Venezuela. Che cosa fa la sinistra internazionale?

Venezuela. Che cosa fa la sinistra internazionale?

di Jean Ortiz

Nessuna venga a piangere domani quando verranno assassinati, torturati e “scompariranno” i militanti chavisti. I precedenti storici sono, malauguratamente, numerosi.

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Lo spartiacque della sinistra è il Venezuela

Lo spartiacque della sinistra è il Venezuela

di Massimiliano Ay

La difesa del Venezuela è oggi più che mai lo spartiacque fra la sinistra cosmopolita (a parole) e filo-atlantica (nei fatti) da un lato, e la sinistra anti-imperialista (a cui il Partito Comunista si riconosce) dall’altro.

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Così gli Usa «rassicurano» l’Europa

Così gli Usa «rassicurano» l’Europa

di Manlio Dinucci

Nell’anno fiscale 2018 (che inizia il 1° ottobre 2017) l’amministrazione Trump accrescerà di oltre il 40% lo stanziamento per la «Iniziativa di rassicurazione dell’Europa» (Eri ...

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Contro l'ingerenza nel Venezuela!

Contro l'ingerenza nel Venezuela!

di Socorro Gomes

Dichiarazione di Socorro Gomes, presidente del Consiglio Mondiale della Pace (CMP)

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Associazione Politico-Culturale Marx XXI

Per la rinascita del marxismo in Occidente. L’analisi di Domenico Losurdo

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di Aldo Trotta per Marx21.it

Manca ormai da tempo un dibattito teorico-politico sullo stato di salute e sulle prospettive del marxismo in Italia e non solo. Un dibattito tanto più necessario e urgente a fronte di una sinistra residuale che, dopo più di un quarto di secolo di abiure e di congedi dalla propria storia, continua ad annaspare nelle sabbie mobili di un “nuovismo” esasperato ed esasperante, alla ricerca affannosa e inconcludente di “nuovi” orizzonti teorici, di “nuovi” linguaggi, di “nuove” forme e pratiche politiche, di “nuove” identità, e via declinando. L’ultimo volume di Domenico Losurdo, Il marxismo occidentale. Come nacque, come morì e come può rinascere, può senza dubbio fornire un contributo prezioso per provare a rianimare una discussione che vada oltre le pur importanti contingenze politiche. Pubblicato da poco per i tipi della Laterza, il testo si presenta nel panorama editoriale nel centenario della Rivoluzione d’Ottobre, in una fase storica in cui sullo scenario internazionale piovono bombe come fossero coriandoli, i focolai di crisi aumentano e i rischi di una conflagrazione bellica su ampia scala si addensano sempre più pericolosamente all’orizzonte, nella preoccupante assenza di un movimento pacifista in grado di far sentire preventivamente la sua voce prima che l’incendio divampi. 

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L'importanza della presenza di osservatori internazionali al processo per la messa al bando dei comunisti ucraini

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ucraina comunisti leninAvante!, Settimanale del Partito Comunista Portoghese (PCP)

Traduzione di Marx21.it

Rinviata al 15 maggio la lettura della sentenza

Petro Simonenko, primo segretario del Comitato Centrale del PC di Ucraina, ha rilevato il valore della solidarietà internazionale che si esprime nella presenza di attivisti e dirigenti di organizzazioni politiche, attribuendo ad essa un effetto importante sulla decisione in merito al rinvio della lettura della sentenza. In tal senso, ha chiesto che il prossimo 15 maggio gli osservatori internazionali rinnovino la loro presenza all'udienza, mettendone in rilievo il ruolo nella denuncia del processo avviato dal governo di Kiev per cercare di porre sommariamente al bando il PC di Ucraina.   

All'udienza del processo per la messa al bando del Partito Comunista di Ucraina, che ha avuto luogo il 24 aprile a Kiev, erano presenti anche João Pimenta Lopes, deputato del PCP al Parlamento Europeo, e Madalena Santos, presidente dell'Associazione Portoghese dei Giuristi Democratici e membro dell'ufficio dell'Associazione Internazionale dei Giuristi Democratici.

