Intervista a Orazio Licandro
coordinatore segreteria nazionale PdCI, candidato lista Ingroia
a cura di Mauro Gemma
- La formazione della lista di Rivoluzione Civile ha suscitato passione ed entusiasmo tra compagne e compagni che si rifanno all'identità comunista e che sono sensibili al tema dell'unità a sinistra, ma anche dubbi e perplessità. Vogliamo discuterne apertamente con te. Cominciando dalla questione della simbologia. Come spieghi e come valuti il fatto che nella lista sia assente ogni riferimento ai simboli più tradizionali della tradizione comunista?
E’ un tema, quello della simbologia, purtroppo ricorrente. E’ evidente che quando si intraprende un percorso come quello di Rivoluzione Civile che, per quanto strettamente ancorato a sinistra, mostra una forte eterogeneità nelle sue componenti e nelle sensibilità politiche e culturali dei suoi protagonisti, per forza di cose vi è una ricaduta sul terreno della simbologia.
Associazione Politico-Culturale Marx XXI
I comunisti italiani e la scelta politico-elettorale di Rivoluzione Civile: interrogativi e prospettive
Campagna elettorale, tesseramento e costruzione del partito comunista
di Fosco Giannini, segreteria nazionale PdCI - Candidato alla Camera dei deputati in Emilia - Romagna
Spesso, nelle “piccole” cose, si nasconde il tutto. Spesso, nell’apparente ovvietà della “consuetudine”, corre il flusso vitale. Il “tutto” e la “consuetudine vitale” segnano l’importante lettera che lo scorso 7 febbraio i compagni Francesco Francescaglia e Vincenzo Calò hanno inviato ai segretari regionali e ai responsabili dell’Organizzazione del nostro Partito.
Perché questa lettera dei compagni è così importante? Perché essa apre, in modo determinato, la campagna di Tesseramento del Partito; l’ apre tre settimane prima delle elezioni nazionali, indipendentemente, dunque, dall’esito del voto. Indipendentemente dalla possibilità, o meno, che Rivoluzione Civile superi lo sbarramento del 4%. Indipendentemente dal fatto (che naturalmente non consideriamo neutro, ma importantissimo) che il PdCI conquisti senatori e deputati.
Volontà e idee per la Rivoluzione
di Antonio Ingroia | da www.rivoluzionecivile.it
Con queste parole Antonio Ingroia ha scaldato il popolo di Rivoluzione Civile al Gran Teatro:
Io non ho paura perché voi non avete paura. Noi, rivoluzionari, non abbiamo paura perché siamo tanti e andremo avanti sino in fondo contri i mafiosi, i complici dei mafiosi, i corrotti, i grandi evasori fiscali, i partiti della casta, le banche della cricca, i padroni come Marchionne, le industrie degli armamenti. Perché noi siamo per la verità, per la giustizia, per l’eguaglianza, per i diritti dei senza diritto, per restituire il potere ai senza potere. Contro l’Italia dei disastri ma per vincere questa battaglia dobbiamo fare una rivoluzione. La rivoluzione dei cittadini onesti.
E le vere rivoluzioni si fanno non ergendosi a salvatori della patria. Io non sono un salvatore della patria, anzi, per citare una frase di un grande uomo importante: “ Io non sono un liberatore. I liberatori non esistono. Sono solo i popoli che si liberano da se” e questo grande uomo è Che Guevara.
