Ricostruire il partito comunista: L'appello e le prime 500 firme

Ricostruire il partito comunista: L'appello e le prime 500 firme

da www.ricostruirepc.it

Pochi giorni sono passati dalla pubblicazione dell’Appello che propone un’Associazione per la ricostruzione del partito comunista, seguito dalle prime 100 adesioni. Oggi siamo ...

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Brasile: la lotta continua

Brasile: la lotta continua

di Albano Nunes

Con il 42% dei voti espressi, Dilma Rousseff ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali. Si tratta di una buona notizia. E' certo che la battaglia del secondo turno il 26 ottobre si annuncia particolarmente dura...

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Sempre più vi-Cina

Sempre più vi-Cina

di Francesco Valerio della Croce

L’occasione della visita del premier cinese, Li Keqiang, è stata inaspettatamente colta da una parte dell’informazione nazionale per porre una lente d’ingrandimento sulle relazioni economico-commerciali tra Italia e Cina. Ma a che punto è lo sviluppo di questa partnership? ...

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Dietro gli «accordi di associazione»

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southstream pipeline workersdi Manlio Dinucci e Tommaso Di Francesco

da il manifesto, 28 giugno 2014

Deve essere chiaro dove vuole andare l’Unione europea, ha chiesto Renzi. Sfondando un uscio aperto: la direzione da seguire è già stata decisa, prima che a Bruxelles, a Washington. Gli accordi di associazione e libero scambio con la Ue, firmati ieri da Ucraina, Georgia e Moldavia, hanno non solo una valenza economica, ma politica e strategica.

L’abolizione dei dazi e altre misure di «liberalizzazione», previste dagli accordi, metteranno queste economie – soprattutto l’ucraina, di gran lunga la più importante – nelle mani delle multinazionali non solo europee, ma statunitensi. L’Ucraina cederà il 49% della proprietà dei gasdotti e dei depositi sotterranei di gas a compagnie statunitensi (soprattutto ExxonMobil e Chevron) ed europee, che di fatto ne avranno il pieno controllo.

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Abbasso l'Italicum! Viva le democrazia costituzionale!

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Italicum3s550di Anna Migliaccio, Comitato Centrale PdCI

Riceviamo e pubblichiamo come contributo alla discussione

Il Congresso del PdCI tenuto nel 2011 aveva disegnato l’idea dei tre cerchi: comunisti, sinistra, area democratica. Nel successivo congresso straordinario tenuto nel 2013, dopo la crisi del centro-sinistra, i cerchi sono giocoforza diventati due: è rimasto l’obiettivo della ricostruzione di un grande Partito comunista e di una relazione stretta e organica di esso con le forze della sinistra. Due cerchi o tre, in geometria ci sono molti modi di mettere i cerchi in relazione tra loro.

Due o tre cerchi possono essere concentrici: uno dentro l’altro, dal più piccolo al più grande. Due o tre cerchi possono essere sotto insiemi di uguale o diversa misura dentro un insieme più grande che fa solo da contenitore. Due o tre cerchi possono essere intersezioni di insiemi, cioè insiemi distinti che intersecandosi disegnano uno spazio condiviso.

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Patria si, Colonia no! I comunisti argentini contro le minacce imperialiste

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fondobuitresDichiarazione del Partito Comunista dell'Argentina

da pca.org.ar | Traduzione di Marx21.it

A smentire coloro che pensano che l'imperialismo non esista è arrivata la sentenza della Corte Suprema degli USA che attribuisce legittimità ai “fondi buitres” ( fondi avvoltoio) esattamente come avevano fatto i tribunali yankees in prima e seconda istanza, in nome dei potenti interessi che rappresentano.

Il Fondo NML del signor Paul Singer, che ha comprato buoni per 48 milioni di dollari e che minaccia le nostre riserve - oggi la punta di lancia contro il futuro indipendente degli argentini - è parte del nucleo centrale del capitalismo super concentrato che ha come nave ammiraglia un sistema finanziario usuraio e delinquenziale, padrone di quote di potere che lo rendono egemonico nel contesto di dominio degli Stati Uniti.

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Verso il 28 giugno. Intervista a Manuela Palermi (Partito dei Comunisti Italiani)

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palermi pdcia cura di Luca Fiore, www.contropiano.org

Il 28 giugno a Roma si terrà la manifestazione nazionale di apertura del controsemestre popolare che movimenti sociali, sindacali e politici intendono opporre al semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea, per il lavoro, il reddito, il welfare e contro la guerra alle porte dell’Europa. Con quale spirito e con quali obiettivi avete aderito a questa mobilitazione?