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Per un'astensione militante e combattiva!

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di Jean-Pierre Page* per Marx21.it

Traduzione di Lorenzo Battisti

L'elezione presidenziale segna una svolta nella vita politica francese. Una nuova pagina si è aperta, non resta che scriverla!

Viviamo una situazione paradossale, mai come oggi la crisi del capitalismo mondializzato è stata sinonimo di regressione, di ineguaglianza, di minaccia, di violenze in tutti i campi. Il bilancio dei governi di destra come di “sinistra” è da questo punto di vista sconvolgente. Il fallimento dell'Euro e dell'Unione Europea è sfociato in un disastro sociale! E infine le minacce di nuove guerre sono alle nostre porte.

Ora, nessuno può pensare che un miglioramento sia in vista! D'altra parte tutti sono d'accordo nel dire che la situazione peggiorerà ancora, i conflitti si moltiplicheranno! Ecco perché non c'è nulla da attendersi dai programmi di Macron o della Le Pen. Non produrranno che sangue e lacrime attraverso un autoritarismo sempre più brutale. Questo si farà al prezzo delle libertà di ciascuno, di ciascuna e di tutti. Hollande e il Partito Socialista vi hanno contribuito. Hanno preparato il letto al fascismo rampante che infesta tutta la società!

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Odessa, tre anni

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di Rossija 1

Il documentario prodotto da Rossija 1 sui tre anni dalla strage di Odessa. Un documento che fa luce su una delle vicende più oscure della recente storia europea.

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Cacciabombardieri Usa F-35 schierati in Estonia e Bulgaria

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di Manlio Dinucci

Per la prima volta in «addestramento» oltremare, a pochi minuti dalla Russia. La U.S. Air Force: «Per rafforzare la sicurezza dei nostri alleati Nato e partner europei»

Due caccia F-35 statunitensi sono arrivati il 25 aprile nella base aerea di Ämari, in Estonia, per il loro «primo spiegamento addestrativo in Europa», ossia per la loro prima esercitazione di guerra in Europa. Poco dopo, il 28 aprile, altri due caccia sono arrivati allo stesso scopo nella base aerea di Graf Ignatievo in Bulgaria. Essi fanno parte del gruppo di sei F-35A Lightning II trasferiti il 15 aprile dagli Stati uniti nella base inglese di Lakenheath.

È il primo «spiegamento addestrativo» di F-35 statunitensi oltremare, comunica la U.S. Air Force, sottolineando che esso «rafforza la sicurezza dei nostri alleati Nato e partner europei e dimostra il nostro impegno per la sicurezza regionale e globale». 

Il ministro estone della difesa Tsahkna ha dichiarato, alla cerimonia di benvenuto, che «ospitare un aereo talmente avanzato costituisce un riconoscimento dell’importante ruolo svolto da questa base». Ämari è infatti la principale base della missione Nato di «pattugliamento aereo» del Baltico, dove cacciabombardieri forniti a rotazione dai membri dell’Alleanza (Italia compresa) sono pronti al decollo ventiquattr’ore su ventiquattro per «reagire rapidamente alle violazioni dello spazio aereo». 

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In Lituania continuano le brutali persecuzioni contro antifascisti e pacifisti

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“Pravda”, organo del Partito Comunista della Federazione Russa | da kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Nella repubblica ex sovietica, membro dell'UE e di fatto “servitù militare” della NATO in funzione anti-russa, vengono perseguitati e processati gli attivisti dell'opposizione antifascista e pacifista. Mentre continua, agghiacciante, il silenzio del “democratico” Occidente.

Nella città costiera di Klaipėda, è iniziato, il 25 aprile, un processo contro un gruppo di antifascisti. Le autorità li hanno incriminati per alto tradimento come “gruppo anticostituzionale”. Queste persone tempo fa avevano invitato a battersi contro l'eliminazione della moneta nazionale e l'introduzione dell'euro, si erano pronunciati contro il dispiegamento nel paese dei militari della NATO, avevano pubblicato e distribuito materiali di carattere politico.