Ecco come Terzi fomenta la guerra in Siria
di Marinella Correggia | da http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1306
Il ministro italiano dimissionario Terzi come l’emiro del Qatar e il re dell’Arabia Saudita. In prima linea nel fomentare la guerra in Siria e nel boicottare soluzioni negoziali sostenibili. Al Corriere della Sera il responsabile della Farnesina ha dichiarato che ospiterà il prossimo 28 febbraio a Roma la riunione degli “undici paesi più coinvolti nella gestione della crisi siriana” (una versione concentrata del gruppone degli “Amici della Siria” riunitosi a Parigi a fine gennaio), più la “Coalizione di Doha”, opposizione che incorpora una parte degli armati). Mentre a Damasco un ennesimo attentato terroristico uccide civili in gran numero, Terzi afferma che proporrà maggiori aiuti militari (“assistenza tecnica, addestramento, formazione”) ai gruppi armati di quell’opposizione che appunto annovera terroristi e jihadisti, guida nei combattimenti. Il 18 febbraio a Bruxelles il Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea aveva già deciso di rinnovare le sanzioni commerciali e militari contro la Siria (decise nel 2011 in funzione antigovernativa), ma emendandole per fornire all’opposizione un “maggiore supporto non letale” (?) e “assistenza tecnica per la protezione dei civili” (protezione, in realtà, degli armati contro i civili, che sono vittime degli scontri e di attacchi mirati).
Rinaldini: voto Rivoluzione Civile contro Berlusconi e Monti
da www.rivoluzionecivile.it
In Italia la vera emergenza è rappresentata dal lavoro. Eppure, in questa campagna elettorale, il precariato, la disoccupazione giovanile, il dramma delle piccole e medie imprese strangolate dalla crisi, il diritto dei lavoratori e delle lavoratrici di votare i contratti che li riguardano sono questioni completamente dimenticate. Per questo, sostengo e voterò Rivoluzione Civile, l’unica lista che rimette al centro del dibattito politico italiano la difesa e la dignità del lavoro.
Voterò Rivoluzione Civile perché rappresenta l’alternativa al montismo e al berlusconismo e costituisce una scelta di cambiamento e di rottura con le politiche che, negli ultimi vent’anni, hanno aggravato la crisi, demolito lo stato sociale e smantellato i diritti dei lavoratori.
La Siria non si inginocchierà mai!
comunicato del Partito Comunista Siriano
L'organizzazione di Damasco del Partito Comunista Siriano condanna l'attentato terroristico, criminale, vile e feroce, che ha preso di mira cittadini e bambini, in uno dei quartieri di Damasco. Una città che resiste e non si inginocchia davanti all'aggressione coloniale e ai suoi collaborazionisti, e davanti ai loro criminali strumenti. Damasco rimarrà per sempre un faro di fermezza e resistenza contro il colonialismo.
Questo vile attentato non è altro che la prova del fallimento dei complotti e della guerra contro la Siria, per colpire la sua indipendenza e la sovranità nazionale, nonché contro l'unità del suo territorio e il cammino della resistenza patriottica.
Siria: appello del Partito Comunista Unificato sulle gravi conseguenze dell'ingerenza imperialista
da www.alger-republicain.com | Traduzione di Anna Migliaccio
Come sapete il nostro Paese, la Siria, subisce da oltre venti mesi una guerra scatenata contro di noi da diversi paesi imperialisti ed altri che ruotano attorno ad essi come satelliti. Il loro scopo è distruggere lo stato Siriano che costituisce un ostacolo al piano di costruzione di un grande Medio Oriente, da costruire dopo aver sbriciolato gli Stati della regione, dividendoli in entità più piccole e in costante guerra tra loro, al fine di imporre un dominio assoluto sulle risorse petrolifere e del gas, eliminando inoltre il problema palestinese in una maniera interamente opposta agli interessi del popolo palestinese.
Questi paesi hanno da un lato appoggiato i difetti e gli errori del regime, dall’altro sostenuto i suoi oppositori. I movimenti anti regime erano inizialmente del tutto pacifici. Solo in seguito alcuni di essi si trasformano in movimenti armati, attraverso il sostegno di una vasta rete di alleanze, che include gli Stati Uniti, la Turchia, il Qatar e l’Arabia Saudita.