Abbiamo aderito perché ne condividiamo gli obiettivi. E per un’altra ragione che ci tengo a dire. Per la volontà esplicita dei soggetti che hanno promosso la manifestazione a trovare un terreno unitario con tutti. Durante le riunioni preparatorie mi sono sentita bene, ho respirato liberamente. Era molto che non mi trovavo così a mio agio. Differenze sono emerse, come sempre quando metti insieme soggetti diversi, ma quello che ci ha unito è stato aver scelto la priorità, la ragione vera che ci teneva assieme: la contestazione ad un’Europa brutale contro la nostra gente. Lavorare per l’unità è difficile. Ci vuole pazienza e tenacia. Noi ce le abbiamo avute, tutti noi che abbiamo promosso la manifestazione, perché – se mi permetti di dirlo – abbiamo guardato la luna e ignorato il dito. Il dito è provocatore di distinguo, di inutili differenze, di sfiducia attorno a noi.

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L'Ecuador ospiterà il 16° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai

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imcwp 2014 fotogruppoComunicato del Gruppo di Lavoro dell'Incontro – Larnaka, 21-22 giugno 2014

da www.solidnet.org | Traduzione di Marx21.it

Presenti i rappresentanti dei PPCC di Cuba, Brasile (PCdoB), Ecuador dall'America Latina; Sudafrica e Sudan dall'Africa; Siria, Palestina (PPP e PC), Libano, Iran dal Medio Oriente; i due PPCC indiani, CPI e CPI (m) dall'Asia; Spagna (PCE), Cipro, Portogallo, Grecia, Belgio (PC e PTB), Gran Bretagna (CPB), Repubblica Ceca, Russia (PCFR e WP), Ucraina, Italia (PdCI) dall'Europa.

Alla riunione, in rappresentanza del Partito dei Comunisti Italiani, ha partecipato Fausto Sorini, della segreteria nazionale e responsabile esteri (link)

Il Gruppo di Lavoro (GL) dell'Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai si è riunito a Larnaka, Cipro, lo scorso fine settimana, il 21-22 giugno. AKEL (Partito Progressista del Popolo Lavoratore) ha ospitato la riunione. I partiti partecipanti sono stati informati da Andros Kyprianou, segretario generale di AKEL, sugli sviluppi in merito alla questione cipriota e hanno espresso la loro solidarietà.

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Una nuova fase nel processo di ricostruzione del movimento comunista e rivoluzionario internazionale

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sorini imwcpdi Fausto Sorini, segreteria nazionale PdCI

Si è tenuto il fine settimana scorso a Cipro (Larnaca) l'incontro del gruppo di lavoro e di coordinamento degli incontri internazionali degli oltre 80 partiti comunisti e operai del mondo (tra cui tutti i principali di ogni continente) che fanno parte della rete Solidnet.

In questo incontro ero presente a nome del PdCI: unico partito italiano presente alla riunione. 

Daremo conto nei prossimi giorni dei risultati di questo importante incontro, che pone le basi di un salto qualitativo e unitario della elaborazione, della discussione e della iniziativa dell'insieme del movimento comunista e rivoluzionario mondiale, oggi in fase di ricostruzione. 

Tali problematiche verranno discusse nel prossimo incontro mondiale plenario che si terrà quest'anno in Ecuador dal 13 al 16 novembre, su iniziativa del PC di quel paese e con il sostegno del Presidente Correa, che parteciperà all'incontro.

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Gli studenti di Bir Zeit denunciano il clima di terrore scatenato dalle truppe israeliane

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hebron2 arrestodi Aisha Shalash - Haneen Dwaib

Noi, studenti palestinesi della Birzeit University nella Cisgiordania occupata da Israele, stavamo appena esaurendo il trauma dell'assassinio e il lutto di un compagno di studi dell’università di Birzeit, Saji Darwish [1] – ucciso dall'esercito israeliano di occupazione nel marzo 2014 - e la preparazione per gli esami finali, quando il regno di terrore notturno dell'esercito israeliano ha attraversato la Cisgiordania. Tre giovani coloni israeliani illegali nella terra palestinese sono scomparsi il 12-13 giugno 2014, senza che alcuno ne abbia rivendicato la responsabilità. Eppure il governo israeliano continua a insistere che sono stati rapiti da Hamas, senza alcuna prova per confermare questa affermazione.