Uno degli imputati, il giornalista antifascista G. Grabauskas, dal 2014 vice presidente del Fronte Popolare Socialista della Lituania, ha condotto nel quadro della Costituzione della Repubblica Lituana un'intensa attività contro il fascismo e la guerra, è stato l'iniziatore delle azioni davanti al palazzo del Ministero degli Esteri della Lituania e alle ambasciate di Ucraina e USA, ha partecipato a incontri in diverse città del paese.

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Ecco da dove arrivano le fake news sul Venezuela

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deptstateda lantidiplomatico.it

Mision Verdad


Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti finanzia media e giornalisti stranieri in funzione dei suoi piani d'intervento

Organi di governo come il Dipartimento di Stato, il Dipartimento della Difesa, la USAID e la NED finanziano lo «sviluppo dei media» in oltre 70 paesi, specificamente organizzazioni non governative straniere (ONG), associazioni di giornalisti, mezzi d’informazione e spazi accademici di giornalismo. 

Le corporation e i governi vogliono che l’esercizio della propaganda sia coperto con l’estetica e linguaggi apparentemente neutrali con elementi di rapidità e reattività, così il ricevitore dell’informazione può giudicare come ragionevole la viralizzazione del messaggio senza valutare l’interesse o l’intenzione che c’è dietro i dati forniti, lasciando come unico fattore di mediazione tra la ‘verità’ e il suo consumo le proprie emozioni e i sentimenti. 

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Elezioni in Francia

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French election macron lepen.0di Ângelo Alves
da Avante.pt

Traduzione di Marx21.it

La nostra rassegna sulle elezioni francesi prosegue con il commento di Ângelo Alves, della Commissione Politica del Partito Comunista Portoghese

Il popolo francese ha votato al primo turno delle elezioni presidenziali. Emmanuel Macron, il candidato che viene presentato come “di centro”, ma ex governante del Partito Socialista, ex banchiere, difensore delle politiche neoliberiste e dell'Unione Europea, appoggiato da François Hollande, è stato il più votato, con il 23,75% dei voti. Marine Le Pen, del “Front National” di estrema destra ha ottenuto il 21,53%, un risultato al di sotto di quello “previsto” nei sondaggi. Entrambi passano al secondo turno, che si svolgerà il 7 maggio. Jean Luc Melénchon, il candidato della piattaforma “Francia insubordinata”, a cui si è associato il PCF, ha registrato un grande progresso rispetto al 2012, ottenendo il 19,64% (11,1% nel 2012) e 7 milioni di voti (più di 3 milioni che nel 2012).

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Breve storia della NATO dal 1991 ad oggi (Parte 6)

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iraq soldati murodi Manlio Dinucci

Parte 1 / Parte 2 / Parte 3 / Parte 4 / Parte 5

LA GUERRA USA/NATO IN IRAQ

Il piano statunitense di attaccare e occupare l’Iraq appare evidente quando, dopo l’occupazione dell’Afghanistan nel novembre 2001, il presidente Bush mette l'Iraq, nel 2002, al primo posto tra i paesi facenti parte dell’«asse del male».

Dopo la prima guerra del Golfo nel 1991, l’Iraq è stato sottoposto ad un ferreo embargo che ha provocato in dieci anni circa un milione di morti, di cui circa mezzo milione tra i bambini. Una strage provocata, oltre che dalla denutrizione cronica e la mancanza di medicinali, dalla carenza di acqua potabile e dalle conseguenti malattie infettive e parassitarie. Gli Stati Uniti – dimostrano documenti venuti alla luce successivamente – hanno attuato un preciso piano: prima bombardare gli impianti di depurazione e gli acquedotti per provocare una crisi idrica, quindi impedire con l’embargo che l’Iraq possa importare i sistemi di depurazione. Le conseguenze sanitarie erano chiaramente previste sin dall’inizio e programmate in modo da accelerare il collasso dell’Iraq. Altre vittime vengono provocate, negli anni successivi alla prima guerra, dai proiettili a uranio impoverito, massicciamente usati dalle forze statunitensi e alleate sia nei bombardamenti aerei che in quelli terrestri.