Più giustizia sociale per crescere
di Vladimiro Giacché | da www.rivoluzionecivile.it
Per fotografare la situazione della giustizia sociale in Italia sono sufficienti poche cifre. Secondo la Banca d’Italia il 50 per cento più povero della popolazione italiana possiede meno del 10% della ricchezza (il 9,4%, per l’esattezza), mentre il 10% più ricco possiede poco meno del 50 per cento della ricchezza (il 45,9%). E negli ultimi anni proprio la situazione di quel 50% più povero è peggiorata ulteriormente. Oggi il 10% delle famiglie vive al di sotto della soglia di povertà, e il potere d’acquisto delle famiglie è inferiore a quello di 20 anni fa.
Ma questo non è un destino: è il frutto di politiche sbagliate. Le politiche di austerity degli ultimi due governi, in particolare, hanno avuto effetti drammatici: 800 mila disoccupati in più, tasso di disoccupazione oltre il 35% tra i giovani, mille imprese al giorno fallite nel solo 2012.
José Martí e i processi di integrazione in America Latina
di Federico La Mattina per Marx21.it
“La causa nazionale latinoamericana è, anzitutto, una causa sociale: perché l’America Latina possa rinascere, bisognerà cominciare con il rovesciarne i padroni, paese per paese. Si spalancano tempi di ribellione e di cambiamenti. C’è chi crede che il destino stia nel grembo degli dei, ma la verità è che lavora, come una sfida incandescente, sulla coscienza degli uomini.”(Eduardo Galeano, “Le vene aperte dell’America Latina”)
Il 27 e 28 gennaio 2013 a Santiago de Chile si è tenuto il primo summit della Comunità dell’America Latina e dei Caraibi ( CELAC), nata il 2 dicembre 2011 a Caracas. Il summit si è concluso con la Dichiarazione di Santiago. La CELAC è costituita da 33 Stati di America Latina e Caraibi, fondamentale è l’assenza di Stati Uniti e Canada. Per quanto tra i paesi facenti parte della comunità vi siano evidenti divergenze politiche, c’è la volontà e l’interesse comune di trattare le questioni regionali senza l’ingerenza della longa manus proveniente dal nord.
La truffa del voto utile
da www.rivoluzionecivile.it
Il voto utile è un’invenzione dei grandi partiti per convincere gli elettori, di forze presunte piccole, a votare per la forza grande più vicina, cioè la loro.
La verità, quindi, è che il voto utile è una truffa per accaparrare voti di altri elettorati con un raggiro, anziché sulla base di un convincimento politico- programmatico.
Ecco perché bisogna dare il proprio voto a Rivoluzione Civile e non farsi ingannare dal canto delle sirene. Siamo l’unica vera alternativa a Monti, Berlusconi e, a questo punto, anche al Pd.
Xi Jinping: non faremo la fine dell'Urss
di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it
In un suo recente studio1 dedicato alle lezioni apprese dalla Cina dal collasso dell'Unione Sovietica, Kerry Brown, professore di Politiche cinesi all'università di Sydney, ha evidenziato un fondamentale punto di partenza: “Mentre per chi vive nelle democrazie liberali la caduta dell'Urss è un fatto storico, per la Cina ha importanza e significato ancora molto sentiti”. E così: la dirigenza comunista della Repubblica popolare cinese impegnata fin dal 1989 nell'analisi e dello studio delle cause che hanno portato alla caduta del primo Paese socialista della storia e delle democrazie popolari dell'Est Europa. Sempre secondo lo studioso australiano “il crollo dell'Unione Sovietica è una lente attraverso la quale analizzare la politica di riforma e apertura della Cina”. Il Partito comunista cinese sarebbe, quindi, da ormai tre decenni impegnato in un continuo “processo di apprendimento” finalizzato ad evitare la fine miseranda del regime sovietico e conservare il ruolo guida del Partito all'interno di un profondo e originale processo di riforma del proprio sistema socialista che ha riportato la Cina al ruolo di primo attore politico ed economico sullo scenario internazionale.
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