Questa scomparsa ha portato a incursioni notturne indiscriminate nella città e nei villaggi della Cisgiordania, arresti di massa, uccisioni, demolizioni di case, sparatorie, gravi restrizioni del movimento e un’escalation di violazioni e di misure punitive collettive contro la gente comune, non risparmiando nessuno, compresi noi studenti universitari; il tutto rendendoci difficile di concentrarci sugli studi. Tuttavia, nonostante tutto ciò che sta accadendo intorno a noi, abbiamo cercato di farlo lo stesso perché questo è il modo in cui affrontiamo queste devastazioni: insistiamo sullo studio e sul nostro diritto all'istruzione sotto l'occupazione militare israeliana, e su questa speranza per il nostro futuro sotto continua minaccia.

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“Dal destino dell'Ucraina dipende il nostro futuro”

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KazbekTajsayevdi Kazbek Tajsayev* | da skpkpss.ru

*Kazbek Tajsayev è segretario del Comitato Centrale del PCFR e vicepresidente dell'Unione dei Partiti Comunisti-PCUS, che riunisce i principali partiti comunisti dell'ex Unione Sovietica

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

I primi aiuti (alle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, ndt) sono stati spediti e hanno raggiunto in modo sicuro le vittime e le loro famiglie. Dobbiamo fare tutto quanto è nelle nostre possibilità e anche di più. E' indispensabile agire con urgenza, non è possibile rimandare. Muoiono e soffrono i nostri fratelli e sorelle, civili ucraini e russi, gli abitanti di altre nazionalità. Sono tutti finiti nella trappola della guerra, scatenata dall'attuale “dirigenza” antipopolare dell'Ucraina. Aumentando gli sforzi nella raccolta di medicine, alimenti, aiuti materiali, contribuendo all'invio di beni umanitari, possiamo dare un contributo significativo alla salvezza di centinaia di vite.

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Anche i comunisti cinesi vogliono “serrare le file”

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pcc bandiere militantidi Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it

Il “serrare le file” - prendo l’espressione da un recente contributo di Fausto Sorini - non è un imperativo d’azione valevole solo per il piccolo e bistrattato Pdci. Tutt’altro. Pare sempre più una necessità inderogabile anche per chi, come i comunisti cinesi, è alla guida della probabilmente prossima prima potenza economica del mondo.

A Pechino il “serrare le fila” - un invito lanciato dal Guangming Daily - è ovviamente inteso in senso “qualitativo” e va inquadrato nelle riflessioni - un vero e proprio processo di apprendimento - sulla ingloriosa fine del Pcus e dell’Unione sovietica. A che servono - questa la domanda principale - 85 milioni di iscritti al Pcc se ogni membro del partito non “crede veramente nell’ideologia comunista”? Il quotidiano ricorda, infatti, che quando il partito bolscevico portò a termine la rivoluzione in Russia aveva all’incirca 200mila membri, mentre quando si è liquefatto ne aveva 20 milioni. La quantità, quindi, non rappresenta alcuna assicurazione sul futuro della Cina socialista.

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Difesa, ecco il libro nero della ministra Pinotti

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pinottidi Manlio Dinucci 

da il manifesto, 24 giugno 2014

Dopo aver ricevuto l’imprimatur del Consiglio supremo di difesa, convocato dal presidente Napolitano, la ministra Pinotti ha pubblicato le linee guida del futuro «Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa», che traccerà «la strategia evolutiva delle Forze armate sull'orizzonte dei prossimi 15 anni». Strategia che, come indicano le linee guida, continuerà a seguire il solco aperto nel 1991, subito dopo che la Repubblica italiana aveva combattuto nel Golfo, sotto comando Usa, la sua prima guerra. Sulla falsariga del riorientamento strategico del Pentagono, il Ministero della difesa del governo Andreotti annunciò un «nuovo modello di difesa». Violando la Costituzione, esso stabiliva che compito delle Forze armate è «la tutela degli interessi nazionali, nell'accezione più vasta di tali termini, ovunque sia necessario» e definiva l’Italia «elemento centrale dell'area che si estende dallo Stretto di Gibilterra al Mar Nero, collegandosi, attraverso Suez, col Mar Rosso, il Corno d'Africa e il Golfo Persico».