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A chi può rivolgersi la classe operaia dopo il primo turno delle elezioni presidenziali francesi?

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Macron Fillon Le Pendi Massimiliano Arif Ay

da sinistra.ch

La nostra rassegna sulle elezioni presidenziali francesi continua con un contributo di Massimiliano Arif Ay, Segretario politico del Partito Comunista della Svizzera Italiana

Il Partito Socialista Francese ha subito la sorte del PASOK greco ed è uscito di scena, colpevole del suo ripiegamento guerrafondaio e neoliberista sotto il pessimo François Hollande: questo è un dato politico centrale. Il sorpasso di Jean-Luc Mélenchon (sostenuto dai comunisti, dai giovani e che ha saputo conquistare la fiducia della vecchia “banlieu rouge” parigina) che ha condotto giustamente una campagna abbastanza profilata contro l’UE e la NATO è un altro elemento estremamente rilevante. Se il PS avesse sostenuto la sinistra, oggi Mélenchon sarebbe sicuramente al secondo turno, ma come sempre nei momenti di crisi la socialdemocrazia sbaglia e consegna il paese al grande capitale atlantico. Ora al ballottaggio ci sarà un neo-liberista, bellicista e ultra-europeista come Emmanuel Macron e una cosiddetta nazionalista come Marine Le Pen.

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Le involuzioni degli economisti del lavoro

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lavoratori legodi Amedeo di Maio e Ugo Marani
da repubblica.it

Come in tutte le saghe che si rispettino, è difficile precisare quando divampò l’inizio della fine, ovvero quando gli studiosi sociali del mercato del lavoro cominciarono a far danno alla comprensione dei processi macroeconomici.

L’inizio non era stato malvagio: la trattazione manualistica della determinazione del reddito e dell’occupazione risultava monca di una teoria dei prezzi. Il mercato del lavoro consentiva di sopperire a questa carenza: poiché l’andamento della disoccupazione influenzava, verosimilmente, quello dei salari e questi ultimi, in mercati oligopolistici, la fissazione del prezzo da parte delle imprese; era dunque possibile “chiudere” il modello reddito-spesa. Eravamo all’universalizzazione della Curva di Phillips, uno strumento interpretativo semplice, ma efficace. 

Ancora: poiché in un’economia capitalistica, labili e mutevoli appaiono i confini tra occupati, disoccupati e inattivi, era necessario approfondire i metodi di stima e le cause di passaggio tra le diverse segmentazioni, in primis tra inattività e segmentazione. La teoria del “lavoratore scoraggiato”, in Italia ripresa da Salvatore Vinci e Giorgio La Malfa, è una buona declinazione di questo filone di indagine. Non che non ci fossero esagerazioni: la stima della Curva di Phillips beneficiava delle nuove tecniche econometriche che consentivano, tramite raffinatezze semi-logaritmiche, doppio-logaritmiche e “stiramenti della funzione”, di arrivare sempre al risultato prefisso.

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Il secondo turno delle elezioni presidenziali francesi

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macronlepenIntervista a Robert Charvin

a cura di Alex Anfruns

da investigaction.net

Traduzione di Marx21.it

Continuiamo la nostra rassegna di riflessioni sulle elezioni presidenziali francesi, con questa intervista al professor Robert Charvin

Dopo un interminabile circo politico-mediatico, quattro candidati hanno ottenuto risultati molto simili, ma la legge ne conserva solo due per la “finale”. Questa “battaglia delle teste” è in parte artificiale: vengono presi in considerazione elementi che non hanno nulla a che vedere con i giochi sociali, economici e politici. Le elezioni presidenziali del 2017 più ancora delle precedenti sono una caricatura spettacolare della monarchia presidenziale di una V Repubblica nata da un colpo di Stato e la cui natura democratica è molto limitata.

