata avanti da questo o da quel paese, interferendo palesemente negli affari interni di Stati sovrani e dei loro governi, introducendo ogni sorta di sanzioni e restrizioni.

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Sull’organizzazione del partito comunista

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di Giorgio Raccichini, PdCI Federazione di Fermo

creativewallpapersickleRiceviamo e pubblichiamo come contributo alla discussione

In vista del secondo incontro di formazione organizzato dal PdCI delle Marche, concernente il tema dell’organizzazione del partito comunista, permettetemi di fornire un piccolo contributo.

Veniamo da due decenni di progressivo fallimento dei partiti comunisti in Italia, che non può essere spiegato solo dai problemi di linea politica, ma è legato anche ad una scarsa attenzione rivolta alla questione organizzativa.

Mi pare evidente che i problemi di linea politica possono essere superati in presenza di un’organizzazione partitica adeguata, mentre il più giusto dei programmi politici rischia di rimanere un semplice pezzo di carta, se non viene supportato da una capacità del partito di mobilitare al meglio tutte le proprie forze per la sua realizzazione.

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Per non ripetere i soliti errori

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bandiererosse cielodi Fabio Nobile, segreteria nazionale PdCI

La decisione del governo Letta di abolire il finanziamento pubblico ai partiti mina, incontrovertibilmente, le fondamenta costituzionali della nostra democrazia. Vi è una relazione, infatti, tra l’articolo 49 della nostra Costituzione e l’articolo 3. Secondo la volontà dei costituenti soltanto associandosi in partiti e consentendo agli stessi di funzionare, le differenze di classe non si sarebbero automaticamente tradotte in una disparità di accesso alla partecipazione organizzata alla politica e ai suoi processi decisionali.
Il sacrosanto imperativo di «moralizzare» il sistema politico non può quindi diventare un pretesto per restringere gli spazi di agibilità democratica.

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Dal Cairo, in attesa di poter finalmente andare a Gaza

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musolinocorrispondenza di Maurizio Musolino

Il Cairo, 30 dicembre 2013

Oramai da quattro giorni siamo al Cairo in attesa di poter andare a Gaza. Ancora una volta il potere egiziano si adopera a fare da filtro e impedisce l'ingresso a chi denuncia la drammatica situazione in cui sono costretti a vivere gli uomini e le donne di Gaza. Il paradosso, ma non troppo, è che da queste parti possono cambiare i governi, ma nulla cambia rispetto l'assedio delle terre palestinesi. Oggi ci riproviamo, alcuni di noi si stanno recando all'ambasciata italiana per chiedere che almeno ci sia data una risposta. Fino ad oggi infatti non ci è arrivato nessun rifiuto, solo mille problemi, richieste di aspettare e promesse rivelatesi sempre nulle. Noi vogliamo andare a Gaza e su questo qualcuno ci deve rispondere!

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Per il rafforzamento del Movimento Comunista e Rivoluzionario Internazionale

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da "Avante”, settimanale del Partito Comunista Portoghese | Traduzione di Marx21.it

Il Partito Comunista Portoghese ha affrontato nuovamente le questioni emerse nel 15° Incontro Internazionale nel corso dell'ultima sessione del suo Comitato Centrale, come si rileva in un paragrafo del comunicato diffuso al termine dell'importante riunione.

Il Comitato Centrale del Partito Comunista Portoghese attribuisce importanza alla realizzazione del 15° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai che si è svolto a Lisbona dall'8 al 10 novembre, e che ha potuto contare sulla partecipazione di 75 partiti, di 63 paesi di tutti i continenti.

Il 15° Incontro ha rappresentato un importante momento del processo degli Incontri Internazionali, per la significativa partecipazione verificata, per i rilevanti temi dibattuti e l'ampio scambio di informazioni, esperienze e opinioni che è stato reso possibile, e per l'adozione di un significativo insieme di linee di orientamento per l'azione comune e convergente e l'espressione della volontà di proseguire e rafforzare questo processo di cooperazione multilaterale.

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Documento conclusivo dell’Assemblea nazionale delle RSU autoconvocate

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Milano, 20 Dicembre “contro la riforma Fornero delle pensioni”

fornero-lacrimaL’assemblea nazionale delle Rsu contro la riforma Fornero tenutasi a Milano, autoconvocata da 150 Rsu contro la riforma Fornero , approva l’appello posto a base della autoconvocazione che diventa parte integrante di questa risoluzioni e assume il dibattito e contributi.

L’assemblea esprime forte preoccupazione per la situazione economica, sociale e occupazionale del Paese. 

La violenta ricaduta della crisi sul mondo del lavoro riduce la garanzia di un reddito dignitoso per le lavoratici, i lavoratori e i pensionati, mentre già oggi milioni di cittadini privi di lavoro e di qualsiasi reddito vivono in condizioni drammatiche.

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“I giovani di tutto il mondo uniti nella lotta contro l'imperialismo”

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di Franco Tomassoni* per Marx21.it

18wfysIl significato del Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti, l’importanza di questo evento nella battaglia contro l’imperialismo è ben spiegata dalle parole pronunciata durante la cerimonia di apertura, presieduta dal presidente dell’Ecuador Rafael Correa, da Dimitris Palmyris, il compagno di EDON, l’organizzazione giovanile cipriota a cui è stata affidata la presidenza del Federazione Mondiale della Gioventù Democratica: “Cari Compagni, il nostro festival non è uguale a tutti gli altri festival. La sua particolarità deriva non solo dalla sua lunga esistenza, non solo perché è promosso da una mobilitazione internazionale senza pari, non solo perché unisce migliaia di giovani di tutti i continenti e di tutti i paesi del mondo. Ma anche perché è un festival che racchiude in se una proposta. Questo festival chiama all’unità di tutte le forze per la costruzione di un nuovo mondo, un mondo in cui non esista l’imperialismo. Un mondo dove non esista lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Dove le persone siano libere di determinare il proprio destino e quello del proprio paese. In questo festival si rafforza l’unità di tutti i giovani del mondo che sono determinati a sconfiggere l’imperialismo”.

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Cunhal: una vita dedicata alla lotta per la libertà e il socialismo

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di Rita Coitinho* | da www.vermelho.org.br

centenario51613Traduzione di Erman Dovis per Marx21.it

Il 10 novembre i comunisti di tutto il mondo hanno commemorato il centenario della nascita di Alvaro Cunhal. Intellettuale organico alla classe operaia e dirigente del Partito comunista portoghese, la sua vita si confonde con la storia del suo partito, del suo paese e del movimento comunista internazionale.

Autore di un vasto numero di opere che abbracciano diverse tematiche, politica, narrativa, critica d’arte, disegno e pittura, Cunhal ha lasciato alle nuove generazioni una eredità che va ben al di là dei semplici confini portoghesi. Un lavoro unico, con caratteristiche universali. Fu un rivoluzionario completo, un instancabile lottatore e l’esempio di un essere umano dei tempi nuovi.

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