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Ucraina contro Ucraina

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uomo pianto vetrodi Spartaco A. Puttini per Marx21.it

L’attuale crisi in corso in Ucraina ha radici storiche profonde. L’importanza dello spazio geopolitico ucraino per la Russia è rilevante. Il controllo del territorio ucraino consente la proiezione della Russia verso l’Europa e il Mediterraneo, tramite il Mar Nero. I corridoi energetici tra Russia e paesi Ue passano attraverso l’Ucraina e l’Ucraina ospita, o meglio ospitava, l’importante base di Sebastopoli della Flotta russa del Mar Nero. Per Mosca è vitale poter contare su buone relazioni con Kiev. Gli ucraini, i “piccoli russi”, fanno parte dello spazio storico e geopolitico russo da quattro secoli e russi e ucraini hanno convissuto sotto la stessa bandiera, nello stesso stato, sia in epoca zarista che sovietica. Kiev è stata, in epoche ancor più remote, la prima culla dello stato russo, il che ha ovviamente forti valenze simboliche.

L’importanza dell’Ucraina per la Russia è tenuta in notevole considerazione a Washington. Non a caso nella sua opera, La Grande scacchiera, Brzezinski sottolinea la necessità di evitare che Mosca recuperi l’influenza su questa porzione del suo “estero vicino”.

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Manuela Palermi: il 28 giugno tutti a Roma per dire No alle politiche Ue

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di Manuela Palermi | da www.comunisti-italiani.it

europa cappioIl Pdci sarà presente alla manifestazione nazionale che il 28 giugno si terrà a Roma contro la Ue della Troika e della banche. L’abbiamo promossa assieme a Prc, USB, pezzi di CGIL, Rete dei comunisti, Partito del lavoro, movimenti ed associazioni, e si è man mano allargata a tanti altri soggetti politici e sociali: il movimento dell’acqua, la Carovana Europea dei migranti, esponenti della Lista Tsipras, il variegato mondo di solidarietà alla Palestina ed altri ancora. E’ la prima manifestazione nazionale contro la politica europea, contro le scelte scellerate che hanno immiserito il Paese creando una disoccupazione da record e distruggendo il tessuto industriale e produttivo.

E’ una manifestazione importante e chiediamo alle compagne ed ai compagni del Pdci di impegnarsi a fondo e di essere presenti con le nostre bandiere e le nostre parole d’ordine. In un momento così difficile per la sinistra, questa manifestazione è nata grazie all’impegno di tante e tanti che non si rassegnano allo stato di cose esistenti. Abbiamo costruito un percorso unitario, rispettoso delle diversità, trasformandole in un contributo prezioso e non facendone un intralcio, consapevoli che l’intralcio vero sono le divisioni, i distinguo. Ci siamo riusciti. Ora è fondamentale che anche la manifestazione riesca, perché il percorso unitario continui e si arricchisca ancora di più.

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Enrico Berlinguer. Pensiero e Politica

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Giorgio Raccichini, segretario PdCI Federazione di Fermo - Introduzione

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I comunisti e gli sviluppi in Colombia

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pcc-up-juco-foto-pacocolDichiarazione del Partito Comunista Colombiano | da www.solidnet.org

Traduzione di Marx21.it

La sinistra, fattore politico della lotta per la pace con giustizia

L'elezione di Juan Manuel Santos nel secondo turno delle elezioni presidenziali in contrapposizione a Oscar Ivan Zuluaga pone momentaneamente fine all'incertezza provocata dall'ultradestra militarista che intendeva interrompere il processo di dialogo e gli accordi raggiunti tra le FARC-EP e il governo colombiano.

Nel primo turno, Zuluaga aveva superato Santos di quasi mezzo milione di voti. Ora la differenza a favore di Santos di 900.000 voti è sufficientemente ampia. Questo cambiamento è stato possibile solo per l'esplicito sostegno della sinistra, che il Partito Comunista Colombiano e l'Unione Patriottica hanno appoggiato con decisione. La coalizione unitaria di Clara e Aida (candidate al primo turno delle formazioni di sinistra che hanno ottenuto una buona affermazione, ndt) ha svolto con successo il suo lavoro.