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Italia. Dal 1992 i redditi delle famiglie sono crollati del 20%

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poverta mercatodi Stefano Porcari
da contropiano.org

Era il 1992 quando il liberista Andreatta (ministro democristiano) affermò che per far fronte al debito pubblico occorreva "ridurre di almeno cinque milioni di lire il reddito delle famiglie italiane". Le terapie d'urto dei governi di Maastricht (Amato, Ciampi, Prodi) si assunsero l'onere dell'avveramento della "profezia" di Andreatta. Il piano inclinato dei redditi delle famiglie italiane è cominciato proprio allora e non si è più risollevato. L'Italia si è aggiudicata il primato negativo per "impoverimento" dei redditi delle famiglie nel confronto con i maggiori Paesi europei. La classe media italiana e la fascia a basso reddito, sono state le più colpite con un taglio del 20% nel primo caso e del 23% nel secondo, nell'arco di quasi 20 anni, dal 1991 al 2010. A confermarlo è uno studio realizzato da Pew Reserarch Center.

A conferma che le conseguenze del Trattato di Maastricht sono state una vera e propria maledizione per il nostro paese, il rapporto segnala che nessun altro paese europeo ha registrato un crollo così pesante, neanche la Spagna che non va oltre un esiguo -5%. In Spagna dal 1991 al 2010 il reddito medio familiare è rimasto stabile su 31.885 dollari (poco più di 29.000 euro), mentre in Italia si sia assistito a un crollo del 20% passando (da 37.000 euro del 1991, circa 71 milioni di vecchie lire, ai poco più di 29.000 euro del 2010).

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Vladimiro Giacché: “Perché ho cambiato idea sulla moneta unica”

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euro bandiera monetaunicaIntervista a cura di Alessandro Giorgiutti,
Libero, 23 aprile 2017

«Le due mosse della Germania per prendersi le nostre banche»

L’economista: «Berlino prima ha salvato i suoi istituti, poi ha vietato agli altri Stati di fare altrettanto. L’euro può cadere sul tasso di interesse»

Chiunque decida di approfondire le tesi euro-critiche si imbatterà prima o poi nel suo Anschluss. L’annessione. L’unificazione della Germania e il futuro dell’Europa (Imprimatur). In quel testo Vladimiro Giacché, presidente del Cer (Centro Europa Ricerche), racconta le ricadute economiche e sociali dell’unione monetaria tedesca del 1990, col marco orientale rivalutatosi del 350% in una notte. In un primo tempo i tedeschi dell’Est si sentirono più ricchi (il loro potere d’acquisto era aumentato). Poi però si accorsero che i prodotti delle loro fabbriche non avevano più mercato e in breve tempo molti persero il lavoro. La loro economia, che pure era la più avanzata tra quelle del blocco comunista, collassò.

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“Se non fosse stato per la Russia ci avrebbero massacrato”

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da PandoraTV, traduzione Monica Ricatti

Intervista a Jano Battah, vescovo cattolico a Damasco

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Il 25 Aprile a Milano

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milano 25apriledi Comitato contro la guerra Milano

Riceviamo dal Comitato contro la guerra Milano

Partiti dalla “base” per la manifestazione del 25 aprile, con lo spezzone della Brigata Immortale, siamo giunti alle 13.15 circa in Palestro. Lì abbiamo posto gli striscioni a terra per indicare lo spazio della Brigata. Alle nostre spalle, in cima a un camion, campeggiava la scritta “NO ONE IS ILLEGAL”, questa è la “parola d’ordine” (oggi si dice “claim”) sulla quale sarà bene riflettere, per poi aprire una discussione con “realtà” come “Cantiere” o “Partigiani in ogni quartiere” che l’hanno fatta propria.