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Il Vertice della Fiducia in Asia: un nuovo concetto della sicurezza

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cica meeting partecipantidi Andrey Akulov, della Fondazione di Cultura Strategica, Russia | da www.nodo50.org

Traduzione dallo spagnolo di Marx21.it

Il IV Vertice della Conferenza per l'Interazione e le Misure per il Rafforzamento della Fiducia in Asia (CICA, la sigla inglese) si è svolta nei giorni 21-22 maggio a Shanghai con la Cina che ha assunto la presidenza dell'organizzazione per il periodo 2014-2016. Si tratta di un foro intergovernativo creato per promuovere la pace, la sicurezza e la stabilità in Asia che risponda alle urgenze dei nuovi tempi nel tentativo di rafforzare la reciproca conoscenza sul piano regionale e migliorare l'efficacia della lotta per affrontare le problematicità che si presentano.

L'Asia si è trasformata nella forza motrice dello sviluppo globale. Negli ultimi anni è stata protagonista di più del 50% della crescita globale, con la Cina in testa. Con il sostegno di una solida crescita economica, la regione si è dotata di una crescente capacità e fiducia per risolvere i propri problemi. L'idea di convocare questo vertice fu presentata la prima volta nell'ottobre del 1992 dal presidente del Kazakistan, Nursultan Nazarbajev, durante la 47° Sessione dell'Assemblea Generale dell'ONU. CICA fu fondata nella città di Almaty (Kazakistan) nell'anno 1999 con l'impegno a creare un “clima di fiducia” tra i suoi stati membri, una fase iniziale e un “trampolino” per la meta finale: l'allineamento militare.

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Iraq e Ucraina. I "destabilizzatori creativi"

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medioriente puzzledi Sergio Cararo | da contropiano.org

La travolgente offensiva in Iraq dei miliziani jihadisti dell’Isis (Stato Islamico di Iraq e Siria) svela drammaticamente – ma meglio di tante arzigogolate argomentazioni – le conseguenze della “destabilizzazione creativa” praticata dagli Stati Uniti e dalle potenze loro alleate. Una destabilizzazione che si è manifestata in particolare in Africa e in Medio Oriente, riscrivendo quasi completamente la mappa geopolitica dell’area e riempiendola di quelle che possiamo definire come “terre di nessuno”. “Possiamo solo immaginare quali sarebbero state le conseguenze se a gennaio Stati Uniti e Francia avessero attaccato la Siria”, sottolineava giustamente qualche giorno fa Alberto Negri sul Sole 24 Ore.

Già Eric Hobsbawn, nella sua intervista sul Secolo Breve, indicava come la faglia nella storia del XXI Secolo sarebbe stata la contrapposizione tra le aree dove esistono gli Stati e quelle dove gli Stati non esistono più. Il mondo infatti si va sempre più definendo non più come diviso tra un primo e un terzo mondo, ma tra Stati forti e “disgreganti” (magari anche con processi inediti come quello che ha portato all’Unione Europea) e Stati “disgregati”.

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Berlinguer, alcune note per una riflessione collettiva

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Enrico-Berlinguer-agfdi Francesco Valerio della Croce

Riceviamo dall'autore e pubblichiamo quale contributo al confronto sulla figura di Enrico Berlinguer

Molti, forse troppi, in queste settimane intasano riviste, quotidiani, per non parlare della rete, con opinioni, epitaffi, “bilanci” a proposito della figura di Enrico Berlinguer e della sua segreteria. Sono spinto a scrivere alcune brevi riflessioni, che spero possano contribuire ad arricchire uno scambio di vedute nell’indirizzo di un’analisi approfondita e dialettica della nostra storia, per tentare di dare a questa discussione delle tonalità diverse, di avviare una nuova discussione nell’agorà affollata di idolatri e detrattori. La circostanza di un’iniziativa commemorativa sviluppata nella città di Minervino Murge, su iniziativa di un’associazione culturale della sinistra cittadina, mi sprona ulteriormente a muovere in tal senso.

Restando fedele alla premessa iniziale, affronterò molto brevemente e schematicamente questioni, che tuttavia meriterebbero e necessiterebbero di tutt’altra forma espositiva, le quali reputo ineludibili per la loro grandezza teorica e per il loro contatto con l’attualità dei problemi politici. Mi sforzerò di non restare cinto nell’ambito della speculazione intellettuale o di un’analisi puramente estetica di questo leader, provando a raccogliere e rendere organici alcuni pensieri che, ormai maturi, sono pronti a divenire un patrimonio collettivo per una cultura politica collettiva marxista e leninista.

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Dal Venezuela alla Bolivia, l'America Latina progressista contro l'aggressione al Brasile di Dilma Rousseff

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di Beto Almeida, del Direttorio di Telesur
da altamiroborges.blogspot.com.br | Traduzione di Marx21.it

dilma brasile bandieraConcludendo il Forum “Congiura Mediatica contro il Venezuela”, il vicepresidente della repubblica bolivariana, Jorge Areaza, genero di Hugo Chavez, ha espresso chiaramente il suo appoggio al governo di Dilma Rousseff di fronte alla campagna politica mediatica internazionale contro il Brasile, che tenta di far credere che la Coppa del Mondo sarebbe un insuccesso. “Il Brasile è diventato un bersaglio perché la Coppa si svolge in un paese di Celac, di Unasur, di Mercosur, e anche membro dei Brics, e che inoltre ha una politica estera antimperialista, di solidarietà a Cuba e al Venezuela e che difende l'integrazione latinoamericana. Dilma sta provando sulla pelle gli artigli del vampiro imperiale”, ha dichiarato.

La presa di posizione del dirigente venezuelano, ribadita dal presidente Nicolas Maduro, ha avuto un'indiscutibile espressione fisica nella presenza dei presidenti Rafael Correa, dell'Ecuador, e Evo Morales, della Bolivia, che hanno partecipato alla cerimonia di apertura, a Itaquera, in cui Dilma è stata insultata in maniera infima, turpe e ingiustificabile dagli occupanti della tribuna VIP, dove l'ingresso costa 990 reais (circa 325 euro).

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Dal 28 giugno parte un controsemestre di lotte. L'appello, le adesioni.

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L’appello e le adesioni per il controsemestre popolare e di lotta e la manifestazione nazionale del 28 giugno a Roma contro i Trattati e i diktat dell’Unione Europea, per il lavoro, il reddito, il welfare e contro la guerra alle porte dell’Europa. L’11 luglio a Torino contro il vertice europeo sulla disoccupazione. Sei mesi di mobilitazioni.

Le elezioni europee hanno visto in Italia un risultato in controtendenza con quelli di tutti gli altri paesi devastati dalle politiche di austerità. Il nostro è il solo paese, assieme alla Germania, dove le forze di governo che hanno approvato e gestiscono il Fiscal Compact e il pareggio di bilancio hanno avuto successo. Questo non solo,per la passività e la paura che la crisi ha diffuso, ma anche perché sinora il confronto e lo scontro politico nel nostro paese hanno ignorato la questione Europa, salvo eccezioni positive che però sinora non hanno cambiato la tendenza di fondo. I rischi ritorno del nazionalismo, della xenofobia sono un altro frutto amaro delle misure di austerità. Anche le lotte, a differenza degli altri paesi colpiti dalle politiche economiche della Troika , fin qui sono rimaste sul terreno dello scontro immediato e hanno lasciato sullo sfondo la contestazione dei ferrei vincoli che l’austerità europea ha posto alla democrazia e ai diritti sociali e del lavoro.

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La balcanizzazione dell’Iraq

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di Manlio Dinucci | da il Manifesto del 17 giugno 2014

isisifightersalSe fosse vero quanto raccontano a Washington, che gli Usa sono stati colti di sorpresa dall’offensiva dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isis), il presidente Obama dovrebbe destituire immediatamente i vertici della Comunità di intelligence, formata dalla Cia e da altre agenzie federali che spiano e conducono operazioni segrete su scala globale. Sicuramente essi sono stati invece lodati, in privato, dal presidente. L’Isis è infatti funzionale alla strategia statunitense di demolizione degli stati attraverso la guerra coperta.

Diversi suoi capi provengono dalle formazioni islamiche libiche che, prima classificate come terroriste, sono state armate, addestrate e finanziate dai servizi segreti Usa per rovesciare Gheddafi. Lo conferma l’Isis stesso, commemorando due suoi comandanti libici: Abu Abdullah al Libi, che ha combattuto in Libia prima di essere ucciso da un gruppo rivale in Siria il 22 settembre 2013; Abu Dajana che, dopo aver combattutto anche lui in Libia, è stato ucciso l’8 febbraio 2014 in Siria in uno scontro con un gruppo di Al Qaeda, prima suo alleato.

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