Alle 16 circa il corteo si incammina, una ventina di “sentinelli” passano sulla nostra sinistra scortati dalla Digos, diretti verso la testa del corteo, lì troveranno spazio tra coloro che sono più politicamente vicini, come i “patrioti europei”, tra i quali pare ci fosse qualcuno incoraggiato magari con una mancia…

All’interno della manifestazione ci sono pezzi di partiti organizzati con un kit o con magliette come quella che, in modo un po’ ruffiano ed offensivo, riporta la scritta “Bella ciao”.

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Italia «a testa alta» nelle spese per la guerra

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stoltenberg gentilonidi Manlio Dinucci
il manifesto

«L'Italia partecipa a testa alta all'Alleanza Atlantica, nella quale è il quinto maggiore contributore, e conferma l'obiettivo di raggiungere il 2 per cento del Pil nelle spese militari»: lo ha dichiarato il presidente del consiglio Gentiloni, ricevendo il 27 aprile a Roma il segretario generale della Nato Stoltenberg. Ha così ripetuto quanto già detto al presidente Usa Trump, ossia di essere «fiero del contributo finanziario dell’Italia alla sicurezza dell’Alleanza», garantendo che, «nonostante certi limiti di bilancio, l’Italia rispetterà l’impegno assunto».

I dati sulla spesa militare mondiale, appena pubblicati dal Sipri, confermano che Gentiloni ha ragione ad andare fiero e a testa alta: la spesa militare dell’Italia, all’11° posto mondiale, è salita a 27,9 miliardi di dollari nel 2016. Calcolata in euro, corrisponde a una spesa media giornaliera di circa 70 milioni (cui si aggiungono altre voci, tra cui le missioni militari all’estero, extra budget della Difesa).

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Anche quest’anno arriva il Primo Maggio

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1maggio 2016 wftydi Stefano Barbieri per Marx21.it

Anche quest’anno arriva il Primo Maggio, la Festa del Lavoro. E l’Italia, recita la Costituzione, è una Repubblica fondata sul lavoro.

Bisogna parlare del lavoro, tutti parlano, a volte a sproposito, del lavoro. L’abbiamo fatto anche noi, l’ho fatto anch’io, molte volte dalle pagine di questi sito. Forse troppe volte, forse sbagliando, sempre sperando che chi legge facesse propria la centralità della “questione del lavoro”, della contraddizione tra capitale  e lavoro, dell’idea del “lavoro” come strumento della trasformazione della società.

Già, il lavoro…

E allora parliamo del lavoro dei giovani, quello che manca, che quando c’è è sottopagato, spesso sfruttato, regolarizzato dai voucher (quando c’erano, ma tranquilli, arriveranno forme simili), precarizzato a giorni quando non ad ore.

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Ordine di abbattere. Le minacce USA in Asia-Pacifico (e altrove)

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trump pistoladi Luis Carapinha | da “Avante!”, Settimanale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione di Marx21.it

“Solo Russia e Cina possono far fronte al ricatto e  alle minacce. La cooperazione militare tra i due vicini è vitale anche per il mantenimento dell'equilibrio strategico”.

Tillerson e Pence hanno viaggiato per l'Asia Orientale lanciando l'avvertimento: “l'era della pazienza strategica degli Stati Uniti è finita”. La sconcertante sentenza è una minaccia diretta alla Corea del Nord, sostenuta dallo spiegamento nella zona di un'importante flotta da guerra e dalla realizzazione di manovre militari con la Corea del Sud.

Tuttavia, come è noto, il vero grattacapo per il potere di Washington è rappresentato da Pechino. L'intera operazione della scalata incendiaria e della frenetica dimostrazione globale di forza degli ultimi giorni ha, in sostanza, la Cina come destinatario. Trump ha voluto attaccare la Siria alla presenza di Xi Jinping – con un altro crimine di terrorismo di Stato e la sfrontata violazione del diritto internazionale, che ha causato la gioia degli araldi dell'ideologia dominante.

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